Isolamento e crescita spirituale, ecco come

Coronavirus, isolamento e sviluppo spirituale

Isolamento e crescita spirituale, ecco come

Sul come, è ovvio, credo che una delle vie migliori sia proprio un corso online di Life Coaching Spirituale. Questi sono audio-corsi e video-corsi, poi hai anche i percorsi personalizzati e altri corsi a distanza. Dunque puoi trovare tutto ciò che ti serve e anche con ampia scelta 🙂

Detto ciò, personalmente lavoro proprio nel settore della spiritualità, quindi sono circondata soprattutto da persone che si muovo in questo ambito. Voglio dire: godo di un punto di vista facilitato, per vedere cosa si è attivato su questo piano. E posso dirti che tutti coloro che si dedicano alla crescita spirituale (professionisti, appassionati, praticanti, i miei clienti, tutti) hanno riconosciuto nell’isolamento dettato dalle regole per fronteggiare l’emergenza una delle seguenti opportunità.

  1. Di approfittarne per vivere una sorta di ritiro spirituale – pagati dallo Stato, fra l’altro! 😀
  2. O di dare il proprio contributo per rendere la società più spirituale. Proprio grazie a tutto ciò che il Coronavirus ha portato e sta portando. Sfruttandolo come un’onda in tal senso.

Ora, andando oltre quella tipica visuale di giusto/sbagliato secondo me assai limitata, mi sembra che ci convenga di più chiederci se uno di questi due punti di vista, o entrambi, possano esserci utili. Se possiamo utilizzarli in maniera feconda: per generare qualcosa di nuovo, di bello, di migliore di ciò che abbiamo già. La risposta, dal mio punto di vista, è indubbiamente sì.
Ora ti mostrerò più nel dettaglio come.

L’isolamento come ritiro spirituale

Qualcuno si ostina sul fatto che non lo abbiamo scelto. Mentre, quando vado a un ritiro di yoga o a un raduno di sciamanesimo, lo scelgo. Ok.
Ma se fosse così solo superficialmente?
Se invece, come dicono alcuni riguardo alle famiglie in cui nasciamo, su un piano più profondo la nostra anima si fosse scelta anche questa esperienza? Se tutte noi anime del mondo di oggi, prima di incarnarci, ci fossimo date questo pazzesco appuntamento? “Ohi, tu fai questo, io faccio quello, ma a fine febbraio 2020 tutti quanti ci ritroviamo nella pandemia; e facciamo questi passaggi spirituali insieme”. “Andata!”.
Ti immagini? 😀
Fa un po’ sorridere, forse, ma potrebbe anche essere… Chi può affermare di no?

Bene. Se così fosse, quindi, vorrebbe dire che, lassù nel cielo o in un altro mondo al di là del tempo e dello spazio in cui tutti, più o meno consapevolmente, anche oggi esistiamo, abbiamo scelto di sperimentare proprio questo. Qui, ora, così, tutti insieme. Wow! Il Coronavirus e l’isolamento acquisirebbero un altro senso, ti pare? Un appuntamento tutti insieme per un mega ritiro spirituale collettivo! Potente, no?

Ma per fare cosa?
Ecco, questo va ricordato

Dare un contributo affinché la società diventi più spirituale

E’ una possibilità. Quanto meno, è la possibilità che io riesco a vedere e che quindi sono in grado di condividere.

Credo fermamente, anche come Dottoressa in Scienze Sociologiche e non solo come donna, che questa società aspettasse una grande occasione di diventare più spirituale da diverso tempo. Onestamente, mi sembra che questa esigenza collettiva aleggiasse nell’aria già da qualche decennio. E che semplicemente rimanesse schiacciata da altre abitudini e mentalità.
Un po’ come quando una persona, in famiglia, tutto d’un tratto inizia a manifestare un bisogno nuovo; per esempio di parlare di un trauma non risolto. Nessuno aveva mai detto niente al riguardo, tutti avevano una qualche percezione e idea personale ma mai ne era nato nessun tipo di confronto; a un certo punto qualcosa cambia. Un familiare si fissa sul fatto che bisogna parlarne.

Comincia a tirar fuori l’argomento ogni volta che ne ha occasione; interroga gli altri; tenta in ogni modo di stimolare il dialogo. Ma gli altri sono abituati a una vita e a una comunicazione diverse; hanno altre priorità, hanno impegni, orari, una mentalità costruita nel tempo che li porta a spendere il proprio tempo in tutt’altro modo! Fanno fatica a mettersi a tavolino a parlare di certe cose…!
Ecco, il bisogno di spiritualità della nostra famiglia umana (perché questo è la società), mi sembra un po’ così: tutti sappiamo che era nell’aria già da tempo, ma non riuscivamo a fermarci e a occuparcene. A stoppare tutto il resto per capire come affrontarlo.

L’isolamento forzato ci ha donato esattamente questa occasione.

Isolamento e crescita spirituale, ecco come

Naturalmente, ognuno è libero di optare per la modalità che più gli corrisponde. Come ti dicevo, da me puoi trovare corsi online di Life Coaching Spirituale, percorsi personalizzati e tanti corsi a distanza che puoi fare anche da casa.
La domanda principale mi sembra un’altra, però: sei disposta a fermarti per scoprire qualcosa che ancora non conosci? A mettere da parte, per qualche tempo, tutto quel tuo mondo fatto di orari, impegni e attività, fatto di tanta materialità e tante parole, per viaggiare in un universo molto più impalpabile in cui regna un magnifico silenzio?

Sono queste le prime domande che ti devi fare, secondo me, per iniziare a ricordare per fare cosa, “a suo tempo”, ci demmo questo appuntamento…

Ilaria Cusano

Coronavirus: perché si chiama così?

Attiviamoci anche a livello simbolico, spirituale, profondo

Nel mio canale Youtube ho pubblicato un video proprio con questo identico titolo: “Coronavirus: perché si chiama così? Attiviamoci anche a livello simbolico, spirituale, profondo”. Ti consiglio di vederlo, perché in questo articolo non ripeterò le stesse cose, ma completerò il discorso. Video e articolo sono uniti in un unico tema più ampio.

Ci si chiede come mai il Coronavirus si chiami così. Una delle mille domande scientifiche che ci si fa. Ma io mi chiedo

Possibile che gli esseri umani confondano così tanto la scienza con Dio, con la verità?

Coronavirus perché si chiama così

Insomma, io un’università l’ho fatta e anche portata a termine con un certo successo: sono arrivata fino in fondo e mi sono laureata come Dottoressa in Scienze Sociologiche. Ovviamente, quindi, quello che feci fu un percorso scientifico: non esistono università che propongano altri tipi di percorso. Eppure, sin dall’inizio, una delle primissime cose che mi fu insegnata, fu proprio che la scienza è lontanissima dalla verità.

