Aprire un franchising: come fare, pro e contro

Franchising: analizziamolo spiritualmente

Tu sai che il mio lavoro si chiama Life Coach Spirituale perché ti aiuto a prendere tutto come un’occasione di evoluzione su questo piano. Per farlo, bisogna analizzare le varie situazioni, anche quelle che sembra c’entrino meno con la spiritualità, proprio in questa ottica, invece.
La spiritualità ha a che fare con tutto; solo quando lo capiamo fino in fondo, imbocchiamo la via per rendere la vita più spirituale.
Detto ciò, torniamo al franchising.

franchising

In questi ultimi mesi, per motivi personali, sto conoscendo molto da vicino un’attività che mi ha prima incuriosita, poi interessata, poi entusiasmata. Si tratta di un centro per la prevenzione e il benessere che, con Luca, stiamo prendendo in considerazione anche come business. Se mi segui da tempo, sai che sono un’innovatrice a 360°; che adoro scovare pietre preziose e farle conoscere al mondo nella forma imprenditoriale. Nell’ambito della mia passione per l’impresa, di questa vocazione a innovare e dell’amore viscerale verso il fare soldi e il vivere bene l’unica vita che abbiamo, ultimamente mi sono chiesta

E se anche noi aprissimo un franchising?

Pure i genitori di Luca, che ce lo hanno fatto conoscere, ci avevano chiesto se ci sembrasse un’attività valida. Abbiamo cominciato a rifletterci e a parlarne.

Il franchising sì che è una piramide – altro che network marketing

Sento parlare spesso del network marketing come un sistema piramidale, ed è pazzesco che non lo si dica del franchising, invece.
Posto che un po’ di gerarchia c’è in quasi tutti i sistemi non solo economici e imprenditoriali, ma sociali in generale; di certo il network marketing è la forma meno piramidale di tutte.
Ma ovviamente può capirlo solo chi si prende la briga di approfondire e studiare veramente; chi si limita ai al gossip, alle voci di corridoio e ai pregiudizi, non può sapere come funzionano davvero certe dinamiche.

Comunque, io la briga di approfondire e studiare me la sono presa.
Tra l’altro, personalmente non ho neanche niente contro le piramidi. Non vedo dove sia il problema.
E’ pieno di gente che adora fare la base della piramide: stipendio fisso, magari pure qualche provvigione, lavorare fino alle cinque, staccare e non pensarci più, lasciare le responsabilità ai capi, “… tanto io non ho bisogno di molto per vivere…”, etc. etc.
Non è la mia mentalità ma è evidente che è quella della maggior parte degli Italiani. Non capisco perché dovremmo sputare nel piatto dove quasi tutti mangiano, o vorrebbero mangiare.

Accantonate attitudini e preferenze soggettive, resta il fatto che il franchising è una struttura molto più piramidale del network marketing.

Quale esperienza spirituale ti dà modo di fare, una piramide?

Chi fa network, infatti, spiritualmente ha bisogno di fare rete, come dice la parola stessa: di sentirsi parte di una trama che si sviluppa soprattutto orizzontalmente, e dove tutti possono spostarsi di livello in base al fatturato (in modo totalmente meritocratico, quindi), con estrema dinamicità. Desidera avere autonomia e responsabilità; poter esprimere il proprio genio e la creatività senza dover troppo rendere conto ad altri. Chi fa network ha voglia di flessibilità, avventura e ampi margini di guadagno. Tutte situazioni completamente diverse da quelle che si verificano in una struttura piramidale. E infatti torno a ripetere: il network marketing è la forma imprenditoriale meno piramidale non solo del franchising ma di tutte.

Nel franchising, invece, si fa piena esperienza del livello: per la serie, questo è l’unico posto che puoi prendere, ti metti qui e ci rimani, non ti muovi più. Ti apri il tuo bel negozio scegliendo solo ed esclusivamente tra le opzioni che ti diamo noi – che facciamo le indagini di mercato e possiamo vedere com’è la situazione generale, dall’alto. Tutti i mesi hai i tuoi acquisti dalla casa madre, corrispondi le tue royalties, raggiungi i tuoi obiettivi. Ma alla fine tu, a fronte di tanta “sicurezza”, ti puoi arricchire solo fino a un certo punto; mentre noi che siamo al vertice cresciamo in misura esponenziale, ogni volta che parte un nuovo punto vendita.

Di cosa devi aver bisogno, spiritualmente, perché una struttura come quella del franchising ti faccia bene? Ti porti fortuna, espansione, arricchimento e benessere profondo?

  1. Stabilità.
  2. Contenimento.
  3. Serenità.
  4. Umiltà.
  5. Deresponsabilizzazione.

Il profilo giusto per il franchising

franchising

E’ quello di una persona che sente l’esigenza di contenere la propria energia perché, quando esagera, deborda, facendo più danni che altro. Una persona che necessita di una guida stabile e sicura; che le dica precisamente cosa fare, quando e come. In modo tale da potersi costruire una quotidianità regolare e serena, tranquilla, senza troppe altalene – logistiche ed emotive.
E’ una persona umile, che non ha grandi mire e ambizioni né dal punto di vista della carriera né economicamente. Le sta bene investire una somma considerevole, chiedere un prestito ai parenti o a qualche banca o istituto di credito, e restituire i soldi un po’ alla volta, anche senza grossi guadagni. Ha bisogni e desideri più psicologici che materiali.
Infine, fa fatica a tenere sulle spalle grandi responsabilità. Preferisce la leggerezza di una condizione in cui deve fare delle scelte, sì, ma quasi mai decisive; più che altro marginali, secondarie.

Se ti riconosci in questo profilo, il franchising ti farà del bene. Se sei una persona all’opposto, invece, lascia stare perché, per quanto possa avere degli apparenti vantaggi dal punto di vista economico, finirebbe con l’uccidere il tuo spirito, il tuo entusiasmo e la tua vitalità.
Valuta sempre tutto a partire da chi sei davvero, come anima, e da chi vuoi diventare, come persona.

Ilaria Cusano

PS. Io, come sai, ho scelto la via del network marketing, che è quella che mi corrisponde di più in assoluto. Se vuoi collaborare con me puoi unirti anche in autonomia al programma MBA, e poi contattarmi per sviluppare una strategia di azione insieme! Più che volentieri 😀

Punto G, cos’è e dove si trova

Punto G: come definirlo, dal punto di vista spirituale?

punto gMi sono posta questa domanda, sul punto G.

Se ne sente spesso parlare dal punto di vista dell’anatomia, di educazione sessuale e pornografico, ma l’esperienza di questo magico luogo del corpo femminile non si esaurisce con queste tre dimensioni.
Il piacere femminile, in altre parole, non è affatto una questione puramente anatomica, che si conosce e padroneggia con un po’ di informazione e qualche film porno. Tutt’altro. Le dimensioni più decisive, nella capacità di provare piacere da donne – così come di dare piacere alle donne – sono quella emotiva, quella affettiva e, per l’appunto, quella spirituale.

Mi sembra saggio e intelligente, quindi, concentrarci soprattutto su queste. Onde evitare di continuare a perdere tempo parlando di cose che non hanno tutta questa influenza; e di diventare più ben informati e abili nelle cose che, invece, ce l’hanno.
Che sono, ripeto: emotività, affettività e spiritualità.
E’ in base a questi tre fattori che la stragrande maggioranza delle donne prova piacere sessuale, e tutto ciò che a esso è connesso.
Scopriamole meglio.

