Superare la paura di lasciarci andare

Paura di lasciarci andare: che succede quando emerge questa ombra

La paura di lasciarci andare è una roba che mi ha sempre dato tantissimo da riflettere e lavorare. Indubbiamente è anche una delle ombre che ho sentito e dovuto affrontare di più, personalmente. E proprio in questi ultimi giorni, ripensando ad alcune dinamiche che hanno contraddistinto la mia vita amorosa – o forse solo la vita sessuale – mi sono resa conto di un fatto curioso.

Ogni volta che, senza accorgermene, ha serpenteggiato di più dentro di me la paura di lasciarmi andare, ho incontrato un “imperatore”. Un uomo carismatico, molto affascinante, potente, solitamente ricco, che in qualche modo mi ha sedotta ma anche sfidata.
Il classico narcisista che molti combattono, talvolta, e che invece a me ha sempre fatto crescere ed espandere tantissimo.

paura di lasciarci andare

In passato la sfida che mi arrivava, attraverso questo tipo di personaggio, era una cosa del tipo:

Bene, hai deciso di non usare il tuo immenso potere. Di non impiegarlo per manipolare te stessa e la tua realtà, per manifestare ciò che preferisci. Allora lo userò io per te: ti manipolerò io, ti userò per i miei scopi e desideri.

Perché no, in fondo? Ora lo comprendo.
Tu forse dirai che non è giusto.
Secondo me, invece, se ci pensi è proprio giusto: sia nel senso che quella dose di potere – e responsabilità – qualcuno deve pur gestirla; sia nel senso che questa sfida, di fatto, ci dona anche l’opportunità di crescere. Di svegliarci, di maturare e di imparare ad assumerci le nostre responsabilità.

Perché abbiamo così tanta paura di lasciarci andare?

Perché abbiamo paura di fallire e di soffrire, per lo più.
Molte persone si prendono un sacco sul serio; hanno un ego talmente tanto stratosferico che ogni errore appare ingrandito all’ennesima potenza. Mentre, se vedi, è solo uno dei normalissimi errori che tutti facciamo più o meno ogni giorno 🙂

Poi c’è la mancanza di intelligenza emotiva. Certo che, se ogni volta che provi delle emozioni spiacevoli, ci metti mesi per lasciarle scorrere e passare ad altro, ogni eventuale rifiuto, umiliazione o caduta per te rappresenta un’esperienza di una durata lunghissima. Ci credo bene che ti spaventa!
Se però sai lavorare sul tuo corpo emotivo in modo tale da far scorrere le cose nell’arco di poche ore o al massimo un giorno o due, l’eventualità non ti spaventa più tanto. Perché ti dà lo stesso dolore di una caduta sulle ginocchia: fa male fino a sera e poi neanche te ne ricordi più.

Nel mio caso specifico, invece, la paura di lasciarmi andare aveva a che fare soprattutto con la paura dell’emarginazione. Avevo il terrore che, nel momento in cui avrei liberato tutta la mia energia, sarei diventata talmente tanto radiosa, potente, ricca e famosa, che la gente mi avrebbe odiata, invidiata ed esclusa. E così sarei rimasta sola.
Sia a livello professionale e sociale, sia sul piano affettivo e sentimentale, anche – amicizie, amori, famiglia.

Cosa ho imparato, coltivando l’abitudine a lasciarmi andare

  1. Che la stragrande maggioranza delle persone mi stimano, ammirano e vogliono imparare da me.
  2. Quelle che hanno preso a invidiarmi ed escludermi sono io la prima che non ho più piacere a frequentarle.
  3. Ho imparato che lasciarci andare alla nostra energia, alla passione, al desiderio, alle pulsioni, alle intuizioni e all’ispirazione è super divertente, eccitante ed esaltante!
  4. E che, ogni volta che la vita ci mette di fronte a un impedimento, a un rifiuto, a una qualsiasi forma di “porta in faccia”, è perché ci sta riservando qualcosa – e/o qualcuno – di molto meglio; a cui possiamo arrivare solo passando per di là. Per cui il gioco vale la candela, sempre.

Lasciarsi andare non vuol dire necessariamente buttarsi in modo cieco e istintivo nelle esperienze e relazioni. Possiamo prenderci tutto il tempo di cui abbiamo bisogno, riflettere, valutare, aspettare il momento giusto.
Ma dobbiamo essere oneste/i con noi stesse/i: stiamo facendo, anzitutto dentro, il processo necessario per passare dalla stagnazione all’azione? O stiamo solo rimandando cose che abbiamo paura di fare? Se il processo è in corso, prenderà il tempo che deve e va benissimo così. Se siamo solo vittime della procrastinazione, invece, meglio darsi un bel calcio in culo da sole/i e smetterla di offendere la nostra intelligenza; per di più disonorando la preziosissima vita che Dio e Madre Natura ci hanno donato 🙂

Sai di aver bisogno di un supporto da professionista, in questo senso? Contattami oggi stesso. Facciamo una sessione insieme e iniziamo a lavorarci bene. Puoi ottenere risultati strabilianti già in pochi giorni.
Scrivimi a ilaria.cusano@gmail.com

Un grande abbraccio,
Ilaria Cusano

Abbraccio forte inaspettato, da Master Business Italia e lavorare viaggiando

Lavorare viaggiando, come fare?

Tutto è partito da qui, per me, da questa domanda.

Non voglio fare la nomade digitale perché per me avere un posto dove tornare, una casa, è parte essenziale del piacere di viaggiare. Però durante la pandemia mi sono resa conto con esasperante certezza del fatto che la mia vita è troppo sedentaria, per me. Adoro lavorare come imprenditrice digitale e Life Coach Spirituale, ma ho bisogno e voglia di muovermi di più. Tutto questo tempo da ferma, seduta, tra quattro mura, non fa per me; mi snatura e mi fa venire vari dolori su vari livelli.
E allora cambio 🙂 Mi metto in viaggio, prima di tutto interiormente.

abbraccio forte lavorare viaggiando come fare master business italia
Ph. by Steven Zwerink

Per iniziare mi sono chiesta quali margini di crescita personale ed evoluzione spirituale questa situazione mi offre.
Le risposte che mi sono data sono varie:

  • posso studiare e imparare il video-editing;
  • incrementare la mia attività di influencer;
  • migliorare le mie capacità di leadership;
  • divertirmi di più;
  • vendere più facilmente;
  • progredire nel networking e attraverso di esso.

Per dirne alcune.

