Leadership positiva e negativa: pro e contro

Le mie esperienze nel mondo del coaching e dello sviluppo personale

Le mie personali esperienze e competenze, per tutto ciò che riguarda leadership positiva e negativa, hanno a che fare esclusivamente con il settore del coaching e della crescita personale. E’ importante dirlo per una questione di serietà e responsabilità: ho sicuramente qualcosa di valido da trasmettere su questo tema, ma solo nello specifico ambito della mia carriera.
In particolare, ora ti dico in che modi precisi io mi trovo a dover esercitare la mia leadership; così puoi contestualizzare bene tutto ciò che ti racconterò 🙂

  1. Dal 2005, creo e conduco percorsi formativi per persone, coppie e gruppi. Dovendo ispirare, guidare e in qualche modo anche influenzare sia queste persone sia altri potenziali clienti, è sempre entrata molto in ballo anche la mia leadership.
  2. Da 4/5 anni a questa parte, inoltre, formo delle donne che vogliono iniziare a lavorare come Life Coach Spirituali e, dall’anno scorso, anche diventare Sex Coach. E qui è coinvolta un’altra forma di leadership.
  3. Oltre a questo, dall’anno scorso ho avviato una partnership con un’azienda meravigliosa, che mi permette di portare la formazione, il coaching e lo sviluppo personale in tutto il mondo; e qui ho un altro team che coordino.
  4. Nell’ambito di tutta questa carriera ormai quindicinale, infine, nel tempo ho dovuto affermarmi come leader nel mio settore; per una questione di autorevolezza, prestigio e affidabilità. Così l’ho fatto, maturando e mobilitando una forma di leadership ancora diversa.

Leadership positiva; cos’è, i pro e i contro

leadership positiva
Ph. by Kristian Niemi

La leadership positiva è quella che a me viene più naturale. Ma negli anni ho dovuto imparare a esercitare anche la leadership negativa perché a volte funziona meglio.
La positiva è quella che motiva, ispira, conforta e supporta. Mette in risalto i benefici e le opportunità che abbiamo in una determinata situazione; il potenziale latente che possiamo far emergere e sviluppare, consolidare e rafforzare.

Ecco i pro:

  • si sta simpatici a tutti, quando la si esercita;
  • ci si fa un sacco di amici;
  • le persone solari, estroverse e positive ci seguono facilmente e con entusiasmo.

Ma ci sono anche dei contro:

  • può suscitare invidia e risentimenti;
  • alcune persone possono sentirsi a disagio, vedersi come “inferiori”;
  • i più introversi, schivi e prudenti tendono a sospettare, potrebbero non fidarsi di qualcuno con questo tipo di atteggiamento.

Leadership negativa; cos’è, i pro e i contro

Per quanto non mi piaccia per niente e, anche dopo tanti anni, mi venga difficile esercitarla, devo ammettere che in alcune circostanze o con determinate psicologie di certe persone, risulta più efficace.
La leadership negativa è quella tosta, pesante, difficile da digerire ma che, spesso, dice tanta verità. Fa leva sui rischi e i pericoli che corriamo perdendo certe opportunità, tardando su delle attività, mancando in certe aree. Mette in risalto tutto il dolore e il disagio a cui, in linea di massima, ci condanniamo, ogni volta che ci lasciamo sfuggire l’occasione di dare il meglio di noi.

Chiaramente, è da adattare a ogni singola persona, ma il concetto è questo.

I contro della leadership negativa mi sembrano evidenti – no?

  • Si diventa spiacevoli perché, di fatto, si dicono cose brutte, che magari uno non vorrebbe sentirsi dire.
  • C’è il rischio di incorrere in una chiusura, in una ribellione o in qualche forma di boicottaggio, da parte dell’altro.
  • Andando a fare leva sulle zone più oscure dell’essere umano, queste potrebbero prendere ancora più corpo.

Però va detto che ci sono anche dei pro:

  • a volte dona maggiore senso della realtà e consapevolezza, rispetto alla leadership positiva.
  • Responsabilizza; dà modo di maturare, crescere, essere più coscienti, seri e responsabili, in ciò che si sta facendo insieme.
  • Capita che l’altro la percepisca come una forma di premura nei suoi confronti: prendiamo un atteggiamento un po’ paternalistico o maternalistico che, però, arriva come un “Mi interessa di te, mi stai a cuore, mi sto prendendo cura di ciò che so che per te è importante”.

Leva del piacere e leva del dolore

Fondamentalmente, la leadership positiva usa la leva del piacere, e la leadership negativa usa quella del dolore.

Su di te quale funziona meglio, in tutta onestà?
Quale ti viene più naturale esercitare?
Ti ci trovi, a dover fare da leader, in qualche attività o contesto della tua vita?

Raccontamelo nei commenti 🙂

E, se stai prendendo in considerazione la possibilità di cambiare vita, in questo senso, ti invito a valutare anche le tre opzioni che posso offrirti io:

Un grande abbraccio,
Ilaria

La leadership emozionale strategica

Leadership emozionale strategica: che spunti posso darti

Ed eccoci all’ultimo della nostra serie di sei articoli sull’imprenditoria spirituale. Oggi parliamo di leadership emozionale strategica.
Se non hai ancora letto gli altri cinque articoli già pubblicati, eccoteli tutti qui:

  1. Come creare un business online
  2. Business online più redditizi, quali sono
  3. Sviluppare la carriera lavorativa: strategie
  4. Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano
  5. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  6. Ci sei

Come sempre, sai che, sebbene trovo sia una cosa utilissima per alcuni, personalmente non amo fare i riassunti dei libri degli altri.
Il meglio che posso trasmettere è di certo il frutto delle mie esperienze imprenditoriali, piuttosto che quello dei miei studi.

Per il semplice fatto che mi sono arricchita, divertita e formata molto di più grazie alla mia propensione a fare impresa, piuttosto che tramite le letture. E poi, diciamo una grande verità: per studiare, io fagocito quantità impressionanti di podcast e video-corsi, mentre coi libri poca roba – solo romanzi prima di dormire, sennò sono troppo statici, non sopporto di stare così tanto tempo ferma 😉

Leadership emozionale: cos’è

leadership emozionale strategica

Prima di passare alla leadership emozionale strategica, vediamo un attimo cosa intendiamo quando parliamo di leadership emozionale.

Sicuramente parliamo di un modo di guidare, ispirare e motivare che ha a che fare con le emozioni.
Non solo che prende in debita considerazione il ruolo cruciale che esse giocano nell’entrare e nel rimanere in azione delle persone. Ma che ne fa il centro del motore della relazione.

