7 soft skill fondamentali per il successo

Soft skill: hanno più penso delle hard skill

Questa cosa sulle soft skill e le hard skill, che le prime contano più delle seconde per il successo, ormai è testimoniata, studiata, confermata, risaputa. Eppure non è ancora messa in pratica. Continuano a essere insegnate molto di più le competenze tecniche, e le competenze relazionali, interiori, sottili rimangono accennate, approssimate, in sordina.

Secondo me più che altro perché stiamo tutti imparando come trasmetterle.
Al momento sembra che l’esempio sia il modo più efficace. Eppure talvolta anche questo, per alcuni, quando non viene spiegato esplicitamente, non funziona. Non ispira al punto tale da far sì che l’altro, dentro, si dica qualcosa come

Ok, basta. Mi attivo, sto sul pezzo, persisto e vado avanti finché non arrivo lì (alla meta prefissata).

soft skill

Nella mia lunga e tortuosa esperienza di leadership, comunque, ho rintracciato 7 soft skill fondamentali per il successo. A mio modesto avviso, naturalmente. E’ una lista del tutto originale, femminile e spirituale, come mi si confà sia per natura sia per professionalità.
Non ti dirò delle cose che trovi scritte nei  libri di altri, ecco 😉

1. L’ardore

Non la passione, che è un sentire tipicamente umano, che provano un po’ tutti. Ma l’ardore. Potremmo chiamarlo anche fervore. E’ una roba che brucia dentro: che, se non fai quella cosa lì, se non porti avanti quell’attività, se non persegui quel risultato, ti fa saltare perché “scotta”. Che non puoi sopportarlo, devi muoverti, devi farlo. E’ sovrannaturale, è più forte di te e ti costringe, quasi; non ti lascia molta libertà di scelta, pena sofferenze atroci – interiori, ma atroci.

2. La sottomissione

Non necessariamente a un capo, a un leader, a un mentore o a una qualsivoglia autorità – anche se può essere proprio questa la migliore manifestazione esterna di quella forza che abbiamo dentro e che dobbiamo seguire. Il punto è sottometterci alla nostra guida, a quel maestro interiore che ci indica una strada, spesso lunga e difficile, e che dobbiamo seguire senza fiatare, se vogliamo avere successo. Paradossalmente, bisogna mettere da parte tutto il nostro ego, per sottometterci al nostro guru interno e far sì che ci porti a partorire una nuova versione di noi stessi.

3. L’abnegazione

Il successo costa caro, chiede molti sacrifici; non è per tutti. Ci impone di smettere di essere quello che abbiamo sempre creduto, per arrivare a rappresentare qualcosa: un simbolo, dei valori, un significato per cui può valere la pena anche morire, annullarsi, disintegrarsi. Perché, senza quel qualcosa, non ha più senso vivere. Chi ha conosciuto questa profondità mi può capire.

4. La connessione

Tutto ciò che ho appena scritto, così come ogni singola decisione e azione che siamo chiamati a fare, ha origine da questo: la connessione. Si ha la sensazione di essere una pedina all’interno di un disegno molto più grande. Non dei potenti del mondo o cose simili. Un disegno che potremmo chiamare divino; un disegno in cui è una gioia e un onore essere una pedina. Mantenersi connessi a questo campo morfogenetico – non saprei come altro chiamarlo – fa sì che ci arrivino costantemente delle informazioni. Su cosa va fatto, quando e in che modo. Una sorta di download sempre possibile, per chi è connesso, per l’appunto.

5. La pazienza

Proprio nel senso etimologico del termine, purtroppo: la capacità di sopportare il dolore. Ne arriva tanto, strada facendo. E va recepito, vissuto, ascoltato, ma non bisogna indugiare eccessivamente, nel dolore. A un certo punto bisogna imparare a conviverci e basta. Altrimenti finisce col logorare, col farci perdere la bussola, col farci dimenticare cosa siamo venuti a fare.

