Perchè ho lasciato Incitement Italy

Lascio Incitement, ecco perché

Avevo scritto un bella lettera di gratitudine per tutta la community; l’avevo pubblicata sul blog di Incitement Italy. Mi sembrava il massimo per salutare con dei ringraziamenti pubblici le persone da cui ho imparato di più, nel corso di questa collaborazione.
Censurata nell’arco di poche ore. Le solite oscure ragioni.

Poi ho capito: era importante che io arrivassi a questo.

perchè lascio incitement italy

Rispondo alle richieste di molti che mi chiedono: pubblico la lettera inviata a Diletta Marabini, co-fondatrice del movimento in Italia insieme a Lorenzo Olivieri.

Quando devo scegliere tra il bene della comunità e quello dei leader, scelgo sempre il primo. Tutto il mio lavoro punta a far sì che non si debba mai scegliere tra i due, visto che il bene è uno e uno solo. Ma se devo scegliere, vuol dire che bisogna stare dalla parte della comunità.

Lettera a una leader che vuole crescere

Cara Dile,
un po’ per piacere e un po’ per responsabilità, ci tengo a salutare Incitement Italy comunicando la parte del mio feedback più utile e preziosa per un saggio e fruttuoso proseguimento dei lavori.
Partirò da quello che, per esperienza e analisi personali, a mio avviso funziona bene e va mantenuto/potenziato.
Poi metterò in luce anche le criticità, zone oscure a cui, per il bene collettivo, è il caso di prestare massima attenzione e cura.

Punti forti di Incitement Italy

L’aspetto innovativo e l’identità ci sono e arrivano: Incitement Italy si situa benissimo tra il territorio della motivazione e quello della formazione, dando l’input giusto a tutti quei creativi oggettivamente abituati a guardare le stelle e girarsi i pollici, ma di fatto geniali e ricchi di potenziale.

Credi in te stesso e nel tuo sogno, torna sul pianeta Terra, inizia a muovere il culo e vedrai che piacerà a te e al mondo!

E’ il messaggio perfetto da mandare in onda per questa fascia di persone, nel contesto italiano di questi anni, e Incitement Italy secondo me lo fa e in un modo efficace.

Di fatto, molte persone, me compresa, fanno il famoso salto verso il proprio personale paradiso anche grazie al transito dentro l’incubatore sociale che è Incitement Italy.
Il salto, mi par di capire, avviene per tutti nel momento in cui si esce da Incitement Italy; ma d’altronde anche il corpo della mamma, che è la più straordinaria incubatrice esistente al mondo, arriva fino a un certo punto, e la vera vita inizia dopo averla lasciata.

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Anche per la gestione interna del Dream Team, della community e del movimento stesso con tutte le sue attività, ci sono delle idee brillanti in circolazione, ma poi – e questa è la 1ª criticità

  1. non ci sono, da parte degli attori fondamentali, le competenze necessarie (hard skills e soft skills) per realizzarle;
  2. non c’è coscienza di questa enorme lacuna, dunque nessuno fa niente di serio per colmarla.

Criticità di Incitement Italy

Ci sono tante capacità di marketing, ma poche a livello di vera e propria relazione e comunicazione.

Ci sono l’attenzione e la cura verso la produzione di un servizio di qualità che però, ahimè, non riesce (ne può) diventare vero Servizio perché non ci sono l’investimento di energie e la formazione necessari per transitare dall’aggregazione selvaggia e casuale al vero team building e fare comunità.

E a chi invece queste competenze le ha (come me), a lungo andare, i discorsi, le promesse e i sogni blaterati al vento, purtroppo, prendono il sapore amaro degli illusionismi, della millanteria e, in ultimo, della menzogna trattata ad arte.
Mi rendo conto del fatto che, forse, non c’è intenzionalità in questo senso; ma vi devo evidenziare ciò che accade perché, tra l’altro, è un problema strutturale che si genera proprio al livello della leadership.

 

E’ una responsabilità di Lorenzo e tua, e siccome Lorenzo non ha la forza interiore necessaria per assumersela dentro di sé (figuriamoci fuori), mi auguro di cuore che possa porti tu a guida di questa sfera. Secondo me tu puoi e devi farlo; tu quella forza interiore ce l’hai e le competenze si acquisiscono – abbiamo tutta la vita per imparare.

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A questo proposito mi permetto di suggerirti delle letture e/o dei corsi su

  • facilitazione della comunicazione secondo il metodo del consenso (vedi i libri di Beatrice Briggs e qualcosa su Process Work and Deep Democracy – es. https://artedelprocesso.com/);
  • leadership femminile;
  • comunicazione non violenta di Marshall B. Rosenberg – il libro Le parole sono finestre [oppure muri] è super super super istruttivo!
  • come prendere le decisioni insieme.

Se vuoi, anche tanta della formazione che io stessa erogo, condotta da me o in particolare da una mia collaboratrici di nome Alessandra Valzania, verte su questi temi. Sarei onorata di potermi rendere utile, seppur indirettamente, in questo senso.

2 motivi personali per cui lascio Incitement Italy

Concludo con la condivisione di 2 motivi personali per cui ho valutato di lasciare Incitement Italy, per muovermi verso un altro network che risponde meglio ai miei bisogni, desideri e obiettivi.

1. Per me è fondamentale poter offrire un lavoro dignitoso e remunerato (possibilmente anche in modo lauto!) alle persone che mi “coltivo” e “cresco”.
Dopo averle ispirate, formate e connesse nel terreno fertile del network, mi vivevo con immensa frustrazione il fatto di non poterle coinvolgere in una vera e propria attività imprenditoriale, che permetta la realizzazione ultima e la libertà finanziaria e tout-court.

2. Disapprovo totalmente la gestione politica di Incitement. Mi sono indignata quando, tramite Cristian Fontanelli, quest’estate ho scoperto come ai vertici si è passarti arbitrariamente da un’attività a un’altra, completamente diversa, senza informare e includere adeguatamente la community di tutto il mondo.

Ho goduto quando ho saputo che 40 paesi su 43 avevano boicottato i leader per questo, e sono rimasta basita e nuovamente disgustata di fronte al fatto che loro prima hanno fatto orecchie da mercanti in merito e poi hanno fatto passare in sordina la questione – lo trovo vergognoso e anche poco intelligente, oltre che evidentemente immaturo dal punto di vista della leadership stessa.

 

Ultima cosa: sono tante le persone che mi stanno chiedendo perché ho lasciato e se è il caso di proporre delle opportunità a Incitement Italy. Persone interne e persone esterne.

Sto per dire una cosa per me ovvia, ma in questi due anni ho definitivamente imparato che nulla lo è, quindi la esplicito: ho detto e continuerò a dire sempre e solo la verità. Per questo ho deciso di rendere questa lettera pubblica tramite un articolo nel mio blog. Amo la trasparenza e finalmente posso di nuovo praticarla al cento per cento.
Che sia per tutti il giusto stimolo necessario per evolversi verso il successivo livello di sviluppo.

