Come liberarsi dalla dipendenza da porno, di Luca Ferretto

Dipendenza da porno: come liberarsene

Sono stati proposti vari sistemi per liberarsi della dipendenza. Penso, per comparazione, alle campagne contro la dipendenza dal fumo. Un modo classico è quello di metterti in guardia sui danni devastanti a cui vai incontro. Potrei fare lo stesso, riguardo il porno
Potrei dirti che il porno danneggia la tua percezione del sesso e che, a lungo andare, ti sentirai sempre più staccato dal tuo corpo fino a diventare impotente. Onestamente non so se questo sia vero, ma sicuramente il porno ti allontana da una sensibilità realistica nei confronti del sesso, il che bene non ti fa.

come liberarsi dalla dipendenza da porno

In ogni caso, non credo che questo tipo di “spauracchio” possa essere efficace. Proprio come succede nel doping, sono troppo poche le evidenze di danni immediati, e i danni a lungo termine sono, per definizione, troppo lontani nel futuro.
Molti nemmeno ci credono.

Nel presente, allora, potrei dirti che il porno può mettere a serio rischio la tua relazione, farti apparire agli occhi degli altri molto meno energico. In effetti, parlando di persone che passano tutti i giorni ore davanti al video, la dipendenza da porno ti priva di energia vitale; di quella voglia di “uscire” a sperimentare la vita. Così non farai più sesso, te lo garantisco.
Ma anche questo “spauracchio” non funziona quasi mai.

Pornodipendenza: una deriva non solo personale ma anche sociale

A differenza di chi guarda un porno ogni tanto, il pornodipendente è immerso nella sua ossessione: non è più in grado di risalire la buca in cui sta tanto comodo e di sua spontanea volontà. Qualcosa dentro di lui, qualcosa di ancestrale, difenderà la sua dipendenza con la stessa ostinazione con cui un cane difende il suo osso spolpato. Non c’è niente da fare: non glielo tirerai mai via dai denti.

D’altronde con la pornografia dobbiamo imparare a convivere tutti. Non c’è nessuna legge, in nessun paese occidentale, che si stia orientando verso una diminuzione del materiale pornografico in rete. Solo verso l’accesso ai minori, e anche queste sono poco efficaci.
Così il pornodipendente finisce addirittura col percepire la sua “passione” come socialmente giustificata.
A differenza del passato in cui ci si vergognava di essere dei “segaioli”, oggi il porno è stato completamente “sdoganato”, non si teme più quel pubblico ludibrio che prima fungeva da deterrente.

Non ci rimane che adottare un metodo “smart” anche per la pornografia

Oggi siamo nell’epoca dello smart: la smart economy, la casa smart, la fidanzata smart. Magari la soluzione più efficace è quella anche di una pornografia “smart”! Un uso, cioè, che ne riduca la carica depressiva e limiti l’innesco passivo della dipendenza.
Questo metodo, che poi vale anche per il cibo, le relazioni, l’esercizio fisico e il tempo che dedichiamo ai figli, si basa sulla qualità.

La dipendenza da porno, “omeopaticamente”, si attenua con il porno stesso, ma porno di estrema qualità

Se ci pensi, non c’è molta differenza tra la dipendenza dal cibo spazzatura e la dipendenza da porno. Si tratta sempre di un buco da riempire, e che invece di essere riempito si allarga sempre di più. Perché il cibo spazzatura fondamentalmente non nutre, e quindi ti fa chiedere ancora e ancora di più cibo. “Merda” a buon mercato da consumare in fretta, dandoti solo l’illusione frutto di un’immagine pubblicitaria che, tra l’altro, rappresenta qualcosa di comunque irraggiungibile per te. Ti fa sentire importante, ma in realtà sei in una trappola.

La spazzatura ti viene proposta in un’offerta spropositata di materiale che allarga a dismisura le tua possibilità di scelta, ubriacandoti di stimoli.Mai, però, ricevi vero cibo o vere emozioni.

Per uscire dalla dipendenza hai bisogno di concretezza e di emozioni

Tutto questo significa qualità.
Pensa alla differenza tra un mobile antico, raffinato, solido, durevole, originale, speciale, “raccontabile”, e un mobile Ikea. Ecco, quella differenza è la qualità.
Alla fine, il sesso come il cibo ci devono emozionare grazie alla qualità. Per questo durerà e nutrirà la tua vita.

L’immaginario che genera il desiderio sessuale deve partire da noi

Non da una proposta esterna che vuole solo vendere.
Il godimento deve fissarsi nella memoria, in modo da saziare non solo l’appetito ma anche una dimensione molto più ampia di te che è quella della cura e della bellezza.

Come liberarsi dalla dipendenza da porno
© 2014 Ichiban Yada. Licensed under CC-BY

Il porno, se non rappresenta la bellezza del sesso, ti svuota e basta.
Guardare porno dovrebbe darti la sensazione che quel tipo di porno che hai scelto di vedere è superiore a tutto quello che la rete ti propina. A quel porno, come al buon cibo, dedicherai più tempo ma anche più spazio mentale.
Se chiedi a un pornodipendente se ricorda il porno che ha visto ieri, ti dirà sempre di no. Lui “mangia” senza pensare, eiacula senza volere.

La nostra ricetta è quella di selezionare il porno, cercare quello di altissima qualità

Può anche essere a pagamento, perché no?! Ma così si riduce quel senso di vuoto che la bassa qualità genera.
Nel tempo quel tipo di buon porno appagherà molto di più, e l’esperienza dell’attesa, della selezione, darà frutti insperati.
Passerai il tempo su film più lunghi e così diminuirai l’ossessione per la ricerca; otterrai più soddisfazione dalle emozioni.
Il porno può rimanere un “amico”, come succede per ogni passione, ma non deve mai ingrigire la tua realtà e farti da carceriere. Deve spingerti, anzi, a cercare il sesso vero, perché grazie alla qualità è in grado di rappresentarne la bellezza.
La bellezza non può generare dipendenza. Genera solamente desiderio. Sano desiderio.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria, in particolare quelli rivolti agli uomini

Alternative sane alla pornografia: quali sono?, di Luca Ferretto

La mentalità (da cambiare) che sta sotto l’attrazione per la pornografia

Qualche settimana fa ero alla più grande fiera d’Italia della moto, l’EICMA di Milano.
Anche se tu facessi il prete di lavoro, non potresti non sentirti ubriaco dopo una sola ora tra gli stand, tutti pieni di moto e pupe da capogiro.
Era pieno di queste giovanissime ragazze con le tette, il culo, le labbra, gli zigomi, forse anche le orecchie: tutto rifatto.
Non riuscivo a capire quanto contasse, per quella marea di uomini, fare la fila per farsi una foto con queste bambole di latex obbligate a rimanere sorridenti per ore, in posizioni scomodissime da pin-up, sopra le selle, culo in fuori e tette sporgenti. Tette enormi, nella maggior parte dei casi, gonfie come palloni.