6. L’eroismo

Il successo è una cosa da campioni e campionesse. Da persone che hanno la concezione di un grande potere non come qualità personale, egoica; ma come un dono che Dio e Madre Natura hanno fatto ad alcuni – forse a tutti – per offrire un servizio, un esempio, un’ispirazione all’umanità intera. Hai successo quando smetti di temere il potere; quando smetti di temere di incarnarlo. Perché sai che, comunque, non ti appartiene; non ti apparterrà mai. Non riguarda te; riguarda ciò a cui tu servi per l’evoluzione della specie umana.

soft skill

7. La follia

Quale persona di successo non è anche matta? Hai mai sentito di qualcuno che ha conseguito il successo senza credere in qualche strana pazzia che la propria anima gli suggeriva? Che non ha seguito un filo rosso bizzarro, assurdo, persino illegale a volte? Io no. Tutte le storie di successo che conosco hanno questo elemento: il coraggio di attraversare la follia. Di viverla, di conoscerla, di farsene possedere, in una certa misura, e di superarla. Trasformandola in un’alchimia superiore, in una specie di ispirazione divina che “voi umani non potete capire”.

Spero di averti fatto riflettere sulla tua attitudine al successo.
Quali sono, tra queste 7, le soft skill femminili e spirituali su cui ti trovi più avanti, nel tuo sviluppo? E quali quelle su cui, invece, hai tutto da imparare?

Ilaria Cusano

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Come capire che lavoro fare nella vita

Successo professionale e il mio rapporto con mio papà

Mio padre, da decenni, si definisce e si comporta come un fallito. Ma ha avuto un merito impressionante nel mio successo professionale. Questo è un fatto. Com’è possibile?

cosa fare nella vita

In tutta la mia cosiddetta età dello sviluppo, anche lui ha avuto non uno ma tanti successi lavorativi, in realtà; eppure mi ricordo che mi dava sempre quella sensazione. Di essere convinto, sotto sotto, di non stare facendo abbastanza. Il mitico senso di inadeguatezza che in molti conosciamo bene.
Sul finire della mia adolescenza, che era anche l’ultimo periodo in cui ho abitato con i miei genitori, iniziò la sua depressione; che fu anche il principio di un grande risveglio, però. Non solo suo, ma dell’intera famiglia; o di chi ha voluto cogliere l’opportunità. Anche la mia scelta di lavorare nel settore della crescita personale ha senz’altro origine in quel periodo; in quell’esperienza e in tutto ciò che ne è conseguito.

In quegli anni aveva preso a ripetere spesso, non senza ironia

Ma come? Io ancora devo capire cosa voglio fare da grande.

A significare: non cercate di distrarmi con delle questioni troppo grandi e lontane. Io ancora devo trovare me stesso, che volete che ne possa capire di queste cose mastodontiche con cui provate a evadere dall’unica vera priorità: conoscere il senso della vita?

Non ho mai avuto la certezza che si rendesse conto della profondità che trasmetteva – probabilmente no 😀 Io me ne rendevo conto, però.

Che lavoro fare nella vita è la ricerca del tuo scopo

Se ci pensi, il lavoro non è altro che l’attività a cui dedichiamo più spazio, tempo ed energia nella vita. Anche nel caso di quelle persone, come mio padre per l’appunto, che a un certo punto decidono di concentrarsi sul cucinare, leggere e prendersi cura della casa. Si tratta pur sempre delle attività in cui hanno scelto di spendersi di più. Perché? Perché in quelle attività sentiamo che dimora il nostro scopo più profondo e “nutriente”. Il valore più prezioso che conosciamo.

Io vendo corsi di crescita personale perché è qui che “ho trovato l’oro”. O meglio, tutto ciò che io chiamo oro.
Decido di promuovere quelli di una determinata azienda o persona perché, in base alle mie esperienze e valutazioni, è lì che vedo il massimo valore possibile. Ed è di quello che mi piace farmi portatrice.
Credo che sia questa la “pista” da seguire, per trovare la propria strada. E per capire che lavoro fare nella vita.

