Insegnamenti di vita: disagio, manipolazione e reputazione

Gli insegnamenti di vita spesso sono scomodi

Ecco perché noi che diamo insegnamenti di vita, altrettanto spesso, stiamo sul cazzo… 😉
O, a voler essere più ottimisti, o ci si ama o ci si odia.

insegnamenti di vita

Tra le altre cose, questo ultimo anno “scolastico” – estate 2017 / estate 2018 – è stato un anno di disagio.
Mi sono ritrovata in situazioni in cui l’80% delle persone

  • scapperebbe a gambe levate,
  • impazzirebbe,
  • o attraverserebbe delle crisi notevoli.

Io, invece, continuo a cavarmela bene. E il motivo non è bello.

Il motivo è che – questo ho ricordato – sono cresciuta nell’angoscia: una solitudine profondissima, il disorientamento più totale per mancanza di punti di riferimento stabili e sicuri, più, ciliegina sulla torta, il terrore quasi perenne di poter essere annientata… fisicamente.
Mi sono salvata, mi hanno salvata, e ho sviluppato un tot di anticorpi tale per cui il disagio tende a farmi il solletico.

Ma sotto sotto che succede?

Insegnamenti di vita: spesso meriti molto di più

Sotto sotto succede che, a furia di sentirti a disagio, ti ammali.
Continui a subire dei torti, delle offese, dei veri e propri abusi – fisici, intellettuali ed emotivi; continui a permetterli proprio tu, e a un certo punto ti ritrovi a credere di aver sbagliato tutto nella vita, e inizi a buttarti via.
All’inizio, magari, non te ne accorgi neanche: cominci mangiando più del necessario e ingrassando qualche chilo; poi il chilo di troppo diventa dieci chili di troppo; e poi non ti piaci più. Classica somatizzazione del disagio.

Oppure può succedere con altre sostanze come l’alcool, o con delle abitudini come il gioco d’azzardo o il sesso.
Può capitare anche che siano i soldi a prestarti il fianco per questo gioco al massacro… contro te stesso.

insegnamenti di vitaNon ti vuoi più bene perché pensi di aver fallito.
Credi di aver fatto talmente tanti errori e tanto gravi da essere imperdonabile, non solo dagli altri ma prima di tutto da te stesso. E allora inizi a distruggerti; un po’ alla volta, in modo indolore, ti comunichi che non meriti più niente di buono, non meriti di certo la felicità, anzi meriti una punizione, così forse imparerai, finalmente…

E ho conosciuto persone a cui, in un modo perverso, finisce pure col piacere, questa spirale oscura…

La verità è che non solo non hai fallito, ma l’unico errore che hai fatto – e che ancora stai facendo – è di non mettere abbastanza a fuoco questo: meriti molto di più.

Meritavi molto di più prima – anche se forse qualcuno ti aveva convinto del contrario – e continui a meritare molto di più oggi, quando il tuo unico aguzzino sei diventato tu.

Insegnamenti di vita: non è mai troppo tardi

Sto scrivendo questo articolo da casa di un uomo con cui ho vissuto un’intensa relazione d’amore durata qualche mese. Lo amo ma l’ho lasciato, perché è un povero diavolo. Come mio padre: anche lui ha tante qualità ma è un uomo da cui è meglio stare lontani.

Sono dei disgraziati, nel senso di persone fuori da ogni grazia di Dio.
Si sono perse e nemmeno gliene importa niente di ritrovarsi.
Aspettano solo di morire, anzi si uccidono un po’ ogni giorno e non sono in grado di rendersi conto di tutto il male che fanno e di quante persone fanno soffrire.

Per loro la vita è solo questo: sofferenza e sopravvivere. A fatica, in un mondo ostile, ingiusto, meschino… è solo uno specchio del trattamento che riservano a loro stessi da anni, in fondo.
Ma sono persone negative; le si può amare ma bisogna lasciarle nel loro brodo, perché accanto a loro si può solo soffrire e sempre il doppio: per se stessi e per loro.

Alcuni disagi ci indicano che dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort.
Altri, invece, arrivano per ricordarci l’opposto: che dobbiamo imparare a rimanere saldi sulle nostre posizioni.
Ogni volta che non siamo capaci di proteggere e far rispettare le nostre scelte e prioritá diventiamo facilmente manipolabili da tutti: partner, capi, venditori di qualsiasi cosa, pubblicità e “condizionatori e condizionati” di ogni genere. Questi personaggi e l’azione di abuso che tentano di esercitare su di noi, però, hanno il solo scopo di ricordarci che siamo liberi, forti e capaci di decidere, e che l’invasione esterna riesce soltanto nella misura in cui noi cediamo il nostro potere decisionale agli altri, invece di esercitarlo noi stessi.

Da questo nascono prima il carattere e poi la reputazione.

insegnamenti di vita

Ilaria Cusano

Come creare un lavoro da casa per mamme

Come creare un lavoro da casa per mamme che vogliono stare piú tempo con i propri figli

C’era una volta un periodo storico in cui una donna diventava mamma e non aveva tempo per stare coi figli.

lavoro da casa per mamme

Anche tu sei cresciuta con una mamma obbligata, per cause di forza maggiore, a lavorare la maggior parte del tempo, dovendo sottrarsi alla famiglia?

E’ uno dei motivi che mi spingono, sostengono e guidano nella realizzazione di una professione che mi permette di crearmi una libertá finanziaria.

Non metterò al mondo un bimbo, senza prima avere la piena possibilitá di godermelo e crescerlo personalmente, almeno per la maggior parte del tempo.

Anche tu, se potessi, da donna e madre sceglieresti questa libertá?

Sai qual è il problema?
Che la maggior parte delle donne che hanno nel cassetto questo sogno non cerca opportunitá alternative alla tradizionale offerta dal mercato del lavoro di oggi; non si dà da fare per realizzarlo, in pratica.

Ma la bella notizia è che, in realtá, ce ne sono diverse; in questo articolo ti parleró di ben 2 possibilitá di mettersi in proprio in questo modo!
Sei pronta? Mettiti comoda 😉

Mettere in vendita il proprio knowhow

Se dovessi farti un esempio di un lavoro da casa per mamme che non vogliono più vivere la maggior parte della loro vita lontane dai propri figli, me ne verrebbero in mente tantissimi.

Oggi il mercato online offre a tutti l’opportunitá di mettere in vendita le proprie competenze e di crearsi un lavoro in armonia con le proprie nuove esigenze.

Prova a chiederti:

Cosa mi piace fare di più?
Cosa sono capace di fare?
C’è qualcuno che potrebbe essere interessato a imparare ciò che io so?
Ho delle capacitá acquisite nei lavori tradizionali che ho fatto fino ad oggi, che potrei rivendere come freelance ad altre aziende, lavorando da remoto e facendomi pagare a risultato?

Chiaramente non basterá cercare una risposta a queste domande per realizzare il tuo lavoro da casa per mamme del futuro. Ti servirà imparare moltissime nuove competenze, applicarle, testarle e promuoverle.

Tuttavia, visto l’evolversi del mondo del lavoro di oggi, siamo fortunatissime a vivere nell’era digitale: oltre a semplificare le comunicazioni, ci permette di ricevere un regalo strepitoso dalla Vita.

