Sfruttare la quarantena per reinventare il proprio business

Grinta, motivazione e passione

Grinta, motivazione, passione: oggi più che mai, proprio grazie alla quarantena, ci è chiaro quanto è importante lavorare con lo spirito giusto. Le crisi saranno pure brutte e toste, a volte, ma sanno essere così illuminanti, nel mostrarci ciò che funziona e ciò che va abbandonato… Non ti pare?

Sfruttare la quarantena per reinventare il proprio business

Di nuovo ci troviamo in una situazione in cui si rende necessario aggiornarsi, formarsi e innovare. Aziende grandi e piccoli business. Lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti. O si imbocca tutti la strada del cambiamento o si rischia di perdere gran parte del lavoro fatto in una intera vita!
Ce la si può prendere quanto si vuole con lo Stato, la pandemia, persino con Dio quando si è all’ultima spiaggia; ma la realtà resta quella. O trovi una strada alternativa in cui virare o ti schianti contro un muro. Lo vedi, no? Perché è bello grosso…!!

Tra l’altro, anche a livello economico, proprio per salvare l’economia in senso lato (non solo la nostra), questo è il momento in cui è più importante in assoluto attivare e/o mantenere attivi circoli virtuosi. Non è assolutamente il momento di risparmiare, smettere di fare acquisti e interrompere quel preziosissimo circolo di fiducia che è ciò che, socialmente, su tutti i livelli, ci tiene in vita!

Leggi quanta saggezza c’è in questa storiella 🙂 Me l’ha inviata una mia cliente, si intitola “Il debito della prostituta”.

Metti in circolo la tua fiducia

Ad agosto, in una piccola città, cade una pioggia torrenziale e per diversi giorni la città sembra deserta.
La crisi affligge questo posto da molto tempo, tutti hanno debiti e vivono a credito.
Fortunatamente, un milionario con tanti soldi arriva ed entra nell’unico piccolo hotel sul posto. Chiede una stanza, mette una banconota di 100 euro sul tavolo della reception e va a vedere le camere.

Il gestore dell’hotel prende la banconota e scappa per pagare i suoi debiti col macellaio.
Questo prende i 100 euro e scappa per pagare il suo debito con l’allevatore di maiali.
Quest’ultimo prende la banconota e corre a pagare ciò che deve: il mulino, fornitore di mangimi per maiali.
Il proprietario del mulino prende 100 euro al volo e corre a saldare il suo debito con Maria, la prostituta che non paga da molto tempo – in tempi di crisi offre persino servizi a credito!
La prostituta, con la banconota in mano, parte per il piccolo hotel dove aveva portato i suoi clienti le ultime volte e non aveva ancora pagato; e consegna 100 euro al proprietario dell’hotel.
In questo momento il milionario, che ha appena dato un’occhiata alle stanze, scende e dice di non essere convinto delle camere. Prende i suoi 100 euro e se ne va.

Nessuno ha guadagnato un euro, ma ora l’intera città vive senza debiti e guarda al futuro con fiducia!

Fai il tuo atto di fede

Sfruttare la quarantena per reinventare il proprio business

Per come la vedo io, nel corso di questa quarantena ognuno di noi ha ricevuto una vera e propria chiamata: una chiamata dallo Spirito Santo.
A ognuno il cuore ha suggerito, con quei suoi magnifici sussurri dolcissimi ma tanto incisivi, una nuova strada. Per qualcuno si tratta di aggiustare un po’ il tiro; altri, invece, sono in una situazione tale da dover mettere in atto un cambiamento in piena regola; qualcun altro ancora dovrà fare una vera e propria rivoluzione.
In tutti i casi mi sento di dirti questo: non mettere in dubbio il o no. Interrogati sul come, semmai, ma non rifiutarti di fare quello che sai di dover fare. Sono certa che, se sei arrivata fin qui nel leggere questo articolo, questo cambiamento ha a che fare col lavoro.

Fidati di dove la tua anima ti conduce, no? Sarà pure ora! 😉

Hai l’opportunità di iniziare a lavorare da casa; o, quanto meno, di farlo un po’ più di prima. Con tutte le meravigliose conseguenze che questo ha sull’ecologia, la gestione della famiglia, la vita affettiva e la salute. Hai l’occasione di chiudere certi rapporti “professionali” basati sul cinismo, sullo sfruttamento reciproco e sulla menzogna. Finalmente puoi imparare a guadagnare più soldi, a gestirli e a investirli in modi più critici ed etici, con un impatto impressionante sulle sorti della finanza mondiale. Altro che manifestazioni! Il consumo critico, così come tutti i circoli virtuosi di economia e finanza etica sanno indirizzare in misura sorprendente le sorti del pianeta, le decisioni politiche e i trend culturali!

Fai il tuo atto di fede e fallo oggi. O te ne pentirai.
Ricordati com’è andata a finire per tutti quelli che durante il Fascismo hanno “eseguito gli ordini”.
E’ andata a finire che, nel corso del tempo, ci siamo accorti di cosa è successo: hanno perpetrato dei crimini!
Beh, anche la loro coscienza e discendenza se ne sono accorte… Certe decisioni rendono particolarmente deformi, in modi molto molto evidenti…

Io credo in te. E tu?

Ilaria Cusano
Scuola Professionalizzante di Life Coaching Spirituale

Cosa accadrà quando finirà la quarantena?

Tutto o niente, accadrà, a fine quarantena… Dipende da te, da noi!

Da un punto di vista spirituale, la quarantena e la pandemia non cambiano niente. La visione spirituale più profonda si può riassumere in pochi punti.

Cosa accadrà quando finirà la quarantena

  1. La realtà che vedi non esiste. E’ un’apparenza prodotta dalla tua mente e da una serie di scelte che potresti non esserti neanche accorta di avere fatto.
  2. Le uniche cose che esistono davvero sono degli “oggetti” totalmente invisibili come i sentimenti, i legami e i valori, per esempio. Unici ingredienti che rendono la vita terrena degna di essere vissuta.
  3. Tutto è in perenne mutamento. E, creandone noi le molteplici forme, possiamo decidere di dargli ogni forma che desideriamo. In base a ciò che più ci corrisponde, piace e serve.

Punto.