La scienza ha come assunto di base il fatto che può essere confermata e disconfermata. E che, con tutta probabilità, in un certo periodo storico sarà confermata, e in un altro disconfermata. La scienza è una ricerca continua, fatta di ipotesi, analisi, test, studi e procedure pubbliche e ripetibili. E’ un fenomeno estremamente statistico e culturale, dunque. Niente di più lontano dalla verità!

Eppure il bisogno di un Dio e l’incapacità di trovarlo…

E’ proprio questo: molti di noi hanno bisogno di un Dio ma sono incapaci di trovarlo. E allora cominciano a divinizzare le cose più assurde: il calcio, i piedi delle donne e la scienza 😀 Non è terribilmente ridicolo?

Beh, in questo periodo della quarantena è stato esilarante vedere come tutti abbiamo corso all’impazzata alla ricerca di informazioni scientifiche. Sulla salute, l’epidemiologia, il sistema immunitario. Poi sulla geo-politica, l’economia e la finanza mondiale. E poi ancora sul contagio, sulle probabilità statistiche e le previsioni. Insomma, fossimo andati in massa dalla cartomante sarebbe stata la stessa identica cosa! Senza offesa per la cartomante, naturalmente, ché a questo punto è evidente che offre un servizio che vale tanto quanto quello del medico consulente del Governo!

Ma io mi domando

Lo capiremo, infine, qual è il posto giusto in cui trovare Dio?

Mai come oggi, infatti, mi è evidente che, esattamente come quando ero giovane, è solo Lui che cerchiamo. E in massa, e disperatamente! Possibile che c’è ancora così tanta confusione su dove trovarlo?
Mi auguro che questa vicenda del Coronavirus e la quarantena in cui ci ha esiliati siano stati d’aiuto, almeno in questo…

Che te ne importa del perché il Coronavirus si chiama così se…

Se non hai capito perché è arrivato nella tua vita?
Se non riesci ancora nemmeno a crederlo, che ci sia una ragione importante, per cui è successo tutto questo?
Che ti interessa di stupidi dettagli scientifici, quando non hai imparato qualcosa di ben prioritario, per il tuo benessere e la tua realizzazione? E cioè dare un senso e un significato a ciò che ti capita. E farlo anche costruttivamente, in modo edificante, motivante e ispirante – non in modo distruttivo, deprimente e demotivante.

Cosa ti importa di quello che dicono gli scienziati, quando non sai dialogare nemmeno con te stessa, con la tua anima, col tuo corpo?
Come credi di poter avere un qualche tipo di conversazione di spessore con uno scienziato la cui parola valga qualcosa, quando sei priva di qualsiasi connessione anche con la tua stessa persona?

Coronavirus perché si chiama così

Sia chiaro: i miei non sono giudizi e accuse. Sono bombe di verità, stimoli per aiutarti a prendere coscienza di dove si trova la verità, che in fondo è ciò che cerchi anche tu, giusto?
Ecco, la verità è di sicuro prima di tutto dentro di te. Dopo, e solo dopo, ha senso farsi tutte queste domande particolari, su dei dettagli, e perché no? sollazzarsi un po’ anche con la “scienza”…

Ilaria Cusano

PS. Ehi, te lo sei visto il video che ti indicavo, nel mio canale YouTube? Vatti a guardare anche la sezione Abbonati. La trovi subito sotto a ogni video. Se senti che questa apertura e (ri)connessione spirituali sono esattamente ciò che ti serve, abbonandoti puoi partecipare anche a due dirette al mese! E, se come me credi che anche la nostra società abbia terribilmente bisogno di tutto ciò, aiutami a far girare questi articoli e video!

Coronavirus, come affrontare la quarantena

Cogli le (tue) preziose opportunità

Ieri è iniziato il percorso di gruppo “Buon fiuto non mente” – se vuoi partecipare sei ancora in tempo, fra l’altro, in caso scrivi subito a Manola (+393384243293) 😉 Ma perché parto da qui? Perché la capacità di cogliere le opportunità anche nelle situazioni più toste e difficili ha tantissimo a che fare con l’abilità del fiuto. E la quarantena sembra proprio una situazione tosta e difficile, non ti pare?

Coronavirus, come affrontare la quarantena

Rispetto al fiuto, invece, parlo di abilità perché, in teoria, tutti abbiamo un fiuto. In pratica, però, non tutti siamo in grado di

  1. percepire i messaggi che ci manda;
  2. fidarci di quello che percepiamo;
  3. e seguire la via che ci indica!

Proprio per questo ci ho creato un intero corso: perché l’incapacità di fare queste specifiche tre cose porta tantissime donne (soprattutto) ad avere un mare di problemi! Relazionali ma non solo…

Coronavirus e opportunità

Durante questa quarantena, ho visto gente rendersi conto di avere una vocazione che vale, e di stare trascurandola da una vita… Ho visto queste persone prendere la palla al balzo, mobilitare quel po’ di soldi che si erano messe da parte per qualcosa di importante, e iniziarlo, finalmente, questo qualcosa!

Ho notato che tanti altri hanno cominciato ad avere il coraggio di esporsi. Di far sentire la propria voce, di partecipare alla vita comune, di condividere le proprie opinioni. Opinioni preziose che da tanto aspettavo di sentire… E che invece in molti (troppi!) tenevano serrate dentro, da decenni… Forse da una vita intera… Grazie a Dio hanno cominciato a sbloccarsi e a viverla, questa vita sociale a cui tutti abbiamo diritto e in cui tutti, nessuno escluso, siamo preziosi… decisivi direi!

Ho contemplato coppie arrivare al capolinea… era ora! Coppie orribili! Ma orribili da tanto tempo! Coppie di quel genere che non vorresti doverle incontrare di continuo in giro… e chiederti se davvero fa per forza così schifo, la vita di coppia! Ché poi magari, col fatto che le incontri di continuo, ti convinci pure, che la vita di coppia faccia schifo! Invece la vita di coppia può essere meravigliosa! Sono solo quelle coppie lì che sono terribili… E che si lascino, allora, no? Ah che sollievo, finalmente! Almeno non ci toccherà più trovarceli dovunque e potremo ricominciare a credere nella bellezza della vita di coppia 😀

Ho visto che, in generale, sono molte più di prima le persone che hanno cominciato ad assumersi una maggiore responsabilità civica. Spero con tutto il cuore che proseguano anche dopo la fine della quarantena. In molti aspettavamo da lungo tempo che le persone adulte dimostrassero una vera maturità… Invece di fare solo ridere e vergognare!