Con immenso amore e gratitudine,
Ilaria

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Il Viaggio dell’Eroina – Una Storia Vera

Blog Novel by Mamma Fenice*, 6ª puntata – Sfide, amici e nemici

Sfide

Mi trovo impegnata coi miei tre bimbi piccoli, tutti con problemi di irritazioni da pannolini, svezzamento, gelosie e mille altre storie che chi ci è già passato conosce bene.

viaggio dell'eroina life coaching spiritualeConfronto i miei dubbi con altre mamme, nuove ma soprattutto vecchie; scopro che, nel tempo, le domande sono sempre le stesse. Forse una volta si confidava di più nel passaparola, nell’aiuto dei vicini, nella conoscenza popolare. Mi piace questo far rete di conoscenze. Lo sento mio. Lo voglio.

La sfida principale, per me, è stata riuscire a fare rete partendo da una posizione geografica relativamente isolata. Cioè, senza macchina e sempre più o meno con 4 km di cammino davanti; con bambini, passeggini e il mondo da portarsi appresso.
Sfida secondaria ma non troppo: lasciare un mondo ai figli. Quindi capire quali sono i comportamenti ecologici migliori da coltivare, quali quelli solidali da promuovere, e come trasmettere questa voglia ricerca e cambiamento agli altri.
Vorrei cambiare il mondo che è intorno a me, ma per farlo ho bisogno che anche chi mi circonda ci creda e lo faccia insieme a me.

Amici

In questa ricerca di comportamenti accettabili e sostenibili, tramite la rivista Altra Economia vengo a sapere del gruppo dei  cosiddetti bilanci di giustizia. Li cerco, li trovo e mi organizzo per andare a incontrare quelli più vicini, a 30 km. Ci sono riunioni mensili con obiettivi mirati che sento miei; ma non mi basta.

viaggio dell'eroina life coaching spiritualeLoro mi danno la carica: trovarsi con famiglie con obiettivi simili mi fa sentire nel giusto, mi fa sperare che ce la si può fare.
Trovo nella la rete di conoscenze altri che hanno intenzione di far nascere un gruppo di acquisto. Nel giro di un paio d’anni ci riusciamo: lo creiamo e facciamo partire.
Non mi basta ancora.

Trovo anche anime simili che hanno piacere di incontrarsi e discutere dei temi che ci stanno a cuore: a casa mia iniziano dei ritrovi mensili tra un gruppo che discute di spreco di risorse, economia famigliare, riciclo, scambio, trasmissione di valori.
Amici sono le persone con cui stiamo bene, che ci sostengono senza neanche saperlo, che hanno i nostri stessi valori: persone che per noi ci sono.

Nemici

Ovvio che non poteva filare tutto liscio; arrivano degli ostacoli burocratici, fiscali, logistici.
La cosa che mi sconcerta di più è l’ottusità di certa gente.

So che mettermi su un piedistallo non funziona; non si può andare dalle persone a dire

Si fa così; è questo è il comportamento migliore.

Gli altri non ci seguono e a ragione.
Se, per esempio, sono arrivata a cercare alimenti sfusi per non inquinare con i contenitori, non posso pretendere di imporlo agli altri; mi diventano nemici, non mi ascoltano più. Posso parlare di cose diverse, ma i nemici mi hanno etichettato come “utopia-irrealizzabile” e non mi ascoltano più, qualsiasi cosa io dica.
È una scoperta sconvolgente che cambia totalmente il mio modo di pormi agli altri.

viaggio dell'eroina life coaching spiritualeQuando abbiamo un sogno, quando finalmente troviamo qualcosa che abbiamo cercato a lungo e che ci migliora la vita, dobbiamo cercare di comunicarlo in modo tale che sia di aiuto agli altri.
Scoprire che a loro non importa è spiazzante, ma spesso succede.
Per fare in modo che mi ascoltino, quindi, per avere ancora amici, perché la mia rete si ampli, comincio a escludere le scelte estremiste: proseguo col mio percorso di cambiamento e cerco di far riflettere gli altri che mi circondano, di condurli in un percorso in cui siano loro stessi a scoprire che è necessario cambiare alcuni atteggiamenti.

Nemici per me sono quelli che non mi ascoltano affatto, che non sentono, che sono chiusi in loro stessi e sono gusci impenetrabili, refrattari all’empatia. Quelli con cui non vorrei avere niente a che fare perché mi fanno stare male.

Mamma Fenice

*Questo blog novel è un racconto tratto dal percorso Il Viaggio dell’Eroina

 

Come curare l’ansia e sconfiggerla per sempre

Problemi di ansia

Cosa fare quando l’ansia si presenta nel bel mezzo della notte, svegliandoci di prima mattina oppure durante un qualsiasi momento della giornata quando proprio non ce l’aspettamo?
La sensazione, spesso, è quella di trovarci senza controllo, con l’incapacità di comprendere la causa e il motivo reale per cui si sta sperimentando questo stato d’animo.

come-curare-ansia-sconfiggerla

La reazione più comune è quella di rifiutare la situazione: allontanarci dalle nostre emozioni, scappare. Cerchiamo di fuggire da questo stato sgradevole, insomma, cercando una distrazione qualsiasi (televisione, Facebook, alcool, etc.), o addirittura facendo uso di farmaci.
Ma la verità è che queste non sono soluzioni.

Al contrario, questo comportamento non fa che rimandare il problema, con la differenza che più il tempo passa e più si presenterà ingrandito!

L’ansia, in realtà, può essere una grande alleata

Questa emozione sta sempre cercando di comunicarci qualcosa di importante.
Possiamo abbracciare un modo alternativo di viverla, imparando a gestirla; il primo passo è l’osservazione.

Quando sentiamo che l’ansia ci colpisce, la prima cosa da fare è permetterci di fermarci: guardala così com’è, senza giudicarla; fare attenzione a quello che percepiamo a livello fisico ed emozionale.
Per esempio,

  • in quale parte del corpo senti i segnali?
  • Quali sintomi fisici ti procura? Tachicardia, fiato corto, mal di pancia, mal di testa – cosa?
  • Quali altre emozioni ti invadono? Paura, insicurezza, tristezza, o altre?

A questo punto puoi iniziare ad accettarla. Puoi scegliere di accoglierla perché, se al contrario opponi resistenza facendo attrito, perdurerà nel tempo. Accettandola, invece, le permettiamo di fluire e velocizziamo il processo di superamento.

Respira

Spesso, quando siamo in preda all’ansia tendiamo a respirare velocemente e di petto.
Prova a portare l’attenzione sul respiro, invece.
Inizia a respirare con calma e di pancia: io, quando lo faccio, ritorno immediatamente presente a me stessa nel qui e ora, prendo maggiore contatto con  il corpo e tolgo energia ai pensieri più tragici e negativi.
Allora riesco a guardare l’ansia da un’altra prospettiva, come un’amica che ha qualcosa di importante da dirmi; ha un messaggio che forse ho sempre evitato di vedere o sentire.

come-curare-ansia-sconfiggerla

Nonostante questi sintomi fastidiosi, l’ansia può portare molta luce nella vita, aiutandoci a prendere maggiore consapevolezza del fatto che non stiamo usando tutto il nostro potenziale e non stiamo realizzando tutti i nostri obiettivi.

