Leadership al femminile: come essere una vera leader

Leadership al femminile: esperienze di donne nel Life Coaching Spirituale

Sulla leadership al femminile devo per forza fare una premessa importante. Indirizzo questo articolo soprattutto alle persone che hanno fatto la mia formazione professionale in Life Coaching Spirituale e a quelle che intendono farla – questa o quella per lavorare come Sex Coach. Ci tengo moltissimo a essere chiara su

  1. gli sbagli che possono essere evitati – sto scrivendo proprio nella speranza di poter contribuire in questo senso.
  2. E quelli che non possono essere evitati, perché parte del karma personale; di quell’insieme di lezioni soggettive da cui nessuno vi può proteggere – dovete passarci e vincere le vostre battaglie.
leadership femminile
Photo by Stefania D’Alessandro/WireImage

Una donna, qualche giorno fa, mi ha scritto chiedendomi cosa fanno, attualmente, le professioniste che si sono formate con me. Come hanno speso le nuove competenze acquisite. Ecco la risposta.
Una lavora come insegnante a scuola e in una cooperativa che offre sostegno ad adolescenti in difficoltà. Un’altra opera nel settore del marketing. Una fa la manager in un’azienda, nelle risorse umane. Un’altra lavora nel mondo dell’estetica e del fitness. Due fanno le Life Coach Spirituali, offrendo i propri servizi ai privati – almeno per ora (ultimamente ci è arrivata una proposta interessante da Apindustria, ma per adesso nulla è stato concretizzato). Altre due persone hanno abbandonato la formazione.

Parliamo quasi al cento per cento di donne. Alcune, quindi, hanno usato la mia formazione per aggiornarsi nella propria già solida professionalità, arricchendola. Altre, invece, desideravano lavorare proprio nel settore del Coaching e della crescita personale.
Tutte però, nessuna esclusa, erano o sono dovute diventare, almeno in una certa misura, delle leader.
E’ interessante parlarne perché, negli anni che verranno, moltissimi o accetteranno di dover fare questo salto di maturazione e responsabilità, oppure soccomberanno schiacciati dalle mutazioni in atto nel mercato del lavoro.

Quale contributo posso offrire io?

I miei 3 più gravi errori da leader donna, e come ho rimediato

  1. Dare troppo spazio e tempo a persone che mi mostravano di essere incapaci di conseguire risultati soddisfacenti.
  2. Offrire comprensione a donne che si mettevano in competizione con me.
  3. Non tenere in sufficiente considerazione i soldi.

Questi sono gli sbagli più gravi in assoluto che io ho fatto nel corso della mia carriera, e che considero strettamente connessi alla cultura femminile all’interno della quale mi sono formata.

Mi era stato insegnato che tutti hanno un potenziale prezioso. Ma non che la stragrande maggioranza delle persone non si dedica a sufficienza a svilupparlo. Mi torna in mente la mitica frase degli insegnanti a scuola:

Non si applica.

E’ così. Ma, per quanto te ne puoi dispiacere, quando permetti che questa gente qui, che effettivamente non si applica, crei dei problemi a te (emotivi, mentali o persino di sopravvivenza), stai avendo un atteggiamento stupido. Beh, io l’ho avuto per lunghi anni.

Mi era stato insegnato di stare attenta a non suscitare invidie; ad andare incontro alle meno fortunate. Idiota carità cristiana. Non funziona. Le Anastasia e le Genoveffa sono delle stronze, immature ed erbacce da estirpare. Vanno riconosciute più rapidamente possibile e allontanate; punto.

Infine, mi era stato insegnato che i soldi non erano così importanti; che, quando una persona si affeziona, crede in te ed è affidabile, non ha prezzo. Altroché se ce l’ha, invece: se non ti dà dei risultati (non solo ma anche) economici, ti ruba tanto di quel tempo e di quell’energia che, alla fine, ti mangi le mani.

Leadership femminile: cosa mi viene ancora difficile

Sono riuscita a cambiare il mio mindset, rispetto a tutto ciò. In modo tale da risolvere il grosso dei problemi che avevo creato e da scongiurare il peggio. Ma comunque non sono affatto soddisfatta della mia leadership. Posso fare molto meglio di così.
Eppure mi rendo conto che alcune cose mi vengono ancora difficili. E penso di avere questa difficoltà proprio in quanto donna.

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Provo a condividerle; vediamo se magari le conosci anche tu, le attraversi o, al contrario di me, hai trovato il modo di vivertele bene.

  • Ho seri problemi a dire cose vere e potenzialmente arricchenti, potenzianti, capaci di far progredire l’altra persona, quando so che, allo stesso tempo, la feriranno.
  • Non capisco quanto tempo mi devo dare per valutare una nuova collaborazione: per distinguere, in altre parole, se una persona ha un bel potenziale ma non è capace di dare risultati concreti e soddisfacenti, o se invece sa produrre anche questi. Tre settimane? Sei mesi? Un anno? Non lo so.
  • Ancora non ho affatto chiaro con quale atteggiamento mi devo porre ogni volta che devo riprendere, criticare o addirittura sgridare qualcuno. Delle giuste punizioni ci vogliono, è evidente. Così come ci vuole una guida rispetto a ciò che va bene, che funziona, e ciò che invece non va fatto perché è inefficace o addirittura crea dei danni. Ho capito che la comunicazione va variata con ognuno, va adattata al soggetto; ma l’atteggiamento mentale da adottare è ancora un mistero per me. Non mi vedo né come un boss. Né tanto meno come una mammina o una sorella maggiore. Non mi vedo neanche come una collega o un’amica che dà un consiglio: quando sto più avanti sto più avanti, non ti sento come mia pari perché non lo sei. Non so proprio come vedermi. Se qualcuna che sta più avanti di me vuole offrirmi un consiglio, lo accetto con immensa gratitudine 🙂

In tutti i casi mi sento di dire che lo sviluppo della leadership femminile è tra le avventure più appassionanti della mia vita. Oltre che per necessità, vi invito con tutto il cuore a vivere questo viaggio come un grande percorso di evoluzione personale – lo è. Evoluzione personale e anche spirituale e sessuale; il potere è uno solo e l’energia anche.

Ilaria Cusano

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