Come vivere il presente, qui e ora: guida, di Manola Tegon

Il mitico presente: Qui e Ora

Oggi vorrei parlarti di uno dei mantra che spopola di più nel web:

Vivi il qui e ora

e darti alcuni consigli su come metterlo in pratica nella vita di tutti i giorni, mettendo in luce cosa non è il vivere qui e ora.

vivere il presente qui e ora

Il qui e ora: il tormentone del momento

Vivi il qui e ora! dicevamo, è sicuramente uno dei mantra che sentiamo ripetere più spesso in questi tempi attuali, dove corsi di Life Coaching, crescita personale e motivazionale ci vengono proposti in ogni salsa. Spesso, però, tutti questi discorsi e stimoli ci lasciano ben poco di pratico sul “cosa possiamo fare” per migliorare le nostre vite: mille slogan che difficilmente riusciamo a mettere in pratica nella quotidianità, con il rischio, a volte, di fraintenderne anche il vero significato.

Non ti nascondo che la la prima volta che mi è stato detto di vivere nel qui e ora, ho provato un senso di fastidio.
Mi sembrava una bella scusa per poter prendere la vita in maniera superficiale, privandola di qualsiasi scopo, stando concentrati solo su ciò che accadeva nel momento presente.
Se per vivere bene devo vivere nel qui e ora, cosa mi importa di quello che è stato? Posso semplicemente dimenticare!
Perché dovrei pensare al futuro, programmare, fissare degli obiettivi? Non sono necessari perché basta che mi vivo il qui e ora!
Sono bastati pochi giorni per rendermi conto che qualcosa non andava.

Paradossalmente, seguendo l’approccio del qui e ora la mia vita non migliorava…anzi!
Il rimpianto per situazioni passate in cui mi sembrava di aver vissuto tempi migliori cresceva, e soprattutto la mancanza di una programmazione, del capire dove volevo andare e cosa volevo raggiungere mi teneva in un presente pieno di confusione e inconcludente.
Allora mi sono fermata a riflettere. Mi sono presa del tempo per capire, e ho realizzato che avevo travisato tutto.
Facendo chiarezza dentro di me, ho trovato la chiave per vivere davvero un qui e ora appagante (a tal punto che ho deciso di tatuarmelo sul polso sinistro al posto dell’orologio!), e che mi va di condividere con te.

Per vivere il qui è ora è molto importante onorare le tue esperienze passate

Quelle positive e quelle negative.
La persona che sei oggi è esattamente la somma di tutto ciò che hai vissuto, e il tuo passato è lì non per farti rimpiangere i tempi andati, ma per mostrarti le lezioni che hai imparato fino a oggi. Il tuo passato è come una vecchia libreria, dove sono riposti tutti i libri che racchiudono ogni tua esperienza: al bisogno, puoi andare a sfogliarli per vedere come ti eri comportata quella volta, e magari scoprire che non serve aver paura, perché avevi già affrontato quella situazione ed egregiamente, oppure capire che questa volta hai l’occasione per fare di meglio.

La seconda cosa importante per vivere il qui e ora è programmare

Lo avresti mai detto? Ebbene sì! E’ un’attività fondamentale!
Chiarire quali sono i tuoi obiettivi di vita personali e di coppia è essenziale perché tu possa vivere un presente sereno. Solo se sai dove vuoi andare e con chi, con quali strumenti e in che tempi, potrai davvero goderti il momento presente.
La tua mente deve essere serena e sgombra da pensieri, per potersi godere il tramonto sul mare con la persona che ami, il pomeriggio di giochi con il tuo bambino, il concerto con i tuoi amici! Se la tua mente è impegnata di continuo a porsi domande, come può godere del momento presente?

vivere il presente qui e ora

Una filosofia di vita da applicare con disciplina

Come vedi, saper vivere il qui e ora è una vera e propria filosofia di vita che va applicata con disciplina.
All’inizio potrà sembrarti anche parecchio faticosa; per questo ti consiglio di fare un esercizio.
Ti serviranno un foglio, dei colori e un’agenda.
Con il foglio e i colori, disegna la tua libreria del passato: scegli tu se catalogarla per anni, esperienze, fasce d’età, e tienila in un posto a portata di mano, se vuoi anche visibile. Darai così alla tua mente il pensiero che il tuo passato è archiviato e in ordine, disponibile ogni qualvolta che sentirai il desiderio di consultarlo.
Nell’agenda, invece, comincia a programmare da qui a un anno almeno ciò che vuoi fare (un viaggio, cambiare lavoro, raggiungere il tuo peso forma, trovare un compagno) e, se sei in coppia, fai anche un’agenda di obiettivi comuni.

Questo ti aiuterà a mettere in atto le azioni quotidiane per raggiungere i tuoi obiettivi.
La nostra mente è eccezionale: nel momento in cui le viene detto dove bisogna andare, trova tutte le soluzioni per raggiungere la destinazione. E, nel frattempo, tu potrai goderti il qui e ora, guardandoti un bel tramonto sul mare 🙂

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla

Il successo personale di cui nessuno parla

Nell’ambito della crescita personale, la maggior parte delle volte, si parla solo di un certo tipo di successo: quello basato

  • sulla potenza dell’individuo,
  • sul potenziale latente tutto da conoscere, sviluppare e vivere,
  • e sui limiti che crediamo di avere e invece possiamo superare.

Non a caso, invece, ho deciso di fondare una scuola di Life Coaching Spirituale: perché credo che sia proprio in quella facoltà che nel 1983 fu denominata “intelligenza spirituale/sociale” tutto il bello – e l’utile – ancora da scoprire.

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla
Ph. by Global Stomping

Il successo personale, in qualsiasi modo lo si voglia intendere (appagamento, vitalità, ricchezza, salute, amore o tutto questo insieme) non dipende mai solo dall’individuo: in altre parole, tu da solo/a non basti a renderti felice.
Ti faccio qualche esempio banalissimo basato sulla mia esperienza.
Negli anni, sono diventata discretamente nota e molto apprezzata nella mia professione di Coach. Di sicuro in parte è merito mio e del mio talento e della tenacia, genialità e disciplina con cui lavoro. Ti assicuro, però, che moltissimo merito va a tutti i clienti che, prima di sapere come sarebbe andata, mi hanno dato fiducia; ai miei followers, che condividono i miei contenuti e fanno conoscere il mio lavoro; ai miei collaboratori, che mi aiutano a realizzare l’opera migliore possibile; e anche al mio compagno e alle mie amiche, che mi supportano, nutrono e rendono felice nel corpo, nel cuore e nella pancia.

In buona sostanza, il successo personale ha moltissimo a che fare con ciò che gli altri ci concedono, sia perché ce lo siamo conquistato da loro, sia perché sono abbastanza generosi, fiduciosi e ambiziosi da farlo.
Ma andiamo più in profondità e nel concreto.

