Quali posizioni sessuali che danno più piacere alle donne

Detesto questo modo maschilista di pensare alle donne!

Sarò concisa sennò mi incazzo e non se ne esce 😀

Le priorità maschili, su base evoluzionistica, sono all’80% sessuali e al 20% legate alla sopravvivenza. Quelle di noi donne l’esatto contrario: ci interessano e premono all’80% cose che riguardano la sopravvivenza, e solo al 20% cose connesse al sesso. Si tratta di una base animale comune a tutti; di un corredo genetico che accomuna l’intera specie umana. E va benissimo così com’è. Punto.

Detto ciò, posso trasmettere quanto irritante mi risulta quando si cerca di applicare un modo di pensare (e di sentire) tipicamente maschile a ciò che riguarda noi donne. Le posizioni sessuali che danno più piacere alle donne… Non sono delle posizioni sessuali, ad avere il potere di darci più piacere – questo vale per gli uomini, non per noi. Sono altri fattori; relativi alla sopravvivenza, per l’appunto.

posizioni sessuali che danno più piacere alle donne

Qualche esempio di cose che riguardano la sopravvivenza? E’ facile; quando vi interesserete veramente a noi ci riuscirete.
Soldi.
Cibo.
Casa.
Tutto ciò che tiene al sicuro.
Anche un abbraccio solido e sinceramente affettuoso.
Ogni cosa che dona un senso di protezione, stabilità e abbondanza, per noi donne ha un altissimo potenziale eccitante. Ed erogeno, anche.
Ha il potere di darci piacere. Molto di più di qualsiasi posizione a letto.

Ma, siccome vedo che “sete de coccio”, come direbbe mia mamma 😀 vi do due aiuti concreti da casa.
Esempi che riguardano me.

Sesso e cibo

Il cibo, naturalmente, è legatissimo alla sessualità. Basta guardare come si orienta tutta la pubblicità che lo riguarda, per coglierlo con una chiarezza divertentissima. Perché lo è? Perché ha a che fare con la sopravvivenza.
E’ per questo che offrirci una cena o cucinare per noi può già iniziare a farci bagnare e aprire. Non metaforicamente; proprio fisicamente 😉 Bene. Fin qui ci siamo.

Ora, non basta darci da mangiare, però, ovviamente. Non siamo cani: gli dai da mangiare e ti ama e ti è fedele per una vita. No, non funziona così. Ok.
Però, se all’esperienza del cibo ci unisci qualcosa di terribilmente sexy (anche basandoti su ciò che la specifica donna in questione trova sexy), allora hai fatto bingo!

Nel mio caso, per esempio, sono estremamente sensibile a tre cose:

  1. cibo semplice fatto con ingredienti di prima qualità;
  2. un’atmosfera calda e ispirante;
  3. la musica.

Nelle ultime settimane, con Luca, siamo stati in due ristoranti: l’Art Bistrot a Verona e il Ristorante Al Santo a Padova.
All’Art Bistrot ci sono grandi vetrate, una luce bassa, soffitti altissimi, una calma celestiale. Il cibo è delizioso e semplicissimo; il servizio splendido. Si respira un’arte fine, leggera, non come quella di certi intellettuali pedanti, per intenderci. E la musica mi ha reso l’esperienza estatica 🙂 Jazz dolce.
Al Ristorante Al Santo, invece, ci siamo ritrovati immersi in un’atmosfera tedesco/austriaca – che io adoro! Divanetti di pelle, mobilio in legno scuro, tanti disegni realizzati su piccole vetrate colorate. Una luce calda… Ti veniva in mente che avresti potuto scrivere un intero romanzo, là 🙂 Una musica straordinaria!! Un sogno anni ’50, sembrava davvero di essere in uno di quei film che ti fanno volare l’anima…

Queste due situazioni, due semplici pranzi infrasettimanali, a me hanno funzionato in modo grandioso, come afrodisiaco!

Sesso e soldi

Non voglio stare a sindacare e blaterare inutili fandonie. Per noi donne i soldi hanno un potere eccitante impressionante. Quando usati bene, e lo sottolineo: quando usati bene, sanno predisporci ai migliori rapporti sessuali.
E’ per questo che certi regali riescono a scaldare incredibilmente.
A me è proprio sentire il potenziale di arricchimento, che mi eccita.

posizioni sessuali che danno più piacere alle donne

Da qualche mese, per esempio, ho iniziato una nuova collaborazione con quest’azienda che si chiama Master Business. Nel lavorare, sono a contatto con tante persone che hanno un intenso desiderio e piacere di arricchirsi – come me. Che non hanno nessun problema mentale con questo – come me. E che se la vivono alla grande, trasmettendo questa passione – come me.
Ora, sentire tutta questa energia vibrante intorno, per me, è altamente erotico. Mi eccita in un modo straordinario!
Da quando ho avviato questa collaborazione, il mio livello di vitalità, in normalissime giornate di routine, è salito a dismisura! Con netti miglioramenti anche della mia salute psico-fisica, tra l’altro!

Cos’è? E’ la presenza di persone con una voglia e un desiderio forte, relativo a qualcosa che ha a che fare con la sopravvivenza – in questo caso non il cibo ma i soldi. Persone eccitate come me, che semplicemente lasciano fluire in modo facile, allegro e naturale questa energia.
Non c’è sesso, non ci sono posizioni sessuali, ma circola tantissima energia sessuale e io, personalmente, me la sto godendo alla grande, poi, nella mia vita privata 😀

Queste sono le cose che eccitano noi donne.
Ho fatto due esempi relativi a me, per dare un’idea concreta della logica che ho spiegato nel primo paragrafo.
Se in autonomia non riesci, comunque, contattami e facciamo una sessione individuale  e ti aiuto con un “lavoro” personalizzato. Oppure fatti il corso “Sesso Estremo, così ti ispiri un po’ – e, se vuoi fartelo insieme ad altre persone, scrivimi subito ché domani parte l’ultima edizione di gruppo 😉

Ilaria Cusano

 

Eiaculazione precoce, come affrontarla in coppia

Eiaculazione precoce, un disagio comune

L’eiaculazione precoce è un problema molto più diffuso di quanto si creda. Per poterlo risolvere, naturalmente, il primo passo in assoluto da fare è ammettere che c’è, e poi affrontarlo in quanto tale. Come un problema ma che, come qualsiasi altro problema, ha in sè la soluzione.

Tantissime persone, tuttavia, non la prendono con questa filosofia. Anzi… Scusano, negano, aspettano, sperano che passi da sé. Ma di solito così non è… Perché così tanti negano la realtà? Ci arriviamo tra pochissimo.
Prima, infatti, voglio soffermarmi su ciò che la maggior parte delle donne mi testimonia, al riguardo.

eiaculazione precoce coppia

Eiaculazione precoce: come fa sentire molte donne

Quando una donna si trova più volte a fare l’amore con un uomo che soffre di eiaculazione precoce, fondamentalmente si deprime. Alcune, poi, reagiscono a questa tristezza profonda incarnando il ruolo della mitica crocerossina.

Ma non ti preoccupare, non fa niente, ogni tanto capita, è normale. Io mica sto con te per il sesso, cosa credi? Per chi mi hai presa? Non facciamone una tragedia, non lo è.

