Life Coach blog: l’inizio di questa professione, di Veronica Pasetto

Sognavo di fare la Life Coach: l’importanza della vision

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La vision è un concetto economico che descrive l’obiettivo a medio-lungo termine di un’operazione, un’azienda o un’attività. Per dirla con Wikipedia,

la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni di chi fissa gli obiettivi e incentiva all’azione”.

La vision costituisce quindi uno stimolo, un obiettivo futuro a cui mirare e con cui confrontarsi.

Perché parlo di economia spiccia?
Perché il concetto di vision si applica anche alla formazione e alla crescita personale.

Immaginare un risultato così pienamente da vederselo davanti ci porta verso quel risultato con una velocità e una facilità sorprendenti.
Basta pensare a uno qualsiasi dei nostri sogni. Ne abbiamo mai fatto un vero e proprio obiettivo?
Se ancora lo chiamiamo “sogno”, probabilmente no.
Prima di iniziare a lavorarci, ogni risultato sembra lontano e il percorso per arrivarci talmente tortuoso e pieno di ostacoli che nessuno se la sente imbarcarsi in un’impresa simile; giusto?

Ma allora, anziché immaginare gli ostacoli e le sofferenze che si ergono tra noi e i nostri obiettivi, perché non fantastichiamo sulle sensazioni che proveremo quando li avremo raggiunti?
Come ci sentiremo?
Cosa faremo di diverso?
In che modo la nostra vita sarà migliore?

Per me questo è avere una vision applicata a un obiettivo personale: aver ben presenti le sensazioni e i vantaggi collegati al raggiungimento del risultato, pensarci spesso e lavorare per andare verso di esso.
Un esempio tratto dalla mia vita personale.

Blog di una Life Coach all’inizio della sua carriera

Nel 2015 mi ero appena laureata e avevo iniziato la pratica forense in uno studio di diritto del lavoro. Ero finalmente arrivata dove volevo: facevo esattamente quello che avevo progettato, lavoravo con persone che mi piacevano e imparavo mille cose… proprio come avevo sempre desiderato!
Però c’era un però.

I miei talenti non erano messi a frutto pienamente. Io sono diligente e studiosa, è vero, ma sono anche sensibile, empatica, portata all’ascolto e alla cura: una mediatrice nata! Brillante nel trovare soluzioni di compromesso che tengano conto di tutti gli aspetti in gioco.
Mi sentivo limitata in quella dimensione prevalentemente giuridica ed economica, anche se in realtà mi occupavo del settore più “umano” del diritto.
A un certo punto ho iniziato a intristirmi: sentivo di aver sbagliato tutto e di essermene accorta solo alla fine, quando ormai era improponibile ricominciare da zero.

Nonostante fossi abbacchiata, ho iniziato a cercare una soluzione. Avevo chiaro il mio obiettivo finale: fare un lavoro che mi permettesse di essere me stessa e sfruttare al massimo i miei talenti.
Non avevo molto a favore: Giurisprudenza tende a essere vincolante ed esclusiva. Avevo la tenacia… e una vision!
Dopo qualche tempo speso a cercare di convertire il mio percorso professionale in qualcosa di più
adatto a me, trovai quello che faceva al caso mio: la formazione e il coaching.

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Ph. by Veronica Pasetto

Il mio blog-novel come Life Coach

Hai letto gli altri 3 miei articoli?

  1. Come si diventa Life Coach
  2. Come si diventa Life Coach – Parte II
  3. Come si diventa Life Coach – Parte III

Anche se avevo trovato la mia strada, c’erano diversi ostacoli da superare. Anzitutto, non conoscevo affatto il coaching. Mi sembrava una di quelle strane iniziative che trovano terreno fertile in posti lontani, ma che non esistevano in Italia.
Dopo una ricerca più approfondita, ho scoperto che non era vero; ma subito mi si è parato di fronte un altro
problema: dovevo acquisire nuove competenze e i costi della formazione non erano alla mia portata!

Cosa ho fatto?
Ho tentato di acquisire quanto più possibile una formazione per vie traverse.
Ho studiato libri, siti web, audio-training; ho contattato vari coach e mi sono addentrata in questo mondo. Alla fine, ho proposto una collaborazione a Ilaria Cusano.
Adesso sono fiera di collaborare con lei: la prima Life Coach Spirituale in Italia, e una persona meravigliosa, da cui ho imparato e continuo a imparare moltissimo.

Avere una vision funziona. Non solo: mettere per iscritto la propria vision ha effetti magici!

Il blog di una Life Coach: potere della parola scritta

Il potere della parola scritta è ben illustrato anche da L. Rizzieri, nel suo “Le persone: fattore
essenziale per lo sviluppo organizzativo”:

Quando un obiettivo è messo nero su bianco diventa verificabile e per questo motivo, mettere per iscritto un obiettivo equivale ad assumersi l’impegno, la responsabilità di realizzarlo. Ecco perché si è più motivati a conseguirlo.

E ancora:

Scrivere l’obiettivo da raggiungere è utile per la chiarezza, rappresenta un impegno con noi stessi ed è un modo per iniziare a lavorare sull’obiettivo: già delinearlo per iscritto è fare qualcosa!
(C. Scalco, G. Gambirasio, “Atteggiamenti mentali e azioni per il successo. Come trasformare le
ambizioni personali e professionali in risultati”)

 

Per sfruttare appieno il potenziale della vision, quindi, è importante mettere le cose per iscritto.
Io l’ho verificato sulla mia pelle: all’inizio dell’anno ho fatto uno schema con vari step per progredire nella mia iniziativa di lavoro come formatrice.
L’ho fatto come un esercizio, senza neanche crederci troppo. Ho fissato obiettivi che mi sembravano impossibili, sentendomi quasi sciocca.

A mano a mano che il tempo passava, però, ho iniziato a vedere dei risultati e a credere di più nel mio programma.
Ho scritto questo articolo nell’ultimo quarto del 2017 e…

Finora ho raggiunto tutti i miei obiettivi apparentemente irraggiungibili!

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Ho iniziato a lavorare in un campo per me nuovo; ho sviluppato relazioni che mi stanno facendo crescere come professionista e come persona; sono circondata da persone positive, propositive e adorabili; mi sono lanciata sui social – su Facebook ho una pagina che si chiama Veronica Pasetto e su Instagram ho l’account I am Veronica Pasetto; e sto portando avanti la mia formazione da coach con Ilaria Cusano.

