Pornodipendenza, le cause più comuni, di Luca Ferretto

Le cause più comuni della dipendenza da porno

Si è sempre fatto un discorso psicologico o moralista sulle cause della dipendenza dal porno, ma non credo si sia mai posto l’accento sul “tormento” del pornofilo. Secondo me, invece, è questo “tormento” il vero vincolo che impedisce al fruitore di porno di uscire dal tunnel in cui si è andato a incastrare.
Perché siamo precisi: una cosa è “innamorarsi” del porno, appassionarcisi come ci si può appassionare a qualsiasi cosa, un’altra è sprofondarci dentro e non riuscire a uscirne più.

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Dipendenza da porno: un mix di mamme, viltà e pigrizia

Gli uomini si avvicinano al porno per pigrizia.
Non c’entrano niente la lussuria, l’ingordigia, come molti erroneamente credono. E’ solo una questione di vigliaccheria.
Il mondo è là fuori, è bellissimo ma anche duro, e tu preferisci far vedere quanto sei “duro” al monitor del tuo PC. Farlo vedere a chi, poi, non si sa…

Sono ancora convinto che la tua mamma abbia tante responsabilità in questo, perché non ti ha spinto mai fuori dalle tue zone di comfort e così non hai maturato dei veri motivi per abbandonare il tuo ciuccio, per buttarti in una sfida. (La sfida che, da che mondo è mondo, ha reso gli uomini tali) Il porno è questo: è un ciuccio.
In ogni caso, però, un certo punto ti accorgi che vuoi uscirne, no? Ma non ce la fai. Questo è il vincolo maledetto.

Cos’è che ti tormenta? Qual è la causa di questo tormento?
È una sola: la totale mancanza di qualità nella tua vita sessuale.

Guardati di più attorno. Osserva. Quanta qualità c’è nel modo in cui mangi, in cui cammini, in cui parli e anche in cui fai l’amore? Quanta “spazzatura” c’è, nella tua vita, oltre al porno? La vita sessuale è l’alfa e l’omega di tutto il resto: è la radice da cui tutto si genera e a cui tutto torna. Ok.
Ma, in generale, è la lenta rinuncia alla qualità che ti porta nella dipendenza, che un po’ alla volta ti convince ad arrenderti, a lasciar stare. Sotto, regna silenziosa una totale mancanza di autostima.

Per uscire dal porno, smettila di mollare e inizia a crederci

Per questo motivo, un coach di fatto è un allenatore di autostima: perché è l’autostima che spinge fuori da qualsiasi zona di comfort. E’ l’autostima, il crederci all’inizio quanto basta ma poi tanto e poi anche forte, che ti fa smettere vedere solo cosa rischi, cosa puoi perderci o soffrirne, e ti fa vedere anche e sempre di più cosa puoi vincere, cosa puoi guadagnarci, quante figate ti aspettano!

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Nella zona di comfort, davanti al PC, con il tuo bel ciuccetto in bocca, sei solo e questo alimenta solamente la tua disistima.
Sempre di più ti scava un fosso attorno. Soltanto l’incontro con una donna vera può farti sentire l’uomo che sei. Ma quella donna è sempre, sempre! fuori dalla tua zona di comfort. E ci resta anche dopo che l’hai conquistata una volta… altroché se ci resta!

Non è mai tua mamma.
Io definisco la zona di comfort in questo modo: prendi la vita, togli tutto il divertimento, e quello che ti rimane è la tua zona di comfort.
Il mondo è immenso. Il porno invece ti sibila all’orecchio che non vali un cazzo, che non ne avrai mai, che non fa per te.
Invece il godimento è molto più vicino di quanto credi. Ma devi smetterla una volta per tutte di rovistare nella spazzatura e di berti litri di vino in scatola. Lo sai quanto la qualità può farti sentire potente? Perché sai, quello che rende potente te non è mai mai! quello che ti ha detto tua madre!
E, se non ci ha pensato tuo padre a suggerirtelo, lo devi scoprire tu. Adesso. Non rimandare, perché questo rimandare è proprio la debolezza di cui il porno si ciba: vigliaccheria, pigrizia e invidia.

Luca Ferretto, Scuola di Life Coaching Spirituale
Conduco i percorsi di Sex Coaching di Ilaria, in particolare quelli rivolti agli uomini

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