Avere un figlio: quando arriva il momento giusto? – di Manola Tegon

Come riconoscere il momento giusto per fare un figlio?

E’ una delle domande che, prima o poi, credo tutti si siano posti, nell’arco della vita… E a cui nessuno è mai stato in grado di dare una risposta, però 😀 Per lo meno una risposta certa, convincente una volta per tutte.

Ognuno troverà dei validissimi motivi per dire che il momento giusto non arriva mai; o che è meglio fare i figli da giovani, perché si è più forti e vitali, si ha più voglia di giocare, si cresce di più insieme a loro.
Idem per affermare l’esatto opposto, però: è meglio fare i figli da adulti, invece, dopo aver realizzato se stessi, per esempio nel lavoro, dopo aver conquistato delle sicurezze economiche, per poter offrire loro delle basi stabili, una vita serena.

momento giusto per avere un figlio

Personalmente, vedo che un figlio arriva sempre nel momento giusto, che lo si voglia ammettere oppure no.

E’ giusto il momento che corona il sogno di una coppia solida e felice. Ma è giusto anche quando arriva per mettere in crisi un rapporto che da tempo non funziona. Com’è giusto, e bello, quando giunge senza nessuna programmazione. Ma lo è allo stesso modo quando si conosce esattamente il momento in cui è stato concepito.

Avere dei figli si inserisce nei cicli della vita

Il punto è questo: si capisce che un figlio è giunto nel momento perfetto solo dopo tanto tempo dal suo arrivo… E, probabilmente, sempre dopo anni se ne capisce il disegno più ampio di cui fa parte… Disegno di cui, tra l’altro, moltissimi neppure parlano quasi mai… Io li vedo, invece, questi disegni; da quando ho cominciato a lavorare come Life Coach Spirituale sempre meglio…

A priori, infatti, non sarà mai possibile farlo nel momento giusto, perché troveremo sempre qualcosa che non va: il lavoro precario, l’ultimo viaggio in giro per il mondo che desideriamo tanto, la casa grande da acquistare, l’auto da cambiare…
Se c’è una cosa che porta l’arrivo di un figlio è proprio la capacità di scombinare ogni piano, di mettere in discussione ciò che fino a quel momento si era pensato, a volte anche costruito. Ci costringe a una continua apertura all’imprevedibile, nel bene e nel male. E, solo se si rimane “aperti”, si sarà capaci di accogliere una nuova anima, nonostante il lavoro precario; si imparerà a programmare i viaggi in maniera diversa, a riorganizzare gli spazi anche in una casa piccola, e via dicendo.

La domanda da cui nasce questo articolo, infatti, è figlia del preciso tempo che stiamo vivendo. Un tempo che vorrebbe sempre dare una spiegazione quasi scientifica a tutto ciò che accade. Che ha l’esigenza di collocare ogni evento della vita in “tabelle di marcia” ben definite e organizzate. Quando invece, a volte, la vita è fatta di improvvisazione. E proprio dall’improvvisazione nascono le cose più belle.

La nascita di una nuova vita continua a rimanere avvolta in un mistero insondabile, per tanti versi… Perché non sempre, quando è tutto “biologicamente in ordine e perfetto”, un figlio arriva. Così come, a volte, la vita “capita”; anche quando si erano prese tutte le precauzioni possibili…

La vita succede. Ha successo sempre, lei, vince sempre… grazie a Dio

Quando penso a tutto questo sorrido 🙂 Perché riteniamo di essere una generazione che vive in una società di emancipati, rispetto a quelle dei secoli passati. Ma in verità siamo sempre imbrigliati in schemi mentali. Diversi, ma sempre schemi, gabbie, limitazioni. Dove addirittura qualcun altro dovrebbe dirci quando è il momento giusto anche per fare un figlio! Che senso ha, se ti fermi a pensarci?

Nemmeno io ho una risposta certa su quale sia il momento giusto. L’unico consiglio che mi sento di darti è di tenere sempre uno spazio aperto, dentro di te, per l’imprevisto. Sia esso un figlio o qualsiasi altra esperienza che per te rappresenti un moto di vita.

avere un figlio momento giusto

E concludo con queste parole tratte da un bellissimo libro che ti suggerisco vivamente di leggere, di M. Sandel, “Contro la Perfezione”.

In un mondo sociale che apprezza padronanza e controllo, essere genitori è una scuola di umiltà. Essere chiamati a curarci dei figli senza poterli scegliere secondo i nostri gusti ci insegna a essere aperti al non cercato, ci invita ad accettare l’inatteso, a convivere con le dissonanze, a tenere a bada l’impulso del controllo.

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

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