In sostanza, a guardar fuori mi pare che questo Coronavirus ne abbia portate un bel po’, di preziose opportunità di crescita personale!
Non tutti hanno saputo cavalcare questa onda, è evidente. Ma molti sì. E anche solo per questi ne è valsa la pena, secondo me 🙂

Sviluppo spirituale grazie al Covid-19

Una persona che comincia a sviluppare la propria vocazione è una persona che comincia a condividere la ricchezza della propria anima (oltre che quella della propria razionalità e istruzione, per esempio) con l’intera comunità. E’ un bene talmente prezioso da non avere prezzo!

Coloro che manifestano il coraggio di esporsi, di far sentire la propria voce, di partecipare alla vita comune, di condividere le proprie opinioni saranno cittadini valorosi. Su cui tanto noi quanto i nostri posteri potremo contare per la costruzione di un mondo via via sempre migliore. Spiritualmente, è una risorsa impagabile!

Le coppie autentiche, sincere, capaci di andare avanti a vivere (invece di castrarsi e tarparsi le ali a vicenda, solo per paura, fondamentalmente) sono delle preziosissime “sentinelle dell’amore“! Sono delle persone capaci di salvare l’amore vero, di preservarlo, di custodirlo e farlo rimanere vivo. Queste coppie sono le uniche in grado di trasmetterlo, anche, questo sentimento. Facendolo passare (e non morire!) da una generazione alla successiva… E’ una cosa importantissima!

Coronavirus, come affrontare la quarantena

E che dire della responsabilità civica? Insomma, è da quando sono piccola che vedo un meraviglioso pianeta perennemente rovinato, deturpato, stuprato da adulti che si comportano in modo irresponsabile, egocentrico e immaturo. Adulti che, profondamente, sembra non vogliano crescere mai; sembra non vogliano imparare mai a proteggere il mondo in cui tutti viviamo, grandi ma anche piccini, prendersene cura… Che tristezza! Vedere che questo atteggiamento (che, per quanto umanamente comprensibile, alla fine tende al criminale) è andato per lo meno un po’ diminuendo, non è stupendo? Secondo me sì 🙂

E tu? Qual è la più preziosa opportunità spirituale che ti è arrivata in dono, dal Coronavirus?
Condividila nei commenti!

Ilaria Cusano

PS. Se, leggendo questo articolo, ti sei accorta che effettivamente questo fiuto a te manca, non sei capace di sentirlo, codificarlo e seguirlo, ti aspettiamo al percorso di gruppo “Buon fiuto non mente”! E’ iniziato ieri, però! Ti facciamo entrare, ma scrivi a Manola immediatamente! (+393384243293)

 

Coronavirus: cosa NON fare se si sospetta di essere contagiati

Opera anche a livello spirituale

Continuiamo a scoprire qualche modo di affrontare il Coronavirus anche sul piano spirituale.
Non starò qui a ripetere le stesse cose che dicono migliaia di persone dovunque: stai a casa, mettiti la mascherina, non andare in pronto soccorso. E via dicendo. Sono fin troppi i messaggi in questo senso… Vediamo qualcosa di diverso, invece. Vediamo come possiamo agire su un livello più profondo, più invisibile eppure estremamente influente, rispetto a quanto bene (o male) ci viviamo le circostanze della vita.

La paura di essere contagiati, infatti, a livello emotivo agisce su vari punti deboli. Che tutti noi esseri umani abbiamo!

Coronavirus: cosa fare se si sospetta di essere contagiati

  1. Ci fa sentire in colpa e vergognarci anche solo nel prendere in considerazione l’eventualità.
  2. Alimenta il nostro senso di inadeguatezza, nutrendo a dismisura quella domanda interiore che, chi più chi meno, assilla tutti: “Ho qualcosa che non va?”.
  3. Ci fa temere di essere tagliati fuori, discriminati, emarginati, e dunque di essere in pericolo di sopravvivenza. Ci fa pensare che, forse, non siamo più al sicuro nella nostra stessa comunità.

Tutte cose terribili, a ben vedere, è evidente… Ma ti ripeto: si tratta di due piani specifici, quello emotivo e quello del pensiero – mal veicolato, per di più…
Prima di tutto voglio dirti questo: ci sono vari altri livelli in cui esistiamo e viviamo, vale la pena considerarli e “chiedere loro aiuto”, quando emotivamente e a livello di pensiero non riusciamo a “funzionare” tanto bene 😉

Secondo: tutto ciò che sentiamo con le emozioni e tutto ciò di cui mentalmente ci convinciamo non corrisponde alla realtà oggettiva. Si tratta di verità, certo, ma esclusivamente soggettive; e che, in quanto tali, possono anche essere modificate in qualsiasi momento, se lo vogliamo.

La condizione di contagiato dal punto di vista spirituale

Operato un certo distacco dalle emozioni e dai pensieri, una volta che ci siamo sufficientemente disidentificati da tutto questo materiale, possiamo andare oltre. Possiamo emanciparci dalle nostre stesse catene interiori e iniziare ad avere una visuale più ampia.
Ti faccio soltanto una serie di esempi. Prendili in considerazione così come ti viene, liberamente. Ma prendili in considerazione e ascoltati, mentre li leggi. Senti quello che percepisci a livello di vibrazione.

Spiritualmente, potrebbe essere che…

  • … il Coronavirus sia un modo attraverso cui Madre Natura ci sta indicando uno o più limiti che dobbiamo stare attenti a non superare più. Sull’inquinamento, per esempio, così come su tante altre questioni.
  • Potrebbe essere che ci stia arrivando una preziosissima opportunità per vivere la nostra fragilità tipicamente umana, e per scoprire che degli altri possiamo fidarci. E che a loro possiamo affidarci, anche, al bisogno!
  • Magari ci sta ricordando che, su questo piano terreno che tutti abitiamo, esiste la morte. E che sarebbe il caso di tenerlo presente, per poter vivere al meglio il tempo che ci è dato vivere.
  • Il Coronavirus potrebbe essere l’occasione tanto desiderata per riscoprire le cose e le persone davvero più presenti e importanti per noi, nel nostro cuore. Per trovare una nuova bussola interna, più “funzionante” di quella che usavamo prima, per orientarci nelle nostre decisioni quotidiane.
  • Potrebbe essere addirittura l’opportunità di ricollegarci al nostro corpo, alle nostre emozioni più ancestrali e, chissà, anche a Dio!

Vedi, questi sono solo alcuni esempi che sono venuti in mente a me. Sicuramente il Coronavirus può avere tanti altri significati, dal punto di vista spirituale. Ma senti come già solo il semplice fatto di aver ampliato la visione, di aver aperto le braccia a uno spazio più espanso, ti dà più spazio (e respiro!) anche dentro?
Prova a chiudere gli occhi e a sentirlo; proprio nel tuo petto, in come respiri…

Cosa rappresenta, quindi, un contagiato?