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla

  1. Sapersi connettere allo spirito, che è sempre collettivo, e saper agire a partire da quella connessione.
  2. Saper interpretare, sempre da quella connessione, i momenti, i mutamenti, le crisi e le esigenze della comunità.
  3. Essere in grado di usare la connessione spirituale per inventare modi attraenti di offrire risposte creative ai bisogni altrui.
  4. Vedersi parte di un ingranaggio più grande, e in un ruolo e compito ben precisi all’interno di questo ingranaggio.
  5. Saper scegliere contesto e persone con i quali operare, consci del fatto che una palma piantata in California cresce ben diversamente da una piantata sull’Himalaya.
  6. Essere capaci di contribuire spontaneamente al bene comune, non per dovere né per costrizione né tanto meno per andare a genio a qualcuno, ma per il semplice fatto di respirare.
  7. Saper appartenere e intessere in modo fluido, senza tanti complimenti e salamelecchi.

Come avrai notato, si tratta di tutte competenze spirituali. Per questo portiamo avanti una scuola di Life Coaching Spirituale: perché sono proprio queste le skill che mancano… e si vede e si sente!

Se ci rifletti un attimo, infatti, ti risulterà logico che, nel momento in cui una persona diventa capace di mettere in campo queste capacità, può ottenere tutto quello che vuole dalla vita.
Come?

7 skill spirituali per ottenere tutto quello che vuoi dalla vita

Se la maggior parte del successo di cui godo è, in qualche modo, merito degli altri (dei miei genitori che mi hanno messa al mondo, del mio compagno che vede la mia bellezza e del potenziale cliente e collaboratore che mi danno fiducia e riconoscono il valore di ciò che faccio), allora è su di loro che devo concentrarmi per realizzarmi.
Ma come faccio a connettermi a tutti contemporaneamente? Sono troppi!
Non se li penso come un tutt’uno: lo spirito.

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla
Ph. by Global Stomping

Lo spirito è uno solo e ci contiene e collega tutti quanti.
Allora mi basta imparare a connettermi a questo campo di coscienza per imparare anche ad avere una percezione palpabile della collettività.
Perché questa collettività, però, mi guardi, mi veda e mi apprezzi, ovviamente devo trovare il modo di renderla sommamente felice.
Ognuno ha le proprie risorse, ma a prescindere da queste la chiave è predisporsi a servire, rallegrare e illuminare il mondo.
A quel punto, quando ci riesco, ottengo l’attenzione altrui: il mondo inizia a notare che esisto e che sto facendo qualcosa che vale. E così inizia anche a nutrirmi: con l’attenzione ma, banalmente, anche coi soldi che mi dà per ciò che offro – soldi con cui io, di fatto, vivo.

Lo spirito a cui so restare connessa, nel tempo, nel corso di questo mio servizio di una vita, mi manda tutte le informazioni di cui ho bisogno per fare quel che devo. Ma quel che devo non ha mai a che fare solo con la mia realizzazione: la mia realizzazione nemmeno esiste, da questo livello di coscienza. O faccio fare successo agli altri, o il mio successo personale non prende forma.
In altre parole, il tuo successo personale prende forma nella misura in cui riesci a concretizzare il successo personale altrui.

Quando la connessione spirituale è salda e stabile, tutto questo processo è naturale e fluido, richiede più resa che sforzi. Certo, bisogna saper morire e non tutti hanno il privilegio di imparare… Ma di certo, finché si resta ancorati al paradigma dell’individualismo, nel quale ci si vede e sente come persone realmente esistenti come esseri separati, dotati di una volontà propria che può avere il sopravvento sulle cose della vita, si resta schiavi dell’illusione e incapaci di realizzare un successo personale ampio e duraturo.

Ilaria Cusano

PS. Se questi argomenti ti affascinano e piacerebbe anche a te insegnare alle persone questo tipo di approccio, valuta la possibilità di partecipare a TrasFormazione, la formazione professionalizzante di Life Coaching Spirituale: la trovi qui, tra i corsi online fruibili in autonomia della nostra scuola.

 

 

Cos’è il distacco emotivo e a cosa serve, di Manola Tegon

Se dico distacco emotivo… qual è il tuo primo pensiero?

Se ti dico distacco emotivo… qual è il primo pensiero che ti suscita? A quale emozione lo assoceresti?

E’ molto probabile che questo binomio ti rimandi a un individuo freddo, magari cinico, incapace di farsi coinvolgere dagli altri. Una persona poco empatica, che guarda alla vita e agli altri solo con la razionalità, senza farsi toccare dalle persone che la circondano e dalle esperienze che vive.
Se in parte questo può anche essere vero, il distacco emotivo è una condizione di cui tutti siamo capaci e che, se usata nei modi corretti, può aiutarci a vivere meglio la vita di tutti i giorni.

Lo scopo di questo articolo sarà proprio aiutarti a riconoscere

  1. in quali situazioni della tua vita non pratichi il distacco emotivo,
  2. quando ti può essere utile
  3. e come utilizzarlo al meglio.

distacco emotivo

Ma per fare questo mi è necessario prima fare una premessa.

Distacco emotivo e social media

Viviamo in un’epoca in cui ci vengono forniti degli ottimi strumenti di “analisi” dei nostri comportamenti e che utilizziamo di continuo, non consapevoli delle potenzialità che possono offrirci. Nello specifico, mi riferisco ai diversi social che ognuno di noi usa quotidianamente.
Ma torniamo a parlare di distacco emotivo.

Tutti i social media, per attirare la nostra attenzione e accumulare più interazioni, fanno leva sulle emozioni da suscitare nelle persone: immagini e titoli di effetto vanno a colpire dritti al nostro sistema emotivo. I social media manager lo fanno seguendo le regole del social marketing, per far aumentare i profitti delle aziende, per creare consenso intorno a una determinata questione politica, un tema sociale, ecc.
E noi, in base all’intensità dell’emozione suscitata, risponderemo o meno.

A questo punto ti starai chiedendo: ma il distacco emotivo cosa c’entra con tutto questo? Con la mia vita di tutti i giorni?

Te lo spiego con un esempio pratico, che puoi mettere in pratica già da subito e proprio usando i social.
Ti sarà capitato sicuramente che una frase, una citazione, una foto che uno dei tuoi amici su Facebook ha postato ti ha particolarmente infastidito. Hai deciso di non mettergli il like, di commentarlo in maniera pungente o addirittura di non seguirlo più.
Ecco, in questo caso non hai messo in atto il distacco emotivo ma, al contrario, ti sei fatta coinvolgere… emotivamente!

Cosa ci insegna il non riuscire a mettere in atto il distacco emotivo?

Come mai a volte non riusciamo a distaccarci emotivamente? Perché in certe situazioni, sebbene siamo capaci a non farci coinvolgere da tutto e tutti, proprio non ce la facciamo a non irritarci o addirittura arrabbiarci, e magari ci portiamo dietro il pensiero per ore o, talvolta, giorni?

Perché, in qualche modo, quel post stava parlando di un’emozione che conosci benissimo, ma di cui non sei pienamente consapevole. Un’emozione che in fondo ti appartiene e sulla quale probabilmente hai bisogno di lavorare.
Altre volte, al contrario, mettiamo in atto il distacco emotivo senza nemmeno accorgercene, perché il post scorre davanti ai nostri occhi e non lo vediamo; lo leggiamo e magari ci suscita una reazione positiva, addirittura di felicità per l’altro, per chi lo scrive.

Ma il distacco emotivo (ed è qui l’esercizio da fare!) può essere attivato con successo anche a posteriori!
Quando leggi qualcosa che ti provoca rabbia, fastidio, malumore in generale, fermati un attimo e pratica il distacco emotivo: quella persona non stava pensando a te mentre scriveva quel post, come avrebbe potuto? E’ molto improbabile! Quelle parole non ti riguardano.
O, se sì, se davvero ti riguardano, forse è ora di chiederti (e magari chiedere a chi scrive) perché e come 😉

distacco emotivo
“Solitude and the Sea”, a theme by Jacques Bodin

Fin qui ti ho parlato delle dinamiche sui social, ma questo è un esercizio da mettere in pratica anche nella vita di tutti i giorni: nella pausa caffè con il tuo collega, a cena con il tuo partner, a pranzo con i tuoi genitori, in bus per andare al lavoro.
Perché l’incapacità di distaccarti emotivamente può rovinare tanti tuoi rapporti, dal punto di vista affettivo: relazioni di coppia e familiari, rapporti con gli amici e coi colleghi al lavoro, nuove conoscenze che avrebbero potuto diventare qualcosa di più significativo e profondo e che, invece, hai rovinato sul nascere, per un fraintendimento, per esserti offesa o per aver preso sul personale qualcosa che non lo era.

Per concludere, il distacco emotivo è la capacità di guardare agli altri senza farsi travolgere dalle loro di emozioni.
Il che non vuol dire non essere empatici e non interessarsi ai momenti di difficoltà dell’altro, ma saper osservare da una certa distanza di protezione ciò che accade nella vita altrui.
Il distacco emotivo, inoltre, è uno dei presupposti fondamentali per poter aiutare l’altro, perché ci permette di vedere la realtà in maniera più lucida. Solo quando non siamo troppo coinvolti dai problemi dell’altro possiamo aiutarlo a trovare le migliori soluzioni per uscirne.

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

Cos’è il channeling e a cosa serve

Channeling = Canalizzare

Cos’è il channeling?
Ti dico la verità: le definizioni che si potrebbero dare di questo termine sono davvero molteplici, e tutte valide. Dovendo scegliere di mettere in risalto un paio di aspetti, visto che ho uno spazio limitato in questo articolo, mi concentrerò su quelli che per esperienza conosco meglio.

Anzitutto, però, facciamo chiarezza sul verbo canalizzare.
Com’è evidente, la parola channeling richiama un’immagine, quella di un canale.
Un canale convoglia, indirizza, fa scorrere; concentra l’energia in un preciso spazio allo scopo di traghettarla da un punto A a un punto B – e non di conservarla, per esempio.
Sicuramente, quindi, tutte le attività di canalizzazione hanno a che fare con questa specifica funzione, quella del canale per l’appunto, di qualunque tipo esso sia.

channelling-ilaria-cusano

Channeling: persone come canali

La canalizzazione, in fondo, è la base del Life Coaching Spirituale – dando un’occhiata ai miei audio-corsi puoi riconoscere che è così, che sono tutti basati sulla funzione del channeling.
Personalmente non amo mettere in risalto questo aspetto proprio perché, essendo la canalizzazione piuttosto sconosciuta, nominandola dovrei anche spiegare bene cos’è, e spesso non c’è tempo e modo per farlo.
Qui, invece, ho questa opportunità, quindi ne approfitto 🙂

Una delle caratteristiche basilari del Life Coaching Spirituale consiste proprio nel riferirsi a un’entità superiore: ognuno di noi professionisti, ovviamente, ha delle idee e opinioni personali rispetto alla direzione e agli obiettivi dei vari clienti, ma li deve mettere da parte per accompagnarlo verso ciò che lui stesso, sessione dopo sessione, individua come il proprio massimo bene.

E’ un po’ quello che dovrebbero fare i bravi educatori in generale, secondo me: genitori, insegnanti, trainer. Astenersi dal giudicare qual è il massimo bene della persona che stanno affiancando nella crescita, e tenere sempre le antenne ben dritte per intercettare i segnali che arrivano strada facendo. Dalla persona in questione, ma non solo: anche da Dio.

(Io lo chiamo Dio perché sono Cristiana, ma è evidente che si può chiamare anche Allah, Krishna, Energia Divina, Intelligenza Universale o come si preferisce)

Canalizzare Dio è possibile?

Certo che lo è! Per questo, da che mondo è mondo, in ogni epoca e in tutte le culture, esistono dei professionisti che lo fanno proprio per lavoro. I più famosi sono i sacerdoti e i guaritori, ma ce ne sono tanti altri; noi Life Coach Spirituali siamo tra questi. Laici ma devoti, al di fuori delle istituzioni religiose ma dediti al servizio del prossimo.

Il channeling è un’arte, e come tale richiede un tempo e un apprendistato, per essere appreso.
Si faranno degli errori, naturalmente; ma si imparerà, anche. Praticandolo.
Le tecniche per farlo sono tante; nel Life Coaching Spirituale ci preme anche mettere i nostri clienti nella condizione di imparare a farlo anche autonomamente, in qualche modo. In maniera tale che, una volta finito il percorso, sappiano continuare a “connettersi” per ottenere le migliori risposte, ispirazioni e soluzioni per la propria vita.

channelling-ilaria-cusano

L’ostacolo fondamentale, infatti, ha a che fare con l’ego.
L’ego non è un problema di per sé, anzi! La maggior parte delle persone, però, ha un ego disconnesso (da Dio), e questo altroché se è un problema! Anzitutto per la persona stessa.
Perché, invece di fare le scelte che la portano verso la gioia, la ricchezza, la realizzazione e la soddisfazione, prenderà decisioni che la sabotano, per esempio, che la mettono in difficoltà, che la limitano, limitando anche le proprie possibilità di felicità.
Per questo la canalizzazione è preziosa: perché, in un’epoca dove moltissime persone hanno perso (giustamente) fiducia nelle istituzioni religiose, che si sono macchiate di qualsiasi crimine più esecrabile, riusciamo a non perdere, però, la fiducia in Dio, che è cosa ben diversa dalla Chiesa.

