Coronavirus, quando finirà

La potenza della fede

Coronavirus, quando finirà

Ho appena finito di vedere Matrix. E’ un film che, a suo tempo quando uscì, mi segnò definitivamente la vita. Avevo 17 anni e fu una specie di Bibbia per me: un’ispirazione, una guida, qualcosa in cui credere. Non che non credessi in Dio… Ci parlavo ogni giorno, da quando ero una bambina. Ma da adolescente non basta più. Un personaggio invisibile in cui credere… in un mondo che sembrava andare da tutt’altra parte rispetto a ciò che sussurrava quel Dio lì… Ci voleva qualcosa di più convincente. O che, quanto meno, facesse da “ponte” tra questo Dio che sembrava lontano mille miglia, utopia pura, e una società che, nonostante tutto, sembrava avere un disperato bisogno di ritrovarlo, quel Dio
Così arrivò Matrix, nel caso mio e della mia intera generazione.

Era l’ultimo anno del millennio, quando uscì il primo: il 1999. E fu profetico, per tutti noi. Poi alcuni si fermarono al primo e non compresero il due e il tre, ma questa è un’altra storia…

Anche in Matrix c’era la metafora del virus: gli “uomini robot” sostenevano che noi umani siamo proprio il virus che infetta il pianeta Terra. Poiché ci comportiamo esattamente come i virus: sfruttiamo indiscriminatamente ogni risorsa vitale possibile e, quando finisce tutto, cerchiamo una nuova terra, più ricca di quella che noi stessi abbiamo impoverito, per cominciare a sfruttare anche quella.

Anche in Matrix, come nell’attuale storia del Coronavirus, c’era un sistema che si alimentava dell’immensa energia delle persone attraverso delle macchine. Macchine che, tuttavia, queste persone utilizzavano volontariamente.
E poi c’era una guerra. Una guerra tra chi accettava di vivere nella finzione perché non ce la faceva proprio, a reggere la verità – pillola blu. E chi invece, a un certo punto dello sviluppo della coscienza, decideva di emanciparsi da Matrix, il software, l’apparenza, la bugia costruita ad arte, e di iniziare un misterioso viaggio verso la Verità – pillola rossa.

Una Verità estremamente spirituale

La Verità che questo film proponeva era estremamente spirituale. Ci mostrava esseri umani con due corpi: uno finto, una sorta di ologramma, “l’immagine residua di te”, la chiamavano. E uno vero: che sembrava quasi essere l’anima, per l’appunto, il cosiddetto vero sé. Quella parte di noi più forte, salda, sveglia; quella parte che ce l’ha fatta, a rimanere umana…Ancorata ai sentimenti – non a caso la pillola che libera è proprio di colore rosso, e non verde, per esempio; capace di ardere di passione; capace di credere in qualcosa… o in qualcuno. Per libera scelta, non per condizionamento.

Il Coronavirus potrebbe essere rappresentato come una Matrix: un film, un mondo possibile, un software che, nel giro di poche settimane, moltissimi umani hanno “deciso” di installarsi di default. La mattina si svegliano e il software parte, disegnando tutta la “scenografia”, la “sceneggiatura” e la “colonna sonora” della propria giornata… del proprio film.
Qualcuno si è dato la parte della vittima e qualcuno del carnefice. Qualcun altro del debole, qualcuno del forte. Certi hanno preso a recitare la parte dei bravi bambini, certi altri dei rivoluzionari. Di base però tutti, in un certo momento, ci siamo “accordati” per funzionare con lo stesso software che scatta di default, la mattina quando ci svegliamo…

Ora, la domanda “Coronavirus, quando finirà?”, se ci pensi, è perfettamente assimilabile alla domanda “Matrix, quando finirà?”.
E a questo il film risponde totalmente:

  1. Quando sarai pronta.
  2. Quando lo deciderai.

Perché finisca devi scegliere di credere

Anche questo risulta evidente, guardando il film: ne esce solo chi

  • crede sia possibile,
  • crede in se stesso, in qualcun altro e in uno scopo più importante anche della propria stessa vita.
  • E ascolta l’oracolo: ce la fa solo chi segue la guida dell’oracolo – da cui tutti sono andati.

Con questa storia del Coronavirus (perché, su un certo livello, solo di una narrazione si tratta, una come tante altre), funziona esattamente allo stesso modo.

Coronavirus, quando finirà

Poi è evidente che non solo di storia si tratta, certo… La differenza fra gli umani ancora ancorati alla Terra (sto di nuovo parlando di Matrix) e gli uomini-macchina, infatti, sta proprio in questo: nei sentimenti. I primi sono ancora capaci di sentimenti, mentre i secondi no, hanno ceduto questa abilità. Si convincono totalmente di una certa narrazione solo coloro che non sentono… Coloro che oramai, totalmente disumanizzati, sono capaci solo di pensare….
Chi è ancora capace di sentimenti, invece, non si convince di una certa narrazione: riconosce la verità e la sceglie. Che è tutta un’altra storia…

Eppure, come mostra il film stesso, per arrivare a questo punto, a una faccenda di cuore per così dire, bisogna prima passare per un altro punto, che è più una faccenda di mente. Devi prima imparare a scegliere a che narrazione credere, e poi devi imparare a scriverla anche tu, una narrazione capace di convincerti, di farti (tornare a) credere in qualcosa…

Ilaria Cusano
Scuola di Life Coaching Spirituale

Imprinting sentimentale e sessuale nella coppia

Imprinting: come trovare il partner giusto

Spesso tra le donne riscontro un problema serio: la sottovalutazione dell’imprinting. Moltissime vorrebbero trovare il partner giusto, ma per trovarlo bisognerà pur imparare a riconoscerlo, no? E, dopo averlo riconosciuto, anche a sceglierlo! Avendo scartato tutti gli altri da scartare, prima, fra l’altro… Ecco, su questi passaggi la stragrande maggioranza delle donne tende a perdersi. Vediamo più approfonditamente come.

imprinting sentimentale sessuale coppia
Ph. by Freestocks.org

Eh già, perché non si tratta di maledizioni, incantesimi o sfighe cosmiche: si tratta di errori. Tipici errori umani che, se non visti per lunghi anni e cocciutamente ripetuti per un’infinità di volte, certamente possono sembrare sfortuna. Ma sfortuna non è. Sono sbagli. Sbagli da cui si può imparare e che si possono evitare, rendendosi conto di cosa si è pensato e fatto di sbagliato.

Ho creato due audio-corsi proprio su tutto ciò di cui parlo in questo articolo, se può servirti: “Il vero amore è per sempre” e “Buon fiuto non mente”. Nei prossimi mesi li faremo anche come corsi online di gruppo, trovi qualche dettaglio in più alla fine dell’articolo. Per qualsiasi altra informazione e per partecipare scrivimi a ilaria.cusano@gmail.com
Andiamo avanti.

I 7 errori delle donne: la sottovalutazione dell’imprinting

Questi sono i tipici errori delle donne che, nel corso dei 15 anni trascorsi a lavorare come Life Coach Spirituale, ho avuto modo di osservare. Errori fondamentalmente relativi alla sottovalutazione dell’importanza dell’imprinting sentimentale e sessuale nella coppia.