Il punto G, emotivamente

Dal punto di vista emotivo, un’adeguata stimolazione del punto G fa “esplodere” e “perdere la testa”; ovviamente in senso figurato.

Possiamo procedere anche al contrario, tramite l’esperienza diretta: cioè, invece di studiare sugli opuscoli dov’è il punto G e poi mettersi a ravanare nei genitali femminili alla sua ricerca – cosa fastidiosissima e ridicola – possiamo rimanere presenti allo stato emotivo della donna e, quando percepiamo che sta “esplodendo” e “perdendo la testa”, registriamo il tipo di stimolazione che stavamo esercitando. E che, evidentemente, funziona.

Il punto G, affettivamente

Può sembrare paradossale ma, per una donna, riuscire a lasciarsi andare a tal punto mentre si fa l’amore, vuol dire qualcosa di estremamente importante, dal punto di vista affettivo: vuol dire che si sente al sicuro, che sente di potersi fidare.

E’ un po’ come il bere fino a ubriacarsi: se ci vogliamo bene, lo facciamo solo con alcuni tipi di persone e in determinate situazioni. Solo quando ci sentiamo al sicuro e siamo certe del fatto che, se dovessimo aver bisogno di qualsiasi cosa, chi è insieme a noi ci aiuterebbe, si prenderebbe cura di noi.
Diversamente, preferiamo mantenere ben saldo l’autocontrollo, onde evitare di metterci in pericolo.
Con la stimolazione del punto G avviene esattamente la stessa cosa.

Quello che si deve essere in grado di fare, quindi, per poter fare con una donna l’esperienza di massimo godimento per mezzo di questa zona del corpo, è diventare il genere di persona di cui ci si può fidare. Con cui lei si senta perfettamente al sicuro.
E’ difficile ma è così.
E aggiunto anche che fingere non funziona – o meglio, funziona solo con le donne con seri problemi di autostima e/o psicologici.
Tutte quelle che si vogliono bene, che sono salde ed equilibrate dentro di sé, hanno un istinto che funziona bene. Sanno distinguere con chiarezza di chi, al di là delle recite e delle ciance, ci si può fidare – e di chi no.

Il punto G, spiritualmente

Spiritualmente, invece, è un bel mistero, il nostro mitico punto G!

Quello che posso testimoniare è che, posto che ci siano i presupposti emotivi e affettivi appena descritti, permette di spostarsi in un altro spazio.
Il piacere sessuale che si sprigiona, quando anche il punto G è correttamente e pienamente coinvolto, fa “viaggiare” mentalmente.
Si iniziano a percepire con estrema chiarezza tutti i vari corpi energetici: il corpo astrale, il corpo radiante, etc. Si sente molto intensamente la relazione energetica con l’altro. Avviene una vera e propria trasfigurazione: ci si vede diversi, più grandi, belli, luminosi, chiari. E si ha l’impressione di stare facendo qualcosa di immenso anche su altri piani, non solo sul classico piano ordinario su cui quasi tutti noi viviamo e operiamo per la maggior parte del tempo, durante le nostre giornate.

Ricapitolando, 3 consigli sul punto G

punto g

Fatte queste fondamentali premesse, ecco cosa posso consigliarti, personalmente, per la tua relazione col punto G – parlo soprattutto alle donne, come sempre 🙂

  1. Comunicate queste cose ai vostri partner. Fate loro leggere questo articolo, se può aiutarvi. Ma non fateli andare per la loro strada, da soli; perché tendenzialmente sbagliano, nell’approcciarsi al corpo femminile. Non perché siano degli idioti o degli incapaci. Ma perché siamo noi a doverli guidare. Fa parte delle nostre responsabilità, far conoscere loro il nostro corpo. Solo noi possiamo guidarli; se non lo facciamo, loro utilizzano i riferimenti che usano per il proprio corpo ma, essendo totalmente diversi, non funzionano.
  2. Prendete l’abitudine a verbalizzare ciò che provate, mentre venite masturbate o penetrate. Parlando con la persona con cui fate sesso, con degli amici, scrivendo un diario; come volete. Ma imparate a comunicare con maggiore trasparenza possibile ciò che sentite, sessualmente. In questo modo, anche per voi diventerà sempre più chiaro cosa vi fa percepire il piacere che vi arriva dal clitoride, per esempio, da quello che vi arriva dal punto G.
  3. Esercitatevi a distinguere le tre dimensioni di cui vi ho parlato: emotiva, affettiva e spirituale. Di informazioni mediche, scientifiche e psicologiche ne abbiamo a valanghe, eppure è ancora pieno di donne che non hanno orgasmi, che ne hanno uno ogni tanto, o che comunque godono poco. Il che vuol dire le informazioni mediche, scientifiche e psicologiche, nel piacere sessuale, non hanno il potere di fare la differenza. Io credo che quelle emotive, affettive e spirituali, invece, ce l’abbiano. Testatelo; avete solo da guadagnarci.

Se volete conoscere meglio la vostra sessualità con questo approccio, ecco tutti i miei corsi sull’energia sessuale. Sono tanti; troverete storie, tecniche e ispirazioni per migliorare il vostro rapporto col sesso e col piacere in generale.

Ilaria Cusano

5 motivi per utilizzare i sex toys

Parliamo di sex toys

Questi sex toys mi sbucano fuori a ogni dove, negli ultimi giorni 😀 Proprio settimana scorsa, un’emittente indipendente dal nome che mi è subito piaciuto un sacco (Blacklist), mi ha contattata per chiedermi un’intervista. Mi hanno detto che dovevano fare un sondaggio nella community per capire se c’era abbastanza interesse per il tema che intendevano propormi – alla fine c’era. E qual era questo tema?

E se la vostra ragazza usasse Dildo? Come la prendereste? Gelosi o contenti?

sex toys

Ora, Blacklist, che ho valutato a lungo e con attenzione prima di accettare l’intervista, mi è piaciuta proprio perché fa vera cultura e non solo marchette. Crea quell’ambiente cosiddetto “socratico” in cui le persone possono realmente dialogare in libertà – invece di prepararsi tutto prima a tavolino al solo scopo di promuovere prodotti o servizi.
Il fatto che anche in un contesto del genere emerga una domanda così maschilista dà tutto da pensare…

Mi sembra perciò utile fare una breve preparazione a questo momento di incontro.

La puntata sarà presente, a partire da Lunedì 28 Ottobre alle 21, su Spotify e Apple Podcast mentre, per chi vuole seguirla live, il canale è Twitch e l’appuntamento è sempre Lunedì ma alle 18.

5 motivi per NON usare i sex toys

Partiamo da qui; facciamo un po’ di “potatura”, visto che molti hanno le idee parecchio confuse, su come si fa ad avere una vita sessuale appagante, divertente e, se Dio vuole, persino sana e ispirante 😉

I sex toys non ti potranno mai essere d’aiuto se

  1. il tuo partner non ti eccita, non ti suscita la voglia di fare l’amore, se il tuo desiderio di base verso di lui (o lei) manca o è carente.
  2. Se non provi un’intensità emotiva, immaginativa e sentimentale in grado di fare il suo “lavoro” anche dal punto di vista fisiologico: farti bagnare e aprire se sei donna, farti venire un’erezione e fartela durare, se sei uomo.
  3. Se fare sesso ti annoia.
  4. Oppure se è l’altro/a che, anche quando “chimicamente” ti attrae, poi con te si pone in un modo tale che la voglia ti passa.
  5. Infine, non ti possono aiutare quando fai l’amore controvoglia, solo per senso del dovere, per compiacere l’altro o per evitare che cerchi soddisfazione altrove.