Solitamente, quando ci troviamo di fronte a un problema in cui si genera ansia, la tendenza è quella di focalizzarci principalmente sul problema stesso.
In questo modo, però, non facciamo che alimentarlo con la nostra attenzione ed energia.
Per evitare di nutrire inconsapevolmente una situazione difficile, la cosa migliore e anche la più semplice è domandarci cosa possiamo fare per risolvere il problema.
Così spostiamo subito l’attenzione dal problema alla soluzione, che è la cosa principale.

L’ansia, in questo, può rivelarsi un grande aiuto: arriva per ricordarci che possiamo avere fiducia, perché succede sempre quello che è meglio per noi e la nostra evoluzione; che i problemi, in realtà, sono delle opportunità e che noi possiamo trasformare il nostro atteggiamento verso di essi.
L’ansia porta luce, ci aiuta  a riconoscere un dato di fatto: possiamo cambiare direzione e possiamo sempre fare di meglio.

Emanuela Viara – Life Coach Spirituale & Love’s Angel
www.manuamaru.it
Pagina FB: Amaru – Emanuela Viara

 

Il Viaggio dell’Eroina – Una Storia Vera

Blog Novel by Mamma Fenice*, 5ª puntata – Varcare la soglia

*Racconti tratti dal percorso Il Viaggio dell’Eroina

Anni 1996, 1997, 1998
Periodo storico mio: trasloco, dimissioni, parti.
Periodo storico della società: non l’ho seguito molto; mi sembrava che il caos della mia vita causasse il caos intorno a me.

Ed eccoci con due bambini piccoli e mille decisioni da prendere:

  • Continuare a pagare l’affitto o trasferirsi?
  • Continuare a lavorare ed essere fuori casa dodici ore al giorno pagando la baby-sitter e stravolgendo la vita ai nonni, o dimettersi?

Tutto, in pratica, richiedeva un esaminare le esigenze, dare delle priorità, assegnare dei valori, mettere tutto sui piatti della bilancia e prendere decisioni.

life coaching spirituale

E’ proprio vero: quando la strada è giusta, quando un progetto preme per essere realizzato, nella realtà si realizza da solo, senza troppa fatica emotiva.

Ed eccoci a trasferirci lontano da quasi tutto: un angolino arretrato nel tempo che dentro di me io chiamo “la mia India”. Le cose importanti? I rapporti con le persone.
Le cose superflue? L’acqua in cucina, il gas, a volte l’elettricità.
Con due bimbi piccoli, ci si arrangia e ci si diverte.

Varcare la soglia per me è stato un rivoluzionare le priorità che avevo, per sostituirle con altre: essendo impiegata era importante mantenere una bella presenza, che non è aspetto fisico quanto cura dell’abbigliamento e dell’aspetto – capelli, mani, trucco, auto, l’apparenza insomma. Trovarmi con due esserini che dipendevano da me, trovarmi al centro di questa famiglia allargata che comprendeva anche i familiari e i vicini, decidere come organizzare il tutto, ha portato al centro le persone, i sentimenti, quello che si sente.
Riscoprire che le risorse non sono quello che c’è nel portafoglio, ma l’energia e il tempo da decidere dove e come impiegare, per me, è stato fondamentale.

Dall’incontro col mentore al varcare la soglia

Certo, in famiglia siamo sempre stati noi due, mio marito ed io, a prendere le decisioni e a impostare la nostra via futura. Per fortuna, o perché siamo ben assortiti, le cose ci sono apparse come un sentiero ben delineato da seguire.
Abbiamo parlato del mio mentore,; cosa c’entra adesso con il varcare la soglia?
Semplice: avere il coraggio di affrontare queste situazioni, per esempio, la scelta di dimettersi quando sono aumentate esponenzialmente le spese, affrontarle con serenità, coscientemente, sapendo che non sempre la scelta più comoda è la migliore per me, per noi, questo coraggio arriva dal mentore.

Il mentore è un precursore, un apripista: sta li come una specie di monumento a significare che è possibile, che lei che l’ha fatta, che si vive bene anche andando contro corrente, che quando siamo felici niente altro importa.
E noi siamo felici quando facciamo e viviamo nel modo giusto per noi, che non è quello degli amici, dei genitori o della tv.
Ci vuole coraggio anche solo per pensarlo: le paure di sbagliare, quelle di esporre tutta la famiglia (anche i genitori e i fratelli) a questo rischio, la paura del fallimento nel senso di sbagliare le cose che si fanno, ma anche di fallimento economico. E, quando in una famiglia c’è un fallimento, poi si danneggiano tutti i rapporti, quindi anche la paura del fallimento della famiglia stessa.
Ecco, queste paure ci sono; ma vedere che qualcun’altra ha fatto le stesse scelte e sta vivendo felice, a distanza di tempo, dà la speranza che ce la si può fare.

life coaching spirituale

Dà un senso di sicurezza: se ce la fa lei ce la posso fare anch’io!
Ovvio che ognuno ha il suo modo di vivere, non consiglio certo una scelta radicale come la nostra, se non è la propria strada!
Ma seguire la propria strada è importantissimo; o, almeno, per noi lo è stato.
Le varie difficoltà incontrate lungo il cammino non sono state pesanti. Adesso, a volte ci troviamo senza luce o acqua, ma non mi sembra grave come essere senza Internet.
Strano no? 🙂

Varcare la soglia significa rimettersi in gioco e capire qual è il gioco

Capire che siamo noi a stabilire le regole della nostra vita; che non siamo passivi, perché effettivamente decidiamo di tutto il mondo che ci sta intorno.
Decidere per noi stessi quali sono le cose importanti; e portarle avanti.
Tanto poi vanno avanti da sole; basta iniziare capendo quali sono i nostri valori forti.
Ora c’è la moda di non fare le cose in base al sesso, ma noi ci siamo divisi i compiti alla maniera tradizionale: il marito lavora e la mamma sta coi bambini. Non sarà razionale ma era quello che ci sentivamo di fare: il marito lavora fuori casa e la mamma tiene il punto fermo in casa. Ha funzionato 🙂

Mamma Fenice

 

Sex Coaching, fantasie sessuali e Tantra

Sex Coaching

sex coaching donneDomani è l’ultimo giorno per partecipare al percorso di Sex Coaching che, alla fine, è rimasto solo per donne. Con mia somma gioia e meraviglia 😀 Fino a qualche anno fa le donne non volevano saperne proprio niente di migliorare la vita sessuale; non se ne poteva nemmeno parlare ché si innervosivano e mi guardavano torve, in realtà!
Bisognava propinargliela mascherata da fatine o robe cervellotiche, la sessualità, ché dell’istinto e del mistero puri avevano il terrore! Traumi, traumi e ancora traumi – uff…

E così per anni, su questo, ho lavorato quasi solo con gli uomini; al limite ogni tanto con qualche coppia. Qualcuna è riuscita addirittura ad avere dei bambini dopo mille tentativi vani, agendo sulla connessione intima e profonda.
Oggi, invece, il gruppo di donne per il Sex Coaching è numeroso e gaio, mentre gli uomini, nella settimana di promozione, mi si sono proposti in gran quantità solo come amanti. Tre in una settimana 😀 Wow!
Ma io sentivo il richiamo del quarto…

Fantasie sessuali

Solo un’altra volta nella vita mi era successa una cosa simile, e fu una vera e propria rivoluzione effettivamente: mi portò a creare una sorellanza meravigliosa con una donna, a viaggiare in Scozia e a fondare un eco-villaggio. Ma tutto era partito da un sogno e da un richiamo dell’anima e dell’animale insieme, un po’ come stavolta.
Ecco come l’ho raccontato al mio “quarto”:

Quando abbiamo iniziato a interagire in modo diretto (in occasione del secondo video-corso che hai sex coaching donnepreso, per intenderci), mi sono subito accorta che eri il mio tipo.
Nella vita alcune forme di attrazioni ci stupiscono, mentre ad altre ci abituiamo: conoscendo noi stessi impariamo a riconoscere chi incarna quei pattern energetici che aderiscono perfettamente al nostro. Io ho riconosciuto immediatamente te, perché sei preciso.
E ora che ho il tuo tema natale ne ho avuto diverse conferme anche… dall’alto!
Quando un uomo è brillante, sanguigno, denso, forte, premuroso, grande e avvolgente… beh, io so che mi accendo fino in fondo.
Poi i miei chakra viaggiano tutti insieme; ogni tanto qualcuno mi pressa perché io ne sganci uno dall’altro ma, pur volendo e avendoci provato, non ne sono capace. Non fa parte della mia storia in questa vita, immagino.
Ho imparato a conviverci, e lo hanno fatto pure tutti quelli che hanno deciso di rimanermi affianco – nel bene e nel male perché mi rendo conto di essere di un’intensità che a molti disturba… Non è una colpa, ecco; è la mia identità. Amen.
Dunque all’inizio c’era questo riconoscimento.
Poi, sai, tante interazioni, online e non solo, tante avances, tanti bla bla bla, tante idealizzazioni… E io detesto sia i bla bla bla, sia essere idealizzata; pure quando ci guadagno fior di quattrini per questo, scardino sempre entrambi: i bla bla bla e le idealizzazioni… li trovo così degradanti per la dignità umana! Quindi sono stata zitta al mio posto, con te.
Anche perché di base sono una donna all’antica: mi piace sedurre e lasciare che sia l’uomo a fare il primo passo; adoro la galanteria, essere corteggiata, vezzeggiata, viziata; poi sono devota e adorante, ma se arrivo a fare il primo passo io, in linea di massima, è per esasperazione.
A un certo punto mi succede questo – nelle ultime due settimane, più o meno: da che ti avevo riconosciuto e basta, inizio a sentire una connessione più forte con te, e ogni volta che vedo una tua immagine, nel mio corpo percepisco la corrente energetica cominciare a scendere più in profondità del solito. E io ho imparato a decidere con la vagina; è una cosa che mi ha portato tanti di quei benefici, nella vita!
Ecco, su di te hanno cominciato ad arrivarmi segnali forti e chiari da lì; un vero e proprio richiamo.
D’altronde, noi donne fisicamente funzioniamo così: i nostri ormoni sanno con precisione chi ha il corredo genetico che ci completa e arricchisce al meglio. Non ti sto dicendo che voglio fare dei figli con te, eh! Sto solo appurando la base del funzionamento dell’attrazione, che è anima-le.
Passano un altro po’ di giorni e la cosa, dal basso, rimbalza anche in alto, come accade sempre. E una voce nella mia testa (l’intuito) inizia a suggerirmi di contattarti per incontrarti quanto prima, perché tu, da un punto di vista energetico, incarni esattamente tutte le informazioni che ho bisogno di integrare per imparare a proteggermi.
Alchè ho un sobbalzo e penso “Eh? Ma che roba è?”.

sex coaching donne

Però so che, quando seguo l’istinto e l’intuito, tutto va sempre al meglio nella mia vita; quindi anche stavolta mi lascio andare, supero le mie idee preconcette e i pregiudizi (qualcuno c’era) e agisco.

Agisco mandandogli un messaggio ridicolo all’1:10 di notte, che Bridjet Jones in confronto è Jackeline Kennedy 😀

Dai, adesso basta! Iniziare a farmi addirittura tutte ‘ste fantasticherie su una persona che non so neanche che odore ha è decisamente ASSURDO – almeno per me.
Esco dal mondo di Oz e faccio un passo logico e piedi per terra.
Quando passi dalle parti di Padova me lo dici, per favore, cosí ci conosciamo di persona?
Se-ti-va, ovvio.
Insomma, quando mi capitano cose così strane, solitamente c’è qualche forza stra-ordinaria all’opera; mi piace correre il rischio di scoprire dove mi sta invitando.
Sogni d’oro

Lui mi risponde la mattina dopo dicendomi che l’attrazione è reciproca e che la sua va avanti da uno o due anni! Come fanno a star fermi anni io non lo so! 😀

Tantra

sex coaching donneNon posso condividere cosa è avvenuto poi ieri, tra pomeriggio e sera, quando prima ho giocato a lungo con lui e le nostre fantasie sessuali e la sera a cena con l’amica, collega e sorella Ilaria Marchioni e la luna piena… è esploso il mondo! 😀 E’ prematuro e deve incubare bene nella vita privata, prima che possa espandersi in quella pubblica. Ma…

  1.  … quando le stelle si mettono in fila, le fantasie sessuali si avverano. Tutte le fantasie sessuali!
  2. La rapidità, la bellezza, la gioia e la perfezione con cui succede sono… commoventi!
  3. Come mi comunicava egregiamente Simon and the Stars nell’oroscopo dello Scorpione Ottobre 2017, è ora che io riprenda in mano il progetto lasciato in sospeso dal 2012: che torni a occuparmi di nuovo primariamente di sessualità, per lavoro.  Ma occhio: solo ed esclusivamente a pagamento e… non faccio la squillo 😉 Uomo avvisato…

Ilaria Cusano

PS. Per partecipare al gruppo di Sex Coaching per donne fatti viva entro domani, ché poi chiudo le iscrizioni e non so se mai ne farò un altro, così su WhatsApp – carpe diem, sempre 😉

 

Il Viaggio dell’Eroina – Una Storia Vera

Blog Novel by Mamma Fenice*, 4ª puntata – Incontro con un mentore

*Racconti tratti dal percorso Il Viaggio dell’Eroina

1995-1998, nascita del terzo figlio.

