Abbraccio spirituale, community ed entanglement

Conosci l’entanglement? E’ un infinito abbraccio spirituale

Tutti ne parlano; io ho deciso di usarlo in quanto magnifico abbraccio spirituale 🙂
Ho compreso veramente bene cos’è l’entanglement e il suo potenziale nello sviluppo della comunità il giorno dell’Epifania di quest’anno. Ero a Ollantaytambo, durante il mio secondo viaggio nel Perù Visionario Chakruna; stavo partecipando a una lezione di tecniche ipnotiche tenuta dal competentissimo Jacopo Tabanelli.

abbraccio spirituale entanglement

Prima di tutto, ecco la definizione scientifica:

L’entanglement quantistico, o correlazione quantistica, è un fenomeno quantistico, privo di analogo classico, per cui in determinate condizioni lo stato quantico di un sistema fisico non può essere descritto singolarmente, ma solo come sovrapposizione di più sistemi.

Questa connessione tra più sistemi, “cavalcata” col giusto grado di consapevolezza, focus e intento, si traduce in un meraviglioso abbraccio spirituale. Come? Così:

  1. Producendo dei cambiamenti di status in noi possiamo esercitare una stessa influenza su qualcun altro, se ce ne dà il permesso – una sorta di accesso, come quello in un account email o nel nostro corpo quando facciamo l’amore.
  2. Realizzando una transizione in un gruppo possiamo “spostare”, in tempo reale, quell’effetto anche in un altro gruppo (team, community o qualsiasi altro).
  3. Aprendo nuovi spazi da qualche parte, dentro o fuori di noi, possiamo sfruttare quell’apertura anche in territori diversi. Si genera una specie di passaggio segreto in più punti e possiamo attraversarlo contemporaneamente in più spazi/tempo.

Gestione team e community: il lato positivo della manipolazione

Anche questa scoperta ed esperienza devo al geniale Jacopo Tabanelli: il lato positivo della manipolazione.
Altro abbraccio spirituale, infine. Ora mi spiego.
Tutti noi, in verità, siamo abilissimi manipolatori. Lo facciamo di continuo, anche quando non ce ne accorgiamo. Come? Esercitando un’influenza sugli altri e sull’ambiente. Influenza che genera un campo magnetico, che a sua volta dà forma alla realtà.

abbraccio spirituale entanglement

Ripeto: solo noi scegliamo e decidiamo a cosa dare spazio e cosa creare nel nostro campo personale, liberamente e come preferiamo. E’ l’unica via possibile; nessun altro oltre noi ha il potere di creare la nostra vita.
Nessuno ha potere sulla creazione della realtà di qualcun altro, ma nessuno può esimersi dall’esercitare un’influenza.
Possiamo fingere di non farlo; possiamo non assumercene la responsabilità. Ma di certo lo facciamo perché come esseri umani funzioniamo così.

Allora, a un certo punto, mi sono detta

Usiamo questo entanglement e questa influenza per creare ciò che per noi è Il Bene!

E’ evidente che entriamo in una zona per forza di cose soggettiva: ognuno di noi ha una percezione e un’idea differente di cos’è Il Bene. Ma dobbiamo pur farcene carico, no? Tutti noi stiamo dando forma a ciò che riteniamo essere Il Bene. Facciamolo in grande stile allora!

E ho cominciato a “giocare” con l’entanglement. Considerandolo non una gabbia opprimente ma un abbraccio spirituale pieno d’amore 🙂 E’ un collegamento, è tutto che abbraccia tutto il resto.
Nel mio lavoro in Altrestrade ne ho affinato la percezione, esercitandomi a sentire il campo in sé e la mia presenza al suo interno.
In quello all’interno di Chakruna ne ho potenziato la carica energetica e mi sono alleggerita mentalmente. Avere nelle mani tanto potere mi faceva sentire emotivamente instabile, all’inizio.
Tramite il mio coinvolgimento in Incitement Italy ho trasformato costantemente questo potere in amore e Bene – nella mia forma soggettiva, che umilmente è l’unica possibile.
E, in tutto ciò, la mia vita privata fa sempre da filo rosso a tutti i processi, con le mille rivoluzioni che naturalmente ne conseguono.

abbraccio spirituale entanglement

Incitement European Summit e abbraccio spirituale

Con il coinvolgimento nell’Incitement European Summit, questo processo ha raggiunto la sua ennesima potenza. E’ un abbraccio spirituale totale: tutto si è rivelato per quel che è, cioè connesso a tutto il resto, e niente e nessuno ha più avuto via di scampo, me compresa.
Da cosa? Da noi stessi e dalla realtà.

Le maglie si sono strette al massimo, tutti noi “attori” coinvolti ci siamo trovati di fronte a ogni meccanismo e dinamica che l’entanglement fa immediatamente venire a galla e, giorno per giorno, ci stiamo trovando a guardare in faccia e gestire la realtà con totale onestà, trasparenza e… super efficacia! 😀
Chi accetta di doverlo e poterlo fare passa a “the next level” della propria identità, vita e appartenenza alla comunità; chi non lo accetta si brucia o taglia fuori da solo.
La dura legge della natura; come gli incendi, i terremoti e i maremoti. O ci stiamo dentro, li attraversiamo e ne usciamo più coscienti, saggi e forti, oppure soccombiamo.

La morte, d’altronde, è l’unica esperienza che ha il potere di insegnarci a vivere davvero.
Guardarla in faccia per lunghi anni mi ha reso la persona vitale, gioiosa e generosa che sono.
Penso sia importante parlarne perché è l’esperienza più profonda, arricchente e vitale che c’è. Il resto sono solo un mucchio di paure, pregiudizi e immaturità.
Rompiamo questo tabù e permettiamo(ci) di vivere al 100%, permettendoci di fare esperienza anche della morte. Prima di tutto di quella del nostro ego. Non a caso pure l’orgasmo viene detto “piccola morte” 😉

Ilaria Cusano

abbraccio spirituale entanglement

 

Problemi di coppia: un po’ di dolore, per piacere

Problemi di coppia

Tra i maggiori problemi di coppia certamente, di base, c’è quella dose di dolore talvolta eccessiva che… stona, per così dire! E invece no.

problemi di coppia
Ph. by Helen Cottle, “The Mindful Beauty”

Eva Pierrakos, compagna del mitico Alexander Lowen nella strutturazione del famoso metodo terapeutico conosciuto come bioenergetica, nel suo straordinario libro Unione Creativa – che sto leggendo con passione – ieri mi ha stupita con effetti speciali: pare che tutti noi, da bambini, associamo il piacere proprio alle situazioni che ci fanno più soffrire.
Siamo degli idioti? No; funziona così.