Ma a me incuriosivano gli uomini.
Si fotografavano con più fiche possibili: ma a che scopo?
Quasi come bambini lasciati liberi in una pasticceria. Forse immagazzinavano immagini per masturbarsi, da usare all’occorrenza?
Sarebbero riusciti a ricordare la sensazione o il calore di quella donna che tenevano timidamente vicina, come chierichetti con la maestra bella?

Esistono davvero uomini che decidono di vivere una vita sessuale così, scopando le loro foto?

alternative sane alla pornografia

La pornografia non ti darà mai la soddisfazione sessuale

Mi sentivo sconsolato. Per aver visto non solo decine di donne-oggetto, ma migliaia di uomini orientati a un piacere così infimo.
Ora, non farai mai godere una donna se la consideri una bambola, perché la scoperai come se fosse una bambola e le bambole non godono – a meno che non abbiamo un cd all’interno con le urla registrate.
Come se mettessimo il rumore registrato di una harley a un triciclo. Ma dai!

Sapranno mai quegli uomini, mi chiedevo, cosa significa penetrare una vera donna, farla godere? Devono per forza usare (e sottolineo usare) delle bambole? O forse è perché quelle bambole sono gratis e questo li fa sentire meno invidiosi di chi le può spogliare e scopare veramente?

Io non mi farei mai una foto con la ragazza di un altro. Con una che si scopa un altro. E’come il porno: guardi due che si divertono in barba a te.
Mi chiedo: ma tu, donna, gliele dici queste cose ai tuoi uomini? Perché io li ho visti, coi cuoricini negli occhi, abbracciati a delle ragazzine gonfie come palloni. E tu? Quando fai sesso con questi qui, pensi che nella prossima vita avrai la rivincita?
Quanto ci vuole a dire a questi post-adolescenti che è tempo di imparare a far godere te, donna vera?

La prima alternativa deve essere una mentalità sessuale alternativa

Non capisco da cosa sia eccitata tutta questa gente.
A me non eccitano degli oggetti; a me eccitano il calore, la pulsazione, la vibrazione, l’anima di una donna.
Per questo ho voglia di farle godere: per nutrirmi del loro piacere.
Questi motociclisti di cosa si nutrivano? Che piacere si immaginavano di dare a queste donne?
Quando sentivo il motociclista rombare come un pazzo pensavo che avesse dei problemi sessuali. Pensavo che solo che uno tanto infelice poteva provare soddisfazione nel far sentire a tutto il quartiere quanto potente era la sua moto.
Io, onestamente, preferisco essere potente in un altro modo.
Scelte.

A un certo punto mi sono chiesto: cosa succederebbe se a questi qui togliessero il rumore delle loro moto?
Cosa rimarrebbe del loro strascico di mascolinità?
Tutta quella finzione e quell’esibizione di testosterone buttato al vento, voglio dire, non li fa sentire dei coglioni?
Poi me ne sono andato
Ho costeggiato gli stand, ho camminato per un po’ fino quasi all’uscita del capannone finché, eccolo!! un rombo pazzesco!! Sordo, profondo, il rumore perfetto!
C’era una moto diversa: era elettrica.
Ora, per chi non è un motociclista forse non fa tanta differenza il rumore, basta che corra. E la moto elettrica è potente. Ma il mondo della moto è in ansia vera, per l’avvento delle moto elettriche; sai perché? Perché non fanno rumore 😀

Come faranno a sgasarmi davanti casa per dirmi quanto (non) sono sessualmente potenti? 😀
Non urlano, non rombano, non ringhiano – silenziosissime.
Come una nonna con le pattine 😀

Mentre tu immagini come usare la donna-oggetto…

Subito ho cercato il nome di questa azienda commercialmente geniale, che esponeva questo portento di moto simulata come un
orgasmo simulato. Sai come si chiama? “Emula”.
Un nome straordinario che dice tutto della falsità in cui viviamo – e vivremo per sempre, se non facciamo qualcosa.
Questa azienda ha creato un dispositivo in grado di riprodurre artificialmente il suono della moto a cilindri, sebbene quella moto di fatto fosse muta. Praticamente, come se uno con la moto elettrica girasse con lo stereo dove ha registrato il rumore della moto di un altro (a benzina). Abbastanza simile al porno.

alternative sane alla pornografia

Al peggior porno, quello dove le donne non godono, non si bagnano e fingono. Dove si vede benissimo che fingono.
E tutti quegli uomini che ci si masturbano non danno nessuna importanza all’assoluta mancanza di eccitazione di quelle donne: basta che si muovano in coordinazione perfetta con la loro mano.
Io, se guardassi un film porno ora, immaginerei di far godere lei; mi farebbe incazzare sapere che finge. Ecco, ho l’impressione che alla maggioranza di questi uomini non sia mai interessato veramente se le loro donne godono o no; o forse, penso, sono addirittura convinti che godano perché glielo hanno detto loro.
Ma non è così.

Le donne non godono perché hanno le labbra rifatte o le tette di plastica; godono perché si lasciano andare, si fanno penetrare e hanno imparato a godere. Non c’è niente di più eccitante di una donna vera a suo agio col proprio corpo.
Ed è la prima cosa che dovremmo farci dire dalle donne, invece di cercare quelle che fingono, brevettate per farlo – perché sanno che ci piace.
Dovremmo farci dire se sappiamo farle godere, invece di desiderare donne robot con la voce registrata… invece di andare in giro a sgasare con la moto facendo vedere quello che non siamo.
Cerchiamo essere onesti: cominciamo a chiederci se facciamo veramente bene l’amore.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria, in particolare quelli rivolti agli uomini

Pornodipendenza e mascolinità, di Luca Ferretto

Lettera ai tuoi fans… Pornodipendenti? Sì, dalla mammina

Direi che ciò che più limita la virilità maschile, in tutti gli uomini, la causa ultima, è il ruolo disarmante che ancora svolge la “mammina” nelle loro vite.
Me ne accorgo con evidenza quando tentano in tutti i modi di contattare la mia compagna per farsi seguire in un percorso di Sex Coaching, ma solo ed esclusivamente da lei – mi raccomando, non sia mai, sono così speciali!!