Queste situazioni hanno a che fare con dinamiche psicologiche, affettive, spirituali e/o relative alle sfere della comunicazione e seduzione, e vanno affrontate in quanto tali. I sex toys, quando li usi per “mettere una toppa”, possono funzionare una o due volte – oppure no: possono anche esacerbare un conflitto… In ogni caso, non risolvono né migliorano questioni del genere.

In altre circostanze, invece, possono diventare dei buonissimi amici 🙂 Vediamone alcune.

5 casi in cui i sex toys possono diventare ottimi amici

1) Nell’autoerotismo

Che si tratti di masturbazione in solitaria o durante un rapporto sessuale, è evidente che un essere umano avrà difficoltà a vibrare come possono vibrare certi giochini 😀 O a prendere la forma di quelle meravigliose palline che preparano il retto al sesso anale. Se si vogliono provare delle sensazioni che, proprio meccanicamente e non perché è incapace, una persona non può dare, ben vengano i sex toys.

2) Per aumentare il piacere

Non per generarlo, attenzione: non si può aumentare qualcosa che non c’è. Ma per potenziare un piacere sessuale che, di per sé, già esiste.
Esempio: se un uomo mi sta stimolando con le mani e una è sul mio ano e una sui miei seni, e io desiderio anche una stimolazione della vagina ma da sola riesco ad arrivare solo fino alle labbra e non fino in fondo, un dildo mi può aiutare. In questo modo, posso provare godimento sia per effetto della stimolazione manuale del partner, sia grazie al dildo che contemporaneamente sto manovrando io.

sex toys

3) Per esplorare nuove possibilità

Mi riferisco a tutti quei casi in cui, sessualmente, con una persona ci divertiamo un sacco. Ci piace, ci eccita, ci attrae, sa sedurci, sa giocare con noi; e quindi ci viene voglia di “viaggiare” con lei, di esplorare nuovi territori. Finora, onestamente a me i sex toys hanno più deluso e annoiato da questo punto di vista. Però devo ammettere che ne ho provati meno di dieci e in tutti i casi con persone con cui il sesso non era un granché… Per questo continuo a essere curiosa e di certo vorrò testarne altri, adesso che ho un partner da 10 e lode, a letto 😉

4) Per ridere

Altra funzione ridicola, per l’appunto, ma che indubbiamente può portare nel sesso quella dose di gioco, allegria e divertimento che agevola anche il piacere in senso stretto, predisponendo a godere di più e più a lungo.

5) Per fare cose altrimenti difficili

Prendiamo il sesso anale. E’ una pratica che molti, oggigiorno, vogliono provare, e in cui si tende a incontrare parecchie difficoltà. Ad alcuni non piace; qualcuno si rifiuta proprio per motivi fisiologici soggettivi; ma tanti possono riuscire con grande piacere semplicemente preparandosi. Ci sono vari sex toys perfetti per questo; perché non provarli? Possiamo sempre scoprire qualche nuova frontiera che magari ci dà più di quanto immaginiamo 🙂

Per oggi è tutto.

Ti invito a seguirmi live sul canale Twitch di Blacklist, lunedì prossimo verso le 18, o ad ascoltare la puntata in differita, su Spotify e Apple Podcast, a partire da lunedì 28 ore 21.

Ilaria Cusano

BDSM: quando il dolore diventa piacere

Piacere e dolore, due mondi uniti, per molti

Partiamo subito con due premesse fondamentali:

  1. confondere piacere e dolore è un problema e, in quanto tale, va risolto;
  2. per superarlo, bisogna attraversare il territorio in cui invita.

bdsm

Negli ultimi anni, nel mondo della “sessualità” è emerso un enorme interesse nei confronti del BDSM. Sessualità tra virgolette perché si tratta di una questione più psicologica che sessualeSi manifesta nel sesso perché è l’unica sfera in cui non si riesce a fingere, come la maggior parte delle persone fa quasi di continuo in ogni altra sfera della vita. Ma il tema è ben più pervasivo e riguarda l’essere stati cresciuti nella convinzione che il dolore possa generare qualche tipo di piacere.

La rinuncia è una cosa nobile.
Chi bella vuole apparire un poco deve soffrire.
La pazienza è la virtù dei forti.
Queste sono solo alcune delle idee a cui, nella nostra educazione cattolica, chi più chi meno, siamo stati spinti a credere.
Tali idee si sono cristallizzate in valori: rinuncia, sacrificio e pazienza, per esempio. E, da lì alla società perversa e malata a cui stiamo assistendo oggi, il passo è breve. Perché, se ci pensi anche solo tre secondi in modo lucido,

Quale mente, se non una profondamente deviata, può sostenere un’ideologia che spinge la gente a cercare il dolore?

E’ evidente; non serve una laurea per capirlo.
Questo è il punto in cui siamo. Inutile dire di no, girarsi dall’altra parte o mettere la testa sotto la sabbia.
E’ per di qua che dobbiamo passare, se vogliamo procedere oltre. Per forza. Facciamolo, allora 🙂

BDSM: cosa c’è di eccitante?

Ecco cosa ho osservato analizzando molto da vicino, e da dentro, il mondo del BDSM.

Ciò che eccita è soprattutto l’esercizio del potere.
Siccome la maggior parte delle persone è profondamente repressa o corrotta in tal senso, ha bisogno di sfoghi. Allora troviamo da un lato tutti quelli che, nella propria vita quotidiana, fanno gli impotenti, rinunciando a ogni genere di potere, e che giustamente cercano una qualche forma di riscatto. E, dall’altro, chi del potere abusa, e che ovviamente si sente in colpa e cerca una punizione, l’espiazione della colpa.
Insieme sono perfetti.

Gli (e le) impotenti dominano, feriscono e umiliano, e si beano di questa breve ebbrezza di potere, per poi tornare a casa, a testa bassa e bocca chiusa. E i (e le) teste di cazzo si fanno trattare male in tutti i modi possibili e immaginabili; illudendosi del fatto che, così, non saranno più tanto teste di cazzo.
Naturalmente la cosa non funziona né per gli uni né per gli altri 😀

Nel BDSM, inoltre, ci si può camuffare benissimo!
Il problema, per i più, è che loro, poverini, vorrebbero godere; ma non ci riescono. Allora già devono supportare la sofferenza data dall’incapacità di provare piacere; quando devono gestire anche il fatto che tutti quelli con cui fanno sesso se ne accorgono, diventa un disagio immenso.
La pratica del BDSM, in questo senso, è perfetta: richiedendo travestimenti, giochi di illusionismo e tutta una pantomima molto teatrale, sposta l’attenzione su cose assai lontane dalla potenza di un’erezione o dalla profondità della lubrificazione vaginale. Così non ci si fa tanto caso, al fatto che l’erezione non è piena o a mala pena avviene, o che la vagina non si bagna. Che non si è davvero eccitati, in pratica. E buona parte del disagio viene scongiurata.