Ecco, in questa nuova ottica cosa rappresenta il contagiato, se non il portatore di tutte queste preziosissime opportunità e prese di coscienza?
Un personaggio scomodo, forse, ma che giunge per illuminare laddove magari c’è veramente troppa ignoranza… E su questioni talmente importanti…!! Non ti sembra?

Cosa voglio dire?
Che, nel caso in cui sospetti di essere un contagiato, non devi pensare male di te, infilarti in mille tunnel paranoici fatti solo di paure, angosce e brutti pensieri. Prova a vederla da un altro punto di vista. Prova a credere che questa pandemia sia solo l’ennesimo stratagemma (geniale, non c’è che dire!) che Dio e Madre Natura hanno escogitato per farci scoprire delle cose importantissime dell’esistenza.
Scoprirai anche che senza il contagiato tutto ciò sarebbe stato impossibile. E che, anzi, è proprio lui il principale veicolo di ogni nuova esperienza e saggia lezione che siamo chiamati a vivere…

Va meglio, così? 🙂

Ilaria Cusano

Coronavirus: cosa fare se si sospetta di essere contagiati

Life Coaching Spirituale

Tutto ciò che ti ho raccontato fa parte di quel che insegno col metodo che quindici anni fa ho portato in Italia. Se hai bisogno di conoscere e consolidare meglio questo livello spirituale di cui parlo, scegli qualcuno dei miei corsi online e inizia oggi stesso! E, se hai trovato utile questo articolo, condividilo anche tu attraverso i tuoi canali! Grazie 🙂

Coronavirus, come proteggersi dal contagio anche senza mascherina

Un aiuto spirituale

Coronavirus, come proteggersi dal contagio anche senza mascherina

Il piano spirituale esiste.
Non è proprio un caso che tutte le civiltà umane di ogni tempo abbiano avuto una qualche forma di spiritualità. E’ un sentire e bisogno primario dell’essere umano, non una superstizione né tanto meno un’evasione dalla realtà. E chi dice queste cose e si appella solo alla scienza, per esempio, semplicemente pecca di superficialità. Nel senso che non sa andare e stare nei livelli più profondi della realtà.
Quindi proviamo a osservare cosa accade, su questo piano spirituale.

Ovviamente ciò che vedremo sarà passibile di varie interpretazioni, tutte ugualmente giuste e sacrosante. L’importante è farlo, questo passaggio per il piano spirituale: transitare anche per di qua, e farlo prima di tornare a quella routine in cui molti di noi (troppi) tendono a farsi risucchiare…

Una delle interpretazioni certamente possibili parte dal fatto che, da un punto di vista spirituale, abbiamo una Madre e un Padre. Molto più importanti e decisivi dei genitori biologici! E questi sì che sono poteri forti! Altro che Europa e OMS…!! 😀
Io, per convenzione, chiamo questi genitori trascendentali Madre Natura e Dio. Tu chiamali pure come ti piace; li “etichettiamo” solo per poterne parlare.

La fede

Ecco, parlare in termini spirituali vuol dire dare per certo (o quanto meno aprirsi alla possibilità) che abbiamo fede.
Quella cosa meravigliosa che a molti sembra un dono della grazia divina, mentre chi ci vive sa che è una scelta. Come qualsiasi altra. Scegliamo di avere fede e ce l’abbiamo, punto. Dunque proviamoci, ad avere fede. Seguimi in questo ragionamento.

Può mai essere che abbiamo due genitori trascendentali, Madre Natura e Dio, e che questi qui ci mettano in un calvario, in un inferno senza via d’uscita, in una sfiga malefica di cui pare impossibile venire a capo? Cosa sono, sadici? 😀 Fa ridere, no? E’ evidente che non ha nessun senso!
La Madre Terra e il Padre Celeste esistono per proteggerci, per amarci, per benedirci esattamente con tutte le esperienze migliori possibili per noi.
Dal punto di vista spirituale, però!
Quindi non sono un’istituzione politica, una banca, un villaggio turistico, Netflix o un parco divertimenti: la loro funzione, nelle nostre vite, è di ordine spirituale. Perché noi siamo anche anime. Non solo, ma anche. E come anime abbiamo un viaggio da fare.

Se vedi, infatti, tra i vari tag in questi articoli sul Coronavirus ci ho messo anche quello “Diario di viaggio”: perché ci stiamo facendo un gran viaggio! Per qualcuno più bello, per qualcun altro purtroppo meno… Ma chissà che le cose non migliorino, leggendo i miei articoli… Lo spero 🙂

Protezione, amore e fiuto

Per vivere protetti, dunque, la prima cosa che dobbiamo fare è scegliere la fede.
La seconda è farci un bel bagno d’amore! Perché, come abbiamo visto, non può capitarci nient’altro che il nostro bene! E più ci credi e più va esattamente così; e sempre di più così. In una sorta di auto-ipnosi che funziona da Dio, te lo assicuro! E che può espandersi anche a un livello collettivo. Insomma, ci siamo suggestionati in massa per credere che esista il tempo (scientificamente, sappiamo bene che non esiste, che ce lo siamo inventati noi) e che le banconote abbiano un valore. Non ci possiamo suggestionare per continuare a credere che esistano Dio e Madre Natura che vogliono solo il nostro bene? Certo che sì! E ci conviene pure parecchio farlo! 😉

Coronavirus, come proteggersi dal contagio anche senza mascherina

A questa scelta profonda, spirituale, dobbiamo poi agganciare il fiuto. Eh già, il fiuto! Quello anima-le di cui tratto nel mio corso online “Buon fiuto non mente”; hai presente? Ah, tra parentesi: ne approfitto per farti sapere che ne parte uno di gruppo, di questi corsi, proprio domani! Se vuoi partecipare scrivimi: ilaria.cusano@gmail.com La versione base dura due settimane e costa 69 euro; la progredita dura un mese e costa 138 euro. Chiusa parentesi. Torniamo al fiuto.

Il fiuto è quella capacità tipicamente anima-le che ci fa distinguere cos’è vero da cos’è falso. Cosa ci fa bene da cosa ci fa male. Informazioni, influenze, relazioni, decisioni, tutto. Col fiuto fiutiamo, per l’appunto, le profondità di qualsiasi persona e situazione, e ci orientiamo nella direzione migliore per noi. Se però siamo talmente rimbambiti, intossicati e insensibili da non sapere nemmeno cos’è, questo fiuto, come facciamo a orientarci? Come facciamo a sapere qual è il luogo, prima di tutto simbolico, invisibile, interiore, psichico e spirituale, in cui siamo al sicuro? Per vivere protetti dobbiamo imparare a scovarli, questi luoghi in cui siamo al sicuro; e dobbiamo partire da dentro di noi. Nessuna mascherina ci esimerà dal dover fare questo “lavoro”… né ora né mai…

A domani!

Ilaria Cusano

PS. Aiutami a far girare questi articoli. Sono importantissimi, come supporto per compiere un’elaborazione spirituale del poderoso processo che stiamo vivendo grazie al Coronavirus. Thanks 🙂

Coronavirus, cosa può insegnarci la Storia

Emergenze spirituali: il Coronavirus sul piano spirituale

Coronavirus cosa può insegnarci la Storia

A marzo e ad aprile ho creato e pubblicato due serie di video sul Coronavirus, nel mio canale YouTube. Inizialmente mi è stato richiesto, in un momento in cui mi è parso come una coincidenza significativa! Sentivo di avere una precisa responsabilità, di dover fare qualcosa; ma non capivo cosa. Quando mi è stato domandato di fare dei video, ho preso subito la palla al balzo.

Dopo averne ideati, registrati e pubblicati ben dodici, però, ho capito che non sarebbe bastato. Né alla mia community, per orientarsi in una circostanza davvero molto fumosa, soprattutto per chi ha poche difese, da un punto di vista spirituale… Né a me, per mettermi la coscienza a posto; per farmi credere di aver fatto abbastanza.
Ho ancora qualcosa da dire, e da dare. Così eccomi qua, a scrivere anche una serie di – sempre dodici, numero simbolicamente significativo 😉 – articoli!

Ti prego di aiutarmi a farli girare il più possibile. Condividendoli tramite Facebook, WhatsApp o qualunque altro mezzo tu abbia a disposizione. Come vedrai, contengono proprio “il pezzo mancante”; quel pezzo essenziale per potersi vivere bene questo prezioso momento di emergenza spirituale.

Cos’è un’emergenza spirituale

Cito direttamente dal sito ufficiale dell’International Spiritual Emergence Network.

Le crisi psico-spirituali o “emergenze spirituali” (descritte e denominate tali per la prima volta dagli autori transpersonali Christina e Stanislav Grof), riguardano le difficoltà che una persona può incontrare rispetto all’ambito spirituale della sua vita, che possono incidere sul suo benessere psico-emotivo e ripercuotersi anche su altre aree della sua esistenza (relazionale, lavorativa etc.).
Queste difficoltà possono assumere varie forme, ma l’aspetto caratterizzante è il confronto disagevole e la difficoltà di gestione dell’esperienza spirituale in sé e delle sue varie simbologie, anche inconsce, a cui possono associarsi anche sensazioni psico-fisiche inusuali.
Queste simbologie, come mette in evidenza la Psicologia Transpersonale, delineano un percorso evolutivo di trasformazione e di crescita (per quanto difficile), e sono spesso descritte dalle tradizioni spirituali del pianeta, che hanno evidenziato l’esistenza di stati di coscienza superiori-spirituali, come quelli meditativi, estatici, sciamanici, peak experiences, etc.

Il Coronavirus e la Storia

Dopo aver letto questa descrizione, non ti sembra che ne abbiamo vissute già tante, nella Storia, di emergenze spirituali?
Non ti sembra anche che spesso uno dei problemi maggiori sia stato proprio il non aver saputo guardare a queste esperienze anche da questa angolazione? Individualmente e collettivamente, intendo.

Sono passati quasi due mesi, da quando questa emergenza è iniziata.
In questo periodo ci siamo informati, abbiamo letto, guardato video, capito molte cose; abbiamo attraversato tante emozioni, siamo cambiati e cresciuti (spero!!)… Ma cosa abbiamo maturato?

Perché quarantena o non quarantena, Covid o non Covid, a un certo punto arriva il momento della Libertà, della Scelta, del Potere e della Responsabilità. Quella fase in cui dobbiamo aver maturato. Una posizione, una decisione, delle scelte. Dobbiamo aver capito dove metterci e perché, in virtù di quali percezioni e valori. Aver deciso cosa fare! Tra tutto quello che possiamo fare, naturalmente. Perché ci sono cose al di fuori del nostro campo d’azione e, per tutte quelle, le opzioni sono (e saranno) sempre e solo due: fidarsi o non fidarsi.
Anche questo dobbiamo scegliere – non “capire”, ma scegliere: mi voglio fidare o no?

Mi voglio fidare e voglio continuare a vivere, costruire, innovare e creare? O voglio tirarmi indietro da questa fiducia e smettere – di vivere, costruire, innovare e creare?
Io ho scelto di fidarmi e di continuare. Mi auguro lo farai anche tu, ma…

… ho potuto sceglierlo perché so operare una completa elaborazione spirituale

Coronavirus cosa può insegnarci la Storia

E’ questo il punto che mi preoccupa e su cui sento che devo assolvere appieno alla mia responsabilità!
Questa società, che non ha saputo insegnarci neanche cosa sono, le emergenze spirituali; questa società che a mala pena ci ha fatto sapere che esistono, le emergenze spirituali… Come ha fatto a fornire alla gente gli strumenti per affrontarle?

Infatti non lo ha fatto. E’ proprio qui il problema!
Quasi nessuno ha la minima idea di quello che sta succedendo, sul piano spirituale.
Certo che si ha paura dei complotti, dei nemici, dei “poteri forti”… Quando non si sa nemmeno che nome dare a ciò che percepisce…!! Quando non sa di cosa si tratti… Lo si avvicina a ciò che, a intuito, gli somiglia, anche solo vagamente, ma non è lì la questione.

Quei “poteri forti” che i più temono sono proprio quelle energie trascendentali e transpersonali, quegli stati di coscienza superiori-spirituali relativi alle emergenze spirituali. E’ di questo che tratterò nei miei dodici articoli.
Ne pubblicherò uno al giorno. Ti prego: leggili e aiutami a farli girare. E’ importante.
Grazie 🙂

Ilaria Cusano

PS. Nel mio canale YouTube trovi i dodici i video, su questo tema. Se vuoi, hai anche la possibilità di abbonarti per partecipare alle due dirette mensili e ricevere contenuti esclusivi per la community più affezionata. Clicca su “Abbonati”.

Come vivere il presente, qui e ora: guida, di Manola Tegon

Il mitico presente: Qui e Ora

Oggi vorrei parlarti di uno dei mantra che spopola di più nel web:

Vivi il qui e ora

e darti alcuni consigli su come metterlo in pratica nella vita di tutti i giorni, mettendo in luce cosa non è il vivere qui e ora.

vivere il presente qui e ora

Il qui e ora: il tormentone del momento

Vivi il qui e ora! dicevamo, è sicuramente uno dei mantra che sentiamo ripetere più spesso in questi tempi attuali, dove corsi di Life Coaching, crescita personale e motivazionale ci vengono proposti in ogni salsa. Spesso, però, tutti questi discorsi e stimoli ci lasciano ben poco di pratico sul “cosa possiamo fare” per migliorare le nostre vite: mille slogan che difficilmente riusciamo a mettere in pratica nella quotidianità, con il rischio, a volte, di fraintenderne anche il vero significato.