E per queste donne è assolutamente vero.
Si tratta, infatti, di donne che traggono la maggior parte della propria gratificazione proprio dal fare le crocerossina. Quindi, paradossalmente, preferiscono un uomo con dei problemi, un bisognoso, un disagiato; il famoso “caso umano”, come si suol dire, è il massimo 😀 E credetemi se vi dico che va benissimo così.

All’opposto, però, troviamo la donna opposta. Quella che trae la propria gioia e realizzazione da un’esperienza di piacere e godimento, non di dolore. Questa rifiuta con passione, determinazione e a volte addirittura con rabbia o furia, di continuare a fare sesso con un uomo che eiacula dopo due minuti. Lo vive con frustrazione, talvolta come una vera e propria ingiustizia.

Entrambe queste donne, in ogni caso, testimoniano la stessa identica realtà: che l’uomo ha un enorme problema e che non se ne sta occupando. Problema solo suo, tra l’altro, finché nessuna se ne fa carico. E non deve farlo per forza…

Crocerossine e guerriere: come affrontare l’eiaculazione precoce?

Dirò una cosa che a qualcuno potrà risultare un po’ strana, forse: l’eiaculazione precoce, a ben vedere, non rappresenta un problema.

Da un lato, infatti, per le crocerossine è la panacea: è ciò che permette loro di esprimere il meglio di sé; di amare nell’unico modo in cui sanno amare – o in quello che preferiscono; e di vivere la relazione così come, per mille ragioni, si sentono più a proprio agio – cioè con meno sesso possibile.
Al di là di ciò che molti pensano, quindi, a queste donne un uomo va benissimo proprio così.

Dall’altro lato, anche per quelle che ho voluto chiamare “guerriere”, l’eiaculazione precoce non è un problema. Perché non le riguarda.
Quando un uomo soffre di eiaculazione precoce e non se ne cura, vuol dire che è così che vuole stare. Preferisce non sentire tutta la propria potenza sessuale perché, per vari motivi, non la regge. Non vuole amare in quel modo una donna; vuole avere un altro ruolo nel rapporto, non quello di colui che soddisfa (sessualmente). Magari non vuole proprio soddisfarla, la donna; vuole farla stare sulle spine, torturarla, punirla. Capita.

eiaculazione precoce coppia
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Le guerriere possono solo sentire fino a quando hanno bisogno di sperimentare questa circostanza e dopo, quando per loro giunge l’ora di andare oltre, lasciare l’uomo in questione. Senza rancore e per sempre.

E tu? Cosa ne pensi? Raccontamelo nei commenti 🙂 E, se credi che questo articolo possa servire anche ad altre, condividilo.

Ilaria Cusano

PS. Vuoi lavorare anche tu nel campo della sessualità, ad approccio Spirituale? Ecco la scuola professionalizzante di Sex Coaching per le Donne. Aiuterai, come me, migliaia e migliaia di donne a viversi in modo libero, soddisfacente e gioioso tutto ciò che riguarda erotismo, sesso e amore. Ed è stupendo 🙂 Contattami per iniziare la formazione!

 

Punto G, cos’è e dove si trova

Punto G: come definirlo, dal punto di vista spirituale?

punto gMi sono posta questa domanda, sul punto G.

Se ne sente spesso parlare dal punto di vista dell’anatomia, di educazione sessuale e pornografico, ma l’esperienza di questo magico luogo del corpo femminile non si esaurisce con queste tre dimensioni.
Il piacere femminile, in altre parole, non è affatto una questione puramente anatomica, che si conosce e padroneggia con un po’ di informazione e qualche film porno. Tutt’altro. Le dimensioni più decisive, nella capacità di provare piacere da donne – così come di dare piacere alle donne – sono quella emotiva, quella affettiva e, per l’appunto, quella spirituale.

Mi sembra saggio e intelligente, quindi, concentrarci soprattutto su queste. Onde evitare di continuare a perdere tempo parlando di cose che non hanno tutta questa influenza; e di diventare più ben informati e abili nelle cose che, invece, ce l’hanno.
Che sono, ripeto: emotività, affettività e spiritualità.
E’ in base a questi tre fattori che la stragrande maggioranza delle donne prova piacere sessuale, e tutto ciò che a esso è connesso.
Scopriamole meglio.

Il punto G, emotivamente

Dal punto di vista emotivo, un’adeguata stimolazione del punto G fa “esplodere” e “perdere la testa”; ovviamente in senso figurato.

Possiamo procedere anche al contrario, tramite l’esperienza diretta: cioè, invece di studiare sugli opuscoli dov’è il punto G e poi mettersi a ravanare nei genitali femminili alla sua ricerca – cosa fastidiosissima e ridicola – possiamo rimanere presenti allo stato emotivo della donna e, quando percepiamo che sta “esplodendo” e “perdendo la testa”, registriamo il tipo di stimolazione che stavamo esercitando. E che, evidentemente, funziona.

Il punto G, affettivamente

Può sembrare paradossale ma, per una donna, riuscire a lasciarsi andare a tal punto mentre si fa l’amore, vuol dire qualcosa di estremamente importante, dal punto di vista affettivo: vuol dire che si sente al sicuro, che sente di potersi fidare.

E’ un po’ come il bere fino a ubriacarsi: se ci vogliamo bene, lo facciamo solo con alcuni tipi di persone e in determinate situazioni. Solo quando ci sentiamo al sicuro e siamo certe del fatto che, se dovessimo aver bisogno di qualsiasi cosa, chi è insieme a noi ci aiuterebbe, si prenderebbe cura di noi.
Diversamente, preferiamo mantenere ben saldo l’autocontrollo, onde evitare di metterci in pericolo.
Con la stimolazione del punto G avviene esattamente la stessa cosa.

Quello che si deve essere in grado di fare, quindi, per poter fare con una donna l’esperienza di massimo godimento per mezzo di questa zona del corpo, è diventare il genere di persona di cui ci si può fidare. Con cui lei si senta perfettamente al sicuro.
E’ difficile ma è così.
E aggiunto anche che fingere non funziona – o meglio, funziona solo con le donne con seri problemi di autostima e/o psicologici.
Tutte quelle che si vogliono bene, che sono salde ed equilibrate dentro di sé, hanno un istinto che funziona bene. Sanno distinguere con chiarezza di chi, al di là delle recite e delle ciance, ci si può fidare – e di chi no.

Il punto G, spiritualmente

Spiritualmente, invece, è un bel mistero, il nostro mitico punto G!

Quello che posso testimoniare è che, posto che ci siano i presupposti emotivi e affettivi appena descritti, permette di spostarsi in un altro spazio.
Il piacere sessuale che si sprigiona, quando anche il punto G è correttamente e pienamente coinvolto, fa “viaggiare” mentalmente.
Si iniziano a percepire con estrema chiarezza tutti i vari corpi energetici: il corpo astrale, il corpo radiante, etc. Si sente molto intensamente la relazione energetica con l’altro. Avviene una vera e propria trasfigurazione: ci si vede diversi, più grandi, belli, luminosi, chiari. E si ha l’impressione di stare facendo qualcosa di immenso anche su altri piani, non solo sul classico piano ordinario su cui quasi tutti noi viviamo e operiamo per la maggior parte del tempo, durante le nostre giornate.