BDSM e Cattolicesimo

E’ impressionante come BDSM e Cattolicesimo sono perfetti insieme: moglie e marito che possono rimanere uniti per l’eternità, volendo.

Entrambi invitano a soffrire e a considerare questa sofferenza il piacere più nobile e profondo che esiste.
Tutti e due promuovono la doppiezza: dai al mondo l’apparenza di una persona irreprensibile, e poi sfoga tutto il demonio che c’è in te nell’oscurità, nell’ombra, di nascosto, senza farti vedere.
Vergognati di ciò che sei, perché fai schifo, hai delle tentazioni orribili e il fatto che ogni tanto cedi a esse indica che sei schiavo di Satana.

bdsm

Io non capisco come facciano delle persone intelligenti, acculturate e sane di mente a credere a tante idiozie messe insieme 😀 Non me ne faccio una ragione.
Ma, siccome ormai, dopo anni di ricerca in questo campo, mi sono arresa al fatto che questa realtà esiste, mi permetto di dare un mio contributo. Ovviamente lo utilizzeranno solo coloro a cui un minimo di sanità mentale è rimasta.

  1. Impara a godere. Per davvero, però. Non tanto con la mente, che è solo una stupida serva da addomesticare, ma con il corpo, che è fatto apposta per provare piacere. E’ una delle più straordinarie peculiarità di noi esseri umani; e un motivo c’è, se Dio e Madre Natura ci hanno creati proprio così: capaci di godere.
  2. Impara anche ad allontanarti da tutte le cose e le persone che ti fanno stare male. Oppure, se intuisci che devi crescere e maturare, rispetto a certe questioni, fallo; a quel punto il dolore si tramuterà in forza. Ma fallo: tramutalo in forza. E sappi che sta funzionando solo se vedi dei progressi concreti. Diversamente, fatti aiutare da qualche professionista.
  3. Attraversa la tua zona d’ombra a testa alta; e, quando qualcuno tenta di farti vergognare di chi sei, mandalo a cagare, lui e quella stupida, infantile e ridicola ossessione di Satana che si porta in quel suo cervello bacato. Se uno vuol credere agli alieni è libero di farlo; ma, se viene da te a pressarti tutti i giorni per convincerti dell’esistenza degli alieni, è lui ad avere un problema serio, non tu.

Risorse concrete per l’evoluzione sessuale

Se vuoi parlare di questo tema perché hai avuto esperienze dirette, o di terzi, e hai voglia di capire, vederci più chiaro o superarle, ti aspetto nei commenti a questo articolo. So che è importantissimo tenere aperto uno spazio di dialogo su tutto questo; il mio blog e il mio canale Youtube sono due luoghi in cui possiamo farlo.
Se invece anche tu vuoi diventare Sex Coach per donne e offrire il tuo contributo nella sfera della sessualità, certamente la mia scuola professionale può essere un ottimo punto di partenza 🙂

Con affetto,
Ilaria Cusano

Self empowerment, cos’è e come coltivarlo

Self empowerment vuol dire auto-potenziamento

Noi donne abbiamo fatto tanto le snob, criticando tutti quegli uomini che passavano le giornate a occuparsi di fare soldi; eppure il modo più efficace per coltivare il self empowerment è proprio guadagnare.

Self empowerment

Quest’anno sto avendo a che fare con vari ventenni. Mi si avvicinano perché desiderano intraprendere una carriera simile alla mia ma poi, noto, manifestano immense resistenze nei confronti di ciò che invece dovranno imparare ad amare: i soldi e il potere che danno.
Soldi e potere sono le prime cose che servono, per rendersi autonomi ed emanciparsi dalla famiglia. Distacco fondamentale. Sia per intraprendere una carriera che si rispetti: chi vuole affidarsi a una mantenuta o figlia di papà che, a quasi 30 anni, abita ancora coi genitori? Sia, semplicemente, per diventare adulti.

Questa generazione, per qualche oscuro motivo, sembra non rendersene conto: auto-potenziarsi, usare la propria abilità per generare valore e costruire qualcosa, è un passaggio essenziale, per darsi delle chance di essere presi sul serio.
Tendiamo a non dirlo quasi mai per non offendere, ma tutti non vediamo di buon occhio neanche chi resta per una vita intera ad abitare a due passi dai genitori. E magari va tre volte alla settimana a mangiare da loro. Figuriamoci chi, alle porte dei trent’anni, sta ancora a spillar soldi alla madre e al padre anziani, per farsi mantenere. In quest’epoca apparentemente si tollera tutto in nome del “politically correct”, ma tutti sappiamo che una persona con questo tipo di abitudini

  1. è impotente: non ha potere personale o non è in grado di usarlo… figuriamoci usarlo bene!
  2. Non è affidabile perché non è mai veramente cresciuta; non è ancora approdata all’età adulta. Qualsiasi cosa venga da lei, sarà il gioco di una bambina – e non l’interessante creazione di una nuova leader.

Soldi e potere: un’educazione fallimentare

Da quando ho iniziato a studiare bene la finanza e l’economia, mi sono resa conto del pericolo enorme in cui mi aveva messa l’educazione fallimentare che avevo ricevuto su questi temi. Un pericolo di sopravvivenza, persino!
Se avessi seguito chi mi ha cresciuta (genitori, parenti, insegnanti), avrei serie difficoltà ad arrivare a fine mese; potrei patire anche la fame o abitare in qualche tugurio. Soprattutto nel mercato di oggi, dove il lavoro dipendente sta sparendo sempre di più (e grazie a Dio!) e le sicurezze non bisogna chiederle al “capo” o allo Stato, ma bisogna imparare a darsele da soli e a darne anche ad altri.

Ieri mi sono fatta due dei corsi di Alfio Bardolla che stanno su Master Business – una piattaforma di corsi online che mi è piaciuta così tanto che mi sono messa anch’io a sponsorizzarla. A un certo punto ha detto che le informazioni che girano nei mass media sono fatte per i poveri e per la classe media, perché i mass media puntano all’audience e l’audience è fatta dai poveri e dalla classe media. E che i politici parlano ai poveri e alla classe media; perché hanno come obiettivo i voti, e i voti arrivano soprattutto dai poveri e dalla classe media. Dio quanto è vero!

Valanghe di falsità, stupidaggini e storielle perché, effettivamente, servono a intrattenere tutti quelli che vogliono vivere nell’inconsapevolezza più totale. Gente che ancora crede che il lavorare coincida col faticare. Che non sa generare alcun valore, né vuole imparare a farlo; sanno solo dipendere e obbedire, eseguire ordini passivamente, senza neanche capire tutto ciò in cui sono coinvolti.
Non è questa la società che intendo alimentare. Per quanto mi riguarda, queste dinamiche devono smettere di esistere.