Non ti nascondo che la la prima volta che mi è stato detto di vivere nel qui e ora, ho provato un senso di fastidio.
Mi sembrava una bella scusa per poter prendere la vita in maniera superficiale, privandola di qualsiasi scopo, stando concentrati solo su ciò che accadeva nel momento presente.
Se per vivere bene devo vivere nel qui e ora, cosa mi importa di quello che è stato? Posso semplicemente dimenticare!
Perché dovrei pensare al futuro, programmare, fissare degli obiettivi? Non sono necessari perché basta che mi vivo il qui e ora!
Sono bastati pochi giorni per rendermi conto che qualcosa non andava.

Paradossalmente, seguendo l’approccio del qui e ora la mia vita non migliorava…anzi!
Il rimpianto per situazioni passate in cui mi sembrava di aver vissuto tempi migliori cresceva, e soprattutto la mancanza di una programmazione, del capire dove volevo andare e cosa volevo raggiungere mi teneva in un presente pieno di confusione e inconcludente.
Allora mi sono fermata a riflettere. Mi sono presa del tempo per capire, e ho realizzato che avevo travisato tutto.
Facendo chiarezza dentro di me, ho trovato la chiave per vivere davvero un qui e ora appagante (a tal punto che ho deciso di tatuarmelo sul polso sinistro al posto dell’orologio!), e che mi va di condividere con te.

Per vivere il qui è ora è molto importante onorare le tue esperienze passate

Quelle positive e quelle negative.
La persona che sei oggi è esattamente la somma di tutto ciò che hai vissuto, e il tuo passato è lì non per farti rimpiangere i tempi andati, ma per mostrarti le lezioni che hai imparato fino a oggi. Il tuo passato è come una vecchia libreria, dove sono riposti tutti i libri che racchiudono ogni tua esperienza: al bisogno, puoi andare a sfogliarli per vedere come ti eri comportata quella volta, e magari scoprire che non serve aver paura, perché avevi già affrontato quella situazione ed egregiamente, oppure capire che questa volta hai l’occasione per fare di meglio.

La seconda cosa importante per vivere il qui e ora è programmare

Lo avresti mai detto? Ebbene sì! E’ un’attività fondamentale!
Chiarire quali sono i tuoi obiettivi di vita personali e di coppia è essenziale perché tu possa vivere un presente sereno. Solo se sai dove vuoi andare e con chi, con quali strumenti e in che tempi, potrai davvero goderti il momento presente.
La tua mente deve essere serena e sgombra da pensieri, per potersi godere il tramonto sul mare con la persona che ami, il pomeriggio di giochi con il tuo bambino, il concerto con i tuoi amici! Se la tua mente è impegnata di continuo a porsi domande, come può godere del momento presente?

vivere il presente qui e ora

Una filosofia di vita da applicare con disciplina

Come vedi, saper vivere il qui e ora è una vera e propria filosofia di vita che va applicata con disciplina.
All’inizio potrà sembrarti anche parecchio faticosa; per questo ti consiglio di fare un esercizio.
Ti serviranno un foglio, dei colori e un’agenda.
Con il foglio e i colori, disegna la tua libreria del passato: scegli tu se catalogarla per anni, esperienze, fasce d’età, e tienila in un posto a portata di mano, se vuoi anche visibile. Darai così alla tua mente il pensiero che il tuo passato è archiviato e in ordine, disponibile ogni qualvolta che sentirai il desiderio di consultarlo.
Nell’agenda, invece, comincia a programmare da qui a un anno almeno ciò che vuoi fare (un viaggio, cambiare lavoro, raggiungere il tuo peso forma, trovare un compagno) e, se sei in coppia, fai anche un’agenda di obiettivi comuni.

Questo ti aiuterà a mettere in atto le azioni quotidiane per raggiungere i tuoi obiettivi.
La nostra mente è eccezionale: nel momento in cui le viene detto dove bisogna andare, trova tutte le soluzioni per raggiungere la destinazione. E, nel frattempo, tu potrai goderti il qui e ora, guardandoti un bel tramonto sul mare 🙂

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla

Il successo personale di cui nessuno parla

Nell’ambito della crescita personale, la maggior parte delle volte, si parla solo di un certo tipo di successo: quello basato

  • sulla potenza dell’individuo,
  • sul potenziale latente tutto da conoscere, sviluppare e vivere,
  • e sui limiti che crediamo di avere e invece possiamo superare.

Non a caso, invece, ho deciso di fondare una scuola di Life Coaching Spirituale: perché credo che sia proprio in quella facoltà che nel 1983 fu denominata “intelligenza spirituale/sociale” tutto il bello – e l’utile – ancora da scoprire.

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla
Ph. by Global Stomping

Il successo personale, in qualsiasi modo lo si voglia intendere (appagamento, vitalità, ricchezza, salute, amore o tutto questo insieme) non dipende mai solo dall’individuo: in altre parole, tu da solo/a non basti a renderti felice.
Ti faccio qualche esempio banalissimo basato sulla mia esperienza.
Negli anni, sono diventata discretamente nota e molto apprezzata nella mia professione di Coach. Di sicuro in parte è merito mio e del mio talento e della tenacia, genialità e disciplina con cui lavoro. Ti assicuro, però, che moltissimo merito va a tutti i clienti che, prima di sapere come sarebbe andata, mi hanno dato fiducia; ai miei followers, che condividono i miei contenuti e fanno conoscere il mio lavoro; ai miei collaboratori, che mi aiutano a realizzare l’opera migliore possibile; e anche al mio compagno e alle mie amiche, che mi supportano, nutrono e rendono felice nel corpo, nel cuore e nella pancia.

In buona sostanza, il successo personale ha moltissimo a che fare con ciò che gli altri ci concedono, sia perché ce lo siamo conquistato da loro, sia perché sono abbastanza generosi, fiduciosi e ambiziosi da farlo.
Ma andiamo più in profondità e nel concreto.

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla

  1. Sapersi connettere allo spirito, che è sempre collettivo, e saper agire a partire da quella connessione.
  2. Saper interpretare, sempre da quella connessione, i momenti, i mutamenti, le crisi e le esigenze della comunità.
  3. Essere in grado di usare la connessione spirituale per inventare modi attraenti di offrire risposte creative ai bisogni altrui.
  4. Vedersi parte di un ingranaggio più grande, e in un ruolo e compito ben precisi all’interno di questo ingranaggio.
  5. Saper scegliere contesto e persone con i quali operare, consci del fatto che una palma piantata in California cresce ben diversamente da una piantata sull’Himalaya.
  6. Essere capaci di contribuire spontaneamente al bene comune, non per dovere né per costrizione né tanto meno per andare a genio a qualcuno, ma per il semplice fatto di respirare.
  7. Saper appartenere e intessere in modo fluido, senza tanti complimenti e salamelecchi.

