Quali posizioni sessuali che danno più piacere alle donne

Detesto questo modo maschilista di pensare alle donne!

Sarò concisa sennò mi incazzo e non se ne esce 😀

Le priorità maschili, su base evoluzionistica, sono all’80% sessuali e al 20% legate alla sopravvivenza. Quelle di noi donne l’esatto contrario: ci interessano e premono all’80% cose che riguardano la sopravvivenza, e solo al 20% cose connesse al sesso. Si tratta di una base animale comune a tutti; di un corredo genetico che accomuna l’intera specie umana. E va benissimo così com’è. Punto.

Detto ciò, posso trasmettere quanto irritante mi risulta quando si cerca di applicare un modo di pensare (e di sentire) tipicamente maschile a ciò che riguarda noi donne. Le posizioni sessuali che danno più piacere alle donne… Non sono delle posizioni sessuali, ad avere il potere di darci più piacere – questo vale per gli uomini, non per noi. Sono altri fattori; relativi alla sopravvivenza, per l’appunto.

posizioni sessuali che danno più piacere alle donne

Qualche esempio di cose che riguardano la sopravvivenza? E’ facile; quando vi interesserete veramente a noi ci riuscirete.
Soldi.
Cibo.
Casa.
Tutto ciò che tiene al sicuro.
Anche un abbraccio solido e sinceramente affettuoso.
Ogni cosa che dona un senso di protezione, stabilità e abbondanza, per noi donne ha un altissimo potenziale eccitante. Ed erogeno, anche.
Ha il potere di darci piacere. Molto di più di qualsiasi posizione a letto.

Ma, siccome vedo che “sete de coccio”, come direbbe mia mamma 😀 vi do due aiuti concreti da casa.
Esempi che riguardano me.

Sesso e cibo

Il cibo, naturalmente, è legatissimo alla sessualità. Basta guardare come si orienta tutta la pubblicità che lo riguarda, per coglierlo con una chiarezza divertentissima. Perché lo è? Perché ha a che fare con la sopravvivenza.
E’ per questo che offrirci una cena o cucinare per noi può già iniziare a farci bagnare e aprire. Non metaforicamente; proprio fisicamente 😉 Bene. Fin qui ci siamo.

Ora, non basta darci da mangiare, però, ovviamente. Non siamo cani: gli dai da mangiare e ti ama e ti è fedele per una vita. No, non funziona così. Ok.
Però, se all’esperienza del cibo ci unisci qualcosa di terribilmente sexy (anche basandoti su ciò che la specifica donna in questione trova sexy), allora hai fatto bingo!

Nel mio caso, per esempio, sono estremamente sensibile a tre cose:

  1. cibo semplice fatto con ingredienti di prima qualità;
  2. un’atmosfera calda e ispirante;
  3. la musica.

Nelle ultime settimane, con Luca, siamo stati in due ristoranti: l’Art Bistrot a Verona e il Ristorante Al Santo a Padova.
All’Art Bistrot ci sono grandi vetrate, una luce bassa, soffitti altissimi, una calma celestiale. Il cibo è delizioso e semplicissimo; il servizio splendido. Si respira un’arte fine, leggera, non come quella di certi intellettuali pedanti, per intenderci. E la musica mi ha reso l’esperienza estatica 🙂 Jazz dolce.
Al Ristorante Al Santo, invece, ci siamo ritrovati immersi in un’atmosfera tedesco/austriaca – che io adoro! Divanetti di pelle, mobilio in legno scuro, tanti disegni realizzati su piccole vetrate colorate. Una luce calda… Ti veniva in mente che avresti potuto scrivere un intero romanzo, là 🙂 Una musica straordinaria!! Un sogno anni ’50, sembrava davvero di essere in uno di quei film che ti fanno volare l’anima…

Queste due situazioni, due semplici pranzi infrasettimanali, a me hanno funzionato in modo grandioso, come afrodisiaco!

Sesso e soldi

Non voglio stare a sindacare e blaterare inutili fandonie. Per noi donne i soldi hanno un potere eccitante impressionante. Quando usati bene, e lo sottolineo: quando usati bene, sanno predisporci ai migliori rapporti sessuali.
E’ per questo che certi regali riescono a scaldare incredibilmente.
A me è proprio sentire il potenziale di arricchimento, che mi eccita.

posizioni sessuali che danno più piacere alle donne

Da qualche mese, per esempio, ho iniziato una nuova collaborazione con quest’azienda che si chiama Master Business. Nel lavorare, sono a contatto con tante persone che hanno un intenso desiderio e piacere di arricchirsi – come me. Che non hanno nessun problema mentale con questo – come me. E che se la vivono alla grande, trasmettendo questa passione – come me.
Ora, sentire tutta questa energia vibrante intorno, per me, è altamente erotico. Mi eccita in un modo straordinario!
Da quando ho avviato questa collaborazione, il mio livello di vitalità, in normalissime giornate di routine, è salito a dismisura! Con netti miglioramenti anche della mia salute psico-fisica, tra l’altro!

Cos’è? E’ la presenza di persone con una voglia e un desiderio forte, relativo a qualcosa che ha a che fare con la sopravvivenza – in questo caso non il cibo ma i soldi. Persone eccitate come me, che semplicemente lasciano fluire in modo facile, allegro e naturale questa energia.
Non c’è sesso, non ci sono posizioni sessuali, ma circola tantissima energia sessuale e io, personalmente, me la sto godendo alla grande, poi, nella mia vita privata 😀

Queste sono le cose che eccitano noi donne.
Ho fatto due esempi relativi a me, per dare un’idea concreta della logica che ho spiegato nel primo paragrafo.
Se in autonomia non riesci, comunque, contattami e facciamo una sessione individuale  e ti aiuto con un “lavoro” personalizzato. Oppure fatti il corso “Sesso Estremo, così ti ispiri un po’ – e, se vuoi fartelo insieme ad altre persone, scrivimi subito ché domani parte l’ultima edizione di gruppo 😉

Ilaria Cusano

 

Franchising 2020, le migliori opportunità

Franchising che sorpresa

Irrompe nella mia vita, il franchising – pazzesco 😀 Il 17 Ottobre, solo tre settimane fa, pubblicavo un articolo su questo modo di fare impresa, il franchising; non sai cosa mi è successo negli ultimi sette giorni! Te lo racconto.

Mentre scrivevo quell’articolo non avevo la più pallida idea della situazione in cui, a mia insaputa, ero “rotolata”. Il mio compagno, qualche giorno fa, mi dice

Sei libera domenica pomeriggio e sera, giusto? Vorrei parlarti di una cosa importante e, se poi anche tu trovi sia una bella sorpresa, ti porto fuori a cena per festeggiare.

Ok 😀
Ero molto curiosa.

Arriva la fatidica domenica e mi confida che, da qualche settimana, va in giro per il Veneto per conoscere alcuni imprenditori e parlarci, confrontarsi con loro, relativamente a un franchising. Che, beh, rullo di tamburi, lui ha deciso di aprire!!
Non ci potevo credere. Non mi ero accorta assolutamente di niente!