Quando abbiamo una vision chiara accade l’impensabile! Per quella che sembrava una casualità mi sono messa in contatto con una coach in espansione, che tra le varie idee che le sprizzano regolarmente dalla testa ha deciso di portarne avanti una: la scuola che sto frequentando, TrasFormazione.
TrasFormazione è un corso professionalizzante della durata di 6 mesi, in cui Ilaria trasmette ai futuri Life Coach Spirituali tutte le competenze necessarie per fare in modo eccellente questo lavoro.
È un’iniziativa rivolta a chi, come me, vuole fare la differenza nel mondo seguendo le proprie passioni e ambizioni, aiutando al contempo altre persone a vivere la loro vita in modo più pieno e consapevole.
Siamo appena agli inizi e già mi sento così cambiata!

Buona vision anche a te 🙂

Veronica Pasetto

 

Guida pratica alla felicità, di Alessandra Valzania – Parte I

Mindset ed esercizi per tornare e tenersi felici

Per cominciare definiamo questa condizione infinitamente bramata da secoli: la felicità.
Non ho intenzione di mettere delle etichette, la priverebbero del suo potere multiforme. Dirò cosa provo quando mi sento pervadere dalla “mia” felicità 🙂

Citando onorevoli fonti antiche che partono da ciò che la felicità non è

La felicità è la cessazione della sofferenza

guida pratica alla felicitàCi si potrebbe meditare per anni, ma cerchiamo di essere pratici. Tra 1h ho il commercialista, poi la spesa, e non sarebbe male una passeggiata in spiaggia verso il tramonto 😉

A me la felicità accade quando mi allontano dalle strutture; quando lascio andare le catene mentali che sommergono sotto mille se e ma la possibilità che ho di vivere pienamente il momento, le persone e il contesto che mi circondano.
Quando il mio essere emana qualche onda particolare che attrae tutto ciò che veramente desidero in quel momento; che fluisce senza filtri dentro il mio sentire, e all’esterno verso ciò che lo corrisponde.
Quando sono grata e attiva in ogni senso.
Quando sono.

La mia felicità non dipende da un altro individuo o da un bene materiale; solo dalla capacità di godere fino in fondo di ciò che ho, cioè me stessa; con tutto il pacchetto che questo comprende 🙂
Qualcuno potrebbe lamentarsi per la pioggia, ma essa porta nutrimento alla terra: mi fa mangiare incredibili ciliegie, esse mi donano gioia e fanno sorridere il cuore a un bambino che le assaggia per la prima volta…

E’ solo questione di prospettive, gli unici padroni del panorama siamo noi.
Il semplice pensare a questa condizione accende in me la comprensione di quanto è curativa di ogni stato d’animo o preoccupazione, di come fa trovare la forza anche quando pensiamo di essere senza speranza…
In parole povere, assenza di sofferenza.
A questo proposito condivido i miei risultati; credo possano portare al mantenimento di questa meravigliosa condizione.

Per mantenersi felici: esercizi quotidiani di stretching mentale ed emotivo

Per tornare alla tua forma migliore, all’equilibrio dentro al tuo caos mundi… dando nuovo spazio per nuovi sviluppi del tuo totale potenziale umano… in ascolto di te, con distacco verso le molte futili abitudini culturali e sociali.
Ci avviciniamo a una serenità creativa e benefica, per noi e per chi entra nel nostro universo…

guida pratica alla felicità
Ph. by Alessandra Valzania

Se vuoi dei risultati concreti, applica questi nuovi atteggiamenti quotidianamente; in momenti favorevoli o che ti ritagli apposta, ma per almeno 21 giorni.
Prendilo come un test in 3D all’interno delle tue giornate.
21 giorni è il tempo minimo: è un ciclo completo entro cui il nostro sistema riesce ad assimilare totalmente una nuova indicazione, un’abitudine sana in questo caso, e a integrarla.

Arriveranno altri esercizi per mantenere la felicità, le prossime settimane; aumenteranno ancora di più la produzione dell’ormone della felicità, la serotonina.

Perché, in fondo, a che cosa serve questa vita se non a essere felici?

Buon Inizio!

Cominciamo coi fondamentali, per scrollarci di dosso le fatiche inutili, per tornare respirare sempre più a polmoni pieni, nell’unica direzione che crea benessere felicità!

Per tenerti felice tieniti libero dalle aspettative

Cosa c’è di peggio dell’aspettare che il giorno del tuo compleanno, dell’anniversario, del ritorno al lavoro dopo una lunga degenza, una gravidanza o un’operazione, ti arrivi un regalo, un biglietto, un invito a cena o una festa a sorpresa… e non vederlo accadere?
In un attimo l’autostima crolla a picco sul fondo della fossa delle Marianne o in un cratere marziano!
E comincia la cantilena emotiva che martella la nostra giornata fino a sfondare il muro dei nervi!

Ma com’è possibile? Non conto proprio nulla?! Allora non mi ami più, sei un’egoista! Siete tutti delle iene, speravate che non tornassi a prendere il mio posto?!

Ho enfatizzato un po’, ma forse neanche troppo…

guida pratica alla felicità
Ph. by Alessandra Valzania

Le relazioni in cui abbiamo delle aspettative prima o poi ci deludono; è matematico.
La maggior parte della sofferenza mentale è generata dai doveri che quotidianamente appioppiamo a chi ci circonda, per giunta senza riferirglielo. Un po’ come quel fan che diceva a tutti di essere il fidanzato di Claudia Schiffer, vantandosi dei successi della modella: è entrato in depressione, dopo la notizia del suo fidanzamento…. ma lei non lo sapeva mica!

Nel profondo restiamo in agguato, aspettando solo che l’altro faccia un passo falso per ricordargli che il suo atteggiamento migliore sarebbe stato diverso, e che non mettendolo in atto ci ha procurato dolore.
Ma cosa ne sapeva lui/lei?!
I nostri pensieri, progetti, ipotesi, anche quando tradotti in segnali, sono solo nostri.
Perfino i nostri genitori possono deluderci profondamente. Come specie umana, purtroppo, non abbiamo ancora sviluppato la telepatia.

Così disperdiamo un’enorme quantità d’energia e di tempo, oltretutto alimentando in noi e nei nostri rapporti solamente stress. Solo la cessazione di tutto questo costruire l’agire altrui può liberarci definitivamente dalla frustrazione.
Giocando addirittura a nostro favore: facendoci guadagnare un effetto sorpresa a volte davvero impagabile e straordinario!

Molliamo questa dinamica di pensiero. Liberiamoci dal peso delle aspettative. Smettiamo di misurare come l’altro si dovrebbe o non dovrebbe comportare. Lasciamo alla sua natura la libertà di agire spontaneamente, verso di noi o nello spazio. In questo modo guadagniamo un sacco tempo, numerosi respiri e inimmaginabili belle sorprese 😉

Alessandra Valzania

PS. La mia guida pratica alla felicità andrà avanti per diverse settimane. La 1ª parte sarà piena di esercizi per ripristinare e mantenere la felicità; per il seguito, ti lascio la curiosità e la sorpresa. Stai con noi per goderne 😉

 

Tantra per coppie

Sesso, rabbia e Halloween

tantra per coppieHalloween è in arrivo, anche se a me piace di più chiamarlo Samhain – antica festa celtica – o meglio ancora il mio compleanno 😀
Essendoci nata nel bel mezzo, amo questo periodo dell’anno, e soprattutto ne conosco bene l’energia, perché la incarno: forze telluriche, dialogo con gli antenati, l’arrivo del freddo insieme al dorato, e la potenza alchemica di Marte e Plutone che ci permette di andare dentro e in fondo, e ancora più dentro e in fondo… laddove può esserci l’unico vero tesoro, l’unica sorgente di luce e di estasi

Sì, proprio lì dove c’è il piacere sessuale.

Ma facciamo un passo indietro.

Perché siamo in un periodo storico nauseabondo, da questo punto di vista: un periodo un po’ troppo positivo, falso, motivatore, new-age e forzatamente pubblicitario – di quella pubblicità ormai demodè, fammelo dire.
Sono dannatamente esagerate le persone che, quando chiedi loro “Come va?” rispondono sempre “Bene”, come automi; o che hanno sempre le stesse reazioni; o, peggio ancora, che si sforzano di non reagire, come se perdere l’umanità potesse mai diventare un obiettivo intelligente da perseguire, da raggiungere o addirittura da elogiare.
Follia collettiva – sempre esistita.

Tantra per coppie: libera la rabbia

E’ uno dei primi passi del mio percorso Lo Scrigno dell’Estasi, perché è così: finché non ti concedi il lusso di perdere il controllo, di rischiare la pazzia e – perché no? – di scoprire che anche tu potresti essere quell’orribile assassino che guardi morbosamente ogni santo giorno al telegiornale – è proprio vero, sai?
Finché non te lo concedi, non puoi né stare in forma e in salute, né godere di niente nella sessualità e nella vita, né tanto meno creare una coppia sana, che duri nel tempo e costruisca qualcosa di valore.

tantra per coppieFermati e pensaci un momento: dove si è mai vista una persona che non esprime la rabbia avere un bel corpo? Sono tutte sovrappeso, obese o deformi.
Dove si è mai vista una persona che reprime questa potentissima emozione e che non si ammala? Spesso arriva a soffrire delle malattie più gravi in assoluto, dovresti saperlo; non voglio dire cose macabre, ma sai che è la verità, non l’ho inventata io.
Dove si è mai vista una persona che non esprime la rabbia godere del sesso pienamente e profondamente, e riuscire a costruire una bella coppia, una di quelle che quando le vedi rosichi perché la vorresti pure tu?
Non si è mai vista.

Una delle prime cose che imparai durante il mio percorso di Tantra è proprio questa: a liberare la rabbia, a esprimerla con piena fiducia nel fatto che è una forza della natura, e che in quanto tale non può essere che benefica.
Ci vuole una fede immensa, lo so, perché anche a me capita di averne paura; mi capita addirittura di avere il terrore di me stessa. Però ormai l’ho testato mille volte, quindi è la mia esperienza, ormai, a rincuorarmi: non solo la rabbia ben gestita è una forza propulsiva sana, ma quando le concedo di esistere, emergere e prendere spazio si mettono sempre in moto conseguenze positive. Successi lavorativi, guarigioni nelle relazioni e rivelazioni interiori.

Halloween e il Tantra per coppie

Questi sono giorni perfetti per i rituali orgiastici – se ti dico come ho deciso di festeggiare il mio compleanno ti sganasci dalle risate! Ma non te lo dico… ahahah 😀

tantra per coppiePerò se vuoi toccare il cielo con un dito devi prima tuffarti nel fondo del pozzo nero; non hai altre strade, e chi ti dice il contrario ti sta solo vendendo fumo.
Devi tuffarti nel pozzo nero e devi pure stare lì dentro per un po’; potranno essere giorni, settimane o mesi, ma anche ore, talvolta – si migliora col tempo, questo è sicuro, si diventa sempre più rapidi a mettere la mano nello scarico e ripescare il brillante tra i peli e il muco.
Che schifo, eh? Ecco, è proprio lì che devi stare 😀 e questo è il periodo dell’anno migliore per iniziare a farlo; potresti andare avanti fino all’inizio dell’anno nuovo, ma se sei brava potresti cominciare a godere anche nel mentre, già da subito, soprattutto se hai un po’ il gusto del torbido come me 😉

La strada più difficile spetta a quelle che vogliono fare gli angioletti: le brave bambine, quelle che vogliono fare sempre tutto perfetto, che vogliono essere buone, belle ed esenti da ombre ed errori di ogni sorta. Quelle lì soffrono più di tutti, purtroppo, per lo meno finché non guariscono dalla loro ossessione – e Halloween/Samhain è un ottimo momento anche per questa guarigione, in caso.

In questi giorni, perciò, puoi scegliere se

  1. fare sesso a più non posso e in variopinti modi,
  2. ballare come una menade possibilmente in gruppo e sudando molto,
  3. incazzarti ogni volta che ne hai un’occasione e con più persone,

o tutte e tre queste cose contemporaneamente!
Ma ti prego, evita solo una cosa: di travestirti come un’idiota, cioè senza ricordarti che quella maschera ti dovrebbe servire solo per fare almeno una delle tre cose che ti ho appena scritto 😉

E se hai problemi in questo senso, ti ripeto: Lo Scrigno dell’Estasi.
Felice festa di godimento anche a te!

Ilaria Cusano

 

Frasi belle sulla separazione

La separazione come nuova opportunità

Ci siamo separati perchè sentivamo che il nostro viaggio insieme era finito; così ci siamo donati reciprocamente la possibilità di continuare a viaggiare

frasi-belle-separazioneQuando ho creato il percorso Come creare una famiglia felice e far sì che superi ogni difficoltà non immaginavo che questo atto avrebbe aperto la strada alla mia separazione… e alla creazione della famiglia che ho sempre sognato 😀
Paradossale? Niente affatto.

