Solidarietà – Blog Novel 51

Blog Novel 51ª puntata

solidarietà blog novel 51Dopo questa fase ci fu la pausa per il pranzo.
Era il 9 ottobre e, con grande sorpresa, la giornata che avrebbe potuto essere la più fredda tra tutte si stava per rivelare la più calda!
Il gruppo era in una meravigliosa radura nascosta su un lato di un sentiero, il sole era caldo e accogliente, c’era un magnifico panorama e si poteva godere anche dell’onore di ospitare una nuova partecipante, una donna che aveva bisogno di ispirazione e solidarietà perché stava vivendo un momento particolarmente difficile della sua vita.

Aiutare gli altri per aiutare noi stesse

Il giorno prima del seminario, Diana mi aveva telefonato chiedendomi se io potessi concedere a questa sua amica di partecipare da uditrice al nostro ultimo incontro; questa donna stava attraversando un periodo pieno di ostacoli, blocchi e sofferenze, e per di più non aveva niente da investire in un percorso per la propria auto-realizzazione e crescita personale.
Era povera, non di denaro, però, quasi sicuramente. E’ rarissimo, in realtà, che l’Italiana media non ne abbia abbastanza per poter partecipare a un seminario. La verità è che, per l’Italiana media, le cene fuori nei giorni di festa, le sedute mensili dall’estetista, le birre con le amiche e lo shopping tutti i mesi valgono molto di più di una formazione; e con tutta probabilità, quando si impara a rsolidarietà blog novel 51ifiutare di offrire solidarietà a questo genere di persone, si inizia a poterne donare a chi la merita e ne ha bisogno veramente.

Maria tendenzialmente si rifiuta di lavorare gratis; anche se nella mentalità comune, forse, nessuno lo immaginerebbe, in verità Maria fa così, perché ha u
na dignità e sa distinguere ciò che funziona da ciò che è contro-producente, non solo per se stessa ma anche per le sue clienti – se non dai non ricevi, se non investi non guadagni, sono leggi di natura .
Quella volta, però, Maria sentiva anche un altro profumo, un sapore in parte diverso, che più che altro le suggeriva che in quel modo poteva aiutare le donne del gruppo, non tanto quella che Diana chiedeva di far partecipare senza pagare, ma le cinque persone che invece meritavano quel regalo, per tutto ciò che avevano investito su se stesse e sulla propria realizzazione, fino ad arrivare a quel punto, fino alla fine del percorso formativo.

Il setting giusto per dare stimoli e lezioni di vita

Una mentore di professione deve continuamente impastare bene tutte le risorse, occasioni e opportunità che le si presentano davanti, per creare il setting giusto per dare stimoli e lezioni di vita.
Quel giorno si era presentata una circostanza in cui, effettivamente, le cinque donne potevano assistere a un esempio di solidarietà e generosità attive e concrete, e in fondo, cosa ben più importante per loro, anche a una nota strategia di auto-promozione: dire di sì a quella donna era pure un modo bello, utile e magnanimo per farsi conoscere, e le donne del gruppo avevano decisamente bisogno di imparare a utilizzare le forme più etiche e nobili del marketing!

In più, questa richiesta da parte della donnsolidarietà blog novel 51a in questione, a Maria appariva come un felice presagio, visto che avveniva proprio nel momento della conclusione del percorso formativo: lo leggeva come un messaggio di fiducia, fecondità e valore rispetto al sapere e all’esperienza che il gruppo aveva prodotto.
Perciò volle onorare tale oppor
tunità e alimentare ciò che vi scorgeva sotto, e così disse di sì a Diana.
La donna, tra l’altro, aveva mille remore a partecipare – timori, dubbi, difficoltà; eppure, alla fine, anche lei accettò il sostegno che le arrivava dall’esterno, nutrendo quel poco di speranza e di forza che erano rimaste vive dentro di lei. Non le sarebbero assolutamente bastate per dare una svolta alla propria vita – per farlo servono una motivazione e un’energia immense! – ma almeno si sarebbe ricaricata un po’ e avrebbe trascorso una piacevole giornata al di fuori della sua zona di comfort, che purtroppo era diventata una sorta di profondo buco nero.

Ilaria Cusano

 

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