Ha scelto un’azienda meravigliosa, che anch’io conosco e stimo; la frequento, anche, sono una cliente affezionata. Ma non mi era passato minimamente per la testa che potesse esserci l’eventualità che proprio lui aprisse una filiale. E invece eccomi qua: con un fidanzato che, nei prossimi mesi, aprirà questo franchising 🙂

Una speranza per il futuro dell’imprenditoria in Italia

franchising imprenditoria femminile

Come avrai già letto nell’altro mio articolo sul franchising, tra le varie forme imprenditoriali presenti in Italia, questa non è una delle mie preferite. Quella più nelle mie corde è indubbiamente il network marketing. Ma è solo un mio “feeling” soggettivo, del tutto personale. Perché il franchising ha senz’altro una serie di caratteristiche che lo rendono estremamente interessante come opzione, nel particolare momento storico-sociale che stiamo attraversando.

Vediamo le più importanti.

  1. Richiede un investimento di sicuro più accessibile di un qualsiasi altro negozio. Il capitale sociale che bisogna mobilitare, per avviarne uno, sta sui 10.000/50.0000 euro, e non intorno ai 100/200 mila necessari per avviare altre attività. Nel network marketing ti bastano anche poche centinaia di euro ma, per chi vuole sentirsi nella struttura stabile e materiale delle quattro mura di un negozio, il franchising è certamente un’opzione ottima.
  2. Hai la spalle coperte. Puoi contare su un brand già affermato e conosciuto, su guida e formazione costanti, su un team di persone che hanno tutto l’interesse a farti decollare quanto prima e meglio possibile. Molte decisioni vengono prese a monte, dunque anche le responsabilità sono entro certi limiti. Il che, per chi è alle prime armi con un’attività imprenditoriale, è un gran sollievo.
  3. La tua strada è tracciata con chiarezza. Devi trovare una location con delle caratteristiche ben precise; seguire un certo metodo per formarti e avviare la tua filiale; la promozione si fa in un modo predeterminato e uguale per tutti. Insomma, hai un binario su cui procedere, non sei allo sbaraglio.

Ovviamente, tutto ciò è secondario rispetto ad altre due riflessioni importanti che stanno al principio di ogni cosa:

  • Quali sono i tuoi talenti, passioni e vocazioni, a livello profondo? Cosa sei venuta a fare, come anima, sulla Terra?
  • Di cosa ha bisogno la tua comunità? Come puoi renderti utile con le tue attitudini, competenze ed esperienze?

Le migliori opportunità per un franchising nel 2020

Con queste premesse, quali sono quindi le migliori opportunità per un franchising nel 2020?

Anzitutto, sono quelle di cui la tua comunità ha effettivamente bisogno, per migliorare la propria vita.
Meglio evitare di investire su prodotti e servizi di importanza dubbia. Come stiamo ricordando benissimo in questo periodo di lockdown ed emergenze, solo le attività più essenziali hanno la possibilità di durare. Il resto, che ci piaccia o no, muore – purtroppo. Meglio trarne la lezione e mettersi sulla rotta giusta.

Poi sono quelle che incontrano i tuoi talenti, passioni e vocazioni, a livello profondo. Che abbracciano il motivo per cui sei su questa Terra, come anima.

Sono, inoltre, quelle che materialmente puoi permetterti di avviare.
E’ inutile fissarti sull’apertura di una certa attività, se non hai il capitale che serve per farla partire, né hai modo di fartelo prestare o comunque reperirlo. Meglio concentrarti su opportunità in linea con le tue reali possibilità, anche materiali.

Sono anche quelle con un brand la cui politica di gestione ti piace. Che, attraverso la sua impresa, promuove dei valori umani in cui credi anche tu. Dove, quando incontri qualche collega, manager o superiore, scopri delle persone che suscitano la tua ammirazione e stima; persone che sei entusiasta a seguire, con cui avresti anche piacere a stringere delle relazioni personali, oltre che professionali. Questa “bussola” intima e profonda è estremamente preziosa; ascoltala, muoviti nella direzione che ti indica. E, se ti indica di cambiare strada, dalle retta; è saggia, non sottovalutarla.

franchising imprenditoria femminile

Infine, le migliori opportunità per un franchising, ma in questo caso non solo nel 2020, sono quelle che ti proiettano verso lo stile di vita che desideri. Quando ti visualizzi nel futuro in cui immagini che ti troverai, cosa provi? Sono più sensazioni ed emozioni piacevoli o spiacevoli? Datti credito; hai una sola vita, usala per fare le esperienze che più ti attirano, che ti piacciono e fanno stare bene. Anche i sacrifici acquisteranno un sapore più dolce 🙂

Ilaria Cusano

PS. Per qualsiasi curiosità ti tipo imprenditoriale, commenta questo post. Chiedimi, raccontami di te. Dialogando possiamo aprirci nuovi orizzonti a vicenda. Ti aspetto qui sotto.

 

Eiaculazione precoce, come affrontarla in coppia

Eiaculazione precoce, un disagio comune

L’eiaculazione precoce è un problema molto più diffuso di quanto si creda. Per poterlo risolvere, naturalmente, il primo passo in assoluto da fare è ammettere che c’è, e poi affrontarlo in quanto tale. Come un problema ma che, come qualsiasi altro problema, ha in sè la soluzione.

Tantissime persone, tuttavia, non la prendono con questa filosofia. Anzi… Scusano, negano, aspettano, sperano che passi da sé. Ma di solito così non è… Perché così tanti negano la realtà? Ci arriviamo tra pochissimo.
Prima, infatti, voglio soffermarmi su ciò che la maggior parte delle donne mi testimonia, al riguardo.

eiaculazione precoce coppia

Eiaculazione precoce: come fa sentire molte donne

Quando una donna si trova più volte a fare l’amore con un uomo che soffre di eiaculazione precoce, fondamentalmente si deprime. Alcune, poi, reagiscono a questa tristezza profonda incarnando il ruolo della mitica crocerossina.

Ma non ti preoccupare, non fa niente, ogni tanto capita, è normale. Io mica sto con te per il sesso, cosa credi? Per chi mi hai presa? Non facciamone una tragedia, non lo è.

E per queste donne è assolutamente vero.
Si tratta, infatti, di donne che traggono la maggior parte della propria gratificazione proprio dal fare le crocerossina. Quindi, paradossalmente, preferiscono un uomo con dei problemi, un bisognoso, un disagiato; il famoso “caso umano”, come si suol dire, è il massimo 😀 E credetemi se vi dico che va benissimo così.

All’opposto, però, troviamo la donna opposta. Quella che trae la propria gioia e realizzazione da un’esperienza di piacere e godimento, non di dolore. Questa rifiuta con passione, determinazione e a volte addirittura con rabbia o furia, di continuare a fare sesso con un uomo che eiacula dopo due minuti. Lo vive con frustrazione, talvolta come una vera e propria ingiustizia.

Entrambe queste donne, in ogni caso, testimoniano la stessa identica realtà: che l’uomo ha un enorme problema e che non se ne sta occupando. Problema solo suo, tra l’altro, finché nessuna se ne fa carico. E non deve farlo per forza…

Crocerossine e guerriere: come affrontare l’eiaculazione precoce?

Dirò una cosa che a qualcuno potrà risultare un po’ strana, forse: l’eiaculazione precoce, a ben vedere, non rappresenta un problema.

Da un lato, infatti, per le crocerossine è la panacea: è ciò che permette loro di esprimere il meglio di sé; di amare nell’unico modo in cui sanno amare – o in quello che preferiscono; e di vivere la relazione così come, per mille ragioni, si sentono più a proprio agio – cioè con meno sesso possibile.
Al di là di ciò che molti pensano, quindi, a queste donne un uomo va benissimo proprio così.