Da qualche mese a questa parte anch’io sto vivendo una separazione – come ho raccontato in un articolo sulla dentosofia nel blog della Dott.ssa Maria Antonietta Cambrea, da cui sono in cura.
Proprio scrivendo questo articolo, in una domenica di pioggerellina in cui mi sentivo particolarmente ispirata, ho individuato il tema che tratterò qui: la separazione tra i chakra nella coppia.

Già, perchè mentre partecipavo come ospite a una serata e cena stile talk-show, con una serie di imprenditori a Milano, il collega Ugo Stella, giornalista ben più serio e competente di me, ha spiegato questa cosa: in una coppia non ci si lega solo fisicamente ed emotivamente ma anche spiritualmente, i chakra delle due persone si connettono, e quando ci si separa impiegano un certo tempo per scollegarsi tra di loro.

Separazione tra chakra alti

Separarsi è portare a compimento un vecchio sogno e iniziare a realizzarne uno nuovo

In primavera e per diversi mesi, mi sentii terribilmente attratta da un uomo di sicuro bellissimo, affascinante, di rara intelligenza e con cui condivido sogni, passioni e obiettivi.

Il rapporto con lui fu l’inizio del processofrasi-belle-separazione di separazione dei miei chakra alti da quelli del mio ex marito – in particolare il 5° (purificazione), il 6° (guidare) e il 7° (loto dai mille petali).

Mi ero già resa conto del fatto che la mia costante trasformazione, i miei sogni, le mie visioni e i miei obiettivi di vita non erano più allineati con quelli del mio ex; anche per questo ci lasciavamo.
Ma fu nella relazione con quest’altro uomo che focalizzai la nuova direzione che, restando accanto a mio marito, non avrei potuto conoscere: la vidi con chiarezza e la riconobbi, iniziando un nuovo viaggio di scoperta e realizzazione.

Separazione tra chakra medi

Quando si forma una coppia qualche parte dell’amore e dell’identità viene in primo piano, lasciando le altre sullo sfondo; quando ci si separa tornano tutte, finchè non scegliamo il prossimo spettacolo da mettere in scena

Passò qualche mese e mi innamorai di un altro uomo – sì, stavolta mi innamorai proprio, non era più solo attrazione.
Verso di lui mi sentii proiettata integralmente, con ogni parte del mio essere, come in alto così in basso.
Ma in basso avevo mille blocchi, che mi trovai per forza di cose a dover sentire e attraversare.

Nella relazione con lui, però, sentii i miei chakra di mezzo – il 3° (gemma splendente) e il 4° (l’intaccabile) – separarsi da quelli del mio ex: ricordai di desiderare ardentemente una famiglia e dei figli; di voler appartenere a dei gruppi e movimenti che trascendessero la dimensione della coppia e della famiglia nucleare; mi trovai a essere supportata da una base affettiva profonda mai vissuta in modo così stabile e sicuro.
Lui c’è sempre per me; ogni giorno, a ogni ora e per qualsiasi cosa; con una centratura e un equilibrio mai incontrati prima in un uomo; con un amore e una generosità commoventi, e non solo per i dolori ma anche per le gioie – quotidianamente 🙂

Separazione tra chakra bassi

Solo quando la separazione coinvolge anche la sfera sessuale, un nuovo mondo può iniziare a materializzarsi

Ma la mia intima paura di tornare ad amfrasi-belle-separazioneare restavano.
Io, nonostante le miliardi di fantasie erotiche con lui, non riuscii a lasciarmi andare, sessualmente; lui aveva la sua buona dose di blocchi e problemi di coppia, e così a un certo punto arrivò un terzo uomo.
Un giovane imprenditore super sexy e sicuro di sé, che mi conquistò lentamente, suscitando una certa meraviglia da parte mia – non mi aspettavo che riuscisse ad affascinarmi.
Sin dall’inizio sentii che tra noi c’era una forte attrazione sessuale, ma sentii solo quella. Mi convinsi che non gli stavo dando troppa importanza perché non era quello che cercavo – e di fatto non lo è.
Ma la verità è che non gli diedi molta importanza perché con lui potrei fare sesso subito, senza dover aspettare.
Nel rapporto con lui sta avvenendo la separazione dei miei chakra bassi da quelli del mio ex marito – il 1° (radici) e il 2° (dolcezza).

Chissà cosa mi riserverà l’amore 🙂 Non ne ho la più pallida idea e mi piace così: preferisco affidarmi, lasciarmi andare a una forza ben più grande e potente di me, con l’innocenza di una vergine, la grazia di una bambina e la passione forte e matura di una donna separata.

To be continued…

Ilaria Cusano

Scopri anche gli altri contenuti per ritrovare il giusto equilibrio in amore e nella vita:

Il Viaggio dell’Eroina – Una Storia Vera

Blog Novel by Mamma Fenice, 2ª puntata – La Chiamata

Il momento storico della chiamata furono gli anni ’90.

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Anni segnati dalla caduta del muro di Berlino e dalla riunificazione della Germania; ma anche dall’inizio della guerra in Jugoslavia e delle guerre del golfo; nonché degli accordi per fermare la corsa dello scudo nucleare tra America e Russia.
Vivevamo tempi interessanti: l’equilibrio del mondo si capovolgeva, chi era tranquillo si trovava in guerra, chi era disperato si riuniva ai parenti.
Non c’era più nessuna certezza.

Io, nel 1990, incontrai mio marito. Sarà un caso?

In quel periodo ero irrequieta. Il problema non era il lavoro.
Il lavoro in ufficio era interessante, stressante ma con un buon team: si cooperava, eravamo votati a raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi.
Lavoravamo con lo scopo di raggiungere l’obiettivo, non l’orario di uscita.
Uscivamo insieme a cena; magari entravamo più tardi al mattino, ma succedeva di lavorare fino a notte fonda.
Però era un lavoro la cui unica soddisfazione era il fatto che potevo svolgerlo bene; non mi arricchiva come persona. E io volevo di più.

Volevo trasmettere qualcosa a chi mi circondava

Volevo lasciare la mia impronta nella sabbia.

Conobbi l’uomo che sarebbe diventato mio marito.
Colpo di fulmine. Entrambi molto razionali, vogliamo le stesse cose. Iniziamo subito una nuova famiglia. La progettiamo proprio per benino: l’appartamento equidistante dai nostri rispettivi lavori e dalle mamme/suocere, un bel giardino, un grande tavolo per gli amici, e via discorrendo.

Ed ecco la famosa voglia di maternità: quell’ansia che ti prende dentro, che ti fa gridare

Voglio un bimbo, voglio un bimbo!

Ti vengono gli occhi tarati per notare le carrozzine, per stimare i pancioni delle altre, per fare le moine anche alle bambole e non solo! Per commuoverti davanti alla gatta coi suoi micini, per accompagnare la vicina anziana a comprare le ciabatte, o addirittura per portarle la minestra.

La chiamata

Sono incinta, aspetto un bambino!

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Sono a letto, però: gravidanza a rischio, ci sono complicanze.
Il mio mondo vicino è ribaltato, specchio del mondo lontano… specchio del telegiornale…

Da iperattiva a ferma ma… la testa continua a correre per conto suo. Forse troppo.
In ospedale incontro delle altre donne in dolce attesa, di etnie diverse. La camerata sembra un bazar.
Facciamo gruppo, facciamo caos. Mi leggono la mano, io racconto come mia nonna passava i vermi.
Chi può muoversi aiuta le altre; mi imboccano, mi sento parte di tradizioni diverse, lontane da me.
Riscopro un mondo non fisico, legato agli avi, alle dee, alle superstizioni.

E’ facile, nel grembo sicuro della nostra casa, bollarle come sciocchezze. Quando ero là, però, immersa nel dolore e nella paura, col tempo dilatato, la realtà era decisamente diversa.
Il mio mondo si è definitivamente ribaltato. Le priorità anche.
Le cose non sono più importanti; lo sono le persone.
La Provvidenza: mi sono accorta che esiste. Il prossimo è fin troppo partecipe dei fatti miei.

Quando torno a casa ho sempre troppo tempo per pensare.
Confronto la mia casa, la mia camera, il mio sofà, comodi, caldi… Li confronto con posti immaginari di altri paesi.
Mi rendo conto di essere nella parte del mondo fortunata e decido che cercherò, per quel bimbo che sta crescendo in me, di cambiare il mondo: di farlo più uguale ma soprattutto di non permettere che ci dimentichiamo di quanto siamo fortunati a nascere da questa parte.

Il mio voler cambiare il mondo, da donna gravida costretta a letto, sembra un’utopia

Sembra un bambino che, con un cucchiaio, vuole vuotare il mare.

Ma io voglio cambiare il mio mondo, quello fortunato. Voglio che si renda conto di quanto siamo fortunati.
Di quanto stiamo bene; del fatto che stiamo rovinando tutto con la nostra avidità; che, anche se potremmo stare bene, viviamo scontenti.
Ovviamente sono un groviglio di emozioni e ormoni: non mi posso muovere, ho mal di schiena, piango per niente, ho le idee confuse e non mi sento di certo contenta.

Mi ricordo delle ragazze in ospedale con me.
Ce n’era una, forse marocchina, che mi diceva che lei era la regina, per suo marito. Che lo scopo della vita era la famiglia, i figli. Magari ci siamo capite male per la lingua, ma gli occhi che brillano parlando di quello che vogliamo nel cuore non si possono fraintendere…
Anche le zingare, i figli, la famiglia, l’importanza del passato che vivrà nel futuro: sono concetti importanti dell’essere donna. Un gioco fatto con un pendolino ha predetto il numero e il sesso dei miei figli.
Vero o falso? Fortuna, predizione o casualità? Mistero.

So che voglio un mondo migliore, in cui nessuna verrà insultata dagli sguardi prima che dalle parole per il solo fatto di essere diversa di pelle. In cui io, per prima, non sono più ritrosa ad aprirmi per paura di chi non conosco.
Sono andata in ospedale con poco; quando le ho viste ho avuto paura del mio poco, loro hanno diviso con me le loro cose.
Mi vergogno ancora adesso dei miei pregiudizi. Vorrei un mondo capace di vergognarsi.

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Conclusione: voglio cambiare il mondo perché così mi sta stretto.
Così non mi va bene, ci vivo male.
Non sono più indifferente a quanto mi sta intorno; le cose importanti per me sono cambiate.
Sarà perché ho avuto modo e tempo per riflettere e affrontarle. Sarà per la voglia che il futuro sia migliore per i miei figli e per quelli delle mie amiche. Sarà perché sto maturando. Sarà perché i tempi storici sono “interessanti”…

Mamma Fenice

 

Come risvegliare l’energia sessuale femminile

Anorgasmia ed eiaculazione precoce

energia sessuale femminile
Jack Vettriano, “The party is over”

I nodi vengono al pettine.
Energia sessuale femminile ed energia sessuale maschile sono profondamente connesse. Le loro onde sono indivisibili, viaggiano insieme; solo così può essere.

Noi donne soffriamo per gli uomini con l’eiaculazione precoce; gli uomini sono terrorizzati dall’eventualità che noi donne fingiamo l’orgasmo.
La verità è che sono due facce della stessa medaglia: l’eccesso di autocontrollo.

Non mi importa molto delle ricerche, solitamente, ma i numeri relativi ad anorgasmia ed eiaculazione precoce sono allarmanti!
E siccome so bene che la collettività ci mostra sempre e solo verità preziose che è bene vedere e affrontare, ecco il mio contributo.

Energia sessuale femminile e maschile

Solo noi donne possiamo risvegliare l’energia sessuale femminile; solo gli uomini possono riattivare l’energia sessuale maschile.
Allo stesso tempo, però, possiamo trovare gli stimoli solamente insieme: uomini e donne in relazione intima, in un dialogo autentico e profondo.

Ecco l’origine di anorgasmia ed eiaculazione precoce – un’unica radice: l’illusione di poter controllare una realtà di fatto incontrollabile.

  • Lo sforzo di controllare le emozioni genuine – per evitare che l’altro scopra quanto siamo coinvolti. Ma è meraviglioso comunicarglielo! 😀

    energia sessuale femminile
    Jack Vettriano, 1951 – “Model in black”
  • Il tentativo di manipolare un rapporto amoroso per farlo andare come vogliamo. Impossibile. E per di più ci priva dei risultati più fighi!
  • Il terrore di essere rifiutati, abbandonati, scartati, di sentirci dire di no. Ma occhio: l’infanzia è finita, non si prova più quella roba lì, quando qualcuno ci dice di no: ci si gira poco più in là e si scopre che c’è qualcuno di ancora migliore ad attenderci 😀
  • Il tentativo di trattenerci: dal rispondere subito a quell’sms, dal dire con entusiasmo “Sì, aspettavo da un millennio che lo facessi!”, dal sorridere a trentadue denti quando arriva la persona che desideriamo. Tutte cose stupende da fare 😀
  • E tante altre scelte simili.

Anorgasmia, eiaculazione precoce ed energia sessuale bloccata

Chi mi conosce sa che la mia formazione è di sociologa e artista, e che il mio lavoro di life coach spirituale unisce queste due strade. La sessualità è un ponte grandioso; e quella che nel 1983 fu codificata come intelligenza spirituale/sociale, secondo me, ha la sua fonte proprio nell’energia sessuale – che ne è l’alfa e l’omega, per così dire.

Ecco le connessioni che io vedo tra la nostra cultura e la situazione intima in cui versiamo:

  • La mala gestione di aggressività e violenza, a discapito di una sana condivisione di passione, desiderio e… gusto per “un delizioso piatto” 😀
  • L’incapacità di reggere un alto voltaggio di amore e piacere – abituati come siamo a passare fin troppo tempo a patire, faticare e soffrire.
  • L’incompetenza nel comunicare l’affetto, il senso di appartenenza e il sogno di condividere una storia d’amore romantica ed eterna, che vada al di là dello spazio e del tempo – forse è infantile ma è comunque autentico e potente.
  • L’ignoranza; che ci spinge a presumere che il saperci controllare valga di più del saperci lasciar andare. Valgono uguale, invece.
  • L’illusione di essere più forti quando non ci proviamo, che quando ci proviamo e non va come speravamo. Ma magari va meglio ancora, no? Ci hai mai pensato? 😉
energia sessuale femminile
Bosch, “The garden of earthly delights”

Potrei andare avanti all’infinito.
Ho scelto il nome Mercante d’Estasi e ho chiamato il mio percorso sulla sublimazione dell’energia sessuale Lo Scrigno dell’Estasi proprio perché so cogliere miliardi di connessioni tra sessualità, spiritualità e società – tra sfera intima e universo collettivo.

Ma il punto resta uno: smetterla di pensare agli altri – che si tratti di un partner o della società intera – e convogliare tutta l’energia trasformativa su noi stessi.
Perché credimi: che tu veda uno, dieci o mille problemi fuori, nel sesso, nelle relazioni e nel mondo, l’unico problema è sempre e solo dentro di te.
Scendi nel tuo profondo e impara a concepire, comunicare e fare ciò che devi; in men che non si dica vedrai solo bellezza, amore e meraviglia 🙂

Ilaria Cusano

 

Trovare il senso della vita

Incitement Lab Veneto

1 Ottobre 2016 h10-19, sala pubblica Piazza Capitaniato 19, Padova
[Sharing Economy] Crea e Condividi Valore per Arricchire Te Stesso/a e la Società

trovare senso vita incitement veneto
Rendi la tua fede più ampia delle tue paure e i tuoi sogni più grandi dei tuoi dubbi

Trovare il senso della vita e la Sharing Economy: cos’hanno in comune?
Molte più cose di quello che sembra, secondo noi 🙂
Per iniziare, la parola che usiamo per indicare i valori (come, ad esempio, la solidarietà, la fratellanza e la generosità) è la stessa di cui ci serviamo quando parliamo di economia: il valore dei prodotti e dei servizi.
Non è un caso.

Al prossimo Incitement Lab Veneto, in gruppo e opportunamente stimolati dai magnifici sei relatori, ci eserciteremo a cambiare e raffinare il nostro punto di vista e approccio su
– cos’è il valore economico e cosa ha a che fare con i valori umani;
– come connettere concretamente queste due sfere all’apparenza separate, per portare nutrimento a entrambe;
– la Sharing Economy come nuovo sistema economico, organizzativo, culturale e sociale, che sta sempre di più sostituendo il Capitalismo;
– le opportunità e i rischi di questo nuovo assetto.

Trovare il senso della vita insieme

L’Incitement Lab Veneto è un laboratorio creativo collettivo 😀
Anche l’1 Ottobre avremo l’occasione e la gioia di ricevere in dono una grande ispirazione reciproca, a partire dai cinque interventi in programma per la giornata!
Iniziamo a scoprire di cosa si tratta.

Silvia Sole Cini (Formatrice e coach linguistica in ambito business, traduttrice e interprete; Vicepresidente del incitement lab veneto trovare senso vitaCircolo culturale Acli; Mediatrice linguistico-culturale e Director Regionale presso BNI Italia) ci racconterà come ha cambiato lavoro e vita in nome dei suoi valori umani, che nella sua professione e nel suo stile di vita passati andavano sempre più morendo.
Valori umani molto coerenti con la Sharing Economy, naturalmente 🙂
Ci parlerà di vari aspetti del cambiamento che ha implementato, alcuni più decisionali e relazionali, altri più tecnici e strategici. Il suo racconto servirà per ispirare concretamente chi vuole fare altrettanto.

incitement-veneto-trovare-senso-vitaEleonora Bizzini (Imprenditrice e ideatrice del progetto Sophia-Donne che Ispirano) condividerà la nascita e lo sviluppo del suo progetto, basato su una rete di donne che lavorano insieme per creare e diffondere valore in più modi e contesti, soprattutto attraverso l’organizzazione di eventi e un’attività commerciale di stampo etico, ecologico e sostenibile.

L’intervento di Alessandro Razze (Operation Manager presso Big Bus Tours Rome) si intitola “Latrovare-senso-vita-incitement-lab-veneto gestione della qualità e dei processi nella rete: come trasformare una criticità in un’opportunità'”.
Ci racconterà il suo passaggio da un’azienda gestita in base ai principi della Sharing Economy a un’altra azienda, gestita in modo tradizionale, mettendo in luce le criticità e i rischi dell’organizzazione tipica della Sharing Economy, onde poterli prevenire o attutirne i potenziali effetti nefasti.

trovare senso vita incitement venetoNoName è il nome d’arte con cui si presenterà il nostro uomo misterioso che, con questo simpatico artificio, introdurrà il racconto della sua attività imprenditoriale e sociale, concentrandosi su un tema ben specifico: l’individuo conta poco, quando si vogliono realizzare grandi cose per il mondo ciò che ha il potere di fare la differenza è agire e lavorare in gruppo, con allineamento, sinergia e un intento ben chiaro e condiviso.
Lo farà riferendosi ad alcuni prestigiosi e interessantissimi progetti che sta curando attivamente e in team, adesso e da anni.