Numerosissime ricerche scientifiche, ormai, hanno dimostrato più volte quanto le emozioni sono ben più determinanti di qualsiasi dato, informazione, ragionamento o valutazione, nel nostro processo decisionale. E sono sicura che anche nella tua esperienza personale hai notato spesso che le persone che prendono decisioni migliori sono quelle che stanno meglio dal punto di vista emotivo.

Un leader che opta per una modalità soprattutto emozionale è una guida consapevole di tutto ciò: di come funzioniamo tutti noi esseri umani. Del fatto che, anche nell’ambito degli obiettivi più materiali che ci poniamo, ciò che vogliamo, infine, è sentirci in un certo modo. E anche del fatto che, pure nel processo di conseguimento dei risultati stessi, tanto si starà meglio emotivamente, più sarà probabile, agevole e piacevole arrivare dove si desidera.

Leadership emozionale con strategia

Ora pensa a tutta questa arte di utilizzare le emozioni per guidare, ispirare e motivare gli altri, ma con strategia.

A volte siamo fortunate e ci imbattiamo in persone – collaboratrici o clienti, nel mio caso – che ci sanno dire con chiarezza dove vogliono arrivare; anche in termini emotivi. Ovviamente è molto meglio chiederglielo apertamente.
Come ti vuoi sentire?
Quali sensazioni ed emozioni non vuoi più provare, o comunque vuoi provare più raramente possibile?
E quali, invece, vuoi potenziare, vuoi portare sempre di più nelle tue giornate?
Una comunicazione del genere aiuta moltissimo, nell’impostazione iniziale del rapporto.

Personalmente utilizzo tutto ciò sia con i miei clienti che scelgono me come Life Coach Spirituale o Sex Coach; sia con le persone che si formano con me proprio per diventare leaderLife Coach Spirituali e Sex Coach per donne, oppure Networker Professionisti nel mio team di Master Business.

Se hai una sensibilità particolare e magari loro non te lo sanno dire, quale stato emotivo desiderano perseguire attraverso l’attività che hanno scelto, puoi capirlo anche da sola. Tutti mandano dei segnali, in tal senso: all’interno di conversazioni su altro, nella comunicazione non verbale, anche tramite piccole osservazioni apparentemente insignificanti, spesso. Gli scopi emotivi, a un certo punto della relazione, emergono, si rivelano. E allora tu puoi usarli.

Per fare cosa?

  • Per ispirare, motivare e guidare chi ti ha scelta come leader.
  • Con l’obiettivo di aiutare quelle persone a raggiungere gli scopi – in primis emotivi, come dicevamo – che loro stessi ti hanno indicato come massimo desiderio.
  • E per farlo in uno dei modi più efficaci in assoluto; cioè usando la “regina” delle strategie, che è proprio l’arte di operare delle vere e proprie alchimie emotive.

Non aver paura o remore a usare tutto il tuo potere femminile, quando nel tuo cuore sai che sei mossa dall’amore; che l’unica cosa che vuoi fare è del bene. Il mondo ha terribilmente bisogno di persone come noi 🙂

Ilaria Cusano

Cos’è la leadership assertiva e come si applica

Leadership assertiva: non si finisce mai di imparare

Ciao a tutte! Questo sulla leadership assertiva è il quinto di una serie di sei articoli. Se ancora non sapevi dell’esistenza degli altri, eccoli. Ti consiglio di leggere prima questi, e in ordine, perché ti daranno veramente una base formativa utile. Per avviare un lavoro in proprio, lavorare da casa con un business online, e queste cose qui.

  1. Come creare un business online
  2. Business online più redditizi, quali sono
  3. Sviluppare la carriera lavorativa: strategie
  4. Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano
  5. Ci sei
  6. La leadership emozionale strategica

Detto ciò, perché ho esordito con non si finisce mai di imparare?

leadership assertiva

Perché, per quanto dopo 15 anni di brillante carriera da leader, è abbastanza ovvio e naturale che io abbia almeno qualcosina da trasmettere e raccontare su questo tema, ciò che ho da apprendere è sicuramente un miliardo di volte di più. L’ho sempre pensato e credo che lo penserò per sempre.

E’ impressionante: la leadership, anche quando fa totalmente parte di te, anche quando riconosci che eri una leader ancor prima di aver scoperto l’esistenza della parola stessa, resta un’enormità, una roba profondissima, un mare magnum dove tu sei sempre minuscola e piccolina.
Ora che ci penso, forse è proprio questa la mentalità di base per iniziare a mettere all’opera una leadership assertiva 😉

La leadership è una competenza che va agita

Mi è sempre piaciuta un sacco, la tematica della leadership, perché ha a che fare con l’azione.

Certo, sono stati scritti libri, personalmente mi cibo di una quantità impressionante di audio-corsi e audio-libri, su questo argomento, ma comunque ciò che impari lo impari agendo, non studiando. Lo studio può ispirarti, ma devi sempre agire, rapidamente e tanto; fare numeri. A livello di test, aggiustamenti, persone, esperimenti, idee creative: più sono e meglio è, sempre, è matematico.
Non per tutto è così; ma per la leadership secondo me sì.

La leadership, lo sappiamo, ha a che fare con la capacità di influenzare gli altri – positivamente, si spera. Ma penso che ogni leader creda nella positività di ciò che fa, in fondo. Quello che si fa un po’ più fatica a mettere a fuoco, invece, forse è questo punto: che la base sincera, pura, genuina non sta tanto nel desiderio di avere un qualche tipo di potere sugli altri, ma nel piacere di aiutarli. Di rendersi un buon esempio per ispirarli, guidarli, avere un impatto benefico sulle loro vite.

Sarà una vocazione, un piacere, una gioia, o magari la risposta a qualcosa che a noi è mancato, e ci ha fatto stare male, ci ha causato dei problemi. Ma comunque il desiderio primario è quello di essere una presenza positiva nella vita degli altri, di fare la differenza per loro.
I modi sono tanti, ma bene o male questo è il minimo comun denominatore che accomuna tutti coloro che vogliono sviluppare abilità da leader.

Leadership assertiva

Qui la questione, per come la vedo io, si ramifica in due grandi tematiche.