Dall’altro lato, anche per quelle che ho voluto chiamare “guerriere”, l’eiaculazione precoce non è un problema. Perché non le riguarda.
Quando un uomo soffre di eiaculazione precoce e non se ne cura, vuol dire che è così che vuole stare. Preferisce non sentire tutta la propria potenza sessuale perché, per vari motivi, non la regge. Non vuole amare in quel modo una donna; vuole avere un altro ruolo nel rapporto, non quello di colui che soddisfa (sessualmente). Magari non vuole proprio soddisfarla, la donna; vuole farla stare sulle spine, torturarla, punirla. Capita.

eiaculazione precoce coppia
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Le guerriere possono solo sentire fino a quando hanno bisogno di sperimentare questa circostanza e dopo, quando per loro giunge l’ora di andare oltre, lasciare l’uomo in questione. Senza rancore e per sempre.

E tu? Cosa ne pensi? Raccontamelo nei commenti 🙂 E, se credi che questo articolo possa servire anche ad altre, condividilo.

Ilaria Cusano

PS. Vuoi lavorare anche tu nel campo della sessualità, ad approccio Spirituale? Ecco la scuola professionalizzante di Sex Coaching per le Donne. Aiuterai, come me, migliaia e migliaia di donne a viversi in modo libero, soddisfacente e gioioso tutto ciò che riguarda erotismo, sesso e amore. Ed è stupendo 🙂 Contattami per iniziare la formazione!

 

Leadership al femminile: come essere una vera leader

Leadership al femminile: esperienze di donne nel Life Coaching Spirituale

Sulla leadership al femminile devo per forza fare una premessa importante. Indirizzo questo articolo soprattutto alle persone che hanno fatto la mia formazione professionale in Life Coaching Spirituale e a quelle che intendono farla – questa o quella per lavorare come Sex Coach. Ci tengo moltissimo a essere chiara su

  1. gli sbagli che possono essere evitati – sto scrivendo proprio nella speranza di poter contribuire in questo senso.
  2. E quelli che non possono essere evitati, perché parte del karma personale; di quell’insieme di lezioni soggettive da cui nessuno vi può proteggere – dovete passarci e vincere le vostre battaglie.
leadership femminile
Photo by Stefania D’Alessandro/WireImage

Una donna, qualche giorno fa, mi ha scritto chiedendomi cosa fanno, attualmente, le professioniste che si sono formate con me. Come hanno speso le nuove competenze acquisite. Ecco la risposta.
Una lavora come insegnante a scuola e in una cooperativa che offre sostegno ad adolescenti in difficoltà. Un’altra opera nel settore del marketing. Una fa la manager in un’azienda, nelle risorse umane. Un’altra lavora nel mondo dell’estetica e del fitness. Due fanno le Life Coach Spirituali, offrendo i propri servizi ai privati – almeno per ora (ultimamente ci è arrivata una proposta interessante da Apindustria, ma per adesso nulla è stato concretizzato). Altre due persone hanno abbandonato la formazione.

Parliamo quasi al cento per cento di donne. Alcune, quindi, hanno usato la mia formazione per aggiornarsi nella propria già solida professionalità, arricchendola. Altre, invece, desideravano lavorare proprio nel settore del Coaching e della crescita personale.
Tutte però, nessuna esclusa, erano o sono dovute diventare, almeno in una certa misura, delle leader.
E’ interessante parlarne perché, negli anni che verranno, moltissimi o accetteranno di dover fare questo salto di maturazione e responsabilità, oppure soccomberanno schiacciati dalle mutazioni in atto nel mercato del lavoro.

Quale contributo posso offrire io?

I miei 3 più gravi errori da leader donna, e come ho rimediato

  1. Dare troppo spazio e tempo a persone che mi mostravano di essere incapaci di conseguire risultati soddisfacenti.
  2. Offrire comprensione a donne che si mettevano in competizione con me.
  3. Non tenere in sufficiente considerazione i soldi.

Questi sono gli sbagli più gravi in assoluto che io ho fatto nel corso della mia carriera, e che considero strettamente connessi alla cultura femminile all’interno della quale mi sono formata.

Mi era stato insegnato che tutti hanno un potenziale prezioso. Ma non che la stragrande maggioranza delle persone non si dedica a sufficienza a svilupparlo. Mi torna in mente la mitica frase degli insegnanti a scuola:

Non si applica.

E’ così. Ma, per quanto te ne puoi dispiacere, quando permetti che questa gente qui, che effettivamente non si applica, crei dei problemi a te (emotivi, mentali o persino di sopravvivenza), stai avendo un atteggiamento stupido. Beh, io l’ho avuto per lunghi anni.

Mi era stato insegnato di stare attenta a non suscitare invidie; ad andare incontro alle meno fortunate. Idiota carità cristiana. Non funziona. Le Anastasia e le Genoveffa sono delle stronze, immature ed erbacce da estirpare. Vanno riconosciute più rapidamente possibile e allontanate; punto.

Infine, mi era stato insegnato che i soldi non erano così importanti; che, quando una persona si affeziona, crede in te ed è affidabile, non ha prezzo. Altroché se ce l’ha, invece: se non ti dà dei risultati (non solo ma anche) economici, ti ruba tanto di quel tempo e di quell’energia che, alla fine, ti mangi le mani.

Leadership femminile: cosa mi viene ancora difficile

Sono riuscita a cambiare il mio mindset, rispetto a tutto ciò. In modo tale da risolvere il grosso dei problemi che avevo creato e da scongiurare il peggio. Ma comunque non sono affatto soddisfatta della mia leadership. Posso fare molto meglio di così.
Eppure mi rendo conto che alcune cose mi vengono ancora difficili. E penso di avere questa difficoltà proprio in quanto donna.

leadership femminile

Provo a condividerle; vediamo se magari le conosci anche tu, le attraversi o, al contrario di me, hai trovato il modo di vivertele bene.

  • Ho seri problemi a dire cose vere e potenzialmente arricchenti, potenzianti, capaci di far progredire l’altra persona, quando so che, allo stesso tempo, la feriranno.
  • Non capisco quanto tempo mi devo dare per valutare una nuova collaborazione: per distinguere, in altre parole, se una persona ha un bel potenziale ma non è capace di dare risultati concreti e soddisfacenti, o se invece sa produrre anche questi. Tre settimane? Sei mesi? Un anno? Non lo so.
  • Ancora non ho affatto chiaro con quale atteggiamento mi devo porre ogni volta che devo riprendere, criticare o addirittura sgridare qualcuno. Delle giuste punizioni ci vogliono, è evidente. Così come ci vuole una guida rispetto a ciò che va bene, che funziona, e ciò che invece non va fatto perché è inefficace o addirittura crea dei danni. Ho capito che la comunicazione va variata con ognuno, va adattata al soggetto; ma l’atteggiamento mentale da adottare è ancora un mistero per me. Non mi vedo né come un boss. Né tanto meno come una mammina o una sorella maggiore. Non mi vedo neanche come una collega o un’amica che dà un consiglio: quando sto più avanti sto più avanti, non ti sento come mia pari perché non lo sei. Non so proprio come vedermi. Se qualcuna che sta più avanti di me vuole offrirmi un consiglio, lo accetto con immensa gratitudine 🙂

In tutti i casi mi sento di dire che lo sviluppo della leadership femminile è tra le avventure più appassionanti della mia vita. Oltre che per necessità, vi invito con tutto il cuore a vivere questo viaggio come un grande percorso di evoluzione personale – lo è. Evoluzione personale e anche spirituale e sessuale; il potere è uno solo e l’energia anche.

