Il Blog Novel per cambiare vita – puntata 14

Cambiare vita con un blog novel, 14ª puntata – Maria

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Ph. by Vidiskribi

E poi c’era Maria, che aveva ideato e realizzato l’intero corso di formazione da donna per le donne, che aveva il ruolo di musa, guida e facilitatrice, ma che in cuor suo sapeva essere solo la superficie della sua vera identità, quell’abito che poi è sempre anche una maschera che bisogna indossare per stare al mondo, per essere parte della società, e che un po’ ci corrisponde e un po’ ci limita, facendoci apparire spesso diversi da quel che realmente siamo.

Sotto il vestito un essere umano, sempre puro amore

Maria era la nomade, la pellegrina, l’eterna viaggiatrice perennemente alla ricerca di un senso, di una missione, forse di una famiglia. Maria era sempre in crisi, o meglio incarnava in sé l’essenza stessa della vita, fatta di cambiamento – i numerologi, una volta, le avevano detto che è scritto nel sette della sua data di nascita; i cartomanti leggevano la stessa informazione nei tarocchi che la contraddistinguono (Carro della Vittoria, Ruota della Fortuna e Forza); gli astrologi lo confermavano osservando il suo tema natale in cui spicca un cosiddetto stellium nel segno dello Scorpione. Maria, di fatto, era sempre in viaggio, in movimento e in trasformazione, tanto dentro quanto fuori. Cambiare vita per lei era diventanta un’arte; tendere verso una vita naturale, invece, una vocazione.

Maria era stanca di una vita che percepiva non appartenerle più, fatta di un’organizzazione no-profit in un contesto dove il no-profit è soprattutto incompetenza mista a evasione fiscale. Era sfinita di spendersi per una comunità locale che non rispondeva, che sfuggiva impegni, responsabilità e scadenze; era furiosa per il tempo e le energie che stava sprecando nel tentativo di fare qualcosa di buono. Per essere riconosciuta? amata? dare un senso al suo potere mettendolo al servizio del prossimo? Un po’ di tutto, ma alla fine anche semplice e naturale desiderio di fare qualcosa di bello e di valido. Nobili intenzioni e ottima volontà, bellezza, tenacia, indipendenza, ma anche ombre e pulsioni inconsce si mischiavano, come al solito, ma il punto era che lei sentiva che quella vita non la rappresentava più, che c’erano troppe zavorre e troppo poco piacere, i dolori superavano le gioie; Maria aveva la chiara percezione che, sul piatto della bilancia, il peso dell’asimmetria era diventato troppo, e voleva solo concludere questa esperienza, benedire e salutare un ciclo che, in verità, nel suo cuore, si era già chiuso da un pezzo.

Cambiare vita è Vivere!

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Ph. by Vidiskribi

Nella vita, a volte, non basta poter contare sulle gratificazioni apparenti , seppur numerose e significative: stima, ammirazione, la conferma di esser riuscite a realizzare tutto ciò che si desiderava in virtù dei propri meriti, perché capaci, volitive, diligenti e coraggiose. Non tutto, di fatto, dipende da noi, e quando un ciclo si conclude, quando semplicemente ha fatto il suo corso, oggettivamente, si hanno più o meno due opzioni: attaccarsi al passato con le unghie e con i denti, oppure lasciar andare,permetterne la fine naturale e scoprire, con qualche ferita ancora aperta, ma anche con fiducia e curiosità, cosa ci riserva di nuovo la vita.

Partecipare ai processi altrui aveva sempre dato modo a Maria di passare attraverso i suoi stessi processi con più coscienza delle sfumature e delle alternative, con un colore, un divertimento e un’intensità che da soli non si possono sperimentare; anche stavolta era così, e il suo viaggio personale di nuovo si andava intrecciando a quello di altre donne, dando e ricevendo spunti, occasioni, punti di vista e possibilità che nella solitudine non esistono, non possono prendere forma se non nella folle immaginazione.

Ilaria Cusano

 

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