Il limite di mio padre, secondo me, in questo senso – che poi è anche il limite che io ho voluto superare – è stato di voler scegliere tra ciò che già conosceva. Invece di lanciarsi all’esplorazione di territori nuovi, diversi. E’ evidente che questo era il mio destino, non il suo 😉
Penso che, quando una persona adulta ha sensazione di non sapere ancora come conseguire la propria realizzazione personale e professionale, sia perché, in tutto ciò che ha vissuto, non l’ha trovata. Allora perché ostinarsi a rimanere in quel luogo? Se tanto lo sai già, che lì non c’è, meglio cercare altrove, no? Io la vedo così.

Attraverso la ricerca del lavoro, inizia un viaggio

cosa fare nella vita

Il mio lavoro prevede che io faccia anche delle formazioni professionali. Sia nel Coaching dove formo Life Coach Spirituali e Sex Coach, sia in Master Business dove devo avviare nuovi Ambassador, devo fornire alle persone tutta una serie di strumenti per

  1. avviare una professione;
  2. vendere, fatturare, fare numeri significativi;
  3. diventare leader capaci di fare la differenza.

In tutti i casi, vedo che riesco ad avere i risultati maggiori con coloro che accettano di dover intraprendere un viaggio. Che capiscono che, quando iniziano a chiedersi se devono cambiare lavoro, per realizzarsi, succede qualcosa anche dentro. Non si tratta mai solo di orari, soldi, colleghi. Si tratta sempre anche di scoprire chi sei, di trovare noi stessi. Come diceva mio papà.

Mi piace chiudere questo articolo con altre due sue massime con cui mi ha cresciuta; credo possano ispirare tante persone.

Non circondarti di persone inferiori a te, solo per ricevere approvazione e complimenti. Circondati sempre di persone migliori di te, perché sarà da loro che potrai imparare.

 

Ricordati: tu non devi diventare come me; devi diventare meglio di me. Devi superarmi. Solo così l’evoluzione può andare avanti.

Probabilissimo che lui nemmeno si ricordi di avermi detto e ridetto queste frasi. Ma io non permetterò che se ne perda memoria, perché queste sono le radici che mi hanno resa chi sono oggi. Grata e felice di esserlo 🙂

Ilaria Cusano

Secondo lavoro da casa: idee online

Secondo lavoro: perché è così importante oggi

secondo lavoro online

Da vario tempo, ormai, mi confronto con questo tema del secondo lavoro. Oggi collaboro come networker con un’azienda che mi chiama Master Business ma, al di là di questo, la mia professione di formatrice prevede anche alcune responsabilità nell’ambito delle risorse umane.
Formando delle professioniste e offrendo a molti l’opportunità di avviare un lavoro autonomo e un lavoro da casa, certe questioni emergono spesso.

  • La persona che fa costantemente fatica ad arrivare a fine mese, pagarsi una formazione, a investire su di sé e sul proprio futuro.
  • La donna che, economicamente, ancora dipende dai genitori o dal partner e che, nonostante questo, passa le giornate a lavare tende e cucinare.
  • Il giovane che non riesce nemmeno ad andarsene ad abitare per conto proprio, e che a quasi 30 anni sta ancora a casa con mamma e papà.

Queste situazioni, in Italia, sono ancora presenti in misura allarmante, direi. Perché dimostrano

  1. che c’è un serissimo problema di autonomia anche dal punto di vista materiale, il più basico – non solo psicologico o emotivo.
  2. Che la società, dal punto di vista educativo, ha fallito e continua a fallire, rispetto all’obiettivo di formare persone forti, indipendenti e mature. Sono questi i cittadini che devono tenere in piedi il sistema e prendersi cura della comunità?
  3. E che, siccome dalla società non riceviamo gli stimoli, le risorse e il supporto che ci servono per crescere, maturare ed essere degli adulti non sotto-sviluppati, in pratica, dobbiamo provvedere da soli.