Finisce la guerra in Jugoslavia, si suicida Mia Martini, nasce la prima pecora clonata.
Muoiono Lady Diana, Madre Teresa di Calcutta, Lucio Battisti e 19 turisti nella funivia del Cernis; un aviatore pazzo ha cercato di passare sotto ai cavi.
Arrivano l’euro, Yahoo e Google. I lontani sono più vicini, Osama Bin Laden rivendica attentati.
Lo scenario internazionale non sembra ancora una polveriera, forse perché non così vicino come adesso…
La Cecenia è già in guerra.
Per me, comincia la globalizzazione.

Coinvolta al 100% nel ruolo di super-mamma di tre adorabili, pestiferi esseri, mi lascio avvolgere dalle vicende quotidiane. Detto così sembra noioso, ma è tutt’altro! Ecco un banalissimo esempio.
3 del mattino, sala, sofà: un bambino vomita dal sofà, un altro ha appena finito e un altro ancora, nel seggiolino dell’auto che usiamo come mini-sdraio, si guarda intorno.
Io, con la nausea a palla, pulisco a terra.
Prima notte a casa dopo il parto. Promette bene, eh!? 😀

coaching mamma

Una cosa bella dei bambini è che non giudicano: ti fanno vedere il mondo come se fosse nuovo.
Mentre li porto a passeggio per stancare l’iperattivo che col passeggiare e i ritmi ripetitivi si calma, riscopro le relazioni. Incontro altre mamme e vedo persone che conosco da anni, con cui però non avevo più tempo di parlare.
Conversare è bello, ma lo è soprattutto ascoltare le emozioni. Sentire gli altri raccontare delle loro passioni: una nonna innamorata del nipotino, un imbianchino che ti spiega una tecnica particolare, una maestra che fa le conserve con la sua classe.

Incontro col mentore

Arriva tramite una ragazza, figlia di amici di famiglia; ha anche lei dei bambini piccoli.
Si parla, si scherza, i bimbi giocano; mi riavvicino alla loro famiglia, in particolare a sua madre.
La conosco da una vita. E’ un’anticonformista: ha idee particolari che mi affascinano. Non mi ero mai interessata a questa parte della sua vita; adesso mi incuriosisce.
Ecco l’incontro con il mentore. O meglio, la scoperta del mentore.
La conosco veramente da tanto, solo non sapevo tutte queste cose di lei.

Mi affascina la sua visione del mondo, la sua coerenza, il suo vivere le battaglie in prima persona. Il suo riuscire a trascinare la famiglia, la sua sicurezza di essere nel giusto.
Senza voler fare proselitismo lei vive così, fra le molte critiche di chi non vuol capire e gli amici che, da amici, la accettano.
Qualcuno forse le è amico proprio perché la ammira come persona; qualcun altro perché la pensa come lei; altri ancora perché, forse, con lei stanno bene.
Frequentando sua figlia e parlando delle nostre difficoltà da figlie, realizzo che anche mia madre è una che crede di essere nel giusto. E’ pure intransigente con chi la pensa diversamente.
Conosco meglio i progetti, le aspirazioni, le motivazioni che guidano quest’altra mamma, simile alla mia per certi versi, diversa per altri.

coaching mamma

Presa di coscienza lungo il viaggio dell’eroina…

Vivo questo periodo e mi rendo conto che è pieno di cose gratificanti: le merende con le amiche e i figli, le piccole soddisfazioni personali dei lavoretti fatti bene, le scoperte che i bambini sanno fare.
Cose che hai avuto davanti per anni e che, a un certo punto, assumono una valenza nuova…

Scelgo la mamma della mia amica come mentore, una guida: quello che ha fatto, le sue scelte, non le copio ma le faccio anch’io.
E’ un’apri-pista per me: le sue azioni ispirano le mie. La sua visione del mondo, di come dovrebbe e potrebbe essere, mi  arriva tutta. Forse i sogni in me c’erano già, ma li avevo abbandonati per mancanza di coraggio.
Vedere un’altra persona, un’altra mamma con una famiglia e tutte le limitazioni che questa impone, che riesce a fare ciò a cui ambivo, mi dà la carica. Mi dimostra che è possibile farcela.

Anche da donne.
Anche se non è giusto far vivere la famiglia sopportando il tuo sogno.
Anche se si hanno figli.
Anche se non si sta lavorando.

Se si ha un sogno bisogna lasciarlo volare.

La mia mentore, questa donna che ha qualche anno più di me ma ragiona come una ragazza fuori dagli schemi, mi dimostra che noi siamo quello che vogliamo essere. Ma che, per esserlo, bisogna combattere:

  • contro la nostra pigrizia,
  • contro la paura,
  • contro l’abitudine di chi ci sta intorno a vederci sempre allo stesso modo.

Se dentro mi sento piena di forze e voglia di fare, perché devo vedermi e comportarmi come un’anziana?
Se dentro ho mille idee e fuori non ho un soldo, perché non posso progettare e realizzarmi?
Se sono piena d’energia e giovane, perché non posso prendere il mio bastone, appoggiarmi e andare?
Posso essere me stessa, quello che in questo momento sento di essere, a 16 anni come a 60!

coaching mamma

Con questo spirito la mia mentore affronta la giornata, piena di entusiasmo per le sue battaglie. E non le vince tutte,
anzi! Al suo posto forse mi abbatterei.
Ha talmente tanta passione che trascina con sé chi le sta vicino.
La ammiro. Non è facile rapportarsi con una persona convinta di essere nel giusto, con altissimi ideali, ma la ammiro. Per sua figlia non è facile.

Io lascio sempre affiorare le mie insicurezze, i miei sbagli, le mie incertezze; mi sembra di essere più umana e meno super-mamma.
Forse mi nascondo per non spaventare il mio prossimo.
Forse uso gli altri come scudo per la mia timidezza.
La mia mentore no. E’ una guerriera generosa e salda. Quando penso a lei mi sento forte.

Mamma Fenice

*Racconti tratti dal percorso Il Viaggio dell’Eroina

 

Voltare pagina nella vita, di Emanuela Viara

Come voltare pagina

Prima o poi capita di dover voltare pagina. Solitamente, inizia con il dover vivere una situazione difficile, un momento buio: un partner che ti lascia, la perdita del lavoro, un portafoglio rubato.

voltare pagina nella vita

La reazione più comune è quella di provare emozioni di sconforto, tristezza, abbandono, disperazione, rabbia. Il mondo sembra caderti addosso e ti domandi

Perché capita sempre a me?

Contemporaneamente punti i piedi a terra e pensi

No, non doveva andare così!