Qualcuno dice che Dio è dentro di noi. In parte è vero, ma in parte no. Dio è in noi in una Sua microscopica parte. Per lo più, invece, è fuori di noi, in quanto ben più immenso e incommensurabile di qualsiasi identità umana. Per questo è importante saperne percepire la “voce”, nei momenti più focali. E, per farlo, bisogna esercitarsi.

Nei miei audio-corsi trovi tantissimi spunti in questo senso.
Se senti che è la tua strada, comincia con uno o, meglio ancora, con 2 o 3, facendoti un programma di 2/3 mesi. Un audio al giorno per qualche mese di seguito ti darà già diversi risultati; un po’ alla volta anche tu imparerai a padroneggiare l’arte della canalizzazione, almeno per te stessa/o e le persone che ti sono più care.

Ilaria Cusano

Come aumentare la serotonina in modo spirituale

Serotonina: messaggera di buonumore

Ti racconto la storia del mio nome d’arte, Mercante d’Estasi.

Quando ero giovane, per 3 anni, sono stata appassionata di rave-parties: feste di 2/3 giorni di seguito, a volte anche più, dove si ballava musica techno, hard-core o goa-trance.
Adoravo la dimensione estatica e collettiva di questi eventi; per me erano la perfetta prosecuzione, in versione post-moderna, dei rituali catartici anticamente conosciuti con il nome di baccanali. C’erano nel mondo greco e latino, ma di sicuro qualcosa di simile esisteva anche in tutte le culture: le persone hanno da sempre certi bisogni spirituali, e sempre sarà così.

come-aumentare-la-serotonina

Nei rave ho conosciuto l’estasi insieme agli altri. Quella individuale mi era già nota grazie alla danza e al sesso, per esempio, ma mai ne avevo fatta esperienza in gruppo. Fu folgorante, per me, un tassello fondamentale della mia crescita personale e formazione: avevo capito che la gente poteva essere felice insieme. Anche se a tratti stava male; anche se non si conosceva, poteva fidarsi e sorridersi. E lo avevo capito non intellettualmente, non leggendolo su qualche elevatissimo libro, ma vivendolo sulla mia pelle, stando in mezzo alla gente.
Gente di un popolo che spesso, tra l’altro, per forza di cose non mi trovavo a frequentare: operai, persone lontane dalle famiglie, immigrati, outsider di ogni genere.

Anche nella diversità più estrema, tutti potevamo ballare e sperimentare l’estasi insieme, uniti: un’uscita dallo spazio della nostra individualità per ricordarci di essere parte di qualcosa di più grande, di essere un Noi.

L’estasi favorisce il rilascio di serotonina

Se si vuole aumentare la serotonina, ci si deve mettere in condizione di sperimentare l’estasi.
Soprattutto se la si vuole aumentare senza diventare dei tossico-dipendenti. Perché bisogna dire che, se ai rave circolava tanta ecstasy illegale, molti medici prescrivono legalmente sostanze assolutamente affini a quelle che prendono i drogati… e non è che si diventa meno tossici, se la droga è prescritta dal dottore…

Sono diversi i modi in cui possiamo sperimentare l’estasi, senza prendere sostanze chimiche. Ho già nominato i 3 più importanti, e su questi mi concentrerò, visto che ho solo lo spazio di un articolo, per parlarne.

Danza, sesso e catarsi collettiva per aumentare la serotonina

Danza

Ogni forma di danza favorisce il rilascio di serotonina. Più la musica ci piace e ci coinvolge, più ci ispira e fa sì che riusciamo a lasciarci andare con il corpo e la mente, più questo meraviglioso neuro-trasmettitore del buonumore che la serotonina è circola dentro di noi. Con tutti i suoi effetti benefici su ogni piano del nostro essere.

Sesso

Anche il sesso, quando è di buona qualità, è ottimo per aumentare la serotonina. Per questo una parte essenziale della mia formazione è il Sex Coaching; partecipa a Beyond Tantra, se vuoi capire cosa intendo. È un’area privata e community in cui il mio compagno ed io aiutiamo le persone a migliorare la propria sessualità. Costa solo 27 euro al mese, trattiamo tanti temi tabù e, nell’arco di qualche mese, puoi trasformare la tua vita sessuale da senza serotonina a con serotonina 🙂

Catarsi collettiva

come-aumentare-la-serotonina

Ballare tutti insieme, fare yoga in tanti a un grande raduno, i concerti: sono tutti eventi in cui avviene una catarsi collettiva. Si è in grupponi, ci si lascia andare a un’esperienza collettiva; in un luogo e per un tempo ben precisi, si buttano giù le barriere dell’ego e ci si apre a qualcosa di più grande. Nelle varie culture prende tanti nomi ma, al di là delle etichette, tutti sappiamo cos’è. Ed è un mistero che abbiamo bisogno di sentire e provare, non di conoscere e capire. La serotonina è niente, in confronto. Eppure è un passaggio fondamentale: senza di lei non si arriva più in là. E più in là ci sono tante cose belle… tutto ciò per cui vale la pena vivere, in verità.

Ilaria Cusano

Vantaggi del Life Coaching Spirituale online

Realtà aumentata e spiritualità

Il mondo online, l’universo virtuale, è chiamato anche realtà aumentata; ha a che fare con la spiritualità.

vantaggi life coaching online

La spiritualità è un territorio “freddo”; a differenza dell’intelligenza emotiva, per esempio, che è “caldo”.
Connettersi alla propria identità spirituale implica la capacità di astrarsi, di distaccarsi emotivamente, di trascendere la propria storia e il passato, le proprie idee e gli obiettivi.

L’approccio spirituale, quindi, invita a una serie di processi psichici che nelle relazioni fisiche possono incontrare alcuni ostacoli.
Pensiamo a un dialogo: quando parliamo con qualcuno in presenza fisica,

  • la vicinanza dei corpi scatena tante sensazioni ed emozioni;
  • ci aspettiamo delle risposte immediate alle nostre riflessioni e domande, e anche l’altro se le aspetta;
  • la comunicazione non verbale incide drasticamente, talvolta distruggendo i nostri migliori propositi.

Life Coaching Spirituale online come via di mezzo

Posto che per tutti noi desideriamo avere delle meravigliose relazioni fisiche, quando siamo in un momento di crisi e cambiamento, praticare per un certo periodo la via di mezzo può aiutarci ad arrivare alla meta prima e con più dolcezza.
Questo non riguarda solo i processi formativi ma tutti i rapporti, anche quelli affettivi in generale.

Vediamo qualche esempio concreto.