Quale?

Cogliere l’opportunitá di lavorare sodo per un periodo di tempo limitato, per poi dare ai nostri figli la cosa più preziosa che ogni genitore, tornasse indietro nel tempo, darebbe di più: il tempo.

lavoro da casa per mamme
Ph. by Michael Coghlan

Lavoro da casa per mamme: prima idea

Per realizzare un progetto concreto e valido e mettere in piedi un lavoro che possa sostenere economicamente te e la tua famiglia sará necessario

  1. sviluppare il mindset giusto per costruire un’attivitá indipendente che ti gratifichi;
  2. apprendere come gestire i tempi e gli spazi che dovrai organizzare per ottimizzare il tuo lavoro;
  3. imparare alcune semplici ed efficaci strategie per costruire il tuo personal branding e promuoverti distinguendoti da tutti gli altri.

Sono gli stessi 3 passaggi fondamentalii che abbiamo vissuto anche Ilaria ed io, quando abbiamo deciso di diventare imprenditrici di noi stesse.

Per questo, qualche anno fa, ci siamo accorte di possedere le competenze ideali per creare un percorso che permettesse, a chi come noi voleva costruirsi un’attivitá indipendente,

  • di farlo senza paure;
  • con tutto il supporto di chi ci era giá passato;
  • e offrendo degli strumenti utili per essere segueti e guidati passo dopo passo.

Da questo incontro è nato Business in Love: un percorso di 12 Skype dedicato alle donne che vogliono mettersi in proprio con un’attivitá da svolgere da casa come freelance.

Piano B per mamme: costruire una rendita passiva

Oggi il sistema tradizionale non ci insegna a gestire il denaro e neanche a generarlo, piuttosto ci insegna a spenderlo e ad arrivare a metá mese giá con l’acqua alla gola.

Questo è il motivo per cui, oltre che costruire una propria attivitá autonoma, sia Ilaria sia ioabbiamo pensato bene di affiancare al nostro lavoro anche un’attivitá imprenditoriale che permette, a chiunque voglia farlo, di generare un guadagno passivo che non dipende dal tempo che lavoriamo.

Oggi, io da Torino e lei da Padova, ci occupiamo insieme di far crescere molti collaboratori che in tutta Italia vogliono come noi vivere un futuro più roseo, stabile e prospero di quello dei nostri genitori e nonni.

Facciamo nascere e crescere una rete di persone e aziende con cui condividiamo profitti e clienti, con l’obiettivo di far sviluppare le attivitá di tutti e generare una rendita continuativa e progressiva basata sui consumi che facciamo ogni giorno.

In particolare per una mamma che oggi sceglie di volere un futuro diverso per lei, per i suoi figli e per l’intera famiglia, queste due opportunitá sono le migliori che io abbia trovato in circolazione; e, siccome per me stanno funzionando bene, consiglio a te

  1. di guardarti intorno, e
  2. di deciderti: di chiedere le informazioni che servono per capire come tutto questo sará possibile anche per te.

Parlo della possibilitá di darti un tempo per lavorarci su, con la prospettiva di vivere i prossimi anni della tua vita in un modo totalmente diverso da quello che ti ha accompagnato finora.

Invece che arrancare senza avere realmente una meta, un piano B che ti viene in aiuto per realizzare i tuoi obiettivi e desideri; da oggi in poi potrai almeno sentire di aver trovato la soluzione per te e la tua famiglia, che ti fará sentire serena per il resto dei tuoi giorni.

Perché non siamo felici e sereni in funzione di dove siamo ora: siamo felici e sereni in funzione di dove stiamo andando 🙂

lavoro da casa per mamme

Sogno o realtá?

Ilaria ed io possiamo raccontarti la nostra storia, due giovani donne unite da una grande amicizia e fiducia, con esperienze e background molto diversi, ma con la stessa voglia di creare la vita straordinaria che sono sicure di meritare.
E tu?
Raccontaci cosa fai, e soprattutto cosa vuoi fare nel tuo futuro!

Carlotta Bruno

Lavorare come Life Coach Spirituale: ora è possibile farlo bene

Lavorare come Life Coach Spirituale: quando ho cominciato io…

… era il delirio! Avevo chiarissimo in mente come lavorare come Life Coach Spirituale sarebbe stato

  • fattibile con fatica ma anche con grandi soddisfazioni economiche e umane;
  • sociologicamente perfetto, per il momento storico che stavamo (e stiamo) attraversando;
  • e meraviglioso come percorso di crescita personale e professionale.
Lavorare come Life Coach Spirituale
Ph. by Jhong Dizon

Ma in Italia non c’erano dei professionisti seri e con un’esperienza decennale con cui formarsi.

Io a lungo termine avevo altri obiettivi, ma di qua dovevo passare. Me ne sono dovuta inventare una dopo l’altra….
Solo negli USA c’era una formazione che somigliava a quello che volevo creare e consolidare; mi avrebbe richiesto piú di diecimila euro di investimento, per partecipare a un corso che non era neppure esattamente ciò che cercavo.

Sei una Life Coach Spirituale dentro se…

(Vediamo se ti ci riconosci 😉 )

Io cercavo un percorso che portasse la spiritualità nella materia: nel rapporto coi soldi e nell’organizzazione; nella vendita e nel sesso; nel sistema sociale e nelle strategie di gestione del conflitto, del potere e delle decisioni nei gruppi – team, aziende, coppie, famiglie, associazioni.

Cercavo dei professionisti in grado di insegnarmi come insegnare, anche tecnicamente oltre che con l’esempio, ad agire in maniera produttiva e umanitaria insieme.
Sapevo benissimo che un grande risultato esteriore (concreto, economico e sociale) può andare di pari passo con una profonda saggezza interiore (intima, spirituale, umana); ma ero giovanissima e avevo bisogno di qualcuno che ne avesse fatto un’esperienza dimostrabile, e che fosse disposto a farmi da mentore.

Trovai qualcuno. Non era precisamente chi cercavo perchè cercavo me stessa, ma… 🙂 trovai i miei mentori.

come lavorare come life coach spirituale

Passai lunghi anni a imparare da due insegnanti di danza; poi accettai di fare da braccio destro per altri 7 anni a una terza insegnante di danza, che peró era anche un meraviglioso personaggio pubblico nonchè una grande donna, e a un maestro di yoga piuttosto famoso e riconosciuto a livello internazionale, nel suo ambito.
Ma non bastava.
Erano tutti degli imprenditori e questo era fondamentale, per me, ma tutti sapevano ancora troppo o di ape operaia chiusa nel suo (per me troppo piccolo, seppur perfetto) alveare, o di soldatino irrigidito nella sua (per me troppo stretta, sebbene assolutamente sbrilluccicante) divisa.

Perchè lavorare come Life Coach Spirituale

Perchè non ce la fai a vivere in un mondo di persone che si comportano in modo indifferente, insensibile e disumano, e sai bene che l’unica scusa che hanno per farlo è che nessuno ha saputo insegnare loro a fare diversamente. Finora.

Anche perchè tu stessa hai patito e conosciuto gli effetti nefasti che questo genere di società ha su di noi persone sensibili, empatiche e aperte: ci martirizza o trasforma in capri espiatori; ci rende tossici o suicidi; ci costringe a ruoli di disadattati o emarginati. E sai che in noi c’è un immenso valore a cui vanno restituiti spazio e libertá di espressione, riconoscimento e valorizzazione.

