Incitement European Summit – 23 Settembre 2017, Bruxelles

Incitement European Summit: trasformare una crisi in un’opportunità

Qualche mese fa mi sono presa la responsabilità di organizzare il 1° Incitement European Summit, con altre persone sparse in Italia e nel mondo.
Progetto innovativo e ambizioso; ci ha messi di fronte a importanti sfide. Oggi ti racconto le mie e come le ho affrontate. Spero di ispirarti per quando ti trovi in circostanze simili 🙂

incitement european summit ilaria cusano

Anzitutto il ruolo: ufficialmente io ero una delle ideatrici e organizzatrici di un evento che avrebbe dovuto essere come quelli classici di Incitement Italy, solo che a livello europeo. A metà strada tra una formazione imprenditoriale e un appuntamento motivazionale.
Invece ho fatto da facilitatrice della comunicazione in un gruppo di leader e attivisti sociali. Obiettivo: passare a un nuovo livello di leadership.

Soddisfazione, onore e gratitudine per il compito tanto prezioso e delicato, ma anche imbarazzo, disagio e “scomodità”: nessuno me lo aveva chiesto.
Non potevo contare sull’impegno delle persone coinvolte; potevo solo assumermi la responsabilità di fare ciò che sentivo e pensavo importante, sperando che nessuno si sarebbe indisposto o addirittura arrabbiato.
È andato tutto bene. E, oltre ad aver maturato un’esperienza incredibile, ho ottenuto anche il riconoscimento necessario a superare l’ansia allucinante che mi era salita.

Incitement Italy: la crisi

Non sapevo molto ma me la sono trovato davanti. Come in una coppia: se tra due persone ci sono dei problemi e ne arriva una terza (un figlio, un amante, un ospite), gli intoppi emergono all’ennesima potenza e la situazione esplode.
È successo questo in Incitement Italy, quando abbiamo iniziato a organizzare l’Incitement European Summit.

Lo dico ora col senno di poi, però. Strada facendo, tutto ciò si è manifestato così:

  1. col rischio di andare in rosso e schiantarci contro un muro, economicamente;
  2. con gli speakers che non riuscivano a venire perché noi non potevamo garantire loro nemmeno il rimborso spese per vitto, alloggio e viaggio;
  3. con delle comunicazioni impossibili, per i fusi orari e gli impegni troppo incompatibili;
  4. con una crisi affettiva e sentimentale di una profonda amicizia che si è rivelata in tutti i suoi limiti e illusioni;
  5. col blocco totale nella vendita dei biglietti e nella raccolta di finanziamenti.

Tutto al collasso. Tutto galoppava verso il fallimento e noi dovevamo trovare una soluzione.
Ma, come sempre, la soluzione era già contenuta nel problema 🙂

incitement european summit ilaria cusano

Bastava guardare la realtà per individuare l’unica direzione in cui potevamo muoverci per scongiurare lo sfacelo e, soprattutto, per cogliere la preziosa opportunità che la vita ci stava servendo su un piatto d’argento.

  • Solo i più grandi leader e attivisti sociali di Incitement avevano confermato la propria presenza.
  • Gli altri partecipanti sicuri erano tutte persone chiaramente interessate a stabilire una collaborazione a lungo termine col nostro movimento.
  • Tutti erano accomunati dal bisogno di passare dalla formazione all’azione, dal sogno alla realtà, dall’esercizio alla concreta e stabile presa di responsabilità.

Allora ho proposto questo:

  1. lasciamo perdere l’evento, gli speaker e gli speech.
  2. Trasformiamo l’appuntamento in un vero e proprio summit (una riunione) e includiamo tutti gli attori sociali più coinvolti.
  3. Usiamo la giornata come momento di dialogo, coordinamento e progettazione tra gli Incitement attualmente operativi nel mondo.
  4. E, più che da presentatori e formatori, poniamoci da veri e propri esempi, mostrando come si passa a un livello successivo come leader e come community.

Incitement next level

Così abbiamo mosso i primi passi verso il nuovo livello di Incitement. E i partecipanti a questo 1° Incitement European Summit otterranno ben di più di un evento!

Partecipando all’Incitement European Summit

  • parteciperai al processo di rinnovamento della società che tutti i leader e i gruppi dovrebbero attraversare in questo momento storico.
  • Non sarai la solita formica tra migliaia, a un evento con troppe persone perché tu possa avere un ruolo. Sarai uno dei pochi protagonisti di una “cena tra Presidenti”.
  • Le relazioni che nasceranno saranno più solide e durature del previsto: invece di conoscersi tramite un sito-web o una mail, sarai a un pranzo di famiglia, a una festa di compleanno!
  • Riceverai non solo brillanti discorsi ed esercizi ispiranti, ma il concreto coinvolgimento nella creazione del nuovo business model di Incitement.

Ti rendi conto della portata della transizione in atto?

Contribuisci al passaggio epocale che non riguarda solo Incitement ma il nostro intero modo di fare comunità e di esercitare e vivere la leadership! La campagna di crowdfunding volge al termine, hai tempo solo fino a giovedì per metterci anche la tua firma!
Prendi i biglietti per partecipare al 1° Incitement European Summit! Potrai imparare facendo e condividendo, non più solo parlando e ascoltando.
Cogli qualsiasi occasione per connetterti di persona con gli imprenditori protagonisti di questo grandioso processo di innovazione!

Oggi a Padova c’è l’AperInciters! Aperitivo, presentazione di progetti e bella musica!
Ci vediamo al Fistomba Social Park? Contatta Alessandro Conforti per conoscere tutti i dettagli: 3283489136, a.confortidilorenzo@gmail.com

incitement european summit ilaria cusano

Ilaria Cusano

 

Abbraccio spirituale, community ed entanglement

Conosci l’entanglement? E’ un infinito abbraccio spirituale

Tutti ne parlano; io ho deciso di usarlo in quanto magnifico abbraccio spirituale 🙂
Ho compreso veramente bene cos’è l’entanglement e il suo potenziale nello sviluppo della comunità il giorno dell’Epifania di quest’anno. Ero a Ollantaytambo, durante il mio secondo viaggio nel Perù Visionario Chakruna; stavo partecipando a una lezione di tecniche ipnotiche tenuta dal competentissimo Jacopo Tabanelli.

abbraccio spirituale entanglement

Prima di tutto, ecco la definizione scientifica:

L’entanglement quantistico, o correlazione quantistica, è un fenomeno quantistico, privo di analogo classico, per cui in determinate condizioni lo stato quantico di un sistema fisico non può essere descritto singolarmente, ma solo come sovrapposizione di più sistemi.

Questa connessione tra più sistemi, “cavalcata” col giusto grado di consapevolezza, focus e intento, si traduce in un meraviglioso abbraccio spirituale. Come? Così:

  1. Producendo dei cambiamenti di status in noi possiamo esercitare una stessa influenza su qualcun altro, se ce ne dà il permesso – una sorta di accesso, come quello in un account email o nel nostro corpo quando facciamo l’amore.
  2. Realizzando una transizione in un gruppo possiamo “spostare”, in tempo reale, quell’effetto anche in un altro gruppo (team, community o qualsiasi altro).
  3. Aprendo nuovi spazi da qualche parte, dentro o fuori di noi, possiamo sfruttare quell’apertura anche in territori diversi. Si genera una specie di passaggio segreto in più punti e possiamo attraversarlo contemporaneamente in più spazi/tempo.

Gestione team e community: il lato positivo della manipolazione

Anche questa scoperta ed esperienza devo al geniale Jacopo Tabanelli: il lato positivo della manipolazione.
Altro abbraccio spirituale, infine. Ora mi spiego.
Tutti noi, in verità, siamo abilissimi manipolatori. Lo facciamo di continuo, anche quando non ce ne accorgiamo. Come? Esercitando un’influenza sugli altri e sull’ambiente. Influenza che genera un campo magnetico, che a sua volta dà forma alla realtà.

abbraccio spirituale entanglement

Ripeto: solo noi scegliamo e decidiamo a cosa dare spazio e cosa creare nel nostro campo personale, liberamente e come preferiamo. E’ l’unica via possibile; nessun altro oltre noi ha il potere di creare la nostra vita.
Nessuno ha potere sulla creazione della realtà di qualcun altro, ma nessuno può esimersi dall’esercitare un’influenza.
Possiamo fingere di non farlo; possiamo non assumercene la responsabilità. Ma di certo lo facciamo perché come esseri umani funzioniamo così.

Allora, a un certo punto, mi sono detta

Usiamo questo entanglement e questa influenza per creare ciò che per noi è Il Bene!

E’ evidente che entriamo in una zona per forza di cose soggettiva: ognuno di noi ha una percezione e un’idea differente di cos’è Il Bene. Ma dobbiamo pur farcene carico, no? Tutti noi stiamo dando forma a ciò che riteniamo essere Il Bene. Facciamolo in grande stile allora!

E ho cominciato a “giocare” con l’entanglement. Considerandolo non una gabbia opprimente ma un abbraccio spirituale pieno d’amore 🙂 E’ un collegamento, è tutto che abbraccia tutto il resto.
Nel mio lavoro in Altrestrade ne ho affinato la percezione, esercitandomi a sentire il campo in sé e la mia presenza al suo interno.
In quello all’interno di Chakruna ne ho potenziato la carica energetica e mi sono alleggerita mentalmente. Avere nelle mani tanto potere mi faceva sentire emotivamente instabile, all’inizio.
Tramite il mio coinvolgimento in Incitement Italy ho trasformato costantemente questo potere in amore e Bene – nella mia forma soggettiva, che umilmente è l’unica possibile.
E, in tutto ciò, la mia vita privata fa sempre da filo rosso a tutti i processi, con le mille rivoluzioni che naturalmente ne conseguono.

abbraccio spirituale entanglement

Incitement European Summit e abbraccio spirituale

Con il coinvolgimento nell’Incitement European Summit, questo processo ha raggiunto la sua ennesima potenza. E’ un abbraccio spirituale totale: tutto si è rivelato per quel che è, cioè connesso a tutto il resto, e niente e nessuno ha più avuto via di scampo, me compresa.
Da cosa? Da noi stessi e dalla realtà.

Le maglie si sono strette al massimo, tutti noi “attori” coinvolti ci siamo trovati di fronte a ogni meccanismo e dinamica che l’entanglement fa immediatamente venire a galla e, giorno per giorno, ci stiamo trovando a guardare in faccia e gestire la realtà con totale onestà, trasparenza e… super efficacia! 😀
Chi accetta di doverlo e poterlo fare passa a “the next level” della propria identità, vita e appartenenza alla comunità; chi non lo accetta si brucia o taglia fuori da solo.
La dura legge della natura; come gli incendi, i terremoti e i maremoti. O ci stiamo dentro, li attraversiamo e ne usciamo più coscienti, saggi e forti, oppure soccombiamo.

La morte, d’altronde, è l’unica esperienza che ha il potere di insegnarci a vivere davvero.
Guardarla in faccia per lunghi anni mi ha reso la persona vitale, gioiosa e generosa che sono.
Penso sia importante parlarne perché è l’esperienza più profonda, arricchente e vitale che c’è. Il resto sono solo un mucchio di paure, pregiudizi e immaturità.
Rompiamo questo tabù e permettiamo(ci) di vivere al 100%, permettendoci di fare esperienza anche della morte. Prima di tutto di quella del nostro ego. Non a caso pure l’orgasmo viene detto “piccola morte” 😉

Ilaria Cusano

abbraccio spirituale entanglement

 

Festa della Liberazione… ma da cosa esattamente?

Per questa festa della liberazione, onoro il mio nonnino partigiano

Grandi doni a voi per onorare il mio nonnino partigiano 🙂

festa della liberazione2 persone alla volta potranno fare un percorso di Life Coaching personalizzato – servizio di lusso, su misura e strutturato sulle esigenze del singolo, investendo 300 euro invece che 600.
10 sessioni di 1h per trovare soluzioni concrete ai problemi specifici.

Ma andiamo per ordine…

Un sogno intenso, stanotte, mille sincronicità, dei cambiamenti profondissimi che stanno intervenendo nella struttura stessa della mia identità…
Da stamattina tutto sta prendendo forma in un modo nuovo…
Non so cosa e come, esattamente, ma osservo, ascolto, sono presente; e sento che c’è anche mio nonno qui con me 🙂

Quel nonno che è stato un esempio vivente di Liberazione

Quel nonno mai incontrato fisicamente, che però un giorno di tanti fa mi apparve in sogno, influenzando per sempre l’orientamento della mia vita. Proprio verso una liberazione, dalle catene interiori che mi ero posta, connettendomi a mia madre in un modo sbagliato.
Quel nonno che da quel giorno rimase ad aiutarmi regolarmente, come tanti altri che lo fanno, su vari livelli – liberandomi da grane, condizionamenti e illusioni.
Massima gratitudine 🙂

Quel nonno che era bello, generoso, appassionato e viaggiatore; libero da ogni pesantezza seppur pieno di responsabilità.
Che era marito e padre meraviglioso, a detta di tutti; e che nel mentre trovò il tempo e le energie per contribuire a liberare anche l’Italia, oltre che se stesso e i propri cari.

Quel nonno che lavorava nel cinema, che frequentava gli attori e i registi, che girava il mondo in un’epoca in cui pochissimi lo facevano – libero e liberato pure geograficamente e professionalmente: lui adorava il suo lavoro e i suoi colleghi 🙂
Quel nonno che aveva la mamma guaritrice di un’intera comunità – i cohousing vecchio stile a due passi dal Colosseo 😀 Anche lei liberava, eccome: da qualsiasi male!

Quel nonno che, già bambino, aveva incontrato la sua fiamma gemella – mia nonna – e che da grande la sposò e ci fece due figlie, tra cui mia madre. E liberarono tutti noi da ogni relazione di coppia diversa da quella tra fiamme gemelle – o, per lo meno, ci regalarono questa opportunità.
Quel nonno che ogni giorno è qui a ricordarmi che certe cose che a molti sembrano utopia esistono davvero, e che lui le ha vissute e me le ha lasciate in eredità, perché io potessi continuare a farle vivere, attraverso di me, anche agli altri.
Che così possono liberarsi, a loro volta 🙂

festa della liberazione

Per questa Festa della Liberazione ti onoro, nonno…

… continuando a offrire quella formazione che riconosco come la migliore risorsa che posso donare al mondo per vivere quelle esperienze che a me sono arrivate tramite te.

E proprio celebrando questa festa, a cui evidentemente tengo molto e dal profondo del cuore, vi ricordo che ci sono ben 10 percorsi di Life Coaching personalizzato a disposizione agevolatissimi – addirittura del 50%!
Con Letizia Scillia – che ora ti presenterò – e sempre nel clima di amichevolezza, concretezza e allegria che contraddistingue il Life Coaching Spirituale di noi Love’s Angels

… perché…

Se non sei spiritosa che spiritualità stai praticando?
E se il Paradiso non lo sai portare in Terra, perché mai sprecare tempo ed energie a immaginarne uno?

Letizia Scillia

letizia scillia love's angels

Si è formata con degli studi sull’educazione prima e sulla comunicazione poi.
Umanamente, ha diverse doti di natura: è seria ma anche terribilmente ironica, precisa ma anche capace di osare, romantica e sognatrice ma sempre strategica e coi piedi per terra.
A livello tecnico, come Life Coach Spirituale, è particolarmente talentuosa nel rapporto coi sogni e le sincronicità: nel viverli appieno, riconoscerli e seguirne le indicazioni per realizzarsi nella vita. Questo, unito alle straordinarie abilità nella pianificazione e strategia, la rende una risorsa davvero preziosa per agevolare il processo attraverso cui ci facciamo il dono di portare il mitico Paradiso proprio qui, nella nostra vita di tutti i giorni.

Per l’intero percorso avrai a disposizione Letizia, e tutte e due avrete a disposizione me – e non solo… Perché c’è sempre tutta la magia che l’inizio di una nuova relazione del genere ci regala meravigliandoci 🙂

Quindi un bel sorriso stampato in faccia qualsiasi cosa accada, tanta fede in testa, amore nel cuore e piedi per terra e… pronta a brillare?
Come?
Chiedimi una baby session di mezz’ora completamente gratuita!
Mandami una mail a ilaria.cusano@gmail.com; sarà mia cura servirti tutto su un piatto d’argento!
Ti metterò in contatto con Letizia, che sarà a tua disposizione per ascoltare la tua storia, la tappa del viaggio in cui ti trovi bloccata e il cambiamento che intendi realizzare con la nostra facilitazione.
Appurato che tu ti trovi bene con noi, e che Letizia si sente in grado di esserti d’aiuto con le sue competenze, organizziamo le 10 sessioni come preferite e si parte!

Se alla fine fosse vero che la morte non esiste?

Siamo a tua completa disposizione e con immenso piacere 🙂

Ilaria Cusano, Mercante d’Estasi
Connetto mondi e ti insegno a volare

 

Vita difficile aforismi

2° Peru’ Visionario con Chakruna: vita difficile

aforismi vita difficile peru' visionario chakrunaMolti pensano che, quando una persona parte due volte in un anno per un lungo viaggio lontano, sia fortunata, privilegiata, spensierata e dalla vita facile.
Niente di piu’ improbabile.
Me ne rendo conto sia dalle mie esperienze personali sia dagli incontri che faccio durante i miei numerosi viaggi: la nostra e’ piu’ una vita difficile che facile, non ho dubbi su questo.

Una cosa e’ vera, pero’: noi viaggiatori reagiamo con dignita’ e riservatezza, con forza interiore e fede, con umilta’ e coraggio. E questo trasforma le difficolta’ in momenti di luminoso risveglio.

Ecco alcune frasi che ho assaporato in questi primi due giorni in Peru’ con Chakruna, e che mi stanno aiutando a mantenere l’orientamento, anche quando tutto sembra andare solo a scatafascio.

Vita difficile? Quanto amore va aggiunto?

Tanto sei bella sempre e comunque

Cosi’ semplice e banale ma cosi’ potente, quando viene davvero dal cuore.
Quante volte perdiamo l’occasione di ricordarci reciprocamente cose del genere solo per stupide paure o inibizioni. Abituarci a dire e a sentirci dire simili amorevolezze puo’ cambiare radicalmente la vita, e la risposta alle difficolta’.

Stavo perdendo me stessa e non ho intenzione di farlo mai piu’

E’ un attimo. Dura un minuto a volte, ma in quel minuto cambia tutto; perche’ facciamo una promessa potente a noi stessi, e partiamo per un aforismi vita difficile peru' visionario chakrunaviaggio che ci permettera’ di sviluppare le capacita’ necessarie per mantenerla.
Condividere i frutti delle nostre crisi, cosi’ come l’attraversamento stesso con tutte le cadute e le difficolta’ che comporta, alimenta la coesione e la solidarieta’ – a patto che si sia realmente e concretamente in cammino per rialzarsi e superare gli ostacoli.

Stavolta la madre sono io

Decontestualizzata rende benissimo lo stesso.
Quanto puo’ cambiare la nostra prospettiva e la nostra capacita’ di reagire ai momenti di vita difficile la decisione di fare da madre a noi stessi?
Tantissimo.
Io lo so bene perche’ ho dovuto imparare da giovanissima a farmi da madre – e anche da padre, in verita’.
Poi per anni ho cercato genitori dovunque, ma contemporaneamente c’era un processo alchemico in corso: mi ispiravo ai migliori, imparavo a essere io per prima genitore di me stessa. E questo ha contribuito enormemente a rendermi la donna che sono oggi.
Tuttora ricordarmi che la madre sono io spesso mi salva: da partner sbagliati, da leader inaffidabili e dal recitare il ruolo piu’ degradante di tutti, quello della vittima.

Aforismi per affrontare una vita difficile

Gli aforismi mi hanno sempre aiutata: mi ricordano l’essenz
iale, mi facilitano il mantenimento del focus, mi semplificano l’orientamento interiore.
Amo quelli dei personaggi famosi, ma amo ancor piu’ cogliere frasi illuminanti dalle persone che incontro lungo il cammino.

aforismi vita difficile peru' visionario chakrunaAdoro viaggiare e danzare nella vita coi sensi massimamente allerta; soprattutto il fiuto, l’udito e il tatto.
Raccolgo perle preziose ogni giorno, dalle molteplici e multiformi relazioni che intrattengo.
Poi passo al vaglio, rielaboro e sintetizzo; ma gli aforismi che mi permettono di evolvere mi arrivano sempre dalle persone, dalle meravigliose anime con cui condivido le radiose avventure della mia vita.
Condisco il tutto con la polvere di stelle di cui e’ fatto il nostro corpo e col magico profumo della natura, ed ecco che una vita difficile (moooooolto difficile, a tratti!) si trasforma in una grandiosa opera d’arte 🙂
Lo possiamo fare tutti – e’ l’unica cosa che ricordo, stimolo e potenzio in ognuno dei miei percorsi di coaching.

Ilaria Cusano

 

Comfort zone in amore: come uscirne

Uscire dalla propria comfort zone è terrificante

uscire dalla propria comfort zone amoreQuando avevo 17 anni facevo parte di un gruppo, il massimo della comfort zone! Era un gruppo bello, bellissimo, sembrava di essere in un film di Muccino: tutti belli, intelligenti, brillanti, alla moda, ragazzi pieni di voglia di vivere e di concrete possibilità di ottenere tutto. Per di più ci volevamo anche un gran bene, eravamo quasi tutti appassionati di studio, arte e cultura e avevamo il privilegio di poter trascorrere tutti i pomeriggi e le sere che volevamo in una magnifica mansarda proprietà di uno di noi.
Anni da sogno, neanche a dirlo 🙂

Io avevo due grandi amici, in quel gruppo; erano una coppia, una volta, ma prima che io li conoscessi. Quando li conobbi io si erano lasciati da poco; rimanevano le rispettive prime volte l’uno per l’altra, ma si erano lasciati, erano rimasti affettuosi e legati ma non sembrava potessero tornare insieme.
Fatto sta che lui aveva idealizzato lei, al cento per cento – lui avrebbe idealizzato anche altre donne, in seguito, ma questa è un’altra storia, la sua storia.

