BDSM: quando il dolore diventa piacere

Piacere e dolore, due mondi uniti, per molti

Partiamo subito con due premesse fondamentali:

  1. confondere piacere e dolore è un problema e, in quanto tale, va risolto;
  2. per superarlo, bisogna attraversare il territorio in cui invita.

bdsm

Negli ultimi anni, nel mondo della “sessualità” è emerso un enorme interesse nei confronti del BDSM. Sessualità tra virgolette perché si tratta di una questione più psicologica che sessualeSi manifesta nel sesso perché è l’unica sfera in cui non si riesce a fingere, come la maggior parte delle persone fa quasi di continuo in ogni altra sfera della vita. Ma il tema è ben più pervasivo e riguarda l’essere stati cresciuti nella convinzione che il dolore possa generare qualche tipo di piacere.

La rinuncia è una cosa nobile.
Chi bella vuole apparire un poco deve soffrire.
La pazienza è la virtù dei forti.
Queste sono solo alcune delle idee a cui, nella nostra educazione cattolica, chi più chi meno, siamo stati spinti a credere.
Tali idee si sono cristallizzate in valori: rinuncia, sacrificio e pazienza, per esempio. E, da lì alla società perversa e malata a cui stiamo assistendo oggi, il passo è breve. Perché, se ci pensi anche solo tre secondi in modo lucido,

Quale mente, se non una profondamente deviata, può sostenere un’ideologia che spinge la gente a cercare il dolore?

E’ evidente; non serve una laurea per capirlo.
Questo è il punto in cui siamo. Inutile dire di no, girarsi dall’altra parte o mettere la testa sotto la sabbia.
E’ per di qua che dobbiamo passare, se vogliamo procedere oltre. Per forza. Facciamolo, allora 🙂

BDSM: cosa c’è di eccitante?

Ecco cosa ho osservato analizzando molto da vicino, e da dentro, il mondo del BDSM.

Ciò che eccita è soprattutto l’esercizio del potere.
Siccome la maggior parte delle persone è profondamente repressa o corrotta in tal senso, ha bisogno di sfoghi. Allora troviamo da un lato tutti quelli che, nella propria vita quotidiana, fanno gli impotenti, rinunciando a ogni genere di potere, e che giustamente cercano una qualche forma di riscatto. E, dall’altro, chi del potere abusa, e che ovviamente si sente in colpa e cerca una punizione, l’espiazione della colpa.
Insieme sono perfetti.

Gli (e le) impotenti dominano, feriscono e umiliano, e si beano di questa breve ebbrezza di potere, per poi tornare a casa, a testa bassa e bocca chiusa. E i (e le) teste di cazzo si fanno trattare male in tutti i modi possibili e immaginabili; illudendosi del fatto che, così, non saranno più tanto teste di cazzo.
Naturalmente la cosa non funziona né per gli uni né per gli altri 😀

Nel BDSM, inoltre, ci si può camuffare benissimo!
Il problema, per i più, è che loro, poverini, vorrebbero godere; ma non ci riescono. Allora già devono supportare la sofferenza data dall’incapacità di provare piacere; quando devono gestire anche il fatto che tutti quelli con cui fanno sesso se ne accorgono, diventa un disagio immenso.
La pratica del BDSM, in questo senso, è perfetta: richiedendo travestimenti, giochi di illusionismo e tutta una pantomima molto teatrale, sposta l’attenzione su cose assai lontane dalla potenza di un’erezione o dalla profondità della lubrificazione vaginale. Così non ci si fa tanto caso, al fatto che l’erezione non è piena o a mala pena avviene, o che la vagina non si bagna. Che non si è davvero eccitati, in pratica. E buona parte del disagio viene scongiurata.

BDSM e Cattolicesimo

E’ impressionante come BDSM e Cattolicesimo sono perfetti insieme: moglie e marito che possono rimanere uniti per l’eternità, volendo.

Entrambi invitano a soffrire e a considerare questa sofferenza il piacere più nobile e profondo che esiste.
Tutti e due promuovono la doppiezza: dai al mondo l’apparenza di una persona irreprensibile, e poi sfoga tutto il demonio che c’è in te nell’oscurità, nell’ombra, di nascosto, senza farti vedere.
Vergognati di ciò che sei, perché fai schifo, hai delle tentazioni orribili e il fatto che ogni tanto cedi a esse indica che sei schiavo di Satana.

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Io non capisco come facciano delle persone intelligenti, acculturate e sane di mente a credere a tante idiozie messe insieme 😀 Non me ne faccio una ragione.
Ma, siccome ormai, dopo anni di ricerca in questo campo, mi sono arresa al fatto che questa realtà esiste, mi permetto di dare un mio contributo. Ovviamente lo utilizzeranno solo coloro a cui un minimo di sanità mentale è rimasta.

  1. Impara a godere. Per davvero, però. Non tanto con la mente, che è solo una stupida serva da addomesticare, ma con il corpo, che è fatto apposta per provare piacere. E’ una delle più straordinarie peculiarità di noi esseri umani; e un motivo c’è, se Dio e Madre Natura ci hanno creati proprio così: capaci di godere.
  2. Impara anche ad allontanarti da tutte le cose e le persone che ti fanno stare male. Oppure, se intuisci che devi crescere e maturare, rispetto a certe questioni, fallo; a quel punto il dolore si tramuterà in forza. Ma fallo: tramutalo in forza. E sappi che sta funzionando solo se vedi dei progressi concreti. Diversamente, fatti aiutare da qualche professionista.
  3. Attraversa la tua zona d’ombra a testa alta; e, quando qualcuno tenta di farti vergognare di chi sei, mandalo a cagare, lui e quella stupida, infantile e ridicola ossessione di Satana che si porta in quel suo cervello bacato. Se uno vuol credere agli alieni è libero di farlo; ma, se viene da te a pressarti tutti i giorni per convincerti dell’esistenza degli alieni, è lui ad avere un problema serio, non tu.

Risorse concrete per l’evoluzione sessuale

Se vuoi parlare di questo tema perché hai avuto esperienze dirette, o di terzi, e hai voglia di capire, vederci più chiaro o superarle, ti aspetto nei commenti a questo articolo. So che è importantissimo tenere aperto uno spazio di dialogo su tutto questo; il mio blog e il mio canale Youtube sono due luoghi in cui possiamo farlo.
Se invece anche tu vuoi diventare Sex Coach per donne e offrire il tuo contributo nella sfera della sessualità, certamente la mia scuola professionale può essere un ottimo punto di partenza 🙂

Con affetto,
Ilaria Cusano

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