5 valori delle coppie felici, di Luca Ferretto

Cos’è l’amore per gli uomini, come costruire una coppia felice

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Oggi più che mai gli uomini vivono una profonda crisi di identità. Una crisi così vasta da mettere in discussione tutte le basi su cui il genere maschile fondava la propria sicurezza, aggressività e, spesso, arroganza verso le donne.

1) Partire da sé, tornare alle donne

Il partire da sé è stata la grande lezione di autocoscienza che il miglior femminismo ci ha lasciato. Anche noi uomini abbiamo accolto appieno questa lezione delle donne. Per poter finalmente abbandonare quell’insana abitudine tutta maschile, imparata dai nostri padri e nonni, dai film e dai libri di storia, confermata da anni di dominio maschile sul mondo… Quell’abitudine a non mettere al centro la persona in carne e ossa. La persona vera, coi suoi sentimenti e il suo mistero. Privilegiando, anche nel dialogo, il sentire. Il cosa provi prima del cosa pensi o del cosa sai – freddi, distaccati, irresponsabili.

2) Responsabilità

Partire da sé significa decidere di assumersi la responsabilità di chi si è, delle scelte che si fanno. Senza giustificarsi e nascondersi dietro astratte teorie e un’infinità di stereotipi. Alibi e convinzioni tipo che “gli uomini sono così e le donne sono così”; che “si fa così e nessuno lo sa”; che “ci sono dei modelli universali”; e via dicendo.
Sempre per non prendersi la responsabilità concreta (non intellettuale) di essere invece delle persone originali, che sanno fare riferimento a sé senza filtri. Che riconoscono in sé la risposta più autentica, invece che camuffarla parlando d’altro. Persone uniche, fallibili e tuttavia irripetibili. Perché non ci sono modelli universali o soluzioni intellettuali, ma solo scelte personali e responsabilità individuali.

3) Umiltà

Partire da sé, per noi uomini, significa anche iniziare un processo che ci faccia smettere di sentirci superuomini. Obbligati a sapere sempre cosa è giusto o sbagliato, per poi arrogarci il diritto di crederci migliori e diversi. E, quindi, di giustificarci e di nuovo deresponsabilizzarci.

La violenza maschile non è connaturata al genere maschile. E’ sempre e solo una scelta di irresponsabilità. O un’incomprensione della responsabilità. Frutto di una mancanza di consapevolezza del fatto che tutto parte da sé, da un punto dentro di sé. E non da un altrove, da un luogo distaccato dalla realtà, impersonale, fuori. La violenza, la guerra, l’impotenza sono reali ed evitabili. L’aggressività stessa può essere sempre trasformata in qualcosa di meglio. Fino a diventare energia per la poesia, addirittura, per esempio.

4) Rispetto

All’espressione “partire da sé” ho affiancato sin da subito “tornare alle donne“. Per ricordarci che su questo pianeta non esiste relazione o società in grado di prescindere dal riconoscimento e dall’accettazione della radicale diversità della persona dell’altro sesso, chiunque essa sia. Diversità che è anche profondità, mistero, preziosità.
Non parlo di una donna ideale, ma di una in carne e ossa: nostra madre, nostra sorella, nostra moglie, nostra figlia, una collega, una cassiera, una dirigente.

Tornare ad amare le donne, a servirle, a onorarle, a parlare con loro, non può più essere considerato opzionale rispetto al mero partire da sé. Altrimenti anche questo (ri)diventa il solito modo tutto maschile di non parlare di sé. Di chiamarsi fuori dai giochi, di ritenersi al di sopra delle parti, di proteggersi, di non mettersi mai in discussione, a nudo. Di non voler stare nudo, fragile e indifeso di fronte a una donna; rinunciando a evolvere, fuggendo, in un sé astratto che non sa mai donare davvero. E dare, abbracciare, consolare, supportare, motivare, senza dover chiedere per forza qualcosa in cambio. Credendosi addirittura migliori di altri uomini per questo… pura follia!

5) Sensibilità

Il tornare alle donne va oltre l’eterosessualità o l’omosessualità. Significa tornare a una relazione potente con il femminile in tutte le sue manifestazioni energetiche. Comprese quelle spirituali e interiori, ma sempre in rapporto a donne concrete. Senza dimenticare che questa energia femminile ha sempre un nome, un cognome e un’anima.

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Imparare a partire da sé significa imparare a percepire dentro di noi forze superiori (maschili e femminili), invece che stereotipi. Forze con cui dialogare, forze concrete, forze-persone, in grado di condurci verso l’altro. Incontro (non contro) all’altro. Senza tirare su muri e barriere, ma anzi aprendo porte. Diventando creativi, vivi, persone e non più maschere.

“Tornare alle donne” significa tornare ad amare in maniera concreta

Ad amare chi ci rimette al mondo ogni giorno, chi ci ricorda che siamo noi “il mondo”. Insegnandoci il valore della fragilità, della determinazione, del silenzio, del dialogo, dell’accoglienza, del coraggio, della fiducia, della speranza e delle lacrime. Donne concrete: non un femminile astratto al servizio dei maschi. E nemmeno un femminile stereotipo da proteggere.
Donne-persone, madri da ringraziare; colleghe cui chiedere collaborazione e da ispirare; amiche da ricordare; amanti, mogli, compagne con cui fare l’amore.

Nei percorsi sulla maschilità non posso insegnarti a essere uomo. Perché “gli uomini” non esistono. Esisti Tu.
Posso però aiutarti ad avviare un cammino verso una maschilità superiore: non violenta e adulta, che vada incontro alle donne e verso un sesso più soddisfacente.
La sfida che le donne ci pongono attraverso l’amore, in fondo, è una grande opportunità.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria rivolti agli uomini

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