Ilaria Cusano

Aprire un franchising: come fare, pro e contro

Franchising: analizziamolo spiritualmente

Tu sai che il mio lavoro si chiama Life Coach Spirituale perché ti aiuto a prendere tutto come un’occasione di evoluzione su questo piano. Per farlo, bisogna analizzare le varie situazioni, anche quelle che sembra c’entrino meno con la spiritualità, proprio in questa ottica, invece.
La spiritualità ha a che fare con tutto; solo quando lo capiamo fino in fondo, imbocchiamo la via per rendere la vita più spirituale.
Detto ciò, torniamo al franchising.

franchising

In questi ultimi mesi, per motivi personali, sto conoscendo molto da vicino un’attività che mi ha prima incuriosita, poi interessata, poi entusiasmata. Si tratta di un centro per la prevenzione e il benessere che, con Luca, stiamo prendendo in considerazione anche come business. Se mi segui da tempo, sai che sono un’innovatrice a 360°; che adoro scovare pietre preziose e farle conoscere al mondo nella forma imprenditoriale. Nell’ambito della mia passione per l’impresa, di questa vocazione a innovare e dell’amore viscerale verso il fare soldi e il vivere bene l’unica vita che abbiamo, ultimamente mi sono chiesta

E se anche noi aprissimo un franchising?

Pure i genitori di Luca, che ce lo hanno fatto conoscere, ci avevano chiesto se ci sembrasse un’attività valida. Abbiamo cominciato a rifletterci e a parlarne.

Il franchising sì che è una piramide – altro che network marketing

Sento parlare spesso del network marketing come un sistema piramidale, ed è pazzesco che non lo si dica del franchising, invece.
Posto che un po’ di gerarchia c’è in quasi tutti i sistemi non solo economici e imprenditoriali, ma sociali in generale; di certo il network marketing è la forma meno piramidale di tutte.
Ma ovviamente può capirlo solo chi si prende la briga di approfondire e studiare veramente; chi si limita ai al gossip, alle voci di corridoio e ai pregiudizi, non può sapere come funzionano davvero certe dinamiche.

Comunque, io la briga di approfondire e studiare me la sono presa.
Tra l’altro, personalmente non ho neanche niente contro le piramidi. Non vedo dove sia il problema.
E’ pieno di gente che adora fare la base della piramide: stipendio fisso, magari pure qualche provvigione, lavorare fino alle cinque, staccare e non pensarci più, lasciare le responsabilità ai capi, “… tanto io non ho bisogno di molto per vivere…”, etc. etc.
Non è la mia mentalità ma è evidente che è quella della maggior parte degli Italiani. Non capisco perché dovremmo sputare nel piatto dove quasi tutti mangiano, o vorrebbero mangiare.

Accantonate attitudini e preferenze soggettive, resta il fatto che il franchising è una struttura molto più piramidale del network marketing.

Quale esperienza spirituale ti dà modo di fare, una piramide?

Chi fa network, infatti, spiritualmente ha bisogno di fare rete, come dice la parola stessa: di sentirsi parte di una trama che si sviluppa soprattutto orizzontalmente, e dove tutti possono spostarsi di livello in base al fatturato (in modo totalmente meritocratico, quindi), con estrema dinamicità. Desidera avere autonomia e responsabilità; poter esprimere il proprio genio e la creatività senza dover troppo rendere conto ad altri. Chi fa network ha voglia di flessibilità, avventura e ampi margini di guadagno. Tutte situazioni completamente diverse da quelle che si verificano in una struttura piramidale. E infatti torno a ripetere: il network marketing è la forma imprenditoriale meno piramidale non solo del franchising ma di tutte.

Nel franchising, invece, si fa piena esperienza del livello: per la serie, questo è l’unico posto che puoi prendere, ti metti qui e ci rimani, non ti muovi più. Ti apri il tuo bel negozio scegliendo solo ed esclusivamente tra le opzioni che ti diamo noi – che facciamo le indagini di mercato e possiamo vedere com’è la situazione generale, dall’alto. Tutti i mesi hai i tuoi acquisti dalla casa madre, corrispondi le tue royalties, raggiungi i tuoi obiettivi. Ma alla fine tu, a fronte di tanta “sicurezza”, ti puoi arricchire solo fino a un certo punto; mentre noi che siamo al vertice cresciamo in misura esponenziale, ogni volta che parte un nuovo punto vendita.

Di cosa devi aver bisogno, spiritualmente, perché una struttura come quella del franchising ti faccia bene? Ti porti fortuna, espansione, arricchimento e benessere profondo?

  1. Stabilità.
  2. Contenimento.
  3. Serenità.
  4. Umiltà.
  5. Deresponsabilizzazione.

Il profilo giusto per il franchising

franchising

E’ quello di una persona che sente l’esigenza di contenere la propria energia perché, quando esagera, deborda, facendo più danni che altro. Una persona che necessita di una guida stabile e sicura; che le dica precisamente cosa fare, quando e come. In modo tale da potersi costruire una quotidianità regolare e serena, tranquilla, senza troppe altalene – logistiche ed emotive.
E’ una persona umile, che non ha grandi mire e ambizioni né dal punto di vista della carriera né economicamente. Le sta bene investire una somma considerevole, chiedere un prestito ai parenti o a qualche banca o istituto di credito, e restituire i soldi un po’ alla volta, anche senza grossi guadagni. Ha bisogni e desideri più psicologici che materiali.
Infine, fa fatica a tenere sulle spalle grandi responsabilità. Preferisce la leggerezza di una condizione in cui deve fare delle scelte, sì, ma quasi mai decisive; più che altro marginali, secondarie.

Se ti riconosci in questo profilo, il franchising ti farà del bene. Se sei una persona all’opposto, invece, lascia stare perché, per quanto possa avere degli apparenti vantaggi dal punto di vista economico, finirebbe con l’uccidere il tuo spirito, il tuo entusiasmo e la tua vitalità.
Valuta sempre tutto a partire da chi sei davvero, come anima, e da chi vuoi diventare, come persona.

Ilaria Cusano

PS. Io, come sai, ho scelto la via del network marketing, che è quella che mi corrisponde di più in assoluto. Se vuoi collaborare con me puoi unirti anche in autonomia al programma MBA, e poi contattarmi per sviluppare una strategia di azione insieme! Più che volentieri 😀

Punto G, cos’è e dove si trova

Punto G: come definirlo, dal punto di vista spirituale?

punto gMi sono posta questa domanda, sul punto G.

Se ne sente spesso parlare dal punto di vista dell’anatomia, di educazione sessuale e pornografico, ma l’esperienza di questo magico luogo del corpo femminile non si esaurisce con queste tre dimensioni.
Il piacere femminile, in altre parole, non è affatto una questione puramente anatomica, che si conosce e padroneggia con un po’ di informazione e qualche film porno. Tutt’altro. Le dimensioni più decisive, nella capacità di provare piacere da donne – così come di dare piacere alle donne – sono quella emotiva, quella affettiva e, per l’appunto, quella spirituale.