Lavori come Life Coach Spirituale se sei convinta del fatto che questo mondo sará assai migliore e piú felice quando ci saranno piú attenzione ed energia per le cose piú importanti, e meno per le secondarie… oltre a persone, comunitá e popoli che sappiano distinguere tra le due…
E perchè è questo l’unico genere di mondo in cui vuoi lavorare, arricchirti e mettere al mondo dei figli. Questo e nessun altro.

Io come Life Coach Spirituale…

Lavoro da piú di 12 anni.
Ci ho fatto migliaia di sessioni individuali e centinaia di incontri di coppia e di gruppo.
Con questo lavoro ho fatturato da un minimo di 400 a un massimo di 3000 euro al mese.
Ci ho realizzato percorsi personalizzati, corsi online, video-corsi e audio-corsi; 2 libri, 3 blog, un canale Youtube, decine di partnership e numerosi progetti formativi, imprenditoriali e sociali – tra cui anche spettacoli teatrali e un eco-villaggio!
Facendo la differenza nella vita di decine di migliaia di persone, in Italia e in Spagna.

Oltre a sentirmi fiera di me e realizzata come donna e imprenditrice, sono ogni giorno emozionata e commossa per la quantitá di fiducia, stima e gratitudine che ricevo attraverso messaggi, doni e riconoscimenti di ogni genere; che mi arrivano da persone vicine e lontane, del passato, del presente e probabilmente anche del futuro, conosciute da anni o da decenni, ma spessissimo anche del tutto sconosciute.

come lavorare come life coach spirituale

Quando ero giovane era un sogno e un’intuizione; oggi te lo posso testimoniare con numeri ed esperienza, e ti posso insegnare come farlo anche tu… finalmente!

Oggi è un grande giorno… per me. Anche per te?
Se è cosí scrivimi subito a ilaria.cusano@gmail.com Ti manderò tutti i dettagli sulla Scuola professionalizzante di Life Coaching Spirituale.

Ilaria Cusano

Mettersi in proprio: che mentalità ti serve

Per mettersi in proprio ti serve soprattutto una mentalità

Mettersi in proprio è roba per gente libera.

La buona notizia è che nessuno è stato sempre libero: tutti noi che lo siamo lo siamo diventati.
La cattiva notizia, invece, che è anche la sfida che mi sta facendo aumentare la salivazione per l’eccitazione al solo pensiero, è questa: solo quando siamo in grado di diventare indipendenti sempre di più e di più, il nostro lavoro in proprio non solo partirà, ma ingranerà e durerà nel tempo.

mettersi in proprio diventare indipendenti
“Se non te, allora chi? Se non ora, quando?”

Un aspetto interessantissimo del diventare indipendenti sta nel fatto che passa per il saper essere dipendenti.
In che senso?

Pensa al bambino: diventa un adolescente forte che si slancia e sperimenta nella misura in cui, durante l’infanzia, si affida alla guida degli adulti a tal punto da aver acquisito le risorse necessarie per sentirsi abbastanza sicuro di sé da buttarsi e rischiare.

Torna con la mente al momento in cui dovevi imparare una nuova attività lavorativa – o in cui qualcuno doveva impararla da te: il processo era tanto più rapido quanto chi era in fase di apprendimento si affidava a chi aveva già conseguito i risultati a cui portavano le competenze in questione. Giusto?

Pensa all’amore: più ti leghi a una persona, più ti impegni con lei e metti in comune la tua vita, i tuoi beni, sogni, sentimenti e valori, e più la relazione ti nutre, sostiene e fa sbocciare, risvegliando in te la passione, la motivazione e l’entusiasmo che ti rendono attraente e di successo anche nelle altre sfere dell’esistenza. Lo hai mai vissuto?

Mettersi in proprio e diventare indipendenti grazie al vero amore

Ultimamente, sia attraverso delle mie esperienze dirette, sia partecipando a quelle di amiche e colleghe, mi sono resa conto di quanto noi donne tendiamo a dare troppe opportunità agli altri e troppe poche a noi stesse.

mettersi in proprio diventare indipendenti
“Se ami qualcuno, devi prepararti a renderlo libero” Ph. by BK – Symphony of love

Quando una storia va chiusa va chiusa, in amore come sul lavoro; e noi invece sprechiamo un sacco di tempo e di energie preziosi e che non torneranno mai più a sperare, soffrire, aspettare, scongiurare, pregare, insistere.
Ci innamoriamo di una persona e, in un primo momento, questo sentimento diventa anche un maggiore livello di amore verso noi stesse e verso la vita in generale. Poi, a un tratto, per voler essere troppo indulgenti, comprensive e possibiliste, perdiamo di vista i nostri sogni e obiettivi, il diritto e il merito con cui li stavamo coltivando, e l’altro si trasforma nel nostro alibi: per rinunciare, rimandare o smettere di crederci.

Il problema non è il partner; il problema sei tu.

Il partner è la tua opportunità di cambiare mentalità:

  • di continuare a coltivare ciò in cui credi e che vuoi, in caso allontanandoti da lui, piuttosto, se pur non volendo lo ostacola o impedisce, facendoti diventare la tipica donna che non si realizza, invece di quella che si realizza;
  • di maturare la forza e la sicurezza necessarie per dire di no a certe relazioni, non perché non ci siano amore e passione, ma perché amore e passione non bastano perché abbia senso condividere la giornata con una persona;
  • e di scegliere: non aspettare le scelte altrui, non dare spazio, tempo e possibilità. Se tu sei pronta e l’altro non lo è, mollalo; ti aspetta di meglio. Se puoi condividere di più e hai l’entusiasmo di farlo, non far sì che uno più debole e demotivato ti faccia indietreggiare e spegnere; lascialo. Non è una sua colpa, è in un altro momento della vita, ma tu cerca chi è nello stesso tuo.

Ecco, queste capacità sono fondamentali anche per mettersi in proprio e rimanerci negli anni; e più le maturi nella vita affettiva, più te le ritroverai anche in quella lavorativa. Ma attenzione: vale pure il contrario.

Mettersi in proprio: esempi di vera libertà

Diventare indipendenti è un processo che parte dalla salute – sapersi prendere cura del corpo, dell’alimentazione, dell’igiene, della sessualità e di tutti i bisogni fondamentali; passa per l’affettività – sapersi affermare e condividere serenamente, integrando pulsioni, emozioni, sentimenti e valori, passione e ideali, attrazione e costruzione; e approda alla produttività – qui può arrivaresolo quando funziona a dovere negli altri due step.

mettersi in proprio diventare indipendenti

Ti faccio 5 esempi concreti di come si comporta una persona veramente libera:

  1. si organizza autonomamente le attività quotidiane, in ogni sfera;
  2. ci tiene alla gestione del proprio tempo e spazio, se l’è conquistata e le dà valore;
  3. quando parla, imputa a se stessa le decisioni e gli accadimenti della propria vita, anche quando apparentemente ha subìto, nella comunicazione lascia trasparire la consapevolezza del fatto che, in realtà, ha partecipato al prodursi della realtà;
  4. sessualmente, si comporta in modo aperto e disinibito, in tutti i contesti – nei limiti di ciò che è consentito nella società, chiaramente;
  5. sa rinunciare e sacrificarsi da un punto di vista economico, logistico, materiale, mentre non accetta compromessi, invece, rispetto ai propri sogni, obiettivi e valori.

