Insegnamenti di vita: disagio, manipolazione e reputazione

Gli insegnamenti di vita spesso sono scomodi

Ecco perché noi che diamo insegnamenti di vita, altrettanto spesso, stiamo sul cazzo… 😉
O, a voler essere più ottimisti, o ci si ama o ci si odia.

insegnamenti di vita

Tra le altre cose, questo ultimo anno “scolastico” – estate 2017 / estate 2018 – è stato un anno di disagio.
Mi sono ritrovata in situazioni in cui l’80% delle persone

  • scapperebbe a gambe levate,
  • impazzirebbe,
  • o attraverserebbe delle crisi notevoli.

Io, invece, continuo a cavarmela bene. E il motivo non è bello.

Il motivo è che – questo ho ricordato – sono cresciuta nell’angoscia: una solitudine profondissima, il disorientamento più totale per mancanza di punti di riferimento stabili e sicuri, più, ciliegina sulla torta, il terrore quasi perenne di poter essere annientata… fisicamente.
Mi sono salvata, mi hanno salvata, e ho sviluppato un tot di anticorpi tale per cui il disagio tende a farmi il solletico.

Ma sotto sotto che succede?

Insegnamenti di vita: spesso meriti molto di più

Sotto sotto succede che, a furia di sentirti a disagio, ti ammali.
Continui a subire dei torti, delle offese, dei veri e propri abusi – fisici, intellettuali ed emotivi; continui a permetterli proprio tu, e a un certo punto ti ritrovi a credere di aver sbagliato tutto nella vita, e inizi a buttarti via.
All’inizio, magari, non te ne accorgi neanche: cominci mangiando più del necessario e ingrassando qualche chilo; poi il chilo di troppo diventa dieci chili di troppo; e poi non ti piaci più. Classica somatizzazione del disagio.

Oppure può succedere con altre sostanze come l’alcool, o con delle abitudini come il gioco d’azzardo o il sesso.
Può capitare anche che siano i soldi a prestarti il fianco per questo gioco al massacro… contro te stesso.

insegnamenti di vitaNon ti vuoi più bene perché pensi di aver fallito.
Credi di aver fatto talmente tanti errori e tanto gravi da essere imperdonabile, non solo dagli altri ma prima di tutto da te stesso. E allora inizi a distruggerti; un po’ alla volta, in modo indolore, ti comunichi che non meriti più niente di buono, non meriti di certo la felicità, anzi meriti una punizione, così forse imparerai, finalmente…

E ho conosciuto persone a cui, in un modo perverso, finisce pure col piacere, questa spirale oscura…

La verità è che non solo non hai fallito, ma l’unico errore che hai fatto – e che ancora stai facendo – è di non mettere abbastanza a fuoco questo: meriti molto di più.

Meritavi molto di più prima – anche se forse qualcuno ti aveva convinto del contrario – e continui a meritare molto di più oggi, quando il tuo unico aguzzino sei diventato tu.

Insegnamenti di vita: non è mai troppo tardi

Sto scrivendo questo articolo da casa di un uomo con cui ho vissuto un’intensa relazione d’amore durata qualche mese. Lo amo ma l’ho lasciato, perché è un povero diavolo. Come mio padre: anche lui ha tante qualità ma è un uomo da cui è meglio stare lontani.

Sono dei disgraziati, nel senso di persone fuori da ogni grazia di Dio.
Si sono perse e nemmeno gliene importa niente di ritrovarsi.
Aspettano solo di morire, anzi si uccidono un po’ ogni giorno e non sono in grado di rendersi conto di tutto il male che fanno e di quante persone fanno soffrire.

Per loro la vita è solo questo: sofferenza e sopravvivere. A fatica, in un mondo ostile, ingiusto, meschino… è solo uno specchio del trattamento che riservano a loro stessi da anni, in fondo.
Ma sono persone negative; le si può amare ma bisogna lasciarle nel loro brodo, perché accanto a loro si può solo soffrire e sempre il doppio: per se stessi e per loro.

Alcuni disagi ci indicano che dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort.
Altri, invece, arrivano per ricordarci l’opposto: che dobbiamo imparare a rimanere saldi sulle nostre posizioni.
Ogni volta che non siamo capaci di proteggere e far rispettare le nostre scelte e prioritá diventiamo facilmente manipolabili da tutti: partner, capi, venditori di qualsiasi cosa, pubblicità e “condizionatori e condizionati” di ogni genere. Questi personaggi e l’azione di abuso che tentano di esercitare su di noi, però, hanno il solo scopo di ricordarci che siamo liberi, forti e capaci di decidere, e che l’invasione esterna riesce soltanto nella misura in cui noi cediamo il nostro potere decisionale agli altri, invece di esercitarlo noi stessi.

Da questo nascono prima il carattere e poi la reputazione.

insegnamenti di vita

Ilaria Cusano

7 segreti per essere felici

7 bisogni fondamentali da cui dipende la felicità

Dalla malattia, Grande Maestra, una lista di 7 bisogni fondamentali dalla cui soddisfazione dipende la felicità; nella nostra infinita ignoranza, ogni giorno rischiamo di dimenticarli.

segreto per essere felici

  1. Il bisogno di mangiare e bere bene.
  2. Perchè c’è il bisogno di stare in salute, per esempio. Ma veramente in salute: non frutto di particolari sintesi chimiche che Dio ce ne scampi!
  3. Il bisogno di baci, carezze, abbracci e di fare l’amore che sia Amore – non aride e tristi operazioni pornografiche che dell’amore hanno solo l’ombra…
  4. Il bisogno di lavorare il giusto: nè troppo che ci logoriamo, nè troppo poco che ci isoliamo.
  5. Un dialogo genuino, aperto e profondo. La sopravvivenza non è solo materiale, altrimenti basterebbero i robot, su questo pianeta. Noi umani abbiamo alcune preziose specificitá che, benedetto il cielo, io salvaguarderei: un cuore che batte, una coscienza che vede… Tu che ne dici? Buttiamo tutto nel cesso o ce ne prendiamo cura?
  6. Il bisogno della collaborazione: tutto ciò di cui abbiamo necessitá o desiderio, nella vita affettiva, sul lavoro, per noi stessi, può essere realizzato solo con la cooperazione altrui. È un’esigenza fondamentale e, se vogliamo vivere felici, anche noi dobbiamo imparare a essere disponibili con gli altri: non solo a prendere ma anche a dare.
  7. Il bisogno di una mappa chiara con dei limiti precisi. Pensavo servisse solo a bambini e ragazzi, invece negli ultimi anni mi sono resa conto di una dura veritá: siccome molti non li hanno ricevuti adeguatamente da bambini e da ragazzi, bisogna continuare a darseli molto chiaramente anche da adulti, per poter convivere e costruire insieme.

La felicità ha le sue basi

Questo è ciò che mi continua a ricordare con una chiarezza cristallina una malattia che, da 3/4 anni, ogni tanto ritorna. Forte, dolorosa, lí a dirmi

Finchè non ti prendi adeguatamente cura di questi insegnamenti e non elimini da intorno a te tutte le persone che ti impediscono di sopravvivere, io sarò qua. A ricordarti, attraverso dei dolori lancinanti, tutto ciò che ti meriti e di cui, in qualche misura, ti stai ancora privando.

segreto per essere felici

Ti meriti di essere felice

Ti meriti di mangiare e bere bene, e tutte le risorse necessarie per soddisfare questo bisogno.
Puoi avere una piena salute, fisica, mentale e spirituale.
Puoi ricevere baci, carezze e abbracci, e fare l’amore anche ogni giorno; perché no?
Un lavoro sano, bello e giusto per te, che nutra e ti nutra: anche questo ti meriti.
Ti meriti un dialogo genuino, aperto e profondo; e di essere circondata di persone che hanno un cuore che batte e una coscienza che vede.
Collaborazione: devi essere disponibile a darla, ma devi anche riceverla. E, quando non ne ricevi abbastanza, è tempo di allontanarsi da qualcuno.
Ti meriti il rispetto dei tuoi spazi e limiti. Il dato di fatto che quasi tutti siamo stati cresciuti in qualche forma di perenne e dolorosissimo abuso non vuol dire che dobbiamo perpetrare questa avvilente realtá; anzi, per quel che mi riguarda, è una spinta potentissima a cambiarla.

segreto per essere felici

Prometto a me stessa che mi prenderò sempre adeguatamente cura dei miei bisogni fondamentali; e che mi allontaneró da tutti coloro che non li rispetteranno o, addirittura, lederanno. Per il bene mio e dell’intera comunitá.

Ilaria Cusano

 

Leadership Condivisa e Network Marketing, di Maurizio Bertolotti

La nascita del nuovo Maurizio nel Network Marketing

L’inizio di un nuovo Maurizio corrisponde con la scoperta della cosiddetta leadership condivisa.

leadership condivisa network marketing

Tutto cominciò domenica 7 gennaio alle ore 23:39. In quel preciso momento ebbe inizio il viaggio dell’eroe che sto per raccontare: il processo di trasformazione che mi sta portando a essere il leader che, dentro, sono sempre stato, ma che ho tenuto relegato in un angolo remoto della mia anima per troppo tempo. E’ arrivato il momento di esprimere ciò che sono veramente.

Come mi capita da qualche settimana a questa parte, tutto cominciò con una situazione non voluta e in qualche modo magica.
Dopo essere stato un po’ da solo con me stesso, a prepararmi a livello emotivo e spirituale nel calore e tranquillità di casa mia, decisi di creare un po’ di atmosfera. Notai subito tre oggetti; immediatamanete diedi loro un preciso significato, ed essi divennero e rimarranno i miei principi fondamentali: le mie radici.

La katana, simbolo di equilibrio perfetto tra qualità, purezza e tempra.
Una bomboniera a forma di casa, con un cero acceso: rappresenta la mia luce e il mio cuore.
E un portachiavi a forma di palla da bowling, con un otto disegnato sopra: simboleggia il più alto livello possibile, nella mia carriera nel network marketing e, in sostanza, la più alta vetta della mia leadership.

Le radici della mia capacità di leadership condivisa

Prima di cominciare a parlare del mio viaggio, un breve cenno al mio passato e al perchè ho deciso che la mia vita doveva cambiare.

Mi chiamo Maurizio Bertolotti; sono nato il 13 marzo 1978 a Torino, sotto il segno dei Pesci, e vivo da sempre a Moncalieri, città che amo profondamente.
Circondato da una madre un padre amorevoli, e un fratello e una sorella ai quali voglio un bene immenso, sono stato sin da ragazzino una persona molto timida. Ho spesso avuto paura di espormi, ma ho sempre riconosciuto in me una grande sensibilità. Questa, sebbene fosse una bella qualità, mi rendeva anche molto diverso dai miei coetanei, procurandomi più volte molto dolore; al punto da arrivare a odiare questo mio pregio, vedendolo come un difetto. Risultato: mi isolavo da tutto e tutti, procurandomi ulteriore sofferenza.

leadership condivisa network marketing
CENTAF Airpower Summary for April 3, 2007. The Lockheed U-2 operated by the United States Air Force photographed the secret placement of Soviet missiles in Cuba October 14, 1962. Reconnaissance missions flown by the U-2 monitored movement of Soviet ships and the dismantling of the intermediate range ballistic missiles. A U-2, such as this one, will be on display April 21 at Blackbird Airpark. (U.S. Air Force photo)

Anche mentre scrivo questo articolo, tornando con la memoria a quegli anni, le lacrime solcano il mio viso.
Rileggendo le mie parole, ripercorro stati d’animo e situazioni spiacevoli; ma ci tengo a precisare che il mio intento, in questa condivisione, è essere fonte di fiducia nella rinascita, la stessa che ho vissuto e sto vivendo io stesso e che tutti possono vivere, decidendolo.

Tuttavia, nessuno può essere un esempio né una guida, senza provare una certa dose di sofferenza: quando si vive fino in fondo e con estrema passione, è così.

Tornando all’inizio della mia nuova vita, dopo aver studiato e conseguito una qualifica da elettro-meccanico, partii per la leva militare. Al mio ritorno avevo 19 anni; cominciai a lavorare in fabbrica come operaio e, oggi in parte, sono ancora qui.

La mia svolta è arrivata tramite il Network Marketing

Ero un ragazzo timido. Oggi sono un uomo di 39 anni e, dopo un periodo particolarmente difficile a livello personale e lavorativo, ho deciso di prendere in mano la mia vita e di usare in modo intelligente quelli che, erroneamente, consideravo difetti. Come? Dirigendo le mie capacità verso qualcosa di potente e luminoso, non solo per me ma anche tutti quelli che, lungo questo fantastico viaggio nel network marketing, sono al mio fianco.

La svolta vera e propria è avvenuta sei mesi fa, esattamente il pomeriggio del 5 giugno 2017.
Tornato da lavoro, sprofondai in uno stato di disperazione assoluta dovuta a mille fattori; stavo da schifo, e per quaranta minuti di seguito non riuscii nemmeno ad alzarmi da letto. In quel momento capii che dovevo farmi aiutare. Chiamai una mia carissima amica e lei, quel giorno, mi fece conoscere il progetto che cambiò per sempre la mia vita!

leadership condivisa network marketing

Quel pomeriggio ho detto  alla vita che voglio, per me e per le persone che amo.
Il viaggio che sto facendo, e che comprende anche la formazione per professionisti del newtork marketing con Ilaria, sarà lungo e tortuoso, già lo so. Ma la cosa mi eccita! Perché la persona che sto diventando brilla di luce propria, e questo è il massimo che si può desiderare dalla vita, secondo me.

Alla prossima!

Maurizio Bertolotti

 

Life Coaching Spirituale per bambini

Life Coaching Spirituale per genitori

Immaginare un Life Coaching Spirituale per bambini è già sbagliato di per sé. Bisognerebbe concentrarsi sul Life Coaching Spirituale per i genitori. Onde evitare di ripetere lo stesso errore già fatto con psicologia e meditazione.
Il bandolo della matassa è da ricercare sempre nei genitori: il problema nasce da loro, mai dai figli.

life coaching spirituale bambini

Credo che tante persone si trovino a fare dei figli perché, per sviluppare questo preciso lato di sé, devono necessariamente passare attraverso tale esperienza; altrimenti non riescono a maturare in questa dimensione della propria identità.
Non per tutti è così. Ho conosciuto e conosco moltissime persone che, come me, hanno saputo diventare madri e padri senza dover per forza generare figli sangue del loro sangue.

Non siamo tutti così tribali da questo punto di vista; e la vita dà a ognuno ciò di cui ha bisogno.
Dalla posizione in cui mi trovo io stessa e molti miei amici, in ogni caso, una cosa è certa: c’è più freddezza e distacco rispetto a certe questioni. Un’empatia e una comprensione che, con un minor coinvolgimento emotivo, ci consentono di vedere certe dinamiche con maggiore obiettività di quella della maggior parte dei genitori biologici.

Genitori biologici

Chiaramente è vero anche il contrario: solo chi ha fatto e cresciuto dei figli, o chi li ha adottati ed educati fino all’età adulta, può capire certe cose. Cose che, per tutti noi che non abbiamo vissuto questa esperienza, oggettivamente restano inaccessibili.
Conosciamo, però, questa parte della storia fin troppo bene: la sentiamo costantemente, fino alla nausea!
Ma è solo metà della storia…

L’altra metà è questa: il legame di sangue e quello basato sull’adozione implicano delle connessioni estremamente viscerali.

life coaching spirituale bambini

Con questo genere di rapporto, alcune forme di conoscenza reciproca, condivisione e comprensione sono facilitate, ma molte altre sono rese ben più difficili. A questo servono i corsi online rivolti alle mogli e alle madri, per esempio: ad agevolare una comunicazione che, ahimé, spesso assume le sembianze di un’impresa epica! Altro esempio: le mie collaborazioni col Servizio Tutela Minori dei Servizi Sociali prevedevano degli interventi di lunghissima durata.

Parenti serpenti

Le dinamiche interne alle famiglie sono assurdamente ostiche. Quando si ha a che fare con la genealogia, la storia familiare, le questioni irrisolte su coppie, antenati, sogni infranti e tutto il bagaglio delle origini, ogni esperienza trasformativa diventa pesante, lunga e delicata.
Le stesse identiche questioni, invece, nell’ambito di una relazione senza legami di sangue e alberi genealogici, si affrontano e risolvono in un decimo del tempo, con moltissime meno energie e anche più allegramente.

Nella mia esperienza come sociologa e formatrice, personalmente, le due categorie che penso ostacolino di più lo sviluppo sociale sono genitori e insegnanti di scuola.
Sono davvero troppi, in Italia, quelli arroccati su rigide quanto insicure posizioni, chiusi a qualsiasi opportunità di contaminazione e crescita positive. La presunzione dietro cui si barricano, onestamente, mi turba e preoccupa.

life coaching spirituale bambini

Madri e padri spirituali

Il mio invito è il migliore che posso fare dal ruolo sociale in cui mi trovo.
Da Life Coach Spirituale consiglio questo: esercitarsi a diventare dei genitori più spirituali e meno viscerali.

Come?

  1. Allenando la mente a osservare la propria famiglia da fuori, come parte di famiglie più grandi: la classe sociale, la comunità di un certo territorio, una nazione, un continente, fino all’umanità intera.
  2. Aiutandosi con degli strumenti formativi utili e concreti, come il mio audio-corso sull’economia, che è anzitutto “legge della casa”: Ricchezza Vera. Dona la percezione di un sistema più ampio, che trascende le quattro mura in cui fin troppo spesso ci si limita a concepirsi.
  3. In caso di vere e proprie difficoltà in questo ambito, che generano sempre degli intoppi anche a livello di senso di appartenza più in generale, prendere in considerazione la possibilità di andare in profondità nel cambiamento delle relazioni familiari. Nel nostro team, Alessandra Valzania conduce due percorsi formativi all’interno della sezione Love in Family; io per prima ho fatto tante di queste esperienze, per portare nelle mie famiglie una convivenza pacifica, durevole e stabile.

Un confronto con mia madre

Una questione emersa più volte nel confronto con mia madre, a questo punto, può essere utile.
Lei è madre di noi tre figli: mio fratello Carlo che ha vent’anni, mia sorella Viola che ne ha 29 e io che ne ho 35.
Da un lato, i miei genitori e soprattutto mia madre hanno teso soprattutto a tenerci legati a loro: abitare vicini, sentirci e vederci spesso, creare altri collegamenti economici e professionali tra noi figli e la famiglia allargata. Dall’altro lato, come prima figlia hanno generato me, che tendo nella direzione diametralmente opposta; sembro più Danese o Americana, da questo punto di vista.
Mia sorella e mio fratello, quindi, si sono sempre trovati tra due fuochi: dei genitori che li pressavano per tenerli vicini a sé e una sorella maggiore che li spingeva nella direzione contraria.

life coaching spirituale bambini

Comprendo benissimo la posizione di mia madre perché è la stessa identica in cui mi trovo come partner e amica: starei sempre fisicamente attaccata a tutte le persone che amo, in un’asfissiante simbiosi che mi viene fin troppo facile 😀
A livello educativo, però, questo atteggiamento fa più male che bene: impedisce lo sviluppo e la crescita, invece di agevolarli.

Ilaria Cusano

 

Perchè ho lasciato Incitement Italy

Lascio Incitement, ecco perché

Avevo scritto un bella lettera di gratitudine per tutta la community; l’avevo pubblicata sul blog di Incitement Italy. Mi sembrava il massimo per salutare con dei ringraziamenti pubblici le persone da cui ho imparato di più, nel corso di questa collaborazione.
Censurata nell’arco di poche ore. Le solite oscure ragioni.

Poi ho capito: era importante che io arrivassi a questo.

perchè lascio incitement italy

Rispondo alle richieste di molti che mi chiedono: pubblico la lettera inviata a Diletta Marabini, co-fondatrice del movimento in Italia insieme a Lorenzo Olivieri.

Quando devo scegliere tra il bene della comunità e quello dei leader, scelgo sempre il primo. Tutto il mio lavoro punta a far sì che non si debba mai scegliere tra i due, visto che il bene è uno e uno solo. Ma se devo scegliere, vuol dire che bisogna stare dalla parte della comunità.

Lettera a una leader che vuole crescere

Cara Dile,
un po’ per piacere e un po’ per responsabilità, ci tengo a salutare Incitement Italy comunicando la parte del mio feedback più utile e preziosa per un saggio e fruttuoso proseguimento dei lavori.
Partirò da quello che, per esperienza e analisi personali, a mio avviso funziona bene e va mantenuto/potenziato.
Poi metterò in luce anche le criticità, zone oscure a cui, per il bene collettivo, è il caso di prestare massima attenzione e cura.

Punti forti di Incitement Italy

L’aspetto innovativo e l’identità ci sono e arrivano: Incitement Italy si situa benissimo tra il territorio della motivazione e quello della formazione, dando l’input giusto a tutti quei creativi oggettivamente abituati a guardare le stelle e girarsi i pollici, ma di fatto geniali e ricchi di potenziale.

Credi in te stesso e nel tuo sogno, torna sul pianeta Terra, inizia a muovere il culo e vedrai che piacerà a te e al mondo!

E’ il messaggio perfetto da mandare in onda per questa fascia di persone, nel contesto italiano di questi anni, e Incitement Italy secondo me lo fa e in un modo efficace.

Di fatto, molte persone, me compresa, fanno il famoso salto verso il proprio personale paradiso anche grazie al transito dentro l’incubatore sociale che è Incitement Italy.
Il salto, mi par di capire, avviene per tutti nel momento in cui si esce da Incitement Italy; ma d’altronde anche il corpo della mamma, che è la più straordinaria incubatrice esistente al mondo, arriva fino a un certo punto, e la vera vita inizia dopo averla lasciata.

incitement italy

Anche per la gestione interna del Dream Team, della community e del movimento stesso con tutte le sue attività, ci sono delle idee brillanti in circolazione, ma poi – e questa è la 1ª criticità

  1. non ci sono, da parte degli attori fondamentali, le competenze necessarie (hard skills e soft skills) per realizzarle;
  2. non c’è coscienza di questa enorme lacuna, dunque nessuno fa niente di serio per colmarla.

Criticità di Incitement Italy

Ci sono tante capacità di marketing, ma poche a livello di vera e propria relazione e comunicazione.

Ci sono l’attenzione e la cura verso la produzione di un servizio di qualità che però, ahimè, non riesce (ne può) diventare vero Servizio perché non ci sono l’investimento di energie e la formazione necessari per transitare dall’aggregazione selvaggia e casuale al vero team building e fare comunità.

E a chi invece queste competenze le ha (come me), a lungo andare, i discorsi, le promesse e i sogni blaterati al vento, purtroppo, prendono il sapore amaro degli illusionismi, della millanteria e, in ultimo, della menzogna trattata ad arte.
Mi rendo conto del fatto che, forse, non c’è intenzionalità in questo senso; ma vi devo evidenziare ciò che accade perché, tra l’altro, è un problema strutturale che si genera proprio al livello della leadership.

 

E’ una responsabilità di Lorenzo e tua, e siccome Lorenzo non ha la forza interiore necessaria per assumersela dentro di sé (figuriamoci fuori), mi auguro di cuore che possa porti tu a guida di questa sfera. Secondo me tu puoi e devi farlo; tu quella forza interiore ce l’hai e le competenze si acquisiscono – abbiamo tutta la vita per imparare.

perchè lascio incitement italy

A questo proposito mi permetto di suggerirti delle letture e/o dei corsi su

  • facilitazione della comunicazione secondo il metodo del consenso (vedi i libri di Beatrice Briggs e qualcosa su Process Work and Deep Democracy – es. https://artedelprocesso.com/);
  • leadership femminile;
  • comunicazione non violenta di Marshall B. Rosenberg – il libro Le parole sono finestre [oppure muri] è super super super istruttivo!
  • come prendere le decisioni insieme.

Se vuoi, anche tanta della formazione che io stessa erogo, condotta da me o in particolare da una mia collaboratrici di nome Alessandra Valzania, verte su questi temi. Sarei onorata di potermi rendere utile, seppur indirettamente, in questo senso.

2 motivi personali per cui lascio Incitement Italy

Concludo con la condivisione di 2 motivi personali per cui ho valutato di lasciare Incitement Italy, per muovermi verso un altro network che risponde meglio ai miei bisogni, desideri e obiettivi.

1. Per me è fondamentale poter offrire un lavoro dignitoso e remunerato (possibilmente anche in modo lauto!) alle persone che mi “coltivo” e “cresco”.
Dopo averle ispirate, formate e connesse nel terreno fertile del network, mi vivevo con immensa frustrazione il fatto di non poterle coinvolgere in una vera e propria attività imprenditoriale, che permetta la realizzazione ultima e la libertà finanziaria e tout-court.

2. Disapprovo totalmente la gestione politica di Incitement. Mi sono indignata quando, tramite Cristian Fontanelli, quest’estate ho scoperto come ai vertici si è passarti arbitrariamente da un’attività a un’altra, completamente diversa, senza informare e includere adeguatamente la community di tutto il mondo.

Ho goduto quando ho saputo che 40 paesi su 43 avevano boicottato i leader per questo, e sono rimasta basita e nuovamente disgustata di fronte al fatto che loro prima hanno fatto orecchie da mercanti in merito e poi hanno fatto passare in sordina la questione – lo trovo vergognoso e anche poco intelligente, oltre che evidentemente immaturo dal punto di vista della leadership stessa.

 

Ultima cosa: sono tante le persone che mi stanno chiedendo perché ho lasciato e se è il caso di proporre delle opportunità a Incitement Italy. Persone interne e persone esterne.

Sto per dire una cosa per me ovvia, ma in questi due anni ho definitivamente imparato che nulla lo è, quindi la esplicito: ho detto e continuerò a dire sempre e solo la verità. Per questo ho deciso di rendere questa lettera pubblica tramite un articolo nel mio blog. Amo la trasparenza e finalmente posso di nuovo praticarla al cento per cento.
Che sia per tutti il giusto stimolo necessario per evolversi verso il successivo livello di sviluppo.

Con immenso amore e gratitudine,
Ilaria

perchè lascio incitement italy

Come curare l’ansia e sconfiggerla per sempre

Problemi di ansia

Cosa fare quando l’ansia si presenta nel bel mezzo della notte, svegliandoci di prima mattina oppure durante un qualsiasi momento della giornata quando proprio non ce l’aspettamo?
La sensazione, spesso, è quella di trovarci senza controllo, con l’incapacità di comprendere la causa e il motivo reale per cui si sta sperimentando questo stato d’animo.

come-curare-ansia-sconfiggerla

La reazione più comune è quella di rifiutare la situazione: allontanarci dalle nostre emozioni, scappare. Cerchiamo di fuggire da questo stato sgradevole, insomma, cercando una distrazione qualsiasi (televisione, Facebook, alcool, etc.), o addirittura facendo uso di farmaci.
Ma la verità è che queste non sono soluzioni.

Al contrario, questo comportamento non fa che rimandare il problema, con la differenza che più il tempo passa e più si presenterà ingrandito!

L’ansia, in realtà, può essere una grande alleata

Questa emozione sta sempre cercando di comunicarci qualcosa di importante.
Possiamo abbracciare un modo alternativo di viverla, imparando a gestirla; il primo passo è l’osservazione.

Quando sentiamo che l’ansia ci colpisce, la prima cosa da fare è permetterci di fermarci: guardala così com’è, senza giudicarla; fare attenzione a quello che percepiamo a livello fisico ed emozionale.
Per esempio,

  • in quale parte del corpo senti i segnali?
  • Quali sintomi fisici ti procura? Tachicardia, fiato corto, mal di pancia, mal di testa – cosa?
  • Quali altre emozioni ti invadono? Paura, insicurezza, tristezza, o altre?

A questo punto puoi iniziare ad accettarla. Puoi scegliere di accoglierla perché, se al contrario opponi resistenza facendo attrito, perdurerà nel tempo. Accettandola, invece, le permettiamo di fluire e velocizziamo il processo di superamento.

Respira

Spesso, quando siamo in preda all’ansia tendiamo a respirare velocemente e di petto.
Prova a portare l’attenzione sul respiro, invece.
Inizia a respirare con calma e di pancia: io, quando lo faccio, ritorno immediatamente presente a me stessa nel qui e ora, prendo maggiore contatto con  il corpo e tolgo energia ai pensieri più tragici e negativi.
Allora riesco a guardare l’ansia da un’altra prospettiva, come un’amica che ha qualcosa di importante da dirmi; ha un messaggio che forse ho sempre evitato di vedere o sentire.

come-curare-ansia-sconfiggerla

Nonostante questi sintomi fastidiosi, l’ansia può portare molta luce nella vita, aiutandoci a prendere maggiore consapevolezza del fatto che non stiamo usando tutto il nostro potenziale e non stiamo realizzando tutti i nostri obiettivi.

Solitamente, quando ci troviamo di fronte a un problema in cui si genera ansia, la tendenza è quella di focalizzarci principalmente sul problema stesso.
In questo modo, però, non facciamo che alimentarlo con la nostra attenzione ed energia.
Per evitare di nutrire inconsapevolmente una situazione difficile, la cosa migliore e anche la più semplice è domandarci cosa possiamo fare per risolvere il problema.
Così spostiamo subito l’attenzione dal problema alla soluzione, che è la cosa principale.

L’ansia, in questo, può rivelarsi un grande aiuto: arriva per ricordarci che possiamo avere fiducia, perché succede sempre quello che è meglio per noi e la nostra evoluzione; che i problemi, in realtà, sono delle opportunità e che noi possiamo trasformare il nostro atteggiamento verso di essi.
L’ansia porta luce, ci aiuta  a riconoscere un dato di fatto: possiamo cambiare direzione e possiamo sempre fare di meglio.

Emanuela Viara – Life Coach Spirituale & Love’s Angel
www.manuamaru.it
Pagina FB: Amaru – Emanuela Viara

 

Voltare pagina nella vita, di Emanuela Viara

Come voltare pagina

Prima o poi capita di dover voltare pagina. Solitamente, inizia con il dover vivere una situazione difficile, un momento buio: un partner che ti lascia, la perdita del lavoro, un portafoglio rubato.

voltare pagina nella vita

La reazione più comune è quella di provare emozioni di sconforto, tristezza, abbandono, disperazione, rabbia. Il mondo sembra caderti addosso e ti domandi

Perché capita sempre a me?

Contemporaneamente punti i piedi a terra e pensi

No, non doveva andare così!

Ovviamente non c’è molto da fare per cambiare la situazione; puoi lamentarti di come le cose sono andate storte e aspettare che il tempo faccia il suo dovere che, come si dice, è la miglior cura 😉

Posso dire di avere reagito così per molto tempo. I risultati, però, erano sempre gli stessi, e anche abbastanza deprimenti. Certo, i momenti felici non sono mai mancati, ma era l’approccio di base che sbagliavo.
Tendiamo a comportarci come delle mosche che continuano a sbattere contro lo stesso vetro. Alcune volte, però, la vita ci riserva degli schiaffoni talmente forti da farci aprire un po’ di più gli occhi.
È stato in un momento come questo che ho smesso di sbattere contro il solito vetro e ho cercato una via di uscita alternativa.

Veniamo al punto, come si può voltare pagina nella vita?

Innanzitutto, do per scontato che voltare pagina si può.
In secondo luogo, ci tengo a sottolineare che per ottenere un cambiamento, bisogna volerlo dal profondo di sé, fino alle ossa.

Inizialmente è importante avere pazienza e vivere le emozioni che emergono. Alcune sono terribili, ma scappare serve solo a rimandare il problema, che senza dubbio si ripresenta triplicato in un secondo momento.
Mettersi in una condizione di presenza alle emozioni, guardarle per quello che sono senza giudicarle, è fondamentale.
In questa prima fase non bisogna correre; ci si deve permettersi di elaborare l’accaduto e, nel caso in cui non sia successo niente di particolare, chiarirsi le idee.
Definire cosa non ci piace della nostra vita, come vogliamo cambiarla. Più ci guardiamo in profondità e meglio è.

A questo punto ci sono due strade.

voltare pagina nella vita

La prima è quella più conosciuta: ci lamentiamo, non accettiamo la situazione, proviamo un continuo stato di sofferenza e ci aspettiamo in modo passivo che la vita sia più buona, sperando che ci faccia incontrare il partner o il lavoro che finalmente ci renderanno felici.

La seconda strada, invece, consiste nel porci in un atteggiamento attivo, in cui facciamo spazio alla consapevolezza e alla responsabilità del nostro potere interiore, della capacità di affrontare la vita.
Possiamo assumere un atteggiamento di fiducia verso l’esistenza. Possiamo pensare

Se l’esistenza mi ha posto di fronte a questa situazione forse è perché era il meglio che potesse accadermi, semplicemente non me ne rendo conto.
Se è andata così poco male, posso prendere un’altra direzione.

Einstein diceva

Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose.

In questo modo è più facile accettare l’accaduto, lasciarlo andare e cominciare a vivere la situazione presente senza lamentarci.

Questa è un’ottima opportunità di trasformazione!

Spesso rimaniamo legati a vecchie abitudini e modi di essere, ma in questa fase è molto utile lasciare andare alcune parti di noi, stupire noi stessi e permettere a nuovi aspetti di esprimersi.

Un ingrediente per catalizzare il cambiamento, ma che consiglio di applicare in ogni caso, è vivere la gratitudine: riuscire a essere grati proprio in un periodo in cui le cose prendono una brutta piega è uno dei regali più grandi che ci possiamo fare. È gratis e richiede uno sforzo minimo.
Ricordarci di essere grati di qualsiasi cosa ci venga in mente, anche la più banale (anche se a mio avviso non c’è mai niente di banale per esserlo), almeno una volta al giorno: innesca dei cambiamenti interiori ed esteriori incredibili!

Identificato l’obiettivo che vuoi raggiungere, sentendo dal profondo questa esigenza, è importante muoverti in questa direzione senza troppe distrazioni. Può rivelarsi utile leggere libri, frequentare corsi o perché no? fare un percorso di coaching per integrare quegli aspetti che ancora mancano per raggiungere lo scopo che desideri.

Lo scoglio è iniziare questo processo, ma con disciplina e forza di volontà i risultati non tardano ad arrivare.
Buon cambiamento!

voltare pagina nella vita

Emanuela Viara – Life Coach Spirituale & Love’s Angel
www.manuamaru.it
Pagina FB: Amaru – Emanuela Viara

 

Crescita personale: le migliori risorse, di Alessandra Valzania

Le migliori risorse per la tua crescita personale

Ho sempre adorato le favole, quelle di gioco e di potere, fantastiche e di risveglio…

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C’era una volta un ragazzo cui non piaceva il buio.
Amava lanterne e lampade, torce e candele, fiammate e fasci di luce.
Ma non amava il buio, cioè la Notte. Non amava per niente gli interruttori della luce, perché gli interruttori spegnevano le luci gialle, quelle verdi e quelle bianche, le luci dell’ingresso, le luci di tutta la casa. Non avrebbe voluto per nessuna ragione toccare l’interruttore. E non sarebbe mai andato a giocare fuori, al buio.

 

Una notte, il ragazzo si aggirava tutto solo per la casa.
Mio Dio, che splendore di luci! Sembrava che la casa fosse in fiamme!
Tutto a un tratto sentì un tocco alla finestra.

 

Una ragazza stava là in piedi in mezzo alle luci bianche, le luci brillanti, le luci dell’ingresso, le luci piccole, le luci gialle, le luci calde.
Il mio nome è Oscuro – disse. Aveva i capelli scuri, gli occhi scuri, e indossava un vestito scuro e scarpe scure.
Ma il suo viso era bianco come la luna.

 

Tu sei triste e solo – disse. Ti presenterò alla Notte e diventerete amici.
E spense una luce del portico.

 

Lo vedi – gli disse – Non si è spenta la luce.
No! Semplicemente si è accesa la Notte. Tu puoi accendere e spegnere la Notte, proprio come puoi accendere e spegnere la luce.
E con Io stesso interruttore! Quando tu accendi la Notte, accendi anche i grilli!

E accendi le rane. E accendi le stelle! Chi può sentire i grilli e le rane con le luci accese? Nessuno. Chi può vedere le stelle e la luna con le luci accese?

Nessuno. Capisci che cosa stavi perdendo? Hai mai pensato di accendere i grilli e le rane? Hai mai pensato di accendere le stelle e l’immensa luna?

No – disse il ragazzo.

Bene, prova! – disse Oscuro.

 

E così fecero. Andarono su e giù per le scale per accendere la Notte.

Per accendere l’oscurità. Per far vivere la Notte in ogni stanza.
In quel momento il ragazzo fu davvero felice.

Questa delicata favola per ragazzi mostra quanto è straordinariamente semplice oltrepassare i confini delle nostre paure, e delle sofferenze che ne sono il frutto.
Così vediamo fiorire, passo dopo passo, interruttore dopo interruttore, un’inattesa dimensione, uno scenario nuovo e sconosciuto, senza pre-giudizio e sicuramente portatore di infinite possibilità!

Certo, la teoria si muove con estrema rapidità fino alla soluzione perfetta, ma la pratica talvolta non è così automatica. Ricordo periodi veramente bui dove non riuscivo a trovare l’interruttore, non pensavo nemmeno potesse esistere, figuriamoci addirittura crearlo!

Ma, pensando alle migliori risorse per la crescita personale, ho realizzato: non è lo strumento in sé che veramente ci serve per agire; è la capacità d’intuirlo, di sapere dove cercarlo o di creare la condizione perché affiori. Come?
Anzitutto generando due condizioni fondamentali: in grande o piccola dimensione creano sempre l’ambiente migliore perché emerga il Mac Giver che è in noi 😀

2 situazioni da cui sorgono le migliori risorse

Crisi

crescita personale migliori risorseIl terreno sotto ai nostri piedi crolla inesorabile, sembra portarci via tutto, e a volte lo fa: ciò che conosciamo, che sorreggeva l’edificio, si sgretola e nulla potrà farlo tornare ciò che era…
Bene!
Se non reggeva più, poteva solo causare ancora dolore!

Poi il boato iniziale, la ribellione al cambiamento, la rassegnazione e l’accettazione del nuovo panorama apertosi… Torna il silenzio.
E dopo aver messo a fuoco ciò che è accaduto, che fare? Commiserarsi e collezionare macerie?
Uno specchio ricostruito non rifletterà mai più la stessa immagine. I mattoni di una casa crollata non ricostruiranno mai la stessa casa, ma… perché buttarli? Possiamo usare nuova-mente quello che rimane 😉

Anzitutto… cosa rimane?
Tu rimani: tu sei ancora qui!
Con le tue possibilità intellettive, la capacità di osservazione e l’esperienza del cammino fino a questa cima!
Un ottimo punto di partenza!

Il superamento della zona di comfort

La vita inizia dove finisce la paura (Osho)

Se vuoi superare la paura, se vuoi spazzar via le convinzioni limitanti, se vuoi avere l’autostima di un supereroe, se vuoi vivere al 100%, devi imparare a uscire quotidianamente dalla tua zona di comfort.No guarda André, io pago un fracco di affitto per stare nella mia zona e ci sto benissimo! Ci deve essere un altro modo per riconquistare l’autostima comodamente seduti sul divano!

Non devi lanciarti da 39 km di altezza per uscire dalla tua zona di comfort. Puoi compiere gesti molto semplici per riappropriarti del timone della tua vita, ma è essenziale che inizi a compierli ora, senza procrastinare.

Potrebbe sembrare sciocco decidere di uscire dalla zona di comfort, cercare altro stress quando ne hai già non poco. Ma rifletti: finché rimani tra le solite mura, abituandoti a poco a poco a ogni mobile, oggetto, rumore, ombra, luce, non guardando più cosa c’è fuori dalle finestre, finisci per avere un’idea completamente distorta di ciò che ti circonda.

Un’idea solo tua!
I sensi si atrofizzano; la capacità di reagire, stupirti e incuriosirti per il diverso e il nuovo si fa sempre meno attiva; ciò che ti circonda, oltre le mura, è sempre più lontano, fino a non interessarti più.
E così il tuo punto di vista diventa l’unico riferimento per confrontarti col modo intero.

Un po’ limitante, no?

Cogliendo, invece, la provocazione di ciò che non conosci, nella condizione in cui ti poni a livello sensoriale accade qualcosa: il tuo intero corpo istintuale si ri-accende, recepisce nuovi odori, colori, visioni. E proprio lì le scintille di altre prospettive e progetti prendono vita!
Adatti la nuova realtà lasciandoti suggerire visioni di rinnovate ed eccitanti possibilità!

Ecco: sei appena uscita dalla zona comfort! Com’è? 😀
Da qui puoi anche cambiare casa, mobili, finestre, tutto!
Solo qualche passo e le possibilità crescono in maniera esponenziale!

E tutto cambiò colore, arrivò il buio e si accese la luna

Oltre a questa manciata di situazioni, ve ne sono milioni che ci portano di fronte a una continua scelta: affrontare gli eventi in un modo piuttosto che in un altro.

Esiste un ingrediente segreto, un coltellino svizzero, una formula magica: prende gli avvenimenti più destabilizzanti e ingombranti e li alleggerisce, portandoci sulle nuvole a osservare tutto da un punto panoramico più ampio.
Lassù non sentiamo più il rumore o il brusio dei tanti se e mille ma che la nostra mente produce.
Da lassù, le distanze tra gli eventi, le situazioni e le persone che costellano la nostra vita ci appaiono chiare e perfettamente armoniose.
La brezza ci fa salire un brivido lungo la colonna vertebrale e la pelle d’oca ci porta a sentire tutto il nostro corpo evidenziarsi e chiedere presenza… ecco! proprio lei… la Presenza!

E questa è la chiave di tutto, il pass-partout per ogni avvenimento, la liberazione da ogni paura d’agire e la conquista di ciò che veramente vogliamo da ogni situazione.
E’ la protagonista delle scelte fatte sul serio, che ci portano a imboccare strade e fare traversate oceaniche con estrema decisione e serenità emotiva.
Ogni condizione avversa che scuote nel profondo le nostre membra ed emozioni porta enormi doni e rivoluzioni per l’evolvere del nostro presente!

… tutto a un passo più in là!

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Alessandra Valzanìa

Curo la sezione Love in Family. Conduco i percorsi

  1. Come trasformare il disagio della tua famiglia nell’occasione per imparare ad amarvi – Per migliorare la condizione del proprio gruppo di appartenenza (famiglia, classe, team, comunità, etc.), valorizzando la diversità.
  2. Come creare una famiglia felice e far sì che superi ogni difficoltà – Per i problemi di intimità, sessualità o comunicazione col partner che rischiano di distruggere un’intera famiglia.

Incitement European Summit – 23 Settembre 2017, Bruxelles

Incitement European Summit: trasformare una crisi in un’opportunità

Qualche mese fa mi sono presa la responsabilità di organizzare il 1° Incitement European Summit, con altre persone sparse in Italia e nel mondo.
Progetto innovativo e ambizioso; ci ha messi di fronte a importanti sfide. Oggi ti racconto le mie e come le ho affrontate. Spero di ispirarti per quando ti trovi in circostanze simili 🙂

incitement european summit ilaria cusano

Anzitutto il ruolo: ufficialmente io ero una delle ideatrici e organizzatrici di un evento che avrebbe dovuto essere come quelli classici di Incitement Italy, solo che a livello europeo. A metà strada tra una formazione imprenditoriale e un appuntamento motivazionale.
Invece ho fatto da facilitatrice della comunicazione in un gruppo di leader e attivisti sociali. Obiettivo: passare a un nuovo livello di leadership.

Soddisfazione, onore e gratitudine per il compito tanto prezioso e delicato, ma anche imbarazzo, disagio e “scomodità”: nessuno me lo aveva chiesto.
Non potevo contare sull’impegno delle persone coinvolte; potevo solo assumermi la responsabilità di fare ciò che sentivo e pensavo importante, sperando che nessuno si sarebbe indisposto o addirittura arrabbiato.
È andato tutto bene. E, oltre ad aver maturato un’esperienza incredibile, ho ottenuto anche il riconoscimento necessario a superare l’ansia allucinante che mi era salita.

Incitement Italy: la crisi

Non sapevo molto ma me la sono trovato davanti. Come in una coppia: se tra due persone ci sono dei problemi e ne arriva una terza (un figlio, un amante, un ospite), gli intoppi emergono all’ennesima potenza e la situazione esplode.
È successo questo in Incitement Italy, quando abbiamo iniziato a organizzare l’Incitement European Summit.

Lo dico ora col senno di poi, però. Strada facendo, tutto ciò si è manifestato così:

  1. col rischio di andare in rosso e schiantarci contro un muro, economicamente;
  2. con gli speakers che non riuscivano a venire perché noi non potevamo garantire loro nemmeno il rimborso spese per vitto, alloggio e viaggio;
  3. con delle comunicazioni impossibili, per i fusi orari e gli impegni troppo incompatibili;
  4. con una crisi affettiva e sentimentale di una profonda amicizia che si è rivelata in tutti i suoi limiti e illusioni;
  5. col blocco totale nella vendita dei biglietti e nella raccolta di finanziamenti.

Tutto al collasso. Tutto galoppava verso il fallimento e noi dovevamo trovare una soluzione.
Ma, come sempre, la soluzione era già contenuta nel problema 🙂

incitement european summit ilaria cusano

Bastava guardare la realtà per individuare l’unica direzione in cui potevamo muoverci per scongiurare lo sfacelo e, soprattutto, per cogliere la preziosa opportunità che la vita ci stava servendo su un piatto d’argento.

  • Solo i più grandi leader e attivisti sociali di Incitement avevano confermato la propria presenza.
  • Gli altri partecipanti sicuri erano tutte persone chiaramente interessate a stabilire una collaborazione a lungo termine col nostro movimento.
  • Tutti erano accomunati dal bisogno di passare dalla formazione all’azione, dal sogno alla realtà, dall’esercizio alla concreta e stabile presa di responsabilità.

Allora ho proposto questo:

  1. lasciamo perdere l’evento, gli speaker e gli speech.
  2. Trasformiamo l’appuntamento in un vero e proprio summit (una riunione) e includiamo tutti gli attori sociali più coinvolti.
  3. Usiamo la giornata come momento di dialogo, coordinamento e progettazione tra gli Incitement attualmente operativi nel mondo.
  4. E, più che da presentatori e formatori, poniamoci da veri e propri esempi, mostrando come si passa a un livello successivo come leader e come community.

Incitement next level

Così abbiamo mosso i primi passi verso il nuovo livello di Incitement. E i partecipanti a questo 1° Incitement European Summit otterranno ben di più di un evento!

Partecipando all’Incitement European Summit

  • parteciperai al processo di rinnovamento della società che tutti i leader e i gruppi dovrebbero attraversare in questo momento storico.
  • Non sarai la solita formica tra migliaia, a un evento con troppe persone perché tu possa avere un ruolo. Sarai uno dei pochi protagonisti di una “cena tra Presidenti”.
  • Le relazioni che nasceranno saranno più solide e durature del previsto: invece di conoscersi tramite un sito-web o una mail, sarai a un pranzo di famiglia, a una festa di compleanno!
  • Riceverai non solo brillanti discorsi ed esercizi ispiranti, ma il concreto coinvolgimento nella creazione del nuovo business model di Incitement.

