Corso di meditazione online: la mia esperienza con Piuchepuoi

Corso di meditazione online su Piuchepuoi: grande gioia

corso meditazione onlinePartiamo dal presupposto che voglio raccontare di questa immensa soddisfazione del corso di meditazione online su Piuchepuoi non per compiacermi o pavoneggiarmi. Voglio raccontarlo per mettere in luce alcuni tasselli fondamentali che distinguono la mera opulenza dalla vera ricchezza.

Prima di tutto, quindi, preciso la differenza tra opulenza e ricchezza.

L’opulenza, per me…

  • corrisponde a dei risultati solo materiali;
  • di solito porta con sé ostentazione, avidità e paura;
  • quando la si conquista, si tende a chiudersi, socialmente e spiritualmente.

La ricchezza, invece…

  • insieme a dei risultati materiali dona anche una serie di magnifici stati d’animo spirituali e sociali;
  • solitamente, si accompagna a umiltà, magnanimità e gratitudine;
  • quando la si sperimenta viene naturale condividerla e aprirsi.

Corso di meditazione online

… ma torniamo al corso di meditazione online! Il secondo che ho realizzato per Piuchepuoi – il primo era quello per uscire dalle dipendenze affettive, ricordi?

corso meditazione onlineUna grande gioia perchè, per chi come me ha la vocazione di insegnare, avere l’opportunità di raggiungere le migliaia e migliaia di persone che stiamo raggiungendo tramite Piuchepuoi, soddisfa, riempie il cuore, fa traboccare di entusiasmo, allegria e contentezza 😀

Una grande gioia perché questo successo sta prendendo forma in un clima aziendale magnifico, dove le relazioni sono tra persone, non tra numeri o robot; tra anime che si uniscono per collaborare, non tra corpi che intendono sfruttarsi a vicenda; tra identità brillanti che, come tutti gli esseri umani, conoscono i bisogni e i desideri, ma in un’ottima misura li hanno anche superati.
Cooperare con chi sa mettere al primo posto un nobile, prezioso e anche piacevolissimo obiettivo comune e trascendente – e non solo scopi egoistici – è stupendo; un sogno che si realizza, per me 🙂

Equilibrio tra dono e profitto

L’altro ieri ascoltavo il grandioso Brunello Cuccinelli dal vivo, e ho focalizzato questo punto: la necessità di trovare e ritrovare sempre un’armonia tra il dono e il profitto.
Immediatamente ho pensato ai corsi online che stiamo distribuendo tramite Piuchepuoi.

Non a caso uso il verbo distribuire e non quello vendere.
Perché vendere non renderebbe, non direbbe abbastanza; quello che noi stiamo facendo è vcorso meditazione onlineeicolare un’idea, un sistema di valori, uno stile di vita possibile per chiunque ne senta il richiamo.

Vendere metterebbe in luce solo l’aspetto del profitto – che c’è e ne siamo felici, sia chiaro; ma non è la
ragione primaria per cui lavoriamo.

Vendere svilirebbe il nostro intento reale, che è quello di distribuire:
distribuire pace, piacere e gioia; spunti concreti e utilizzabili da qualsiasi donna per rendere (di nuovo) la propria vita bella, appagante, entusiasmante; un pacchetto di contenuti virtuali che, paradossalmente, aiuta a godere di esperienze molto più dense, intense e reali – sentite, vissute, profonde.

Distribuendo tutto ciò noi sappiamo di stare contribuendo alla costruzione di una società migliore, ed è una grande gioia 🙂

Come ho sentito la mia voce dire l’altro ieri a un mio caro amico…

… un vero investitore, in fondo, desidera una sola cosa: arrivare alla fine della vita e potersi guardare intorno pensando “Il mondo è tanto migliore di come l’ho trovato, e il merito è anche mio”.

Ilaria Cusano

 

Coaching: cos’è? – Testimonianza diretta

coachingMolti mi chiedono di spiegarea il coaching: cos’è, a cosa serve, come funziona.
Io però non amo parlare di niente, e credo che certe cose si possano imparare (e trasmettere) solo attraverso un’esperienza diretta; il resto è per chi non ha il coraggio di vivere e tenta disperatamente di saziarsi ascoltando la vita altrui – il che non è ciò che voglio indurti a fare, è evidente 😀

E poi c’è un’altra questione: il pregiudizio della vendita.
Siccome nella nostra società, purtroppo, è ancora pieno di persone che lavorano esclusivamente per soldi, è ancora pieno, dall’altra parte, anche di persone che credono che, se sono io a raccontarti cos’è il coaching, te lo edulcoloro, miglioro ed esalto solo perché il mio scopo ultimo è venderti i miei corsi.
Cosa non vera, questo non è il mio scopo ultimo; ma tu non ci credi, e io lo rispetto.