Osserva in te e nelle persone che ti circondano già solo questi 5 atteggiamenti; sono le basi per diventare indipendenti e mettersi in proprio, realizzandosi anche come individui, oltre che come parti di ingranaggi, e durare a lungo nella creazione della propria opera d’arte, fatta di molteplici aspetti: corpo, relazioni, creatività, lavoro.

Ilaria Cusano

 

Perché aprire la partita iva non ti fará diventare un libero professionista

Non basta la partita iva per essere una libera professionista

Tante persone pensano che sia sufficiente aprire la partita iva per diventare un freelance, un libero professionista o un imprenditore. Tutti hanno voglia di fare gli imprenditori, per poter essere liberi di fare quello che vogliono, per non dover rendere conto a un capo, per avere il potere decisionale che in un’attivitá da dipendente manca.

aprire la partita iva libero professionista

Il problema è che la maggior parte delle persone non è disposta a pagare il prezzo necessario per riuscire in questa impresa.
Ecco perché aprire la partita iva non ti rende una libera professionista: ti permette solo di iniziare un’attivitá in proprio a livello burocratico.

Una libera professionista è un’imprenditrice di se stessa, ma se non hai alcune caratteristiche di base e una mentalitá orientata al business e al lavoro in team, il tuo terreno non è fertile per far nascere in te un’imprenditrice.
E il rischio è che ti troverai a fare la libera professionista con una mentalitá da dipendente, il che significherá diventare ancora più schiava di prima.

Aprire la partita iva per creare e fare un’impresa

Che il tuo progetto consista nell’iniziare un’attività online, aprire un negozio fisico, avviare una libera professione, gestire una grande azienda, creare un portale e-commerce, non importa. Ognuna di queste iniziative ti metterá davanti l’opportunitá di creare e fare impresa.
Un’impresa nel vero senso della parola. D’altra parte, se fosse stato semplice non l’avrebbero chiamata impresa, ti pare? 😉

Invece, farai impresa ogni volta che sarai disposta a rinunciare a molte delle comoditá che per anni ti hanno venduto in cambio di uno stipendio fisso.

Farai impresa ogni volta che smetterai di dare per scontato che le cose ti arrivino dall’esterno e che, invece di lamentarti per qualcosa che non c’è o che non esiste ancora, lavorerai sodo per crearla.

Starai facendo impresa quando inizierai a focalizzarti nel trovare soluzioni, anche quando sarai schiacciata dalla tensione, dalle fatture da pagare e dall’incertezza del futuro.

Farai impresa ogni volta che riuscirai a mediare coi collaboratori, a metterti nei loro panni, ad ascoltarli, ad accantonare le tue esigenze per entrare in empatia con le persone con cui lavori, per comprendere quali siano le loro esigenze.

aprire la partita iva libero professionista

I percorsi che ti portano ad aprire la partita iva e diventare una libera professionista realmente libera

Ogni giorno, grazie alle mie attivitá, collaboro con donne che vogliono intraprendere il percorso per diventare libere professioniste, perché desiderano crearsi un lavoro autonomo.

Nel percorso Business in Love, che sviluppo con Ilaria, Francesca e Sara, mi occupo di accompagnare le libere professioniste a utilizzare gli strumenti efficaci e produttivi che ci sono nel nostro periodo storico, per farsi conoscere online e sul proprio territorio.
Spesso ho a che fare con persone che, a meno che non abbiano giá fatto il salto dal lavoro dipendente all’imprenditoria, fanno veramente fatica a comprendere che cosa voglia dire essere un libero professionista.

Questo perché il mindset del libero professionista non si puó comprare in farmacia.
L’unica maniera per integrarlo nelle tue abitudini è metterti all’opera, iniziare fin da ora a costruire il tuo progetto da freelance o da libera professionista. Vivere sulla tua pelle cosa vuol dire trovarti da sola a fare un lavoro che, se fossi in un’azienda, ci sarebbero minimo 3 dipendenti a svolgere…

Questa è la differenza tra una dipendente e una libera professionista: non sentire la fatica del fare più cose di quante ne faresti da dipendente, perché sei consapevole che stai lavorando per te, che stai costruendo qualcosa di tuo, qualcosa che rimarrá per sempre collegato a te.

Aprire la partita vita è solo il primo step

Si dovrebbe festeggiare, appena si decide di aprire la partita iva!

Aprire la partita iva significa aver scelto di affrontare tutto questo. Significa aver deciso di

  • rischiare,
  • sacrificarsi,
  • orientarsi alle soluzioni,
  • vivere perseguendo una propria missione,
  • lavorare per realizzare i propri sogni e non quelli di qualcun altro.

Quanto ti stai facendo pagare oggi per continuare a rinunciare ai tuoi sogni?

Ci hai mai pensato?

Questo è il motivo per cui da 2 anni porto avanti, in parallelo con la mia libera professione, un’attivitá di network professionale di imprese, e ho il piacere e la gioia di condividere anche questo progetto con Ilaria!
La mera attivitá da libera professionista non mi bastava più: mi ero accorta che non mi avrebbe mai permesso di generare delle entrate economiche svincolate dal tempo che dedicavo al mio lavoro. E io non volevo essere una libera professionista schiava della propria attivitá… Questo andava contro i motivi per cui, fin dall’inizio, avevo deciso di lavorare in proprio.

Oggi aiuto decine di persone a costruirsi un futuro solido, prospero, basato sui numeri e sulla possibilitá di duplicare le proprie competenze. Una manna dal cielo e una benedizione che, secondo me, ogni libera professionista dovrebbe concedersi di creare.

Su questo tema, Ilaria ed io ci confrontiamo spesso, notando che tutte le persone che hanno giá fatto il salto da dipendente a libero professionista si sono giá accorte che questo passaggio non basta, per essere liberi.
Per questo è più facile che chi ha giá lavorato per un periodo per se stesso sia interessato a trovare qualche alternativa economica valida e sostenibile, per darsi una concreta opportunitá di costruirsi una libertá finanziaria importante e duratura.

aprire la partita iva libero professionista

Ti stai chiedendo se sei ancora in tempo per crearti una libertà?

Se vale ancora la pena lavorare sodo per un periodo limitato, per poter vivere la vita che molti continuano solo a sognare?

Ti rispondo così:

Il tempo passerá comunque!
Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia.
(Goethe)

Occorre mettersi nel percorso, decidere che tipo di strada percorrere, che futuro vivere; si deve essere consapevoli del fatto che, giorno dopo giorno, è necessario integrare nuovi attributi che aiutino a tenere duro quando ce n’è bisogno.
Si deve sviluppare una visione d’insieme, una grande e piena responsabilitá verso le decisioni da prendere e verso gli errori necessari per crescere, imparare e avanzare verso nuovi livelli di vita e di carriera.

Quello che posso testimoniare è che…

… non ne vale la pena, ne vale LA TUA VITA!