Possono esserci momenti simbolicamente emozionanti, per iniziare un percorso di Coaching o cambiamento, rinnovamento. E le emozioni sono importanti, ok: se ti sai dare la carica, nella vita, sei già diversi passi avanti rispetto a chi non sa farlo o a chi, addirittura, continua a darsi la zappa sui piedi! E’ per questo che, spesso, propongo i giorni della luna nuova, per cominciare uno dei miei corsi online.
Ma è evidente che ogni giorno è quello giusto, se lo decidi.

La fine della quarantena sarà il giorno giusto per…

Io ti confido le mie 🙂

  • Iscrivermi a un corso di yoga, per qualche mese.
  • Fare qualche escursione in montagna: laghetti fiabeschi, aria pulita, profumi, altitudine, clima secco, visioni ampie… Proprio ciò di cui ho bisogno.
  • Consolidare ulteriormente la mia condizione solitaria: in parziale quarantena, a quanto pare, ci vivevo già prima e non per costrizione – per scelta. Effettivamente sono davvero poche le relazioni sociali che mi nutrono, ispirano e arricchiscono. Preferisco concentrare le mie energie su queste poche, piuttosto che cercarne altre. Voglio credere nell’anima gemella anche a livello sociale: chi è destinato a me arriverà, basta che mi tenga aperta, non occorre che sforzarmi.
  • Rendere ancora più leggere le procedure inerenti al mio lavoro: come forse avrai già visto, da qualche mese ho reso disponibili 18 dei miei corsi online su una nuova piattaforma di cui vado fiera! Da lì ognuno può fare tutto in automatico: non solo leggere le descrizioni e averne qualche “assaggio”, ma anche acquistare e farsi tutti i corsi che vuole in totale autonomia. Successivamente, ho avviato una serie di collaborazioni con degli Affiliate Marketer che stanno distribuendo questi corsi insieme a me. Desidero che tutti i meccanismi interni al mio business diventino sempre più così: agili, automatici, facili. Poi è chiaro: se una persona non ha competenze digitali il problema è suo e non sempre posso aiutarla, ma almeno di base le metto a disposizione tutto quel che posso per offrirle un servizio eccellente non più solo come contenuto ma anche come fruibilità.
  • Espandere la mia rete commerciale. Mai come in questo periodo di quarantena mi sono resa conto di quanto importante è il messaggio che ho il dovere, oltre che piacere, di veicolare! Bene. Prima lo facevo per me e pochi altri avvezzi; ora intendo diventare “assordante”, per quanta determinazione e tenacia voglio mettere nel fare quel che sento di dover fare. E zero tolleranza per le palle mosce: non fate per me, andate dai pivelli del Coaching ché questo settore ne è pieno! Che Dio benedica voi e pure i pivelli del Coaching – che saranno ben lieti di togliervi rapidamente dal mio cammino. Win, win e win – triplo win! 😀

Tante polemiche, tanti bla bla bla, ma solo i fatti contano

Alla fine della fiera, è sempre così. In ambito religioso c’è anche un proverbio, forse viene da qualche testo sacro:

Di buone intenzioni è lastricata la strada per l’Inferno.

Esattamente!
Lo spirito si fa carne forse a partire da buone intenzioni, ma che poi vengano tradotte in decisioni, in azioni. Che ce ne facciamo di tutti questi abili parolai che, al momento della resa dei conti, si trasformano in docilissimi greggi di pecore? Niente.
Dovremmo prendere esempio per fare il contrario! Non è mai troppo tardi per cambiare vita.

Cosa accadrà quando finirà la quarantena

Il mio appello, con tutto il cuore, è questo: c’è anche una vaghissima vocina che ti sta dicendo che sei vittima della tua stessa paura, confusione o angoscia? Ti sei accorta che qualcuno ti sta manipolando? Hai capito che c’è qualcosa che non torna e che, se vuoi evitare di continuare a essere una pedina nelle mani di forze veramente oscure, è ora che ti svegli? Ecco, fallo!
Cambia le tue fonti di informazioni. Inizia a seguire sui social della gente un po’ diversa dal solito. Apriti a influenze più feconde e rigeneranti. In un senso o nell’altro, ma cambia!

Ti mancano delle competenze essenziali per il mondo di oggi? Rimboccati le maniche, formati e acquisiscile. Professionalmente, devi cambiare strada? Bene, datti da fare e fallo. Subito, senza sprecare mesi o anni a fare cose inutili! Impara nuove cose, innova, crea! Insomma, porta avanti La Vita! Perché nessuno lo farà per te! Nessuno ha il potere di fare quello che solo tu puoi fare.

Ogni anima ha un cammino e una storia da scrivere. Personale e collettiva. E ogni anima è preziosissima proprio perché solo lei può tracciare quel cammino e scrivere quella storia. Non abbandonare te stessa e tutti noi. Non tradire un mondo intero. Fai quello che devi fare e inizia oggi stesso! Ne sarai grata, te lo assicuro 🙂

Ilaria Cusano

Come non lasciarsi andare in quarantena

La psicologia tipica del cliente di una Life Coach

Magari anche tu stai pensando di intraprendere un percorso di Coaching, o forse addirittura di iniziare a lavorare come Life Coach Spirituale. In entrambi i casi ti sarà utile conoscere qual è la mentalità tipica di chi ha bisogno di un Coach.

Come Non Lasciarsi Andare in Quarantena

Allo stesso modo, queste mie confidenze ti serviranno per comprendere meglio alcune dinamiche che, con una certa probabilità, anche tu ti sei trovata a vivere durante la quarantena. Forse solo per qualche giorno, o forse per un po’ di più.
Capire non sarà l’unica cosa di cui avrai bisogno per risolvere, ma può essere un inizio 😉

La persona che si rivolge a un Coach è una persona abituata a mollare. Una che si racconta un sacco di storie sul perché e per come la vita è stata ingiusta con lei; sul fatto che lei è una vittima di circostanze avverse o di persone cattive; che le spettava qualcosa di meglio che invece non ha ottenuto. Non ancora, almeno! (Questo è il lato bello di questa persona: che continua a crederci, ad avere la tenacia, l’entusiasmo, o anche la rabbia e la disperazione che la spinge a crederci ancora)

Ora, attenzione: questa persona non è una fallita o una perdente di per sé. Ma da qualcuno, in qualche momento della vita, ha appreso e fatto propria questa abitudine: a lasciar perdere, a mollare, a interrompere un percorso, a desistere, a rinunciare, a tradire e tradirsi, anche, in fondo…
E, tra le varie cose che si racconta, ce ne sono alcune davvero geniali: tipo che è stata saggia e matura a mollare, che è un sacrificio che doveva ai figli, che non aveva le possibilità economiche, poverina… Perché, di base, lei mira a farti pena, a essere compatita. E’ questo il modo in cui ha imparato ad attirare l’attenzione.

