Corsi di formazione, crescita personale e crescita professionale

Corsi di formazione: come vanno concepiti e usati?

corsi di formazione

Dopo la call di ieri con Veronica, la mia collaboratrice del progetto “Una stanza per me”, mi sono decisa a scrivere sui corsi di formazione. Mi sono resa conto di quanto la maggior parte delle persone li usa proprio male. Ma perché li concepisce male.
Per esempio,

  • si fanno un corso di formazione solo quando pensano di aver bisogno di un aggiornamento professionale.
  • O quando realizzano di dover risolvere un problema per cui serve loro una risorsa, uno strumento.
  • Oppure, peggio ancora, quando sono alla frutta, all’ultima spiaggia, a un passo dalla disperazione.

No, no e ancora no. I corsi di formazione non vanno utilizzati in questo modo.

Siamo in una società e in un periodo storico in cui abbiamo di continuo la necessità di tenerci aggiornati professionalmente. Escono talmente tante novità e nuove possibilità ogni giorno; il mondo del lavoro si evolve a una velocità tale, che se tu ti fai 3 o 4 corsi di formazione professionale all’anno, sei un dinosauro. E, soprattutto, avrai seri problemi lavorativi. Ti troverai a non essere al passo coi tempi; o a guadagnare poco, perdere clienti, non avere gli appoggi e le partnership giusti.

Anche rispetto al problem solving, funziona al contrario: i corsi di formazione devono essere portati avanti con costanza e regolarità perché ti devono aiutare a non averli proprio, i problemi. Ad anticiparli, prevenirli, a non doverci neanche arrivare, al doverli risolvere. Perché solo così puoi vivere leggera, spensierata, libera e felice.

E, se sei alla frutta, all’ultima spiaggia, a un passo dalla disperazione, renditi conto, mia cara, che devi imparare a volerti beneA questo livello, di corsi di formazione te ne devi fare non uno, ma uno al giorno.

La soluzione? E’ la formazione continua

Onestamente, non mi spiego come sia possibile che alcuni non lo abbiano ancora capito: i corsi di formazione devono diventare una tua abitudine, se vuoi vivere felice in questo mondo. La crescita personale non deve essere un’esperienza da fare ogni tanto. Perché è diventata come lo spazzolino e il dentifricio: devi averla sempre con te, perché puoi stare certa che ti servirà continuamente.

E’ facilissimo, tra l’altro, capire nel concreto: vai sui social e senti la differenza che c’è tra l’energia delle persone come me, che si fanno 40 corsi di formazione all’anno e che si dedicano alla crescita personale con continuità, e l’energia di chi invece non lo fa. Tutto qua. Puoi respirare quella differenza di vibrazione, ti arriva con chiarezza che si tratta di “pianeti diversi”

La domanda decisiva, quindi, è

Tu su quale pianeta vuoi vivere?

 

Su quello degli zombie, dove tutti si lamentano, arrabbiano e deprimono ogni giorno; perdono il lavoro e si impoveriscono; e, cascasse il mondo, non hanno la vitalità neanche per alzarsi dal letto la mattina? O su quello di chi trabocca di energia; di chi ha sempre qualcosa (e qualcuno) di entusiasmante a cui dedicarsi; di chi ha mille sogni nel cassetto e, uno alla volta, li sta realizzando tutti?

Corsi di formazione e crescita personale a go-go: siamo invasati?

Negli ultimi tempi mi è tornata spesso in mente una storia che mi raccontò mia madre. Di certi cari amici che lei e mio padre avevano da giovani – anche quando io ero bambina c’erano. Una relazione poi finita perché, a quanto pare, questa coppia aveva cominciato a dedicarsi stabilmente a un percorso di crescita personale, per l’appunto. Era entrata in un gruppo, portavano avanti delle attività insieme ed entrambi affermavano che la loro vita era cambiata, in meglio.

Cercarono di coinvolgere anche i miei in questo “nuovo mondo” che avevano scoperto, ma i miei li guardarono con diffidenza e sospetto. Preferirono terminare un’amicizia che durava da anni, invece che andare anche una sola volta a un incontro con queste persone.
Poi si sono ritrovati me come prima figlia, il che è oggettivamente esilarante 😀

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Ma, a parte la mitica ironia della sorte, proprio in questo fattore decisivo si descrive tutta la distanza tra me e la mia famiglia di origine: io credo fermamente che questo atteggiamento di chiusura, diffidenza e sfiducia sia negativo. E generi difficoltà, sofferenza e fallimento.
Il che trova totale conferma nei fatti, tra l’altro, nel caso della mia famiglia di origine: inizialmente luogo di gioia, divertimento e ricchezza, poi trasformatasi in tutt’altro.

Dedicarsi con costanza a corsi di formazione e crescita personale non è una roba da invasati. Appariamo come degli invasati perché la maggior parte dell’umanità è talmente spenta, intossicata, sedata, priva di energia, motivazione e vitalità che noi, in confronto, sembriamo drogati 😀 Ma Dio ci ha messi al mondo per vivere felici: nel benessere, nella ricchezza, nell’allegria, nel piacere e nella festa che l’esistenza può essere (e lo è) per chi accetta di dover imparare a vivere.

“Una stanza per me” è senz’altro uno dei luoghi in cui puoi ritrovare l’amore per te stessa e per la vita. Un posto da cui puoi ripartire, per cominciare, finalmente, a coltivare felicità.

Ilaria Cusano

 

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