Io non riesco più a concepire il lavoro dipendente: con tutti i talenti che ci sono al mondo, è davvero uno spreco trascorrere i due terzi del tuo tempo a lavorare per qualcun altro, rischiando di non scovare quale sia il tuo talento, che solo tu puoi mettere a disposizione nel mondo.

Questo è quello che mi fa alzare la mattina: sapere che sto contribuendo a far conoscere, tramite le mie attivitá, delle alternative che ci sono, e spesso proprio davanti ai nostri occhi.

Carlotta Bruno

Lavorare da casa in proprio: libera professione a partita iva

3 consigli per lavorare in proprio e in modo redditizio (Only for women)

Sei una donna sognatrice, romantica alle prese con il tuo primo lavoro autonomo?

lavorare da casa lavoro autonomo libero professionista

È il momento di mettersi in discussione, e il modo migliore per fare il lavoro che ami è mettersi in proprio, lavorare da casa e forse aprire una partita iva?
O hai già fatto il salto e sei una libera professionista alle prese con un lavoro da casa, una partita iva con dei costi vivi e vuoi accelerare la tua attività?

Tutto molto eccitante, ma… come fare per mettersi in proprio?
Quali competenze, risorse e atteggiamento mentale devi avere per lavorare da libero professionista, mettersi in gioco e diventare un’imprenditrice?

Ecco una sintetica guida che risponde alle tue domande; ti sarà utile, è una traccia da seguire lungo il tuo percorso di successo.
Vediamo i 3 momenti fondamentali per avviare la tua attività imprenditoriale.

1) Mettersi in proprio: il mindset

Molti sono terrorizzati dal mettersi in proprio; ottimo! La paura è buona: usata con criterio, ti aiuta a definire bene la direzione.

Cosa fare per mettersi in proprio

Prima di muoverti, quando decidi di metterti in proprio chiediti anzitutto

Ho mai riflettuto su cosa significa mettersi in proprio?

 

Per esempio:

  • essere più liberi da orari fissi;
  • gestirsi autonomamente e non avere la vita organizzata da altri;
  • aumentare la propria forza e indipendenza.

lavoro da casa mettersi in proprio partita iva

Spesso non si è preparati all’atteggiamento mentale che il mettersi in proprio implica; ma lavorare sul mindset è basilare. Ci vuole un mindset ben preciso per creare e gestire una tua attività; per dare una direzione concreta al tuo progetto devi sviluppare una serie di abilità. E il primo passo: è la base.
Spesso chiedersi come mettersi in proprio a 50 anni sembra una sfida già persa in partenza, ma con l’esperienza maturata e la voglia di creare qualcosa di proprio si può andare più lontano di ciò che credi!

Cosa occorre per mettersi in proprio? L’investimento economico.

Spesso si pensa che per mettersi in proprio basti lasciare il proprio posto fisso e iniziare a commercializzare un qualsiasi prodotto o servizio dall’oggi al domani.
Pensare a come mettersi in proprio senza soldi può essere controproducente. Focalizzati piuttosto su come farlo con pochi soldi; per realizzare il tuo sogno un investimento serve sempre, ma può essere piccolo e fruttare tanto 😉

Cosa serve per mettersi in proprio? Lavorare come libero professionista significa essere una sognatrice audace e scegliere il tuo settore di appartenenza.

Sai già cosa ti piacerebbe fare? Hai un sogno del cassetto che chiede di essere realizzato?
Fatti delle domande.
Quali sono le mie reali passioni? In cosa sono brava? Chi sono veramente? Cosa voglio fare della mia vita?
Scegli il tuo settore!
Il percorso di Business in Love è l’ideale per capire chi sei e dove vuoi andare, e soprattutto come arrivarci!

Intanto ecco qualche consiglio sui settori in espansione.

Molte donne scelgono di mettersi in proprio con il franchising: un modo sicuro per essere sufficientemente libera e al contempo avere una linea guida e una casa madre da cui ricevere supporto (marketing, commerciale etc.)

I settori green e benessere sono in espansione: mettersi in proprio in agricoltura?
Hai il pollice verde? Ti piacerebbe metterti in proprio come giardiniere?
Oppure sei una personal trainer e ti piacerebbe insegnare alle persone, comodamente da casa, come mettere in risalto il proprio fisico?
Sei più dinamica? Mettersi in proprio come corriere? Una Delivery tutta al femminile 😉 .

2) Dove lavorare: la gestione del tuo spazio

Ora che sai quale lavoro da casa svolgere, ti serve capire come funziona. Devi sapere quali sono le azioni pratiche da fare e gli strumenti che devi saper padroneggiare per realizzare il tuo progetto.
Una delle questioni fondamentali da affrontare, quando non hai un posto fisso dove svolgere la tua attività, è la gestione del tempo e dello spazio.

lavorare da casa mettersi in proprio partita iva

Creare un lavoro da casa sembra l’opzione più adeguata, ma questo comporta che tu sappia distinguere in cosa consiste il lavoro da casa, e quali sono il tempo e lo spazio da dedicare, invece, alla famiglia e agli affetti. È opportuno sezionare, sia fisicamente sia temporalmente, l’ambiente in cui vivi, in modo da chiarire quale area della casa destinare al lavoro e in quali momenti della giornata/mese/settimana.

La maggior parte delle volte puoi scegliere comodamente che lavoro da casa fare e come poterlo svolgere.
Due domande utili, inizialmente, sono

Come funziona un lavoro da casa? Come gestirlo?

Dipende dal tempo e dall’impegno che vuoi dedicargli.
Potresti voler cercare cosa fare come secondo lavoro da casa; oppure potresti voler creare un lavoro da casa che ti occupi la maggior parte del tempo, diventando la tua principale fonte di reddito.

Come trovare un lavoro da casa serio?
So che a volte può sembrare difficile, ma ammettiamo che tu non solo ci sia riuscita ma lo abbia addirittura già creato, è ora di definire le specifiche per realizzare il tuo progetto:

  • Tempo da dedicargli
  • Ambiente
  • Tipologia di lavoro da casa

Sono 3 i passi da definire prima di iniziare la tua attività; solo così riuscirai a scegliere quale spazio vuoi dare al lavorare da casa.

Come iniziare un lavoro da casa?

Pensa a quale lavoro da casa fare e immagina gli strumenti di cui necessiti.
Ecco alcuni esempi.

Ho deciso per un lavoro come ricamatrice.

Bene; hai già tutti gli attrezzi del mestiere?
Un lavoro come cartomante è sicuramente diverso da un lavoro come centralinista: oltre al tempo, quali risorse fisiche ti servono, per poterlo svolgere?

Alcune professioni potrebbero risultare obsolete, ma per certe nicchie di mercato sono ancora in voga: per esempio i lavori come rappresentante da casa, o un lavoro come dattilografa.
Le professioni manuali e quelle digitali risultano tra le più richieste.
Sicuramente anche tu ha avuto bisogno di una sarta: un lavoro da casa come sarta può rivelarsi strategico!
Per le professioni digitali, ti basti pensare a un lavoro come grafico da casa; ti assicuri di avere tutti i software necessari e un pc capiente e veloce ed è fatta!