Se vuoi lavorare come Life Coach, ovviamente, non devi cascarci

Neanche a dirlo: è una trappola mentale. Tutto ciò che questa persona si racconta non corrisponde al vero. E’ solo una narrazione; quella che ha appreso da persone in carne e ossa in momenti specifici della vita e che ha deciso di fare propria. Con una scelta assolutamente libera e arbitraria di cui, però, non si assume la responsabilità.

Può essere, ed è molto probabile anzi, che abbia subito una qualche forma di ingiustizia e/o umiliazione, da bambina. Ma naturalmente è adulta da un bel pezzo: ha avuto tutto il tempo per cambiare le cose. Solo, ha preferito non farlo. Le sarebbe costato soldi, fatica, sacrifici, rinunce; tutti pesi che evidentemente non ha voluto accollarsi.

Poi arriva a un certo punto e trova un muro. Vuoi la salute, il lavoro, i soldi; o anche la vita affettiva, il sesso… Può cominciare in tanti modi. Fatto sta che, giunta a un certo stadio della propria esistenza, incontra un impedimento, uno specchio, un fulmine a ciel sereno. E la sua storia non sta più in piedi. Può essere anche qualcuno che la smaschera, semplicemente, e ha il buon cuore di farglielo sapere.
Così l’illusione crolla e la persona, per tante ragioni, non riesce più a tenersi in piedi, con quella narrazione. Inizia a rendersi conto della impressionante sequela di auto-sabotaggi e sfighe varie che si è causata da sola. A provare una rabbia talmente intensa… che non riesce neanche più a rivolgere verso il mondo esterno, verso un nemico che in fondo lei ha sempre saputo che non esiste… E implode.

Quello è il momento in cui, per la prima volta forse, si dà l’opportunità di cambiare. Cambiare atteggiamento, cambiare storia, cambiare vita.

Il lasciarsi andare e la quarantena

A questo livello, come vedi, quarantena o non quarantena, cambia poco. Una persona che sceglie questa strada (della rinuncia, del tradimento e del fallimento) lo fa tanto in una condizione di totale libertà di movimento, quanto in una di emergenza e isolamento.
Così come, dall’altra parte, una persona abituata a scegliere un atteggiamento di resilienza, persistenza e vittoria, vede se stessa del tutto libera anche durante una quarantena.

E’ una questione di visione, una visione che si sceglie, però, che non cala dall’alto, non viene naturale. O meglio, viene naturale dopo che l’hai scelta talmente tante volte che diventa quello, il tuo automatismo.
Quali sono, in fondo, le buone ragioni per lasciarsi andare in quarantena?
Non è forse vero che sono proprio i momenti più difficili quelli in cui bisogna essere più forti, per noi stessi e per i nostri cari?
La quarantena è forse una buona ragione per deprimersi, smettere di credere in se stessi e negli altri, per ingrassare, riempirsi di brufoli o non prendersi più cura di nessuno? Non mi pare; giusto?
E’ forse il momento migliore per giocarsi tutti i propri risparmi al poker online, o per coltivare un bacino di furia fumante che infiammi l’intestino e causi un grave problema di salute? A me non sembra.

Come Non Lasciarsi Andare in Quarantena

Eppure, chi vorrà credere di avere tutte le ragioni per lasciarsi andare, continuerà a farlo – come faceva prima. Chi invece vorrà cominciare ad assumere un comportamento onesto, maturo e affidabile, magari troverà nella quarantena proprio la migliore occasione possibile per iniziare una nuova vita!
In caso, sai dove trovarmi 😉

Ilaria Cusano

Come affrontare la tristezza, di Manola Tegon

Tristezza: come viversela bene

Oggi vorrei parlarti della tristezza, uno stato d’animo di cui si parla poco o comunque troppo spesso in senso solo negativo.
Con questo articolo, invece, voglio darti una nuova chiave di lettura, che ti permetta di viverla in maniera diversa e soprattutto di non farla diventare una nota cronica del tuo essere.

come affrontare la tristezza

Sono sempre stata un’attenta osservatrice della società e dei comportamenti delle persone. E, se da un lato vedo un continuo pullulare di corsi per essere sempre al top e vincenti, frasi sull’importanza di essere positivi e motivati, foto di persone perennemente e apparentemente felici, dall’altro lato, quando incontro le persone, le vedo per lo più tristi… Pervase da uno stato di tristezza di fondo. E ogni volta mi chiedo “Ma perché?”.

La risposta che mi sono data è che viviamo una vita in cui continuiamo ad allontanare ed esorcizzare la tristezza per il timore di viverla. Facciamo finta di non vederla e sentirla. Ci distraiamo in vari modi. Cerchiamo di motivarci e sentirci positivi seguendo le regole dell’ultimo best-seller motivazionale uscito in libreria. Quasi come se credessimo che essere tristi sia una cosa di cui vergognarsi.

Valorizzare la tristezza

Ciò che invece ho imparato negli ultimi anni è questo: la tristezza se ne va e dura per il tempo che deve durare, nel momento in cui decidiamo di ascoltarla e valorizzarla come momento da vivere.

La tristezza non ha a che fare con il grande dolore che ci prende a seguito di una situazione che ci ha fatto soffrire profondamente. E’ una cosa diversa. E’ quello stato d’animo in cui piombiamo quando sentiamo che non stiamo vivendo la vita che vorremmo.
La tristezza allora dovrebbe essere, per noi, il momento per fermarci e ascoltarci.
Spesso la tristezza è accompagnata dalla delusione. Perché, qualcuno si è rivelato diverso da come lo avevamo immaginato, nasce un senso di fallimento. Non abbiamo realizzato ciò su cui avevamo tanto investito o, più banalmente, abbiamo paura di aver sprecato tanto tempo per niente! E magari temiamo di non averne più così tanto, di tempo per costruire qualcosa di importante per noi…

Corriamo un rischio latente, quando non riusciamo ad ascoltare e viverci i momenti di tristezza: che da pura emozione passeggere si cronicizzi, facendoci sprofondare in uno stato di costante e subdola depressione. Tenendo le nostre energie sempre basse. Impedendoci di vivere al meglio la nostra vita.