Non sto parlando solamente dei furbi che pensano che Ilaria sia un surrogato sessuale gratuito, ma anche di quei poveretti che credono che solo una donna saprebbe comprendere i loro delicatissimi problemi con il sesso.
In altre parole, per farla breve, se hanno cazzi che non diventano duri, o se non riescono a trovarsi una donna decente, hanno ancora bisogno della mamma Ilaria che dica loro come fare.

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Problemi sessuali degli uomini

Quando i problemi sessuali derivano da traumi infantili, essi si manifestano sotto forma di terrore o perversione del desiderio. A chi è stato sessualmente traumatizzato il sesso non viene più naturale; risulta faticoso, soverchiante, schiacciante.
Però c’è una marea di uomini che traumi seri non ne ha mai avuti ma che, sessualmente, sono dei falliti. Allora chiamano Ilaria a tutte le ore del giorno e della notte sfruttando qualunque numero o indirizzo a loro disposizione, sperando che lei prima o dopo risponda.
Alcuni lo fanno anche per innumerevoli volte. Uno provò per tutta la notte, una volta. Chiamano soprattutto di notte, e di domenica.
Mi sono chiesto perché, e mi sono anche sentito in dovere di chiedere scusa in generale alle donne, se il nostro genere maschile ospita uomini di cotanto livello.
Immagino che siano migliaia, forse milioni…

In questo gruppo ci sono quelli che si ostinano a ribadire che è arrivato il momento di pretendere le donne con la D maiuscola. Che poi sarebbero le innumerevoli versioni della loro “mamma perfetta”, in tutte le salse. La loro mamma sempre lì a disposizione, per scusarli, capirli, incoraggiarli, coccolarli, proteggerli.
Ma veramente ci sono così tanti uomini a questo punto?

Oggi parliamo moto di stalking (giustamente, per carità), ma non ci siamo resi ancora conto della generale disfatta del maschile di fronte ai suoi sensi, alla sua natura e alle donne. Un fenomeno che sta a monte, molto prima dello stalking.
Insomma, dopo dieci anni di ubriacatura da viagra e porno, presto saremo invasi da un maschile impotente, sterile, pornodipendente… e violento.
Sempre più violento!

Differenze tra uomini e donne? Per me no

Il fatto è questo: non è una questione di ruoli.
Non si può più definire la differenza sessuale in termini di ruoli. Mano a mano che il mondo diventa sempre più intellettuale, non è più la forza fisica a determinare la divisione del lavoro.
Oggi il maschile e il femminile sono riconoscibili esclusivamente come una differenza fisica.
E solo così vanno vissuti. Il resto è superato: quello verso cui dobbiamo tornare è il nostro corpo.

Solo nel sesso oggi possiamo ancora continuare ad affermare la differenza. Lì siamo tenuti a farlo.
Una donna sente biologicamente il bisogno di essere penetrata e si bagna perché ciò avvenga; un uomo ha un pene che è progettato per indurirsi, rimanere duro e penetrare.
A meno che non ci siano a monte traumi che generino il terrore del sesso, il disagio sessuale di un uomo è un disagio solamente con la propria mascolinità, le donne non c’entrano nulla. E va risolto cambiando lo sguardo maschile sul maschile stesso.
Viceversa per le donne.

Consulenza sessuale

Questi uomini che la pensano diversamente e che chiedono la consulenza sessuale esclusivamente a una donna somigliano a un pilota amatoriale che, per riparare il suo piccolo aereo, chiedesse aiuto a un amico ingegnere edile.
La sessualità degli uomini è complessa e misteriosa come quella delle donne. Né più né meno.
E’ misteriosa perché ci sono forze senza tempo che agiscono dentro ognuno di noi. Per poterla esplorare ci vuole una vita di assiduo contatto con se stessi. Da uomo a uomo.

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“Masculine”, by Björn Bechstein

Come può una donna sapere cosa si sente ad avere un pene?
Allo stesso modo noi non sapremo mai cosa si prova ad avere una vagina, e nemmeno a partorire.
Ma avete mai visto una donna chiedere consiglio a un uomo sulla propria mancanza di desiderio? Scusami Carlo, ma secondo te come faccio a bagnarmi di più?

E’ incredibile, come continuo a vedere uomini che non si rassegnano e cercano ancora la donna-mamma o la donna-prostituta, invece di cercare una donna, solo una donna femmina, quando serve, e un uomo, un amico, un padre, quando serve lui.
No, non funziona così; ci deve essere sempre una mamma, un ciuccio, un buco, mai una femmina. E poi sono proprio questi uomini che vogliono mettere le donne al loro posto, senza saperne niente, in realtà… senza avere mai saputo quale sia il vero “posto” delle donne. Il loro posto mitico, la loro mitopoiesi. No, perché la loro mamma occupava e occupa ancora gran parte dello spazio.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria, in particolare quelli rivolti agli uomini

Tradimento: meglio perdonare o lasciar andare? Di Manola Tegon

Tradimento… e tutti i demoni insorgono urlanti dall’oscurità!

Ti avviso: questo articolo ti provocherà parecchio fastidio, probabilmente lo stesso che ha provocato in me lo scriverlo.
Perciò ti consiglio di leggerlo fino in fondo solamente se sei una persona dalla mentalità aperta, poco incline al giudizio e disposta a vedere le cose da punti di vista non convenzionali.
Uno, per esempio, è che quando avviene un tradimento c’è qualcosa che non va a livello sessuale… o che può andare meglio! (A proposito di questo, a breve partirà un nuovo gruppo di Sex Coaching su WhatsApp condotto da me; se ti interessa chiedimi i dettagli a  tegonmanola@gmail.com)

Ma torniamo a noi 🙂
Sicuramente sarai d’accordo con me sul fatto che il tradimento è uno dei comportamenti più difficili da accettare, da comprendere e perdonare.
Viene tradita la fiducia, il patto di lealtà che ogni giorno stringiamo con il partner, in un batti baleno, va a farsi fottere.
E sarai altrettanto d’accordo con me sul fatto che, spesso, condanniamo di più il tradimento quando ci troviamo dalla parte dei traditi.
Ma… quando siamo noi i traditori?

tradimento

Negli scomodissimi panni dei traditori

Probabilmente diventiamo bravissime a trovare tutte le giustificazioni per dire che non volevamo farlo, che siamo state spinte dalle circostanze, che vivevamo un momento di difficoltà… e chi più ne ha più ne metta.