Lavorare da casa: cosa inventarsi?
A volte il lavoro da casa consiste nel cosa inventarsi, ecco perché le idee innovative per specifici target sono molto redditizie! Hai mai pensato a un lavoro come traduttrice da casa? 😉

Come guadagnare con un lavoro da casa

Tutti i lavori nati dalla passione sono sicuramente molto redditizi a livello umano, perché sono quelli che creano più valore. Il fine ultimo, quando si inizia un’attività, è considerarla come un vero e proprio lavoro, anche se svolta da casa: deve generare fatturato!

 

mamme che lavorano da casa aprire la partita iva libero professionista

Nella gestione del tuo lavoro, fisica (risorse e investimenti) e astratta (spazi, tempi e mindset), ti devi chiedere sempre

Come posso generare reddito?

Hai mai fatto una previsione di guadagno e/o un business plan?
Se hai già avviato un’attività potresti comparare l’anno precedente con quello attuale e prevedere costi e ricavi, inserendo degli investimenti a budget.
Se invece lavori in proprio da poco tempo, inizia ad annotare i costi che dovrai affrontare per avviare la tua attività e per mantenerla; costruisciti uno storico per capire quanto hai bisogno di guadagnare per poter far fronte ai costi nel tempo.

3) Libera professionista con o senza partita iva?

Una volta appreso il mindset giusto, conosci il tuo scopo, sai quale progetto vuoi avviare e finalmente sai pianificare la tua agenda: fai ufficialmente parte dei veri liberi professionisti!

Ma andiamo per ordine: chi può essere un libero professionista?
Definizione dai confini molto labili: non dobbiamo confonderci tra lavorare come libero professionista e ditta individuale, perché dal punto di vista fiscale sono due entità ben distinte.

Vediamo qualche domanda frequente per aiutare le professioniste a diventare delle libere professioniste.

Cosa significa libero professionista?

Si discute spesso se sia meglio lavorare come libero professionista o come lavoratore dipendente: quello che molti non dicono è la mentalità che devi avere per lavorare come libero professionista e fatturare da libero professionista.

Nel diritto romano si faceva riferimento alle operae liberales per indicare le “attività degne degli uomini liberi”.
Su chi sono i liberi professionisti esiste quindi una definizione univoca che li identifica come lavoratori che svolgono un’attività economica (che produce redditi) e che si sviluppa in una prestazione di servizi attraverso un lavoro intellettuale.

È possibile lavorare come libero professionista senza partita iva?

Sì, in Italia si può; solo, ci sono delle norme da osservare.
In generale, sono 2 le linee guida da tenere presenti:

  1. sei un libero professionista che può lavorare senza partita iva finché offri i tuoi servizi saltuariamente e non continuativamente;
  2. a livello di reddito, c’è un tetto annuale ben specifico che, legalmente, ti indica il momento in cui sei un libero professionista che deve avere una partita iva.

Per i dettagli economici ti invitiamo a far riferimento a dei professionisti che abbiano più il polso della situazione dal punto di vista fiscale – le norme cambiano ed è saggio essere opportunamente aggiornati.

Sara Barletta – Business in Love Manager

Libero professionista: il top della crescita personale

Diventare un libero professionista: sogno, opportunitá e crescita personale

Oggigiorno lavorare come libero professionista sembra un obbligo. Le aziende invitano le migliori risorse umane ad aprire la partiva iva. I disoccupati sono costretti alla vita da freelance. Chi ha un progetto imprenditoriale decide di portarlo avanti in rete con altri liberi professionisti – poichè metter su altri tipi di aziende è estremamente costoso dal punto di vista economico e fiscale.

Ma… non è solo cosí. La vita del libero professionista è stupenda da mille punti di vista! Dipingerla come una tragedia non le rende onore; non è la verità.

libero professionista
Ph. by Phil Dolby

Io ho sempre sognato di lavorare come freelance; non perchè qualche altra persona o pressione sociale mi costringeva a farlo: perchè riconoscevo in questa condizione la migliore opportunitá di fare una bella vita e, contemporaneamente, di godere di un grande stimolo alla crescita personale – cosa per me preziosa.

Sono passati decenni, ormai, da quando lavoro come libera professionista. Non solo confermo la mia scelta iniziale, ma ne sono talmente entusiasta che prima ho creato un percorso formativo ad hoc per le donne che vogliono diventare freelance; e poi ho avviato una seconda attivitá nel campo del network marketing! La vita da coach e networker insieme, per me, è l’emblema perfetto di tutto ció che ho sempre sognato, sin da bambina!

Condivido un po’ del mio entusiasmo anche con te 😉

Libero professionista: di che benefici gode?

Ci sono alcuni paradisi di cui solo un libero professionista può godere:

  1. allineare gli orari di lavoro al proprio bioritmo – difficilmente si riesce a farlo al 100% ma il margine di libertá è immenso;
  2. gestire relazioni, collaborazioni, sviluppi ed economie in base ai propri valori e obiettivi, anche umani.
  3. Avere la responsabilitá legale e finanziaria solo per sè, da un lato (a differenza dei titolari d’azienda), ma dall’altro lato avere anche una consapevolezza della realtá e un polso della situazione che i lavoratori dipendenti non possono avere.
  4. Il libero professionista, inoltre, guadagna circa IL DOPPIO sia dei dipendenti sia dei titolari d’azienda, non si vede decurtato il proprio stipendio senza poter fare niente, nè deve pagare contributi, tredicesime, ferie e malattie ad altri.

libero professionista

La crescita personale del libero professionista

Questo è un altro aspetto super entusiasmante!

  • Il libero professionista sviluppa il massimo grado di potere e libertà insieme.
  • Per forza di cose, è nella condizione di dover maturare le migliori competenze relazionali, tra tutte le forme di lavoro – deve fare rete, negoziare, collaborare, risolvere problemi e conflitti, insomma impara a fare un milione di cose interessantissime, utili, eccitanti e stimolanti!
  • Un lavoratore in proprio si tiene al passo coi tempi, vigile, vitale e brillante, non si annoia mai e riceve sempre nuovi input creativi da elaborare.
  • Deve imparare a gestire un alto grado di responsabilitá, ma resta anche agile, ampio e flessibile nei movimenti.
  • Fa una vita dinamica e appassionante, dove la forza della sua struttura è data dalla profondità e qualità delle relazioni che sa instaurare, consolidare e mantenere nel tempo.
  • Il libero professionista è al sicuro piú di tutti: attraverso la propria reputazione e competenza, tiene in mano il timone della sua vita e accomuna la propria sorte a quella delle persone che trova piú affini a sè, scegliendole attivamente e non subendole.
  • In piú, tende ad avere spesso parecchio lavoro anche da offrire agli altri!

Da decenni cresco tantissimo, in questa condizione. Attraverso Business in Love e il network marketing, mi auguro di poter aiutare quante piú persone possibile ad apprezzare la situazione professionale del lavoratore in proprio e a godere di tutti i vantaggi, i benefici e le opportunitá che solo essa dona.

libero professionista
Ph. by Nico Kaiser

Ilaria Cusano

Sesso anale: un mistero amato da moltissimi/e

Sesso anale e spiritualità: perché no!