Tante persone hanno delle serie difficoltà a gestire i propri istinti e le emozioni più dense: rabbia, frustrazione, invidia.
Nei periodi in cui la loro anima è pronta a emanciparsi da queste trappole dell’ego, possono permettersi di lasciar emergere e finalmente uscire tutto questo “materiale di scarto”. Paradossalmente, però, proprio questa opportunità rischia di demolire le relazioni, per colpa dell’incapacità di gestirsi.

Altre persone devono trovare le parole. Hanno sentimenti e sogni stupendi da condividere; vogliono farlo; sentono la fiducia e la connessione giuste, ma mancano di lessico. Può sembrare banale ma non lo è: non ci sono abituate.
Avere il tempo di trovare le parole evita inutili disagi, consentendo di attraversare questa fase con dolcezza e in sicurezza.

Questi sono solo degli esempi di situazioni in cui mi sono resa conto dei vantaggi del Life Coaching online.

vantaggi life coaching online
Ph. by Dako Huang

Online è trascendenza

E’ un dato di fatto: l’uso di Internet è diventato parte di noi.
Perché?
Perché ci ha permesso di iniziare ad abitare una nuova dimensione; una fetta di realtà che, a livello di anima collettiva, ci interessava. E’ una vera e propria evoluzione della coscienza di massa, per noi. Mi spiego.

Ai tempi dei miei nonni le persone usavano fare la pipì in giro e picchiarsi per risolvere i problemi relazionali. In seguito hanno inventato modi alternativi di approcciarsi al mondo sociale.
Lo stesso vale anche per i social: avevamo un richiamo per una condivisione più ampia, fredda e rarefatta. La comunicazione online risponde perfettamente a questa nostra esigenza comune.

Avevamo e abbiamo bisogno di trascendere

  • l’ego e l’individualità;
  • il territorio geografico e la cultura che lo contraddistingue;
  • i legami di sangue e, in generale, collegati a fattori materiali;
  • la fisicità;
  • lo spazio tempo ristretto dei nostri luoghi fisici e simbolici.

Perché coltiviamo relazioni virtuali e trascendenza?

Per ricordarci che non siamo il nostro ego; non siamo il passato; non siamo la storia della nostra famiglia, né quella della classe sociale in cui siamo cresciuti.
Per riconoscere la nostra natura, che ci consente di muoverci e spostarci, di viaggiare vicino o anche lontanissimo, se ci sentiamo di farlo.
Per apprezzare i veri legami, che sono quelli tra le anime, i famosi incontri karmici; che chiaramente poi vogliamo anche materializzare, ma spessissimo per farne esperienza dobbiamo saper trascendere caratteristiche fisiche e di status sociale. Sembrerà buffo, ma Facebook ci aiuta a farlo.

vantaggi life coaching online

In tutti i miei corsi online succedono cose magiche che suscitano grande meraviglia 🙂 Io stessa non avrei mai creduto possibile tutto ciò, ma d’altronde sono passati poco più di vent’anni da quando telefonavo dalle cabine telefoniche e ascoltavo le musicassette; e mio fratello non conosce minimamente né le une né le altre…

Allora io dico

Perché non lasciarci meravigliare dalla magia della storia?

Ilaria Cusano

 

Guida pratica alla felicità, by Alessandra Valzania – 5° appuntamento

Un esercizio molto potente per essere felici

Cinque è il numero dell’uomo considerato mediatore fra Dio e l’universo.
Rappresenta la vita, l’uomo che genera l’uomo.

guida pratica felicità alessandra valzania
William Blake, “Creation of the World”, 1794

Come sempre il cambiamento dipende solo da noi e dalla sincera volontà di essere felici.
E come sempre si tratta dell’umile condivisione di esperienze reali, perché senza averle passate resterebbero vane parole! Per me è stato davvero trasformativo attraversare questa soglia, tutto ha cambiato forma!
Buona lettura e che sia volontà per tutti noi!

Adamo: la responsabilità di essere felici

Quante volte ci ritroviamo arrabbiati, amareggiati, incapaci di comprendere perché talvolta la vita accade con tale crudele ironia. Questo bollente pensiero, un semplice pensiero dentro di noi produce inquietudine, tensione e dosi di veleno a volontà. In questi casi le nostre giornate, invece d’arricchirsi di zampilli di gioia, si colmano di queste sostanze.

E questo senso d’ingiustizia dove finisce?
Ho il sospetto che lo sappiamo già!
Eccolo che si riversa inevitabilmente nel quotidiano, talvolta con devastanti conseguenze per tutte le relazioni che incrociamo, dalla nostra famiglia al barista che ci fa il caffè, fino ad arrivare alla relazione con noi stessi.

Facendo questo ci rendiamo impotenti, deleghiamo ad altri il nostro immenso potere – cosa che superficialmente sembra un vantaggio, un’occasione affinché siano altri a sbagliare, mentre noi restiamo qui in poltrona a giudicare!

Eva porge la mela: l’invenzione della ruota

Se siamo arrivati fin qui significa che questo non ci accontenta più, e che vogliamo saperne di più!
Solitamente accade per sfinimento, perché tanto è il nostro potere quanto costante la nostra tenacia nel rimanere in un’abitudine. Caratteristica quest’ultima che, se utilizzata per il nostro bene, diventa una fedele alleata.

guida pratica felicità alessandra valzania
Ruota della vita , Sun Temple Konark, Orissa India

Cominciamo con il vedere la realtà intorno a noi come una ruota, con infiniti raggi e un perno centrale. Possiamo disegnarla o visualizzarla, per fissare meglio questo ragionamento.
Ora, poniti al suo centro; sì, noi siamo il perno, il fulcro dal quale tutti i suoi raggi partono. Essi rappresentano le relazioni e gli avvenimenti della nostra vita.
Fermiamoci, re-stiamo lì: come ci sentiamo?
Scriviamolo. Senza ragionarlo, ascoltiamo le emozioni che ci provoca stare al centro.
Non entriamo in ascolto dei raggi, stiamo al centro.

Possiamo tornarci ogni volta che ci sentiamo in balia di qualcosa di esterno, evento o relazione.
Da lì, decidiamo.

Per mantenere questa posizione, visto che non possiamo girare a occhi chiusi tutto il tempo come zombie, ricordiamoci di attuare alcune fondamentali attenzioni:

  1. Accogliere il fatto che è esclusivamente il nostro punto di vista a creare la realtà dentro di noi, e di conseguenza la dimensione emotiva in cui ci collochiamo ogni giorno.
  2. Osservare come il nostro sistema di valutazione genera spesso un protagonista diverso da noi, trovando immancabilmente una ragione lontana dalla rabbia che ci sgorga dentro. Quando accade, scostiamoci da quell’azione tornando al centro!
  3. Trovare il coraggio di ammettere che gli eventi, di qualsiasi natura essi fossero, ci hanno portato a un cambiamento, a risvegliare i sensi, a riordinare il nostro mondo, in particolare quelli che riteniamo dolorosi, come una separazione, un lutto, un trasferimento, un nuovo lavoro.
    Essi hanno creato delle possibilità.
  4. Comprendere e accogliere il fatto che esiste una legge di risonanza nell’universo dentro di noi: essa attrae solo ciò che è funzionale alla nostra crescita. Eventi e persone ci mettono alla prova perché sono parte di un grande fluire diretto alla nostra felicità.