Ricapitolando, 3 consigli sul punto G

punto g

Fatte queste fondamentali premesse, ecco cosa posso consigliarti, personalmente, per la tua relazione col punto G – parlo soprattutto alle donne, come sempre 🙂

  1. Comunicate queste cose ai vostri partner. Fate loro leggere questo articolo, se può aiutarvi. Ma non fateli andare per la loro strada, da soli; perché tendenzialmente sbagliano, nell’approcciarsi al corpo femminile. Non perché siano degli idioti o degli incapaci. Ma perché siamo noi a doverli guidare. Fa parte delle nostre responsabilità, far conoscere loro il nostro corpo. Solo noi possiamo guidarli; se non lo facciamo, loro utilizzano i riferimenti che usano per il proprio corpo ma, essendo totalmente diversi, non funzionano.
  2. Prendete l’abitudine a verbalizzare ciò che provate, mentre venite masturbate o penetrate. Parlando con la persona con cui fate sesso, con degli amici, scrivendo un diario; come volete. Ma imparate a comunicare con maggiore trasparenza possibile ciò che sentite, sessualmente. In questo modo, anche per voi diventerà sempre più chiaro cosa vi fa percepire il piacere che vi arriva dal clitoride, per esempio, da quello che vi arriva dal punto G.
  3. Esercitatevi a distinguere le tre dimensioni di cui vi ho parlato: emotiva, affettiva e spirituale. Di informazioni mediche, scientifiche e psicologiche ne abbiamo a valanghe, eppure è ancora pieno di donne che non hanno orgasmi, che ne hanno uno ogni tanto, o che comunque godono poco. Il che vuol dire le informazioni mediche, scientifiche e psicologiche, nel piacere sessuale, non hanno il potere di fare la differenza. Io credo che quelle emotive, affettive e spirituali, invece, ce l’abbiano. Testatelo; avete solo da guadagnarci.

Se volete conoscere meglio la vostra sessualità con questo approccio, ecco tutti i miei corsi sull’energia sessuale. Sono tanti; troverete storie, tecniche e ispirazioni per migliorare il vostro rapporto col sesso e col piacere in generale.

Ilaria Cusano

5 motivi per utilizzare i sex toys

Parliamo di sex toys

Questi sex toys mi sbucano fuori a ogni dove, negli ultimi giorni 😀 Proprio settimana scorsa, un’emittente indipendente dal nome che mi è subito piaciuto un sacco (Blacklist), mi ha contattata per chiedermi un’intervista. Mi hanno detto che dovevano fare un sondaggio nella community per capire se c’era abbastanza interesse per il tema che intendevano propormi – alla fine c’era. E qual era questo tema?

E se la vostra ragazza usasse Dildo? Come la prendereste? Gelosi o contenti?

sex toys

Ora, Blacklist, che ho valutato a lungo e con attenzione prima di accettare l’intervista, mi è piaciuta proprio perché fa vera cultura e non solo marchette. Crea quell’ambiente cosiddetto “socratico” in cui le persone possono realmente dialogare in libertà – invece di prepararsi tutto prima a tavolino al solo scopo di promuovere prodotti o servizi.
Il fatto che anche in un contesto del genere emerga una domanda così maschilista dà tutto da pensare…

Mi sembra perciò utile fare una breve preparazione a questo momento di incontro.

La puntata sarà presente, a partire da Lunedì 28 Ottobre alle 21, su Spotify e Apple Podcast mentre, per chi vuole seguirla live, il canale è Twitch e l’appuntamento è sempre Lunedì ma alle 18.

5 motivi per NON usare i sex toys

Partiamo da qui; facciamo un po’ di “potatura”, visto che molti hanno le idee parecchio confuse, su come si fa ad avere una vita sessuale appagante, divertente e, se Dio vuole, persino sana e ispirante 😉

I sex toys non ti potranno mai essere d’aiuto se

  1. il tuo partner non ti eccita, non ti suscita la voglia di fare l’amore, se il tuo desiderio di base verso di lui (o lei) manca o è carente.
  2. Se non provi un’intensità emotiva, immaginativa e sentimentale in grado di fare il suo “lavoro” anche dal punto di vista fisiologico: farti bagnare e aprire se sei donna, farti venire un’erezione e fartela durare, se sei uomo.
  3. Se fare sesso ti annoia.
  4. Oppure se è l’altro/a che, anche quando “chimicamente” ti attrae, poi con te si pone in un modo tale che la voglia ti passa.
  5. Infine, non ti possono aiutare quando fai l’amore controvoglia, solo per senso del dovere, per compiacere l’altro o per evitare che cerchi soddisfazione altrove.

Queste situazioni hanno a che fare con dinamiche psicologiche, affettive, spirituali e/o relative alle sfere della comunicazione e seduzione, e vanno affrontate in quanto tali. I sex toys, quando li usi per “mettere una toppa”, possono funzionare una o due volte – oppure no: possono anche esacerbare un conflitto… In ogni caso, non risolvono né migliorano questioni del genere.

In altre circostanze, invece, possono diventare dei buonissimi amici 🙂 Vediamone alcune.

5 casi in cui i sex toys possono diventare ottimi amici

1) Nell’autoerotismo

Che si tratti di masturbazione in solitaria o durante un rapporto sessuale, è evidente che un essere umano avrà difficoltà a vibrare come possono vibrare certi giochini 😀 O a prendere la forma di quelle meravigliose palline che preparano il retto al sesso anale. Se si vogliono provare delle sensazioni che, proprio meccanicamente e non perché è incapace, una persona non può dare, ben vengano i sex toys.

2) Per aumentare il piacere

Non per generarlo, attenzione: non si può aumentare qualcosa che non c’è. Ma per potenziare un piacere sessuale che, di per sé, già esiste.
Esempio: se un uomo mi sta stimolando con le mani e una è sul mio ano e una sui miei seni, e io desiderio anche una stimolazione della vagina ma da sola riesco ad arrivare solo fino alle labbra e non fino in fondo, un dildo mi può aiutare. In questo modo, posso provare godimento sia per effetto della stimolazione manuale del partner, sia grazie al dildo che contemporaneamente sto manovrando io.

sex toys

3) Per esplorare nuove possibilità

Mi riferisco a tutti quei casi in cui, sessualmente, con una persona ci divertiamo un sacco. Ci piace, ci eccita, ci attrae, sa sedurci, sa giocare con noi; e quindi ci viene voglia di “viaggiare” con lei, di esplorare nuovi territori. Finora, onestamente a me i sex toys hanno più deluso e annoiato da questo punto di vista. Però devo ammettere che ne ho provati meno di dieci e in tutti i casi con persone con cui il sesso non era un granché… Per questo continuo a essere curiosa e di certo vorrò testarne altri, adesso che ho un partner da 10 e lode, a letto 😉

4) Per ridere

Altra funzione ridicola, per l’appunto, ma che indubbiamente può portare nel sesso quella dose di gioco, allegria e divertimento che agevola anche il piacere in senso stretto, predisponendo a godere di più e più a lungo.

5) Per fare cose altrimenti difficili

Prendiamo il sesso anale. E’ una pratica che molti, oggigiorno, vogliono provare, e in cui si tende a incontrare parecchie difficoltà. Ad alcuni non piace; qualcuno si rifiuta proprio per motivi fisiologici soggettivi; ma tanti possono riuscire con grande piacere semplicemente preparandosi. Ci sono vari sex toys perfetti per questo; perché non provarli? Possiamo sempre scoprire qualche nuova frontiera che magari ci dà più di quanto immaginiamo 🙂

Per oggi è tutto.

Ti invito a seguirmi live sul canale Twitch di Blacklist, lunedì prossimo verso le 18, o ad ascoltare la puntata in differita, su Spotify e Apple Podcast, a partire da lunedì 28 ore 21.

Ilaria Cusano

BDSM: quando il dolore diventa piacere

Piacere e dolore, due mondi uniti, per molti

Partiamo subito con due premesse fondamentali:

  1. confondere piacere e dolore è un problema e, in quanto tale, va risolto;
  2. per superarlo, bisogna attraversare il territorio in cui invita.

bdsm

Negli ultimi anni, nel mondo della “sessualità” è emerso un enorme interesse nei confronti del BDSM. Sessualità tra virgolette perché si tratta di una questione più psicologica che sessualeSi manifesta nel sesso perché è l’unica sfera in cui non si riesce a fingere, come la maggior parte delle persone fa quasi di continuo in ogni altra sfera della vita. Ma il tema è ben più pervasivo e riguarda l’essere stati cresciuti nella convinzione che il dolore possa generare qualche tipo di piacere.

La rinuncia è una cosa nobile.
Chi bella vuole apparire un poco deve soffrire.
La pazienza è la virtù dei forti.
Queste sono solo alcune delle idee a cui, nella nostra educazione cattolica, chi più chi meno, siamo stati spinti a credere.
Tali idee si sono cristallizzate in valori: rinuncia, sacrificio e pazienza, per esempio. E, da lì alla società perversa e malata a cui stiamo assistendo oggi, il passo è breve. Perché, se ci pensi anche solo tre secondi in modo lucido,

Quale mente, se non una profondamente deviata, può sostenere un’ideologia che spinge la gente a cercare il dolore?

E’ evidente; non serve una laurea per capirlo.
Questo è il punto in cui siamo. Inutile dire di no, girarsi dall’altra parte o mettere la testa sotto la sabbia.
E’ per di qua che dobbiamo passare, se vogliamo procedere oltre. Per forza. Facciamolo, allora 🙂

BDSM: cosa c’è di eccitante?

Ecco cosa ho osservato analizzando molto da vicino, e da dentro, il mondo del BDSM.

Ciò che eccita è soprattutto l’esercizio del potere.
Siccome la maggior parte delle persone è profondamente repressa o corrotta in tal senso, ha bisogno di sfoghi. Allora troviamo da un lato tutti quelli che, nella propria vita quotidiana, fanno gli impotenti, rinunciando a ogni genere di potere, e che giustamente cercano una qualche forma di riscatto. E, dall’altro, chi del potere abusa, e che ovviamente si sente in colpa e cerca una punizione, l’espiazione della colpa.
Insieme sono perfetti.

Gli (e le) impotenti dominano, feriscono e umiliano, e si beano di questa breve ebbrezza di potere, per poi tornare a casa, a testa bassa e bocca chiusa. E i (e le) teste di cazzo si fanno trattare male in tutti i modi possibili e immaginabili; illudendosi del fatto che, così, non saranno più tanto teste di cazzo.
Naturalmente la cosa non funziona né per gli uni né per gli altri 😀

Nel BDSM, inoltre, ci si può camuffare benissimo!
Il problema, per i più, è che loro, poverini, vorrebbero godere; ma non ci riescono. Allora già devono supportare la sofferenza data dall’incapacità di provare piacere; quando devono gestire anche il fatto che tutti quelli con cui fanno sesso se ne accorgono, diventa un disagio immenso.
La pratica del BDSM, in questo senso, è perfetta: richiedendo travestimenti, giochi di illusionismo e tutta una pantomima molto teatrale, sposta l’attenzione su cose assai lontane dalla potenza di un’erezione o dalla profondità della lubrificazione vaginale. Così non ci si fa tanto caso, al fatto che l’erezione non è piena o a mala pena avviene, o che la vagina non si bagna. Che non si è davvero eccitati, in pratica. E buona parte del disagio viene scongiurata.

BDSM e Cattolicesimo

E’ impressionante come BDSM e Cattolicesimo sono perfetti insieme: moglie e marito che possono rimanere uniti per l’eternità, volendo.

Entrambi invitano a soffrire e a considerare questa sofferenza il piacere più nobile e profondo che esiste.
Tutti e due promuovono la doppiezza: dai al mondo l’apparenza di una persona irreprensibile, e poi sfoga tutto il demonio che c’è in te nell’oscurità, nell’ombra, di nascosto, senza farti vedere.
Vergognati di ciò che sei, perché fai schifo, hai delle tentazioni orribili e il fatto che ogni tanto cedi a esse indica che sei schiavo di Satana.

bdsm

Io non capisco come facciano delle persone intelligenti, acculturate e sane di mente a credere a tante idiozie messe insieme 😀 Non me ne faccio una ragione.
Ma, siccome ormai, dopo anni di ricerca in questo campo, mi sono arresa al fatto che questa realtà esiste, mi permetto di dare un mio contributo. Ovviamente lo utilizzeranno solo coloro a cui un minimo di sanità mentale è rimasta.

  1. Impara a godere. Per davvero, però. Non tanto con la mente, che è solo una stupida serva da addomesticare, ma con il corpo, che è fatto apposta per provare piacere. E’ una delle più straordinarie peculiarità di noi esseri umani; e un motivo c’è, se Dio e Madre Natura ci hanno creati proprio così: capaci di godere.
  2. Impara anche ad allontanarti da tutte le cose e le persone che ti fanno stare male. Oppure, se intuisci che devi crescere e maturare, rispetto a certe questioni, fallo; a quel punto il dolore si tramuterà in forza. Ma fallo: tramutalo in forza. E sappi che sta funzionando solo se vedi dei progressi concreti. Diversamente, fatti aiutare da qualche professionista.
  3. Attraversa la tua zona d’ombra a testa alta; e, quando qualcuno tenta di farti vergognare di chi sei, mandalo a cagare, lui e quella stupida, infantile e ridicola ossessione di Satana che si porta in quel suo cervello bacato. Se uno vuol credere agli alieni è libero di farlo; ma, se viene da te a pressarti tutti i giorni per convincerti dell’esistenza degli alieni, è lui ad avere un problema serio, non tu.