Master Business è stato il primo strumento operativo che ho individuato

La mia attività di Life Coach Spirituale e Sex Coach è la mia base sicura ed è perfetta, per lavorare viaggiando. Posso svolgerla da dovunque, mi basta avere uno smartphone, un PC e la linea internet e sono libera e autonoma da qualsiasi luogo. Master Business, però, aveva proprio bisogno di me, che è diverso. Ho guardato il mio team, l’azienda, la community, e mi sono resa conto del fatto che, concedendo loro un solo weekend di attenzione e dedizione totali, mi sarei potuta rendere utile in una misura entusiasmante! Perseguendo comunque i miei obiettivi personali, contemporaneamente. Come può essere più meraviglioso di così? 😀

Allora l’ho fatto.
Ho organizzato un viaggio di due giorni; ho coinvolto il mio sponsor e mi sono messa in pari dal punto di vista tecnico – spazio nella memoria dello smartphone per registrare, sticky-selfie, etc. Avrei approfittato dell’occasione per esercitarmi nel video-editing e in qualche timido esperimento di vlogging – per ora solo nel mio IGTV, seguimi per vedere cosa sto combinando, mi trovi come @mercantedestasi.

Abbiamo organizzato un pranzo con una potenziale nuova collaboratrice a Milano. Il pomeriggio abbiamo partecipato all’evento mondiale di Master Business che, in questo periodo, facciamo una volta al mese. Per le 18 eravamo a Torino; il mio sponsor veniva intervistato e poi via a cena, con un altro nuovo partner e la sua compagna!

Il tutto conoscendo persone straordinarie e divertendoci in una misura tale che da soli a casa, secondo me, è altamente improbabile.

L’abbraccio forte e la vita affettiva sono sempre il regalo inaspettato più bello

Ogni volta che mi lancio in un’avventura del genere – l’ho fatto spesso, in realtà, nel corso della vita – sono spinta, per l’appunto, dalla voglia di avventura. Fare la valigia, partire, andare; mettersi in movimento, vedere il paesaggio cambiare e scorrere, intorno, fuori dalla macchina. Sentire ogni progresso agevolato, velocizzato, fluidificato, dal puro accettare di spostarsi; di viaggiare anche dentro, oltre che fuori. Tutto ciò mi esalta e fa respirare.

Poi però, puntualmente, anche se io me ne ero scordata, non ci avevo pensato, arriva questo che chiamo abbraccio forte. La gioia di condividere; l’intimità che aumenta, con certe persone; il potere infinito del guardarsi negli occhi, del toccarsi, del sentire da vicino l’odore e l’energia degli altri. E le mille inaspettate magie, i regali, tutto quel “di più” terribilmente affettivo, che non avevo per niente considerato e mi travolge, mi sorprende, mi fa ricordare cosa conta di più nella vita.

Per sentire anche tu almeno un po’ le emozioni che ho provato, vai su Instagram, seguimi e poi entra nel mio IGTV. Nella serie “Gironzolando” troverai anche il video MBA Road Trip. Guarda quello; poi aspetto il tuo commento sotto 🙂

Questo articolo, invece, mi piace chiuderlo con una citazione di Giorgio Gaber, che guarda caso ho intercettato proprio stamattina, prima di mettermi a scrivere nel blog:

L’appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme, e non è il conforto di un normale voler bene. E’ quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa che in sé travolge ogni egoismo personale, con quell’aria più vitale, che è davvero contagiosa.

Un abbraccio forte anche a te, con il sincero augurio di poter sperimentare anche tu, a modo tuo e con le persone e le attività che più ti corrispondono, tutte le sensazioni ed emozioni che ti ho raccontato.

Ilaria Cusano

Secondo lavoro da casa senza partita IVA, da Imprenditrice Spirituale

Posso avviare un secondo lavoro da casa senza partita IVA?

Certo che sì! Partiamo dal presupposto che devi comunque informarti correttamente e avere un commercialista come riferimento perché i dettagli di queste cose possono cambiare spesso. Di base, però, in Italia hai un’occasione che in tanti altri paesi del mondo non esiste: fatturare fino a 5000 euro annui – che all’inizio di un nuovo business non sono affatto pochi! – rimanendo esente dall’obbligo di aprire la partiva iva.

Puoi fare delle ricevute di prestazioni occasionali tra privati, o anche tra privato e azienda. Per cui, volendo, puoi offrire delle consulenze, per esempio, anche alle aziende.

Sono cose che dico a tutte le persone che formo: alle nuove Life Coach Spirituali, Sex Coach e anche a tutti i Networker professionisti che decidono di collaborare con me nel mio team. Abbiamo delle attività da imprenditrici digitali; alcune di noi ci hanno tenuto ad avviare un secondo lavoro simile – a volte anche trasformandolo nel primo lavoro – pure per potersi permettere di lavorare viaggiando. Ma, in tutti i casi, finché la sede legale dell’attività è in Italia, qui le cose funzionano così; perché non sfruttare questa opportunità?

secondo lavoro da casa senza partita iva imprenditrice digitale imprenditoria spirituale

Quando iniziai io, addirittura, feci in modo di farlo in autunno, così il limite di 5000 euro di quell’anno si sarebbe esaurito a dicembre, e da gennaio avrei avuto altri 5000 euro di fatturato possibile. E’ una figata! Poi chiaramente, quando l’attività ingrana, la partiva IVA va aperta; ma almeno nel frattempo hai potuto investire nel tuo business o metterti qualche soldo da parte. Insomma, fatturare non dovendo pagare niente di tasse, è veramente una svolta 😉

Secondo lavoro da casa che ti permette anche di lavorare viaggiando

Questa è l’ulteriore svolta dei lavori che offro io, invece; che sono

Certamente devi acquisire tante competenze digitali, nel tempo. Ma che ti danno un margine di carriera e libertà che poche attività ti donano.

Puoi guadagnare quanto vuoi, sei solo tu a deciderlo, non hai limiti.
Puoi lavorare da casa, lavorare in proprio, a un progetto tuo, senza capi né pressioni di nessun tipo dall’alto.
Ma puoi anche decidere di farti un anno sabbatico da nomade digitale, per esempio; perché ti bastano uno smartphone e un pc e puoi portarti il tuo lavoro dovunque.
Spesso ci si chiede Lavorare viaggiando? Come fare?. Con questo tipo di attività è fattibilissimo.
Addirittura, finché il tuo centro d’interesse – così si chiama – resta in Italia, puoi tenere la sede legale qui e hai anche tutti i vantaggi dell’euro come moneta e della fiscalità italiana. Tanti si lamentano, ma l’opportunità di cui ti ho parlato all’inizio, per esempio, non c’è affatto in moltissimi paesi del mondo 😉

Insomma, puoi costruirti una vita fighissima – libera, creativa, dinamica e appassionante – in cui il lavoro non è la tua gabbia, come ahimè accade ancora per molti, ma le tue ali!