Antonino Putortì e Alessia Padoan (Imprenditori e ideatori del progetto Love Shaman Way) ci parleranno di due progetti: trovare senso vita incitement venetola formazione alternativa che propongono con successo alle aziende (come funziona, i principi su cui si basa, la risposta delle persone e delle aziende, etc.) e un eco-villaggio che stanno progettando di realizzare in Messico.
Entrambe le attività hanno evidenti risultati in termini di team building, senso di appartenenza, miglioramento della coesione sociale e innovazione nei tre fondamentali campi dell’imprenditoria, della famiglia e della vita di comunità.

 

Già al secondo evento veneto, potremo contare sulla partecipazione di un soggetto istituzionale molto importante: il Comune di Padova che ci ha concesso il patrocinio 😀
Molto fieri e felici di questa collaborazione, che fa sentire tutti arricchiti e uniti, sotto ogni punto di vista!comune padova incitement veneto

Incitement è anche bonus e sorprese

Come sempre a Incitement, anche all’Incitement Lab Veneto di Sabato 1 Ottobre a Padova sono previsti tanti regali e belle sorprese!

trovare senso vita incitement veneto
Le tue scuse sono solo le bugie che la tua paura ti ha venduto

Ogni intervento ci darà l’occasione di sperimentare anche un esercizio, un gioco o una tecnica di natura e provenienza varie, onde mettere subito “le mani in pasta” nei temi e andare oltre il piano meramente intellettuale.

Ogni relatore donerà un’opportunità concreta a tutti (o a qualcuno tra) i presenti – l’1 Ottobre scopriremo quali 😀

Al termine della giornata (questa la dico subito perché bisogna vestirsi tenendola ben presente!), Love Shaman Way ci regalerà una grandiosa esperienza di Trance Dance! Io l’ho sperimentata con loro in occasione dell’ultimo Arco dell’Allenza, a Milano a giugno scorso, ed è stata la Trance Dance più bella, divertente e piacevole di tutta la mia vita 😀
Farla alla fine di una giornata di parole, in cui per quanto stupenda staremo per lo più fermi e seduti, sarà un modo per muoversi, giocare e rimettere in circolo le energie, integrare tutte le nuove informazioni acquisite a un livello profondo, relazionarci come gruppo su dei piani diversi da quello della mente e delle parole – corpo, creatività, sguardi e tutto ciò che mobilitiamo danzando.

Incitement Lab Veneto: come partecipare

Ricapitolando…

Giorno, ora e luogo: 1 Ottobre 2016 h10-19, sala pubblica Piazza Capitaniato 19, Padova

Tema: [Sharing Economy] Crea e Condividi Valore per Arricchire Te Stesso/a e la Società

Per partecipare: comunicami la tua adesione con una mail a ilaria.cusano@gmail.com o diventando mio/a amico/a su Facebook. Non venire direttamente l’1 Ottobre, per favore, perché i posti sono numerati e non possiamo accoglierti, se non confermi la tua partecipazione prima; mi raccomando.

Valore economico: lo deciderai tu nel corso della giornata! Faremo l’esperimento di proporre l’Incitement Lab Veneto a offerta libera, stavolta. Sarà obbligatorio dare un contributo, ma ognuno potrà definirlo in base al valore che sente di stare ricevendo e alle proprie possibilità. Sei contento/a? Ti piace l’idea? Ce lo auguriamo di cuore 🙂

trovare senso vita incitement veneto
Quando smettiamo di rischiare, smettiamo di vivere

Per qualsiasi dubbio, domanda o richiesta, o per collaborare col Dream Team Veneto, scrivimi senza pensarci due volte nei commenti a questo post: sono sempre felice di mettermi a disposizione degli Inciters e il gruppo ha bisogno anche del tuo contributo per crescere, ne sono certa – così come anche tu, come tutti noi, hai bisogno di appartenere a qualche gruppo, per crescere!
Incontriamoci e cresciamo insieme 😀 come persone e come professionisti/e!

Ti aspettiamo con gioia Sabato 1 Ottobre a Padova! Condividi questa preziosa opportunità con amici, parenti, colleghi e conoscenti; fai circolare la voce come puoi; contribuisci a modo tuo: l’unica maniera di ricevere è dare, e più lo fai col sorriso più funziona 😉

Incitement

Gli obiettivi degli eventi organizzati e promossi da Incitement Italy sono questi:

  1. stimolare e facilitare l’imprenditoria giovanile;
  2. supportare, attraverso il networking, chi si trova a transitare dal lavoro dipendente al lavoro autonomo;
  3. promuovere un’innovazione sociale sostenibile.

Incitement è un movimento sociale internazionale che organizza eventi allo scopo di condividere storie di successo e mettere in rete persone orientate a

  • dare un contributo al benessere sociale in senso lato e in funzione delle necessità del territorio;
  • crescere insieme, non solo materialmente ma anche umanamente;
  • coltivare uno spirito di divertimento, allegria, soddisfazione e piena realizzazione nei confronti della vita, e per quanto riguarda l’Italia soprattutto nel lavoro.

E qui passiamo a Incitement Italy, l’associazione di promozione sociale nata per dare espressione a questi intenti nel nostro meraviglioso paese.
Incitement, in ogni stato, si concentra sull’esigenza prioritaria di quello specifico territorio; in Italia tale esigenza riguarda il lavoro. I partecipanti agli eventi, infatti, sono soprattutto

  • o giovani che si stanno creando, affrontando grandi sfide e difficoltà, una propria professione che funzioni;
  • o persone adulte che stanno attraversando un’importante transizione lavorativa da una condizione a un’altra (es. da un lavoro dipendente a uno autonomo) oppure da una professione a una diversa (es. da impiegati a insegnanti di lingue).
trovare senso vita incitement veneto
Sei nato/a eccezionale. Per favore, non morire nella media.

La condivisione delle storie di successo e l’incontro con delle persone orientate come descritto aiuta i partecipanti a realizzare i propri obiettivi con concretezza, solidarietà e coerenza, trasformando un momento di crisi in un’entusiasmante occasione di crescita e rinascita, individuali e collettive.
I relatori si rendono disponibili a condividere la propria trasformazione da crisi a opportunità, il proprio viaggio di realizzazione, rinascita e successo (come li intendono soggettivamente) e a ispirare e aiutare, così, chi sta in platea a fare altrettanto.