Ovviamente non c’è molto da fare per cambiare la situazione; puoi lamentarti di come le cose sono andate storte e aspettare che il tempo faccia il suo dovere che, come si dice, è la miglior cura 😉

Posso dire di avere reagito così per molto tempo. I risultati, però, erano sempre gli stessi, e anche abbastanza deprimenti. Certo, i momenti felici non sono mai mancati, ma era l’approccio di base che sbagliavo.
Tendiamo a comportarci come delle mosche che continuano a sbattere contro lo stesso vetro. Alcune volte, però, la vita ci riserva degli schiaffoni talmente forti da farci aprire un po’ di più gli occhi.
È stato in un momento come questo che ho smesso di sbattere contro il solito vetro e ho cercato una via di uscita alternativa.

Veniamo al punto, come si può voltare pagina nella vita?

Innanzitutto, do per scontato che voltare pagina si può.
In secondo luogo, ci tengo a sottolineare che per ottenere un cambiamento, bisogna volerlo dal profondo di sé, fino alle ossa.

Inizialmente è importante avere pazienza e vivere le emozioni che emergono. Alcune sono terribili, ma scappare serve solo a rimandare il problema, che senza dubbio si ripresenta triplicato in un secondo momento.
Mettersi in una condizione di presenza alle emozioni, guardarle per quello che sono senza giudicarle, è fondamentale.
In questa prima fase non bisogna correre; ci si deve permettersi di elaborare l’accaduto e, nel caso in cui non sia successo niente di particolare, chiarirsi le idee.
Definire cosa non ci piace della nostra vita, come vogliamo cambiarla. Più ci guardiamo in profondità e meglio è.

A questo punto ci sono due strade.

voltare pagina nella vita

La prima è quella più conosciuta: ci lamentiamo, non accettiamo la situazione, proviamo un continuo stato di sofferenza e ci aspettiamo in modo passivo che la vita sia più buona, sperando che ci faccia incontrare il partner o il lavoro che finalmente ci renderanno felici.

La seconda strada, invece, consiste nel porci in un atteggiamento attivo, in cui facciamo spazio alla consapevolezza e alla responsabilità del nostro potere interiore, della capacità di affrontare la vita.
Possiamo assumere un atteggiamento di fiducia verso l’esistenza. Possiamo pensare

Se l’esistenza mi ha posto di fronte a questa situazione forse è perché era il meglio che potesse accadermi, semplicemente non me ne rendo conto.
Se è andata così poco male, posso prendere un’altra direzione.

Einstein diceva

Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose.

In questo modo è più facile accettare l’accaduto, lasciarlo andare e cominciare a vivere la situazione presente senza lamentarci.

Questa è un’ottima opportunità di trasformazione!

Spesso rimaniamo legati a vecchie abitudini e modi di essere, ma in questa fase è molto utile lasciare andare alcune parti di noi, stupire noi stessi e permettere a nuovi aspetti di esprimersi.

Un ingrediente per catalizzare il cambiamento, ma che consiglio di applicare in ogni caso, è vivere la gratitudine: riuscire a essere grati proprio in un periodo in cui le cose prendono una brutta piega è uno dei regali più grandi che ci possiamo fare. È gratis e richiede uno sforzo minimo.
Ricordarci di essere grati di qualsiasi cosa ci venga in mente, anche la più banale (anche se a mio avviso non c’è mai niente di banale per esserlo), almeno una volta al giorno: innesca dei cambiamenti interiori ed esteriori incredibili!

Identificato l’obiettivo che vuoi raggiungere, sentendo dal profondo questa esigenza, è importante muoverti in questa direzione senza troppe distrazioni. Può rivelarsi utile leggere libri, frequentare corsi o perché no? fare un percorso di coaching per integrare quegli aspetti che ancora mancano per raggiungere lo scopo che desideri.

Lo scoglio è iniziare questo processo, ma con disciplina e forza di volontà i risultati non tardano ad arrivare.
Buon cambiamento!

voltare pagina nella vita

Emanuela Viara – Life Coach Spirituale & Love’s Angel
www.manuamaru.it
Pagina FB: Amaru – Emanuela Viara

 

Il Viaggio dell’Eroina – Una Storia Vera

Blog Novel by Mamma Fenice, 3ª puntata – Rifiuto della chiamata

Periodo storico: sempre 1990, per la precisione 1993.
Mani pulite; gli avvisi di garanzia ai grandi corruttori come Mattei; Bill Clinton in America e chissà cosa cambierà questo figlio dei fiori; il PCI che cade 6 mesi prima di quello russo; l’apartheid in Sud Africa che finisce… ma è finito davvero? Perché sembra i bianchi girino ancora ora con le scorte armate…
In Italia vengono introdotti i mangimi medicati; dopo Please don’t go arriva Banane e lamponi, e possiamo dire che dal ’93 la musica lascia la scena alla politica.

viaggio dell'eroina maternità

Antefatto… Ce ne può essere uno in un viaggio dell’eroina?

Nasce il primogenito. Voluto, atteso, desiderato, sofferto – gravidanza da dimenticare.
Nasce troppo presto, non mangia, dorme sempre, non cresce. Cambiamo un paio di pediatri; inizio ad avere le allucinazioni perché non dormo mai. Altro che essere contenta della parte del mondo in cui sono nata! Uffa!
Tra coliche, febbri, latte in polvere, ruttini che non vengono, la montagna di pannolini da lavare ma soprattutto da far asciugare… mi sommerge! E inizio a pormi dei dubbi:

  • Ma non è che gli altri hanno ragione a usare i pannolini lavabili?
  • E il Napisan?
  • E gli omogenizzati pronti?

Non mi sento soddisfatta della mia vita, forse un po’ di baby blues, la depressione post parto.
Forse solo la mancanza di sonno, ma io questo essere urlante ho tanta voglia di affogarlo nel bagnetto. Stop. Ma che vado a pensare? MAMMAAAAAAA!!!!
Et voilà che scodello il pupo ai nonni e torno a riposarmi! Ops! Lapsus: a “lavorare”.
Primo caso di impiegata che implora di poter tornare a lavorare a due mesi scarsi dal parto.

Ovviamente tutti i “pensieri buoni” che avevo fatto riguardo a quanto siamo fortunati a essere nati nella parte commerciale del mondo, in quella dei ricchi, sono passati in secondo piano.
Voglio stare bene, voglio non avere istinti omicidi, voglio non urlare sempre, voglio potermi sedere senza timore di sentire ancora delle fitte – mi raccomando l’anonimato, Ilaria!
Voglio avere ancora rapporti sessuali che lì sotto sembra avvolta nel filo spinato!

Nessuno lo dice, ma per essere altruisti, per pensare anche solo ad avere degli ideali, bisogna avere la pancia piena. Bisogna stare bene, insomma, avere i bisogni primari soddisfatti.
Io mi affanno tra “prepara le cose del bambino, vestiti, cambi, pannolini, biberon, pappe, brodini”; istruzioni alla baby sitter a cui lascio il pargolo prima di fiondarmi in ufficio; lei che lo lascerà alla nonna di turno per qualche ora e poi tornerà a guardarlo prima del mio rientro; preparazione cena, imboccamento a ritmo elicottero o aeroplano, fiaba letta, cantata, strapazzata, inventata… Ma quando dorme? e riassetto casa. E poi tutto daccapo.

viaggio dell'eroina maternità

Eccola, la vera eroina: cosa credi?!