Risorse concrete per l’evoluzione sessuale

Se vuoi parlare di questo tema perché hai avuto esperienze dirette, o di terzi, e hai voglia di capire, vederci più chiaro o superarle, ti aspetto nei commenti a questo articolo. So che è importantissimo tenere aperto uno spazio di dialogo su tutto questo; il mio blog e il mio canale Youtube sono due luoghi in cui possiamo farlo.
Se invece anche tu vuoi diventare Sex Coach per donne e offrire il tuo contributo nella sfera della sessualità, certamente la mia scuola professionale può essere un ottimo punto di partenza 🙂

Con affetto,
Ilaria Cusano

Come fare l’amore più spesso

I consigli della Sex Coach

Questo è un articolo per le donne single.
Per tutte quelle che sono passate attraverso un divorzio, una separazione, un lutto e hanno perso il proprio compagno.
Ma anche per quelle che hanno scelto la condizione di single e che ci stanno bene da un bel po’; e magari continuano così.
Per le donne ritenute belle e per quelle il cui aspetto risponde meno ai canoni. Per le ventenni, le trentenni, le quarantenni, le cinquantenni e anche le sessantenni – almeno. Perché potrei includere anche le settantenni, tranquillamente.
Amiche mie, il sesso è un bisogno primario. Riguarda la sopravvivenza. Non come meri corpi ma come anime; ma di sopravvivenza si tratta, prima che di divertimento.

come fare l'amore più spesso

Prima del romanticismo, delle coppie, dei matrimoni, dei figli, delle anime gemelle e di qualsiasi altra meravigliosa sega tu voglia spararti sullo stare insieme, il sesso è una necessità.
Non fare la superiore con Madre Natura, quindi. Non fare finta di essere quella che non ha bisogno, che non sente questa necessità, che mica sono una bestia, un’arrapata o una fissata. Perché avere l’esigenza di fare l’amore è la cosa più naturale del mondo.
Pensa che il diritto al piacere, da qualche tempo, è stato addirittura riconosciuto tra i diritti umani fondamentali..

Questa era una premessa essenziale.

Come fare l’amore regolarmente

Questo dovrebbe essere uno degli obiettivi principali di ogni donna. Prima di lui dovrebbe esserci solo il guadagnarsi il pane.
Perché in questo consiste l’essere delle persone sane di mente; consapevoli di come si preserva il proprio benessere in quanto individui fatti di corpo, mente e spirito, e inseparabili dagli altri individui. Pena sofferenze e nevrosi che conosciamo bene.

Non sto qui a ripeterti le miliardi di cose a cui fa bene fare sesso, perché ti ci stanno bombardando altre centinaia di autori almeno da un paio d’anni 😉
Io mi concentrerò sul come, concretamente, puoi iniziare a tirarti fuori dal pericolosissimo tunnel di arroganza, snobismo e presunzione in cui ti sei andata a cacciare…

… conosco benissimo… Indovina perché? 😀 Ma certo che ci sono capitata anch’io! E anche per un bel pezzo!
È quella sfigatissima eredità che hanno lasciato a noi donne, no? Ecco, vediamo di fare di meglio per i posteri, eh – ci stai?
Partiamo.

Come fare più spesso l’amore

1) Frequenta più persone

Non sei una troia, non sei un’assatanata, nessuno parlerà male di te. E, se lo fa, smetti di frequentarlo: non merita un minuto del tuo tempo.
Sei una donna con le sue esigenze e, siccome non vuoi scopare con tutti i papabili che ti trovi intorno – perché qualcuno è impegnato, qualcun altro è un collega con cui è meglio di no, etc. E siccome non vuoi neanche perdere la tua dignità andando per forza con l’unico disponibile che però ti tratta come l’ultima merda, allora devi frequentare più persone.
Altrimenti come fai a fare l’amore con una certa regolarità? Pensaci. È numericamente impossibile.

2) Usa le dating-app

E basta con questa storia che a te non piace, che non è romantico, è squallido e tutte queste robe da altro secolo… anzi, millennio!
Diamoci una svernata, via quei quintali di ragnatele e si parte verso una nuova avventura!
Non ti piace solo perché è fuori dalla tua zona di comfort e ti caghi sotto dalla paura. Pensi che non sia evidente? Beh, sappi che lo è 😀
E non è romantico ed è squallido solo ed esclusivamente se TU non ti sai porre in modo romantico e ti comporti in maniera squallida.
Se tu fai la brillante, l’unica e la speciale come fai in qualunque altro contesto, può essere altrettanto magico. Parola di quella che tre anni fa era tale e quale a te e che oggi è diventata una sex-symbol – se non ti fidi di me, non so di chi puoi fidarti…

come fare l'amore più spesso

3) Metti il sesso in agenda

Ti viene da ridere? Beh, dovresti piangere, invece, per tutto l’amore che ti stai perdendo.
Impara da chi ce l’ha fatta prima di te, no? Cosa c’è di intelligente nel continuare a comportarti come hai fatto finora, se non ti ha portata dove avresti voluto essere? Cambia atteggiamento; punto.
Dai un posto all’amore: riservagli il tempo che merita, trova lo spazio, sennò l’unico luogo che gli rimane per manifestarsi è nei tuoi sogni. O incubi! Fai tu…

4) E, se proprio da sola non ce la fai, contattami per un percorso di Sex Coaching

Che ci vuole? Sono qua apposta 🙂
Ho molte clienti, dunque forse potrei doverti mettere in attesa per due o tre settimane; ma, se sei fortunata, anche no.

Ma ti prego: fai tutto quello che è in tuo potere per portare più amore nella tua vita. E ricordati: l’amore, in coppia, nell’intimità fisica, è prima di tutto sesso. Senza sesso, senza un desiderio forte e costante, ti stai raccontando una storia magari anche stupenda ma che presto o tardi ti farà soffrire e molto…

Con affetto,
Ilaria Cusano

Repressione sessuale: cause, sintomi e conseguenze

3 liste di cause, sintomi e conseguenze della repressione sessuale

Questo è un articolo diverso dal solito. Farò 3 liste: la prima di cause, la seconda di sintomi e la terza di conseguenze della repressione sessuale. L’obiettivo è darti tanti input tutti insieme, affinché tu possa avere una panoramica ampia e completa.

repressione sessuale

Partiamo dalle cause.

  • Un’educazione familiare e scolastica bigotta, erroneamente religiosa o disagiata/deviata dal punto di vista sessuale.
  • L’abitudine a considerare la sessualità come sporca, vergognosa, tabù.
  • Il coinvolgimento in vicende sessualmente brutte: abusi, violenze, bullismo, etc.
  • La paura dell’energia sessuale, in quanto percepita come troppo potente e misteriosa, difficilmente gestibile.
  • Una mentalità troppo razionale, che tende a demonizzare tutto ciò che è naturale, selvaggio, bisogno primario e corporeo.
  • L’ignoranza, nel senso di mancanza di cultura, informazioni e riferimenti su tutto ciò che concerne il sesso.

I sintomi più comuni della repressione sessuale

Quali sono i segnali più diffusi, in giro, che ti indicano che sei in presenza di una persona sessualmente repressa? Attenzione: potresti essere anche tu, questa persona 😉

  • Ha il collo molto rigido, tende ad avere il tratto cervicale verticalizzato. E’ indice di un eccesso di controllo su di sé e, in generale, sulle cose della vita.
  • La voce è palesemente falsa: si intuisce che la persona è “mascherata”, non rivela la propria vera voce ma ne ha costruita una artefatta, per non “denudarsi” mai di fronte all’altro.
  • Banalmente, la persona sessualmente repressa non parla mai di sesso; e, quando qualcun altro lo fa, arrossisce, svilisce, sminuisce o volgarizza tutto, oppure fa tutto quello che può per far sì che la conversazione si sposti su altri temi.
  • Manifesta atteggiamenti pieni di pregiudizi, luoghi comuni, goliardia e/o omofobia.
  • Quando le fai delle domande schiette sulla propria sessualità, magari anche toccando temi come l’omosessualità, i gusti sessuali, le trasgressione, si mette sulla difensiva; mostrando, quindi, che considera il tema sesso una minaccia.
  • Fa poche esperienze sessuali, tenta di arginare al massimo il proprio desiderio erotico, l’eccitazione, le fantasie. Le sublima all’estremo, fino a risultare patetica, talvolta…

Le possibili conseguenze della repressione sessuale

Dividerò questa parte in due ramificazioni, perché credo che valga la pena mettere a fuoco le possibili conseguenze personali, ma anche quelle sociali. Onde prevenire entrambe, si spera.