  1. Per esercitare un livello di leadership assertiva sufficientemente convincente per gli altri, dobbiamo far sì che essa risulti sufficientemente convincente anzitutto per noi stesse. Una volta che avremo persuaso noi stesse, delle nostre doti di leader, allora ti assicuro che a chiunque altro risulteremo assolutamente assertive 😉 Siamo noi i giudici più spietati di noi stesse, e da un certo punto di vista è bene che sia così: almeno ci creiamo un valido banco di prova per temprarci, rafforzarci e consolidare le nostre capacità.
  2. L’assertività, però, ha a che fare anche con delle competenze nella comunicazione. E qui, chiaramente, bisogna voler trasmettere qualcosa (un messaggio, una modalità operativa, delle opportunità, una guida), affinché questo “passaggio di energia” si realizzi. Altrimenti, dentro possiamo avere tutta la saggezza di questo mondo ma, se non ci occupiamo di veicolarla, resterà per sempre lì: dentro. Il che fa un po’ tristezza, tra l’altro, se ci pensi.

Spero di averti dato qualche spunto utile. Il tema leadership è veramente stratosferico, potremmo parlarne per anni; per cui ho cercato più che altro di esprimere qualcosa di originale che sicuramente non puoi trovare in nessun libro, articolo o contenuto altrui.
Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti e, se vuoi valutare l’eventualità di collaborare con me, in qualche modo, sappi che formo leader in tre diverse “vesti”:

Un grande abbraccio da parte mia, e tutta la fortuna del mondo! Che tu possa avere il successo più brillante e spassoso che riesci a immaginare 🙂

Ilaria Cusano

Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano

Manager e Leader: sfatiamo un mito anni ’90

Negli anni ’90, quando ero piccola, tutti quelli che volevano fare carriera sognavano di diventare manager di grandi aziende 😀 Ricordo film e serie tv che proponevano questa immagine dei manager americani come persone dalla vita estremamente dinamica, stimolante, appassionante e divertente. E naturalmente tutti erano ricchissimi – com’è quasi sempre anche tuttora, nei film americani – e abitavano in case da urlo.

Ora, al di là del fatto che, lo sappiamo, gli Americani hanno questa fissa di trasmettere al mondo un’immagine di sé fondamentalmente falsa, da sogno; il punto è che confondevano il manager con il leader. Cioè, facevano credere che il manager fosse una persona potente, padrona della propria vita, capace di fare la differenza del mondo, quando non è così.

project leader

Puoi immaginare la mia delusione, strada facendo: ero innamorata persa di Ally McBeal, fantasticavo di andare a vivere in una città tipo New York e di fare una vita da sogno, ma poi! Ma poi “Ehi, ma con quale tipo di carriera, lavorativamente parlando, posso condurre uno stile di vita del genere?”. Di certo non con quella della manager. Gulp. Disorientamento totale.

Così ho iniziato a indagare meglio. Il cinema americano mi aveva fregata, ovviamente; mi conveniva mettermi a studiare per conto mio e cavare il minuscolo bastardo ragno dal buco.

La vita dei manager

Ecco cosa ho scoperto sulla vita dei manager – uomini e donne e di tutto il mondo.

Sono gli schiavi più schiavizzati di tutti. Perché, quando fai un lavoro dipendente qualsiasi e conti poco, almeno te la puoi svignare qua e là per prenderti le tue libertà e nessuno si cura di te. Se fai il manager di una mega azienda fighissima, invece, con la storia delle grandi responsabilità e del fatto che il tuo ruolo è fondamentale, ti hanno fottuto.

Lavori centomila ore alla settimana. Di fatto sei un dipendente come tutti gli altri. Prendi uno stipendio stratosferico con cui hai poco da farci, perché non fai altro che lavorare, nella tua vita – per cosa vuoi usarli, i soldi? Per il macchinone con cui andare a lavoro? (tristissimo) Ah no, per quella misera settimana di libertà che hai all’anno, e che probabilmente non riuscirai a goderti perché, nel frattempo, naturalmente sei diventata dipendente dal lavoro, dormi male, mangi male e non hai uno straccio di vita affettiva?

Insomma, la vera vita di Ally McBeal fa schifo. Non c’è stipendio che valga la candela, in questo “gioco” che gioco non è, perché è la tua cazzo di vita. E stai ben attenta perché, mentre tu magari ti sei fatta rincoglionire dai film americani e ti sei persa due decenni della tua esistenza, là fuori c’è tanta gente più sveglia che sta pure costruendo qualcosa di figo, con le sue manine dorate.

Chi sono?

I e le leader 🙂

La vita dei leader

Parliamo di Project Manager e di Project Leader perché entrambe le figure gestiscono dei progetti. Ma, mentre il manager non crea niente e si limita a eseguire una serie di attività che servono per far crescere il progetto di qualcun altro, che magari detesta pure; il leader fa un lavoro autonomo (lavoro in proprio) e, soprattutto, è un creatore.

La persona leader ha un suo progetto. Che è anzitutto un progetto di vita. E’ figlio di una visione e determina dei valori e una missione – roba molto più cool, rispetto al film di Fantozzi “impacchettato meglio”.
La leadership presuppone che tu sai chi sei, hai una storia e vuoi raccontarla al mondo. Vuoi che certe cose prendano forma perché per te è importante; perché hai un segno da lasciare, come Zorro ma molto più sexy!

Anche una leader collabora continuamente con vari professionisti, in diversi modi. Crea anche delle partnership con altre aziende. Ma tutto coerentemente con il proprio sogno, che ha ben chiaro e sta realizzando, ogni santo giorno.
Non lavora solo per i soldi, come le prostitute: fa l’amore per davvero, perché lo sente, gli vibra dentro, perché “deve”, non può fare altrimenti.

project leader

Ecco, l’unico manager intelligente e saggio che concepisco è quello che si mette devotamente al servizio di un leader così. Almeno, in anni di attività, potrà prendere l’ispirazione e l’esperienza necessarie per diventare anche lui, un giorno, una persona libera e determinata a creare.

Ilaria Cusano

PS. Io ovviamente formo leader!

Per diventare Life Coach Spirituali, Sex Coach e Networker Professioniste 🙂 Se ti può interessare, puoi partire da qui per informarti

PPS. Questo articolo è il quarto di una serie di sei. Ecco gli altri:

  1. Come creare un business online
  2. Business online più redditizi, quali sono
  3. Sviluppare la carriera lavorativa: strategie
  4. Ci sei
  5. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  6. La leadership emozionale strategica

Sviluppare la carriera lavorativa: strategie

Come sviluppare la carriera lavorativa senza pentirsi delle proprie scelte

Dopo tanti anni nel settore del Coaching e della Crescita Personale, ho ben chiari alcuni “fantasmi” che chi intraprende questo tipo di carriera, a un certo punto, incontra. Ecco i più comuni.

  • Finalmente ho lasciato il posto che non aveva niente a che fare con le mie passioni e i miei valori; ho avviato un’attività in proprio che adoro, ma lavoro troppo e/o sono sempre in ansia.
  • Amo tantissimo ciò che faccio, ma guadagno troppo poco e in maniera troppo discontinua.
  • Il settore del Coaching è meraviglioso, stimolante, pieno di professionisti grandiosi, ma la competizione è tanta, faccio fatica a emergere, a spiccare, a rimanere sul mercato nel lungo periodo.

A ben vedere, queste situazioni hanno un minimo comun denominatore: tutte coloro che si trovano a dover affrontare e superare queste prove, inizialmente, con tutta probabilità hanno sottovalutato l’aspetto economico, finanziario, strategico e produttivo del lavoro.

Sviluppare la carriera lavorativa
Ph. by Domitilla Ferrari

Hanno dato molta importanza alla dimensione del piacere, del talento, del desiderio, della vocazione e dell’etica, trovando poi soddisfazione su questo piano. Magari volevano anche un lavoro autonomo, poter lavorare da casa, essere libere e indipendenti. E hanno raggiunto ognuno di questi obiettivi. Ma, dall’altra parte, hanno dato troppa poca importanza al lato “maschile” della carriera; fatto di risultati anche numerici, di strategie finanziarie, pianificazioni, test, monitoraggi, evoluzioni, sviluppi, vendite e fatturati.

Come in qualsiasi storia d’amore, a un certo punto si scopre che l’amore non basta.

Carriera: dai problemi alle opportunità

Come possiamo affrontare queste precise difficoltà, trasformandole in occasioni di sviluppo?

In 15 anni mi ci sono trovata diverse volte, so cosa si prova: la paura di non farcela, la frustrazione nel vedere che tanti sforzi e buona volontà non hanno saputo proteggerci dai pericoli, l’insicurezza. Va bene tutto. Ma, oltre a questo, che possiamo trarne di buono?

Una cosa da imparare è sicuramente l’umiltà: imparare a tenere in debita considerazione il lato maschile del nostro business ci costringe a scendere dal piedistallo. A smetterla di credere e sostenere che noi non abbiamo bisogno di tutto ciò che serve agli altri; che noi siamo superiori a certi desideri e pulsioni, alle necessità che accomunano la maggior parte delle persone. Perché in fondo non è vero. Anche noi che dedichiamo la vita a una missione e vocazione, ogni tanto, vogliamo andare a fare un viaggio, o semplicemente a cena fuori. Vogliamo prenderci cura del nostro corpo, divertirci, fare regali e vedere un futuro radioso davanti a noi. Vivere spensierate, senza le continue angosce dei soldi e delle sicurezze materiali.

Se ci pensi, l’idea di essere al di sopra di certe dinamiche è proprio ciò che ne rende schiavi: esponendoci a rischi che, invece, possiamo evitare.

Sviluppare la carriera lavorativa: 5 consigli concreti

1) Scegli una professione che ti permetta di guadagnare bene anche in base all’andamento del mercato del lavoro.

Rimani sempre nell’ambito della tua visione e missione, di tutto ciò che il tuo lato femminile ti ha indicato come vero, bello e giusto. Ma, in questo ambito, opta per una carriera a cui anche l’attuale mercato del lavoro dà un valore alto. Un lavoro che sia possibile farsi pagare bene. Indaga sui prezzi dei servizi dei vari professionisti intorno a te; ti renderai conto rapidamente.

2) Formati con chi, nelle proprie formazioni professionalizzanti, include sempre la parte economica.

Bello l’idealismo, vende bene, ma illude tanta gente, anche. Chi non si premura di metterti nella condizione di avere una strategia commerciale che funzioni, di avere un piano finanziario, in una certa misura ti sta sempre illudendo e sfruttando. Riflettici: come si fa a insegnare una professione senza trattare l’aspetto economico? Non sembra anche a te una presa in giro, o quanto meno una pericolosa faciloneria?

3) Creati una strategia commerciale ben organizzata, ma anche in continua evoluzione.

Esempio: per un anno ne testi una; monitori bene i risultati che ti dà; a fine anno fai il tuo bilancio, trai le tua valutazioni e aggiusti il tiro, la cambi, la migliori, la stravolgi se necessario.

4) Sii umile.

Ricordati che non solo anche a te servono soldi, per vivere bene; ma, con molta probabilità, se vuoi vivere in un benessere reale e organizzarti per garantirtelo anche per la vecchiaia, te ne servono parecchi di più di quel che credi 😉

5) Collabora solo con persone schiette e oneste, dal punto di vista economico.

Ti aiuterà anche a non farti fregare – i furbi e i ladri, in giro, sono ancora tanti. Chi ha problemi a parlare di soldi, ad affrontare le situazioni finanziarie, a collaborare per tutto ciò che è fatturato, regole, produttività, da un punto di vista progettuale non è affidabile. Peggio ancora chi cerca di farti sentire “sbagliata”, volgare o a disagio, perché ti occupi e prendi la responsabilità anche di questo: sono persone che non hanno raggiunto la maturità nemmeno dal punto di vista meramente materiale, pensa.

Se nel corso della tua carriera, vorrai candidarti per collaborare con me

Sviluppare la carriera lavorativa

Formo leader per diventare Life Coach Spirituali, Sex Coach per Donne e Networker Professioniste nel settore del Coaching e della Crescita Personale:

  1. Formazione Professionale in Life Coaching Spirituale
  2. Formazione per lavorare come Sex Coach per Donne
  3. Entra nel mio team di Networker

Ilaria Cusano

Questo articolo è il terzo di una serie di sei. Ecco gli altri:

  1. Come creare un business online
  2. Business online più redditizi, quali sono
  3. Ci sei
  4. Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano
  5. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  6. La leadership emozionale strategica

Business online più redditizi, quali sono?

Tra i business online più redditizi, il Coaching spicca

Vediamo qualche statistica, sui business online; è importante. Attraverso le tendenze, ci si rivelano da un lato i bisogni più profondi che la comunità sente, e dall’altro le specifiche modalità tramite cui intende soddisfarli.