Per capire, quindi, se nel tradimento sia meglio perdonare o lasciar andare, è indispensabile mettersi negli scomodissimi panni del traditore.

In una relazione d’amore sana, fatta di complicità e passione, sarà praticamente impossibile il tradimento. Per un semplice motivo: non gli sarà dato spazio. Il tradimento (che nello specifico si concretizza con l’arrivo di un terza persona nella coppia) si insinua quando tra i due viene lasciato lo spazio per entrare.
Anzi, ti dirò di più: colui che tradisce è il più “coraggioso”, nella coppia, perché agisce un comportamento che il tradito non è in grado di mettere in atto, ma di fatto entrambi hanno cospirato perché ciò accadesse, in qualche modo.

Il tradimento porta luce e chiarezza

In maniera brutale spesso, il tradimento ci mostra ciò che abbiamo tenuto nel buio per troppo tempo.

Quando tradiamo la persona che fino a quel momento pensavamo di amare, in verità abbiamo appena smesso di tradire noi stessi e ci stiamo dando l’occasione per tornare ad amare e provare piacere. Perché molto probabilmente era da un po’ che con il nostro partner non andava bene, ma ammetterlo ci faceva soffrire.

Lo so che in questo momento stai pensando: bella scusa per il traditore; e il tradito, cosa dovrebbe dire o fare?
E qui veniamo al titolo del nostro fastidioso articolo.
Il tradito dovrebbe perdonare il male subìto (è dura, eh, leggere queste parole? lo so, perché è difficile anche per me scriverle!), consapevole del fatto che, in fondo, anche lui a livello inconscio ha attirato questo tradimento.

“Semplicemente”, ognuno ha giocato il ruolo che era in grado di sostenere.
Il lasciar andare verrà da sé, perché è la naturale conseguenza del perdono.
Pure al traditore toccherà il perdono, e per certi versi forse quello più difficile: il perdono di se stesso, per liberarsi del senso di colpa che inevitabilmente lo attanaglierà.

L’inganno sulla fiducia: non va meritata

tradimento

L’inganno più grande che viviamo, e da cui deriva la difficoltà del perdonare un tradimento, è credere che la fiducia vada meritata.
Che si basi sui comportamenti dell’altro, che debba essere collegata dalla nostra volontà di sapere a chi vada concessa e a chi no, seguendo la ragione e non il cuore.

Di fatto non è così: la fiducia è un atteggiamento dettato dal cuore, è l’affidarsi a qualcosa che a livello mentale non si comprende ma che sappiamo essere la cosa più giusta e sana per noi, in quel momento.
Ti sono fedele perché sei esattamente ciò di cui la mia anima ha bisogno adesso, e non necessito di altro.
Ti sono fedele perché siamo alleati nel voler raggiungere gli stessi obiettivi.
La fedeltà salta quando già le nostre anime hanno preso strade diverse.
Riuscire a perdonare e lasciar andare un tradimento è il primo passo per aprirsi al miracolo di una nuova relazione, su una strada diversa e tutta da percorrere. E bada bene: potrebbe trattarsi anche con lo stesso partner che ti ha tradito!

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria e, occasionalmente, il corso online di Sex Coaching di gruppo che facciamo tramite chat, su WhatsApp. Se questo articolo ti ha appassionato, forse è quello di cui hai più bisogno! Scrivimi a tegonmanola@gmail.com per saperne di più 🙂 

Come capire se sei dipendente dal porno, di Luca Ferretto

Porno-dipendenza: vediamoci più chiaro

La porno-dipendenza, come tutte le dipendenze, deriva da un disagio profondo, cui spesso ci abituiamo come ci abituiamo all’umidità che poco alla volta penetra nelle pareti di casa. All’inizio non vediamo nemmeno la macchia. Non è poi così grave, ci diciamo. Poi la muffa diventa parte dell’abitazione stessa e ci convinciamo di non poterci fare nulla. E’ un problema comune, non sarà mica il caso di farne un dramma, no? Ok.
Poi iniziano i reumatismi, e allora iniziamo a capire qual è il prezzo reale della nostra pigrizia.

Sarà un altro l’articolo in cui parlerò più nel dettaglio di quale sia il prezzo della dipendenza da porno.
Qui mi voglio concentrare, più che altro, sul come riconoscerla.

come capire se sei dipendente dal porno

Come riconoscere la porno-dipendenza, quando a soffrirne sei tu

Un porno-dipendente, come un tossico-dipendente e un tele-dipenente, si nutre ossessivamente dell’oggetto della sua dipendenza.
Non sei un porno-dipendente, se guardi una ventina di minuti di porno alla settimana. Non lo sei, se qualche volta torni dal lavoro e ti masturbi un po’ davanti a un video. Al contrario, sei porno-dipendente, se ti masturbi tanto, ma tanto!, e solo guardando film porno.

Tanto significa ore. Talmente tanto che non c’è più spazio per un hobby; tanto che ci ritardi la cena apposta o magari la salti, addirittura; tanto che passi tutto il tempo al lavoro aspettando di tornare a casa per guardare porno.

Sei dipendente se scarichi porno e ne accumuli giga senza nemmeno guardarlo, semplicemente per avere la certezza che, all’occorrenza, i tuoi amati video saranno lì, ad aspettarti. E sei geloso del tuo porno, come un bambino con i suoi giocattoli.
Sei porno-dipendente soprattutto se, nonostante tu abbia già accumulato montagne di video, ne vorrai scaricare ancora. Se una sera vuoi guardarti un bel film, ma poco prima di iniziare ti proponi un “aperitivo” di qualche minuto su Pornhub, e alla fine ci passi due ore, senza mai arrivare a guardare il film che ti eri promesso.

Porno-dipendente in un rapporto di coppia

Se sei in una relazione di coppia, sei porno-dipendente se ogni giorno cerchi l’occasione, quando la tua donna non è in casa, per collegarti a Internet e non vedi l’ora che lei esca per saltare qua e là su vari video.