Ma la chiave per superare i momenti di tristezza c’è

Esiste, ed è solo una: imparare ad accettarla e a viverla!

La cosa che più spaventa, quando si guarda in faccia la tristezza, è scoprire che siamo esseri umani fallibili, che possiamo sbagliare. Che è bene accettare che le cose non vanno come avevamo immaginato, nonostante il nostro impegno e gli sforzi.
E’ importante quindi ascoltarsi, isolarsi per un po’ e sentire cosa la tristezza fa emergere.
Può diventare un momento di forte ispirazione!

Come affrontare la tristezza

Nel mio caso, per esempio, i momenti tristi sono i migliori per scrivere e mettere nero su bianco ciò che provo.
Ci sarà chi trova sollievo nel dipingere, nel camminare in mezzo alla natura, nel meditare in silenzio.
Ciò che facciamo invece quando siamo tristi, solitamente, è buttarci nella mischia della confusione, distrarci con mille altre cose per non ascoltarci, pensando che così passerà più velocemente. Non è così. Rimarrà comunque sempre un sottofondo, mantenendoci in un perenne stato di insofferenza. Un po’ come quando si ha quella febbriciattola fastidiosa che ci fa sentire costantemente stanchi, privi di energie.

Quando impari a riconoscerla e a viverla, invece, la tristezza dura giusto il tempo di farti aggiustare il tiro su cosa non sta andando. A farti prendere quella pausa che serve per vedere sotto una luce diversa alcuni aspetti della tua vita.
Già! Lo so che tu pensi alla tristezza come un momento di buio totale, ma non è così. Come dice Paolo Spoladore,

Non esiste nulla sulla terra che per quanto perfetto e forte prima o poi non mostri una breccia. Tutto nella vita prima o poi conosce uno squarcio, una crepa, una rottura, un varco, una fenditura, una fessura. E’ vero che ogni fessura rende meno perfetto ciò che dovrebbe essere perfetto ai nostri occhi, ma al tempo stesso ogni fessura e breccia guardata con gli occhi dell’amore è un lascia passare di luce, sempre.

La prossima volta che sarai colto da un momento di tristezza, non evitarla. Non prenderla come spunto per lamentarti. Leggiti di nuovo questo articolo e pensa alle parole di Spoladore:

La fessura è un punto pregiato di luce e illuminazione dove l’occhio e la mente spesso vedono solo una crepa e un punto debole. Ogni fessura è uno spiraglio che la vita stessa si concede per concederci vita e luce.

La tristezza passerà, e tornerai a sorridere 🙂

Manola Tegon
Scuola professionalizzante di Life Coaching Spirituale

Pornodipendenza, le cause più comuni, di Luca Ferretto

Le cause più comuni della dipendenza da porno

Si è sempre fatto un discorso psicologico o moralista sulle cause della dipendenza dal porno, ma non credo si sia mai posto l’accento sul “tormento” del pornofilo. Secondo me, invece, è questo “tormento” il vero vincolo che impedisce al fruitore di porno di uscire dal tunnel in cui si è andato a incastrare.
Perché siamo precisi: una cosa è “innamorarsi” del porno, appassionarcisi come ci si può appassionare a qualsiasi cosa, un’altra è sprofondarci dentro e non riuscire a uscirne più.

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Dipendenza da porno: un mix di mamme, viltà e pigrizia

Gli uomini si avvicinano al porno per pigrizia.
Non c’entrano niente la lussuria, l’ingordigia, come molti erroneamente credono. E’ solo una questione di vigliaccheria.
Il mondo è là fuori, è bellissimo ma anche duro, e tu preferisci far vedere quanto sei “duro” al monitor del tuo PC. Farlo vedere a chi, poi, non si sa…

Sono ancora convinto che la tua mamma abbia tante responsabilità in questo, perché non ti ha spinto mai fuori dalle tue zone di comfort e così non hai maturato dei veri motivi per abbandonare il tuo ciuccio, per buttarti in una sfida. (La sfida che, da che mondo è mondo, ha reso gli uomini tali) Il porno è questo: è un ciuccio.
In ogni caso, però, un certo punto ti accorgi che vuoi uscirne, no? Ma non ce la fai. Questo è il vincolo maledetto.

Cos’è che ti tormenta? Qual è la causa di questo tormento?
È una sola: la totale mancanza di qualità nella tua vita sessuale.

Guardati di più attorno. Osserva. Quanta qualità c’è nel modo in cui mangi, in cui cammini, in cui parli e anche in cui fai l’amore? Quanta “spazzatura” c’è, nella tua vita, oltre al porno? La vita sessuale è l’alfa e l’omega di tutto il resto: è la radice da cui tutto si genera e a cui tutto torna. Ok.
Ma, in generale, è la lenta rinuncia alla qualità che ti porta nella dipendenza, che un po’ alla volta ti convince ad arrenderti, a lasciar stare. Sotto, regna silenziosa una totale mancanza di autostima.

Per uscire dal porno, smettila di mollare e inizia a crederci

Per questo motivo, un coach di fatto è un allenatore di autostima: perché è l’autostima che spinge fuori da qualsiasi zona di comfort. E’ l’autostima, il crederci all’inizio quanto basta ma poi tanto e poi anche forte, che ti fa smettere vedere solo cosa rischi, cosa puoi perderci o soffrirne, e ti fa vedere anche e sempre di più cosa puoi vincere, cosa puoi guadagnarci, quante figate ti aspettano!

pornodipendenza cause

Nella zona di comfort, davanti al PC, con il tuo bel ciuccetto in bocca, sei solo e questo alimenta solamente la tua disistima.
Sempre di più ti scava un fosso attorno. Soltanto l’incontro con una donna vera può farti sentire l’uomo che sei. Ma quella donna è sempre, sempre! fuori dalla tua zona di comfort. E ci resta anche dopo che l’hai conquistata una volta… altroché se ci resta!

