Cos’è il distacco emotivo e a cosa serve, di Manola Tegon

Se dico distacco emotivo… qual è il tuo primo pensiero?

Se ti dico distacco emotivo… qual è il primo pensiero che ti suscita? A quale emozione lo assoceresti?

E’ molto probabile che questo binomio ti rimandi a un individuo freddo, magari cinico, incapace di farsi coinvolgere dagli altri. Una persona poco empatica, che guarda alla vita e agli altri solo con la razionalità, senza farsi toccare dalle persone che la circondano e dalle esperienze che vive.
Se in parte questo può anche essere vero, il distacco emotivo è una condizione di cui tutti siamo capaci e che, se usata nei modi corretti, può aiutarci a vivere meglio la vita di tutti i giorni.

Lo scopo di questo articolo sarà proprio aiutarti a riconoscere

  1. in quali situazioni della tua vita non pratichi il distacco emotivo,
  2. quando ti può essere utile
  3. e come utilizzarlo al meglio.

distacco emotivo

Ma per fare questo mi è necessario prima fare una premessa.

Distacco emotivo e social media

Viviamo in un’epoca in cui ci vengono forniti degli ottimi strumenti di “analisi” dei nostri comportamenti e che utilizziamo di continuo, non consapevoli delle potenzialità che possono offrirci. Nello specifico, mi riferisco ai diversi social che ognuno di noi usa quotidianamente.
Ma torniamo a parlare di distacco emotivo.

Tutti i social media, per attirare la nostra attenzione e accumulare più interazioni, fanno leva sulle emozioni da suscitare nelle persone: immagini e titoli di effetto vanno a colpire dritti al nostro sistema emotivo. I social media manager lo fanno seguendo le regole del social marketing, per far aumentare i profitti delle aziende, per creare consenso intorno a una determinata questione politica, un tema sociale, ecc.
E noi, in base all’intensità dell’emozione suscitata, risponderemo o meno.

A questo punto ti starai chiedendo: ma il distacco emotivo cosa c’entra con tutto questo? Con la mia vita di tutti i giorni?

Te lo spiego con un esempio pratico, che puoi mettere in pratica già da subito e proprio usando i social.
Ti sarà capitato sicuramente che una frase, una citazione, una foto che uno dei tuoi amici su Facebook ha postato ti ha particolarmente infastidito. Hai deciso di non mettergli il like, di commentarlo in maniera pungente o addirittura di non seguirlo più.
Ecco, in questo caso non hai messo in atto il distacco emotivo ma, al contrario, ti sei fatta coinvolgere… emotivamente!

Cosa ci insegna il non riuscire a mettere in atto il distacco emotivo?

Come mai a volte non riusciamo a distaccarci emotivamente? Perché in certe situazioni, sebbene siamo capaci a non farci coinvolgere da tutto e tutti, proprio non ce la facciamo a non irritarci o addirittura arrabbiarci, e magari ci portiamo dietro il pensiero per ore o, talvolta, giorni?

Perché, in qualche modo, quel post stava parlando di un’emozione che conosci benissimo, ma di cui non sei pienamente consapevole. Un’emozione che in fondo ti appartiene e sulla quale probabilmente hai bisogno di lavorare.
Altre volte, al contrario, mettiamo in atto il distacco emotivo senza nemmeno accorgercene, perché il post scorre davanti ai nostri occhi e non lo vediamo; lo leggiamo e magari ci suscita una reazione positiva, addirittura di felicità per l’altro, per chi lo scrive.

Ma il distacco emotivo (ed è qui l’esercizio da fare!) può essere attivato con successo anche a posteriori!
Quando leggi qualcosa che ti provoca rabbia, fastidio, malumore in generale, fermati un attimo e pratica il distacco emotivo: quella persona non stava pensando a te mentre scriveva quel post, come avrebbe potuto? E’ molto improbabile! Quelle parole non ti riguardano.
O, se sì, se davvero ti riguardano, forse è ora di chiederti (e magari chiedere a chi scrive) perché e come 😉

distacco emotivo
“Solitude and the Sea”, a theme by Jacques Bodin

Fin qui ti ho parlato delle dinamiche sui social, ma questo è un esercizio da mettere in pratica anche nella vita di tutti i giorni: nella pausa caffè con il tuo collega, a cena con il tuo partner, a pranzo con i tuoi genitori, in bus per andare al lavoro.
Perché l’incapacità di distaccarti emotivamente può rovinare tanti tuoi rapporti, dal punto di vista affettivo: relazioni di coppia e familiari, rapporti con gli amici e coi colleghi al lavoro, nuove conoscenze che avrebbero potuto diventare qualcosa di più significativo e profondo e che, invece, hai rovinato sul nascere, per un fraintendimento, per esserti offesa o per aver preso sul personale qualcosa che non lo era.

Per concludere, il distacco emotivo è la capacità di guardare agli altri senza farsi travolgere dalle loro di emozioni.
Il che non vuol dire non essere empatici e non interessarsi ai momenti di difficoltà dell’altro, ma saper osservare da una certa distanza di protezione ciò che accade nella vita altrui.
Il distacco emotivo, inoltre, è uno dei presupposti fondamentali per poter aiutare l’altro, perché ci permette di vedere la realtà in maniera più lucida. Solo quando non siamo troppo coinvolti dai problemi dell’altro possiamo aiutarlo a trovare le migliori soluzioni per uscirne.

Manola Tegon, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Love Coaching creati da Ilaria “Imparare ad amare nel cambiamento continuo” e “Chiudere col passato e trovare il vero amore”

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