Aprire un franchising: come fare, pro e contro

Franchising: analizziamolo spiritualmente

Tu sai che il mio lavoro si chiama Life Coach Spirituale perché ti aiuto a prendere tutto come un’occasione di evoluzione su questo piano. Per farlo, bisogna analizzare le varie situazioni, anche quelle che sembra c’entrino meno con la spiritualità, proprio in questa ottica, invece.
La spiritualità ha a che fare con tutto; solo quando lo capiamo fino in fondo, imbocchiamo la via per rendere la vita più spirituale.
Detto ciò, torniamo al franchising.

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In questi ultimi mesi, per motivi personali, sto conoscendo molto da vicino un’attività che mi ha prima incuriosita, poi interessata, poi entusiasmata. Si tratta di un centro per la prevenzione e il benessere che, con Luca, stiamo prendendo in considerazione anche come business. Se mi segui da tempo, sai che sono un’innovatrice a 360°; che adoro scovare pietre preziose e farle conoscere al mondo nella forma imprenditoriale. Nell’ambito della mia passione per l’impresa, di questa vocazione a innovare e dell’amore viscerale verso il fare soldi e il vivere bene l’unica vita che abbiamo, ultimamente mi sono chiesta

E se anche noi aprissimo un franchising?

Pure i genitori di Luca, che ce lo hanno fatto conoscere, ci avevano chiesto se ci sembrasse un’attività valida. Abbiamo cominciato a rifletterci e a parlarne.

Il franchising sì che è una piramide – altro che network marketing

Sento parlare spesso del network marketing come un sistema piramidale, ed è pazzesco che non lo si dica del franchising, invece.
Posto che un po’ di gerarchia c’è in quasi tutti i sistemi non solo economici e imprenditoriali, ma sociali in generale; di certo il network marketing è la forma meno piramidale di tutte.
Ma ovviamente può capirlo solo chi si prende la briga di approfondire e studiare veramente; chi si limita ai al gossip, alle voci di corridoio e ai pregiudizi, non può sapere come funzionano davvero certe dinamiche.

Comunque, io la briga di approfondire e studiare me la sono presa.
Tra l’altro, personalmente non ho neanche niente contro le piramidi. Non vedo dove sia il problema.
E’ pieno di gente che adora fare la base della piramide: stipendio fisso, magari pure qualche provvigione, lavorare fino alle cinque, staccare e non pensarci più, lasciare le responsabilità ai capi, “… tanto io non ho bisogno di molto per vivere…”, etc. etc.
Non è la mia mentalità ma è evidente che è quella della maggior parte degli Italiani. Non capisco perché dovremmo sputare nel piatto dove quasi tutti mangiano, o vorrebbero mangiare.

Accantonate attitudini e preferenze soggettive, resta il fatto che il franchising è una struttura molto più piramidale del network marketing.

Quale esperienza spirituale ti dà modo di fare, una piramide?

Chi fa network, infatti, spiritualmente ha bisogno di fare rete, come dice la parola stessa: di sentirsi parte di una trama che si sviluppa soprattutto orizzontalmente, e dove tutti possono spostarsi di livello in base al fatturato (in modo totalmente meritocratico, quindi), con estrema dinamicità. Desidera avere autonomia e responsabilità; poter esprimere il proprio genio e la creatività senza dover troppo rendere conto ad altri. Chi fa network ha voglia di flessibilità, avventura e ampi margini di guadagno. Tutte situazioni completamente diverse da quelle che si verificano in una struttura piramidale. E infatti torno a ripetere: il network marketing è la forma imprenditoriale meno piramidale non solo del franchising ma di tutte.

Nel franchising, invece, si fa piena esperienza del livello: per la serie, questo è l’unico posto che puoi prendere, ti metti qui e ci rimani, non ti muovi più. Ti apri il tuo bel negozio scegliendo solo ed esclusivamente tra le opzioni che ti diamo noi – che facciamo le indagini di mercato e possiamo vedere com’è la situazione generale, dall’alto. Tutti i mesi hai i tuoi acquisti dalla casa madre, corrispondi le tue royalties, raggiungi i tuoi obiettivi. Ma alla fine tu, a fronte di tanta “sicurezza”, ti puoi arricchire solo fino a un certo punto; mentre noi che siamo al vertice cresciamo in misura esponenziale, ogni volta che parte un nuovo punto vendita.

Di cosa devi aver bisogno, spiritualmente, perché una struttura come quella del franchising ti faccia bene? Ti porti fortuna, espansione, arricchimento e benessere profondo?

  1. Stabilità.
  2. Contenimento.
  3. Serenità.
  4. Umiltà.
  5. Deresponsabilizzazione.

Il profilo giusto per il franchising

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E’ quello di una persona che sente l’esigenza di contenere la propria energia perché, quando esagera, deborda, facendo più danni che altro. Una persona che necessita di una guida stabile e sicura; che le dica precisamente cosa fare, quando e come. In modo tale da potersi costruire una quotidianità regolare e serena, tranquilla, senza troppe altalene – logistiche ed emotive.
E’ una persona umile, che non ha grandi mire e ambizioni né dal punto di vista della carriera né economicamente. Le sta bene investire una somma considerevole, chiedere un prestito ai parenti o a qualche banca o istituto di credito, e restituire i soldi un po’ alla volta, anche senza grossi guadagni. Ha bisogni e desideri più psicologici che materiali.
Infine, fa fatica a tenere sulle spalle grandi responsabilità. Preferisce la leggerezza di una condizione in cui deve fare delle scelte, sì, ma quasi mai decisive; più che altro marginali, secondarie.

Se ti riconosci in questo profilo, il franchising ti farà del bene. Se sei una persona all’opposto, invece, lascia stare perché, per quanto possa avere degli apparenti vantaggi dal punto di vista economico, finirebbe con l’uccidere il tuo spirito, il tuo entusiasmo e la tua vitalità.
Valuta sempre tutto a partire da chi sei davvero, come anima, e da chi vuoi diventare, come persona.

Ilaria Cusano

PS. Io, come sai, ho scelto la via del network marketing, che è quella che mi corrisponde di più in assoluto. Se vuoi collaborare con me puoi unirti anche in autonomia al programma MBA, e poi contattarmi per sviluppare una strategia di azione insieme! Più che volentieri 😀

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