  1. La fretta, l’impazienza, la fissazione a voler trovare il partner giusto in poco tempo. Di solito, invece, bisogna fare un viaggio a tappe, un percorso con vari stadi.
  2. L’idea che basti frequentare due o tre persone, per trovare quella che fa per sé. Serve frequentarne un po’ di più, invece, solitamente.
  3. La chiusura rispetto a certi metodi, definiti brutti, freddi, poco romantici o pericolosi, solo in virtù di stereotipi e pregiudizi. Gli strumenti sono strumenti; non bisogna investirli di poteri o proprietà magici che di per sé non possono avere. Tutto dipende da come noi li usiamo.
  4. L’abitudine a mettere al centro delle proprie valutazioni i parametri che si conoscono già, ormai vecchi, invece. Le persone vanno conosciute nel mistero che ognuna porta dentro. E bisogna imparare anche a riconoscerle nel loro valore, non cercando di farle aderire al nostro ma vedendole nella loro unicità.
  5. Il desiderio di essere viste, apprezzate e riconosciute, senza però offrire veramente la disponibilità e la capacità di fare altrettanto.
  6. La mancanza di lucidità: non va bene per te, per tante ragioni? Scartalo, non cercare di adattarti a lui o di costringere lui ad adattarsi a te. Meglio essere onesta con te stessa e con lui, e avanti il prossimo! Ti sembrerà di metterci di più e invece ti assicuro che ci metterai parecchio meno…!!
  7. La tendenza ad accontentarsi. Non lo vuoi rifiutare e abbandonare? Hai paura di rinunciare a lui perché chissà se dopo ne arriverà un altro oppure no? E’ esattamente questo l’atteggiamento con cui costruisci il tuo fallimento sentimentale e sessuale!

L’imprinting sentimentale e sessuale e la sua importanza

L’imprinting sentimentale e sessuale, invece, è estremamente importante. Ed è intelligente e saggio prenderlo in debita considerazione.
Di cosa si tratta più precisamente?

Di quell’insieme di sensazioni, intuizioni e impressioni che abbiamo all’inizio, quando incontriamo la persona in questione le prime due o tre volte. Fisicamente però; le chat non contano, in questo senso. Perché siamo in grado di percepire questo imprinting tramite il fiuto, quella facoltà selvaggia, animale, che comunque rimane viva in noi e ci fa da bussola, ci permette di orientarci.
Anzitutto, però, all’amore vero devi credere. Perché, se pensi che uno valga l’altro, allora non te ne potrai proprio accorgere, del fatto che, a livello sottile e profondo, alcuni ti danno certe sensazioni diverse, particolari, speciali.

imprinting sentimentale sessuale coppia

Nella nostra cultura, purtroppo, non esiste più per i giovani quella parte di crescita che in passato veniva chiamata educazione sentimentale. Per questo molti adulti, di fatto, si trovano ad avere dei problemi in questa sfera e in particolare nel riconoscimento e nella scelta del/della partner.

A Marzo e ad Aprile faremo due percorsi online di gruppo di Love Coaching per aiutare le persone adulte proprio su tutto ciò. Si intitolano “Il vero amore è per sempre” e “Buon fiuto non mente”. Il primo partirà il 24 Marzo, con la luna nuova in Ariete, e il secondo il 23 Aprile, con quella in Toro. Come puoi vedere dai link, si tratta di due audio-corsi che, volendo, puoi anche acquistare e farti in autonomia – se non usi la carta di credito scrivimi e te li mando io 🙂 Nei prossimi mesi, invece, offriremo l’opportunità di farli con una guida e di condividerli in gruppo, in una chat su WhatsApp opportunamente regolamentata. Il costo è di 138 euro l’uno, iva inclusa. Se hai bisogno di supporto e vicinanza, in questo viaggio, partecipa anche tu! Scrivimi oggi stesso a ilaria.cusano@gmail.com e ti dirò come fare.

Ilaria Cusano

Come riconoscere la pornodipendenza negli altri, di Luca Ferretto

Ci sono due modi per riconoscere una pornodipendenza negli altri

Uno comportamentale e uno fisico.

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Ph. by Marco Verch Professional Photographer and Speaker

Dal punto di vista fisico, riconoscere altre dipendenze è più facile. Perché hanno un riflesso diretto sulla nostra salute psicofisica. Un tempo si diceva che chi si masturbava troppo diventava cieco. Era una battuta, ovvio, ma si dice ancora che chi guarda troppo porno diventa impotente. Non è vero. Non per colpa del porno, almeno, ma dell’ansia da prestazione che lo accompagna.

Potrebbe avere un senso dire che si diventa ciechi per le decine di ore passate davanti allo schermo!!! Ma la pornodipendenza, in realtà, ha sintomi molto più psichici che fisici. Sintomi di lunghissimo termine.
Ha a che fare con un’ossessiva richiesta di risposte sessuali che può durare tutta la vita.

Una vita mancata, quella del pornodipendente

Una vita che fa comodo solo alle casse di siti come pornhub.

Il pornodipendente cerca risposte o conferme sessuali e fuggendo da qualcosa che mette in discussione le sue “certezze”. Fugge verso un luogo che lo faccia stare particolarmente a suo agio, con le risposte che vuol sentire a tutti costi. Per non rendersi conto di quanto lontano è dalla realtà.

Non accetta che il sesso ha dei paradossi. Che le donne possono porre limiti invalicabili. Che non esistano certezze, soprattutto nel sesso. Non accetta che “scopare” è difficile, che richiede impegno, capacità e la dose di coraggio che lui non ha. Fuori dalle certezze della sua materna zona di comfort, lui impazzisce, non ce la fa.

Un po’ come i bambini con la loro mamma, sempre pronta a dare al principino narcisista esattamente le risposte che vuole.
I dipendenti da sostanze o dall’alcol, dopo un certo periodo, non vivono più a loro agio con la dipendenza. Il pornofilo invece gongola in una bolla in cui nessuno lo può vedere.

Se uno è alcolizzato si vede, tutti lo vedono

Se sei veramente tossicodipendente si vede; anche dai comportamenti. Anche se dipendi dal gioco si sa, per i debiti che fai. In tutti questi casi diventi pericoloso socialmente. Col porno no. Anzi! Il porno è un sedativo. Per questo i nostri governi non legiferano in materia e lo lasciano crescere in un limbo. Il porno nutre consumatori idioti che non andranno mai a votare, o voteranno altri idioti.

Come ogni accidioso, il pornodipendente può avere dei comportamenti normalissimi. Ma chi gli sta affianco riesce a capire se è dipendente da porno da alcune cose specifiche.
Ora ti dirò come riconoscere la pornodipendenza anche quando non te la saresti mai immaginata. E come testare la gravità dell’ossessione.

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Ph. by Capture Queen

Pornodipendenza: come riconoscere se c’è e quanto è grave

Conobbi un ragazzo che temeva di essere pornodipendente perché guardava molti film hard.
Mi confidò di guardarne tutte le settimane. “Ok”, gli ho risposto, “Tranquillizzati perché guardare un film porno una volta la settimana, anche se lo fai regolarmente, non significa che dipendi dal porno. Sei davvero dipendente quando ne sei ossessionato!”

Questo è fondamentale. La prima cosa che dobbiamo chiederci è a che livello di ossessione è arrivata la persona che abbiamo davanti. Per capire quando un uomo è ossessionato dal porno basta prendere il suo pc e non basarsi sulla quantità di porno che ha dentro, ma sull’antichità dei video porno che conserva.
Anche se non guarda film porno da un anno, potrebbe avere una cartella in cui tiene nascosti una manciata di porno da cui non vuole separarsi. Li tiene lì perché, se ci fosse bisogno loro, sono lì… alla bisogna… per consolarsi.

Come una mamma che non ti lascia mai. Una mamma fagocitante. Tu lo sai che devi scappare da lei ma non ci riesci. Non riesci a rinnegarla davvero e a superare la dipendenza, come se ci fosse un legame indissolubile tra te e lei.
Quella cartella rappresenta quel legame.