Per questi due motivi ho deciso di farti raccontare come funziona fare coaching con me da Irene Signorino, una mia collega che ha terminato poco tempo fa un percorso con me, quello di meditazione attraverso il respiro – che, tra l’altro, fino al solstizio d’estate (21 Giugno 2016) sarà in offerta, per poi scomparire.
La sua storia ti servirà anche per comprendere come la meditazione si può applicare al coaching.
Buona lettura 🙂

Ilaria

Cos’è stato il life coaching spirituale per Irene

Sono una collega di Ilaria, l’ho conoscoachingciuta durante un corso di aggiornamento professionale dedicato alla Business Etiquette. Potremmo ribattezzarlo “il manager a tavola”, un luogo che ha prestantemente evidenziato la mia mania per le regole, le procedure, insomma per il controllo: il galateo è davvero il mio pane! Mentre il “companatico” sono le parole, ancora più gustosi gli aforismi, le frasi pregne di significato.

Proprio in quei giorni ne avevo scoperta una:

 

 

 

Chi controlla il respiro controlla i pensieri

Folgorante!
Così, dato che tutti sappiamo che il fulmine non cade mai due volte nello stesso posto, in quel di Firenze Ilaria mi parla proprio di un suo corso centrato sulla respirazione consapevole, 10 tecniche di Pranayama.
Questa concomitanza mi entusiasma tanto quanto mi ritrovo reticente non appena mi specifica che si tratta di un corso on line.
Ormai, però, l’agognato obiettivo di controllare i pensieri mi ha già pervaso, e così indago e scopro che in realtà si tratta di un percorso interattivo che abbina colloquio conoscitivo di approfondimento, filmato, dispensa, reportistica via mail.
Le promesse collegate alla respirazione consapevole appaiono dunque lì, a portata di mano, attraenti e profumate come il pane appena sfornato, e così decido di afferrarle e ci aggiungo anche 3 sessioni di coaching via skype.

Come ogni buon coach professionista, Ilaria indaga quali siano le mie aspettative: per prima cosa mi chiede di compilare una lista e successivamente di rappresentarle graficamente in una mappa mentale.
Risultati?
Un elenco in cui si fronteggiano l’obiettivo di potenziare controllo, performance e gestione delle emozioni da un lato, e dall’altro il desiderio di trasformarmi, liberare qualcuno di diverso: flessibile, tollerante, in pace.

Il coaching è trasformazione concreta

Ho iniziato, dunque, il mio percorso Pranayama ecoaching fatto subito una scoperta sorprendente: respirare consapevolmente implica ascoltare.

Ascoltare chi?
Ascoltare il mio corpo che ha una propria voce (!!), una propria intelligenza (che ribattezzerei più cogentemente “coscienza”), una propria specifica e particolare sensibilità. Insomma, in una parola, è vivo ed è proprio per questo che respira.
Non si tratta di uno strumento: per quanto sofisticati e performanti gli strumenti non respirano! Posso audacemente sostenere che mentre le parole sono la voce della mente, il respiro è la voce del corpo. Quando queste due voci si armonizzano ci si esprime autenticamente.
L’autenticità è una forza incredibile, altamente impattante. Proprio perché, come tutti sappiamo, mente e corpo si influenzano reciprocamente, è risultato vero che “chi controlla il respiro controlla i pensieri”.

Compiuta questa esperienza quantomai trasformativa, ritengo che il life coaching non possa fare a meno del Pranayama.
Qualunque siano i tuoi obiettivi, potranno rientrare nella tua zona di potere solo imparando a… riprendere fiato.