Ci sono 3 livelli di porno-dipendenza:

  1. quando ti piace,
  2. quando non ti piace più,
  3. e quando mette a serio rischio la tua vita materiale e quella altrui – quando, cioè, preferisci perdere il lavoro o divorziare, piuttosto che rinunciare al porno, o non vai a prendere i tuoi figli a scuola per poterne guardare ancora e ancora.

I 3 livelli della porno-dipendenza

Di solito il dipendente dal porno, al primo stadio, giustifica la dipendenza. In questo caso non è tanto la quantità a caratterizzare la dipendenza effettiva, ma l’ossessione. Se sei a questo livello, il porno ti sembrerà qualcosa di entusiasmante, di molto più interessante rispetto al poco sesso che ti offre la vita quotidiana.
Al secondo stadio di dipendenza, diversamente, la quantità di porno visto o scaricato è determinante per stabilire la gravità del tuo condizionamento: ti metti di fronte allo schermo e non ti basta mai. Così diventi sempre più bravo a tardare l’eiaculazione, penetri nei meandri della rete, scopri film che pensavi introvabili, e alla fine magari nemmeno eiaculi; e se lo fai, non provi neppure un gran che di piacere. E ti chiedi sempre, dopo: “Ne valeva la pena?”. Ma già sai che, dopo poche ore, il bisogno tornerà a chiamarti e sarà ancora più accattivante di prima.

come capire se sei dipendente dal porno
Ph. by GastroyPolitica By FB

Sei uno schiavo e ti senti uno schiavo.
Al terzo stadio, invece, guardi film porno solamente aspettando che arrivi la catastrofe imminente. Rinunci a tutto il possibile per essere lasciato in pace, ti consoli di porno come un senzatetto si scola litri di vino in scatola fino a che non succede l’inverosimile. Ti licenziano dal lavoro, o tua moglie ti lascia e si porta via i tuoi figli.

L’aspetto spirituale e la speranza alla fine del tunnel

Da un punto di vista spirituale, che è quello che trattiamo specificatamente noi con la nostra tipologia di coaching, la porno-dipendenza è una crisi mistica che prende delle sembianze specificatamente sessuali. E’ una richiesta di aiuto gridata forte e chiaro, in fondo, ma di fatto si inizia a ricevere questo aiuto nel momento in cui ci si attiva in questo preciso senso. Essendo adulti, né bambini né adolescenti, difficilmente incontreremo un altro adulto che tenterà di convincerci a farci aiutare; probabile che diversi nostri amici o parenti vorrebbero farlo, eccome, ma o perché, superata una certa età, viene vista come un’intromissione, o perché non hanno le competenze giuste per rendersi veramente utili, la maggior parte lasciano stare.
In attesa che la richiesta d’aiuto arrivi chiara e palese.

Personalmente, dopo esserne uscito, mi è sembrato doveroso creare un percorso di Sex Coaching per aiutare gli uomini a fare altrettanto.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria, in particolare quelli rivolti agli uomini

Fare sesso con il ciclo mestruale: cosa sapere

Fare sesso con il ciclo: le implicazioni spirituali

Come sappiamo, ogni avvenimento spirituale ha un corrispettivo con un avvenimento nel corpo, e viceversa. Quando noi donne abbiamo il ciclo, per esempio, a livello psico-fisico viviamo sempre una rinascita, un rinnovamento: cose vecchie si sgretolano e sorgono nuove possibilità.
E’ un momento delicato e particolare, quindi, a livello sessuale, molto più degli altri 3 che attraversiamo durante i nostri 28 giorni:

  1. vergine,
  2. madre
  3. e incantatrice.

Nella tradizione spirituale, infatti, i giorni del ciclo mestruale si chiamano “fase della strega”.

fare sesso con il ciclo mestruale

Ora, anche solo a intuito, è ovvio che è più facile fare sesso con una vergine, una madre e un’incantatrice, che con una strega; giusto? E il motivo è semplice: la strega è “cattiva”.
Non cattiva come nelle fiabe per i bambini o nei pregiudizi degli ignoranti: la strega non è necessariamente una donna che vuole fare del male. Ma nel senso che è una persona a contatto con dinamiche estremamente profonde, oscure, misteriose, difficili da capire, digerire e gestire. Per lei stessa e anche per tutti coloro con cui lei ha a che fare.

Se ci aggiungiamo il fatto che anche il rapporto sessuale è, di per sé, una situazione che comporta dinamiche estremamente profonde, oscure, misteriose, e difficili da capire, digerire e gestire, ci risulta subito chiaro con cosa abbiamo a che fare.

L’uomo, la donna e il sangue mestruale

Altro punto imprescindibile, nel considerare l’eventualità di fare sesso con il ciclo mestruale, è il rapporto con il sangue. In linea di massima, noi donne dovremmo avere più familiarità con questo elemento della terra, proprio perché ci entriamo in contatto ogni mese, per diversi giorni.
Tutte, però, sappiamo che nella realtà non è così: moltissime donne non hanno per niente un buon rapporto con il proprio ciclo mestruale, né tanto meno con il fatto stesso di sanguinare.

L’uomo idem: ci sono uomini che si sentono assolutamente a proprio agio con il sangue mestruale, sotto tutti i punti di vista (vista, odore, sapore, tutto), ma ce ne sono anche tanti che si sentono totalmente inorriditi di fronte a esso.

Se già la donna prova un disagio così forte rispetto a una cosa che riguarda il proprio corpo, questo è un grande problema per il sesso. Per se stessa e perché non riesce a mettere a proprio agio l’uomo. In più, se quest’ultimo rifiuta il sangue mestruale, in linea di massima è meglio lasciar stesare il sesso nei giorni del ciclo.

Ciò non toglie che, se invece entrambi si sentono sereni, modificando un po’ il rapporto in termini di organizzazione, posizioni e modalità di penetrazione, fare sesso con il ciclo mestruale può essere un’esperienza straordinaria!

Un’unione col sangue

Tutti abbiamo presenti quei classici film ambientati nei college americani dove, a un certo punto, due amici o fidanzati che vogliono suggellare la loro unione si tagliano il palmo della mano e fanno amalgamare il sangue.
Ecco, fare sesso con il ciclo mestruale, energeticamente, somiglia un po’ a quella circostanza: non si fa davvero amalgamare il sangue con quello dell’altro, ovviamente, anche perché potrebbe essere pericoloso per la salute. Però si condivide il proprio sangue con l’altro. E questo lega tantissimo.