Mi sembra saggio e intelligente, quindi, concentrarci soprattutto su queste. Onde evitare di continuare a perdere tempo parlando di cose che non hanno tutta questa influenza; e di diventare più ben informati e abili nelle cose che, invece, ce l’hanno.
Che sono, ripeto: emotività, affettività e spiritualità.
E’ in base a questi tre fattori che la stragrande maggioranza delle donne prova piacere sessuale, e tutto ciò che a esso è connesso.
Scopriamole meglio.

Il punto G, emotivamente

Dal punto di vista emotivo, un’adeguata stimolazione del punto G fa “esplodere” e “perdere la testa”; ovviamente in senso figurato.

Possiamo procedere anche al contrario, tramite l’esperienza diretta: cioè, invece di studiare sugli opuscoli dov’è il punto G e poi mettersi a ravanare nei genitali femminili alla sua ricerca – cosa fastidiosissima e ridicola – possiamo rimanere presenti allo stato emotivo della donna e, quando percepiamo che sta “esplodendo” e “perdendo la testa”, registriamo il tipo di stimolazione che stavamo esercitando. E che, evidentemente, funziona.

Il punto G, affettivamente

Può sembrare paradossale ma, per una donna, riuscire a lasciarsi andare a tal punto mentre si fa l’amore, vuol dire qualcosa di estremamente importante, dal punto di vista affettivo: vuol dire che si sente al sicuro, che sente di potersi fidare.

E’ un po’ come il bere fino a ubriacarsi: se ci vogliamo bene, lo facciamo solo con alcuni tipi di persone e in determinate situazioni. Solo quando ci sentiamo al sicuro e siamo certe del fatto che, se dovessimo aver bisogno di qualsiasi cosa, chi è insieme a noi ci aiuterebbe, si prenderebbe cura di noi.
Diversamente, preferiamo mantenere ben saldo l’autocontrollo, onde evitare di metterci in pericolo.
Con la stimolazione del punto G avviene esattamente la stessa cosa.

Quello che si deve essere in grado di fare, quindi, per poter fare con una donna l’esperienza di massimo godimento per mezzo di questa zona del corpo, è diventare il genere di persona di cui ci si può fidare. Con cui lei si senta perfettamente al sicuro.
E’ difficile ma è così.
E aggiunto anche che fingere non funziona – o meglio, funziona solo con le donne con seri problemi di autostima e/o psicologici.
Tutte quelle che si vogliono bene, che sono salde ed equilibrate dentro di sé, hanno un istinto che funziona bene. Sanno distinguere con chiarezza di chi, al di là delle recite e delle ciance, ci si può fidare – e di chi no.

Il punto G, spiritualmente

Spiritualmente, invece, è un bel mistero, il nostro mitico punto G!

Quello che posso testimoniare è che, posto che ci siano i presupposti emotivi e affettivi appena descritti, permette di spostarsi in un altro spazio.
Il piacere sessuale che si sprigiona, quando anche il punto G è correttamente e pienamente coinvolto, fa “viaggiare” mentalmente.
Si iniziano a percepire con estrema chiarezza tutti i vari corpi energetici: il corpo astrale, il corpo radiante, etc. Si sente molto intensamente la relazione energetica con l’altro. Avviene una vera e propria trasfigurazione: ci si vede diversi, più grandi, belli, luminosi, chiari. E si ha l’impressione di stare facendo qualcosa di immenso anche su altri piani, non solo sul classico piano ordinario su cui quasi tutti noi viviamo e operiamo per la maggior parte del tempo, durante le nostre giornate.

Ricapitolando, 3 consigli sul punto G

punto g

Fatte queste fondamentali premesse, ecco cosa posso consigliarti, personalmente, per la tua relazione col punto G – parlo soprattutto alle donne, come sempre 🙂

  1. Comunicate queste cose ai vostri partner. Fate loro leggere questo articolo, se può aiutarvi. Ma non fateli andare per la loro strada, da soli; perché tendenzialmente sbagliano, nell’approcciarsi al corpo femminile. Non perché siano degli idioti o degli incapaci. Ma perché siamo noi a doverli guidare. Fa parte delle nostre responsabilità, far conoscere loro il nostro corpo. Solo noi possiamo guidarli; se non lo facciamo, loro utilizzano i riferimenti che usano per il proprio corpo ma, essendo totalmente diversi, non funzionano.
  2. Prendete l’abitudine a verbalizzare ciò che provate, mentre venite masturbate o penetrate. Parlando con la persona con cui fate sesso, con degli amici, scrivendo un diario; come volete. Ma imparate a comunicare con maggiore trasparenza possibile ciò che sentite, sessualmente. In questo modo, anche per voi diventerà sempre più chiaro cosa vi fa percepire il piacere che vi arriva dal clitoride, per esempio, da quello che vi arriva dal punto G.
  3. Esercitatevi a distinguere le tre dimensioni di cui vi ho parlato: emotiva, affettiva e spirituale. Di informazioni mediche, scientifiche e psicologiche ne abbiamo a valanghe, eppure è ancora pieno di donne che non hanno orgasmi, che ne hanno uno ogni tanto, o che comunque godono poco. Il che vuol dire le informazioni mediche, scientifiche e psicologiche, nel piacere sessuale, non hanno il potere di fare la differenza. Io credo che quelle emotive, affettive e spirituali, invece, ce l’abbiano. Testatelo; avete solo da guadagnarci.

Se volete conoscere meglio la vostra sessualità con questo approccio, ecco tutti i miei corsi sull’energia sessuale. Sono tanti; troverete storie, tecniche e ispirazioni per migliorare il vostro rapporto col sesso e col piacere in generale.

Ilaria Cusano

5 motivi per utilizzare i sex toys

Parliamo di sex toys

Questi sex toys mi sbucano fuori a ogni dove, negli ultimi giorni 😀 Proprio settimana scorsa, un’emittente indipendente dal nome che mi è subito piaciuto un sacco (Blacklist), mi ha contattata per chiedermi un’intervista. Mi hanno detto che dovevano fare un sondaggio nella community per capire se c’era abbastanza interesse per il tema che intendevano propormi – alla fine c’era. E qual era questo tema?

E se la vostra ragazza usasse Dildo? Come la prendereste? Gelosi o contenti?

sex toys

Ora, Blacklist, che ho valutato a lungo e con attenzione prima di accettare l’intervista, mi è piaciuta proprio perché fa vera cultura e non solo marchette. Crea quell’ambiente cosiddetto “socratico” in cui le persone possono realmente dialogare in libertà – invece di prepararsi tutto prima a tavolino al solo scopo di promuovere prodotti o servizi.
Il fatto che anche in un contesto del genere emerga una domanda così maschilista dà tutto da pensare…

Mi sembra perciò utile fare una breve preparazione a questo momento di incontro.

La puntata sarà presente, a partire da Lunedì 28 Ottobre alle 21, su Spotify e Apple Podcast mentre, per chi vuole seguirla live, il canale è Twitch e l’appuntamento è sempre Lunedì ma alle 18.

