Come capire se sei dipendente dal porno, di Luca Ferretto

Porno-dipendenza: vediamoci più chiaro

La porno-dipendenza, come tutte le dipendenze, deriva da un disagio profondo, cui spesso ci abituiamo come ci abituiamo all’umidità che poco alla volta penetra nelle pareti di casa. All’inizio non vediamo nemmeno la macchia. Non è poi così grave, ci diciamo. Poi la muffa diventa parte dell’abitazione stessa e ci convinciamo di non poterci fare nulla. E’ un problema comune, non sarà mica il caso di farne un dramma, no? Ok.
Poi iniziano i reumatismi, e allora iniziamo a capire qual è il prezzo reale della nostra pigrizia.

Sarà un altro l’articolo in cui parlerò più nel dettaglio di quale sia il prezzo della dipendenza da porno.
Qui mi voglio concentrare, più che altro, sul come riconoscerla.

come capire se sei dipendente dal porno

Come riconoscere la porno-dipendenza, quando a soffrirne sei tu

Un porno-dipendente, come un tossico-dipendente e un tele-dipenente, si nutre ossessivamente dell’oggetto della sua dipendenza.
Non sei un porno-dipendente, se guardi una ventina di minuti di porno alla settimana. Non lo sei, se qualche volta torni dal lavoro e ti masturbi un po’ davanti a un video. Al contrario, sei porno-dipendente, se ti masturbi tanto, ma tanto!, e solo guardando film porno.

Tanto significa ore. Talmente tanto che non c’è più spazio per un hobby; tanto che ci ritardi la cena apposta o magari la salti, addirittura; tanto che passi tutto il tempo al lavoro aspettando di tornare a casa per guardare porno.

Sei dipendente se scarichi porno e ne accumuli giga senza nemmeno guardarlo, semplicemente per avere la certezza che, all’occorrenza, i tuoi amati video saranno lì, ad aspettarti. E sei geloso del tuo porno, come un bambino con i suoi giocattoli.
Sei porno-dipendente soprattutto se, nonostante tu abbia già accumulato montagne di video, ne vorrai scaricare ancora. Se una sera vuoi guardarti un bel film, ma poco prima di iniziare ti proponi un “aperitivo” di qualche minuto su Pornhub, e alla fine ci passi due ore, senza mai arrivare a guardare il film che ti eri promesso.

Porno-dipendente in un rapporto di coppia

Se sei in una relazione di coppia, sei porno-dipendente se ogni giorno cerchi l’occasione, quando la tua donna non è in casa, per collegarti a Internet e non vedi l’ora che lei esca per saltare qua e là su vari video.

Ci sono 3 livelli di porno-dipendenza:

  1. quando ti piace,
  2. quando non ti piace più,
  3. e quando mette a serio rischio la tua vita materiale e quella altrui – quando, cioè, preferisci perdere il lavoro o divorziare, piuttosto che rinunciare al porno, o non vai a prendere i tuoi figli a scuola per poterne guardare ancora e ancora.

I 3 livelli della porno-dipendenza

Di solito il dipendente dal porno, al primo stadio, giustifica la dipendenza. In questo caso non è tanto la quantità a caratterizzare la dipendenza effettiva, ma l’ossessione. Se sei a questo livello, il porno ti sembrerà qualcosa di entusiasmante, di molto più interessante rispetto al poco sesso che ti offre la vita quotidiana.
Al secondo stadio di dipendenza, diversamente, la quantità di porno visto o scaricato è determinante per stabilire la gravità del tuo condizionamento: ti metti di fronte allo schermo e non ti basta mai. Così diventi sempre più bravo a tardare l’eiaculazione, penetri nei meandri della rete, scopri film che pensavi introvabili, e alla fine magari nemmeno eiaculi; e se lo fai, non provi neppure un gran che di piacere. E ti chiedi sempre, dopo: “Ne valeva la pena?”. Ma già sai che, dopo poche ore, il bisogno tornerà a chiamarti e sarà ancora più accattivante di prima.

come capire se sei dipendente dal porno
Ph. by GastroyPolitica By FB

Sei uno schiavo e ti senti uno schiavo.
Al terzo stadio, invece, guardi film porno solamente aspettando che arrivi la catastrofe imminente. Rinunci a tutto il possibile per essere lasciato in pace, ti consoli di porno come un senzatetto si scola litri di vino in scatola fino a che non succede l’inverosimile. Ti licenziano dal lavoro, o tua moglie ti lascia e si porta via i tuoi figli.

L’aspetto spirituale e la speranza alla fine del tunnel

Da un punto di vista spirituale, che è quello che trattiamo specificatamente noi con la nostra tipologia di coaching, la porno-dipendenza è una crisi mistica che prende delle sembianze specificatamente sessuali. E’ una richiesta di aiuto gridata forte e chiaro, in fondo, ma di fatto si inizia a ricevere questo aiuto nel momento in cui ci si attiva in questo preciso senso. Essendo adulti, né bambini né adolescenti, difficilmente incontreremo un altro adulto che tenterà di convincerci a farci aiutare; probabile che diversi nostri amici o parenti vorrebbero farlo, eccome, ma o perché, superata una certa età, viene vista come un’intromissione, o perché non hanno le competenze giuste per rendersi veramente utili, la maggior parte lasciano stare.
In attesa che la richiesta d’aiuto arrivi chiara e palese.

Personalmente, dopo esserne uscito, mi è sembrato doveroso creare un percorso di Sex Coaching per aiutare gli uomini a fare altrettanto.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria, in particolare quelli rivolti agli uomini

Come vivere il presente, qui e ora: guida, di Manola Tegon

Il mitico presente: Qui e Ora

Oggi vorrei parlarti di uno dei mantra che spopola di più nel web:

Vivi il qui e ora

e darti alcuni consigli su come metterlo in pratica nella vita di tutti i giorni, mettendo in luce cosa non è il vivere qui e ora.

vivere il presente qui e ora

Il qui e ora: il tormentone del momento

Vivi il qui e ora! dicevamo, è sicuramente uno dei mantra che sentiamo ripetere più spesso in questi tempi attuali, dove corsi di Life Coaching, crescita personale e motivazionale ci vengono proposti in ogni salsa. Spesso, però, tutti questi discorsi e stimoli ci lasciano ben poco di pratico sul “cosa possiamo fare” per migliorare le nostre vite: mille slogan che difficilmente riusciamo a mettere in pratica nella quotidianità, con il rischio, a volte, di fraintenderne anche il vero significato.