Per una donna, inoltre, sentire di essere accettata e amata anche per il proprio lato strega è un grande dono. Molte non riescono a integrare questa parte della propria identità, così come tanti uomini non sono in grado di apprezzarla, di abbracciarla, di vederne il fascino e la bellezza.
Nei miei percorsi di Sex Coaching con le donne è certamente uno dei fulcri. Anche perché pure l’archetipo della prostituta, presente in ognuna di noi, fa un po’ parte della nostra identità da streghe; e la maggior parte delle donne fa un percorso di Sex Coaching con me per farsi aiutare proprio in questo senso.

fare sesso con il ciclo mestruale

Per concludere, fare sesso con il ciclo mestruale è di certo un’esperienza che consiglio, per

  • esplorare la propria sessualità da streghe,
  • condividere anche questo lato della propria identità nel gioco dell’amore,
  • e per legarsi con l’altro a un livello di carnalità che niente come il sangue permette.

Ma attenzione: solo con una persona che, per varie ragioni, ha un valore particolare.

Ilaria Cusano

Sesso orale: come superare i tabù

sesso orale

Come superare i tabù nel sesso orale

Mi rivolgo alle donne perché sono soprattutto loro, per quel che può risultare a me, prede di tali pregiudizi. Gli uomini, per quanto ne so, ne hanno uno solo: lei non lo fa a me, quindi io non lo faccio a lei. Oppure non lo praticano se è la partner a dire loro che non prova piacere. Il che è sacrosanto, ci mancherebbe.

In questo articolo ci concentriamo su quelle situazioni in cui la donna potrebbe e forse vorrebbe praticare sesso orale, ma ha una cultura talmente tanto negativa al riguardo che o non lo prende nemmeno in considerazione, oppure non riesce a capire se l’esperienza la eccita o no. La propria mente razionale pone una vera e propria censura, e la persona non è in grado di sentire cosa “dicono” i genitali riguardo al sesso orale.

I problemi più diffusi tra le donne col sesso orale

Prima di mettere a fuoco le soluzioni, dobbiamo individuare i problemi.
Fondamentalmente sono due quelli che, dal punto di vista statistico, hanno un peso rilevante.

  1. Non è una cosa da fidanzate o mogli, ma da prostitute.
  2. Mi fa schifo.

Ci sono anche altri pregiudizi tra le donne, sul sesso orale, ma non voglio ingigantire la questione; questi due, secondo me, sono gli unici davvero seri da affrontare e risolvere.

Il sesso orale lo chieda alle puttane

Questo ha a che fare con una concezione dei ruoli affettivi, tutti da ridefinire.
In passato, in verità, funzionava proprio come mette in luce il pregiudizio: le fidanzate e le mogli accompagnavano gli uomini in Chiesa la domenica, rassettavano la casa e “davano loro” dei figli. Passione, piacere e amore vero, invece, abitavano fuori casa: da amanti e prostitute. Aveva anche senso, dunque, che un atto di devozione grande quale è il sesso orale riguardasse le relazioni extra-coniugali. Tutto ciò che ci si aspettava dalla compagna ufficiale era l’espletamento di quello che, non a caso, veniva chiamato “dovere coniugale”.

Perché è importante superare questo pregiudizio?
Perché nessuna partner, al giorno d’oggi, vorrebbe essere considerata come appena descritto. Allora bisogna saper dimostrare al proprio uomo che non solo si è in grado di compiere verso di lui tutti quei gesti sessuali di vero amore e devozione; ma bisogna anche farlo con reale piacere. Altrimenti, è molto semplice, per lui sarà chiaro che non è un sentimento sincero a motivare la donna alla relazione, ma un altro genere di interesse.

sesso orale

Un pompino? Che schifo!

Provare disgusto nei confronti del sesso orale è un problema più profondo del primo, che va affrontato con un sessuologo. Essendo le mie competenze diverse da quelle di uno psicologo, mi limiterò a dire il motivo per cui è quest’ultimo il professionista a cui rivolgersi per porre fine a un dramma.

Già, perché proprio di un dramma si tratta!
Come si fa a provare disgusto verso le parti intime di tutti gli uomini? Verso quei genitali grazie ai quali, per un miracolo davanti al quale non smetteremo mai di commuoverci, si genera nuova vita?
E’ evidente che si è vittime di un conflitto molto serio e radicale col genere maschile, col potere creativo e sessuale degli uomini; solitamente, sotto a blocchi psicologici così grandi, c’è almeno un trauma irrisolto. Il problema sessuale, quindi, in questo caso è il sintomo, un campanello d’allarme prezioso che può essere colto come l’opportunità per prendersi cura di qualcosa di importante rimasto in sospeso, magari da lungo tempo.

Come risolvere i problemi col sesso orale

Per quanto riguarda la sensazione di schifo che molte donne provano nei confronti dei genitali maschili, ripeto, il mio invito è di rivolgersi a un sessuologo. Io, in tutti i casi, non sono disponibile ad aiutare chi ha questo problema, la cui risoluzione va al di là delle mie competenze.

Il primo, invece, che ha a che fare più con ruoli sociali, credenze e pregiudizi, può iniziare a essere affrontato facendo leva sulla sostituzione di vecchi schemi di pensiero con altri, più nuovi ed coerenti coi modi attuali di approcciarsi alle relazioni amorose.
Farò una lista di credenze potenzianti che possono essere utilizzate come base di partenza per rinnovare la propria mentalità sul sesso orale.

  • Il sesso orale è un immenso atto di amore e devozione verso il mio uomo.
  • Faccio un regalo gigante al (mio) uomo, rendendomi disponibile a praticare il sesso orale.
  • Posso imparare tantissime cose preziose, sul (mio) uomo, scoprendo come dargli piacere attraverso il sesso orale.
  • Tenere il pene in mano e in bocca mi dà un grande senso di ebbrezza e potere.
  • L’uomo mi dimostra grandissima fiducia, facendomi mettere nelle mie mani e addirittura nella mia bocca, dove ci sono i denti, una delle parti del proprio corpo a cui tiene di più.
sesso orale

E’ chiaro che si tratta solo di un punto di partenza; ma, rielaborando queste credenze per avvicinarle al proprio linguaggio e sistema di pensiero, si può cominciare a ottenere dei risultati concreti. Nel caso in cui i problemi persistano o si risolvano solo in minima parte, invece, l’invito è a contattarmi personalmente fornendomi più dettagli possibili sulla situazione, perché è segno che serve un percorso di Sex Coaching mirato, individuale.
L’indirizzo email a cui scrivermi è ilaria.cusano@gmail.com
Sarà mia cura valutare la situazione specifica ed elaborare e spedire una proposta personalizzata.