Lavorare da casa come concetto: il vero smart-working

Nell’ultimo anno abbiamo sentito tanto parlare di smart-working. Ti posso confidare una cosa? Ascoltavo certi discorsi e mi chiedevo

Ma veramente questi qui credono che sia questo, lo smart-working? Perché a me, la roba di cui parlano, non mi pare per niente smart!

Lo smart-working non è essere costretti a lavorare da casa; in spazi inadeguati, coi figli in mezzo ai piedi, senza una scrivania, senza silenzio e con mille scomodità e distrazioni intorno. Magari continuando a fare cose da quando ti svegli a quando vai a dormire, senza riuscire a mettere un limite al delirio.

Lo smart-working è poter lavorare da casa ma anche da qualsiasi altro luogo tu voglia. E già questo fa una differenza immensa.

Quando lavori da casa, poi – così come da qualsiasi altro posto tu scelga – lo fai da uno spazio adeguato, confortevole, che ti sappia dare tutte le comodità, la concentrazione e l’ispirazione che ti servono per portare avanti le tue attività con la massima qualità e produttività possibili.
Il lavoro da fare è sempre tanto e importante, per tutti noi, quindi dobbiamo anche essere nelle condizioni giuste per poterlo svolgere. E, quando siamo libere e responsabili del nostro business, sta a noi crearci queste condizioni.

Prima di salutarci ti segnalo due iniziative di imprenditoria digitale che curo io in persona, insieme ad altri due amici e colleghi; ti possono essere parecchio utili, se stai pensando di avviare un secondo lavoro di questo tipo.

1) Una serie di interviste a delle imprenditrici spirituali donne

Da metà maggio sto intervistando una serie di rappresentanti donne di quella che negli Stati Uniti – in Italia non ancora, ma ci sto lavorando 😉 – è già conosciuta come imprenditoria spirituale.
Lo sto facendo in Instagram, nel meraviglioso e molto promettente spazio @femellealphaofficial

La rubrica è iniziata il 18/05 e andrà avanti fino a metà Novembre, con un appuntamento ogni due settimane, sempre di Martedì alle 18.
Seguici e, se non riesci a esserci il martedì alle 18, vai nell’account di Femelle Alpha, nella sezione IGTV; potrai trovare tutte le registrazioni e ascoltartele quando stai comoda.

2) Una rubrica che si intitola “Vendi bene, mettici l’anima”

Per superare tutti i blocchi, i sensi di colpa e le credenze limitanti collegate a uno dei mestieri che, di fatto, da secoli unisce di più le persone e i popoli di tutto il mondo: quello del venditore. Che è infinitamente più bello di quanto molti dicono, da vari punti di vista.

Anche qui hai due appuntamenti al mese, uno ogni due settimane, ma il Mercoledì alle 18. A partire dal 26/05 e per sei mesi – fino a fine novembre. Questa rubrica sarà nel mio account personale @mercantedestasi e potrai rivedere tutte le puntate nell’omonima serie, nella sezione IGTV.

Ilaria Cusano

Cos’è la leadership a distanza, da imprenditrice digitale e imprenditrice spirituale

Imprenditrice digitale e leadership a distanza

La leadership a distanza è sempre esistita. Ma, da quando ho dovuto iniziare a esercitare le professioni di Life Coach Spirituale e Sex Coach soprattutto da imprenditrice digitale, è diventata quasi l’unica necessaria. Di certo, nel mio lavoro di oggi è fondamentale. Ma facciamo un passo indietro.

Diventare Life Coach Spirituale e/o Sex Coach attraverso le mie formazioni professionali immette anzitutto all’interno dell’ambito dell’imprenditoria spirituale. Perché si diventa a tutti gli effetti delle imprenditrici (anche una ditta individuale è pur sempre una ditta), e lo si diventa nel settore della spiritualità. E fin qui ci siamo.
In questo senso, però, parliamo esclusivamente “della sostanza” della professione: del contenuto, dell’essenza, della qualità specifica dei prodotti e servizi che offriamo.

Ma poi c’è anche la modalità operativa. Il come offriamo questi prodotti e servizi. E oggi questo come è principalmente attraverso gli strumenti che ci offre l’imprenditoria digitale. Facciamo sessioni in video-chiamata; ci promuoviamo tramite i social; creiamo corsi online che le persone possano fare anche in autonomia e a prezzi molto accessibili; e via dicendo.
Al di là delle singole peculiarità (quali piattaforme usiamo, se siamo più delle Youtuber o delle Instagrammer, etc.), pur sempre di mondo digitale si tratta.
Bene.

Questo vuol dire che la stragrande fetta di leadership che dobbiamo imparare a esercitare è a tutti gli effetti una leadership a distanza.

leadership a distanza

Da nomade digitale o con un primo o secondo lavoro da casa, sempre di leadership a distanza si tratta

Vediamo qualche esempio concreto.

Ho messo questo titolo al paragrafo per farti calare sempre di più, con l’immaginazione, all’interno di due o tre grandi prospettive che effettivamente una persona ha, nel momento in cui diventa Sex Coach o Life Coach Spirituale:

  • puoi lavorare come nomade digitale, spostandoti più o meno spesso in giro per il mondo;
  • puoi fare la professione di Coach come secondo lavoro per arrotondare lo stipendio;
  • ma puoi farlo anche come primo lavoro, da casa,
  • e ancora come secondo lavoro, da casa, di nuovo.

In tutti questi casi, a prescindere da come ti organizzi a 360°, da dove abiti e dalla gestione fiscale che darai alla tua attività, dovrai

  1. attrarre clienti online;
  2. promuovere la tua attività con i social;
  3. raccontare la tua storia tramite i mezzi digitali;
  4. gestire tutta la comunicazione, dal primissimo approccio alla negoziazione finale, attraverso email e varie app di messaggistica privata come Messenger, WhatsApp e Instagram;
  5. e, col tempo, costruirti un tuo personal branding che, a mano a mano che la tua professionalità si consoliderà, ti funzioni esattamente come un vero e proprio asset.

Il tutto quasi sempre e solo come leadership a distanza.

Ci vuole leadership a distanza per

Calamitare l’attenzione di molte persone, online. Persone costantemente soggette a mille stimoli diversi: se si fermano proprio da te, invece di spostarsi altrove, è per un motivo. Daglielo.

Ci vuole leadership a distanza per far arrivare loro il messaggio che, se traggono così tanto beneficio solo dal leggere i tuoi post o dal guardare i tuoi video, possono immaginare quanto beneficio arriverà loro nel momento in cui inizieranno un vero e proprio percorso, ben completo e strutturato.

