Life Coaching Spirituale per bambini

Life Coaching Spirituale per genitori

Immaginare un Life Coaching Spirituale per bambini è già sbagliato di per sé. Bisognerebbe concentrarsi sul Life Coaching Spirituale per i genitori. Onde evitare di ripetere lo stesso errore già fatto con psicologia e meditazione.
Il bandolo della matassa è da ricercare sempre nei genitori: il problema nasce da loro, mai dai figli.

life coaching spirituale bambini

Credo che tante persone si trovino a fare dei figli perché, per sviluppare questo preciso lato di sé, devono necessariamente passare attraverso tale esperienza; altrimenti non riescono a maturare in questa dimensione della propria identità.
Non per tutti è così. Ho conosciuto e conosco moltissime persone che, come me, hanno saputo diventare madri e padri senza dover per forza generare figli sangue del loro sangue.

Non siamo tutti così tribali da questo punto di vista; e la vita dà a ognuno ciò di cui ha bisogno.
Dalla posizione in cui mi trovo io stessa e molti miei amici, in ogni caso, una cosa è certa: c’è più freddezza e distacco rispetto a certe questioni. Un’empatia e una comprensione che, con un minor coinvolgimento emotivo, ci consentono di vedere certe dinamiche con maggiore obiettività di quella della maggior parte dei genitori biologici.

Genitori biologici

Chiaramente è vero anche il contrario: solo chi ha fatto e cresciuto dei figli, o chi li ha adottati ed educati fino all’età adulta, può capire certe cose. Cose che, per tutti noi che non abbiamo vissuto questa esperienza, oggettivamente restano inaccessibili.
Conosciamo, però, questa parte della storia fin troppo bene: la sentiamo costantemente, fino alla nausea!
Ma è solo metà della storia…

L’altra metà è questa: il legame di sangue e quello basato sull’adozione implicano delle connessioni estremamente viscerali.

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Con questo genere di rapporto, alcune forme di conoscenza reciproca, condivisione e comprensione sono facilitate, ma molte altre sono rese ben più difficili. A questo servono i corsi online rivolti alle mogli e alle madri, per esempio: ad agevolare una comunicazione che, ahimé, spesso assume le sembianze di un’impresa epica! Altro esempio: le mie collaborazioni col Servizio Tutela Minori dei Servizi Sociali prevedevano degli interventi di lunghissima durata.

Parenti serpenti

Le dinamiche interne alle famiglie sono assurdamente ostiche. Quando si ha a che fare con la genealogia, la storia familiare, le questioni irrisolte su coppie, antenati, sogni infranti e tutto il bagaglio delle origini, ogni esperienza trasformativa diventa pesante, lunga e delicata.
Le stesse identiche questioni, invece, nell’ambito di una relazione senza legami di sangue e alberi genealogici, si affrontano e risolvono in un decimo del tempo, con moltissime meno energie e anche più allegramente.

Nella mia esperienza come sociologa e formatrice, personalmente, le due categorie che penso ostacolino di più lo sviluppo sociale sono genitori e insegnanti di scuola.
Sono davvero troppi, in Italia, quelli arroccati su rigide quanto insicure posizioni, chiusi a qualsiasi opportunità di contaminazione e crescita positive. La presunzione dietro cui si barricano, onestamente, mi turba e preoccupa.

life coaching spirituale bambini

Madri e padri spirituali

Il mio invito è il migliore che posso fare dal ruolo sociale in cui mi trovo.
Da Life Coach Spirituale consiglio questo: esercitarsi a diventare dei genitori più spirituali e meno viscerali.

Come?

  1. Allenando la mente a osservare la propria famiglia da fuori, come parte di famiglie più grandi: la classe sociale, la comunità di un certo territorio, una nazione, un continente, fino all’umanità intera.
  2. Aiutandosi con degli strumenti formativi utili e concreti, come il mio audio-corso sull’economia, che è anzitutto “legge della casa”: Ricchezza Vera. Dona la percezione di un sistema più ampio, che trascende le quattro mura in cui fin troppo spesso ci si limita a concepirsi.
  3. In caso di vere e proprie difficoltà in questo ambito, che generano sempre degli intoppi anche a livello di senso di appartenza più in generale, prendere in considerazione la possibilità di andare in profondità nel cambiamento delle relazioni familiari. Nel nostro team, Alessandra Valzania conduce due percorsi formativi all’interno della sezione Love in Family; io per prima ho fatto tante di queste esperienze, per portare nelle mie famiglie una convivenza pacifica, durevole e stabile.

Un confronto con mia madre

Una questione emersa più volte nel confronto con mia madre, a questo punto, può essere utile.
Lei è madre di noi tre figli: mio fratello Carlo che ha vent’anni, mia sorella Viola che ne ha 29 e io che ne ho 35.
Da un lato, i miei genitori e soprattutto mia madre hanno teso soprattutto a tenerci legati a loro: abitare vicini, sentirci e vederci spesso, creare altri collegamenti economici e professionali tra noi figli e la famiglia allargata. Dall’altro lato, come prima figlia hanno generato me, che tendo nella direzione diametralmente opposta; sembro più Danese o Americana, da questo punto di vista.
Mia sorella e mio fratello, quindi, si sono sempre trovati tra due fuochi: dei genitori che li pressavano per tenerli vicini a sé e una sorella maggiore che li spingeva nella direzione contraria.

life coaching spirituale bambini

Comprendo benissimo la posizione di mia madre perché è la stessa identica in cui mi trovo come partner e amica: starei sempre fisicamente attaccata a tutte le persone che amo, in un’asfissiante simbiosi che mi viene fin troppo facile 😀
A livello educativo, però, questo atteggiamento fa più male che bene: impedisce lo sviluppo e la crescita, invece di agevolarli.

Ilaria Cusano

 

Perchè ho lasciato Incitement Italy

Lascio Incitement, ecco perché

Avevo scritto un bella lettera di gratitudine per tutta la community; l’avevo pubblicata sul blog di Incitement Italy. Mi sembrava il massimo per salutare con dei ringraziamenti pubblici le persone da cui ho imparato di più, nel corso di questa collaborazione.
Censurata nell’arco di poche ore. Le solite oscure ragioni.

Poi ho capito: era importante che io arrivassi a questo.

perchè lascio incitement italy

Rispondo alle richieste di molti che mi chiedono: pubblico la lettera inviata a Diletta Marabini, co-fondatrice del movimento in Italia insieme a Lorenzo Olivieri.

Quando devo scegliere tra il bene della comunità e quello dei leader, scelgo sempre il primo. Tutto il mio lavoro punta a far sì che non si debba mai scegliere tra i due, visto che il bene è uno e uno solo. Ma se devo scegliere, vuol dire che bisogna stare dalla parte della comunità.

Lettera a una leader che vuole crescere

Cara Dile,
un po’ per piacere e un po’ per responsabilità, ci tengo a salutare Incitement Italy comunicando la parte del mio feedback più utile e preziosa per un saggio e fruttuoso proseguimento dei lavori.
Partirò da quello che, per esperienza e analisi personali, a mio avviso funziona bene e va mantenuto/potenziato.
Poi metterò in luce anche le criticità, zone oscure a cui, per il bene collettivo, è il caso di prestare massima attenzione e cura.

Punti forti di Incitement Italy

L’aspetto innovativo e l’identità ci sono e arrivano: Incitement Italy si situa benissimo tra il territorio della motivazione e quello della formazione, dando l’input giusto a tutti quei creativi oggettivamente abituati a guardare le stelle e girarsi i pollici, ma di fatto geniali e ricchi di potenziale.

Credi in te stesso e nel tuo sogno, torna sul pianeta Terra, inizia a muovere il culo e vedrai che piacerà a te e al mondo!

E’ il messaggio perfetto da mandare in onda per questa fascia di persone, nel contesto italiano di questi anni, e Incitement Italy secondo me lo fa e in un modo efficace.

Di fatto, molte persone, me compresa, fanno il famoso salto verso il proprio personale paradiso anche grazie al transito dentro l’incubatore sociale che è Incitement Italy.
Il salto, mi par di capire, avviene per tutti nel momento in cui si esce da Incitement Italy; ma d’altronde anche il corpo della mamma, che è la più straordinaria incubatrice esistente al mondo, arriva fino a un certo punto, e la vera vita inizia dopo averla lasciata.

incitement italy

Anche per la gestione interna del Dream Team, della community e del movimento stesso con tutte le sue attività, ci sono delle idee brillanti in circolazione, ma poi – e questa è la 1ª criticità

  1. non ci sono, da parte degli attori fondamentali, le competenze necessarie (hard skills e soft skills) per realizzarle;
  2. non c’è coscienza di questa enorme lacuna, dunque nessuno fa niente di serio per colmarla.

Criticità di Incitement Italy

Ci sono tante capacità di marketing, ma poche a livello di vera e propria relazione e comunicazione.

Ci sono l’attenzione e la cura verso la produzione di un servizio di qualità che però, ahimè, non riesce (ne può) diventare vero Servizio perché non ci sono l’investimento di energie e la formazione necessari per transitare dall’aggregazione selvaggia e casuale al vero team building e fare comunità.

E a chi invece queste competenze le ha (come me), a lungo andare, i discorsi, le promesse e i sogni blaterati al vento, purtroppo, prendono il sapore amaro degli illusionismi, della millanteria e, in ultimo, della menzogna trattata ad arte.
Mi rendo conto del fatto che, forse, non c’è intenzionalità in questo senso; ma vi devo evidenziare ciò che accade perché, tra l’altro, è un problema strutturale che si genera proprio al livello della leadership.

 

E’ una responsabilità di Lorenzo e tua, e siccome Lorenzo non ha la forza interiore necessaria per assumersela dentro di sé (figuriamoci fuori), mi auguro di cuore che possa porti tu a guida di questa sfera. Secondo me tu puoi e devi farlo; tu quella forza interiore ce l’hai e le competenze si acquisiscono – abbiamo tutta la vita per imparare.

perchè lascio incitement italy

A questo proposito mi permetto di suggerirti delle letture e/o dei corsi su

  • facilitazione della comunicazione secondo il metodo del consenso (vedi i libri di Beatrice Briggs e qualcosa su Process Work and Deep Democracy – es. https://artedelprocesso.com/);
  • leadership femminile;
  • comunicazione non violenta di Marshall B. Rosenberg – il libro Le parole sono finestre [oppure muri] è super super super istruttivo!
  • come prendere le decisioni insieme.

Se vuoi, anche tanta della formazione che io stessa erogo, condotta da me o in particolare da una mia collaboratrici di nome Alessandra Valzania, verte su questi temi. Sarei onorata di potermi rendere utile, seppur indirettamente, in questo senso.

2 motivi personali per cui lascio Incitement Italy

Concludo con la condivisione di 2 motivi personali per cui ho valutato di lasciare Incitement Italy, per muovermi verso un altro network che risponde meglio ai miei bisogni, desideri e obiettivi.

1. Per me è fondamentale poter offrire un lavoro dignitoso e remunerato (possibilmente anche in modo lauto!) alle persone che mi “coltivo” e “cresco”.
Dopo averle ispirate, formate e connesse nel terreno fertile del network, mi vivevo con immensa frustrazione il fatto di non poterle coinvolgere in una vera e propria attività imprenditoriale, che permetta la realizzazione ultima e la libertà finanziaria e tout-court.

2. Disapprovo totalmente la gestione politica di Incitement. Mi sono indignata quando, tramite Cristian Fontanelli, quest’estate ho scoperto come ai vertici si è passarti arbitrariamente da un’attività a un’altra, completamente diversa, senza informare e includere adeguatamente la community di tutto il mondo.

Ho goduto quando ho saputo che 40 paesi su 43 avevano boicottato i leader per questo, e sono rimasta basita e nuovamente disgustata di fronte al fatto che loro prima hanno fatto orecchie da mercanti in merito e poi hanno fatto passare in sordina la questione – lo trovo vergognoso e anche poco intelligente, oltre che evidentemente immaturo dal punto di vista della leadership stessa.

 

Ultima cosa: sono tante le persone che mi stanno chiedendo perché ho lasciato e se è il caso di proporre delle opportunità a Incitement Italy. Persone interne e persone esterne.

Sto per dire una cosa per me ovvia, ma in questi due anni ho definitivamente imparato che nulla lo è, quindi la esplicito: ho detto e continuerò a dire sempre e solo la verità. Per questo ho deciso di rendere questa lettera pubblica tramite un articolo nel mio blog. Amo la trasparenza e finalmente posso di nuovo praticarla al cento per cento.
Che sia per tutti il giusto stimolo necessario per evolversi verso il successivo livello di sviluppo.

Con immenso amore e gratitudine,
Ilaria

perchè lascio incitement italy

Come curare l’ansia e sconfiggerla per sempre

Problemi di ansia

Cosa fare quando l’ansia si presenta nel bel mezzo della notte, svegliandoci di prima mattina oppure durante un qualsiasi momento della giornata quando proprio non ce l’aspettamo?
La sensazione, spesso, è quella di trovarci senza controllo, con l’incapacità di comprendere la causa e il motivo reale per cui si sta sperimentando questo stato d’animo.

come-curare-ansia-sconfiggerla

La reazione più comune è quella di rifiutare la situazione: allontanarci dalle nostre emozioni, scappare. Cerchiamo di fuggire da questo stato sgradevole, insomma, cercando una distrazione qualsiasi (televisione, Facebook, alcool, etc.), o addirittura facendo uso di farmaci.
Ma la verità è che queste non sono soluzioni.

Al contrario, questo comportamento non fa che rimandare il problema, con la differenza che più il tempo passa e più si presenterà ingrandito!

L’ansia, in realtà, può essere una grande alleata

Questa emozione sta sempre cercando di comunicarci qualcosa di importante.
Possiamo abbracciare un modo alternativo di viverla, imparando a gestirla; il primo passo è l’osservazione.

Quando sentiamo che l’ansia ci colpisce, la prima cosa da fare è permetterci di fermarci: guardala così com’è, senza giudicarla; fare attenzione a quello che percepiamo a livello fisico ed emozionale.
Per esempio,

  • in quale parte del corpo senti i segnali?
  • Quali sintomi fisici ti procura? Tachicardia, fiato corto, mal di pancia, mal di testa – cosa?
  • Quali altre emozioni ti invadono? Paura, insicurezza, tristezza, o altre?

A questo punto puoi iniziare ad accettarla. Puoi scegliere di accoglierla perché, se al contrario opponi resistenza facendo attrito, perdurerà nel tempo. Accettandola, invece, le permettiamo di fluire e velocizziamo il processo di superamento.

Respira

Spesso, quando siamo in preda all’ansia tendiamo a respirare velocemente e di petto.
Prova a portare l’attenzione sul respiro, invece.
Inizia a respirare con calma e di pancia: io, quando lo faccio, ritorno immediatamente presente a me stessa nel qui e ora, prendo maggiore contatto con  il corpo e tolgo energia ai pensieri più tragici e negativi.
Allora riesco a guardare l’ansia da un’altra prospettiva, come un’amica che ha qualcosa di importante da dirmi; ha un messaggio che forse ho sempre evitato di vedere o sentire.

come-curare-ansia-sconfiggerla

Nonostante questi sintomi fastidiosi, l’ansia può portare molta luce nella vita, aiutandoci a prendere maggiore consapevolezza del fatto che non stiamo usando tutto il nostro potenziale e non stiamo realizzando tutti i nostri obiettivi.

Solitamente, quando ci troviamo di fronte a un problema in cui si genera ansia, la tendenza è quella di focalizzarci principalmente sul problema stesso.
In questo modo, però, non facciamo che alimentarlo con la nostra attenzione ed energia.
Per evitare di nutrire inconsapevolmente una situazione difficile, la cosa migliore e anche la più semplice è domandarci cosa possiamo fare per risolvere il problema.
Così spostiamo subito l’attenzione dal problema alla soluzione, che è la cosa principale.

L’ansia, in questo, può rivelarsi un grande aiuto: arriva per ricordarci che possiamo avere fiducia, perché succede sempre quello che è meglio per noi e la nostra evoluzione; che i problemi, in realtà, sono delle opportunità e che noi possiamo trasformare il nostro atteggiamento verso di essi.
L’ansia porta luce, ci aiuta  a riconoscere un dato di fatto: possiamo cambiare direzione e possiamo sempre fare di meglio.

Emanuela Viara – Life Coach Spirituale

Voltare pagina nella vita, di Emanuela Viara

Come voltare pagina

Prima o poi, nella vita, capita a tutti di dover voltare pagina. Solitamente inizia con il dover attraversare una situazione difficile, un momento buio: un partner che ti lascia, la perdita del lavoro, un portafoglio rubato.

voltare pagina nella vita

La reazione più comune consiste nel provare emozioni di sconforto, tristezza, abbandono, disperazione, rabbia. Il mondo sembra caderti addosso e ti domandi

Perché capita sempre a me?

Contemporaneamente, punti i piedi a terra e pensi

No, non doveva andare così!

Ovviamente non c’è molto da fare per cambiare la situazione; puoi lamentarti di come sono andate le cose e aspettare che il tempo rimetta tutto a posto ma… c’è di meglio, te lo assicuro 🙂

Ti confido, infatti, di avere reagito io stessa in questo modo per molto tempo. I risultati, però, erano sempre gli stessi, ed erano anche abbastanza deprimenti. Certo, i momenti felici non sono mai mancati, ma era l’approccio di base che sbagliavo.
Tendiamo a comportarci come delle mosche: continuano a sbattere contro lo stesso vetro più e più volte. In alcune di queste, però, la vita ci riserva degli schiaffoni talmente forti da farci aprire un po’ di più gli occhi.
È stato in un momento come questo che anch’io ho smesso di sbattere contro il solito vetro e ho cercato una via di uscita alternativa.

Veniamo al punto: come si può voltare pagina nella vita?

Anzitutto, diamo per scontato che si può sempre voltare pagina.
In secondo luogo, ci tengo a sottolineare che per ottenere un cambiamento, bisogna volerlo dal profondo di sé, fino alle ossa.

All’inizio è importante avere pazienza e vivere le emozioni che emergono. Alcune sono terribili, ma scappare serve solo a rimandare il problema, che senza dubbio si ripresenta triplicato in un secondo momento.
Mettersi in una condizione di presenza alle emozioni, guardarle per quello che sono senza giudicarle, è fondamentale.
In questa prima fase non bisogna correre; ci si deve permettersi di elaborare l’accaduto e, nel caso in cui non sia successo niente di particolare, chiarirsi le idee.
Definire cosa non ci piace della nostra vita, come vogliamo cambiarla. Più ci guardiamo in profondità e meglio è.

A questo punto ci sono due strade.

voltare pagina nella vita

La prima è quella più conosciuta: ci lamentiamo, non accettiamo la situazione, proviamo un continuo stato di sofferenza e ci aspettiamo in modo passivo che la vita sia più buona, sperando che ci faccia incontrare il partner o il lavoro che finalmente ci renderanno felici.

La seconda strada, invece, consiste nel porci in un atteggiamento più attivo, in cui facciamo spazio alla consapevolezza e alla responsabilità del nostro potere interiore, della capacità che tutti abbiamo di affrontare la vita.
Possiamo assumere un atteggiamento di fiducia verso l’esistenza. Possiamo pensare

Se l’esistenza mi ha posto di fronte a questa situazione forse è perché era il meglio che potesse accadermi, semplicemente non me ne rendo conto.
Se è andata così poco male, posso prendere un’altra direzione.

Einstein diceva

Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose.

In questo modo è più facile accettare l’accaduto, lasciarlo andare e cominciare a vivere la situazione presente senza lamentarci troppo.

Questa è un’ottima opportunità di trasformazione!

Spesso rimaniamo legati a vecchie abitudini e modi di essere, ma quanto è utile, talvolta, lasciar andare alcune parti di noi, stupire noi stessi e permettere a nuovi aspetti di esprimersi!

Un ingrediente per catalizzare il cambiamento, ma che consiglio di applicare in ogni caso, è vivere la gratitudine: riuscire a essere grati proprio in un periodo in cui le cose prendono una brutta piega, è uno dei regali più grandi che ci possiamo fare. È gratis e richiede uno sforzo minimo.
Ricordarci di essere grati di qualsiasi cosa ci venga in mente, anche la più banale (anche se a mio avviso non c’è mai niente di banale per esserlo), almeno una volta al giorno: innesca dei cambiamenti interiori ed esteriori incredibili!

Identificato l’obiettivo che vuoi raggiungere, sentendo dal profondo questa esigenza, è importante muoverti in questa direzione senza troppe distrazioni. Può rivelarsi utile leggere libri, frequentare corsi o perché no? fare un percorso di coaching per integrare quegli aspetti che ancora mancano per raggiungere lo scopo che desideri.

Lo scoglio è iniziare questo processo, ma con disciplina e forza di volontà i risultati non tardano ad arrivare.
Buon cambiamento!

voltare pagina nella vita

Emanuela Viara, Scuola di Life Coaching Spirituale

Crescita personale: le migliori risorse

Le migliori risorse per la tua crescita personale

Ho sempre adorato le favole, quelle di gioco e di potere, fantastiche e di risveglio.

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C’era una volta un ragazzo cui non piaceva il buio.
Amava lanterne e lampade, torce e candele, fiammate e fasci di luce.
Ma non amava il buio, cioè la Notte. Non amava per niente gli interruttori della luce, perché gli interruttori spegnevano le luci gialle, quelle verdi e quelle bianche, le luci dell’ingresso, le luci di tutta la casa. Non avrebbe voluto per nessuna ragione toccare l’interruttore. E non sarebbe mai andato a giocare fuori, al buio.

 

Una notte, il ragazzo si aggirava tutto solo per la casa.
Mio Dio, che splendore di luci! Sembrava che la casa fosse in fiamme!
Tutto a un tratto sentì un tocco alla finestra.

 

Una ragazza stava là in piedi in mezzo alle luci bianche, le luci brillanti, le luci dell’ingresso, le luci piccole, le luci gialle, le luci calde.
Il mio nome è Oscuro – disse. Aveva i capelli scuri, gli occhi scuri, e indossava un vestito scuro e scarpe scure.
Ma il suo viso era bianco come la luna.

 

Tu sei triste e solo – disse. Ti presenterò alla Notte e diventerete amici.
E spense una luce del portico.

 

Lo vedi – gli disse – Non si è spenta la luce.
No! Semplicemente si è accesa la Notte. Tu puoi accendere e spegnere la Notte, proprio come puoi accendere e spegnere la luce.
E con Io stesso interruttore! Quando tu accendi la Notte, accendi anche i grilli!

E accendi le rane. E accendi le stelle! Chi può sentire i grilli e le rane con le luci accese? Nessuno. Chi può vedere le stelle e la luna con le luci accese?

Nessuno. Capisci che cosa stavi perdendo? Hai mai pensato di accendere i grilli e le rane? Hai mai pensato di accendere le stelle e l’immensa luna?

No – disse il ragazzo.

Bene, prova! – disse Oscuro.

 

E così fecero. Andarono su e giù per le scale per accendere la Notte.

Per accendere l’oscurità. Per far vivere la Notte in ogni stanza.
In quel momento il ragazzo fu davvero felice.

Questa delicata favola per ragazzi mostra quanto è straordinariamente semplice oltrepassare i confini delle nostre paure, e delle sofferenze che ne sono il frutto.
Così vediamo fiorire, passo dopo passo, interruttore dopo interruttore, un’inattesa dimensione, uno scenario nuovo e sconosciuto, senza pregiudizio e sicuramente portatore di infinite possibilità.

Certo, la teoria si muove con estrema rapidità fino alla soluzione perfetta, ma la pratica talvolta non è così automatica. Ricordo periodi veramente bui dove non riuscivo a trovare l’interruttore, non pensavo nemmeno potesse esistere, figuriamoci addirittura crearlo!

Ma, pensando alle migliori risorse per la crescita personale, ho realizzato: non è lo strumento in sé che veramente ci serve per agire; è la capacità d’intuirlo, di sapere dove cercarlo o di creare la condizione perché affiori. Come?
Anzitutto generando due condizioni fondamentali: in grande o piccola dimensione creano sempre l’ambiente migliore perché emerga il Mac Giver che è in noi 😀

2 situazioni da cui sorgono le migliori risorse

Crisi

crescita personale migliori risorseIl terreno sotto ai nostri piedi crolla inesorabile, sembra portarci via tutto, e a volte lo fa: ciò che conosciamo, che sorreggeva l’edificio, si sgretola e nulla potrà farlo tornare ciò che era.
Bene!
Se non reggeva più, poteva solo causare ancora dolore!

Poi il boato iniziale, la ribellione al cambiamento, la rassegnazione e l’accettazione del nuovo panorama apertosi. Torna il silenzio.
E dopo aver messo a fuoco ciò che è accaduto, che fare? Commiserarsi e collezionare macerie?
Uno specchio ricostruito non rifletterà mai più la stessa immagine. I mattoni di una casa crollata non ricostruiranno mai la stessa casa, ma perché buttarli? Possiamo usare nuova-mente quello che rimane 😉

Anzitutto, cosa rimane?
Tu rimani: tu sei ancora qui!
Con le tue possibilità intellettive, la capacità di osservazione e l’esperienza del cammino fino a questa cima!
Un ottimo punto di partenza!

Il superamento della zona di comfort

La vita inizia dove finisce la paura (Osho)

Se vuoi superare la paura, se vuoi spazzar via le convinzioni limitanti, se vuoi avere l’autostima di un supereroe, se vuoi vivere al 100%, devi imparare a uscire quotidianamente dalla tua zona di comfort. No guarda André, io pago un fracco di affitto per stare nella mia zona e ci sto benissimo! Ci deve essere un altro modo per riconquistare l’autostima comodamente seduti sul divano!

Non devi lanciarti da 39 km di altezza per uscire dalla tua zona di comfort. Puoi compiere gesti molto semplici per riappropriarti del timone della tua vita, ma è essenziale che inizi a compierli ora, senza procrastinare.

Potrebbe sembrare sciocco decidere di uscire dalla zona di comfort, cercare altro stress quando ne hai già non poco. Ma rifletti: finché rimani tra le solite mura, abituandoti a poco a poco a ogni mobile, oggetto, rumore, ombra, luce, non guardando più cosa c’è fuori dalle finestre, finisci per avere un’idea completamente distorta di ciò che ti circonda.

Un’idea solo tua!
I sensi si atrofizzano; la capacità di reagire, stupirti e incuriosirti per il diverso e il nuovo si fa sempre meno attiva; ciò che ti circonda, oltre le mura, è sempre più lontano, fino a non interessarti più.
E così il tuo punto di vista diventa l’unico riferimento per confrontarti col modo intero.

Un po’ limitante, no?

Cogliendo, invece, la provocazione di ciò che non conosci, nella condizione in cui ti poni a livello sensoriale accade qualcosa: il tuo intero corpo istintuale si ri-accende, recepisce nuovi odori, colori, visioni. E proprio lì le scintille di altre prospettive e progetti prendono vita!
Adatti la nuova realtà lasciandoti suggerire visioni di rinnovate ed eccitanti possibilità!

Ecco: sei appena uscita dalla zona comfort! Com’è? 😀
Da qui puoi anche cambiare casa, mobili, finestre, tutto!
Solo qualche passo e le possibilità crescono in maniera esponenziale!

E tutto cambiò colore, arrivò il buio e si accese la luna

Oltre a questa manciata di situazioni, ve ne sono milioni che ci portano di fronte a una continua scelta: affrontare gli eventi in un modo piuttosto che in un altro.

Esiste un ingrediente segreto, un coltellino svizzero, una formula magica: prende gli avvenimenti più destabilizzanti e ingombranti e li alleggerisce, portandoci sulle nuvole a osservare tutto da un punto panoramico più ampio.
Lassù non sentiamo più il rumore o il brusio dei tanti se e mille ma che la nostra mente produce.
Da lassù, le distanze tra gli eventi, le situazioni e le persone che costellano la nostra vita ci appaiono chiare e perfettamente armoniose.
La brezza ci fa salire un brivido lungo la colonna vertebrale e la pelle d’oca ci porta a sentire tutto il nostro corpo evidenziarsi e chiedere presenza. Ecco! proprio lei: la Presenza!

E questa è la chiave di tutto, il pass-partout per ogni avvenimento, la liberazione da ogni paura d’agire e la conquista di ciò che veramente vogliamo da ogni situazione. E’ la protagonista delle scelte fatte sul serio, che ci portano a imboccare strade e fare traversate oceaniche con estrema decisione e serenità emotiva. Ogni condizione avversa che scuote nel profondo le nostre membra ed emozioni porta enormi doni e rivoluzioni per l’evolvere del nostro presente!

Tutto a un passo più in là.

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Incitement European Summit – 23 Settembre 2017, Bruxelles

Incitement European Summit: trasformare una crisi in un’opportunità

Qualche mese fa mi sono presa la responsabilità di organizzare il 1° Incitement European Summit, con altre persone sparse in Italia e nel mondo.
Progetto innovativo e ambizioso; ci ha messi di fronte a importanti sfide. Oggi ti racconto le mie e come le ho affrontate. Spero di ispirarti per quando ti trovi in circostanze simili 🙂

incitement european summit ilaria cusano

Anzitutto il ruolo: ufficialmente io ero una delle ideatrici e organizzatrici di un evento che avrebbe dovuto essere come quelli classici di Incitement Italy, solo che a livello europeo. A metà strada tra una formazione imprenditoriale e un appuntamento motivazionale.
Invece ho fatto da facilitatrice della comunicazione in un gruppo di leader e attivisti sociali. Obiettivo: passare a un nuovo livello di leadership.

Soddisfazione, onore e gratitudine per il compito tanto prezioso e delicato, ma anche imbarazzo, disagio e “scomodità”: nessuno me lo aveva chiesto.
Non potevo contare sull’impegno delle persone coinvolte; potevo solo assumermi la responsabilità di fare ciò che sentivo e pensavo importante, sperando che nessuno si sarebbe indisposto o addirittura arrabbiato.
È andato tutto bene. E, oltre ad aver maturato un’esperienza incredibile, ho ottenuto anche il riconoscimento necessario a superare l’ansia allucinante che mi era salita.

Incitement Italy: la crisi

Non sapevo molto ma me la sono trovato davanti. Come in una coppia: se tra due persone ci sono dei problemi e ne arriva una terza (un figlio, un amante, un ospite), gli intoppi emergono all’ennesima potenza e la situazione esplode.
È successo questo in Incitement Italy, quando abbiamo iniziato a organizzare l’Incitement European Summit.

Lo dico ora col senno di poi, però. Strada facendo, tutto ciò si è manifestato così:

  1. col rischio di andare in rosso e schiantarci contro un muro, economicamente;
  2. cogli speakers che non riuscivano a venire perché noi non potevamo garantire loro nemmeno il rimborso spese per vitto, alloggio e viaggio;
  3. con delle comunicazioni impossibili, per i fusi orari e gli impegni troppo incompatibili;
  4. con una crisi affettiva e sentimentale di una profonda amicizia che si è rivelata in tutti i suoi limiti e illusioni;
  5. col blocco totale nella vendita dei biglietti e nella raccolta di finanziamenti.

Tutto al collasso. Tutto galoppava verso il fallimento e noi dovevamo trovare una soluzione.
Ma, come sempre, la soluzione era già contenuta nel problema 🙂

incitement european summit ilaria cusano

Bastava guardare la realtà per individuare l’unica direzione in cui potevamo muoverci per scongiurare lo sfacelo e, soprattutto, per cogliere la preziosa opportunità che la vita ci stava servendo su un piatto d’argento.

  • Solo i più grandi leader e attivisti sociali di Incitement avevano confermato la propria presenza.
  • Gli altri partecipanti sicuri erano tutte persone chiaramente interessate a stabilire una collaborazione a lungo termine col nostro movimento.
  • Tutti erano accomunati dal bisogno di passare dalla formazione all’azione, dal sogno alla realtà, dall’esercizio alla concreta e stabile presa di responsabilità.

Allora ho proposto questo:

  1. lasciamo perdere l’evento, gli speaker e gli speech.
  2. Trasformiamo l’appuntamento in un vero e proprio summit (una riunione) e includiamo tutti gli attori sociali più coinvolti.
  3. Usiamo la giornata come momento di dialogo, coordinamento e progettazione tra gli Incitement attualmente operativi nel mondo.
  4. E, più che da presentatori e formatori, poniamoci da veri e propri esempi, mostrando come si passa a un livello successivo come leader e come community.

Incitement next level

Così abbiamo mosso i primi passi verso il nuovo livello di Incitement. E i partecipanti a questo 1° Incitement European Summit otterranno ben di più di un evento!

Partecipando all’Incitement European Summit

  • parteciperai al processo di rinnovamento della società che tutti i leader e i gruppi dovrebbero attraversare in questo momento storico.
  • Non sarai la solita formica tra migliaia, a un evento con troppe persone perché tu possa avere un ruolo. Sarai uno dei pochi protagonisti di una “cena tra Presidenti”.
  • Le relazioni che nasceranno saranno più solide e durature del previsto: invece di conoscersi tramite un sito-web o una mail, sarai a un pranzo di famiglia, a una festa di compleanno!
  • Riceverai non solo brillanti discorsi ed esercizi ispiranti, ma il concreto coinvolgimento nella creazione del nuovo business model di Incitement.

Ti rendi conto della portata della transizione in atto?

Contribuisci al passaggio epocale che non riguarda solo Incitement ma il nostro intero modo di fare comunità e di esercitare e vivere la leadership! La campagna di crowdfunding volge al termine, hai tempo solo fino a giovedì per metterci anche la tua firma!
Prendi i biglietti per partecipare al 1° Incitement European Summit! Potrai imparare facendo e condividendo, non più solo parlando e ascoltando.
Cogli qualsiasi occasione per connetterti di persona con gli imprenditori protagonisti di questo grandioso processo di innovazione!

Oggi a Padova c’è l’AperInciters! Aperitivo, presentazione di progetti e bella musica!
Ci vediamo al Fistomba Social Park? Contatta Alessandro Conforti per conoscere tutti i dettagli: 3283489136, a.confortidilorenzo@gmail.com

incitement european summit ilaria cusano

Ilaria Cusano

 

Abbraccio spirituale, community ed entanglement

Conosci l’entanglement? E’ un infinito abbraccio spirituale

Tutti ne parlano; io ho deciso di usarlo in quanto magnifico abbraccio spirituale 🙂
Ho compreso veramente bene cos’è l’entanglement e il suo potenziale nello sviluppo della comunità il giorno dell’Epifania di quest’anno. Ero a Ollantaytambo, durante il mio secondo viaggio in Perù; stavo partecipando a una lezione di tecniche ipnotiche.

abbraccio spirituale entanglement

Prima di tutto, ecco la definizione scientifica:

L’entanglement quantistico, o correlazione quantistica, è un fenomeno quantistico, privo di analogo classico, per cui in determinate condizioni lo stato quantico di un sistema fisico non può essere descritto singolarmente, ma solo come sovrapposizione di più sistemi.

Questa connessione tra più sistemi, “cavalcata” col giusto grado di consapevolezza, focus e intento, si traduce in un meraviglioso abbraccio spirituale. Come? Così:

  1. Producendo dei cambiamenti di status in noi possiamo esercitare una stessa influenza su qualcun altro, se ce ne dà il permesso – una sorta di accesso, come quello in un account email o nel nostro corpo quando facciamo l’amore.
  2. Realizzando una transizione in un gruppo possiamo “spostare”, in tempo reale, quell’effetto anche in un altro gruppo (team, community o qualsiasi altro).
  3. Aprendo nuovi spazi da qualche parte, dentro o fuori di noi, possiamo sfruttare quell’apertura anche in territori diversi. Si genera una specie di passaggio segreto in più punti e possiamo attraversarlo contemporaneamente in più spazi/tempo.

Gestione team e community: il lato positivo della manipolazione

Anche questa scoperta ed esperienza rivoluzionaria per me: il lato positivo della manipolazione.
Altro abbraccio spirituale, infine. Ora mi spiego.
Tutti noi, in verità, siamo abilissimi manipolatori. Lo facciamo di continuo, anche quando non ce ne accorgiamo. Come? Esercitando un’influenza sugli altri e sull’ambiente. Influenza che genera un campo magnetico, che a sua volta dà forma alla realtà.

abbraccio spirituale entanglement

Ripeto: solo noi scegliamo e decidiamo a cosa dare spazio e cosa creare nel nostro campo personale, liberamente e come preferiamo. E’ l’unica via possibile; nessun altro oltre noi ha il potere di creare la nostra vita.
Nessuno ha potere sulla creazione della realtà di qualcun altro, ma nessuno può esimersi dall’esercitare un’influenza.
Possiamo fingere di non farlo; possiamo non assumercene la responsabilità. Ma di certo lo facciamo perché come esseri umani funzioniamo così.

Allora, a un certo punto, mi sono detta

Usiamo questo entanglement e questa influenza per creare ciò che per noi è Il Bene!

E’ evidente che entriamo in una zona per forza di cose soggettiva: ognuno di noi ha una percezione e un’idea differente di cos’è Il Bene. Ma dobbiamo pur farcene carico, no? Tutti noi stiamo dando forma a ciò che riteniamo essere Il Bene. Facciamolo in grande stile allora!

E ho cominciato a “giocare” con l’entanglement. Considerandolo non una gabbia opprimente ma un abbraccio spirituale pieno d’amore 🙂 E’ un collegamento, è tutto che abbraccia tutto il resto.
Nella mia collaborazione con i Servizi Sociali ne ho affinato la percezione, esercitandomi a sentire il campo in sé e la mia presenza al suo interno. In quella con alcuni innovatori molto particolari ne ho potenziato la carica energetica e mi sono alleggerita mentalmente. Avere nelle mani tanto potere mi faceva sentire emotivamente instabile, all’inizio. Tramite il mio coinvolgimento in potentissimi incubatori sociali ho trasformato costantemente questo potere in amore e Bene – nella mia forma soggettiva, che umilmente è l’unica possibile.
E, in tutto ciò, la mia vita privata fa sempre da filo rosso a tutti i processi, con le mille rivoluzioni che naturalmente ne conseguono.

abbraccio spirituale entanglement

Incitement European Summit e abbraccio spirituale

Con il coinvolgimento in Master Business, questo processo ha raggiunto la sua ennesima potenza. E’ un abbraccio spirituale totale: tutto si è rivelato per quel che è, cioè connesso a tutto il resto, e niente e nessuno ha più avuto via di scampo, me compresa.
Da cosa? Da noi stessi e dalla realtà.

Le maglie si sono strette al massimo, tutti noi “attori” coinvolti ci siamo trovati di fronte a ogni meccanismo e dinamica che l’entanglement fa immediatamente venire a galla e, giorno per giorno, ci stiamo trovando a guardare in faccia e gestire la realtà con totale onestà, trasparenza e… super efficacia! 😀
Chi accetta di doverlo e poterlo fare passa a “the next level” della propria identità, vita e appartenenza alla comunità; chi non lo accetta si brucia o taglia fuori da solo.
La dura legge della natura; come gli incendi, i terremoti e i maremoti. O ci stiamo dentro, li attraversiamo e ne usciamo più coscienti, saggi e forti, oppure soccombiamo.

La morte, d’altronde, è l’unica esperienza che ha il potere di insegnarci a vivere davvero.
Guardarla in faccia per lunghi anni mi ha reso la persona vitale, gioiosa e generosa che sono.
Penso sia importante parlarne perché è l’esperienza più profonda, arricchente e vitale che c’è. Il resto sono solo un mucchio di paure, pregiudizi e immaturità.
Rompiamo questo tabù e permettiamo(ci) di vivere al 100%, permettendoci di fare esperienza anche della morte. Prima di tutto di quella del nostro ego. Non a caso pure l’orgasmo viene detto “piccola morte” 😉

Ilaria Cusano

abbraccio spirituale entanglement

 

Festa della Liberazione, ma da cosa esattamente?

Per questa festa della liberazione, onoro il mio nonnino partigiano

Ho fatto grandi doni a tutti voi, per onorare il mio nonnino partigiano, durante questo giorno per me sempre un po’ speciale 🙂

festa della liberazioneOra ti racconto.

Un sogno intenso, stanotte, mille sincronicità, dei cambiamenti profondissimi che stanno intervenendo nella struttura stessa della mia identità.
Da stamattina tutto sta prendendo forma in un modo nuovo.
Non so cosa e come, esattamente, ma osservo, ascolto, sono presente; e sento che c’è anche mio nonno qui con me 🙂

Quel nonno che è stato un esempio vivente di Liberazione

Quel nonno mai incontrato fisicamente, che però un giorno di tanti fa mi apparve in sogno, influenzando per sempre l’orientamento della mia vita. Proprio verso una liberazione, dalle catene interiori che mi ero posta, connettendomi a mia madre in un modo sbagliato.
Quel nonno che da quel giorno rimase ad aiutarmi regolarmente, come tanti altri che lo fanno, su vari livelli – liberandomi da grane, condizionamenti e illusioni.
Massima gratitudine 🙂

Quel nonno che era bello, generoso, appassionato e viaggiatore; libero da ogni pesantezza seppur pieno di responsabilità.
Che era marito e padre meraviglioso, a detta di tutti; e che nel mentre trovò il tempo e le energie per contribuire a liberare anche l’Italia, oltre che se stesso e i propri cari.

Quel nonno che lavorava nel cinema, che frequentava gli attori e i registi, che girava il mondo in un’epoca in cui pochissimi lo facevano – libero e liberato pure geograficamente e professionalmente: lui adorava il suo lavoro e i suoi colleghi 🙂
Che aveva la mamma guaritrice di un’intera comunità – i co-housing vecchio stile a due passi dal Colosseo 😀 Anche lei liberava, eccome: da qualsiasi male!

Quel nonno che, già bambino, aveva incontrato la sua fiamma gemella – mia nonna – e che da grande la sposò e ci fece due figlie, tra cui mia madre. E liberarono tutti noi da ogni relazione di coppia diversa da quella tra fiamme gemelle – o, per lo meno, ci regalarono questa opportunità.
Quel nonno che ogni giorno è qui a ricordarmi che certe cose che a molti sembrano utopia esistono davvero, e che lui le ha vissute e me le ha lasciate in eredità, perché io potessi continuare a farle vivere, attraverso di me, anche agli altri.
Che così possono liberarsi, a loro volta 🙂

festa della liberazione

Per questa Festa della Liberazione ti onoro, nonno

Continuando a offrire quella formazione che riconosco come la migliore risorsa che posso donare al mondo per vivere quelle esperienze che a me sono arrivate tramite te.

E proprio celebrando questa festa, a cui evidentemente tengo molto e dal profondo del cuore, ho offerto ben 10 percorsi di Life Coaching personalizzato a disposizione agevolatissimi. Con una mia collaboratrice e sempre nel clima di amichevolezza, concretezza e allegria che contraddistingue il nostro tema di Life Coaching Spirituale.

Perché

Se non sei spiritosa che spiritualità stai praticando?
E se il Paradiso non lo sai portare in Terra, perché mai sprecare tempo ed energie a immaginarne uno?

Life Coach Spirituali

 

Per l’intero percorso avrai a disposizione una professionista del nostro team, e non sol Perché c’è sempre tutta la magia che l’inizio di una nuova relazione del genere ci regala meravigliandoci 🙂

Quindi un bel sorriso stampato in faccia qualsiasi cosa accada, tanta fede in testa, amore nel cuore e piedi per terra e pronta a brillare?
Come?
Chiedimi una prima sessione, senza impegno.
Mandami una mail a ilaria.cusano@gmail.com; sarà mia cura servirti tutto su un piatto d’argento.
Ti metterò in contatto con una Life Coach Spirituale del mio team, che sarà a tua disposizione per ascoltare la tua storia, la tappa del viaggio in cui ti trovi bloccata e il cambiamento che intendi realizzare con la nostra facilitazione.
Appurato che tu ti trovi bene con noi, e che anche noi ci valutiamo in grado di esserti d’aiuto con le nostre competenze, strutturiamo e organizziamo tutto il percorso insieme e si parte!

Se alla fine fosse vero che la morte non esiste?

Siamo a tua completa disposizione e con immenso piacere 🙂

Ilaria Cusano, Mercante d’Estasi
Connetto mondi e ti insegno a volare

Vita difficile aforismi

2° Perù Visionario: vita difficile

aforismi vita difficile peru' visionario chakrunaMolti pensano che, quando una persona parte due volte in un anno per un lungo viaggio lontano, sia fortunata, privilegiata, spensierata e dalla vita facile.
Niente di più improbabile.
Me ne rendo conto sia dalle mie esperienze personali sia dagli incontri che faccio durante i miei numerosi viaggi: la nostra è più una vita difficile che facile, non ho dubbi su questo.

Una cosa è vera, però: noi viaggiatori reagiamo con dignità e riservatezza, con forza interiore e fede, con umiltà e coraggio. E questo trasforma le difficoltà in momenti di luminoso risveglio.

Ecco alcune frasi che ho assaporato in questi primi due giorni in Perù, e che mi stanno aiutando a mantenere l’orientamento, anche quando tutto sembra andare solo a scatafascio.

Vita difficile? Quanto amore va aggiunto?

Tanto sei bella sempre e comunque

Così semplice e banale ma così potente, quando viene davvero dal cuore.
Quante volte perdiamo l’occasione di ricordarci reciprocamente cose del genere solo per stupide paure o inibizioni. Abituarci a dire e a sentirci dire simili amorevolezze può cambiare radicalmente la vita, e la risposta alle difficoltà.

Stavo perdendo me stessa e non ho intenzione di farlo mai più

E’ un attimo. Dura un minuto a volte, ma in quel minuto cambia tutto; perché facciamo una promessa potente a noi stessi, e partiamo per un viaggio che ci permetterà di sviluppare le capacità necessarie per mantenerla.
Condividere i frutti delle nostre crisi, così come l’attraversamento stesso con tutte le cadute e le difficoltà che comporta, alimenta la coesione e la solidarietà – a patto che si sia realmente e concretamente in cammino per rialzarsi e superare gli ostacoli.

Stavolta la madre sono io

Decontestualizzata rende benissimo lo stesso.
Quanto può cambiare la nostra prospettiva e la nostra capacità di reagire ai momenti di vita difficile la decisione di fare da madre a noi stessi?
Tantissimo.
Io lo so bene perché ho dovuto imparare da giovanissima a farmi da madre – e anche da padre, in verità.
Poi per anni ho cercato genitori dovunque, ma contemporaneamente c’era un processo alchemico in corso: mi ispiravo ai migliori, imparavo a essere io per prima genitore di me stessa. E questo ha contribuito enormemente a rendermi la donna che sono oggi.
Tuttora ricordarmi che la madre sono io spesso mi salva: da partner sbagliati, da leader inaffidabili e dal recitare il ruolo più degradante di tutti, quello della vittima.

aforismi vita difficile peru' visionario chakruna

Aforismi per affrontare una  vita difficile

Gli aforismi mi hanno sempre aiutata: mi ricordano l’essenziale, mi facilitano il mantenimento del focus, mi semplificano l’orientamento interiore.
Amo quelli dei personaggi famosi, ma amo ancor più cogliere frasi illuminanti dalle persone che incontro lungo il cammino.

Adoro viaggiare e danzare nella vita coi sensi massimamente allerta; soprattutto il fiuto, l’udito e il tatto.
Raccolgo perle preziose ogni giorno, dalle molteplici e multiformi relazioni che intrattengo.
Poi passo al vaglio, rielaboro e sintetizzo; ma gli aforismi che mi permettono di evolvere mi arrivano sempre dalle persone, dalle meravigliose anime con cui condivido le radiose avventure della mia vita.
Condisco il tutto con la polvere di stelle di cui è fatto il nostro corpo e col magico profumo della natura, ed ecco che una vita difficile (moooooolto difficile, a tratti!) si trasforma in una grandiosa opera d’arte 🙂
Lo possiamo fare tutti – è l’unica cosa che ricordo, stimolo e potenzio in ognuno dei miei corsi di Life Coaching Spirituale e Sex Coaching.

Ilaria Cusano

Comfort zone in amore: come uscirne

Uscire dalla propria comfort zone è terrificante

uscire dalla propria comfort zone amoreQuando avevo 17 anni facevo parte di un gruppo, il massimo della comfort zone! Era un gruppo bello, bellissimo, sembrava di essere in un film di Muccino: tutti belli, intelligenti, brillanti, alla moda, ragazzi pieni di voglia di vivere e di concrete possibilità di ottenere tutto. Per di più ci volevamo anche un gran bene, eravamo quasi tutti appassionati di studio, arte e cultura e avevamo il privilegio di poter trascorrere tutti i pomeriggi e le sere che volevamo in una magnifica mansarda proprietà di uno di noi.
Anni da sogno, neanche a dirlo 🙂

Io avevo due grandi amici, in quel gruppo; erano una coppia, una volta, ma prima che io li conoscessi. Quando li conobbi io si erano lasciati da poco; rimanevano le rispettive prime volte l’uno per l’altra, ma si erano lasciati, erano rimasti affettuosi e legati ma non sembrava potessero tornare insieme.
Fatto sta che lui aveva idealizzato lei, al cento per cento – lui avrebbe idealizzato anche altre donne, in seguito, ma questa è un’altra storia, la sua storia.

La mia, invece, fu questa: a un certo punto, del tutto inaspettatamente, mi innamorai di lui – senza freni, senza rimedio e con una paura fottutissima di rovinare tutto: l’amicizia con lui, quella con lei, l’intero gruppo e la mia vita.
Parola d’ordine: tenere la bocca chiusa, assolutamente! Non se ne parlava di dirlo, a nessuno; anche perché erano proprio loro i miei migliori amici, a chi avrei dovuto dirlo?

Seguendo l’amore, naturalmente, cambiai idea: presi da parte lei, piangendo, e le confessai i miei sentimenti.
Lei, senza che me lo potessi mai aspettare, mi diede le sue benedizioni.
Poi presi lui, qualche giorno dopo (1?), e gli confidai che mi ero innamorata; all’inizio mi disse che non mi voleva bene in quel senso, ma dopo pochi giorni stavamo insieme.
E’ stata una storia d’amore meravigliosa, lunga ed estremamente ricca: eravamo stupendi e innamorati, amavamo la fotografia e viaggiare all’estero e abbiamo fatto tutto, tutto quello che di più stupendo si poteva immaginare in quegli anni, insieme.

Prima di procedere sul discorso ci tengo a farti sapere che al termine di questo articolo troverai una risorsa molto utile per migliorare e prosperare nel quotidiano a partire dalla tua salute fino ad arrivare, più in generale, al tuo benessere personale. Ma ne parleremo meglio dopo e adesso procediamo!

Uscire dalla propria comfort zone è sorprendente

uscire dalla propria comfort zone amoreGià lo avevo vissuto a 17 anni, ma forse non fino in fondo, perché 7 anni dopo la vita me lo ripropose.
Amico caro che ci comincia a provare di brutto; era anche un collega stavolta, facevamo delle performance insieme, di danza (io) e spada indiana (lui) – di un romanticismo e una passione stratosferiche, naturalmente!
Io gioco ma non ci sto, per quattro mesi di seguito! Un supplizio, vista la mia sessualità traboccante 😀

Un giorno, durante una delle nostre prove, mi stufo: lo inchiodo al muro e, con una calma, una lucidità e una potenza che non sapevo di avere dentro, gli dissi

Guardami bene negli occhi: io voglio un uomo con cui passare tutta la vita e fare dei figli. Tu sei pronto a qualcosa del genere?

Nel giro di due giorni aveva lasciato la fidanzata – perché, ops, era pure fidanzato! e da anni – e aveva trovato un lavoro in cui guadagnava il doppio.
Venne da me e mi disse

L’ho lasciata e ho trovato un lavoro in cui guadagno il doppio. Sono pronto.

Alla faccia! pensai io 😀
Se avessi voluto usare questa strategia per togliermelo di torno – non era così – di sicuro non avrebbe funzionato un cazzo!
Vivemmo una storia intensissima, fatta di yoga insieme alle 4 del mattino, rituali sessuali di Tantra e performance romantiche.

Uscire dalla propria comfort zone: bisogna farlo sempre?

Non lo so; soprattutto in amore, l’impulso a uscire dalla propria zona di comfort sembra più la regola che l’eccezione.
Ma ci credi? Mi sta capitando di nuovo la stessa cosa! Ed esattamente nello stesso modo sorprendente, incredibile e romanticissimo di sempre 😀 Possibile?

Ora non posso raccontare le mie attuali vicende amorose; potrò farlo tranquillamente tra qualche anno, però, quando le acque si saranno calmate 😀 Intanto, se vuoi, puoi gustarti tutte quelle della prima decade leggendo il mio libro Da sempre e per sempre: un uomo e una donna, l’inizio di una società.
Ma ti posso dire questo: mi immagino una storia con uno, ci ricamo sopra per mesi in mille modi, e poi un giorno mi ritrovo folgorata da un altro, come un’adolescente!

uscire dalla propria comfort zone amoreStupore totale, rapimento mistico, desiderio come non ne provavo da una decade, almeno!
Colpo di fulmine, colpo in testa, fuori di testa – non lo so. Però è così: l’amore mi ha di nuovo lanciata da un burrone nel cielo, buttata in acqua in mare aperto, denudata nel bosco, al cospetto delle forze della natura che si impossessano di tutto il mio essere e lo governano.
Un solo messaggio, chiarissimo – tutto il resto è confusione pura: devi fare questo, questo e quest’altro, e arrivare lì. Punto.
Senza via di scampo, senza se e senza ma, impotenti e inermi di fronte a una forza trascendentale e misteriosa che ci fa capire che vince sempre lei, ed è meglio non opporsi affatto.

Che te lo dico a fare? Il Devi fare questo, questo e quest’altro per arrivare lì. Punto. è da pazzi, totalmente! Dire uscire dalla propria comfort zone è dire niente, al confronto!
Ce la farò, stavolta, ad avere il coraggio che ebbi in passato? Perché ogni volta sembra essere il livello successivo! E se il ricordo di come andò in precedenza mi rincuora, il terrore è sempre lo stesso, è atavico, non cambia mai, sta sempre acquattato lì a farmi temere che farò un casino, che lui mi rifiuterà, che sarà una delusione e tutti soffriremo.
Eppure, per ben due volte, in passato capitò proprio l’esatto contrario…

Questa è la vita, secondo me, soprattutto in amore: uscire dalla propria comfort zone è la prova suprema, quella che a me anche stavolta accade precisamente 7 anni dopo della precedente.
Sarà un caso?

E adesso, come ti avevo accennato sopra, ecco la migliore risorsa per migliorare e prosperare nel quotidiano: Master Business è il nuovo Netflix della formazione online.

Puoi connetterti in un istante per attivare il tuo pieno potenziale e prosperare nel quotidiano, qui troverai i migliori corsi di salute e benessere personale.

Una vera e propria ricetta per la mente da abbinare ad un pasto nutriente e sano.

Infine un regalo per te e un augurio per una vita splendida: puoi usufruire, proprio in questo momento, del mio codice sconto con il mio Master Pass personale a nome di Ilaria Cusano. È spiegato qui meglio e nel dettaglio su come fare. Clicca qui per ottenerlo subito.

Ilaria Cusano