Qualcuno riesce anche solo a immaginare che, in un ritmo del genere, una possa produrre idee e ricordarsi del sogno di cambiare il mondo?
E’ già tanto se mi faccio la doccia!
E il mondo prosegue imperterrito: col telegiornale della notte che parla di guerre, tra una colica e l’altra; con le lezioni del politecnico alle 3 del mattino – ma davvero pensano che qualcuno alle 3 studia?

Devo pensare a tante cose; mi ero riempita la vita di cose che, forse, potrebbero non essere viste come importanti, ma che per una neo-mamma sono essenziali:

  • Il milicon per le coliche tu quando lo dai?
  • La tettarella nuova anti tutto,
  • la pediatra che ti terrorizza perché non gattona ma si muove a foca.

Esiste qualcos’altro al mondo oltre a questo? Davvero?

Rifiuto della chiamata, totale

Intanto passa un anno.
Abbiamo trovato il tempo per fare delle passeggiate, per stancarlo. Ovviamente abbiamo un bambino iperattivo: mai fermo, lui non gioca, lui rompe tutto quello che sfiora, tutto ciò che incontra nel suo raggio d’azione.
Non gioca da solo: si sveglia e viene ad accarezzarti e ad aprirti fisicamente gli occhi, con le dita.
Non si sveglia; ma urla nel sonno come se lo torturassero, quando faccio i mestieri di casa.
Con lui tempo non ne ho.

Quando dormo? Non lo so.
Vedo persone camminare in casa e sono sola; tengo conversazioni con le “voci” che sento solo io; cerco di aprire porte murate da almeno 50 anni e imbiancate.
Bimbi piccoli problemi piccoli, bimbi grandi problemi grandi… ma non si dorme mai.

Resisto un pochino con la teoria dei pannolini lavabili, perché si inquina meno, perché mi pare un controsenso produrre una cosa che non si smaltirà mai, perché è assurdo riempire di pasta allo zinco il sederino arrossato per mettergli un Pampers, quando basta lasciare la pelle respirare.
Quindi la mia coscienza ecologica rompi ogni tanto affiora, anche se cerco di soffocarla.
Oltretutto, i pannolini vanno lavati a mano perché viviamo in comune con un’altra famiglia che ha un cane. Non metto certo la roba del bambino nella lavatrice con i peli del cane!

viaggio dell'eroina maternitàPiccola digressione.
Per chi se lo chiede e non sa come funziona: il pannolino era composto da uno strato usa e getta, ma sottile e biodegradabile, a contatto con la pelle e che conteneva le “parti solide” ; uno strato assorbente e un contenitore esterno , entrambi lavabili.
Quelli moderni sono fatti a mutandina, i miei erano tipo ciripà: cioè, tra il mio avvolto in quelle cose e il cuginetto sembravano entrambi avere due cuscini incorporati 🙂
No, era per dire che in lavatrice non avrei messo schifezze, meglio puntualizzare.

Poi arriva l’amica alla moda…

… con la carrozzina inglesina con le ruote giganti, la tutina firmata, i Pampers, i cappelli a onde rossi; il figlio che sembra un soprammobile e non piange mai – e ti chiedi: Ma sarà ritardato?
Io lo porto ad acquaticità, ho fatto il corso per massaggi indiani, ho il Bimbi per le pappe e bisogna che andiamo a fare stretching e aerobica insieme, “Devi tonificare quelle braccia e quella pancia”…
Ok: il figlio ha preso tutto dalla mamma, non reagisco perché mi sto addormentando.
Morale: il sonno è vitale, anche per la salute di chi mi viene a trovare.

Penso a quanto costa una piega e a quell’affido a distanza che non abbiamo mai iniziato.
Penso ai corsi di massaggi per tranquillizzare il bebè e mi convinco che vorrei la giornata di 480 ore.
Scivolo addormentata dalle scale. Si, mi sono addormentata in piedi, il bimbo rotola vicino a me. Ci trova la vicina che russiamo leggermente appoggiati alla lavatrice che centrifuga il suo bucato.
Volevo cambiare il mondo? Io? Ma quale mondo? Esiste il mondo? O è solo una favola del TG?

Viaggio dell’eroina – Rifiuto della chiamata – Evoluzione

Se mi fossi fermata un attimo, se avessi avuto il tempo per rifletterci un po’, forse avrei capito che mi affannavo a correre per non avanzare; che stavo creando confusione per non vivere appieno la mia chiamata.
Non l’ho fatto coscientemente.
Avrei potuto benissimo godermi i primi mesi del bimbo senza scappare a nascondermi nel lavoro. E’ che pensavo di essere forte; avevamo studiato una bella situazione in casa, molte cose in comune con altri; ma forse il percorso di “cambiare il mondo” anche attraverso l’ecologia di pappe e pannolini mi è sembrato impossibile.
In fondo chi ero io? Chi mi credevo di essere? Era al di sopra delle mie forze. Meglio non pensarci, fare “come gli altri”, continuare a correre lasciando i sogni nel cassetto.

Mamma Fenice – storie tratte dal percorso Il Viaggio dell’Eroinaviaggio dell'eroina maternità

 

 

Crescita personale: le migliori risorse, di Alessandra Valzania

Le migliori risorse per la tua crescita personale

Ho sempre adorato le favole, quelle di gioco e di potere, fantastiche e di risveglio…

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C’era una volta un ragazzo cui non piaceva il buio.
Amava lanterne e lampade, torce e candele, fiammate e fasci di luce.
Ma non amava il buio, cioè la Notte. Non amava per niente gli interruttori della luce, perché gli interruttori spegnevano le luci gialle, quelle verdi e quelle bianche, le luci dell’ingresso, le luci di tutta la casa. Non avrebbe voluto per nessuna ragione toccare l’interruttore. E non sarebbe mai andato a giocare fuori, al buio.

 

Una notte, il ragazzo si aggirava tutto solo per la casa.
Mio Dio, che splendore di luci! Sembrava che la casa fosse in fiamme!
Tutto a un tratto sentì un tocco alla finestra.

 

Una ragazza stava là in piedi in mezzo alle luci bianche, le luci brillanti, le luci dell’ingresso, le luci piccole, le luci gialle, le luci calde.
Il mio nome è Oscuro – disse. Aveva i capelli scuri, gli occhi scuri, e indossava un vestito scuro e scarpe scure.
Ma il suo viso era bianco come la luna.

 

Tu sei triste e solo – disse. Ti presenterò alla Notte e diventerete amici.
E spense una luce del portico.

 

Lo vedi – gli disse – Non si è spenta la luce.
No! Semplicemente si è accesa la Notte. Tu puoi accendere e spegnere la Notte, proprio come puoi accendere e spegnere la luce.
E con Io stesso interruttore! Quando tu accendi la Notte, accendi anche i grilli!