Conosco gente che sarebbe disposta a rientrare in casa durante un incendio solo per salvare quella cartella. Questo è un grande segnale di pornodipendenza. Lei può starsene dormiente per mesi e ricominciare da un momento all’altro, finché non sarà risolto il problema che la genera a monte.

Non c’è niente di male nella pornografia, il male è la sua capacità di distruggere la vera vita sessuale

Il modo migliore per sapere se il tuo uomo è pornodipendente è facendoci l’amore.
Ti rendi conto se è in una continua verifica di se stesso, in perenne ricerca di conferme. Quando si dice che i pornodipendenti seri tendenzialmente sono impotenti è perché, a forza di chiedere conferme, perdono il contatto con la propria fisicità.

Non è il porno che rende impotenti, ma la continua ansia da prestazione che, nutrendosi delle proprie ossessioni, provoca una disconnessione dagli altri. Dalle persone con cui si fa sesso.
Ci sono persone che a questa “prestazione pornografica” hanno dedicato una vita. Fare l’amore con questi uomini vuol dire fare l’amore con delle persone che nella loro testa hanno un ideale sessuale specifico e devastante. Vanno avanti come treni nell’immagine ideale che hanno di sé nella testa.

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Ph. by Marco Verch

Mentre scopano non esistono uscite laterali, corrono rapidi in una galleria. Il loro modo di fare l’amore è condizionato da un certo standard che li porta a dipendere dai giudizi altrui. E dal più insopportabile dei giudizi: quello della mamma. Per questo fanno domande e costringono l’altra persona a ripetere continuamente determinati schemi e fantasie. Per essere sempre pronti alla critica più feroce, semmai dovesse arrivare:

Ma tu quanto vali a letto?

Se ti accorgi che il tuo uomo ha determinati “copioni” e che non vengono da lui (sono schemi artificiali che non si è creato con un immaginario proprio), significa che quell’immaginario viene da un’altra parte. Cioè la pornografia.
Più precisamente, la pornografia fornisce un immaginario completamente scollegato dalla realtà.

Se il tuo uomo ha un immaginario scollegato dalla realtà, probabilmente viene dalla pornografia. Ed è di questo immaginario che è dipendente, perché non riesce ad averne uno suo.
Prova a vedere se va in difficoltà quando gli chiedi di fare l’amore con un altro immaginario. Vuol dire che è dipendente. Perché è bloccato là, in un nulla erotico, in un vuoto di contenuti.

Anche in un gruppo possiamo scorgere una tendenza alla pornodipendenza. Dal fatto che il nostro eroe manifesta continuamente il bisogno di chiedere agli altri conferme sessuali.
Tendenzialmente, in un gruppo il pornodipendente dà segni della sua dipendenza quando in un discorso sul sesso si percepisce il suo bisogno di entrare in argomenti sessuali in maniera ossessiva. Per lui sapere che qualcuno, soprattutto una donna, è disponibile a parlare di porno lo eccita, lo infiamma. Come un gatto che sente la presenza invisibile di un topo.

Normalmente, il pornodipendente è un narcisita patologico

Ha bisogno continuamente di parlare di sé e di porno. Che in realtà ha invaso solo lui, ma come ogni narcisista non riesce a immaginare nient’altro al di fuori dell’ossessione che ha per sé.

Non mi spingo oltre. Aggiungo solo una cosa. Finché un film, un libro, una canzone trasmettono bellezza e speranza, conviene farne esperienza. Lascia perdere tutto ciò che comunica bruttezza. La vita è troppo breve.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria, in particolare quelli rivolti agli uomini

Quando fare sesso, i momenti migliori

quando fare sesso momenti migliori

Cara donna, non fare sesso quando…

Hai paura che connetterti con un’altra anima possa farti del male.
Pensi in termini di dare e/o avere.
Hai una qualsiasi forma di senso del dovere.

Quando hai paura di perdere l’altro se non ti rendi disponibile subito, o a quella specifica pratica.
Se credi di dover aderire a certi standard, garantire determinate performance, dimostrare qualcosa a qualcuno.

Non fare sesso, se devi usarlo per alimentare una di quelle pericolosissime menate spirituali: ora saremo collegati per sempre (come se prima non lo foste, tra voi e con tutti gli altri esseri viventi), mi sono sobbarcata il tuo karma (impossibile), pezzi della tua energia mi rimarranno appiccicati addosso per 5, 7 o 32 anni. L’energia è una e tutti gli esseri viventi sono indivisi; se hai qualche altra percezione, è solo un tuo film, quindi cambia canale ché è meglio: vivi più allegra, godi di più, rompi meno i coglioni ai mal capitati e ti alleggerisci pure fisicamente 😉

Cara donna, fai sesso quando…

L’attrazione, il desiderio e la passione sono talmente tanto più forti di te e della tua volontà che non ti riesci a trattenerti.
Quando l’altro ti sembra l’essere più calamitoso del pianeta Terra; quando non puoi proprio evitare di tenergli le mani appiccicate addosso, e il tuo corpo si protende verso di lui (o di lei) come posseduto da Madre Natura.

Fai l’amore quando senti che siete parte di una cosa unica, respirando la stessa aria a pieni polmoni, partecipando insieme di una sola meravigliosa creazione.
Quando avere le sue mani addosso e farlo entrare, e venire, dentro di te ti appare la cosa più naturale e miracolosa possibile.

Fai sesso quando trabocchi, quando esplodi, quando lo vuoi così tanto che tutto quello che ti hanno raccontato, e che ti sei raccontata, non vale più, non conta più, sei disposta a metterlo da parte, a ricrederti, a scoprire altro, a lasciarti trasportare in un luogo sconosciuto dove, misteriosamente, sai che potrà andare solo meglio.

Fare o non fare sesso

Mi rivolgo alle donne perché sono le mie interlocutrici primarie; anche gli uomini hanno tante difficoltà sessuali, ma personalmente lavoro in modo diretto soprattutto con le donne. E quante donne (quasi tutte, in verità) hanno l’abitudine

  • di fare sesso per i motivi sbagliati,
  • o di convincersi, dopo averlo fatto, che siano successe o debbano succedere delle cose “da copione”.
quando fare sesso momenti migliori

Il sesso e l’amore sono mondi che ci precludiamo, quando abbiamo questo atteggiamento. A tutti capita, in certi periodi nella vita: ferite, sofferenze, delusioni, tutti ne attraversiamo e ci salviamo come meglio riusciamo. Spesso ne usciamo ammaccate, impaurite, demoralizzate, e allora vogliamo fare diversamente dal passato, stare attente a non ripetere certi schemi che abbiamo etichettato come errori, e che di sicuro nel presente, per chi siamo diventate attualmente, lo sarebbero davvero, degli errori.
In verità, però, possiamo amare e fare sesso godendone appieno (prima, durante e anche dopo), quando siamo nel mood opposto:

  1. quando sentiamo che l’amore, e il desiderio che ne è messaggero, può trasportarci solo nei posti giusti;
  2. nei momenti in cui la paura è più che altro eccitazione e voglia di buttarsi, di crederci, di lasciarci andare;
  3. quando in fondo al cuore sappiamo benissimo e con assoluta certezza che ogni atto d’amore può fare solo bene, a noi, all’altro e al mondo intero.

Quando fare sesso: le varie scuole spirituali

Se vedi, più o meno ogni tradizione spirituale si esprime in un modo piuttosto rigido e categorico rispetto a questo tema. Ogni religione o corrente ti fornisce la propria motivazione e, ovviamente, sottolinea il fatto che lo fa per il tuo bene. Perché, “naturalmente”, il prete o la sacerdotessa new age di turno, per qualche oscura e buffa ragione, lo sanno meglio di te qual è il tuo bene…

I medici e i vari “sapienti” che parlano in giro sono come le chiese – convenzionali e new age: ognuno si ammanta di un’aura di presunta dogmatica verità e porta acqua al proprio mulino facendo riferimento a tutte le malattie che puoi prenderti, nel caso del medico, e a tutte le maledizioni che puoi attirarti addosso da qui all’eternità, nel caso del prete e della sacerdotessa new age.

