Vivere di rendita: perché?

Vivere di rendita: per quale motivazione?

motivazione vivere di rendita

Il primo periodo in cui mi sono cimentata in attivitá professionali che mi avrebbero permesso di iniziare a costruirmi una rendita l’ho fatto per passione: sin da bambina sentivo con profondo ardore il fuoco dell’insegnamento; fare da coach è una vera e propria vocazione per me – è come fare l’insegnante e la madre insieme, ma in piú mi ha anche fatto scoprire come farlo divertendomi ed essendo abbondantemente riconosciuta per la mia creativitá e il mio ingegno.
Tutto ciò, fino a intorno ai 30 anni, mi bastava: sono cresciuta con l’idea (solo mia, forse, o comunque non so di chi altro, esattamente) che prima avrei dovuto realizzarmi come donna e professionista, e solo dopo costruire una famiglia con dei figli – per me era la via migliore sotto tutti i punti di vista.
In questa ottica, realizzare e dare una distribuzione di massa ai miei primi due libri e tre corsi online è stato un puro atto spirituale: volevo rendere immortale l’ispirazione profonda di cui sentivo trasudare la “mia” sapienza.
E tanto mi bastava.
L’aspetto economico e gestionale era quasi del tutto ininfluente.

In quegli anni non avevo nessuna reale motivazione per vivere di rendita.
Questo rivedo nella maggior parte delle persone intorno a me che, a livello creativo e professionale, devono ancora realizzarsi per la prima volta.

Libertá finanziaria: secondaria rispetto alla realizzazione

Grazie a Dio è cosí, in fondo: quando non hai ancora dato voce al tuo genio creativo; quando non hai permesso alla tua passione di esplodere del tutto diventando opera e sapere; quando in cuor tuo ancora non sai chi sei e cosa sei capace di fare… è una grazia, un privilegio e un grande merito disinteressarti di soldi e organizzazione o comunque tenerli in secondo piano.

La libertá dell’anima viene prima della libertá finanziaria; e chi, per meriti altrui, si ritrova la seconda senza la prima, solitamente la sperpera, ci si rovina o non la apprezza nè ne gioisce.
Gli mancano le basi per farlo.

La realizzazione è figlia della libertá dell’anima. La libertá finanziaria è solo uno degli strumenti attraverso cui si concretizza.

Perchè non viviamo tutti di rendita

Quando mi sono decisa a concentrare progressivamente tutte le mie principali attivitá su progetti che mi pagassero tramite reddito passivo automatico, scartando sempre piú i lavori pagati a ore, giorno od obiettivi, ho scoperto un miliardo di mondi sulla psicologia del denaro!

Vivere di rendita è possibilissimo per tutti; allora perchè è pieno di persone che continuano a “rompersi la schiena”?

vivere di rendita motivazione

Perchè credono che il valore e la dignitá vengano dallo sforzo, dalla fatica e dal dolore, per esempio.
E che, se non si sforzeranno, affaticheranno e faranno del male, saranno giudicati male dal clan.
Di fatto molti clan fanno proprio cosí: appena ti arricchisci e vivi meglio ti attaccano un’etichetta negativa e iniziano a parlar male di te.
Non vivono di rendita perchè, se non spendono i tre quarti della loro giornata a lavorare, non sanno piú che senso abbia stare al mondo.
La loro vita personale e affettiva è talmente infelice che, senza tutto quel lavoro, cadrebbero in depressione subito; e, di fatto, per molti va proprio cosí…
Io mi dedicherei a risanare la vita personale e affettiva, ma non siamo tutti uguali: i più, ahimé, preferiscono distrarsi.

Oggi, io voglio vivere di rendita perché…

  1. Desidero fare dei figli e potermeli godere appieno.
  2. Ci tengo a passare la maggior parte del mio tempo a ispirarmi, coi miei amici e parenti.
  3. Voglio potermi prendere cura del mio benessere fisico, psichico e spirituale: mangiare il meglio, dedicarmi alla salute e alla bellezza del mio corpo e degli ambienti che abito; leggere, andare a corsi ed eventi, fare l’amore e pregare.
  4. Trovo importante divertirmi e coltivare le mie passioni, che sono numerose e mi rallegrano ed elevano come il lavoro, di fatto, non potrá fare mai – per lo meno non cosí tanto.

Mi rendo perfettamente conto del fatto che, per persone meno vitali, affettivamente felici e appassionate, la situazione può essere ben diversa. Ma, onestamente, osservando questi esseri umani spesso mi domando

Non sarebbe meglio vivere di rendita per potersi permettere di scendere dalla stramaledetta giostra su cui ci si è andati a ficcare, per trovare finalmente il senso della vita?

Questo modo di lavorare, da sconnessi, persi e infelici, non nobilita: aliena.

Ilaria Cusano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *