7 segnali di un’amicizia vera, di Manola Tegon

Amicizie false e amicizie vere

Nell’ultimo articolo abbiamo visto quali sono i 7 segnali di un’amicizia falsa. Visto che siamo la media delle cinque persone che frequentiamo di più, è importante avere anche un promemoria dei 7 segnali che ti indicano che stai vivendo un’amicizia vera.

amicizia vera

Sembra paradossale, ma spesso viviamo una vita mediocre e insoddisfacente perché non prestiamo caso alle relazioni che coltiviamo. Perché, di fondo, non sappiamo distinguere le amicizie vere da quelle false, le relazioni tossiche da quelle “nutrienti”.

Nel caso delle amicizie, in particolare, siamo cresciuti con il falso mito di considerarle vere principalmente se ci vediamo/sentiamo tutti i giorni, e se la relazione dura da molto tempo. Sicuramente le amicizie di lunga data sono preziose nella nostra vita ma, se nel tempo non si mantengono alcune caratteristiche che le rendono delle vere amicizie, potrebbero rivelarsi più che altro delle zavorre – che non delle vere e proprie relazioni che ci nutrono.

7 segnali a cui prestare attenzione

Nella mia esperienza ho potuto raccogliere 7 segnali che mi hanno sempre indicato che stavo vivendo un’amicizia vera, che portava valore e nutrimento alla mia vita. Ora vorrei condividerli con te, affinché anche tu possa valutare i rapporti amicali che in questo momento stai vivendo.

1) Nelle amicizie vere ci si sente liberi di essere come si è

Senza bisogno di recitare una parte, di indossare maschere o fingere di essere ciò che non si è. Sembra un elemento quasi banale ma fermarti un attimo e pensa: con quanti dei tuoi amici riesci a essere sempre te stessa, senza fingere mai? Probabilmente saranno pochi, pochissimi…

2) In un’amicizia vera si è svincolati da ogni sorta di giudizio

Di conseguenza, ci si sente liberi di esprimere soprattutto le proprie debolezze e fragilità, senza il timore di essere fraintesi e non compresi. Perché si sa che dall’altra parte c’è una persona disposta ad ascoltarci, a capirci e a sostenerci anche se in quel momento non la pensa come noi.

3) La distanza fisica non è un problema

Come non lo è il vedersi o no tutti i giorni. Attenzione però a non fraintendermi: le amicizie vanno coltivate e nutrite, ma senza quel bisogno di possesso ed esclusività.

4) Il vero amico ci sostiene

Ci sostiene nei nostri progetti e percorsi, nelle nostre scelte. E gioisce con noi dei nostri successi e traguardi raggiunti! Quanti di quelli che pensavi tuoi amici hanno festeggiato con te il tuo ultimo successo o i tuoi momenti di felicità?

5) La vicinanza di uno o più amici veri ci fa sentire carichi e motivati, pieni di energia!

La nostra energia vitale sale, in contatto con queste persone. Se vi sentite in un flusso positivo quando vi relazionate con loro, è un ottimo segnale che state frequentando le persone giuste per voi.

6) Essere attorniati da amicizie vere è una continua fonte di ispirazione

Non esiste alcuna competizione, nel senso comune per come ce lo hanno insegnato: ovvero l’essere in rivalità. Ma esiste per il suo senso etimologico originario: convergere insieme verso una direzione comune.

amicizia vera

7) Ci si sente “a casa”

In presenza di un vero amico, ci sentiamo in una situazione di “comodità”, e al sicuro. Anche questo punto sembra tanto scontato, ma non lo è. Pensaci: quante volte ti sei sentito al sicuro in compagnia di un’amico/a?

Amicizia e coppia

In conclusione, ci tengo a proporti un’ultima riflessione: e nella tua relazione di coppia? In quella presente o in quelle passate. C’è o c’è stata amicizia vera? Ricordati che, in una relazione d’amore che funziona, oltre che appassionati amanti, si è anche migliori amici! Se entrambi questi aspetti mancano o sono carenti, la relazione, ahimè, sarà mediocre e forse destinata a finire…

Se proverai a fare un’analisi accurata delle relazioni affettive che stai vivendo, forse ti accorgerai che sarà meglio ridimensionare alcune amicizie, dare loro il giusto valore. Che magari è diverso da quello che hai dato loro finora… Bada bene: non in un’ottica di “punizione”, ma semplicemente per permettere a te e all’altro di vivere ognuno la propria vita insieme alle persone giuste, che ci fanno bene.
Non è scritto da nessuna parte che dobbiamo stare bene con tutti. Anzi, è vero esattamente il contrario: per stare bene dobbiamo scegliere con cura le persone che vogliamo frequentare.

Manola Tegon
Con Ilaria, insegno nella Scuola professionale di Life Coaching Spirituale e conduco i percorsi di Love Coaching “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

7 segnali di un’amicizia falsa, di Manola Tegon

Amicizia falsa: come riconoscerla

Se c’è una cosa che sento spesso ripetere è “se lo avessi saputo prima!”. Non avrei fatto una serie di cose: non avrei frequentato quella persona, non sarei partita per quel viaggio, accettato quella proposta. Pensando che, se avessimo evitato quell’esperienza, ci saremmo risparmiate un sacco di sofferenza e di dispiaceri.

7 segnali di un’amicizia falsa

In verità sappiamo benissimo che nulla nella nostra vita succede per caso, ma ha sempre un senso. Anche la sofferenza, sì, perché spesso (non sempre ma spesso) l’essere umano ha una maggiore capacità di apprendimento quando soffre. Non quando sta bene, purtroppo…
Così, tutte le persone che entrano nella nostra vita entrano con una funzione e uno scopo. A volte durerà tutta la vita, altre volte solo il tempo di imparare la lezione. E, tra queste persone ed esperienze, rientrano anche le amicizie false, per l’appunto.

So bene quanto anche il semplice binomio tra queste due parole, amicizia e falsità, è fastidioso di per sé. Perché all’amicizia la nostra mente tende ad associare tutte caratteristiche positive. Come la complicità, per esempio, la fiducia, la lealtà. E, quando questi elementi non ci sono, automaticamente non è amicizia.

Amicizia in primis per volontà o per natura?

Immagino che a tutti sia capitato di continuare a coltivare delle amicizie controvoglia, sentendo che qualcosa si era spento ed era finito. Ma, per i più svariati motivi, non ultimo il non voler rimanere da soli, le abbiamo trascinate avanti. In un finto rapporto d’amicizia, se ci pensi. Non avevamo delle cattive intenzioni, anzi: la nostra era una volontà positiva, di far durare un rapporto. Eppure, un po’ come quando non riusciamo a chiudere una relazione d’amore, abbiamo questo brutto vizio di trovare mille giustificazioni per portare avanti un rapporto che non funziona. Sperando che magari sia qualcosa o qualcuno di esterno a decretare la fine al posto nostro. Pur avendo chiara la sensazione che noi, da questa relazione d’amicizia, non siamo più nutriti.

Come in ogni situazione che viviamo, ci sono sempre dei segnali premonitori e che dovremmo imparare a cogliere o per aggiustare il tiro o, come nel caso delle amicizie false, per chiudere il rapporto prima che ci privi delle nostre energie. E che ci faccia sprofondare in uno stato di tristezza e in un senso di insoddisfazione. Personalmente ho raccolto 7 segnali di un’amicizia falsa, che ti vado ad elencare. Cosicché tu possa avere sempre con te un promemoria.

7 segnali di un’amicizia falsa

7 segnali di un’amicizia falsa

Ecco le 7 aree in cui mettere la tua attenzione quando senti che c’è qualcosa che non va.

  1. Ti cerca solo quando ha bisogno: il rapporto è squilibrato, c’è sempre e solo uno dei due che dà all’altro. Certo ci sono dei momenti in cui una persona ha più bisogno di sostegno di un’altra, assolutamente. Ma, in un’amicizia sana, questi ruoli si alternano.
  2. Non corre rischi per te, per il tuo bene e per il vostro rapporto.
  3. Se sei tu che chiedi aiuto, ogni scusa è buona per non esserci, per non considerare importante quello che stai attraversando.
  4. Quasi mai ti fa dei complimenti, esprime apprezzamenti e ti motiva. Non sei supportata nei tuoi progetti e nelle tue iniziative e c’è un totale disinteresse verso ciò che fai. Può essere una mancanza di supporto palese (per esempio, la tua amica non ti aiuta a promuovere un lavoro che stai facendo), ma anche una sensazione che percepisci più in profondità… Di non essere supportata a livello morale. Ricordati: il vero amico ti sosterrà sempre. E’ il tuo primo fan in tutto ciò che fai.
  5. Promette tanto e mantiene poco.
  6. Quando parli di qualcosa di tosto per aiutarlo/a, si difende invece di accogliere la tua opinione. Oppure ti attacca, addirittura.
  7. Ti critica o parla persino male di te con gli altri, quando non ci sei. Non funziona: un vero amico ti difenderà sempre agli occhi degli altri, proteggerà le tue difficoltà e i tuoi limiti proprio perché li conosce.

Si dice che noi diventiamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più. Capisci allora quanto è importante mantenere nella nostra vita relazioni di amicizia che ci nutrono, ci rendono felici, ci motivano e ci sostengono nei nostri sogni e nei nostri progetti. E chiudere invece con chi non arricchisce la nostra esistenza.

Manola Tegon
Con Ilaria, insegno nella scuola professionalizzante di Life Coaching Spirituale e conduco i percorsi di Love Coaching “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

Amore possessivo: quando non è più sano, di Manola Tegon

Partiamo subito con una premessa: dove c’è possesso non c’è amore

Siamo tutti bravissimi a vedere l’amore possessivo negli altri, specie quando si manifesta in maniera violenta e magari è anche oggetto di notizie di cronaca. Ma non è di questo che voglio parlarti in questo articolo.
Voglio parlarti di quell’amore possessivo subdolo, che si fa fatica a riconoscere e di conseguenza non se ne riesce nemmeno a uscire. Nella convinzione che non solo sia normale (pensiamo che l’altro si comporti così perché ci vuole bene), ma anche perché noi vogliamo fare la parte dei buoni e comprensivi. E chiedendo di rispettare i nostri confini ci sembra di fare la parte dei cattivi.

L’Amore, quello vero, è fatto di appartenenza, che non ha nulla a che fare col possesso.
Ci apparteniamo nella misura in cui ci rendiamo partecipi delle nostre vite, ma nello stesso tempo ci rispettiamo a vicenda, ci lasciamo liberi.

amore possessivo

Se hai bisogno di chiarezza, decisione e guida su tutto ciò che riguarda le relazioni affettive, prenditi un momento per te e partecipa a “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Un percorso online di gruppo di Love Coaching sulle relazioni. Ti basteranno 5/10 minuti al giorno per rinnovare profondamente i tuoi rapporti e la tua mentalità al riguardo.
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Segnali di un amore possessivo malsano

Ci sono diversi segnali che ti possono indicare che stai vivendo un amore possessivo e perciò una relazione non sana. Se anche solo uno di questi è presente nella tua vita, ti consiglio di riflettere se è davvero questo che vuoi da una relazione d’amore. E di trovare il coraggio di chiudere la relazione, per il bene tuo e dell’altro.
Non raccontarti che la persona cambierà, che fa così solo perché sta attraversando un brutto periodo. Ti posso assicurare che, quando si arriva al possesso, la relazione è finita già da un pezzo. Solo che non si trova il coraggio di chiudere.

Ma torniamo ai segnali a cui dovresti prestare attenzione.

  1. Ogni tuo comportamento viene controllato, direttamente o indirettamente. Spesso ti vengono lanciate frecciatine su cosa posti nei social, per esempio, o su chi ti commenta cosa. Pensi che sia normale, che l’altro ci tiene a te ed è naturalmente geloso. Non è così. Sei vittima di un amore possessivo (Lo so che ti rode ammetterlo!).
  2. Come conseguenza, non ti senti più libero di esprimere al 100% chi sei, temi perennemente la reazione dell’altro. Misuri parole e pensieri, a volte rinunci anche a cose che ti piacerebbe fare per paura di ferire l’altro. Pensi “Ma io lo faccio perché l’amo! E l’amore è sacrificio e rinuncia!”. Niente di più falso.
  3. Inizi a raccontare bugie. Prima di tutto a te stessa. Poi, anche al partner. Questa è la manifestazione più evidente del fatto che il rapporto non funziona e stai agendo così perché sei vittima dell’amore possessivo. Ti senti incatenata, non sai come uscirne, e la via che ti sembra più facile è raccontare l’ennesima balla, sperando che sia una cosa momentanea e che si finirà lì. Invece ti ritroverai a raccontare sempre più bugie.

Che fare quindi?
Se vuoi un aiuto competente in questo senso, ti rinnovo l’invito al corso online di gruppo “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, in partenza il 23 Febbraio.
Di base, comunque, in questi casi non ci sono tanti giri di parole: le relazioni basate sul possesso non sono relazioni sane e come tali vanno chiuse quanto prima. Certo, puoi ringraziare questa persona che ha fatto parte della tua vita perché sicuramente ti ha insegnato qualcosa su di te e sull’amore. Ma poi è bene lasciarla andare per la sua strada, perché incontri a sua volta qualcuno che resti nella sua vita senza avere il bisogno di possederla.

amore possessivo

Le relazioni sane, dove l’amore è fatto di appartenenza, si basano su 4 pilastri fondamentali

  1. La fiducia. Che non ha bisogno di essere costruita o riconquistata ogni giorno. La fiducia c’è perché c’è l’Amore e desideriamo che quella persona faccia parte della nostra vita.
  2. La libertà. In una relazione sana ci si deve sentire liberi di esprimersi. Anche quando sappiamo che l’altro non la pensa come noi. C’è Amore non quando si pensano e fanno le stesse cose, ma quando c’è il profondo rispetto per l’altro anche se la pensa diversamente.
  3. La verità. Quando c’è fiducia reciproca ci sentiamo liberi di dire la verità perché sappiamo che, in tutti i casi, nell’altro troveremo ascolto e comprensione.
  4. La responsabilità. Siamo responsabili di ciò che diciamo e agiamo e quindi siamo anche pronti di assumercene le conseguenze.

So di non averti svelato chissà quali verità nascoste, ma la verità a volte è semplice e banale, e proprio per questo sfugge. Per niente facile da mettere in pratica, ma semplice e banale. Potrebbe anche essere che, leggendo questo articolo, tu ti sia accorto che non subisci nessun amore possessivo, ma lo metti in atto tu stesso! Ecco, allora il tuo più grande e ultimo gesto d’amore verso l’altro potrebbe essere quello di liberarlo da questa relazione malsana. Perché, se c’è una cosa che vi sta dicendo la situazione che state vivendo, è che NON siete fatti l’uno per l’altra.

Manola Tegon

PS. “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” inizia il 23 Febbraio e, nella versione base (2 settimane), costa 69 euro; nella progredita (un mese), 138 euro. Avviene tutto in una chat di gruppo su WhatsApp, ben regolamentata e piacevole da seguire. Puoi ascoltare l’audio giornaliero comodamente da dovunque sei, e fare gli esercizi proposti come e quando preferisci. Scrivimi oggi stesso, tra pochi giorni partiamo! 3384243293

Ginofobia: perchè gli uomini hanno paura delle donne?, di Manola Tegon

Ginofobia: la paura che gli uomini hanno delle donne

Mi capita quasi quotidianamente, ormai, di sentir dire che gli uomini hanno paura delle donne, per i più svariati motivi. Alle volte sottintendendo anche un fastidioso pensiero che personalmente non condivido, ovvero che le donne sono degli esseri in qualche modo “superiori” agli uomini, e pertanto migliori. Non sono mai stata d’accordo con questa visione delle cose. Credo nel valore dell’essere diversi e adoro gli uomini in tanti aspetti peculiari della loro natura.

Per questo mi sono sempre posta la questione sotto forma di domanda e non di affermazione:

Perché gli uomini hanno paura delle donne?

Nella mia esperienza di Life Coach posso dirti che ho incontrato diversi uomini che avevano paura delle donne, e accompagnarli in un percorso di crescita personale mi ha fatto scoprire alcune cose. In questo articolo voglio condividere con te le più preziose.

ginofobia

Gli uomini hanno paura soltanto di alcune donne

Gli uomini non hanno paura delle donne in generale, ma di alcune donne. In particolare di quelle da cui si sentono particolarmente attratti. E ne sono attratti proprio perché lì risiede la loro sfida personale, da affrontare per cambiare.
E’ un po’ quello che succede nelle fiabe, quando il principe, per salvare la principessa nel castello, deve affrontare draghi, battaglie, stregoni, insomma mettere in pericolo la propria vita.

Così avviene per l’uomo che incontra la donna dei propri sogni: che in qualche modo gli fa paura perché, automaticamente, in modo del tutto naturale e spesso non voluto dalla donna stessa, lo mette di fronte a tutte le sue debolezze, incertezze, fragilità e paure. Quando invece lui vorrebbe mostrarsi forte, coraggioso, intraprendente.
Nelle fiabe abbiamo sempre dato “troppa” attenzione alla principessa, pensando che fosse in uno stato di bisogno e quindi da salvare. Dimenticandoci delle prove che invece doveva sempre superare il principe… per cambiare il corso della storia…

Il rapporto con la paura in sé, come emozione

La paura non è un’emozione di cui vergognarsi, anzi. Se da un lato ci frena perché è possibile che stiamo fiutando un pericolo, dall’altro lato ci costringe a prenderci una pausa. Pausa che diventa un momento di introspezione e approfondimento; che ci dà il tempo per riflettere e trovare la forza e la motivazione per andare oltre.
Molto più spesso di quel che pensiamo, ciò che percepiamo come pericolo non è altro che il timore di uscire dalla nostra comfort zone. Per andare verso ciò che non conosciamo e che quindi non possiamo controllare, non sappiamo gestire.

La prossima volta che incontrerai una donna da cui ti senti profondamente attratto, quindi, ma che allo stesso tempo ti smuove una paura tanto profonda quanto incomprensibile da farti credere che, in fondo, quella non sia la donna per te, fermati. Fermati e guardati dentro. Probabilmente ciò che ti si svelerà di te stesso non ti piacerà, ma ti offrirà l’occasione di affrontare ombre che ti porti dietro da tempo. A te la scelta: se continuare sulla vecchia strada oppure cogliere l’opportunità di imboccare un nuovo sentiero sconosciuto, alla scoperta di tue risorse e qualità che non sapevi di avere.

ginofobia uomini paura delle donne

Se sei una donna…

Prova a vedere la situazione in questo modo, se ti capiterà di avere a che fare con un uomo (che ti piace) che avrà un’evidente paura di te e di una vostra eventuale relazione. Spesso noi donne ci facciamo mille paranoie su quanto siamo belle, desiderabili, in gamba, piacevoli, intelligenti e chi più ne ha più ne metta. Quando, in realtà, la spiegazione di quelle paure maschili sta in una lucida presa di coscienza dei limiti e delle scelte di vita dell’uomo in questione.

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale

Cos’è un nodo karmico e come si scioglie, di Manola Tegon

Nodo karmico: di cosa si tratta?

Immagino che ti sarà capitato di farti la promessa di non ricadere negli stessi errori del passato, di convincerti di aver imparato la lezione e invece, sistematicamente, ti sei rimesso nella stessa identica fottuta situazione. Imprecando contro te stesso, chiedendoti ripetutamente perché, senza trovare risposta. E dandoti come ultima soluzione quella di chiuderti in te stesso.

Ho due notizie per te:

  1. sicuramente ti trovi in un nodo karmico,
  2. lo puoi sciogliere, assolutamente.

nodo karmico come si scioglie

Io posso darti alcune indicazioni su come riconoscerlo, ma poi la vera azione per il cambiamento resta in mano tua.
Dovrai mettere in atto una grande presa di coscienza della situazione e una profonda voglia di cambiare. Queste poderose energie possono partire solo da te.
Mi fido che puoi farcela. Se sei capitato proprio qui a leggere questo articolo oggi, potente giorno di luna nuova in Sagittario, una ragione c’è. E voglio credere che sia che proprio oggi, qui, sei pronto per questo cambiamento. Almeno per iniziarlo.

Nodo karmico: anzitutto è fondamentale riconoscerlo

Quando ti trovi alle prese col tentativo di riconoscere un nodo karmico, prova a farci caso: noterai che

  1. probabilmente stai vivendo la stessa situazione sempre nello stesso periodo dell’anno. Fermati e pensa: anche l’anno scorso mi trovavo a sperimentare emozioni, pensieri e circostanze simili, se non identiche? (Più che altro interiormente: non badare troppo alla forma, bada alla sostanza) Se la risposta è , probabilmente ti trovi in un nodo karmico.
  2. La situazione che stai vivendo ora, per certi versi, è peggiore della precedente, perché la stai sperimentando in un modo più forte, a una più profonda intensità. Forse vedi solo situazioni più pesanti ma, se ci fai caso, allo stesso tempo senti, in questo modo, con questa maggiore intensità, un’urgenza più decisa di venirne fuori. Il che è ottimo!

Ma non sai come… E qui entro in ballo io 🙂

Vediamo insieme quali sono i passi per sciogliere questo nodo karmico

Conosco bene quel senso di frustrazione che ci attanaglia quando ci sembra di essere caduti nello stesso errore. Per esempio con un partner: ci sembrava del tutto diverso dalle nostre precedenti storie fallimentari, e invece poi, a un certo punto, BOOM! Ci ritroviamo nelle stesse situazioni di una volta, se non peggiori.

Il motivo per cui abbiamo queste ricadute sono essenzialmente due:

1) Non siamo “guariti” (nel senso di risvegliati) del tutto

Come per le malattie, anche per i nodi karmici ci sono le ricadute perché non siamo ancora completamente fuori da un certo meccanismo: dallo schema di pensiero, parola e azione che ha generato l’intoppo nel naturale e amorevole fluire dell’energia.
Finché non cambiamo noi, infatti, nel nostro modo di pensare, parlare e agire, continueremo sempre ad attirare lo stesso genere di partner o di situazioni spiacevoli.

Quando si parla di uscire dalla propria zona di comfort si intende proprio questo: uscire anche da “territori” in cui ci siamo abituati… a stare male!
Paradossalmente ci sentiamo più a nostro agio in situazioni di malessere ma che abbiamo imparato a gestire, piuttosto che in circostanze che ci fanno stare bene ma totalmente nuove, che non conosciamo e che, quindi, non sappiamo affrontare. Non ancora, per lo meno 😉

2) Probabilmente avevamo bisogno di più tempo, per uscire da quella determinata situazione

Ora ti ritrovi nella stessa identica situazione “semplicemente” perché dovevi acquisire nuove capacità e maggiore consapevolezza, per uscire definitivamente dal vecchio schema – comportamentale ma anche di pensiero ed emozioni. Perciò non abbatterti quando le cose ritornano: la vita ti sta donando una nuova occasione per uscire al meglio da luoghi in cui stai più male che bene. E ora, con più esperienza e una percezione più profonda e raffinata dei vari fattori coinvolti, puoi gestirla meglio e con più forza di prima!

Come capisco che il nodo karmico è definitivamente sciolto?

A questo punto, immagino ti starai chiedendo come fai a capire quando hai finito di sciogliere il nodo karmico.
Anche in questo caso la risposta è più semplice di ciò che ti potrà sembrare. Te ne accorgerai perché, rimanendo sempre nell’esempio di una nuova relazione, nella tua vita ti capiterà una persona che ti attira tantissimo… ma allo stesso tempo il solo pensiero di iniziare un qualcosa di nuovo con lei ti intimorisce

nodo karmico come si scioglie

Ebbene, io ti dico: buttati! Hai attratto questa persona proprio perché il nodo karmico è sciolto, e ora tocca a te uscire dalla tua zona di comfort – ovvero quel malessere che tanto ben conosci e che tanto bene sai gestire!

La vita è una grande maestra. E, proprio come farebbe una maestra dotata di grande pazienza, ci sottopone più e più volte lo “stesso” problema finché, da soli, non troviamo la soluzione. Quindi, sgombra subito la tua testa dal pensiero che la vita, Dio, l’Universo ti stia in qualche modo punendo. Non è così, stai solo imparando 🙂

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

Ma gli uomini (e le donne) sono tutti uguali?, di Manola Tegon

Uomini tutti uguali, donne tutte uguali: pregiudizi o verità?

Almeno una volta nella vita non solo ti sei posto questa domanda, ma te la sei ripetuta come affermazione, rassegnato a quella che ti appariva una vera e propria evidenza: nella tua vita capitano sempre gli stessi uomini – o donne.

uomini tutti uguali

Continui a incappare nella stessa tipologia di persone, che ti portano inesorabilmente al fallimento della tua relazione.
E magari, sotto sotto, sei stato attratto da questo articolo proprio perché desideri che, in qualche modo, io confermi questa tua tesi, dandoti l’ennesimo motivo per lamentarti della tua “sfiga”. O invece perché, al contrario, desideri che ti dia una chiave di lettura per smontare la tua teoria.

Inizierò dicendoti che hai ragione: gli uomini sono davvero tutti uguali. Ma va precisato che la frase è incompleta, manca di un pezzetto: gli uomini che capitano nella tua vita sono tutti uguali. Fastidioso eh? 😀
Già… Un’altra scomoda verità da accettare, ma necessaria per poter vedere la questione in maniera diversa, e soprattutto funzionale alla nostra evoluzione di Anime.

Continuiamo ad attrarre un certo tipo di persone

Tralasciamo il fatto che ormai è noto a tutti che gli uomini hanno delle caratteristiche biologiche, fisiche e ormonali che fanno sì che mettano in atto comportamenti che riconosciamo come “maschili” e che, quindi, li accomunano tanto quanto li differenziano invece dall’agire “tipicamente” femminile. C’è un motivo diverso per cui, nella nostra vita, capitano sempre gli stessi uomini. Almeno fino a un certo punto.

Attiriamo di continuo la stessa tipologia di persona perché noi per primi non abbiamo ancora cambiato nulla di noi stessi; ci portiamo dietro le stesse ferite di anni fa.
Avrai sentito dire che non abbiamo il potere di cambiare gli altri, ma solo di agire su noi stessi. Una frase che suona tanto banale perché è semplicemente vera – spesso la verità è semplice e banale… e per questo scomoda.
Ti dirò di più: tanto più ci ostiniamo a non voler cambiare nulla di noi, tanto più attireremo persone simili, se non addirittura identiche, ai nostri partner precedenti. Potrà persino capitare che all’inizio ci sembreranno totalmente diversi, ma poi già solo dopo qualche mese mostreranno la loro vera natura.

uomini tutti uguali

Cosa fare allora?
Rassegnarsi a stare in relazioni con persone che non ci appagano, fare voto di solitudine o pensare di riuscire a cambiare, in qualche modo?

Di seguito alcuni consigli su come uscire da questo empasse

Fermati e rifletti su quali tipologie di persone attiri costantemente nella tua vita

Per esempio: tendi ad attrarre partner che hanno sempre bisogno di aiuto e che quindi ti fanno sentire utile, magari, inizialmente, ma poi usato e sfruttato? In questo caso, forse, c’è la necessità di soddisfare un tuo bisogno che andrebbe compreso e probabilmente ridimensionato. Chi tende ad attirare sempre lo stesso partner spesso passa da una relazione all’altra senza darsi dei momenti di pausa in cui stare da solo.
Lo so, stare da soli non è mai così piacevole, ma è una delle poche dimensioni in cui davvero possiamo capire cosa desideriamo da un partner. Capire che possiamo stare bene anche da soli, e che una nuova persona nella nostra vita deve arricchirla, portarci piacere e non un costante senso di frustrazione, inadeguatezza o privazione.

Hai bisogno di sentire che sai gestire certe dinamiche, anche se negative?

Si è attratti sempre dalle stesse tipologie di partner perché è difficile uscire dalla propria zona di comfort. A volte mettiamo in atto comportamenti paradossali, per cui preferiamo vivere relazioni in cui stiamo male, o comunque non così bene, perché almeno ne conosciamo le dinamiche, in qualche modo le sappiamo gestire.
Una relazione con una persona completamente diversa spaventa, perché dalla felicità, dallo star bene, in profondità siamo spaventati più che dall’infelicità, dallo stare male… Perché ci siamo meno abituati, purtroppo… Spesso conosciamo molto meno lo stare bene che lo stare male (che amara verità!), e temiamo che prima o poi possa finire, che non sia possibile che duri.
Ma l’Amore, quello che fa evolvere, spesso si nasconde dietro a ciò che ci è sconosciuto.

La paura

La maggior parte delle volte, è la paura che ci costringe a rivivere rapporti con partner sempre simili: la paura di cambiare, di dover vivere una situazione che non conosciamo, la paura di essere felici per davvero, che sia troppo per noi, e che una relazione sana e appagante con una persona di valore noi non siamo in grado di sostenerla. O magari che non ce la meritiamo nemmeno.

Ti accorgerai che qualcosa nella tua vita è cambiato quando arriverà una persona davvero diversa. Questo ti farà taaanta paura, tanto da desiderare (e forse anche attirare nuovamente) un partner come quelli del passato. Ma, come recita una frase a me cara, c’è un solo modo per affrontare la paura:

Fa’ ciò che temi e la morte della paura è certa

E’ esattamente ciò che ti suggerisco di fare, per meritarti un uomo (o una donna) diversi 🙂

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

Posizioni Tantra semplici da provare

Un primo approccio al Tantra

Tra i miei vari progetti, c’è un’area privata di Sex Coaching che si chiama proprio Beyond Tantra.
Ho voluto crearla insieme al mio compagno, nonché Sex Coach, Luca, proprio perché negli anni mi sono resa conto di quante sono le persone interessate a una sessualità spirituale.

Dal 2008 al 2012, a Roma, le mie sessioni di Life Coaching Spirituale per lavorare sulla sessualità includevano tantissime tecniche tantriche. Anch’io avevo studiato e praticato questa arte, per la mia vita sessuale e amorosa, e avendone tratto beneficio la mettevo a servizio.

posizioni tantra

Da settembre tornerò a fare queste sessioni anche di persona, perché ho trovato il posto perfetto per accoglierle, a Padova – dove abito. Ma, in questi anni di mezzo, mi sono resa conto del fatto che non tutti vogliono fare quel tipo di esperienza. Includendo la nudità, il contatto fisico e un impegno economico che molti non si possono permettere, capisco bene il motivo.
Molti vogliono delle posizioni Tantra semplici da provare a casa con il/la partner, o con un amico/a che condivide questo interesse, gratuitamente o quasi.

In Beyond Tantra, ad agosto, trovi esattamente questo

Avendo ricevuto molti messaggi in questo senso, ho deciso di mettere a disposizione questo materiale anche online, per soli 27 euro al mese.

Ad Agosto 2019, in Beyond Tantra, avrai a disposizione

  • 2 lezioni via audio, una sul Tantra attuale e una sulla potenza di Shiva nel pene;
  • 3 lezioni via video, una sull’adorazione di Shiva & Shakti, una sul tocco delle mani e una sulla vibrazione del suono nel sesso;
  • un account personale e riservato nell’area privata;
  • una community segreta su Facebook, in cui conoscersi, interagire e confrontarsi.

Il gruppo, ovviamente, parte l’1 Agosto, ma ti puoi unire in qualsiasi momento. I contenuti sono scaricabili e, con una buona organizzazione, di fatto fruibili anche in pochi giorni; se non dovessi riuscire ad ascoltare, vedere e praticare tutto ciò che ti proponiamo, ti puoi conservare il materiale e riprenderlo quando stai comodo/a.

Preparazione al Tantra

Anzitutto, quindi, preparati!
Acquista subito il tuo mese a Beyond Tantra, e poi occupati immediatamente di queste 3 cose:

  1. qualcuno con cui praticare gli esercizi;
  2. la tua connessione – e non parlo della wi-fi 😉
  3. Uno spazio e un tempo in cui praticare.
posizioni tantra

1. Il Tantra non può essere goduto, finchè ci si limita a studiarlo intellettualmente, a leggerlo sui libri o a guardarlo fare agli altri. Va praticato, va vissuto in prima persona, sulla propria pelle. E, per farlo, hai bisogno di un/una partner.
Non è detto che debba essere il/la tuo/a compagno/a di vita; può essere anche un amico/a con cui hai confidenza e che condivide questa tua passione.
Individualo/a e fagli/lle la tua proposta. Sono sicura che risponderà di sì, eccitato/a ed entusiasta 🙂

2. Comincia subito a esercitare la tua capacità di connetterti: alle persone che hai intorno, all’energia dei luoghi in cui vivi o passi; alla profondità di ciò che sta accadendo.
Respirare il sapore, l’odore, la vibrazione.
Chiudi gli occhi e ascolta.
Penetra lo spazio con la tua presenza… e diventa tu stesso/a uno spazio da esplorare…

3. Inizia a fare mente locale su quali sono il posto e i momenti migliori per fare esperienza del Tantra. Le tecniche che imparerai ti richiederanno un luogo comodo e ispirante, con un bel letto grande o simili, in cui poter stare nudi o giù di lì.

Predisposte queste tre cose, sei pronto/a 🙂 Ti aspettiamo con gioia!

Ilaria Cusano

Benessere del cuore: alimenti e abitudini

Nutrimento del cuore

Partiamo da un presupposto: ci sono tanti alimenti che fanno bene al cuore ma…

benessere del cuore

Anzitutto gli alimenti. Ti dico solo le cose semplici perché tanto sono le uniche che, alla fine, mettiamo davvero in pratica e teniamo come abitudini nel tempo. La tisana di rosa canina e tutti i cibi verdi fanno bene al cuore. Se vuoi tenerlo in considerazione per l’armonia di questo tuo centro energetico ben venga: ti aiuterà.

Detto ciò, quello che fa davvero la differenza per il benessere del cuore è il nutrimento affettivo. Cioè, la sfera di cui ci occupiamo nel Love Coaching – che, bada bene, non ha a che fare solo con la vita di coppia.

Il nutrimento affettivo viene da due luoghi; dedicherò uno dei paragrafi che seguono a ognuno.

Il cuore si nutre di emozioni e sentimenti

Il tuo cuore non può stare bene, se ogni giorno deve avere la “buona” abitudine di sopportare valanghe di cattiverie, egocentrismi e indifferenza, e solo ogni morte di Papa ha modo di dissetarsi con la gentilezza, le attenzioni e le mille sfumature della tenerezza. E’ impossibile, non ce la fa.

Oggi va tanto di moda ripetere che nessuno ha bisogno di nessuno, e che siamo solo noi la causa del nostro benessere e malessere, ma sai cosa? Non è affatto vero.
Prova ogni giorno a esser trattata/o male, umiliata/o, offesa/o, privata/o della considerazione e delle attenzioni che meriti. Poi dimmi se non ti fa nessuna differenza. Io ci sono passata, grazie al cielo, e ti posso dire che eccome se fa differenza! Ne fa per le piante, come può non farne per noi?

Prova, invece, a circondarti di persone che ti riempiono di attenzioni, gentilezze e complimenti; che ti riconoscono, ti toccano, ti abbracciano e ti sorridono; che ti desiderano nella loro vita e te lo comunicano, che sono grate che ci sei.
Fa differenza per il tuo cuore o no?

E’ sempre più diffusa l’abitudine a comportarsi in modi freddi e anaffettivi, aridi ed egoisti. In giro è pieno di gente che non si fa nemmeno mezzo scrupolo a trattarti male, a offenderti e a calpestare i tuoi sentimenti.
Credi che sottoporti a simili torture non abbia nessun effetto sul tuo cuore?
Prova a costruirti un mondo contrario a questo, e poi dimmi.

Il benessere del cuore dipende moltissimo dalle relazioni che instauriamo con gli altri: il cuore si alimenta di emozioni e sentimenti, e così rimane vivo, pulsa e gioisce.

benessere del cuore

La base dell’affettività, però, è il sesso

E qui devo dirti un’altra cosa ben scomoda, quanto vera: non esiste vero nutrimento affettivo senza ardore sessuale. Le persone con il desiderio spento, con la fiamma della passione al minimo, dalla vita sessuale che a mala pena sopravvive, non ce l’hanno dentro l’energia del nutrimento affettivo. Non hanno niente da dare al cuore, né al proprio né a quello altrui.

Può essere una verità difficile da digerire perché magari questa persona sei tu, oppure è il/la tuo/a partner, o il/la tuo/a amico/a più importante…
Ma si può fare qualcosa, non bisogna necessariamente rassegnarsi e piangersi addosso. I nostri percorsi di Love Coaching e Sex Coaching servono proprio a questo. Perchè coi primi aiutiamo le persone che a livello sessuale hanno già un bel bacino di energia ben pieno, e semplicemente devono costruire le relazioni affettive giuste con le persone adeguate, per condividere tutta la gioia e il nutrimento che hanno. Col Sex Coaching, invece, andiamo a riempire di energia il bel bacino, in modo tale che si abbia qualcosa di reale da condividere.

Il mondo è pieno di bugiardi, manipolatori e fuffa; ma chi quell’inferno lo ha già superato, li riconosce subito gli abitanti. E li evita, li rifiuta o li combatte.

Ilaria Cusano

Aiutare gli altri: le ombre della generosità

Aiutare gli altri: non è sempre bene…

Poter aiutare gli altri è una delle cose più nobili che un essere umano
può mettere in atto. Siamo, infatti, esseri sociali: abbiamo un profondo bisogno di interagire con gli altri e di sentirci utili, in qualche modo.
Non sempre, però, sappiamo aiutare nel modo corretto: a volte, magari, ci ritroviamo a dare consigli e aiuti non richiesti, che ci lasciano in un sentimento di frustrazione e fallimento, quando non accolti come avremmo voluto.

aiutare gli altri

Di seguito ti illustrerò alcuni degli errori più comuni che commettiamo quando diamo aiuto – a un amico, al partner, a un figlio, un familiare; e quali azioni, invece, mettere in atto perchè il tuo aiuto sia efficace.

Gli errori che commettiamo quando vogliamo aiutare

Gli errori più comuni che facciamo quando desideriamo aiutare qualcuno possono essere riassunti in 4 principali comportamenti:

  1. diamo consigli o addirittura interveniamo, quando non ci è stato richiesto;
  2. tendiamo a imporre il nostro punto di vista, anche inconsciamente: ognuno di noi pensa di avere la verità in tasca, e che l’altro abbia bisogno di aiuto perchè, in qualche modo, ha sbagliato;
  3. ci attendiamo un riconoscimento, un gesto di gratitudine dell’altro che dia valore e
    importanza all’aiuto che abbiamo dato e, in ultimo, a noi stesse;
  4. aiutare qualcuno ci permette di distogliere l’attenzione dalle nostre mancanze in altri
    aspetti della nostra vita, colmando dei vuoti – almeno temporaneamente.

Spinti dalla generosità, quindi, mettiamo in atto questi comportamenti, che con tutta probabilità non riusciranno ad aiutare l’altro perchè, paradossalmente, non si sentirà davvero preso in considerazione e
capito: anche se, molto spesso, noi ci muoviamo in questo modo ambiguo in maniera del tutto inconsapevole, sotto sotto l’altro percepisce che c’è qualcosa che non va, nella nostra benevolenza.
Così il nostro gesto, oltre a rivelarsi un inutile spreco di energie, ci lascia non solo scarichi, ma anche in uno stato di amarezza e frustrazione.

Servire: un piacere o un bisogno?

Fin da piccola ho sempre avuto questa forte esigenza di rendermi utile agli altri; spesso, però, mi sono sentita amareggiata e frustrata perchè ritenevo di non essere riuscita ad aiutare chi ne aveva bisogno.
Col tempo ho visto gli errori che commettevo, e l’esperienza di assistere una persona malata che amavo mi ha permesso di fare luce su quale fosse la strada corretta per aiutare l’altro. Mi sono fatta una lista di “regole” da seguire, per tutte quelle volte in cui la voglia di aiutare qualcuno mi assale; me le rileggo periodicamente e, col senno di poi, devo dire che stanno funzionando – talmente bene da averne fatto una professione, se ci pensi! I percorsi di Ilaria che io conduco sono proprio i due per aiutarsi a svoltare nelle relazioni d’amore e negli altri rapporti affettivi – gruppo, classe, team, community, etc. Se lei mi ci ha offerto addirittura un lavoro, tutto sommato, evidentemente qualcosa di buono ho imparato a farlo, ti pare? 😉

Le mie “regole” per quando la voglia di aiutare mi assale

Ora le condivido con te:

  1. dai il tuo aiuto solo quando richiesto. Se vedi un persona in difficoltà puoi sempre domandarle come sta, ma lascia che sia lei a chiederti, eventualmente, un supporto. Non insistere; non offrire aiuto non richiesto; renditi solo aperta all’ascolto dell’altro. Se vorrà raccontarti cosa non va, ascoltalo e fagli sapere che, se ha bisogno, tu ci sei; se invece ti dirà che va tutto bene o che non ha voglia di parlarne, accetta e non indagare oltre. D’altronde, di certo non puoi aiutare chi non vuole essere aiutato.
  2. Quando qualcuno ci chiede aiuto, vuole principalmente sostegno e ascolto. Tendenzialmente siamo tutti capaci di trovare le soluzioni ai nostri problemi da soli. Di solito, ciò che ci serve è un po’ di incoraggiamento, un supporto, sentire che le persone a noi vicine sono dalla nostra parte – anche quando non condividono le nostre scelte. Fai tacere il giudizio, quindi, e cerca di renderti utile mettendo a disposizione le tue capacità, ma fai sempre in modo tale che sia sempre l’altro a indicarti la strada da percorrere – non la tua testa.
  3. Se avrai messo in atto i due punti precedenti ti sarà molto più semplice non attenderti particolari riconoscimenti. Primo, perchè il lavoro più grosso lo avrà fatto, paradossalmente, colui che ti aveva chiesto aiuto – tu non avrai investito troppe energie; secondo, perchè probabilmente stare accanto a questa persona ti avrà permesso di vedere i problemi da un altro punto di vista, diventando un’occasione per te di crescita personale.
aiutare gli altri

Infine, se spesso ti ritrovi a dare aiuto non richesto, chiediti a cosa, della tua vita, stai togliendo attenzioni e perchè pensi cosi tanto agli altri e non a te stessa. Potresti scoprire che quella che in questo momento ha più bisogno di ascolto e aiuto sei proprio tu!

Manola Tegon – Life Coach Spirituale

Insegnamenti di vita da “La donna dalla coda d’argento” – 2

Insegnamenti di vita sull’essere donna, da H. H. Mamani

«Non essere possessiva! Tu sei padrona solamente della tua vita, non puoi esigere che un’altra persona dedichi la sua vita a te se non lo vuole. Quando dici che ti offri a lui è come se gli proponessi un affare. “Guarda, io ti do questo e tu mi devi dare in cambio quest’altro”. E’ uno scambio commerciale, non è un’offerta! Tu ti devi donare, solo così riceverai dedizione e amore. Se tu vuoi fare un semplice scambio, sarà freddo, non avrà cuore
«Questo è ciò che non posso accettare di me.»
«Devi accettarti nella tua interezza. Se non ti accetti e non ti dai valore, come puoi sperare che ti accetti il tuo compagno? Ricorda sempre che il vero amore porta la libertà, mentre la passione è schiavitù.»

insegnamenti di vita
Ph. by Piero Giuffrida

Mama Pacha è il simbolo della vita: possiede tutto

Se tu chiedi, riceverai, se tu cerchi, incontrerai e se domandi di entrare in un cuore ti sarà aperto.Se non chiedi, ogni cosa resterà uguale, se non cerchi, non sperare di trovare qualcosa e se non bussi alla porta del cuore questo non ti si aprirà. Se sei diffidente, meschina o crudele, tutto ti andrà male. Soprattutto se lanci parole volgari o maledici.

«In quanto al tuo problema… perché ti chiudi, perché ti ostini a voler incontrare l’amore di un solo uomo quando ci sono tanti uomini migliori o peggiori? Vivi di aspettative che non sono realistiche, sei romantica e fantasiosa, ma se vuoi realizzare devi lavorare duro: solo allora comprenderai la tua capacità e conoscerai la tua forza.

Gli insegnamenti di vita degli anziani

«Cara nipotina, nelle buone e nelle cattive relazioni che vivrai con gli uomini, l’unica garanzia di amore è quella che puoi dare a te stessa. Ama te stessa, vivi per te e sempre secondo te. Rendi bello il tuo corpo e la tua anima per te, non perché vuoi attrarre un uomo. Accettati come sei e sii felice con te stessa; se farai così saprai vivere da sola e non avrai paura della solitudine. Così a poco a poco il tuo amore si accrescerà e non solo basterà per te, ma ne avrai tanto da poterlo donare. Allora sarai pronta per amare un’altra persona.»
«Ho paura di amare perché potrei essere ancora una volta abbandonata, e ritrovarmi infelice, come adesso» sembrò rispondere lei.

insegnamenti di vita

«Se non ti fidi, stai sprecando l’opportunità di donare il tuo amore. Non cercare la sicurezza, la vita non è in ciò che è pianificato, ma nel gioco di essere felice o infelice. Se desideri amare un uomo, amalo senza esigere niente in cambio e aiutalo a essere felice. Se lo rendi felice, perché dovrebbe lasciarti? Ma se lo rendi infelice, perché non dovrebbe lasciarti? Guidalo solo nel cammino dell’amore, usando l’intelligenza del cuore, ricordando che tu sei un tempio sacro dove lui potrà sempre entrare in contatto con il divino. Solo così il tuo amore sarà eterno. .»

Liberamente tratto da La donna dalla coda d’argento, di H. H. Mamani