Il mio video sul sesso anale pubblicato su Youtube pochi mesi fa (clicca sull’immagine per andare a vederlo), negli ultimi dieci giorni, ha raggiunto le centinaia di migliaia di visualizzazioni!
Parallelamente, un amico di Facebook mi ha fatto sapere che l’espressione sesso anale, al momento su Google, colleziona ben 23 milioni di ricerche ogni santo mese! E parliamo solo di parole in lingua italiana!
Da parte mia, non ho mai fatto questa ricerca su Google; sarà forse perchè di sesso anale ne faccio molto? Ahahah 😀

sesso anale

Educazione sessuale: grazie alla mia famiglia e comunitá

A proposito di sessualitá, il modo in cui sono stata cresciuta da piccola è stato sicuramente vincente; per lo meno di piú di tanti altri sistemi educativi troppo moralisti o troppo fricchettoni, che ho appurato danneggiare piú che guidare.

Quando ero piccola, i miei genitori circolavano spessissimo completamente nudi per casa; ho dei ricordi meravigliosi di noi tre che ci abbracciavamo, tutti insieme, in nuditá.
Abitando in una villetta di campagna dove le strade erano di brecciolino e noi bimbi potevamo girare da soli, eravamo una comunitá. Con quattro famiglie, tra tutti i vicini di casa, avevamo un rapporto strettissimo: weekend insieme, vacanze insieme, la mia famiglia in realtá era composta di circa quindici persone!
Ero libera di stare in una casa o in un’altra, di arrivare senza avvisare, di mangiare e dormire dove preferivo. E tutti avevamo questo rapporto sereno con la fisicitá, la sessualitá e la natura in tutte le loro manifestazioni.

I miei giochi erotici, da sola e in compagnia, sono iniziati da piccolissima, e la mia famiglia mi ha sempre e gioiosamente lasciato libera di conoscere il corpo mio e altrui con serenità e innocenza.
Per questo, da un lato trovo tristi e vergognosi tanti commenti che persone in teoria adulte hanno l’imbarazzante audacia di scrivere sotto ai miei video sulla sessualitá; ma, dall’altro lato, mi rendo conto di essere una privilegiata e di poter aiutare tanto e tanti a migliorare la propria vita sessuale, a liberarsi dai mostri ingoiati e a imparare a viversela bene, come il piú grande veicolo di amore che per natura è.

sesso anale
Scena erotica conservata nl Museo Archeologico Nazionale di Napoli

L’audio-corso sul sesso anale

Quando ho visto cosa stava succedendo sul mio canale Youtube, ho capito che dovevo rispondere in qualche modo alle tantissime attenzioni e richieste d’aiuto che mi stavano arrivando – ancora oggi ricevo centinaia di messaggi ogni giorno, dovunque!

Cosí ho ideato un audio-corso di Life Coaching Spirituale sul sesso anale. Conterrà una serie di consigli pratici e sarà disponibile solo fino a lunedí 16. Sono proprio curiosa di scoprire quante persone, tra tutte le migliaia che mi hanno scritto, decideranno di farlo.

Purtroppo, la maggior parte della gente, quando ha un problema – in questo caso serissimo, fra l’altro! – o non se ne accorge neppure, o se ne accorge ma non ha le palle di ammetterlo, affrontarlo e risolverlo.
Sono pochissimi coloro che hanno

  • la luciditá, maturitá e consapevolezza di rendersene conto;
  • la forza e la saggezza di ammetterlo;
  • e l’umiltá, il coraggio, la determinazione e la lungimiranza di fare qualcosa di concreto ed efficace per affrontarlo e risolverlo.
sesso anale
Opera by Édouard-Henri Avril

Una proposta sessuale insolita

Com’è possibile che non ti accorgi che, se non sai fare l’amore, NON PUOI saper amare?
O che, se sai fare l’amore in modo limitato, limitato è anche il tuo potenziale di amare?
Parlo di sesso e a molti pare che sia una roba altra dall’amore. Ma questo è il pensiero di una società deviata! Una societá che ha perso la strada maestra delle cose piú semplici e naturali.
È talmente ovvio, talmente banale… Si chiama proprio cosí: fare l’amore. È questa la ragione: perchè è l’atto attraverso cui l’amore (altrimenti astratto, idealistico, ipotetico) diventa un fare (concreto, tangibile, reale).

Io oggi ti offro un’opportunitá: fai anche tu un passo concreto per ampliare la tua capacità di fare l’amore: approfitta dei prossimi giorni per prendere il mio audiocorso sul sesso anale.
Ma ricorda: sarà disponibile solo fino a Lunedí 16 e poi mai piú! Se lo vuoi devi prenderlo ora, come tante cose nella vita…

Ilaria Cusano

Come affrontare un colloquio di lavoro?

Come affrontare un colloquio di lavoro: il paradosso

Prima di parlare di come affrontare un colloquio di lavoro dobbiamo soffermarci su un paradosso che sta a monte:

Vuoi veramente assumerti la responsabilità di lavorare?

Nella maggior parte dei casi, ahimé, osservo che la risposta è no.

come affrontare un colloquio di lavoro

Una parte del mio lavoro è sempre consistita nel selezionare nuove possibili risorse umane; negli ultimi mesi questa attività si è fatta particolarmente intensa, poiché sto delegando la gestione di diversi miei progetti e, contemporaneamente, insegnando a parecchie persone ad avviare un’attività imprenditoriale.
Mi duole ammettere che mi scontro sempre di più, ogni giorno, con l’immaturità della maggior parte delle persone. Non solo: i più sono immaturi e fermamente determinati a rimanerlo!

Prima pensavo si trattasse solo di coloro che passavano dal lavoro dipendente al lavoro autonomo; per questo avevo creato il percorso “Da Ape Operaia ad Ape Regina”. Nel tempo, invece, ho scoperto che è un problema culturale ben più ampio…

  • Vuoi la pappa pronta tutti i giorni, così da non doverti preoccupare di niente e poterti limitare a fare ed eseguire?
  • Critichi i tuoi leader, i team e le realtà con cui collabori, e molti dei tuoi colleghi?
  • La sera, vuoi tornare a casa senza dover pensare più a niente e poterti rilassare?
  • E, in tutto ciò, insinui anche che qualcuno o qualcosa dovrebbe garantirti ciò che ti serve per sopravvivere?

Se sei vittima di anche solo una di queste deviazioni spirituali e sociali, questo articolo può aiutarti: sei abituata all’irresponsabilità e devi prima crescere come persona, per poter funzionare a livello professionale.

Ingrediente n° 1 per affrontare un colloquio di lavoro: il mindset

Cosa è importante che tu pensi, nell’approcciarti a un colloquio di lavoro:

  1. Voglio questo lavoro; lui può arricchire me, sotto tanti punti di vista, e io posso arricchire molte persone facendolo.
  2. La cosa importante è entrare in connessione con la persona che mi valuterà, comprendere cosa cerca non solo tecnicamente ma anche umanamente e, se sono io la sua persona giusta, fare del mio meglio per comunicarglielo.
  3. Mi assumo l’impegno di fare tutto ciò che è in mio potere, ogni santo giorno, per far sviluppare al massimo e al meglio questo progetto; e sono onorata e grata di poterlo fare.