Negli Stati Uniti, nel 2016, il valore complessivo del mercato del Coaching ammontava a 1.02 miliardi di dollari. La previsione è che, entro il 2022, raggiungerà 1.34 miliardi di dollari. Considera che nel 2011 era di soli 707 milioni di dollari.
Ampliando la visuale sul mercato della crescita personale, di cui il Coaching fa parte, la stima è di 9.9 miliardi di dollari per il 2019.

business online più redditizi

In Europa questo settore sta conoscendo ancora i suoi timidi inizi, ma la tendenza è senz’altro di forte crescita ed espansione.
Nei prossimi anni ci sarà sempre più richiesta di Coach in grado di guidare le persone nel definire i propri scopi e nel realizzarli concretamente.
Per questo ho creato le mie Formazioni Professionalizzanti in Life Coaching Spirituale e in Sex Coaching per Donne: per offrire a chi vuole aiutare le persone a cambiare vita degli strumenti operativi efficaci, che io stessa utilizzo produttivamente da vent’anni.

Coaching, spiritualità e sessualità

La mia formazione da Sociologa e Project Developer e Manager da un lato, e da artista e yogini tantrica dall’altro, mi ha permesso di ideare un metodo unico. Sensibile, creativo e potente. Dal 2005 lo metto in atto come Coach: lavorando con decine di migliaia di persone in tutto il mondo, e migliorando costantemente approcci ed esercizi attraverso la creazione di percorsi, corsi online, info-prodotti ed eventi e comunicazioni social di ogni tipo. A oggi, un business online di grande successo, che posso condurre con grande passione e immenso amore.

Nella fase di grande crisi mondiale che stiamo vivendo, il ruolo di noi Coach diventa ancora più prezioso.
Quando questa pandemia ci lascerà di nuovo respirare, il mondo dovrà ripartire, ma anche cambiare. Tante persone sono perse, smarrite e, di fatto, prive di strumenti per cambiare vita.
I business online più redditizi, oggi, sono quelli che le aiuteranno a trovare la propria strada, a riprendere in mano le redini della propria vita.

Se senti di avere la mia stessa vocazione, oggi puoi diventare anche tu una Life Coach Spirituale e/o una Sex Coach per Donne certificata. Con un piano di studi ben organizzato, puoi portare a termine la formazione in soli tre mesi.

Perché oggi più che mai servono brave Life Coach Spirituali e Sex Coach

Ogni persona aspira al Paradiso: a una vita piena, bella e ricca di emozioni. Il che non vuol dire senza problemi o sfide, ma più che altro saper vedere anche questi come delle benedizioni, dei doni, delle opportunità. E riuscire a viverli come tali.

Il Life Coaching Spirituale e il Sex Coaching sono utilissimi nell’aiutare la persona a crearsi una visione della vita nettamente migliore; e a trasformare così anche i fatti stessi che le accadono ogni giorno in magie, regali, talvolta veri e propri miracoli.
In tal modo si raggiunge senz’altro un livello più alto e profondo di benessere, di gioia di vivere, spesso anche di senso.

Il Coaching, in generale, origina da discipline psico-sociali e dalle neuroscienze. Ma nella pratica si serve di strumenti molto vari.
Nella psicologia, nella medicina e nel Counseling, il professionista fornisce soluzioni, prescrizioni e protocolli per affrontare problematiche spesso patologiche. Nel Coaching non si trattano casi patologici: si opera esclusivamente attraverso stimoli e ispirazione. Si guida la persona a elaborare delle proprie soluzioni, in modo autonomo e creativo, usando ad arte il dialogo e specifici esercizi.

Quando si va da uno psicologo o da un medico, si cerca aiuto: vogliamo trovare qualcuno che corra in nostro soccorso, che sappia fare qualcosa e portarci dove sa e deve. Contattare un Coach è diverso: siamo noi professionisti, sin dall’inizio, a chiedere alla persona dove vuole andare. Non prendiamo iniziative sulla sua vita, né decisioni al posto suo; la persona non si aspetta assolutamente che lo facciamo.
Più siamo abili e meno diamo consigli e soluzioni. E’ il cliente stesso che, attraverso il lavoro con noi, trova strade che prima parevano inesistenti.

Oggi più che mai servono brave Life Coach Spirituali e Sex Coach, secondo me, perché tantissime persone hanno bisogno di essere guidate a raggiungere maggiore felicità e soddisfazione su un piano molto intimo e personale. In una società in cui troppi si improvvisano esperti e dispensano suggerimenti spesso superficiali e totalmente “da bar”, è fondamentali sviluppare competenze e professionalità.

business online più redditizi

Candidati subito come Life Coach Spirituale e/o Sex Coach

Ti metto a disposizione quasi vent’anni di esperienza nell’ambito del Coaching più innovativo e lungimirante: quello che migliora la vita intima e personale, e così a cascata ogni visione e sfera della vita. Esigenze eterne, che l’essere umano ha da sempre e avrà per sempre.
Diventare una professionista in questo settore ti permetterà di intraprendere una lunga e florida carriera, distinguendoti da tutti gli altri palesemente improvvisati. Così avrai più risultati, potrai essere scelta più spesso e, soprattutto, avrai l’onore di entrare nella cerchia di coloro che, ogni giorno, fanno un’immensa differenza nel mondo.

Ti aspetto 🙂

Con gioia,
Ilaria Cusano

Questo articolo è il secondo di una serie di sei. Ecco gli altri:

  1. Come creare un business online
  2. Ci sei
  3. Sviluppare la carriera lavorativa: strategie
  4. Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano
  5. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  6. La leadership emozionale strategica

Come creare un business online

Prima di creare un business online, fatti una strategia finanziaria

Come creare un business online è il primo articolo di una serie che ho deciso di scrivere per aiutare le donne che

  • stanno attraversando una crisi economica e/o professionale;
  • hanno perso il lavoro o lo stanno per perdere;
  • devono crearsi un’alternativa, per mettersi al sicuro;
  • hanno bisogno di una seconda entrata perché guadagnano troppo poco;
  • conservano il proprio lavoro, magari hanno anche una carriera, ma hanno capito che sono schiave di se stesse – devono cambiare la propria organizzazione finanziaria.
creare un business online
Ph. by Nenad Stojkovic

Partiamo da quest’ultimo punto perché contiene il nocciolo.
Prese dalle necessità quotidiane o anche dal voler lavorare con le nostre passioni, rischiamo di non notare un fatto: che non ha senso liberarsi dalle catene esterne, se poi ci si ritrova oppresse da quelle interiori.

E’ capitato anche a me. Mio padre mi voleva farmacista, notaio o in politica; io decisi di diventare un’imprenditrice creativa. Superai i giudizi e la sfiducia di tante persone che abitavano il mio contesto sociale di origine: quasi nessuno credeva che sarei riuscita non solo ad avere una carriera, nel settore che avevo scelto, ma neanche a sopravvivere.
Io invece ce l’ho fatta. Ho messo su un business di successo; a tempo debito l’ho trasformato in un business online di successo; e questo mese ho fatturato più di 8000 euro, di cui gran parte con passivamente e pochissime spese. Il top, praticamente; quello che tanti desiderano.