Self empowerment

Devono morire i rapporti di dipendenza: non permettono all’essere umano di svilupparsi e sprigionare tutto il proprio magnifico potenziale. Deve morire questo obbrobrio del farsi mantenere: dai genitori, dai partner, da chiunque. Offende la dignità sia di chi mantiene sia di chi viene mantenuto. E, soprattutto, deve morire questa educazione finanziaria delle famiglie e delle scuole; che persiste nel crescere eserciti di bravi soldatini che non sanno neanche provvedere a se stessi… figuriamoci fare i leader e i cittadini…

Per auto-potenziarti comincia a guadagnare, e guadagnare bene

Guadagna soldi, poi guadagna tanti soldi, e poi occupati di farne guadagnare anche agli altri. Questo è il modo più efficace e concreto per coltivare il self empowerment. Non le meditazioni sul terzo chakra 😀
Puoi sollazzarti un po’ con quelle robe per avere una percezione di come ti fa sentire, il potere: averne dentro, sentirlo circolare, la vitalità, l’energia, ok. Ma poi le cose vanno concretizzate; e con la meditazione concretizzi ben poco. A un certo punto devi passare all’azione.

Svegliati: non farti rincoglionire dalle inutili chiacchiere di tutti quelli che, si vede lontano un miglio, non ne sanno assolutamente niente di self empowerment, evoluzione, crescita personale. Ascolta chi queste cose le conosce e pure bene; chi le ha usate davvero per migliorare la propria vita e quella degli altri.

Lavora, renditi indipendente, crea qualcosa che valga, per cui la gente sia disposta a pagare, a riconoscerti questo valore. Emancipati da qualsiasi condizione di dipendenza – professionale, famigliare, di coppia. Realizzati, espanditi, sii felice e vola, perché è per questo che siamo venuti al mondo 🙂

Ilaria Cusano

Tutte le opportunità per fare soldi collaborando con me

  1. La formazione per lavorare come Life Coach Spirituale.
  2. La scuola per diventare Sex Coach per donne.
  3. L’affiliate marketing per guadagnare passivamente portando l’evoluzione spirituale nel mondo.
  4. La collaborazione con Master Business, per costruirti una rendita diffondendo un’educazione economico-finanziaria onesta e benefica.

Come fare soldi anche durante la crisi

Dopo la quarantena… come fare soldi?

come fare soldi

Dall’inizio della crisi dovuta al Covid, la mia preoccupazione era alle stelle non tanto per l’aspetto salute, quanto per quello lavoro.
La salute vale di più del lavoro, chiaramente, ma di quella mi sembra si stiano occupando numeri impressionanti di persone, anche fin troppo, per come la vedo io… Certi aspetti sono incontrollabili, per chi non li ha voluti gestire finora: non possiamo recuperare in pochi mesi la situazione di chi versa in stato di trascuratezza e abbandono da anni o decenni. Si è messo in una condizione di debolezza che lo espone a fragilità importanti. Magari questa crisi planetaria lo risveglierà e gli darà la consapevolezza di quanto è importante prendere a cuore il proprio benessere. Non per pochi mesi ma regolarmente e per tutta la vita.

Invece, mi sembra sia sottovalutato l’aspetto lavoro. Quello che sta succedendo in Italia e nel mondo è un allarme: stanno tornando povertà che sembravano superate; l’indigenza è sempre più diffusa; le disuguaglianze sociali aumentano in misura preoccupante. Tutto ciò, a livello elevato, è indice di un mondo professionale che deve cambiare. E che, finché resisterà a questo cambiamento necessario, continuerà a creare solo disagi e sofferenza.

Avendo vissuto tutt’altro, dalla quarantena in poi, mi sono sentita in dovere di dare un contributo.
Perché il mio fatturato, rispetto all’anno scorso, è aumentato del 35% – il che dimostra che le mie decisioni finanziarie sono state efficaci. Perché ho una serie di opportunità da offrire e mi sembra doveroso farlo. E perché stanno avvenendo una serie di vicende che avevo fiutato da anni e davanti a cui non posso stare con le mani in mano. Credo che chi abbia di più lo debba mettere a disposizione.

Ecco le novità degli ultimi mesi 🙂

La formazione professionalizzante in Life Coaching Spirituale

La prima scuola professionale che ho creato, nel 2016, sta andando molto bene quest’anno. Ne sono immensamente felice e, pur vedendo la paura e l’ansia di quasi tutte le donne che la iniziano (temono di fallire e di non riuscire a trasformarla in un lavoro), io so che ha un grande potenziale.
Per il semplice fatto che vivo di Life Coaching Spirituale dal 2005. E ci vivo anche benissimo, devo dire. Ragion per cui, se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutte le persone che lo vogliono; senza ombra di dubbio 🙂

La scuola professionale di Sex Coaching

Il corso di Sex Coaching per lavorare con le donne è nuovissimo; ho appena finito di crearlo. Già diverse persone me lo avevano chiesto, finalmente quest’estate sono riuscita a dedicarmici. E’ definitivamente pronto.
Ne sono entusiasta perché, oltre a poter offrire un servizio rivoluzionario e potentissimo per individui e società, è in grado di funzionare in misura impressionante anche come lavoro in proprio. E’ molto richiesto, apprezzato e, come il Life Coaching Spirituale, dona splendide prospettive anche dal punto di vista economico.

La collaborazione con Master Business

Ero alla ricerca di uno strumento di buon livello ma anche a buon mercato, da mettere a disposizione delle mie clienti e collaboratrici per aggiornarsi e formarsi con continuità, senza spendere somme da capogiro; e mi sono imbattuta in Master Business.
E’ una piattaforma con cui ho iniziato a collaborare perché mi ha convinta. Mi piace com’è strutturata, la trovo valida e abbonarsi, tramite il mio link, costa solo 13 euro al mese. Fosse esistita prima, la utilizzerei già da anni 🙂
Ti consiglio vivamente di provarla, è senza impegno; vedrai che turbo ti mette, farti un corso alla settimana o anche un paio al mese!

Il nostro corso online di gruppo per rimetterti in carreggiata dopo la crisi

Giovedì 17 inizia il nostro corso online di gruppo “Organizza un nuovo viaggio”.

come fare soldi

Come vedi nella pagina linkata, puoi anche prenderlo e fartelo da sola; ma, se ti piace l’idea di condividere l’esperienza con un bel gruppo, questa è senz’altro l’occasione.
Dura un ciclo lunare intero (un mesetto) e costa 138€. Ti puoi fare anche solo dalla luna nuova alla piena (due settimane), alla metà del prezzo – 69€. In questo caso, ti diamo lo slancio iniziale e poi, per stabilizzare e consolidare, vai avanti da sola. Se hai bisogno di risparmiare ma pur sempre di fare qualcosa, può funzionare 😉
Riceverai un audio di 5/10 minuti al giorno, tutti i giorni. Ispirazione, motivazione e tanti esercizi di Love Coaching per mettere i brillantini al nuovo ciclo che ci regala Settembre. Ti serve solo WhatsApp per partecipare.

Stai fiduciosa, attiva e connessa

Visto quante belle cose? E ci sono anche

  • gli articoli del blog – soprattutto le sezioni Inventa il lavoro che ami e Crisi e opportunità;
  • e i video del mio canale Youtube – usa la pagina Playlist per orientarti verso le tematiche che ti ispirano, motivano e smuovono di più.

Scrivimi oggi stesso per ricevere i dettagli su una o più opportunità.
E’ sempre una gioia poter essere utile a chi vuole davvero crescere e generare benessere!