Ce ne vuole ancora di più per gestire le obiezioni, gli attacchi, gli haters – che comunque ci sono per tutti e tutte, online.

Ci vuole leadership a distanza per esercitare tutte quelle competenze di problem solving necessarie quando in un rapporto si genera una crisi, per esempio, oppure un vero e proprio conflitto.

Alcune situazioni, secondo me, a distanza sono più facili da gestire, rispetto a come si manifestano quando si è fisicamente vicini. Perché è più fattibile rendere l’emotività “fresca”, quando si vuole: aspettare per rispondere; calmarsi prima di affrontare la difficoltà o la persona; riflettere, in generale, prima di agire. E questo, la maggior parte delle volte, migliora l’output.

Per cui forza e coraggio: impara tutto ciò che devi, abbi fiducia nel processo, buttati in tutte le esperienze che ti possono temprare, e arriverà in giorno in cui ti guarderai indietro e ti renderai conto di quanta strada hai fatto 🙂

Se ti può essere utile, ti metto a disposizione un coupon che ti offre il 70% di sconto sull’abbonamento mensile a questa piattaforma, Master Business, dove puoi trovare tanti video-corsi utili per portare avanti il tuo nuovo lavoro nel tempo. Clicca sul link e pagherai solo 15,90€ al mese invece di 49,90€ per centinaia di video-corsi su tante tematiche diverse relative allo sviluppo personale e al successo professionale.

Un grande abbraccio, io faccio il tifo per te 🙂

Ilaria Cusano

Tipi di business online: quali sono nel Life Coaching Spirituale

Nel Life Coaching Spirituale ci sono ben 15 business online

Mi ha fatto tanto ridere, qualche anno fa, contare quanti lavori avevo fatto: è venuto fuori un numero tipo 40 😀 Ora ti farò capire in che senso.
Prima voglio farti una premessa importantissima; riguarda la strategia che sta a monte.

tipi di business online nomade digitale lavorare viaggiando imprenditrice digitale

Sin da giovanissima io sono appassionata di viaggi. Coi miei genitori viaggiavamo tanto, quando ero bambina; a 13 anni ero folgorata dal desiderio di andare a Londra e lo feci; dopo fu tutto un lavorare, mettere da parte i soldi, viaggiare.
Perciò intorno ai 20 anni la domanda fissa era: lavorare viaggiando, come fare?

A quei tempi non esisteva la possibilità di diventare un’imprenditrice digitale. Non esistevano neanche i social; a mala pena iniziava a conoscersi l’esperienza di qualche sparuto blogger; men che meno si era mai sentito parlare di un nomade digitale. Zero di tutto ciò.
Onestamente, anche dopo non ho mai desiderato diventare una nomade digitale – per me avere un meraviglioso nido a cui desiderare di tornare, viaggiando, è fondamentale. Ma, appena ho potuto, diventare un’imprenditrice digitale è stato lo scopo.

Da Life Coach Spirituale a imprenditrice digitale

L’obiettivo, quindi, era rispondere alla domanda

Lavorare viaggiando: come fare?

Sin da prima di iniziare a lavorare come Life Coach Spirituale, ogni volta che partivo per una delle mie mete straordinarie, scrivevo un diario di viaggio. Poi lo trascrivevo in una email e la inviavo a decine di persone. Successivamente aprii un blog, in cui condividere le mie storie; dopo ancora ne aprii un secondo.
Questo, quando ancora non si sentiva da nessuna parte parlare di tutto ciò, mi permise da un lato di aggregare la mia community, e dall’altro di maturare delle competenze che sono i primi due business online della nostra lunga lista:

1) Blogger

2) Copywriter

Non ti scriverò di che business online si tratta, perché di questo è pieno il web; qui preferisco darti cose che puoi ricevere solo da me, sono più preziose 😉

Appena è esistito Facebook, naturalmente, ho cominciato a usarlo, perché così

  • i miei racconti potevano diventare più frequenti;
  • potevo interagire con le persone che mi leggevano;
  • e potevo condividere anche gli album di foto! Che era un’altra cosa per cui stavo in fissa. Di solito fotografavo con la reflex, stampavo e poi organizzavo incontri di gruppo per mostrare a tutti le foto dei miei viaggi. Con Facebook diventava tutto incredibilmente più facile, sostenibile ed economico.

Così sono diventata anche

3) Content Creator, e

4) Community Manager.

Nel frattempo, la mia carriera da Life Coach Spirituale era partita, aveva ingranato, mi dava tante soddisfazioni ma i primi anni soldi ben pochi. Per cui, per dei periodi, ho lavorato come blogger e copywriter anche per altri business online e per un’agenzia di comunicazione.

A un certo punto, dopo 7 anni che portavo avanti il mio business (era il 2012), un’azienda di formazione mi ingaggiò per creare il mio primo video-corso: un corso online sulla sessualità tantra che ancora oggi viene venduto in Italia, Spagna e America Latina. Io non riesco a guardarlo perché lo trovo obsoleto; ma mi fa una tenerezza infinita perché sono passati 9 anni, le tecnologie sono cambiate radicalmente eppure, nonostante questo gap che mi fa chiedere come fa la gente a comprarlo ancora e a trovarlo magnifico (continuo a ricevere feedback positivi), i contenuti sono ottimi. Pazzesco.

Da lì capii che era il momento: potevo finalmente fare il salto e diventare un’imprenditrice digitale.

L’incontro con la SEO, il web-marketing e la digital strategy

Ed entriamo nel gruppetto che mi ha cambiato non solo il business ma anche la vita, ma che ho deciso di conoscere solo fino a un certo punto; avevo bisogno di cominciare a delegare. So fare diverse cose di SEO, web-marketing e digital strategy, ma il bagaglio di competenze di base, non quello globale. Se lo vuoi fare, però, e se anche tu ti chiedi: lavorare viaggiando, come fare? sappi che sono dei business online anche a sé stanti:

5) SEO Strategist

6) Esperta di web-marketing

7) Digital Strategist

Erano anche gli anni in cui capii che non potevo rimanere in centro Italia: non trovavo più gli stimoli e le opportunità di cui avevo bisogno per crescere. Decisi di trasferirmi a Padova e in generale di vivere al Nord, più vicina a grandi città con maggiore fermento, per imprenditoria e innovazione, e culturalmente più vicina all’Europa.

tipi di business online nomade digitale lavorare viaggiando imprenditrice digitale

Diventare un’imprenditrice digitale mi ha permesso non solo di traslocare serena: avevo il mio lavoro e me lo portavo dietro, con stabilità e continuità. Ma mi ha permesso anche di

8) evolvere la mia figura professionale, da Coach e formatrice a Specialista della Formazione: creando e strutturando interi percorsi formativi, audio-corsi, video-corsi, piani ampi e complessi all’interno di un’offerta commerciale variegata.