Non ti nascondo che la la prima volta che mi è stato detto di vivere nel qui e ora, ho provato un senso di fastidio.
Mi sembrava una bella scusa per poter prendere la vita in maniera superficiale, privandola di qualsiasi scopo, stando concentrati solo su ciò che accadeva nel momento presente.
Se per vivere bene devo vivere nel qui e ora, cosa mi importa di quello che è stato? Posso semplicemente dimenticare!
Perché dovrei pensare al futuro, programmare, fissare degli obiettivi? Non sono necessari perché basta che mi vivo il qui e ora!
Sono bastati pochi giorni per rendermi conto che qualcosa non andava.

Paradossalmente, seguendo l’approccio del qui e ora la mia vita non migliorava…anzi!
Il rimpianto per situazioni passate in cui mi sembrava di aver vissuto tempi migliori cresceva, e soprattutto la mancanza di una programmazione, del capire dove volevo andare e cosa volevo raggiungere mi teneva in un presente pieno di confusione e inconcludente.
Allora mi sono fermata a riflettere. Mi sono presa del tempo per capire, e ho realizzato che avevo travisato tutto.
Facendo chiarezza dentro di me, ho trovato la chiave per vivere davvero un qui e ora appagante (a tal punto che ho deciso di tatuarmelo sul polso sinistro al posto dell’orologio!), e che mi va di condividere con te.

Per vivere il qui è ora è molto importante onorare le tue esperienze passate

Quelle positive e quelle negative.
La persona che sei oggi è esattamente la somma di tutto ciò che hai vissuto, e il tuo passato è lì non per farti rimpiangere i tempi andati, ma per mostrarti le lezioni che hai imparato fino a oggi. Il tuo passato è come una vecchia libreria, dove sono riposti tutti i libri che racchiudono ogni tua esperienza: al bisogno, puoi andare a sfogliarli per vedere come ti eri comportata quella volta, e magari scoprire che non serve aver paura, perché avevi già affrontato quella situazione ed egregiamente, oppure capire che questa volta hai l’occasione per fare di meglio.

La seconda cosa importante per vivere il qui e ora è programmare

Lo avresti mai detto? Ebbene sì! E’ un’attività fondamentale!
Chiarire quali sono i tuoi obiettivi di vita personali e di coppia è essenziale perché tu possa vivere un presente sereno. Solo se sai dove vuoi andare e con chi, con quali strumenti e in che tempi, potrai davvero goderti il momento presente.
La tua mente deve essere serena e sgombra da pensieri, per potersi godere il tramonto sul mare con la persona che ami, il pomeriggio di giochi con il tuo bambino, il concerto con i tuoi amici! Se la tua mente è impegnata di continuo a porsi domande, come può godere del momento presente?

vivere il presente qui e ora

Una filosofia di vita da applicare con disciplina

Come vedi, saper vivere il qui e ora è una vera e propria filosofia di vita che va applicata con disciplina.
All’inizio potrà sembrarti anche parecchio faticosa; per questo ti consiglio di fare un esercizio.
Ti serviranno un foglio, dei colori e un’agenda.
Con il foglio e i colori, disegna la tua libreria del passato: scegli tu se catalogarla per anni, esperienze, fasce d’età, e tienila in un posto a portata di mano, se vuoi anche visibile. Darai così alla tua mente il pensiero che il tuo passato è archiviato e in ordine, disponibile ogni qualvolta che sentirai il desiderio di consultarlo.
Nell’agenda, invece, comincia a programmare da qui a un anno almeno ciò che vuoi fare (un viaggio, cambiare lavoro, raggiungere il tuo peso forma, trovare un compagno) e, se sei in coppia, fai anche un’agenda di obiettivi comuni.

Questo ti aiuterà a mettere in atto le azioni quotidiane per raggiungere i tuoi obiettivi.
La nostra mente è eccezionale: nel momento in cui le viene detto dove bisogna andare, trova tutte le soluzioni per raggiungere la destinazione. E, nel frattempo, tu potrai goderti il qui e ora, guardandoti un bel tramonto sul mare 🙂

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla

Il successo personale di cui nessuno parla

Nell’ambito della crescita personale, la maggior parte delle volte, si parla solo di un certo tipo di successo: quello basato

  • sulla potenza dell’individuo,
  • sul potenziale latente tutto da conoscere, sviluppare e vivere,
  • e sui limiti che crediamo di avere e invece possiamo superare.

Non a caso, invece, ho deciso di fondare una scuola di Life Coaching Spirituale: perché credo che sia proprio in quella facoltà che nel 1983 fu denominata “intelligenza spirituale/sociale” tutto il bello – e l’utile – ancora da scoprire.

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla
Ph. by Global Stomping

Il successo personale, in qualsiasi modo lo si voglia intendere (appagamento, vitalità, ricchezza, salute, amore o tutto questo insieme) non dipende mai solo dall’individuo: in altre parole, tu da solo/a non basti a renderti felice.
Ti faccio qualche esempio banalissimo basato sulla mia esperienza.
Negli anni, sono diventata discretamente nota e molto apprezzata nella mia professione di Coach. Di sicuro in parte è merito mio e del mio talento e della tenacia, genialità e disciplina con cui lavoro. Ti assicuro, però, che moltissimo merito va a tutti i clienti che, prima di sapere come sarebbe andata, mi hanno dato fiducia; ai miei followers, che condividono i miei contenuti e fanno conoscere il mio lavoro; ai miei collaboratori, che mi aiutano a realizzare l’opera migliore possibile; e anche al mio compagno e alle mie amiche, che mi supportano, nutrono e rendono felice nel corpo, nel cuore e nella pancia.

In buona sostanza, il successo personale ha moltissimo a che fare con ciò che gli altri ci concedono, sia perché ce lo siamo conquistato da loro, sia perché sono abbastanza generosi, fiduciosi e ambiziosi da farlo.
Ma andiamo più in profondità e nel concreto.