Questo è certamente un atteggiamento di base che tutti i selezionatori apprezzano. Però – e qui viene la parte difficile – devi pensare queste cose sinceramente. Non devi “sforzarti” di crederci.

come affrontare un colloquio di lavoro

Se ti accorgi di non essere all’altezza di questo mindset, ecco alcune domande utili per andare alla radice della tua demotivazione e immaturità, e iniziare a superarle:

  1. Dal momento che non voglio questo lavoro ma ne ho solo bisogno, come posso spostare la mia attenzione e ricerca su un’occupazione che soddisfi entrambi i requisiti contemporaneamente? Quali opportunità ho che, oltre a corrispondermi a livello di necessità e competenze, mi corrispondano anche nella motivazione e nel desiderio?
  2. In che modi concreti per me è importante che un lavoro mi arricchisca?
  3. In che modi concreti io posso arricchire gli altri e migliorare la loro vita, attraverso le mie competenze professionali?
  4. Come posso comportarmi in modo maturo e responsabile con la persona che mi valuterà, che evidentemente lo è più di me e può essermi solo d’esempio e d’aiuto?
  5. Da quali convinzioni e orientamenti nascono la mia demotivazione e incuria verso il lavoro? Come posso modificarli, per diventare una professionista migliore?

Affrontare un colloquio di lavoro anche con l’anima

Come vedi, da queste domande si capisce perché sopra ti parlo di “deviazioni spirituali e sociali”: approcciarsi al lavoro in modo così immaturo e irresponsabile, come ahimé in vero fa la maggior parte delle persone, è un serissimo problema – personale e sociale.

Da parte mia, sono felicissima della crisi che stiamo attraversando: tanti nodi stanno venendo sempre più al pettine e molti di coloro che anni fa avevano spazio e modo di lavorare in maniera parassitaria ed egoista, adesso non hanno più lavoro. Rimane sul pezzo solo chi lavora col giusto approccio, nel senso che fa del proprio meglio per crescere e far crescere, per migliorare e far migliorare.

Non sono affatto d’accordo col fatto di garantire a tutti ciò che serve per sopravvivere; credo che fare parte implichi il sapere – e volere – contribuire. Per quanto mi riguarda, chi non è interessato a farlo, o a farlo come serve, è bene che incontri un muro davanti. In questo modo, o si decide a maturare, o le conseguenze del proprio egoismo sono solo sue e non di tutti noi.

Una cosa giusta ho imparato dalla mia annosa convivenza coi sensi di colpa: ogni cosa che ci accade è veramente colpa nostra. Facciamo bene ad assumercene la responsabilità, a farci almeno un esame di coscienza al giorno e a ricordarci che possiamo cambiare atteggiamento e comportamento ogni volta che vogliamo. Anche rispetto al lavoro.

come affrontare un colloquio di lavoro

Ilaria Cusano

 

Insegnamenti di vita da “La donna dalla coda d’argento” – 4

Ricorda sempre che la tua vita ti appartiene…

… che deve essere, per te, più importante di qualsiasi altra vita. Spero che tu non dimentichi questo: gli uomini sono come le donne, esistono uomini buoni e cattivi. Sei tu che devi scegliere il tuo compagno.
«Non devi affidarti a un uomo qualsiasi, scegli il migliore tra molti, non con gli occhi del corpo ma con gli occhi del cuore. Così incontrerai il tuo futuro compagno. Poi, con pazienza e molto amore, lo modellerai e lo trasformerai in un grande uomo. Così costruirai il tuo matrimonio e la vita familiare.»

insegnamenti di vita

«E’ questo il modo che hanno adottato le donne che sono riuscite ad avere un matrimonio felice?», chiese Lara.
«E’ proprio così: questo è il metodo che, da tempi immemorabili, hanno usato le donne intelligenti che amano», rispose la curandera sorridendo con malizia, «avvalendosi anche del potere dell’energia sessuale.»

L’allegria che viveva in quei momenti era una sensazione mai provata…

… un appagamento delle sue necessità mai sentito prima di allora. Se qualcuno avesse visto il suo volto nell’oscurità, avrebbe scorto un sorriso di totale soddisfazione, una gioia infinita e una luce che si proiettava dal più profondo dei suoi occhi.

«Mi sento in una beatitudine totale, completa, piena d’amore: c’è un’esplosione di allegria dentro di me.»
«Sei in contatto con il tuo essere. Il tuo spirito si manifesta attraverso la tua mente e il tuo corpo: hai trovato l’unità con il tuo essere. Adesso hai imparato a centrarti, così troverai la serenità e la pace che tanto cercavi. Adesso comprendi che ogni relazione sessuale che non derivi dall’amore divino non è altro che un simulacro legato all’ego, al desiderio, alla possessività e non ha niente a che vedere con il Tinkuy.
«Per essere una vera donna, è necessario non avere paura, ma essere libera e saggia. Non essere un soggetto vittima di basse passioni o di una sessualità egoista, possessiva, manipolatrice e repressiva.»

insegnamenti di vita

Insegna ad amare

Se vuoi preservare la vita sulla terra
insegna ai tuoi figli ad amare tutti
gli esseri viventi dal più grande al più piccolo.
E ricorda sempre loro che l’uomo
è soltanto un filo nella matassa della vita.

Nel XXI secolo l’educazione ha bisogno di obiettivi chiari per insegnare ad amare se stessi e gli altri. Dovremmo renderci conto che i mali più grandi dell’umanità si verificano perché manca l’amore. L’uomo pacifico è quello che ha trovato l’armonia interiore amando se stesso e amando gli altri.
Tutta la conoscenza dovrebbe ruotare intorno all’amore, perché esso è l’energia universale più grande e potente che permea e muove l’intero universo che siamo venuti a sperimentare.
Senza amore non c’è vita, c’è soltanto il vuoto, il caos, il disordine e la violenza. Quando c’è amore, c’è magia, entriamo nel mondo della fantasia e dell’immaginazione, così possiamo attingere alla fonte della creatività.

Occorrerebbe adottare un nuovo tipo di insegnamento per amare

Senza amore l’essere umano continuerà a essere un bipede sulla terra. Potrà continuare a produrre macchine e a edificare città, potrà fare le costruzioni più grandiose, che soddisferanno la sua vanità, il suo orgoglio e il suo egoismo, ma in tal modo non rimarrà mai qualcosa di suo che vada al di là del tempo.
Sino a ora la nostra civiltà ha continuato il suo percorso tra lotte, guerre, schiavismo, sfruttamento e manipolazione. Siamo entrati in possesso di beni e servizi che ci permettono di risparmiare la forza muscolare, allungare il tempo e spostarci in qualsiasi luogo della terra.

Ma cosa abbiamo ottenuto? Siamo veramente felici?

insegnamenti di vita

Sembra che il destino dell’umanità sia di lavorare in modo accanito, con lo stress che ne consegue, e di vivere una vita che non è in realtà degna di essere chiamata tale.
In cambio di che?
Di una casa, una macchina, un po’ di quattrini in banca, una sicurezza?
Il senso del dovere, che è stato inculcato nella testa d’ogni persona, non serve a niente quando sopraggiunge l’ora della morte. A che serve aver fatto tanto e aver lavorato in modo esagerato, se non si è vissuta la vita?
E’ questa l’eredità che vogliamo lasciare ai nostri figli?

Liberamente tratto da La donna dalla coda d’argento, di H. H. Mamani