Cos’è il terzo occhio e come sfruttarlo per il proprio benessere

terzo occhioNel terzo occhio c’è tutto ciò che abbiamo sottovalutato, snobbato o dimenticato; c’è quello che ci frega, e che ci salva.
C’è l’intuito, la sintesi e la via di mezzo; c’è il mischiare le informazioni e le situazioni e non il dividerle, lo slanciarsi che è opposto e complementare al ponderare; c’è l’unione tra il maschile e il femminile, alfa e omega dell’incomprensione, della lotta per i diritti e delle malelingue.
Nel terzo occhio ci sono un miliardo di strade possibili, fantastiche, utili ed eccitanti, che in pochissimi percorrono per… rimanere nella massa più conformista.
Il terzo occhio sa che tutto dovrà essere riunificato, dopo averlo separato per vederlo, gestirlo, smettere di temerlo; il problema è che spesso è solo lui a saperlo, e chi dovrebbe farlo non impara a usarlo.

Poteri del terzo occhio

Intuito: coglie il punto in pochissimo tempo, attraverso un processo sintetico invece che analitico; non è scientifico ma, ben allenato, funziona alla grande – solo che molte persone, ignorando le sue potenzialità o non sapendo come svilupparle, lo snobbano, preferendogli i calcoli, le strategie e i piani misurabili. Non hanno idea di quel che si perdono 😉

Sintesi: unire le parti invece che dividerle. E’ chiaro che la divisione dà più chiarezza, sicurezza e stabilità, ma alla fine non è vero, sono solo impressioni mentali. La visione è molto più chiara quando le cose sono unite, perché così sono, nella realtà ultima – unite, collegate, interdipendenti. La divisione è un’illusione: che sicurezza può nascere da un’illusione, da un’astrazione? L’unica stabilità è quella fugace e mentale data dal metodo, emotivamente rimane un vuoto, l’insoddisfazione, la sensazione che qualcosa non torni – perché è proprio così.

terzo occhioLa via di mezzo: chi ragiona in termini di bianco o nero perde, di continuo. Perde nel senso che fallisce, non trova altre strade, non vede le alternative, non se le inventa perché a monte neppure crede che sia possibile.
La via di mezzo, oltre a essere sponsorizzata dal mitico Buddha (che non è poco), è il percorso più stimolante, più interessante, più fecondo, quello su cui si scoprono più cose nella vita, e in cui si aprono nuovi orizzonti, meravigliandoci.
La via di mezzo non ha nulla a che fare col compromesso; la vera via di mezzo si coltiva dentro, come integrazione tra gli opposti, prima di arrivare alle relazioni.

Unione tra il maschile e il femminile: gli emisferi cerebrali comunicano proprio da lì, dal terzo occhio e dal corpo calloso, in sua corrispondenza – nel mio corso online di meditazione approfondiamo bene questi aspetti, a livello esperienziale.
Il corpo è mille anni luce più intelligente della logica e della razionalità, e sa bene che le soluzioni sono tanto più valide quando emergono dalla raffinata fusione tra percezioni e punti di vista opposti e complementari. Il terzo occhio ha la funzione di eseguire questa fusione; lo fa di continuo, anche quando non ce ne accorgiamo. Tenta di farlo pure in tutti i momenti in cui, addirittura, ci opponiamo fermamente a questo processo – per esempio, quando ci ostiniamo a parlare in termini di uomini e donne invece che di persone.

Come sfruttare il terzo occhio per il proprio benessere

O meglio, come l’ho fatto io – non ho niente di più prezioso della mia esperienza da regalarti.

  1. Ci prendo decisioni rapidissime, che alle persone che si comportano in modo più logico, razionale e analitico, vedo impiegare dieci volte il mio tempo, per arrivare al punto.
  2. Anche i risultati, di solito, sono migliori, in termini di efficacia, potenza e originalità.
  3. Nel terzo occhio, trovo sempre nuove opportunità, anche laddove con la logica non vedo altro che impedimenti, blocchi, difficoltà.
  4. Io non lo uso alternativamente alla razionalità, ma affianco: credo fermamente nelle mie intuizioni ma in ogni caso le verifico; seguo ciò che il terzo occhio mi suggerisce, ma per farlo, a partire da ciò che mi suggerisce, creo un terzo occhiopiano.
  5. Parlo in termini di persone, non di uomini e donne, a meno che non sto descrivendo l’anatomia, la fisionomia o il sistema ormonale; non esistono le caratteristiche degli uomini e delle donne, secondo me è solo un bagaglio di credenze e pregiudizi che, la maggior parte delle volte, impedisce di connettersi veramente alle persone, e di scoprirle.
  6. Coltivo la visionarietà e quel tot di facoltà extra-ordinarie di cui Madre Natura mi ha dotata; le uso per orientarmi, per prendere decisioni, per scegliere, per risolvere i problemi, per scoprire qual è il mio posto nelle relazioni (a due o di gruppo) e per sentirmi al sicuro, perché so in che direzione si stanno muovendo le cose.
  7. Insegno alle persone a sviluppare il terzo occhio e tutte le sue capacità, a credere in quelle potenzialità tanto arricchenti ma sconosciute e demonizzate, che a me hanno migliorato la vita, radicalmente – la percezione dell’arte, della bellezza e della perfezione della natura, degli esseri umani e della storia si può avere solo dal terzo occhio – nel corso online sulla bellezza si lavora anche con questo aspetto.

Ilaria Cusano

 

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