Cosa fare durante un anno sabbatico?

Anno sabbatico: facciamoci questo viaggio

Ho sempre sognato di potermi prendere la libertà, a un certo punto, di farmi mesi senza lavorare; un anno sabbatico, ora che mi ci soffermo, mi sembra persino impensabile, per me. Ma l’altro giorno, in un video di uno psicoterapeuta che stimo molto, ho sentito che le ossessioni sono un disturbo legato all’eccesso di pensiero; e che, per questo, si curano facendo qualcosa di impensabile. Io non ho ossessioni pesanti e patologiche, eh, non ti preoccupare 😉 Ma qualcosina all’orizzonte c’è e da parecchio tempo, per cui meglio muoversi tempestivamente, che dici? Facciamo una cosa impensabile: immaginiamoci di poterci prendere un intero anno sabbatico.

Cosa farei?

  • Arredamento di casa a go-go.
  • Tante gite.
  • Un viaggio lungo non lo so, mi sembrava una di quelle cose da mettere per forza ma in realtà non ne ho nessuna voglia, al momento; forse può funzionare per te (?)
  • Scrivere, tanto, forse persino un terzo libro – pura follia, dal punto di vista economico.
  • Mi creerei un nuovo look, inizio a sentirmi un po’ scomoda, nei panni che porto da qualche anno.
  • Farei molte più storie su Instagram e, in generale, più comunicazione social – soprattutto video e live, ma non solo.
  • Mi farei dei nuovi amici e delle nuove amiche qui, nella mia zona; è da tempo che desidero partecipare a qualche Come Home – conosci questa app? L’hai mai usata?
  • Imparerei a cucinare delle torte, credo, anche se poi io tendenzialmente non le mangio; ma abbiamo detto di stare sull’impensabile, no?
  • Mi comprerei una bella macchina fotografica figa e andrei in giro a fare tante tante foto!
  • Anche il vlog con la fotocamera seria apposta per i vlog, effettivamente. Ma mi sento troppo in imbarazzo, ad andare in giro parlando alla camera, con la gente intorno che mi guarda; su questo devo riflettere.

Cosa scatena dentro l’anno sabbatico?

Ora che mi sono concessa il lusso di fare questa lista di desideri, così a istinto, senza prepararla prima, mi sono resa conto: l’anno sabbatico esercita un fascino nell’immaginazione di chi ha bisogno di mettere qualcosa in pausa. Di concedersi un periodo di stand-by.

anno sabbatico

Può essere dal lavoro, dal capo; dalla vita di coppia, dalla routine; dalla propria casa, città o persino terra. A me invece servirebbe una pausa da me stessa, a quanto pare; dalla mia testa, precisamente. Dalle ambizioni, dagli obiettivi, dal dover continuamente soddisfare le alte aspettative che ho su di me. Poi, quando vado in pausa, ogni volta scopro che molte sono anche desideri puri, intimi e profondi; però la mia testa, in particolar modo, ha un modo di viverseli che, nel tempo, mi affatica, mi snerva, mi toglie il gusto.

L’anno sabbatico serve per cambiare. Forse non necessariamente per cambiare vita, ma di sicuro per cambiare testa. Credo valga per molte persona, effettivamente, non solo per me. Che ne pensi?

Comunque questo desiderio dell’anno sabbatico è talmente tanto forte, in me, che mi sono messa a perseguire lo scopo di mettere da parte i soldi che mi servono per vivere sei mesi senza lavorare. In realtà l’ideale sarebbe arrivare proprio a un anno, ma prima perseguo i sei mesi, che già è una meta ambiziosa, e poi arrivo a un anno.
Chissà se, quando ci sarò, veramente mi prenderò un anno sabbatico oppure continuerò a pensare cose tipo “Ma dai, che senso ha? Finché ce la faccio, a lavorare, è meglio farlo; non si sa mai cosa può succedere nella vita”. Alla fine la sicurezza è importante. Staremo a vedere.
L’importante, per il momento, è riuscire a conquistarmi la libertà di poterlo fare; anche solo come cosa psicologica, a me cambia tanto.

Cambiare vita o cambiare testa?

Secondo te queste due cose vanno sempre di pari passo? Secondo me no.

Ho visto tante persone cambiare vita materialmente, ma rimanendo identiche a prima, dentro. O anche viaggiatori che arrivano in zone remotissime del mondo, e interiormente monolitici: non si spostano di una virgola. Infatti ogni volta mi chiedo: ma come si fa a viaggiare così tanto, a vedere posti così assurdi e diversi, culture completamente altre, e rimanere sempre uguali? Boh. Mi sembra una cosa di una rigidità incomprensibile. Io sono curiosa e permeabile, mi affascinano molto le persone talmente stabili da non farsi toccare nemmeno dagli uragani.

Mi è capitato anche il contrario: cambiare testa senza cambiare vita. Lo vedo spesso nel mio lavoro: una persona si prende un periodo per fare un percorso individuale con me, magari nella sua vita cambiano poche cose ma lei dentro diventa un’altra. La sua visione percezione della vita si trasformano radicalmente; una me lo ha anche scritto proprio in quest’ultimo periodo. Forse sarebbe più corretto dire: nella vita, apparentemente non cambia niente, ma in realtà cambia tantissimo.

Invece chi fa un percorso professionalizzante, no: cambia tutto, proprio 😀 Che sia una delle scuole di Life Coaching Spirituale o Sex Coaching, o una serie di consulenze strategiche, lì vedo le rivoluzioni totali!! Che bello!! Mi sono sempre piaciuti, in fondo, i cambiamenti; mi sanno di vita. Forse è per questo che anche l’anno sabbatico mi ispira molto.

Ho scritto un articolo un po’ flusso di coscienza, oggi. Almeno anche su questo cambiamo un po’, che dici?

Ilaria Cusano

Trasforma le tue convinzioni di base

Convinzioni di base: quando vanno trasformate

Le convinzioni di base sono una struttura interna alla nostra personalità. E’ importante ricordarci sempre che non corrispondono né a una realtà oggettiva né a qualche verità assoluta. Sono una nostra creazione, che certamente abbiamo basato su cose vissute o sentite raccontare da qualcuno che gode della nostra stima e fiducia. Ma, più che sulle esperienze stesse, dobbiamo capire: sulle nostre interpretazioni di queste esperienze. Per cui di nuovo, a maggior ragione: si tratta di nostre creazioni.

Va benissimo, non c’è niente di male ad avere delle convinzioni di base, intendiamoci; tutti ne abbiamo bisogno e, anzi, più ne abbiamo e più abbiamo anche una personalità forte e sicura di sé, strutturata e capace di prendere decisioni e assumersi responsabilità. Tutte cose positive, insomma.

Però ci sono alcuni casi in cui le nostre convinzioni di base non giocano un ruolo costruttivo:

  • quando ci limitano al punto tale da farci sentire stagnanti o addirittura bloccate;
  • quando ci impediscono di tentare una strada che, di fatto, non è poi così rischiosa – anzi, forse ci riserva persino più opportunità che pericoli;
  • oppure quando ci tengono all’interno di un sistema di pensiero e una cultura che ci fanno perdere vitalità, invece di guadagnarne.
  • Ogni volta che una o più convinzioni di base, oltre a guidarci, ammonirci e proteggerci, ci costringono, ammorbano e deprimono, c’è qualcosa che non va, che va trasformato.

convinzioni di base

Come trasformare le tue convinzioni di base

Quando avrai finito di leggere questo articolo, ti consiglio di guardarti anche una live che ho fatto nel mio canale Youtube: parlo di legge dell’attrazione e shadow work. E’ una tematica perfetta, per approfondire il tema dei contenuti interiori. Perché di questo si tratta: di crearci e ri-crearci, ogni volta che servono manutenzione e/o ristrutturazioni, un campo energetico capace di attrarre verso di noi ciò che veramente desideriamo. Persone, esperienze e opportunità che intendiamo vivere, che ci fa piacere ricevere e tenere nel nostro spazio. Solo così ci è possibile sperimentare il tipo di vita che più ci aggrada.

La felicità viene prima delle esperienze: non sono le esperienze e i risultati ad avere il potere di renderci felici, ma siamo noi, con una felicità che impariamo a far sgorgare da dentro, ad avere il potere di disegnare le esperienze e i risultati che realizzano meglio il tipo di felicità che ci contraddistingue. Quel particolare e unico quadro che abbiamo saputo creare, ad arte, guardandoci dentro e muovendo i nostri fili invisibili.
Le convinzioni di base giocano un ruolo fondamentale in tutti e due i sensi:

  1. sono alcuni tra questi fili invisibili che possiamo muovere per creare felicità dentro di noi – oppure infelicità;
  2. ma anche dopo che abbiamo saputo fare un ottimo lavoro dentro creando felicità, tornano di nuovo essenziali: per disegnare tutte quelle esperienze, situazioni e realtà che meglio realizzano il nostro stato interiore.

La crescita personale come stile di vita

Questa è stata la mia soluzione definitiva, almeno per ora, finché non dovesse rendersi nuovamente necessario un cambiamento delle mie convinzioni di base 😉 Fare della crescita personale uno stile di vita. Espormi costantemente a contenuti, corsi e personaggi che di questo modo di creare e ri-creare il mondo interiore hanno saputo farne un’arte. Era esattamente quello che desideravo anch’io; l’intuizione e tutto il mio sentire mi indicava che era la strada giusta per me, per continuare a vivere con maggiore passione ed entusiasmo possibile questo magnifico viaggio che è la vita.

Per questo ho deciso di creare la formazione professionale per diventare Life Coach Spirituale. E per questo ho deciso anche di diventare Ambassador di Master Business, che ha proprio questa vision e mission: portare la crescita personale in ogni casa, smartphone e classe sociale. Affinché non sia più un divino sapere elitario appannaggio di poche frange di umanità; ma uno strumento alla portata di tutti – quanto meno, di tutti coloro che desiderino utilizzarlo. Effettivamente, diventa una droga! Solo che ti fa bene invece che male. Come l’esercizio fisico o il sesso, praticamente: puoi riversarci tutta la tua energia e persino diventarne dipendente, e ti fa solo che bene 🙂

Il messaggio con cui voglio lasciarti, è questo: non credere di essere una cosa e basta, di dover per forza convivere con tutto un mondo di oscurità e frustrazione che hai dentro, perché tu come anima non hai niente a che fare con questo mondo di oscurità e frustrazione. Questo è un mondo che hai creato tu nella tua testa, in realtà, e che puoi cambiare e creare in tutt’altra forma ogni volta che vuoi. Usa gli strumenti che ti ho passato in questo articolo e comincia a farlo subito. E, se da sola non riesci o lo trovi troppo pesante, scrivimi e ti fornisco io stessa tutto il supporto di cui hai bisogno. Fallo, però, la vita è una.

Ilaria Cusano

Spiritualità, perché è importante coltivarla?

Coltivare la spiritualità: 10 motivi per cui è fondamentale, per essere felici

coltivare la spiritualità

  1. Perché non siamo esseri umani che stanno facendo un’esperienza spirituale; siamo esseri spirituali che stanno facendo un’esperienza umana. Se ci perdiamo su questo, siamo totalmente disconnessi dalla nostra vera essenza.
  2. La spiritualità è l’unica strada, interiore e sociale, capace di dare significato al Bene e al Male; di dare senso alla vita. Abbiamo terribilmente bisogno di entrambe le cose.
  3. Forse penserai: e l’amore? La spiritualità contiene sempre anche l’amore – almeno quella vera, non intellettuale ma sentita dentro, vissuta anche nel corpo. L’amore, invece, spesso non contiene la spiritualità; infatti può implicare tanto dolore.
  4. La spiritualità è la sola isola felice che nessuno potrà mai toglierci: l’unico spazio in cui anche il dolore può essere tramutato in conoscenza, gioia, estasi. Così gli anni passano, le sventure e delusioni anche, e noi, invece di invecchiare, raggrinzirci e consumarci, cresciamo, ci fortifichiamo e diventiamo sempre più belle 🙂
  5. La spiritualità è potere. Anzi, un super potere! Chi ha fede è indomabile, indistruttibile, incrollabile. Vedere la cosiddetta “mano di Dio” in tutto ti mette in pace col mondo; ti fa trovare un milione di opportunità, benefici e vantaggi in tutto ciò che ti succede.
  6. Per gestire il rapporto con la morte. A un certo punto bisogna impararlo.
  7. Per sentirci tutti uniti al di là di tutto: spazio, tempo, età, cultura. Al di là di quanto ricchi o poveri si è, di quanto si è studiato e cosa. O ti senti unito e parte, o ti senti solo.
  8. La spiritualità fa bene alla salute! Fatti qualche ricerca su Google, su questo, e fammi sapere cosa trovi, nei commenti. Ti aspetto!
  9. Per evitare di essere manipolati da chi veste il potere religioso. Con tutti i soprusi, le guerre, le angherie e le violenze che l’ignoranza spirituale ha prodotto, meglio superarla ed evitare che la storia si ripeta; non ti pare?
  10. Se è una delle pochissime cose che esistono dalla notte dei tempi, una ragione c’è. Se gli umani hanno cambiato quasi tutto della propria organizzazione sociale e routine, attraverso millenni di storia di ogni tipo, ma la spiritualità è rimasta, secondo te è un caso?

La mia storia con la spiritualità

Io non faccio molto testo perché da piccola parlavo con Dio. Da adolescente ruppi con la Chiesa ma comunque facevo esperienze psichedeliche in cui la divinità mi si palesava dispensandomi conoscenza in tutto il suo splendore. Da giovane iniziai a fare yoga e non ti dico 😀 A 23 iniziai la mia carriera di Life Coach Spirituale perché mi arresi all’evidenza – per lo meno a quella della mia strada in questa vita. Avrei preferito diventare una di quelle gnocche frivole che lavora nei grattacieli con le vetrate e che pensa solo a sedurre e fare shopping ma, dai, è andata meglio così, ahahah!!

Però fanno testo tutte le storie a cui ho assistito e partecipato. Quelle delle migliaia di persone che, negli anni, si sono rivolte a me. L’uomo che sembrava voler affrontare solo il tema sessualità, con la spiritualità, e che invece dopo venne fuori che coi due anni di percorso con me superò anche la tossicodipendenza dalla cocaina. L’obeso che sosteneva che la sua condizione dipendeva da un fattore spirituale, e che infatti pure lui in due anni insieme divenne un’altra persona – diverse decine di chili in meno, irriconoscibile. La giovane donna già frustrata a meno di 30 anni, che scoprì di poter essere formata da me per lavorare come Life Coach Spirituale pure lei e riconquistò tutto: sorriso, bellezza, gioia e la vita di coppia – e da sogno – che prima si poteva solo sognare. Ecco la sua testimonianza.

Ti potrei raccontare centinaia di queste storie: la coppia che non riusciva ad avere figli in nessun modo e che, come ultima spiaggia, volle tentare quella della connessione spirituale. In poche settimane arrivarono due gemelli. Una quantità impressionante di donne emarginate, vessate, giudicate male per una vita, quando avevano solo dei doni speciali non valorizzati. Ti potrei raccontare centinaia di queste storie solo perché non riesco a ricordarmene migliaia. L’ultima è la vittima di abuso sessuale che, proprio nel mio Sex Coaching, “guarda caso” ad approccio spirituale, ha trovato la strada della propria vita – l’ho intervistata giusto pochi giorni fa.

La spiritualità è salvezza, vocazione e gioia

Non come te la vendono tanti preti, però: che devi fare quello che dicono loro e così tutto ti va bene. Quella si chiama obbedienza ed è completamente un’altra storia.

La vera spiritualità è una connessione, interiore ed esteriore: con la tua anima e vera natura, e con gli altri esseri viventi e il creato intero. Da questa connessione originano intuizioni, strade, passioni; da qui trovi la tua vocazione, ciò che sei venuta/o a fare al mondo, o quanto meno ciò che ti accende dentro, che ti dà profonda soddisfazione, benessere, il senso della vita e gioia.

Tutto ciò si riflette sul lavoro che scegli, su come lo porti avanti, come gestisci le tue relazioni, la tua vita di coppia, i soldi, ogni cosa. E quando tutto, nella tua giornata, è permeato di fede, luce, fiducia e buone intenzioni, vivi un’esistenza molto diversa da chi, invece, si trova tutto permeato di paura, angoscia, cinismo e diffidenza. E non è un caso. Non è che qualcuno è più fortunato. Per niente. E’ una scelta, è una costruzione, è una creazione costante, giorno dopo giorno.
La buona notizia è che funziona parecchio bene, per essere – e rendere – felici 🙂

Ilaria Cusano

7 motivi per prendersi un anno sabbatico

Anno sabbatico: una tradizione che ora comprendo

L’anno sabbatico è una consuetudine che, fino a qualche tempo fa, non capivo. Lo conoscevo come una tradizione americana, che riguardava i giovanissimi più benestanti; nella fase di transizione dall’età delle scuole all’età adulta, avevano questo rito di passaggio. In quel contesto aveva senso: si inseriva proprio nell’anno in cui i giovani devono decidere cosa fare della propria vita. A che lavoro dedicarsi, se mettere in conto anche la creazione di una famiglia oppure no; tutte cose per cui effettivamente serve un rito di passaggio.

anno sabbatico

E anche un momento di introspezione, riflessione e viaggio.
Ha senso: esci dalla routine, ti stacchi dalla famiglia di origine e dagli amici di sempre, parti per nuovi orizzonti, apri la mente e, da solo/a con te stesso/a in una situazione completamente nuova, puoi avere la visione. Perfetto.

Quando ho iniziato a sentir parlare di anno sabatico in altre età, però, nella vita di adulti belli che fatti, di 30, 40 o 45 anni, la cosa mi ha stonato. Mi faceva strano; mi chiedevo che senso avesse, a quell’età. Di’ che vuoi cambiare lavoro, piuttosto. O che vuoi farti un viaggio da sola di un intero anno. Perché parlare di anno sabbatico?
Poi ho capito.

L’anno sabbatico serve per diventare davvero adulti

Non è un caso, credo, che queste storie di anni sabbatici molto in là con gli anni mi sono pervenute tutte dalla cultura latina: da Italiani e Sudamericani. Culture in cui la società, effettivamente, non solo non mette a disposizione abbastanza strumenti efficaci per diventare adulti; ma in cui tuttora ci sono famiglie che, per mille ragioni personali e collettive, finiscono col fare proprio l’opposto: col mettere i bastoni tra le ruote

  • al formarsi di identità indipendenti materialmente ma non solo.
  • Alla sana e opportuna separazione tra genitori e figli, affinché anche questi ultimi, se vogliono, possano diventare dei veri genitori. E non esclusivamente genitori a livello “animale”: ti genero ma poi non ti educo, non ti cresco.
  • E anche al formarsi, di conseguenza, di cittadini, lavoratori, imprenditori e attori sociali di ogni sorta, che siano responsabili e maturi, capaci di stare al mondo, come si diceva una volta.

Nelle culture latine tutti questi processi, effettivamente, sono ostacolati; da una cultura che tende ad andare più indietro che avanti. Un po’ per romanticismo e nostalgia; un po’ perché non sa come fare, non ci riesce. E così ha perfettamente senso che ci ritroviamo tanti trentenni e quarantenni che sentono il bisogno di un rito di passaggio per diventare adulti. Perché il processo non è compiuto. Magari si ha un lavoro, si pagano le bollette, si vive in coppia, ma ancora più da figli che da genitori; con la mentalità più da bambini o ragazzi che non da veri adulti maturi e responsabili.

Per cui ben venga l’anno sabbatico. In una situazione del genere, non posso far altro che incoraggiarlo e promuoverlo. Di solito si dice “Non è mai troppo tardi per essere felici”. Qui è il caso di dire

Non è mai troppo tardi per diventare adulti.