Dolore = Piacere = Problemi di coppia

Mi fa male il rifiuto di mia madre? Benissimo: per evitare che mi faccia troppo male, un male insostenibile per me bimba, il mio corpo mi aiuta con una scarichetta di piacere.
Mi fa soffrire la violenza di mio padre? No problem: il mio sistema si organizza per spararmi in circolo la giusta dose di piacere, et voilà! Sono salva.

Geniale, Madre Natura! 😀 Sì, non c’è dubbio.
Finché poi, dopo uno o due decenni, viene fuori che io per provare piacere devo cercare sempre quel certo pizzico di rifiuto e violenza, che palesemente è un bel po’ meno geniale…!!!
Problemi di coppia assicurati.

Eh sì, perché poi non è tutto come nel sesso dove, se mi stai un po’ distante, quando ti vedo mi eccito il doppio, o dove possiamo divertirci a giocare con te predatore che mi leghi ed è fighissimo!
No: mi prende male che mi devi sempre stare distante mille miglia, così come mi incazzo se mi devi trattare male, da insensibile aggressivo pezzo di merda!

problemi di coppia
Ph. by Najib Chakchem

Dal dolore al piacere

Che facciamo, quindi, con questo particolare problema di coppia? Come lo superiamo?

Intanto prendendo atto e coscienza di questo collegamento tra dolore e piacere; le fantasie sessuali sono perfette, capisci subito come funzioni 😉

Poi alleggerendo: trasformando la dinamica in gioco, ironia e pantomima.
Amare questi lati oscuri di noi è fondamentale per riconnetterci al piacere, per riportare l’energia sessuale nel canale della relazione sana.
Imparare ad apprezzarne i lati pittoreschi e creativi, imparare a sorriderci e a riderci, ci aiuta a conviverci finché ci sono, e anche ad attivare il processo di emancipazione e maturazione, un po’ alla volta.

Più viviamo con presenza e amore queste nostre ombre, più esse liberano il loro potenziale nascosto, negato, sconosciuto.
Più le rifiutiamo, invece, più continuano a cercare il piacere attraverso il dolore.
Più accettiamo che il modo migliore di onorare e celebrare la vita consiste nel godere in tutti i modi possibili e il più profondamente che ci è dato, più un sano impulso al piacere si sostituirà alla sciocca ricerca del dolore. E allora finalmente, da adulti, potremo essere pienamente felici.

Ilaria Cusano

PS. Occhio a non cascare nella trappola bastarda nascosta in questo articolo: non credere di poter superare questa dinamica al cento per cento. Non puntare mai a essere una persona perfettamente sana, perfettamente adeguata, perfettamente approvata. Una persona “col bollino”!
Ti verrebbe mai in mente di chiedere all’albero di essere più dritto? O di aspettarti che il cielo si definisca meglio?
Ecco, appunto: amati e apprezzati così come sei. Puoi goderti la vita appieno e fare tanto bene anche così – anzi, secondo me, soprattutto così! 🙂

problemi di coppia

 

Svegliarsi presto al mattino, di Emanuela Viara

Svegliarsi presto al mattino: tecniche e benefici

Anche tu fai parte di quella categoria di persone che rabbrividiscono al solo pensiero di puntare la sveglia alle 5 del mattino? Magari con tic nervosi annessi? 😀
Ironia a parte, molti hanno una costituzione per cui al mattino fanno fatica a carburare, mentre la sera hanno un’esplosione di energia. Io appartengo proprio a questa famiglia.
Ma una buona notizia c’è: è possibile iniziare la giornata presto e senza soffrire, per renderla più produttiva e aumentare la propria salute.

svegliarsi presto al mattino

Partiamo dal presupposto che, per analogia, un giorno intero rappresenta a livello microscopico l’intero ciclo della nostra vita.
Il mattino quindi, è l’inizio di questo ciclo.

Con il sorgere del sole, il mattino simboleggia la nostra nascita…

… la notte simboleggia la morte, il momento in cui lasciamo il corpo addormentato.
Sempre per analogia, le prime ore della giornata rappresentano l’infanzia, la tarda mattinata l’adolescenza, mentre verso le ore 12 vi è la maturità.
Sappiamo che una nascita e un’infanzia traumatiche sono in grado di condizionare l’intera vita, a patto che non si faccia un lavoro attivo su di sé per trasformare questi eventi in elementi evolutivi.
Ugualmente, la modalità in cui iniziamo la giornata la condiziona per intero, è quindi importante cominciare con una buona vibrazione.

Teniamo presente anche che, secondo la medicina tradizionale cinese, il nostro corpo è soggetto a cicli circadiani: ogni organo presenta una fascia oraria di massima o minima attività. Stare svegli fino a notte inoltrata, quindi, può portare a sforzare alcuni organi che dovrebbero riposare per rigenerarsi.
Consideriamo anche che l’uso della sveglia è relativamente recente rispetto all’evoluzione umana. Il nostro corpo subisce così un iniziale stress per via del suono metallico e del risveglio brusco, sperimentando una produzione di adrenalina.

Con tutti questi elementi è più che chiaro che il risveglio deve avvenire seguendo i cicli della natura e del nostro corpo, al sorgere del sole in base alla regione in cui viviamo (intorno alle 5 del mattino d’estate e alle 6.30 in inverno), svegliati dolcemente dalla luce e non da un suono allarmante.
Tutto questo porterà un globale benessere a livello fisico, emozionale e spirituale, con un aumento di energia.
L’elenco dei benefici è facilmente immaginabile. Anche la nostra produttività aumenterà a livello di prestazioni lavorative o sportive per esempio.

svegliarsi presto al mattino

Come si può fare per svegliarsi presto al mattino?

Sono convinta che non sia necessaria una tecnica precisa. La mia idea è apportare un cambiamento perché comprendo nel profondo di me che è quello che mi serve per avere un grande beneficio.
Non si tratta di aggiungere nuove abitudini, quanto di eliminare quelle errate. La riuscita di un obiettivo dipende più dalla motivazione e dal desiderio di aumentare la propria salute, di amarsi ancora di più.
In questo modo non ci si sveglia con sforzo, ma con il piacere di condurre una vita sana.
La disciplina, però, è un elemento importante. Solo quando si vuole qualcosa con convinzione si riesce a ottenerlo.

È chiaro che, se gli orari sono troppo sregolati, non è pensabile iniziare a svegliarsi alle 5 da un giorno all’altro. Il cambiamento può essere dolce, anticipando il risveglio di 10 minuti ogni giorno, inizialmente con l’aiuto di una sveglia perché ancora non si avrà un’abitudine consolidata. In questo caso si può cercare una sveglia che richiami i suoni della natura. Oppure attualmente esistono in commercio sveglie che riproducono la luce del sole.

Risulterà necessario andare a dormire prima di quanto siamo abituati, probabilmente. Anche in questo caso l’orario oscillerà in base alle stagioni e al luogo in cui si vive.

svegliarsi presto al mattino
Ph. by Michael Bernard Beckwith

Per ottenere un beneficio ancora più importante, possiamo inserire al risveglio una nota vibrazionale per influenzare l’intera giornata. Connettendoci con il nostro cuore possiamo recitare una frase di gratitudine e intento.
Prima di alzarsi dal letto, è bene sgranchirsi e allungarsi, così da non traumatizzare il corpo. Seguire poi con una meditazione (anche di 5 minuti) o tecnica di respirazione, una leggera attività fisica come il Qigong o i 5 Riti Tibetani e poi la colazione.
A quel punto saremo pieni di energia ed entusiasmo per rendere ogni giorno un giorno migliore!

Non posso che augurarvi un Buon Nuovo Risveglio 🙂

Emanuela Viara

www.manuamaru.itPagina Facebook Amaru – Emanuela Viara

 

Non ho voglia di far niente! di Alessandra Valzania

Sai che c’è?! …non ho voglia di far niente!

Per l’opinione moderna il dolce far niente è considerato un’eresia in totale opposizione con l’osannata e febbrile frenesia sociale.
Eppure questa visione è quanto di più lontano possa esserci dalla verità: l’ozio è una parte integrante e indissolubile della nostra vita e saperne trarre i maggiori benefici è uno dei segreti per un’esistenza piena e gioiosa.

Secondo un’interpretazione etimologica antica, sia romana che greca, esso significava inizialmente tempo libero, immerso nella dimensione creativa; per cui l’ozio indicherebbe il possedere del tempo da usare in attività come lo studio e la meditazione, con un unico fine: la conoscenza o la contemplazione intima di se stessi.

non ho voglia di far niente
John William Godward – Dolce Far Niente (1906)

Ora, attenzione: i termini ozio e dolce far niente sono pressoché scomparsi dal nostro linguaggio, in quanto la società non trova più spazio per questo genere di ‘attività’, ne elimina perfino la terminologia, facendola virare verso concetti negativi per la collettività.

L’idea è che nel ‘Dolce far niente’ ci si rilassi troppo diventando improduttivi e pigri

E’ una credenza comune, gran parte della società l’ha adottata come verità assoluta.
E’ solo un pensiero consolidato, invece, quello per cui chi è perennemente indaffarato viva una vita di successo e appagamento; non ci sono prove concrete che lo confermano.
La verità appurata è un’altra, dal punto di vista salutare: la possibilità di ritagliarsi tempo per coltivare l’ozio garantisce un’occasione per lasciare andare le tensioni fisiche e mentali date dalla pressione dell’agenda quotidiana.
Questo spazio previene e interrompe la costante stimolazione del sistema nervoso che porta al diffusissimo ‘stress’, che a lungo andare può causare la venuta di problemi di salute con numerose patologie ‘moderne’.

Quest’inno al dolce far niente è dunque una spassionata riflessione sul prendersi del tempo, coltivare un atto di amor proprio, lasciandosi cullare dalla pura coscienza.

non ho voglia di far niente
John William Godward – Dolce Far Niente (1904)

Ebbene sì, non sempre servono anni di ascetismo e diete massacranti per ascoltarsi veramente.
Sono proprio questi spazi che conducono a una profonda connessione con la propria mente creativa.
Slegandoci dai legami del dovere, troviamo il piacere di lasciarci andare ad attività o riflessioni contemplative che ci portano in diretto dialogo con il nostro Essere, libero finalmente di esprimersi a piacimento e senza condizionamenti.

Sai che c’è: ‘Non Ho Voglia Di Fare Niente’

… che frase liberatoria!

Per me non è stato facile accettare di avere questa esigenza; accettarla ma soprattutto superare ciò che sentivo intorno a me: una sorta di giudizio su ciò che era giusto fare, l’idea di dover avere continuamente risultati utili e coerenti con la società.

Sia ben inteso il non confondere questo dolce far niente con la nullafacenza o il fancazzismo (francesismo)…  che altro non fa che negare l’azione che di solito si fa, non crea uno spazio nuovo grazie al quale, dopo aver abbandonato la colpa o il conflitto, si comprende che in questi momenti siamo totalmente produttivi per il nostro benessere interiore!

Sospendiamo tutte le attività finalizzate al profitto

E resta la possibilità per il silenzio mentale, nel quale la nostra energia profonda, interiore, riesce a liberarsi, a riaffiorare, ripara e ricompone ciò che sfruttiamo continuamente e senza sosta, lasciando spazio al puro piacere di esistere e semplicemente Essere.
Un’esperienza fondamentale, personale, che apre le porte ad altri grandi benefici “sottili” che non vediamo, ma che sono il nostro carburante invisibile – ad esempio le intuizioni!

Dagli uomini grandi ci si aspetta che sia grande non solo il loro modo di esercitare negotia, ma anche quello di comportarsi negli otia.
Catone il vecchio (234–149 a.C.)

non ho voglia di far niente
John William Godward – Dolce Far Niente (1897)

Bisogna dunque iniziare col programmare dei momenti d’ozio, considerandoli dei momenti della giornata imprescindibili per noi.
Si tratta di una vera e propria rivoluzione interiore ed esteriore! Non possiamo aspettare che la vita, la società, il lavoro, la famiglia e gli amici ci concedano, di comune accordo, dei momenti di tregua. Solo noi abbiamo il potere di riportare nella nostra vita quella dimensione che, in parecchi casi, non viviamo più dai tempi dell’infanzia.
Il più delle volte la felicità si nasconde anche in queste piccole cose.

Ozio. Intervalli di lucidità nei disordini della vita.
(Ambrose Bierce)

Alessandra Valzania, Love’s Angel

 

Conosci te stesso? di Giulia Covello

Conosci te stesso? Un’antica domanda spirituale

Siamo in una gabbia che non ha sbarre fisiche e catene che non si vedono. Siamo in balia delle nostre paure e convinzioni, ben lontani dalla Luce della Consapevolezza
[tratto dal documentario “Lo Sfidante”]

conosci te stesso

Queste righe, scelte appositamente come incipit dell’articolo, possono rappresentare la genesi di uno degli argomenti più trattati da tutti i ricercatori spirituali: il Risveglio e la consapevolezza di sé.
La percezione di essere qualcosa d’altro, di infinitamente più grande rispetto a ciò che si crede di essere, passa attraverso la graduale uscita da un’identificazione nei confronti

  • sia di ciò che è tangibile, visibile e materico: dalla casa che possediamo, la seconda casa, la macchina o i beni materiali di ogni genere, ai titoli che abbiamo ottenuto, dai ruoli sociali/familiari che ricopriamo ai singoli successi o fallimenti della nostra vita),
  • sia dell’insieme di pensieri ed emozioni che regolano i nostri comportamenti.

Poter scindere la nostra reale Essenza dall’avere, dal dialogo incessante con la mente e dal provare l’emozione data da un determinato fenomeno della nostra vita, è una grande conquista che porta a un’elevazione della Coscienza.
Questo si traduce in: non siamo il lavoro che abbiamo, non siamo le relazioni che portiamo avanti e non siamo nemmeno la rabbia, la felicità o il disappunto che sentiamo.

E allora..chi siamo?

Molti di noi presuppongono di conoscersi, ma non è così.
Partendo dal presupposto che durante la maggior parte del tempo, nelle relazioni attiviamo risposte di “re-azione” inconscia e non di “azione” consapevole, si può facilmente notare come tante delle nostre azioni del presente sono il risultato di una serie di informazioni che la mente ha registrato nel periodo dell’infanzia, codificando le esperienze passate nella dualità bene/male, buono/cattivo, e immergendoci quindi in una vasca di preconcetti e giudizi dai quali fatichiamo a uscire.

Il punto è che con i giudizi che esprimi, continui ad attaccare post-it in faccia alla gente. Succede poi che non riesci più a vederne il volto. Nemmeno a incrociarne gli occhi. Vuoi parlare con persone o con etichette?

Da dove originano quindi le nostre azioni?

Perché a un evento rispondiamo sempre allo stesso modo e proviamo le stesse emozioni?

conosci te stesso

All’interno di noi ci sono due tipi di mente:

  1. la mente di superficie, incentrata su passato/futuro, prende decisioni solo sulla base di esperienze pregresse ed è incapace di concentrazione e attenzione sul “qui ed ora”;
  2. La mente profonda, più silenziosa, è in grado di percepire la realtà senza interpretazioni, ma con le sensazioni e la valutazione energetica del presente. Non prende decisioni sulla base di dati pregressi e non usa il passato come modello immutabile del presente.

Scegliere a quale delle due parti di noi dare energia è fondamentale per lavorare sulla autentica conoscenza di se stessi e intraprendere nuove strade, così da non ripetere le solite decisioni e mettere in atto automatismi di azione e di pensiero.

L’essere umano tende a ripetersi, ma ripetere è come morire, perché si nega la possibilità di essere ed esplorare spazi nuovi di realizzazione personale.

Il principio basilare della conoscenza di se stessi è la responsabilità

Se ciò che siamo non è ciò che proviamo, significa che la responsabilità totale del diventare più felici è nostra e si può ottenere acquisendo consapevolezza delle scelte che possiamo fare. Di conseguenza, non è l’assenza di problemi a fare la differenza; piuttosto il come noi ci poniamo di fronte ad essi e in quale atteggiamento mentale/emozionale stare.

A questo si aggiunge l’immenso bacino di talenti, risorse e qualità che possediamo senza saperlo e che sovrastano il mare di credenze limitanti che abbiamo nei nostri confronti. Ma finché non ci spingeremo oltre la zona di conforto, non riusciremo certo a tarare la consapevolezza del potenziale che siamo.

conosci te stesso

Solo avendo un’ottima relazione con noi stessi potremo avere ottime relazioni con gli altri, realizzare i nostri sogni e sapere cosa fare in ogni situazione; poiché si conoscono le risorse che si possiedono nella propria ricchezza interiore!

In ognuno di noi c’è un vero Universo, molto più profondo e autentico del mondo esteriore; il mio è un vero invito a esplorarlo in tutte le sue forme, per costruire una maggiore autostima e sentirsi in pace.
In seguito alla pesa di responsabilità, la conoscenza di sé passa anche attraverso le porte della totale accettazione per la condizione in cui ci si trova.
Smettere di negare o combattere la realtà.
Smettere di mentire a noi stessi, attribuendo agli altri le colpe delle difficoltà in cui ci imbattiamo.

Non si può cambiare nulla di cui non si è consapevoli e che non si è accettato

L’azione trasformatrice della presa di consapevolezza di sé avverrà quanto più noi saremo padroni dei pensieri e svilupperemo l’abilità di dribblare gli atteggiamenti negativi mentali.
Il vero viaggio è dentro noi stessi e più ci si conosce, più si può raggiungere una reale libertà dalla gabbia più grande che abbiamo: la mente e le sue credenze.

Giulia Covello, Love’s Angel

 

Come si diventa Life Coach – La testimonianza di Veronica II

Diario di una professionista sentimentale… aspirante coach! Parte II

… Si comincia!

All’inizio della collaborazione con Ilaria per iniziare a lavorare come coach, ho dovuto fare i conti con un modo di imparare molto diverso da quello cui ero abituata. Io che venivo dagli studi universitari, classici, basati su libri e lezioni, mi sono trovata a confrontarmi con una formazione innovativa: meno strutturata, con un’immersione in un contesto di informazioni da cui chi impara è libero di trarre gli insegnamenti più coerenti rispetto ai suoi interessi, pur con la guida di un esperto (Ilaria stessa).

come si diventa life coach
Ph. by Quinn Dombrowski

Come Life Coach il networking è fondamentale

In quest’ottica ho iniziato a partecipare a eventi nuovi, che avevo sempre pensato non mi riguardassero. Uno di questi eventi è stato il TED-X di Padova; oggi ve lo racconto perché è stato teatro di un episodio curioso che ho preso come un segnale, una sorta di “premio” per aver iniziato a seguire davvero la mia strada.
MI sono laureata in Giurisprudenza per lavorare come avvocato? Fa niente: voglio fare la Life Coach!

Mi ero mossa troppo tardi e non avevo trovato i biglietti. Sono andata a Padova ugualmente per un pranzo con Ilaria; dovevamo parlare di come avremmo potuto aiutarci a vicenda. Certo, mi spiaceva non assistere ai discorsi del TED: ero molto curiosa, avevo visto dei video on line ma non avevo mai presenziato di persona. Pazienza, avevo fatto tutto il possibile ed era stato inutile… Ci sarebbe sempre stato l’anno prossimo!

Arrivato il giorno della manifestazione, ho preso il treno al mattino, un po’ prima del dovuto; sono arrivata a Padova in largo anticipo. Ho passeggiato un po’ per la città nella mia nuova ottica di godermi il più possibile la vita, e sono arrivata davanti al Teatro del TED.

come si diventa life coach
Ph. by ReflectedSerendipity

Il segnale: il Life Coaching è la strada giusta!

Mentre aspettavo in quella bellissima giornata di sole (mi sentivo proprio in vacanza!), ho notato una ragazza carica di borse; tentava di fare una foto in condizioni quasi proibitive. Mi sono avvicinata e le ho offerto aiuto. Lei ha rifiutato gentilmente, quindi l’ho lasciata in pace.
Poco dopo aver completato il suo shooting fotografico improvvisato, la ragazza, Michela, mi è venuta incontro e mi ha offerto un pass per il TED (ne aveva uno in più), nel caso avessi voluto partecipare… Certo che volevo partecipare!

Ho finito per passare il pomeriggio ascoltando discorsi visionari nel bellissimo Teatro Verdi di Padova, circondata e immersa in un contesto di geniale creatività… E il pezzo finale era di Marco Paolini!
Se ci penso, ancora mi riempio di gratitudine! E tutto per essermi presentata a Padova e per aver offerto un piccolissimo gesto di gentilezza!

A voi è mai capitato qualcosa di simile? Di volere qualcosa e, in conseguenza di un vostro sforzo minimo, di osservare gli eventi che spontaneamente si allineano in modo da farvi il dono di averla? Raccontatemi nella sezione commenti!

Veronica Pasetto

PS. A Settembre inizieremo l’avventura di TrasFormazione, la prima Scuola di Life Coaching Spirituale in Italia, che Ilaria ha ideato e a cui mi ha invitata a prendere parte! Sono proprio curiosa di scoprire cosa succederà nella mia vita nel momento in cui passeremo da una dimensione individuale a una di gruppo! Se già da sola la fortuna arriva a me in questo modo, quando saremo tutte insieme cosa accadrà? 😀 Vi racconterò anche questo, a tempo debito 😉

come si diventa life coach
Ph. by Michael Davis-Burchat

 

Come si diventa Life Coach – La testimonianza di Veronica

Diario di una professionista sentimentale… aspirante coach!

come si diventa life coach
Ph. by Alessandra Valzania

Ciao a tutti 🙂
Mi presento.

Sono Veronica, l’assistente di Ilaria.
In questa rubrica bimensile vorrei rendervi partecipi del mio percorso quale aspirante coach.

Io sono una ragazza normalissima.
Sono nata a Verona, dove ho vissuto e studiato. Vengo da una famiglia come tante, entrambi i miei genitori lavorano (tanto) e hanno sempre spinto i loro figli a studiare.
A me studiare è sempre piaciuto: sono curiosa e naturalmente portata all’approfondimento, amo leggere e non mi pesa lo sforzo intellettuale.
Dopo le superiori ho iniziato l’università da studente lavoratrice e ho passato larga parte dei miei 20 anni a studiare e lavorare senza sosta. Mi sentivo soddisfatta di me, ce la facevo a fare tutto…
Anche se ogni medaglia ha il suo rovescio.

Sognare il coaching mi sta restituendo il divertimento

come si diventa life coach
Ph. by Alessandra Valzania

Nel mio caso, questo lato nascosto si è tradotto nella mia rinuncia pressoché totale al divertimento.
Non uscivo spesso, mi negavo ogni più piccolo piacere, in nome di un futuro prossimo, in cui avrei “recuperato”.
Più passava il tempo, però, e più mi rendevo conto di una cosa: la mia vita stava passando in attesa del futuro.
Una volta presa consapevolezza del problema… Ho iniziato a intristirmi.

Mi sentivo sciocca per il tempo perso e non sapevo come invertire la tendenza. Volevo a tutti i costi dare un significato alla mia vita, ma non sapevo da dove iniziare. Ascoltavo musica malinconica e guardavo film che raccontavano di successi trionfali, per poi giudicare senza pietà il mio percorso, biasimandomi per tutto quello che non ero riuscita a fare nella vita.
La verità è che si rivela piuttosto difficile riuscire in qualsiasi cosa senza provare.
Una volta realizzato questo, ho iniziato ad adoperarmi per la mia felicità.

Ho iniziato a dipingere, a fare lunghe passeggiate, a correre due volte alla settimana… A cercare occasioni di divertimento!
Tutto questo ha di certo migliorato le cose, ma non mi bastava. Volevo di più.
Volevo impiegare tutto il mio tempo a fare qualcosa che mi appassionasse. Ho quindi iniziato una ricerca piuttosto larga, confusa, a caccia del mio proposito di vita.
Il risultato?

Mi sono imbattuta nella mia passione: il coaching

Appena ne ho sentito parlare mi sono incuriosita.
Ho iniziato subito uno studio il più possibile metodico della materia. Ne ho scoperta la vastità e la natura composita, le versioni domestiche e internazionali e infine, con sgomento, mi sono resa conto dei costi.
Si trattava per me di cifre inaffrontabili: dopotutto, non conoscevo la materia a sufficienza per un impegno di tale entità e in ogni caso non avrei mai potuto affrontare l’investimento richiesto.

Nel momento in cui mi sono imbattuta in questo problema ho capito che il coaching era la mia via: non ho mai pensato di arrendermi, ho semplicemente cercato di superare l’ostacolo con tutta la mia determinazione.
D’un tratto, mi è venuta un’idea:

E se cercassi un coach con cui collaborare?

come si diventa life coachMa no, non era il caso, era un’idea stupida, e poi figurarsi se un professionista affermato avrebbe potuto mai aver bisogno di una che di coaching non sapeva nulla…
Eppure l’idea stupida aveva senso. Risolveva tutti i problemi, costituiva una soluzione creativa.

Quasi senza accorgermene, ho iniziato a orientare le mie ricerche su vari coach che avevano una presenza online.
Dopo qualche tempo mi sono imbattuta in questa professionista che esercitava in una città vicina, che aveva una storia per certi aspetti affine alla mia e un sorrisone simpaticissimo: Ilaria Cusano, Life Coach Spirituale.
Senza pensarci un attimo le ho scritto una mail e le ho spiegato la mia proposta. Ci siamo incontrate dopo qualche giorno e… Eccoci qua!
Ilaria mi guida in questo nuovo percorso e io la aiuto nel suo lavoro… Una tipica “win-win situation”!
Vi va di accompagnarmi nel mio viaggio? Andiamo!

Veronica Pasetto

 

Come si diventa Life Coach Spirituale

Come si diventa Life Coach

Ci interessa fino a un certo punto, qui. Vediamo direttamente come si diventa Life Coach Spirituale.

come si diventa life coach spirituale

Anzitutto, è più una questione di essere che di fare.

Vedo molti confondersi e perdersi, in questo senso: trovare la scuola accreditata, accumulare certificazioni, imparare le tecniche messe a punto dai migliori. Va tutto benissimo, ma non sono queste le priorità.
I passi principali, i primi da fare e gli unici da continuare a portare avanti sempre, con presenza, costanza e piedi per terra

  1. non hanno niente a che fare con strutture, punteggi e burocrazie;
  2. sono squisitamente interiori;
  3. sono i soli che producono risultati concreti e a lungo termine, per noi, per il cliente e per la società intera.

Per fare la Life Coach Spirituale devi imparare a esercitare una professione; ma per imparare a esercitare questa professione, nella tua intimità più profonda devi essere

  • venale, attaccata alla materia e possibilmente anche un po’ morbosa;
  • problematica, perennemente in crisi e sotto sotto eccitata da questo;
  • di quella sensibilità particolare o anche speciale che fa sì che si rasenti la follia 😀

In questo modo siamo certe di avere tutto ciò che ci serve e a vita: l’impellente bisogno, un’intensa pressione interna e l’energia per creare l’universo ogni santo giorno.

Mindset

Come vedi è… un tantino sui generis! 😀

Ma è tutto là: nel mindset, nella mentalità, nell’invisibile che governa il visibile.
Ed ecco cosa c’è nel regno di un’eccellente Life Coach Spirituale:

 

  • un’immersione fusionale nel corpo e nella materia, nella piena percezione e coscienza del fatto che abitiamo altrove;
  • il godimento del mistero della vita;
  • la tensione verso l’esaltazione estatica che è gloria e paradiso in terra!
  • Il sentire tutto, anche quello che molti non sentono;
  • la capacità di muovercisi, o quanto meno il divertimento nel provare costantemente a fare surf nell’isola che – in apparenza – non c’è;
  • l’obiettivo di raggiungere risultati concreti, in questa pazza opera tanto reale.
  • La perenne convivenza con la morte, accompagnata a un’incrollabile e indiscutibile fede, resa piccante da quell’irriverente sorriso sotto ai baffi che viene da una monolitica sicurezza: come individui non esistiamo.
  • Il totale contatto con la trascendenza, col miracolo della vita e con l’unico grandioso viaggio pertinente a questo famoso piano di realtà: quello nell’amore 🙂

come si diventa life coach spirituale

Stile di vita

É l’unico altro sostegno che serve come base, dopo quello del mindset.
Quando questi due pilastri sono stabili e ben consolidati, allora ha senso iniziare a occuparsi della formazione.

Continuo a evocare con parole che scoppiettano come pop-corn, così le senti invece di pensarle 😉

Salute e benessere

Gli insegnamenti della nonna:

La salute prima di tutto.

Abitudini sempre più amorevoli. Un lavoro che non è un lavoro. E quell’estasiante musica che senti con l’aureola quando ti sembra di essere sempre in vacanza.

Cibo che ti nutre e ti rafforza. Persone con cui condividere un perenne flusso di piacere, amore e godimento. Cura del corpo, degli spazi e della bellezza.

Natura, profumi e ispirazione. Connessione, parole di gratitudine, rituali condivisi in gruppo.

Una vita dedita a onorare, celebrare, festeggiare e unirsi, in tutti i modi possibili e immaginabili.

Soldi e ricchezza

Un unico, leggiadro e sereno punto di focalizzazione:

Cosa posso dare? Come posso contribuire? In che modo posso partecipare al ripristino o al mantenimento di questa straordinaria bellezza?

Dare per il piacere di dare; per la gioia di vedere gioia, e di sentire le rughette della felicità che si fanno profonde affianco ai tuoi occhi.

Sorridere per respirare più ossigeno, e perché il cuore ti si spalanca troppo per non sorridere 🙂

Dare piacere agli altri per sentir circolare quel nettare che circola solo quando godi insieme invece che da sola.

Sesso e relazioni

Proprio in questi ultimi giorni ho messo a fuoco un’acquisizione fondamentale ed estremamente rivelatoria:

Tutti adorano vederci godere!

Quando mai è stato vero il contrario?

Nel sesso è evidente: è il piacere che innesca altro piacere, è l’espressione del godimento che tiene alta la bandiera… della creatività! 😀 … ed è l’estasi fisica che ci ispira e ci avvicina a Dio.
Ovvio, no? Dovremmo ricordarcelo più spesso.
Come? Facendone esperienza! 😉

Condividi la tua passione.
Metti generosamente a disposizione la tua gioia.
Lascia che ecciti, illumini ed entusiasmi tutti coloro che desiderano sintonizzarsi con essa.

Questo mondo diventerà parecchio migliore molto prima di quel che ti aspetti 😉

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E se vuoi diventare una vera artista in questo, sappi che fino al 30 Giugno sono aperte le selezioni per prendere parte alla mia Scuola di Life Coaching Spirituale TrasFormazione. Al momento sono rimasti 4 posti disponibili.

Ilaria Cusano

 

Dove trovare un Life Coach

Dove si trova un Life Coach?

Io sono un po’ all’antica, su certe cose; e di certo il rapporto col mentore è tra queste…

dove trovare life coach

Hai mai visto il film The artist? Io sì; andai al cinema da sola in centro a Roma, la mia città.
E mi commossi tanto.
Per la prima volta vedevo rappresentata, in un film muto, la forma di amore per me somma, di cui nessuno sembrava più interessato a raccontare…

Ma io sono cresciuta tra i tutù della danza classica, le scarpette rosa e il liceo classico; ho studiato la letteratura greca e latina e quegli antichi che mi sento nel sangue, nelle ossa e tutt’intorno mi hanno sempre raccontato tantissimo dell’amore tra i mentori e i pupilli.
Amori spesso misteriosi, fraintesi, perché non catalogabili? Non saprei: per me sono catalogabilissimi, sono amori tra maestri 🙂

Quando fui più grande, alla fine dell’adolescenza, entrai in contatto con lo yoga e la cultura indiana.
Lì ritrovai questo stesso magico rapporto addirittura nella coppia: per gli Indù i più grandi guru sono i genitori e, a seguire, i partner.
Io completamente fusa 😀 Ne feci un’arte e mi ci immersi fin nell’ultimo capello. E fu straordinario… e tuttora lo è, con chi è disponibile in tal senso 🙂

Se mi chiedi dove trovare un Life Coach, quindi…

… che devo dirti?
Un Life Coach è il mentore dei giorni nostri, e una romantica come me, con questo profondo rapporto con le radici storiche che ho, che vuoi che ti dica? Connettiti a Internet?

Ma sì, anche, connettiti a Internet, ma soprattutto connettiti! 😀

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Connettiti e ascolta; senti dove c’è quella magia, quell’attrazione che può sembrare anche sessuale, ma che va molto molto oltre…
Connettiti e riconosci quel segnale che, sì, effettivamente sa di antico; antichissimo!
Un segnale potente più di qualsiasi wi-fi; il segnale che è quella la tua guida, ma non perché ne sa più di te o è già arrivata da qualche parte o ha studiato o ha più credenziali o fama di tutti. È perché c’è già amore; dall’inizio, dalla prima volta, dal primo sguardo, scambio, riconoscimento.

È una cosa difficile da spiegare a chi non l’ha mai vissuta; è una forma di innamoramento.
Ma non ha niente a che fare con la coppia e le convenzioni; somiglia di più a un’amicizia per quanto è nobile, e a un rapporto coi genitori o cogli insegnanti, per quella leggera forma di solennità di cui profuma…

È lì che trovi il tuo Life Coach: in quel sentimento.
Può essere che la prima volta avvenga tramite un social, un canale Youtube o un corso online; può succedere di persona, grazie a una rivista o a un evento; ma quel che conta è quel sentimento, e quel sentimento è antico, antichissimo, ha un’eco così lontana che scuote, eccita e commuove.
E, se non lo senti… lascia stare 🙂 Non è che per forza devi trovare un Life Coach.

Ma se lo senti seguilo; seguilo anche se ti sembra la cosa più irrazionale, folle e senza senso, perché lì c’è una storia da brivido che ti aspetta, e che ti si sta offrendo 🙂

Io come Life Coach vengo trovata e riconosciuta

Negli ultimi due anni mi è capitato quattro o cinque volte che delle donne mi chiedessero di formarle per diventare Life Coach Spirituali; non mi sentivo pronta ad assumermi una responsabilità del genere.
Poi alla fine dell’anno scorso, durante il mio secondo viaggio in Sud America con Chakruna, quello in cui ho imparato a puntare in alto, ho realizzato che era giunto quel momento.
Di quelle donne una sola mi aveva aspettata, per quasi un anno: sarebbe stata lei la mia prima, e tuttora la amo così tanto e provo una gratitudine così immensa verso di lei… 🙂

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Poi ne è arrivata una seconda, poi un terzo, e poi mi sono ritrovata ad avere tra i miei coachee solo dei professionisti della formazione e della crescita personale; tutto in sei mesi!
E tuttora sono così emozionata per questo mare di stima e fiducia e accoglienza che queste persone mi riservano… Persone che io adoro e curo con tutta me stessa… Sono quanto di più bello la vita mia abbia donato 🙂

Quella responsabilità che ho tanto temuto e per ben due lunghi anni… Quella responsabilità mi sta riempiendo il cuore di gioia!
E così, quando sono arrivate altre due persone ancora, ho capito: dovevo far partire una scuola.

Sempre col mio terrore di base, che però è sempre anche eccitazione…
L’eccitazione che sento vibrare nelle profondità delle mie parti intime quando sono sulla (mia) strada giusta…
Sempre coi miei passetti piccoli ma potenti, densi, sentiti, veri, ok: faccio partire una scuola.
Da domenica scorsa ho iniziato le selezioni per la Scuola di Life Coaching Spirituale che ho chiamato TrasFormazione. Una scuola per sole donne per cui le selezioni dureranno fino al 30 Giugno, e i posti a disposizione sono esclusivamente quattro.

Se la tua via e il tuo momento sono questi, sbrigati a contattarmi subito.
Ma se hai anche un solo dubbio, per favore non contattarmi; se hai anche un solo dubbio non è amore, e io non ho tempo da perdere: io sono qui solo per l’amore 🙂

Ilaria Cusano

 

Chi è e cosa fa un Life Coach

Un Life Coach ha un ruolo

Quello del Life Coach un ruolo ben preciso che sta tutto nei due significati della parola stessa:

  1. allenatore di vita
  2. carrozza nel viaggio della vita.

life coach spirituale chi è cosa fa

Mio padre sicuramente direbbe che questa è una professione inutile e ridicola. Ma mio padre è notoriamente sconnesso dalla realtà e non ha nessuna coscienza di come funzionano le dinamiche e le relazioni affettive – per questo io sono diventata un’eccellente Life Coach così giovane! 😀

In più, nel mio caso, la mancanza di qualcuno di fondamentale che sapesse credere in me ha generato due frutti:

  1. il bisogno, l’interesse e il desiderio per l’aspetto invisibile del credere in qualcuno – presenza fisica e materiale ci sono sempre stati, eppure c’era un vuoto immenso, di cos’era?
  2. Lo sviluppo della dimensione spirituale del supporto – che era esattamente ciò che mi mancava.

Alla fine, quindi, Grazie Papà 🙂

Tecnicamente, il ruolo del Life Coach Spirituale

Consiste in quanto segue.

Credere profondamente e fermamente nelle persone; nella loro possibilità e capacità di manifestare appieno il loro massimo potenziale.
Crederci tutti i giorni, tutti i minuti.
E quando non ci crediamo più, trovare il modo di tornare a crederci.
Perché il problema è solo nostro.

Trovare ogni strada possibile, inventarne dal nulla quando serve, per poter facilitare al massimo questo processo; un processo di emersione della versione più splendente e radiosa dell’identità, della persona che ci si rivolge e, per forza di cose, della nostra.
Creare e ricreare di continuo il terreno fertile per aiutare la persona in difficoltà a farcela.

life coach spirituale chi è cosa fa

Il cliente del Life Coach Spirituale se la sta raccontando profondamente.
Proprio per questo ha bisogno di un professionista e lo paga profumatamente: perché ha gli serve una persona abile e competente a non farsi manipolare fin nelle profondità più recondite.
È così che il Life Coach Spirituale è d’aiuto alla persona nell’arte di superare se stessa e la propria storia, evidentemente ormai disfunzionali.
Ed è con questo superamento che torna al viaggio della propria anima, che è l’essenza della vita e che trascende tutti i piani materiali e psicologici.

Un Life Coach Spirituale deve sapere sempre andare oltre le apparenze della materia, i giochi di potere dell’emotività e le illusioni ottiche della mente.
Deve saper sempre prendere per mano con amore, consapevole di come funziona quando ce la raccontiamo su questi 3 livelli: materia, emozioni, mente.
Tutti ce la raccontiamo e sappiamo com’è: ci crediamo e siamo sinceri.
Con lo stesso atteggiamento d’amore che rivolgiamo a noi stessi, ci rivolgiamo al coachee.
E crediamo che ce la farà. Sappiamo che sta facendo il massimo che può; investiamo noi per primi il massimo che possiamo e lo stimoliamo a superare se stesso ogni giorno, e ancora e ancora.
Fino alla fine del percorso.

Cosa fa un Life Coach Spirituale

Il Life Coach Spirituale è abile a vedere chiaramente le criticità, ma coltiva l’attitudine a superarle sempre; a crederle trampolini di lancio verso nuove opportunità.
Trasmette questa fiducia e questo entusiasmo profondi al cliente.
Stiamo sempre attentissimi a resistere alla debolezza di farci trascinare nel pessimismo, nella demoralizzazione e nella sfiducia del coachee.
Questi sono i modi in cui le persone prendono in giro se stesse; noi dobbiamo evitare che usino anche noi per continuare a prendersi in giro.
Noi cambiamo le regole del gioco.

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Rimandiamo al cliente un’immagine diversa da quella che lui rimanda a se stesso.
Un’immagine di una persona

  • che può farcela,
  • che ha nelle proprie mani ogni responsabilità di come vanno tutte le cose nella sua vita,
  • e che, nel momento in cui se ne rende conto, realizza che ha nelle proprie mani anche il potere e la libertà di fare quello che vuole della sua vita.

Non facciamo da specchio alle persone. In questo sono bravissime da sole e attraverso i rapporti personali che si costruiscono.
I clienti ci pagano per vedere un’altra versione di se stessi, migliore. Una versione che c’è, esiste, ma è nascosta meglio; noi dobbiamo essere in grado di riflettergliela.

Ilaria Cusano

PS. É in questa ottica, molto più vicina a quella dei facilitatori che a quella dei terapeuti, che nei prossimi mesi partiremo con la Scuola di Life Coaching Spirituale TrasFormazione. Le selezioni avverranno dal 10 al 30 Giugno 2017 inclusi; al momento ci sono ancora 4 posti a disposizione.

PPS. Fino a Domenica 11 Giugno è in corso anche l’iscrizione al programma di 28 giorni #RicchezzaVera, che avrà inizio con la Luna Nuova del 24 Giugno e terminerà il 22 Luglio. Per conoscere tutti i dettagli vedi il post fissato in alto nella mia pagina Facebook sull’Intelligenza Spirituale 😉