9) E di recuperare anche una parte essenziale delle mie radici, perché di base io sono una Sociologa: nel momento in cui il mio business si è evoluto, le mie competenze in Sociologia hanno cominciato a risultarmi sempre più preziose e utili.

10) Stesso discorso per le radici di Autrice, in particolare Scrittrice – ho pubblicato due libri.

In tutto ciò, tieni presente che, per fare carriera come Life Coach Spirituale, devi per forza diventare anche

11) Life Coach Spirituale
12) Networker – anche questo, se vuoi, possiamo fare insieme;
13) influencer
14) mezza fotografa e
15) mezza video-maker video-editor.

Tutti business online che possono essere utilizzati anche come professioni a sé stanti.
Spero di averti ispirato, con la mia storia professionale 🙂 Se hai qualche domanda scrivimi nei commenti e ti risponderò.

Ilaria Cusano

Leadership positiva e negativa: pro e contro

Le mie esperienze nel mondo del coaching e dello sviluppo personale

Le mie personali esperienze e competenze, per tutto ciò che riguarda leadership positiva e negativa, hanno a che fare esclusivamente con il settore del coaching e della crescita personale. E’ importante dirlo per una questione di serietà e responsabilità: ho sicuramente qualcosa di valido da trasmettere su questo tema, ma solo nello specifico ambito della mia carriera.
In particolare, ora ti dico in che modi precisi io mi trovo a dover esercitare la mia leadership; così puoi contestualizzare bene tutto ciò che ti racconterò 🙂

  1. Dal 2005, creo e conduco percorsi formativi per persone, coppie e gruppi. Dovendo ispirare, guidare e in qualche modo anche influenzare sia queste persone sia altri potenziali clienti, è sempre entrata molto in ballo anche la mia leadership.
  2. Da 4/5 anni a questa parte, inoltre, formo delle donne che vogliono iniziare a lavorare come Life Coach Spirituali e, dall’anno scorso, anche diventare Sex Coach. E qui è coinvolta un’altra forma di leadership.
  3. Oltre a questo, dall’anno scorso ho avviato una partnership con un’azienda meravigliosa, che mi permette di portare la formazione, il coaching e lo sviluppo personale in tutto il mondo; e qui ho un altro team che coordino.
  4. Nell’ambito di tutta questa carriera ormai quindicinale, infine, nel tempo ho dovuto affermarmi come leader nel mio settore; per una questione di autorevolezza, prestigio e affidabilità. Così l’ho fatto, maturando e mobilitando una forma di leadership ancora diversa.

Leadership positiva; cos’è, i pro e i contro

leadership positiva
Ph. by Kristian Niemi

La leadership positiva è quella che a me viene più naturale. Ma negli anni ho dovuto imparare a esercitare anche la leadership negativa perché a volte funziona meglio.
La positiva è quella che motiva, ispira, conforta e supporta. Mette in risalto i benefici e le opportunità che abbiamo in una determinata situazione; il potenziale latente che possiamo far emergere e sviluppare, consolidare e rafforzare.

Ecco i pro:

  • si sta simpatici a tutti, quando la si esercita;
  • ci si fa un sacco di amici;
  • le persone solari, estroverse e positive ci seguono facilmente e con entusiasmo.

Ma ci sono anche dei contro:

  • può suscitare invidia e risentimenti;
  • alcune persone possono sentirsi a disagio, vedersi come “inferiori”;
  • i più introversi, schivi e prudenti tendono a sospettare, potrebbero non fidarsi di qualcuno con questo tipo di atteggiamento.

Leadership negativa; cos’è, i pro e i contro

Per quanto non mi piaccia per niente e, anche dopo tanti anni, mi venga difficile esercitarla, devo ammettere che in alcune circostanze o con determinate psicologie di certe persone, risulta più efficace.
La leadership negativa è quella tosta, pesante, difficile da digerire ma che, spesso, dice tanta verità. Fa leva sui rischi e i pericoli che corriamo perdendo certe opportunità, tardando su delle attività, mancando in certe aree. Mette in risalto tutto il dolore e il disagio a cui, in linea di massima, ci condanniamo, ogni volta che ci lasciamo sfuggire l’occasione di dare il meglio di noi.

Chiaramente, è da adattare a ogni singola persona, ma il concetto è questo.

I contro della leadership negativa mi sembrano evidenti – no?

  • Si diventa spiacevoli perché, di fatto, si dicono cose brutte, che magari uno non vorrebbe sentirsi dire.
  • C’è il rischio di incorrere in una chiusura, in una ribellione o in qualche forma di boicottaggio, da parte dell’altro.
  • Andando a fare leva sulle zone più oscure dell’essere umano, queste potrebbero prendere ancora più corpo.

Però va detto che ci sono anche dei pro:

  • a volte dona maggiore senso della realtà e consapevolezza, rispetto alla leadership positiva.
  • Responsabilizza; dà modo di maturare, crescere, essere più coscienti, seri e responsabili, in ciò che si sta facendo insieme.
  • Capita che l’altro la percepisca come una forma di premura nei suoi confronti: prendiamo un atteggiamento un po’ paternalistico o maternalistico che, però, arriva come un “Mi interessa di te, mi stai a cuore, mi sto prendendo cura di ciò che so che per te è importante”.

Leva del piacere e leva del dolore

Fondamentalmente, la leadership positiva usa la leva del piacere, e la leadership negativa usa quella del dolore.

Su di te quale funziona meglio, in tutta onestà?
Quale ti viene più naturale esercitare?
Ti ci trovi, a dover fare da leader, in qualche attività o contesto della tua vita?

Raccontamelo nei commenti 🙂

E, se stai prendendo in considerazione la possibilità di cambiare vita, in questo senso, ti invito a valutare anche le tre opzioni che posso offrirti io:

Un grande abbraccio,
Ilaria

La leadership emozionale strategica

Leadership emozionale strategica: che spunti posso darti

Ed eccoci all’ultimo della nostra serie di sei articoli sull’imprenditoria spirituale. Oggi parliamo di leadership emozionale strategica.
Se non hai ancora letto gli altri cinque articoli già pubblicati, eccoteli tutti qui:

  1. Come creare un business online
  2. Business online più redditizi, quali sono
  3. Sviluppare la carriera lavorativa: strategie
  4. Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano
  5. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  6. Ci sei

Come sempre, sai che, sebbene trovo sia una cosa utilissima per alcuni, personalmente non amo fare i riassunti dei libri degli altri.
Il meglio che posso trasmettere è di certo il frutto delle mie esperienze imprenditoriali, piuttosto che quello dei miei studi.

