Leadership positiva e negativa: pro e contro

Le mie esperienze nel mondo del coaching e dello sviluppo personale

Le mie personali esperienze e competenze, per tutto ciò che riguarda leadership positiva e negativa, hanno a che fare esclusivamente con il settore del coaching e della crescita personale. E’ importante dirlo per una questione di serietà e responsabilità: ho sicuramente qualcosa di valido da trasmettere su questo tema, ma solo nello specifico ambito della mia carriera.
In particolare, ora ti dico in che modi precisi io mi trovo a dover esercitare la mia leadership; così puoi contestualizzare bene tutto ciò che ti racconterò 🙂

  1. Dal 2005, creo e conduco percorsi formativi per persone, coppie e gruppi. Dovendo ispirare, guidare e in qualche modo anche influenzare sia queste persone sia altri potenziali clienti, è sempre entrata molto in ballo anche la mia leadership.
  2. Da 4/5 anni a questa parte, inoltre, formo delle donne che vogliono iniziare a lavorare come Life Coach Spirituali e, dall’anno scorso, anche diventare Sex Coach. E qui è coinvolta un’altra forma di leadership.
  3. Oltre a questo, dall’anno scorso ho avviato una partnership con un’azienda meravigliosa, che mi permette di portare la formazione, il coaching e lo sviluppo personale in tutto il mondo; e qui ho un altro team che coordino.
  4. Nell’ambito di tutta questa carriera ormai quindicinale, infine, nel tempo ho dovuto affermarmi come leader nel mio settore; per una questione di autorevolezza, prestigio e affidabilità. Così l’ho fatto, maturando e mobilitando una forma di leadership ancora diversa.

Leadership positiva; cos’è, i pro e i contro

leadership positiva
Ph. by Kristian Niemi

La leadership positiva è quella che a me viene più naturale. Ma negli anni ho dovuto imparare a esercitare anche la leadership negativa perché a volte funziona meglio.
La positiva è quella che motiva, ispira, conforta e supporta. Mette in risalto i benefici e le opportunità che abbiamo in una determinata situazione; il potenziale latente che possiamo far emergere e sviluppare, consolidare e rafforzare.

Ecco i pro:

  • si sta simpatici a tutti, quando la si esercita;
  • ci si fa un sacco di amici;
  • le persone solari, estroverse e positive ci seguono facilmente e con entusiasmo.

Ma ci sono anche dei contro:

  • può suscitare invidia e risentimenti;
  • alcune persone possono sentirsi a disagio, vedersi come “inferiori”;
  • i più introversi, schivi e prudenti tendono a sospettare, potrebbero non fidarsi di qualcuno con questo tipo di atteggiamento.

Leadership negativa; cos’è, i pro e i contro

Per quanto non mi piaccia per niente e, anche dopo tanti anni, mi venga difficile esercitarla, devo ammettere che in alcune circostanze o con determinate psicologie di certe persone, risulta più efficace.
La leadership negativa è quella tosta, pesante, difficile da digerire ma che, spesso, dice tanta verità. Fa leva sui rischi e i pericoli che corriamo perdendo certe opportunità, tardando su delle attività, mancando in certe aree. Mette in risalto tutto il dolore e il disagio a cui, in linea di massima, ci condanniamo, ogni volta che ci lasciamo sfuggire l’occasione di dare il meglio di noi.

Chiaramente, è da adattare a ogni singola persona, ma il concetto è questo.

I contro della leadership negativa mi sembrano evidenti – no?

  • Si diventa spiacevoli perché, di fatto, si dicono cose brutte, che magari uno non vorrebbe sentirsi dire.
  • C’è il rischio di incorrere in una chiusura, in una ribellione o in qualche forma di boicottaggio, da parte dell’altro.
  • Andando a fare leva sulle zone più oscure dell’essere umano, queste potrebbero prendere ancora più corpo.

Però va detto che ci sono anche dei pro:

  • a volte dona maggiore senso della realtà e consapevolezza, rispetto alla leadership positiva.
  • Responsabilizza; dà modo di maturare, crescere, essere più coscienti, seri e responsabili, in ciò che si sta facendo insieme.
  • Capita che l’altro la percepisca come una forma di premura nei suoi confronti: prendiamo un atteggiamento un po’ paternalistico o maternalistico che, però, arriva come un “Mi interessa di te, mi stai a cuore, mi sto prendendo cura di ciò che so che per te è importante”.

Leva del piacere e leva del dolore

Fondamentalmente, la leadership positiva usa la leva del piacere, e la leadership negativa usa quella del dolore.

Su di te quale funziona meglio, in tutta onestà?
Quale ti viene più naturale esercitare?
Ti ci trovi, a dover fare da leader, in qualche attività o contesto della tua vita?

Raccontamelo nei commenti 🙂

E, se stai prendendo in considerazione la possibilità di cambiare vita, in questo senso, ti invito a valutare anche le tre opzioni che posso offrirti io:

Un grande abbraccio,
Ilaria

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