5 motivi per NON usare i sex toys

Partiamo da qui; facciamo un po’ di “potatura”, visto che molti hanno le idee parecchio confuse, su come si fa ad avere una vita sessuale appagante, divertente e, se Dio vuole, persino sana e ispirante 😉

I sex toys non ti potranno mai essere d’aiuto se

  1. il tuo partner non ti eccita, non ti suscita la voglia di fare l’amore, se il tuo desiderio di base verso di lui (o lei) manca o è carente.
  2. Se non provi un’intensità emotiva, immaginativa e sentimentale in grado di fare il suo “lavoro” anche dal punto di vista fisiologico: farti bagnare e aprire se sei donna, farti venire un’erezione e fartela durare, se sei uomo.
  3. Se fare sesso ti annoia.
  4. Oppure se è l’altro/a che, anche quando “chimicamente” ti attrae, poi con te si pone in un modo tale che la voglia ti passa.
  5. Infine, non ti possono aiutare quando fai l’amore controvoglia, solo per senso del dovere, per compiacere l’altro o per evitare che cerchi soddisfazione altrove.

Queste situazioni hanno a che fare con dinamiche psicologiche, affettive, spirituali e/o relative alle sfere della comunicazione e seduzione, e vanno affrontate in quanto tali. I sex toys, quando li usi per “mettere una toppa”, possono funzionare una o due volte – oppure no: possono anche esacerbare un conflitto… In ogni caso, non risolvono né migliorano questioni del genere.

In altre circostanze, invece, possono diventare dei buonissimi amici 🙂 Vediamone alcune.

5 casi in cui i sex toys possono diventare ottimi amici

1) Nell’autoerotismo

Che si tratti di masturbazione in solitaria o durante un rapporto sessuale, è evidente che un essere umano avrà difficoltà a vibrare come possono vibrare certi giochini 😀 O a prendere la forma di quelle meravigliose palline che preparano il retto al sesso anale. Se si vogliono provare delle sensazioni che, proprio meccanicamente e non perché è incapace, una persona non può dare, ben vengano i sex toys.

2) Per aumentare il piacere

Non per generarlo, attenzione: non si può aumentare qualcosa che non c’è. Ma per potenziare un piacere sessuale che, di per sé, già esiste.
Esempio: se un uomo mi sta stimolando con le mani e una è sul mio ano e una sui miei seni, e io desiderio anche una stimolazione della vagina ma da sola riesco ad arrivare solo fino alle labbra e non fino in fondo, un dildo mi può aiutare. In questo modo, posso provare godimento sia per effetto della stimolazione manuale del partner, sia grazie al dildo che contemporaneamente sto manovrando io.

sex toys

3) Per esplorare nuove possibilità

Mi riferisco a tutti quei casi in cui, sessualmente, con una persona ci divertiamo un sacco. Ci piace, ci eccita, ci attrae, sa sedurci, sa giocare con noi; e quindi ci viene voglia di “viaggiare” con lei, di esplorare nuovi territori. Finora, onestamente a me i sex toys hanno più deluso e annoiato da questo punto di vista. Però devo ammettere che ne ho provati meno di dieci e in tutti i casi con persone con cui il sesso non era un granché… Per questo continuo a essere curiosa e di certo vorrò testarne altri, adesso che ho un partner da 10 e lode, a letto 😉

4) Per ridere

Altra funzione ridicola, per l’appunto, ma che indubbiamente può portare nel sesso quella dose di gioco, allegria e divertimento che agevola anche il piacere in senso stretto, predisponendo a godere di più e più a lungo.

5) Per fare cose altrimenti difficili

Prendiamo il sesso anale. E’ una pratica che molti, oggigiorno, vogliono provare, e in cui si tende a incontrare parecchie difficoltà. Ad alcuni non piace; qualcuno si rifiuta proprio per motivi fisiologici soggettivi; ma tanti possono riuscire con grande piacere semplicemente preparandosi. Ci sono vari sex toys perfetti per questo; perché non provarli? Possiamo sempre scoprire qualche nuova frontiera che magari ci dà più di quanto immaginiamo 🙂

Per oggi è tutto.

Ti invito a seguirmi live sul canale Twitch di Blacklist, lunedì prossimo verso le 18, o ad ascoltare la puntata in differita, su Spotify e Apple Podcast, a partire da lunedì 28 ore 21.

Ilaria Cusano

BDSM: quando il dolore diventa piacere

Piacere e dolore, due mondi uniti, per molti

Partiamo subito con due premesse fondamentali:

  1. confondere piacere e dolore è un problema e, in quanto tale, va risolto;
  2. per superarlo, bisogna attraversare il territorio in cui invita.

bdsm

Negli ultimi anni, nel mondo della “sessualità” è emerso un enorme interesse nei confronti del BDSM. Sessualità tra virgolette perché si tratta di una questione più psicologica che sessualeSi manifesta nel sesso perché è l’unica sfera in cui non si riesce a fingere, come la maggior parte delle persone fa quasi di continuo in ogni altra sfera della vita. Ma il tema è ben più pervasivo e riguarda l’essere stati cresciuti nella convinzione che il dolore possa generare qualche tipo di piacere.

La rinuncia è una cosa nobile.
Chi bella vuole apparire un poco deve soffrire.
La pazienza è la virtù dei forti.
Queste sono solo alcune delle idee a cui, nella nostra educazione cattolica, chi più chi meno, siamo stati spinti a credere.
Tali idee si sono cristallizzate in valori: rinuncia, sacrificio e pazienza, per esempio. E, da lì alla società perversa e malata a cui stiamo assistendo oggi, il passo è breve. Perché, se ci pensi anche solo tre secondi in modo lucido,

Quale mente, se non una profondamente deviata, può sostenere un’ideologia che spinge la gente a cercare il dolore?

E’ evidente; non serve una laurea per capirlo.
Questo è il punto in cui siamo. Inutile dire di no, girarsi dall’altra parte o mettere la testa sotto la sabbia.
E’ per di qua che dobbiamo passare, se vogliamo procedere oltre. Per forza. Facciamolo, allora 🙂

BDSM: cosa c’è di eccitante?

Ecco cosa ho osservato analizzando molto da vicino, e da dentro, il mondo del BDSM.

Ciò che eccita è soprattutto l’esercizio del potere.
Siccome la maggior parte delle persone è profondamente repressa o corrotta in tal senso, ha bisogno di sfoghi. Allora troviamo da un lato tutti quelli che, nella propria vita quotidiana, fanno gli impotenti, rinunciando a ogni genere di potere, e che giustamente cercano una qualche forma di riscatto. E, dall’altro, chi del potere abusa, e che ovviamente si sente in colpa e cerca una punizione, l’espiazione della colpa.
Insieme sono perfetti.

Gli (e le) impotenti dominano, feriscono e umiliano, e si beano di questa breve ebbrezza di potere, per poi tornare a casa, a testa bassa e bocca chiusa. E i (e le) teste di cazzo si fanno trattare male in tutti i modi possibili e immaginabili; illudendosi del fatto che, così, non saranno più tanto teste di cazzo.
Naturalmente la cosa non funziona né per gli uni né per gli altri 😀

Nel BDSM, inoltre, ci si può camuffare benissimo!
Il problema, per i più, è che loro, poverini, vorrebbero godere; ma non ci riescono. Allora già devono supportare la sofferenza data dall’incapacità di provare piacere; quando devono gestire anche il fatto che tutti quelli con cui fanno sesso se ne accorgono, diventa un disagio immenso.
La pratica del BDSM, in questo senso, è perfetta: richiedendo travestimenti, giochi di illusionismo e tutta una pantomima molto teatrale, sposta l’attenzione su cose assai lontane dalla potenza di un’erezione o dalla profondità della lubrificazione vaginale. Così non ci si fa tanto caso, al fatto che l’erezione non è piena o a mala pena avviene, o che la vagina non si bagna. Che non si è davvero eccitati, in pratica. E buona parte del disagio viene scongiurata.