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla

  1. Sapersi connettere allo spirito, che è sempre collettivo, e saper agire a partire da quella connessione.
  2. Saper interpretare, sempre da quella connessione, i momenti, i mutamenti, le crisi e le esigenze della comunità.
  3. Essere in grado di usare la connessione spirituale per inventare modi attraenti di offrire risposte creative ai bisogni altrui.
  4. Vedersi parte di un ingranaggio più grande, e in un ruolo e compito ben precisi all’interno di questo ingranaggio.
  5. Saper scegliere contesto e persone con i quali operare, consci del fatto che una palma piantata in California cresce ben diversamente da una piantata sull’Himalaya.
  6. Essere capaci di contribuire spontaneamente al bene comune, non per dovere né per costrizione né tanto meno per andare a genio a qualcuno, ma per il semplice fatto di respirare.
  7. Saper appartenere e intessere in modo fluido, senza tanti complimenti e salamelecchi.

Come avrai notato, si tratta di tutte competenze spirituali. Per questo portiamo avanti una scuola di Life Coaching Spirituale: perché sono proprio queste le skill che mancano… e si vede e si sente!

Se ci rifletti un attimo, infatti, ti risulterà logico che, nel momento in cui una persona diventa capace di mettere in campo queste capacità, può ottenere tutto quello che vuole dalla vita.
Come?

7 skill spirituali per ottenere tutto quello che vuoi dalla vita

Se la maggior parte del successo di cui godo è, in qualche modo, merito degli altri (dei miei genitori che mi hanno messa al mondo, del mio compagno che vede la mia bellezza e del potenziale cliente e collaboratore che mi danno fiducia e riconoscono il valore di ciò che faccio), allora è su di loro che devo concentrarmi per realizzarmi.
Ma come faccio a connettermi a tutti contemporaneamente? Sono troppi!
Non se li penso come un tutt’uno: lo spirito.

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla
Ph. by Global Stomping

Lo spirito è uno solo e ci contiene e collega tutti quanti.
Allora mi basta imparare a connettermi a questo campo di coscienza per imparare anche ad avere una percezione palpabile della collettività.
Perché questa collettività, però, mi guardi, mi veda e mi apprezzi, ovviamente devo trovare il modo di renderla sommamente felice.
Ognuno ha le proprie risorse, ma a prescindere da queste la chiave è predisporsi a servire, rallegrare e illuminare il mondo.
A quel punto, quando ci riesco, ottengo l’attenzione altrui: il mondo inizia a notare che esisto e che sto facendo qualcosa che vale. E così inizia anche a nutrirmi: con l’attenzione ma, banalmente, anche coi soldi che mi dà per ciò che offro – soldi con cui io, di fatto, vivo.

Lo spirito a cui so restare connessa, nel tempo, nel corso di questo mio servizio di una vita, mi manda tutte le informazioni di cui ho bisogno per fare quel che devo. Ma quel che devo non ha mai a che fare solo con la mia realizzazione: la mia realizzazione nemmeno esiste, da questo livello di coscienza. O faccio fare successo agli altri, o il mio successo personale non prende forma.
In altre parole, il tuo successo personale prende forma nella misura in cui riesci a concretizzare il successo personale altrui.

Quando la connessione spirituale è salda e stabile, tutto questo processo è naturale e fluido, richiede più resa che sforzi. Certo, bisogna saper morire e non tutti hanno il privilegio di imparare… Ma di certo, finché si resta ancorati al paradigma dell’individualismo, nel quale ci si vede e sente come persone realmente esistenti come esseri separati, dotati di una volontà propria che può avere il sopravvento sulle cose della vita, si resta schiavi dell’illusione e incapaci di realizzare un successo personale ampio e duraturo.

Ilaria Cusano

PS. Se questi argomenti ti affascinano e piacerebbe anche a te insegnare alle persone questo tipo di approccio, valuta la possibilità di partecipare a TrasFormazione, la formazione professionalizzante di Life Coaching Spirituale: la trovi qui, tra i corsi online fruibili in autonomia della nostra scuola.

 

 

Cos’è il distacco emotivo e a cosa serve, di Manola Tegon

Se dico distacco emotivo… qual è il tuo primo pensiero?

Se ti dico distacco emotivo… qual è il primo pensiero che ti suscita? A quale emozione lo assoceresti?

E’ molto probabile che questo binomio ti rimandi a un individuo freddo, magari cinico, incapace di farsi coinvolgere dagli altri. Una persona poco empatica, che guarda alla vita e agli altri solo con la razionalità, senza farsi toccare dalle persone che la circondano e dalle esperienze che vive.
Se in parte questo può anche essere vero, il distacco emotivo è una condizione di cui tutti siamo capaci e che, se usata nei modi corretti, può aiutarci a vivere meglio la vita di tutti i giorni.

Lo scopo di questo articolo sarà proprio aiutarti a riconoscere

  1. in quali situazioni della tua vita non pratichi il distacco emotivo,
  2. quando ti può essere utile
  3. e come utilizzarlo al meglio.

distacco emotivo

Ma per fare questo mi è necessario prima fare una premessa.

Distacco emotivo e social media

Viviamo in un’epoca in cui ci vengono forniti degli ottimi strumenti di “analisi” dei nostri comportamenti e che utilizziamo di continuo, non consapevoli delle potenzialità che possono offrirci. Nello specifico, mi riferisco ai diversi social che ognuno di noi usa quotidianamente.
Ma torniamo a parlare di distacco emotivo.

Tutti i social media, per attirare la nostra attenzione e accumulare più interazioni, fanno leva sulle emozioni da suscitare nelle persone: immagini e titoli di effetto vanno a colpire dritti al nostro sistema emotivo. I social media manager lo fanno seguendo le regole del social marketing, per far aumentare i profitti delle aziende, per creare consenso intorno a una determinata questione politica, un tema sociale, ecc.
E noi, in base all’intensità dell’emozione suscitata, risponderemo o meno.

A questo punto ti starai chiedendo: ma il distacco emotivo cosa c’entra con tutto questo? Con la mia vita di tutti i giorni?

Te lo spiego con un esempio pratico, che puoi mettere in pratica già da subito e proprio usando i social.
Ti sarà capitato sicuramente che una frase, una citazione, una foto che uno dei tuoi amici su Facebook ha postato ti ha particolarmente infastidito. Hai deciso di non mettergli il like, di commentarlo in maniera pungente o addirittura di non seguirlo più.
Ecco, in questo caso non hai messo in atto il distacco emotivo ma, al contrario, ti sei fatta coinvolgere… emotivamente!