Siamo creatori e distruttori del nostro presente;
assumercene la responsabilità ci fa incarnare la felicità di essere.

Alessandra Valzanìa

guida pratica felicità alessandra valzania
John Martin, “Joshua Commanding the Sun to Stand Still”

La volontà è il primo passo verso il cambiamento

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PS La Guida Pratica alla Felicità andrà avanti ancora un’altra settimana. Ormai abbiamo diversi esercizi a disposizione per ripristinare e mantenere la felicità, e il periodo natalizio è ottimo per dedicarsi a un percorso di cambiamento che parte dall’interiorità: se non puoi permetterti un corso online con un coach tutto per te, approfitta di questa serie di articoli per attraversare comunque la morte e rinascita a cui solstizio invernale, Natale e Capodanno ci invitano 😉

 

Guida pratica alla felicità, by Alessandra Valzania – 4° appuntamento

Altri esercizi per godere appieno della meraviglia che incarniamo

Bentornato/a! Chi ha fatto i compiti?
Quali movimenti sta suscitando in te seguire la Guida (GPF)?
Ancora sistematici pensieri ti creano frustrazione?
Sei più tosto/a di quel che credevi, buon segno!
Se accade ancora, ecco il primo passo: accorgersene, non reagire emotivamente, osservare e proseguire, come piccoli Buddha! 😉

guida pratica alla felicità

Siamo all’inizio, dobbiamo fare uno sforzo maggiore, abituarci al nuovo passo, rompere il fiato!
Per integrare puoi usare qualsiasi trucchetto: dai post-it a una canzone, un’immagine sul desktop, a te la fantasia!
Il tutto condito dalla tua spezia migliore: la volontà! Ricordati perché stai facendo tutto questo; rimani collegato/a agli articoli, rileggili, questo ti centrerà nel mantenere alta l’energia e il focus: la felicità!

E allora continuiamo con un paio di cosette d’uso quotidiano; oggi alziamo il tiro a due!
Perché io credo fermamente in te!

Vuoi essere felice? Non supporre

Tendiamo continuamente a ipotizzare ciò che altri pensano, a concludere frasi o dare risposte nate dal nostro soggettivissimo pensiero.
Non è già abbastanza impegnativo ciò che ci attraversa ogni giorno? Ciò che ci mette alla prova e ci vuole dinamici nella concretezza del presente?
A quanto pare no!
Abbiamo bisogno di aggiungere, indovinare, siamo sceneggiatori incredibilmente dotati e tendenti all’auto-sabotaggio e al masochismo più spietati – ad esempio, dopo una maratona dell’intera serie di Game of Thrones!
Ed ecco creato il futuro, la previsione, una certezza!

Il vortice di pensieri ed emozioni che fagocita la nostra attenzione e corrompe lo stato del presente!

Allontanarsi dalla felicità: il lato B della fantasia

guida pratica alla felicitàTutto questo macchinare cosa crea? Vediamo se hai seguito le puntate precedenti… crea aspettative!
Ebbene sì, sempre loro, una persecuzione sociale alla quale il sistema consumistico ci allena quotidianamente, partendo appunto dalla televisione.

Disillusione! E’ ormai smentita da secoli la teoria secondo cui il sole gira intorno alla terra: smettiamo di prenderci per i fondelli, facciamola finita, semplicemente…

Non gira tutto intorno a noi; è un’illusione che crea anche un bel po’ di frustrazione.
Fatti un favore, liberatene: non supporre!
Non hai bisogno di medaglie da tuttologo/a; creano solo campo fertile a conflitti e una serie di inutili dibattiti.

Non ne hai bisogno, non ti porterà alcuna felicità!
Stai nutrendo un bisogno d’attenzione che alimenta un/una falso/a te. Costruito/a su ipotesi forse possibili, ma vane e portatrici di dispersione.
A te che frequenti il mio piccolo salotto di felicità, voglio dire…

Sii leggero/a, permettiti di lasciare un vuoto,
affinché il futuro lo riempia!
Non supporre: non porre sopra la realtà una tua opinione.

Sii gentile

Il sorriso permette all’anima di respirare (Fabrizio Caramagna)

Questo lieve movimento delle guance racchiude e sprigiona benessere dentro e intorno a noi; seguito da uno spontaneo sospiro, libera tutte le farfalle che abbiamo nello stomaco 🙂
La gentilezza porta l’energia in alto, collabora all’espansione, ci alleggerisce da pesanti isolamenti.

Sii gentile con te stesso/a e il mondo saprà come rivolgersi a te.
La severità che riserviamo a noi stessi è un’enorme zavorra. Spesso un bagaglio che non ci appartiene, dono delle generazioni che ci hanno preceduto.
Retaggi d’altri tempi in cui la coscienza era meno sensibile ed elastica, dove le punizioni sostituivano la comprensione e la dolcezza.

Pare un concetto vecchio e bigotto, in questo mondo preso dalla frenesia e dalla corsa al risultato, vero?! Eppure è di questo che l’intero pianeta ha bisogno: amore condiviso! In ogni sua forma, nei dettagli è racchiusa la formula della nostra felicità.
Rallentando, nel tragitto, cedendo e ricevendo, lì si trovano i grandi momenti di armonia, amici e
rivelazioni interiori di estasi quotidiana.
Sii presente alle piccole cose, e come i miliardi di gocce che formano il mare, esse, insieme, apriranno il tuo essere alla felicità.

I sorrisi hanno salvato spesso la mia giornata,
portandomi a vedere l’ampiezza del mio presente,
mentre mi stavo occupando di segnarne solamente i confini.

guida pratica alla felicità

Attenzione alle dispersioni: minano la strada per la felicità

L’unica precauzione fondamentale è non esagerare.
Un’indigestione cambia il sapore delle pietanze. Attenzione a non cadere nell’assistenza: trasforma l’azione in una richiesta di gratificazione, non crea più benessere per nessuno.
Spontaneità!
I fake si riconoscono subito: energeticamente non hanno valore e non attraggono un briciolo di felicità, vuoi davvero un’altra illusione?
Datti tempo, sii presenti ogni giorno (vedi Guida pratica alla felicità 3) e lascia che la vita accada.
Una ginnastica per lo spirito, un esercizio per la felicità.