Ma io dico: chi è questa gente?
Chi meglio di te può imparare a sentire cosa c’è in circolazione con un’altra anima in un preciso momento della (solo tua) vita?
C’è forse qualcuno che, più di te, può sapere cosa succede nel tuo corpo nei momenti, nelle settimane e negli anni dopo che hai fatto sesso con una persona?
Infine, chi è che ha il potere di viaggiare e rielaborare come vuole, con le energie creative che avrà avuto a disposizione solo grazie all’aver condiviso l’amore in quel momento?
Tu: l’unica persona ad avere questo potere sei tu. E nessun altro.
Anche se si finge più esperto, saggio e sapiente di te, tu non credergli; tutta questa saggezza e tutto questo potere sono solo tuoi.

Fare o non fare sesso: così ti manipolano da secoli

Ricordati come va la storia da sempre: i più potenti usano il sesso per manipolare i più deboli.
Preti e sacerdotesse new age per avere masse di pecore a dare più potere a loro e alle loro parrocchie.
Pubblicitari per venderti qualsiasi cosa.
Politici per averti meno libero possibile, più bisognoso e più pieno di bisogni insoddisfatti – così ci pensano loro a te…

E da secoli ci riescono, però, perché tu ci caschi: perché ci credi, perché ti lasci convincere del fatto che loro la sanno più lunga di te, che tu sbagli e che, se vuoi stare bene, devi ascoltarli e fare quello che ti dicono.
Dal guru alla diva di turno; dall’ammaliatore in tv alla mamma che cerca di spaventarti e castrarti; dall’amica invidiosa e stronza allo psicologo che ha capito tutto della vita. Tutta gente che, attraverso le proprie presunte verità sul sesso, vuole sottrarti il tuo potere per averti nelle proprie mani.

quando fare sesso momenti migliori

Io, ogni volta che mi ritrovo in una di queste situazioni, chiudo gli occhi, rido e mi ricordo

La mia verità sull’amore e sul sesso la so solo ed esclusivamente io; e nessuno potrà mai saperla più o meglio di me.

Questo voglio trasmettere, questo mi sembra importante salvaguardare: la dignità di ogni singola diversità, la libertà di scegliere come ci si sente e senza dover giustificare o difendere le proprie scelte, e la forza profonda che c’è dentro chi sa lasciarsi coinvolgere dall’eterno mistero del vero amore.

Ilaria Cusano

Life Coach blog: l’inizio di questa professione, di Veronica Pasetto

Sognavo di fare la Life Coach: l’importanza della vision

life coach blog

La vision è un concetto economico che descrive l’obiettivo a medio-lungo termine di un’operazione, un’azienda o un’attività. Per dirla con Wikipedia,

la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi e incentiva all’azione”.

La vision costituisce quindi uno stimolo, un obiettivo futuro a cui mirare e con cui confrontarsi.

Perché parlo di economia spiccia?
Perché il concetto di vision si applica anche alla formazione e alla crescita personale.

Immaginare un risultato così pienamente da vederselo davanti ci porta verso quel risultato con una velocità e una facilità sorprendenti.
Basta pensare a uno qualsiasi dei nostri sogni. Ne abbiamo mai fatto un vero e proprio obiettivo?
Se ancora lo chiamiamo “sogno”, probabilmente no.
Prima di iniziare a lavorarci, ogni risultato sembra lontano e il percorso per arrivarci talmente tortuoso e pieno di ostacoli che nessuno se la sente imbarcarsi in un’impresa simile; giusto?

Ma allora, anziché immaginare gli ostacoli e le sofferenze che si ergono tra noi e i nostri obiettivi, perché non fantastichiamo sulle sensazioni che proveremo quando li avremo raggiunti?
Come ci sentiremo?
Cosa faremo di diverso?
In che modo la nostra vita sarà migliore?

Per me questo è avere una vision applicata a un obiettivo personale: aver ben presenti le sensazioni e i vantaggi collegati al raggiungimento del risultato, pensarci spesso e lavorare per andare verso di esso.
Un esempio tratto dalla mia vita personale.

Blog di una Life Coach all’inizio della sua carriera

Nel 2015 mi ero appena laureata e avevo iniziato la pratica forense in uno studio di diritto del lavoro. Ero finalmente arrivata dove volevo: facevo esattamente quello che avevo progettato, lavoravo con persone che mi piacevano e imparavo mille cose… proprio come avevo sempre desiderato!
Però c’era un però.

I miei talenti non erano messi a frutto pienamente. Io sono diligente e studiosa, è vero, ma sono anche sensibile, empatica, portata all’ascolto e alla cura: una mediatrice nata! Brillante nel trovare soluzioni di compromesso che tengano conto di tutti gli aspetti in gioco.
Mi sentivo limitata in quella dimensione prevalentemente giuridica ed economica, anche se in realtà mi occupavo del settore più “umano” del diritto.
A un certo punto ho iniziato a intristirmi: sentivo di aver sbagliato tutto e di essermene accorta solo alla fine, quando ormai era improponibile ricominciare da zero.

Nonostante fossi abbacchiata, ho iniziato a cercare una soluzione. Avevo chiaro il mio obiettivo finale: fare un lavoro che mi permettesse di essere me stessa e sfruttare al massimo i miei talenti.
Non avevo molto a favore: Giurisprudenza tende a essere vincolante ed esclusiva. Avevo la tenacia… e una vision!
Dopo qualche tempo speso a cercare di convertire il mio percorso professionale in qualcosa di più
adatto a me, trovai quello che faceva al caso mio: la formazione e il coaching.

life coach blog
Ph. by Veronica Pasetto

Il mio blog-novel come Life Coach

Hai letto gli altri 3 miei articoli?

  1. Come si diventa Life Coach
  2. Come si diventa Life Coach – Parte II
  3. Come si diventa Life Coach – Parte III

Anche se avevo trovato la mia strada, c’erano diversi ostacoli da superare. Anzitutto, non conoscevo affatto il coaching. Mi sembrava una di quelle strane iniziative che trovano terreno fertile in posti lontani, ma che non esistevano in Italia.
Dopo una ricerca più approfondita, ho scoperto che non era vero; ma subito mi si è parato di fronte un altro
problema: dovevo acquisire nuove competenze e i costi della formazione non erano alla mia portata!

Cosa ho fatto?
Ho tentato di acquisire quanto più possibile una formazione per vie traverse.
Ho studiato libri, siti web, audio-training; ho contattato vari coach e mi sono addentrata in questo mondo. Alla fine, ho proposto una collaborazione a Ilaria Cusano.
Adesso sono fiera di collaborare con lei: la prima Life Coach Spirituale in Italia, e una persona meravigliosa, da cui ho imparato e continuo a imparare moltissimo.

Avere una vision funziona. Non solo: mettere per iscritto la propria vision ha effetti magici!

Il blog di una Life Coach: potere della parola scritta

Il potere della parola scritta è ben illustrato anche da L. Rizzieri, nel suo “Le persone: fattore
essenziale per lo sviluppo organizzativo”:

Quando un obiettivo è messo nero su bianco diventa verificabile e per questo motivo, mettere per iscritto un obiettivo equivale ad assumersi l’impegno, la responsabilità di realizzarlo. Ecco perché si è più motivati a conseguirlo.