Cosa ci insegna il non riuscire a mettere in atto il distacco emotivo?

Come mai a volte non riusciamo a distaccarci emotivamente? Perché in certe situazioni, sebbene siamo capaci a non farci coinvolgere da tutto e tutti, proprio non ce la facciamo a non irritarci o addirittura arrabbiarci, e magari ci portiamo dietro il pensiero per ore o, talvolta, giorni?

Perché, in qualche modo, quel post stava parlando di un’emozione che conosci benissimo, ma di cui non sei pienamente consapevole. Un’emozione che in fondo ti appartiene e sulla quale probabilmente hai bisogno di lavorare.
Altre volte, al contrario, mettiamo in atto il distacco emotivo senza nemmeno accorgercene, perché il post scorre davanti ai nostri occhi e non lo vediamo; lo leggiamo e magari ci suscita una reazione positiva, addirittura di felicità per l’altro, per chi lo scrive.

Ma il distacco emotivo (ed è qui l’esercizio da fare!) può essere attivato con successo anche a posteriori!
Quando leggi qualcosa che ti provoca rabbia, fastidio, malumore in generale, fermati un attimo e pratica il distacco emotivo: quella persona non stava pensando a te mentre scriveva quel post, come avrebbe potuto? E’ molto improbabile! Quelle parole non ti riguardano.
O, se sì, se davvero ti riguardano, forse è ora di chiederti (e magari chiedere a chi scrive) perché e come 😉

distacco emotivo
“Solitude and the Sea”, a theme by Jacques Bodin

Fin qui ti ho parlato delle dinamiche sui social, ma questo è un esercizio da mettere in pratica anche nella vita di tutti i giorni: nella pausa caffè con il tuo collega, a cena con il tuo partner, a pranzo con i tuoi genitori, in bus per andare al lavoro.
Perché l’incapacità di distaccarti emotivamente può rovinare tanti tuoi rapporti, dal punto di vista affettivo: relazioni di coppia e familiari, rapporti con gli amici e coi colleghi al lavoro, nuove conoscenze che avrebbero potuto diventare qualcosa di più significativo e profondo e che, invece, hai rovinato sul nascere, per un fraintendimento, per esserti offesa o per aver preso sul personale qualcosa che non lo era.

Per concludere, il distacco emotivo è la capacità di guardare agli altri senza farsi travolgere dalle loro di emozioni.
Il che non vuol dire non essere empatici e non interessarsi ai momenti di difficoltà dell’altro, ma saper osservare da una certa distanza di protezione ciò che accade nella vita altrui.
Il distacco emotivo, inoltre, è uno dei presupposti fondamentali per poter aiutare l’altro, perché ci permette di vedere la realtà in maniera più lucida. Solo quando non siamo troppo coinvolti dai problemi dell’altro possiamo aiutarlo a trovare le migliori soluzioni per uscirne.

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

Frasi positive per sconfiggere la solitudine

Le frasi positive che mi stanno aiutando di più

In questo periodo ho tanto bisogno di frasi positive per sconfiggere la solitudine, per una questione relativa per lo più alla mia attività di network marketing.
Ti racconto una storia.

frasi positive per sconfiggere la solitudine

Ho iniziato a costruirmi delle rendite nel 2012. A dire il vero ci avevo provato anche nel 2008 con l’acquisto di un immobile, ma ho capito che oggigiorno in Italia l’immobile rende poco, così l’ho regalato a mia sorella.
Nel 2012, invece, ho pubblicato i miei primi 2 libri.
Pochi anni dopo ho creato 3 video-corsi; anche quelli nell’ottica di crearmi una seconda rendita.
Successivamente ho realizzato 16 audio-corsi e una scuola professionalizzante online, sempre perché potessero rendermi passivamente.

Negli ultimi anni, si sono aggiunte

  • le rendite da royalties (delle persone conducono percorsi di Coaching creati da me),
  • quelle della pubblicità nel mio canale Youtube (come influencer)
  • e quelle di un programma di fedeltà che gestisco, nell’ambito dell’attività di network marketing.

All’inizio avevo qualche decina di euro di redditi passivi al mese; oggi sono qualche centinaio. Niente di che effettivamente, ho ancora bisogno in parte del reddito attivo.
E qui mi torna molto utile una frase di Confucio:

Quando un obiettivo ti sembra difficile, non cambiare il tuo obiettivo, cerca un modo nuovo per arrivarci.

Frasi positive: sì, ok, ma cosa c’entra con la solitudine?

Ora ci arrivo, ti chiedo un altro pizzico di pazienza.

Ho voluto descrivere tutto per far capire che non è come troppi credono: una persona che si sta costruendo una rendita non passa le giornate in panciolle a non far niente.
Lavora, ma in un modo diverso da chi punta al reddito attivo. Con le rendite, io non vengo pagata per ore di lavoro che impiego, ma per risultati concreti: per la mole di fatturato che riesco a far spostare.
La cosa bella delle rendite è che, lavorando bene e nel tempo, loro crescono.

A differenza del tot di ore giornaliere che si possono lavorare e che quindi possono fruttare solo fino a un certo limite, i miei libri, per esempio, cogli anni possono passare dal vendere qualche decina di copie all’anno a qualche migliaia.
Io sarò in giro a far presentazioni, a scrivere sui social, ma non sarà il mio tempo a esser pagato (tipo schiava), ma i miei risultati (tipo persona creativa, intelligente e ingegnosa). E, sì, anche quando sto un po’ in panciolle, i soldi continuano a entrarmi, perché i sistemi che sto creando continuano a funzionare anche senza di me.

Ho cominciato la mia carriera lavorando anche 10 ore al giorno; oggi ne lavoro circa 4 e la mia entrata mensile è triplicata.
Ah, e ho 36 anni! Non 70 😉

frasi positive per sconfiggere la solitudine

Spero di esser riuscita a farti capire un po’ meglio la differenza tra reddito attivo (stipendio) e redditi passivi (rendita), e a trasmetterti il mio entusiasmo per questa seconda strada, a mio avviso molto più giusta, arricchente e dignitosa.
Se vuoi intraprenderla anche tu, scrivimelo nei commenti.

A questo punto mi sono aggrappata alla frase di Eleanor Roosvelt:

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

Frasi positive: ora arriva la solitudine!