7 motivi per prendersi un anno sabbatico

  1. Per smettere di essere figlio/a e diventare finalmente genitore: di te stesso/a e di tanti altri. A prescindere che tu abbia dei figli biologici oppure no. Per un tuo sviluppo psicologico e spirituale.
  2. Per maturare, diventando responsabile di ogni tua idea, parola e azione. E, in questo modo, potente e affidabile.
  3. Per scoprire chi sei davvero, al di là dei condizionamenti familiari e sociali. Al di là di tutto ciò che ti hanno inculcato; delle aspettative e pretese che hanno esercitato su di te, forse per decenni.
  4. Per trovare la tua voce, la tua guida interiore, il tuo guru, direbbero gli Indiani. Tutti abbiamo bisogno di insegnanti, mentori e ispirazione, non è questo il punto. Il punto è che ognuno deve poter contare prima di tutto su una guida interiore – utile anche per scegliere bene insegnanti, mentori e ispirazioni, tra l’altro 😉
  5. Per scoprire se hai una vocazione, una visione e una missione. Con le quali magari fondi un’azienda, per esempio; o comunque avvii un progetto di valore che porterà frutti e bene per l’intera collettività.
  6. Per fare un bilancio onesto della tua vita, che non dipenda più da cosa hanno detto e fatto gli altri. Ma che parta da una tua valutazione: dove vuoi essere? Con chi? Cosa vuoi fare, veramente, nelle tue giornate? Qual è il senso di come spendi le tue energie? Tutte queste informazioni emergono con estrema chiarezza, durante un viaggio da soli.
  7. Per non avere rimpianti. E’ terribile invecchiare senza crescere.

Molti di questi adulti nella fase anno sabbatico decidono di fare un viaggio in solitaria metaforico, più che fisico. E mi contattano per fare un percorso di Life Coaching Spirituale. A volte gli spostamenti interiori funzionano molto meglio degli spostamenti geografici. Se è la strada giusta anche per te: ilaria.cusano@gmail.com

In ogni caso, buon viaggio 🙂

Ilaria Cusano

Stabilire le priorità per vivere al meglio

Stabilire priorità è una guida

Stabilire priorità non è una questione filosofica astratta; ha ripercussioni molto concrete. Seguimi.

stabilire priorità
Ph. by Andra Mihali

Moltissime persone, oggigiorno, si lamentano del proprio lavoro. A suo tempo lo scelsero solo ed esclusivamente per avere soldi in cambio; con lo stesso atteggiamento che ha una prostituta verso la vendita del proprio corpo, in fondo; non è molto diverso, se ci pensi. E oggi si aspettano altro. Se queste persone sin dal principio si fossero chiarite le idee sulle proprie priorità, a livello professionale, oggi non sarebbero tanto scontente.
Se si fossero dette

La prima cosa che desidero, dal mio lavoro, è poter esprimere la mia creatività; che mi faccia sentire sempre ispirata e in viaggio, che mi permetta di divertirmi ogni giorno. Secondariamente, voglio anche guadagnare 10.000 euro al mese.

Se si fossero orientate in base a priorità simili, con molta probabilità ora non avrebbero tutti i problemi interiori che hanno.

Priorità e gestione del tempo

Un’altra questione che emerge spesso, relativamente all’importanza delle priorità, è la percezione di non avere mai abbastanza tempo. O dei social ti “rubano” un sacco di tempo – come se uno fosse posseduto, mentre va sui social 😀

Ti condivido volentieri ciò che ho imparato a fare – ciò che mi sono dovuta esercitare tantissimo e per forza, a fare; da una condizione in cui

  • ho ben 8 canali di comunicazione attivi e devo gestirli tutti da sola;
  • ricevo una quantità di messaggi e commenti, ogni giorno, che che te lo dico a fare;
  • e il tutto deve funzionare bene, perché serve al mio lavoro e, se non lo faccio andare come deve, ho delle conseguenze negative reali, sulla mia pelle.

Ecco una serie di regole che mi sono data e che, come vedrai, sono strettamente connesse al settaggio delle priorità.

1) Il mio telefono è sempre in modalità silenziosa e senza vibrazione

Quando una persona vuole parlare con me, deve o prendere un appuntamento oppure tentare la fortuna ma le risponderò una volta su cento. Se è un numero non presente in rubrica, non rispondo mai. Perdo clienti? Sono curiosa di sapere chi è e cosa succede in giro? No. Perderei tempo e non ho tempo da sprecare per sapere cosa succede in giro. Le mie priorità sono altre e parlare al telefono così, fuori programma e con gente che non ho invitato io nella mia vita, mi rappresenta un unico potenziale: di perdita di tempo ed energie.

2) Quando vado nei social, seguo sempre un preciso ordine

Entro prima in Youtube, che è quello che mi porta più valore di tutti. Poi in Telegram, in cui ho tutti i miei collaboratori e team di tutto il mondo, che stanno lavorando con me in Master Business. Dopo in TikTok, in cui dopo Youtube ho più persone. Dopo in Instagram e solo per ultimo in Facebook. Questi ultimi due sono quelli che mi fruttano meno. WhatsApp dipende da chi mi scrive.
L’articolo settimanale per questo blog, nella mia agenda, viene sempre prima delle newsletter: perché il blog mi porta più risultati della newsletter. Così uso al meglio il mio tempo e le mie energie, in modo allineato alle mie reali priorità.

3) Agenda e messaggi

Nella mia agenda, metto sempre prima le attività che mi portano più energia; in termini materiali e/o anche emotivi. E solo secondariamente tutte le altre. Anche con i messaggi che ricevo faccio così: leggo sempre per primi quelli con più potenziale, con più carica, e dopo gli altri.

4) Bisogni fondamentali e impegni lavorativi

Pure coi bisogni fondamentali come fare la cacca o bere, ho imparato a fare così 😀 Ero talmente scollegata dalla vita e dalle mie radici, in passato, che a volte rimandavo il bere quando avevo sete o l’andare al bagno, per fare cose di lavoro. Se ci pensi è assurdo! Mi sono dovuta rieducare anche su questo: ora, ogni volta che ho sete, che mi fa male la schiena o che mi scappa la pipì, metto tutto ciò prima di qualsiasi attività lavorativa. (Le faccende casalinghe sono quasi ultime in classifica = perdita di tempo quasi totale, per me, infatti la maggior parte sono delegate)

Stabilire priorità è dire all’universo come vogliamo vivere

Cosa metto al primo posto? Cosa al secondo? Chi conta di più per me? Come voglio sentirmi durante le mie giornate? A quali esperienze, emozioni e stati d’animo do più valore? Che persona voglio diventare?

Le risposte a queste domande lanciano un segnale ben preciso ed estremamente concreto: dicono all’universo quale vibrazione intendiamo coltivare. Con quale spirito abbiamo deciso di vivere e, di conseguenza, cosa abbiamo deciso di attrarre.