La mia, invece, fu questa: a un certo punto, del tutto inaspettatamente, mi innamorai di lui – senza freni, senza rimedio e con una paura fottutissima di rovinare tutto: l’amicizia con lui, quella con lei, l’intero gruppo e la mia vita.
Parola d’ordine: tenere la bocca chiusa, assolutamente! Non se ne parlava di dirlo, a nessuno; anche perché erano proprio loro i miei migliori amici, a chi avrei dovuto dirlo?

Seguendo l’amore, naturalmente, cambiai idea: presi da parte lei, piangendo, e le confessai i miei sentimenti.
Lei, senza che me lo potessi mai aspettare, mi diede le sue benedizioni.
Poi presi lui, qualche giorno dopo (1?), e gli confidai che mi ero innamorata; all’inizio mi disse che non mi voleva bene in quel senso, ma dopo pochi giorni stavamo insieme.
E’ stata una storia d’amore meravigliosa, lunga ed estremamente ricca: eravamo stupendi e innamorati, amavamo la fotografia e viaggiare all’estero e abbiamo fatto tutto, tutto quello che di più stupendo si poteva immaginare in quegli anni, insieme.

Uscire dalla propria comfort zone è sorprendente

uscire dalla propria comfort zone amoreGià lo avevo vissuto a 17 anni, ma forse non fino in fondo, perché 7 anni dopo la vita me lo ripropose.
Amico caro che ci comincia a provare di brutto; era anche un collega stavolta, facevamo delle performance insieme, di danza (io) e spada indiana (lui) – di un romanticismo e una passione stratosferiche, naturalmente!
Io gioco ma non ci sto, per quattro mesi di seguito! Un supplizio, vista la mia sessualità traboccante 😀

Un giorno, durante una delle nostre prove, mi stufo: lo inchiodo al muro e, con una calma, una lucidità e una potenza che non sapevo di avere dentro, gli dissi

Guardami bene negli occhi: io voglio un uomo con cui passare tutta la vita e fare dei figli. Tu sei pronto a qualcosa del genere?

Nel giro di due giorni aveva lasciato la fidanzata – perché, ops, era pure fidanzato! e da anni – e aveva trovato un lavoro in cui guadagnava il doppio.
Venne da me e mi disse

L’ho lasciata e ho trovato un lavoro in cui guadagno il doppio. Sono pronto.

Alla faccia! pensai io 😀
Se avessi voluto usare questa strategia per togliermelo di torno – non era così – di sicuro non avrebbe funzionato un cazzo!
Vivemmo una storia intensissima, fatta di yoga insieme alle 4 del mattino, rituali sessuali di Tantra e performance romantiche.

Uscire dalla propria comfort zone: bisogna farlo sempre?

Non lo so; soprattutto in amore, l’impulso a uscire dalla propria zona di comfort sembra più la regola che l’eccezione.
Ma ci credi? Mi sta capitando di nuovo la stessa cosa! Ed esattamente nello stesso modo sorprendente, incredibile e romanticissimo di sempre 😀 Possibile?

Ora non posso raccontare le mie attuali vicende amorose; potrò farlo tranquillamente tra qualche anno, però, quando le acque si saranno calmate 😀 Intanto, se vuoi, puoi gustarti tutte quelle della prima decade leggendo il mio libro Da sempre e per sempre: un uomo e una donna, l’inizio di una società.
Ma ti posso dire questo: mi immagino una storia con uno, ci ricamo sopra per mesi in mille modi, e poi un giorno mi ritrovo folgorata da un altro, come un’adolescente!

uscire dalla propria comfort zone amoreStupore totale, rapimento mistico, desiderio come non ne provavo da una decade, almeno!
Colpo di fulmine, colpo in testa, fuori di testa – non lo so. Però è così: l’amore mi ha di nuovo lanciata da un burrone nel cielo, buttata in acqua in mare aperto, denudata nel bosco, al cospetto delle forze della natura che si impossessano di tutto il mio essere e lo governano.
Un solo messaggio, chiarissimo – tutto il resto è confusione pura: devi fare questo, questo e quest’altro, e arrivare lì. Punto.
Senza via di scampo, senza se e senza ma, impotenti e inermi di fronte a una forza trascendentale e misteriosa che ci fa capire che vince sempre lei, ed è meglio non opporsi affatto.

Che te lo dico a fare? Il Devi fare questo, questo e quest’altro per arrivare lì. Punto. è da pazzi, totalmente! Dire uscire dalla propria comfort zone è dire niente, al confronto!
Ce la farò, stavolta, ad avere il coraggio che ebbi in passato? Perché ogni volta sembra essere il livello successivo! E se il ricordo di come andò in precedenza mi rincuora, il terrore è sempre lo stesso, è atavico, non cambia mai, sta sempre acquattato lì a farmi temere che farò un casino, che lui mi rifiuterà, che sarà una delusione e tutti soffriremo.
Eppure, per ben due volte, in passato capitò proprio l’esatto contrario…

Questa è la vita, secondo me, soprattutto in amore: uscire dalla propria comfort zone è la prova suprema, quella che a me anche stavolta accade precisamente 7 anni dopo della precedente.
Sarà un caso?

Ilaria Cusano

Trovare il senso della vita

trovare il senso della vitaOgni tanto lo perdiamo, è naturale; anzi, a dire il vero, è già una cosa grandiosa se ogni tanto lo troviamo! 😀 Basta guardarci intorno per rendercene conto.
Io sarò in gamba, fortunata, abile o benedetta, ma con questo senso della vita sono a stretto contatto; più che altro, è una presenza concreta, a cui mi dedico da sempre, anche a causa di vere e proprie tragedie che mi è toccato attraversare lo cerco, ci presto attenzione, mi ricordo che è importante – sai, per questo gli avvenimenti tragici sono un ottimo memorandum!

In generale, ho capito poche cose; una di queste, però, è che bisogna seguire l’estasi e la passione, proprio come insegna Franco Santoro (consulente olistico e spirituale, autore e facilitatore) in questo magnifico ritiro a cui io stessa tra qualche giorno parteciperò, dal 2 al 7 luglio a Merizzo (Massa): Via benedetta della passione, training di guarigione astrosciamanica.

Passione e senso della vita

Questo punto mi è chiarissimo: non è dal dovere che accediamo al senso della vita, ma dal piacere.
Il piacere è l’unica chiave d’accesso anche verso il vero dovere.
Piacere fisico, psichico e spirituale; piacere in senso lato, non edonistico.

Dal piacere contattiamo la passione, la gioia di vivere, l’amore, e questa, per quel che ho avuto modo di vivere io, è la strada maestra per trovare il nostro senso della vita.
Perché ovviamente il senso della vita non è uno unico, oggettivo e uguale per tutti; ognuno di noi ha una via da percorrere, ed è esattamente per questa ragione che Franco Santoro parla di “guarigione”: perché spesso ci perdiamo dei
pezzi di anima, spesso ci rendiamo conto che la nostra identità è smembrata, incoerente, che ha le maglie troppo larghe perché ne possa uscir fuori qualcosa di solido, stabile e prezioso. E allora dobbiamo guarire proprio in senso sciamanico: dobbiamo rimettere insieme tutti i pezzi del nostro sé più profondo.
E’ proprio così che si ritrova il senso della vita: riunificando le varie parti smembrate della nostra anima e identità.

Il senso della vita ha moltissimo a chtrovare il senso della vitae fare con l’identità, e l’identità ha moltissimo a che fare con l’anima.
A me capita (mi sta capitando proprio in questo periodo) di non capire assolutamente niente di ciò che mi accade, di andare a spanne, di muovermi a intuito nel pieno buio; di attraversare dei processi di trasformazione talmente ampi, radicali e profondi che comprenderli e rintracciare una direzione è pura utopia.
Però so sempre chi sono; lo sento, anche quando non riesco a verbalizzarlo bene dentro di me è chiaro, come una sensazione fisica, un’impressione antica, un ricordo dorato impossibile da dimenticare.
Questo sentire è ciò che mi dà più stabilità in assoluto, nella vita – nel lavoro, nei sentimenti e in ogni altra sfera.

L’estasi mi indica il mio senso della vita

Questa sensazione si chiama estasi: il sentire che mi indica chi sono e quale strada devo seguire è identificato perfettamente dalla parola estasi.

L’estasi è spirituale e sessuale insieme, e come stato d’animo stabile può verificarsi solo ed esclusivamente quando la nostra anima è presente nel corpo e compatta.
Non solo: l’anima deve essere l’unico capitano della nave, per poter vivere in estasi.

Vivere in estasi è ciò che per me si avvicina di più all’aver trovato il senso della vita.

Non significa ridere sempre o essere costantemente felici; è più sottile.
L’estasi è un sorriso interiore, che ovviamente si manifesta anche fuori, certo, ma che dimora più che altro dentro, nel cuore di sicuro, ma prima ancora nella vagina.
Fa strano, lo so, però è così: se non hai un sorriso nella vagina, di sicuro non puoi averne uno vero nel cuore.

trovare il senso della vitaMa l’accesso all’estasi e al senso della vita non ha molto a che fare con le storie d’amore e il partner – così come il sorriso nel cuore e nella vagina non ha molto a che fare con queste cose: si tratta di noi, della nostra interiorità che non dipende da niente e da nessuno; si tratta di come decidiamo di reagire agli stimoli della vita, se scegliamo di abbracciarli e vederci del buono, o di rifiutarli e leggerli come delle sfighe – creiamo due realtà completamente diverse.

Non ho idea di cosa mi succederà durante il ritiro Via benedetta della passione, a luglio; eppure già lo sento arrivare, già mi viene un po’ spontaneo fare le cose quotidiane con distacco ed estraneità, come se fossi un po’ da un’altra parte, come se stessi per partire per un lungo viaggio – e sicuramente da un certo punto di vista è proprio così: sto per partire per un lungo viaggio.
D’altronde, è in questo modo che si trova il senso della vita – o quanto meno che si cerca: essendo sempre disponibili a partire per un lungo viaggio 🙂

Ilaria Cusano

 

Pensiero positivo: guida all’uso

Il pensiero positivo onesto: i problemi, le sofferenze e la debolezza esistono ed è saggio farsene carico

La scorsa settimana ho dovuto passare ben cinque giorni a letto senza fare niente; un’influenza terribile e fulminante mi ha colta all’improvviso ed ero talmente debole, dolorante e febbricitante che non solo ho dovuto annullare qualsiasi impegno e appuntamento per un’intera settimana, ma mi sono trovata costretta a tenere spenti anche smartphone e computer perché non ero oggettivamente in grado di gestire neppure messaggi, telefonate ed e-mail.
Ero ammalata di brutto, vicissitudine assolutamente umana di cui, se fossimo dei fanatici del pensiero positivo, non dovremmo neanche parlare! Argomenti come la malattia, la fragilità, la sofferenza e le limitazioni a cui la nostra natura ci sottomette sono dei veri e propri tabù, in certi ambienti, si sa.
Ma siccome io so bene che un tabù è un ottimo escamotage solo per far aumentare e crescere la paura e la debolezza  stesse, mi sono decisa a rompere questo schema per stimolare il pensiero positivo proprio a partire da ciò che gli sembra più estraneo e nemico: il pensiero negativo.

#1 Il vero pensiero positivo può nascere solo dall’accettazione amorevole della realtà

pensiero positivo 1Tante volte, negli anni, ho visto l’intento benefico di nutrire e condividere positività trasformarsi in un’abitudine pericolosa: quella di negare la realtà, di evaderne, di fingere che sia diversa e che noi siamo tutti invincibili, potentissimi e immortali.
L’intenzione di partenza è buona e la condivido appieno, col massimo dell’entusiasmo; il risultato invece è pessimo: alienazione, solitudine e totale perdita di lucidità, di potere e di capacità di realizzare cose concrete.

Facciamo chiarezza, quindi: noi siamo del tutto sottomessi a Madre Natura , sia come anime che hanno bisogno di un corpo fisico da lei regolato, per esistere e sperimentare la vita, sia come persone inserite in un ambiente con le sue dinamiche – le stagioni che ci sballottano esponendoci alle influenze, l’inquinamento che ci rende vulnerabilissimi, il cibo e l’acqua in circolazione, che a causa della pessima qualità minano il nostro sistema immunitario ogni santo giorno da anni, e via dicendo.

Tu dirai “Oh mio Dio, è una tragedia!”. Sì, da un certo punto di vista lo è, è vero, ma io ti dico anche che quando sono diventata pienamente cosciente di questo tragico dato di fatto ho iniziato a rimboccarmi seriamente le maniche e a comportarmi nel modo più solidale che io conosca, perché solo insieme supereremo queste difficoltà e costruiremo un mondo migliore di quello che abbiamo trovato arrivando.
Nel mio corso online sulla bellezza ci concentriamo a fondo su questo, per rivoluzionare l’approccio catastrofico e trarre il meglio dal periodo storico che stiamo vivendo.

#2 Il pensiero positivo ha senso solo affianco alle negatività

A questo ci serve saper attivare il pensiero positivo: ad affrontare i momenti negativi nel modo più costruttivo e fecondo possibile.

Nei giorni scorsi, mentre facevo la larva a letto terrorizzata da una condizione a cui non sono abituata, pensavo all’enorme quantità di anziani da cui tutti siamo circondati: un numero impressionante di persone tenute in vita da quantità allucinanti di medicine, che però a conti fatti, pur vivendo fino a ottanta, novanta o cento anni, vive malissimo, trascorre decenni nella malattia perenne, con delle ripercussioni impressionanti su se stessi, i propri cari e l’intero sistema sociale.
Questa è l’Italia oggi: migliaia e migliaia di giovani che continuano a emigrare, un numero molto minore di persone che, però, grazie al cielo almeno seguitano ad arrivare da fuori, e un fiume di anziani che sopravvive, sì, ma male e tristemente.

pensiero positivo Mi spaventa da morire, è ovvio: chi non è angosciato rendendosi conto di tutto questo? Solo uno psicopatico o qualcuno che non vuole decidersi a guardare in faccia la realtà.
Eppure, mentre mi crucciavo in queste ansiogene prese di coscienza, empaticamente vicina agli anziani da cinque giorni di malattia e qualche racconto degli amici, vedevo
l’amore incrollabile di mio marito che ha stravolto la sua settimana per prendersi cura di me dalla mattina alla sera,
i miei collaboratori che portavano avanti il lavoro permettendomi di continuare a ricevere entrate anche mentre ero impossibilitata a lavorare,
– tutte le mie clienti e colleghe che mi dimostravano massima comprensione, solidarietà e gentilezza, anche di fronte a situazione oggettivamente molto scomode (es. Letizia che aveva comprato un biglietto Lecce-Padova per fare una sessione di coaching con me e che si è trovata a dover disdire tutto con un solo giorno di anticipo).

Vedevo tutte queste persone così disponibili, amorevoli, pronte a lasciar correre, ad aiutare, a capire e a mandarmi auguri di pronta guarigione, e così ricordavo che
– il fatto che non avrò mai una pensione può non essere affatto un problema, con una comunità del genere intorno;
– debolezze e fragilità possono servire a rafforzare le nostre relazioni e a unirci sempre di più gli uni agli altri;
– e superando i momenti difficili insieme riscopriremo tutti l’umanità, la fiducia e vera e propria fede 🙂

… e se ti senti abbandonata e separata da tutti, di certo il mio percorso per sentirti meno sola ti può aiutare a passare al di là del ponte, dove ci sono amore, amicizia, supporto reciproco e vera solidarietà – ma tutto parte sempre da te, ricordatelo.

#3 Il pensiero positivo ha dei limiti, ma oltre quei limiti si può andare, se ci comportiamo come una comunità oltre che come individui

Non siamo affatto invincibili, anzi sono molte di più le volte in cui non riusciamo, falliamo o cadiamo, rispetto a quelle in cui vinciamo, riusciamo subito o abbiamo successo.
Non siamo sempre potentissimi: siamo pieni di limiti di ogni genere e portiamo a compimento ciò che ci prefiggiamo in modo sano solo nella misura in cui riconosciamo questi limiti, li accettiamo, ci dialoghiamo e sappiamo muoverci al loro interno.
Non siamo immortali, tutt’altro: il nostro tempo è limitato, le nostre giornate sono limitate, le nostre energie sono assolutamente esauribili e col nostro corpo e la nostra mente si possono fare solo alcune cose, non tutte quelle che immaginiamo o di cui ci illudiamo.
La natura umana funziona così; l’ambiente funziona così; la salute, l’economia e l’ecologia funzionano così. L’unica possibilità intelligente è ricordarselo e tenerlo ben presente, sempre.

pensiero positivo Ma c’è un fattore altrettanto reale, innegabile e portentoso: noi non siamo soli.
Più ci teniamo uniti agli altri, più coltiviamo le relazioni con qualità, presenza, autenticità, amore, fratellanza e fiducia nel prossimo, più scopriamo che un’invincibilità, una potenza eroica e un’immortalità effettivamente esistono, e risiedono nell’insieme, nell’essere un corpo unico in cui tutti i pezzetti sono collegati, respirano all’unisono, creano coordinati tra loro e mantengono la vita in equilibrio ogni giorno.
Ognuno a proprio modo, con le proprie risorse e possibilità, le proprie credenze, limitazioni, esigenze e paure, certo, ma finché restiamo uniti siamo una forza, anche nelle difficoltà 🙂
Nel percorso Come stimolare positivamente un team demotivato o stressato affrontiamo al massimo ognuno di questi passaggi.

Questo mi hanno ricordato i cinque terribili giorni di dolore, debolezza e malattia da cui sto lentamente uscendo:
anche nelle circostanze più tristi ci sono mille cose per cui essere grati ;
– più accettiamo la realtà per come la percepiamo veramente e più il miracolo della vita che si rigenera sa stupirci;
– ogni pensiero positivo che sorge dentro di noi mette radici e prende corpo nella misura in cui offre una risposta concreta ed efficace a una negatività, ed è messo sul piatto comune per un benessere sociale, unica precondizione essenziale perché possa sussistere anche un benessere individuale.
Tre chiavi da non perdere mai, quindi, per imparare a morire e poi risorgere, senza cicatrici ma anzi più illuminata e consapevole:

Apri il tuo cuore e vivi in un amore concreto, non astratto né ideale

Coltiva ogni giorno la tua intelligenza spirituale/sociale perché sarà l’unica facoltà che a lungo andare ti salverà

Vivi la tua vita in unione con gli altri, altrimenti ti assicuro che presto o tardi sarà un gran casino 😉

E se non ce la fai da sola, puoi sempre farti prendere per mano da me, per attraversare la tua impresa femminile – l’ho chiamata Viaggio dell’eroina!

Mille benedizioni,
Ilaria Cusano

 

Solidarietà – Blog Novel 51

Blog Novel 51ª puntata

solidarietà blog novel 51Dopo questa fase ci fu la pausa per il pranzo.
Era il 9 ottobre e, con grande sorpresa, la giornata che avrebbe potuto essere la più fredda tra tutte si stava per rivelare la più calda!
Il gruppo era in una meravigliosa radura nascosta su un lato di un sentiero, il sole era caldo e accogliente, c’era un magnifico panorama e si poteva godere anche dell’onore di ospitare una nuova partecipante, una donna che aveva bisogno di ispirazione e solidarietà perché stava vivendo un momento particolarmente difficile della sua vita.

Aiutare gli altri per aiutare noi stesse

Il giorno prima del seminario, Diana mi aveva telefonato chiedendomi se io potessi concedere a questa sua amica di partecipare da uditrice al nostro ultimo incontro; questa donna stava attraversando un periodo pieno di ostacoli, blocchi e sofferenze, e per di più non aveva niente da investire in un percorso per la propria auto-realizzazione e crescita personale.
Era povera, non di denaro, però, quasi sicuramente. E’ rarissimo, in realtà, che l’Italiana media non ne abbia abbastanza per poter partecipare a un seminario. La verità è che, per l’Italiana media, le cene fuori nei giorni di festa, le sedute mensili dall’estetista, le birre con le amiche e lo shopping tutti i mesi valgono molto di più di una formazione; e con tutta probabilità, quando si impara a rsolidarietà blog novel 51ifiutare di offrire solidarietà a questo genere di persone, si inizia a poterne donare a chi la merita e ne ha bisogno veramente.

Maria tendenzialmente si rifiuta di lavorare gratis; anche se nella mentalità comune, forse, nessuno lo immaginerebbe, in verità Maria fa così, perché ha u
na dignità e sa distinguere ciò che funziona da ciò che è contro-producente, non solo per se stessa ma anche per le sue clienti – se non dai non ricevi, se non investi non guadagni, sono leggi di natura .
Quella volta, però, Maria sentiva anche un altro profumo, un sapore in parte diverso, che più che altro le suggeriva che in quel modo poteva aiutare le donne del gruppo, non tanto quella che Diana chiedeva di far partecipare senza pagare, ma le cinque persone che invece meritavano quel regalo, per tutto ciò che avevano investito su se stesse e sulla propria realizzazione, fino ad arrivare a quel punto, fino alla fine del percorso formativo.

Il setting giusto per dare stimoli e lezioni di vita

Una mentore di professione deve continuamente impastare bene tutte le risorse, occasioni e opportunità che le si presentano davanti, per creare il setting giusto per dare stimoli e lezioni di vita.
Quel giorno si era presentata una circostanza in cui, effettivamente, le cinque donne potevano assistere a un esempio di solidarietà e generosità attive e concrete, e in fondo, cosa ben più importante per loro, anche a una nota strategia di auto-promozione: dire di sì a quella donna era pure un modo bello, utile e magnanimo per farsi conoscere, e le donne del gruppo avevano decisamente bisogno di imparare a utilizzare le forme più etiche e nobili del marketing!

In più, questa richiesta da parte della donnsolidarietà blog novel 51a in questione, a Maria appariva come un felice presagio, visto che avveniva proprio nel momento della conclusione del percorso formativo: lo leggeva come un messaggio di fiducia, fecondità e valore rispetto al sapere e all’esperienza che il gruppo aveva prodotto.
Perciò volle onorare tale oppor
tunità e alimentare ciò che vi scorgeva sotto, e così disse di sì a Diana.
La donna, tra l’altro, aveva mille remore a partecipare – timori, dubbi, difficoltà; eppure, alla fine, anche lei accettò il sostegno che le arrivava dall’esterno, nutrendo quel poco di speranza e di forza che erano rimaste vive dentro di lei. Non le sarebbero assolutamente bastate per dare una svolta alla propria vita – per farlo servono una motivazione e un’energia immense! – ma almeno si sarebbe ricaricata un po’ e avrebbe trascorso una piacevole giornata al di fuori della sua zona di comfort, che purtroppo era diventata una sorta di profondo buco nero.

Ilaria Cusano

 

Corsi di formazione: con un life coach eccellente preparati a una sfida – Blog Novel 47

Corsi di formazione: un life coach rischia l’impopolarità per scommettere sulle persone – Blog Novel 47ª puntata

life coach
Ph. by Vidiskribi

Dopo il seminario sulla cooperazione, Maria aveva lasciato trascorrere qualche giorno prima di farsi di nuovo viva con il gruppo, in modo che i vari moti attivatisi in quell’incontro, che era stato il più impegnativo e critico di tutti, si sedimentassero e rilassassero.
Quando sentì che era giunto il momento opportuno, Maria inviò a tutte le donne questa e-mail:

Care donne,
dopo il seminario di giovedì, sicuramente stimolata anche dal ciclo mestruale iniziato quello stesso giorno, ho fatto due sogni molto intensi e significativi proprio sull’integrazione del femminile!
Questi sogni mi hanno guidata nel ritrovare (o ricreare) la via del nostro percorso insieme, dopo il vostro deciso cambio di rotta di giovedì. Mi spiego meglio.

 

La mia responsabilità in questo processo consiste nel farvi esercitare nella concretizzazione, quindi il mio lavoro – non solo con voi ma con tutti coloro che mi pagano per farlo – prevede di bypassare tutti gli ostacoli interiori ed esteriori che si presentano sulla via, e di trovare continuamente una strada, un modo, una possibilità tramite cui far continuare alle persone l’allenamento, l’esercizio concreto delle proprie risorse e potenzialità.
Quindi, visto che avevate deciso di concretizzare una giornata insieme e che giovedì, in un modo o in un altro, vi siete tirate indietro, nella piena fiducia e consapevolezza del fatto che se è andata così era proprio questo il miglior modo in cui poteva andare, prendiamone atto e rimettiamoci in cammino!

 

Concretamente, il vostro compito per il 9 ottobre – non dovete mandarmelo prima ma dovete portarlo il 9, stavolta tutte quante, nessuna esclusa – è il seguente: preparare un piano d’azione individuale volto a far progredire un ramo specifico del vostro attuale lavoro nell’arco del prossimo mese, dal 10 ottobre al 9 novembre.
In particolare, per alcune di voi che si sono già assunte un impegno con l’associazione in cui io stessa lavoro – il che mette in moto una grande quantità di energia ma allo stesso tempo richiede una motivazione forte, che va coltivata giorno dopo giorno – il compito riguarderà proprio questo, onde promuovere al massimo le probabilità di successo delle loro iniziative, per il bene loro e dell’associazione stessa; sto parlando di Kore e Vestia.
Kore dovrà mettere a punto una strategia da portare avanti per un mese finalizzata a far decollare le sue

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Ph. by Vidiskribi

sedute individuali – il suo studio ormai è quasi perfetto quindi i tempi sono maturi. Vestia invece dovrà concentrare il suo lavoro sul laboratorio di fotografia creativa, che effettivamente è in programma per il 26 ottobre (prima della nostra scadenza), ma che se funzionerà molto bene oppure, se al contrario non si farà per carenza di iscrizioni, o pioggia e mancanza di un luogo chiuso, potrà essere riproposto anche il 16 novembre.
PS. Vestia, hai già due iscritti!

 

A tutte: questo io intendo per il focalizzarsi su un ramo specifico del proprio lavoro, ossia scegliere un’attività precisa e nutrire quella in modo sistematico e continuo, a proprio modo ma con intenzione e strategia.
Siamo donne e siamo creative, quindi concedetevi questa libertà e ampiezza: la vostra strategia deve consistere in un piano che non solo potete veramente portare avanti, ma che vi faccia bene, vi stimoli la gioia, l’entusiasmo, la voglia di vivere e la vitalità! È inutile che io mi prefigga di lavorare al computer tutti i giorni per quattro ore, se quello che in verità ho intenzione di fare è andare a camminare tutte le mattine! Ha più senso che il mio piano consista nel parlare del mio lavoro con almeno una delle persone che incontro camminando, una volta al giorno per un mese. È un ottimo esercizio e una promozione fantastica! E per di più anche gratuita! (Questo potrebbe essere utile per Vestia).
Allo stesso tempo (questo potrebbe riguardare Kore) mi prenderei in giro da sola se mi dessi l’esercizio di fissare un appuntamento al giorno con dei potenziali promotori delle mie attività se so che sono pigra e preferisco stare al tablet – tanto vale che io mi inventi un piano che passi attraverso l’uso del tablet!
In sostanza, partite sempre da chi siete veramente (nel bene e nel male) e mobilitate quello , ma con coscienza e strategia.

 

Io ho fatto degli esempi concreti di ciò che vi sto chiedendo di fare, prendendo come spunto le richieste specifiche che ho previsto per Vestia e Kore, ma quello che ho inteso e descritto vale per tutte.
Con le altre al momento non ho niente di personale in ballo, quindi obiettivamente non so a cosa vi stiate dedicando nella quotidianità, né ho degli interessi in comune, visto che non condividiamo alcun impegno. Se, quindi, avete dei dubbi su come decidere su cosa focalizzarvi, chiamatemi o scrivetemi, e io vi dirò se ciò a cui avete pensato effettivamente risponde a ciò che io vi sto chiedendo.
In allegato a questa e-mail troverete un file che vi faciliterà il compito; usatelo.
Se avete già fatto un piano – come potrebbe essere per Diana e Juno – e l’avete messo all’opera in modo sistematico, semplicemente mettete per iscritto la vostra strategia e il vostro programma di un mese: condividendolo lo rafforzerete, offrendo allo stesso tempo un ottimo esempio alle altre.

 

Il secondo compito invece è il seguente: scegliete una canzone da cantare nel gruppo. Una che già

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Ph. by Vidiskribi

conoscete o una nuova; ripassatela, imparatela bene e venite pronte per cantarla, col supporto di un cd o un mp3 se lo preferite, oppure a cappella, come vi pare.
L’importante è che sia una canzone che funziona bene per attivare il vostro spirito nell’intento del percorso che avete scelto! Vi deve stimolare positivamente, gasare, far sentire vive ed entusiaste di chi siete e del lavoro che avete scelto per voi.

 

Per essere leader di se stesse bisogna imparare a buttarsi, a rischiare sulla propria pelle , a metterci la faccia, a perderci la faccia (perché ogni tanto capita, è sicuro!) e a mantenersi comunque abbastanza vive e fiduciose da continuare giorno dopo giorno a puntare su di sé! A questo servirà la canzone.
Stavolta io vi sfido, perché è l’ultimo incontro e ci tengo: questi due compiti sono il requisito essenziale per partecipare al seminario sulla leadership condivisa; chi non ne fa anche uno soltanto non potrà partecipare all’ultimo seminario, quindi mi raccomando, attivatevi!

 

PS. Lo spirito non dev’essere quello della performance e del dover dimostrare qualcosa a qualcuno, che alcune di voi hanno mobilitato giovedì scorso; deve essere quello di giocare, divertirsi, recitare un personaggio e prendersi tanto alla leggera e allo stesso tempo tanto seriamente quanto fanno i bambini quando giocano – questo è essere leader nel proprio lavoro.

 

È tutto chiaro?
Rispondetemi per dirmi che avete ricevuto, per favore.
Un abbraccione e in bocca al lupo!
Maria

 

San Valentino, 4 cose che ho imparato – anzi, ricordato – in questo giorno

San Valentino rivoluzionario: impopolare ma ricchissimo

san-valentino-3Questo San Valentino, mentre tutti compravano coupon su Groupon e preparavano fantomatiche camere da letto, io ho fatto 3 cose:
– rileggere e correggere la parte dell’e-book che mi avevano commissionato e che dovevo consegnare entro sabato;
– lasciare mio marito;
– andare a vedere un’altra casa in cui trasferirmi, per prendere accordi e capire quando farlo.
Nota bene: il titolo dell’e-book di cui sopra è qualcosa come “Salvare il tuo matrimonio”!!!

Lieto fine

Prima che ti venga il patema d’animo, però (perché io lo so che tu un po’ di bene me lo vuoi), sappi che alla fine
– la consegna è stata puntuale e apprezzata;
– mio marito mi ha stupita con effetti speciali e alla fine ci ho ripensato e non l’ho lasciato più,
– ragion per cui anche la casa è rimasta la stessa; se ci vuoi venire a trovare siamo qua 😀

Ma passiamo al succo della questione – perché anche se mi vuoi bene di certo non segui questo blog per sapere i miei fatti amorosi.
Questo San Valentino, sebbene attraverso un’esperienza intensa e scombussolante, mi ha insegnato (anzi, ricordato) alcune cose fondamentali sull’amore. Cose che ci tengo tantissimo a condividere anche con te, per dar loro un senso più grande, per mostrarti come fare a farti commissionare un e-book che si intitola qualcosa come “Salvare il tuo matrimonio” 😀 e per un altro motivo che capirai nel prossimo paragrafo.

Le mie 4 perle sull’amore

Non è vero che l’altro è sempre specchio di noi stesse…

… e solo quando ci liberiamo di questo narcisismo tale per cui non vediamo altri che noi stesse, iniziamo a percepire e conoscere anche l’altro.
Se vuoi approfondire l’argomento leggiti pure questo articolo, che ho pubblicato l’anno scorso su Spiritual.

Non si può lasciare qualcuno se non otteniamo da lui ciò che vogliamo e di cui abbiamo bisogno…

san-valentino-1… perché i partner non sono magliette, o software, che quando non soddisfano più le nostre aspettative e i nostri desideri, prima cerchiamo di aggiustarli, e poi se non va ce ne liberiamo. Come ci siamo sentite quando l’hanno fatto con noi? Come ci sentiremmo, oggi, se qualcuno ci trattasse così?
Io ho scelto un’altra via per l’amore: quella dell’amore incondizionato, di un sentimento puro e innocente, senza aspettative, opportunismi (neppure psicologici) né convenienze: a casa nostra si resta insieme perché ci si ama, pur non avendo nessuno bisogno di prendere (né di dare) assolutamente niente, ma per la semplice quanto profonda e umana gioia di condividere la propria strada con l’altro.

Condannarsi alla solitudine a vita è triste e porta solo a soffrire.

Ama te stessa, ama te stessa, ama te stessa – per carità: vero. Però a me sembra di esser circondata di un mondo di persone che non sanno fare altro che amare solo se stesse!
Qual è il limite, in questa storia?
Perché, come ci ha insegnato con angoscia e perfezione il mitico film “Into the wild”, se tu ti ami all’infinito ma vivi sempre sola, la tua vita è tanto triste e tu sarai infelice di sicuro – e non perché i tuoi bisogni non saranno soddisfatti dal principe azzurro, ma perché avrai mancato l’esperienza più significativa che prende forma nella vita umana: la condivisione.
Quindi io, invece che “Ama te stessa”, ti direi “Nella misura in cui impari ad amare te stessa, contemporaneamente impara a restituire la medesima quantità e qualità di amore anche agli altri; così sarai un essere umano pienamente realizzato e ti potrai godere la vita e le delizie dell’amore”.

I legami duraturi non si basano affatto sul sesso…

… come ci ripetono da decenni orde di donne single, sovrappeso, nevrasteniche e arrabbiatissime 😀
Il sesso, così come tutte le altre forme di connessione, comunicazione e unione che ci sono tra due anime in una relazione, è destinato a evolversi, arricchirsi, ampliarsi e approfondirsi; diversamente, si resta fermi allo stadio animale, e nessun essere umano è condannato a questo.
Io non l’avrei mai detto, ma mi sono fatta addirittura un lunghissimo periodo di meravigliosa astinenza, pensa un po’. Però da lì è nato un mio corso che oggi sta aiutando tante donne a viversi al meglio un passaggio che ha in sé tante potenzialità spirituali – i pubblicitari non te lo diranno mai, ovvio, perché col san-valentino-2sesso ti ci devono infatuare, manipolare e vendere prodotti, ma i matrimoni (soprattutto i Matrimoni Sacri) sono un’altra cosa, eh, non ci confondiamo 😉

PS. Ringrazio di cuore e pubblicamente Cristina Landi, Angelo Mussoni, Loris Frigo, Elisa Cappai e Francesca Pansadoro: ognuno di voi, in una giornata tristissima e devastante, mi ha fatta sentire supportata, coccolata e incredibilmente amata 🙂

PPS. Nella tragedia, ho partorito anche questa bella newsletter – a conferma di un fatto che ho imparato benissimo, negli anni in cui mi divertivo a fare l’artista bohemienne: la sofferenza, se presa dal verso giusto, si può trasformare in ispirazione!

Ilaria Cusano