Svegliarsi presto al mattino, di Emanuela Viara

Svegliarsi presto al mattino: tecniche e benefici

Anche tu fai parte di quella categoria di persone che rabbrividiscono al solo pensiero di puntare la sveglia alle 5 del mattino? Magari con tic nervosi annessi? 😀
Ironia a parte, molti hanno una costituzione per cui al mattino fanno fatica a carburare, mentre la sera hanno un’esplosione di energia. Io appartengo proprio a questa famiglia.
Ma una buona notizia c’è: è possibile iniziare la giornata presto e senza soffrire, per renderla più produttiva e aumentare la propria salute.

svegliarsi presto al mattino

Partiamo dal presupposto che, per analogia, un giorno intero rappresenta a livello microscopico l’intero ciclo della nostra vita.
Il mattino quindi, è l’inizio di questo ciclo.

Con il sorgere del sole, il mattino simboleggia la nostra nascita…

… la notte simboleggia la morte, il momento in cui lasciamo il corpo addormentato.
Sempre per analogia, le prime ore della giornata rappresentano l’infanzia, la tarda mattinata l’adolescenza, mentre verso le ore 12 vi è la maturità.
Sappiamo che una nascita e un’infanzia traumatiche sono in grado di condizionare l’intera vita, a patto che non si faccia un lavoro attivo su di sé per trasformare questi eventi in elementi evolutivi.
Ugualmente, la modalità in cui iniziamo la giornata la condiziona per intero, è quindi importante cominciare con una buona vibrazione.

Teniamo presente anche che, secondo la medicina tradizionale cinese, il nostro corpo è soggetto a cicli circadiani: ogni organo presenta una fascia oraria di massima o minima attività. Stare svegli fino a notte inoltrata, quindi, può portare a sforzare alcuni organi che dovrebbero riposare per rigenerarsi.
Consideriamo anche che l’uso della sveglia è relativamente recente rispetto all’evoluzione umana. Il nostro corpo subisce così un iniziale stress per via del suono metallico e del risveglio brusco, sperimentando una produzione di adrenalina.

Con tutti questi elementi è più che chiaro che il risveglio deve avvenire seguendo i cicli della natura e del nostro corpo, al sorgere del sole in base alla regione in cui viviamo (intorno alle 5 del mattino d’estate e alle 6.30 in inverno), svegliati dolcemente dalla luce e non da un suono allarmante.
Tutto questo porterà un globale benessere a livello fisico, emozionale e spirituale, con un aumento di energia.
L’elenco dei benefici è facilmente immaginabile. Anche la nostra produttività aumenterà a livello di prestazioni lavorative o sportive per esempio.

svegliarsi presto al mattino

Come si può fare per svegliarsi presto al mattino?

Sono convinta che non sia necessaria una tecnica precisa. La mia idea è apportare un cambiamento perché comprendo nel profondo di me che è quello che mi serve per avere un grande beneficio.
Non si tratta di aggiungere nuove abitudini, quanto di eliminare quelle errate. La riuscita di un obiettivo dipende più dalla motivazione e dal desiderio di aumentare la propria salute, di amarsi ancora di più.
In questo modo non ci si sveglia con sforzo, ma con il piacere di condurre una vita sana.
La disciplina, però, è un elemento importante. Solo quando si vuole qualcosa con convinzione si riesce a ottenerlo.

È chiaro che, se gli orari sono troppo sregolati, non è pensabile iniziare a svegliarsi alle 5 da un giorno all’altro. Il cambiamento può essere dolce, anticipando il risveglio di 10 minuti ogni giorno, inizialmente con l’aiuto di una sveglia perché ancora non si avrà un’abitudine consolidata. In questo caso si può cercare una sveglia che richiami i suoni della natura. Oppure attualmente esistono in commercio sveglie che riproducono la luce del sole.

Risulterà necessario andare a dormire prima di quanto siamo abituati, probabilmente. Anche in questo caso l’orario oscillerà in base alle stagioni e al luogo in cui si vive.

svegliarsi presto al mattino
Ph. by Michael Bernard Beckwith

Per ottenere un beneficio ancora più importante, possiamo inserire al risveglio una nota vibrazionale per influenzare l’intera giornata. Connettendoci con il nostro cuore possiamo recitare una frase di gratitudine e intento.
Prima di alzarsi dal letto, è bene sgranchirsi e allungarsi, così da non traumatizzare il corpo. Seguire poi con una meditazione (anche di 5 minuti) o tecnica di respirazione, una leggera attività fisica come il Qigong o i 5 Riti Tibetani e poi la colazione.
A quel punto saremo pieni di energia ed entusiasmo per rendere ogni giorno un giorno migliore!

Non posso che augurarvi un Buon Nuovo Risveglio 🙂

Emanuela Viara

www.manuamaru.itPagina Facebook Amaru – Emanuela Viara

 

Non ho voglia di far niente! di Alessandra Valzania

Sai che c’è?! …non ho voglia di far niente!

Per l’opinione moderna il dolce far niente è considerato un’eresia in totale opposizione con l’osannata e febbrile frenesia sociale.
Eppure questa visione è quanto di più lontano possa esserci dalla verità: l’ozio è una parte integrante e indissolubile della nostra vita e saperne trarre i maggiori benefici è uno dei segreti per un’esistenza piena e gioiosa.

Secondo un’interpretazione etimologica antica, sia romana che greca, esso significava inizialmente tempo libero, immerso nella dimensione creativa; per cui l’ozio indicherebbe il possedere del tempo da usare in attività come lo studio e la meditazione, con un unico fine: la conoscenza o la contemplazione intima di se stessi.

non ho voglia di far niente
John William Godward – Dolce Far Niente (1906)

Ora, attenzione: i termini ozio e dolce far niente sono pressoché scomparsi dal nostro linguaggio, in quanto la società non trova più spazio per questo genere di ‘attività’, ne elimina perfino la terminologia, facendola virare verso concetti negativi per la collettività.

L’idea è che nel ‘Dolce far niente’ ci si rilassi troppo diventando improduttivi e pigri

E’ una credenza comune, gran parte della società l’ha adottata come verità assoluta.
E’ solo un pensiero consolidato, invece, quello per cui chi è perennemente indaffarato viva una vita di successo e appagamento; non ci sono prove concrete che lo confermano.
La verità appurata è un’altra, dal punto di vista salutare: la possibilità di ritagliarsi tempo per coltivare l’ozio garantisce un’occasione per lasciare andare le tensioni fisiche e mentali date dalla pressione dell’agenda quotidiana.
Questo spazio previene e interrompe la costante stimolazione del sistema nervoso che porta al diffusissimo ‘stress’, che a lungo andare può causare la venuta di problemi di salute con numerose patologie ‘moderne’.

Quest’inno al dolce far niente è dunque una spassionata riflessione sul prendersi del tempo, coltivare un atto di amor proprio, lasciandosi cullare dalla pura coscienza.

non ho voglia di far niente
John William Godward – Dolce Far Niente (1904)

Ebbene sì, non sempre servono anni di ascetismo e diete massacranti per ascoltarsi veramente.
Sono proprio questi spazi che conducono a una profonda connessione con la propria mente creativa.
Slegandoci dai legami del dovere, troviamo il piacere di lasciarci andare ad attività o riflessioni contemplative che ci portano in diretto dialogo con il nostro Essere, libero finalmente di esprimersi a piacimento e senza condizionamenti.

Sai che c’è: ‘Non Ho Voglia Di Fare Niente’

… che frase liberatoria!

Per me non è stato facile accettare di avere questa esigenza; accettarla ma soprattutto superare ciò che sentivo intorno a me: una sorta di giudizio su ciò che era giusto fare, l’idea di dover avere continuamente risultati utili e coerenti con la società.

Sia ben inteso il non confondere questo dolce far niente con la nullafacenza o il fancazzismo (francesismo)…  che altro non fa che negare l’azione che di solito si fa, non crea uno spazio nuovo grazie al quale, dopo aver abbandonato la colpa o il conflitto, si comprende che in questi momenti siamo totalmente produttivi per il nostro benessere interiore!