I miei migliori auguri per un cambiamento meraviglioso 🙂

Ilaria Cusano

Come fare l’amore più spesso

I consigli della Sex Coach

Questo è un articolo per le donne single.
Per tutte quelle che sono passate attraverso un divorzio, una separazione, un lutto e hanno perso il proprio compagno.
Ma anche per quelle che hanno scelto la condizione di single e che ci stanno bene da un bel po’; e magari continuano così.
Per le donne ritenute belle e per quelle il cui aspetto risponde meno ai canoni. Per le ventenni, le trentenni, le quarantenni, le cinquantenni e anche le sessantenni – almeno. Perché potrei includere anche le settantenni, tranquillamente.
Amiche mie, il sesso è un bisogno primario. Riguarda la sopravvivenza. Non come meri corpi ma come anime; ma di sopravvivenza si tratta, prima che di divertimento.

come fare l'amore più spesso

Prima del romanticismo, delle coppie, dei matrimoni, dei figli, delle anime gemelle e di qualsiasi altra meravigliosa sega tu voglia spararti sullo stare insieme, il sesso è una necessità.
Non fare la superiore con Madre Natura, quindi. Non fare finta di essere quella che non ha bisogno, che non sente questa necessità, che mica sono una bestia, un’arrapata o una fissata. Perché avere l’esigenza di fare l’amore è la cosa più naturale del mondo.
Pensa che il diritto al piacere, da qualche tempo, è stato addirittura riconosciuto tra i diritti umani fondamentali..

Questa era una premessa essenziale.

Come fare l’amore regolarmente

Questo dovrebbe essere uno degli obiettivi principali di ogni donna. Prima di lui dovrebbe esserci solo il guadagnarsi il pane.
Perché in questo consiste l’essere delle persone sane di mente; consapevoli di come si preserva il proprio benessere in quanto individui fatti di corpo, mente e spirito, e inseparabili dagli altri individui. Pena sofferenze e nevrosi che conosciamo bene.

Non sto qui a ripeterti le miliardi di cose a cui fa bene fare sesso, perché ti ci stanno bombardando altre centinaia di autori almeno da un paio d’anni 😉
Io mi concentrerò sul come, concretamente, puoi iniziare a tirarti fuori dal pericolosissimo tunnel di arroganza, snobismo e presunzione in cui ti sei andata a cacciare…

… conosco benissimo… Indovina perché? 😀 Ma certo che ci sono capitata anch’io! E anche per un bel pezzo!
È quella sfigatissima eredità che hanno lasciato a noi donne, no? Ecco, vediamo di fare di meglio per i posteri, eh – ci stai?
Partiamo.

Come fare più spesso l’amore

1) Frequenta più persone

Non sei una troia, non sei un’assatanata, nessuno parlerà male di te. E, se lo fa, smetti di frequentarlo: non merita un minuto del tuo tempo.
Sei una donna con le sue esigenze e, siccome non vuoi scopare con tutti i papabili che ti trovi intorno – perché qualcuno è impegnato, qualcun altro è un collega con cui è meglio di no, etc. E siccome non vuoi neanche perdere la tua dignità andando per forza con l’unico disponibile che però ti tratta come l’ultima merda, allora devi frequentare più persone.
Altrimenti come fai a fare l’amore con una certa regolarità? Pensaci. È numericamente impossibile.

2) Usa le dating-app

E basta con questa storia che a te non piace, che non è romantico, è squallido e tutte queste robe da altro secolo… anzi, millennio!
Diamoci una svernata, via quei quintali di ragnatele e si parte verso una nuova avventura!
Non ti piace solo perché è fuori dalla tua zona di comfort e ti caghi sotto dalla paura. Pensi che non sia evidente? Beh, sappi che lo è 😀
E non è romantico ed è squallido solo ed esclusivamente se TU non ti sai porre in modo romantico e ti comporti in maniera squallida.
Se tu fai la brillante, l’unica e la speciale come fai in qualunque altro contesto, può essere altrettanto magico. Parola di quella che tre anni fa era tale e quale a te e che oggi è diventata una sex-symbol – se non ti fidi di me, non so di chi puoi fidarti…

come fare l'amore più spesso

3) Metti il sesso in agenda

Ti viene da ridere? Beh, dovresti piangere, invece, per tutto l’amore che ti stai perdendo.
Impara da chi ce l’ha fatta prima di te, no? Cosa c’è di intelligente nel continuare a comportarti come hai fatto finora, se non ti ha portata dove avresti voluto essere? Cambia atteggiamento; punto.
Dai un posto all’amore: riservagli il tempo che merita, trova lo spazio, sennò l’unico luogo che gli rimane per manifestarsi è nei tuoi sogni. O incubi! Fai tu…

4) E, se proprio da sola non ce la fai, contattami per un percorso di Sex Coaching

Che ci vuole? Sono qua apposta 🙂
Ho molte clienti, dunque forse potrei doverti mettere in attesa per due o tre settimane; ma, se sei fortunata, anche no.

Ma ti prego: fai tutto quello che è in tuo potere per portare più amore nella tua vita. E ricordati: l’amore, in coppia, nell’intimità fisica, è prima di tutto sesso. Senza sesso, senza un desiderio forte e costante, ti stai raccontando una storia magari anche stupenda ma che presto o tardi ti farà soffrire e molto…

Con affetto,
Ilaria Cusano

Come avviare un’attività dopo il Coronavirus

Avviare un’attività: come muoversi dopo il Covid

avviare un'attività
Incontro con due mie clienti della formazione professionalizzante per lavorare come Life Coach Spirituali

Ieri sera Luca ed io eravamo a cena con due nuovi amici. Lei, donna matura, ha alle spalle una florida carriera da freelance ma con una professione che richiedeva tanto contatto diretto con le persone, appuntamenti in presenza e incontri di gruppo. Lui, uomo molto giovane, ha fatto qualche esperienza professionale in diversi settori e sta attraversando un periodo di valutazione di varie opportunità.
Tra i vari discorsi condivisi, sono state tante le mie riflessioni interiori. Me le sono portate a letto, galleggianti per un’intera notte. Stamattina mi sono svegliata con un’intuizione, ma solo poco fa, quando ho letto un articolo sulle tendenze nel mercato del lavoro europeo 2020-2021, le idee mi si sono chiarite al 100%.

La mia messa a fuoco sulla situazione è iniziata con un ricordo, su una frase che mi è venuto spontaneo dire, ieri sera, di fronte a una proposta di collaborazione. Interessante, per certi versi, ma nella quale qualcosa “mi puzzava”. A un certo punto ho detto

Nonostante tutti i suoi difetti, io il mio lavoro online me lo tengo ben stretto, soprattutto adesso, vista la direzione in cui sta andando il mondo.

Poco fa ho capito.
Quando nel 2015 presi tutta la mia attività e la trasformai, per erogarla in un modo nuovo abbandonando definitivamente la via che già vedevo come vecchia, lo feci proprio con questa consapevolezza. Del fatto che in futuro il mondo del lavoro avrebbe funzionato in un altro modo; e che era saggio anticiparlo, quel futuro, organizzarsi per tempo. Onde evitare di venirne travolti.
Oggi, nel 2020, quel futuro è arrivato, è diventato presente. E io mi sono fatta trovare pronta: quel futuro lo sto già vivendo da 5 anni.
Quindi non solo non mi spaventa (più), ma mi ci sento a casa. Per quel che avevo visto all’orizzonte, era ovvio che saremmo arrivati a questo. Anche senza Covid.

