Cambiare vita: più che una scelta, un’esigenza – Blog Novel 4

Cambiare vita: un bisogno che parte dal corpo, regno di donne e di energia femminile – Blog Novel, 4ª puntata

cambiare vita

Cambiare vita spesso viene confuso con una decisione stravagante e un po’ ambigua, ma chi ci passa sa bene che tutto nasce da una crisi profonda, una rottura interna che non può rimanere inascoltata.
Io, personalmente, dopo aver esplorato il territorio femminile dal punto di vista corporeo, artistico e spirituale, ho sentito il fervente desiderio di espanderlo anche a livello professionale, relazionale e sociale; il mio cambiare vita doveva abbracciare ogni sfera, quasi fosse un destino ineluttabile, la ragione per cui io sono venuta al mondo.

Il corpo è l’inizio di tutto; la nostra prima identità è quella fisica, i nostri confini sono innanzitutto fisici, la nostra percezione di noi stessi passa inevitabilmente e significativamente attraverso ciò che vediamo e sentiamo attraverso il corpo. Cambiare vita è fattibile solo a partire dal corpo, o quanto meno coinvolgendo anche il corpo.

È stato molto interessante e stimolante per me, negli anni, notare che le persone che mi si rivolgono professionalmente, coloro che cercano i miei servizi, anelano a raggiungere soprattutto questi obiettivi:
– recuperare amore, unione e vitalità;
– permettersi di vivere l’emotività, l’irrazionalità, l’affetto, la libertà e la grazia;
– ritornare a sentire, con piena indipendenza e facendo fede su un buon livello di autostima.
Questi scopi non si limitano mai prettamente alla sfera corporea, poiché tutto è collegato; e, al di là di ciò, il dato ovvio è che quello che la maggior parte delle donne cerca è esattamente ciò che a loro manca: benessere, passione, emozioni, irrazionalità, affetto, autonomia, leggerezza e sensibilità – un ottimo punto d’osservazione della nostra attuale società, non c’è che dire!

Cambiare vita: un filo rosso che unisce decine e decine di donne

cambiare vitaSpesso i miei clienti sono donne, decine e decine di donne che, in sostanza, vogliono apprendere l’arte di coltivare attivamente l’amore verso se stesse; di concedersi considerazione, cura, sostegno e incoraggiamento; di permettersi di fluire nella vita con bellezza e passione; di sviluppare la forza e il coraggio necessari per convivere con la delicatezza.
Questo io ho riscontrato nelle donne con cui ho avuto l’onore di lavorare, e le ho viste sbocciare e brillare sempre, allorché si sono donate il permesso di essere se stesse, con vizi e virtù, con bisogni e abilità, con schiettezza e autonomia, di pensiero e di azione.

Con gli uomini è diverso. Ho avuto moltissimi clienti uomini quando tra le mie tecniche di crescita personale ho riservato un posto d’onore al Tantra; e cosa ho avuto modo di osservare? Un fiume di uomini che avevano la pressante urgenza di aprirsi ai sentimenti e agli affetti, alla complicità e all’alleanza, alla tenerezza e alla dolcezza, e che l’unica via che conoscevano per farlo era quella che passava attraverso la fisicità e la relazione corporea. Ricercavano l’esperienza di un certo tipo di contatto fisico per andare oltre di esso, per utilizzarlo come ponte verso altro, in particolare verso la dimensione della pancia e del cuore – affetto e sentimento.

Cambiare vita e cambiare società: i valori di cui solo noi donne possiamo farci degne ambasciatrici

Queste personali vicissitudini non solo hanno fatto sì che io confermassi le mie intuizioni iniziali, ma mi hanno persuasa ancor più che, da una parte, i valori tipicamente femminili sono una ricchezza da preservare , dall’altra, questo va fatto attivamente, non solo riscoprendo dentro di sé tali risorse umane, ma agendole nella società, traducendole in scelte, orientamenti e strutture, proprio perché esse divengano evidenti, disponibili e alla portata di tutti.
Sto parlando dell’attenzione alle persone in quanto esseri umani, della gentilezza nella comunicazione, della capacità di comprendere empaticamente e di cooperare al di là delle differenze; dell’abilità di aiutare in modo solidale e disinteressato, solo per l’istinto e il piacere di farlo; della possibilità di nutrire qualcuno soltanto perché si sente che ne ha bisogno, e perché lo si può fare; mi sto riferendo all’impulso di cedere, quando si può, il surplus di cui si dispone a chi ha di meno, invece che capitalizzarlo; all’irrazionale capace di salvare, creare e innovare, alla disponibilità a fare sempre posto a qualcuno affinché sieda affianco a noi, anche se lo spazio è poco.

cambiare vitaQuesti sono solo alcuni degli esempi dell’immensa ricchezza del regno femminile, che noi tutti dovremmo ricordare e rimettere in circolo; non solo gli uomini ma tutti, perché ho conosciuto donne che mi hanno fatto accapponare la pelle a questo riguardo – anche io sono stata una donna da far accapponare la pelle, a questo riguardo.
A mio avviso, sono valori femminili da recuperare anche la spietatezza con cui, simbolicamente, si uccide colui che nuoce all’insieme, come Madre Natura ci insegna che va fatto; l’improduttività che si genera quando noi donne abbiamo il ciclo, o abbiamo litigato con il marito, oppure ci sentiamo depresse e decidiamo di non lavorare – perché non siamo macchine, non siamo nate per produrre ma per vivere; l’illogicità con cui si afferma, con ardore e tenacia, che i dati freddi e asettici della scienza non sono affatto più veri e validi di quelli caldi ed emozionanti delle percezioni soggettive; l’emotività che esplode, distrugge, ricostruisce e seduce, riportando umanità e calore in tutte le cose dell’amore. Anche questa è ricchezza femminile che a livello individuale e sociale stiamo rischiando di perdere, e a cui invece io desidero dare nutrimento, perché trovo che sia importante, che vada conservata con cura e con orgoglio. Io la preservo dentro di me e la metto a disposizione degli altri, che infatti la apprezzano e ricevono a piene mani.

Ilaria Cusano

 

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