Sessualità dopo i 50 anni: come cambia e consigli

Sesso dopo i 50 anni

sesso dopo i 50 anni

Scrivere di sesso dopo i 50 anni mi diverte e incuriosisce. Mi dico “Cavolo com’è cambiato il mondo in pochissimi decenni!!”.
Solo quando io ero adolescente, cioè una ventina d’anni fa, non si parlava assolutamente della sessualità ultracinquantenne; nemmeno la si riteneva così comune, bisogna dire. Anzi! La tendenza era credere che già dal matrimonio, quindi da ben giovani, la passione cominciasse a spegnersi… figuriamoci portarla fino alla terza o quarta età! Pura fantascienza.

Ciò non vuol dire, naturalmente, che non ci fossero dei cinquantenni con una vita sessuale interessante e soddisfacente, ma l’immaginario ci portava a vederli

  • a godere, sì, ma con un amante, non nel matrimonio,
  • oppure a fare quelle cose patetiche tipo la vacanza sessuale in Brasile, con gli altri amici cinquantenni,
  • o ancora, come l’eterno trombador, un Peter Pan a vita che, in sostanza, è un traditore compulsivo – personaggio sempre esistito anche al femminile, intendiamoci, e indicato con termini molto meno simpatici e più “coloriti”…

In sostanza, il sesso dopo i 50 anni si immaginava o inesistente o totalmente immorale.
Oggi, invece, la cultura al riguardo è ben diversa. Un po’ sono stati gli stessi nonnini a modificarla, per rendere onore a se stessi e alla propria vitalità, ma un po’ è vero anche il contrario: cioè, che essendo cambiata la mentalità, tanti cinquantenni si sono tolti di dosso gli abiti grigi, marroni e tristi, per indossare finalmente altre vesti, più sgargianti e divertenti.

L’esperienza di Sex Coaching

Ne sto facendo esperienza io stessa, grazie a Beyond Tantra“, la nostra nuova area privata di Sex Coaching, e alla community collegata: del gruppo fanno parte anche diverse persone di più di 50 anni, e che Dio le benedica 😀

E’ bellissimo osservare il loro entusiasmo nei confronti del sesso, la spassionatezza con cui hanno voglia di esprimersi e fare nuove esperienze, la curiosità con cui desiderano scoprire ciò che ancora non conoscono…
Ti fanno pensare che è proprio vero che si può vivere credendo che il meglio debba ancora venire – a qualsiasi età!

Certamente, stare in contatto con queste persone, ascoltarle, prendere atto del loro modo di approcciarsi alla sessualità e dei loro bisogni in questa sfera, mi rende chiaro anche come cambia il sesso nel tempo:

  1. sono portatori di un retaggio di un’altra cultura, dove l’uomo “spalancava la porta” senza troppe remore, e la donna accoglieva incondizionatamente;
  2. questa mentalità così fissa, rispetto ai ruoli uomo-donna, rende rigidi i cinquantenni , nella sessualità, chiusi in degli schemi che rende loro difficile il vero ascolto, la reale connessione;
  3. però, dall’altra parte, c’è anche il superamento di tutta la vanità e l’arroganza tipiche dei giovani e degli adulti, con una conseguente maggiore disponibilità a giocare e a divertirsi,
  4. e un sentimento di non aver più niente da perdere, né moltissimo tempo a disposizione, ancora, per godere del piacere n° 1 della vita: il sesso.

Consigli per una sessualità felice oltre i 50 anni

L’esperienza di Beyond Tantra, unita alle mie avventure personali – eh già, ho sempre preferito gli uomini maturi, soprattutto per il sesso occasionale 😉 – mi hanno permesso di trarre alcune conclusioni su come essere sessualmente appagati anche dopo i 50 anni. Intendo seguire io per prima questi suggerimenti.

sesso dopo i 50 anni

In primis, tenersi in forma.
Prendersi cura del proprio corpo e del look, continuare sempre ad allenarsi, a conservare muscoli tonici e strutturati. Questo di certo aiuta sia a preservare un bel rapporto col proprio corpo, sia ovviamente a risultare attraenti per i partner.

Anche tenersi eroticamente svegli è fondamentale.
Va bene vedersi come quelli con un’esperienza alle spalle, una qualche saggezza maturata, ok. Ma si resta sempre anche delle persone che hanno voglia di godere e far godere, di condividere il piacere e la gioia di vivere con gli altri, e magari anche di concedersi quelle trasgressioni e avventure che, in anni in cui le responsabilità sociali (figli, lavoro) forse pesavano un po’ di più sulle spalle, non ci si è riusciti a permettere.

Infine, coinvolgersi in situazioni specificatamente sessuali.
Voglio dire: più si è giovani e più gli ormoni viaggiano alla grande – il che significa che ogni situazione tende a essere letta come potenzialmente sessuale.
La sessualità dell’ultracinquantenne, invece, è più raffinata e articolata. La persona matura è più esigente; ha bisogno di un’atmosfera ben precisa per accendere il proprio desiderio al punto tale da volersi concedere e lasciarsi totalmente andare – giustamente. Allora perché non diventare dei “palati sopraffini” e frequentare solo “i migliori ristoranti”?
Andare a cercare esattamente ciò che si desidera, costruirsi ad arte quella determinata circostanza, aiuterà a godersi le gioie del sesso anche dopo i 50 anni – quando ormoni e personalità funzionano in modo ben diverso rispetto ai 20, ai 30 e ai 40 anni.

Da parte mia un immenso Grazie 🙂 Non solo per partecipare a Beyond Tantra e ai miei percorsi individuali di Sex Coaching; ma soprattutto per stare costruendo una cultura, una mentalità e una società dove anch’io potrò essere un’anziana sessualmente felice!

Ilaria Cusano

Career Coaching di te stessa

Cosa sto imparando dalla Scuola Professionalizzante di Life Coaching Spirituale

career coaching
“La chiave per il successo è duro lavoro e determinazione”

Da ormai 13 anni le persone si rivolgono a me per potenziarsi, anche a livello lavorativo. Un corollario della mia professione consiste nel mettere dei potenziali formatori talentuosi nella condizione di diventare dei veri e propri imprenditori – perché bello fare il coach, ma se vuoi portare la mitica “pagnotta a casa” devi saper fare bene anzitutto il lavoro dell’imprenditore. E, siccome in questo le scuole servono a poco, ti ci vuole di rimboccarti le maniche e acquisire competenze “sul campo”, ok: a me e all’Italia servono nuovi coach competenti (di incompetenti o addirittura esaltati ce ne sono abbastanza!), a te serve un lavoro che funzioni e qualcuno che ti aiuti a strutturarlo – siamo d’accordo.

Se non fosse che più della metà delle donne alle prese col Career Coaching di se stesse cosa fa? Si sabota da solo e molla.

Career Coaching: se ti saboti, fai fallire anche me

Negli anni mi è capitato un miliardo di volte e chissà quante ancora mi succederà. Per me non è un problema il fatto che accade; a ben vedere, io ci guadagno sempre, in un modo o nell’altro. Solo, voglio condividere cosa succede per analizzare la cultura del lavoro della donna italiana.

Cosa fa?
Ti si propone tutta brillante e piena di entusiasmo. Poi ti fa vedere anche che è un essere umano e che, quindi, ha delle paure, delle insicurezze, che però è disposta ad affrontare e superare se tu le stai accanto e la aiuti. Tu lo fai, e lei come ti ricambia? Prendendosi da te tutto quello che può, nel minor tempo possibile, e poi andandosene per i fatti suoi a continuare la propria vita.

Ovviamente ha tutti i diritti di comportarsi così, ma dal mio punto di vista questo tipo di atteggiamento, nel migliore dei casi, si chiama da ragazzina, nel peggiore da ladra.
A me va sempre bene: ho tanto turn over, ma le mie competenze si potenziano, raffinano e ampliano in una misura impressionante, in questo modo.
Alla donna dall’altra parte, invece, sai cosa accade?

Nel backstage del Career Coaching

career coaching
“Definisci successo in base ai tuoi termini, ottienilo alle tue regole e costruisci una vita in cui tu sia fiera di vivere”

Ti porto qualche minuto nel dietro le quinte, a mostrarti una realtà che poche persone ti riveleranno. Ma ti assicuro che è questo che c’è nel backstage dell’attività di ogni imprenditore e imprenditrice senior come me.

Primo: vieni lasciata libera di muoverti come meglio credi, ci mancherebbe; in maniera totalmente diplomatica, vieni salutata e ricevi i migliori auguri, ma nel frattempo finisci nella stessa blacklist in cui finiscono i cattivi clienti, cioè quelli che non pagano. E sai perché? Perché ti comporti esattamente come loro: prometti lealtà e invece te ne approfitti e dimostri che di te non ci si può fidare.
Difficilmente qualcuno te lo dirà – perché avrebbero dovuto insegnartelo la mamma e il papà, nessun adulto ha voglia di fare da genitore ad altri adulti; ma di certo non ti si proporrà nessun’altra opportunità, perderai reputazione e prestigio e, quando qualcuno chiederà come lavori, si racconterà dell’esperienza (negativa) avuta con te.
Tu avevi tutte le ragioni per comportarti come hai fatto; è sempre così, tutti abbiamo degli ottimi motivi. Ma avevi la fiducia di qualcuno e l’hai persa. E questo sarà “scritto agli atti”.

Il Career Coaching funziona solo se cambi te stessa

Io faccio poche formazioni all’anno ma tutte mi fruttano tanto; sai perché? Perché mi comporto in modo opposto a quello che ti ho descritto. E, anche quando le cose mi vanno peggio del previsto, con un obiettivo, un risultato, delle promesse o il fatturato, chi lavora con me sa che mi sono sempre mossa in modo onesto.
Sono focalizzata su ciò che posso dare, non prendere. Il che, come ti sto dimostrando con questo stesso articolo, non vuol dire che non mi rendo conto di cosa mi spetta; ma, di base, ho un atteggiamento maturo, serio e responsabile che le persone, anche quando non hanno l’esperienza per riconoscerlo razionalmente, lo fiutano istintivamente.

career coaching
“La vita non ha a che fare col trovare te stessa. La vita ha a che fare con il CREARE te stessa”

Mai, nella mia vita, mi sono “fatta da sola”: anche professionalmente, cresco sempre e solo grazie all’aiuto e alla collaborazione degli altri. Ma di me ci si può fidare, a breve e a lungo termine, fino in fondo e anche quando i rapporti finiscono – tuttora continuo a sponsorizzare professionisti e persone con cui ho debiti di gratitudine a vita, e lo faccio perché se lo meritano.

Il successo e il riconoscimento si ottengono così: onorando il successo altrui e concentrandosi sul dare riconoscimento, e non sul chiederne o pretenderne ignobilmente, come fanno gli adolescenti.
Le competenze trasversali, sul lavoro, (cioè il modo in cui ti comporti, la tua mentalità e il tuo atteggiamento di base) contano e conteranno sempre tanto di più sia delle tue credenziali sia delle tue capacità tecniche; ricordatelo, mentre ti formi, perché tutti noialtri ce le ricordiamo tutte quelle che fai (o non fai), da qui alla fine della tua carriera – e, per buona creanza, non te lo diremo mai.

Ilaria Cusano

Come aiutare gli altri in maniera equilibrata

Chi non aiutare

Per aiutare gli altri in maniera equilibrata, bisogna partire da qui: chi non aiutare – dopo decenni di lavoro nelle relazioni d’aiuto, ho le idee abbastanza chiare, su queste cose.

  1. Coloro in cui non credi: non credi che ce la possano fare, che abbiano un potenziale, che possano mettere a frutto in maniera soddisfacente anche per te tutto ciò che con generosità offri loro.
  2. Le persone avide, arroganti, presuntuose, che pensano di non aver bisogno di niente.
  3. Tutti quelli che ti viene di aiutare solo per dimostrare qualcosa, a loro stessi o a qualcun altro – come a voler dire “Vedi che avevo ragione?”.

Da qui passiamo ai tre presupposti di base su cui si fonda il riuscire ad aiutare gli altri in maniera equilibrata.

aiutare gli altri

Aiuta coloro in cui credi

Per poter sentire di stare mettendo le tue energie nei posti giusti, devi pensare che, mettendole proprio lì (perché, nel frattempo, dovrai toglierle da altrove), daranno degli splendidi frutti.

Allora aiuta coloro da cui ti aspetti grandi cose: le persone in cui vedi un bel potenziale di riuscita, che sapranno apprezzare e mettere a frutto tutto il tempo, la passione e le abilità che metterai a loro disposizione, e che possibilmente faranno altrettanto, quando arriverà il loro il turno di restituire.

Così contribuisci a un circolo virtuoso e non vizioso.

Aiuta gli umili e i generosi

Non è una questione morale – anche se potrebbe esserlo e andrebbe benissimo lo stesso; è una questione di valore, anche economico, da un certo punto di vista.

Gli umili e i generosi sono quelli che, anche se procedono a testa alta laddove conoscono e hanno maturato, anche se sono in là con l’età e hanno realizzato diverse belle cose, quando si trovano in un nuovo territorio abbassano la testa e si affidano.

Sono quelli che danno il meglio e che imparano di più: perché hanno un’autostima forte e salda ed emulano e si applicano in modo diligente e con profonda gratitudine.
Tutto ciò che sviluppano dura per sempre e continua a fruttare per lungo tempo, fluendo prima attraverso di sé e poi nelle mani di altri ancora.

Conviene investire su questo genere di persone, sia affettivamente sia lavorativamente. E le altre, che continuino a sbattere la loro stupida testa dura su tutti i muri che devono; presto o tardi capiranno. In ogni caso, non è una tua responsabilità. Tua responsabilità, invece, è usare in maniera intelligente le tue risorse ed energie; investile solo su chi promette bene.

aiutare gli altri

Aiuta con il giusto spirito

Aiutare gli altri per dimostrare loro quanto vali non è il giusto spirito e ti porterà solo tante grane: è un atteggiamento viscido e meschino, è più egocentrico che cooperativo, ti si ritorcerà contro come un boomerang.
E ti dico: puoi aiutare con il giusto spirito anche se per lavoro vendi corsi per aiutare la gente – anche quando ci sono di mezzo i soldi puoi emanciparti dalla corruzione, ne sono certa perché lo faccio ogni santo giorno da decenni.

Aiuta perché donare le tue energie a quella persona o a quel gruppo arricchisce anzitutto te; per far crescere e potenziare qualcosa o qualcuno in cui credi, che secondo te può contribuire a cambiare anche la tua realtà in meglio. Fallo in modo pulito, trasparente e genuino, non in vista di un tornaconto personale o per metterti su un piedistallo rispetto a qualcun altro.

Se ancora non hai maturato questo spirito, inizia subito a farlo; non credere che gli altri non “sentano l’odore” dell’aiuto che offri loro. Lo sentono tutti benissimo e ne tengono conto dall’inizio alla fine del rapporto.
Ciò che ti ritroverai nelle mani sarà esattamente quello che ti sarai meritata, non tanto in virtù di cosa e quanto avrai fatto, ma più di come e perché
lo avrai fatto.

Ilaria Cusano

Migliorare se stessi e la propria autostima attraverso la sessualità

Fare sesso appagante per migliorare se stessi e l’autostima

Per altre epoche e culture, la questione è ben diversa, ma oggi, qui, tu pensi sia più poco di buono una donna che passa anni o decenni a fare sesso senza godere, o una che ne fa solo ed esclusivamente quando gode e tanto?
Non sembra anche a te che la prima possa farlo solo per dei secondi fini?
Insomma, se non si eccita e non gode, perché lo fa? Qualche interesse deve pur averlo. A qualcosa le serve, questo offrire il proprio corpo a un’altra persona, per il piacere solo di quest’ultima? Come la ripagherà?

migliorare se stessi autostima

In diversi modi, in verità.
La ripagherà attraverso le solite sicurezze materiali, che per molte donne suscitano gli stessi appettiti di secoli fa, anche se ora si vergognano a dirlo; con la stabilità di un’immagine sociale che tantissime, con la bassa autostima che hanno, faticano in modo abnorme a mettere in crisi; con l’appartenenza a un clan: una famiglia e una classe sociale fuori dai quali la stragrande maggioranza delle donne non sa chi è, perde completamente il senso di sé e della propria identità.

Allora, provocatoriamente ma neanche tanto, mi viene da chiedere

Ma una donna del genere che autostima dovrebbe mai avere? Non è forse ovvio che ne abbia una bassissima?

Migliorare se stesse per migliorare l’autostima

L’autostima è la percezione e la consapevolezza del proprio valore. Valore che può essere sentito e visto nel momento in cui effettivamente esiste. Se non ne hai non puoi convincerti di averne; non funziona, per l’autostima.

Se non hai valore devi maturarne. Come? Attraverso il comportamento.

Un mare di donne denuncia abusi, soprusi e angherie da parte degli uomini; personalmente mi soffermerò sull’opposto: ho subito e subisco di più e di peggio dalle donne.

Sul mio canale Youtube devo sopportare costantemente gli sfoghi maleducati e violenti di orde di vipere infelici e frustrate che, vedendo me bella, vitale, soddisfatta e felice, si imbestialiscono di rabbia e mi vomitano addosso il peggio che hanno nelle viscere.
Di uomini che non condividono il mio pensiero ce ne sono; anche di eccessivamente aggressivi e offensivi. Ma le donne sono di più e si comportano in modo peggiore.
Io segnalo ogni esagerazione e ho imparato a farmici quattro risate e, quando mi va, anche a rispondere a tono; ma mi sembra assurdo che, mentre tra gli adolescenti ci sono mille problemi di bullismo e nel mondo imperversa un livello di terrorismo come non se n’era mai visto, nel piccolo delle nostre vite si palesa la fonte di tutto ciò e tanta gente si ostina a non vederla.
Vai nella mia playlist di Sex Coaching, nei commenti, e la vedrai.