Il punto non è il Covid, ma l’innovazione

  • L’importanza di Internet e del lavoro digitale.
  • Dei social media come motore primario dell’interazione, della comunicazione, del recruiting, della promozione e della vendita.
  • La necessità di attività più agili e auto-gestite.
  • Il fatto che executive e manager sarebbero scomparsi, a favore di leader estremamente auto-disciplinati.
  • La tecnologia digitale come regina indiscussa dei nostri tempi.
  • L’esigenza di uno stile di vita meno inquinante e più sostenibile e, di conseguenza, il lavoro da casa.
  • Lo smart-working come migliore opzione anche per aziende e multinazionali, non solo per free-lance e imprenditori.

Tutto questo era già evidente vent’anni fa, che sarebbe diventato sempre più la realtà. Era già chiaro da almeno due decenni che, per lavorare in un’ottica che allora era innovativa e che oggi è semplicemente attuale, al passo coi tempi, era questa la direzione da prendere.
La domanda è

Cosa ha impedito a così tante persone di prepararsi, di organizzarsi per farsi trovare pronte?

La risposta – e dunque anche la soluzione – secondo me è la cultura, la mentalità.

Come avviare un’attività (o rinnovarla) stando al passo coi tempi

Ti suggerirò una linea di pensiero e di azione da seguire, per riuscire a farcela almeno adesso. Sei parecchio in ritardo, ma proprio per questo devi smetterla subito di sbagliare, devi fare finalmente la cosa giusta. Non moralmente, attenzione: professionalmente. Devi prendere decisioni che funzionino, che ti porteranno a dei risultati: a sopravvivere, riuscire e, se vorrai, al successo.

avviare un'attività

  1. Leggi l’articolo Tendenze nel mercato del lavoro europeo 2020-2021; ti aiuterà a mettere rapidamente a fuoco le caratteristiche del piano di realtà in cui devi muoverti. Non ce n’è un altro, c’è solo questo. Non giudicarlo, non sei nessuno per farlo. Prendine semplicemente atto e allineati.
  2. Metti definitivamente da parte l’atteggiamento di Don Chisciotte: baste lottare contro i mulini a vento. I mulini a vento vincono sempre, conosci già il finale. Finché mantieni questo atteggiamento, sei dalla parte dei perdenti. Per spostarti dalla parte dei vincenti, aderenza al piano di realtà e vai col flusso; andrà tutto bene 🙂
  3. Chiediti qual è il piano di rinnovamento e formazione professionale più rapido e strategico che puoi seguire per rientrare nel mercato del lavoro quanto prima. Fatti qualche corso; chiedi supporto a una professionista come me o a qualche altro consulente di successo; permetti a chi sta avendo risultati migliori dei tuoi di guidarti. All’inizio sarà faticoso, forse, ma ne trarrai enormi vantaggi.

Questi sono i consigli più preziosi che posso darti. Le strade sono tante, ma tu non perdere mesi per valutarle tutte, non ce la farai mai. Scegline una e imboccala; mettiti sotto, impara, trasformati. Diventa anche tu, finalmente, una persona al passo coi tempi. Innovati. Perché, te lo ripeto per il tuo bene: sei già in nettissimo ritardo, se sprechi altro tempo in massimi sistemi filosofici o a portare avanti vane lotte contro il destino dell’umanità, chi ci rimetterà sarai solo tu e chi ti sta affianco. Abbraccia il mondo per quello che è, integrati, trova il tuo posto, ristabilisci l’armonia tra dentro e fuori, tra te e il sistema sociale, e costruisciti una nuova realtà, in cui tu e chi ti ama possiate essere felici di abitare.

I miei migliori auguri 🙂

Ilaria Cusano

Repressione sessuale: cause, sintomi e conseguenze

3 liste di cause, sintomi e conseguenze della repressione sessuale

Questo è un articolo diverso dal solito. Farò 3 liste: la prima di cause, la seconda di sintomi e la terza di conseguenze della repressione sessuale. L’obiettivo è darti tanti input tutti insieme, affinché tu possa avere una panoramica ampia e completa.

repressione sessuale

Partiamo dalle cause.

  • Un’educazione familiare e scolastica bigotta, erroneamente religiosa o disagiata/deviata dal punto di vista sessuale.
  • L’abitudine a considerare la sessualità come sporca, vergognosa, tabù.
  • Il coinvolgimento in vicende sessualmente brutte: abusi, violenze, bullismo, etc.
  • La paura dell’energia sessuale, in quanto percepita come troppo potente e misteriosa, difficilmente gestibile.
  • Una mentalità troppo razionale, che tende a demonizzare tutto ciò che è naturale, selvaggio, bisogno primario e corporeo.
  • L’ignoranza, nel senso di mancanza di cultura, informazioni e riferimenti su tutto ciò che concerne il sesso.

I sintomi più comuni della repressione sessuale

Quali sono i segnali più diffusi, in giro, che ti indicano che sei in presenza di una persona sessualmente repressa? Attenzione: potresti essere anche tu, questa persona 😉

  • Ha il collo molto rigido, tende ad avere il tratto cervicale verticalizzato. E’ indice di un eccesso di controllo su di sé e, in generale, sulle cose della vita.
  • La voce è palesemente falsa: si intuisce che la persona è “mascherata”, non rivela la propria vera voce ma ne ha costruita una artefatta, per non “denudarsi” mai di fronte all’altro.
  • Banalmente, la persona sessualmente repressa non parla mai di sesso; e, quando qualcun altro lo fa, arrossisce, svilisce, sminuisce o volgarizza tutto, oppure fa tutto quello che può per far sì che la conversazione si sposti su altri temi.
  • Manifesta atteggiamenti pieni di pregiudizi, luoghi comuni, goliardia e/o omofobia.
  • Quando le fai delle domande schiette sulla propria sessualità, magari anche toccando temi come l’omosessualità, i gusti sessuali, le trasgressione, si mette sulla difensiva; mostrando, quindi, che considera il tema sesso una minaccia.
  • Fa poche esperienze sessuali, tenta di arginare al massimo il proprio desiderio erotico, l’eccitazione, le fantasie. Le sublima all’estremo, fino a risultare patetica, talvolta…

Le possibili conseguenze della repressione sessuale

Dividerò questa parte in due ramificazioni, perché credo che valga la pena mettere a fuoco le possibili conseguenze personali, ma anche quelle sociali. Onde prevenire entrambe, si spera.

La repressione sessuale per la persona

La persona sessualmente repressa, sul lungo termine, rischia di incorrere in una serie di spiacevoli conseguenze, se non si decide ad affrontare i propri problemi e a cambiare atteggiamento. Vediamone alcune.

  • Problematiche relative all’aggressività, anch’essa repressa. Potrebbero sorgere spiacevoli condizioni psico-emotive, ma anche dei disagi psico-somatici, come mal di testa ricorrenti, fragilità nervosa, mascelle serrate e simili.
  • Frustrazione sessuale che trabocca anche in altre sfere.
  • Insoddisfazione generale nella sfera affettiva.
  • Difficoltà a far funzionare una relazione di coppia.
  • Dipendenza dal porno.
  • Problemi nel rapporto con il cibo e il peso.
  • Innesco di dinamiche sociali strane, ambigue, potenzialmente pericolose.
  • Disfunzioni sessuali.