La legge dell’attrazione è una cosa molto concreta 😉

Ilaria Cusano

PS. Un lavoro del genere potrebbe sembrarti esagerato e ossessivo ma, al di là dei profondi benefici personali che porta nella mia vita e psiche, sai quanto mi fa ammirare, come leader di Coaching e in Master Business? Le persone che entrano nel mio entourage rimangono strabiliate da come io riesco a rimanere sul pezzo in modo così efficace, produttivo e performante e, contemporaneamente, a essere per la maggior parte del tempo dolce, serena e allegra. Per cui, esagerato, ossessivo o no, posso assicurarti che il gioco vale la candela da tutti i punti di vista.

Superare la paura di lasciarci andare

Paura di lasciarci andare: che succede quando emerge questa ombra

La paura di lasciarci andare è una roba che mi ha sempre dato tantissimo da riflettere e lavorare. Indubbiamente è anche una delle ombre che ho sentito e dovuto affrontare di più, personalmente. E proprio in questi ultimi giorni, ripensando ad alcune dinamiche che hanno contraddistinto la mia vita amorosa – o forse solo la vita sessuale – mi sono resa conto di un fatto curioso.

Ogni volta che, senza accorgermene, ha serpenteggiato di più dentro di me la paura di lasciarmi andare, ho incontrato un “imperatore”. Un uomo carismatico, molto affascinante, potente, solitamente ricco, che in qualche modo mi ha sedotta ma anche sfidata.
Il classico narcisista che molti combattono, talvolta, e che invece a me ha sempre fatto crescere ed espandere tantissimo.

paura di lasciarci andare

In passato la sfida che mi arrivava, attraverso questo tipo di personaggio, era una cosa del tipo:

Bene, hai deciso di non usare il tuo immenso potere. Di non impiegarlo per manipolare te stessa e la tua realtà, per manifestare ciò che preferisci. Allora lo userò io per te: ti manipolerò io, ti userò per i miei scopi e desideri.

Perché no, in fondo? Ora lo comprendo.
Tu forse dirai che non è giusto.
Secondo me, invece, se ci pensi è proprio giusto: sia nel senso che quella dose di potere – e responsabilità – qualcuno deve pur gestirla; sia nel senso che questa sfida, di fatto, ci dona anche l’opportunità di crescere. Di svegliarci, di maturare e di imparare ad assumerci le nostre responsabilità.

Perché abbiamo così tanta paura di lasciarci andare?

Perché abbiamo paura di fallire e di soffrire, per lo più.
Molte persone si prendono un sacco sul serio; hanno un ego talmente tanto stratosferico che ogni errore appare ingrandito all’ennesima potenza. Mentre, se vedi, è solo uno dei normalissimi errori che tutti facciamo più o meno ogni giorno 🙂

Poi c’è la mancanza di intelligenza emotiva. Certo che, se ogni volta che provi delle emozioni spiacevoli, ci metti mesi per lasciarle scorrere e passare ad altro, ogni eventuale rifiuto, umiliazione o caduta per te rappresenta un’esperienza di una durata lunghissima. Ci credo bene che ti spaventa!
Se però sai lavorare sul tuo corpo emotivo in modo tale da far scorrere le cose nell’arco di poche ore o al massimo un giorno o due, l’eventualità non ti spaventa più tanto. Perché ti dà lo stesso dolore di una caduta sulle ginocchia: fa male fino a sera e poi neanche te ne ricordi più.

Nel mio caso specifico, invece, la paura di lasciarmi andare aveva a che fare soprattutto con la paura dell’emarginazione. Avevo il terrore che, nel momento in cui avrei liberato tutta la mia energia, sarei diventata talmente tanto radiosa, potente, ricca e famosa, che la gente mi avrebbe odiata, invidiata ed esclusa. E così sarei rimasta sola.
Sia a livello professionale e sociale, sia sul piano affettivo e sentimentale, anche – amicizie, amori, famiglia.

Cosa ho imparato, coltivando l’abitudine a lasciarmi andare

  1. Che la stragrande maggioranza delle persone mi stimano, ammirano e vogliono imparare da me.
  2. Quelle che hanno preso a invidiarmi ed escludermi sono io la prima che non ho più piacere a frequentarle.
  3. Ho imparato che lasciarci andare alla nostra energia, alla passione, al desiderio, alle pulsioni, alle intuizioni e all’ispirazione è super divertente, eccitante ed esaltante!
  4. E che, ogni volta che la vita ci mette di fronte a un impedimento, a un rifiuto, a una qualsiasi forma di “porta in faccia”, è perché ci sta riservando qualcosa – e/o qualcuno – di molto meglio; a cui possiamo arrivare solo passando per di là. Per cui il gioco vale la candela, sempre.

Lasciarsi andare non vuol dire necessariamente buttarsi in modo cieco e istintivo nelle esperienze e relazioni. Possiamo prenderci tutto il tempo di cui abbiamo bisogno, riflettere, valutare, aspettare il momento giusto.
Ma dobbiamo essere oneste/i con noi stesse/i: stiamo facendo, anzitutto dentro, il processo necessario per passare dalla stagnazione all’azione? O stiamo solo rimandando cose che abbiamo paura di fare? Se il processo è in corso, prenderà il tempo che deve e va benissimo così. Se siamo solo vittime della procrastinazione, invece, meglio darsi un bel calcio in culo da sole/i e smetterla di offendere la nostra intelligenza; per di più disonorando la preziosissima vita che Dio e Madre Natura ci hanno donato 🙂

Sai di aver bisogno di un supporto da professionista, in questo senso? Contattami oggi stesso. Facciamo una sessione insieme e iniziamo a lavorarci bene. Puoi ottenere risultati strabilianti già in pochi giorni.
Scrivimi a ilaria.cusano@gmail.com

Un grande abbraccio,
Ilaria Cusano

Abbraccio forte inaspettato, da Master Business Italia e lavorare viaggiando

Lavorare viaggiando, come fare?

Tutto è partito da qui, per me, da questa domanda.

Non voglio fare la nomade digitale perché per me avere un posto dove tornare, una casa, è parte essenziale del piacere di viaggiare. Però durante la pandemia mi sono resa conto con esasperante certezza del fatto che la mia vita è troppo sedentaria, per me. Adoro lavorare come imprenditrice digitale e Life Coach Spirituale, ma ho bisogno e voglia di muovermi di più. Tutto questo tempo da ferma, seduta, tra quattro mura, non fa per me; mi snatura e mi fa venire vari dolori su vari livelli.
E allora cambio 🙂 Mi metto in viaggio, prima di tutto interiormente.

abbraccio forte lavorare viaggiando come fare master business italia
Ph. by Steven Zwerink

Per iniziare mi sono chiesta quali margini di crescita personale ed evoluzione spirituale questa situazione mi offre.
Le risposte che mi sono data sono varie:

  • posso studiare e imparare il video-editing;
  • incrementare la mia attività di influencer;
  • migliorare le mie capacità di leadership;
  • divertirmi di più;
  • vendere più facilmente;
  • progredire nel networking e attraverso di esso.

