Blog Novel 30

Blog Novel – 30ª puntata

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Il fatidico seminario sulla cooperazione arrivò; tra imprevisti, ritardi, incomprensioni e paure, il gruppo giunse all’ultimo giovedì di settembre, con tutte le donne un po’ provate, ma comunque desiderose di scoprire cosa avesse in serbo per loro quel prossimo, sudatissimo passo.

L’esercizio fisico procedette fluidamente, in modo semplice e armonioso. Solo, Grazia non c’era perché le si era rotta la macchina; non sarebbe riuscita ad arrivare prima della tardissima mattinata. Diana, invece, aveva un’influenza terribile.
In entrambi i casi, comunque, la motivazione individuale fu notevole, perché tutte e due si armarono di forza e concentrazione e fecero in modo di essere presenti lo stesso, nonostante i vari impedimenti.

Se vuoi raggiungere l’altra sponda, puoi solo continuare a navigare; a un certo punto ci arriverai

Al termine dell’allenamento con lo yoga, Maria chiese alle partecipanti di disporsi a terra, a forma di stella. Aveva programmato l’intera giornata di formazione outdoor, ma il clima era stato inclemente e aveva riservato pioggia dalla mattina alla sera; così, il percorso che Maria aveva immaginato in movimento si era dovuto fare attraverso lo strumento della visualizzazione, come il suo angelo custode le aveva brillantemente suggerito.

Le donne si sdraiarono supine, con tutte le teste a contatto tra di loro, a disegnare una stella.
Maria le invitò a immaginare una radura nel verde con, da una parte, un cerchio di pietre orientate con le direzioni cardinali; aveva intenzione di far sperimentare loro la ruota della manifestazione dei Lakota, così com’è descritta nel libro di Rick Jarow “Crea il lavoro che ami”, una sorta di bibbia che dovrebbe essere fatta studiare a scuola!
Si trattava di un esercizio di visualizzazione creativa: un utilizzo dell’immaginazione con il preciso scopo di dare forma alla realtà.

I millenni passano, ma noi continuiamo sempre ad avere un enorme potere, inscritto dentro

Le popolazioni antiche usavano magie, rituali e formule non per superstizione o per ignoranza, tutt’altro, erano molto più pragmatiche di quel che pensiamo: lo facevano perché vedevano che funzionano per ottenere ciò di cui avevano bisogno, raggiungere gli obiettivi e conseguire i risultati necessari – certe esigenze non cambiano mai.
Tali popoli, però, a prescindere da dove esattamente erano insediati, erano accomunati da una particolare facoltà: la maestria, in certe capacità, quella che oggi siamo soliti chiamare competenza. Era per questo che l’efficacia voluta si manifestava al massimo livello!

Molte persone sono scettiche nei confronti di certi strumenti, ma la verità è che non li conoscono e non li sanno padroneggiare; è solo per questo che non funzionano al meglio.
Il gruppo di donne si stava esercitando nella medesima forma di sapienza egli antichi, anch’essa di stampo squisitamente femminile – personale contributo di Maria al gruppo.

D’altronde, l’etimologia della parola “immaginare” è “in me mago agere”: “lascio agire il mago che è in me”; questo si può insegnare alle persone, ci si forma per sviluppare queste abilità e per imparare a usarle sempre meglio. Tutti possono raggiungere traguardi, conseguire successi e realizzare sogni, in questo modo, e spesso è parecchio più divertente, appagante e affascinante che usare un software o una nuova app 😉

Ilaria Cusano

 

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