La repressione sessuale per la collettività

  • Femminicidi, abusi sessuali, violenze di genere.
  • Insorgere e dilagare del bullismo, non solo tra gli adolescenti e i giovani, ma anche tra gli adulti.
  • Piaga di una pornografia diffusa esageratamente.
  • Mercificazione del sesso, che invece è sacro, è amore, è pura vita.
  • Perversioni, trasgressioni, tradimenti e devianze di ogni genere.
  • Allontanamento dalla bellezza della (propria) natura e delle leggi che la regolano, con tutte le conseguenze del caso, per esempio anche nell’ecologia.
  • Drastica diminuzione dei matrimoni e delle coppie in generale, in quanto vissuti come troppo brutti e disfunzionali per poter essere creati e/o portati avanti nel tempo.

La repressione sessuale, in sintesi…

… è una vera e propria piaga, individuale e sociale, e in quanto tale andrebbe trattata.

repressione sessuale

Noto una preoccupante tendenza a sottovalutarla, invece, e infatti, a ben vedere, stiamo vivendo in misura assai ampia quasi tutti i punti elencati nelle varie liste. Ci siamo dentro fino al collo e la maggior parte di noi ancora si ostina a mettere la testa sotto la sabbia.
Credo che succeda soprattutto perché non si sa come affrontare queste problematiche. Eppure gli strumenti ci sono, il Sex Coaching è uno di essi. In tanti anni di lavoro nell’ambito della sessualità, nessuno mi ha ancora mai invitata a tenere degli incontri e a strutturare dei percorsi; perché? Di certo non perché io sia incompetente o poco conosciuta, anzi, è proprio il contrario. Ma perché, di fatto, a livello sociale non c’è una reale volontà di risolvere queste questioni. Ci si gira tanto intorno, ma al succo non ci si vuole arrivare. Per il momento. Sono fiduciosa nel fatto che, in futuro, le cose potranno cambiare in meglio. Lo spero di cuore perché, per ora, quasi tutto ciò che si vede in giro, sul sesso, o è inquietante o rivoltante.

Possiamo lasciare ai nostri posteri una società in cui la sessualità venga vissuta con dignità, rispetto e sacralità; e anche con trasparenza, allegria, amorevolezza e gioia. Facciamolo, è un tassello preziosissimo del benessere di persone, coppie, famiglie e collettività.
A questo proposito, sono felice di annunciare che è pronta la mia formazione professionalizzante per lavorare come Sex Coach per donne. Non ho ancora creato la pagina dedicata, ma la scuola esiste; se vuoi iniziarla o aiutarmi a farla conoscere, ti invito a collaborare da subito – volentierissimo 🙂

Con amore,
Ilaria Cusano

Come riconoscere un’amicizia a senso unico, di Manola Tegon

Le amicizie a senso unico

Oggi ti vorrei parlare delle amicizie a senso unico – che spesso confondiamo con le amicizie false, di cui abbiamo già parlato in questo articolo. E non solo dirti come riconoscerle, ma mostrarti anche che, se vissute e gestite nella maniera giusta, possono essere esperienze preziose per la tua crescita.

amicizia a senso unico

A differenza delle amicizie false, infatti, che presuppongono non solo un disequilibrio nel rapporto, ma anche una malafede da parte dell’altro che, in qualche modo, si approfitta di noi, le amicizie a senso unico si creano quando siamo noi che chiediamo all’altro qualcosa che non ci può dare. Per il semplice fatto che non è nelle sue capacità.
Ci troviamo in una relazione dove noi siamo presenti e diamo il nostro sostegno, ma l’altro non ci ricambia.

Cosa fare, allora in questi casi?

Amicizia: cosa fare quando l’altro non ci ricambia?

Anzitutto è importante essere consapevoli di questo stato di cose; soprattutto del fatto che l’altro si comporta così non per cattiveria ma perché non ha le energie per stare sulla nostra stessa lunghezza d’onda. Come ti ho già detto spesso nei miei articoli, per vivere una vita piena e ricca è importante circondarsi di persone che sostengono la nostra energia: che siano sulla nostra stessa lunghezza d’onda.
Possiamo, tuttavia, sentirci piacevolmente arricchiti anche in presenza di persone che non sono propriamente nel nostro stesso flusso, ma che vogliamo comunque restino nella nostra vita.

Se vissute con l’approccio sbagliato, però, questo tipo di amicizie, alla lunga, possono nascondere dei rischi e che ti vado a elencare.

  • possiamo maturare un senso di frustrazione perché non ci sentiamo corrisposte;
  • si può abbassare la nostra autostima perché pensiamo che magari, nonostante tutta la nostra dedizione, l’altro non ci consideri;
  • potremmo scaricarci di energie, perché non troviamo chi ci sostiene e nutre.

Per ovviare a tutto questo, ti suggerisco di appuntarti questi 3 consigli.

Non chiedere all’altro ciò che non ti può dare

In un rapporto di amicizia a senso unico sei libera di dare tutto l’amore e il supporto che ritieni opportuno, ma non farlo pensando di ricevere qualcosa in cambio. Se in un’amicizia vera lo scambio è un flusso naturale, infatti, in un’amicizia a senso unico non può essere così.

Abbandona ogni aspettativa

Non è solo questione che, probabilmente, non riceverai nei modi e nei tempi che ti aspetti; ma forse non riceverai proprio nulla in cambio.
Le amicizie a senso unico sono come le donazioni che si fanno per una causa benefica: pensa che, in qualche modo, stai facendo del bene, che stai donando il tuo amore e le tue attenzioni al mondo.

Dai con misura

Nel caso delle amicizie a senso unico devi diventare brava a calibrare le energie che investi, altrimenti ti potresti trovare tu priva di energie e scarica emotivamente. Ritorno all’esempio della beneficenza: potresti dare in donazione più di quanto è nelle tue disponibilità economiche? Meglio di no.
Cerca, pertanto, di avere nella tua cerchia amicizie vere, per lo più, e solo qualche amicizia a senso unico. In modo tale da avere intorno sempre qualcuno che ti può caricare quanto tu carichi lui.

Perché non ti dico di abbandonare del tutto le amicizie a senso unico?

Perché anche loro sono funzionali alla nostra evoluzione.
E, visto che le persone non capitano mai a caso nella nostra vita ma sempre per uno scopo, ci stanno sicuramente facendo da specchio su qualcosa di noi che possiamo riconoscere, integrare oppure migliorare.

amicizia a senso unico

Spesso, se tendiamo ad attorniarci di troppe amicizie a senso unico, è perché abbiamo difficoltà a ricevere.
Chiediti, per esempio

Perché ho questo impulso a “dare”, solamente? Perché attiro nella mia vita persone che non sono in grado di ricambiarmi?

Altre volte, al contrario, le amicizie a senso unico possono funzionare come “valvola di sfogo” del troppo amore di cui siamo portatori.
Viviamo una vita così ricca, a livello di relazioni, che possiamo permetterci di essere dei “distributori d’amore gratuito” 😀 Perché, in qualche modo, ce ne avanza! Con la possibilità che, magari, la vita ci possa anche sorprendere trasformando un’amicizia a senso unico in amicizia vera.
Di fatto, se impari a gestirle, le amicizie a senso unico sono un’ottima palestra per esercitarti ad amare incondizionatamente.

Manola Tegon
Con Ilaria, insegno nella scuola professionalizzante di Life Coaching Spirituale e conduco i percorsi di Love Coaching “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”