Cos’è il channeling e a cosa serve

Channeling = Canalizzare

Cos’è il channeling?
Ti dico la verità: le definizioni che si potrebbero dare di questo termine sono davvero molteplici, e tutte valide. Dovendo scegliere di mettere in risalto un paio di aspetti, visto che ho uno spazio limitato in questo articolo, mi concentrerò su quelli che per esperienza conosco meglio.

Anzitutto, però, facciamo chiarezza sul verbo canalizzare.
Com’è evidente, la parola channeling richiama un’immagine, quella di un canale.
Un canale convoglia, indirizza, fa scorrere; concentra l’energia in un preciso spazio allo scopo di traghettarla da un punto A a un punto B – e non di conservarla, per esempio.
Sicuramente, quindi, tutte le attività di canalizzazione hanno a che fare con questa specifica funzione, quella del canale per l’appunto, di qualunque tipo esso sia.

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Channeling: persone come canali

La canalizzazione, in fondo, è la base del Life Coaching Spirituale – dando un’occhiata ai miei audio-corsi puoi riconoscere che è così, che sono tutti basati sulla funzione del channeling.
Personalmente non amo mettere in risalto questo aspetto proprio perché, essendo la canalizzazione piuttosto sconosciuta, nominandola dovrei anche spiegare bene cos’è, e spesso non c’è tempo e modo per farlo.
Qui, invece, ho questa opportunità, quindi ne approfitto 🙂

Una delle caratteristiche basilari del Life Coaching Spirituale consiste proprio nel riferirsi a un’entità superiore: ognuno di noi professionisti, ovviamente, ha delle idee e opinioni personali rispetto alla direzione e agli obiettivi dei vari clienti, ma li deve mettere da parte per accompagnarlo verso ciò che lui stesso, sessione dopo sessione, individua come il proprio massimo bene.

E’ un po’ quello che dovrebbero fare i bravi educatori in generale, secondo me: genitori, insegnanti, trainer. Astenersi dal giudicare qual è il massimo bene della persona che stanno affiancando nella crescita, e tenere sempre le antenne ben dritte per intercettare i segnali che arrivano strada facendo. Dalla persona in questione, ma non solo: anche da Dio.

(Io lo chiamo Dio perché sono Cristiana, ma è evidente che si può chiamare anche Allah, Krishna, Energia Divina, Intelligenza Universale o come si preferisce)

Canalizzare Dio è possibile?

Certo che lo è! Per questo, da che mondo è mondo, in ogni epoca e in tutte le culture, esistono dei professionisti che lo fanno proprio per lavoro. I più famosi sono i sacerdoti e i guaritori, ma ce ne sono tanti altri; noi Life Coach Spirituali siamo tra questi. Laici ma devoti, al di fuori delle istituzioni religiose ma dediti al servizio del prossimo.

Il channeling è un’arte, e come tale richiede un tempo e un apprendistato, per essere appreso.
Si faranno degli errori, naturalmente; ma si imparerà, anche. Praticandolo.
Le tecniche per farlo sono tante; nel Life Coaching Spirituale ci preme anche mettere i nostri clienti nella condizione di imparare a farlo anche autonomamente, in qualche modo. In maniera tale che, una volta finito il percorso, sappiano continuare a “connettersi” per ottenere le migliori risposte, ispirazioni e soluzioni per la propria vita.

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L’ostacolo fondamentale, infatti, ha a che fare con l’ego.
L’ego non è un problema di per sé, anzi! La maggior parte delle persone, però, ha un ego disconnesso (da Dio), e questo altroché se è un problema! Anzitutto per la persona stessa.
Perché, invece di fare le scelte che la portano verso la gioia, la ricchezza, la realizzazione e la soddisfazione, prenderà decisioni che la sabotano, per esempio, che la mettono in difficoltà, che la limitano, limitando anche le proprie possibilità di felicità.
Per questo la canalizzazione è preziosa: perché, in un’epoca dove moltissime persone hanno perso (giustamente) fiducia nelle istituzioni religiose, che si sono macchiate di qualsiasi crimine più esecrabile, riusciamo a non perdere, però, la fiducia in Dio, che è cosa ben diversa dalla Chiesa.

Qualcuno dice che Dio è dentro di noi. In parte è vero, ma in parte no. Dio è in noi in una Sua microscopica parte. Per lo più, invece, è fuori di noi, in quanto ben più immenso e incommensurabile di qualsiasi identità umana. Per questo è importante saperne percepire la “voce”, nei momenti più focali. E, per farlo, bisogna esercitarsi.

Nei miei audio-corsi trovi tantissimi spunti in questo senso.
Se senti che è la tua strada, comincia con uno o, meglio ancora, con 2 o 3, facendoti un programma di 2/3 mesi. Un audio al giorno per qualche mese di seguito ti darà già diversi risultati; un po’ alla volta anche tu imparerai a padroneggiare l’arte della canalizzazione, almeno per te stessa/o e le persone che ti sono più care.

Ilaria Cusano

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