Mettersi in proprio e lavorare da casa per fare la mamma

Fare la mamma: mettersi in proprio e lavorare da casa funziona?

Questa è stata la strategia che ho elaborato e messo in pratica, quando ho visto all’orizzonte la maternità: costruirmi un lavoro che avrebbe potuto essere svolto anche quasi solo da casa, almeno per qualche tempo, per donare a me stessa la possibilità di diventare mamma.

mettersi in proprio lavorare da casa fare la mamma

Non ero certa che lo avrei fatto, non era fondamentale per la mia realizzazione come donna.
Ma, nell’eventualità in cui lo avessi desiderato, volevo avere la libertá, l’uomo adeguato e l’organizzazione giusta per poterlo fare.
Cosí ho avviato un “cinema” durato quasi 3 anni:

  • ho lasciato il mio ex marito – in tutti i casi, non sopportavo di stare con un uomo che ritenevo indegno di essere il padre dei miei figli;
  • ho trasformato il mio lavoro, per automatizzare le entrate il piú possibile;
  • e ho fatto un’accurata selezione per scegliere un uomo migliore del precedente – passione e interessi in comune non mi sono mai bastati, sono una donna molto esigente: do tantissimo e merito altrettanto.

Costruire qualcosa di valore non è un mero perseguimento di un obiettivo “materiale”; passa attraverso il diventare quella persona capace di attrarre le persone e le risorse giuste prima, e il maturare tutte le capacità necessarie a gestire la situazione in tutte le sue sfaccettature, poi.
La famiglia non fa eccezione; e, quando se ne costruisce una che non funziona, in cui bisogna risolvere mille problemi per evitare che si sfaldi, allora ci si rende conto di tutte le raffinate abilità che servono per essere in grado di costituire un nucleo forte e saldo che possa prosperare e durare, in modo tale da tenerla in piedi nel tempo.

Mettersi in proprio può remare contro la maternitá

Senza esperienza, si può tendere a credere che la vita da lavoratrice autonoma remi sempre a favore del progetto maternità; in realtà non è detto che sia così.
Vediamo alcuni motivi per cui può non esserlo:

  1. Si possono avere molti piú impegni e responsabilitá dei lavoratori dipendenti, o di chi si dedica a sviluppare un progetto altrui.
  2. Ci si puó ritrovare schiacciati dall’agenda, dal mondo virtuale e dallo stress, in una condizione psico-emotiva in cui è impossibile avere una vita affettiva sana.
  3. Con tutte le spese da sostenere, fare i genitori può diventare l’ennesima pressione, invece che l’immensa gioia e il grandioso onore che è accogliere una nuova vita nella propria.

Per tutte queste ragioni e anche per altre, se ci si vuole mettere in proprio anche per dare spazio e ossigeno all’amore e alla vita familiare, bisogna progettare e costruire questa situazione in modo attento e specifico; altrimenti ci si ritrova schiave di se stesse come in qualsiasi lavoro dipendente.
Siccome, invece, siamo tutte libere e intelligenti, possiamo fare di meglio 🙂

mettersi in proprio lavorare da casa mamma che lavora

Lavorare da casa è utile non solo per la vita da mamma

Questo tipo di gestione del lavoro è utilissima anche per

  • imparare a essere padrone del nostro tempo e della nostra energia;
  • applicarci nell’auto-controllo necessario a usare in maniera costruttiva gli orari, il denaro e la lista delle prioritá – le risorse, in generale;
  • automatizzare le entrate e, un po’ alla volta, costruire una rendita – ci servirá anche per avviarci verso una maturitá in cui, di certo, non potremo contare sulla pensione;
  • usare in modo sostenibile le ricchezze che generiamo – perchè spendere intilmente soldi che possono essere risparmiati e utilizzati meglio? La casa è una grande risorsa economica ed ecologica: un’utenza sola, meno spostamenti, tutta l’amministrazione in un unico luogo da curare e gestire, etc.

E, se stai male a casa e vuoi stare il piú possibile fuori, a mio avviso hai un problema grande da risolvere e un’opportunitá da cogliere – per la tua salute psico-fisica e affettivitá.
La soluzione non è guadagnare tanti soldi per poterti permettere un ufficio, un co-working o viaggi continui; questi sono palliativi e toppe per coprire un disagio che, nel frattempo, crescerá, fino a costringerti aspramente ad affrontare ció che conta di piú nella vita – che sono il benessere nell’amore e nelle relazioni affettive e non i soldi o il lavoro.
Perchè, tra l’altro, i veri soldi e il vero lavoro sono tutta questione di amore e relazioni affettive

Ilaria Cusano

Come creare un lavoro da casa per mamme

Come creare un lavoro da casa per mamme che vogliono stare piú tempo con i propri figli

C’era una volta un periodo storico in cui una donna diventava mamma e non aveva tempo per stare coi figli.

lavoro da casa per mamme

Anche tu sei cresciuta con una mamma obbligata, per cause di forza maggiore, a lavorare la maggior parte del tempo, dovendo sottrarsi alla famiglia?

E’ uno dei motivi che mi spingono, sostengono e guidano nella realizzazione di una professione che mi permette di crearmi una libertá finanziaria.

Non metterò al mondo un bimbo, senza prima avere la piena possibilitá di godermelo e crescerlo personalmente, almeno per la maggior parte del tempo.

Anche tu, se potessi, da donna e madre sceglieresti questa libertá?

Sai qual è il problema?
Che la maggior parte delle donne che hanno nel cassetto questo sogno non cerca opportunitá alternative alla tradizionale offerta dal mercato del lavoro di oggi; non si dà da fare per realizzarlo, in pratica.

Ma la bella notizia è che, in realtá, ce ne sono diverse; in questo articolo ti parleró di ben 2 possibilitá di mettersi in proprio in questo modo!
Sei pronta? Mettiti comoda 😉

Mettere in vendita il proprio knowhow

Se dovessi farti un esempio di un lavoro da casa per mamme che non vogliono più vivere la maggior parte della loro vita lontane dai propri figli, me ne verrebbero in mente tantissimi.