Irene Signorino
www.leaderyou.it

 

Cos’è il terzo occhio e come sfruttarlo per il proprio benessere

terzo occhioNel terzo occhio c’è tutto ciò che abbiamo sottovalutato, snobbato o dimenticato; c’è quello che ci frega, e che ci salva.
C’è l’intuito, la sintesi e la via di mezzo; c’è il mischiare le informazioni e le situazioni e non il dividerle, lo slanciarsi che è opposto e complementare al ponderare; c’è l’unione tra il maschile e il femminile, alfa e omega dell’incomprensione, della lotta per i diritti e delle malelingue.
Nel terzo occhio ci sono un miliardo di strade possibili, fantastiche, utili ed eccitanti, che in pochissimi percorrono per… rimanere nella massa più conformista.
Il terzo occhio sa che tutto dovrà essere riunificato, dopo averlo separato per vederlo, gestirlo, smettere di temerlo; il problema è che spesso è solo lui a saperlo, e chi dovrebbe farlo non impara a usarlo.

Poteri del terzo occhio

Intuito: coglie il punto in pochissimo tempo, attraverso un processo sintetico invece che analitico; non è scientifico ma, ben allenato, funziona alla grande – solo che molte persone, ignorando le sue potenzialità o non sapendo come svilupparle, lo snobbano, preferendogli i calcoli, le strategie e i piani misurabili. Non hanno idea di quel che si perdono 😉

Sintesi: unire le parti invece che dividerle. E’ chiaro che la divisione dà più chiarezza, sicurezza e stabilità, ma alla fine non è vero, sono solo impressioni mentali. La visione è molto più chiara quando le cose sono unite, perché così sono, nella realtà ultima – unite, collegate, interdipendenti. La divisione è un’illusione: che sicurezza può nascere da un’illusione, da un’astrazione? L’unica stabilità è quella fugace e mentale data dal metodo, emotivamente rimane un vuoto, l’insoddisfazione, la sensazione che qualcosa non torni – perché è proprio così.

terzo occhioLa via di mezzo: chi ragiona in termini di bianco o nero perde, di continuo. Perde nel senso che fallisce, non trova altre strade, non vede le alternative, non se le inventa perché a monte neppure crede che sia possibile.
La via di mezzo, oltre a essere sponsorizzata dal mitico Buddha (che non è poco), è il percorso più stimolante, più interessante, più fecondo, quello su cui si scoprono più cose nella vita, e in cui si aprono nuovi orizzonti, meravigliandoci.
La via di mezzo non ha nulla a che fare col compromesso; la vera via di mezzo si coltiva dentro, come integrazione tra gli opposti, prima di arrivare alle relazioni.

Unione tra il maschile e il femminile: gli emisferi cerebrali comunicano proprio da lì, dal terzo occhio e dal corpo calloso, in sua corrispondenza – nel mio corso online di meditazione approfondiamo bene questi aspetti, a livello esperienziale.
Il corpo è mille anni luce più intelligente della logica e della razionalità, e sa bene che le soluzioni sono tanto più valide quando emergono dalla raffinata fusione tra percezioni e punti di vista opposti e complementari. Il terzo occhio ha la funzione di eseguire questa fusione; lo fa di continuo, anche quando non ce ne accorgiamo. Tenta di farlo pure in tutti i momenti in cui, addirittura, ci opponiamo fermamente a questo processo – per esempio, quando ci ostiniamo a parlare in termini di uomini e donne invece che di persone.

Come sfruttare il terzo occhio per il proprio benessere

O meglio, come l’ho fatto io – non ho niente di più prezioso della mia esperienza da regalarti.

  1. Ci prendo decisioni rapidissime, che alle persone che si comportano in modo più logico, razionale e analitico, vedo impiegare dieci volte il mio tempo, per arrivare al punto.
  2. Anche i risultati, di solito, sono migliori, in termini di efficacia, potenza e originalità.
  3. Nel terzo occhio, trovo sempre nuove opportunità, anche laddove con la logica non vedo altro che impedimenti, blocchi, difficoltà.
  4. Io non lo uso alternativamente alla razionalità, ma affianco: credo fermamente nelle mie intuizioni ma in ogni caso le verifico; seguo ciò che il terzo occhio mi suggerisce, ma per farlo, a partire da ciò che mi suggerisce, creo un terzo occhiopiano.
  5. Parlo in termini di persone, non di uomini e donne, a meno che non sto descrivendo l’anatomia, la fisionomia o il sistema ormonale; non esistono le caratteristiche degli uomini e delle donne, secondo me è solo un bagaglio di credenze e pregiudizi che, la maggior parte delle volte, impedisce di connettersi veramente alle persone, e di scoprirle.
  6. Coltivo la visionarietà e quel tot di facoltà extra-ordinarie di cui Madre Natura mi ha dotata; le uso per orientarmi, per prendere decisioni, per scegliere, per risolvere i problemi, per scoprire qual è il mio posto nelle relazioni (a due o di gruppo) e per sentirmi al sicuro, perché so in che direzione si stanno muovendo le cose.
  7. Insegno alle persone a sviluppare il terzo occhio e tutte le sue capacità, a credere in quelle potenzialità tanto arricchenti ma sconosciute e demonizzate, che a me hanno migliorato la vita, radicalmente – la percezione dell’arte, della bellezza e della perfezione della natura, degli esseri umani e della storia si può avere solo dal terzo occhio – nel corso online sulla bellezza si lavora anche con questo aspetto.