Riferimenti mediatici per approfondire ulteriormente:

– Pagina Facebook Incitement Lab Veneto
– Sito internazionale
– Blog di Incitement italy (con tanti articoli sulle attività, i progetti sociali, i valori e la missione)
– Pagina Facebook di Incitement Italy
– Gruppo Facebook Incitement Italy
– Canali YouTube:
https://www.youtube.com/channel/UChlS7q4uB8wyyQ7-FLb7YaAe https://www.youtube.com/channel/UCQCuk1uk7fMc9AQTe8LgocQ

Coach creativo per -non- rientrare dalle vacanze

Coach creativo per -non- rientrare dalle vacanze

coach creativo rientro vacanzeIn che senso, dirai tu: bisogna rientrare dalle vacanze, a un certo punto!
Voglio rientrare, forse, per tante ragioni.
Sì, ok, questo esternamentesuperficialmenteapparentemente; ma prova a immaginare…

Tanti anni fa, durante un giorno della mia gloriosa adolescenza, la fine dell’estate si avvicinava, proprio come adesso; ero al mare, passeggiavo sul bagnasciuga. Avevo appena vissuto un’altra delle mie vacanze memorabili e, tra me e me, pensai

Voglio vivere sempre in questo stato.

Voglio sentirmi così anche nella routine; secondo me è possibile.

Sai cosa?
E’ evidente che dalla mia adolescenza sono passati circa 15 anni; quella fase è terminata, io nel frattempo sono diventata adulta, e come molti, come te, ho mille impegni e responsabilità, per trovare il tempo e le energie per gli amici mi devo concentrare e organizzare non poco, e per fare esercizio fisico tutti i giorni ho un’agenda allucinante.

Però ho scoperto che quella roba lì era veramente possibile: sentirmi sempre nello stato in cui stiamo in vacanza, da quell’estate, diventò la mia realtà anche nella routine, e tuttora dopo 15 anni lo è 🙂

Coach creativo all’opera

Passiamo subito all’opera, quindi 😀
Tra pochissimo ti fornirò anche un listato ricco e completo, ma a monte di tutto c’è una domanda essenziale, la cui risposta determina il seguito dell’intero processo – e la risposta è super soggettiva.

Eccola:

Cos’è che mi piace tanto di come mi sento in vacanza, e quali attività mi fanno sentire così (sempre in vacanza)?

Esempio concreto, la mia risposta:coach creativo rientro vacanze

Quello che adoro di quando sono in vacanza è il fatto che faccio solo ciò che più mi piace, e in una condizione di vuoto e apertura interiori che mi rendono estremamente feconda,
creativa e sorridente.

Le attività che mi facilitano, in questo senso, sono viaggiare, fare vita di gruppo, visitare luoghi (naturali e culturali) mistici e potenti, scrivere, ballare, cantare e comunicare a go-go in tutti i modi che conosco.

Io vivo sempre in vacanza perché mi sono fatta questa domanda in adolescenza e di tutto ciò ho fatto la mia quotidianità 🙂

Coach creativo per te

Passiamo a te, adesso, perché se stai leggendo questo articolo oggi vuol dire che è proprio oggi il tuo momento perfetto per acquisire queste informazioni – la vita è intelligentissima 😉

Ecco un iter chiaro e semplice. Seguilo e porterai la tua condizione vacanziera dentro di te anche al lavoro, nella routine e nel freddo:

  1. Fai un onesto bilancio – E’ il tempo giusto, i contadini ce lo insegnano: è il momento di mettere sul tavolo tutti i frutti che in estate hai potuto goderti (perché in autunno li hai piantati, in inverno coltivati e in primavera curati), di guardarli bene e di discernere. Quali mi sono piaciuti? Come li conservo per la stagione fredda? Li coltivo pure per l’anno a venire, oppure no? Idem per tutto: relazioni, progetti, sogni. Fai un bilancio onesto, appellandoti a ciò che ha nutrito te, e non a idee, soprattutto altrui.
  2. Lascia andare ciò che non ti corrisponde più, interessa e tiene viva – Nella vita si cambia, è normale, è la vita stessa! Non tenerti sul groppone il peso di attività, persone, idee e sogni che non ti appartengono più; libera la tua energia, libera coloro a cui sei legata da cose più brutte che belle; e vola, leggera e fresca 🙂
  3. Integra nella routine le esperienze rigeneranti fatte durante le vacanze – Come me, hai scoperto che ami cantare ogni giorno? Che ti rende vitale, sorridente, aperta e piacevolmente sensuale? Fallo! Porta questa nuova abitudine nella tua quotidianità. Trova il modo; anche una piccola pillola, spesso, ha il potere di cambiare in positivo il segno della giornata!
  4. Coltiva le relazioni che ti nutrono adesso (e lascia andare quelle finite) – No comment, si commenta da sola e tu sai coach creativo rientro vacanzeperché è sano, giusto e benefico per tutti, anche se estremamente impopolare e molto poco diffuso, ancora.
  5. Apriti concretamente a nuovi progetti, scoperte, possibilità – Perché mai devi rimanere ancorata a quello che hai sempre fatto? Vuoi cambiare perché non sei più contenta? Cambia. Sei ambiziosa come me, vuoi sentirti sempre al massimo del tuo splendore quindi, anche se sei contenta, finché vedi un possibile ulteriore margine lo cerchi, lo sviluppi, aneli a quello? Fantastico 😀 è stupendo vivere così! Fallo: rinnovati, innova, matura, cresci. Una vita avventurosa fa bene alla salute e al cuore, soprattutto avventurosa in questo senso 😉
  6. Mantieni vivo lo spirito di avventura – Per l’appunto! Non gli viene ancora riconosciuta la giusta importanza, secondo me; ma anche a livello psicologico (oltre che spirituale e di salute) si sa che la condizione migliore è un giusto equilibrio tra sicurezza e avventura. Troppa stabilità ci fa stagnare, annoiare e pure ingrassare!
  7. Coltiva i nuovi lati della tua identità – Cambiamo ogni cellula del corpo di continuo; perché non concederci lo stesso lusso anche nell’identità? Spesso abbiamo idee su noi stesse così fisse da bloccare a priori qualsiasi sviluppo, scoperta e rigenerazione interiore. Permettiamoci di trovarci nuove, diverse dal solito, anche assurde e inaspettate: insieme alla perplessità vengono anche la curiosità e il divertimento 😀

Se ti è stato utile questo articolo condividilo e metti in comune le tue riflessioni ed emozioni nei commenti qui sotto.
E se hai bisogno di aiuto per il tuo rinnovamento, dai una sbirciatina ai miei corsi online – sono appena tornata dal Perù (hai letto il mio diario di viaggio?) e sono carica e gravida per farti da trampolino di lancio alla grande verso il nuovo anno, e raccolto 😉

Ilaria Cusano