Adesso, onestamente, tu quante persone conosci che, a 36 anni, sono a questo punto? Nella propria carriera, nella strutturazione della propria situazione economica e anche nella conoscenza di tutte queste dinamiche? Ah, poi, precisiamo: quante donne conosci che, a questa età, sono in questa situazione?
Io nessuna.
E sono una persona estremamente estroversa e interattiva.

Hai idea di che solitudine mi genera, paradossalmente, il mio essere così avanti?
Attenzione: non vorrei essere indietro per niente al mondo, anzi sinceramente mi piacerebbe essere ben più avanti di così e ci sto lavorando. Mi vergogno della situazione in cui versiamo in Italia rispetto alla (mancanza di) cultura finanziaria e sto facendo del mio meglio per staccarmi il più possibile dalla media delle persone.
Ciò non toglie che, a livello sociale, questa evoluzione, l’emancipazione dalla schiavitù e dall’ignoranza, le sto pagando a caro prezzo di solitudine.

Ecco le frasi che mi sollevano di più lo spirito:

Il tuo tempo è limitato, non sprecarlo vivendo la vita di qualcun altro (Steve Jobs)

Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta (Milton Berle)

Il successo è passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo (Winston Churchill)

Quelli che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo di solito lo fanno (Steve Jobs)
Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare (Seneca)

Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia (Goethe)

Il segreto per superare la solitudine

Arrivano dei momenti, nella vita, in cui bisogna cambiare.
Nel mio caso, a un certo punto un paio di anni fa, ho realizzato che volevo un figlio. Ma, cosa tristissima, il mio lavoro non me lo consentiva.
Lavoravo come imprenditrice e libera professionista, il mio problema non era economico: era organizzativo.
Ero abituata a fare la classica vita della donna in carriera: tanti soldi e tanto divertimento, ma anche tante ore di lavoro al giorno (weekend inclusi, spesso) e tanti viaggi.

Come potevo accogliere un bambino in una vita del genere?

Fu la prima volta in cui il lavoro che avevo sempre tanto amato mi apparve come un nemico: invece di consentirmi di realizzare i miei sogni, in questo caso me lo impediva.
Tristezza, rabbia, senso di fallimento, la paura di aver sbagliato tutto nella vita… mille domande si affollavano nella mia mente quando, un giorno, la vidi da un altro lato: non era il mio lavoro, il problema, era la strutturazione economica.

Certamente, se fossi rimasta nella situazione in cui ero, anche oggi non potrei fare un figlio. Da quando ho cominciato a mettere a rendita tutto, invece, impegnandomi solo ed esclusivamente in attività che mi permettono di costruirmi una rendita, la mia vita è cambiata. E a me, insieme al mio sogno di una famiglia felice (che a questo punto non si oppone più alla carriera, anzi, viaggiano insieme), è tornato anche il sorriso 🙂

frasi positive per sconfiggere la solitudine

Quando arrivano rivoluzioni del genere, bisogna accettare una grande verità: è molto probabile che cambieranno anche le relazioni. Forse qualche amico/a rimarrà, magari il caso vorrà che, in un modo o nell’altro, resterete sulla stessa lunghezza d’onda o continuerete a sentirvi affini in qualcosa di importante. Se così non fosse, però, e dovessi sentirti sola, resta sempre fiduciosa ed entusiasta; e ricordati che è un periodo: più tu ti manterrai salda sulla tua (nuova) retta via, più rapidamente attrarrai delle nuove persone con la tua stessa vibrazione 🙂

Ilaria Cusano

Cos’è il channeling e a cosa serve

Channeling = Canalizzare

Cos’è il channeling?
Ti dico la verità: le definizioni che si potrebbero dare di questo termine sono davvero molteplici, e tutte valide. Dovendo scegliere di mettere in risalto un paio di aspetti, visto che ho uno spazio limitato in questo articolo, mi concentrerò su quelli che per esperienza conosco meglio.

Anzitutto, però, facciamo chiarezza sul verbo canalizzare.
Com’è evidente, la parola channeling richiama un’immagine, quella di un canale.
Un canale convoglia, indirizza, fa scorrere; concentra l’energia in un preciso spazio allo scopo di traghettarla da un punto A a un punto B – e non di conservarla, per esempio.
Sicuramente, quindi, tutte le attività di canalizzazione hanno a che fare con questa specifica funzione, quella del canale per l’appunto, di qualunque tipo esso sia.

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Channeling: persone come canali

La canalizzazione, in fondo, è la base del Life Coaching Spirituale – dando un’occhiata ai miei audio-corsi puoi riconoscere che è così, che sono tutti basati sulla funzione del channeling.
Personalmente non amo mettere in risalto questo aspetto proprio perché, essendo la canalizzazione piuttosto sconosciuta, nominandola dovrei anche spiegare bene cos’è, e spesso non c’è tempo e modo per farlo.
Qui, invece, ho questa opportunità, quindi ne approfitto 🙂

Una delle caratteristiche basilari del Life Coaching Spirituale consiste proprio nel riferirsi a un’entità superiore: ognuno di noi professionisti, ovviamente, ha delle idee e opinioni personali rispetto alla direzione e agli obiettivi dei vari clienti, ma li deve mettere da parte per accompagnarlo verso ciò che lui stesso, sessione dopo sessione, individua come il proprio massimo bene.

E’ un po’ quello che dovrebbero fare i bravi educatori in generale, secondo me: genitori, insegnanti, trainer. Astenersi dal giudicare qual è il massimo bene della persona che stanno affiancando nella crescita, e tenere sempre le antenne ben dritte per intercettare i segnali che arrivano strada facendo. Dalla persona in questione, ma non solo: anche da Dio.

(Io lo chiamo Dio perché sono Cristiana, ma è evidente che si può chiamare anche Allah, Krishna, Energia Divina, Intelligenza Universale o come si preferisce)

Canalizzare Dio è possibile?

Certo che lo è! Per questo, da che mondo è mondo, in ogni epoca e in tutte le culture, esistono dei professionisti che lo fanno proprio per lavoro. I più famosi sono i sacerdoti e i guaritori, ma ce ne sono tanti altri; noi Life Coach Spirituali siamo tra questi. Laici ma devoti, al di fuori delle istituzioni religiose ma dediti al servizio del prossimo.