Il secondo lavoro, oggi, è indispensabile proprio per tutte queste ragioni.
Perché ci garantisce una maggiore stabilità economica; ci dà modo di essere autonomi e di diventare anche noi dei punti di riferimento per qualcuno. Di affrontare con dignità i conflitti sociali nelle relazioni tra uomini e donne; nonché la difficoltà di fare dei figli. Permette ai giovani di poter crescere e costruirsi qualcosa di proprio. E ci spinge a continuare a esplorare e sviluppare i nostri talenti, che sono tanti e hanno mille doni, soddisfazioni e avventure da portarci 🙂

La mia storia con il secondo lavoro

Ne ho sempre avuto uno, e devo dire che mi ha letteralmente salvata, più volte.
Quando ero giovane, per sette anni, oltre alla Life Coach Spirituale ho fatto anche la ballerina, l’insegnante di yoga e l’attrice teatrale. Sembrano tre lavori diversi ma in realtà erano un tutt’uno. Non guadagnavo tanto, ma arrotondavo. E, soprattutto, avevo mille opportunità relazionali preziosissime: conoscevo un sacco di persone, tutte molto acculturate, interessate alla bellezza, all’arte, a ispirarsi costantemente nella vita. E tante diventavano miei clienti anche per il Coaching.
In più mi divertivo molto. Il che non è affatto da sottovalutare. Tenere alta l’energia, stare sempre su un tono emotivo elevato, è una cosa molto importante nella vita. Per il lavoro e non solo.

Dopo quei sette anni, per vari motivi, decisi di cambiare.
Era il 2012. Il mondo del lavoro stava mutando radicalmente. L’online si era già potentemente imposto, lasciando intravedere ai più svegli il crollo definitivo di tutta una serie di professioni. Anche a livello personale, mi era evidente che non volevo passare altri decenni a fare le immense fatiche fisiche che il mio secondo lavoro comportava.
E poi volevo sentirmi più libera geograficamente: il fatto che tutto era collegato allo specifico entourage romano mi infastidiva; volevo sentirmi libera di viaggiare, o di andare a vivere altrove, mantenendo la mia stabilità economica.
Per questo, a un certo punto, ho deciso di crearmi un secondo lavoro online.

Cosa mi permette il mio secondo lavoro online

Talmente tante cose che, alla fine, ho reso anche il mio primo lavoro, online 😀
Molti sono critici, al riguardo, ma è evidente che

  1. non ne sanno niente;
  2. non hanno assaggiato tutti i deliziosi frutti che un secondo lavoro online dona.

Da qualche anno, lavoro online come networker. Attualmente con questa azienda che si chiama Master Business, ma l’ho fatto anche con altre. Mi piacciono le relazioni umane, connettere le persone tra loro, offrire opportunità e lavorare in team, dunque per me è perfetto!

secondo lavoro online

Oltre a guadagnare bene e a sentirmi al sicuro anche in tutti quei periodi in cui il mio primo lavoro incontra delle oscillazioni negative, lavorare come networker mi permette di crescere tantissimo come persona. Gestisco il mio tempo e le mie attività in autonomia, ma sono comunque sempre supportata (e gratuitamente), ogni volta che ho bisogno. Posso sviluppare delle strategie insieme ad altri professionisti validi, ma anche fare delle cose di mia iniziativa. Sono costantemente a contatto con imprenditori di successo; persone creative e in gamba, con cui relazionarsi è molto motivante e ispirante.

Posso allenarmi tutti i giorni quando voglio, mangiare cose sane perché sono a casa, spostarmi dovunque mi va e continuare a lavorare (e guadagnare) serena. Conosco continuamente nuova gente, ci parlo, vedo con loro com’è possibile collaborare, come poter unire le forze per creare delle partnership di valore per tutti. Creo: la mia creatività può esprimersi come un fiume in piena! Articoli, video, post per i social, foto; mi piace tantissimo inventare di continuo piani editoriali e piccoli progetti di comunicazione che poi, andandosi a intessere l’uno con l’altro, diventano grandi narrazioni collettive. Sento, infine, di essere utile per la coesione sociale; il che rinsalda il mio senso di appartenenza e mi fa percepire la connessione spirituale che ci unisce tutti, vicini e lontani, conosciuti e non 🙂

Ilaria Cusano

 

Franchising 2020, le migliori opportunità

Franchising che sorpresa

Irrompe nella mia vita, il franchising – pazzesco 😀 Il 17 Ottobre, solo tre settimane fa, pubblicavo un articolo su questo modo di fare impresa, il franchising; non sai cosa mi è successo negli ultimi sette giorni! Te lo racconto.