Ilaria Cusano

 

Sconfiggere l’insonnia: 3 consigli dallo yoga

Ricominciare a dormire bene con lo yoga dei denti

dormire beneOggi ti racconto della mia esperienza con la dentosofia, quella forma di odontoiatria olistica, naturale e biologica che può esser definita lo yoga dei denti.
Un’esperienza strabiliante, dal punto di vista della qualità del sonno!
Ti premetto che io non soffrivo di insonnia, prima di cominciare la mia cura con la dentosofia; solo, dall’autunno dell’anno scorso, a causa dello stress
– avevo smesso di ricordarmi i miei sogni,
– mi addormentavo e rimanevo in totale letargo per ore, completamente priva di coscienza e apparentemente anche di vita,
– e la mattina mi svegliavo che, pure se di ottimo umore, stavo sempre a tremila da subito, da appena aprivo gli occhi!
Di certo non era devastante come l’insonnia, ma se avessi continuato in quella direzione, probabilmente, nel giro di qualche altro mese sarebbe arrivata anche l’insonnia.

Se non fosse che sono approdata alla dentosofia!

Non ho cercato una dentista alternativa per migliorare la qualità del sonno, naturalmente 🙂 Ne avevo bisogno per curare la mia parodontite.
Però Maria Antonietta (la dentista) me l’aveva detto, durante uno dei nostri primi incontri: è possibile che quando inizierai a usare l’attivatore comincerai anche a dormire meglio e ad avere un’attività onirica più intensa e vivida del solito.
Non è accaduto immediatamente, ma dopo un paio di mesi sì 🙂

dormire beneE qui veniamo allo yoga dei denti.
Innanzitutto una cura con la dentosofia è olistica come lo yoga: non solo agisce meccanicamente sul corpo come giustamente, in una certa misura, fa la nostra medicina allopatica, ma stimola anche il mondo sottile, in maniera tale che tutto il sistema persona si attivi nella direzione dell’auto-guarigione. Esattamente come succede nello yoga.
L’obiettivo non è raggiungere una determinata forma (nello yoga, asana) in un certo tempo; l’obiettivo è darsi una serie di input capaci di rigenerare sempre di più, progressivamente, il naturale potenziale di auto-guarigione insito in ognuno di noi.
Non sono rielaborazioni mie, eh, è quello che mi ha spiegato la mia dentista olistica, Maria Antonietta Cambrea 🙂

Un’altra cosa che la dentosofia ha in comune con lo yoga è il fatto che richiede una pratica quotidiana: ogni giorno io faccio degli esercizi particolari con l’attivatore, vado a stimolare la ghiandola pineale (ed ecco il collegamento con il dormire bene!), quasi sempre porto l’attivatore anche di notte, e via dicendo – come lo yoga, in buona sostanza, si tratta di una cura che richiede di attivarsi, di includere nuove sane abitudini nella quotidianità, di essere il motore pulsante del proprio processo di guarigione, che altrimenti in tutta onestà bisogna dire che non può aver luogo.

3 consigli dallo yoga dei denti per dormire bene (e probabilmente anche sconfiggere l’insonnia)

Quanto segue è elaborato esclusivamente da me, da qui in poi la mia mitica dentista non c’entra niente 🙂

  1. Scrivi e accompagna te stessa al sonno, la sera, e al pieno risveglio la mattina

    Scrivi prima di spegnere la luce e provare a dormire, se hai difficoltà ad addormentarti, e scrivi appena ti svegli la mattina, per annotare tutto ciò che ti ricordi dei tuoi sogni, anche se è poco – quest’ultima abitudine è fondamentale, nello Yoga Nidra, lo yoga del sogno.
    La prima, invece, mi ha salvato per anni durante l’adolescenza, quando soffrivo d’insonnia eccome! La sera non ce la facevo proprio ad addormentarmi, così prendevo il mio quaderno, scrivevo fiumi di parole istintivamente e senza alcun freno, e poi piano piano riuscivo a lasciarmi andare nelle braccia di Morfeo.
    Adesso ho ripreso a scrivere la mattina appena sveglia, e la sera per addormentarmi serenamente mi basta fare cose tranquille e non usare il computer.