Alessandra Valzanìa

La volontà è il primo passo verso il cambiamento!!!
Fammi sapere come va!!!!
Come?
Con la nostra hot-line: commenta questo articolo, e durante tutto il periodo sentiti libero/a di contattarmi tramite la nostra pagina Facebook Laboratorio di Piacere o con l’hashtag #GuidaPraticaAllaFelicita nelle tue condivisioni!

PS. La guida pratica alla felicità andrà avanti per diverse settimane. Sarà piena di esercizi semplici e creativi per
ripristinare e mantenere la felicità; ti lascio la curiosità e la sorpresa di scoprirlo insieme per goderne!

 

Guida pratica alla felicità, by Alessandra Valzania – Parte III

Vuoi essere felice? Sii presente a te stesso

Non inciamperai nella sofferenza e nemmeno nel marciapiede!

Uno dei precetti assoluti della cultura orientale rispetto al raggiungimento della felicità.

All’inizio delle mie sperimentazioni pensavo riguardasse l’attenzione, il dover essere allerta verso il mondo esterno, avere il controllo.
Ora so che non è assolutamente così!

guida pratica alla felicità life coach spirituale

Il tranello della felicità

Un fotogramma cambia l’intero senso del film
Mai capitato di avere giornate, o periodi, in cui ogni spigolo sembra calamitato a te, ogni cosa pronta a precipitare appena la sfiori? Oggetti materiali e non, ovviamente!
Io ho una quantità innumerevole di piccoli lividi pronti a testimoniare!
Al posto di rinnovare la mia linfa con gioia, rischio di seminare acidità tutto intorno a me, chissà con che ricompensa…
Forse questo controllo mi è esploso tra le mani?!

Aspetta un attimo: e se al posto di controllare, sapere, gestire tutto ciò che c’è fuori, cambiamo tecnica? Ascoltiamo per un lungo momento ciò che ci riempie e dà ritmo.
Il battito del nostro cuore, il respiro, l’intero corpo.
Quante volte lo hai fatto? (…oltre al rilassamento guidato dopo la lezione di yoga!)
Ti sei mai soffermato?

Felicità per tutti i sensi

Lavorando dentro, il nostro potenziale cresce fuori.
Sii presente a te stesso e non dovrai più schivare ostacoli.
Semplicemente, questi cambieranno strada prima di incontrarti.
Un po’ come succede a Chuck Norris 😀 (non ho resistito!)

Anche qui, avrai notato che il trucco è lasciare la presa!

Ascolta – Respira – Agisci

Di seguito trovi la traccia per una semplice quanto antichissima meditazione.
Ti suggerisco di farla al mattino, 10 minuti per cominciare, anche chiuso in bagno, il luogo non è importante, sarai a occhi chiusi, l’unica cosa fondamentale è la tranquillità per quel breve periodo.

guida pratica alla felicità life coach spirituale

Sistemati in una posizione comoda, preferibilmente non sdraiato – se la fai appena sveglio rischi di riaddormentarti in un attimo!
Fai attenzione che la colonna vertebrale sia ben distesa, le spalle rilassate, il bacino rivolto verso l’interno.
Chiudi gli occhi.
Fai tre respiri profondi, dove riempi non solo i polmoni ma tutti gli spazi interni; senti l’aria colmare e ampliare l’inguine, il diaframma, i polmoni, il petto e tutto il tronco davanti e dietro, lentamente, senza fretta…
… per poi svuotarti di tutta l’aria: dalla gola all’inguine, fino all’ultima molecola.
Ripeti lentamente per tre volte.

Ora torna al tuo normale respiro non controllato,
Osserva la parte inferiore del naso, tra le narici e il labbro superiore; senti sulla pelle il respiro che entra ed esce.
Mantieni quest’osservazione finché non ti sarai totalmente rilassato, ascoltando la carezza del respiro, in quiete.

Poi sposta l’attenzione alla sommità del capo, al punto chiamato fontanella; da qui percepisci le cute.
Adesso, come se la tua attenzione fosse una colata di miele, centimetro per centimetro scandaglia il corpo intero, fino ad arrivare alle dita delle mani e dei piedi, con molta cura.
Arrivato in fondo, torna con la stessa tecnica alla cima della testa, con i tuoi tempi.
La concentrazione potrebbe interrompersi, i pensieri affollarsi; esercita la tenacia, non la rabbia, stai imparando, conceditelo.
Se diventa dura proseguire con lo “scanner”, torna a osservare il respiro e il suo tocco sotto le narici.

Puoi utilizzare questa tecnica anche nei momenti di forte stress, tensione o panico.
In questi casi, respira a fondo rallentando sempre più il respiro, e cerca di percepire il tocco.
Si tratta di allenare il “muscolo” dell’attenzione interna, ed è fatta.

Come nelle puntate precedenti, ti chiedo di praticare questa meditazione per un minimo di 21 giorni per ottenere
tangibili risultati. Il perché è descritto nel 1° appuntamento con la nostra guida pratica alla felicità
Ti assicuro che iniziare anche solo 10 minuti pieni può cambiare totalmente la qualità della tua
giornata: il tuo grado di attenzione e concentrazione triplica, il flusso di pensiero diventa più lucido e dinamico.

Per essere felice… stacca il naso dallo schermo!

Speravi di essertela cavata così? Eh no 😉

Premettendo che lavoro on-line e lo smartphone è un mio alleato, non ti chiedo di fare un voto di astinenza, sarebbe banale e immaturo. Niente estremismi, “solo” coscienza nell’uso dello smartphone.
Quante volte, mentre diamo un’occhiata alla posta, ci ritroviamo sui social, e tac! ci lasciamo accalappiare da un’inspiegabile acquolina, perdendo ogni concentrazione?
Probabilmente, in quel frangente, qualche breve possibilità per essere felici ci è scivolata tra le dita: un sorriso, un gesto
notato, un panorama che porta piccole gioie, un conoscente che ci passava accanto.
Era proprio lì!

Alziamo la testa!

guida pratica alla felicità life coach spirituale

Uniamo l’arte dell’essere alla più moderna felicità

Al posto di usare lo smartphone senza regola, per questi 21 giorni, diamoci una regola.
Ecco alcuni possibili spunti:

  • accenderò lo smartphone solo dopo aver fatto colazione.
  • Non guarderò lo smartphone nel tragitto fino al luogo di lavoro.
  • In pausa pranzo, non lo controllerò; al massimo qualche minuto durante il caffè.
  • Lo schermo non sarà l’ultima cosa che vedrò prima di chiudere gli occhi – fa malissimo!

La volontà è il primo passo verso il cambiamento.
Fammi sapere come va 🙂
Come?
Proprio per questo c’è una hot-line! Commenta questo articolo e, durante tutto il periodo in cui andrà avanti la Guida pratica alla Felicità, sentiti libero di contattarmi su Facebook, nella nostra pagina Love’s Angels – Laboratorio di Piacere tramite messaggi e commenti, o più semplicemente usa l’hashtag #GuidaPraticaAllaFelicita nelle tue condivisioni.

Alessandra Valzania

PS. La Guida pratica alla Felicità andrà avanti per diverse settimane. Sarà piena di esercizi semplici e creativi per ripristinare e mantenere la felicità; ti lascio la curiosità e la sorpresa di scoprirlo insieme per goderne!

 

Guida pratica alla felicità, di Alessandra Valzania – Parte I

Mindset ed esercizi per tornare e tenersi felici

Per cominciare definiamo questa condizione infinitamente bramata da secoli: la felicità.
Non ho intenzione di mettere delle etichette, la priverebbero del suo potere multiforme. Dirò cosa provo quando mi sento pervadere dalla “mia” felicità 🙂

Citando onorevoli fonti antiche che partono da ciò che la felicità non è

La felicità è la cessazione della sofferenza

guida pratica alla felicitàCi si potrebbe meditare per anni, ma cerchiamo di essere pratici. Tra 1h ho il commercialista, poi la spesa, e non sarebbe male una passeggiata in spiaggia verso il tramonto 😉

A me la felicità accade quando mi allontano dalle strutture; quando lascio andare le catene mentali che sommergono sotto mille se e ma la possibilità che ho di vivere pienamente il momento, le persone e il contesto che mi circondano.
Quando il mio essere emana qualche onda particolare che attrae tutto ciò che veramente desidero in quel momento; che fluisce senza filtri dentro il mio sentire, e all’esterno verso ciò che lo corrisponde.
Quando sono grata e attiva in ogni senso.
Quando sono.

La mia felicità non dipende da un altro individuo o da un bene materiale; solo dalla capacità di godere fino in fondo di ciò che ho, cioè me stessa; con tutto il pacchetto che questo comprende 🙂
Qualcuno potrebbe lamentarsi per la pioggia, ma essa porta nutrimento alla terra: mi fa mangiare incredibili ciliegie, esse mi donano gioia e fanno sorridere il cuore a un bambino che le assaggia per la prima volta…

E’ solo questione di prospettive, gli unici padroni del panorama siamo noi.
Il semplice pensare a questa condizione accende in me la comprensione di quanto è curativa di ogni stato d’animo o preoccupazione, di come fa trovare la forza anche quando pensiamo di essere senza speranza…
In parole povere, assenza di sofferenza.
A questo proposito condivido i miei risultati; credo possano portare al mantenimento di questa meravigliosa condizione.

Per mantenersi felici: esercizi quotidiani di stretching mentale ed emotivo

Per tornare alla tua forma migliore, all’equilibrio dentro al tuo caos mundi… dando nuovo spazio per nuovi sviluppi del tuo totale potenziale umano… in ascolto di te, con distacco verso le molte futili abitudini culturali e sociali.
Ci avviciniamo a una serenità creativa e benefica, per noi e per chi entra nel nostro universo…

guida pratica alla felicità
Ph. by Alessandra Valzania

Se vuoi dei risultati concreti, applica questi nuovi atteggiamenti quotidianamente; in momenti favorevoli o che ti ritagli apposta, ma per almeno 21 giorni.
Prendilo come un test in 3D all’interno delle tue giornate.
21 giorni è il tempo minimo: è un ciclo completo entro cui il nostro sistema riesce ad assimilare totalmente una nuova indicazione, un’abitudine sana in questo caso, e a integrarla.

Arriveranno altri esercizi per mantenere la felicità, le prossime settimane; aumenteranno ancora di più la produzione dell’ormone della felicità, la serotonina.

Perché, in fondo, a che cosa serve questa vita se non a essere felici?

Buon Inizio!

Cominciamo coi fondamentali, per scrollarci di dosso le fatiche inutili, per tornare respirare sempre più a polmoni pieni, nell’unica direzione che crea benessere felicità!

Per tenerti felice tieniti libero dalle aspettative

Cosa c’è di peggio dell’aspettare che il giorno del tuo compleanno, dell’anniversario, del ritorno al lavoro dopo una lunga degenza, una gravidanza o un’operazione, ti arrivi un regalo, un biglietto, un invito a cena o una festa a sorpresa… e non vederlo accadere?
In un attimo l’autostima crolla a picco sul fondo della fossa delle Marianne o in un cratere marziano!
E comincia la cantilena emotiva che martella la nostra giornata fino a sfondare il muro dei nervi!

Ma com’è possibile? Non conto proprio nulla?! Allora non mi ami più, sei un’egoista! Siete tutti delle iene, speravate che non tornassi a prendere il mio posto?!

Ho enfatizzato un po’, ma forse neanche troppo…

guida pratica alla felicità
Ph. by Alessandra Valzania

Le relazioni in cui abbiamo delle aspettative prima o poi ci deludono; è matematico.
La maggior parte della sofferenza mentale è generata dai doveri che quotidianamente appioppiamo a chi ci circonda, per giunta senza riferirglielo. Un po’ come quel fan che diceva a tutti di essere il fidanzato di Claudia Schiffer, vantandosi dei successi della modella: è entrato in depressione, dopo la notizia del suo fidanzamento…. ma lei non lo sapeva mica!

Nel profondo restiamo in agguato, aspettando solo che l’altro faccia un passo falso per ricordargli che il suo atteggiamento migliore sarebbe stato diverso, e che non mettendolo in atto ci ha procurato dolore.
Ma cosa ne sapeva lui/lei?!
I nostri pensieri, progetti, ipotesi, anche quando tradotti in segnali, sono solo nostri.
Perfino i nostri genitori possono deluderci profondamente. Come specie umana, purtroppo, non abbiamo ancora sviluppato la telepatia.

Così disperdiamo un’enorme quantità d’energia e di tempo, oltretutto alimentando in noi e nei nostri rapporti solamente stress. Solo la cessazione di tutto questo costruire l’agire altrui può liberarci definitivamente dalla frustrazione.
Giocando addirittura a nostro favore: facendoci guadagnare un effetto sorpresa a volte davvero impagabile e straordinario!

Molliamo questa dinamica di pensiero. Liberiamoci dal peso delle aspettative. Smettiamo di misurare come l’altro si dovrebbe o non dovrebbe comportare. Lasciamo alla sua natura la libertà di agire spontaneamente, verso di noi o nello spazio. In questo modo guadagniamo un sacco tempo, numerosi respiri e inimmaginabili belle sorprese 😉

Alessandra Valzania

PS. La mia guida pratica alla felicità andrà avanti per diverse settimane. La 1ª parte sarà piena di esercizi per ripristinare e mantenere la felicità; per il seguito, ti lascio la curiosità e la sorpresa. Stai con noi per goderne 😉