Mentre scrivevo quell’articolo non avevo la più pallida idea della situazione in cui, a mia insaputa, ero “rotolata”. Il mio compagno, qualche giorno fa, mi dice

Sei libera domenica pomeriggio e sera, giusto? Vorrei parlarti di una cosa importante e, se poi anche tu trovi sia una bella sorpresa, ti porto fuori a cena per festeggiare.

Ok 😀
Ero molto curiosa.

Arriva la fatidica domenica e mi confida che, da qualche settimana, va in giro per il Veneto per conoscere alcuni imprenditori e parlarci, confrontarsi con loro, relativamente a un franchising. Che, beh, rullo di tamburi, lui ha deciso di aprire!!
Non ci potevo credere. Non mi ero accorta assolutamente di niente!

Ha scelto un’azienda meravigliosa, che anch’io conosco e stimo; la frequento, anche, sono una cliente affezionata. Ma non mi era passato minimamente per la testa che potesse esserci l’eventualità che proprio lui aprisse una filiale. E invece eccomi qua: con un fidanzato che, nei prossimi mesi, aprirà questo franchising 🙂

Una speranza per il futuro dell’imprenditoria in Italia

franchising imprenditoria femminile

Come avrai già letto nell’altro mio articolo sul franchising, tra le varie forme imprenditoriali presenti in Italia, questa non è una delle mie preferite. Quella più nelle mie corde è indubbiamente il network marketing. Ma è solo un mio “feeling” soggettivo, del tutto personale. Perché il franchising ha senz’altro una serie di caratteristiche che lo rendono estremamente interessante come opzione, nel particolare momento storico-sociale che stiamo attraversando.

Vediamo le più importanti.

  1. Richiede un investimento di sicuro più accessibile di un qualsiasi altro negozio. Il capitale sociale che bisogna mobilitare, per avviarne uno, sta sui 10.000/50.0000 euro, e non intorno ai 100/200 mila necessari per avviare altre attività. Nel network marketing ti bastano anche poche centinaia di euro ma, per chi vuole sentirsi nella struttura stabile e materiale delle quattro mura di un negozio, il franchising è certamente un’opzione ottima.
  2. Hai la spalle coperte. Puoi contare su un brand già affermato e conosciuto, su guida e formazione costanti, su un team di persone che hanno tutto l’interesse a farti decollare quanto prima e meglio possibile. Molte decisioni vengono prese a monte, dunque anche le responsabilità sono entro certi limiti. Il che, per chi è alle prime armi con un’attività imprenditoriale, è un gran sollievo.
  3. La tua strada è tracciata con chiarezza. Devi trovare una location con delle caratteristiche ben precise; seguire un certo metodo per formarti e avviare la tua filiale; la promozione si fa in un modo predeterminato e uguale per tutti. Insomma, hai un binario su cui procedere, non sei allo sbaraglio.

Ovviamente, tutto ciò è secondario rispetto ad altre due riflessioni importanti che stanno al principio di ogni cosa:

  • Quali sono i tuoi talenti, passioni e vocazioni, a livello profondo? Cosa sei venuta a fare, come anima, sulla Terra?
  • Di cosa ha bisogno la tua comunità? Come puoi renderti utile con le tue attitudini, competenze ed esperienze?

Le migliori opportunità per un franchising nel 2020

Con queste premesse, quali sono quindi le migliori opportunità per un franchising nel 2020?

Anzitutto, sono quelle di cui la tua comunità ha effettivamente bisogno, per migliorare la propria vita.
Meglio evitare di investire su prodotti e servizi di importanza dubbia. Come stiamo ricordando benissimo in questo periodo di lockdown ed emergenze, solo le attività più essenziali hanno la possibilità di durare. Il resto, che ci piaccia o no, muore – purtroppo. Meglio trarne la lezione e mettersi sulla rotta giusta.

Poi sono quelle che incontrano i tuoi talenti, passioni e vocazioni, a livello profondo. Che abbracciano il motivo per cui sei su questa Terra, come anima.

Sono, inoltre, quelle che materialmente puoi permetterti di avviare.
E’ inutile fissarti sull’apertura di una certa attività, se non hai il capitale che serve per farla partire, né hai modo di fartelo prestare o comunque reperirlo. Meglio concentrarti su opportunità in linea con le tue reali possibilità, anche materiali.

