Come diventare Life Coach certificati

Scuola professionalizzante di Life Coaching Spirituale

In Italia la certificazione, legalmente, non serve, per lavorare come Life Coach. Ma l’aspetto legale non è l’unico importante, per svolgere questa professione. Ce ne sono altri decisamente essenziali da curare, per riuscire in questo settore; e coi quali la certificazione di Coaching ha parecchio a che fare.
Scopriamo dunque perché dovresti fare la nostra scuola professionalizzante, per esempio, nel caso in cui ti fossi resa conto di avere la vocazione per lavorare come Life Coach Spirituale.

Come diventare life coach

Magari tu ti chiedi

Perché, cos’altro fa la gente, quando capisce di voler lavorare come Life Coach Spirituale, se non iscriversi alla tua scuola?

Beh, molte persone fanno altro: tipo seguirmi per qualche mese, scopiazzare alla bell’e meglio e credere che il plagio basti per avere successo. Niente di più ingenuo. A me diverte anche… lusinga il mio ego 😀 Per la persona che lo fa, invece, va a finire diversamente: spreca un sacco di tempo ed energia, va incontro alla delusione e, alla fine, l’invidia è più di prima.

Perché, quindi, è importante diventare Life Coach certificati, o comunque fare una formazione professionalizzante?

Il percorso formativo ti forma

Si chiama “formativo” proprio perché ti aiuta a costruirti una forma ben definita in tempi sostenibili.
Senza la consulenza professionale di chi ha almeno una decina d’anni di esperienza più di te in questo mercato, ci metti tempi assurdi, a crearti una forma riconoscibile e vendibile. Che senso avrebbe? Risparmiare soldi? Ti sembrerebbe di risparmiare, in realtà ne perderesti moltissimi!

Prendiamo come esempio TrasFormazione, la nostra scuola professionale. Costa 1290 euro, iva inclusa.
In sei mesi la inizi e finisci. Dal quarto o quinto mese, volendo, puoi iniziare a lavorare come Life Coach Spirituale.
Il che vuol dire che, dal quarto/quinto mese, puoi cominciare a guadagnare.
E’ improbabile che sin da subito qualcuno ti compri un percorso del valore di 1000 euro: hai appena cominciato, nessuno ti conosce, non hai esperienza, non puoi puntare tanto in alto. Ok. Mettiamo che vendi solo sessioni individuali a 100 euro l’una – il minimo per lavorare in modo dignitoso.

Puoi anche aspettare a farti la Partita Iva e sfruttare l’opportunità che lo Stato ti dà, di guadagnare fino a 5000 euro annui in prestazioni occasionali fra privati – “Altri redditi” nella dichiarazione dei redditi. Ti testi, fai un esperimento concreto e solo dopo punti più in alto. Mettiamo che vendi solo 5 sessioni al mese. In due mesi e mezzo sei rientrata di quello che hai speso per farti la scuola e col tempo puoi solo vendere (e guadagnare) sempre di più.

Lavorare presto vuol dire anche guadagnare presto

Non ti fai la scuola. Risparmi 1290 euro. Passi le giornate a guardare come lavorano le tue (numerosissime) competitor. Non sei capace neanche di distinguere quelle da cui ha senso prendere esempio (perché hanno successo davvero e non solo di facciata, perché sono quel giusto livello avanti a te, etc.) da quelle che non dovresti neanche prendere in considerazione. Fai degli esperimenti, investi soldi per la grafica di un sito, per delle sponsorizzate sui social. Hai già speso un sacco di tempo e di soldi e ancora non hai nemmeno iniziato a strutturare la tua strategia commerciale, un tuo servizio, il tuo personal branding.

Al quarto/quinto mese, secondo te, stai già guadagnando? Secondo me no. Secondo me stai iniziando a piangerti addosso e a demotivarti, chiedendoti chi te l’ha fatto fare a scommettere su una roba che è evidente che non ti permetterà mai di stare sulle tue gambe.
E hai ragione! Perché non è questo il modo di procedere di chi un progetto vuol portarlo a un livello professionale.
Chi vuole lavorare da professionista non sta nascosta in un angolino a spiare e scopiazzare, leggendosi quattro e-book di merda di quattro cazzone che ti stanno prendendo per il culo con due sbrilluccichii dietro ai quali c’è il nulla.

Come diventare life coach

Chi vuole lavorare da professionista va da chi lo sta già facendo da tanti anni, chiede quale formazione offre, mette da parte (o chiede in prestito) i soldi che le servono e si fa la formazione. Poi inizia a lavorare quanto prima! Non tre anni di scuola, uno di praticantato e nel frattempo sei vecchia! Quando te la fai, l’esperienza, con questa mentalità? Mai. Devi farti una scuola e devi avere un’assistenza che ti permettano di lavorare quanto prima. Solo così puoi davvero crescere e maturare, professionalmente e anche economicamente, visto che di lavoro si tratta.