E ancora:

Scrivere l’obiettivo da raggiungere è utile per la chiarezza, rappresenta un impegno con noi stessi ed è un modo per iniziare a lavorare sull’obiettivo: già delinearlo per iscritto è fare qualcosa!
(C. Scalco, G. Gambirasio, “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo. Come trasformare le
ambizioni personali e professionali in risultati”)

 

Per sfruttare appieno il potenziale della vision, quindi, è importante mettere le cose per iscritto.
Io l’ho verificato sulla mia pelle: all’inizio dell’anno ho fatto uno schema con vari step per progredire nella mia iniziativa di lavoro come formatrice.
L’ho fatto come un esercizio, senza neanche crederci troppo. Ho fissato obiettivi che mi sembravano impossibili, sentendomi quasi sciocca.

A mano a mano che il tempo passava, però, ho iniziato a vedere dei risultati e a credere di più nel mio programma.
Ho scritto questo articolo nell’ultimo quarto del 2017 e…

Finora ho raggiunto tutti i miei obiettivi apparentemente irraggiungibili!

life coach blog

Ho iniziato a lavorare in un campo per me nuovo; ho sviluppato relazioni che mi stanno facendo crescere come professionista e come persona; sono circondata da persone positive, propositive e adorabili; mi sono lanciata sui social – su Facebook ho una pagina che si chiama Veronica Pasetto e su Instagram ho l’account I am Veronica Pasetto; e sto portando avanti la mia formazione da coach con Ilaria Cusano.

Quando abbiamo una vision chiara accade l’impensabile! Per quella che sembrava una casualità mi sono messa in contatto con una coach in espansione, che tra le varie idee che le sprizzano regolarmente dalla testa ha deciso di portarne avanti una: la scuola che sto frequentando, TrasFormazione.
TrasFormazione è un corso professionalizzante della durata di 6 mesi, in cui Ilaria trasmette ai futuri Life Coach Spirituali tutte le competenze necessarie per fare in modo eccellente questo lavoro.
È un’iniziativa rivolta a chi, come me, vuole fare la differenza nel mondo seguendo le proprie passioni e ambizioni, aiutando al contempo altre persone a vivere la loro vita in modo più pieno e consapevole.
Siamo appena agli inizi e già mi sento così cambiata!

Buona vision anche a te 🙂

Veronica Pasetto

 

Guida pratica alla felicità – Parte I

Mindset ed esercizi per tornare e tenersi felici

Per cominciare definiamo questa condizione infinitamente bramata da secoli: la felicità.
Non ho intenzione di mettere delle etichette, la priverebbero del suo potere multiforme. Dirò cosa provo quando mi sento pervadere dalla “mia” felicità 🙂

Citando onorevoli fonti antiche che partono da ciò che la felicità non è

La felicità è la cessazione della sofferenza

guida pratica alla felicitàCi si potrebbe meditare per anni, ma cerchiamo di essere pratici. Tra 1h ho il commercialista, poi la spesa, e non sarebbe male una passeggiata in spiaggia verso il tramonto 😉

A me la felicità accade quando mi allontano dalle strutture; quando lascio andare le catene mentali che sommergono sotto mille se e ma la possibilità che ho di vivere pienamente il momento, le persone e il contesto che mi circondano.
Quando il mio essere emana qualche onda particolare che attrae tutto ciò che veramente desidero in quel momento; che fluisce senza filtri dentro il mio sentire, e all’esterno verso ciò che lo corrisponde.
Quando sono grata e attiva in ogni senso.
Quando sono.

La mia felicità non dipende da un altro individuo o da un bene materiale; solo dalla capacità di godere fino in fondo di ciò che ho, cioè me stessa; con tutto il pacchetto che questo comprende 🙂
Qualcuno potrebbe lamentarsi per la pioggia, ma essa porta nutrimento alla terra: mi fa mangiare incredibili ciliegie, esse mi donano gioia e fanno sorridere il cuore a un bambino che le assaggia per la prima volta…

E’ solo questione di prospettive, gli unici padroni del panorama siamo noi.
Il semplice pensare a questa condizione accende in me la comprensione di quanto è curativa di ogni stato d’animo o preoccupazione, di come fa trovare la forza anche quando pensiamo di essere senza speranza…
In parole povere, assenza di sofferenza.
A questo proposito condivido i miei risultati; credo possano portare al mantenimento di questa meravigliosa condizione.

Per mantenersi felici: esercizi quotidiani di stretching mentale ed emotivo

Per tornare alla tua forma migliore, all’equilibrio dentro al tuo caos mundi… dando nuovo spazio per nuovi sviluppi del tuo totale potenziale umano… in ascolto di te, con distacco verso le molte futili abitudini culturali e sociali.
Ci avviciniamo a una serenità creativa e benefica, per noi e per chi entra nel nostro universo…

guida pratica alla felicità

Se vuoi dei risultati concreti, applica questi nuovi atteggiamenti quotidianamente; in momenti favorevoli o che ti ritagli apposta, ma per almeno 21 giorni.
Prendilo come un test in 3D all’interno delle tue giornate.
21 giorni è il tempo minimo: è un ciclo completo entro cui il nostro sistema riesce ad assimilare totalmente una nuova indicazione, un’abitudine sana in questo caso, e a integrarla.

Arriveranno altri esercizi per mantenere la felicità, le prossime settimane; aumenteranno ancora di più la produzione dell’ormone della felicità, la serotonina.

Perché, in fondo, a che cosa serve questa vita se non a essere felici?

Buon Inizio!

Cominciamo coi fondamentali, per scrollarci di dosso le fatiche inutili, per tornare respirare sempre più a polmoni pieni, nell’unica direzione che crea benessere felicità!

Per tenerti felice tieniti libero dalle aspettative

Cosa c’è di peggio dell’aspettare che il giorno del tuo compleanno, dell’anniversario, del ritorno al lavoro dopo una lunga degenza, una gravidanza o un’operazione, ti arrivi un regalo, un biglietto, un invito a cena o una festa a sorpresa… e non vederlo accadere?
In un attimo l’autostima crolla a picco sul fondo della fossa delle Marianne o in un cratere marziano!
E comincia la cantilena emotiva che martella la nostra giornata fino a sfondare il muro dei nervi!

Ma com’è possibile? Non conto proprio nulla?! Allora non mi ami più, sei un’egoista! Siete tutti delle iene, speravate che non tornassi a prendere il mio posto?!

Ho enfatizzato un po’, ma forse neanche troppo…

guida pratica alla felicità

Le relazioni in cui abbiamo delle aspettative prima o poi ci deludono; è matematico.
La maggior parte della sofferenza mentale è generata dai doveri che quotidianamente appioppiamo a chi ci circonda, per giunta senza riferirglielo. Un po’ come quel fan che diceva a tutti di essere il fidanzato di Claudia Schiffer, vantandosi dei successi della modella: è entrato in depressione, dopo la notizia del suo fidanzamento…. ma lei non lo sapeva mica!

Nel profondo restiamo in agguato, aspettando solo che l’altro faccia un passo falso per ricordargli che il suo atteggiamento migliore sarebbe stato diverso, e che non mettendolo in atto ci ha procurato dolore.
Ma cosa ne sapeva lui/lei?!
I nostri pensieri, progetti, ipotesi, anche quando tradotti in segnali, sono solo nostri.
Perfino i nostri genitori possono deluderci profondamente. Come specie umana, purtroppo, non abbiamo ancora sviluppato la telepatia.

Così disperdiamo un’enorme quantità d’energia e di tempo, oltretutto alimentando in noi e nei nostri rapporti solamente stress. Solo la cessazione di tutto questo costruire l’agire altrui può liberarci definitivamente dalla frustrazione.
Giocando addirittura a nostro favore: facendoci guadagnare un effetto sorpresa a volte davvero impagabile e straordinario!

