Alternative sane alla pornografia: quali sono?, di Luca Ferretto

La mentalità (da cambiare) che sta sotto l’attrazione per la pornografia

Qualche settimana fa ero alla più grande fiera d’Italia della moto, l’EICMA di Milano.
Anche se tu facessi il prete di lavoro, non potresti non sentirti ubriaco dopo una sola ora tra gli stand, tutti pieni di moto e pupe da capogiro.
Era pieno di queste giovanissime ragazze con le tette, il culo, le labbra, gli zigomi, forse anche le orecchie: tutto rifatto.
Non riuscivo a capire quanto contasse, per quella marea di uomini, fare la fila per farsi una foto con queste bambole di latex obbligate a rimanere sorridenti per ore, in posizioni scomodissime da pin-up, sopra le selle, culo in fuori e tette sporgenti. Tette enormi, nella maggior parte dei casi, gonfie come palloni.

Ma a me incuriosivano gli uomini.
Si fotografavano con più fiche possibili: ma a che scopo?
Quasi come bambini lasciati liberi in una pasticceria. Forse immagazzinavano immagini per masturbarsi, da usare all’occorrenza?
Sarebbero riusciti a ricordare la sensazione o il calore di quella donna che tenevano timidamente vicina, come chierichetti con la maestra bella?

Esistono davvero uomini che decidono di vivere una vita sessuale così, scopando le loro foto?

alternative sane alla pornografia

La pornografia non ti darà mai la soddisfazione sessuale

Mi sentivo sconsolato. Per aver visto non solo decine di donne-oggetto, ma migliaia di uomini orientati a un piacere così infimo.
Ora, non farai mai godere una donna se la consideri una bambola, perché la scoperai come se fosse una bambola e le bambole non godono – a meno che non abbiamo un cd all’interno con le urla registrate.
Come se mettessimo il rumore registrato di una harley a un triciclo. Ma dai!

Sapranno mai quegli uomini, mi chiedevo, cosa significa penetrare una vera donna, farla godere? Devono per forza usare (e sottolineo usare) delle bambole? O forse è perché quelle bambole sono gratis e questo li fa sentire meno invidiosi di chi le può spogliare e scopare veramente?

Io non mi farei mai una foto con la ragazza di un altro. Con una che si scopa un altro. E’come il porno: guardi due che si divertono in barba a te.
Mi chiedo: ma tu, donna, gliele dici queste cose ai tuoi uomini? Perché io li ho visti, coi cuoricini negli occhi, abbracciati a delle ragazzine gonfie come palloni. E tu? Quando fai sesso con questi qui, pensi che nella prossima vita avrai la rivincita?
Quanto ci vuole a dire a questi post-adolescenti che è tempo di imparare a far godere te, donna vera?

La prima alternativa deve essere una mentalità sessuale alternativa

Non capisco da cosa sia eccitata tutta questa gente.
A me non eccitano degli oggetti; a me eccitano il calore, la pulsazione, la vibrazione, l’anima di una donna.
Per questo ho voglia di farle godere: per nutrirmi del loro piacere.
Questi motociclisti di cosa si nutrivano? Che piacere si immaginavano di dare a queste donne?
Quando sentivo il motociclista rombare come un pazzo pensavo che avesse dei problemi sessuali. Pensavo che solo che uno tanto infelice poteva provare soddisfazione nel far sentire a tutto il quartiere quanto potente era la sua moto.
Io, onestamente, preferisco essere potente in un altro modo.
Scelte.

A un certo punto mi sono chiesto: cosa succederebbe se a questi qui togliessero il rumore delle loro moto?
Cosa rimarrebbe del loro strascico di mascolinità?
Tutta quella finzione e quell’esibizione di testosterone buttato al vento, voglio dire, non li fa sentire dei coglioni?
Poi me ne sono andato
Ho costeggiato gli stand, ho camminato per un po’ fino quasi all’uscita del capannone finché, eccolo!! un rombo pazzesco!! Sordo, profondo, il rumore perfetto!
C’era una moto diversa: era elettrica.
Ora, per chi non è un motociclista forse non fa tanta differenza il rumore, basta che corra. E la moto elettrica è potente. Ma il mondo della moto è in ansia vera, per l’avvento delle moto elettriche; sai perché? Perché non fanno rumore 😀

Come faranno a sgasarmi davanti casa per dirmi quanto (non) sono sessualmente potenti? 😀
Non urlano, non rombano, non ringhiano – silenziosissime.
Come una nonna con le pattine 😀

Mentre tu immagini come usare la donna-oggetto…

Subito ho cercato il nome di questa azienda commercialmente geniale, che esponeva questo portento di moto simulata come un
orgasmo simulato. Sai come si chiama? “Emula”.
Un nome straordinario che dice tutto della falsità in cui viviamo – e vivremo per sempre, se non facciamo qualcosa.
Questa azienda ha creato un dispositivo in grado di riprodurre artificialmente il suono della moto a cilindri, sebbene quella moto di fatto fosse muta. Praticamente, come se uno con la moto elettrica girasse con lo stereo dove ha registrato il rumore della moto di un altro (a benzina). Abbastanza simile al porno.

alternative sane alla pornografia

Al peggior porno, quello dove le donne non godono, non si bagnano e fingono. Dove si vede benissimo che fingono.
E tutti quegli uomini che ci si masturbano non danno nessuna importanza all’assoluta mancanza di eccitazione di quelle donne: basta che si muovano in coordinazione perfetta con la loro mano.
Io, se guardassi un film porno ora, immaginerei di far godere lei; mi farebbe incazzare sapere che finge. Ecco, ho l’impressione che alla maggioranza di questi uomini non sia mai interessato veramente se le loro donne godono o no; o forse, penso, sono addirittura convinti che godano perché glielo hanno detto loro.
Ma non è così.

Le donne non godono perché hanno le labbra rifatte o le tette di plastica; godono perché si lasciano andare, si fanno penetrare e hanno imparato a godere. Non c’è niente di più eccitante di una donna vera a suo agio col proprio corpo.
Ed è la prima cosa che dovremmo farci dire dalle donne, invece di cercare quelle che fingono, brevettate per farlo – perché sanno che ci piace.
Dovremmo farci dire se sappiamo farle godere, invece di desiderare donne robot con la voce registrata… invece di andare in giro a sgasare con la moto facendo vedere quello che non siamo.
Cerchiamo essere onesti: cominciamo a chiederci se facciamo veramente bene l’amore.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria, in particolare quelli rivolti agli uomini

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