7 motivi per prendersi un anno sabbatico

Anno sabbatico: una tradizione che ora comprendo

L’anno sabbatico è una consuetudine che, fino a qualche tempo fa, non capivo. Lo conoscevo come una tradizione americana, che riguardava i giovanissimi più benestanti; nella fase di transizione dall’età delle scuole all’età adulta, avevano questo rito di passaggio. In quel contesto aveva senso: si inseriva proprio nell’anno in cui i giovani devono decidere cosa fare della propria vita. A che lavoro dedicarsi, se mettere in conto anche la creazione di una famiglia oppure no; tutte cose per cui effettivamente serve un rito di passaggio.

anno sabbatico

E anche un momento di introspezione, riflessione e viaggio.
Ha senso: esci dalla routine, ti stacchi dalla famiglia di origine e dagli amici di sempre, parti per nuovi orizzonti, apri la mente e, da solo/a con te stesso/a in una situazione completamente nuova, puoi avere la visione. Perfetto.

Quando ho iniziato a sentir parlare di anno sabatico in altre età, però, nella vita di adulti belli che fatti, di 30, 40 o 45 anni, la cosa mi ha stonato. Mi faceva strano; mi chiedevo che senso avesse, a quell’età. Di’ che vuoi cambiare lavoro, piuttosto. O che vuoi farti un viaggio da sola di un intero anno. Perché parlare di anno sabbatico?
Poi ho capito.

L’anno sabbatico serve per diventare davvero adulti

Non è un caso, credo, che queste storie di anni sabbatici molto in là con gli anni mi sono pervenute tutte dalla cultura latina: da Italiani e Sudamericani. Culture in cui la società, effettivamente, non solo non mette a disposizione abbastanza strumenti efficaci per diventare adulti; ma in cui tuttora ci sono famiglie che, per mille ragioni personali e collettive, finiscono col fare proprio l’opposto: col mettere i bastoni tra le ruote

  • al formarsi di identità indipendenti materialmente ma non solo.
  • Alla sana e opportuna separazione tra genitori e figli, affinché anche questi ultimi, se vogliono, possano diventare dei veri genitori. E non esclusivamente genitori a livello “animale”: ti genero ma poi non ti educo, non ti cresco.
  • E anche al formarsi, di conseguenza, di cittadini, lavoratori, imprenditori e attori sociali di ogni sorta, che siano responsabili e maturi, capaci di stare al mondo, come si diceva una volta.

Nelle culture latine tutti questi processi, effettivamente, sono ostacolati; da una cultura che tende ad andare più indietro che avanti. Un po’ per romanticismo e nostalgia; un po’ perché non sa come fare, non ci riesce. E così ha perfettamente senso che ci ritroviamo tanti trentenni e quarantenni che sentono il bisogno di un rito di passaggio per diventare adulti. Perché il processo non è compiuto. Magari si ha un lavoro, si pagano le bollette, si vive in coppia, ma ancora più da figli che da genitori; con la mentalità più da bambini o ragazzi che non da veri adulti maturi e responsabili.

Per cui ben venga l’anno sabbatico. In una situazione del genere, non posso far altro che incoraggiarlo e promuoverlo. Di solito si dice “Non è mai troppo tardi per essere felici”. Qui è il caso di dire

Non è mai troppo tardi per diventare adulti.

7 motivi per prendersi un anno sabbatico

  1. Per smettere di essere figlio/a e diventare finalmente genitore: di te stesso/a e di tanti altri. A prescindere che tu abbia dei figli biologici oppure no. Per un tuo sviluppo psicologico e spirituale.
  2. Per maturare, diventando responsabile di ogni tua idea, parola e azione. E, in questo modo, potente e affidabile.
  3. Per scoprire chi sei davvero, al di là dei condizionamenti familiari e sociali. Al di là di tutto ciò che ti hanno inculcato; delle aspettative e pretese che hanno esercitato su di te, forse per decenni.
  4. Per trovare la tua voce, la tua guida interiore, il tuo guru, direbbero gli Indiani. Tutti abbiamo bisogno di insegnanti, mentori e ispirazione, non è questo il punto. Il punto è che ognuno deve poter contare prima di tutto su una guida interiore – utile anche per scegliere bene insegnanti, mentori e ispirazioni, tra l’altro 😉
  5. Per scoprire se hai una vocazione, una visione e una missione. Con le quali magari fondi un’azienda, per esempio; o comunque avvii un progetto di valore che porterà frutti e bene per l’intera collettività.
  6. Per fare un bilancio onesto della tua vita, che non dipenda più da cosa hanno detto e fatto gli altri. Ma che parta da una tua valutazione: dove vuoi essere? Con chi? Cosa vuoi fare, veramente, nelle tue giornate? Qual è il senso di come spendi le tue energie? Tutte queste informazioni emergono con estrema chiarezza, durante un viaggio da soli.
  7. Per non avere rimpianti. E’ terribile invecchiare senza crescere.

Molti di questi adulti nella fase anno sabbatico decidono di fare un viaggio in solitaria metaforico, più che fisico. E mi contattano per fare un percorso di Life Coaching Spirituale. A volte gli spostamenti interiori funzionano molto meglio degli spostamenti geografici. Se è la strada giusta anche per te: ilaria.cusano@gmail.com

In ogni caso, buon viaggio 🙂

Ilaria Cusano

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