Il channeling è un’arte, e come tale richiede un tempo e un apprendistato, per essere appreso.
Si faranno degli errori, naturalmente; ma si imparerà, anche. Praticandolo.
Le tecniche per farlo sono tante; nel Life Coaching Spirituale ci preme anche mettere i nostri clienti nella condizione di imparare a farlo anche autonomamente, in qualche modo. In maniera tale che, una volta finito il percorso, sappiano continuare a “connettersi” per ottenere le migliori risposte, ispirazioni e soluzioni per la propria vita.

channelling-ilaria-cusano

L’ostacolo fondamentale, infatti, ha a che fare con l’ego.
L’ego non è un problema di per sé, anzi! La maggior parte delle persone, però, ha un ego disconnesso (da Dio), e questo altroché se è un problema! Anzitutto per la persona stessa.
Perché, invece di fare le scelte che la portano verso la gioia, la ricchezza, la realizzazione e la soddisfazione, prenderà decisioni che la sabotano, per esempio, che la mettono in difficoltà, che la limitano, limitando anche le proprie possibilità di felicità.
Per questo la canalizzazione è preziosa: perché, in un’epoca dove moltissime persone hanno perso (giustamente) fiducia nelle istituzioni religiose, che si sono macchiate di qualsiasi crimine più esecrabile, riusciamo a non perdere, però, la fiducia in Dio, che è cosa ben diversa dalla Chiesa.

Qualcuno dice che Dio è dentro di noi. In parte è vero, ma in parte no. Dio è in noi in una Sua microscopica parte. Per lo più, invece, è fuori di noi, in quanto ben più immenso e incommensurabile di qualsiasi identità umana. Per questo è importante saperne percepire la “voce”, nei momenti più focali. E, per farlo, bisogna esercitarsi.

Nei miei audio-corsi trovi tantissimi spunti in questo senso.
Se senti che è la tua strada, comincia con uno o, meglio ancora, con 2 o 3, facendoti un programma di 2/3 mesi. Un audio al giorno per qualche mese di seguito ti darà già diversi risultati; un po’ alla volta anche tu imparerai a padroneggiare l’arte della canalizzazione, almeno per te stessa/o e le persone che ti sono più care.

Ilaria Cusano

Esercizi di respirazione: tecniche e benefici

Respirazione: tra le tecniche che danno maggiori benefici

respirazione-benefici

Sono passati un bel po’ di anni, ormai, da quando ho creato il mio corso di meditazione per donne, basato sulle tecniche di pranayama. Eppure anche oggi, tra le mille pratiche che circolano per il benessere e la crescita personale, sono poche quelle che mi convincono come la respirazione.

In 14 anni di lavoro come Life Coach Spirituale, ho avuto l’opportunità di assistere alle reazioni e ai cambiamenti di decine di migliaia di persone. Le tecniche di respirazione sono quelle che, nel tempo, ho visto funzionare meglio per coloro che versavano nelle condizioni più critiche.

So bene, ahimè, cosa vuol dire vivere in una perenne angoscia, sentirsi in pericolo, avere paura di non arrivare a fine mese per troppo tempo… So come si sta quando il corpo somatizza: quando si è talmente tanto abituati a vivere nell’ansia, nel terrore e nella solitudine che certi muscoli si irrigidiscono in modo fisso, ed è difficile rilassarli…
Purtroppo si tratta di stati terribili nei quali, tuttavia, versano costantemente in tantissimi…
La respirazione è un supporto meraviglioso e a volte, inaspettatamente, anche la chiave della risoluzione 🙂

I benefici primari delle tecniche di pranayama

In una fase iniziale, gli esercizi di respirazione si rivelano preziosi poiché capaci di

  1. permettere alle zone del corpo più contratte di rilasciare la tensione in eccesso;
  2. donare uno stato di pace e benessere;
  3. far sentire più profondamente tutto, con un aumento del piacere in generale.

Ciò non toglie che, per chi soffre di attacchi di panico, per esempio, imparare a respirare profondamente, lentamente e coinvolgendo il basso ventre, in certi casi può rappresentare una vera e propria salvezza! Coincide a tutti gli effetti, infatti, con il trovare un modo concreto ed efficace per gestire i momenti più difficili.

Una volta usciti dallo stadio di emergenza, però, oppure per chi non versa in condizioni psico-fisiche particolarmente toste, i benefici della respirazione rivelano i loro lati più sottili e interessanti…

Il valore spirituale della respirazione

Al di là di quanto ce ne rendiamo conto e di quanto ci hanno insegnato a (non) farlo, tutti noi abbiamo un bisogno immenso di

  • sentirci collegati gli uni agli altri,
  • sentire di essere parte di qualcosa di più grande di noi,
  • e sentire che questo “qualcosa”, comunque lo si voglia chiamare, ci nutre, ci ricarica e alimenta.

Spesso si parla di tutto ciò in maniera esclusivamente intellettuale, per il semplice fatto che chi non VIVE queste esperienze non può fare altro che immaginarle, sviscerarle con la mente.
Ma l’aspetto più corroborante di questi stati dell’essere è, per l’appunto, il farne esperienza. In modo fisico, concreto, nel corpo.
La respirazione, a mio avviso, è la regina delle tecniche, in questo senso.

Il mio corso con le tecniche di pranayama è molto raffinato, da questo punto di vista: contiene i 10 migliori esercizi di respirazione che ho individuato – e utilizzato prima di tutto per me – nel mio peregrinare tra le tradizioni mistiche di ogni epoca e cultura.
Ma non è detto che se ne debba fare un percorso così ampio e approfondito come il mio.

Il consiglio è di sperimentare il potere del respiro anzitutto nella tua routine quotidiana: scopri come migliora lo stato emotivo durante la tua giornata, come ti senti più vitale, in pace e forte, capace di affrontare al meglio tutto ciò che succede, bello o brutto che sia.
Dopo di che, se anche l’esperienza più profonda e spirituale ti attrae, sai che puoi andare avanti con una pratica più lunga, regolare e organizzata (spiego tutto nel corso), per fare delle esperienze che non hanno nulla da invidiare alle droghe più interessanti 😉

Poi, se ti va, scrivici nei commenti per raccontarci la tue esperienze!