Per il semplice fatto che mi sono arricchita, divertita e formata molto di più grazie alla mia propensione a fare impresa, piuttosto che tramite le letture. E poi, diciamo una grande verità: per studiare, io fagocito quantità impressionanti di podcast e video-corsi, mentre coi libri poca roba – solo romanzi prima di dormire, sennò sono troppo statici, non sopporto di stare così tanto tempo ferma 😉

Leadership emozionale: cos’è

leadership emozionale strategica

Prima di passare alla leadership emozionale strategica, vediamo un attimo cosa intendiamo quando parliamo di leadership emozionale.

Sicuramente parliamo di un modo di guidare, ispirare e motivare che ha a che fare con le emozioni.
Non solo che prende in debita considerazione il ruolo cruciale che esse giocano nell’entrare e nel rimanere in azione delle persone. Ma che ne fa il centro del motore della relazione.

Numerosissime ricerche scientifiche, ormai, hanno dimostrato più volte quanto le emozioni sono ben più determinanti di qualsiasi dato, informazione, ragionamento o valutazione, nel nostro processo decisionale. E sono sicura che anche nella tua esperienza personale hai notato spesso che le persone che prendono decisioni migliori sono quelle che stanno meglio dal punto di vista emotivo.

Un leader che opta per una modalità soprattutto emozionale è una guida consapevole di tutto ciò: di come funzioniamo tutti noi esseri umani. Del fatto che, anche nell’ambito degli obiettivi più materiali che ci poniamo, ciò che vogliamo, infine, è sentirci in un certo modo. E anche del fatto che, pure nel processo di conseguimento dei risultati stessi, tanto si starà meglio emotivamente, più sarà probabile, agevole e piacevole arrivare dove si desidera.

Leadership emozionale con strategia

Ora pensa a tutta questa arte di utilizzare le emozioni per guidare, ispirare e motivare gli altri, ma con strategia.

A volte siamo fortunate e ci imbattiamo in persone – collaboratrici o clienti, nel mio caso – che ci sanno dire con chiarezza dove vogliono arrivare; anche in termini emotivi. Ovviamente è molto meglio chiederglielo apertamente.
Come ti vuoi sentire?
Quali sensazioni ed emozioni non vuoi più provare, o comunque vuoi provare più raramente possibile?
E quali, invece, vuoi potenziare, vuoi portare sempre di più nelle tue giornate?
Una comunicazione del genere aiuta moltissimo, nell’impostazione iniziale del rapporto.

Personalmente utilizzo tutto ciò sia con i miei clienti che scelgono me come Life Coach Spirituale o Sex Coach; sia con le persone che si formano con me proprio per diventare leaderLife Coach Spirituali e Sex Coach per donne, oppure Networker Professionisti nel mio team di Master Business.

Se hai una sensibilità particolare e magari loro non te lo sanno dire, quale stato emotivo desiderano perseguire attraverso l’attività che hanno scelto, puoi capirlo anche da sola. Tutti mandano dei segnali, in tal senso: all’interno di conversazioni su altro, nella comunicazione non verbale, anche tramite piccole osservazioni apparentemente insignificanti, spesso. Gli scopi emotivi, a un certo punto della relazione, emergono, si rivelano. E allora tu puoi usarli.

Per fare cosa?

  • Per ispirare, motivare e guidare chi ti ha scelta come leader.
  • Con l’obiettivo di aiutare quelle persone a raggiungere gli scopi – in primis emotivi, come dicevamo – che loro stessi ti hanno indicato come massimo desiderio.
  • E per farlo in uno dei modi più efficaci in assoluto; cioè usando la “regina” delle strategie, che è proprio l’arte di operare delle vere e proprie alchimie emotive.

Non aver paura o remore a usare tutto il tuo potere femminile, quando nel tuo cuore sai che sei mossa dall’amore; che l’unica cosa che vuoi fare è del bene. Il mondo ha terribilmente bisogno di persone come noi 🙂

Ilaria Cusano

Cos’è la leadership assertiva e come si applica

Leadership assertiva: non si finisce mai di imparare

Ciao a tutte! Questo sulla leadership assertiva è il quinto di una serie di sei articoli. Se ancora non sapevi dell’esistenza degli altri, eccoli. Ti consiglio di leggere prima questi, e in ordine, perché ti daranno veramente una base formativa utile. Per avviare un lavoro in proprio, lavorare da casa con un business online, e queste cose qui.

  1. Come creare un business online
  2. Business online più redditizi, quali sono
  3. Sviluppare la carriera lavorativa: strategie
  4. Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano
  5. Ci sei
  6. La leadership emozionale strategica

Detto ciò, perché ho esordito con non si finisce mai di imparare?

leadership assertiva

Perché, per quanto dopo 15 anni di brillante carriera da leader, è abbastanza ovvio e naturale che io abbia almeno qualcosina da trasmettere e raccontare su questo tema, ciò che ho da apprendere è sicuramente un miliardo di volte di più. L’ho sempre pensato e credo che lo penserò per sempre.

E’ impressionante: la leadership, anche quando fa totalmente parte di te, anche quando riconosci che eri una leader ancor prima di aver scoperto l’esistenza della parola stessa, resta un’enormità, una roba profondissima, un mare magnum dove tu sei sempre minuscola e piccolina.
Ora che ci penso, forse è proprio questa la mentalità di base per iniziare a mettere all’opera una leadership assertiva 😉

La leadership è una competenza che va agita

Mi è sempre piaciuta un sacco, la tematica della leadership, perché ha a che fare con l’azione.

Certo, sono stati scritti libri, personalmente mi cibo di una quantità impressionante di audio-corsi e audio-libri, su questo argomento, ma comunque ciò che impari lo impari agendo, non studiando. Lo studio può ispirarti, ma devi sempre agire, rapidamente e tanto; fare numeri. A livello di test, aggiustamenti, persone, esperimenti, idee creative: più sono e meglio è, sempre, è matematico.
Non per tutto è così; ma per la leadership secondo me sì.

La leadership, lo sappiamo, ha a che fare con la capacità di influenzare gli altri – positivamente, si spera. Ma penso che ogni leader creda nella positività di ciò che fa, in fondo. Quello che si fa un po’ più fatica a mettere a fuoco, invece, forse è questo punto: che la base sincera, pura, genuina non sta tanto nel desiderio di avere un qualche tipo di potere sugli altri, ma nel piacere di aiutarli. Di rendersi un buon esempio per ispirarli, guidarli, avere un impatto benefico sulle loro vite.