Molliamo questa dinamica di pensiero. Liberiamoci dal peso delle aspettative. Smettiamo di misurare come l’altro si dovrebbe o non dovrebbe comportare. Lasciamo alla sua natura la libertà di agire spontaneamente, verso di noi o nello spazio. In questo modo guadagniamo un sacco tempo, numerosi respiri e inimmaginabili belle sorprese 😉

PS. La guida pratica alla felicità andrà avanti per diverse settimane. La 1ª parte sarà piena di esercizi per ripristinare e mantenere la felicità; per il seguito, ti lascio la curiosità e la sorpresa. Stai con noi per goderne 😉

 

Tantra per coppie

Sesso, rabbia e Halloween

tantra per coppieHalloween è in arrivo, anche se a me piace di più chiamarlo Samhain – antica festa celtica – o meglio ancora il mio compleanno 😀
Essendoci nata nel bel mezzo, amo questo periodo dell’anno, e soprattutto ne conosco bene l’energia, perché la incarno: forze telluriche, dialogo con gli antenati, l’arrivo del freddo insieme al dorato, e la potenza alchemica di Marte e Plutone che ci permette di andare dentro e in fondo, e ancora più dentro e in fondo… laddove può esserci l’unico vero tesoro, l’unica sorgente di luce e di estasi

Sì, proprio lì dove c’è il piacere sessuale.

Ma facciamo un passo indietro.

Perché siamo in un periodo storico nauseabondo, da questo punto di vista: un periodo un po’ troppo positivo, falso, motivatore, new-age e forzatamente pubblicitario – di quella pubblicità ormai demodè, fammelo dire.
Sono dannatamente esagerate le persone che, quando chiedi loro “Come va?” rispondono sempre “Bene”, come automi; o che hanno sempre le stesse reazioni; o, peggio ancora, che si sforzano di non reagire, come se perdere l’umanità potesse mai diventare un obiettivo intelligente da perseguire, da raggiungere o addirittura da elogiare.
Follia collettiva – sempre esistita.

Tantra per coppie: libera la rabbia

E’ uno dei primi passi del mio percorso Lo Scrigno dell’Estasi, perché è così: finché non ti concedi il lusso di perdere il controllo, di rischiare la pazzia e – perché no? – di scoprire che anche tu potresti essere quell’orribile assassino che guardi morbosamente ogni santo giorno al telegiornale – è proprio vero, sai?
Finché non te lo concedi, non puoi né stare in forma e in salute, né godere di niente nella sessualità e nella vita, né tanto meno creare una coppia sana, che duri nel tempo e costruisca qualcosa di valore.

tantra per coppieFermati e pensaci un momento: dove si è mai vista una persona che non esprime la rabbia avere un bel corpo? Sono tutte sovrappeso, obese o deformi.
Dove si è mai vista una persona che reprime questa potentissima emozione e che non si ammala? Spesso arriva a soffrire delle malattie più gravi in assoluto, dovresti saperlo; non voglio dire cose macabre, ma sai che è la verità, non l’ho inventata io.
Dove si è mai vista una persona che non esprime la rabbia godere del sesso pienamente e profondamente, e riuscire a costruire una bella coppia, una di quelle che quando le vedi rosichi perché la vorresti pure tu?
Non si è mai vista.

Una delle prime cose che imparai durante il mio percorso di Tantra è proprio questa: a liberare la rabbia, a esprimerla con piena fiducia nel fatto che è una forza della natura, e che in quanto tale non può essere che benefica.
Ci vuole una fede immensa, lo so, perché anche a me capita di averne paura; mi capita addirittura di avere il terrore di me stessa. Però ormai l’ho testato mille volte, quindi è la mia esperienza, ormai, a rincuorarmi: non solo la rabbia ben gestita è una forza propulsiva sana, ma quando le concedo di esistere, emergere e prendere spazio si mettono sempre in moto conseguenze positive. Successi lavorativi, guarigioni nelle relazioni e rivelazioni interiori.

Halloween e il Tantra per coppie

Questi sono giorni perfetti per i rituali orgiastici – se ti dico come ho deciso di festeggiare il mio compleanno ti sganasci dalle risate! Ma non te lo dico… ahahah 😀

tantra per coppiePerò se vuoi toccare il cielo con un dito devi prima tuffarti nel fondo del pozzo nero; non hai altre strade, e chi ti dice il contrario ti sta solo vendendo fumo.
Devi tuffarti nel pozzo nero e devi pure stare lì dentro per un po’; potranno essere giorni, settimane o mesi, ma anche ore, talvolta – si migliora col tempo, questo è sicuro, si diventa sempre più rapidi a mettere la mano nello scarico e ripescare il brillante tra i peli e il muco.
Che schifo, eh? Ecco, è proprio lì che devi stare 😀 e questo è il periodo dell’anno migliore per iniziare a farlo; potresti andare avanti fino all’inizio dell’anno nuovo, ma se sei brava potresti cominciare a godere anche nel mentre, già da subito, soprattutto se hai un po’ il gusto del torbido come me 😉

La strada più difficile spetta a quelle che vogliono fare gli angioletti: le brave bambine, quelle che vogliono fare sempre tutto perfetto, che vogliono essere buone, belle ed esenti da ombre ed errori di ogni sorta. Quelle lì soffrono più di tutti, purtroppo, per lo meno finché non guariscono dalla loro ossessione – e Halloween/Samhain è un ottimo momento anche per questa guarigione, in caso.

In questi giorni, perciò, puoi scegliere se

  1. fare sesso a più non posso e in variopinti modi,
  2. ballare come una menade possibilmente in gruppo e sudando molto,
  3. incazzarti ogni volta che ne hai un’occasione e con più persone,

o tutte e tre queste cose contemporaneamente!
Ma ti prego, evita solo una cosa: di travestirti come un’idiota, cioè senza ricordarti che quella maschera ti dovrebbe servire solo per fare almeno una delle tre cose che ti ho appena scritto 😉

E se hai problemi in questo senso, ti ripeto: Lo Scrigno dell’Estasi.
Felice festa di godimento anche a te!

Ilaria Cusano

 

Il Viaggio dell’Eroina – Una Storia Vera

Blog Novel by Mamma Fenice, 2ª puntata – La Chiamata

Il momento storico della chiamata furono gli anni ’90.

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Anni segnati dalla caduta del muro di Berlino e dalla riunificazione della Germania; ma anche dall’inizio della guerra in Jugoslavia e delle guerre del golfo; nonché degli accordi per fermare la corsa dello scudo nucleare tra America e Russia.
Vivevamo tempi interessanti: l’equilibrio del mondo si capovolgeva, chi era tranquillo si trovava in guerra, chi era disperato si riuniva ai parenti.
Non c’era più nessuna certezza.

Io, nel 1990, incontrai mio marito. Sarà un caso?

In quel periodo ero irrequieta. Il problema non era il lavoro.
Il lavoro in ufficio era interessante, stressante ma con un buon team: si cooperava, eravamo votati a raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.
Lavoravamo con lo scopo di raggiungere l’obiettivo, non l’orario di uscita.
Uscivamo insieme a cena; magari entravamo più tardi al mattino, ma succedeva di lavorare fino a notte fonda.
Però era un lavoro la cui unica soddisfazione era il fatto che potevo svolgerlo bene; non mi arricchiva come persona. E io volevo di più.

Volevo trasmettere qualcosa a chi mi circondava

Volevo lasciare la mia impronta nella sabbia.