Ilaria Cusano

Fare sesso con il ciclo mestruale: cosa sapere

Fare sesso con il ciclo: le implicazioni spirituali

Come sappiamo, ogni avvenimento spirituale ha un corrispettivo con un avvenimento nel corpo, e viceversa. Quando noi donne abbiamo il ciclo, per esempio, a livello psico-fisico viviamo sempre una rinascita, un rinnovamento: cose vecchie si sgretolano e sorgono nuove possibilità.
E’ un momento delicato e particolare, quindi, a livello sessuale, molto più degli altri 3 che attraversiamo durante i nostri 28 giorni:

  1. vergine,
  2. madre
  3. e incantatrice.

Nella tradizione spirituale, infatti, i giorni del ciclo mestruale si chiamano “fase della strega”.

fare sesso con il ciclo mestruale

Ora, anche solo a intuito, è ovvio che è più facile fare sesso con una vergine, una madre e un’incantatrice, che con una strega; giusto? E il motivo è semplice: la strega è “cattiva”.
Non cattiva come nelle fiabe per i bambini o nei pregiudizi degli ignoranti: la strega non è necessariamente una donna che vuole fare del male. Ma nel senso che è una persona a contatto con dinamiche estremamente profonde, oscure, misteriose, difficili da capire, digerire e gestire. Per lei stessa e anche per tutti coloro con cui lei ha a che fare.

Se ci aggiungiamo il fatto che anche il rapporto sessuale è, di per sé, una situazione che comporta dinamiche estremamente profonde, oscure, misteriose, e difficili da capire, digerire e gestire, ci risulta subito chiaro con cosa abbiamo a che fare.

L’uomo, la donna e il sangue mestruale

Altro punto imprescindibile, nel considerare l’eventualità di fare sesso con il ciclo mestruale, è il rapporto con il sangue. In linea di massima, noi donne dovremmo avere più familiarità con questo elemento della terra, proprio perché ci entriamo in contatto ogni mese, per diversi giorni.
Tutte, però, sappiamo che nella realtà non è così: moltissime donne non hanno per niente un buon rapporto con il proprio ciclo mestruale, né tanto meno con il fatto stesso di sanguinare.

L’uomo idem: ci sono uomini che si sentono assolutamente a proprio agio con il sangue mestruale, sotto tutti i punti di vista (vista, odore, sapore, tutto), ma ce ne sono anche tanti che si sentono totalmente inorriditi di fronte a esso.

Se già la donna prova un disagio così forte rispetto a una cosa che riguarda il proprio corpo, questo è un grande problema per il sesso. Per se stessa e perché non riesce a mettere a proprio agio l’uomo. In più, se quest’ultimo rifiuta il sangue mestruale, in linea di massima è meglio lasciar stesare il sesso nei giorni del ciclo.

Ciò non toglie che, se invece entrambi si sentono sereni, modificando un po’ il rapporto in termini di organizzazione, posizioni e modalità di penetrazione, fare sesso con il ciclo mestruale può essere un’esperienza straordinaria!

Un’unione col sangue

Tutti abbiamo presenti quei classici film ambientati nei college americani dove, a un certo punto, due amici o fidanzati che vogliono suggellare la loro unione si tagliano il palmo della mano e fanno amalgamare il sangue.
Ecco, fare sesso con il ciclo mestruale, energeticamente, somiglia un po’ a quella circostanza: non si fa davvero amalgamare il sangue con quello dell’altro, ovviamente, anche perché potrebbe essere pericoloso per la salute. Però si condivide il proprio sangue con l’altro. E questo lega tantissimo.

Per una donna, inoltre, sentire di essere accettata e amata anche per il proprio lato strega è un grande dono. Molte non riescono a integrare questa parte della propria identità, così come tanti uomini non sono in grado di apprezzarla, di abbracciarla, di vederne il fascino e la bellezza.
Nei miei percorsi di Sex Coaching con le donne è certamente uno dei fulcri. Anche perché pure l’archetipo della prostituta, presente in ognuna di noi, fa un po’ parte della nostra identità da streghe; e la maggior parte delle donne fa un percorso di Sex Coaching con me per farsi aiutare proprio in questo senso.

fare sesso con il ciclo mestruale

Per concludere, fare sesso con il ciclo mestruale è di certo un’esperienza che consiglio, per

  • esplorare la propria sessualità da streghe,
  • condividere anche questo lato della propria identità nel gioco dell’amore,
  • e per legarsi con l’altro a un livello di carnalità che niente come il sangue permette.

Ma attenzione: solo con una persona che, per varie ragioni, ha un valore particolare.

Ilaria Cusano

Posizioni Tantra semplici da provare

Un primo approccio al Tantra

Tra i miei vari progetti, c’è un’area privata di Sex Coaching che si chiama proprio Beyond Tantra.
Ho voluto crearla insieme al mio compagno, nonché Sex Coach, Luca, proprio perché negli anni mi sono resa conto di quante sono le persone interessate a una sessualità spirituale.

Dal 2008 al 2012, a Roma, le mie sessioni di Life Coaching Spirituale per lavorare sulla sessualità includevano tantissime tecniche tantriche. Anch’io avevo studiato e praticato questa arte, per la mia vita sessuale e amorosa, e avendone tratto beneficio la mettevo a servizio.

posizioni tantra

Da settembre tornerò a fare queste sessioni anche di persona, perché ho trovato il posto perfetto per accoglierle, a Padova – dove abito. Ma, in questi anni di mezzo, mi sono resa conto del fatto che non tutti vogliono fare quel tipo di esperienza. Includendo la nudità, il contatto fisico e un impegno economico che molti non si possono permettere, capisco bene il motivo.
Molti vogliono delle posizioni Tantra semplici da provare a casa con il/la partner, o con un amico/a che condivide questo interesse, gratuitamente o quasi.

In Beyond Tantra, ad agosto, trovi esattamente questo

Avendo ricevuto molti messaggi in questo senso, ho deciso di mettere a disposizione questo materiale anche online, per soli 27 euro al mese.

Ad Agosto 2019, in Beyond Tantra, avrai a disposizione

  • 2 lezioni via audio, una sul Tantra attuale e una sulla potenza di Shiva nel pene;
  • 3 lezioni via video, una sull’adorazione di Shiva & Shakti, una sul tocco delle mani e una sulla vibrazione del suono nel sesso;
  • un account personale e riservato nell’area privata;
  • una community segreta su Facebook, in cui conoscersi, interagire e confrontarsi.