Ti rendi conto della portata della transizione in atto?

Contribuisci al passaggio epocale che non riguarda solo Incitement ma il nostro intero modo di fare comunità e di esercitare e vivere la leadership! La campagna di crowdfunding volge al termine, hai tempo solo fino a giovedì per metterci anche la tua firma!
Prendi i biglietti per partecipare al 1° Incitement European Summit! Potrai imparare facendo e condividendo, non più solo parlando e ascoltando.
Cogli qualsiasi occasione per connetterti di persona con gli imprenditori protagonisti di questo grandioso processo di innovazione!

Oggi a Padova c’è l’AperInciters! Aperitivo, presentazione di progetti e bella musica!
Ci vediamo al Fistomba Social Park? Contatta Alessandro Conforti per conoscere tutti i dettagli: 3283489136, a.confortidilorenzo@gmail.com

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Ilaria Cusano

 

Abbraccio spirituale, community ed entanglement

Conosci l’entanglement? E’ un infinito abbraccio spirituale

Tutti ne parlano; io ho deciso di usarlo in quanto magnifico abbraccio spirituale 🙂
Ho compreso veramente bene cos’è l’entanglement e il suo potenziale nello sviluppo della comunità il giorno dell’Epifania di quest’anno. Ero a Ollantaytambo, durante il mio secondo viaggio nel Perù Visionario Chakruna; stavo partecipando a una lezione di tecniche ipnotiche tenuta dal competentissimo Jacopo Tabanelli.

abbraccio spirituale entanglement

Prima di tutto, ecco la definizione scientifica:

L’entanglement quantistico, o correlazione quantistica, è un fenomeno quantistico, privo di analogo classico, per cui in determinate condizioni lo stato quantico di un sistema fisico non può essere descritto singolarmente, ma solo come sovrapposizione di più sistemi.

Questa connessione tra più sistemi, “cavalcata” col giusto grado di consapevolezza, focus e intento, si traduce in un meraviglioso abbraccio spirituale. Come? Così:

  1. Producendo dei cambiamenti di status in noi possiamo esercitare una stessa influenza su qualcun altro, se ce ne dà il permesso – una sorta di accesso, come quello in un account email o nel nostro corpo quando facciamo l’amore.
  2. Realizzando una transizione in un gruppo possiamo “spostare”, in tempo reale, quell’effetto anche in un altro gruppo (team, community o qualsiasi altro).
  3. Aprendo nuovi spazi da qualche parte, dentro o fuori di noi, possiamo sfruttare quell’apertura anche in territori diversi. Si genera una specie di passaggio segreto in più punti e possiamo attraversarlo contemporaneamente in più spazi/tempo.

Gestione team e community: il lato positivo della manipolazione

Anche questa scoperta ed esperienza devo al geniale Jacopo Tabanelli: il lato positivo della manipolazione.
Altro abbraccio spirituale, infine. Ora mi spiego.
Tutti noi, in verità, siamo abilissimi manipolatori. Lo facciamo di continuo, anche quando non ce ne accorgiamo. Come? Esercitando un’influenza sugli altri e sull’ambiente. Influenza che genera un campo magnetico, che a sua volta dà forma alla realtà.

abbraccio spirituale entanglement

Ripeto: solo noi scegliamo e decidiamo a cosa dare spazio e cosa creare nel nostro campo personale, liberamente e come preferiamo. E’ l’unica via possibile; nessun altro oltre noi ha il potere di creare la nostra vita.
Nessuno ha potere sulla creazione della realtà di qualcun altro, ma nessuno può esimersi dall’esercitare un’influenza.
Possiamo fingere di non farlo; possiamo non assumercene la responsabilità. Ma di certo lo facciamo perché come esseri umani funzioniamo così.

Allora, a un certo punto, mi sono detta

Usiamo questo entanglement e questa influenza per creare ciò che per noi è Il Bene!

E’ evidente che entriamo in una zona per forza di cose soggettiva: ognuno di noi ha una percezione e un’idea differente di cos’è Il Bene. Ma dobbiamo pur farcene carico, no? Tutti noi stiamo dando forma a ciò che riteniamo essere Il Bene. Facciamolo in grande stile allora!

E ho cominciato a “giocare” con l’entanglement. Considerandolo non una gabbia opprimente ma un abbraccio spirituale pieno d’amore 🙂 E’ un collegamento, è tutto che abbraccia tutto il resto.
Nel mio lavoro in Altrestrade ne ho affinato la percezione, esercitandomi a sentire il campo in sé e la mia presenza al suo interno.
In quello all’interno di Chakruna ne ho potenziato la carica energetica e mi sono alleggerita mentalmente. Avere nelle mani tanto potere mi faceva sentire emotivamente instabile, all’inizio.
Tramite il mio coinvolgimento in Incitement Italy ho trasformato costantemente questo potere in amore e Bene – nella mia forma soggettiva, che umilmente è l’unica possibile.
E, in tutto ciò, la mia vita privata fa sempre da filo rosso a tutti i processi, con le mille rivoluzioni che naturalmente ne conseguono.

abbraccio spirituale entanglement

Incitement European Summit e abbraccio spirituale

Con il coinvolgimento nell’Incitement European Summit, questo processo ha raggiunto la sua ennesima potenza. E’ un abbraccio spirituale totale: tutto si è rivelato per quel che è, cioè connesso a tutto il resto, e niente e nessuno ha più avuto via di scampo, me compresa.
Da cosa? Da noi stessi e dalla realtà.

Le maglie si sono strette al massimo, tutti noi “attori” coinvolti ci siamo trovati di fronte a ogni meccanismo e dinamica che l’entanglement fa immediatamente venire a galla e, giorno per giorno, ci stiamo trovando a guardare in faccia e gestire la realtà con totale onestà, trasparenza e… super efficacia! 😀
Chi accetta di doverlo e poterlo fare passa a “the next level” della propria identità, vita e appartenenza alla comunità; chi non lo accetta si brucia o taglia fuori da solo.
La dura legge della natura; come gli incendi, i terremoti e i maremoti. O ci stiamo dentro, li attraversiamo e ne usciamo più coscienti, saggi e forti, oppure soccombiamo.

La morte, d’altronde, è l’unica esperienza che ha il potere di insegnarci a vivere davvero.
Guardarla in faccia per lunghi anni mi ha reso la persona vitale, gioiosa e generosa che sono.
Penso sia importante parlarne perché è l’esperienza più profonda, arricchente e vitale che c’è. Il resto sono solo un mucchio di paure, pregiudizi e immaturità.
Rompiamo questo tabù e permettiamo(ci) di vivere al 100%, permettendoci di fare esperienza anche della morte. Prima di tutto di quella del nostro ego. Non a caso pure l’orgasmo viene detto “piccola morte” 😉

Ilaria Cusano

abbraccio spirituale entanglement