Ilaria Cusano

Sesso telefonico, come può aiutare la coppia

Sexting e voce: le mie esperienze

sesso telefonico

Mi sembra assurdo il fatto che proprio io sto scrivendo un articolo sul sesso telefonico, il sexting e gli audio erotici. Ricordo solo pochi anni fa, quando niente mi sembrava neanche lontanamente equiparabile alla vicinanza fisica, al contatto tra i corpi…
Effettivamente, questi ultimi restano gli unici capaci di darci quel nutrimento affettivo di cui abbiamo bisogno e che cerchiamo nella sessualitá. Eppure non c’è solo il nutrimento affettivo, nella sessualitá: non è l’unico anelito che ci spinge a fare sesso. Ce ne sono almeno altri due, altrettanto potenti e significativi, che meritano di essere riconosciuti.
Parlo dell’ardore del desiderio e della speranza delle fantasie erotiche.

Sexting: coltivare l’ardore del desiderio

L’ardore del desiderio, in veritá, si alimenta piú di distanza che di vicinanza; cresce piú nel vuoto, nell’assenza, nella mancanza che promette di esser riempita, che nella perenne disponibilitá e costante presenza.

Tutti abbiamo bisogno di sicurezze e di conferme, nell’amore, ma a ben vedere l’attrazione sessuale si intensifica maggiormente quando ci si allontana un po’. Ci ricordiamo quanto stiamo bene con l’altro, magari quanto lo amiamo, anche, e il desiderio rinasce e si rinnova, donandoci proprio nel paradosso e nella contraddizione la stabilitá che cercavamo.
Nessuno che ci stia troppo addosso e sempre, a lungo andare, ci risulta attraente. Tutt’altro…

Il sexting è favoloso perchè ci permette di mantenere quel minimo di connessione che ci dá sicurezza, consentendoci, però, il fremito della distanza. Ci allontaniamo piú serenamente perchè sappiamo che, scrivendoci, possiamo tenerci un minimo in contatto. Ma di fatto siamo lontani e, tra le mille altre cose che il vuoto regala, l’altro non sa niente di quel che noi facciamo e noi non sappiamo niente di quel che fa lui.

Complice il mistero, forte la spinta di voler sempre testare se l’altro resta agganciato, l’intraprendenza erotica tende a scaldarsi. Le parole sono il nostro unico mezzo e, quando desideriamo con ardore l’altro, troviamo di sicuro il modo di usarle per tenerci collegati.

Il sexting, fra l’altro, offre interessantissime opportunitá di sviluppare un proprio linguaggio erotico, fatto di parole e di emoticon, ma anche di foto, immagini e silenzi.

Voce e audio erotici

Solo una volta ho fatto sesso al telefono. Mi è piaciuto, ma devo dire che ciò che mi ha piú entusiasmata sono gli audio erotici.

sesso telefonico

Ne ho creati di vario tipo, nel tempo. Alcuni erano trasposizioni di racconti erotici che avevo scritto. Altri, la condivisione delle fantasie che mi facevo, masturbandomi pensando alla persona a cui inviavo l’audio – autoerotismo in diretta. Altri ancora, normali messaggi ma detti con una voce sexy, appositamente per eccitare.

Anche in questo caso, la parte creativa relativa alla scoperta del mio linguaggio erotico mi coinvolge e mi appassiona. Ma, in piú, c’è la condivisione di tutto l’universo delle fantasie erotiche, che per la coppia è una vera manna dal cielo.
Come le immagini sessuali interiori sanno vivificare il desiderio, la passione e l’attrazione sessuale in una coppia è strabiliante! Anche delle cose apparentemente semplici possono avere un effetto potentissimo e inaspettato!
In fondo, quando due persone vivono una storia d’amore, tra loro c’è un collegamento profondo anche a livello di immaginario sessuale. Ed è un mistero tutto da scoprire.

Non occorre nè sforzarsi nè “diventare bravi”; è tutto lí, nella nostra vera natura, e ci è sempre stato. Basta essere noi stessi appieno e manifestare con trasparenza ció che abbiamo dentro. L’altro impazzirà di piacere, e di gioia 🙂

Ilaria Cusano

PS. Se vuoi un Sex Coach che ti guidi nel migliorare o potenziare la tua carica erotica, capacità seduttiva e potenza sessuale, scrivimi a ilaria.cusano@gmail.com Mandami una mail motivazionale, scrivimi cosa ti muove:
– qual è il problema e/o quali sono gli obiettivi per cui vuoi farti supportare da un Sex Coach;
– se hai giá provato a muoverti in qualche modo, per risolverlo/raggiungerli;
– in cosa ti senti forte e capace e su cosa, invece, hai bisogno di un aiuto.
Se possiamo esserti utili, ben volentieri! Ti dirò come 🙂

Kamasutra, 5 posizioni da provare

Kamasutra: uno dei più antichi compendi di arte amatoria

Tantra, Kamasutra, Taoismo, sciamanesimo peruviano: tutti saperi antichissimi che, negli ultimi anni, vengono ripresi in quanto integri. Sono pochissime, infatti, le tradizioni spirituali che hanno preservato, nella loro trasmissione attraverso i secoli, anche la parte sessuale. Nella maggior parte delle culture, i soliti moralisti repressi e manipolatori di masse, hanno pensato bene di tenere questa parte solo per sé, nascondendola ai più; per paura, per ignoranza, per dei giochi di potere.
Oggi è diverso: oggi chi vuole può appropriarsi della conoscenza. Anche della sua parte più profonda, cioè quella relativa a sessualità e amore.

In questo articolo spiegherò brevemente come sperimentare 5 posizioni del kamasutra e accennerò anche a qualche perché.

Contemplare e adorare la vagina

Pratiche importantissime, in cui la donna ricorda il miracolo immenso che è e l’uomo lo onora, sottomettendosi a una forza più grande a cui la donna si deve sottomette per natura, attraverso il ciclo e il parto, e l’uomo per scelta… almeno in apparenza, nella sua percezione.
Basta lasciare che l’uomo guardi, assorto e rapito, la bellezza della vagina aperta. Questo crea una connessione bellissima, anche spirituale e trascendentale e non solo emotiva e fisica.