BDSM e Cattolicesimo

E’ impressionante come BDSM e Cattolicesimo sono perfetti insieme: moglie e marito che possono rimanere uniti per l’eternità, volendo.

Entrambi invitano a soffrire e a considerare questa sofferenza il piacere più nobile e profondo che esiste.
Tutti e due promuovono la doppiezza: dai al mondo l’apparenza di una persona irreprensibile, e poi sfoga tutto il demonio che c’è in te nell’oscurità, nell’ombra, di nascosto, senza farti vedere.
Vergognati di ciò che sei, perché fai schifo, hai delle tentazioni orribili e il fatto che ogni tanto cedi a esse indica che sei schiavo di Satana.

bdsm

Io non capisco come facciano delle persone intelligenti, acculturate e sane di mente a credere a tante idiozie messe insieme 😀 Non me ne faccio una ragione.
Ma, siccome ormai, dopo anni di ricerca in questo campo, mi sono arresa al fatto che questa realtà esiste, mi permetto di dare un mio contributo. Ovviamente lo utilizzeranno solo coloro a cui un minimo di sanità mentale è rimasta.

  1. Impara a godere. Per davvero, però. Non tanto con la mente, che è solo una stupida serva da addomesticare, ma con il corpo, che è fatto apposta per provare piacere. E’ una delle più straordinarie peculiarità di noi esseri umani; e un motivo c’è, se Dio e Madre Natura ci hanno creati proprio così: capaci di godere.
  2. Impara anche ad allontanarti da tutte le cose e le persone che ti fanno stare male. Oppure, se intuisci che devi crescere e maturare, rispetto a certe questioni, fallo; a quel punto il dolore si tramuterà in forza. Ma fallo: tramutalo in forza. E sappi che sta funzionando solo se vedi dei progressi concreti. Diversamente, fatti aiutare da qualche professionista.
  3. Attraversa la tua zona d’ombra a testa alta; e, quando qualcuno tenta di farti vergognare di chi sei, mandalo a cagare, lui e quella stupida, infantile e ridicola ossessione di Satana che si porta in quel suo cervello bacato. Se uno vuol credere agli alieni è libero di farlo; ma, se viene da te a pressarti tutti i giorni per convincerti dell’esistenza degli alieni, è lui ad avere un problema serio, non tu.

Risorse concrete per l’evoluzione sessuale

Se vuoi parlare di questo tema perché hai avuto esperienze dirette, o di terzi, e hai voglia di capire, vederci più chiaro o superarle, ti aspetto nei commenti a questo articolo. So che è importantissimo tenere aperto uno spazio di dialogo su tutto questo; il mio blog e il mio canale Youtube sono due luoghi in cui possiamo farlo.
Se invece anche tu vuoi diventare Sex Coach per donne e offrire il tuo contributo nella sfera della sessualità, certamente la mia scuola professionale può essere un ottimo punto di partenza 🙂

Con affetto,
Ilaria Cusano

Self empowerment, cos’è e come coltivarlo

Self empowerment vuol dire auto-potenziamento

Noi donne abbiamo fatto tanto le snob, criticando tutti quegli uomini che passavano le giornate a occuparsi di fare soldi; eppure il modo più efficace per coltivare il self empowerment è proprio guadagnare.

Self empowerment

Quest’anno sto avendo a che fare con vari ventenni. Mi si avvicinano perché desiderano intraprendere una carriera simile alla mia ma poi, noto, manifestano immense resistenze nei confronti di ciò che invece dovranno imparare ad amare: i soldi e il potere che danno.
Soldi e potere sono le prime cose che servono, per rendersi autonomi ed emanciparsi dalla famiglia. Distacco fondamentale. Sia per intraprendere una carriera che si rispetti: chi vuole affidarsi a una mantenuta o figlia di papà che, a quasi 30 anni, abita ancora coi genitori? Sia, semplicemente, per diventare adulti.

Questa generazione, per qualche oscuro motivo, sembra non rendersene conto: auto-potenziarsi, usare la propria abilità per generare valore e costruire qualcosa, è un passaggio essenziale, per darsi delle chance di essere presi sul serio.
Tendiamo a non dirlo quasi mai per non offendere, ma tutti non vediamo di buon occhio neanche chi resta per una vita intera ad abitare a due passi dai genitori. E magari va tre volte alla settimana a mangiare da loro. Figuriamoci chi, alle porte dei trent’anni, sta ancora a spillar soldi alla madre e al padre anziani, per farsi mantenere. In quest’epoca apparentemente si tollera tutto in nome del “politically correct”, ma tutti sappiamo che una persona con questo tipo di abitudini

  1. è impotente: non ha potere personale o non è in grado di usarlo… figuriamoci usarlo bene!
  2. Non è affidabile perché non è mai veramente cresciuta; non è ancora approdata all’età adulta. Qualsiasi cosa venga da lei, sarà il gioco di una bambina – e non l’interessante creazione di una nuova leader.

Soldi e potere: un’educazione fallimentare

Da quando ho iniziato a studiare bene la finanza e l’economia, mi sono resa conto del pericolo enorme in cui mi aveva messa l’educazione fallimentare che avevo ricevuto su questi temi. Un pericolo di sopravvivenza, persino!
Se avessi seguito chi mi ha cresciuta (genitori, parenti, insegnanti), avrei serie difficoltà ad arrivare a fine mese; potrei patire anche la fame o abitare in qualche tugurio. Soprattutto nel mercato di oggi, dove il lavoro dipendente sta sparendo sempre di più (e grazie a Dio!) e le sicurezze non bisogna chiederle al “capo” o allo Stato, ma bisogna imparare a darsele da soli e a darne anche ad altri.

Ieri mi sono fatta due dei corsi di Alfio Bardolla che stanno su Master Business – una piattaforma di corsi online che mi è piaciuta così tanto che mi sono messa anch’io a sponsorizzarla. A un certo punto ha detto che le informazioni che girano nei mass media sono fatte per i poveri e per la classe media, perché i mass media puntano all’audience e l’audience è fatta dai poveri e dalla classe media. E che i politici parlano ai poveri e alla classe media; perché hanno come obiettivo i voti, e i voti arrivano soprattutto dai poveri e dalla classe media. Dio quanto è vero!

Valanghe di falsità, stupidaggini e storielle perché, effettivamente, servono a intrattenere tutti quelli che vogliono vivere nell’inconsapevolezza più totale. Gente che ancora crede che il lavorare coincida col faticare. Che non sa generare alcun valore, né vuole imparare a farlo; sanno solo dipendere e obbedire, eseguire ordini passivamente, senza neanche capire tutto ciò in cui sono coinvolti.
Non è questa la società che intendo alimentare. Per quanto mi riguarda, queste dinamiche devono smettere di esistere.