Sono anche quelle con un brand la cui politica di gestione ti piace. Che, attraverso la sua impresa, promuove dei valori umani in cui credi anche tu. Dove, quando incontri qualche collega, manager o superiore, scopri delle persone che suscitano la tua ammirazione e stima; persone che sei entusiasta a seguire, con cui avresti anche piacere a stringere delle relazioni personali, oltre che professionali. Questa “bussola” intima e profonda è estremamente preziosa; ascoltala, muoviti nella direzione che ti indica. E, se ti indica di cambiare strada, dalle retta; è saggia, non sottovalutarla.

franchising imprenditoria femminile

Infine, le migliori opportunità per un franchising, ma in questo caso non solo nel 2020, sono quelle che ti proiettano verso lo stile di vita che desideri. Quando ti visualizzi nel futuro in cui immagini che ti troverai, cosa provi? Sono più sensazioni ed emozioni piacevoli o spiacevoli? Datti credito; hai una sola vita, usala per fare le esperienze che più ti attirano, che ti piacciono e fanno stare bene. Anche i sacrifici acquisteranno un sapore più dolce 🙂

Ilaria Cusano

PS. Per qualsiasi curiosità ti tipo imprenditoriale, commenta questo post. Chiedimi, raccontami di te. Dialogando possiamo aprirci nuovi orizzonti a vicenda. Ti aspetto qui sotto.

 

Aprire un franchising: come fare, pro e contro

Franchising: analizziamolo spiritualmente

Tu sai che il mio lavoro si chiama Life Coach Spirituale perché ti aiuto a prendere tutto come un’occasione di evoluzione su questo piano. Per farlo, bisogna analizzare le varie situazioni, anche quelle che sembra c’entrino meno con la spiritualità, proprio in questa ottica, invece.
La spiritualità ha a che fare con tutto; solo quando lo capiamo fino in fondo, imbocchiamo la via per rendere la vita più spirituale.
Detto ciò, torniamo al franchising.

franchising

In questi ultimi mesi, per motivi personali, sto conoscendo molto da vicino un’attività che mi ha prima incuriosita, poi interessata, poi entusiasmata. Si tratta di un centro per la prevenzione e il benessere che, con Luca, stiamo prendendo in considerazione anche come business. Se mi segui da tempo, sai che sono un’innovatrice a 360°; che adoro scovare pietre preziose e farle conoscere al mondo nella forma imprenditoriale. Nell’ambito della mia passione per l’impresa, di questa vocazione a innovare e dell’amore viscerale verso il fare soldi e il vivere bene l’unica vita che abbiamo, ultimamente mi sono chiesta

E se anche noi aprissimo un franchising?

Pure i genitori di Luca, che ce lo hanno fatto conoscere, ci avevano chiesto se ci sembrasse un’attività valida. Abbiamo cominciato a rifletterci e a parlarne.

Il franchising sì che è una piramide – altro che network marketing

Sento parlare spesso del network marketing come un sistema piramidale, ed è pazzesco che non lo si dica del franchising, invece.
Posto che un po’ di gerarchia c’è in quasi tutti i sistemi non solo economici e imprenditoriali, ma sociali in generale; di certo il network marketing è la forma meno piramidale di tutte.
Ma ovviamente può capirlo solo chi si prende la briga di approfondire e studiare veramente; chi si limita ai al gossip, alle voci di corridoio e ai pregiudizi, non può sapere come funzionano davvero certe dinamiche.

Comunque, io la briga di approfondire e studiare me la sono presa.
Tra l’altro, personalmente non ho neanche niente contro le piramidi. Non vedo dove sia il problema.
E’ pieno di gente che adora fare la base della piramide: stipendio fisso, magari pure qualche provvigione, lavorare fino alle cinque, staccare e non pensarci più, lasciare le responsabilità ai capi, “… tanto io non ho bisogno di molto per vivere…”, etc. etc.
Non è la mia mentalità ma è evidente che è quella della maggior parte degli Italiani. Non capisco perché dovremmo sputare nel piatto dove quasi tutti mangiano, o vorrebbero mangiare.

