Blog Novel 21

Blog Novel – 21ª puntata

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La prima esperienza di comunicazione era unita al cammino: bisognava formare tre coppie e ognuna, nel corso del trekking, aveva circa dodici minuti per intrattenere una conversazione il cui tema doveva essere “a quali attività mi dedico spontaneamente per la maggior parte della giornata? E tra di esse, quali sono quelle che più mi nutrono, in tutti i sensi?”. Il percorso fino alla location che Maria aveva scelto durava circa tre quarti d’ora, così in totale ogni partecipante aveva l’opportunità di cimentarsi nella medesima conversazione per tre volte di seguito. L’ultimo tratto, anch’esso di circa dodici minuti, era da percorrere in silenzio.
L’obiettivo di questo esercizio era il seguente: attraverso la comunicazione, esternare le proprie scelte più spontanee e immediate, onde alimentare consapevolmente ciò che già inconsciamente si era deciso per sé e per la propria quotidianità.

La coscienza produce un risultato concreto e fecondo solo quando si allea con l’inconscio ; tutte le volte che tenta di andare per conto suo non ottiene alcun risultato, se non l’incremento di un conflitto e tutto ciò che umanamente viene di solito vissuto come fallimento.

Le preziose perle dell’oscurità

L’inconscio ci invia dei segnali molto chiari e ripetitivi su ciò a cui è bene che ci dedichiamo, attraverso i sogni, le coincidenze, le sensazioni corporee, le intuizioni e le crisi; più la consapevolezza si allinea con esso, più diviene probabile che noi ci realizziamo.
Questo accade anche a livello professionale: ciò a cui ci dedichiamo durante la giornata con naturalezza e spontaneità è esattamente ciò in cui vivono le nostre radici , la nostra creatività, l’entusiasmo, la vitalità e l’essenza – è su quello che dobbiamo puntare, dando nutrimento alla nostra vera natura e non cercando di forzarci in impegni, responsabilità e compiti che profondamente non ci appartengono; non ne può nascere nulla di buono.

Rielaborando lo stesso discorso (o quasi) per ben tre volte, ognuna delle partecipanti aveva modo di esercitarsi a ripeterlo a se stessa, a mantenerlo vivido nella coscienza e nella mente, a indirizzare energia lì e non su altro; nell’ultima fase, quella in solitudine, la concentrazione diventava una vera e propria meditazione, attraverso cui creare il proprio progetto, portandolo a compimento innanzitutto dentro di sé, in modo che successivamente esso potesse sbocciare e dare frutti anche fuori, nel mondo esterno.

Se vuoi vedere una forma fuori, devi innanzitutto plasmarla dentro; sei un’Artista, ricordatelo ☺

Questo è un altro punto molto importante: è inutile spendere tante energie in tattiche, strategie, contatti, movimenti e business plan, se prima non ci si è concentrati sufficientemente sul regno interiore, sul mondo oscuro dove tutto nasce e cresce.

Il seme si mette sotto terra, nascosto, al caldo e al buio, perché possa svilupparsi e crescere, e quando ha la forza per uscire allo scoperto, lo fa in modo naturale e semplice.
Il frutto, quando è maturo, cade dall’albero; questo ci insegna la natura, a cui noi apparteniamo e di cui siamo figli. Noi funzioniamo esattamente allo stesso modo. L’unica mossa intelligente che possiamo fare è nutrire il seme, alimentare l’intento, dare energia all’io potenziale; dopodiché possiamo star certi che, se gli obiettivi che abbiamo formulato sono in armonia con il nostro posto nella rete del mondo, tutto si manifesterà, coi suoi tempi tutto prenderà forma.

Arrivate alla location, io condivisi tale punto di vista con il gruppo, evidenziando tutte le risposte che già erano emerse da sole, semplicemente ascoltando l’inconscio e dando energia alla direzione da esso suggerita.

Ilaria Cusano

 

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