Non è mai tua mamma.
Io definisco la zona di comfort in questo modo: prendi la vita, togli tutto il divertimento, e quello che ti rimane è la tua zona di comfort.
Il mondo è immenso. Il porno invece ti sibila all’orecchio che non vali un cazzo, che non ne avrai mai, che non fa per te.
Invece il godimento è molto più vicino di quanto credi. Ma devi smetterla una volta per tutte di rovistare nella spazzatura e di berti litri di vino in scatola. Lo sai quanto la qualità può farti sentire potente? Perché sai, quello che rende potente te non è mai mai! quello che ti ha detto tua madre!
E, se non ci ha pensato tuo padre a suggerirtelo, lo devi scoprire tu. Adesso. Non rimandare, perché questo rimandare è proprio la debolezza di cui il porno si ciba: vigliaccheria, pigrizia e invidia.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria, in particolare quelli rivolti agli uomini

Attacchi di panico, tecniche migliori per controllarli

Attacchi di panico dal punto di vista spirituale

Lavorando come Life Coach Spirituale, ovviamente non mi metterò ad approfondire l’argomento attacchi di panico dal punto di vista psicologico. Mi soffermerò sulle dinamiche spirituali e descriverò i miei 3 percorsi migliori per sviluppare al meglio il prezioso stimolo che questa triste circostanza comunque dà.

attacchi di panico
attacchi di panico

L’attacco di panico, infatti, sebbene spaventi e faccia preoccupare, arriva per portare un messaggio. E’ la perfetta manifestazione di quella che, in ambito spirituale, si chiama emergenza spirituale: l’indicazione di un momento in cui è necessaria una svolta, nella nostra vita. Il periodo in cui sperimentiamo gli attacchi di panico, quindi, può trasformarsi nell’emozionante preludio di una rivoluzione che ci ricorderemo per sempre 🙂

  1. “Decompressione emotiva”
  2. “15 tecniche sessuali”, e
  3. “Corso di meditazione per donne: risveglia la dea che è in te”.

Sono questi i 3 corsi di Life Coaching Spirituale che ti suggerisco, per coadiuvare la terapia che forse stai già facendo per i tuoi attacchi di panico, o nel caso in cui tu senta di doverli affrontare e risolvere più spiritualmente che psicologicamente.
Se puoi, fatteli tutti e 3 nell’ordine che ti ho indicato; altrimenti solo il primo o i primi due – in questo caso degli attacchi di panico, sono propedeutici l’uno all’altro.

Decompressione emotiva

Ti consiglio di iniziare con l’audio-corso sulla decompressione emotiva per ristabilire quel minimo di pace interiore che ti serve per poterti “mettere in viaggio”. L’equilibrio, di per sé, è una condizione sopravvalutata: sono più l’inquietudine, la frustrazione e l’insoddisfazione a farci sentire vive, a spingerci a superare noi stesse e i nostri limiti, per slanciarci con gioia verso tutte le avventure a cui la vita ci invita.

L’attacco di panico segnala un bacino pieno di energia repressa, non vissuta. Energia fatta di forza e vitalità, di passione, desideri ed emozioni. Ci serve un minimo di lucidità per metterci in cammino verso la realizzazione – invece di restare sulla via dell’auto-sabotaggio, tanto impegnate a chiuderci e comprimerci, quando possiamo aprirci e volare.

attacchi di panico
attacchi di panico

15 tecniche sessuali

Cosa meglio del sesso può funzionare, per una persona che si è contenuta, trattenuta e repressa talmente tanto da arrivare ad avere degli attacchi di panico? Eh già, perchè per quanto possa risultare indigesto, sei stata proprio tu a fare qualcosa che ha creato il terreno fertile per gli attacchi di panico

Questo corso con 15 tecniche sessuali pratiche è esattamente ciò che ti serve in questo momento!
Riattivarti dal punto di vista sessuale, ma con una sessualità anzitutto spirituale (umana, naturale, sensibile e profonda), rimetterà nelle tue mani l’energia potente che ti appartiene: la tua, che per ora è bloccata, o la cui gestione è delegata ad altri. Ti farà sentire quanta è, di che colore è, che vibrazione ha. E ti farà iniziare a convogliarla verso il piacere invece che verso il dolore. Perché è questo che ti meriti: essere felice.

Corso di meditazione

Il corso di meditazione “Risveglia la Dea che è in te”, infine, ti permetterà di riequilibrare passione e concentrazione, forza e capacità di lasciarti andare, lavoro tenace e resa fiduciosa.

Chiaramente, quando fai un percorso di coaching da sola, devi essere più forte e disciplinata, rispetto a quando hai una coach tutta per te che ti tiene sul pezzo. Però devo dire che a me è capitato diverse volte di non potermi permettere un percorso individuale e di dovermi “accontentare” (così pensavo) di un corso online da gestire in autonomia. Alla fine, la mia crescita personale è stata più rapida, efficace e duratura di quella di tante persone che si sono appoggiate ad altri: questo è il lato positivo di quando te la devi smazzare da sola 😉

Buon viaggio sorella!
Ilaria Cusano

Insegnamenti di vita: disagio, manipolazione e reputazione

Gli insegnamenti di vita spesso sono scomodi

Ecco perché noi che diamo insegnamenti di vita, altrettanto spesso, stiamo sul cazzo… 😉
O, a voler essere più ottimisti, o ci si ama o ci si odia.

insegnamenti di vita

Tra le altre cose, questo ultimo anno “scolastico” – estate 2017 / estate 2018 – è stato un anno di disagio.
Mi sono ritrovata in situazioni in cui l’80% delle persone

  • scapperebbe a gambe levate,
  • impazzirebbe,
  • o attraverserebbe delle crisi notevoli.

Io, invece, continuo a cavarmela bene. E il motivo non è bello.

Il motivo è che – questo ho ricordato – sono cresciuta nell’angoscia: una solitudine profondissima, il disorientamento più totale per mancanza di punti di riferimento stabili e sicuri, più, ciliegina sulla torta, il terrore quasi perenne di poter essere annientata… fisicamente.
Mi sono salvata, mi hanno salvata, e ho sviluppato un tot di anticorpi tale per cui il disagio tende a farmi il solletico.

