E’ possibile innamorarsi di nuovo a 50 anni?

A 50 anni si ama in modo diverso

Il modo che si ha di amare a 50 anni è semplicemente diverso da tutto ciò che si conosce. Se ci pensi, è naturale:

  • hai avuto 20 anni e sai com’è amare a quell’età;
  • ne hai avuti 30 e hai conosciuto anche l’amore in quella fase;
  • poi hai avuto 40 anni e hai scoperto questo sentimento a 40 anni.
  • Ma 50 non li avevi avuti mai; non sai com’è amare a 50 anni.

innamorarsi a 50 anni

L’errore che si fa, spesso, è di vivere il presente continuando ad associarlo a esperienze del passato; o al contrario a proiettarlo nel futuro. “Quest’uomo mi ricorda quel ragazzo”, “La storia che sto vivendo ha tanto in comune con un’altra storia di tanti anni fa”, “Queste cose le ho già vissute”. Tutte associazioni mentali – punto. Non hanno niente a che fare con la realtà. Perché, nella realtà, ogni storia è unica; ognuno di noi muta di continuo; e non è oggettivamente possibile vivere una situazione identica a un’altra già vissuta.

Idem per il proiettarsi nel futuro. E’ umano e anche vitale avere dei sogni e degli obiettivi, qualcosa che si desidera ardentemente realizzare e condividere, anche in coppia. Ma scegliere una persona o dedicare tempo ed energie a una relazione solo in funzione dei nostri progetti, beh, non è amore, semplicemente. Stiamo vivendo altro. Che può andare benissimo, siamo libere di vivere tutto ciò che vogliamo; ma non confondiamolo con l’amore, altrimenti ne rimarremo deluse.

L’amore a 50 anni

Tra le mie clienti, tantissime sono cinquantenni che hanno bisogno e voglia di tornare ad aprirsi all’amore.
Naturalmente, sono tutte donne con una storia alle spalle, tanti vissuti, emozioni, esperienze; anche amarezze, sconfitte, dolori. Eppure hanno il desiderio di tornare a innamorarsi. Del proprio marito, di una persona nuova, di un progetto. L’importante è amare ancora; riscoprire l’amore, ritrovare la passione. Tutte ce la fanno. Alcune in un modo, altre in un altro, ma su questo ti voglio assolutamente rassicurare perché lo vedo con ampiezza di numeri e ho uno sguardo privilegiato: tutte ce la fanno.

Certo, riescono perché ci si dedicano; non è che “succede”. Niente “succede”. Tutto si genera perché desiderato, coltivato, sviluppato. Poi, tra quel che si genera, alcuni tasselli “succedono”. Ma, finché stai lì ad aspettare che la tua rinascita ti cada dal cielo tra le mani, allora no: niente accadrà, anzi, rischia pure di peggiorare…
Chiediti, quindi, quanto è importante per te e, se è importante, datti da fare: dedicatici, lavoraci, fai anche tu un percorso.

Cosa vedo, tra tutte le donne che, invece, hanno successo?
Vedo profondità, spessore, ricerca di qualcosa di chiaro e specifico; consapevolezza di tutto ciò da cui ci si vuole allontanare definitivamente. Poi vedo maturità: da un lato disillusione rispetto a tanti lati dell’amore romantico e alle idealizzazioni tipicamente giovanili; dall’altro, contemporaneamente, una maggiore capacità di godersi i piaceri della vita e le gioie dell’amore vero, concreto, umano, di questo pianeta.

Imparo tanto anch’io, da queste donne… Vederle attraversare il processo di auto-trasformazione permette anche a me di salvarmi dal romanticismo e dall’idealizzazione tipicamente giovanili… Per fortuna anch’io sono quasi ai 40!
Ma sì, perché si tende a edulcorare troppo l’amore in gioventù, mentre secondo me quello tra adulti ha tanti aspetti decisamente preferibili. Esempio banalissimo che però molti tendono a dimenticare: da giovani ci si può veramente dilaniare e distruggere, per amore. Più si cresce e più la lucidità e un certo pragmatismo prendono il sopravvento, donandoci un’ironia che da giovani ci sognavamo!

Il sesso a 50 anni

Occupandomi molto di Sex Coaching, con le donne di 50 anni, voglio dedicare una parte di questo articolo proprio alla sfera sessuale. Perché spesso il nocciolo del problema è lì.

Tante persone, cogli anni, sviluppano delle difficoltà sessuali; a volte senza neppure accorgersene.
Può essere che il modo di eccitarsi cambi e non capiscano come riallinearsi col nuovo equilibrio. Oppure, dentro maturano nuovi sogni erotici e fantasie sessuali e non hanno le competenze comunicative necessarie per condividerli. O il corpo: può iniziare a rispondere in modo diverso agli stimoli che riceve dall’esterno. In tutti i casi, viene a crearsi un ostacolo tra sé e il piacere.

Non riuscendo a fare (una piena) esperienza del piacere, e quindi anche del senso di fusione e unione che porta, anche l’amore dà l’impressione di diventare più lontano, inaccessibile. Perché ricordiamocelo sempre: l’amore viene dal piacere e l’esperienza dell’amore terreno ha come base la sessualità.
Per questo, partire da questa sfera è estremamente fruttuoso, per tornare ad aprirsi all’amore.

innamorarsi a 50 anni

Oggi farò l’ultima sessione con una mia cliente che ha fatto un percorso durato un anno. Una cinquantenne separata in casa, perché la situazione economica non le permette di prendersi un appartamento proprio. Con l’ex marito malato e due figli adolescenti ancora dipendenti da lei. Una sognatrice idealista a cui sembrava di aver avuto tutti i sogni infranti, di essere ormai senza speranza.
Beh, dopo aver attratto una quantità di uomini da sbellicarsi dalle risate, in questo periodo, ne ha scelto uno, per amante: uno Spagnolo che lavora per parte dell’anno vicino casa sua, in Italia, bellissimo, ricco, realizzato, gentile e onesto. Le sembra una fiaba? No. Però ha ricominciato a fare l’amore regolarmente, a essere toccata, a godere e a sentirsi donna. Non finisce mai di ringraziarmi.
La maggior parte del merito, però, è suo 🙂

Ilaria Cusano

Avere un figlio: quando arriva il momento giusto? – di Manola Tegon

Come riconoscere il momento giusto per fare un figlio?

E’ una delle domande che, prima o poi, credo tutti si siano posti, nell’arco della vita… E a cui nessuno è mai stato in grado di dare una risposta, però 😀 Per lo meno una risposta certa, convincente una volta per tutte.

Ognuno troverà dei validissimi motivi per dire che il momento giusto non arriva mai; o che è meglio fare i figli da giovani, perché si è più forti e vitali, si ha più voglia di giocare, si cresce di più insieme a loro.
Idem per affermare l’esatto opposto, però: è meglio fare i figli da adulti, invece, dopo aver realizzato se stessi, per esempio nel lavoro, dopo aver conquistato delle sicurezze economiche, per poter offrire loro delle basi stabili, una vita serena.

momento giusto per avere un figlio

Personalmente, vedo che un figlio arriva sempre nel momento giusto, che lo si voglia ammettere oppure no.

E’ giusto il momento che corona il sogno di una coppia solida e felice. Ma è giusto anche quando arriva per mettere in crisi un rapporto che da tempo non funziona. Com’è giusto, e bello, quando giunge senza nessuna programmazione. Ma lo è allo stesso modo quando si conosce esattamente il momento in cui è stato concepito.

Avere dei figli si inserisce nei cicli della vita

Il punto è questo: si capisce che un figlio è giunto nel momento perfetto solo dopo tanto tempo dal suo arrivo… E, probabilmente, sempre dopo anni se ne capisce il disegno più ampio di cui fa parte… Disegno di cui, tra l’altro, moltissimi neppure parlano quasi mai… Io li vedo, invece, questi disegni; da quando ho cominciato a lavorare come Life Coach Spirituale sempre meglio…

A priori, infatti, non sarà mai possibile farlo nel momento giusto, perché troveremo sempre qualcosa che non va: il lavoro precario, l’ultimo viaggio in giro per il mondo che desideriamo tanto, la casa grande da acquistare, l’auto da cambiare…
Se c’è una cosa che porta l’arrivo di un figlio è proprio la capacità di scombinare ogni piano, di mettere in discussione ciò che fino a quel momento si era pensato, a volte anche costruito. Ci costringe a una continua apertura all’imprevedibile, nel bene e nel male. E, solo se si rimane “aperti”, si sarà capaci di accogliere una nuova anima, nonostante il lavoro precario; si imparerà a programmare i viaggi in maniera diversa, a riorganizzare gli spazi anche in una casa piccola, e via dicendo.

La domanda da cui nasce questo articolo, infatti, è figlia del preciso tempo che stiamo vivendo. Un tempo che vorrebbe sempre dare una spiegazione quasi scientifica a tutto ciò che accade. Che ha l’esigenza di collocare ogni evento della vita in “tabelle di marcia” ben definite e organizzate. Quando invece, a volte, la vita è fatta di improvvisazione. E proprio dall’improvvisazione nascono le cose più belle.

La nascita di una nuova vita continua a rimanere avvolta in un mistero insondabile, per tanti versi… Perché non sempre, quando è tutto “biologicamente in ordine e perfetto”, un figlio arriva. Così come, a volte, la vita “capita”; anche quando si erano prese tutte le precauzioni possibili…

La vita succede. Ha successo sempre, lei, vince sempre… grazie a Dio

Quando penso a tutto questo sorrido 🙂 Perché riteniamo di essere una generazione che vive in una società di emancipati, rispetto a quelle dei secoli passati. Ma in verità siamo sempre imbrigliati in schemi mentali. Diversi, ma sempre schemi, gabbie, limitazioni. Dove addirittura qualcun altro dovrebbe dirci quando è il momento giusto anche per fare un figlio! Che senso ha, se ti fermi a pensarci?

Nemmeno io ho una risposta certa su quale sia il momento giusto. L’unico consiglio che mi sento di darti è di tenere sempre uno spazio aperto, dentro di te, per l’imprevisto. Sia esso un figlio o qualsiasi altra esperienza che per te rappresenti un moto di vita.

avere un figlio momento giusto

E concludo con queste parole tratte da un bellissimo libro che ti suggerisco vivamente di leggere, di M. Sandel, “Contro la Perfezione”.

In un mondo sociale che apprezza padronanza e controllo, essere genitori è una scuola di umiltà. Essere chiamati a curarci dei figli senza poterli scegliere secondo i nostri gusti ci insegna a essere aperti al non cercato, ci invita ad accettare l’inatteso, a convivere con le dissonanze, a tenere a bada l’impulso del controllo.

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

Endometriosi, perché è ancora un tabù?

Endometriosi, ciclo mestruale, infertilità, etc. Tutti i tabù della femminilità repressa

L’endometriosi è solo uno dei tanti tabù sulla femminilità. Ma tutti rientrano in un unico contenitore gigante: quello in cui stanno le mille cose che noi donne non dovremmo dire, fare e nemmeno pensare.
L’incidenza delle malattie e dei disturbi della tiroide e dell’apparato genitale e riproduttivo, tra le donne, è così tanto alta e generalizzata perché altrettanto alta e generalizzata è quella di certi atteggiamenti, comportamenti e, a monte, credenze.

endometriosi

Finché le donne non si concederanno la libertà di essere chi sono veramente, e di portarlo in giro con forza, irremovibilità e fierezza, questi malanni continueranno a fare il loro lavoro. Ossia, portare determinati messaggi, a delle persone e a una società intera.
Questo cambiamento salutare dovrà avvenire nella sfera sessuale, anzitutto, e di conseguenza anche in quella spirituale (la connessione con Madre Terra è una sola), familiare (coppia e famiglia) e genitoriale (essere o non essere genitori).

Credenze della femminilità repressa

È più bello se è lui a fare il primo passo.
Certe cose non si fanno, non sono femminili.
È la donna che accoglie, che crea lo spazio, che comprende, accetta e nutre.
Non posso fare tutto il sesso di cui ho bisogno e che desidero.
Il sesso non è una necessità primaria, per le donne; ne possiamo fare a meno, sono gli uomini ad averne assolutamente bisogno.
I partner non si scelgono in base al sesso, non è la cosa più importante.
Una donna si realizza al cento per cento solo quando diventa mamma. E, se non lo diventa, resta sempre una donna a metà.

Tutte cazzate.
Minchiate mega-galattiche di cui ci ha riempito la testa una società profondamente maschilista. A quale scopo? Per tenerci schiave.

Rileggile una a una e riflettici: non sono esattamente i pensieri che dovrebbe avere una donna (già schiava di una società di uomini), per poter accettare la follia di rimanere tale a vita?
È evidente.

Il corpo ti dice chi sei e dove devi andare

L’apparato genitale e riproduttivo ci parlano di piacere e fertilità – che hanno pochissimo a che vedere col fare figli. La tiroide, invece, riguarda l’esprimersi, la creatività.
Così a intuito, non ti fa venire in mente niente, sulle donne?

Quando la donna la smetterà di adeguarsi, di adattarsi, di voler andar bene al mondo, di voler piacere a tutti i costi, allora inizierà a piacere a se stessa, a provare piacere, a godersi di più la vita e, di conseguenza, anche a essere più creativa e produttiva.
Il che le darà risultati più soddisfacenti nelle relazioni, sul lavoro e nella vita sociale; farà, a sua volta, alzare la sua autostima e in questo modo, con naturalezza, diventerà ancora più consapevole del proprio valore e potere personale. In un circolo virtuoso che però, al momento, è bloccatissimo, in più punti.