Autostima e stalking

Quando prendi l’abitudine a comportarti con valore e nobiltà, poi, stai pur certa che iniziano ad arrivarti gli stalker: l’autostima ti matura, certo, perché porti la ricchezza nella tua azione quotidiana, strutturi la vita intorno a essa, ti ci crei una professione, impari a non mettere a disposizione il tuo corpo (col lavoro e nel sesso) in cambio di beni materiali e tornaconti sociali, ti arricchisci intimamente, spiritualmente e di riconoscimenti conquistati con intelligenza e dignità… et voilà! Tutte quelle che o non sono riuscite a fare altrettanto, o che nemmeno ci hanno provato per quanto non credevano in se stesse, vedono in te il riflesso del proprio fallimento e te ne fanno di tutti i colori!

Ti mettono in difficoltà sul lavoro, anche causandoti disagi e problemi gravi; a ogni occasione possibile ti attaccano, solo per godere dell’umiliarti; sono sempre lì in agguato a spiarti, ti perseguitano in modo velenoso, ti sparlano alle spalle. Un’angoscia costante.

migliorare se stessi autostima

Intendiamoci: a 36 anni e dopo aver vissuto un’infanzia e adolescenza in un’epoca in cui da queste cose di certo non si veniva protetti e difesi dagli adulti (solo una maestra delle elementari lo fece, la maestra Nella, e me ne ricordo più che bene, ovviamente), ho imparato a fronteggiare un’evenienza tanto comune.
Ciò che è cambiato profondamente, oggi in me, e che intendo stimolare anche in altri già sensibili, è che voglio lottare contro questo genere di “femminilità”: questa violenza femminile che fin troppe persone fingono di non vedere, o addirittura ci ridono, mentre altre (donne e uomini) sono costrette a conviverci, a subirla e a portarne le ferite addosso, va combattuta e vinta, prima dentro e poi fuori. Altrimenti continueremo a ritrovarcela dovunque di generazione in generazione, come un’erba infestante.

Donna, per migliorare la tua autostima migliora te stessa

Smettila di dirti che va tutto bene quando non è così: se con un uomo non ti ecciti e non godi affronta il problema onestamente; non continuare a tentare ogni genere di manipolazione della situazione.
Se i tuoi bisogni affettivi non sono adeguatamente soddisfatti, non credere che sia colpa di qualcuno di diverso da te: è tutta colpa tua, perché quella soddisfazione devi guadagnartela – so che ti viene difficile perché ti avevano fatto credere che ti sarebbe bastato essere bella e così ti sei guadagnata ben poco nella vita, ma non è mai troppo tardi per imparare.

Quando un uomo non ti degna delle sue attenzioni, non ti vuole e non ti sceglie, impara a degnarti tu delle attenzioni che meriti, a volerti bene e a sceglierti, perché una donna che desidera uno che non la vuole ha un serio problema con se stessa – volgarmente detto masochismo, per intenderci.

Smettila di fingere di immolarti per un partner, un genitore o chissà quale astruso e inesistente senso di dignità: non c’è nessuna nobiltà nel fare la vittima sacrificale di qualche parassita, è solo un comportamento stupido che copre la tua vigliaccheria e che fa male a un sacco di altra gente che ti sta intorno, oltre che a te.

Impegnati per delle cause serie, piuttosto: invece di nutrire le sanguisughe convincendoti di essere la sorta di santa che non sei (e lo sappiamo tutti), comincia ad appassionarti, divertirti ed essere felice e fiera di te, ogni giorno. Tutta quella frustrazione e quell’invidia che provi e che ti rodono da dentro, benedicile: sono proprio loro che ti indicano quanto ancora puoi migliorare te stessa e la tua autostima, e chi prendere come esempio per progredire più rapidamente.

migliorare se stessi autostima

Ilaria Cusano

PS. Appello all’uomo

Siccome, come hai visto, c’è tantissimo di sessuale, in questo così diffuso problema femminile, datti una svegliata e impara a scartare questo genere di donna. Non ti mettere in testa di salvarla o di tentare di soddisfarla: è questa la vera troia, il vero serpente velenoso. E’ pura merce, è abituata a usare ed essere usata; e, se all’inizio potrà sembrarti eccitante, ricordati che non sa godere né tanto meno far godere. Ti consumerà e avvelenerà l’esistenza, perché non sa amare. Fai del bene a te stesso e aiuta anche lei scartandola: tu sarai salvo dall’inferno sessuale e affettivo, e lei sarà costretta a migliorare se stessa, a maturare vero valore e autostima, e così, un po’ alla volta, potrà imparare ad amare.

Motivazione intrinseca e business

Le donne hanno un serio problema di motivazione, nel business

Motivazione intrinseca e business: mai come nell’ultimo anno ho avuto modo di toccare con mano la gravità di questo fenomeno sociale. Dal mio specifico punto di osservazione, ho potuto osservare che gli uomini lo patiscono di più dal punto di vista affettivo; le donne da quello lavorativo.

motivazione intrinseca donne

Ti faccio una sintesi rapida e più chiara possibile; ti sarà utile per tenerti al riparo da questo potente condizionamento sociale.

Le donne nel business

  1. hanno troppi dubbi, ci mettono un tempo infinito a prendere decisioni e, una volta che hanno imboccato una strada, continuano a rimetterla in discussione.
  2. Si paragonano eccessivamente agli altri: alle altre donne in un modo e agli uomini in un altro, quasi a cercare la conferma di non andare mai abbastanza bene.
  3. Così, lavorano in modo poco produttivo, con uno spirito fiacco e perennemente con un piede pronto a scappare – in sostanza, non prendono seriamente i propri impegni e danno una cattiva immagine di sé.

La somma di questi tre atteggiamenti e comportamenti ha come logiche conseguenze

  • performance di basso livello,
  • incostanza, discontinuità e scarsi risultati,
  • una reputazione che fatica a formarsi, salire e durare.

Da una bassa motivazione se ne genera una ancora più bassa

E’ un circolo vizioso: hai una bassa motivazione, scarsa autostima, confusione, dubbi e insicurezze; tenti una via con questo atteggiamento. Trovi qualcuno di acuto e generoso che ti dà una bella opportunità e tu, invece di dimostrare quanto vali con grinta, tenacia, competenze e intraprendenza, ti esibisci col tuo deprimente balletto di lacune psico-sociali; crei dei problemi alle persone, le ammorbi invece di arricchirle, dai risultati scarsi oppure inesistenti. Il tutto finisce in una perdita della tua opportunità e reputazione, da un lato – chi aveva creduto in te smette di farlo, hai fatto di tutto per far sì che succedesse! – e, dall’altro, la tua motivazione intrinseca e la tua autostima crollano ulteriormente.

Mentre davi il peggio agli altri, infatti, tradivi anche te stessa: dimostrandoti, forse per l’ennesima volta, che

  • la tua parola vale poco e niente;
  • che non sei in grado di tener fede a un impegno;
  • e che ti comporti in modo poco serio e professionale – dunque non meriti né fiducia né opportunità.
motivazione intrinseca donne

Motivazione intrinseca: come trasformare il circolo vizioso in virtuoso

Condivido con te il succo di un messaggio che ho inviato a una studentessa della mia Scuola Professionalizzante di Life Coaching Spirituale, quando mi ha informata di una crisi di motivazione che stava attraversando.

“Il dubbio: non darò alcuno spazio ed energia al dubbio. Per quanto mi riguarda, conto che tu non solo porterai a termine, ma metterai anche a frutto tutta la formazione.
Se hai bisogno del mio supporto io ci sono, ma solo per questo: per andare avanti con
serietà, responsabilitá, impegno, costanza, tenacia e perseveranza.
Quali frutti il tuo lavoro porterá, a te e al mondo, lo scoprirai solo in anni di azione e dedizione concrete e costanti; non certo nei pensieri e nell’immaginazione.
Ci vogliono fede, fiducia e la forza necessaria di arrendersi al mistero – e di mettere
disciplina e autocontrollo al servizio di cause superiori, e non del proprio solito piccolo ego.
Credere nel potenziale delle persone si basa esattamente sul fatto che, nella mia mente
non esiste la possibilitá che l’altro non ce la faccia. Per quanto mi riguarda, si fa una scelta (che non è mai nè giusta nè sbagliata, è una scelta), ci si prende un impegno e si presta fede al proprio impegno fino in fondo. Punto. Così si fa un viaggio e si gode di tutte le sue meraviglie.
Vale per la vita affettiva e anche per il
lavoro, ed è identico per tutti e non ci sono scuse per nessuno; funziona cosí universalmente.
Se credessi che tu puoi non farcela sarei una pessima coach.
Io devo
dare per scontato che tu ce la farai e alla grande! Proprio come deve fare un genitore coi figli, per fare bene il suo mestiere.”

La motivazione si costruisce sui risultati, sulla soddisfazione e sulla fiducia

In questo modo, nel business ma non solo, si ottengono risultati prima dignitosi, poi soddisfacenti e dopo ancora eccellenti; ci si guadagna la fiducia a lungo termine, il rispetto e la reputazione nella societá – non promettendo con tanti bei bla bla bla, ma dimostrando con costanti fatti; e si migliorano motivazione e autostima.

La motivazione intrinseca non viene dal nulla: viene dal saperti prendere degli impegni, anzitutto con te stessa e poi con gli altri, e dal saperli mantenere; dal saper offrire un buon livello di performance anche quando nessuno ti minaccia, costringe o manipola, per semplice serietá e maturitá professionali – che poi sono anzitutto personali.
Mi duole dirlo, ma la maggior parte delle donne in Italia, a livello di business, deve ancora sviluppare queste capacitá. Solo facendolo ci si può conquistare la stima di sè, l’ammirazione altrui e quel posto nel mondo che ancora in molte (troppe!) si limitano a sognare e a invidiare.

motivazione intrinseca donne

Tutto ciò, purtroppo e per fortuna – perché, a fronte di molte che mollano, ce ne sono anche alcune che perseverano e poche ma favolose che ce la fanno e alla grande! – mi risulta ormai più che evidente; non dai percorsi di formazione come la scuola per lavorare come Life Coach Spirituali – certo che, quando una persona cede già all’inizio, raramente arriva a farsi le ossa, se non a costo di grandi frustrazioni… Mi è chiaro dal lavoro, dalle numerose collaborazioni professionali: se conto il numero di coloro a cui ho elargito opportunità e formazione e quello di coloro che le hanno davvero fatte fruttare, uff!… allora contatto la mia, di frustrazione… E, ahimé, erano tutte donne.

Motivazione intrinseca: che genere di donna sei – e non sei?

Le donne che lamentano di non godere di pari opportunità; quelle che si piangono addosso per essere vittime degli uomini; le stesse che trovano sempre un colpevole o una scusa per non fare quello che dovrebbero fare.
Proprio come nel sesso: vogliono la favola, vogliono lo stallone, e poi non sanno neanche mettere in pratica le basi minime per fare bene l’amore… non sanno neppure eccitarsi, godere e far godere… Bah!

Mi dissocio totalmente da questo genere di donna; mi fa vergognare di essere donna. Grazie a Dio ce ne sono tante diverse: serie, responsabili, mature, capaci di generare valore insieme agli uomini, e che quando mancano di competenze per fare business in modo valido e onorevole, si rimboccano le maniche e imparano, sviluppano, reinventano – mentre le altre piagnucolano, manipolano, cercano carnefici e trovano scuse.

Una motivazione intrinseca vale più di tutte: quella che ti spinge a dimostrare chi sei, e chi non sei.

Ilaria Cusano

Fare sesso superiore: la performance

Per fare sesso superiore bisogna ripensare la performance sessuale

Per fare sesso davvero bene bisogna pensare che il sesso umano, rispetto alla sua motivazione originaria legata alla specie e quindi comune con gli animali, ha anche un’altra motivazione, superiore: la trasformazione dell’uomo-bestia in uomo-dio – dato che l’essere umano che siamo é solo un esperimento evolutivo…

Ogni volta che facciamo l’amore, anche senza saperlo tentiamo questa trasformazione: poiché creiamo nuova vita attraverso l’atto sessuale che é un atto creativo, il gesto della creazione é in sé un gesto erotico, é un far esistere l’amore e l’energia di Dio attraverso di noi. 
L’ingrediente segreto è l’estasi e la performance sessuale indica esattamente questa  trasformazione. La cosa meravigliosa è che la indica anche etimologicamente 🙂

Il termine performance, infatti, in realtà ha origine nell’Inghilterra barocca e non ha a che fare solo con lo sport.
In principio si riferiva alla professione degli attori e, siccome gli attori dell’epoca erano anche ventriloqui, maghi, ballerini, mezzi uomini e mezzi animali, ermafroditi e poeti, allora fu inventata questa parola, ereditata dal francese, per descrivere l’esibizione di questi showmen.

Fare sesso bene, allora, coincide con l’essere dei bravi showmen?

Perché fu ripescata questa parola?
Perché il termine performance, che aveva a che fare con l’esibizione artistica, fu associato anche al sesso, oltre che allo sport?
Qual è il minimo comun denominatore?

Il minimo comun denominatore è l’essenza di Dioniso – che è anche essenza del lavoro attoriale e dell’esibizione del campione: la trasformazione in atto.

Trans-formare rappresenta il processo per cui qualcosa viene formato, o meglio tradotto, da uno stato A (per esempio il piombo) a uno stato B (l’oro).
Il suffisso trans- esprime il passaggio. Ed é l’equivalente del suffisso per- , che lo ha sostituito nelle lingue moderne. Diciamo per-correre o tras-correre a seconda che ci riferiamo a un viaggio nel tempo o nello spazio, ma in ogni caso intendiamo un processo di cambiamento.
Per-formance significa cambiamento di forma, quindi trasformazione – in alchimia conosciuta anche come trasmutazione.

fare sesso superiore

Non a caso anche lo sport, a un certo punto della storia, é diventato spettacolo; il fenomeno, evidentemente, va al di là dell’attitudine della performance a essere misurata e orientata all’obiettivo. Ha a che fare con la dimensione creativa – per non dire misterica – dionisiaca originaria.

Fare sesso: l’inebriante regno di Dioniso

Dioniso non é solo il dio del teatro; é anche il dio dell’estasi.

Che legame c’é, allora, tra estasi e teatro?
Un legame profondo, quasi magico, che descrive al meglio la ragione per cui con performance sessuale si esprime perfettamente il senso originario del termine. 

L’attore in scena si trasforma continuamente. E anche noi, quando facciamo l’amore, ci trasformiamo. Il corpo cambia struttura e noi ci identifichiamo con questo corpo nuovo ma che, in realtà, é sempre stato lì ad aspettare.

Dioniso é la preistoria del corpo umano, lo sciamano che continua a bussare alla nostra vita attraverso l’amore fisico.
Fare sesso ci permette di percepire energie profonde altrimenti irraggiungibili, ci permette di dire e fare cose altrimenti indicibili.
Ed é proprio quello che fa l’attore quando indossa la maschera: dietro la maschera ogni attore é nudo.

Dioniso, il dio della trasformazione, é dio del teatro, dell’estasi e della vita che si trasforma e si rigenera. E, ogni volta che il sesso finisce, é come morire.
Ogni volta che facciamo l’amore di nuovo é come risorgere.

Performance significa tutto questo: rinascere continuamente, identificarsi e disidentificarsi, nella stessa azione.
Quando facciamo sesso siamo più di quello che eravamo, per tornare noi, poco dopo, come dopo un sogno, o dopo una sbronza.
Dioniso é il dio di tutto questo. Dio della performance e dell’estasi, anche sessuale.

Ilaria Cusano e Luca Ferretto

Cambiare vita nel 2019: propositi per il nuovo anno

Domanda chiave: sta funzionando?

Per avviare un cambiamento che sia anche un rinnovamento positivo – e non uno sbotto isterico – è necessario un parametro guida, una “stella cometa”, una strada.
La strada che ho deciso di proporti oggi si sintetizza bene nella domanda

Sta funzionando?

propositi nuovo anno

A tal proposito, alcune premesse importantissime.
Se ti ci stai dedicando da un mese, che si tratti di una storia d’amore, un progetto o una nuova casa, non ha senso chiedertelo ora: datti un limite di tempo entro cui porti la domanda in maniera matura e con cognizione di causa e, fino a quel momento, fai tutto ciò che è in tuo potere per farla funzionare.
Esempi. Per una storia d’amore, personalmente mi sono data questi limiti: tre incontri per valutare se il sesso funziona; tre settimane per il dialogo; tre mesi per valutare se la vita di coppia funziona. Per un progetto lavorativo: in 3/6 mesi faccio i test di marketing, in un anno il rodaggio del team; dopo massimo 2/3 anni, se economicamente non mi dà grandi soddisfazioni, lo chiudo o trasformo in misura significativa – cambio la struttura del team, faccio un re-branding, etc.
Se non dai fiducia a priori e non testi niente e nessuno, o se al contrario non esprimi valutazioni o i tuoi test durano cinque anni, allarme: stai buttando nel cesso la tua preziosissima nonché unica Vita! 

Crea la tua “Long Keyword”: nel 2019 la mia priorità è… 

E’ la versione più evoluta dell’esercizio della parola chiave.
Per diversi anni, alla fine dell’anno ho individuato una parola guida che mi ispirasse in tutto il mio operato, l’anno successivo; per il 2018, per esempio, la mia era “regno”.

La parola chiave deve rimandare a qualcosa di concreto e immaginabile – “amore” e “armonia” non vanno bene; in più, deve essere evocativa ed emozionante, toccare qualche tua corda profonda.

La long keyword si usa nel marketing ma può essere applicata efficacemente anche in questo contesto. Con la parola “regno”, per esempio, la long keyword avrebbe potuto essere “Costruire un regno”, “Arricchire il mio regno”, “Abbellire il mio regno”, “Consolidare il regno” o “Potenziare, proteggere e salvare il mio regno”, e via dicendo.

Fai lo stesso per te, per il 2019: individua prima la tua parola chiave e poi inventa una long keyword che la includa.
Sii onesta, schietta e diretta; non raccontartela con parole impapabili, ambigue o astratte. Vai dritta al punto e bandisci ogni imbarazzo, disagio e vergogna.
Senti dentro di te cosa vuoi di più al mondo, visualizzalo in una forma concreta e sintetizzalo prima in un concetto – parola singola – e poi in una long keyword.
Ti orienterà, supporterà e motiverà per tutto l’anno 😉

propositi nuovo anno

Propositi per il 2019: cambiare ciò che non sta funzionando

Se hai fatto tutto ciò che era in tuo potere e ancora non funziona, è ora di cambiare. Che si tratti di una relazione affettiva, di un lavoro o di una casa, città, etc., segui questi passi e vai verso il benessere e la felicità!
Aspettare che il mondo esterno di soddisfi è pura illusione; rimboccati le maniche e cambia tu le cose.

In primis, cambia te stessa

Quando hai già fatto tutto ciò che era in tuo potere per far funzionare le cose, questo step non può consistere in un cambio di punto di vista, di atteggiamento o di comunicazione. Il cambiamento deve essere più profondo e sostanziale, per la serie “Credevo che questo fosse l’uomo della mia vita, invece era uno degli uomini della mia vita. Per dare il meglio di me dovevo pensare che fosse lui l’unico ed ecco perché l’ho fatto e ne sono felice, ma ora so che non era vero”; oppure, “Ero convinta che questo lavoro fosse la mia vocazione, ma mi sbagliavo: la mia vocazione può avere mille forme ed è evidente che questa non è la migliore possibile”.

Poi,comunica i cambiamentiche hai deciso di implementare

Non devi per forza interpellare mille consiglieri, chiedere l’approvazione altrui o studiarti le statistiche mondiali, per decidere della tua vita. Se hai valutato che per te una cosa non sta funzionando, trova le parole migliori per spiegare a chi è coinvolto perché lo pensi e diglielo; se lo capirà bene, sennò hai comunque tutto il diritto di procedere per la tua strada anche se gli altri disapprovano le tue scelte.

Infine, individua l’alternativa auspicabile e rappresentatela in modo concreto 

Ecco degli esempi.
Interrompo un’amicizia perché non voglio essere trattata in modo aggressivo e manipolatorio – giudizi, ripicche, ricatti, etc. Le amicizie che mi corrispondono sono quelle in cui si ammette di aver sbagliato, quando qualcuno viene ferito; si chiede scusa quando, anche involontariamente, si causa dolore; si sa fare un passo indietro e ci si sa mettere da parte, quando l’altro ne ha bisogno.
Trasformo un progetto professionale modificando significativamente il team che avevo aggregato perché non si è formato bene ed è evidente che non vuole farlo. Un team ben formato risponde positivamente a opportunità, stimoli e proposte di team building, a maggior ragione quando sono gratuite. Se certe persone prendono tanto e danno poco, criticano molto e quasi mai supportano e ispirano, competono o si isolano invece di cooperare e unirsi, è meglio investire le proprie energie su chi SA GIA’ comportarsi in maniera opposta – se le si vuole investire bene, costruendo qualcosa.

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Pronta per un anno davvero nuovo?

Ho cercato di farti quanti più esempi concreti possibili. Negli anni ho visto che, spessissimo, il problema nei cambiamenti è proprio il non sapersi rappresentare scenari concreti – scenari da cui si vuole prendere le distanze, e scenari verso cui si vuole andare.
Saper generare e cavalcare dei cambiamenti è fondamentale, per vivere la vita che desideri – e non un incubo, magari prodotto pure da qualcun altro invece che da te.
Se ti rendi conto di aver bisogno di un aiuto professionale, dai un’occhiata ai nostri corsi online, ai miei audio-corsi e libri. Cambia per ispirazione, non aspettare che debba arrivare la sofferenza a costringerti 😉 

Ilaria Cusano

Regali di Natale… solo a chi punta sul Bene

Quest’anno, regali di Natale per chi se li merita

A Natale siamo tutti più buoni…

… beh, mica tanto!!!

regali di natale life coaching

Come al solito, c’è chi ne approfitta per fare sempre di meglio, dare sempre di più e tirare fuori quanto di più nobile c’è nel proprio animo… E poi c’è chi se ne approfitta e basta… come probabilmente fa tutto il resto dell’anno.

Ecco, a me quelli di questo secondo gruppo stanno ogni anno più sul culo! Per quanto mi riguarda, che vadano a farsi coccolare dalla madre e da quei masochisti che, magari, se li sono pure presi come partner, colleghi o amici; io mi rivolgo a chi si dà da fare.

Già da bambina avevo fatto questa scelta.
Avevo 10 anni quanto feci per la prima volta i regali di Natale con i miei soldi personali. Ho imparato presto a tenere le antenne ben dritte per distinguere i buoni dai meno buoni; non mi faccio problemi a deludere le aspettative e a fare io stessa delle “brutte figure” (in base a etichette che, evidentemente, per me non hanno valore), quando questo concretamente vuol dire concentrare il mio dare il più possibile sui più buoni.

I più buoni esistono eccome: sono i più ricchi, quelli che ne hanno sempre da dare agli altri, e quando non ne hanno lo maturano apposta; sono quelli che si sanno mettere in secondo piano perché riconoscono che c’è qualcosa che vale di più dei loro contentini.
Dare a queste persone mi gratifica di più perché so che loro, ricevendo tanto, miglioreranno il mondo tantissimo. I meno buoni, invece, quando ricevono tanto non fanno altro che montarsi la testa di più; comportarsi ancora di più come arroganti “principesse sul pisello” a cui tutto è dovuto; il mondo continuano a peggiorarlo – come facevano già prima e ancora peggio; e, inoltre, a me stanno parecchio antipatici e il Natale lo passino con qualcun altro perché io di certo non li voglio intorno 😀 

Se questo Natale anche tu vuoi fare qualcosa per gli altri, questo articolo è per te

Natale 2018: sarà uno dei più preziosi e poetici per me; voglio condividerlo con chi ha il mio stesso spirito, non con gli avvoltoi… 
I miei regali, quest’anno, sono per chi ha la seria intenzione di impegnarsi davvero per fare del bene anche agli altri.

Non per chi fa finta perché va di moda.
Né per chi scimmiotta perché gli hanno spiegato che così si fattura di più.
Siete i peggiori sfigati del mondo e siete patetici!
I miei regali sono per chi spende e si spende; per chi investe di continuo con generosa e fiduciosa magnanimità, con intenzioni veramente innocenti e l’animo puro e nobile anche nelle situazioni più impensabili; per chi segue il cuore e fa sì che la testa si pieghi alla sua logica (quella del cuore), e non viceversa.

Ecco i miei regali per te!

Puoi sceglierne uno e riceverlo entro e non oltre il 21 Dicembre 2018, magico giorno del solstizio d’inverno.
Basta che mi mandi una mail a ilaria.cusano@gmail.com e ti dico come averlo 🙂

  • “13 Lune”, il corso annuale di Love Coaching con 1 audio al giorno per riportare l’amore vero in ogni sfera della tua vita! Stimoli, riflessioni ed esercizi per un rinnovamento profondo e completo! Per questo Natale, per te, a soli 497 euro (invece di 828!) per 6 mesi di corso, e…
  • … con soli 100 euro in più, hai l’intero audio-corso annuale!!! 365 audio, 1 al giorno, per un totale di 597 euro al posto degli 897 previsti – e già ampiamente scontati rispetto al valore dei singoli audio-corsi. Anche per questo, vale l’opzione 2/3 rate; se hai bisogno “Credi, chiedi e ti sarà dato” 😉

Non permettere che la meschinità, l’arroganza e la bassezza del comportamento altrui corrompa anche te; piuttosto, elargisci eleganti calci in culo dove serve, sfida chi ha bisogno di mettere alla prova e dimostrare chi è (e cosa prova) davvero, e circondati di chi è al tuo livello.
E di chi ancora non lo è… mettiti pure a umana disposizione ma solo a pagamento com’è giusto che sia 🙂 

Buon Natale di Giustizia, Innocenza e Verità anche a te!

Ilaria Cusano

Un cazzo non è solo un cazzo; è una porta su Dio

Sesso superiore: la mitologia e l’immaginario sono ingredienti necessari

Noi oggi abbiamo un’idea molto limitata della mitologia; per questo, secondo me, siamo molto limitati anche nella sessualità.

sex coaching uomo ilaria cusano
The Dream of the Fisherman’s Wife, a design by Katsushika Hokusai, 1814

La mitologia scritta che ci è pervenuta rappresenta solo un residuo dell’effettiva modalità di percezione energetica del Divino così com’era vissuto nell’antichità. Un po’ come l’impronta lasciata da un fossile, noi sappiamo che agli dèi venivano dati nomi e attribuite gesta con la funzione di registrare e alimentare la loro presenza nel mondo e nel corpo umano; ma l’esperienza del Dio era principalmente un’esperienza di “dialogo in presenza”: un contatto diretto, come si legge nell’Iliade e nella Bibbia, per esempio.

Gli antichi, immagino, non dimenticavano i loro sogni al mattino; avevano cervelli allenati alla percezione del linguaggio simbolico.

Un’erezione, un’eiaculazione, una posizione sessuale, anche la morte: tutto era simbolico nell’antichità

I cervelli degli antichi erano così allenati al linguaggio simbolico che i sogni erano pieni di messaggi da condividere, e la condivisione stessa generava sogni collettivi, e attorno ai sogni degli sciamani e dei capi tribù girava tutta la loro vita.

Nessuno moriva davvero nel mondo primitivo; semplicemente si evolveva, andava in un livello più profondo della vita, diventava più potente, diventava quello che oggi chiamiamo inconscio. A questo ci si rimetteva senza se e senza ma.
Oggi, invece, gli sfuggiamo via come mosche impazzite, pensando sempre di farla franca… invano.
Perché tutti noi sappiamo che all’inconscio non si sfugge. Lo sappiamo da sempre.

Ecco che ci ritroviamo spiazzati in questo nuovo millennio, nel riscoprirci impotenti e sterili, inabili a produrre un sesso fantasioso, capace di andare oltre i classici venti minuti senza perdere l’erezione, senza trovare a un certo punto il nostro gesto erotico.
Se vogliamo dare un senso al sesso, dobbiamo renderne ogni aspetto valido anche simbolicamente, e seguire questo nostro “filo rosso” senza timore, come Alice seguiva il bianconiglio.

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Kamasutra statue

Perchè, quindi, vivere la nostra sessualità in modo meccanicisto e senza inconscio?
Senza dèi e forze sovrumane, senza adorare le divinità che rendono un’esperienza possibile ed effettivamente umana, cosa diventa? Un semplice passaggio di una serie ormoni in un’arteria?
Cos’è allora la vita? Siamo felici se la riduciamo a un mero passaggio di ormoni nelle nostre arterie, di cui nemmeno percepiamo la consistenza, per un determinato periodo di tempo?

Chiedo spesso agli uomini se ricordano il modo in cui hanno fatto l’amore…

… se riescono a percepire il tempo che passa mentre scopano.
Si tratta delle uniche domande che posso fare a maschi che, come me, sono intrisi di razionalismo, convinti che il mondo sia quello che si vede, e che esista un solo livello di percezione di se stessi.

Il fatto è che i maschi, oggi, non ricordano niente; la memoria viene usata come un magazzino dove contenere cose che sono avvenute, mentre, oltre a quelle, conserva anche degli schemi più generali, insiemi di credenze e convizioni – per esempio, tutte le strutture narrative dell’astrologia.

Abbiamo bisogno di Dei per sopravvivere, e ne abbiamo bisogno anche per scopare, per fare dei figli, per godere, per creare nuovi mondi.
Non sognamo più perchè non crediamo più.
Non crediamo più, cioè non parliamo più con gli Dei.
Abbiamo atrofizzato il nostro linguaggio simbolico; ci siamo accontentati di quello scientifico.

Un cazzo, allora, è semplicemente un cazzo, e serve a procurare solo un banale orgasmo.
L’orgasmo non è altro che un picco di scarica dopaminica, prodott da un semplice movimento avanti e indietro simile a quello di un martello pneumatico.
Un cazzo non è certo un Dio in grado di aprire le porte dell’inconscio, di farci vedere attraverso noi stessi, attraverso la carne…
E un cazzo, invece, è una porta sull’inconscio: mi permette, come maschio, di dialogare con la mascolinità di Dio, di renderlo reale nella vita, nella carne… di renderlo un’esperienza energetica necessaria… l’amore.

Luca Ferretto

PS. Se sei un uomo e vuoi fare una o più sessioni di Sex Coaching per uomo con Luca, scrivi a ilaria.cusano@gmail.com

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China Sex Museum Ancient Erotic Painting