Ma sotto sotto che succede?

Insegnamenti di vita: spesso meriti molto di più

Sotto sotto succede che, a furia di sentirti a disagio, ti ammali.
Continui a subire dei torti, delle offese, dei veri e propri abusi – fisici, intellettuali ed emotivi; continui a permetterli proprio tu, e a un certo punto ti ritrovi a credere di aver sbagliato tutto nella vita, e inizi a buttarti via.
All’inizio, magari, non te ne accorgi neanche: cominci mangiando più del necessario e ingrassando qualche chilo; poi il chilo di troppo diventa dieci chili di troppo; e poi non ti piaci più. Classica somatizzazione del disagio.

Oppure può succedere con altre sostanze come l’alcool, o con delle abitudini come il gioco d’azzardo o il sesso.
Può capitare anche che siano i soldi a prestarti il fianco per questo gioco al massacro… contro te stesso.

insegnamenti di vitaNon ti vuoi più bene perché pensi di aver fallito.
Credi di aver fatto talmente tanti errori e tanto gravi da essere imperdonabile, non solo dagli altri ma prima di tutto da te stesso. E allora inizi a distruggerti; un po’ alla volta, in modo indolore, ti comunichi che non meriti più niente di buono, non meriti di certo la felicità, anzi meriti una punizione, così forse imparerai, finalmente…

E ho conosciuto persone a cui, in un modo perverso, finisce pure col piacere, questa spirale oscura…

La verità è che non solo non hai fallito, ma l’unico errore che hai fatto – e che ancora stai facendo – è di non mettere abbastanza a fuoco questo: meriti molto di più.

Meritavi molto di più prima – anche se forse qualcuno ti aveva convinto del contrario – e continui a meritare molto di più oggi, quando il tuo unico aguzzino sei diventato tu.

Insegnamenti di vita: non è mai troppo tardi

Sto scrivendo questo articolo da casa di un uomo con cui ho vissuto un’intensa relazione d’amore durata qualche mese. Lo amo ma l’ho lasciato, perché è un povero diavolo. Come mio padre: anche lui ha tante qualità ma è un uomo da cui è meglio stare lontani.

Sono dei disgraziati, nel senso di persone fuori da ogni grazia di Dio.
Si sono perse e nemmeno gliene importa niente di ritrovarsi.
Aspettano solo di morire, anzi si uccidono un po’ ogni giorno e non sono in grado di rendersi conto di tutto il male che fanno e di quante persone fanno soffrire.

Per loro la vita è solo questo: sofferenza e sopravvivere. A fatica, in un mondo ostile, ingiusto, meschino… è solo uno specchio del trattamento che riservano a loro stessi da anni, in fondo.
Ma sono persone negative; le si può amare ma bisogna lasciarle nel loro brodo, perché accanto a loro si può solo soffrire e sempre il doppio: per se stessi e per loro.

Alcuni disagi ci indicano che dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort.
Altri, invece, arrivano per ricordarci l’opposto: che dobbiamo imparare a rimanere saldi sulle nostre posizioni.
Ogni volta che non siamo capaci di proteggere e far rispettare le nostre scelte e priorità diventiamo facilmente manipolabili da tutti: partner, capi, venditori di qualsiasi cosa, pubblicità e “condizionatori e condizionati” di ogni genere. Questi personaggi e l’azione di abuso che tentano di esercitare su di noi, però, hanno il solo scopo di ricordarci che siamo liberi, forti e capaci di decidere, e che l’invasione esterna riesce soltanto nella misura in cui noi cediamo il nostro potere decisionale agli altri, invece di esercitarlo noi stessi.

Da questo nascono prima il carattere e poi la reputazione.

insegnamenti di vita

Ilaria Cusano

7 segreti per essere felici

7 bisogni fondamentali da cui dipende la felicità

Dalla malattia, Grande Maestra, una lista di 7 bisogni fondamentali dalla cui soddisfazione dipende la felicità; nella nostra infinita ignoranza, ogni giorno rischiamo di dimenticarli.

segreto per essere felici

  1. Il bisogno di mangiare e bere bene.
  2. Perchè c’è il bisogno di stare in salute, per esempio. Ma veramente in salute: non frutto di particolari sintesi chimiche che Dio ce ne scampi!
  3. Il bisogno di baci, carezze, abbracci e di fare l’amore che sia Amore – non aride e tristi operazioni pornografiche che dell’amore hanno solo l’ombra…
  4. Il bisogno di lavorare il giusto: nè troppo che ci logoriamo, nè troppo poco che ci isoliamo.
  5. Un dialogo genuino, aperto e profondo. La sopravvivenza non è solo materiale, altrimenti basterebbero i robot, su questo pianeta. Noi umani abbiamo alcune preziose specificitá che, benedetto il cielo, io salvaguarderei: un cuore che batte, una coscienza che vede… Tu che ne dici? Buttiamo tutto nel cesso o ce ne prendiamo cura?
  6. Il bisogno della collaborazione: tutto ciò di cui abbiamo necessitá o desiderio, nella vita affettiva, sul lavoro, per noi stessi, può essere realizzato solo con la cooperazione altrui. È un’esigenza fondamentale e, se vogliamo vivere felici, anche noi dobbiamo imparare a essere disponibili con gli altri: non solo a prendere ma anche a dare.
  7. Il bisogno di una mappa chiara con dei limiti precisi. Pensavo servisse solo a bambini e ragazzi, invece negli ultimi anni mi sono resa conto di una dura veritá: siccome molti non li hanno ricevuti adeguatamente da bambini e da ragazzi, bisogna continuare a darseli molto chiaramente anche da adulti, per poter convivere e costruire insieme.