  2. Stimola la tua ghiandola pineale

    Io ho l’esercizio della dentosofia per farlo, ma tu ovviamente non devi andare da una dentista per imparare come stimolare questa preziosissima ghiandola – ti basterà fare una ricerca in Internet e, nel giro di un’ora, saprai tutto ciò che vuoi, al riguardo.
    La ghiandola pineale non solo influisce sensibilmente sulla qualità del sonno e quindi anche della veglia, ma è anche la sede fisica del settimo chakra, il territorio di confine tra l’identità individuale e l’identità trascendentale! Una ghiandola pineale che funziona a dovere assicura tanti altri benefici, oltre a quello di dormire bene 😉

  3. Fai una pratica di tipo olistico, nella tua quotidianità

    dormire beneSo che non è facile cambiare abitudini; so anche che nella nostra cultura stiamo a mala pena imparando a fare esercizio fisico con regolarità; so bene che ci vogliono una determinazione, un’energia e una tenacia incredibili, per nuotare controcorrente rispetto ai mille condizionamenti sociali che ci premono in una certa direzione.
    Ma siccome l’ho sempre fatto (nuotare controcorrente) so anche che il vantaggio che se ne guadagna può essere centomila volte più grandioso dello sforzo che ci viene richiesto all’inizio.
    Perciò impegnati: magari, invece di fare palestra o altre attività che ti stimolano solo a livello fisico (o meglio, che non ti stimolano correttamente, sul piano psichico ed energetico), preferisci qualcosa come lo yoga, il pilates, il trekking nella natura, delle passeggiate o corse nel verde, qualcosa che sai che ti attiva e risveglia anche in profondità.
    E poi, certo, se avrai anche tu bisogno di una dentista olistica, potrai optare per la dentosofia (e se sei in Lombardia o dintorni, proprio per Maria Antonietta – bravissima!), e sarà questa cura a darti parte degli esercizi da fare quotidianamente, con regolarità.

Buona notte e sogni d’oro, mia cara 🙂
E ricorda: abbiamo bisogno di dormire bene più di quanto ne abbiamo di bere e di mangiare. Solo con un buon sonno possiamo godere di una buona qualità di vita in stato di veglia.
Prenditi cura dei tuoi sogni, in tutti i sensi!

Ilaria Cusano

PS. E se vuoi entrare bene in questa storia dell’insonnia, per uscirne quanto prima, impara a mantenerti in uno stato psico-fisico in cui non ti ci avvicini neppure a questa snervante quanto malsana condizione! Come? Imparando l’arte della meditazione, per esempio (aiuta tantissimo in questo senso!), o rivoluzionando il tuo rapporto col corpo: quanto lo senti, come lo pensi, in che modo lo vivi.

Come meditare

Come meditare: imparare a meditare con il coaching online

meditazione on line

Era il 2008, e a un certo punto ebbi la visione: la rivoluzione non era più da cercarsi nelle strade, nei partiti e nelle amministrazioni, la rivoluzione stava avvenendo in Internet ed era già in atto da un po’, quando io fui graziata dal mio insight!
Una nuova alfabetizzazione era necessaria ed era in corso – lo è ancora! e stavolta era digitale, era questa la sua caratteristica; cittadinanza attiva, partecipazione alla vita sociale, inclusione sociale, trasparenza, consumo critico, organizzazione intorno a determinati temi/progetti e sì, anche la spiritualità, con le meditazioni in contemporanea in più luoghi del mondo, il reiki a distanza e via dicendo – tutto sarebbe stato reso fattibile facilmente e agevolmente grazie al web
Salii immediatamente sul carro dell’innovazione, quindi, assolutamente fiduciosa nella mia visione, che racconto meglio nell’intervista che mi ha fatto Assunta Corbo per ThatsGoodNews – l’hai letta?

La meditazione e il coaching online?! Ma dai?! Può funzionare davvero?

Nonostante io sia un’amante della tecnologia e della rete, per diversi anni sono stata scettica di fronte alla possibilità di trasformare i miei servizi in modo tale da renderli fruibili anche online: credevo che avrebbero perso il loro valore, la loro essenza più preziosa che è fatta di una relazione umana, che sarebbe stato un limite troppo grande perché non avrei potuto proporre più della metà delle attività che ero solita includere in una formazione.

Cosa mi ha persuasa a ritornare sulla questione e a valutarla più attentamente?
Il desiderio di rendere accessibile almeno una parte della mia formazione anche alle fasce di popolazione con un reddito medio-basso. Già, perché il coaching, effettivamente, rimane un servizio di lusso, non sono moltissime le persone che si possono permettere di fare un percorso serio e ben strutturato.
Questo, unito al fatto che in Italia si sta creando solo adesso la cultura di una formazione continua, e ancora fin troppe meditazione on linepersone non sono abituate a riservare un certo budget alla formazione ogni anno, rende l’accessibilità un problema da risolvere.

Certo, molti si lamentano di non potersi permettere un percorso mentre la verità è che preferiscono spendere 100 euro al mese per lo shopping o il ristorante, invece che per fare un investimento su di sé; ma ci sono anche molti altri che, diversamente, ce la mettono veramente tutta, che danno il massimo, che cercano opportunità, che laddove non ci sono le creano, che fanno di tutto e di più per nutrire la parte più preziosa e importante della vita, cioè il benessere interiore – ecco, io a queste persone volevo mettere a disposizione qualcosa.
Mi sono detta “Anche se, per forza di cose, la maggior parte dei miei servizi rimarranno per una classe sociale alta, voglio inserire almeno un’agevolazione e un’offerta per la medio-bassa – e vediamo che succede”.

Il coaching online ha fatto BOOM!

Tra i webinar, le sessioni one to one via Skype e i corsi online, il mio life coaching online, in pochi mesi, ha fatto i fuochi d’artificio 😀
Già, perché tra l’altro, in questo modo, anche la barriera geografica, oltre a quella economica, viene bypassata! Tra le mie coachee (clienti), oggi, ci sono donne da tutta Italia, donne che vivono in paesini sperduti tra le nostre magnifiche terre, che non andrebbero mai a un seminario di coaching per quanto lontano e costoso è per loro; donne che non avevano mai fatto un’esperienza formativa così, e che solo oggi possono beneficiare di questa opportunità!
Ne vado fiera e ne sono contenta 🙂

Dopo anni di intolleranza e disappunto verso chi mi chiedeva prezzi più bassi, di irritazione e rabbia nei confronti di chi mi diceva di non potersi permettere un percorso quando non era assolutamente vero, di rischio di alienazione e misantropia in questa cultura nostrana dove sembra che le uniche cose che hanno valore siano le più stupide, frivole e inutili che ci sono al mondo, dopo anni di scetticismo nei confronti di un’innovazione che ci ho messo del tempo ad apprezzare fino in fondo, sfatiamo qualche mito sull’imparare a meditare con il coaching online e apriamoci le porte al nuovo, alle mille opportunità che il web ci offre!

meditazione on line1) Nel corso della sessione e della meditazione, io riesco tranquillamente a stabilire una connessione molto intensa e profonda con la mia coachee, anche se siamo lontane e comunichiamo tramite video. La connessione tra due persone non dipende dalla distanza geografica o dallo strumento usato per comunicare: a volte si vive per anni affianco a una persona, la si vede ogni santo giorno e non si instaura nessuna vera comunicazione! Oppure si dispone di tutte le tecnologie del mondo, con un miliardo di vie attraverso cui far passare messaggi, ma di fatto non si ha la possibilità di far passare niente, perché il proprio cuore è chiuso, e nessuna piattaforma, nessun social media, nessun forum può fare niente per questo.
È così: la connessione tra persone dipende dalla loro presenza, sensibilità e capacità di connettersi spiritualmente .
2) Il coaching online è MOLTO più accessibile di quello offline: ha dei prezzi notevolmente inferiori, non richiede né viaggi né trasferte né tempi biblici, e può essere serio, efficace e ben strutturato tanto quanto il classico seminario di gruppo a cui eravamo abituati.
3) Ciò che fa la differenza e che produce risultati, nel coaching, non è tanto il momento della sessione, ma quegli infiniti momenti in cui la persona, da sola, mette in atto ancora e ancora tutte le cose che ha imparato; dunque non importa, tutto sommato, DOVE E COME si impara, ma quanto si rielabora in modo autonomo, quanto si usa e implementa ciò che si apprende.
4) Il coaching online, volendo, si può integrare anche al coaching offline: magari, prima di andarmi a fare un seminario di un weekend che mi richiede un viaggio e un investimento enorme, preferisco farmi qualche sessione di meditazione via Skype, per conoscere il/la coach, il suo approccio, i suoi metodi, e poi, se mi trovo bene, faccio il passo successivo e mi iscrivo anche a un suo seminario – giusto?