Accantonate attitudini e preferenze soggettive, resta il fatto che il franchising è una struttura molto più piramidale del network marketing.

Quale esperienza spirituale ti dà modo di fare, una piramide?

Chi fa network, infatti, spiritualmente ha bisogno di fare rete, come dice la parola stessa: di sentirsi parte di una trama che si sviluppa soprattutto orizzontalmente, e dove tutti possono spostarsi di livello in base al fatturato (in modo totalmente meritocratico, quindi), con estrema dinamicità. Desidera avere autonomia e responsabilità; poter esprimere il proprio genio e la creatività senza dover troppo rendere conto ad altri. Chi fa network ha voglia di flessibilità, avventura e ampi margini di guadagno. Tutte situazioni completamente diverse da quelle che si verificano in una struttura piramidale. E infatti torno a ripetere: il network marketing è la forma imprenditoriale meno piramidale non solo del franchising ma di tutte.

Nel franchising, invece, si fa piena esperienza del livello: per la serie, questo è l’unico posto che puoi prendere, ti metti qui e ci rimani, non ti muovi più. Ti apri il tuo bel negozio scegliendo solo ed esclusivamente tra le opzioni che ti diamo noi – che facciamo le indagini di mercato e possiamo vedere com’è la situazione generale, dall’alto. Tutti i mesi hai i tuoi acquisti dalla casa madre, corrispondi le tue royalties, raggiungi i tuoi obiettivi. Ma alla fine tu, a fronte di tanta “sicurezza”, ti puoi arricchire solo fino a un certo punto; mentre noi che siamo al vertice cresciamo in misura esponenziale, ogni volta che parte un nuovo punto vendita.

Di cosa devi aver bisogno, spiritualmente, perché una struttura come quella del franchising ti faccia bene? Ti porti fortuna, espansione, arricchimento e benessere profondo?

  1. Stabilità.
  2. Contenimento.
  3. Serenità.
  4. Umiltà.
  5. Deresponsabilizzazione.

Il profilo giusto per il franchising

franchising

E’ quello di una persona che sente l’esigenza di contenere la propria energia perché, quando esagera, deborda, facendo più danni che altro. Una persona che necessita di una guida stabile e sicura; che le dica precisamente cosa fare, quando e come. In modo tale da potersi costruire una quotidianità regolare e serena, tranquilla, senza troppe altalene – logistiche ed emotive.
E’ una persona umile, che non ha grandi mire e ambizioni né dal punto di vista della carriera né economicamente. Le sta bene investire una somma considerevole, chiedere un prestito ai parenti o a qualche banca o istituto di credito, e restituire i soldi un po’ alla volta, anche senza grossi guadagni. Ha bisogni e desideri più psicologici che materiali.
Infine, fa fatica a tenere sulle spalle grandi responsabilità. Preferisce la leggerezza di una condizione in cui deve fare delle scelte, sì, ma quasi mai decisive; più che altro marginali, secondarie.

Se ti riconosci in questo profilo, il franchising ti farà del bene. Se sei una persona all’opposto, invece, lascia stare perché, per quanto possa avere degli apparenti vantaggi dal punto di vista economico, finirebbe con l’uccidere il tuo spirito, il tuo entusiasmo e la tua vitalità.
Valuta sempre tutto a partire da chi sei davvero, come anima, e da chi vuoi diventare, come persona.

Ilaria Cusano

PS. Io, come sai, ho scelto la via del network marketing, che è quella che mi corrisponde di più in assoluto. Se vuoi collaborare con me puoi unirti anche in autonomia al programma MBA, e poi contattarmi per sviluppare una strategia di azione insieme! Più che volentieri 😀

Come rimanere sul mercato, guida al posizionamento strategico

Rimanere sul mercato e posizionamento strategico

rimanere sul mercato posizionamento strategico

Mai come oggi l’esigenza di rimanere sul mercato ci appare più pressante… Con tutte le aziende che stanno fallendo e chiudendo a causa del lock-down, non possiamo che desiderare ardentemente di farcela! Mettiamoci subito al lavoro in questo senso 🙂

Voglio donarti una sintesi del mio personalissimo vademecum, opinabile e criticabile, ma che comunque ha il merito di farmi essere sul mercato da 15 anni e sempre in crescita. Qualcosa di corretto, quindi, di sicuro c’è. Metti tu stessa alla prova ogni singolo consiglio, rendilo operativo, e poi valuta in maniera del tutto libera e autonoma la sua efficacia per il tuo business.

