Pensiero positivo: guida all’uso

Il pensiero positivo onesto: i problemi, le sofferenze e la debolezza esistono ed è saggio farsene carico

La scorsa settimana ho dovuto passare ben cinque giorni a letto senza fare niente; un’influenza terribile e fulminante mi ha colta all’improvviso ed ero talmente debole, dolorante e febbricitante che non solo ho dovuto annullare qualsiasi impegno e appuntamento per un’intera settimana, ma mi sono trovata costretta a tenere spenti anche smartphone e computer perché non ero oggettivamente in grado di gestire neppure messaggi, telefonate ed e-mail.
Ero ammalata di brutto, vicissitudine assolutamente umana di cui, se fossimo dei fanatici del pensiero positivo, non dovremmo neanche parlare! Argomenti come la malattia, la fragilità, la sofferenza e le limitazioni a cui la nostra natura ci sottomette sono dei veri e propri tabù, in certi ambienti, si sa.
Ma siccome io so bene che un tabù è un ottimo escamotage solo per far aumentare e crescere la paura e la debolezza  stesse, mi sono decisa a rompere questo schema per stimolare il pensiero positivo proprio a partire da ciò che gli sembra più estraneo e nemico: il pensiero negativo.

#1 Il vero pensiero positivo può nascere solo dall’accettazione amorevole della realtà

pensiero positivo 1Tante volte, negli anni, ho visto l’intento benefico di nutrire e condividere positività trasformarsi in un’abitudine pericolosa: quella di negare la realtà, di evaderne, di fingere che sia diversa e che noi siamo tutti invincibili, potentissimi e immortali.
L’intenzione di partenza è buona e la condivido appieno, col massimo dell’entusiasmo; il risultato invece è pessimo: alienazione, solitudine e totale perdita di lucidità, di potere e di capacità di realizzare cose concrete.

Facciamo chiarezza, quindi: noi siamo del tutto sottomessi a Madre Natura , sia come anime che hanno bisogno di un corpo fisico da lei regolato, per esistere e sperimentare la vita, sia come persone inserite in un ambiente con le sue dinamiche – le stagioni che ci sballottano esponendoci alle influenze, l’inquinamento che ci rende vulnerabilissimi, il cibo e l’acqua in circolazione, che a causa della pessima qualità minano il nostro sistema immunitario ogni santo giorno da anni, e via dicendo.

Tu dirai “Oh mio Dio, è una tragedia!”. Sì, da un certo punto di vista lo è, è vero, ma io ti dico anche che quando sono diventata pienamente cosciente di questo tragico dato di fatto ho iniziato a rimboccarmi seriamente le maniche e a comportarmi nel modo più solidale che io conosca, perché solo insieme supereremo queste difficoltà e costruiremo un mondo migliore di quello che abbiamo trovato arrivando.
Nel mio corso online sulla bellezza ci concentriamo a fondo su questo, per rivoluzionare l’approccio catastrofico e trarre il meglio dal periodo storico che stiamo vivendo.

#2 Il pensiero positivo ha senso solo affianco alle negatività

A questo ci serve saper attivare il pensiero positivo: ad affrontare i momenti negativi nel modo più costruttivo e fecondo possibile.

Nei giorni scorsi, mentre facevo la larva a letto terrorizzata da una condizione a cui non sono abituata, pensavo all’enorme quantità di anziani da cui tutti siamo circondati: un numero impressionante di persone tenute in vita da quantità allucinanti di medicine, che però a conti fatti, pur vivendo fino a ottanta, novanta o cento anni, vive malissimo, trascorre decenni nella malattia perenne, con delle ripercussioni impressionanti su se stessi, i propri cari e l’intero sistema sociale.
Questa è l’Italia oggi: migliaia e migliaia di giovani che continuano a emigrare, un numero molto minore di persone che, però, grazie al cielo almeno seguitano ad arrivare da fuori, e un fiume di anziani che sopravvive, sì, ma male e tristemente.

pensiero positivo Mi spaventa da morire, è ovvio: chi non è angosciato rendendosi conto di tutto questo? Solo uno psicopatico o qualcuno che non vuole decidersi a guardare in faccia la realtà.
Eppure, mentre mi crucciavo in queste ansiogene prese di coscienza, empaticamente vicina agli anziani da cinque giorni di malattia e qualche racconto degli amici, vedevo
l’amore incrollabile di mio marito che ha stravolto la sua settimana per prendersi cura di me dalla mattina alla sera,
i miei collaboratori che portavano avanti il lavoro permettendomi di continuare a ricevere entrate anche mentre ero impossibilitata a lavorare,
– tutte le mie clienti e colleghe che mi dimostravano massima comprensione, solidarietà e gentilezza, anche di fronte a situazione oggettivamente molto scomode (es. Letizia che aveva comprato un biglietto Lecce-Padova per fare una sessione di coaching con me e che si è trovata a dover disdire tutto con un solo giorno di anticipo).