Queste sono solo alcune delle opportunità che tutti abbiamo, nell’era del Web 2.0, in cui anche la formazione, e anche quella più umana, sta assumendo nuove forme, per donare più possibilità, più facilitazioni e più valore alla vita di ognuno di noi 🙂
Se vuoi fare un’esperienza diretta contattami! E se non hai mai usato Skype, niente paura: ti insegno volentieri io stessa a farlo – bastano 15 mintui 😉

Ilaria Cusano

 

I-Ching

I-Ching: scopriamo insieme come utilizzarlo

I-Ching: scopriamo insieme come utilizzarlo

Oggi ti parlo dell’I-Ching, il famoso Libro dei Mutamenti cinese.

Innanzitutto, porto la tua attenzione su un semplice dato di fatto: si tratta di un testo che noi esseri umani continuiamo a tramandare e a salvare da secoli! Il che sai cosa vuol dire? Che, più o meno consciamente, lo troviamo utile da altrettanti secoli 🙂
Altrimenti andrebbe distrutto, perso o dimenticato, te l’assicuro.

Ma andiamo oltre: io ovviamente qui non ti dirò ciò che trovi descritto in dettaglio in tutte le edizioni dell’I-Ching. Ti dirò ciò che non trovi scritto da nessuna parte 😉
Cosa?
Iniziamo subito: la lettura dell’I-Ching non è una divinazione, non serve per rivelarti cosa ti succederà nel futuro, come sostengono i ciarlatani o come all’io bambino che dimora dentro di te, forse, piacerebbe credere.
L’I-Ching è un rituale 🙂

Cos’è un rituale?

Sfatiamo un mito: il rituale non è solo quello di mia nonna in chiesa col suo santino e la sua candelina, ma più in generale è un atto magico con delle precise caratteristiche.
Tutti possiamo inventare un rituale, se quelli già esistenti ci annoiano, pesano o se semplicemente non li sentiamo nelle nostre corde.
Un rituale è un metodo: serve per alimentare un intento, dargli sempre più energia, per farlo crescere e fruttificare ; in qualche modo, quindi, si tratta di un’azione assolutamente scientifica, poiché consiste nel dare sempre più sostanza e spessore a un’energia, finché essa non si solidifica a tal punto da trasformarsi in realtà.
È un processo naturale, matematico oserei dire.

Ti faccio un esempio.
Qualche mese fa, ho inventato e lanciato sui social media un’iniziativa che si chiamava #3successioggi – quella da cui poi ho tratto uno dei PDF che trovi tra le mie risorse gratuite.

Avevo due obiettivi:
1) nutrire e rinsaldare i legami interni alla mia community, stimolando la partecipazione delle persone, ispirandole e invitandole a relazionarsi tra di loro in un modo brillante, radioso e solare;
2) fare un rituale collettivo, attraverso cui, con i contributi di ognuno, rinnovare, rinfrescare e rivitalizzare la concezione del Successo.

La mia personale idea e percezione del successo, infatti, è imperniata sul cosiddetto successo ecologico (come ho raccontato nell’intervista che mi è stata fatta da Riccardo Romano di HangoutMarketingItalia) – un successo di tutti contemporaneamente, sostenibile e sempre umano.
Però anch’io vivo nella società, e purtroppo spesso mi pesa addosso la polvere della vecchia concezione del successo, quella secondo cui bisogna competere e vincere, distruggere il pianeta e ingrandirsi al punto tale da diventare una specie di colonialista britannico che avanza monolitico, greve e insostenibile, sotto tutti i punti di vista.

Con #3successioggi io volevo dare energia a tutte le forme pensiero, le abitudini e le modalità comportamentali relative al successo più fresche, innovative e belle, coinvolgendo più persone possibili nel processo perché, banalmente, in un’azione del genere, più siamo meglio è!