La repressione sessuale per la persona

La persona sessualmente repressa, sul lungo termine, rischia di incorrere in una serie di spiacevoli conseguenze, se non si decide ad affrontare i propri problemi e a cambiare atteggiamento. Vediamone alcune.

  • Problematiche relative all’aggressività, anch’essa repressa. Potrebbero sorgere spiacevoli condizioni psico-emotive, ma anche dei disagi psico-somatici, come mal di testa ricorrenti, fragilità nervosa, mascelle serrate e simili.
  • Frustrazione sessuale che trabocca anche in altre sfere.
  • Insoddisfazione generale nella sfera affettiva.
  • Difficoltà a far funzionare una relazione di coppia.
  • Dipendenza dal porno.
  • Problemi nel rapporto con il cibo e il peso.
  • Innesco di dinamiche sociali strane, ambigue, potenzialmente pericolose.
  • Disfunzioni sessuali.

La repressione sessuale per la collettività

  • Femminicidi, abusi sessuali, violenze di genere.
  • Insorgere e dilagare del bullismo, non solo tra gli adolescenti e i giovani, ma anche tra gli adulti.
  • Piaga di una pornografia diffusa esageratamente.
  • Mercificazione del sesso, che invece è sacro, è amore, è pura vita.
  • Perversioni, trasgressioni, tradimenti e devianze di ogni genere.
  • Allontanamento dalla bellezza della (propria) natura e delle leggi che la regolano, con tutte le conseguenze del caso, per esempio anche nell’ecologia.
  • Drastica diminuzione dei matrimoni e delle coppie in generale, in quanto vissuti come troppo brutti e disfunzionali per poter essere creati e/o portati avanti nel tempo.

La repressione sessuale, in sintesi…

… è una vera e propria piaga, individuale e sociale, e in quanto tale andrebbe trattata.

repressione sessuale

Noto una preoccupante tendenza a sottovalutarla, invece, e infatti, a ben vedere, stiamo vivendo in misura assai ampia quasi tutti i punti elencati nelle varie liste. Ci siamo dentro fino al collo e la maggior parte di noi ancora si ostina a mettere la testa sotto la sabbia.
Credo che succeda soprattutto perché non si sa come affrontare queste problematiche. Eppure gli strumenti ci sono, il Sex Coaching è uno di essi. In tanti anni di lavoro nell’ambito della sessualità, nessuno mi ha ancora mai invitata a tenere degli incontri e a strutturare dei percorsi; perché? Di certo non perché io sia incompetente o poco conosciuta, anzi, è proprio il contrario. Ma perché, di fatto, a livello sociale non c’è una reale volontà di risolvere queste questioni. Ci si gira tanto intorno, ma al succo non ci si vuole arrivare. Per il momento. Sono fiduciosa nel fatto che, in futuro, le cose potranno cambiare in meglio. Lo spero di cuore perché, per ora, quasi tutto ciò che si vede in giro, sul sesso, o è inquietante o rivoltante.

Possiamo lasciare ai nostri posteri una società in cui la sessualità venga vissuta con dignità, rispetto e sacralità; e anche con trasparenza, allegria, amorevolezza e gioia. Facciamolo, è un tassello preziosissimo del benessere di persone, coppie, famiglie e collettività.
A questo proposito, sono felice di annunciare che è pronta la mia formazione professionalizzante per lavorare come Sex Coach per donne. Non ho ancora creato la pagina dedicata, ma la scuola esiste; se vuoi iniziarla o aiutarmi a farla conoscere, ti invito a collaborare da subito – volentierissimo 🙂

Con amore,
Ilaria Cusano

Come affrontare l’astinenza sessuale in quarantena

Vita sessuale e quarantena…

… una bella sfida!!

Come affrontare l'astinenza sessuale in quarantena

Qualcuno, nel mio canale YouTube, mi ha detto

Già era difficile prima, invogliare talmente tanto una donna da farle venire la voglia di fare l’amore… figuriamoci come sarà dopo tutto questo distanziamento fisico…!!

Le mie clienti che stavano coltivando dei flirt o delle vere e proprie relazioni, ma comunque iniziate da poco, si sono ritrovate a distanza da queste persone e mi hanno chiesto

E adesso? Come facciamo a fare l’amore, io a casa mia e lui a casa sua?

E vai con lo sviluppo di tutte le arti possibili per il sesso virtuale! 😀

Ognuno la sta vivendo in un modo diverso. Ma per tutti la sessualità era e resterà sempre un bisogno primario. Anche per dei momenti di astinenza sessuale, quindi, si ha l’esigenza di trovare il modo di viversela bene. In maniera costruttiva, feconda e anche divertente, allegra! Altrimenti ci si deprime, l’energia vitale raggiunge i minimi storici e ciao anche al sistema immunitario! Non è proprio il caso, ti pare?

Partiamo dalle basi: la vita sessuale va coltivata, se vuoi continuare ad averne una. Sembra banale ma non lo è. Pochissime donne lo fanno. Vuol dire che o non è chiaro o non si sa come fare; giusto? Stiamo su questo, quindi. Per quanto ovvio, se tuttora viene fatto così poco e/o male, evidentemente c’è ancora molto da imparare proprio nelle basi.

La sessualità è fondamentale, per la salute spirituale

Per tenere lo spirito vivo e alto, l’energia sessuale è uno dei fattori più decisivi. Più ci sentiamo sexy, affascinanti, vitali e desiderose, più ci sentiamo anche forti, potenti e allegre. Con tutti i benefici che ne conseguono, a livello di benessere psico-fisico, creatività e fiducia nel mondo e nel futuro. E questo è chiaro già così, immediatamente, senza dover fare grandi sforzi per comprenderlo.
Ma c’è di più!
Lo stato di vitalità sessuale porta tutta una serie di benefici anche proprio per l’anima.

Qualche esempio. Fa sentire più connessi: alla terra, al corpo, agli altri esseri viventi e a Dio, persino.
Fa sentire parte di qualcosa di più grande, a un organismo vivo, intelligente, pulsante, che vibra, guida, sostiene e nutre.
Porta ispirazione! E dona l’esperienza estatica (anche solo per pochi minuti al giorno ma quanta differenza sanno fare!) di quello stato che non a caso viene chiamato “grazia di Dio“. Perché è esattamente ciò che ci sembra sia: una condizione di grazia trascendentale, ampia, profonda… divina.