Self empowerment

Devono morire i rapporti di dipendenza: non permettono all’essere umano di svilupparsi e sprigionare tutto il proprio magnifico potenziale. Deve morire questo obbrobrio del farsi mantenere: dai genitori, dai partner, da chiunque. Offende la dignità sia di chi mantiene sia di chi viene mantenuto. E, soprattutto, deve morire questa educazione finanziaria delle famiglie e delle scuole; che persiste nel crescere eserciti di bravi soldatini che non sanno neanche provvedere a se stessi… figuriamoci fare i leader e i cittadini…

Per auto-potenziarti comincia a guadagnare, e guadagnare bene

Guadagna soldi, poi guadagna tanti soldi, e poi occupati di farne guadagnare anche agli altri. Questo è il modo più efficace e concreto per coltivare il self empowerment. Non le meditazioni sul terzo chakra 😀
Puoi sollazzarti un po’ con quelle robe per avere una percezione di come ti fa sentire, il potere: averne dentro, sentirlo circolare, la vitalità, l’energia, ok. Ma poi le cose vanno concretizzate; e con la meditazione concretizzi ben poco. A un certo punto devi passare all’azione.

Svegliati: non farti rincoglionire dalle inutili chiacchiere di tutti quelli che, si vede lontano un miglio, non ne sanno assolutamente niente di self empowerment, evoluzione, crescita personale. Ascolta chi queste cose le conosce e pure bene; chi le ha usate davvero per migliorare la propria vita e quella degli altri.

Lavora, renditi indipendente, crea qualcosa che valga, per cui la gente sia disposta a pagare, a riconoscerti questo valore. Emancipati da qualsiasi condizione di dipendenza – professionale, famigliare, di coppia. Realizzati, espanditi, sii felice e vola, perché è per questo che siamo venuti al mondo 🙂

Ilaria Cusano

Tutte le opportunità per fare soldi collaborando con me

  1. La formazione per lavorare come Life Coach Spirituale.
  2. La scuola per diventare Sex Coach per donne.
  3. L’affiliate marketing per guadagnare passivamente portando l’evoluzione spirituale nel mondo.
  4. La collaborazione con Master Business, per costruirti una rendita diffondendo un’educazione economico-finanziaria onesta e benefica.

Come fare soldi anche durante la crisi

Dopo la quarantena… come fare soldi?

come fare soldi

Dall’inizio della crisi dovuta al Covid, la mia preoccupazione era alle stelle non tanto per l’aspetto salute, quanto per quello lavoro.
La salute vale di più del lavoro, chiaramente, ma di quella mi sembra si stiano occupando numeri impressionanti di persone, anche fin troppo, per come la vedo io… Certi aspetti sono incontrollabili, per chi non li ha voluti gestire finora: non possiamo recuperare in pochi mesi la situazione di chi versa in stato di trascuratezza e abbandono da anni o decenni. Si è messo in una condizione di debolezza che lo espone a fragilità importanti. Magari questa crisi planetaria lo risveglierà e gli darà la consapevolezza di quanto è importante prendere a cuore il proprio benessere. Non per pochi mesi ma regolarmente e per tutta la vita.

Invece, mi sembra sia sottovalutato l’aspetto lavoro. Quello che sta succedendo in Italia e nel mondo è un allarme: stanno tornando povertà che sembravano superate; l’indigenza è sempre più diffusa; le disuguaglianze sociali aumentano in misura preoccupante. Tutto ciò, a livello elevato, è indice di un mondo professionale che deve cambiare. E che, finché resisterà a questo cambiamento necessario, continuerà a creare solo disagi e sofferenza.

Avendo vissuto tutt’altro, dalla quarantena in poi, mi sono sentita in dovere di dare un contributo.
Perché il mio fatturato, rispetto all’anno scorso, è aumentato del 35% – il che dimostra che le mie decisioni finanziarie sono state efficaci. Perché ho una serie di opportunità da offrire e mi sembra doveroso farlo. E perché stanno avvenendo una serie di vicende che avevo fiutato da anni e davanti a cui non posso stare con le mani in mano. Credo che chi abbia di più lo debba mettere a disposizione.

Ecco le novità degli ultimi mesi 🙂

La formazione professionalizzante in Life Coaching Spirituale

La prima scuola professionale che ho creato, nel 2016, sta andando molto bene quest’anno. Ne sono immensamente felice e, pur vedendo la paura e l’ansia di quasi tutte le donne che la iniziano (temono di fallire e di non riuscire a trasformarla in un lavoro), io so che ha un grande potenziale.
Per il semplice fatto che vivo di Life Coaching Spirituale dal 2005. E ci vivo anche benissimo, devo dire. Ragion per cui, se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutte le persone che lo vogliono; senza ombra di dubbio 🙂

La scuola professionale di Sex Coaching

Il corso di Sex Coaching per lavorare con le donne è nuovissimo; ho appena finito di crearlo. Già diverse persone me lo avevano chiesto, finalmente quest’estate sono riuscita a dedicarmici. E’ definitivamente pronto.
Ne sono entusiasta perché, oltre a poter offrire un servizio rivoluzionario e potentissimo per individui e società, è in grado di funzionare in misura impressionante anche come lavoro in proprio. E’ molto richiesto, apprezzato e, come il Life Coaching Spirituale, dona splendide prospettive anche dal punto di vista economico.

La collaborazione con Master Business

Ero alla ricerca di uno strumento di buon livello ma anche a buon mercato, da mettere a disposizione delle mie clienti e collaboratrici per aggiornarsi e formarsi con continuità, senza spendere somme da capogiro; e mi sono imbattuta in Master Business.
E’ una piattaforma con cui ho iniziato a collaborare perché mi ha convinta. Mi piace com’è strutturata, la trovo valida e abbonarsi, tramite il mio link, costa solo 13 euro al mese. Fosse esistita prima, la utilizzerei già da anni 🙂
Ti consiglio vivamente di provarla, è senza impegno; vedrai che turbo ti mette, farti un corso alla settimana o anche un paio al mese!

Il nostro corso online di gruppo per rimetterti in carreggiata dopo la crisi

Giovedì 17 inizia il nostro corso online di gruppo “Organizza un nuovo viaggio”.

come fare soldi

Come vedi nella pagina linkata, puoi anche prenderlo e fartelo da sola; ma, se ti piace l’idea di condividere l’esperienza con un bel gruppo, questa è senz’altro l’occasione.
Dura un ciclo lunare intero (un mesetto) e costa 138€. Ti puoi fare anche solo dalla luna nuova alla piena (due settimane), alla metà del prezzo – 69€. In questo caso, ti diamo lo slancio iniziale e poi, per stabilizzare e consolidare, vai avanti da sola. Se hai bisogno di risparmiare ma pur sempre di fare qualcosa, può funzionare 😉
Riceverai un audio di 5/10 minuti al giorno, tutti i giorni. Ispirazione, motivazione e tanti esercizi di Love Coaching per mettere i brillantini al nuovo ciclo che ci regala Settembre. Ti serve solo WhatsApp per partecipare.

Stai fiduciosa, attiva e connessa

Visto quante belle cose? E ci sono anche

  • gli articoli del blog – soprattutto le sezioni Inventa il lavoro che ami e Crisi e opportunità;
  • e i video del mio canale Youtube – usa la pagina Playlist per orientarti verso le tematiche che ti ispirano, motivano e smuovono di più.

Scrivimi oggi stesso per ricevere i dettagli su una o più opportunità.
E’ sempre una gioia poter essere utile a chi vuole davvero crescere e generare benessere!

I miei migliori auguri per un cambiamento meraviglioso 🙂

Ilaria Cusano