Per dirne alcune.

Master Business è stato il primo strumento operativo che ho individuato

La mia attività di Life Coach Spirituale e Sex Coach è la mia base sicura ed è perfetta, per lavorare viaggiando. Posso svolgerla da dovunque, mi basta avere uno smartphone, un PC e la linea internet e sono libera e autonoma da qualsiasi luogo. Master Business, però, aveva proprio bisogno di me, che è diverso. Ho guardato il mio team, l’azienda, la community, e mi sono resa conto del fatto che, concedendo loro un solo weekend di attenzione e dedizione totali, mi sarei potuta rendere utile in una misura entusiasmante! Perseguendo comunque i miei obiettivi personali, contemporaneamente. Come può essere più meraviglioso di così? 😀

Allora l’ho fatto.
Ho organizzato un viaggio di due giorni; ho coinvolto il mio sponsor e mi sono messa in pari dal punto di vista tecnico – spazio nella memoria dello smartphone per registrare, sticky-selfie, etc. Avrei approfittato dell’occasione per esercitarmi nel video-editing e in qualche timido esperimento di vlogging – per ora solo nel mio IGTV, seguimi per vedere cosa sto combinando, mi trovi come @mercantedestasi.

Abbiamo organizzato un pranzo con una potenziale nuova collaboratrice a Milano. Il pomeriggio abbiamo partecipato all’evento mondiale di Master Business che, in questo periodo, facciamo una volta al mese. Per le 18 eravamo a Torino; il mio sponsor veniva intervistato e poi via a cena, con un altro nuovo partner e la sua compagna!

Il tutto conoscendo persone straordinarie e divertendoci in una misura tale che da soli a casa, secondo me, è altamente improbabile.

L’abbraccio forte e la vita affettiva sono sempre il regalo inaspettato più bello

Ogni volta che mi lancio in un’avventura del genere – l’ho fatto spesso, in realtà, nel corso della vita – sono spinta, per l’appunto, dalla voglia di avventura. Fare la valigia, partire, andare; mettersi in movimento, vedere il paesaggio cambiare e scorrere, intorno, fuori dalla macchina. Sentire ogni progresso agevolato, velocizzato, fluidificato, dal puro accettare di spostarsi; di viaggiare anche dentro, oltre che fuori. Tutto ciò mi esalta e fa respirare.

Poi però, puntualmente, anche se io me ne ero scordata, non ci avevo pensato, arriva questo che chiamo abbraccio forte. La gioia di condividere; l’intimità che aumenta, con certe persone; il potere infinito del guardarsi negli occhi, del toccarsi, del sentire da vicino l’odore e l’energia degli altri. E le mille inaspettate magie, i regali, tutto quel “di più” terribilmente affettivo, che non avevo per niente considerato e mi travolge, mi sorprende, mi fa ricordare cosa conta di più nella vita.

Per sentire anche tu almeno un po’ le emozioni che ho provato, vai su Instagram, seguimi e poi entra nel mio IGTV. Nella serie “Gironzolando” troverai anche il video MBA Road Trip. Guarda quello; poi aspetto il tuo commento sotto 🙂

Questo articolo, invece, mi piace chiuderlo con una citazione di Giorgio Gaber, che guarda caso ho intercettato proprio stamattina, prima di mettermi a scrivere nel blog:

L’appartenenza non è lo sforzo di un civile stare insieme, e non è il conforto di un normale voler bene. E’ quel vigore che si sente se fai parte di qualcosa che in sé travolge ogni egoismo personale, con quell’aria più vitale, che è davvero contagiosa.

Un abbraccio forte anche a te, con il sincero augurio di poter sperimentare anche tu, a modo tuo e con le persone e le attività che più ti corrispondono, tutte le sensazioni ed emozioni che ti ho raccontato.

Ilaria Cusano

Cambiare lavoro ai tempi del Covid-19

Cambiare lavoro dopo il Covid

Ormai è già passato più di un anno, da quando è iniziata questa epopea della pandemia. E cambiare lavoro è diventata un’esigenza per molti, purtroppo. O anche solo far partire un secondo lavoro, semmai. In ogni caso, tante persone che fino a poco tempo fa basavano la propria sicurezza e stabilità su una determinata professione, oggi sono costrette a guardarsi intorno.

Tanti dicono che il Covid, in realtà, ha rappresentato un’opportunità di aprire gli occhi, persino di risvegliarsi spiritualmente. Di capire che quello che stavano facendo non corrispondeva ai propri veri valori, per esempio; o non trovava il coinvolgimento della propria anima. Questo è un aspetto molto soggettivo, ma comunque su una cosa sono sicuramente d’accordo: quando la vita ci impone un cambiamento, è sempre meglio convincerci che sia una benedizione e un dono, piuttosto che una calamità e una sventura. In questo modo, tutto andrà per il verso migliore possibile 😉

Facciamolo sin da subito allora.

cambiare lavoro

Anch’io ho cambiato lavoro proprio durante la pandemia

Da un lato ho ripreso un’attività che avevo già sperimentato qualche anno fa e mi era piaciuta tantissimo – quella di networker professionista. Dall’altro lato ho dovuto effettuare un cambiamento di azienda, perché con quella che avevo scelto nel 2017 non riuscivo più a collaborare.

Dal punto di vista personale è stata dura. Avevo tante ferite ancora aperte, delusioni che mi pesavano sul cuore, un senso di fatica e di fallimento addosso. Ma rimaneva il fatto che l’attività di Coach non permette di costruirsi delle rendite. O meglio, permette di costruirsene con un certo margine – che sto già sfruttando appieno; mentre io, per sentirmi stabile e al sicuro, ho bisogno di entrate passive maggiori di quelle attuali. E il network marketing è il sistema che mi offre le opportunità migliori, da questo punto di vista.

Così ho messo sul piatto della bilancia paure, sofferenze a delusioni da una parte, e bisogni, desideri e speranze dall’altra; ho preso il coraggio a due mani e mi sono messa di nuovo in viaggio. E qui è iniziata la parte entusiasmante.
Non rapidamente ma con mia grande meraviglia.
I primi due mesi sono andata veramente coi piedi di piombo. Ho voluto procedere lenta, conoscere le persone, assicurarmi di essere in una situazione diversa da quella del passato; e anche di essere abbastanza lucida da non ripetere gli stessi errori che in passato hanno determinato il mio insuccesso. Ho voluto imparare, insomma; sentirmi certa di essere stabile come persona e interiormente, prima che nelle economie e materialmente – la base di un successo sano.

