Come non lasciarsi andare in quarantena

La psicologia tipica del cliente di una Life Coach

Magari anche tu stai pensando di intraprendere un percorso di Coaching, o forse addirittura di iniziare a lavorare come Life Coach Spirituale. In entrambi i casi ti sarà utile conoscere qual è la mentalità tipica di chi ha bisogno di un Coach.

Come Non Lasciarsi Andare in Quarantena

Allo stesso modo, queste mie confidenze ti serviranno per comprendere meglio alcune dinamiche che, con una certa probabilità, anche tu ti sei trovata a vivere durante la quarantena. Forse solo per qualche giorno, o forse per un po’ di più.
Capire non sarà l’unica cosa di cui avrai bisogno per risolvere, ma può essere un inizio 😉

La persona che si rivolge a un Coach è una persona abituata a mollare. Una che si racconta un sacco di storie sul perché e per come la vita è stata ingiusta con lei; sul fatto che lei è una vittima di circostanze avverse o di persone cattive; che le spettava qualcosa di meglio che invece non ha ottenuto. Non ancora, almeno! (Questo è il lato bello di questa persona: che continua a crederci, ad avere la tenacia, l’entusiasmo, o anche la rabbia e la disperazione che la spinge a crederci ancora)

Ora, attenzione: questa persona non è una fallita o una perdente di per sé. Ma da qualcuno, in qualche momento della vita, ha appreso e fatto propria questa abitudine: a lasciar perdere, a mollare, a interrompere un percorso, a desistere, a rinunciare, a tradire e tradirsi, anche, in fondo…
E, tra le varie cose che si racconta, ce ne sono alcune davvero geniali: tipo che è stata saggia e matura a mollare, che è un sacrificio che doveva ai figli, che non aveva le possibilità economiche, poverina… Perché, di base, lei mira a farti pena, a essere compatita. E’ questo il modo in cui ha imparato ad attirare l’attenzione.

Se vuoi lavorare come Life Coach, ovviamente, non devi cascarci

Neanche a dirlo: è una trappola mentale. Tutto ciò che questa persona si racconta non corrisponde al vero. E’ solo una narrazione; quella che ha appreso da persone in carne e ossa in momenti specifici della vita e che ha deciso di fare propria. Con una scelta assolutamente libera e arbitraria di cui, però, non si assume la responsabilità.

Può essere, ed è molto probabile anzi, che abbia subito una qualche forma di ingiustizia e/o umiliazione, da bambina. Ma naturalmente è adulta da un bel pezzo: ha avuto tutto il tempo per cambiare le cose. Solo, ha preferito non farlo. Le sarebbe costato soldi, fatica, sacrifici, rinunce; tutti pesi che evidentemente non ha voluto accollarsi.

Poi arriva a un certo punto e trova un muro. Vuoi la salute, il lavoro, i soldi; o anche la vita affettiva, il sesso… Può cominciare in tanti modi. Fatto sta che, giunta a un certo stadio della propria esistenza, incontra un impedimento, uno specchio, un fulmine a ciel sereno. E la sua storia non sta più in piedi. Può essere anche qualcuno che la smaschera, semplicemente, e ha il buon cuore di farglielo sapere.
Così l’illusione crolla e la persona, per tante ragioni, non riesce più a tenersi in piedi, con quella narrazione. Inizia a rendersi conto della impressionante sequela di auto-sabotaggi e sfighe varie che si è causata da sola. A provare una rabbia talmente intensa… che non riesce neanche più a rivolgere verso il mondo esterno, verso un nemico che in fondo lei ha sempre saputo che non esiste… E implode.

Quello è il momento in cui, per la prima volta forse, si dà l’opportunità di cambiare. Cambiare atteggiamento, cambiare storia, cambiare vita.

Il lasciarsi andare e la quarantena

A questo livello, come vedi, quarantena o non quarantena, cambia poco. Una persona che sceglie questa strada (della rinuncia, del tradimento e del fallimento) lo fa tanto in una condizione di totale libertà di movimento, quanto in una di emergenza e isolamento.
Così come, dall’altra parte, una persona abituata a scegliere un atteggiamento di resilienza, persistenza e vittoria, vede se stessa del tutto libera anche durante una quarantena.

E’ una questione di visione, una visione che si sceglie, però, che non cala dall’alto, non viene naturale. O meglio, viene naturale dopo che l’hai scelta talmente tante volte che diventa quello, il tuo automatismo.
Quali sono, in fondo, le buone ragioni per lasciarsi andare in quarantena?
Non è forse vero che sono proprio i momenti più difficili quelli in cui bisogna essere più forti, per noi stessi e per i nostri cari?
La quarantena è forse una buona ragione per deprimersi, smettere di credere in se stessi e negli altri, per ingrassare, riempirsi di brufoli o non prendersi più cura di nessuno? Non mi pare; giusto?
E’ forse il momento migliore per giocarsi tutti i propri risparmi al poker online, o per coltivare un bacino di furia fumante che infiammi l’intestino e causi un grave problema di salute? A me non sembra.

Come Non Lasciarsi Andare in Quarantena

Eppure, chi vorrà credere di avere tutte le ragioni per lasciarsi andare, continuerà a farlo – come faceva prima. Chi invece vorrà cominciare ad assumere un comportamento onesto, maturo e affidabile, magari troverà nella quarantena proprio la migliore occasione possibile per iniziare una nuova vita!
In caso, sai dove trovarmi 😉

Ilaria Cusano

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