Ora, posto che la via più intelligente e saggia sarebbe costruirsi una vita affettiva e sessuale in cui si possa sperimentare tutto questo il più stabilmente possibile; non è tanto più essenziale quanto le circostanze intorno si fanno brutte, toste, difficili da sostenere?
Ha un senso ben preciso il fatto che i tassi di natalità siano particolarmente alti durante le guerre. Le persone, spiritualmente, hanno bisogno e anche voglia di ricordare. Ciò che conta e vale, ciò che è importante nella vita e come si sta quando si ama e si è amati. Che è l’essenza e lo scopo di ogni vita.

Come coltivare la sessualità anche in una condizione di astinenza sessuale?

Ok, potrai dirmi. Mettiamo che su tutto ciò che hai scritto finora siamo perfettamente d’accordo. Come faccio a tenere viva questa energia sessuale se adesso, con questa quarantena, mi sto trovando in una situazione in cui mi è impossibile fare l’amore? E l’unica chance che ho è l’astinenza sessuale?

Benissimo. Ecco delle idee per cose concrete da fare in questa situazione.

Come affrontare l'astinenza sessuale in quarantena
Ph. by Nova
  • Leggi letteratura erotica. O qualsiasi altro libro che ti ecciti. Anche se è un giallo va bene. Arricchisci il tuo immaginario erotico, approfitta della quarantena per viaggiare di più con la mente, ma sempre a livello sessuale. Ti tornerà utile sia per la masturbazione sia per il dopo quarantena.
  • Cogli l’occasione dell’astinenza sessuale per affinare le tue arti seduttive: iscriviti a qualche chat ed esercitati a comunicare in maniera più sexy, coltiva le varie sfumature del tuo sex appeal, sperimenta nuovi linguaggi fatti di immagini e video.
  • Goditi proprio l’aspetto del contenimento! Allenati a percepire e portare all’ennesima potenza l’eccitazione e il desiderio, ma poi contienili: falli attivare e muovere ma sempre rimanendo a “galleggiare” dentro di te. Senza donarli. Tenendoteli avidamente nel tuo corpo, tutti per te… almeno per un po’ 😉
  • Approfittane per farti qualche corso di Sex Coaching! “15 Tecniche Sessuali” è perfetto per i periodi di astinenza, per esempio! Ma anche “ConTatto Erotico” e “Sesso Estremo” possono stuzzicarti tanto, se sei un po’ spenta e hai bisogno di fare di nuovo una bella “fiammata”!

Se sei single o in coppia, la questione astinenza sessuale può cambiare parecchio, naturalmente. Ma forse no. E’ anche possibile che la tua vita sessuale stia attraversando una fase di down perché TU stai lasciando che la tua fiamma si spenga. Inizia provando a riaccenderla; e, se non funziona, scrivimi nei commenti a questo articolo o tramite messaggio privato nella mia pagina Facebook se vuoi fare qualcosa di concreto. Sarò ben lieta di aiutarti a trasformare la tua quarantena in uno spazio di grande avventura e piacere 🙂

Ilaria Cusano

Pornografia e adolescenza, di Luca Ferretto

Pornografia e adolescenza: una bomba a orologeria

Il contatto tra pornografia e adolescenza rappresenta letteralmente una bomba a orologeria, di una portata drammatica per l’evoluzione di tutto l’immaginario sessuale adulto. In un altro articolo avevamo visto come la pornografia eroda alla base l’immaginario di una generazione, causando danni biologici irreversibili.
Basti pensare a come l’immaginario religioso abbia indotto una specifica visione mortifera, a volte, per la sessualità e per la donna. E non a caso abbiamo connesso l’ossessione da Viagra con la recente esplosione di pornografia a tutti i livelli e le età.

Oggi un adolescente è terrorizzato dall’essere impotente più di un ottantenne. Il problema con il porno digitale non è tanto quello di deformare l’immaginario sessuale ma di atrofizzarlo, di svuotarlo, di mettere il maschile e il femminile unicamente al servizio di una scarica di sperma. Quando l’erotismo si allontana dalle emozioni, quando l’immaginario sessuale perde mistero, profondità, sensualità e senso della bellezza, trasforma il sesso solamente in una scopata. Come l’osso spolpato di un’esistenza.

porno adolescenza

Il sesso nell’immaginario adolescente

Ora, pensiamo a quanta importanza rivesta il sesso non ancora “consumato” nella mente di un preadolescente o di una quindicenne.
Non esiste epoca della vita in cui il sesso abbia una carica di attrazione e di mistero così intensa.
In quel momento della vita, la carica e la curiosità sessuale sono energia pura. Sono l’energia del sesso nel suo momento di massima potenza, come la prima luce dell’alba che taglia il buio.

Al di là del sesso, è in quel momento della vita tra preadolescenza e adolescenza che i ragazzi e le ragazze iniziano a “sentire” quella connessione tra anima e materia. Connessione che fisserà le loro aspettative e le loro prime sconfitte, determinando l’aspetto degli adulti che saranno un giorno.
Più stereotipi entreranno in quella fase della vita e più la personalità sarà traballante. Come una casa costruita sugli stuzzicadenti.

L’adolescenza ha bisogno di personalità forti cui ispirarsi. Ha bisogno di contrasti e di un sacco di poesia, di simboli, avventura e miti, di narrazioni eroiche ed emozioni fortissime in cui credere.
Tutte cose di cui il porno è quasi del tutto privo.
E continuo a ribadire che con porno non intendo la rappresentazione della profondità e della bellezza dell’amplesso, ma la celebrazione massificata del suo lato peggiore: l’uso dell’altro.

E’ evidente che è durante l’adolescenza che siamo stati più stimolati a cercare nei libri e nei film tutto ciò che volevamo sapere sul sesso. Anche per i ragazzi più precoci il sesso rimane comunque un mistero, al di là di quanta attività sessuale facciano. Il fatto di credere che il sesso sia “quello lì” è la cosa più grave che possa accadere.

Il sesso non è ciò che si vede nella pornografia

Un cazzo in bocca, una sborrata in fica, sbattere, urlare e basta. Il sesso non è questa roba qui.
A parte l’aspetto più idraulico, che esiste ovviamente, il piacere sessuale e le dinamiche dell’amplesso sono un mistero insondabile e lo rimarranno per sempre. Anche quando avremo ottant’anni. Il porno, invece, istiga i ragazzi e le ragazze a fare il primo grande errore di valutazione: dice che scopare è facile, che viene naturale. Che è tutta una questione di prendere, che non serve una storia, non c’è mistero, non c’è una didattica.

Impara bene chi lo fa per primo, chi ne fa tanto, chi lo fa come quel tale in quel film, soprattutto chi riesce a separare la “sbattuta” dall’emozione. Il più idiota insomma. Il più idiota vince, anche nel sesso.
Tutto è di fronte a me, basta sprofondare le mani nel banchetto e divorare a più non posso. Il porno mostra il sesso nel suo aspetto più banale e superficiale: quello animale.
Immagina di portare un ragazzo in un ristorante vegetariano, per fargli assaporare un tipo di cucina più raffinata e varia di quella tradizionale. Si mette a tavola e l’unica cosa che viene servita quel giorno è un minestrone. Che esperienza del gusto, della scelta, della complessità dei sapori e delle ricette farà mai questo ragazzo?