La felicità ha le sue basi

Questo è ciò che mi continua a ricordare con una chiarezza cristallina una malattia che, da 3/4 anni, ogni tanto ritorna. Forte, dolorosa, lí a dirmi

Finchè non ti prendi adeguatamente cura di questi insegnamenti e non elimini da intorno a te tutte le persone che ti impediscono di sopravvivere, io sarò qua. A ricordarti, attraverso dei dolori lancinanti, tutto ciò che ti meriti e di cui, in qualche misura, ti stai ancora privando.

segreto per essere felici

Ti meriti di essere felice

Ti meriti di mangiare e bere bene, e tutte le risorse necessarie per soddisfare questo bisogno.
Puoi avere una piena salute, fisica, mentale e spirituale.
Puoi ricevere baci, carezze e abbracci, e fare l’amore anche ogni giorno; perché no?
Un lavoro sano, bello e giusto per te, che nutra e ti nutra: anche questo ti meriti.
Ti meriti un dialogo genuino, aperto e profondo; e di essere circondata di persone che hanno un cuore che batte e una coscienza che vede.
Collaborazione: devi essere disponibile a darla, ma devi anche riceverla. E, quando non ne ricevi abbastanza, è tempo di allontanarsi da qualcuno.
Ti meriti il rispetto dei tuoi spazi e limiti. Il dato di fatto che quasi tutti siamo stati cresciuti in qualche forma di perenne e dolorosissimo abuso non vuol dire che dobbiamo perpetrare questa avvilente realtá; anzi, per quel che mi riguarda, è una spinta potentissima a cambiarla.

segreto per essere felici

Prometto a me stessa che mi prenderò sempre adeguatamente cura dei miei bisogni fondamentali; e che mi allontaneró da tutti coloro che non li rispetteranno o, addirittura, lederanno. Per il bene mio e dell’intera comunitá.

Ilaria Cusano

 

Leadership Condivisa e Network Marketing, di Maurizio Bertolotti

La nascita del nuovo Maurizio nel Network Marketing

L’inizio di un nuovo Maurizio corrisponde con la scoperta della cosiddetta leadership condivisa.

leadership condivisa network marketing

Tutto cominciò domenica 7 gennaio alle ore 23:39. In quel preciso momento ebbe inizio il viaggio dell’eroe che sto per raccontare: il processo di trasformazione che mi sta portando a essere il leader che, dentro, sono sempre stato, ma che ho tenuto relegato in un angolo remoto della mia anima per troppo tempo. E’ arrivato il momento di esprimere ciò che sono veramente.

Come mi capita da qualche settimana a questa parte, tutto cominciò con una situazione non voluta e in qualche modo magica.
Dopo essere stato un po’ da solo con me stesso, a prepararmi a livello emotivo e spirituale nel calore e tranquillità di casa mia, decisi di creare un po’ di atmosfera. Notai subito tre oggetti; immediatamanete diedi loro un preciso significato, ed essi divennero e rimarranno i miei principi fondamentali: le mie radici.

La katana, simbolo di equilibrio perfetto tra qualità, purezza e tempra.
Una bomboniera a forma di casa, con un cero acceso: rappresenta la mia luce e il mio cuore.
E un portachiavi a forma di palla da bowling, con un otto disegnato sopra: simboleggia il più alto livello possibile, nella mia carriera nel network marketing e, in sostanza, la più alta vetta della mia leadership.

Le radici della mia capacità di leadership condivisa

Prima di cominciare a parlare del mio viaggio, un breve cenno al mio passato e al perchè ho deciso che la mia vita doveva cambiare.

Mi chiamo Maurizio Bertolotti; sono nato il 13 marzo 1978 a Torino, sotto il segno dei Pesci, e vivo da sempre a Moncalieri, città che amo profondamente.
Circondato da una madre un padre amorevoli, e un fratello e una sorella ai quali voglio un bene immenso, sono stato sin da ragazzino una persona molto timida. Ho spesso avuto paura di espormi, ma ho sempre riconosciuto in me una grande sensibilità. Questa, sebbene fosse una bella qualità, mi rendeva anche molto diverso dai miei coetanei, procurandomi più volte molto dolore; al punto da arrivare a odiare questo mio pregio, vedendolo come un difetto. Risultato: mi isolavo da tutto e tutti, procurandomi ulteriore sofferenza.

leadership condivisa network marketing
CENTAF Airpower Summary for April 3, 2007. The Lockheed U-2 operated by the United States Air Force photographed the secret placement of Soviet missiles in Cuba October 14, 1962. Reconnaissance missions flown by the U-2 monitored movement of Soviet ships and the dismantling of the intermediate range ballistic missiles. A U-2, such as this one, will be on display April 21 at Blackbird Airpark. (U.S. Air Force photo)

Anche mentre scrivo questo articolo, tornando con la memoria a quegli anni, le lacrime solcano il mio viso.
Rileggendo le mie parole, ripercorro stati d’animo e situazioni spiacevoli; ma ci tengo a precisare che il mio intento, in questa condivisione, è essere fonte di fiducia nella rinascita, la stessa che ho vissuto e sto vivendo io stesso e che tutti possono vivere, decidendolo.

Tuttavia, nessuno può essere un esempio né una guida, senza provare una certa dose di sofferenza: quando si vive fino in fondo e con estrema passione, è così.

Tornando all’inizio della mia nuova vita, dopo aver studiato e conseguito una qualifica da elettro-meccanico, partii per la leva militare. Al mio ritorno avevo 19 anni; cominciai a lavorare in fabbrica come operaio e, oggi in parte, sono ancora qui.

La mia svolta è arrivata tramite il Network Marketing

Ero un ragazzo timido. Oggi sono un uomo di 39 anni e, dopo un periodo particolarmente difficile a livello personale e lavorativo, ho deciso di prendere in mano la mia vita e di usare in modo intelligente quelli che, erroneamente, consideravo difetti. Come? Dirigendo le mie capacità verso qualcosa di potente e luminoso, non solo per me ma anche tutti quelli che, lungo questo fantastico viaggio nel network marketing, sono al mio fianco.

La svolta vera e propria è avvenuta sei mesi fa, esattamente il pomeriggio del 5 giugno 2017.
Tornato da lavoro, sprofondai in uno stato di disperazione assoluta dovuta a mille fattori; stavo da schifo, e per quaranta minuti di seguito non riuscii nemmeno ad alzarmi da letto. In quel momento capii che dovevo farmi aiutare. Chiamai una mia carissima amica e lei, quel giorno, mi fece conoscere il progetto che cambiò per sempre la mia vita!

leadership condivisa network marketing

Quel pomeriggio ho detto  alla vita che voglio, per me e per le persone che amo.
Il viaggio che sto facendo, e che comprende anche la formazione per professionisti del newtork marketing con Ilaria, sarà lungo e tortuoso, già lo so. Ma la cosa mi eccita! Perché la persona che sto diventando brilla di luce propria, e questo è il massimo che si può desiderare dalla vita, secondo me.