Oggi il mercato online offre a tutti l’opportunitá di mettere in vendita le proprie competenze e di crearsi un lavoro in armonia con le proprie nuove esigenze.

Prova a chiederti:

Cosa mi piace fare di più?
Cosa sono capace di fare?
C’è qualcuno che potrebbe essere interessato a imparare ciò che io so?
Ho delle capacitá acquisite nei lavori tradizionali che ho fatto fino ad oggi, che potrei rivendere come freelance ad altre aziende, lavorando da remoto e facendomi pagare a risultato?

Chiaramente non basterá cercare una risposta a queste domande per realizzare il tuo lavoro da casa per mamme del futuro. Ti servirà imparare moltissime nuove competenze, applicarle, testarle e promuoverle.

Tuttavia, visto l’evolversi del mondo del lavoro di oggi, siamo fortunatissime a vivere nell’era digitale: oltre a semplificare le comunicazioni, ci permette di ricevere un regalo strepitoso dalla Vita.

Quale?

Cogliere l’opportunitá di lavorare sodo per un periodo di tempo limitato, per poi dare ai nostri figli la cosa più preziosa che ogni genitore, tornasse indietro nel tempo, darebbe di più: il tempo.

lavoro da casa per mamme
Ph. by Michael Coghlan

Lavoro da casa per mamme: prima idea

Per realizzare un progetto concreto e valido e mettere in piedi un lavoro che possa sostenere economicamente te e la tua famiglia sará necessario

  1. sviluppare il mindset giusto per costruire un’attivitá indipendente che ti gratifichi;
  2. apprendere come gestire i tempi e gli spazi che dovrai organizzare per ottimizzare il tuo lavoro;
  3. imparare alcune semplici ed efficaci strategie per costruire il tuo personal branding e promuoverti distinguendoti da tutti gli altri.

Sono gli stessi 3 passaggi fondamentalii che abbiamo vissuto anche Ilaria ed io, quando abbiamo deciso di diventare imprenditrici di noi stesse.

Per questo, qualche anno fa, ci siamo accorte di possedere le competenze ideali per creare un percorso che permettesse, a chi come noi voleva costruirsi un’attivitá indipendente,

  • di farlo senza paure;
  • con tutto il supporto di chi ci era giá passato;
  • e offrendo degli strumenti utili per essere segueti e guidati passo dopo passo.

Da questo incontro è nato Business in Love: un percorso di 12 Skype dedicato alle donne che vogliono mettersi in proprio con un’attivitá da svolgere da casa come freelance.

Piano B per mamme: costruire una rendita passiva

Oggi il sistema tradizionale non ci insegna a gestire il denaro e neanche a generarlo, piuttosto ci insegna a spenderlo e ad arrivare a metá mese giá con l’acqua alla gola.

Questo è il motivo per cui, oltre che costruire una propria attivitá autonoma, sia Ilaria sia ioabbiamo pensato bene di affiancare al nostro lavoro anche un’attivitá imprenditoriale che permette, a chiunque voglia farlo, di generare un guadagno passivo che non dipende dal tempo che lavoriamo.

Oggi, io da Torino e lei da Padova, ci occupiamo insieme di far crescere molti collaboratori che in tutta Italia vogliono come noi vivere un futuro più roseo, stabile e prospero di quello dei nostri genitori e nonni.

Facciamo nascere e crescere una rete di persone e aziende con cui condividiamo profitti e clienti, con l’obiettivo di far sviluppare le attivitá di tutti e generare una rendita continuativa e progressiva basata sui consumi che facciamo ogni giorno.

In particolare per una mamma che oggi sceglie di volere un futuro diverso per lei, per i suoi figli e per l’intera famiglia, queste due opportunitá sono le migliori che io abbia trovato in circolazione; e, siccome per me stanno funzionando bene, consiglio a te

  1. di guardarti intorno, e
  2. di deciderti: di chiedere le informazioni che servono per capire come tutto questo sará possibile anche per te.

Parlo della possibilitá di darti un tempo per lavorarci su, con la prospettiva di vivere i prossimi anni della tua vita in un modo totalmente diverso da quello che ti ha accompagnato finora.

Invece che arrancare senza avere realmente una meta, un piano B che ti viene in aiuto per realizzare i tuoi obiettivi e desideri; da oggi in poi potrai almeno sentire di aver trovato la soluzione per te e la tua famiglia, che ti fará sentire serena per il resto dei tuoi giorni.

Perché non siamo felici e sereni in funzione di dove siamo ora: siamo felici e sereni in funzione di dove stiamo andando 🙂

lavoro da casa per mamme

Sogno o realtá?

Ilaria ed io possiamo raccontarti la nostra storia, due giovani donne unite da una grande amicizia e fiducia, con esperienze e background molto diversi, ma con la stessa voglia di creare la vita straordinaria che sono sicure di meritare.
E tu?
Raccontaci cosa fai, e soprattutto cosa vuoi fare nel tuo futuro!

Carlotta Bruno

Insegnamenti di vita da “La donna dalla coda d’argento” – 4

Ricorda sempre che la tua vita ti appartiene…

… che deve essere, per te, più importante di qualsiasi altra vita. Spero che tu non dimentichi questo: gli uomini sono come le donne, esistono uomini buoni e cattivi. Sei tu che devi scegliere il tuo compagno.
«Non devi affidarti a un uomo qualsiasi, scegli il migliore tra molti, non con gli occhi del corpo ma con gli occhi del cuore. Così incontrerai il tuo futuro compagno. Poi, con pazienza e molto amore, lo modellerai e lo trasformerai in un grande uomo. Così costruirai il tuo matrimonio e la vita familiare.»

insegnamenti di vita

«E’ questo il modo che hanno adottato le donne che sono riuscite ad avere un matrimonio felice?», chiese Lara.
«E’ proprio così: questo è il metodo che, da tempi immemorabili, hanno usato le donne intelligenti che amano», rispose la curandera sorridendo con malizia, «avvalendosi anche del potere dell’energia sessuale

L’allegria che viveva in quei momenti era una sensazione mai provata…

… un appagamento delle sue necessità mai sentito prima di allora. Se qualcuno avesse visto il suo volto nell’oscurità, avrebbe scorto un sorriso di totale soddisfazione, una gioia infinita e una luce che si proiettava dal più profondo dei suoi occhi.

«Mi sento in una beatitudine totale, completa, piena d’amore: c’è un’esplosione di allegria dentro di me.»
«Sei in contatto con il tuo essere. Il tuo spirito si manifesta attraverso la tua mente e il tuo corpo: hai trovato l’unità con il tuo essere. Adesso hai imparato a centrarti, così troverai la serenità e la pace che tanto cercavi. Adesso comprendi che ogni relazione sessuale che non derivi dall’amore divino non è altro che un simulacro legato all’ego, al desiderio, alla possessività e non ha niente a che vedere con il Tinkuy.
«Per essere una vera donna, è necessario non avere paura, ma essere libera e saggia. Non essere un soggetto vittima di basse passioni o di una sessualità egoista, possessiva, manipolatrice e repressiva.»

insegnamenti di vita

Insegna ad amare

Se vuoi preservare la vita sulla terra
insegna ai tuoi figli ad amare tutti
gli esseri viventi dal più grande al più piccolo.
E ricorda sempre loro che l’uomo
è soltanto un filo nella matassa della vita.

Nel XXI secolo l’educazione ha bisogno di obiettivi chiari per insegnare ad amare se stessi e gli altri. Dovremmo renderci conto che i mali più grandi dell’umanità si verificano perché manca l’amore. L’uomo pacifico è quello che ha trovato l’armonia interiore amando se stesso e amando gli altri.
Tutta la conoscenza dovrebbe ruotare intorno all’amore, perché esso è l’energia universale più grande e potente che permea e muove l’intero universo che siamo venuti a sperimentare.
Senza amore non c’è vita, c’è soltanto il vuoto, il caos, il disordine e la violenza. Quando c’è amore, c’è magia, entriamo nel mondo della fantasia e dell’immaginazione, così possiamo attingere alla fonte della creatività.

Occorrerebbe adottare un nuovo tipo di insegnamento per amare

Senza amore l’essere umano continuerà a essere un bipede sulla terra. Potrà continuare a produrre macchine e a edificare città, potrà fare le costruzioni più grandiose, che soddisferanno la sua vanità, il suo orgoglio e il suo egoismo, ma in tal modo non rimarrà mai qualcosa di suo che vada al di là del tempo.
Sino a ora la nostra civiltà ha continuato il suo percorso tra lotte, guerre, schiavismo, sfruttamento e manipolazione. Siamo entrati in possesso di beni e servizi che ci permettono di risparmiare la forza muscolare, allungare il tempo e spostarci in qualsiasi luogo della terra.

Ma cosa abbiamo ottenuto? Siamo veramente felici?

insegnamenti di vita

Sembra che il destino dell’umanità sia di lavorare in modo accanito, con lo stress che ne consegue, e di vivere una vita che non è in realtà degna di essere chiamata tale.
In cambio di che?
Di una casa, una macchina, un po’ di quattrini in banca, una sicurezza?
Il senso del dovere, che è stato inculcato nella testa d’ogni persona, non serve a niente quando sopraggiunge l’ora della morte. A che serve aver fatto tanto e aver lavorato in modo esagerato, se non si è vissuta la vita?
E’ questa l’eredità che vogliamo lasciare ai nostri figli?

Liberamente tratto da La donna dalla coda d’argento, di H. H. Mamani

Insegnamenti di vita da “La donna dalla coda d’argento” – 3

Che cosa deve conoscere una donna dell’uomo?

insegnamenti di vita

«In principio la donna deve sapere quali sono gli interessi del maschio»
«E tu me li puoi dire?»
«Certo! Gli interessi dell’uomo e della donna non sempre sono gli stessi, per questo è necessario comprendere che in generale l’uomo in ogni donna cerca quattro cose. Primo: che sia una persona che possa trasformare una casa in una famiglia, che sia capace di condurla, sistemarla, convertirla in un nido d’amore dove lui possa trovare l’allegria e il desiderio di vivere. In una parola, che sia esperta.
«Secondo: che sia una donna con personalità, carattere positivo, sicura di sé, intelligente, allegra e con senso dell’umorismo, entusiasta della vita, serena nel modo di trattare con gli altri. Una donna socievole che lo faccia sentire importante e della quale lui possa essere orgoglioso. Confidare che in qualsiasi situazione pubblica sappia affrontare ogni problema e si faccia valere di fronte alla società.

Il terzo aspetto che l’uomo cerca in una donna è che conosca i suoi appetiti e i suoi desideri…

… tra questi i principali sono il mangiare e il bere. Molti uomini sono stati conquistati prendendoli per la gola, per questo si dice “L’uomo in una donna cerca una gran cuoca, una donna che infonda arte e bellezza in ciò che cucina”.
«Il quarto aspetto, che di solito gli uomini non dicono, ma che è il più importante per loro, quello che maggiormente preferiscono, è che alla donna piaccia il sesso. Deve dimostrare assenza di inibizioni, allegria, humour, intelligenza, tenerezza, sensualità, maestria e arte nell’alcova.
«Dei quattro interessi l’ultimo è il più importante per l’uomo, nel suo inconscio. Sarà anche disposto a sacrificare la sua posizione sociale, accettare che non sia una buona padrona di casa o che non sappia cucinare, ma deve dominare i segreti del letto e fargli assaporare le sensazioni più voluttuose.