Sospendiamo tutte le attività finalizzate al profitto

E resta la possibilità per il silenzio mentale, nel quale la nostra energia profonda, interiore, riesce a liberarsi, a riaffiorare, ripara e ricompone ciò che sfruttiamo continuamente e senza sosta, lasciando spazio al puro piacere di esistere e semplicemente Essere.
Un’esperienza fondamentale, personale, che apre le porte ad altri grandi benefici “sottili” che non vediamo, ma che sono il nostro carburante invisibile – ad esempio le intuizioni!

Dagli uomini grandi ci si aspetta che sia grande non solo il loro modo di esercitare negotia, ma anche quello di comportarsi negli otia.
Catone il vecchio (234–149 a.C.)

non ho voglia di far niente
John William Godward – Dolce Far Niente (1897)

Bisogna dunque iniziare col programmare dei momenti d’ozio, considerandoli dei momenti della giornata imprescindibili per noi.
Si tratta di una vera e propria rivoluzione interiore ed esteriore! Non possiamo aspettare che la vita, la società, il lavoro, la famiglia e gli amici ci concedano, di comune accordo, dei momenti di tregua. Solo noi abbiamo il potere di riportare nella nostra vita quella dimensione che, in parecchi casi, non viviamo più dai tempi dell’infanzia.
Il più delle volte la felicità si nasconde anche in queste piccole cose.

Ozio. Intervalli di lucidità nei disordini della vita.
(Ambrose Bierce)

Alessandra Valzania, Love’s Angel

 

Cosa faccio questa estate

Estate 2016: ci incontriamo?

Cosa di bello mi sono organizzata per questa estate 2016 in arrivo: te lo racconto così, se qualcosa interessa anche a te, magari può diventare pure l’occasione per conoscerci di persona – o ritrovarci, se ci conosciamo già 😉

Innanzitutto, la parola guida della mia estate sarà viaggio.

Dopo qualche anno di vita eremitica a riscoprire la verità su me stessa, l’universo e il mondo, col trasferimento a Padova mi sono detta Basta! e mi sono rimessa in cammino… anche fuori di me.
E quanto è bello! Mi sento come se fossi tornata adolescente: il gruppo di amici, il divertimento, conoscere magnifiche persone nuove dovunque, partecipare a eventi, iniziative, corsi – insomma, me la sto godendo alla grande, e oggi voglio coinvolgere anche te 🙂

Vediamo se c’è qualcosa che fa al caso tuo.

life coach estate 2016

9 Giugno: Seminario sul successo professionale, a Roma

Terrò una giornata di formazione rivolta a liberi professionisti, artisti e artigiani che vogliono acquisire nuovi stimoli, spunti e competenze per rinnovare la propria attività e fare un salto di qualità, personale e professionale.

Gli obiettivi della giornata saranno questi:
– Creare valore economico tramite l’arricchimento nei valori umani, nelle relazioni affettive e nello stile di vita.
– Imparare a organizzarsi, pianificare ed elaborare strategie in base alla propria personalità e al proprio bioritmo, per stressarsi il meno possibile, avere ottimi risultati sul lavoro e preservare sempre la qualità della vita.
– Individuare il centro del proprio lavoro mettendo a fuoco la missione di vita in cui si inserisce, e trasformare questo centro nel cuore del proprio marketing e della propria comunicazione.

Se vuoi saperne di più, visita l’evento Facebook Ri-Creazione – Crea e condividi valore per arricchire te stesso e la comunità.
E se vuoi partecipare anche tu, contatta Serena Ciriello a uno di questi recapiti: serena.ciriello@gmail.com, 3283337980.

12 Giugno: Arco dell’Alleanza, a Milano

E’ un flash mob di meditazione: vado lì e, insieme a un po’ di amici, trovo centinaia di persone munite di tappetino e copricapo, pronte a meditare insieme per circa 2 ore.
Saremo in centro a Milano, a Parco Sempione per l’esattezza, e io oltre a divertirmi saltellando di fiore in fiore come una farfalla, sarò intenta a visualizzare il meglio per la mia vita e per quella di tutte le persone con cui vivo, lavoro e coltivo i miei sogni ogni giorno – mia nonna prega, io faccio così.

All’organizzazione collaborano due carissimi amici: Lorenzo Olivieri e Jacopo Tabanelli, l’Arco dell’Alleanza sarà anche l’occasione per riabbracciare loro.
Però sarei felicissima di abbracciare anche te! Che fai, vieni? In caso fammelo sapere 😉

17 Giugno: AperInciters, a Torino

La mia amica Carlotta Bruno ha lanciato questa serata, e noi mitici Inciters, a flotte, immediatamente abbiamo aderito con entusiasmo – per vedere chi sono gli Inciters, scopri cos’è Incitement 😉
Un aperitivo per conoscere gente nuova e bella, per rivedere quelli che conosco già, che frequento ogni giorno su Facebook ma che, ogni tanto, mi fa piacere incontrare pure fisicamente – è tutta un’altra storia, no?
E, dopo, spero proprio che andremo a ballare, perché è un secolo che non ci vado e ne ho taaaaanta voglia!

Anche qui, partecipazione aperta e gratuita; se ti vuoi unire, non hai che da dirlo!

life coach estate 2016
(Ph. by Andrea Tran)

Dal 2 al 7 Luglio: Via benedetta della passione, a Merizzo (Massa)

Sempre un’evoluzione delle abitudini di mia nonna 😀
Scherzi a parte, a inizio luglio parteciperò a un lungo e intenso ritiro sui temi dell’estasi, intimità, passione e relazioni multidimensionali.
Sono pronta per fare un altro passo, in questi ambiti, e l’unico di cui mi fido ciecamente, il solo da cui mi sento di farmi accompagnare, perché so che sa affrontare e proporre queste tematiche con la delicatezza, la profondità e lo splendore che piacciono a me, è Franco Santoro.

Ideatore del metodo Astrosciamanesimo, in cui unisce astrologia e sciamanesimo per inventare esperienze potentemente trasformative, Franco è una persona adorabile: ha una competenza rarissima (ma riconosciuta in tutto il mondo: tiene seminari dovunque da decenni) in quel che fa, di grande valore e umanità, e in più è dolce, simpatico, frizzante e anche generosissimo – le persone che piacciono a me 🙂

13 Luglio: Dentosofia, a Varenna (vicino Lecco)

Una capatina dalla mia dentista mi tocca pure questa estate.
Grazie al cielo, però, la mia dentista è Maria Antonietta Cambrea (una persona fantastica!), e il metodo di cura che ho scelto per me è la dentosofia: il punto, anche qui, non è solo curarsi, metterci una toppa, eliminare fastidi e dolore; il punto è guarire profondamente, rivelare cosa c’è sotto a una malattia, portare a galla quel qualcosa, farlo emergere, conoscerlo e magari scoprire che è il tesoro più grandioso che ti potesse capitare!

life coach estate 2016

Dal 15 al 18 Luglio: Weekend di shopping e seduzione tra donne, in zona di Loreto, nelle Marche

Bellezza è il secondo nome della Verità (Cit.)

A questa frase ci siamo ispirate io e Lucia Prosperi (Intuitive Personal Shopper) nell’organizzare Into the beauty, un weekend tra donne che ha come obiettivi
– riconnettersi con noi stesse e le altre, riscoprire la femminilità e coltivare insieme le arti del magnetismo e della seduzione;
– riscoprire il valore del femminile e della sorellanza ed esercitarsi a esprimere bellezza (interiore ed esteriore) insieme;
– condividere il lusso della bellezza, in uno spirito di divertimento, ispirazione e leggerezza;
– conoscere da dentro il leggendario Made in Italy (botteghe artigiane e grandi brand);
– immergersi nella magia di un paesaggio, di una natura e di una cultura, che nel sorriso nascondono il segreto dell’immortalità;
– fare shopping di altissima qualità con importanti agevolazioni;
– ritrovare il nostro stile unico e speciale, nel comunicare la bellezza agli altri attraverso la nostra immagine.

Se vuoi conoscere i dettagli, visita l’evento Facebook Into the beauty (Weekend di shopping e seduzione tra donne); o se vuoi parlare con qualcuno, contatta me se parli Italiano, e Lucia se parli Inglese.

Dall’1 al 18 Agosto: Finalmente il Perù!

Finalmente perché sto sognando questo viaggio da 7 lunghi anni! E sono entusiasta, eccitatissima, elettrizzata e super super grata di poter realizzare questo sogno con la meravigliosa compagnia di viaggi mistici Chakruna – The orgasmic way of living. Per non farsi mancare proprio niente 😀

Atterreremo direttamente a Cuzco, sulle montagne alte, nella natura come piace a me, e trascorreremo queste due settimane abbondanti insieme, all’insegna dell’avventura, del misticismo, del contatto con la natura, le persone, la cultura antica e gli insegnamenti spirituali eterni.
Si è formato un gruppo bellissimo e, se no sbaglio, ci sono ancora 1 o 2 posti disponibili; forse 1 potrebbe essere il tuo? Se è così, visita la pagina Perù visionario; lì troverai tutte le indicazioni che cerchi.

life coach estate 2016

Per ora mi fermo qui.

Oltre a questi giretti, come sempre, continuerò a saltellare per l’Italia per le mie giornate di formazione outdoor di lusso

Quelle in cui faccio la life coach per una donna sola (di solito una persona straordinaria, le scelgo tutte così) e viaggiamo insieme fuori e dentro di noi, per accedere a nuove dimensioni dell’esistenza.

Mi faccio chiamare Mercante d’Estasi perché è questo che faccio: esploro il mondo, scopro perle, le raffino e poi le metto in vendita. Il mio motto? Segui il piacere e splendi .
Molte donne hanno bisogno di imparare a fare proprio questo, e così si rivolgono a me; io propongo loro delle esperienze pazze, loro di solito accettano e insieme ci divertiamo un sacco, mentre estraiamo l’oro da quella benedetta miniera che è dentro di noi 🙂

Avrò di sicuro una di queste giornate nelle montagne intorno a Parma, un’altra a Roma (con un Uomo, in realtà, sì, proprio con la U maiuscola!), forse un altro paio a Lecce e poi si vedrà.
Il resto del tempo, starò in zona Padova a

  • creare la nuova versione dei miei corsi online: mi hanno chiesto di distribuirli tramite PiuChePuoi, la piattaforma n°1 per i corsi online in Italia, nonché azienda gestita da persone meravigliose con cui amo collaborare. Ho accettato di buon grado e sto lavorando a questo assieme a mio marito Sandro, che mentre fa il ricercatore e il massaggiatore, si presta con me come video-maker, tecnico e supporto logistico – tutte cose in cui io sono una frana 😀
  • Terminare la scrittura/revisione dei miei libri.
  • Organizzare il prossimo evento con l’Incitement Lab Veneto – sarà a fine settembre / inizio ottobre, il Dream Team Veneto sta prendendo forma e io sono felicissima di poter condividere il mio tempo e le mie energie con queste persone e per questa missione comune.
  • Abbellire la casa e il terrazzo.
  • Andare sui Colli Euganei, al lago di Piazzola sul Brenta e al mare, tra Chioggia e Pellestrina.

Ti puoi inserire in qualsiasi passaggio: vuoi venire a qualche evento con me?

Vuoi partecipare a uno dei seminari che ti ho citato?
Vuoi essere una delle donne che supporto come life coach?
O vuoi semplicemente venirmi a trovare a Padova per farci una chiacchierata o un giro insieme? Non fare la timida, contattami e proponimelo!
Amo conoscere persone e condividere, sono una persona aperta, e in più passo tante al computer, quindi se mi proponi di uscire e andare in un bel posto a godercela, io tendenzialmente ti dico di sì 😀

E se non dovessimo (ri)vederci, auguro una splendida estate anche a te!
Io non vedo l’ora!!!

Ilaria Cusano

 

Come smettere di fumare

Un tema che mi tocca particolarmente perché riguarda una delle scommesse più grandi della mia vita, grazie al cielo vinta 😀
Ma andiamo per gradi, perché uno dei tasselli fondamentali di questo percorso consiste proprio nell’accettare il fatto che si tratta di un percorso.

1) Non si decide di smettere di fumare con la testa

Così puoi farcela per qualche tempo ma poi ricominci, o ti butti smettere di fumare dipendenza affettivasu altro, con lo stesso spirito e intento. Smettere di fumare è una cosa che succede, e succede dopo che passi attraverso alcune tappe ben specifiche, soggettive per ognuna di noi ma sicuramente aventi a che fare con l’intossicarsi, il farsi del male, la dipendenza, il nutrimento e l’affettività.

Bisogna prendere consapevolezza del bagaglio che ci portiamo dietro, in termini di esempio ricevuto, di DNA e di memorie ricostruite da noi stesse; poi bisogna sapere che abbiamo il potere di cambiare , di imparare a farci del bene e a godere del piacere del benessere; e poi bisogna anche avere degli strumenti concreti per poterlo fare, individuare il come.
In questa fase ti saranno utili domande del tipo
“Come mi aiuta fumare?”,
“In quali circostanze mi viene naturale farlo?”,
“Qual è il mio bisogno profondo che sta dietro al fumare?”, e
“Come potrei raggiungere lo stesso obiettivo in un altro modo? Oppure sempre fumando ma di meno o in un modo diverso, che mi faccia più bene che male?“.

2) Per smettere di fumare può volerci una sola ora, ma per non ricominciare ci vuole una vita

Per questo è basilare lo stile di vita.
Saperlo non ti deve demoralizzare, ma entusiasmare: hai anni, mesi, giorni, un triliardo di ore e di secondi di vita piena, per esercitarti a farti del bene! E l’importante non sarà dove arrivi o se ti trovi più avanti o indietro di qualcun altro, ma quanta strada avrai fatto dal tuo punto di partenza – così misurerai il tuo successo 🙂

In questo passaggio puoi facilitarti chiedendoti
“Qual è l’esempio che ho ricevuto crescendo, e dove sono (già) arrivata a partire da quello?”,
“Quali informazioni rivoluzionarie ho portato nel mio sistema, anche solo domandandomi come fare per smettere di fumare, mobilitando la mia intenzione in questa direzione?”,
“Qual è il mio obiettivo, a livello di stile di vita e di pensiero, oltre che di situazioni che desidero vivere (e non vivere)?”.

3) Smettere di fumare è un’azione che cambierà un’intera stirpe, non solo te

Le dipendenze e l’abitudine ad auto-distruggersi vengono da molto lontano, a livello familiare, sistemico e sociale. Quando ti metti in moto per guarirti da questi disturbi, inizi a portare aria fresca laddove prima c’era aria stagnante, cominci a muovere l’acqua in una pozza che stava diventando una putrida palude, e questo potrebbe non piacere a qualcuno, oppure qualcuno potrebbe non volerlo, temerlo o credere di non essere pronto per questo passo.
Beh, sappi che se tu sei proprio lì con questo desiderio, tutto ciò non è vero: è bene che succeda e tutti sono pronti – altrimenti tu non saresti lì con questo desiderio, è certo.

In questo passo chiediti
“Qual è lo schema familiare, sistemico e sociale che intendo modificare?”,
“Come lo voglio far diventare?”,
“A chi altro, oltre che a me stessa, farò del bene con questa mia azione, e in che modo esattamente?”.

smettere di fumare dipendenza affettiva

Smettere di fumare è una sfida collettiva

Forse te ne sei accorta anche tu, ma è proprio la coscienza collettiva che sta cambiando, rispetto al fumare: negli anni ’60 e ’70, fumare era considerato chic e raffinato, fino agli anni ’90 si fumava in tutti i luoghi pubblici (anche quelli chiusi) e tutti odoravamo costantemente di tabacco ed eravamo circondati da centinaia di mozziconi buttati a terra dovunque.
Oggi le persone che fumano vengono guardate e considerate in un altro modo, come persone con un problema di salute e di dipendenza; e sono sempre meno i posti in cui si può fumare liberamente, e laddove ci sono, spesso, sono dei veri e propri recinti somiglianti a dei ghetti, più che dei punti di ritrovo.

A qualcuno sembrerà poco carino e posso capirlo; ma a livello di coscienza collettiva si tratta di un grande passo, né in avanti né indietro, ma di certo in un’altra direzione.

La visione della dipendenza (smettere di fumare è solo una di queste)

smettere di fumare dipendenza affettiva

In generale, nei decenni passati, essere dipendenti da qualcuno era considerato
– tenero e sexy, nel caso si trattasse di una donna,
– normale e necessario, invece, per un uomo.

L’immagine della donna dipendente

La donna che accettava di dipendere dalla famiglia di origine prima, e da quella creata da lei poi, era ritenuta una brava donna, una donna dolce, affidabile, matura; il fatto che avesse anche bisogno di essere protetta, salvata e mantenuta le dava quel tocco di fragilità in più che la rendeva ulteriormente sexy (le prede piacciono, ad alcuni!), agli occhi non solo dell’uomo ma della società intera. Tutto e tutti spingevano noi donne alla dipendenza; era così che doveva andare, e sono state meno le donne che hanno reagito, di quelle che l’hanno accettato.
L’uomo che viveva in una condizione di dipendenza (perché anche lui ci stava, col fatto che non sapeva prendersi cura di se stesso e della propria casa, né tanto meno curare tutte le relazioni affettive), era visto come un uomo saggio, valido e ben organizzato, uno che ha capito come si vive: nessuno si aspettava da un uomo doti casalinghe, emotive e relazionali, ma tutti si aspettavano massima produttività e beni materiali al top, e lui poteva garantire questi risultati solo perché poteva contare su una brava donna a cui delegare alcune sfere della propria vita.

Oggi, una donna dipendente si ritrova matematicamente single, o perché o non trova un partner, o perché tutti quelli che trova a un certo punto la lasciano, giustamente – scelta comprensibile e sacrosanta; e un uomo dipendente o viene allontanato come la peste, o viene manipolato per benino, o ancora dovrà passare attraverso un’ardua scuola in cui la Maestra sarà proprio la sua compagna.
In buona sostanza, stiamo superando lo schema del bisogno e della reciproca dipendenza, per passare a quello della libertà e della condivisione – e riguarda lo smettere di fumare ma anche molto, molto altro.

Ilaria Cusano

smettere di fumare dipendenza affettiva

PS. Se il tema ti tocca e ti interessa, tieni d’occhio il mio corso per trasformarsi da donna a Donna: l’ho creato proprio per aiutare le donne a uscire dalla dipendenza affettiva, e nelle prossime settimane lo rinnoverò e sarà ancora più corposo, prezioso e utile 😉

Fame nervosa: come sconfiggerla +6 domande lampo di supporto

fame nervosaLa fame nervosa: ecco un altro meccanismo che tendiamo ad associare alle questioni psicologiche, mentre spesso ha un’origine spirituale.
Ci è stato insegnato che sorge quando ci sono dei vuoti emotivi, o delle sofferenze che non vogliamo (né possiamo) sentire, in presenza di un’attitudine autolesionista, per allontanarci dagli altri che percepiamo come pericolosi o, semplicemente, per familiarità: abbiamo visto decine di persone intorno a noi farlo di continuo, e inconsciamente ne abbiamo concluso che è una strategia efficace – nel mio corso online sulla bellezza insegno proprio come crearsi una strategia davvero efficace.

Ok, tutto vero, logico e utile; ma non sempre la fame nervosa ha a che fare con questi meccanismi psicologici. A volte la questione va ancora più a fondo. Va al di là della nostra storia personale, familiare e sociale, dell’educazione ricevuta e della cultura assorbita. A volte il vuoto ha a che fare con l’anima .

La fame nervosa come emergenza spirituale

Hai mai sentito parlare di emergenze spirituali? E’ un tema interessantissimo che hanno affrontato per primi Stanislav e Christina Grof, padre e madre della psicologia transpersonale. Ci hanno scritto libri (come lo stupendo La tempestosa ricerca di se stessi. Crisi psicologiche e cambiamento , scaricabile gratuitamente in formato PDF cliccando sul link). Ci hanno aperto cliniche in America, e hanno delineato un metodo e delle linee di distinzione tra ciò che ci riguarda come individui (come ad esempio i meccanismi psicologici che abbiamo maturato nelle relazioni coi nostri genitori) e ciò che, invece, si esprime attraverso di noi ma ci trascende (come molte esperienze comunemente definite paranormali).

La fame nervosa può rappresentare un vuoto che ha a che fare più con l’anima che con la psiche. Nella statua di Amore e Psiche, è Amore che rappresenta l’anima. Psiche ovviamente simboleggia la psiche.
La fame nervosa può incanalarsi attraverso di noi, ma per renderci monito e avviso per chi abbiamo intorno. Spesso ci ritroviamo incastrati in situazioni assurde perché dobbiamo “recitare una parte” per le persone che ci circondano, non per altro. Perché loro devono capire, vedere o imparare qualcosa.
Il nostro corpo manda segnali chiari e continui, solo che noi abbiamo tanto da imparare, ancora, su come interpretarli e gestirli – è ciò su cui ci concentriamo nel percorso Come fare pace col tuo corpo e guarire la tua anima.

fame nervosaNoi esseri umani siamo una specie, siamo parte di un equilibrio immenso in cui abbiamo non uno ma mille ruoli e funzioni, non possiamo credere che tutto riguardi noi, sarebbe assurdo, non è così. Per esempio, si dice che quando in una famiglia c’è qualcuno che soffre di una malattia cronica, la vita ha creato quelle circostanze proprio tra quelle persone, per consentire loro di imparare l’empatia – laddove, evidentemente, il modo più efficace per farlo è esattamente prendersi cura ogni santo giorno di una persona cara malata.

6 domande per superare la fame nervosa

Al di là della consapevolezza, che è sempre e solo il primo passo verso il cambiamento (e non l’ultimo, né tanto meno quello che basta), proviamo a darci degli stimoli costruttivi che ci aiutino a superare quest’abitudine, in tutti i casi nociva.

  1. C’è un altro modo in cui posso ottenere la stessa gratificazione che mi dà mangiare, nella stessa misura e adesso?
  2. Se non posso sostituire questa abitudine con la nuova subito, come posso organizzare la mia giornata per farlo?
  3. Di chi, che ha avuto lo stesso mio problema e l’ha superato, posso approfondire la storia, per scoprire come ha fatto, cosa l’ha aiutato e se c’è qualche parte che può ispirare anche me? (Forse “120 chili sull’anima” di Francesca Sanzo può fare al caso tuo)
  4. Cosa otterrò, oltre al miglioramento del mio benessere, quando riuscirò a fare spazio alla mia anima e all’anima del mondo, superando l’incastro della fame nervosa? (Fai una lista di tutti gli effetti positivi che sai che sperimenterai, a livello fisico e psicologico ma anche relazionale e sociale)
  5. Come posso organizzarmi, per un periodo, per fare la prova di stare a contatto col vuoto? (Se senti un vuoto infinito, non è detto che tu debba riempirlo, per stare bene; a volte il contatto col vuoto è interessante, stimolante, creativo, laddove non addirittura eccitante!)
  6. Quale atto psico-magico posso inventarmi, per aprire un nuovo capitolo della mia vita in cui io mi alleo col vuoto, invece di combatterlo? (In una situazione simile, io mi sono buttata col parapendio: è stato fantastico!).

fame nervosaRispondi a queste domande ritagliandoti del tempo apposta e scrivendo le tue risposte; porta queste domande dentro di te per qualche settimana, ingegnati per aprire nuove strade interiori di ascolto, riflessione e azione. Leggi il materiale che ho linkato e, se hai piacere e/o bisogno, scrivimi nei commenti a questo articolo – aprirsi agli altri e condividere è sempre una buona idea, per facilitarsi il cambiamento 😉
Buon viaggio!

Ilaria Cusano

Dieta, dimagrire e benessere profondo – Condizionamento o saggezza?

dieta alimentazione sana dimagrireArriva la primavera e il corpo inizia a pulsare – insieme all’idea di mettersi a dieta. I sensi si risvegliano, il desiderio aumenta, la voglia di muoversi diventa irresistibile e noi entriamo nel meraviglioso stato di coscienza in cui ci invita Madre Natura.
Più o meno consapevolmente, tutto ciò che riguarda il corpo diventa più importante del solito. I colori e gli stili primaverili irrompono stupendi nelle vetrine dei negozi, e noi vorremmo resuscitarci come gli alberi e i fiori. Ma prima di tutto ci troviamo a fare i conti con quei chiletti di troppo che ci assillano già da un po’.

Per diversi anni mi sono sentita così. Finché non ho iniziato a elaborare il mio corso online sulla bellezza – proprio la primavera scorsa, nel 2015. Da quel momento in poi qualcosa dentro di me è scattato, e ho compreso profondamente che non si trattava di capire come dimagrire o quale dieta dimagrante fare. Si trattava di altro.

Ti premetto che oggi ho trovato la mia strada. Che non è fatta di dieta mediterranea, dieta Dukan o dieta proteica, ma anzitutto di questi due elementi.

1) Allenamenti

Sono riuscita a portare i miei allenamenti quotidiani a un’ora e mezza al giorno tutti i giorni. Con immenso piacere del mio corpo, della mia psiche e della mia anima, visto che mi muovo a contatto con la natura oppure faccio yoga.

2) Orari dei pasti

Ho finalmente trovato gli orari giusti per i miei pasti, che mi fanno sentire nutrita ma anche sempre leggera. La mattina mi sveglio alle 6:30, fino a verso le 10/11 lavoro bevendo acqua bollita a go-go. In tarda mattinata faccio un’abbondante colazione (dolce o salata, come mi va), e poi faccio un unico altro pasto completo (primo e contorno, primo e secondo, oppure secondo e contorno) tra le 17 e le 18:30.

Così sto alla grande, e posso raccontarti come ho fatto, quali linee guida ho seguito.

Dieta vegetariana? Dieta vegana? Oggi non fanno per me, preferisco un’alimentazione sana

dimagrire alimentazione sana dietaQuando ho iniziato ad abitare per conto mio, fuori da casa dei miei, avevo 19 anni. Dopo un viaggio in un posto dove si mangiava vegetariano mi ero sentita così bene che avevo deciso di intraprendere una dieta vegetariana.
La portai avanti con soddisfazione e senza nessun sacrificio per cinque anni, e per il sesto optai per una dieta vegana.

Avevo bisogno di alleggerirmi profondamente, di purificarmi da una vita di schifezze di ogni tipo, e questi regimi alimentari erano perfetti! Hanno funzionato alla grande sotto tutti i punti di vista!

A un certo punto, però, l’obiettivo era stato raggiunto e il mio corpo ha iniziato di nuovo a voler reintegrare tutti i cibi. Così, nell’ascolto e nel rispetto della natura da cui vengo e a cui appartengo, ho assecondato quel richiamo. Scoprendo che un’alimentazione sana passa anche attraverso alcuni elementi che pochi sembrano considerare.

1) Come gli alimenti vengono cucinati

Ok la qualità del cibo e il cibo bio, ma un fattore decisivo nell’assimilazione dei nutrienti è come gli alimenti vengono cucinati – e se vengono cucinati. Per me che tendo ad avere l’intestino infiammato, per esempio, è meglio mangiare solo ogni tanto cibi crudi; cotti sono sempre meglio, ma non lessati, soffritti o lasciati andare per ore, che perdono tutto ciò che di vivo hanno dentro. Saltati o al vapore sono perfetti.

2) Cibo stagionale a km 0

Il cibo stagionale e a km 0 (o quasi) ci nutre molto di più: noi abbiamo radici in una terra specifica, non nel mondo intero, e ci nutre ciò che viene da quella terra nel dato momento che stiamo vivendo – o meglio, ci nutre molto di più di ciò che viene da un’altra terra e che per sua natura tende a spuntare in un diverso periodo dell’anno. Basta osservare la natura per rendersene conto.

3) Orari dei pasti e quantità

L’orario in cui mangiamo e la quantità complessiva di cibo che ingeriamo – e che poi il nostro corpo deve elaborare, assimilare e digerire: nel mio caso, ad esempio, il fatto di mangiare sempre e solo finché è giorno e ben lontano dal momento di dormire sta facendo una differenza immensa nella qualità della mia digestione e nel senso di leggerezza che provo, su tutti i livelli! Così come la quantità totale di cibo: sono stata educata a mangiare troppo, il mio fabbisogno giornaliero è minore, non necessito di tre pasti al giorno, né tanto meno di cinque (per carità!); con due mi trovo benissimo!

La dieta giusta ci viene indicata dal nostro corpo e bioritmo; il punto non è come dimagrire ma come stare bene

alimentazione sana dimagrire dietaIl corpo non è una macchina da usare, è un essere vivente da ascoltare; è la casa della nostra anima, è una parte fondante della nostra identità; è ciò che noi siamo, da un certo punto di vista.
Un’alimentazione sana ci aiuta a mantenerci in salute, che è fondamentale per stare bene (anche psichicamente e spiritualmente), per godere di una buona qualità di vita e per essere delle persone di valore e di successo – senza una salute che tenda all’ottimo, il benessere profondo, la qualità della vita e la realizzazione dei propri sogni sono mete semplicemente irraggiungibili.
Dicevano bene le nonne: la salute prima di tutto.
E’ vero, perché la salute è il presupposto basilare della felicità .

A livello sottile, è essenziale spostare l’attenzione dal come dimagrire e quale dieta provare quest’anno al come incarnare determinati valori e stati d’animo; per me la bellezza, la leggerezza e il divertimento sono tasselli imprescindibili della vita, senza mi deprimo, dunque il mio desiderio è incorporarli, dar loro una forma che sia anche fisica e materiale, oltre che astratta e ideale.
Non c’è dieta che può sostituire l’ascolto del corpo e il viverci dentro, il sentirlo pulsare come un tutt’uno con la nostra anima, il saper godere della vitalità, dell’energia che vi circola e del piacere profondo del sentirlo stare bene; questa vibrazione di benessere e questo sentire profondo sono delle sagge guide, che ne sanno mille volte di più di qualsiasi esperto e libro.
Riappropriarci del sentire fisico e della saggezza del corpo, secondo me, è una delle grandi scommesse del nostro tempo, ed è quello che facciamo nel percorso Come fare pace col tuo corpo e guarire la tua anima.

Ilaria Cusano

 

La natura come mezzo di guarigione

La natura come mezzo di guarigione

natura

Oggi, nel parlarti della natura come mezzo di guarigione, seguirò un filo rosso un po’ particolare. Ma sono certa che posso farmi capire da te. E magari, nella stranezza del mio pensiero, troverai anche degli stimoli più fecondi e interessanti del solito 😉

Sin da quando ero bambina, ho sperimentato la natura come il mio rifugio più sicuro. Sia quando mi immergevo nella mia fervida immaginazione creando storie, servizi fotografici e veri e propri edifici. Sia quando mi sentivo un pesciolino fuor d’acqua triste e alienato. La natura si rivelava il luogo migliore di tutti per recuperare il sorriso sulla bocca e la meraviglia negli occhi 🙂
Molti hanno paura di camminare da soli nel bosco. Io invece lì trovo il luogo e la situazione in cui mi sento più al sicuro in assoluto.

Dalla crescita personale alla formazione outdoor alla cosiddetta “famiglia dello spirito”

Negli anni, vivendo la natura come un potente mezzo di guarigione, trasformazione e benessere, ho lavorato per includere questa risorsa nell’ambito della formazione che offro. Se leggerai le mie descrizioni della formazione outdoor scoprirai che sono sempre molto ispirata quando racconto di Madre Terra 🙂
Anche nei percorsi one to one di life-coaching, quando le mie clienti sono disponibili e ricettive in tal senso, amo proporre delle sessioni all’aperto, a contatto con le forze naturali o le potenti energie di certi luoghi. Possono essere pure siti rituali o culturali.

Pochi però si soffermano a osservare e cogliere il fatto che anche noi esseri umani facciamo parte della natura!
Esattamente come le piante, le stelle e i fiumi, come il mare, la leonessa e l’ape. Anche noi siamo figli di Madre Terra e anche noi ne siamo manifestazione. Facciamo parte dell’equilibrio cosmico complessivo. Soggiaciamo alle sue leggi e partecipiamo ogni giorno alla sua creazione e ri-creazione.

Forse ce ne ricordiamo raramente perché, per cultura, abbiamo voluto dimenticarci di questa realtà. O forse siamo così insicuri e terrorizzati che abbiamo bisogno di credere di poter essere al di sopra della natura. Ma è possibile, semplicemente, che riusciamo a cogliere e vivere questa verità solo ed esclusivamente quando noi per primi sentiamo e viviamo, dentro, questo senso di appartenenza alla natura. E quando interagiamo con persone altrettanto connesse e consapevoli.
Non so qual è la spiegazione. Fatto sta che a Incitement, sabato scorso, me ne sono ricordata 🙂 Nonostante fossimo nel centro di una metropoli come Milano e non in un bosco 😀

Qual è la condizione naturale dell’essere umani?

Me lo chiedo spesso.
Tendo a credere che la condizione naturale dell’essere umani sia ciò che ho vissuto e visto nel corso di questo evento, Incitement. Non starò qui a raccontare perché l’ho fatto nella pagina linkata.
Ciò su cui desidero soffermarmi, invece, è l’atmosfera che si respirava, lo spirito, l’energia. Quel qualcosa di apparentemente impalpabile ma che, sia quando c’è che quando non c’è, si palpa benissimo!

Ho respirato, assorbito e rimesso in circolo entusiasmo, gioia, magia, contentezza, commozione, speranza, fiducia, fede. Una luce negli occhi, un sorriso nel cuore, un irrefrenabile e vulcanico brio dentro, che ha raggiunto un livello tale da non poter fare altro che uscire fuori. Essere espresso e condiviso. Non c’è più spazio, dentro, per contenerlo, deve uscire e spargersi.

Com’è bello quando in tanti, contemporaneamente, torniamo alla nostra condizione naturale

Di connessione, unione e supporto reciproci.
Sembra il ricordo di quell’Eden che siamo abituati a relegare in polverosi e pesanti libri. E che invece esiste anche qui, sulla Terra, tra noi persone in carne e ossa. Tra noi apparentemente imperfetti in tutte le nostre assurde sovrastrutture. Noi che sembriamo non conoscerci l’un l’altro e che invece siamo tutti fratelli e sorelle.

Non è un discorso religioso, non sono Cattolica – tutt’altro! È un discorso spirituale, il racconto di un sentimento di unione, fratellanza, solidarietà e umanità. Che a Incitement ho rivissuto così potentemente perché eravamo in tanti a viverlo. Ma che spesso mi trovo a sperimentare da sola, mentre chi ho intorno è preso da questioni per me marginali: riparare la macchina, pagare le bollette, depilarsi etc.

natura umana
Ph.: Andrea Tran www.tran-andrea.com

Sono curiosissima, e forse anche bisognosa: secondo te, qual è la condizione NATURALE di noi esseri umani?
Come staremmo se ci sentissimo tutti… BENE?
C’è anche per te un luogo, una situazione, un evento, in cui ti sei ritrovata circondata da un’umanità, da un atteggiamento e da uno spirito che ti sapevano tanto di Paradiso, di perfetto?
Se è così condividilo nei commenti; aiuta ognuna di noi a conoscere nuovi posti in cui andare a fare esperienza di un’umanità felice e realizzata 🙂

Più ci circondiamo di persone sane, nel senso di riconciliate spiritualmente con la propria natura più vera, profonda ed essenziale, più ci diamo il permesso e l’opportunità di realizzare noi stesse questo stato d’animo, in tutte le sfere della nostra vita.
E ricordiamoci sempre che anche per gli altri è così: più ci manifestiamo in tutta la nostra luce, innocenza, genialità e radiosità, più staremo aiutando la nostra comunità a prosperare ed evolversi, che ci troviamo sul lavoro, in famiglia o in un bar.
Siamo connessi, e questa è l’unica realtà che ci dà una qualche sostanza; altrimenti non esisteremmo affatto.

Una psicoterapeuta conosciuta da una mia vecchia e bravissima insegnante di yoga, Carla Baruchello, usava dire “Gli altri senza di me non esistono, e io senza gli altri non esisto” – è proprio così 🙂

Ilaria Cusano

 

Iniziare un’altra vita – meglio ancora di cambiare vita

Cambiare vita o iniziare un’altra vita? Guida pratica al cambiamento

cambiare vita

Cambiare vita: ormai per molti è diventata un’esigenza impellente. A volte si pensa che per iniziare un’altra vita si debba essere dei fighissimi eroi belli, forzuti e possibilmente pieni di soldi. Oggi voglio sfatare questo mito, raccontandoti di una risorsa fantastica che spesso tendiamo a snobbare, mentre è proprio il cuore della faccenda, il tassello che fa davvero la differenza tra chi ha solo tanti sogni nel cassetto, e chi invece ha tutta l’intenzione di realizzarli, uno a uno 🙂
L’ingrediente segreto è l’organizzazione.

Cambiare vita vuol dire AGIRE! Basta chiedersi se, come e quando; comincia oggi!

Cambiare vita prevede diverse fasi, è vero; ma il prepararsi, il formarsi, il riflettere sono sopravvalutati; sarà che siamo in Italia, l’unico paese al mondo in cui è non solo concepibile ma anche reale, che una persona si limiti a studiare fino a 30 anni, e che perda tempo acquisendo tutta una serie di certificazioni, cartellini e riconoscimenti assolutamente inutili rispetto all’obiettivo di riuscire a concretizzare, a
valorizzare e far fruttare i propri talenti nella società.
Dall’altra parte, c’è la tendenza a credere che, dando immediatamente il via alle danze, mettendosi subito con le mani in pasta, si rischi di essere dei faciloni, delle persone superficiali che producono cose di poco spessore.
Non è così: iniziare immediatamente ad agire e a mettere in pratica è una delle abitudini che contraddistingue le persone di successo 🙂

Un primo passo da cui si può partire, per iniziare un’altra vita, è per l’appunto l’organizzazione. Ognuno di noi, ogni giorno, convicambiare vitave con una serie di abitudini e rituali piccoli ma ripetitivi, che modellano la nostra coscienza come fa l’acqua con la roccia: apparentemente ininfluente, invece è proprio lei la forza che dà la forma a scogliere, montagne, valli e boschi.
Le abitudini e i rituali quotidiani so
no esattamente come l’acqua per la roccia: se diamo loro un senso e una direzione ben precisi, focalizzati e organizzati, non potremo sbagliarci, potremo essere certi al 100% del fatto che riusciremo nel nostro intento.

Il mio nuovo kit per iniziare un’altra vita

Tre mesi fa, mi sono trasferita dal Lazio al Veneto, e dalla profonda campagna alla città, dunque ho iniziato a fare tutto un lavoro sulla ristrutturazione delle mie abitudini e dei miei rituali. Condividerò con te quelli che mi sono portata dietro, nella mia valigetta psichica 😀 e quelli nuovi, che sto adottando per sintonizzarmi sulla nuova lunghezza d’onda che ho scelto.

Gli irrinunciabili per me sono questi

Mangiare sano e ben tarato sulle mie esigenze soggettive, e allineato alle stagioni;
bere acqua bollita tutti i giorni;
– fare esercizio fisico almeno 5 volte alla settimana;
– dedicare una parte di ogni giorno al lavoro, una al riposo e una allo svago;
distribuire bene il tempo all’aperto e quello al chiuso, i momenti di solitudine e quelli di relazione;
– mantenere un contatto con la natura continuo o comunque frequente;
– ogni giorno, tenere tutti o alcuni dispositivi tecnologici spenti, per almeno qualche ora;
– preservare il preziosissimo equilibrio tra le attività magico/creative e quelle strategico/razionali.

Le new-entry che sto definendo e integrando in questo periodo invece, sono queste

– Avere un’agenda in cui le varie voci siano scritte con estrema precisione, cioè non solo “scrivere articolo”, ma “scrivere cambiare vitaarticolo su questo tema, esattamente da questa ora a quest’altra”;
– sui social, nell’account e-mail e dovunque sia, rispondere solo ed esclusivamente alle interazioni che hanno qualcosa di interessante, costruttivo e sensato, e soprattutto che siano chiare: “Perché mi scrivi? Con che atteggiamento ti poni?”. Basta disperdere tempo ed energie in interazioni ambigue, maleducate, inconcludenti e/o inutili, perché anche se si tratta di 2 minuti, 2+2+2+2+2 fa già 10!
– Organizzare, gestire e calendarizzare bene la cura della casa e in generale dell’estetica, perché mi sono resa conto che, se sono immersa nella bellezza, io divento non solo più serena e ben disposta, ma anche più efficiente e produttiva 🙂

È una ridefinizione costante: abitudini e rituali vanno definiti, creati e seguiti, e poi di nuovo migliorati, perfezionati e riseguiti, e così via, ciclicamente.
Bisogna cambiarli, almeno in parte, a seconda delle stagioni, e ogni volta che la “scenografia” intorno a noi muta: come nel mio caso, è diverso se abito in un posto o in un altro, così come non posso mantenere la stessa routine se sono in vacanza.
Detto ciò, prestando la giusta attenzione e dedizione a questi aspetti apparentemente piccoli e insignificanti, mentre invece rappresentano proprio l’ingrediente segreto, iniziare un’altra vita diventa non solo fattibilissimo, ma anche facile e appassionante 🙂

Hai bisogno di aiuto?

Se vuoi chiedermi qualche consiglio sulla definizione e implementazione delle tue abitudini e dei tuoi rituali, scrivimi pure nei commenti; sarò ben felice di aiutarti!
E se proprio vuoi fare un lavoro eccellente, considera la possibilità di fare il mio percorso personalizzato sulla leadership o quello per le mamme alle prese con un lavoro in proprio – c’è anche Business in Love per le libere professioniste, su questi temi! Imparerai mille punti di vista ed esercizi pratici per iniziare un’altra vita concretamente e non solo nei tuoi sogni 😉

Ilaria Cusano

 

Come essere felici – per cambiare vita bisogna essere un po’ surfisti

Come essere felici: i 6 passi fondamentali per cambiare vita

cambiare vita

A proposito di cambiare vita

Qualche mese fa abitavo in un piccolo borgo medievale nel Lazio, in provincia di Latina, e mi preparavo a trasferirmi a Padova.
Un grande cambiamento, non solo di casa, paese e regione, ma anche di persone, modi di vivere, cultura, odori, panorami ed emozioni!
Ero felicissima di questa rivoluzione nella mia vita, ma allo stesso tempo ne subivo l’intensità e la potenza.

Un giorno sono andata alla Banca Etica, dove ho il conto da sempre, per prendere un nuovo Bancomat (il vecchio aveva 10 anni ed era scaduto), e siccome me ne avevano spedito un altro per posta che però non mi era arrivato, me ne hanno dovuto creare un terzo, completamente daccapo.
Non solo nuova carta e nuovo colore, quindi, ma anche nuovo contratto e nuovo pin!

Ero completamente preda degli entusiasmanti pollini primaverili. E, lasciandomi andare a questa onda che mi stava letteralmente trasportando, mi sono detta “Cavolo, come mi eccita il cambiamento!”.

L’universo è come un amante desideroso di compiacerci

In quei giorni sembrava rispondere al mio fremito! Mi inviava occasioni per cambiare vita anche laddove meno me lo aspettavo: in Banca 😀

L’eccitazione è fondamentale, per scoprire come essere felici!

Non si tratta solo di un impulso legato al sesso, come siamo abituati a pensarlo, anzi. Facendo sesso l’eccitazione si sfoga immediatamente, tutta insieme. Si fa certamente una bella esperienza ma niente di più.

L’eccitazione è uno stato del corpo, della mente e della coscienza. Essa dà un segnale ben preciso: che ci sentiamo vivi, che ciò che stiamo facendo alimenta la nostra vitalità, rendendoci allegri, solari, dinamici e disponibili.
Quando c’è un’eccessiva eccitazione possiamo avere difficoltà a gestirla. Può diventare ansia, frenesia, iperattività, ma anche la troppa calma rischia di tramutarsi in flemma, pesantezza e ristagno.
Un giusto livello di attivazione, stimolo e stress è la cosa migliore.Possiamo andare anche oltre.

La vita prevede dei cicli. Trovo che una delle metafore migliori in assoluto per rappresentarli venga dal surf.
Per diversi anni sono stata fidanzata con un surfista, così ho avuto modo di conoscere molto da vicino questa passione. Mi ha insegnato moltissimo sul ritrovare la passione, in generale. Nel surf ci sono tutte le fasi, eccitazione compresa!

La preparazione

Partire da casa con tutta l’attrezzatura, la tavola pulita e bella impanata nel suo apposito prodotto, la muta, le pinne e così via.cambiare vita
Nella vita, se si cerca di resistere al cambiamento, si soffre, e per di più se ne esce sconfitti, perché la vita È cambiamento: perenne, inarrestabile, incomprensibile e più potente di noi piccoli individui.
Se si accetta la sacra legge della natura, invece, e ci si allea con essa, allora si può ritrovare l’amore per ogni fase e sapore e scenario che essa ci dona.
Concretamente? Quando si fiuta l’arrivo di un grosso cambiamento nell’aria, è saggio prepararsi, materialmente, psichicamente e spiritualmente, così come quando si fiuta la pioggia ci si organizza 😉

Poi c’è il viaggio

Il surfista deve arrivare dove ci sono le onde!
Ognuno di noi, nella vita, deve per forza arrivare dove ci sono LE SUE onde – per scoprire come essere felici questo è imprescindibile!
Anche il mio trasferimento a Padova rispondeva allo stesso ancestrale impulso: in provincia di Latina non c’erano le onde giuste per me, era inutile che io girassi tutti i giorni pronta con la mia tavola, la mia muta e le mie pinne, sprecavo tempo ed energie e risultavo anche ridicola, ovviamente 😀
Che voglio dire? Che dobbiamo trovare l’habitat più giusto per la nostra anima, come si fa con le piante, per poterci sviluppare appieno e crescere in armonia con il cielo e la terra, per ricevere il nutrimento che ci serve per vivere e poter risplendere come le creature magnifiche che siamo!
E finché non troviamo questo habitat dobbiamo viaggiare, essere disposti a farlo; e anche se lo troviamo, dobbiamo sapere che è possibile che dopo qualche anno l’onda cambierà di nuovo, e dovremo seguirla anche noi, per rimanere vivi.

Quando si arriva dove c’è l’onda giusta, c’è l’iniziazione

Il surfista prende la tavola, indossa la muta e le pinne, ma sente l’aria anche, si connette con gli elementi, con il mare, fiuta l’energia.
Poi entra nell’acqua e inizia a nuotare, per andare a largo, laddove è possibile cavalcare un’onda – solo in certi punti essa si crea a un livello tale da poterci salire con la tavola, e godere 😀
Quando arriva l’onda, bisogna riuscire a salirci, perché non è assolutamente detto che si sia in grado di farlo, esattamente come nella vita! Quante volte da bambini ci è capitato di provare invidia? Di vedere gli amichetti fare qualcosa di bello e divertente, e di sentirci tagliati fuori? Un’esperienza che nessuno vorrebbe provare e riprovare in continuazione, giusto?
Qual è l’alternativa? Conquistarsi l’onda 🙂
Cavalcare l’onda non è per tutti, è verissimo; ma da un certo punto di vista lo è, perché tutti abbiamo il diritto e la possibilità di conquistarci questo privilegio, e secondo me abbiamo anche il dovere di farlo, per onorare il dono della vita, per celebrarlo ogni giorno e per fare esattamente ciò che siamo venuti a fare su questo splendido pianeta: scoprire come essere felici.

Il puro piacere di essere vivi

Quando ci si riesce (perché persistendo tenacemente e devoti nell’intento, a un certo punto, ci si riesce!), si gode del puro piacere di essere vivi 😀

In quei pochissimi minuti in cui cavalca l’onda, il surfista gronda eccitazione, piacere, godimento, unione col mare, con la terra, l’aria e il cielo, ma è anche estremamente concentrato e lucido, perché deve rimanere in equilibrio, entrare in una tale simbiosi con il proprio corpo, con quel suo particolare prolungamento che è la tavola, e con la potenza della natura, che se non rimane lucido e concentrato al 100% non ce la fa.

… e poi l’onda si placa…

Dopo un tempo da un certo punto di vista brevissimo, ma dall’altro infinito, l’onda si placherà – non finisce mai, la corrente è sempre viva e in movimento, solo si placa; e il surfista rimane un po’ come dopo un orgasmo, vuoto eppure pieno, leggero ma ben radicato, libero ma anche presente.
E poi tutto ricomincia daccapo, nel perenne ciclo che è la vita.

La vita NON è né la ricerca della stabilità, né quella di un orgasmo continuo: la vita è TUTTO ciò che ruota intorno al cavalcare quell’onda

cambiare vitaParadossalmente, bisogna imparare a vivere, perché non è detto che si sia capaci di cavalcare l’onda, quando arriva, e se è così è un vero peccato!
Magari si ha una tavola fighissima, si è al posto giusto al momento giusto, e non la si vede neppure, l’onda che si forma!
Oppure la si vede, si monta su, e dopo un secondo si è sott’acqua a bere, col rischio di prendere la tavola sulla fronte 😀
Molti la vedono benissimo l’onda che si forma, stanno lì con una tavola perfetta, giusto in tempo per salirci su e godere, e che fanno? Si fanno prendere da ansia, panico e insicurezza e non ci provano neanche, a cavalcare l’onda!

Ma ogni tanto, ciclicamente, quell’onda torna: abbiamo infinite opportunità; quando arriva quel momento devi allertare occhi, orecchie e tutti i sensi, come un animale, perché è un momento magico , di connessione con la vita, con il cosmo e con gli elementi della natura, che ci stanno facendo un dono, un regalo immenso!

Mentre la donna della Banca Etica compilava moduli e imbustava carte, io dentro di me riflettevo su questo: una volta a Padova sarei andata immediatamente in questo magnifico laboratorio culturale che è l’Associazione Khorakhanet e mi sarei cimentata col baratto di vestiti: I’M Swap 😀 Avrei lasciato tutti quegli abiti che mi ero stancata di indossare, che non mi rappresentavano più, che mi facevano sentire mille anni luce dalla mia onda e dal piacere fisico che essa mi dà, e ne avrei presi altri, in cui poter sentirmi nella mia pelle 🙂

E tu, che cambiamenti eccitanti vuoi fare nel tuo futuro prossimo?
Esercitati subito a cambiare vita, a modificare il tuo mindset in base a ciò che ti serve e fa bene: scrivi un cambiamento che vorresti fare subito nei commenti a questo articolo, inizierai a nutrirlo proprio condividendolo.
Hai tutte le mie benedizioni 🙂

Ilaria Cusano

 

Le vibrazioni: riconoscerle per scegliere meglio

vibrazioni per orientarsi

Le vibrazioni non sono una roba che riguarda solo i sensitivi, i medium e/o chi ha imboccato una tangente new-age. Sono uno strumento utilissimo per noi tutti. Per comprendere rapidamente la realtà che ci circonda e per orientarci verso un’azione lucida, appropriata e dunque anche fruttuosa.

Quante volte, per esempio, ci si ritrova, pur in buonissima fede e/o senza volerlo, a farsi un film che esiste solo nella propria testa? E di conseguenza a comportarsi in modi inopportuni, se non addirittura nocivi, per se stessi in primis?
Succede nelle relazioni, sul lavoro, nella vita sociale. E ci si mette da soli i bastoni tra le ruote, perdendo rapporti, opportunità e talvolta anche moltissimo tempo.

A tutti è capitato, purtroppo, anche spesso in alcuni casi, di dover spendere una quantità incredibile di energie per recuperare il danno creato da un’incomprensione, un fraintendimento e/o un’interpretazione troppo veloce di una circostanza. Quando sarebbero bastati un po’ di ascolto e di sensibilità in più per evitare spiacevolezze e rischi di ogni sorta.

Riconoscere le vibrazioni serve a questo: a farci agire per il meglio!

È una sorta di mappa, non di tipo razionale ma pur sempre una mappa.

Perché mai dovremmo imparare a utilizzarla? Per

  • concentrarci solo sulle relazioni che promettono cose belle, per esempio, e allontanarci immediatamente da quelle che, sin dall’inizio, si possono distinguere come foriere per lo più di conflitti, disarmonie e sofferenze.
  • Riservare le nostre attenzioni ed energie prima alle attività (lavorative, sportive, ludiche, etc.) che ci nutrono e ricaricano nel profondo, e solo in un secondo momento a quelle che ci fanno da passatempo, per distrarci e/o riempirci le giornate.
  • Comprendere rapidamente quando è il caso di lasciar stare (un’opinione, un’idea, una scelta), di cambiare direzione o di chiudere (con una posizione presa, una relazione, una possibilità).
  • E capire subito se un determinato luogo (una casa, un ufficio, un pub, etc.) e territorio geografico ci fanno bene o male, se ci danno energia o ce ne tolgono.

Riconoscere le vibrazioni ci dà informazioni soggettive preziosissime per scegliere la via giusta ed evitare la sbagliata .

Come imparare a riconoscere le vibrazioni

Imparare a riconoscere le vibrazioni è una questione di esercizio, non è una dote innata; qualcuno, forse, è più predisposto per natura o per cultura, ma in sostanza si tratta di allenare l’emisfero destro del cervello, e questo si può fare tramite alcuni bizzarri escamotage che chiunque può mettere in atto.

Eccone tre, testati da me in prima persona, per lunghi periodi

1) Attiva il lato sinistro del tuo corpo, cercando di usare, muovere e coinvolgere il più possibile la tua mano sinistra, di partire col piede sinistro per salire le scale o scendere dal divano, di incrociare le braccia e accavallare le gambe ponendo sopra la sinistra invece che la destra.
Io una volta ho fatto questo esercizio per sei mesi, arrivando anche a scrivere e mangiare con la mano sinistra, e ho avuto dei risultati davvero impressionanti!

2) Dai il timone al tuo intuito, quando devi prendere delle decisioni importanti. Se vuoi, puoi stabilire un limite (due settimane, un mese, tre mesi), anche per notare se ci sono dei cambiamenti imputabili a questo oppure no. Ma puoi anche farlo in maniera meno ordinata e più creativa.
L’importante è che ti eserciti a prendere decisioni importanti affidandoti all’intuizione invece che alla razionalità.
Forse farai anche degli errori, ma d’altronde da qualche parte devi pur iniziare! Le facoltà interiori sono come i muscoli: se non le usi si addormentano, fino ad atrofizzarsi talvolta. Lo stesso vale al contrario, però: più dai importanza, peso e fiducia al tuo intuito, più lui si risveglia, attiva e sviluppa, e nel corso del tempo diventerà una risorsa preziosa su cui poter contare!

3) Riserva ogni giorno del tempo a un’attività creativa. Scegli pure quella che più ti appassiona e appartiene: può essere cucinare, scrivere, fare decoupage, ballare, cantare, arredare – la creatività si può mettere quasi in tutto.
E se ti accorgi di essere bloccata, da questo punto di vista, accogli un po’ di caos e di disordine nella tua quotidianità, permettendoti qualche vestito abbandonato qua e là, qualche imprevisto nella tua agenda o qualche piccola fuga improvvisa, con tanto di cellulare spento per alcune ore.
Restituisci alla creatività, al colore e all’imprevedibilità lo spazio e la dignità che meritano, e vedrai che la vita saprà meravigliarti con splendidi doni, assai più utili e di valore di quel che puoi immaginare all’inizio 😉

Proprio oggi, una mia cliente mi ha scritto questo, in un commento su Facebook

vibrazioni

Laura De Rosa sta per terminare il mio corso online di Astrologia ed è riuscita a rinnovare tutto il suo sito-web (www.yinyangtherapy.it – è una professionista dell’interior design) e la sua attività lavorativa proprio riattivando l’emisfero destro del cervello, e utilizzando le risorse una volta latenti e oggi operative.

E poi, se anche a te succede qualcosa di particolare, condividilo qui nei commenti; raccontare la tua esperienza servirà a te per rielaborarla e comprenderla fino in fondo, e agli altri per trarre esempio e ispirazione 🙂
Che la magia sia con te!

Ilaria Cusano