Poi portalo lì ogni giorno e fagli mangiare sempre lo stesso minestrone, variando solo le verdure all’interno. Sarà esclusivamente la fame a determinare quanto mangerà. Ma di cosa stia mangiando non solo non capirà niente, ma non avrà nessun motivo per imparare. Perché ormai sarà ovvio per lui che la cucina vegetariana è fatta solo di verdure cotte e non di visioni del mondo. Che è ciò di cui sono fatte, invece, tutte le tradizioni culinarie del pianeta.

Se l’adolescente non impara che la sessualità è un fenomeno complesso, un linguaggio strutturato e un modo di comunicare profondo con l’altro, finirà per sentirlo esclusivamente come un’esperienza posticcia della vita. Fatta per sfogare un istinto, come la fame. Come se il sesso fosse una di quelle porcherie che servono da Burger King.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria rivolti agli uomini

Porno: può incidere negativamente sul sesso?, di Luca Ferretto

La pornografia può rovinare il sesso reale?

Sì, indubbiamente. Tutti lo sappiamo.

Nella stessa misura in cui a lungo andare l’alcool e il fumo influiscono negativamente sul sesso (inficiando la buona circolazione del sangue e un sano metabolismo), il porno può rovinare il sesso. Quando colpisce il nostro immaginario.
Rifletti: perché guardiamo porno?
Domanda colossale a cui neppure provo a rispondere.
Una cosa è certa: guardiamo tanto porno quanto manchiamo di immaginazione.

Porno può incidere negativamente sul sesso

Non è solo colpa nostra. E’ tutta una società, un’intera civiltà che a un certo punto si scoprire erosa nel proprio immaginario. Non solo sessuale ma anche spirituale, politico e imprenditoriale, per esempio. E compensa questa mancanza con surrogati: porno, videogiochi, video-poker, Berlusconi, etc.
Guardiamo porno perché sessualmente la nostra immaginazione manca di mordente, di strutture solide interne, di colore, personaggi e trame.

L’immaginazione sessuale è…

… la nostra capacità di crearci un universo erotico interiore, popolato di visioni anche pericolose e ardite. Se non è stata allenata quando eravamo ancora bambini, se è stata trascurata o peggio ancora umiliata, l’immaginazione crescendo si distorce. Oppure diventa inutile, fiacca, non ce la fa a incidere.

L’immaginazione sessuale non coincide con la possibilità di collegarci a pornhub e di sognarci protagonisti. Di fantasticare scopate con la nostra compagna tettona del liceo o con la nonna. E’ la capacità di percepire dentro di noi emozioni sessuali straordinarie, vibrazioni speciali, che poi prendono forme contestuali differenti, anche difficili da esprimere con immagini realistiche, talvolta.

Ci sono donne che letteralmente si bagnano immaginandosi di correre in moto o in auto. Le donne di solito hanno più immaginazione, forse anche perché guardano meno porno. Possono masturbarsi fantasticando di galoppare su uno stallone alato verso l’orizzonte; godere distendendosi a pancia in su e, guardando le stelle, lasciandosi andare nel vuoto.
Immagino queste donne quando sono col loro uomo, guardarlo negli occhi e trasformarlo in quel cavallo, magari con uno sforzo immaginativo immane.

Conosco uomini, invece, che per rimanere eccitati quando scopano devono chiudere gli occhi e immaginare che la partner, la stessa che ha lavato gli ultimi vent’anni di calzini, abbia il culo di Belen o le tette di Mara Venier. Per carità, anche Mara Venier e Sandra Milo hanno strutturato l’immaginario di una generazione. Ma la capacità di eccitarsi con vere e proprie storie e atmosfere è andata via via sfumando nei decenni, guarda caso, a mano a mano che il nostro immaginario collettivo si è riempito di immagini “vuote”, di facile consumo.
Mi spiego.

È un po’ come il vino

Se offro un Amarone o un Merlot o un anonimo “vino della casa”, difficilmente un non-intenditore capisce la differenza. Sa distinguere se gli piace o no, ma non sa gustare quel vino quanto un esperto. Per l’esperto quel vino non è solo nel bicchiere, è soprattutto nel suo immaginario.
Se però io continuo a offrire al non-intenditore ogni volta la solita caraffa di vino contadino, egli non saprà mai quanto ricco sia il “gusto” del vino.

Porno può incidere negativamente sul sesso

Un intenditore dirà immediatamente se è ben strutturato o meno, perché ha imparato a gustare il vino portandolo su una dimensione superiore. Ma, soprattutto, nessun intenditore berrà mai più vini non strutturati, perché sono indigesti. Facili da fare, hanno un odore, un sapore ma ubriacano subito e alla fine non sono in grado di farci fare nessuna esperienza “complessa”. Sono solo alcol da ingoiare e dimenticare. Invece un buon vino non solo te lo gusti, ma lo ricordi. L’esperienza sensoriale che hai fatto ti rimane impressa.
Succede come una magia, come se in quei minuti di degustazione tutto ciò che c’era intorno, una donna, una musica, un arrosto, un
soffitto particolarmente affrescato, un paio di scarpe di una porcona seduta al tavolo affianco, tutto si infila in quel bicchiere e diventa parte integrante di quel ricordo, inzuppato nel vino, come quel tarallo del ‘93.

Ricordi, emozioni, vibrazioni

Sono possibili solamente se non ci trasformiamo in struzzi ingordi capaci di mangiare qualunque cosa ci diano in pasto. Ma diventiamo intenditori del sesso, del corpo delle donne, della loro specificità energetica, delle dee che contengono.
Nel porno tutto questo non c’è. Il porno è come un bicchiere di vino artigianale: senza storia, contenuto e forma, senza nessuna energia dentro. Un puro mezzo per stordirsi e passare il tempo. Spesso sprecarlo.

Quando poi facciamo l’amore, se non abbiamo un immaginario ben strutturato (proprio come il vino), non riusciamo a fissare niente, a vivere ciò che ci sta succedendo con quella stessa emozione.
Pensaci: che senso avrebbe guardare una finale dei mondiali completamente ubriaco? Se vuoi godertela devi esserci, anzi devi proprio immaginare che in campo ci sei “quasi tu”. Macchissenefrega di Roberto Baggio, quel rigore mi sentivo come se l’avessi dovuto battere io! Solo che è lui che l’ha sbagliato. Ma quella era una vera finale, e io non ero Roberto Baggio. Io avevo l’orale della maturità il giorno dopo…!! 🙂

Nel sesso ci sei tu e solo tu, col tuo immaginario

Lì dentro ci sono forze profonde che nel sesso emergono e rendono quell’esperienza piena di fascino e gusto, piena di invisibile. Perché devi immaginare un altro culo, se la tua compagna ha quel culo lì? Impara a vederlo in maniera diversa, vedrai che diventerà immensamente più attraente.
Se una dose sconsiderata di “porno del contadino” ti ha ubriacato di falsa realtà, allora non ti tirerà più. Il tuo cervello perde il
contatto con la realtà e ti costringe a “pensare” il sesso incollato a una sedia. Non ti permette, cieco, di vederti: “Oddìo! Ma quello sono io?”.

Sognare è bello, ma sognare troppo non ti rende un amante migliore. Immaginare non è sognare. E’ sentirsi di più se stessi, sentire la propria energia interiore ardere.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria rivolti agli uomini

Porno può incidere negativamente sul sesso