Vedevo tutte queste persone così disponibili, amorevoli, pronte a lasciar correre, ad aiutare, a capire e a mandarmi auguri di pronta guarigione, e così ricordavo che
– il fatto che non avrò mai una pensione può non essere affatto un problema, con una comunità del genere intorno;
– debolezze e fragilità possono servire a rafforzare le nostre relazioni e a unirci sempre di più gli uni agli altri;
– e superando i momenti difficili insieme riscopriremo tutti l’umanità, la fiducia e vera e propria fede 🙂

… e se ti senti abbandonata e separata da tutti, di certo il mio percorso per sentirti meno sola ti può aiutare a passare al di là del ponte, dove ci sono amore, amicizia, supporto reciproco e vera solidarietà – ma tutto parte sempre da te, ricordatelo.

#3 Il pensiero positivo ha dei limiti, ma oltre quei limiti si può andare, se ci comportiamo come una comunità oltre che come individui

Non siamo affatto invincibili, anzi sono molte di più le volte in cui non riusciamo, falliamo o cadiamo, rispetto a quelle in cui vinciamo, riusciamo subito o abbiamo successo.
Non siamo sempre potentissimi: siamo pieni di limiti di ogni genere e portiamo a compimento ciò che ci prefiggiamo in modo sano solo nella misura in cui riconosciamo questi limiti, li accettiamo, ci dialoghiamo e sappiamo muoverci al loro interno.
Non siamo immortali, tutt’altro: il nostro tempo è limitato, le nostre giornate sono limitate, le nostre energie sono assolutamente esauribili e col nostro corpo e la nostra mente si possono fare solo alcune cose, non tutte quelle che immaginiamo o di cui ci illudiamo.
La natura umana funziona così; l’ambiente funziona così; la salute, l’economia e l’ecologia funzionano così. L’unica possibilità intelligente è ricordarselo e tenerlo ben presente, sempre.

pensiero positivo Ma c’è un fattore altrettanto reale, innegabile e portentoso: noi non siamo soli.
Più ci teniamo uniti agli altri, più coltiviamo le relazioni con qualità, presenza, autenticità, amore, fratellanza e fiducia nel prossimo, più scopriamo che un’invincibilità, una potenza eroica e un’immortalità effettivamente esistono, e risiedono nell’insieme, nell’essere un corpo unico in cui tutti i pezzetti sono collegati, respirano all’unisono, creano coordinati tra loro e mantengono la vita in equilibrio ogni giorno.
Ognuno a proprio modo, con le proprie risorse e possibilità, le proprie credenze, limitazioni, esigenze e paure, certo, ma finché restiamo uniti siamo una forza, anche nelle difficoltà 🙂
Nel percorso Come stimolare positivamente un team demotivato o stressato affrontiamo al massimo ognuno di questi passaggi.

Questo mi hanno ricordato i cinque terribili giorni di dolore, debolezza e malattia da cui sto lentamente uscendo:
anche nelle circostanze più tristi ci sono mille cose per cui essere grati ;
– più accettiamo la realtà per come la percepiamo veramente e più il miracolo della vita che si rigenera sa stupirci;
– ogni pensiero positivo che sorge dentro di noi mette radici e prende corpo nella misura in cui offre una risposta concreta ed efficace a una negatività, ed è messo sul piatto comune per un benessere sociale, unica precondizione essenziale perché possa sussistere anche un benessere individuale.
Tre chiavi da non perdere mai, quindi, per imparare a morire e poi risorgere, senza cicatrici ma anzi più illuminata e consapevole:

Apri il tuo cuore e vivi in un amore concreto, non astratto né ideale

Coltiva ogni giorno la tua intelligenza spirituale/sociale perché sarà l’unica facoltà che a lungo andare ti salverà

Vivi la tua vita in unione con gli altri, altrimenti ti assicuro che presto o tardi sarà un gran casino 😉

E se non ce la fai da sola, puoi sempre farti prendere per mano da me, per attraversare la tua impresa femminile – l’ho chiamata Viaggio dell’eroina!

Mille benedizioni,
Ilaria Cusano

 

One thought on “Pensiero positivo: guida all’uso

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *