Frasi positive per sconfiggere la solitudine

Le frasi positive che mi stanno aiutando di più

In questo periodo ho tanto bisogno di frasi positive per sconfiggere la solitudine, per una questione relativa per lo più alla mia attività di network marketing.
Ti racconto una storia.

frasi positive per sconfiggere la solitudine

Ho iniziato a costruirmi delle rendite nel 2012. A dire il vero ci avevo provato anche nel 2008 con l’acquisto di un immobile, ma ho capito che oggigiorno in Italia l’immobile rende poco, così l’ho regalato a mia sorella.
Nel 2012, invece, ho pubblicato i miei primi 2 libri.
Pochi anni dopo ho creato 3 video-corsi; anche quelli nell’ottica di crearmi una seconda rendita.
Successivamente ho realizzato 16 audio-corsi e una scuola professionalizzante online, sempre perché potessero rendermi passivamente.

Negli ultimi anni, si sono aggiunte

  • le rendite da royalties (delle persone conducono percorsi di Coaching creati da me),
  • quelle della pubblicità nel mio canale Youtube (come influencer)
  • e quelle di un programma di fedeltà che gestisco, nell’ambito dell’attività di network marketing.

All’inizio avevo qualche decina di euro di redditi passivi al mese; oggi sono qualche centinaio. Niente di che effettivamente, ho ancora bisogno in parte del reddito attivo.
E qui mi torna molto utile una frase di Confucio:

Quando un obiettivo ti sembra difficile, non cambiare il tuo obiettivo, cerca un modo nuovo per arrivarci.

Frasi positive: sì, ok, ma cosa c’entra con la solitudine?

Ora ci arrivo, ti chiedo un altro pizzico di pazienza.

Ho voluto descrivere tutto per far capire che non è come troppi credono: una persona che si sta costruendo una rendita non passa le giornate in panciolle a non far niente.
Lavora, ma in un modo diverso da chi punta al reddito attivo. Con le rendite, io non vengo pagata per ore di lavoro che impiego, ma per risultati concreti: per la mole di fatturato che riesco a far spostare.
La cosa bella delle rendite è che, lavorando bene e nel tempo, loro crescono.

A differenza del tot di ore giornaliere che si possono lavorare e che quindi possono fruttare solo fino a un certo limite, i miei libri, per esempio, cogli anni possono passare dal vendere qualche decina di copie all’anno a qualche migliaia.
Io sarò in giro a far presentazioni, a scrivere sui social, ma non sarà il mio tempo a esser pagato (tipo schiava), ma i miei risultati (tipo persona creativa, intelligente e ingegnosa). E, sì, anche quando sto un po’ in panciolle, i soldi continuano a entrarmi, perché i sistemi che sto creando continuano a funzionare anche senza di me.

Ho cominciato la mia carriera lavorando anche 10 ore al giorno; oggi ne lavoro circa 4 e la mia entrata mensile è triplicata.
Ah, e ho 36 anni! Non 70 😉

frasi positive per sconfiggere la solitudine

Spero di esser riuscita a farti capire un po’ meglio la differenza tra reddito attivo (stipendio) e redditi passivi (rendita), e a trasmetterti il mio entusiasmo per questa seconda strada, a mio avviso molto più giusta, arricchente e dignitosa.
Se vuoi intraprenderla anche tu, scrivimelo nei commenti.

A questo punto mi sono aggrappata alla frase di Eleanor Roosvelt:

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.

Frasi positive: ora arriva la solitudine!

Adesso, onestamente, tu quante persone conosci che, a 36 anni, sono a questo punto? Nella propria carriera, nella strutturazione della propria situazione economica e anche nella conoscenza di tutte queste dinamiche? Ah, poi, precisiamo: quante donne conosci che, a questa età, sono in questa situazione?
Io nessuna.
E sono una persona estremamente estroversa e interattiva.

Hai idea di che solitudine mi genera, paradossalmente, il mio essere così avanti?
Attenzione: non vorrei essere indietro per niente al mondo, anzi sinceramente mi piacerebbe essere ben più avanti di così e ci sto lavorando. Mi vergogno della situazione in cui versiamo in Italia rispetto alla (mancanza di) cultura finanziaria e sto facendo del mio meglio per staccarmi il più possibile dalla media delle persone.
Ciò non toglie che, a livello sociale, questa evoluzione, l’emancipazione dalla schiavitù e dall’ignoranza, le sto pagando a caro prezzo di solitudine.

Ecco le frasi che mi sollevano di più lo spirito:

Il tuo tempo è limitato, non sprecarlo vivendo la vita di qualcun altro (Steve Jobs)

Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta (Milton Berle)

Il successo è passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo (Winston Churchill)

Quelli che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo di solito lo fanno (Steve Jobs)
Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare (Seneca)

Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia (Goethe)

Il segreto per superare la solitudine

Arrivano dei momenti, nella vita, in cui bisogna cambiare.
Nel mio caso, a un certo punto un paio di anni fa, ho realizzato che volevo un figlio. Ma, cosa tristissima, il mio lavoro non me lo consentiva.
Lavoravo come imprenditrice e libera professionista, il mio problema non era economico: era organizzativo.
Ero abituata a fare la classica vita della donna in carriera: tanti soldi e tanto divertimento, ma anche tante ore di lavoro al giorno (weekend inclusi, spesso) e tanti viaggi.

Come potevo accogliere un bambino in una vita del genere?

Fu la prima volta in cui il lavoro che avevo sempre tanto amato mi apparve come un nemico: invece di consentirmi di realizzare i miei sogni, in questo caso me lo impediva.
Tristezza, rabbia, senso di fallimento, la paura di aver sbagliato tutto nella vita… mille domande si affollavano nella mia mente quando, un giorno, la vidi da un altro lato: non era il mio lavoro, il problema, era la strutturazione economica.

Certamente, se fossi rimasta nella situazione in cui ero, anche oggi non potrei fare un figlio. Da quando ho cominciato a mettere a rendita tutto, invece, impegnandomi solo ed esclusivamente in attività che mi permettono di costruirmi una rendita, la mia vita è cambiata. E a me, insieme al mio sogno di una famiglia felice (che a questo punto non si oppone più alla carriera, anzi, viaggiano insieme), è tornato anche il sorriso 🙂

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Quando arrivano rivoluzioni del genere, bisogna accettare una grande verità: è molto probabile che cambieranno anche le relazioni. Forse qualche amico/a rimarrà, magari il caso vorrà che, in un modo o nell’altro, resterete sulla stessa lunghezza d’onda o continuerete a sentirvi affini in qualcosa di importante. Se così non fosse, però, e dovessi sentirti sola, resta sempre fiduciosa ed entusiasta; e ricordati che è un periodo: più tu ti manterrai salda sulla tua (nuova) retta via, più rapidamente attrarrai delle nuove persone con la tua stessa vibrazione 🙂

Ilaria Cusano

Come aiutare gli altri in maniera equilibrata

Chi non aiutare

Per aiutare gli altri in maniera equilibrata, bisogna partire da qui: chi non aiutare – dopo decenni di lavoro nelle relazioni d’aiuto, ho le idee abbastanza chiare, su queste cose.

  1. Coloro in cui non credi: non credi che ce la possano fare, che abbiano un potenziale, che possano mettere a frutto in maniera soddisfacente anche per te tutto ciò che con generosità offri loro.
  2. Le persone avide, arroganti, presuntuose, che pensano di non aver bisogno di niente.
  3. Tutti quelli che ti viene di aiutare solo per dimostrare qualcosa, a loro stessi o a qualcun altro – come a voler dire “Vedi che avevo ragione?”.

Da qui passiamo ai tre presupposti di base su cui si fonda il riuscire ad aiutare gli altri in maniera equilibrata.

aiutare gli altri

Aiuta coloro in cui credi

Per poter sentire di stare mettendo le tue energie nei posti giusti, devi pensare che, mettendole proprio lì (perché, nel frattempo, dovrai toglierle da altrove), daranno degli splendidi frutti.

Allora aiuta coloro da cui ti aspetti grandi cose: le persone in cui vedi un bel potenziale di riuscita, che sapranno apprezzare e mettere a frutto tutto il tempo, la passione e le abilità che metterai a loro disposizione, e che possibilmente faranno altrettanto, quando arriverà il loro il turno di restituire.

Così contribuisci a un circolo virtuoso e non vizioso.

Aiuta gli umili e i generosi

Non è una questione morale – anche se potrebbe esserlo e andrebbe benissimo lo stesso; è una questione di valore, anche economico, da un certo punto di vista.

Gli umili e i generosi sono quelli che, anche se procedono a testa alta laddove conoscono e hanno maturato, anche se sono in là con l’età e hanno realizzato diverse belle cose, quando si trovano in un nuovo territorio abbassano la testa e si affidano.

Sono quelli che danno il meglio e che imparano di più: perché hanno un’autostima forte e salda ed emulano e si applicano in modo diligente e con profonda gratitudine.
Tutto ciò che sviluppano dura per sempre e continua a fruttare per lungo tempo, fluendo prima attraverso di sé e poi nelle mani di altri ancora.

Conviene investire su questo genere di persone, sia affettivamente sia lavorativamente. E le altre, che continuino a sbattere la loro stupida testa dura su tutti i muri che devono; presto o tardi capiranno. In ogni caso, non è una tua responsabilità. Tua responsabilità, invece, è usare in maniera intelligente le tue risorse ed energie; investile solo su chi promette bene.

aiutare gli altri

Aiuta con il giusto spirito

Aiutare gli altri per dimostrare loro quanto vali non è il giusto spirito e ti porterà solo tante grane: è un atteggiamento viscido e meschino, è più egocentrico che cooperativo, ti si ritorcerà contro come un boomerang.
E ti dico: puoi aiutare con il giusto spirito anche se per lavoro vendi corsi per aiutare la gente – anche quando ci sono di mezzo i soldi puoi emanciparti dalla corruzione, ne sono certa perché lo faccio ogni santo giorno da decenni.

Aiuta perché donare le tue energie a quella persona o a quel gruppo arricchisce anzitutto te; per far crescere e potenziare qualcosa o qualcuno in cui credi, che secondo te può contribuire a cambiare anche la tua realtà in meglio. Fallo in modo pulito, trasparente e genuino, non in vista di un tornaconto personale o per metterti su un piedistallo rispetto a qualcun altro.

Se ancora non hai maturato questo spirito, inizia subito a farlo; non credere che gli altri non “sentano l’odore” dell’aiuto che offri loro. Lo sentono tutti benissimo e ne tengono conto dall’inizio alla fine del rapporto.
Ciò che ti ritroverai nelle mani sarà esattamente quello che ti sarai meritata, non tanto in virtù di cosa e quanto avrai fatto, ma più di come e perché
lo avrai fatto.

Ilaria Cusano

Migliorare se stessi e la propria autostima attraverso la sessualità

Fare sesso appagante per migliorare se stessi e l’autostima

Per altre epoche e culture, la questione è ben diversa, ma oggi, qui, tu pensi sia più poco di buono una donna che passa anni o decenni a fare sesso senza godere, o una che ne fa solo ed esclusivamente quando gode e tanto?
Non sembra anche a te che la prima possa farlo solo per dei secondi fini?
Insomma, se non si eccita e non gode, perché lo fa? Qualche interesse deve pur averlo. A qualcosa le serve, questo offrire il proprio corpo a un’altra persona, per il piacere solo di quest’ultima? Come la ripagherà?

migliorare se stessi autostima

In diversi modi, in verità.
La ripagherà attraverso le solite sicurezze materiali, che per molte donne suscitano gli stessi appettiti di secoli fa, anche se ora si vergognano a dirlo; con la stabilità di un’immagine sociale che tantissime, con la bassa autostima che hanno, faticano in modo abnorme a mettere in crisi; con l’appartenenza a un clan: una famiglia e una classe sociale fuori dai quali la stragrande maggioranza delle donne non sa chi è, perde completamente il senso di sé e della propria identità.

Allora, provocatoriamente ma neanche tanto, mi viene da chiedere

Ma una donna del genere che autostima dovrebbe mai avere? Non è forse ovvio che ne abbia una bassissima?

Migliorare se stesse per migliorare l’autostima

L’autostima è la percezione e la consapevolezza del proprio valore. Valore che può essere sentito e visto nel momento in cui effettivamente esiste. Se non ne hai non puoi convincerti di averne; non funziona, per l’autostima.

Se non hai valore devi maturarne. Come? Attraverso il comportamento.

Un mare di donne denuncia abusi, soprusi e angherie da parte degli uomini; personalmente mi soffermerò sull’opposto: ho subito e subisco di più e di peggio dalle donne.

Sul mio canale Youtube devo sopportare costantemente gli sfoghi maleducati e violenti di orde di vipere infelici e frustrate che, vedendo me bella, vitale, soddisfatta e felice, si imbestialiscono di rabbia e mi vomitano addosso il peggio che hanno nelle viscere.
Di uomini che non condividono il mio pensiero ce ne sono; anche di eccessivamente aggressivi e offensivi. Ma le donne sono di più e si comportano in modo peggiore.
Io segnalo ogni esagerazione e ho imparato a farmici quattro risate e, quando mi va, anche a rispondere a tono; ma mi sembra assurdo che, mentre tra gli adolescenti ci sono mille problemi di bullismo e nel mondo imperversa un livello di terrorismo come non se n’era mai visto, nel piccolo delle nostre vite si palesa la fonte di tutto ciò e tanta gente si ostina a non vederla.
Vai nella mia playlist di Sex Coaching, nei commenti, e la vedrai.

Autostima e stalking

Quando prendi l’abitudine a comportarti con valore e nobiltà, poi, stai pur certa che iniziano ad arrivarti gli stalker: l’autostima ti matura, certo, perché porti la ricchezza nella tua azione quotidiana, strutturi la vita intorno a essa, ti ci crei una professione, impari a non mettere a disposizione il tuo corpo (col lavoro e nel sesso) in cambio di beni materiali e tornaconti sociali, ti arricchisci intimamente, spiritualmente e di riconoscimenti conquistati con intelligenza e dignità… et voilà! Tutte quelle che o non sono riuscite a fare altrettanto, o che nemmeno ci hanno provato per quanto non credevano in se stesse, vedono in te il riflesso del proprio fallimento e te ne fanno di tutti i colori!

Ti mettono in difficoltà sul lavoro, anche causandoti disagi e problemi gravi; a ogni occasione possibile ti attaccano, solo per godere dell’umiliarti; sono sempre lì in agguato a spiarti, ti perseguitano in modo velenoso, ti sparlano alle spalle. Un’angoscia costante.

migliorare se stessi autostima

Intendiamoci: a 36 anni e dopo aver vissuto un’infanzia e adolescenza in un’epoca in cui da queste cose di certo non si veniva protetti e difesi dagli adulti (solo una maestra delle elementari lo fece, la maestra Nella, e me ne ricordo più che bene, ovviamente), ho imparato a fronteggiare un’evenienza tanto comune.
Ciò che è cambiato profondamente, oggi in me, e che intendo stimolare anche in altri già sensibili, è che voglio lottare contro questo genere di “femminilità”: questa violenza femminile che fin troppe persone fingono di non vedere, o addirittura ci ridono, mentre altre (donne e uomini) sono costrette a conviverci, a subirla e a portarne le ferite addosso, va combattuta e vinta, prima dentro e poi fuori. Altrimenti continueremo a ritrovarcela dovunque di generazione in generazione, come un’erba infestante.

Donna, per migliorare la tua autostima migliora te stessa

Smettila di dirti che va tutto bene quando non è così: se con un uomo non ti ecciti e non godi affronta il problema onestamente; non continuare a tentare ogni genere di manipolazione della situazione.
Se i tuoi bisogni affettivi non sono adeguatamente soddisfatti, non credere che sia colpa di qualcuno di diverso da te: è tutta colpa tua, perché quella soddisfazione devi guadagnartela – so che ti viene difficile perché ti avevano fatto credere che ti sarebbe bastato essere bella e così ti sei guadagnata ben poco nella vita, ma non è mai troppo tardi per imparare.

Quando un uomo non ti degna delle sue attenzioni, non ti vuole e non ti sceglie, impara a degnarti tu delle attenzioni che meriti, a volerti bene e a sceglierti, perché una donna che desidera uno che non la vuole ha un serio problema con se stessa – volgarmente detto masochismo, per intenderci.

Smettila di fingere di immolarti per un partner, un genitore o chissà quale astruso e inesistente senso di dignità: non c’è nessuna nobiltà nel fare la vittima sacrificale di qualche parassita, è solo un comportamento stupido che copre la tua vigliaccheria e che fa male a un sacco di altra gente che ti sta intorno, oltre che a te.

Impegnati per delle cause serie, piuttosto: invece di nutrire le sanguisughe convincendoti di essere la sorta di santa che non sei (e lo sappiamo tutti), comincia ad appassionarti, divertirti ed essere felice e fiera di te, ogni giorno. Tutta quella frustrazione e quell’invidia che provi e che ti rodono da dentro, benedicile: sono proprio loro che ti indicano quanto ancora puoi migliorare te stessa e la tua autostima, e chi prendere come esempio per progredire più rapidamente.

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Ilaria Cusano

PS. Appello all’uomo

Siccome, come hai visto, c’è tantissimo di sessuale, in questo così diffuso problema femminile, datti una svegliata e impara a scartare questo genere di donna. Non ti mettere in testa di salvarla o di tentare di soddisfarla: è questa la vera troia, il vero serpente velenoso. E’ pura merce, è abituata a usare ed essere usata; e, se all’inizio potrà sembrarti eccitante, ricordati che non sa godere né tanto meno far godere. Ti consumerà e avvelenerà l’esistenza, perché non sa amare. Fai del bene a te stesso e aiuta anche lei scartandola: tu sarai salvo dall’inferno sessuale e affettivo, e lei sarà costretta a migliorare se stessa, a maturare vero valore e autostima, e così, un po’ alla volta, potrà imparare ad amare.

Motivazione intrinseca e business

Le donne hanno un serio problema di motivazione, nel business

Motivazione intrinseca e business: mai come nell’ultimo anno ho avuto modo di toccare con mano la gravità di questo fenomeno sociale. Dal mio specifico punto di osservazione, ho potuto osservare che gli uomini lo patiscono di più dal punto di vista affettivo; le donne da quello lavorativo.

motivazione intrinseca donne

Ti faccio una sintesi rapida e più chiara possibile; ti sarà utile per tenerti al riparo da questo potente condizionamento sociale.

Le donne nel business

  1. hanno troppi dubbi, ci mettono un tempo infinito a prendere decisioni e, una volta che hanno imboccato una strada, continuano a rimetterla in discussione.
  2. Si paragonano eccessivamente agli altri: alle altre donne in un modo e agli uomini in un altro, quasi a cercare la conferma di non andare mai abbastanza bene.
  3. Così, lavorano in modo poco produttivo, con uno spirito fiacco e perennemente con un piede pronto a scappare – in sostanza, non prendono seriamente i propri impegni e danno una cattiva immagine di sé.

La somma di questi tre atteggiamenti e comportamenti ha come logiche conseguenze

  • performance di basso livello,
  • incostanza, discontinuità e scarsi risultati,
  • una reputazione che fatica a formarsi, salire e durare.

Da una bassa motivazione se ne genera una ancora più bassa

E’ un circolo vizioso: hai una bassa motivazione, scarsa autostima, confusione, dubbi e insicurezze; tenti una via con questo atteggiamento. Trovi qualcuno di acuto e generoso che ti dà una bella opportunità e tu, invece di dimostrare quanto vali con grinta, tenacia, competenze e intraprendenza, ti esibisci col tuo deprimente balletto di lacune psico-sociali; crei dei problemi alle persone, le ammorbi invece di arricchirle, dai risultati scarsi oppure inesistenti. Il tutto finisce in una perdita della tua opportunità e reputazione, da un lato – chi aveva creduto in te smette di farlo, hai fatto di tutto per far sì che succedesse! – e, dall’altro, la tua motivazione intrinseca e la tua autostima crollano ulteriormente.

Mentre davi il peggio agli altri, infatti, tradivi anche te stessa: dimostrandoti, forse per l’ennesima volta, che

  • la tua parola vale poco e niente;
  • che non sei in grado di tener fede a un impegno;
  • e che ti comporti in modo poco serio e professionale – dunque non meriti né fiducia né opportunità.
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Motivazione intrinseca: come trasformare il circolo vizioso in virtuoso

Condivido con te il succo di un messaggio che ho inviato a una studentessa della mia Scuola Professionalizzante di Life Coaching Spirituale, quando mi ha informata di una crisi di motivazione che stava attraversando.

“Il dubbio: non darò alcuno spazio ed energia al dubbio. Per quanto mi riguarda, conto che tu non solo porterai a termine, ma metterai anche a frutto tutta la formazione.
Se hai bisogno del mio supporto io ci sono, ma solo per questo: per andare avanti con
serietà, responsabilitá, impegno, costanza, tenacia e perseveranza.
Quali frutti il tuo lavoro porterá, a te e al mondo, lo scoprirai solo in anni di azione e dedizione concrete e costanti; non certo nei pensieri e nell’immaginazione.
Ci vogliono fede, fiducia e la forza necessaria di arrendersi al mistero – e di mettere
disciplina e autocontrollo al servizio di cause superiori, e non del proprio solito piccolo ego.
Credere nel potenziale delle persone si basa esattamente sul fatto che, nella mia mente
non esiste la possibilitá che l’altro non ce la faccia. Per quanto mi riguarda, si fa una scelta (che non è mai nè giusta nè sbagliata, è una scelta), ci si prende un impegno e si presta fede al proprio impegno fino in fondo. Punto. Così si fa un viaggio e si gode di tutte le sue meraviglie.
Vale per la vita affettiva e anche per il
lavoro, ed è identico per tutti e non ci sono scuse per nessuno; funziona cosí universalmente.
Se credessi che tu puoi non farcela sarei una pessima coach.
Io devo
dare per scontato che tu ce la farai e alla grande! Proprio come deve fare un genitore coi figli, per fare bene il suo mestiere.”

La motivazione si costruisce sui risultati, sulla soddisfazione e sulla fiducia

In questo modo, nel business ma non solo, si ottengono risultati prima dignitosi, poi soddisfacenti e dopo ancora eccellenti; ci si guadagna la fiducia a lungo termine, il rispetto e la reputazione nella societá – non promettendo con tanti bei bla bla bla, ma dimostrando con costanti fatti; e si migliorano motivazione e autostima.

La motivazione intrinseca non viene dal nulla: viene dal saperti prendere degli impegni, anzitutto con te stessa e poi con gli altri, e dal saperli mantenere; dal saper offrire un buon livello di performance anche quando nessuno ti minaccia, costringe o manipola, per semplice serietá e maturitá professionali – che poi sono anzitutto personali.
Mi duole dirlo, ma la maggior parte delle donne in Italia, a livello di business, deve ancora sviluppare queste capacitá. Solo facendolo ci si può conquistare la stima di sè, l’ammirazione altrui e quel posto nel mondo che ancora in molte (troppe!) si limitano a sognare e a invidiare.

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Tutto ciò, purtroppo e per fortuna – perché, a fronte di molte che mollano, ce ne sono anche alcune che perseverano e poche ma favolose che ce la fanno e alla grande! – mi risulta ormai più che evidente; non dai percorsi di formazione come la scuola per lavorare come Life Coach Spirituali – certo che, quando una persona cede già all’inizio, raramente arriva a farsi le ossa, se non a costo di grandi frustrazioni… Mi è chiaro dal lavoro, dalle numerose collaborazioni professionali: se conto il numero di coloro a cui ho elargito opportunità e formazione e quello di coloro che le hanno davvero fatte fruttare, uff!… allora contatto la mia, di frustrazione… E, ahimé, erano tutte donne.

Motivazione intrinseca: che genere di donna sei – e non sei?

Le donne che lamentano di non godere di pari opportunità; quelle che si piangono addosso per essere vittime degli uomini; le stesse che trovano sempre un colpevole o una scusa per non fare quello che dovrebbero fare.
Proprio come nel sesso: vogliono la favola, vogliono lo stallone, e poi non sanno neanche mettere in pratica le basi minime per fare bene l’amore… non sanno neppure eccitarsi, godere e far godere… Bah!

Mi dissocio totalmente da questo genere di donna; mi fa vergognare di essere donna. Grazie a Dio ce ne sono tante diverse: serie, responsabili, mature, capaci di generare valore insieme agli uomini, e che quando mancano di competenze per fare business in modo valido e onorevole, si rimboccano le maniche e imparano, sviluppano, reinventano – mentre le altre piagnucolano, manipolano, cercano carnefici e trovano scuse.

Una motivazione intrinseca vale più di tutte: quella che ti spinge a dimostrare chi sei, e chi non sei.

Ilaria Cusano

Cambiare vita nel 2019: propositi per il nuovo anno

Domanda chiave: sta funzionando?

Per avviare un cambiamento che sia anche un rinnovamento positivo – e non uno sbotto isterico – è necessario un parametro guida, una “stella cometa”, una strada.
La strada che ho deciso di proporti oggi si sintetizza bene nella domanda

Sta funzionando?

propositi nuovo anno

A tal proposito, alcune premesse importantissime.
Se ti ci stai dedicando da un mese, che si tratti di una storia d’amore, un progetto o una nuova casa, non ha senso chiedertelo ora: datti un limite di tempo entro cui porti la domanda in maniera matura e con cognizione di causa e, fino a quel momento, fai tutto ciò che è in tuo potere per farla funzionare.
Esempi. Per una storia d’amore, personalmente mi sono data questi limiti: tre incontri per valutare se il sesso funziona; tre settimane per il dialogo; tre mesi per valutare se la vita di coppia funziona. Per un progetto lavorativo: in 3/6 mesi faccio i test di marketing, in un anno il rodaggio del team; dopo massimo 2/3 anni, se economicamente non mi dà grandi soddisfazioni, lo chiudo o trasformo in misura significativa – cambio la struttura del team, faccio un re-branding, etc.
Se non dai fiducia a priori e non testi niente e nessuno, o se al contrario non esprimi valutazioni o i tuoi test durano cinque anni, allarme: stai buttando nel cesso la tua preziosissima nonché unica Vita! 

Crea la tua “Long Keyword”: nel 2019 la mia priorità è… 

E’ la versione più evoluta dell’esercizio della parola chiave.
Per diversi anni, alla fine dell’anno ho individuato una parola guida che mi ispirasse in tutto il mio operato, l’anno successivo; per il 2018, per esempio, la mia era “regno”.

La parola chiave deve rimandare a qualcosa di concreto e immaginabile – “amore” e “armonia” non vanno bene; in più, deve essere evocativa ed emozionante, toccare qualche tua corda profonda.

La long keyword si usa nel marketing ma può essere applicata efficacemente anche in questo contesto. Con la parola “regno”, per esempio, la long keyword avrebbe potuto essere “Costruire un regno”, “Arricchire il mio regno”, “Abbellire il mio regno”, “Consolidare il regno” o “Potenziare, proteggere e salvare il mio regno”, e via dicendo.

Fai lo stesso per te, per il 2019: individua prima la tua parola chiave e poi inventa una long keyword che la includa.
Sii onesta, schietta e diretta; non raccontartela con parole impapabili, ambigue o astratte. Vai dritta al punto e bandisci ogni imbarazzo, disagio e vergogna.
Senti dentro di te cosa vuoi di più al mondo, visualizzalo in una forma concreta e sintetizzalo prima in un concetto – parola singola – e poi in una long keyword.
Ti orienterà, supporterà e motiverà per tutto l’anno 😉

propositi nuovo anno

Propositi per il 2019: cambiare ciò che non sta funzionando

Se hai fatto tutto ciò che era in tuo potere e ancora non funziona, è ora di cambiare. Che si tratti di una relazione affettiva, di un lavoro o di una casa, città, etc., segui questi passi e vai verso il benessere e la felicità!
Aspettare che il mondo esterno di soddisfi è pura illusione; rimboccati le maniche e cambia tu le cose.

In primis, cambia te stessa

Quando hai già fatto tutto ciò che era in tuo potere per far funzionare le cose, questo step non può consistere in un cambio di punto di vista, di atteggiamento o di comunicazione. Il cambiamento deve essere più profondo e sostanziale, per la serie “Credevo che questo fosse l’uomo della mia vita, invece era uno degli uomini della mia vita. Per dare il meglio di me dovevo pensare che fosse lui l’unico ed ecco perché l’ho fatto e ne sono felice, ma ora so che non era vero”; oppure, “Ero convinta che questo lavoro fosse la mia vocazione, ma mi sbagliavo: la mia vocazione può avere mille forme ed è evidente che questa non è la migliore possibile”.

Poi,comunica i cambiamentiche hai deciso di implementare

Non devi per forza interpellare mille consiglieri, chiedere l’approvazione altrui o studiarti le statistiche mondiali, per decidere della tua vita. Se hai valutato che per te una cosa non sta funzionando, trova le parole migliori per spiegare a chi è coinvolto perché lo pensi e diglielo; se lo capirà bene, sennò hai comunque tutto il diritto di procedere per la tua strada anche se gli altri disapprovano le tue scelte.

Infine, individua l’alternativa auspicabile e rappresentatela in modo concreto 

Ecco degli esempi.
Interrompo un’amicizia perché non voglio essere trattata in modo aggressivo e manipolatorio – giudizi, ripicche, ricatti, etc. Le amicizie che mi corrispondono sono quelle in cui si ammette di aver sbagliato, quando qualcuno viene ferito; si chiede scusa quando, anche involontariamente, si causa dolore; si sa fare un passo indietro e ci si sa mettere da parte, quando l’altro ne ha bisogno.
Trasformo un progetto professionale modificando significativamente il team che avevo aggregato perché non si è formato bene ed è evidente che non vuole farlo. Un team ben formato risponde positivamente a opportunità, stimoli e proposte di team building, a maggior ragione quando sono gratuite. Se certe persone prendono tanto e danno poco, criticano molto e quasi mai supportano e ispirano, competono o si isolano invece di cooperare e unirsi, è meglio investire le proprie energie su chi SA GIA’ comportarsi in maniera opposta – se le si vuole investire bene, costruendo qualcosa.

propositi nuovo anno

Pronta per un anno davvero nuovo?

Ho cercato di farti quanti più esempi concreti possibili. Negli anni ho visto che, spessissimo, il problema nei cambiamenti è proprio il non sapersi rappresentare scenari concreti – scenari da cui si vuole prendere le distanze, e scenari verso cui si vuole andare.
Saper generare e cavalcare dei cambiamenti è fondamentale, per vivere la vita che desideri – e non un incubo, magari prodotto pure da qualcun altro invece che da te.
Se ti rendi conto di aver bisogno di un aiuto professionale, dai un’occhiata ai nostri corsi online, ai miei audio-corsi e libri. Cambia per ispirazione, non aspettare che debba arrivare la sofferenza a costringerti 😉 

Ilaria Cusano

Mettersi in proprio e lavorare da casa per fare la mamma

Fare la mamma: mettersi in proprio e lavorare da casa funziona?

Questa è stata la strategia che ho elaborato e messo in pratica, quando ho visto all’orizzonte la maternità: costruirmi un lavoro che avrebbe potuto essere svolto anche quasi solo da casa, almeno per qualche tempo, per donare a me stessa la possibilità di diventare mamma.

mettersi in proprio lavorare da casa fare la mamma

Non ero certa che lo avrei fatto, non era fondamentale per la mia realizzazione come donna.
Ma, nell’eventualità in cui lo avessi desiderato, volevo avere la libertá, l’uomo adeguato e l’organizzazione giusta per poterlo fare.
Cosí ho avviato un “cinema” durato quasi 3 anni:

  • ho lasciato il mio ex marito – in tutti i casi, non sopportavo di stare con un uomo che ritenevo indegno di essere il padre dei miei figli;
  • ho trasformato il mio lavoro, per automatizzare le entrate il piú possibile;
  • e ho fatto un’accurata selezione per scegliere un uomo migliore del precedente – passione e interessi in comune non mi sono mai bastati, sono una donna molto esigente: do tantissimo e merito altrettanto.

Costruire qualcosa di valore non è un mero perseguimento di un obiettivo “materiale”; passa attraverso il diventare quella persona capace di attrarre le persone e le risorse giuste prima, e il maturare tutte le capacità necessarie a gestire la situazione in tutte le sue sfaccettature, poi.
La famiglia non fa eccezione; e, quando se ne costruisce una che non funziona, in cui bisogna risolvere mille problemi per evitare che si sfaldi, allora ci si rende conto di tutte le raffinate abilità che servono per essere in grado di costituire un nucleo forte e saldo che possa prosperare e durare, in modo tale da tenerla in piedi nel tempo.

Mettersi in proprio può remare contro la maternitá

Senza esperienza, si può tendere a credere che la vita da lavoratrice autonoma remi sempre a favore del progetto maternità; in realtà non è detto che sia così.
Vediamo alcuni motivi per cui può non esserlo:

  1. Si possono avere molti piú impegni e responsabilitá dei lavoratori dipendenti, o di chi si dedica a sviluppare un progetto altrui.
  2. Ci si puó ritrovare schiacciati dall’agenda, dal mondo virtuale e dallo stress, in una condizione psico-emotiva in cui è impossibile avere una vita affettiva sana.
  3. Con tutte le spese da sostenere, fare i genitori può diventare l’ennesima pressione, invece che l’immensa gioia e il grandioso onore che è accogliere una nuova vita nella propria.

Per tutte queste ragioni e anche per altre, se ci si vuole mettere in proprio anche per dare spazio e ossigeno all’amore e alla vita familiare, bisogna progettare e costruire questa situazione in modo attento e specifico; altrimenti ci si ritrova schiave di se stesse come in qualsiasi lavoro dipendente.
Siccome, invece, siamo tutte libere e intelligenti, possiamo fare di meglio 🙂

mettersi in proprio lavorare da casa mamma che lavora

Lavorare da casa è utile non solo per la vita da mamma

Questo tipo di gestione del lavoro è utilissima anche per

  • imparare a essere padrone del nostro tempo e della nostra energia;
  • applicarci nell’auto-controllo necessario a usare in maniera costruttiva gli orari, il denaro e la lista delle prioritá – le risorse, in generale;
  • automatizzare le entrate e, un po’ alla volta, costruire una rendita – ci servirá anche per avviarci verso una maturitá in cui, di certo, non potremo contare sulla pensione;
  • usare in modo sostenibile le ricchezze che generiamo – perchè spendere intilmente soldi che possono essere risparmiati e utilizzati meglio? La casa è una grande risorsa economica ed ecologica: un’utenza sola, meno spostamenti, tutta l’amministrazione in un unico luogo da curare e gestire, etc.

E, se stai male a casa e vuoi stare il piú possibile fuori, a mio avviso hai un problema grande da risolvere e un’opportunitá da cogliere – per la tua salute psico-fisica e affettivitá.
La soluzione non è guadagnare tanti soldi per poterti permettere un ufficio, un co-working o viaggi continui; questi sono palliativi e toppe per coprire un disagio che, nel frattempo, crescerá, fino a costringerti aspramente ad affrontare ció che conta di piú nella vita – che sono il benessere nell’amore e nelle relazioni affettive e non i soldi o il lavoro.
Perchè, tra l’altro, i veri soldi e il vero lavoro sono tutta questione di amore e relazioni affettive

Ilaria Cusano

Come creare un lavoro da casa per mamme

Come creare un lavoro da casa per mamme che vogliono stare piú tempo con i propri figli

C’era una volta un periodo storico in cui una donna diventava mamma e non aveva tempo per stare coi figli.

lavoro da casa per mamme

Anche tu sei cresciuta con una mamma obbligata, per cause di forza maggiore, a lavorare la maggior parte del tempo, dovendo sottrarsi alla famiglia?

E’ uno dei motivi che mi spingono, sostengono e guidano nella realizzazione di una professione che mi permette di crearmi una libertá finanziaria.

Non metterò al mondo un bimbo, senza prima avere la piena possibilitá di godermelo e crescerlo personalmente, almeno per la maggior parte del tempo.

Anche tu, se potessi, da donna e madre sceglieresti questa libertá?

Sai qual è il problema?
Che la maggior parte delle donne che hanno nel cassetto questo sogno non cerca opportunitá alternative alla tradizionale offerta dal mercato del lavoro di oggi; non si dà da fare per realizzarlo, in pratica.

Ma la bella notizia è che, in realtá, ce ne sono diverse; in questo articolo ti parleró di ben 2 possibilitá di mettersi in proprio in questo modo!
Sei pronta? Mettiti comoda 😉

Mettere in vendita il proprio knowhow

Se dovessi farti un esempio di un lavoro da casa per mamme che non vogliono più vivere la maggior parte della loro vita lontane dai propri figli, me ne verrebbero in mente tantissimi.

Oggi il mercato online offre a tutti l’opportunitá di mettere in vendita le proprie competenze e di crearsi un lavoro in armonia con le proprie nuove esigenze.

Prova a chiederti:

Cosa mi piace fare di più?
Cosa sono capace di fare?
C’è qualcuno che potrebbe essere interessato a imparare ciò che io so?
Ho delle capacitá acquisite nei lavori tradizionali che ho fatto fino ad oggi, che potrei rivendere come freelance ad altre aziende, lavorando da remoto e facendomi pagare a risultato?

Chiaramente non basterá cercare una risposta a queste domande per realizzare il tuo lavoro da casa per mamme del futuro. Ti servirà imparare moltissime nuove competenze, applicarle, testarle e promuoverle.

Tuttavia, visto l’evolversi del mondo del lavoro di oggi, siamo fortunatissime a vivere nell’era digitale: oltre a semplificare le comunicazioni, ci permette di ricevere un regalo strepitoso dalla Vita.

Quale?

Cogliere l’opportunitá di lavorare sodo per un periodo di tempo limitato, per poi dare ai nostri figli la cosa più preziosa che ogni genitore, tornasse indietro nel tempo, darebbe di più: il tempo.

lavoro da casa per mamme
Ph. by Michael Coghlan

Lavoro da casa per mamme: prima idea

Per realizzare un progetto concreto e valido e mettere in piedi un lavoro che possa sostenere economicamente te e la tua famiglia sará necessario

  1. sviluppare il mindset giusto per costruire un’attivitá indipendente che ti gratifichi;
  2. apprendere come gestire i tempi e gli spazi che dovrai organizzare per ottimizzare il tuo lavoro;
  3. imparare alcune semplici ed efficaci strategie per costruire il tuo personal branding e promuoverti distinguendoti da tutti gli altri.

Sono gli stessi 3 passaggi fondamentalii che abbiamo vissuto anche Ilaria ed io, quando abbiamo deciso di diventare imprenditrici di noi stesse.

Per questo, qualche anno fa, ci siamo accorte di possedere le competenze ideali per creare un percorso che permettesse, a chi come noi voleva costruirsi un’attivitá indipendente,

  • di farlo senza paure;
  • con tutto il supporto di chi ci era giá passato;
  • e offrendo degli strumenti utili per essere segueti e guidati passo dopo passo.

Da questo incontro è nato Business in Love: un percorso di 12 Skype dedicato alle donne che vogliono mettersi in proprio con un’attivitá da svolgere da casa come freelance.

Piano B per mamme: costruire una rendita passiva

Oggi il sistema tradizionale non ci insegna a gestire il denaro e neanche a generarlo, piuttosto ci insegna a spenderlo e ad arrivare a metá mese giá con l’acqua alla gola.

Questo è il motivo per cui, oltre che costruire una propria attivitá autonoma, sia Ilaria sia ioabbiamo pensato bene di affiancare al nostro lavoro anche un’attivitá imprenditoriale che permette, a chiunque voglia farlo, di generare un guadagno passivo che non dipende dal tempo che lavoriamo.

Oggi, io da Torino e lei da Padova, ci occupiamo insieme di far crescere molti collaboratori che in tutta Italia vogliono come noi vivere un futuro più roseo, stabile e prospero di quello dei nostri genitori e nonni.

Facciamo nascere e crescere una rete di persone e aziende con cui condividiamo profitti e clienti, con l’obiettivo di far sviluppare le attivitá di tutti e generare una rendita continuativa e progressiva basata sui consumi che facciamo ogni giorno.

In particolare per una mamma che oggi sceglie di volere un futuro diverso per lei, per i suoi figli e per l’intera famiglia, queste due opportunitá sono le migliori che io abbia trovato in circolazione; e, siccome per me stanno funzionando bene, consiglio a te

  1. di guardarti intorno, e
  2. di deciderti: di chiedere le informazioni che servono per capire come tutto questo sará possibile anche per te.

Parlo della possibilitá di darti un tempo per lavorarci su, con la prospettiva di vivere i prossimi anni della tua vita in un modo totalmente diverso da quello che ti ha accompagnato finora.

Invece che arrancare senza avere realmente una meta, un piano B che ti viene in aiuto per realizzare i tuoi obiettivi e desideri; da oggi in poi potrai almeno sentire di aver trovato la soluzione per te e la tua famiglia, che ti fará sentire serena per il resto dei tuoi giorni.

Perché non siamo felici e sereni in funzione di dove siamo ora: siamo felici e sereni in funzione di dove stiamo andando 🙂

lavoro da casa per mamme

Sogno o realtá?

Ilaria ed io possiamo raccontarti la nostra storia, due giovani donne unite da una grande amicizia e fiducia, con esperienze e background molto diversi, ma con la stessa voglia di creare la vita straordinaria che sono sicure di meritare.
E tu?
Raccontaci cosa fai, e soprattutto cosa vuoi fare nel tuo futuro!

Carlotta Bruno

Insegnamenti di vita da “La donna dalla coda d’argento” – 4

Ricorda sempre che la tua vita ti appartiene…

… che deve essere, per te, più importante di qualsiasi altra vita. Spero che tu non dimentichi questo: gli uomini sono come le donne, esistono uomini buoni e cattivi. Sei tu che devi scegliere il tuo compagno.
«Non devi affidarti a un uomo qualsiasi, scegli il migliore tra molti, non con gli occhi del corpo ma con gli occhi del cuore. Così incontrerai il tuo futuro compagno. Poi, con pazienza e molto amore, lo modellerai e lo trasformerai in un grande uomo. Così costruirai il tuo matrimonio e la vita familiare.»

insegnamenti di vita

«E’ questo il modo che hanno adottato le donne che sono riuscite ad avere un matrimonio felice?», chiese Lara.
«E’ proprio così: questo è il metodo che, da tempi immemorabili, hanno usato le donne intelligenti che amano», rispose la curandera sorridendo con malizia, «avvalendosi anche del potere dell’energia sessuale

L’allegria che viveva in quei momenti era una sensazione mai provata…

… un appagamento delle sue necessità mai sentito prima di allora. Se qualcuno avesse visto il suo volto nell’oscurità, avrebbe scorto un sorriso di totale soddisfazione, una gioia infinita e una luce che si proiettava dal più profondo dei suoi occhi.

«Mi sento in una beatitudine totale, completa, piena d’amore: c’è un’esplosione di allegria dentro di me.»
«Sei in contatto con il tuo essere. Il tuo spirito si manifesta attraverso la tua mente e il tuo corpo: hai trovato l’unità con il tuo essere. Adesso hai imparato a centrarti, così troverai la serenità e la pace che tanto cercavi. Adesso comprendi che ogni relazione sessuale che non derivi dall’amore divino non è altro che un simulacro legato all’ego, al desiderio, alla possessività e non ha niente a che vedere con il Tinkuy.
«Per essere una vera donna, è necessario non avere paura, ma essere libera e saggia. Non essere un soggetto vittima di basse passioni o di una sessualità egoista, possessiva, manipolatrice e repressiva.»

insegnamenti di vita

Insegna ad amare

Se vuoi preservare la vita sulla terra
insegna ai tuoi figli ad amare tutti
gli esseri viventi dal più grande al più piccolo.
E ricorda sempre loro che l’uomo
è soltanto un filo nella matassa della vita.

Nel XXI secolo l’educazione ha bisogno di obiettivi chiari per insegnare ad amare se stessi e gli altri. Dovremmo renderci conto che i mali più grandi dell’umanità si verificano perché manca l’amore. L’uomo pacifico è quello che ha trovato l’armonia interiore amando se stesso e amando gli altri.
Tutta la conoscenza dovrebbe ruotare intorno all’amore, perché esso è l’energia universale più grande e potente che permea e muove l’intero universo che siamo venuti a sperimentare.
Senza amore non c’è vita, c’è soltanto il vuoto, il caos, il disordine e la violenza. Quando c’è amore, c’è magia, entriamo nel mondo della fantasia e dell’immaginazione, così possiamo attingere alla fonte della creatività.

Occorrerebbe adottare un nuovo tipo di insegnamento per amare

Senza amore l’essere umano continuerà a essere un bipede sulla terra. Potrà continuare a produrre macchine e a edificare città, potrà fare le costruzioni più grandiose, che soddisferanno la sua vanità, il suo orgoglio e il suo egoismo, ma in tal modo non rimarrà mai qualcosa di suo che vada al di là del tempo.
Sino a ora la nostra civiltà ha continuato il suo percorso tra lotte, guerre, schiavismo, sfruttamento e manipolazione. Siamo entrati in possesso di beni e servizi che ci permettono di risparmiare la forza muscolare, allungare il tempo e spostarci in qualsiasi luogo della terra.

Ma cosa abbiamo ottenuto? Siamo veramente felici?

insegnamenti di vita

Sembra che il destino dell’umanità sia di lavorare in modo accanito, con lo stress che ne consegue, e di vivere una vita che non è in realtà degna di essere chiamata tale.
In cambio di che?
Di una casa, una macchina, un po’ di quattrini in banca, una sicurezza?
Il senso del dovere, che è stato inculcato nella testa d’ogni persona, non serve a niente quando sopraggiunge l’ora della morte. A che serve aver fatto tanto e aver lavorato in modo esagerato, se non si è vissuta la vita?
E’ questa l’eredità che vogliamo lasciare ai nostri figli?

Liberamente tratto da La donna dalla coda d’argento, di H. H. Mamani

Insegnamenti di vita da “La donna dalla coda d’argento” – 3

Che cosa deve conoscere una donna dell’uomo?

insegnamenti di vita

«In principio la donna deve sapere quali sono gli interessi del maschio»
«E tu me li puoi dire?»
«Certo! Gli interessi dell’uomo e della donna non sempre sono gli stessi, per questo è necessario comprendere che in generale l’uomo in ogni donna cerca quattro cose. Primo: che sia una persona che possa trasformare una casa in una famiglia, che sia capace di condurla, sistemarla, convertirla in un nido d’amore dove lui possa trovare l’allegria e il desiderio di vivere. In una parola, che sia esperta.
«Secondo: che sia una donna con personalità, carattere positivo, sicura di sé, intelligente, allegra e con senso dell’umorismo, entusiasta della vita, serena nel modo di trattare con gli altri. Una donna socievole che lo faccia sentire importante e della quale lui possa essere orgoglioso. Confidare che in qualsiasi situazione pubblica sappia affrontare ogni problema e si faccia valere di fronte alla società.

Il terzo aspetto che l’uomo cerca in una donna è che conosca i suoi appetiti e i suoi desideri…

… tra questi i principali sono il mangiare e il bere. Molti uomini sono stati conquistati prendendoli per la gola, per questo si dice “L’uomo in una donna cerca una gran cuoca, una donna che infonda arte e bellezza in ciò che cucina”.
«Il quarto aspetto, che di solito gli uomini non dicono, ma che è il più importante per loro, quello che maggiormente preferiscono, è che alla donna piaccia il sesso. Deve dimostrare assenza di inibizioni, allegria, humour, intelligenza, tenerezza, sensualità, maestria e arte nell’alcova.
«Dei quattro interessi l’ultimo è il più importante per l’uomo, nel suo inconscio. Sarà anche disposto a sacrificare la sua posizione sociale, accettare che non sia una buona padrona di casa o che non sappia cucinare, ma deve dominare i segreti del letto e fargli assaporare le sensazioni più voluttuose.

insegnamenti di vita

Per l’uomo la soddisfazione sessuale è molto importante…

… è intrinseca alla sua stessa natura, perché è l’unico modo che gli permette di recuperare la sua unità, di essere uno con l’universo e di entrare a far parte della categoria degli dèi. Questo è l’unico mezzo con il quale una donna può farlo viaggiare nel Pachachaka, in ponte di energia, verso l’universo atemporale. Farlo entrare nella quarta e nelle altre dimensioni e aiutarlo a espandere la sua coscienza. L’uomo ricerca la conoscenza perché questa gli darà potere.
«Invece la donna cerca nella relazione sessuale la realizzazione dell’amore e la trasformazione dell’uomo. La sola conoscenza senza trasformazione non è sapienza, e la sola trasformazione senza conoscenza non è realizzazione. La donna che conosce questa arte e questa scienza è una dea in terra e sarà sempre amata e venerata dagli uomini

Voglio un uomo che…

… abbia molta fiducia in se stesso, che mi permetta di stare al suo fianco, invece di confinarmi dietro le pareti di casa. Un uomo che desideri qualcosa di più di una donna bella o dai modi raffinati, un uomo che abbia ideali, un cervello e uno spirito di prim’ordine e che siano presenti in lui ambizione, coraggio, sincerità, rispetto e generosità. Un uomo che sappia amarmi, ascoltarmi e conquistarmi ogni giorno, che sia tenero e affettuoso per seguire insieme a lui un cammino d’amore
«Molto bene! Adesso hai già le idee più chiare, per questo non devi sposarti o unirti a un uomo qualsiasi. Trova il migliore tra loro, fagli capire che tu hai quello che lui desidera in una donna. Quando lo avrai conquistato completamente, lavora alla sua trasformazione e poi fallo camminare nella direzione che tu consideri ideale per la sua illuminazione. Ogni uomo è una materia prima che una donna deve trasformare in un individuo prezioso in cinque, dieci o più anni. Questo è il sistema del quale si è sempre avvalsa la vera donna, da tempi immemorabili, per compiere la sua missione in terra.»

insegnamenti di vita

Liberamente tratto da La donna dalla coda d’argento, di H. H. Mamani

Insegnamenti di vita da “La donna dalla coda d’argento” – 1

Le migliori citazioni da uno dei libri di Hernán Huarache Mamani

«L’uomo e la donna non vengono educati perché formino poi una famiglia: l’istruzione serve solo per formare dei lavoratori. Non vengono insegnati nemmeno i rudimenti più elementari della vita. Gli uomini e le donne non sono preparati per innamorarsi, sposarsi e mettere al mondo dei figli
«Perché non si fa qualcosa? Anche noi abbiamo gli stessi problemi in Europa.»
«La maggior parte delle volte, questo accade perché non siamo coscienti del problema e non desideriamo risolverlo».

«Tieni presente che gli animali vivi sono quelli che ti faranno meno male. Sono gli esseri invisibili che popolano questi luoghi quelli che metteranno a dura prova i tuoi nervi. Solo quando ti riterranno una donna senza paura e piena d’amore, qualcuno di loro ti parlerà e ti darà dei consigli.»

insegnamenti di vita

«Vivi pienamente il presente e lasciati andare completamente a quello che stai facendo. Non essere una mera spettatrice, ma trovati nel suo stesso centro, attraverso l’azione.
«Di’ alle sorelle del tuo Paese che noi donne siamo il punto d’appoggio per muovere il mondo; che, se un uomo vuole iniziarsi, lo farà grazie a noi e che se il divino vuole umanizzarsi, lo farà sempre attraverso di noi. Chi voglia scoprire i misteri della divinità, dovrà penetrare il cuore della donna. Il giorno che veramente sarai una donna, incontrerai questo frutto sul tuo cammino.»

«Nella vita bisogna avere il coraggio sufficiente per fare dei passi, anche se sono sbagliati. Il cammino della saggezza è nel non aver paura di sbagliare perché le delusioni, le sconfitte, i fallimenti ci insegnano. Chi persiste nel suo impegno, e trae profitto da ogni caduta, vincerà.»

Psicologia e spiritualità – Insegnamenti di vita diversi ma complici

«La paura è un meccanismo tipicamente femminile, che ci permette di mantenere la distanza, di prendere precauzioni quando è necessario, di scappare o, nel peggiore dei casi, di farci sottomettere. Invece l’ira è maschile, è aggressiva, violenta e istantanea, è qualcosa che obnubila la ragione, è un impulso feroce, come una molla che ci obbliga a lottare, a difenderci, anche se la nostra vita non è in pericolo. Tu non sarai te stessa finché non avrai capito che questi due elementi coesistono dentro di te. Accettati così come sei e troverai la pace che cerchi.»

«Nella vita la tua volontà deve essere ottimista anche se la tua mente è pessimista, se vuoi andare avanti. Inoltre, la dignità non si esprime con i vestiti, i gioielli, con quello che si indossa, ma nel modo in cui la persona si valorizza. E persino nel modo in cui si muove e cammina».
«E io come cammino? Che opinione hai di me?»
«Nel modo di camminare tu assomigli a un uomo, devi essere più femminile nei tuoi movimenti.»
«Non so come si fa, mi pare di averlo dimenticato, non me l’ha mai fatto notare nessuno.»
«Per correggerti fai questo esercizio, ripetiti mentalmente: io sono una gran donna! Fallo varie volte. Poi alza il volto, dirigi il tuo sguardo verso l’orizzonte, con il corpo ben eretto e bilanciato, avanza con passo soave sulla punta dei piedi. Osserva come cammino io.»

insegnamenti di vita

Quando sarai veramente una donna… Insegnamenti di vita

Lara guardò Mama Maru e solo allora si rese conto di qualcosa: nonostante l’età e il carico che trasportava, avanzava con cadenza, ritmo e garbo nella camminata. Lara cercò di imitarla, ma poi desistette perché faceva ancora più fatica. Mama Maru, dopo aver osservato il suo incedere, le spiegò:
«Quando cammini mostri che ti sottovaluti. Se vuoi modificare la tua andatura, devi aggiungere un’immagine al movimento: visualizzati come una grande donna. Nel tuo camminare, conta anche quello che pensi di te. Non basta tenere il petto in fuori, le spalle dritte o il viso diretto in avanti, se dentro di te ci sono dei pensieri negativi. Finora hai pensato di valere poco. Ti sei sempre sottovalutata nonostante le tue buone qualità. Cosa hai ottenuto in questo modo? Semplicemente di mostrarti alla gente come una persona di poco valore.
«Adesso mettiti dritta, cammina con scioltezza ed eleganza, anche se ti porti addosso un peso di una tonnellata. Pensa soprattutto che sei una donna bella, forte, potente e che non conosci la stanchezza. Ripetiti nella mente: “Sono bella, sono preziosa, sono una persona importante”.»
«Ma questo sarebbe vanagloriarmi e gonfiare il mio ego» replicò Lara.
«E’ meglio questo che avere un ego abbattuto. Tu cerca di darti valore, sentiti una donna importante, per quello che sei. Se non sei importante di fronte a te stessa, non sperare nemmeno di esserlo per gli altri.»

insegnamenti di vita

Liberamente tratto da La donna dalla coda d’argento, di H. H. Mamani