Come avrai notato, si tratta di tutte competenze spirituali. Per questo portiamo avanti una scuola di Life Coaching Spirituale: perché sono proprio queste le skill che mancano… e si vede e si sente!

Se ci rifletti un attimo, infatti, ti risulterà logico che, nel momento in cui una persona diventa capace di mettere in campo queste capacità, può ottenere tutto quello che vuole dalla vita.
Come?

7 skill spirituali per ottenere tutto quello che vuoi dalla vita

Se la maggior parte del successo di cui godo è, in qualche modo, merito degli altri (dei miei genitori che mi hanno messa al mondo, del mio compagno che vede la mia bellezza e del potenziale cliente e collaboratore che mi danno fiducia e riconoscono il valore di ciò che faccio), allora è su di loro che devo concentrarmi per realizzarmi.
Ma come faccio a connettermi a tutti contemporaneamente? Sono troppi!
Non se li penso come un tutt’uno: lo spirito.

Successo personale, 7 skill di cui nessuno parla
Ph. by Global Stomping

Lo spirito è uno solo e ci contiene e collega tutti quanti.
Allora mi basta imparare a connettermi a questo campo di coscienza per imparare anche ad avere una percezione palpabile della collettività.
Perché questa collettività, però, mi guardi, mi veda e mi apprezzi, ovviamente devo trovare il modo di renderla sommamente felice.
Ognuno ha le proprie risorse, ma a prescindere da queste la chiave è predisporsi a servire, rallegrare e illuminare il mondo.
A quel punto, quando ci riesco, ottengo l’attenzione altrui: il mondo inizia a notare che esisto e che sto facendo qualcosa che vale. E così inizia anche a nutrirmi: con l’attenzione ma, banalmente, anche coi soldi che mi dà per ciò che offro – soldi con cui io, di fatto, vivo.

Lo spirito a cui so restare connessa, nel tempo, nel corso di questo mio servizio di una vita, mi manda tutte le informazioni di cui ho bisogno per fare quel che devo. Ma quel che devo non ha mai a che fare solo con la mia realizzazione: la mia realizzazione nemmeno esiste, da questo livello di coscienza. O faccio fare successo agli altri, o il mio successo personale non prende forma.
In altre parole, il tuo successo personale prende forma nella misura in cui riesci a concretizzare il successo personale altrui.

Quando la connessione spirituale è salda e stabile, tutto questo processo è naturale e fluido, richiede più resa che sforzi. Certo, bisogna saper morire e non tutti hanno il privilegio di imparare… Ma di certo, finché si resta ancorati al paradigma dell’individualismo, nel quale ci si vede e sente come persone realmente esistenti come esseri separati, dotati di una volontà propria che può avere il sopravvento sulle cose della vita, si resta schiavi dell’illusione e incapaci di realizzare un successo personale ampio e duraturo.

Ilaria Cusano

PS. Se questi argomenti ti affascinano e piacerebbe anche a te insegnare alle persone questo tipo di approccio, valuta la possibilità di partecipare a TrasFormazione, la formazione professionalizzante di Life Coaching Spirituale: la trovi qui, tra i corsi online fruibili in autonomia della nostra scuola.

 

 

Cos’è il distacco emotivo e a cosa serve, di Manola Tegon

Se dico distacco emotivo… qual è il tuo primo pensiero?

Se ti dico distacco emotivo… qual è il primo pensiero che ti suscita? A quale emozione lo assoceresti?

E’ molto probabile che questo binomio ti rimandi a un individuo freddo, magari cinico, incapace di farsi coinvolgere dagli altri. Una persona poco empatica, che guarda alla vita e agli altri solo con la razionalità, senza farsi toccare dalle persone che la circondano e dalle esperienze che vive.
Se in parte questo può anche essere vero, il distacco emotivo è una condizione di cui tutti siamo capaci e che, se usata nei modi corretti, può aiutarci a vivere meglio la vita di tutti i giorni.

Lo scopo di questo articolo sarà proprio aiutarti a riconoscere

  1. in quali situazioni della tua vita non pratichi il distacco emotivo,
  2. quando ti può essere utile
  3. e come utilizzarlo al meglio.

distacco emotivo

Ma per fare questo mi è necessario prima fare una premessa.

Distacco emotivo e social media

Viviamo in un’epoca in cui ci vengono forniti degli ottimi strumenti di “analisi” dei nostri comportamenti e che utilizziamo di continuo, non consapevoli delle potenzialità che possono offrirci. Nello specifico, mi riferisco ai diversi social che ognuno di noi usa quotidianamente.
Ma torniamo a parlare di distacco emotivo.

Tutti i social media, per attirare la nostra attenzione e accumulare più interazioni, fanno leva sulle emozioni da suscitare nelle persone: immagini e titoli di effetto vanno a colpire dritti al nostro sistema emotivo. I social media manager lo fanno seguendo le regole del social marketing, per far aumentare i profitti delle aziende, per creare consenso intorno a una determinata questione politica, un tema sociale, ecc.
E noi, in base all’intensità dell’emozione suscitata, risponderemo o meno.

A questo punto ti starai chiedendo: ma il distacco emotivo cosa c’entra con tutto questo? Con la mia vita di tutti i giorni?

Te lo spiego con un esempio pratico, che puoi mettere in pratica già da subito e proprio usando i social.
Ti sarà capitato sicuramente che una frase, una citazione, una foto che uno dei tuoi amici su Facebook ha postato ti ha particolarmente infastidito. Hai deciso di non mettergli il like, di commentarlo in maniera pungente o addirittura di non seguirlo più.
Ecco, in questo caso non hai messo in atto il distacco emotivo ma, al contrario, ti sei fatta coinvolgere… emotivamente!

Cosa ci insegna il non riuscire a mettere in atto il distacco emotivo?

Come mai a volte non riusciamo a distaccarci emotivamente? Perché in certe situazioni, sebbene siamo capaci a non farci coinvolgere da tutto e tutti, proprio non ce la facciamo a non irritarci o addirittura arrabbiarci, e magari ci portiamo dietro il pensiero per ore o, talvolta, giorni?

Perché, in qualche modo, quel post stava parlando di un’emozione che conosci benissimo, ma di cui non sei pienamente consapevole. Un’emozione che in fondo ti appartiene e sulla quale probabilmente hai bisogno di lavorare.
Altre volte, al contrario, mettiamo in atto il distacco emotivo senza nemmeno accorgercene, perché il post scorre davanti ai nostri occhi e non lo vediamo; lo leggiamo e magari ci suscita una reazione positiva, addirittura di felicità per l’altro, per chi lo scrive.

Ma il distacco emotivo (ed è qui l’esercizio da fare!) può essere attivato con successo anche a posteriori!
Quando leggi qualcosa che ti provoca rabbia, fastidio, malumore in generale, fermati un attimo e pratica il distacco emotivo: quella persona non stava pensando a te mentre scriveva quel post, come avrebbe potuto? E’ molto improbabile! Quelle parole non ti riguardano.
O, se sì, se davvero ti riguardano, forse è ora di chiederti (e magari chiedere a chi scrive) perché e come 😉

distacco emotivo
“Solitude and the Sea”, a theme by Jacques Bodin

Fin qui ti ho parlato delle dinamiche sui social, ma questo è un esercizio da mettere in pratica anche nella vita di tutti i giorni: nella pausa caffè con il tuo collega, a cena con il tuo partner, a pranzo con i tuoi genitori, in bus per andare al lavoro.
Perché l’incapacità di distaccarti emotivamente può rovinare tanti tuoi rapporti, dal punto di vista affettivo: relazioni di coppia e familiari, rapporti con gli amici e coi colleghi al lavoro, nuove conoscenze che avrebbero potuto diventare qualcosa di più significativo e profondo e che, invece, hai rovinato sul nascere, per un fraintendimento, per esserti offesa o per aver preso sul personale qualcosa che non lo era.

Per concludere, il distacco emotivo è la capacità di guardare agli altri senza farsi travolgere dalle loro di emozioni.
Il che non vuol dire non essere empatici e non interessarsi ai momenti di difficoltà dell’altro, ma saper osservare da una certa distanza di protezione ciò che accade nella vita altrui.
Il distacco emotivo, inoltre, è uno dei presupposti fondamentali per poter aiutare l’altro, perché ci permette di vedere la realtà in maniera più lucida. Solo quando non siamo troppo coinvolti dai problemi dell’altro possiamo aiutarlo a trovare le migliori soluzioni per uscirne.

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

Cos’è il channeling e a cosa serve

Channeling = Canalizzare

Cos’è il channeling?
Ti dico la verità: le definizioni che si potrebbero dare di questo termine sono davvero molteplici, e tutte valide. Dovendo scegliere di mettere in risalto un paio di aspetti, visto che ho uno spazio limitato in questo articolo, mi concentrerò su quelli che per esperienza conosco meglio.

Anzitutto, però, facciamo chiarezza sul verbo canalizzare.
Com’è evidente, la parola channeling richiama un’immagine, quella di un canale.
Un canale convoglia, indirizza, fa scorrere; concentra l’energia in un preciso spazio allo scopo di traghettarla da un punto A a un punto B – e non di conservarla, per esempio.
Sicuramente, quindi, tutte le attività di canalizzazione hanno a che fare con questa specifica funzione, quella del canale per l’appunto, di qualunque tipo esso sia.

channelling-ilaria-cusano

Channeling: persone come canali

La canalizzazione, in fondo, è la base del Life Coaching Spirituale – dando un’occhiata ai miei audio-corsi puoi riconoscere che è così, che sono tutti basati sulla funzione del channeling.
Personalmente non amo mettere in risalto questo aspetto proprio perché, essendo la canalizzazione piuttosto sconosciuta, nominandola dovrei anche spiegare bene cos’è, e spesso non c’è tempo e modo per farlo.
Qui, invece, ho questa opportunità, quindi ne approfitto 🙂

Una delle caratteristiche basilari del Life Coaching Spirituale consiste proprio nel riferirsi a un’entità superiore: ognuno di noi professionisti, ovviamente, ha delle idee e opinioni personali rispetto alla direzione e agli obiettivi dei vari clienti, ma li deve mettere da parte per accompagnarlo verso ciò che lui stesso, sessione dopo sessione, individua come il proprio massimo bene.

E’ un po’ quello che dovrebbero fare i bravi educatori in generale, secondo me: genitori, insegnanti, trainer. Astenersi dal giudicare qual è il massimo bene della persona che stanno affiancando nella crescita, e tenere sempre le antenne ben dritte per intercettare i segnali che arrivano strada facendo. Dalla persona in questione, ma non solo: anche da Dio.

(Io lo chiamo Dio perché sono Cristiana, ma è evidente che si può chiamare anche Allah, Krishna, Energia Divina, Intelligenza Universale o come si preferisce)

Canalizzare Dio è possibile?

Certo che lo è! Per questo, da che mondo è mondo, in ogni epoca e in tutte le culture, esistono dei professionisti che lo fanno proprio per lavoro. I più famosi sono i sacerdoti e i guaritori, ma ce ne sono tanti altri; noi Life Coach Spirituali siamo tra questi. Laici ma devoti, al di fuori delle istituzioni religiose ma dediti al servizio del prossimo.

Il channeling è un’arte, e come tale richiede un tempo e un apprendistato, per essere appreso.
Si faranno degli errori, naturalmente; ma si imparerà, anche. Praticandolo.
Le tecniche per farlo sono tante; nel Life Coaching Spirituale ci preme anche mettere i nostri clienti nella condizione di imparare a farlo anche autonomamente, in qualche modo. In maniera tale che, una volta finito il percorso, sappiano continuare a “connettersi” per ottenere le migliori risposte, ispirazioni e soluzioni per la propria vita.

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L’ostacolo fondamentale, infatti, ha a che fare con l’ego.
L’ego non è un problema di per sé, anzi! La maggior parte delle persone, però, ha un ego disconnesso (da Dio), e questo altroché se è un problema! Anzitutto per la persona stessa.
Perché, invece di fare le scelte che la portano verso la gioia, la ricchezza, la realizzazione e la soddisfazione, prenderà decisioni che la sabotano, per esempio, che la mettono in difficoltà, che la limitano, limitando anche le proprie possibilità di felicità.
Per questo la canalizzazione è preziosa: perché, in un’epoca dove moltissime persone hanno perso (giustamente) fiducia nelle istituzioni religiose, che si sono macchiate di qualsiasi crimine più esecrabile, riusciamo a non perdere, però, la fiducia in Dio, che è cosa ben diversa dalla Chiesa.

Qualcuno dice che Dio è dentro di noi. In parte è vero, ma in parte no. Dio è in noi in una Sua microscopica parte. Per lo più, invece, è fuori di noi, in quanto ben più immenso e incommensurabile di qualsiasi identità umana. Per questo è importante saperne percepire la “voce”, nei momenti più focali. E, per farlo, bisogna esercitarsi.

Nei miei audio-corsi trovi tantissimi spunti in questo senso.
Se senti che è la tua strada, comincia con uno o, meglio ancora, con 2 o 3, facendoti un programma di 2/3 mesi. Un audio al giorno per qualche mese di seguito ti darà già diversi risultati; un po’ alla volta anche tu imparerai a padroneggiare l’arte della canalizzazione, almeno per te stessa/o e le persone che ti sono più care.

Ilaria Cusano