Quando ho trovato la mia solidità personale, però, mi sono accorta che, dal punto di vista professionale, stavolta ero capitata in tutt’altro genere di situazione 😀 E che la vita, attraverso le prove e le sofferenze, ci sta sempre preparando a circostanze migliori: dove troviamo le medesime caratteristiche del passato, ma in positivo – non più in negativo come le volte precedenti.
E’ difficilissimo arrivare a quello stadio con la fiducia ancora alta, continuando a crederci. Perché spesso, lungo la strada, si tende a sviluppare disillusione e cinismo. Ma, per chi ce la fa, le sorprese sono stupende 🙂 Anche per me è stato così.

Il mio lavoro di networker può essere anche il tuo

Cosa faccio? Regalo dei pass attraverso cui le persone possono abbonarsi a una piattaforma di video-corsi di crescita personale, una sorta di “Netflix della formazione”, a 15,90€ invece di 49,90€. Diffondo cultura, conoscenza e professionalità; e poi formo le persone che mi scelgono come leader per fare altrettanto. A livello internazionale, in tutto il mondo.

Ho stabilito una partnership con una startup francese che, in poco più di un anno, sta già facendo risultati sorprendenti in ben 20 paesi del mondo. E che mi consente di crescere e guadagnare bene, godendo della libertà geografica di poter lavorare da dovunque io desideri, e della libertà finanziaria di costruirmi, col tempo, una rendita di migliaia di euro al mese. E’ tutto ciò a cui puntavo.
Inoltre,

  1. porto avanti le mie passioni;
  2. conosco tante persone valide e di alto livello con cui collaboro e stringo amicizie;
  3. offro lavoro a imprenditori e aspiranti tali;
  4. e miglioro il mondo e la vita della gente, attraverso la formazione e la crescita personale.

cambiare lavoro

Proprio ieri, tra l’altro, ho raggiunto il più alto livello di carriera attualmente presente in Italia; dopo che avevo già tagliato altri due traguardi prestigiosi diventando la prima in assoluto nel mio paese. E tutto ciò in 7 mesi. Mesi di durissimo lavoro e sacrifici, intendiamoci. Ma ti assicuro che la maggior parte delle attività, con lo stesso tempo, lavoro e sacrifici, non ti dà questi risultati, né a breve né a lungo termine. La struttura non lo consente.

Se vuoi valutare anche tu questa opportunità, contattami. Sono ben felice di offrire anche a te la possibilità che a me sta cambiando la vita, oltre che il lavoro, e decisamente in meglio 🙂 ilaria.cusano@gmail.com

Ilaria Cusano

Disagio sociale: come riconoscerlo e i passi per uscirne

Disagio sociale: un lavoro che non va

Qualche giorno fa ho registrato un video sul disagio sociale per il mio canale Youtube; lì mi sono concentrata sul disagio sociale dal punto di vista individuale. In questo articolo voglio ampliare il tema osservando questa dinamica anche dal punto di vista professionale: piccole e medie imprese, reti commerciali, liberi professionisti che comunque devono negoziare, fare delle partnership e cooperare, per realizzare la propria mission.

Sento di continuo parlare di aziende che falliscono o che comunque faticano addirittura a sopravvivere, a causa di tensioni e conflitti interni. Di reti commerciali all’interno delle quali i singoli agenti non riescono a comunicare con efficacia tra di loro; penalizzando, così, tanto la piacevolezza del lavoro quanto i risultati. Idem per i liberi professionisti: spesso al minimo della dignità umana, sempre pronti a svendersi per acquisire un (pessimo) cliente in più, chiusi nei confronti di collaborazioni potenzialmente molto fruttuose.

Tutti questi esempi che ho appena elencato sono chiari indicatori di un disagio sociale.

disagio sociale

La formazione, all’interno delle ditte individuali e delle PMI, ormai langue; molta di quella che c’è in circolazione, diciamocelo, è pura fuffa. Così abbiamo da un lato soggetti che credono di avere sempre meno soldi per poter finanziare un aggiornamento, sviluppo e progresso costanti; e dall’altro una serie di formatori abituati a lavorare con le aziende che, pure loro, rischiano di perdere la maggior parte del lavoro – già da anni sottopagato, comunque.

Per tutte queste esigenze, la soluzione che ho trovato io si chiama Master Business.

Ma torniamo al disagio sociale

La situazione che ho appena descritto, se ci pensi, rimanda a un fattore ben preciso: la mancanza di fiducia.
L’azienda sta da una parte, a guardare il mondo della formazione e a chiedersi:

Tutti dicono che dovrei investire in formazione, ma siamo proprio sicuri che non stiano tentando di farmi solo spendere soldi inutilmente?

Se vuoi arrivare al fallimento per capirlo, fai tu. A me pare allucinante mettere a repentaglio tutto ciò che si è costruito in una vita, per la testardaggine di non voler andare al di là della propria paura. Ma sei libero/a di schiantarti contro tutti i muri che vuoi, ci mancherebbe.

Dall’altra parte troviamo il formatore, che si domanda:

Come faccio a tenermi questo cliente, se per farlo devo continuare ad abbassare il prezzo, svalutare il mio lavoro e ricevere pure un continuo feedback di sospetto, diffidenza o addirittura aperta critica?

Forse iniziando a proporre soluzioni più agili, performanti e sostenibili, come Master Business, per l’appunto? Scrivimi per sapere come fare.

Una cosa abbiamo in comune tutti, inclusi i nostri due soggetti in questione: abbiamo bisogno di continuare a maturare e migliorare

  • intelligenza emotiva e gestione delle emozioni;
  • la comunicazione;
  • l’arte del problem solving;
  • la resilienza;
  • la gestione dei conflitti;
  • le competenze di vendita, organizzazione e negoziazione;
  • la leadership.

Tutto ciò che comunemente è conosciuto come soft-skills, e che il mondo ci sta ricordando che pesa molto di più, nella tenuta di un progetto, di qualsiasi idea geniale, finanziamento e abilità tecnica.

La cultura si mangia la strategia per colazione, ogni giorno.

Diceva Peter Drucker. Beh, sappi che è proprio vero.

Relazioni umane: il fattore decisivo

Curarsi delle relazioni umane non è solo importante, bello, etico: è decisivo, nella tenuta di un business nel tempo e nel suo successo a lungo termine. Se pensi bene a tutte le implicazioni che ha ognuno dei tasselli che ho scritto nell’elenco coi pallini poco sopra, ti rendi conto del fatto che c’è tutto ciò che tiene in vita la tua attività.
Allora perché continui a sottovalutarlo?