Vuoi sapere quali sono stati i miei risultati attraverso #3successioggi?

Attenzione: io ero sicura al 100% che con questo rituale si sarebbero mosse delle cose intorno a me, ma non pensavo a questo punto 😀

1) Sono stata invitata da Riccardo Romano all’intervista di cui sopra, e da Alessia D’Epiro (coach marketing) che mi ha segnalata a lui in qualità di life-coach “di successo” (così lui mi ha descritta), e sebbene io mi senta felice e realizzata da molti anni nella mia vita, finora nessuno mi aveva mai definita così 🙂
“Guarda caso”, è accaduto esattamente nel periodo di #3successioggi 😀

2) Sono stata invitata a far parte, con estremo entusiasmo e vero piacere, del niente poco di meno che TAG (Talent Garden) di Padova 😀 che è una delle realtà che io seguo e ammiro di più in assoluto!
Dall’1 Ottobre terrò lì i miei seminari di S-Coaching®, e probabilmente anche molte altre iniziative nell’ambito dell’innovazione e nello spirito che anima i progetti di coworking – a proposito, dai un’occhiata ai miei prossimi appuntamenti perché ce ne sono diversi favolosi!!!!
Neanche a dirlo: anche questo ebbe inizio proprio nei giorni di #3successioggi.

3) Il mio matrimonio con Sandro è finalmente e definitivamente risorto 🙂
Anche questo è un magnifico successo, per me!
Dopo un periodo di sottili competizioni, invidie e resistenze da parte di entrambi (quando dentro casa vivono due leader validi e brillanti, le lotte di potere ci sono, non c’è niente da fare), siamo riusciti a passare sull’altra sponda, con la mitica forza dell’amore, grazie a quel validissimo pacchetto di competenze che io insegno nel mio percorso “Il senso delle relazioni di coppia”, e probabilmente in una certa misura per merito di #3successioggi, visto che accadeva proprio in quel periodo 😀

Capisci cosa succede quando fai un rituale? Te ne devi anche accorgere, certo, ma che accade non c’è dubbio 😉

Cosa TU puoi fare per far funzionare così anche l’I-Ching

Torniamo a te e al Libro dei Mutamenti 🙂
Ecco i miei consigli d’oro su come farlo funzionare a dovere – sì, proprio come una bacchetta magica, hai capito bene!

– Ci devi credere fermamente! Non all’I-Ching, però, non è lui a fare la magia, a modificare la realtà: sei tu che sei magica/o, ma per sprigionare al massimo questo potere ci devi credere: devi credere in te stessa/o e nel tuo potere di plasmare la realtà 🙂
Lascia stare quello che ti hanno detto i tuoi genitori quando eri piccola/o, loro non ne sanno niente, probabilmente, di tutto ciò, vengono da un’altra epoca! Lascia stare anche ciò che ti dimostra la stragrande maggioranza di chi hai intorno – quando mai la maggioranza è stata brillante, geniale o magnifica? Credi in te e nella tua magia interiore, e rimarrai sbalordita da ciò che riuscirai a creare 😉

– Dopo aver ricevuto l’indicazione dalle monete e dal libro, devi agire!
La magia del rituale non si può sprigionare se tu ti trattieni, se trattieni le tue emozioni (di qualunque tipo siano), se ti controlli, se ti limiti, se ti castri e censuri di continuo! L’antico testo ti suggerisce una strada, ti mostra un cammino, ma poi sei tu che devi muovere i tuoi passi lì, altrimenti non succede proprio un bel niente – e non perché l’I-Ching non funziona, ma perché tu non agisci 😉

– Ricordati sempre questo: lo strumento serve per metterti a contatto col tuo maestro interiore, con la tua anima, con quella saggia voce che già dimora dentro di te, e che tu, per qualche ragione, hai difficoltà a sentire, o seguire. Il Libro dei Mutamenti ti facilita l’ascolto.
Ebbene, se tu questa voce la senti, devi agire, devi fare ciò che ti suggerisce, subito, immediatamente e con coraggio, e non consultare l’I-Ching. Altrimenti ti stai prendendo gioco del tuo maestro interiore, della tua anima, e di certo lui/lei non metteranno a tua disposizione l’enorme potere di cui dispongono. Dimostra maturità e responsabilità (a te stessa/o, prima di tutto), e poi riceverai i magici doni racchiusi nel tuo universo interiore 😉

Tutte le mie benedizioni,
Ilaria Cusano