Conobbi l’uomo che sarebbe diventato mio marito.
Colpo di fulmine. Entrambi molto razionali, vogliamo le stesse cose. Iniziamo subito una nuova famiglia. La progettiamo proprio per benino: l’appartamento equidistante dai nostri rispettivi lavori e dalle mamme/suocere, un bel giardino, un grande tavolo per gli amici, e via discorrendo.

Ed ecco la famosa voglia di maternità: quell’ansia che ti prende dentro, che ti fa gridare

Voglio un bimbo, voglio un bimbo!

Ti vengono gli occhi tarati per notare le carrozzine, per stimare i pancioni delle altre, per fare le moine anche alle bambole e non solo! Per commuoverti davanti alla gatta coi suoi micini, per accompagnare la vicina anziana a comprare le ciabatte, o addirittura per portarle la minestra.

La chiamata

Sono incinta, aspetto un bambino!

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Sono a letto, però: gravidanza a rischio, ci sono complicanze.
Il mio mondo vicino è ribaltato, specchio del mondo lontano… specchio del telegiornale…

Da iperattiva a ferma ma… la testa continua a correre per conto suo. Forse troppo.
In ospedale incontro delle altre donne in dolce attesa, di etnie diverse. La camerata sembra un bazar.
Facciamo gruppo, facciamo caos. Mi leggono la mano, io racconto come mia nonna passava i vermi.
Chi può muoversi aiuta le altre; mi imboccano, mi sento parte di tradizioni diverse, lontane da me.
Riscopro un mondo non fisico, legato agli avi, alle dee, alle superstizioni.

E’ facile, nel grembo sicuro della nostra casa, bollarle come sciocchezze. Quando ero là, però, immersa nel dolore e nella paura, col tempo dilatato, la realtà era decisamente diversa.
Il mio mondo si è definitivamente ribaltato. Le priorità anche.
Le cose non sono più importanti; lo sono le persone.
La Provvidenza: mi sono accorta che esiste. Il prossimo è fin troppo partecipe dei fatti miei.

Quando torno a casa ho sempre troppo tempo per pensare.
Confronto la mia casa, la mia camera, il mio sofà, comodi, caldi… Li confronto con posti immaginari di altri paesi.
Mi rendo conto di essere nella parte del mondo fortunata e decido che cercherò, per quel bimbo che sta crescendo in me, di cambiare il mondo: di farlo più uguale ma soprattutto di non permettere che ci dimentichiamo di quanto siamo fortunati a nascere da questa parte.

Il mio voler cambiare il mondo, da donna gravida costretta a letto, sembra un’utopia

Sembra un bambino che, con un cucchiaio, vuole vuotare il mare.

Ma io voglio cambiare il mio mondo, quello fortunato. Voglio che si renda conto di quanto siamo fortunati.
Di quanto stiamo bene; del fatto che stiamo rovinando tutto con la nostra avidità; che, anche se potremmo stare bene, viviamo scontenti.
Ovviamente sono un groviglio di emozioni e ormoni: non mi posso muovere, ho mal di schiena, piango per niente, ho le idee confuse e non mi sento di certo contenta.

Mi ricordo delle ragazze in ospedale con me.
Ce n’era una, forse marocchina, che mi diceva che lei era la regina, per suo marito. Che lo scopo della vita era la famiglia, i figli. Magari ci siamo capite male per la lingua, ma gli occhi che brillano parlando di quello che vogliamo nel cuore non si possono fraintendere…
Anche le zingare, i figli, la famiglia, l’importanza del passato che vivrà nel futuro: sono concetti importanti dell’essere donna. Un gioco fatto con un pendolino ha predetto il numero e il sesso dei miei figli.
Vero o falso? Fortuna, predizione o casualità? Mistero.

So che voglio un mondo migliore, in cui nessuna verrà insultata dagli sguardi prima che dalle parole per il solo fatto di essere diversa di pelle. In cui io, per prima, non sono più ritrosa ad aprirmi per paura di chi non conosco.
Sono andata in ospedale con poco; quando le ho viste ho avuto paura del mio poco, loro hanno diviso con me le loro cose.
Mi vergogno ancora adesso dei miei pregiudizi. Vorrei un mondo capace di vergognarsi.

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Conclusione: voglio cambiare il mondo perché così mi sta stretto.
Così non mi va bene, ci vivo male.
Non sono più indifferente a quanto mi sta intorno; le cose importanti per me sono cambiate.
Sarà perché ho avuto modo e tempo per riflettere e affrontarle. Per la voglia che il futuro sia migliore per i miei figli e per quelli delle mie amiche. Sarà perché sto maturando. O perché i tempi storici sono “interessanti”…

Mamma Fenice

 

Come risvegliare l’energia sessuale femminile

Anorgasmia ed eiaculazione precoce

energia sessuale femminile
Jack Vettriano, “The party is over”

I nodi vengono al pettine.
Energia sessuale femminile ed energia sessuale maschile sono profondamente connesse. Le loro onde sono indivisibili, viaggiano insieme; solo così può essere.

Noi donne soffriamo per gli uomini con l’eiaculazione precoce; gli uomini sono terrorizzati dall’eventualità che noi donne fingiamo l’orgasmo.
La verità è che sono due facce della stessa medaglia: l’eccesso di autocontrollo.

Non mi importa molto delle ricerche, solitamente, ma i numeri relativi ad anorgasmia ed eiaculazione precoce sono allarmanti!
E siccome so bene che la collettività ci mostra sempre e solo verità preziose che è bene vedere e affrontare, ecco il mio contributo.

Energia sessuale femminile e maschile

Solo noi donne possiamo risvegliare l’energia sessuale femminile; solo gli uomini possono riattivare l’energia sessuale maschile.
Allo stesso tempo, però, possiamo trovare gli stimoli solamente insieme: uomini e donne in relazione intima, in un dialogo autentico e profondo.

Ecco l’origine di anorgasmia ed eiaculazione precoce – un’unica radice: l’illusione di poter controllare una realtà di fatto incontrollabile.

  • Lo sforzo di controllare le emozioni genuine – per evitare che l’altro scopra quanto siamo coinvolti. Ma è meraviglioso comunicarglielo! 😀

    energia sessuale femminile
    Jack Vettriano, 1951 – “Model in black”
  • Il tentativo di manipolare un rapporto amoroso per farlo andare come vogliamo. Impossibile. E per di più ci priva dei risultati più fighi!
  • Il terrore di essere rifiutati, abbandonati, scartati, di sentirci dire di no. Ma occhio: l’infanzia è finita, non si prova più quella roba lì, quando qualcuno ci dice di no: ci si gira poco più in là e si scopre che c’è qualcuno di ancora migliore ad attenderci 😀
  • Il tentativo di trattenerci: dal rispondere subito a quell’sms, dal dire con entusiasmo “Sì, aspettavo da un millennio che lo facessi!”, dal sorridere a trentadue denti quando arriva la persona che desideriamo. Tutte cose stupende da fare 😀
  • E tante altre scelte simili.

Anorgasmia, eiaculazione precoce ed energia sessuale bloccata

Chi mi conosce sa che la mia formazione è di sociologa e artista, e che il mio lavoro di Life Coach Spirituale unisce queste due strade. La sessualità è un ponte grandioso; e quella che nel 1983 fu codificata come intelligenza spirituale/sociale, secondo me, ha la sua fonte proprio nell’energia sessuale – che ne è l’alfa e l’omega, per così dire.