Alla prossima!

Maurizio Bertolotti

 

Life Coaching Spirituale per bambini

Life Coaching Spirituale per genitori

Immaginare un Life Coaching Spirituale per bambini è già sbagliato di per sé. Bisognerebbe concentrarsi sul Life Coaching Spirituale per i genitori. Onde evitare di ripetere lo stesso errore già fatto con psicologia e meditazione.
Il bandolo della matassa è da ricercare sempre nei genitori: il problema nasce da loro, mai dai figli.

life coaching spirituale bambini

Credo che tante persone si trovino a fare dei figli perché, per sviluppare questo preciso lato di sé, devono necessariamente passare attraverso tale esperienza; altrimenti non riescono a maturare in questa dimensione della propria identità.
Non per tutti è così. Ho conosciuto e conosco moltissime persone che, come me, hanno saputo diventare madri e padri senza dover per forza generare figli sangue del loro sangue.

Non siamo tutti così tribali da questo punto di vista; e la vita dà a ognuno ciò di cui ha bisogno.
Dalla posizione in cui mi trovo io stessa e molti miei amici, in ogni caso, una cosa è certa: c’è più freddezza e distacco rispetto a certe questioni. Un’empatia e una comprensione che, con un minor coinvolgimento emotivo, ci consentono di vedere certe dinamiche con maggiore obiettività di quella della maggior parte dei genitori biologici.

Genitori biologici

Chiaramente è vero anche il contrario: solo chi ha fatto e cresciuto dei figli, o chi li ha adottati ed educati fino all’età adulta, può capire certe cose. Cose che, per tutti noi che non abbiamo vissuto questa esperienza, oggettivamente restano inaccessibili.
Conosciamo, però, questa parte della storia fin troppo bene: la sentiamo costantemente, fino alla nausea!
Ma è solo metà della storia…

L’altra metà è questa: il legame di sangue e quello basato sull’adozione implicano delle connessioni estremamente viscerali.

life coaching spirituale bambini

Con questo genere di rapporto, alcune forme di conoscenza reciproca, condivisione e comprensione sono facilitate, ma molte altre sono rese ben più difficili. A questo servono i corsi online rivolti alle mogli e alle madri, per esempio: ad agevolare una comunicazione che, ahimé, spesso assume le sembianze di un’impresa epica! Altro esempio: le mie collaborazioni col Servizio Tutela Minori dei Servizi Sociali prevedevano degli interventi di lunghissima durata.

Parenti serpenti

Le dinamiche interne alle famiglie sono assurdamente ostiche. Quando si ha a che fare con la genealogia, la storia familiare, le questioni irrisolte su coppie, antenati, sogni infranti e tutto il bagaglio delle origini, ogni esperienza trasformativa diventa pesante, lunga e delicata.
Le stesse identiche questioni, invece, nell’ambito di una relazione senza legami di sangue e alberi genealogici, si affrontano e risolvono in un decimo del tempo, con moltissime meno energie e anche più allegramente.

Nella mia esperienza come sociologa e formatrice, personalmente, le due categorie che penso ostacolino di più lo sviluppo sociale sono genitori e insegnanti di scuola.
Sono davvero troppi, in Italia, quelli arroccati su rigide quanto insicure posizioni, chiusi a qualsiasi opportunità di contaminazione e crescita positive. La presunzione dietro cui si barricano, onestamente, mi turba e preoccupa.

life coaching spirituale bambini

Madri e padri spirituali

Il mio invito è il migliore che posso fare dal ruolo sociale in cui mi trovo.
Da Life Coach Spirituale consiglio questo: esercitarsi a diventare dei genitori più spirituali e meno viscerali.

Come?

  1. Allenando la mente a osservare la propria famiglia da fuori, come parte di famiglie più grandi: la classe sociale, la comunità di un certo territorio, una nazione, un continente, fino all’umanità intera.
  2. Aiutandosi con degli strumenti formativi utili e concreti, come il mio audio-corso sull’economia, che è anzitutto “legge della casa”: Ricchezza Vera. Dona la percezione di un sistema più ampio, che trascende le quattro mura in cui fin troppo spesso ci si limita a concepirsi.
  3. In caso di vere e proprie difficoltà in questo ambito, che generano sempre degli intoppi anche a livello di senso di appartenza più in generale, prendere in considerazione la possibilità di andare in profondità nel cambiamento delle relazioni familiari. Nel nostro team, Alessandra Valzania conduce due percorsi formativi all’interno della sezione Love in Family; io per prima ho fatto tante di queste esperienze, per portare nelle mie famiglie una convivenza pacifica, durevole e stabile.

Un confronto con mia madre

Una questione emersa più volte nel confronto con mia madre, a questo punto, può essere utile.
Lei è madre di noi tre figli: mio fratello Carlo che ha vent’anni, mia sorella Viola che ne ha 29 e io che ne ho 35.
Da un lato, i miei genitori e soprattutto mia madre hanno teso soprattutto a tenerci legati a loro: abitare vicini, sentirci e vederci spesso, creare altri collegamenti economici e professionali tra noi figli e la famiglia allargata. Dall’altro lato, come prima figlia hanno generato me, che tendo nella direzione diametralmente opposta; sembro più Danese o Americana, da questo punto di vista.
Mia sorella e mio fratello, quindi, si sono sempre trovati tra due fuochi: dei genitori che li pressavano per tenerli vicini a sé e una sorella maggiore che li spingeva nella direzione contraria.

life coaching spirituale bambini

Comprendo benissimo la posizione di mia madre perché è la stessa identica in cui mi trovo come partner e amica: starei sempre fisicamente attaccata a tutte le persone che amo, in un’asfissiante simbiosi che mi viene fin troppo facile 😀
A livello educativo, però, questo atteggiamento fa più male che bene: impedisce lo sviluppo e la crescita, invece di agevolarli.

Ilaria Cusano