Figuriamoci che viviamo in un mondo in cui la stragrande maggioranza delle donne non sa quasi niente

  • della propria vita intima – e quindi profonda;
  • del rapporto tra il proprio corpo e Madre Natura;
  • né tanto meno sente qual è il proprio piacere e cosa deve fare per procurarselo, farlo crescere e durare.

endometriosi

Tutte bloccate nella mente: sensi di colpa e vergogna assurdi; inadeguatezza e insicurezza esagerate; mille fissazioni sul fatto che, per “andare bene” (ma a chi? a cosa?), bisogna essere perfette. Ma quando mai!
Questo è essere donne a metà, altro che figli o non figli. Questa è femminilità repressa.

Allora, invece di sprecare tanta energia a parlar male degli uomini o a cercar di piacere agli uomini, non è meglio che ci facciamo un costante e onesto esame di coscienza e che iniziamo a occuparci di noi stesse e basta? Ché è ora e ne abbiamo un bisogno immenso.

Pensa liberamente. Dì quello che senti, vuoi e credi. Fai quello che ti pare e ti fa stare bene – nient’altro. Tutta la tua vita, oltre al tuo corpo, tornerà sana.

Ilaria Cusano 

Ecco qualche corso online che può aiutarti in questa trasformazione

    1. “15 Tecniche Sessuali”. Per stimolare, risvegliare, potenziare e consolidare l’unica sorgente dell’amore: il piacere.
    2. “Il Corpo Illuminato”. Per illuminarti di luce fin nelle membra. Farla splendere tanto da permeare viso e forma, postura e immagine. Riscoprire il piacere e ritrovare la passione.
    3. “Come migliorare la vita sessuale e ritrovare la passione con il proprio partner”. Per scoprire come aumentare la gioia e il piacere della tua vita e rendere la tua vita sessuale più appagante. Capirai anche come trovare il partner giusto, smettendo definitivamente di accogliere i partner sbagliati.

Narcisisti, come riconoscerli ed evitarli in amore

Narcisisti: il metodo infallibile per evitarli

Questo dei narcisisti è un problema che hanno moltissime donne perché moltissime donne hanno un problema col proprio narcisismo. Mi duole dirlo ma è così.
E Dio continua a mandare loro stimoli, ispirazioni, opportunità e maestri, finché capiscono e finalmente accolgono l’insegnamento. Non tutte ce la fanno, ma alcune sì, naturalmente.
Il metodo infallibile per evitare i narcisisti in amore, quindi, consiste nel fare pace col narcisismo a 360°.

narcisisti, come riconoscerli ed evitarli in amore

Nel momento in cui la donna realizza questa come un’occasione preziosa e inizia a lavorarci con onestà, maturità e umiltà, le cose cambiano. Cominciano sin da subito a vedere il narcisismo e ogni loro portatore con nuovi occhi, e a imparare tutte quelle lezioni che la vita sta tentando di portare loro. Magari da tanti anni o, in certi casi, addirittura da decenni…

La lezione del narcisista

Il Narciso del mito, ma non solo, è un giovane introspettivo alla ricerca di se stesso. Un’anima acerba e immatura che passa ore e ore a rimirare la propria immagine, è vero. Ma nel tentativo di penetrarne il mistero! Di annullarsi, infine, in essa e di immergersi nella propria profondità.
Missione che, effettivamente, riesce a compiere, poiché attraverso questo processo alla fine si trasforma in un fiore! Non in un rospo, in una pietra o in una statua di sale, insomma. Un motivo ci sarà… ti pare?

Già da questo si può capire che l’idea, o meglio il pregiudizio, che molte donne hanno sul narcisismo semplicemente non corrisponde alla realtà. Il narcisismo non è ciò che la maggior parte delle persone crede.

Ora, quante donne abbiamo incontrato e incontriamo, tutte, che non sanno riconoscere il proprio posto e che non crescono mai? Che se ne stanno lì a invidiare, calunniare, competere; a sfogare le proprie frustrazioni e cattiverie su altre donne più belle, più giovani, più feconde, più di successo e più dolci? Perché? Perché sanno che avrebbero un mare di cose da imparare da loro! Lo sanno benissimo, sotto sotto, che dovrebbero solo prendere esempio. Ma la grettezza, l’arroganza, la piccolezza e la presunzione vincono, in loro; perché sono deboli, non hanno una personalità abbastanza forte. E allora continuano a comportarsi come delle viscide ipocrite, o come delle arpie invidiose, o come delle vecchie acide e arrapate che non lo prendono da anni! Ahahah 😀

Cosa potrebbero fare col narcisismo?

Potrebbero diventare più belle, anzitutto. E non parlo di estetica. Potrebbero prendersi cura di sé per “trasformarsi in fiori”. Assumersi la responsabilità di dover crescere e maturare spiritualmente. Ampliare le spalle e l’apertura del petto (cuore), per poter poi alzare la testa e guardare negli occhi il mondo. Finalmente.

narcisisti, come riconoscerli ed evitarli in amore

Poi potrebbero farsi carico del proprio potere e imparare dalle donne migliori di loro. Sviluppare quel fascino, quella personalità, quella nobiltà d’animo e quel carisma che non hanno, e che vogliono ardentemente. (Se hai bisogno di questo processo, ti consiglio il corso “Il corpo illuminato”, che tra l’altro dal 22 Maggio faremo anche in gruppo, tutte insieme in una chat su WhatsApp. Se vuoi partecipare scrivimi – ilaria.cusano@gmail.com)

Così magari anche loro potrebbero essere apprezzate e ammirate, desiderate e scelte. Molte si lamentano perché non vengono scelte, o perché vengono abbandonate, tradite, non amate abbastanza. Ma poi, quando vai più a fondo, scopri che non vogliono assumersi la propria parte di responsabilità, per questo. In altre parole, non fanno quasi niente per conquistare ciò che invece pretendono, e poi se la prendono con quelle che invece fanno di tutto e ovviamente lo conquistano. Non è giusto per nessuna, ti pare? Non si arriva lontano, così. Vogliono essere prime donne, ma non accettano di doverci arrivare. E infatti non ci arrivano. Non solo nella vita sessuale e amorosa, tra l’altro.

Oppure ci arrivano solo col fatturato tipo volgarissimi boss mafiosi, e poi si stupiscono di trovarsi talmente tanto deformate da non risultare più minimamente femminili. Ma va? E certo!

Ne ho conosciute tante così, e tuttora le incontro. Prima mi facevano pena e tentavo di aiutarle; puntualmente mi ferivano e deludevano. Oggi so che vanno lasciate a cuocere nel loro brodo velenoso; che devono superare la sfida, combattere i propri demoni e vincerli. Come abbiamo fatto tutte, d’altronde. Nessuna nasce migliore. Ma qualcuna ha l’umiltà e la maturità di diventarlo.

Ilaria Cusano

Come diventare una donna sicura di sé, di Manola Tegon

Donna sicura: una figura femminile che non va molto di moda…

Oggi voglio darti alcune indicazioni su come diventare una donna sicura di sé… premettendo che è una figura femminile che non va molto di moda… soprattutto tra le donne, ahimè! Perché solitamente la donna sicura di sé è vista come una stronza… eh già! Lo sai bene anche tu, no?
Alle volte, però, il problema si pone anche con gli uomini, purtroppo. Perché, se la donna sicura di sé ha un aspetto anche seduttivo e sensuale, nella maggior parte dei casi fa paura.

come diventare una donna sicura di sé

Dirò alcune cose un po’ scomode e fastidiose, in questo articolo, ma se arriverai a leggerlo fino alla fine e troverai il coraggio di mettere in pratica i miei suggerimenti, potrai provare subito gli effetti benefici dell’essere sicura di te.

Le 2 chiavi per diventare sicure di sé

Due sono le chiavi per diventare sicura di te:

  1. imparare a scegliere;
  2. trovare il coraggio di saper restare da sole.

Spesso abbiamo la convinzione che ciò che mettiamo in atto nella quotidianità sia frutto di una nostra decisione, che si tratti di importanti scelte di vita, come di cosa fare un sabato sera. Ma, se ti fermi un attimo a riflettere, forse ti potrai accorgere che, senza che te ne accorgessi, tante tue scelte sono state dettate più che altro dalla paura di scontentare qualcuno, di non essere accettata, di patire la noia o la paura di rimanere da sola.

Se ti è difficile cogliere questo aspetto nel momento della scelta, probabilmente ti sarà più evidente nel momento in cui ti focalizzerai sugli “effetti” che ha prodotto nella tua vita. Perché non c’è niente di più frustrante che “vivere” situazioni e subire le conseguenze di decisioni non volute da noi, fosse anche andare fuori a cena con le amiche quando si sarebbe preferito restare a casa.

Ma perché abbiamo così paura di scegliere?
Perché scegliere significa sapersi assumere delle responsabilità, significa saper dire anche di no, probabilmente deludendo più di qualcuno, e c’è il rischio di rimanere da sole… talvolta anche per lunghi tempi.
E qui veniamo al primo nodo fastidioso.

La donna sicura di sé è una donna, agli occhi degli altri, sola

C’è una frase a me molto cara che dice:

Una persona che impara a stare bene da sola non si accontenta più della compagnia di chiunque

Te lo dico per esperienza personale: una donna sicura di sé sembra sola, in verità nel tempo ha imparato a scegliere le persone con cui vuole stare e condividere qualcosa, e quelle con cui non vuole. Perché, quando impari a star bene anche da sola, sei in grado di decidere che chi entra nella tua vita deve portare un valore aggiunto. Altrimenti puoi pure non farlo/a entrare.

E, per stare bene da sole, c’è un altro passo importante da fare: sapere ciò che si vuole dalle relazioni con gli altri, porre quei sacrosanti confini che definiscono chi siamo e avere il coraggio di dire di no quando serve. Ti avviso: all’inizio sarà un comportamento percepito dagli altri come antipatico e fastidioso, probabilmente verrai tacciata di essere una che se la tira e che non sei più quella di prima, e bla bla bla.
La tentazione di tornare indietro ai vecchi comportamenti, per il quieto vivere e far contenti gli altri sarà, magari sarà molto forte, ma tu resisti! Tieni duro! Al tuo fianco resterà chi ti capirà e chi ha ancora qualche ragione valida e profonda per restare nella tua vita.

Gli altri ringraziali comunque; hanno semplicemente esaurito il loro compito nella tua vita, fosse stato solo anche di farti vedere che era tempo di imparare a restare da sola.

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale

come diventare una donna sicura di sé

Frasi positive per sconfiggere la solitudine

Le frasi positive che mi stanno aiutando di più

In questo periodo ho tanto bisogno di frasi positive per sconfiggere la solitudine, per una questione relativa per lo più alla mia attività di network marketing.
Ti racconto una storia.

frasi positive per sconfiggere la solitudine

Ho iniziato a costruirmi delle rendite nel 2012. A dire il vero ci avevo provato anche nel 2008 con l’acquisto di un immobile, ma ho capito che oggigiorno in Italia l’immobile rende poco, così l’ho regalato a mia sorella.
Nel 2012, invece, ho pubblicato i miei primi 2 libri.
Pochi anni dopo ho creato 3 video-corsi; anche quelli nell’ottica di crearmi una seconda rendita.
Successivamente ho realizzato 16 audio-corsi e una scuola professionalizzante online, sempre perché potessero rendermi passivamente.

Negli ultimi anni, si sono aggiunte

  • le rendite da royalties (delle persone conducono percorsi di Coaching creati da me),
  • quelle della pubblicità nel mio canale Youtube (come influencer)
  • e quelle di un programma di fedeltà che gestisco, nell’ambito dell’attività di network marketing.

All’inizio avevo qualche decina di euro di redditi passivi al mese; oggi sono qualche centinaio. Niente di che effettivamente, ho ancora bisogno in parte del reddito attivo.
E qui mi torna molto utile una frase di Confucio:

Quando un obiettivo ti sembra difficile, non cambiare il tuo obiettivo, cerca un modo nuovo per arrivarci.

Frasi positive: sì, ok, ma cosa c’entra con la solitudine?

Ora ci arrivo, ti chiedo un altro pizzico di pazienza.

Ho voluto descrivere tutto per far capire che non è come troppi credono: una persona che si sta costruendo una rendita non passa le giornate in panciolle a non far niente.
Lavora, ma in un modo diverso da chi punta al reddito attivo. Con le rendite, io non vengo pagata per ore di lavoro che impiego, ma per risultati concreti: per la mole di fatturato che riesco a far spostare.
La cosa bella delle rendite è che, lavorando bene e nel tempo, loro crescono.

A differenza del tot di ore giornaliere che si possono lavorare e che quindi possono fruttare solo fino a un certo limite, i miei libri, per esempio, cogli anni possono passare dal vendere qualche decina di copie all’anno a qualche migliaia.
Io sarò in giro a far presentazioni, a scrivere sui social, ma non sarà il mio tempo a esser pagato (tipo schiava), ma i miei risultati (tipo persona creativa, intelligente e ingegnosa). E, sì, anche quando sto un po’ in panciolle, i soldi continuano a entrarmi, perché i sistemi che sto creando continuano a funzionare anche senza di me.

Ho cominciato la mia carriera lavorando anche 10 ore al giorno; oggi ne lavoro circa 4 e la mia entrata mensile è triplicata.
Ah, e ho 36 anni! Non 70 😉

frasi positive per sconfiggere la solitudine

Spero di esser riuscita a farti capire un po’ meglio la differenza tra reddito attivo (stipendio) e redditi passivi (rendita), e a trasmetterti il mio entusiasmo per questa seconda strada, a mio avviso molto più giusta, arricchente e dignitosa.
Se vuoi intraprenderla anche tu, scrivimelo nei commenti.

A questo punto mi sono aggrappata alla frase di Eleanor Roosvelt:

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

Frasi positive: ora arriva la solitudine!

Adesso, onestamente, tu quante persone conosci che, a 36 anni, sono a questo punto? Nella propria carriera, nella strutturazione della propria situazione economica e anche nella conoscenza di tutte queste dinamiche? Ah, poi, precisiamo: quante donne conosci che, a questa età, sono in questa situazione?
Io nessuna.
E sono una persona estremamente estroversa e interattiva.

Hai idea di che solitudine mi genera, paradossalmente, il mio essere così avanti?
Attenzione: non vorrei essere indietro per niente al mondo, anzi sinceramente mi piacerebbe essere ben più avanti di così e ci sto lavorando. Mi vergogno della situazione in cui versiamo in Italia rispetto alla (mancanza di) cultura finanziaria e sto facendo del mio meglio per staccarmi il più possibile dalla media delle persone.
Ciò non toglie che, a livello sociale, questa evoluzione, l’emancipazione dalla schiavitù e dall’ignoranza, le sto pagando a caro prezzo di solitudine.

Ecco le frasi che mi sollevano di più lo spirito:

Il tuo tempo è limitato, non sprecarlo vivendo la vita di qualcun altro (Steve Jobs)

Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta (Milton Berle)

Il successo è passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo (Winston Churchill)

Quelli che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo di solito lo fanno (Steve Jobs)
Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare (Seneca)

Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia (Goethe)

Il segreto per superare la solitudine

Arrivano dei momenti, nella vita, in cui bisogna cambiare.
Nel mio caso, a un certo punto un paio di anni fa, ho realizzato che volevo un figlio. Ma, cosa tristissima, il mio lavoro non me lo consentiva.
Lavoravo come imprenditrice e libera professionista, il mio problema non era economico: era organizzativo.
Ero abituata a fare la classica vita della donna in carriera: tanti soldi e tanto divertimento, ma anche tante ore di lavoro al giorno (weekend inclusi, spesso) e tanti viaggi.

Come potevo accogliere un bambino in una vita del genere?

Fu la prima volta in cui il lavoro che avevo sempre tanto amato mi apparve come un nemico: invece di consentirmi di realizzare i miei sogni, in questo caso me lo impediva.
Tristezza, rabbia, senso di fallimento, la paura di aver sbagliato tutto nella vita… mille domande si affollavano nella mia mente quando, un giorno, la vidi da un altro lato: non era il mio lavoro, il problema, era la strutturazione economica.

Certamente, se fossi rimasta nella situazione in cui ero, anche oggi non potrei fare un figlio. Da quando ho cominciato a mettere a rendita tutto, invece, impegnandomi solo ed esclusivamente in attività che mi permettono di costruirmi una rendita, la mia vita è cambiata. E a me, insieme al mio sogno di una famiglia felice (che a questo punto non si oppone più alla carriera, anzi, viaggiano insieme), è tornato anche il sorriso 🙂

frasi positive per sconfiggere la solitudine

Quando arrivano rivoluzioni del genere, bisogna accettare una grande verità: è molto probabile che cambieranno anche le relazioni. Forse qualche amico/a rimarrà, magari il caso vorrà che, in un modo o nell’altro, resterete sulla stessa lunghezza d’onda o continuerete a sentirvi affini in qualcosa di importante. Se così non fosse, però, e dovessi sentirti sola, resta sempre fiduciosa ed entusiasta; e ricordati che è un periodo: più tu ti manterrai salda sulla tua (nuova) retta via, più rapidamente attrarrai delle nuove persone con la tua stessa vibrazione 🙂

Ilaria Cusano

Come aiutare gli altri in maniera equilibrata

Chi non aiutare

Per aiutare gli altri in maniera equilibrata, bisogna partire da qui: chi non aiutare – dopo decenni di lavoro nelle relazioni d’aiuto, ho le idee abbastanza chiare, su queste cose.

  1. Coloro in cui non credi: non credi che ce la possano fare, che abbiano un potenziale, che possano mettere a frutto in maniera soddisfacente anche per te tutto ciò che con generosità offri loro.
  2. Le persone avide, arroganti, presuntuose, che pensano di non aver bisogno di niente.
  3. Tutti quelli che ti viene di aiutare solo per dimostrare qualcosa, a loro stessi o a qualcun altro – come a voler dire “Vedi che avevo ragione?”.

Da qui passiamo ai tre presupposti di base su cui si fonda il riuscire ad aiutare gli altri in maniera equilibrata.

aiutare gli altri

Aiuta coloro in cui credi

Per poter sentire di stare mettendo le tue energie nei posti giusti, devi pensare che, mettendole proprio lì (perché, nel frattempo, dovrai toglierle da altrove), daranno degli splendidi frutti.

Allora aiuta coloro da cui ti aspetti grandi cose: le persone in cui vedi un bel potenziale di riuscita, che sapranno apprezzare e mettere a frutto tutto il tempo, la passione e le abilità che metterai a loro disposizione, e che possibilmente faranno altrettanto, quando arriverà il loro il turno di restituire.

Così contribuisci a un circolo virtuoso e non vizioso.

Aiuta gli umili e i generosi

Non è una questione morale – anche se potrebbe esserlo e andrebbe benissimo lo stesso; è una questione di valore, anche economico, da un certo punto di vista.

Gli umili e i generosi sono quelli che, anche se procedono a testa alta laddove conoscono e hanno maturato, anche se sono in là con l’età e hanno realizzato diverse belle cose, quando si trovano in un nuovo territorio abbassano la testa e si affidano.

Sono quelli che danno il meglio e che imparano di più: perché hanno un’autostima forte e salda ed emulano e si applicano in modo diligente e con profonda gratitudine.
Tutto ciò che sviluppano dura per sempre e continua a fruttare per lungo tempo, fluendo prima attraverso di sé e poi nelle mani di altri ancora.

Conviene investire su questo genere di persone, sia affettivamente sia lavorativamente. E le altre, che continuino a sbattere la loro stupida testa dura su tutti i muri che devono; presto o tardi capiranno. In ogni caso, non è una tua responsabilità. Tua responsabilità, invece, è usare in maniera intelligente le tue risorse ed energie; investile solo su chi promette bene.

aiutare gli altri

Aiuta con il giusto spirito

Aiutare gli altri per dimostrare loro quanto vali non è il giusto spirito e ti porterà solo tante grane: è un atteggiamento viscido e meschino, è più egocentrico che cooperativo, ti si ritorcerà contro come un boomerang.
E ti dico: puoi aiutare con il giusto spirito anche se per lavoro vendi corsi per aiutare la gente – anche quando ci sono di mezzo i soldi puoi emanciparti dalla corruzione, ne sono certa perché lo faccio ogni santo giorno da decenni.

Aiuta perché donare le tue energie a quella persona o a quel gruppo arricchisce anzitutto te; per far crescere e potenziare qualcosa o qualcuno in cui credi, che secondo te può contribuire a cambiare anche la tua realtà in meglio. Fallo in modo pulito, trasparente e genuino, non in vista di un tornaconto personale o per metterti su un piedistallo rispetto a qualcun altro.

Se ancora non hai maturato questo spirito, inizia subito a farlo; non credere che gli altri non “sentano l’odore” dell’aiuto che offri loro. Lo sentono tutti benissimo e ne tengono conto dall’inizio alla fine del rapporto.
Ciò che ti ritroverai nelle mani sarà esattamente quello che ti sarai meritata, non tanto in virtù di cosa e quanto avrai fatto, ma più di come e perché
lo avrai fatto.

Ilaria Cusano

Migliorare se stessi e la propria autostima attraverso la sessualità

Fare sesso appagante per migliorare se stessi e l’autostima

Per altre epoche e culture, la questione è ben diversa, ma oggi, qui, tu pensi sia più poco di buono una donna che passa anni o decenni a fare sesso senza godere, o una che ne fa solo ed esclusivamente quando gode e tanto?
Non sembra anche a te che la prima possa farlo solo per dei secondi fini?
Insomma, se non si eccita e non gode, perché lo fa? Qualche interesse deve pur averlo. A qualcosa le serve, questo offrire il proprio corpo a un’altra persona, per il piacere solo di quest’ultima? Come la ripagherà?

migliorare se stessi autostima

In diversi modi, in verità.
La ripagherà attraverso le solite sicurezze materiali, che per molte donne suscitano gli stessi appettiti di secoli fa, anche se ora si vergognano a dirlo; con la stabilità di un’immagine sociale che tantissime, con la bassa autostima che hanno, faticano in modo abnorme a mettere in crisi; con l’appartenenza a un clan: una famiglia e una classe sociale fuori dai quali la stragrande maggioranza delle donne non sa chi è, perde completamente il senso di sé e della propria identità.

Allora, provocatoriamente ma neanche tanto, mi viene da chiedere

Ma una donna del genere che autostima dovrebbe mai avere? Non è forse ovvio che ne abbia una bassissima?

Migliorare se stesse per migliorare l’autostima

L’autostima è la percezione e la consapevolezza del proprio valore. Valore che può essere sentito e visto nel momento in cui effettivamente esiste. Se non ne hai non puoi convincerti di averne; non funziona, per l’autostima.

Se non hai valore devi maturarne. Come? Attraverso il comportamento.

Un mare di donne denuncia abusi, soprusi e angherie da parte degli uomini; personalmente mi soffermerò sull’opposto: ho subito e subisco di più e di peggio dalle donne.

Sul mio canale Youtube devo sopportare costantemente gli sfoghi maleducati e violenti di orde di vipere infelici e frustrate che, vedendo me bella, vitale, soddisfatta e felice, si imbestialiscono di rabbia e mi vomitano addosso il peggio che hanno nelle viscere.
Di uomini che non condividono il mio pensiero ce ne sono; anche di eccessivamente aggressivi e offensivi. Ma le donne sono di più e si comportano in modo peggiore.
Io segnalo ogni esagerazione e ho imparato a farmici quattro risate e, quando mi va, anche a rispondere a tono; ma mi sembra assurdo che, mentre tra gli adolescenti ci sono mille problemi di bullismo e nel mondo imperversa un livello di terrorismo come non se n’era mai visto, nel piccolo delle nostre vite si palesa la fonte di tutto ciò e tanta gente si ostina a non vederla.
Vai nella mia playlist di Sex Coaching, nei commenti, e la vedrai.

Autostima e stalking

Quando prendi l’abitudine a comportarti con valore e nobiltà, poi, stai pur certa che iniziano ad arrivarti gli stalker: l’autostima ti matura, certo, perché porti la ricchezza nella tua azione quotidiana, strutturi la vita intorno a essa, ti ci crei una professione, impari a non mettere a disposizione il tuo corpo (col lavoro e nel sesso) in cambio di beni materiali e tornaconti sociali, ti arricchisci intimamente, spiritualmente e di riconoscimenti conquistati con intelligenza e dignità… et voilà! Tutte quelle che o non sono riuscite a fare altrettanto, o che nemmeno ci hanno provato per quanto non credevano in se stesse, vedono in te il riflesso del proprio fallimento e te ne fanno di tutti i colori!

Ti mettono in difficoltà sul lavoro, anche causandoti disagi e problemi gravi; a ogni occasione possibile ti attaccano, solo per godere dell’umiliarti; sono sempre lì in agguato a spiarti, ti perseguitano in modo velenoso, ti sparlano alle spalle. Un’angoscia costante.

migliorare se stessi autostima

Intendiamoci: a 36 anni e dopo aver vissuto un’infanzia e adolescenza in un’epoca in cui da queste cose di certo non si veniva protetti e difesi dagli adulti (solo una maestra delle elementari lo fece, la maestra Nella, e me ne ricordo più che bene, ovviamente), ho imparato a fronteggiare un’evenienza tanto comune.
Ciò che è cambiato profondamente, oggi in me, e che intendo stimolare anche in altri già sensibili, è che voglio lottare contro questo genere di “femminilità”: questa violenza femminile che fin troppe persone fingono di non vedere, o addirittura ci ridono, mentre altre (donne e uomini) sono costrette a conviverci, a subirla e a portarne le ferite addosso, va combattuta e vinta, prima dentro e poi fuori. Altrimenti continueremo a ritrovarcela dovunque di generazione in generazione, come un’erba infestante.

Donna, per migliorare la tua autostima migliora te stessa

Smettila di dirti che va tutto bene quando non è così: se con un uomo non ti ecciti e non godi affronta il problema onestamente; non continuare a tentare ogni genere di manipolazione della situazione.
Se i tuoi bisogni affettivi non sono adeguatamente soddisfatti, non credere che sia colpa di qualcuno di diverso da te: è tutta colpa tua, perché quella soddisfazione devi guadagnartela – so che ti viene difficile perché ti avevano fatto credere che ti sarebbe bastato essere bella e così ti sei guadagnata ben poco nella vita, ma non è mai troppo tardi per imparare.

Quando un uomo non ti degna delle sue attenzioni, non ti vuole e non ti sceglie, impara a degnarti tu delle attenzioni che meriti, a volerti bene e a sceglierti, perché una donna che desidera uno che non la vuole ha un serio problema con se stessa – volgarmente detto masochismo, per intenderci.

Smettila di fingere di immolarti per un partner, un genitore o chissà quale astruso e inesistente senso di dignità: non c’è nessuna nobiltà nel fare la vittima sacrificale di qualche parassita, è solo un comportamento stupido che copre la tua vigliaccheria e che fa male a un sacco di altra gente che ti sta intorno, oltre che a te.

Impegnati per delle cause serie, piuttosto: invece di nutrire le sanguisughe convincendoti di essere la sorta di santa che non sei (e lo sappiamo tutti), comincia ad appassionarti, divertirti ed essere felice e fiera di te, ogni giorno. Tutta quella frustrazione e quell’invidia che provi e che ti rodono da dentro, benedicile: sono proprio loro che ti indicano quanto ancora puoi migliorare te stessa e la tua autostima, e chi prendere come esempio per progredire più rapidamente.

migliorare se stessi autostima

Ilaria Cusano

PS. Appello all’uomo

Siccome, come hai visto, c’è tantissimo di sessuale, in questo così diffuso problema femminile, datti una svegliata e impara a scartare questo genere di donna. Non ti mettere in testa di salvarla o di tentare di soddisfarla: è questa la vera troia, il vero serpente velenoso. E’ pura merce, è abituata a usare ed essere usata; e, se all’inizio potrà sembrarti eccitante, ricordati che non sa godere né tanto meno far godere. Ti consumerà e avvelenerà l’esistenza, perché non sa amare. Fai del bene a te stesso e aiuta anche lei scartandola: tu sarai salvo dall’inferno sessuale e affettivo, e lei sarà costretta a migliorare se stessa, a maturare vero valore e autostima, e così, un po’ alla volta, potrà imparare ad amare.

Motivazione intrinseca e business

Le donne hanno un serio problema di motivazione, nel business

Motivazione intrinseca e business: mai come nell’ultimo anno ho avuto modo di toccare con mano la gravità di questo fenomeno sociale. Dal mio specifico punto di osservazione, ho potuto osservare che gli uomini lo patiscono di più dal punto di vista affettivo; le donne da quello lavorativo.

motivazione intrinseca donne

Ti faccio una sintesi rapida e più chiara possibile; ti sarà utile per tenerti al riparo da questo potente condizionamento sociale.

Le donne nel business

  1. hanno troppi dubbi, ci mettono un tempo infinito a prendere decisioni e, una volta che hanno imboccato una strada, continuano a rimetterla in discussione.
  2. Si paragonano eccessivamente agli altri: alle altre donne in un modo e agli uomini in un altro, quasi a cercare la conferma di non andare mai abbastanza bene.
  3. Così, lavorano in modo poco produttivo, con uno spirito fiacco e perennemente con un piede pronto a scappare – in sostanza, non prendono seriamente i propri impegni e danno una cattiva immagine di sé.

La somma di questi tre atteggiamenti e comportamenti ha come logiche conseguenze

  • performance di basso livello,
  • incostanza, discontinuità e scarsi risultati,
  • una reputazione che fatica a formarsi, salire e durare.

Da una bassa motivazione se ne genera una ancora più bassa

E’ un circolo vizioso: hai una bassa motivazione, scarsa autostima, confusione, dubbi e insicurezze; tenti una via con questo atteggiamento. Trovi qualcuno di acuto e generoso che ti dà una bella opportunità e tu, invece di dimostrare quanto vali con grinta, tenacia, competenze e intraprendenza, ti esibisci col tuo deprimente balletto di lacune psico-sociali; crei dei problemi alle persone, le ammorbi invece di arricchirle, dai risultati scarsi oppure inesistenti. Il tutto finisce in una perdita della tua opportunità e reputazione, da un lato – chi aveva creduto in te smette di farlo, hai fatto di tutto per far sì che succedesse! – e, dall’altro, la tua motivazione intrinseca e la tua autostima crollano ulteriormente.

Mentre davi il peggio agli altri, infatti, tradivi anche te stessa: dimostrandoti, forse per l’ennesima volta, che

  • la tua parola vale poco e niente;
  • che non sei in grado di tener fede a un impegno;
  • e che ti comporti in modo poco serio e professionale – dunque non meriti né fiducia né opportunità.
motivazione intrinseca donne

Motivazione intrinseca: come trasformare il circolo vizioso in virtuoso

Condivido con te il succo di un messaggio che ho inviato a una studentessa della mia Scuola Professionalizzante di Life Coaching Spirituale, quando mi ha informata di una crisi di motivazione che stava attraversando.

“Il dubbio: non darò alcuno spazio ed energia al dubbio. Per quanto mi riguarda, conto che tu non solo porterai a termine, ma metterai anche a frutto tutta la formazione.
Se hai bisogno del mio supporto io ci sono, ma solo per questo: per andare avanti con
serietà, responsabilitá, impegno, costanza, tenacia e perseveranza.
Quali frutti il tuo lavoro porterá, a te e al mondo, lo scoprirai solo in anni di azione e dedizione concrete e costanti; non certo nei pensieri e nell’immaginazione.
Ci vogliono fede, fiducia e la forza necessaria di arrendersi al mistero – e di mettere
disciplina e autocontrollo al servizio di cause superiori, e non del proprio solito piccolo ego.
Credere nel potenziale delle persone si basa esattamente sul fatto che, nella mia mente
non esiste la possibilitá che l’altro non ce la faccia. Per quanto mi riguarda, si fa una scelta (che non è mai nè giusta nè sbagliata, è una scelta), ci si prende un impegno e si presta fede al proprio impegno fino in fondo. Punto. Così si fa un viaggio e si gode di tutte le sue meraviglie.
Vale per la vita affettiva e anche per il
lavoro, ed è identico per tutti e non ci sono scuse per nessuno; funziona cosí universalmente.
Se credessi che tu puoi non farcela sarei una pessima coach.
Io devo
dare per scontato che tu ce la farai e alla grande! Proprio come deve fare un genitore coi figli, per fare bene il suo mestiere.”

La motivazione si costruisce sui risultati, sulla soddisfazione e sulla fiducia

In questo modo, nel business ma non solo, si ottengono risultati prima dignitosi, poi soddisfacenti e dopo ancora eccellenti; ci si guadagna la fiducia a lungo termine, il rispetto e la reputazione nella societá – non promettendo con tanti bei bla bla bla, ma dimostrando con costanti fatti; e si migliorano motivazione e autostima.

La motivazione intrinseca non viene dal nulla: viene dal saperti prendere degli impegni, anzitutto con te stessa e poi con gli altri, e dal saperli mantenere; dal saper offrire un buon livello di performance anche quando nessuno ti minaccia, costringe o manipola, per semplice serietá e maturitá professionali – che poi sono anzitutto personali.
Mi duole dirlo, ma la maggior parte delle donne in Italia, a livello di business, deve ancora sviluppare queste capacitá. Solo facendolo ci si può conquistare la stima di sè, l’ammirazione altrui e quel posto nel mondo che ancora in molte (troppe!) si limitano a sognare e a invidiare.

motivazione intrinseca donne

Tutto ciò, purtroppo e per fortuna – perché, a fronte di molte che mollano, ce ne sono anche alcune che perseverano e poche ma favolose che ce la fanno e alla grande! – mi risulta ormai più che evidente; non dai percorsi di formazione come la scuola per lavorare come Life Coach Spirituali – certo che, quando una persona cede già all’inizio, raramente arriva a farsi le ossa, se non a costo di grandi frustrazioni… Mi è chiaro dal lavoro, dalle numerose collaborazioni professionali: se conto il numero di coloro a cui ho elargito opportunità e formazione e quello di coloro che le hanno davvero fatte fruttare, uff!… allora contatto la mia, di frustrazione… E, ahimé, erano tutte donne.

Motivazione intrinseca: che genere di donna sei – e non sei?

Le donne che lamentano di non godere di pari opportunità; quelle che si piangono addosso per essere vittime degli uomini; le stesse che trovano sempre un colpevole o una scusa per non fare quello che dovrebbero fare.
Proprio come nel sesso: vogliono la favola, vogliono lo stallone, e poi non sanno neanche mettere in pratica le basi minime per fare bene l’amore… non sanno neppure eccitarsi, godere e far godere… Bah!

Mi dissocio totalmente da questo genere di donna; mi fa vergognare di essere donna. Grazie a Dio ce ne sono tante diverse: serie, responsabili, mature, capaci di generare valore insieme agli uomini, e che quando mancano di competenze per fare business in modo valido e onorevole, si rimboccano le maniche e imparano, sviluppano, reinventano – mentre le altre piagnucolano, manipolano, cercano carnefici e trovano scuse.

Una motivazione intrinseca vale più di tutte: quella che ti spinge a dimostrare chi sei, e chi non sei.

Ilaria Cusano

Cambiare vita nel 2019: propositi per il nuovo anno

Domanda chiave: sta funzionando?

Per avviare un cambiamento che sia anche un rinnovamento positivo – e non uno sbotto isterico – è necessario un parametro guida, una “stella cometa”, una strada.
La strada che ho deciso di proporti oggi si sintetizza bene nella domanda

Sta funzionando?

propositi nuovo anno

A tal proposito, alcune premesse importantissime.
Se ti ci stai dedicando da un mese, che si tratti di una storia d’amore, un progetto o una nuova casa, non ha senso chiedertelo ora: datti un limite di tempo entro cui porti la domanda in maniera matura e con cognizione di causa e, fino a quel momento, fai tutto ciò che è in tuo potere per farla funzionare.
Esempi. Per una storia d’amore, personalmente mi sono data questi limiti: tre incontri per valutare se il sesso funziona; tre settimane per il dialogo; tre mesi per valutare se la vita di coppia funziona. Per un progetto lavorativo: in 3/6 mesi faccio i test di marketing, in un anno il rodaggio del team; dopo massimo 2/3 anni, se economicamente non mi dà grandi soddisfazioni, lo chiudo o trasformo in misura significativa – cambio la struttura del team, faccio un re-branding, etc.
Se non dai fiducia a priori e non testi niente e nessuno, o se al contrario non esprimi valutazioni o i tuoi test durano cinque anni, allarme: stai buttando nel cesso la tua preziosissima nonché unica Vita! 

Crea la tua “Long Keyword”: nel 2019 la mia priorità è… 

E’ la versione più evoluta dell’esercizio della parola chiave.
Per diversi anni, alla fine dell’anno ho individuato una parola guida che mi ispirasse in tutto il mio operato, l’anno successivo; per il 2018, per esempio, la mia era “regno”.

La parola chiave deve rimandare a qualcosa di concreto e immaginabile – “amore” e “armonia” non vanno bene; in più, deve essere evocativa ed emozionante, toccare qualche tua corda profonda.

La long keyword si usa nel marketing ma può essere applicata efficacemente anche in questo contesto. Con la parola “regno”, per esempio, la long keyword avrebbe potuto essere “Costruire un regno”, “Arricchire il mio regno”, “Abbellire il mio regno”, “Consolidare il regno” o “Potenziare, proteggere e salvare il mio regno”, e via dicendo.

Fai lo stesso per te, per il 2019: individua prima la tua parola chiave e poi inventa una long keyword che la includa.
Sii onesta, schietta e diretta; non raccontartela con parole impapabili, ambigue o astratte. Vai dritta al punto e bandisci ogni imbarazzo, disagio e vergogna.
Senti dentro di te cosa vuoi di più al mondo, visualizzalo in una forma concreta e sintetizzalo prima in un concetto – parola singola – e poi in una long keyword.
Ti orienterà, supporterà e motiverà per tutto l’anno 😉

propositi nuovo anno

Propositi per il 2019: cambiare ciò che non sta funzionando

Se hai fatto tutto ciò che era in tuo potere e ancora non funziona, è ora di cambiare. Che si tratti di una relazione affettiva, di un lavoro o di una casa, città, etc., segui questi passi e vai verso il benessere e la felicità!
Aspettare che il mondo esterno di soddisfi è pura illusione; rimboccati le maniche e cambia tu le cose.

In primis, cambia te stessa

Quando hai già fatto tutto ciò che era in tuo potere per far funzionare le cose, questo step non può consistere in un cambio di punto di vista, di atteggiamento o di comunicazione. Il cambiamento deve essere più profondo e sostanziale, per la serie “Credevo che questo fosse l’uomo della mia vita, invece era uno degli uomini della mia vita. Per dare il meglio di me dovevo pensare che fosse lui l’unico ed ecco perché l’ho fatto e ne sono felice, ma ora so che non era vero”; oppure, “Ero convinta che questo lavoro fosse la mia vocazione, ma mi sbagliavo: la mia vocazione può avere mille forme ed è evidente che questa non è la migliore possibile”.

Poi,comunica i cambiamentiche hai deciso di implementare

Non devi per forza interpellare mille consiglieri, chiedere l’approvazione altrui o studiarti le statistiche mondiali, per decidere della tua vita. Se hai valutato che per te una cosa non sta funzionando, trova le parole migliori per spiegare a chi è coinvolto perché lo pensi e diglielo; se lo capirà bene, sennò hai comunque tutto il diritto di procedere per la tua strada anche se gli altri disapprovano le tue scelte.

Infine, individua l’alternativa auspicabile e rappresentatela in modo concreto 

Ecco degli esempi.
Interrompo un’amicizia perché non voglio essere trattata in modo aggressivo e manipolatorio – giudizi, ripicche, ricatti, etc. Le amicizie che mi corrispondono sono quelle in cui si ammette di aver sbagliato, quando qualcuno viene ferito; si chiede scusa quando, anche involontariamente, si causa dolore; si sa fare un passo indietro e ci si sa mettere da parte, quando l’altro ne ha bisogno.
Trasformo un progetto professionale modificando significativamente il team che avevo aggregato perché non si è formato bene ed è evidente che non vuole farlo. Un team ben formato risponde positivamente a opportunità, stimoli e proposte di team building, a maggior ragione quando sono gratuite. Se certe persone prendono tanto e danno poco, criticano molto e quasi mai supportano e ispirano, competono o si isolano invece di cooperare e unirsi, è meglio investire le proprie energie su chi SA GIA’ comportarsi in maniera opposta – se le si vuole investire bene, costruendo qualcosa.

propositi nuovo anno

Pronta per un anno davvero nuovo?

Ho cercato di farti quanti più esempi concreti possibili. Negli anni ho visto che, spessissimo, il problema nei cambiamenti è proprio il non sapersi rappresentare scenari concreti – scenari da cui si vuole prendere le distanze, e scenari verso cui si vuole andare.
Saper generare e cavalcare dei cambiamenti è fondamentale, per vivere la vita che desideri – e non un incubo, magari prodotto pure da qualcun altro invece che da te.
Se ti rendi conto di aver bisogno di un aiuto professionale, dai un’occhiata ai nostri corsi online, ai miei audio-corsi e libri. Cambia per ispirazione, non aspettare che debba arrivare la sofferenza a costringerti 😉 

Ilaria Cusano