Il gruppo, ovviamente, parte l’1 Agosto, ma ti puoi unire in qualsiasi momento. I contenuti sono scaricabili e, con una buona organizzazione, di fatto fruibili anche in pochi giorni; se non dovessi riuscire ad ascoltare, vedere e praticare tutto ciò che ti proponiamo, ti puoi conservare il materiale e riprenderlo quando stai comodo/a.

Preparazione al Tantra

Anzitutto, quindi, preparati!
Acquista subito il tuo mese a Beyond Tantra, e poi occupati immediatamente di queste 3 cose:

  1. qualcuno con cui praticare gli esercizi;
  2. la tua connessione – e non parlo della wi-fi 😉
  3. Uno spazio e un tempo in cui praticare.
posizioni tantra

1. Il Tantra non può essere goduto, finchè ci si limita a studiarlo intellettualmente, a leggerlo sui libri o a guardarlo fare agli altri. Va praticato, va vissuto in prima persona, sulla propria pelle. E, per farlo, hai bisogno di un/una partner.
Non è detto che debba essere il/la tuo/a compagno/a di vita; può essere anche un amico/a con cui hai confidenza e che condivide questa tua passione.
Individualo/a e fagli/lle la tua proposta. Sono sicura che risponderà di sì, eccitato/a ed entusiasta 🙂

2. Comincia subito a esercitare la tua capacità di connetterti: alle persone che hai intorno, all’energia dei luoghi in cui vivi o passi; alla profondità di ciò che sta accadendo.
Respirare il sapore, l’odore, la vibrazione.
Chiudi gli occhi e ascolta.
Penetra lo spazio con la tua presenza… e diventa tu stesso/a uno spazio da esplorare…

3. Inizia a fare mente locale su quali sono il posto e i momenti migliori per fare esperienza del Tantra. Le tecniche che imparerai ti richiederanno un luogo comodo e ispirante, con un bel letto grande o simili, in cui poter stare nudi o giù di lì.

Predisposte queste tre cose, sei pronto/a 🙂 Ti aspettiamo con gioia!

Ilaria Cusano

Attacchi di panico, tecniche migliori per controllarli

Attacchi di panico dal punto di vista spirituale

Lavorando come Life Coach Spirituale, ovviamente non mi metterò ad approfondire l’argomento attacchi di panico dal punto di vista psicologico. Mi soffermerò sulle dinamiche spirituali e descriverò i miei 3 percorsi migliori per sviluppare al meglio il prezioso stimolo che questa triste circostanza comunque dà.

attacchi di panico
attacchi di panico

L’attacco di panico, infatti, sebbene spaventi e faccia preoccupare, arriva per portare un messaggio. E’ la perfetta manifestazione di quella che, in ambito spirituale, si chiama emergenza spirituale: l’indicazione di un momento in cui è necessaria una svolta, nella nostra vita. Il periodo in cui sperimentiamo gli attacchi di panico, quindi, può trasformarsi nell’emozionante preludio di una rivoluzione che ci ricorderemo per sempre 🙂

  1. “Decompressione emotiva”
  2. “15 tecniche sessuali”, e
  3. “Corso di meditazione per donne: risveglia la dea che è in te”.

Sono questi i 3 corsi di Life Coaching Spirituale che ti suggerisco, per coadiuvare la terapia che forse stai già facendo per i tuoi attacchi di panico, o nel caso in cui tu senta di doverli affrontare e risolvere più spiritualmente che psicologicamente.
Se puoi, fatteli tutti e 3 nell’ordine che ti ho indicato; altrimenti solo il primo o i primi due – in questo caso degli attacchi di panico, sono propedeutici l’uno all’altro.

Decompressione emotiva

Ti consiglio di iniziare con l’audio-corso sulla decompressione emotiva per ristabilire quel minimo di pace interiore che ti serve per poterti “mettere in viaggio”. L’equilibrio, di per sé, è una condizione sopravvalutata: sono più l’inquietudine, la frustrazione e l’insoddisfazione a farci sentire vive, a spingerci a superare noi stesse e i nostri limiti, per slanciarci con gioia verso tutte le avventure a cui la vita ci invita.

L’attacco di panico segnala un bacino pieno di energia repressa, non vissuta. Energia fatta di forza e vitalità, di passione, desideri ed emozioni. Ci serve un minimo di lucidità per metterci in cammino verso la realizzazione – invece di restare sulla via dell’auto-sabotaggio, tanto impegnate a chiuderci e comprimerci, quando possiamo aprirci e volare.

attacchi di panico
attacchi di panico

15 tecniche sessuali

Cosa meglio del sesso può funzionare, per una persona che si è contenuta, trattenuta e repressa talmente tanto da arrivare ad avere degli attacchi di panico? Eh già, perchè per quanto possa risultare indigesto, sei stata proprio tu a fare qualcosa che ha creato il terreno fertile per gli attacchi di panico

Questo corso con 15 tecniche sessuali pratiche è esattamente ciò che ti serve in questo momento!
Riattivarti dal punto di vista sessuale, ma con una sessualità anzitutto spirituale (umana, naturale, sensibile e profonda), rimetterà nelle tue mani l’energia potente che ti appartiene: la tua, che per ora è bloccata, o la cui gestione è delegata ad altri. Ti farà sentire quanta è, di che colore è, che vibrazione ha. E ti farà iniziare a convogliarla verso il piacere invece che verso il dolore. Perché è questo che ti meriti: essere felice.

Corso di meditazione

Il corso di meditazione “Risveglia la Dea che è in te”, infine, ti permetterà di riequilibrare passione e concentrazione, forza e capacità di lasciarti andare, lavoro tenace e resa fiduciosa.

Chiaramente, quando fai un percorso di coaching da sola, devi essere più forte e disciplinata, rispetto a quando hai una coach tutta per te che ti tiene sul pezzo. Però devo dire che a me è capitato diverse volte di non potermi permettere un percorso individuale e di dovermi “accontentare” (così pensavo) di un corso online da gestire in autonomia. Alla fine, la mia crescita personale è stata più rapida, efficace e duratura di quella di tante persone che si sono appoggiate ad altri: questo è il lato positivo di quando te la devi smazzare da sola 😉

Buon viaggio sorella!
Ilaria Cusano