E accendi le rane. E accendi le stelle! Chi può sentire i grilli e le rane con le luci accese? Nessuno. Chi può vedere le stelle e la luna con le luci accese?

Nessuno. Capisci che cosa stavi perdendo? Hai mai pensato di accendere i grilli e le rane? Hai mai pensato di accendere le stelle e l’immensa luna?

No – disse il ragazzo.

Bene, prova! – disse Oscuro.

 

E così fecero. Andarono su e giù per le scale per accendere la Notte.

Per accendere l’oscurità. Per far vivere la Notte in ogni stanza.
In quel momento il ragazzo fu davvero felice.

Questa delicata favola per ragazzi mostra quanto è straordinariamente semplice oltrepassare i confini delle nostre paure, e delle sofferenze che ne sono il frutto.
Così vediamo fiorire, passo dopo passo, interruttore dopo interruttore, un’inattesa dimensione, uno scenario nuovo e sconosciuto, senza pre-giudizio e sicuramente portatore di infinite possibilità!

Certo, la teoria si muove con estrema rapidità fino alla soluzione perfetta, ma la pratica talvolta non è così automatica. Ricordo periodi veramente bui dove non riuscivo a trovare l’interruttore, non pensavo nemmeno potesse esistere, figuriamoci addirittura crearlo!

Ma, pensando alle migliori risorse per la crescita personale, ho realizzato: non è lo strumento in sé che veramente ci serve per agire; è la capacità d’intuirlo, di sapere dove cercarlo o di creare la condizione perché affiori. Come?
Anzitutto generando due condizioni fondamentali: in grande o piccola dimensione creano sempre l’ambiente migliore perché emerga il Mac Giver che è in noi 😀

2 situazioni da cui sorgono le migliori risorse

Crisi

crescita personale migliori risorseIl terreno sotto ai nostri piedi crolla inesorabile, sembra portarci via tutto, e a volte lo fa: ciò che conosciamo, che sorreggeva l’edificio, si sgretola e nulla potrà farlo tornare ciò che era…
Bene!
Se non reggeva più, poteva solo causare ancora dolore!

Poi il boato iniziale, la ribellione al cambiamento, la rassegnazione e l’accettazione del nuovo panorama apertosi… Torna il silenzio.
E dopo aver messo a fuoco ciò che è accaduto, che fare? Commiserarsi e collezionare macerie?
Uno specchio ricostruito non rifletterà mai più la stessa immagine. I mattoni di una casa crollata non ricostruiranno mai la stessa casa, ma… perché buttarli? Possiamo usare nuova-mente quello che rimane 😉

Anzitutto… cosa rimane?
Tu rimani: tu sei ancora qui!
Con le tue possibilità intellettive, la capacità di osservazione e l’esperienza del cammino fino a questa cima!
Un ottimo punto di partenza!

Il superamento della zona di comfort

La vita inizia dove finisce la paura (Osho)

Se vuoi superare la paura, se vuoi spazzar via le convinzioni limitanti, se vuoi avere l’autostima di un supereroe, se vuoi vivere al 100%, devi imparare a uscire quotidianamente dalla tua zona di comfort.No guarda André, io pago un fracco di affitto per stare nella mia zona e ci sto benissimo! Ci deve essere un altro modo per riconquistare l’autostima comodamente seduti sul divano!

Non devi lanciarti da 39 km di altezza per uscire dalla tua zona di comfort. Puoi compiere gesti molto semplici per riappropriarti del timone della tua vita, ma è essenziale che inizi a compierli ora, senza procrastinare.

Potrebbe sembrare sciocco decidere di uscire dalla zona di comfort, cercare altro stress quando ne hai già non poco. Ma rifletti: finché rimani tra le solite mura, abituandoti a poco a poco a ogni mobile, oggetto, rumore, ombra, luce, non guardando più cosa c’è fuori dalle finestre, finisci per avere un’idea completamente distorta di ciò che ti circonda.

Un’idea solo tua!
I sensi si atrofizzano; la capacità di reagire, stupirti e incuriosirti per il diverso e il nuovo si fa sempre meno attiva; ciò che ti circonda, oltre le mura, è sempre più lontano, fino a non interessarti più.
E così il tuo punto di vista diventa l’unico riferimento per confrontarti col modo intero.

Un po’ limitante, no?

Cogliendo, invece, la provocazione di ciò che non conosci, nella condizione in cui ti poni a livello sensoriale accade qualcosa: il tuo intero corpo istintuale si ri-accende, recepisce nuovi odori, colori, visioni. E proprio lì le scintille di altre prospettive e progetti prendono vita!
Adatti la nuova realtà lasciandoti suggerire visioni di rinnovate ed eccitanti possibilità!

Ecco: sei appena uscita dalla zona comfort! Com’è? 😀
Da qui puoi anche cambiare casa, mobili, finestre, tutto!
Solo qualche passo e le possibilità crescono in maniera esponenziale!

E tutto cambiò colore, arrivò il buio e si accese la luna

Oltre a questa manciata di situazioni, ve ne sono milioni che ci portano di fronte a una continua scelta: affrontare gli eventi in un modo piuttosto che in un altro.

Esiste un ingrediente segreto, un coltellino svizzero, una formula magica: prende gli avvenimenti più destabilizzanti e ingombranti e li alleggerisce, portandoci sulle nuvole a osservare tutto da un punto panoramico più ampio.
Lassù non sentiamo più il rumore o il brusio dei tanti se e mille ma che la nostra mente produce.
Da lassù, le distanze tra gli eventi, le situazioni e le persone che costellano la nostra vita ci appaiono chiare e perfettamente armoniose.
La brezza ci fa salire un brivido lungo la colonna vertebrale e la pelle d’oca ci porta a sentire tutto il nostro corpo evidenziarsi e chiedere presenza… ecco! proprio lei… la Presenza!

E questa è la chiave di tutto, il pass-partout per ogni avvenimento, la liberazione da ogni paura d’agire e la conquista di ciò che veramente vogliamo da ogni situazione.
E’ la protagonista delle scelte fatte sul serio, che ci portano a imboccare strade e fare traversate oceaniche con estrema decisione e serenità emotiva.
Ogni condizione avversa che scuote nel profondo le nostre membra ed emozioni porta enormi doni e rivoluzioni per l’evolvere del nostro presente!

… tutto a un passo più in là!

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Alessandra Valzanìa

Curo la sezione Love in Family. Conduco i percorsi

  1. Come trasformare il disagio della tua famiglia nell’occasione per imparare ad amarvi – Per migliorare la condizione del proprio gruppo di appartenenza (famiglia, classe, team, comunità, etc.), valorizzando la diversità.
  2. Come creare una famiglia felice e far sì che superi ogni difficoltà – Per i problemi di intimità, sessualità o comunicazione col partner che rischiano di distruggere un’intera famiglia.