Ottenere il riconoscimento di un’autorità è una tappa preziosa

Non è che si passa la vita intera a cercare il riconoscimento di chi stimiamo. Ma, quando vogliamo salire di livello, ispirarci a un leader e ottenere anche noi la sua fiducia, ammirazione e stima, cavolo se è importante! Dove sarei io oggi senza i miei mentori? Da nessuna parte.

Non solo è importante riconoscere i nostri leader e mentori, ma lo è anche rivolgerci a loro in quanto tali:

  • imparare a imparare, metterci nell’atteggiamento giusto per scoprire, prendere, assorbire.
  • Dare loro valore anche come persone: come possiamo sperare di essere riconosciute, quando noi per prime non riconosciamo?
  • Collaborare con loro, metterci a servizio: servono lo stesso intento che vogliamo servire noi e lo fanno da molto più tempo di noi e con molti più risultati. E’ a loro che dobbiamo “inchinarci”, anzitutto, se vogliamo che quella stessa autorità che loro incarnano, un po’ alla volta, prenda forma anche in noi.

Sembrano cose di altri tempi, e un po’ lo sono, effettivamente: sono cose eterne, non cambiano mai.

A questo proposito, voglio chiudere l’articolo citando un post della mia collaboratrice che da anni mi aiuta a gestire e rendere performante il mio sito, Alessandra Mosconi. Calza a pennello anche per il momento di emergenza e quarantena che stiamo attraversando.

Sacrifici, Coronavirus e lo spirito giusto

Ci stanno privando del libero arbitrio, ci vogliono tappati in casa. Ci costringono a stare ordinatamente allineati, come tante pecorelle in mascherina, davanti ai supermercati. Tenendoci lontani dalle nostre passioni, dalle nostre famiglie, dagli amici. Siamo frustrati, impigriti, arrabbiati, annoiati, nostalgici.
È tutto innegabilmente vero, siamo stretti nella morsa di poteri superiori. Ci stiamo scagliando, alla distanza di sicurezza dei social, gli uni contro gli altri. Siamo diventati una nazione di portinaie. I fanatici dell’ #iorestoacasa impiegano l’abbondante tempo a disposizione fra le accuse a chi si comporta in modo “meno perfetto”, postando foto fatte di straforo al vicino che annaffia le piante di gerani senza mascherina o all’inquilina del terzo piano che starnutisce sulle lenzuola stese.

I bastian contrari e i promotori della teoria del complotto, invece, redarguiscono il prossimo, ingenuo “boccalone” che ancora non si rende conto di essere intrappolato in un Matrix fatto di decreti leggi anticostituzionali e potenti lobby malvagie, invitando alla ribellione.
Io cerco di adoperare quanto più possibile una chiave di lettura super partes, perché al di là delle questioni di principio, lo scenario che si palesa su Facebook è interessante dal punto di vista antropologico.
I giri di vite della Storia, così come i suoi colli di bottiglia, hanno avuto come fulcro il sacrificio individuale. Lo sappiamo, perché almeno la quinta elementare ce l’abbiamo tutti.
Coercizioni, restrizioni, ingiustizie e, sì, talvolta anche violenze imposte per un bene superiore.

Come diventare Life Coach

Evoluzionisticamente la specie sopravvive per adattamento agli elementi stressogeni a cui è sottoposta. In maniera complementare, la Civiltà perpetra se stessa per l’obbedienza a delle regole e a un ordine comune, stabiliti non in base alle esigenze del singolo ma in funzione della collettività.
Se siamo arrivati fin qui è grazie al sacrificio cruento e silenzioso delle nostre generazioni di antenati, i quali spesso non sono mai arrivati a vedere i frutti delle loro privazioni.
Il benessere moderno ci ha resi molli, viziati ed egocentrici. Ma da soli non valiamo niente ai fini di uno scopo più alto, nel cammino evoluzionistico nulla è “andato tutto bene” per entropia.
Stavolta è il contrario di “De te fabula narratur”. Non parla di te questa storia, non sei necessariamente il diretto interessato.
Ma c’è un tempo per esaltare la libertà espressiva individuale e c’è un tempo per l’adattamento e per l’obbedienza. 

Ti abbraccio 🙂

Ilaria Cusano, ideatrice di TrasFormazione, Scuola Professionalizzante di Life Coaching Spirituale

 

 

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