insegnamenti di vita

Per l’uomo la soddisfazione sessuale è molto importante…

… è intrinseca alla sua stessa natura, perché è l’unico modo che gli permette di recuperare la sua unità, di essere uno con l’universo e di entrare a far parte della categoria degli dèi. Questo è l’unico mezzo con il quale una donna può farlo viaggiare nel Pachachaka, in ponte di energia, verso l’universo atemporale. Farlo entrare nella quarta e nelle altre dimensioni e aiutarlo a espandere la sua coscienza. L’uomo ricerca la conoscenza perché questa gli darà potere.
«Invece la donna cerca nella relazione sessuale la realizzazione dell’amore e la trasformazione dell’uomo. La sola conoscenza senza trasformazione non è sapienza, e la sola trasformazione senza conoscenza non è realizzazione. La donna che conosce questa arte e questa scienza è una dea in terra e sarà sempre amata e venerata dagli uomini

Voglio un uomo che…

… abbia molta fiducia in se stesso, che mi permetta di stare al suo fianco, invece di confinarmi dietro le pareti di casa. Un uomo che desideri qualcosa di più di una donna bella o dai modi raffinati, un uomo che abbia ideali, un cervello e uno spirito di prim’ordine e che siano presenti in lui ambizione, coraggio, sincerità, rispetto e generosità. Un uomo che sappia amarmi, ascoltarmi e conquistarmi ogni giorno, che sia tenero e affettuoso per seguire insieme a lui un cammino d’amore
«Molto bene! Adesso hai già le idee più chiare, per questo non devi sposarti o unirti a un uomo qualsiasi. Trova il migliore tra loro, fagli capire che tu hai quello che lui desidera in una donna. Quando lo avrai conquistato completamente, lavora alla sua trasformazione e poi fallo camminare nella direzione che tu consideri ideale per la sua illuminazione. Ogni uomo è una materia prima che una donna deve trasformare in un individuo prezioso in cinque, dieci o più anni. Questo è il sistema del quale si è sempre avvalsa la vera donna, da tempi immemorabili, per compiere la sua missione in terra.»

insegnamenti di vita

Liberamente tratto da La donna dalla coda d’argento, di H. H. Mamani

Insegnamenti di vita da “La donna dalla coda d’argento” – 1

Le migliori citazioni da uno dei libri di Hernán Huarache Mamani

«L’uomo e la donna non vengono educati perché formino poi una famiglia: l’istruzione serve solo per formare dei lavoratori. Non vengono insegnati nemmeno i rudimenti più elementari della vita. Gli uomini e le donne non sono preparati per innamorarsi, sposarsi e mettere al mondo dei figli
«Perché non si fa qualcosa? Anche noi abbiamo gli stessi problemi in Europa.»
«La maggior parte delle volte, questo accade perché non siamo coscienti del problema e non desideriamo risolverlo».

«Tieni presente che gli animali vivi sono quelli che ti faranno meno male. Sono gli esseri invisibili che popolano questi luoghi quelli che metteranno a dura prova i tuoi nervi. Solo quando ti riterranno una donna senza paura e piena d’amore, qualcuno di loro ti parlerà e ti darà dei consigli.»

insegnamenti di vita

«Vivi pienamente il presente e lasciati andare completamente a quello che stai facendo. Non essere una mera spettatrice, ma trovati nel suo stesso centro, attraverso l’azione.
«Di’ alle sorelle del tuo Paese che noi donne siamo il punto d’appoggio per muovere il mondo; che, se un uomo vuole iniziarsi, lo farà grazie a noi e che se il divino vuole umanizzarsi, lo farà sempre attraverso di noi. Chi voglia scoprire i misteri della divinità, dovrà penetrare il cuore della donna. Il giorno che veramente sarai una donna, incontrerai questo frutto sul tuo cammino.»

«Nella vita bisogna avere il coraggio sufficiente per fare dei passi, anche se sono sbagliati. Il cammino della saggezza è nel non aver paura di sbagliare perché le delusioni, le sconfitte, i fallimenti ci insegnano. Chi persiste nel suo impegno, e trae profitto da ogni caduta, vincerà.»

Psicologia e spiritualità – Insegnamenti di vita diversi ma complici

«La paura è un meccanismo tipicamente femminile, che ci permette di mantenere la distanza, di prendere precauzioni quando è necessario, di scappare o, nel peggiore dei casi, di farci sottomettere. Invece l’ira è maschile, è aggressiva, violenta e istantanea, è qualcosa che obnubila la ragione, è un impulso feroce, come una molla che ci obbliga a lottare, a difenderci, anche se la nostra vita non è in pericolo. Tu non sarai te stessa finché non avrai capito che questi due elementi coesistono dentro di te. Accettati così come sei e troverai la pace che cerchi.»

«Nella vita la tua volontà deve essere ottimista anche se la tua mente è pessimista, se vuoi andare avanti. Inoltre, la dignità non si esprime con i vestiti, i gioielli, con quello che si indossa, ma nel modo in cui la persona si valorizza. E persino nel modo in cui si muove e cammina».
«E io come cammino? Che opinione hai di me?»
«Nel modo di camminare tu assomigli a un uomo, devi essere più femminile nei tuoi movimenti.»
«Non so come si fa, mi pare di averlo dimenticato, non me l’ha mai fatto notare nessuno.»
«Per correggerti fai questo esercizio, ripetiti mentalmente: io sono una gran donna! Fallo varie volte. Poi alza il volto, dirigi il tuo sguardo verso l’orizzonte, con il corpo ben eretto e bilanciato, avanza con passo soave sulla punta dei piedi. Osserva come cammino io.»

insegnamenti di vita

Quando sarai veramente una donna… Insegnamenti di vita

Lara guardò Mama Maru e solo allora si rese conto di qualcosa: nonostante l’età e il carico che trasportava, avanzava con cadenza, ritmo e garbo nella camminata. Lara cercò di imitarla, ma poi desistette perché faceva ancora più fatica. Mama Maru, dopo aver osservato il suo incedere, le spiegò:
«Quando cammini mostri che ti sottovaluti. Se vuoi modificare la tua andatura, devi aggiungere un’immagine al movimento: visualizzati come una grande donna. Nel tuo camminare, conta anche quello che pensi di te. Non basta tenere il petto in fuori, le spalle dritte o il viso diretto in avanti, se dentro di te ci sono dei pensieri negativi. Finora hai pensato di valere poco. Ti sei sempre sottovalutata nonostante le tue buone qualità. Cosa hai ottenuto in questo modo? Semplicemente di mostrarti alla gente come una persona di poco valore.
«Adesso mettiti dritta, cammina con scioltezza ed eleganza, anche se ti porti addosso un peso di una tonnellata. Pensa soprattutto che sei una donna bella, forte, potente e che non conosci la stanchezza. Ripetiti nella mente: “Sono bella, sono preziosa, sono una persona importante”.»
«Ma questo sarebbe vanagloriarmi e gonfiare il mio ego» replicò Lara.
«E’ meglio questo che avere un ego abbattuto. Tu cerca di darti valore, sentiti una donna importante, per quello che sei. Se non sei importante di fronte a te stessa, non sperare nemmeno di esserlo per gli altri.»

insegnamenti di vita

Liberamente tratto da La donna dalla coda d’argento, di H. H. Mamani

 

Come smettere di procrastinare e cominciare a cambiare la tua vita

Vuoi cambiare davvero la tua vita? Smetti di procratinare, ora

Ti racconto due dei cambiamenti rivoluzionari che mi hanno richiesto piú forza, ultimamente, e che quindi ho procrastinato a lungo, prima di decidermi a svoltare:

  1. smettere di lavorare per una sicurezza a tempo contato e iniziare a costruirmi una rendita;
  2. chiudere con tutti gli uomini bisognosi e cominciare a valutarli bene, scegliendo solo quelli maturi.
smettere di procratinare cambiare vita
Ph. by Master Cheng Yen

Entrambe le decisioni mi sono risultate difficilissime, soprattutto per colpa della solitudine: la stragrande maggioranza delle persone, soprattutto donne, fa esattamente l’opposto, di solito per tutta la vita.
Economicamente, o dipende da qualcun altro (famiglia d’origine, partner, datore di lavoro) o comunque non costruisce niente che gestirà lei e durerá anche oltre di lei.
Sentimentalmente, si fa carico di continuo di uomini immaturi e incapaci sia di condividere sia di generare qualcosa insieme con coscienza, decisione e passione.

Non che questa stragrande maggioranza voglia farlo, sia inteso: chiaramente tutte le donne desiderano costruire qualcosa che duri, poter contare su una rendita e legarsi a un partner maturo. Solo, non lo fa.
Per me, quindi, era l’ennesima impresa da affrontare da sola, con tutto ciò che questo implica. Per fortuna c’era una amica che lo stava facendo insieme a me.

Come ho smesso di procrastinare

Guardandomi indietro, riconosco 3 passaggi.

Umiltá. Ho individuato i miei errori, di comportamento, atteggiamento e mentalitá. Meglio riconoscerli tutti il prima possibile e rimediare, piuttosto che continuare a sbagliare e rovinarsi; non ti pare? Non essere così insicura da non ammettere a te stessa quando sbagli. Tutti sbagliamo, ogni santo giorno.

smettere di procrastinare cambiare vita

Lucidità. Quando ho fatto 35 anni, per la prima volta, ho realizzato

Vado per i 40, ora.

E a me l’orologio biologico indicava urgenze prioritarie, rispetto al fare figli; in una condizione economica falsamente sicura e con dei geni di cui è bene impedire l’ulteriore riproduzione 😀

Organizzazione. Quando ho capito e deciso dentro, tutto è stato pura organizzazione. Informarmi, formarmi, acquisire nuove competenze, esercitarle subito, farle crescere e sviluppare. È ciò che sto facendo anche adesso.

La strategia per smettere di procrastinare parte dal cuore

Ma faccio un passo indietro perchè l’organizzazione e la formazione sono facili; la maggior parte delle volte non sono queste a creare problemi e impedimenti.
Ciò in cui di solito ci si blocca ha a che fare con l’amore verso noi stesse e la vita.

Tutto inizia a cambiare concretamente quando noi cambiamo, anzitutto rendendoci conto del fatto che ci stavamo facendo del male.

smettere di procrastinare cambiare vita

Ci stavamo facendo del male indugiando in una situazione economica da schiave, “tenute per le ovaie” da una famiglia, da un compagno o da un capo.
Ci stavamo facendo del male concedendo la nostra energia e il nostro valore a delle persone con cui possiamo mettere a disposizione anche l’anima, ma tanto non può generarsi niente; è un buttarsi via e basta.
Ci stavamo facendo del male precludendoci l’opportunità di costruire qualcosa di vero, stabile e sicuro, che possa durare tutta la vita e anche oltre.

La strategia è decidere di farci del bene, invece.
Valutando possibilitá, persone e situazioni con saggezza e lungimiranza.
Scartando chi e cosa ci costringe a rinunciare a ricchezza, bellezza e gioia.
Concedendoci la felicitá indicibile di creare qualcosa di veramente nostro.
I figli non sono nostri e non è giusto metterli al mondo per colmare il vuoto dei nostri fallimenti: di tutto ciò che non siamo riuscite a essere e a creare. Questo porta solo grandi delusioni e sofferenze. Pensa quanto è bello, invece, accoglierli in una vita dove tu sei già realizzata, e non secondo gli standard delle vecchie generazioni che ne sanno poco e niente di amore e felicitá…

Riflettici, riordina le tue prioritá e, se hai bisogno, contattami. Ho ben 5 percorsi per facilitarti in questo processo:

  1. Come trasformarti da ape operaia ad ape regina
  2. Il viaggio dell’eroina
  3. 7 passi per trasformarti da donna a Donna
  4. Astrologia, solo per gente seria. Unisci i puntini della tua vita
  5. Business in love

La vita è una e sta accadendo adesso.

Ilaria Cusano

Il Viaggio dell’Eroina – Una storia vera

Blog Novel by Mamma Fenice, ultima puntata – Resurrezione

Questo tema, che poi è l’ultimo passo del mio personale Viaggio dell’Eroina con Ilaria, mi ha sconcertata.
Mi sembrava di essere già brava con la rinascita. Ma… sarò pronta a risorgere di nuovo? Ri-sorgere, cioè portare all’esterno la mia rinascita interiore.
Mi sembra un’operazione che richiede molto coraggio…

viaggio dell'eroina life coach spirituale
Fresco of costellations, Palazzo Farnese, Caprarola

Se per rinascere lo sforzo è stato soprattutto di volontà e di grinta, ora entrano in gioco le vere palle.
C’è un aspetto esteriore, futile, frivolo, ma che a me, mi rendo conto, è necessario, manca.
Sarà colpa della mia armatura…

Diamo il via alle danze! Domani vado dal parrucchiere!

Tagliamoli questi capelli e iniziamo una nuova tappa del viaggio!
Intanto, ho iniziato una dieta che mi porta a mangiare a rotazione tutti gli alimenti e non a vivere di panini. Mi sto armando, sento veramente questo: sto creando un’immagine che mi piaccia vedere, in cui mi riconosco, in cui so che starò bene.
Ho cominciato la ginnastica per le ossa circa un mese fa; piano piano rimetto in ordine questo corpo e via!

La mia armatura deve trasmettermi grinta e qualche soddisfazione, questo mi aspetto: il piacere di prendersi cura di sé, il tempo dedicato a pensare, spero facciano da catalizzatori per le idee che mi frullano in testa e che… se io penso di valere tempo e impegno, aumento la mia autostima e, indirettamente, anche il peso che mi danno gli altri.
Perché ne sono sicura: la mia resurrezione coinvolge tutti quelli che mi gravitano intorno.

Praticamente mi sto allenando a stare bene: ieri passeggiata nel sole dei prati, riempendomi di energia. Oggi 10 minuti di rilassamento muscolatura cervicale, riflettendo ma non troppo – se rifletto mi deconcentro e il rilassamento salta.
Nelle ultime due settimane la dieta mi ha costretta a rimettermi ai fornelli; non sono capace di seguirla perennemente, e allora via all’inventiva! Da uno striminzito 120 grammi di proteine e un elenco di verdure, ecco i peperoni ripieni, le verdure arrosto, una vellutata, un dolce per i miei cari. E risorge anche la cucina!

Non ho progetti fisici, materiali

Questa volta penso di aver capito cosa è importante e voglio concentrarmi su come si sentono le persone.

Basta lamentarmi e fare la lagna.
Basta parlare di disastri e sciagure.
Voglio essere una persona serena che porta serenità a chi la circonda.

Per riuscirci devo essere serena io, mantenere questo atteggiamento positivo è impossibile se si vede tutto nero.
Poi devo avere come sottofondo in testa il punto di vista dell’altro. Sarà che in Facebook vedo post riguardo alla serenità; sarà che qualcuno (indovinate chi?!) organizza incontri per stare bene e portare gli altri a stare bene; sarà la primavera che porta idee fresche, mi sento carica di positività!
Voglio un ambiente sereno per me. Invece di attirare la nuvoletta di Fantozzi attirerò il sole. Beh, forse non proprio… non amo troppo il sole 😀 Diciamo che attirerò un bel cielo sereno!

viaggio dell'eroina life coach spirituale

Eroine si è nella vita vera, non nella recita

E’ facile essere graziose e compiacenti in ufficio, quando i commenti personali vertono sul tempo o sui modelli di auto. Molto più difficile con i coinquilini o con il marito, dove la gestione quotidiana di casa, famiglia e figli, suocere ed ex mogli porta a liti infinite.
Ma io sono diventata nuova, sono rinata, come dice la mia coach! E sono sicura di trovare il modo. Sono sicura che possono trovarlo tutti, il modo; basta volerlo fortemente.

Mamma Fenice

 

Il Viaggio dell’Eroina – Una storia vera

Blog Novel by Mamma Fenice, 10ª puntata – Ritorno a casa

coaching mamma coppia famigliaQuindi ritorno in famiglia dopo la depressione.
Le dinamiche famigliari, ovviamente, si sono modificate: non è che siano fisse, variano in funzione delle persone. La depressione, oltretutto, si è mangiata molti dei miei ricordi, dalle ricette ai nomi delle persone e dei luoghi. Ogni giorno è una scoperta: per esempio, oggi faccio la torta ma la ricetta la cerco su internet; ho la tosse ma la cura la chiedo alla mamma, etc.
Questo mi lascia da un lato contenta, perché non amo le cose ripetitive ma l’avventura, ma dall’altro perplessa, perché tutto il mio knowledge di mamma, moglie, casalinga che fine ha fatto? Si vive alla giornata.

Dentro la coppia

E’ molto facile, per me, lasciarmi andare ad accessi di rabbia, sfoghi. Se da una parte la specialista che mi segue ne è contenta, dall’altra questi sfoghi si riversano su mio marito. Perché, se prima era padrone di decidere solo in base al suo ragionamento, adesso ci sono di nuovo anch’io.
E’ un po’ come iniziare una nuova convivenza: nuovi spazi da spartire, nuove mansioni da dividere, etc. Però, se ci si urla contro, la conseguenza immediata è la non attrazione verso l’altro. O la prevaricazione.
Dovremmo essere capaci di esporre i fatti, o le nostre ragioni, senza  aggredire o giudicare l’altro. Devo lavorare sulla gestione della rabbia e sul vedere anche mio marito con occhi nuovi.

O forse no: forse dovrei vederlo con gli occhi vecchi, quelli con cui l’ho visto la prima volta e che mi hanno fatto innamorare di lui.
Lui non è cambiato; le cose che ora mi sembrano pregiudizi suoi insormontabili, allora mi avevano attratta.
Sono io che sono cambiata, allora? Sono le mie priorità, o non sono più capace di vedere la scala di queste priorità?
Dovrei stabilire a cosa tengo davvero: vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, ok. E allora chi passa in lavanderia non è importante, io o te ci passeremo; importante è dirti che ti amo, farti due coccole. Non offenderti, non sputarti veleno addosso mentre litighiamo, non offenderti. Perché, diciamocelo: noi donne quando vogliamo sappiamo tirare fuori dai ranghi l’avversario.

Al nucleo: Ritorno a casa nel ritorno a casa, con effetto matrioska

coaching mamma coppia famigliaIo ci sono di nuovo, e mentre prendo coscienza di esserci e della famiglia e del mondo che mi circondano, dovrei essere capace di vedere me stessa con occhi nuovi, con una nuova consapevolezza, un po’ dall’esterno.
Dovrei intuire se quello che faccio mi rende felice; dovrei aprire anche i miei sensi a questa vita nuova. Forse sforzarmi non solo di vedere il paesaggio, ma di ascoltare i rumori, gli odori (che erano spariti ma a volte ritornano), il tatto, le sensazioni, il gusto e soprattutto le emozioni.

Non è facile. Dopo essersi lasciati vivere, riprende questo gusto di sentire. Ci voglio provare.
E voglio provare, prima di urlare, a capire perché ho voglia di urlare; qual’è il vero motivo. Se, effettivamente, è una discussione da fare, devo aver presente non solo il mio punto di vista ma anche gli altri, in modo che la discussione non esca dal territorio del costruttivo e non offenda la mia dolce metà.

Mamma Fenice

 

Guida pratica alla felicità, by Alessandra Valzania – Parte II

Altri esercizi per Godere appieno della Meraviglia che incarniamo

Come promesso, eccomi col seguito di questo sentiero verso la cima del nostro piacere!
Com’è andata coi primi passi?
Ricordati che puoi commentare direttamente sui social questo articolo o aggiungere ai tuoi pensieri l’hashtag #GuidaPraticaAllaFelicita! Così ci condividiamo nel Salottino della Felicità e ci confrontiamo in tempo reale su ciò che accade dopo aver innescato questa magia 😉

guida pratica alla felicità alessandra valzania
Ph.: Cinque pannelli della Parabola del Buon Samaritano –
Ospedale San Raffaele, Milano

Oggi siamo a uno dei pilastri su cui poggia il nostro sacro trono: preservare e rispettare la nostra energia vitale per manifestarci compatte e determinate, senza fughe né ristagni.

Per essere felice, occupati di te

Una sana alimentazione spirituale deriva da un puro ascolto per il nostro organismo interiore e i moti unici della nostra anima.

Quante volte al giorno ci accorgiamo di abitudini di chi ci circonda, a parer nostro assurde e perditempo?
A rigor di logica sarebbero da cambiare. Allora perché non glielo diciamo?
Perché mai non dovremmo aiutare una persona a essere più leggera e ad avere più tempo per se stessa e i propri cari?
Così, col nostro piccolo orgoglio da benefattori della patria, partiamo al salvataggio!

Creiamo un semplice panorama, quasi “matematico”,  di ciò che può avvenire durante o dopo questo generoso supporto:

  1. la persona in questione ci ringrazia abbondantemente perché dice che da sola non ci sarebbe arrivata.
  2. Stizzita perché l’abbiamo corretta, ci dice che preferisce continuare com’è abituata, liquidandoci con un mezzo sorriso.
  3. Non capisce il gesto e polemizza, noi perdiamo la pazienza e, in malo modo, torniamo sui nostri passi. Emotivamente tra l’acidità e il dubbio…

Allora mi domando

  • “Questa persona mi ha chiesto aiuto?”; sinceramente, la risposta in genere è no.
  • “Come sono arrivata io a quel sapere che tento di condividere?”. Attraverso sbagli ed epici schiaffoni: così sono giunta al modo ottimale, per me, di agire in quella situazione.
  • “Ho veramente migliorato il metodo dell’altro?”. Nella maggior parte dei casi, l’ho privato dell’esperienza di quel tratto di strada, fondamentale per scoprire e rinnovare il proprio linguaggio, acquisendo fin nel profondo nuove informazioni.

E io che mi aspettavo una medaglia d’oro, un nuovo amico, un’eredità…

Essere felice, diversi risultati in un’unica morale: il non fare, felici

Ci inseriamo in una situazione a due: tra la persona e la sua azione. Mettiamo il nostro sapere davanti al suo agire. Entriamo nel suo spazio esperienziale tentando di piantare un seme che viene dal nostro mondo, adatto al nostro clima e al nostro gusto; al pari di colonizzatori di terre lontane, direi, spesso prevaricatori…

guida pratica alla felicità alessandra valzania

Non saremo più felici cogli elogi altrui; nutriamo una falsa idea di noi stessi, un selfie ben fatto non aumenta il nostro stato di benessere interiore.
Solleviamoci da questa responsabilità, lasciamo all’altro le sue personali possibilità. Coltiviamo il tempo creando il nostro rigoglioso praticello.

Occupiamoci di noi stesse e il livello d’energia sale, si preserva. Restiamo disponibili senza dover usare nemmeno una parola.
Siamo d’esempio, e così torniamo ad aiutare anche l’altro: occupandoci della nostra felicità.

Guida pratica alla tua felicità

Un atteggiamento interiore che sta bene su tutto!

Per quanto mi riguarda, nella coppia.
Spesso mi creo ruoli o addirittura addosso personaggi totalmente dedicati all’altro, guadagnando qualche insana gratificazione e frustrazioni in quantità, per insignificanti eventi quotidiani.
Mi privo e privo il mio partner dell’occasione. Mai sentito parlare del divorzio causato dal tubetto di dentifricio schiacciato e non arrotolato!?
Certamente la convivenza richiede una sensibilità specifica per ciò che è con-diviso; il libero arbitrio può solo facilitarci nel creare un’armonia felice e di rispetto reciproco per la diversità.

Allo stesso modo un genitore che, anche dopo lo svezzamento, resta un passo avanti al figlio, testa ogni terreno per evitare qualsivoglia incontro indesiderato al suo cucciolo, può farne un momento educativo invece: osservare e aiutarlo a comprendere la sua esperienza.
Mi hanno fatto bene le ginocchia sbucciate, i brividi per essere caduta nel lago d’inverno cercando di giocare coi pesci; i momenti in cui i miei genitori hanno lasciato a me la responsabilità delle mie scelte, permettendomi di rialzarmi o comprendere le conseguenze delle mie azioni.
E’ stato formativo: ho capito il loro ruolo, soprattutto nel mio ribelle periodo adolescenziale. E, come direbbe mia madre,

Tutta salute!

Agire quando è la volontà dell’altro a renderci partecipi lascia all’altro la scoperta e a noi la curiosità; almeno nei limiti della sua reale sicurezza fisica. Tanto, per quella emotiva, è l’anima a occuparsene 🙂 La saggia guida che irrobustisce continuamente la nostra multiforme galassia.

Occupiamoci di Noi Stessi = Aiutiamo l’altro solo se ce lo chiede!

guida pratica alla felicità alessandra valzania

Aggiungiamo questo punto agli altri della Guida pratica per la felicità (hai letto la Parte 1 della guida?) e applichiamolo nella realtà quotidiana per irradiare sempre più la nostra luce!
Prenditi cura di te 🙂 … riassume bene ciò che voglio lasciarti.
A prestissimo!

Alessandra Valzanìa

PS. La mia Guida pratica alla felicità andrà avanti per diverse settimane. La prima parte sarà piena di esercizi fisici e mentali per ripristinare e mantenere la felicità; per il seguito ti lascio la curiosità e la sorpresa. Stai con noi per goderne!

 

Il Viaggio dell’Eroina – Una Storia Vera

Blog Novel by Mamma Fenice, 9ª puntata – Rivelazione, ricompensa

Sono uscita faticosamente dal tunnel della depressione; con un aiuto perché, senza, è impossibile farcela.
Cosa mi ha lasciato?

  • Degli occhi nuovi
  • La sicurezza di potercela fare sempre
  • La grinta per affrontare le sfide… e nuove sfide da affrontare
  • La fiducia nel futuro, nel presente che va verso di esso, e anche nella Provvidenza 🙂

Occhi nuovi

life coach online

Il mio tunnel personale mi ha portata in una condizione in cui non vedevo le cose intorno a me: i sensi ottenebrati, come in un fortissimo raffreddore in cui la cosa più importante è riuscire a far finta di non sentire il mal di testa.
Come la prima uscita di primavera dopo una lunga convalescenza: sentire l’aria tiepida in faccia, godere della luce del sole, dell’aria tersa dopo una pioggia… E tutto si vede limpido e a fuoco, come dopo aver indossato delle lenti a contatto.

Rendo l’idea? Non solo vedere, ma godere di quello che si sta vedendo.

Come un bambino incantato davanti alle primule che non sono tutte uguali… C’è quella stropicciata, quella che suona, quella coi petali un po’ mangiucchiati; quella più gialla e quella quasi bianca.
Ovvio che questo porta via concentrazione, ma vuoi mettere il senso di pace e gioia che dà contemplare la bellezza?
Mi sono riappropriata del gusto di godere delle piccole cose. Ché poi, forse, sono grandi 🙂

Sicurezza e grinta

life coach onlineUn percorso faticoso quello per uscire dalla depressione: riconquistare tante abitudini quotidiane sembra facile ma, all’inizio, è stata una lotta tremenda. Ci vuole molta forza e voglia di farcela, e farcela per se stessi. Non vale combattere le battaglie per qualcun altro; non funziona.
Questo ricordo di una me guerriera, contro l’inedia e la pigrizia, mi ha regalato la consapevolezza di essere forte, di potercela fare a trovare tempo, voglia e sentimento per vivere. E i giorni in cui sono apatica, in cui la voglia è di tirarmi un cuscino in testa e sparire nel letto, so che ce la posso fare ad alzarmi, che mi aspetterà qualcosa di bello, che sia il sole o la pioggia. Mai visto il paesaggio incantato che esce dalla nebbia? Altro che Oblivion…

Grinta per affrontare le sfide e… nuove sfide da affrontare

Sono di nuovo io, con le mie idee matte per la testa, mille sfide per cambiare il mondo.
Uno degli ostacoli maggiori della depressione è non avere più stimoli. Non vederli proprio.
E ora eccomi con idee su come organizzare la cucina: sposto il frigo lontano dalla lavastoviglie perché il calore che questa disperde va a discapito del funzionamento del frigo; cerco una pellicola adesiva per rinnovare le antine e renderle più facilmente lavabili, e via dicendo.
Ma anche ricerche su stili alimentari diversi, per scacciare malattie; o anche solo immaginare di avere il controllo sulle stesse e sul nostro corpo. O su come monitorare il consumo degli elettrodomestici per non sprecare energia preziosa.
Insomma, all’inizio sfide molto concrete, rispetto alle precedenti; concrete e solitarie.
Un rodaggio: non volo alto, ma prima o poi vedrò di nuovo l’orizzonte rotondo 🙂

Fiducia nel futuro

life coach onlinePensavo non ci fosse, mi sembrava esagerato poterci credere, e invece c’è: la fiducia nel futuro.
Nelle prove, nel percorso, nella fatica che dà un senso a quello che si è patito e fatto. Fiducia in me stessa e sicurezza di potercela fare. Siamo donne, siamo forti per natura, tiriamo fuori la grinta! Non c’entra niente, ma forse sì: cuciamoci la bocca!
Forse quando parliamo siamo troppo trasparenti, schiette, al punto di essere offensive.
L’altra metà del cielo ci subisce. Poveri uomini: sono il sesso debole, e se a parole li subissiamo, a loro restano solo le mani per non soccombere. Ma davvero vogliamo essere prese a botte? Pensare alle reazioni prima di parlare.

Mamma Fenice

*Questo blog novel è un racconto tratto dal percorso formativo Il Viaggio dell’Eroina