Sarà una vocazione, un piacere, una gioia, o magari la risposta a qualcosa che a noi è mancato, e ci ha fatto stare male, ci ha causato dei problemi. Ma comunque il desiderio primario è quello di essere una presenza positiva nella vita degli altri, di fare la differenza per loro.
I modi sono tanti, ma bene o male questo è il minimo comun denominatore che accomuna tutti coloro che vogliono sviluppare abilità da leader.

Leadership assertiva

Qui la questione, per come la vedo io, si ramifica in due grandi tematiche.

  1. Per esercitare un livello di leadership assertiva sufficientemente convincente per gli altri, dobbiamo far sì che essa risulti sufficientemente convincente anzitutto per noi stesse. Una volta che avremo persuaso noi stesse, delle nostre doti di leader, allora ti assicuro che a chiunque altro risulteremo assolutamente assertive 😉 Siamo noi i giudici più spietati di noi stesse, e da un certo punto di vista è bene che sia così: almeno ci creiamo un valido banco di prova per temprarci, rafforzarci e consolidare le nostre capacità.
  2. L’assertività, però, ha a che fare anche con delle competenze nella comunicazione. E qui, chiaramente, bisogna voler trasmettere qualcosa (un messaggio, una modalità operativa, delle opportunità, una guida), affinché questo “passaggio di energia” si realizzi. Altrimenti, dentro possiamo avere tutta la saggezza di questo mondo ma, se non ci occupiamo di veicolarla, resterà per sempre lì: dentro. Il che fa un po’ tristezza, tra l’altro, se ci pensi.

Spero di averti dato qualche spunto utile. Il tema leadership è veramente stratosferico, potremmo parlarne per anni; per cui ho cercato più che altro di esprimere qualcosa di originale che sicuramente non puoi trovare in nessun libro, articolo o contenuto altrui.
Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti e, se vuoi valutare l’eventualità di collaborare con me, in qualche modo, sappi che formo leader in tre diverse “vesti”:

Un grande abbraccio da parte mia, e tutta la fortuna del mondo! Che tu possa avere il successo più brillante e spassoso che riesci a immaginare 🙂

Ilaria Cusano

Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano

Manager e Leader: sfatiamo un mito anni ’90

Negli anni ’90, quando ero piccola, tutti quelli che volevano fare carriera sognavano di diventare manager di grandi aziende 😀 Ricordo film e serie tv che proponevano questa immagine dei manager americani come persone dalla vita estremamente dinamica, stimolante, appassionante e divertente. E naturalmente tutti erano ricchissimi – com’è quasi sempre anche tuttora, nei film americani – e abitavano in case da urlo.

Ora, al di là del fatto che, lo sappiamo, gli Americani hanno questa fissa di trasmettere al mondo un’immagine di sé fondamentalmente falsa, da sogno; il punto è che confondevano il manager con il leader. Cioè, facevano credere che il manager fosse una persona potente, padrona della propria vita, capace di fare la differenza del mondo, quando non è così.

project leader

Puoi immaginare la mia delusione, strada facendo: ero innamorata persa di Ally McBeal, fantasticavo di andare a vivere in una città tipo New York e di fare una vita da sogno, ma poi! Ma poi “Ehi, ma con quale tipo di carriera, lavorativamente parlando, posso condurre uno stile di vita del genere?”. Di certo non con quella della manager. Gulp. Disorientamento totale.

Così ho iniziato a indagare meglio. Il cinema americano mi aveva fregata, ovviamente; mi conveniva mettermi a studiare per conto mio e cavare il minuscolo bastardo ragno dal buco.

La vita dei manager

Ecco cosa ho scoperto sulla vita dei manager – uomini e donne e di tutto il mondo.

Sono gli schiavi più schiavizzati di tutti. Perché, quando fai un lavoro dipendente qualsiasi e conti poco, almeno te la puoi svignare qua e là per prenderti le tue libertà e nessuno si cura di te. Se fai il manager di una mega azienda fighissima, invece, con la storia delle grandi responsabilità e del fatto che il tuo ruolo è fondamentale, ti hanno fottuto.

Lavori centomila ore alla settimana. Di fatto sei un dipendente come tutti gli altri. Prendi uno stipendio stratosferico con cui hai poco da farci, perché non fai altro che lavorare, nella tua vita – per cosa vuoi usarli, i soldi? Per il macchinone con cui andare a lavoro? (tristissimo) Ah no, per quella misera settimana di libertà che hai all’anno, e che probabilmente non riuscirai a goderti perché, nel frattempo, naturalmente sei diventata dipendente dal lavoro, dormi male, mangi male e non hai uno straccio di vita affettiva?

Insomma, la vera vita di Ally McBeal fa schifo. Non c’è stipendio che valga la candela, in questo “gioco” che gioco non è, perché è la tua cazzo di vita. E stai ben attenta perché, mentre tu magari ti sei fatta rincoglionire dai film americani e ti sei persa due decenni della tua esistenza, là fuori c’è tanta gente più sveglia che sta pure costruendo qualcosa di figo, con le sue manine dorate.

Chi sono?

I e le leader 🙂

La vita dei leader

Parliamo di Project Manager e di Project Leader perché entrambe le figure gestiscono dei progetti. Ma, mentre il manager non crea niente e si limita a eseguire una serie di attività che servono per far crescere il progetto di qualcun altro, che magari detesta pure; il leader fa un lavoro autonomo (lavoro in proprio) e, soprattutto, è un creatore.

La persona leader ha un suo progetto. Che è anzitutto un progetto di vita. E’ figlio di una visione e determina dei valori e una missione – roba molto più cool, rispetto al film di Fantozzi “impacchettato meglio”.
La leadership presuppone che tu sai chi sei, hai una storia e vuoi raccontarla al mondo. Vuoi che certe cose prendano forma perché per te è importante; perché hai un segno da lasciare, come Zorro ma molto più sexy!

Anche una leader collabora continuamente con vari professionisti, in diversi modi. Crea anche delle partnership con altre aziende. Ma tutto coerentemente con il proprio sogno, che ha ben chiaro e sta realizzando, ogni santo giorno.
Non lavora solo per i soldi, come le prostitute: fa l’amore per davvero, perché lo sente, gli vibra dentro, perché “deve”, non può fare altrimenti.

project leader

Ecco, l’unico manager intelligente e saggio che concepisco è quello che si mette devotamente al servizio di un leader così. Almeno, in anni di attività, potrà prendere l’ispirazione e l’esperienza necessarie per diventare anche lui, un giorno, una persona libera e determinata a creare.