Ma facciamo un piccolo passo indietro. La mia carriera è cominciata nel 2005. Noi facciamo solo un passetto indietro: al 2016.

Avevo appena creato un business online di successo

Avevo appena creato il mio business online, quando mi resi conto del fatto che ero diventata schiava di me stessa. Delle mie scelte, seppur sagge, e dei miei desideri.
Strano ma vero.

Lavoravo tutto il giorno; quasi non facevo altro che lavorare. Dieci ore al giorno, otto ore al giorno, dodici ore al giorno.
Nel tempo libero, quasi sempre non pensavo ad altro che al lavoro.
Venendo pagata a ore, potevo guadagnare fino a una certa somma e mai di più. Il mercato del lavoro in cui mi ero inserita non mi consentiva di chiedere un compenso molto più elevato, pena la perdita di una fetta troppo grossa di potenziali clienti. Così, pur lavorando al massimo, ero anche al massimo del mio fatturato. E, “ciliegina sulla torta”, non ero affatto soddisfatta del mio fatturato!
Non riuscivo a mettermi da parte quasi niente; per i miei gusti viaggiavo troppo poco; ero perennemente costretta a una vita frugale – mentre mi sarebbe piaciuto concedermi qualche lusso in più.

Eppure facevo il lavoro che amavo. Avevo trasformato la mia passione in professione. Ero una professionista di successo con un’attività in perenne crescita in un settore in forte espansione. Avevo anche avviato il business online che molti stanno iniziando a creare solo ora! Cosa c’era che non funzionava?
La mia strategia finanziaria: ecco cosa non funzionava.
Tutto era basato su entrate attive.

Il business online deve servirti ad aumentare al massimo le tue entrate passive

Grazie a Dio incontrai il Network Marketing. Sin dall’inizio mi portò a contatto con tutta una fetta di cultura finanziaria che mi mancava.

Era il 2017. Quell’anno cominciai a capire.
Dovevo utilizzare la struttura del mio business online per creare info-prodotti e partnership che mi permettessero di guadagnare passivamente.
In questo modo, come primo step, avrei potuto raggiungere lo stesso fatturato a cui ero abituata (circa 2000 euro al mese), lavorando la metà delle ore. Meno lavoro mi avrebbe restituito più energia, vitalità e spazio per sviluppare delle innovazioni.
Come secondo step, avrei potuto cominciare a guadagnare di più: a ricaricarmi, farmi qualche regalo, concedermi qualche lusso e ritrovare così più allegria, gioia, spensieratezza. Il che mi avrebbe reso emotivamente più produttiva – visto che, lo sappiamo, la legge di attrazione funziona soprattutto grazie al nostro tono emotivo.
Dopo di che avrei potuto iniziare a risparmiare di più, e così a sentirmi più stabile, al sicuro e abbastanza potente da investire; per miglioramenti generali e per garantirmi anche un futuro, oltre che un presente, florido.

creare un business online
Ph. by Nenad Stojkovic

Sono passati 4 anni. Oggi sono esattamente qui. Lavoro circa cinque ore al giorno e fatturo tra i 4000 e gli 8000 euro al mese, gran parte dei quali passivamente. Ho una pensione integrativa; investo in business innovativi che mi ispirano e in cui credo; ho dei risparmi che mi fanno sentire serena e al sicuro. Il mio business online conta su un ecosistema ben strutturato che funziona; è serio, professionale e al passo coi tempi. E, soprattutto, davanti a me ho tante prospettive di crescita ed espansione: non sono più schiava di me stessa ma mi sono trasformata nel trampolino di lancio di me stessa. E’ completamente un’altra vita!

Vita che oggi posso guidare anche te a costruirti 🙂

Seguimi nei miei prossimi articoli di questa serie; capirai come fare:

  1. Business online più redditizi, quali sono?
  2. Sviluppare la carriera lavorativa: strategie
  3. Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano
  4. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  5. La leadership emozionale strategica

Ilaria Cusano

Orgasmo maschile e femminile, cosa cambia?

Orgasmo maschile e femminile, per uomini e donne

Orgasmo maschile e femminile: che differenze ci sono? Cosa cercano gli uomini e cosa le donne? E, soprattutto, come facciamo a conoscerci meglio per donarci reciprocamente esperienze piacevoli e rigeneranti?

orgasmo maschile e femminile

Queste sono le domande più importanti, secondo me, per avere un approccio sensato all’orgasmo; per guardare a questo momento non tanto in maniera meccanicistica, quanto con il focus sull’essenziale. Perché, bisogna dire, nel regno del viagra e dei sex toys, delle varie chimere sull’allungamento del pene e sull’indipendenza delle donne nel proprio piacere sessuale, il rischio sta proprio nel perdere di vista l’essenziale. E l’essenziale, in un rapporto a due, è che l’orgasmo rappresenta un momento di culmine comune; un’esperienza di grande estasi e risveglio da vivere insieme; un’occasione di unione e complicità che nient’altro nella vita sa donare a tale grado di intensità e profondità.

Orgasmo maschile: non è l’eiaculazione

Credo che questa sia l’informazione più importante in assoluto, da mettere a fuoco relativamente all’orgasmo maschile. Tanto per gli uomini quanto per le donne. Avere un orgasmo non è eiaculare.

E’ inquietante, ma ancora oggigiorno sono più le persone che non lo sanno che quelle che lo sanno. E, in questo modo, si punta all’obiettivo sbagliato: si punta all’eiaculazione, per l’appunto, invece che al picco del piacere. Quando, è evidente: l’eiaculazione, per l’uomo e in un certo senso anche per la donna, coincide con la fine del piacere.

Un’altra conferma rivelatoria, rispetto all’orgasmo maschile, ci arriva dal Tantra e dal Taoismo. In queste pratiche mistiche si scopre che, per gli uomini che intendono esercitarsi a un’intensificazione del piacere, a renderlo più ampio, profondo e duraturo, la strada è quella che passa per l’imparare a gestire la voglia di eiaculare – piuttosto che cedere subito. Prima si cede, prima si interrompono le possibilità di godere e far godere. Tant’è che l’eiaculazione precoce, per esempio, è vista come una nemica giurata del piacere; proprio in quanto massima espressione di tale dinamica: prima eiaculi e meno godi – e fai godere.