Masturbarsi, lasciandosi guardare

KamaSutra

Spesso sentiamo parlare del guardare e farsi guardare quasi come fossero dei capricci degli uomini. E purtroppo molte persone si vergognano del proprio corpo.
E’ importantissimo superare questi complessi e pregiudizi: guardare e farsi guardare sono forme di contemplazione e adorazione che stanno alla base dell’arte amatoria. Si vede la bellezza dell’altro, la si rinoscere e omaggia. E’ importantissimo saperlo fare, e saperlo lasciar fare all’altro.
Nell’auto-erotismo questa pratica raggiunge la sua esaltazione massima, con grande godimento da parte di entrambi.

Lasciarsi guidare dall’uomo, mantenendo la propria forza

KamaSutra

Qui la donna è in posizione statica, ma forte, perché deve restare ben aperta e stabile, tenendosi la gamba da sotto la coscia, mentre l’uomo assume la posa più dinamica. E’ lui, qui, che si muove, che crea. Il fatto di essere messo di lato gli dà sia più possibilità di movimento, sia l’occasione di far arrivare il suo pene in più punti della vagina, potendola così stimolare in varie zone.
Si supera il classico stare sotto o sopra, e si sperimenta più che altro una forma creativa e dinamica, insieme.

Convogliare l’energia sessuale

KamaSutra

Questa posizione è la meno facile da fare. Richiede forza e radicamento da parte di entrambi, e una notevole capacità di concetrazione. In compenso, basta tenerla anche meno di un minuto per far sì che la potenza sessuale che si sprigiona con la penetrazione metta radici a terra.
Tanto la donna quanto l’uomo, qui, piantano i piedi e continuano a far salire il godimento, mentre la corrente di energia sessuale, però, finalmente inizia anche a scendere, contemporaneamente.

Creare un circuito di energia d’amore

Una volta attivati tanto i piani alti verso la testa quanto i piani bassi fino ai piedi, le due correnti di energia sessuale ascensionale e discensionale possono scorrere liberamente. E’ questo flusso che trasporta il godimento e l’estasi sessuale in ogni luogo del nostro corpo, facendoci contemporaneamente sprofondare e volare.
Allora ci si può mettere in questa semplicissima posizione per sentir circolare l’energia nei propri due corpi uniti, in questo misterioso nuovo luogo che magicamente nasce da un amore

Ilaria Cusano

Autoerotismo, benefici per il corpo e la psiche

Autoerotismo: quanto e come fa bene

Madonna Santa! Non è possibile non masturbarsi!

autoerotismo benefici

Sono scioccata dal continuare a incontrare gente che non si masturba o, addirittura, gente che non si è mai masturbata fino a 30 anni, magari.
L’autoerotismo deve essere una sana abitudine, una cosa di routine, un’azione regolare e continuativa.

Tutte queste persone che non si masturbano sono indice di un problema immenso, non solo per se stesse ma anche sociale: solo una persona che conosce il proprio piacere può amare. E una persona che non sa amare cosa rappresenta per la societá? Lascio rispondere te.

L’autoerotismo fa bene tanto al corpo quanto alla mente, che sono la stessa cosa, in mille modi:

  1. ci permette, come accennavo, di conoscere il piacere, che è la base dell’amore;
  2. e di farlo in maniera fisica, cioè la piú vera, naturale e concreta di tutte.
  3. Ci regala dei momenti di contatto e intimitá con noi stessi che nessun libro, viaggio o film potranno mai eguagliare: la profonditá della masturbazione non è nemmeno paragonabile alle esperienze ludiche o intellettuali.
  4. Ci fa rilassare e ritrovare la pace; ci fa scaricare tensioni e stress senza dover usare un essere umano a questi scopi. Le persone non sono sex toys o bambole gonfiabili; sono esseri umani, e nessuno è felice quando qualcun altro lo usa per sciogliersi e sfogare lo stress. Farlo masturbandoci, invece, è perfetto sotto tutti i punti di vista.
  5. L’autoerotismo ci fa conoscere la fiamma del nostro desiderio: la passione, l’ardore, i sogni e le fantasie che animano il nostro immaginario… specchio del nostro inconscio, della nostra identitá piú antica e profonda.

In Beyond Tantra, all’autoerotismo sará dedicato Maggio

Nella nostra area privata di Sex Coaching, il prossimo mese ci concentreremo proprio sulla masturbazione. Masturbazione che possiamo godere da soli, insieme a qualcun altro durante il sesso o anche semplicemente toccandoci in contemporanea.

Quanti tabú e quanta inabilità, ancora, sono racchiusi proprio dentro a questo cofanetto dell’autoerotismo. Tabú e inabilitá che si riversano, in tutti i loro effetti nocivi, direttamente nell’affettivitá. Perchè in realtá questa riguardano; la sessualitá ne è solo una trasparentissima cartina di tornasole.

autoerotismo benefici

Autoerotismo come autoformazione

Molte persone sono affascinate e interessate dal mondo del coaching e della crescita personale. Non essendo dei professionisti ma solo dei curiosi, tuttavia, non riconoscono il punto finale, la propria stessa direzione: riconnettersi con la propria autoritá interiore, con quel saggio, forte e tenace mentore che dimora in ognuno di noi.

Un lato dell’identitá importantissimo, ma purtroppo assai scoraggiato dall’educazione e dalla pressione sociale, attualmente.
Ragion per cui la maggior parte delle persone non sa nemmeno di averlo, e spesso senza accorgersene delega la propria autoritá su di sè e sul proprio benessere a qualcun altro: un medico, un partner, un insegnante di qualcosa, e via dicendo.

Nella sessualitá e in particolare nell’autoerotismo, invece, questa guida interiore emerge con una potenza e una chiarezza impressionanti.
Ci ricorda chi siamo; fa luce su cosa ci accende e ci fa emozionare; ci aiuta a mettere a fuoco dove stiamo andando.
Non sono decisioni razionali: sono scelte profonde e inconsce che, tuttavia, lasciano delle impressioni nel subconscio. Tali tracce emergono perfettamente, mentre ci masturbiamo. Magari non le afferriamo immediatemente, non le capiamo con la razionalità; ma per lo meno le “vediamo”, che è la cosa che conta di più.

Per approfondire questi temi e, soprattutto, per farne esperienza concreta guidato/a da noi, ti invito a partecipare a Beyond Tantra per il mese di maggio.

Ilaria Cusano