Ilaria Cusano

PS. Io ovviamente formo leader!

Per diventare Life Coach Spirituali, Sex Coach e Networker Professioniste 🙂 Se ti può interessare, puoi partire da qui per informarti

PPS. Questo articolo è il quarto di una serie di sei. Ecco gli altri:

  1. Come creare un business online
  2. Business online più redditizi, quali sono
  3. Sviluppare la carriera lavorativa: strategie
  4. Ci sei
  5. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  6. La leadership emozionale strategica

Sviluppare la carriera lavorativa: strategie

Come sviluppare la carriera lavorativa senza pentirsi delle proprie scelte

Dopo tanti anni nel settore del Coaching e della Crescita Personale, ho ben chiari alcuni “fantasmi” che chi intraprende questo tipo di carriera, a un certo punto, incontra. Ecco i più comuni.

  • Finalmente ho lasciato il posto che non aveva niente a che fare con le mie passioni e i miei valori; ho avviato un’attività in proprio che adoro, ma lavoro troppo e/o sono sempre in ansia.
  • Amo tantissimo ciò che faccio, ma guadagno troppo poco e in maniera troppo discontinua.
  • Il settore del Coaching è meraviglioso, stimolante, pieno di professionisti grandiosi, ma la competizione è tanta, faccio fatica a emergere, a spiccare, a rimanere sul mercato nel lungo periodo.

A ben vedere, queste situazioni hanno un minimo comun denominatore: tutte coloro che si trovano a dover affrontare e superare queste prove, inizialmente, con tutta probabilità hanno sottovalutato l’aspetto economico, finanziario, strategico e produttivo del lavoro.

Sviluppare la carriera lavorativa
Ph. by Domitilla Ferrari

Hanno dato molta importanza alla dimensione del piacere, del talento, del desiderio, della vocazione e dell’etica, trovando poi soddisfazione su questo piano. Magari volevano anche un lavoro autonomo, poter lavorare da casa, essere libere e indipendenti. E hanno raggiunto ognuno di questi obiettivi. Ma, dall’altra parte, hanno dato troppa poca importanza al lato “maschile” della carriera; fatto di risultati anche numerici, di strategie finanziarie, pianificazioni, test, monitoraggi, evoluzioni, sviluppi, vendite e fatturati.

Come in qualsiasi storia d’amore, a un certo punto si scopre che l’amore non basta.

Carriera: dai problemi alle opportunità

Come possiamo affrontare queste precise difficoltà, trasformandole in occasioni di sviluppo?

In 15 anni mi ci sono trovata diverse volte, so cosa si prova: la paura di non farcela, la frustrazione nel vedere che tanti sforzi e buona volontà non hanno saputo proteggerci dai pericoli, l’insicurezza. Va bene tutto. Ma, oltre a questo, che possiamo trarne di buono?

Una cosa da imparare è sicuramente l’umiltà: imparare a tenere in debita considerazione il lato maschile del nostro business ci costringe a scendere dal piedistallo. A smetterla di credere e sostenere che noi non abbiamo bisogno di tutto ciò che serve agli altri; che noi siamo superiori a certi desideri e pulsioni, alle necessità che accomunano la maggior parte delle persone. Perché in fondo non è vero. Anche noi che dedichiamo la vita a una missione e vocazione, ogni tanto, vogliamo andare a fare un viaggio, o semplicemente a cena fuori. Vogliamo prenderci cura del nostro corpo, divertirci, fare regali e vedere un futuro radioso davanti a noi. Vivere spensierate, senza le continue angosce dei soldi e delle sicurezze materiali.

Se ci pensi, l’idea di essere al di sopra di certe dinamiche è proprio ciò che ne rende schiavi: esponendoci a rischi che, invece, possiamo evitare.

Sviluppare la carriera lavorativa: 5 consigli concreti

1) Scegli una professione che ti permetta di guadagnare bene anche in base all’andamento del mercato del lavoro.

Rimani sempre nell’ambito della tua visione e missione, di tutto ciò che il tuo lato femminile ti ha indicato come vero, bello e giusto. Ma, in questo ambito, opta per una carriera a cui anche l’attuale mercato del lavoro dà un valore alto. Un lavoro che sia possibile farsi pagare bene. Indaga sui prezzi dei servizi dei vari professionisti intorno a te; ti renderai conto rapidamente.

2) Formati con chi, nelle proprie formazioni professionalizzanti, include sempre la parte economica.

Bello l’idealismo, vende bene, ma illude tanta gente, anche. Chi non si premura di metterti nella condizione di avere una strategia commerciale che funzioni, di avere un piano finanziario, in una certa misura ti sta sempre illudendo e sfruttando. Riflettici: come si fa a insegnare una professione senza trattare l’aspetto economico? Non sembra anche a te una presa in giro, o quanto meno una pericolosa faciloneria?

3) Creati una strategia commerciale ben organizzata, ma anche in continua evoluzione.

Esempio: per un anno ne testi una; monitori bene i risultati che ti dà; a fine anno fai il tuo bilancio, trai le tua valutazioni e aggiusti il tiro, la cambi, la migliori, la stravolgi se necessario.

4) Sii umile.

Ricordati che non solo anche a te servono soldi, per vivere bene; ma, con molta probabilità, se vuoi vivere in un benessere reale e organizzarti per garantirtelo anche per la vecchiaia, te ne servono parecchi di più di quel che credi 😉

5) Collabora solo con persone schiette e oneste, dal punto di vista economico.

Ti aiuterà anche a non farti fregare – i furbi e i ladri, in giro, sono ancora tanti. Chi ha problemi a parlare di soldi, ad affrontare le situazioni finanziarie, a collaborare per tutto ciò che è fatturato, regole, produttività, da un punto di vista progettuale non è affidabile. Peggio ancora chi cerca di farti sentire “sbagliata”, volgare o a disagio, perché ti occupi e prendi la responsabilità anche di questo: sono persone che non hanno raggiunto la maturità nemmeno dal punto di vista meramente materiale, pensa.

Se nel corso della tua carriera, vorrai candidarti per collaborare con me

Sviluppare la carriera lavorativa

Formo leader per diventare Life Coach Spirituali, Sex Coach per Donne e Networker Professioniste nel settore del Coaching e della Crescita Personale:

  1. Formazione Professionale in Life Coaching Spirituale
  2. Formazione per lavorare come Sex Coach per Donne
  3. Entra nel mio team di Networker

Ilaria Cusano

Questo articolo è il terzo di una serie di sei. Ecco gli altri:

  1. Come creare un business online
  2. Business online più redditizi, quali sono
  3. Ci sei
  4. Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano
  5. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  6. La leadership emozionale strategica