La presa di coscienza più importante e preziosa, dunque, sull’orgasmo maschile è esattamente questa: l’orgasmo è una cosa diversa dall’eiaculazione. I due momenti non coincidono e, anzi, l’eiaculazione coincide proprio con la fine del piacere. Ragion per cui va gestita, governata e decisa.
Gli uomini devono allenarsi il più possibile a emanciparsi dall’istinto a eiaculare, e diventare così padroni del proprio seme. Come? Decidendo loro, da soli o meglio ancora insieme alla/al partner, quando eiaculare.
E, strada facendo, aprirsi al vero piacere, che è tutt’altro.

Orgasmo femminile

L’orgasmo delle donne, invece, funziona nel modo esattamente opposto: passa attraverso il mollare, il lasciarsi andare, il cedere totalmente le briglie del controllo.
Più ci si rende disponibili, fisicamente e mentalmente, a perdere il controllo, e più si gode. Ne è conferma il fatto che le donne meno avvezze al piacere sessuale sono proprio quelle che non riescono a rinunciare a questo controllo. Che sono costantemente coinvolte in processi razionali quali il chiedersi cosa sta succedendo, il ragionare, il valutare, soppesare, dubitare e tentare di capire.

Una donna che voglia aprirsi al piacere, regalandosi l’opportunità di godere al massimo livello possibile per lei deve esercitarsi a usare la propria mente in modo diverso. A utilizzarla, piuttosto, per contemplare, visualizzare, immaginare e spaziare. Ad aprirla, farla espandere, squagliare, esplodere e sgretolare. Perché sono questi i presupposti necessari affinché possa avvenire un orgasmo femminile.

Ecco, possiamo dire che, se un orgasmo maschile va cercato, costruito e prodotto, un orgasmo femminile va attratto, invitato, evocato. Non si decide di averlo; ci si permette di farsi possedere da esso, di farsi rapire.

orgasmo maschile e femminile

Ne approfitto per segnalarti alcuni corsi online di Sex Coaching per conoscere meglio il piacere e crearti una mentalità che gli dia più spazio, in modo tale da poterne provare di più, nella tua vita

Se anche tu, invece, senti la chiamata a lavorare come Sex Coach dai un’occhiata alla Formazione Professionalizzante che ho creato appositamente per questo. Sarà una grande gioia per me accompagnarti in questo magnifico viaggio 🙂

Un abbraccio,
Ilaria Cusano

Network marketing online: cos’è, strategie, business

Network Marketing online: perché?

  1. Perché, tra le varie forme di imprenditoria, è senz’altro la più inclusiva, etica, sostenibile e basata sulle relazioni e su una reale meritocrazia.
  2. E’ democratico ed estremamente accessibile: tutti coloro che si impegnano, si formano e sono disposti a responsabilizzarsi e crescere, possono arricchirsi, realizzarsi e fare carriera.
  3. Permette di sviluppare esattamente quel pacchetto di competenze tecniche e relazionali che saranno le più essenziali e meglio retribuite nel futuro in arrivo.
  4. Consente un lavoro di squadra e la creazione di un ambiente relazionale meravigliosi. Molto appaganti anche dal punto di vista affettivo, oltre che professionale: nascono amicizie e amori stupendi; si condividono tante esperienze di valore; si costruisce davvero insieme – e non molti per pochi, come accade facendo impresa in altri modi.

network marketing online

Online perché oggi ogni business deve funzionare anzitutto online. Perché è conveniente, sostenibile, ecologico e al passo coi tempi. Ci permette di vivere un’esistenza sana, a contatto coi nostri affetti, molto auto-gestita, sulla quale possiamo avere noi per primi il controllo. La qualità della vita aumenta tanto, quando si ottimizzano le procedure aziendali. E lavorare online consente di farlo al massimo grado attualmente possibile.

Network Marketing: cos’è?

E’ un metodo promozionale e di vendita; è chiamato anche Marketing Relazionale. Determina anche un vero e proprio modo di fare impresa.
Chi crea un’azienda basata su questo sistema distributivo, in sostanza, invece di investire su mezzi freddi come le pubblicità, le sponsorizzate, gli annunci e simili, investe sulle persone.

E’ una scelta fondamentale che rivela un assetto valoriale ben preciso: un imprenditore che decide di operare nel Network Marketing è prima di tutto un essere umano che crede soprattutto nelle persone. E lo dimostra investendo su di loro: sulle loro qualità e sul loro potenziale. Le mette nella condizione di coltivarlo, svilupparlo e farlo sbocciare; e fonda il proprio successo su quello di ogni singolo networker professionista.

Le strategie per lavorare come networker professionista sono davvero tante; è impossibile sintetizzarle in questo articolo, facendo una comunicazione seria ed esaustiva. Però posso consigliarti dei libri in cui l’approccio che ti faranno capire egregiamente.
Ecco alcuni titoli e autori:

  • Come trattare gli altri e farseli amici, Dale Carnagie
  • Go Pro, Eric Worre
  • Il business del XXI secolo, Robert T. Kiyosaki
  • Padre ricco, padre povero, Robert T. Kiyosaki
  • Napoleon Hill, bibliografia intera

Non tutti trattano specificatamente di Network Marketing. Ma, concretamente, il tipo di mentalità e stile di vita che descrivono si realizzano al massimo proprio lavorando come networker professionisti.

Network Marketing: risvolti umani, spirituali e profondi

Io sono una Sociologa e un’artista, dunque ho sempre lavorato con persone creative e con una vocazione sociale. Un fatto che tuttora mi impressiona è questo: anche con la più sincera buona volontà, la stragrande maggioranza delle persone sottovaluta l’impatto delle proprie scelte sistemiche.

Ti faccio un esempio. Se io sono una persona credente e con una profonda spiritualità, ma in totale disaccordo con la Chiesa Cattolica e tutto ciò che essa alimenta e rappresenta nella società, è meglio non legarmi in alcun modo a questo sistema. Se, quando mi sposo, inizio a fare ragionamenti come “Vabbè, ma sposarsi in Chiesa è più romantico”, oppure “Lo facciamo per i nostri genitori; per loro è importante, ci tengono tanto, a noi cosa costa?”.

Sai cosa ti costa? La tua integrità, il mondo che desideri e la tua fortuna.

La tua struttura interna e il tuo mondo ideale sono più gerarchici o a rete?