Ecco le connessioni che io vedo tra la nostra cultura e la situazione intima in cui versiamo:

  • La mala gestione di aggressività e violenza, a discapito di una sana condivisione di passione, desiderio e… gusto per “un delizioso piatto” 😀
  • L’incapacità di reggere un alto voltaggio di amore e piacere – abituati come siamo a passare fin troppo tempo a patire, faticare e soffrire.
  • L’incompetenza nel comunicare l’affetto, il senso di appartenenza e il sogno di condividere una storia d’amore romantica ed eterna, che vada al di là dello spazio e del tempo – forse è infantile ma è comunque autentico e potente.
  • L’ignoranza; che ci spinge a presumere che il saperci controllare valga di più del saperci lasciar andare. Valgono uguale, invece.
  • L’illusione di essere più forti quando non ci proviamo, che quando ci proviamo e non va come speravamo. Ma magari va meglio ancora, no? Ci hai mai pensato? 😉

energia sessuale femminile
Bosch, “The garden of earthly delights”

Potrei andare avanti all’infinito.
Ho scelto il nome Mercante d’Estasi e ho creato non uno, ma vari percorsi sulla sublimazione dell’energia sessuale proprio perché so cogliere miliardi di connessioni tra sessualità, spiritualità e società – tra sfera intima e universo collettivo.

Ma il punto resta uno: smetterla di pensare agli altri – che si tratti di un partner o della società intera – e convogliare tutta l’energia trasformativa su noi stessi.
Perché credimi: che tu veda uno, dieci o mille problemi fuori, nel sesso, nelle relazioni e nel mondo, l’unico problema è sempre e solo dentro di te.
Scendi nel tuo profondo e impara a concepire, comunicare e fare ciò che devi; in men che non si dica vedrai solo bellezza, amore e meraviglia 🙂

Ilaria Cusano

 

Coach creativo per -non- rientrare dalle vacanze

Coach creativo per -non- rientrare dalle vacanze

coach creativo rientro vacanzeIn che senso, dirai tu: bisogna rientrare dalle vacanze, a un certo punto!
Voglio rientrare, forse, per tante ragioni.
Sì, ok, questo esternamentesuperficialmenteapparentemente; ma prova a immaginare…

Tanti anni fa, durante un giorno della mia gloriosa adolescenza, la fine dell’estate si avvicinava, proprio come adesso; ero al mare, passeggiavo sul bagnasciuga. Avevo appena vissuto un’altra delle mie vacanze memorabili e, tra me e me, pensai

Voglio vivere sempre in questo stato.

Voglio sentirmi così anche nella routine; secondo me è possibile.

Sai cosa?
E’ evidente che dalla mia adolescenza sono passati circa 15 anni; quella fase è terminata, io nel frattempo sono diventata adulta, e come molti, come te, ho mille impegni e responsabilità, per trovare il tempo e le energie per gli amici mi devo concentrare e organizzare non poco, e per fare esercizio fisico tutti i giorni ho un’agenda allucinante.

Però ho scoperto che quella roba lì era veramente possibile: sentirmi sempre nello stato in cui stiamo in vacanza, da quell’estate, diventò la mia realtà anche nella routine, e tuttora dopo 15 anni lo è 🙂

Coach creativo all’opera

Passiamo subito all’opera, quindi 😀
Tra pochissimo ti fornirò anche un listato ricco e completo, ma a monte di tutto c’è una domanda essenziale, la cui risposta determina il seguito dell’intero processo – e la risposta è super soggettiva.

Eccola:

Cos’è che mi piace tanto di come mi sento in vacanza, e quali attività mi fanno sentire così (sempre in vacanza)?

Esempio concreto, la mia risposta:coach creativo rientro vacanze

Quello che adoro di quando sono in vacanza è il fatto che faccio solo ciò che più mi piace, e in una condizione di vuoto e apertura interiori che mi rendono estremamente feconda,
creativa e sorridente.

Le attività che mi facilitano, in questo senso, sono viaggiare, fare vita di gruppo, visitare luoghi (naturali e culturali) mistici e potenti, scrivere, ballare, cantare e comunicare a go-go in tutti i modi che conosco.

Io vivo sempre in vacanza perché mi sono fatta questa domanda in adolescenza e di tutto ciò ho fatto la mia quotidianità 🙂

Coach creativo per te

Passiamo a te, adesso, perché se stai leggendo questo articolo oggi vuol dire che è proprio oggi il tuo momento perfetto per acquisire queste informazioni – la vita è intelligentissima 😉

Ecco un iter chiaro e semplice. Seguilo e porterai la tua condizione vacanziera dentro di te anche al lavoro, nella routine e nel freddo:

  1. Fai un onesto bilancio – E’ il tempo giusto, i contadini ce lo insegnano: è il momento di mettere sul tavolo tutti i frutti che in estate hai potuto goderti (perché in autunno li hai piantati, in inverno coltivati e in primavera curati), di guardarli bene e di discernere. Quali mi sono piaciuti? Come li conservo per la stagione fredda? Li coltivo pure per l’anno a venire, oppure no? Idem per tutto: relazioni, progetti, sogni. Fai un bilancio onesto, appellandoti a ciò che ha nutrito te, e non a idee, soprattutto altrui.
  2. Lascia andare ciò che non ti corrisponde più, interessa e tiene viva – Nella vita si cambia, è normale, è la vita stessa! Non tenerti sul groppone il peso di attività, persone, idee e sogni che non ti appartengono più; libera la tua energia, libera coloro a cui sei legata da cose più brutte che belle; e vola, leggera e fresca 🙂
  3. Integra nella routine le esperienze rigeneranti fatte durante le vacanze – Come me, hai scoperto che ami cantare ogni giorno? Che ti rende vitale, sorridente, aperta e piacevolmente sensuale? Fallo! Porta questa nuova abitudine nella tua quotidianità. Trova il modo; anche una piccola pillola, spesso, ha il potere di cambiare in positivo il segno della giornata!
  4. Coltiva le relazioni che ti nutrono adesso (e lascia andare quelle finite) – No comment, si commenta da sola e tu sai coach creativo rientro vacanzeperché è sano, giusto e benefico per tutti, anche se estremamente impopolare e molto poco diffuso, ancora.
  5. Apriti concretamente a nuovi progetti, scoperte, possibilità – Perché mai devi rimanere ancorata a quello che hai sempre fatto? Vuoi cambiare perché non sei più contenta? Cambia. Sei ambiziosa come me, vuoi sentirti sempre al massimo del tuo splendore quindi, anche se sei contenta, finché vedi un possibile ulteriore margine lo cerchi, lo sviluppi, aneli a quello? Fantastico 😀 è stupendo vivere così! Fallo: rinnovati, innova, matura, cresci. Una vita avventurosa fa bene alla salute e al cuore, soprattutto avventurosa in questo senso 😉
  6. Mantieni vivo lo spirito di avventura – Per l’appunto! Non gli viene ancora riconosciuta la giusta importanza, secondo me; ma anche a livello psicologico (oltre che spirituale e di salute) si sa che la condizione migliore è un giusto equilibrio tra sicurezza e avventura. Troppa stabilità ci fa stagnare, annoiare e pure ingrassare!
  7. Coltiva i nuovi lati della tua identità – Cambiamo ogni cellula del corpo di continuo; perché non concederci lo stesso lusso anche nell’identità? Spesso abbiamo idee su noi stesse così fisse da bloccare a priori qualsiasi sviluppo, scoperta e rigenerazione interiore. Permettiamoci di trovarci nuove, diverse dal solito, anche assurde e inaspettate: insieme alla perplessità vengono anche la curiosità e il divertimento 😀

Se ti è stato utile questo articolo condividilo e metti in comune le tue riflessioni ed emozioni nei commenti qui sotto.
E se hai bisogno di aiuto per il tuo rinnovamento, dai una sbirciatina ai miei corsi online – sono appena tornata dal Perù (hai letto il mio diario di viaggio?) e sono carica e gravida per farti da trampolino di lancio alla grande verso il nuovo anno, e raccolto 😉

Ilaria Cusano