Abbraccio forte inaspettato, da Master Business Italia e lavorare viaggiando

Lavorare viaggiando, come fare?

Tutto è partito da qui, per me, da questa domanda.

Non voglio fare la nomade digitale perché per me avere un posto dove tornare, una casa, è parte essenziale del piacere di viaggiare. Però durante la pandemia mi sono resa conto con esasperante certezza del fatto che la mia vita è troppo sedentaria, per me. Adoro lavorare come imprenditrice digitale e Life Coach Spirituale, ma ho bisogno e voglia di muovermi di più. Tutto questo tempo da ferma, seduta, tra quattro mura, non fa per me; mi snatura e mi fa venire vari dolori su vari livelli.
E allora cambio 🙂 Mi metto in viaggio, prima di tutto interiormente.

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Ph. by Steven Zwerink

Per iniziare mi sono chiesta quali margini di crescita personale ed evoluzione spirituale questa situazione mi offre.
Le risposte che mi sono data sono varie:

  • posso studiare e imparare il video-editing;
  • incrementare la mia attività di influencer;
  • migliorare le mie capacità di leadership;
  • divertirmi di più;
  • vendere più facilmente;
  • progredire nel networking e attraverso di esso.

Per dirne alcune.

Master Business è stato il primo strumento operativo che ho individuato

La mia attività di Life Coach Spirituale e Sex Coach è la mia base sicura ed è perfetta, per lavorare viaggiando. Posso svolgerla da dovunque, mi basta avere uno smartphone, un PC e la linea internet e sono libera e autonoma da qualsiasi luogo. Master Business, però, aveva proprio bisogno di me, che è diverso. Ho guardato il mio team, l’azienda, la community, e mi sono resa conto del fatto che, concedendo loro un solo weekend di attenzione e dedizione totali, mi sarei potuta rendere utile in una misura entusiasmante! Perseguendo comunque i miei obiettivi personali, contemporaneamente. Come può essere più meraviglioso di così? 😀

Allora l’ho fatto.
Ho organizzato un viaggio di due giorni; ho coinvolto il mio sponsor e mi sono messa in pari dal punto di vista tecnico – spazio nella memoria dello smartphone per registrare, sticky-selfie, etc. Avrei approfittato dell’occasione per esercitarmi nel video-editing e in qualche timido esperimento di vlogging – per ora solo nel mio IGTV, seguimi per vedere cosa sto combinando, mi trovi come @mercantedestasi.

Abbiamo organizzato un pranzo con una potenziale nuova collaboratrice a Milano. Il pomeriggio abbiamo partecipato all’evento mondiale di Master Business che, in questo periodo, facciamo una volta al mese. Per le 18 eravamo a Torino; il mio sponsor veniva intervistato e poi via a cena, con un altro nuovo partner e la sua compagna!

Il tutto conoscendo persone straordinarie e divertendoci in una misura tale che da soli a casa, secondo me, è altamente improbabile.

L’abbraccio forte e la vita affettiva sono sempre il regalo inaspettato più bello

Ogni volta che mi lancio in un’avventura del genere – l’ho fatto spesso, in realtà, nel corso della vita – sono spinta, per l’appunto, dalla voglia di avventura. Fare la valigia, partire, andare; mettersi in movimento, vedere il paesaggio cambiare e scorrere, intorno, fuori dalla macchina. Sentire ogni progresso agevolato, velocizzato, fluidificato, dal puro accettare di spostarsi; di viaggiare anche dentro, oltre che fuori. Tutto ciò mi esalta e fa respirare.

Poi però, puntualmente, anche se io me ne ero scordata, non ci avevo pensato, arriva questo che chiamo abbraccio forte. La gioia di condividere; l’intimità che aumenta, con certe persone; il potere infinito del guardarsi negli occhi, del toccarsi, del sentire da vicino l’odore e l’energia degli altri. E le mille inaspettate magie, i regali, tutto quel “di più” terribilmente affettivo, che non avevo per niente considerato e mi travolge, mi sorprende, mi fa ricordare cosa conta di più nella vita.

Per sentire anche tu almeno un po’ le emozioni che ho provato, vai su Instagram, seguimi e poi entra nel mio IGTV. Nella serie “Gironzolando” troverai anche il video MBA Road Trip. Guarda quello; poi aspetto il tuo commento sotto 🙂

Questo articolo, invece, mi piace chiuderlo con una citazione di Giorgio Gaber, che guarda caso ho intercettato proprio stamattina, prima di mettermi a scrivere nel blog:

L’appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme, e non è il conforto di un normale voler bene. E’ quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa che in sé travolge ogni egoismo personale, con quell’aria più vitale, che è davvero contagiosa.

Un abbraccio forte anche a te, con il sincero augurio di poter sperimentare anche tu, a modo tuo e con le persone e le attività che più ti corrispondono, tutte le sensazioni ed emozioni che ti ho raccontato.

Ilaria Cusano

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