Se i tuoi valori ti portano a credere in un determinato sistema, tu per coltivare la tua realizzazione e fortuna devi alimentare il più possibile quel sistema. Come facciamo quando votiamo alle elezioni politiche: scegliamo un gruppo portatore e custode delle nostre esigenze e vedute. Non diamo potere a un sistema che ci remerà contro: che minaccerà la nostra identità e i nostri valori, il benessere che ci siamo costruiti e le prospettive che desideriamo offrire a noi stessi e alle persone a cui teniamo.
Bene. Per ogni sistema vale questa stessa identica cosa.

Se tu credi di più nel singolo che nella comunità; pensando sia meglio avere un grande capo forte e possibilmente carismatico che conduca una pletora di “soldati” ai suoi ordini. Se a te le relazioni di dipendenza piacciono, se ti piacciono le gerarchie, chi sta sotto e chi sopra, chi comanda e chi esegue, chi si arricchisce e chi resta ai margini. Se sei una persona di questo tipo, stai meglio in un’azienda piramidale: SRL,SPA, istituzioni e chiese.

network marketing online
Ph. by Imagens Portal SESCSP

Se invece credi più nella collettività che nel singolo. Se ti piacciono i legami, ma non le dipendenze; e pensi che il nostro valore nasca dall’unione, dalla cooperazione, dal lavorare e generare insieme. Se credi nel dialogo, nello scambio, nella convivenza tra pari, nella possibilità di trovare, insieme, soluzioni migliori che da soli. Nel valore di imparare a decidere insieme. Quando ti guardi intorno e desideri vedere persone accanto a te, non sopra o sotto, allora hai una struttura interiore più “a rete”. E il Network Marketing ti corrisponderà e realizzerà di più.

Ilaria Cusano

 

Leadership femminile e maschile, differenze

Leadership: storie interessanti

Da qualche anno mi sto dedicando sempre di più a formare leader. Prima solo come Life Coach Spirituali, dall’anno scorso anche come Sex Coach e Ambassador di Master Business. Oggi inizio ad avere uno storico piuttosto significativo per notare alcune distinzioni interessanti tra la leadership femminile e quella maschile.

leadership femminile
Ph. by Exchanges Photos

Cosa utilissima se ti vuoi conquistare un posto (sicuro) nella società di oggi – e di domani. Perché, per come stanno andando le cose nel mondo del lavoro, attualmente se non diventi un leader sei fottuto. Detto in estrema sintesi 😀

Dal punto di vista spirituale è altrettanto interessante: dalle prime sperimentazioni della democrazia, le anime hanno iniziato a unirsi sempre di più. Più andiamo verso il passato (del patriarcato ma non solo, in realtà) e più troviamo lotte, competizioni, guerre, domini e sottomissioni. Più ci avviciniamo al presente, invece, e più osserviamo il tentativo di avvicinarci, di allinearci, di compenetrarci. Attraverso la mobilità sociale e le strutture stesse dei sistemi. Ma che rispondono a una “chiamata” profonda: il richiamo all’unione, per l’appunto. Per lo meno, questa è una delle letture possibili.

Uomini e donne, però, nella ruota della storia (spirituale e sociale), non stanno attraversando la stessa fase. Anzi: sono in due cicli molto diversi, relativamente al rapporto con il potere. Approfondiamo un paio di aspetti fighi.

Le donne hanno bisogno di leadership

Ormai è imprescindibile. E tutte quelle che stanno decidendo di non assumersi questa responsabilità (storica) stanno tornando alla vita che faceva mia nonna. Che vergogna! Mi duole dirlo, ma la mia disapprovazione è totale. Rispetto ma disapprovo.

La società di oggi ha terribilmente bisogno di leader donne. Nell’imprenditoria e nelle famiglie. Nelle istituzioni e in politica. Leader che siano acculturate, formate in materie finanziarie, sociali, manageriali. E che sappiano farsi portatrici, ognuna con il proprio contributo unico e prezioso, del rinnovamento serio e profondo di cui le nostre comunità necessitano. Di sicuro in tutto l’Occidente; poi fuori non lo so.

Ma anche le donne stesse, per la propria evoluzione personale e di genere, hanno bisogno di abbracciare il potere. Di smettere di temerlo e di rifiutarlo; di cederlo e rinnegarlo. Hanno bisogno di imparare cosa significa assumersi questa responsabilità. Invece di rimanere delle bambine (o delle cretine, spesso) per una vita intera. Ma che roba è? Siamo nate per qualcosa di più importante! Negare il nostro potere, ostinarsi a non volercene fare carico, è un’offesa al nostro valore e alla nostra dignità.

Ecco, il dato più interessante che ho notato in questi anni è che le donne più mature, sagge e intelligenti, a prescindere dall’età che conta fino a un certo punto, hanno desiderio di leadership. Hanno colto lo spirito del tempo e sono entusiaste di cavalcare questa onda. Con curiosità, passione, gioia e grande propensione alla sorellanza.

Gli uomini sono stanchi di fare i leader, invece

Ho osservato anche questo. O sono proprio palesemente stufi; e lo manifestano con una sorta di riluttanza, di fatica, di resistenza nei confronti della leadership. Oppure sono propensi e interessati, ma curiosamente dimostrano di essere assai affascinati dalle modalità tipicamente femminili. Convenzionalmente associate più a leader donne, che non uomini. Come per esempio

  • la voglia di cooperare invece che di emergere;
  • di mettersi in rete e non più a piramidi;
  • di confrontarsi, scambiare, condividere, e sempre meno di dominare da un lato e obbedire dall’altro.
  • Ricercano molto l’affettività e la connessione, nei rapporti;
  • esprimono più facilmente le proprie emozioni,
  • e sono più aperti verso le opinioni femminili, e più sinceramente avvezzi a supportare le iniziative delle donne.

Non solo non è sempre stato così, ma

  1. fino a qualche anno fa, era rarissimo trovare situazioni del genere;
  2. e comunque anche adesso questi fenomeni hanno appena iniziato a verificarsi. Molti “mondi” navigano ancora in acque di tutt’altro tipo.

leadership femminile

A me però piace arrivare prima, osservare certi trend sul nascere, mentre prendono forma, e anticiparne le implicazioni. Porta molta fortuna saperlo fare, sai? 😉

E tu, che leader sei?
Se vuoi formarti anche tu con me, per diventare un o una leader della next-generation, ecco le 3 opzioni che hai a disposizione:
La formazione professionalizzante per lavorare come Life Coach Spirituale
Quella per diventare Sex Coach per Donne
Il programma di affiliazione di Master Business (MBA) per diventare Ambassador nel mio team

Ti aspetto a braccia aperte e con immensa gioia 🙂 Ci divertiremo insieme!

Ilaria Cusano