Perché lo fanno tutti?
Perché l’Italia è questa?
O perché hai una famiglia di cui devi prenderti cura?
A maggior ragione, dico io!
Ti rendi conto del fatto che tutti sbagliano e allora sbagli pure tu?
L’Italia va a scatafascio e così decidi di contribuire anche tu, a mandarla a scatafascio?
Devi crescere ed educare dei figli e come fai? Trascurando di mettere al primo posto le cose più importanti? E che esempio sarebbe questo, esattamente?

disagio sociale

La verità è che hai paura di sbagliare. E la cosa ironica è che è proprio seguendo questa paura che stai continuando a fare un errore madornale. Errore che rischia di costare caro a te e a tutti i tuoi cari.
Io ti dico solo questo: prendi in seria considerazione l’eventualità di diventare anche tu, con me, Ambassador di Master Business. In questo modo potrai usufruire tu per prima/o di tutta la migliore formazione al mondo, per sempre, a un prezzo ridicolo. E potrai erogare la stessa formazione continua a tutti i tuoi collaboratori, agenti e/o lavoratori dipendenti – sempre a un prezzo ridicolo. Così, non solo potrai scongiurare ulteriori crisi nere e fallimenti, ma potrai anche, finalmente, tornare a camminare verso innovazione, benessere e prosperità.

Contattami oggi stesso per saperne di più: ilaria.cusano@gmail.com

Ilaria Cusano

Come fare soldi anche durante la crisi

Dopo la quarantena… come fare soldi?

come fare soldi

Dall’inizio della crisi dovuta al Covid, la mia preoccupazione era alle stelle non tanto per l’aspetto salute, quanto per quello lavoro.
La salute vale di più del lavoro, chiaramente, ma di quella mi sembra si stiano occupando numeri impressionanti di persone, anche fin troppo, per come la vedo io… Certi aspetti sono incontrollabili, per chi non li ha voluti gestire finora: non possiamo recuperare in pochi mesi la situazione di chi versa in stato di trascuratezza e abbandono da anni o decenni. Si è messo in una condizione di debolezza che lo espone a fragilità importanti. Magari questa crisi planetaria lo risveglierà e gli darà la consapevolezza di quanto è importante prendere a cuore il proprio benessere. Non per pochi mesi ma regolarmente e per tutta la vita.

Invece, mi sembra sia sottovalutato l’aspetto lavoro. Quello che sta succedendo in Italia e nel mondo è un allarme: stanno tornando povertà che sembravano superate; l’indigenza è sempre più diffusa; le disuguaglianze sociali aumentano in misura preoccupante. Tutto ciò, a livello elevato, è indice di un mondo professionale che deve cambiare. E che, finché resisterà a questo cambiamento necessario, continuerà a creare solo disagi e sofferenza.

Avendo vissuto tutt’altro, dalla quarantena in poi, mi sono sentita in dovere di dare un contributo.
Perché il mio fatturato, rispetto all’anno scorso, è aumentato del 35% – il che dimostra che le mie decisioni finanziarie sono state efficaci. Perché ho una serie di opportunità da offrire e mi sembra doveroso farlo. E perché stanno avvenendo una serie di vicende che avevo fiutato da anni e davanti a cui non posso stare con le mani in mano. Credo che chi abbia di più lo debba mettere a disposizione.

Ecco le novità degli ultimi mesi 🙂

La formazione professionalizzante in Life Coaching Spirituale

La prima scuola professionale che ho creato, nel 2016, sta andando molto bene quest’anno. Ne sono immensamente felice e, pur vedendo la paura e l’ansia di quasi tutte le donne che la iniziano (temono di fallire e di non riuscire a trasformarla in un lavoro), io so che ha un grande potenziale.
Per il semplice fatto che vivo di Life Coaching Spirituale dal 2005. E ci vivo anche benissimo, devo dire. Ragion per cui, se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutte le persone che lo vogliono; senza ombra di dubbio 🙂

La scuola professionale di Sex Coaching

Il corso di Sex Coaching per lavorare con le donne è nuovissimo; ho appena finito di crearlo. Già diverse persone me lo avevano chiesto, finalmente quest’estate sono riuscita a dedicarmici. E’ definitivamente pronto.
Ne sono entusiasta perché, oltre a poter offrire un servizio rivoluzionario e potentissimo per individui e società, è in grado di funzionare in misura impressionante anche come lavoro in proprio. E’ molto richiesto, apprezzato e, come il Life Coaching Spirituale, dona splendide prospettive anche dal punto di vista economico.

La collaborazione con Master Business

Ero alla ricerca di uno strumento di buon livello ma anche a buon mercato, da mettere a disposizione delle mie clienti e collaboratrici per aggiornarsi e formarsi con continuità, senza spendere somme da capogiro; e mi sono imbattuta in Master Business.
E’ una piattaforma con cui ho iniziato a collaborare perché mi ha convinta. Mi piace com’è strutturata, la trovo valida e abbonarsi, tramite il mio link, costa solo 13 euro al mese. Fosse esistita prima, la utilizzerei già da anni 🙂
Ti consiglio vivamente di provarla, è senza impegno; vedrai che turbo ti mette, farti un corso alla settimana o anche un paio al mese!

Il nostro corso online di gruppo per rimetterti in carreggiata dopo la crisi

Giovedì 17 inizia il nostro corso online di gruppo “Organizza un nuovo viaggio”.

come fare soldi

Come vedi nella pagina linkata, puoi anche prenderlo e fartelo da sola; ma, se ti piace l’idea di condividere l’esperienza con un bel gruppo, questa è senz’altro l’occasione.
Dura un ciclo lunare intero (un mesetto) e costa 138€. Ti puoi fare anche solo dalla luna nuova alla piena (due settimane), alla metà del prezzo – 69€. In questo caso, ti diamo lo slancio iniziale e poi, per stabilizzare e consolidare, vai avanti da sola. Se hai bisogno di risparmiare ma pur sempre di fare qualcosa, può funzionare 😉
Riceverai un audio di 5/10 minuti al giorno, tutti i giorni. Ispirazione, motivazione e tanti esercizi di Love Coaching per mettere i brillantini al nuovo ciclo che ci regala Settembre. Ti serve solo WhatsApp per partecipare.

Stai fiduciosa, attiva e connessa

Visto quante belle cose? E ci sono anche

  • gli articoli del blog – soprattutto le sezioni Inventa il lavoro che ami e Crisi e opportunità;
  • e i video del mio canale Youtube – usa la pagina Playlist per orientarti verso le tematiche che ti ispirano, motivano e smuovono di più.

Scrivimi oggi stesso per ricevere i dettagli su una o più opportunità.
E’ sempre una gioia poter essere utile a chi vuole davvero crescere e generare benessere!

I miei migliori auguri per un cambiamento meraviglioso 🙂

Ilaria Cusano