1) Riconosci la tua nicchia di mercato

Ho messo “riconosci” in corsivo per sottolineare una sottigliezza che fa molta differenza. La nicchia di mercato non va scelta, decisa, definita; non ha a che fare con una tua volontà. Ma con la volontà della tua community. E’ la tua community – anche quella di conoscenti, amici e parenti, prima di avviare un’attività – che ti “elegge” per una determinata funzione. Che ti “invita” ad assumere un particolare ruolo.
Il tuo compito è rispondere positivamente a questa chiamata – da qui il termine “responsabilità”, che significa “abilità a rispondere”; oppure non farlo. La tua volontà ha questo limite: non sei tu che scegli la tua nicchia, è lei che sceglie te. Tu devi limitarti a darle il degno riconoscimento che merita. In fondo, sono proprio tutte quelle persone che ti stanno mantenendo, che ti permettono di sopravvivere o di vivere nel benessere.

2) Impara a parlare la lingua della tua nicchia di mercato

Sin dall’adolescenza, ho frequentato cerchie di persone particolarmente acculturate. Da grande ho fatto l’università, la specializzazione in Coaching Professionale, un master in management di progetti internazionali; tutti ambiti in cui il linguaggio era piuttosto accademico. Da scienziati, da Sociologi per l’esattezza, da addetti ai lavori.
In pratica, roba pesante e incomprensibile.
Avrei dovuto rimanermene nell’Olimpo, con quei quattro gatti dei miei colleghi, a fare cosa? A mangiarsi le mani tutti insieme per essere senza lavoro e con una marea di gente che ti odia perché, fondamentalmente, ti comporti da snob? Che, tra parentesi, significa “sine-nobilitate”, “senza alcuna nobiltà”. No, grazie. Ho preferito imparare questa bella lingua pop che mi permette di comunicare con chiunque.
Perché? Per lavorare, per andare incontro alla mia community e per appartenere al mondo, invece di isolarmi.
Ha sempre funzionato egregiamente 🙂

3) Sii presente per la tua community

rimanere sul mercato posizionamento strategico

Molte persone che si approcciano ad avviare un’attività, a mettersi in proprio e a lavorare da freelance sono affette da quella curiosissima sindrome che è la paura di disturbare. Ma ascoltami un attimo.
Se una persona ti segue su uno dei tuoi canali social o addirittura su tutti, sarà perché vuole sentire cosa hai da dire, no? Altrimenti, per quale motivo sarebbe lì, a regalarti il proprio tempo e la propria energia? Non ti pare?
E poi, scusami, tu stai lavorando per offrire un contributo utile alla tua community; no? Cosa c’è di disturbante nella presenza di qualcuno che sta facendo tutto il possibile per rendersi utile? Io direi proprio niente; non concordi? Anzi! Tendenzialmente, tutti adoriamo quando qualcuno cerca di aiutarci, di offrirci cose che ci servono, che possono migliorarci la giornata e la vita. No?
Ecco, allora fallo assiduamente e assennatamente. Il tuo business oggi richiede che tu sia presente su 4 social diversi, pubblicando più contenuti ogni giorno? Bene, fallo. Chi ti segue è chi ti ama; sono persone a cui i tuoi contenuti piacciono, li trovano utili e arricchenti, ne hanno addirittura bisogno, in molti casi. Non deludere queste persone, dai loro ciò che vogliono – nei limiti della tua etica, naturalmente 😉

4) Continua ad aggiornarti sempre

Oggigiorno è fondamentale fare la cosiddetta formazione continua; quella che l’Europa ci sponsorizza da ormai 20 anni e che in Italia, purtroppo, ancora tarda a ingranare. Il che porta non pochi problemi: nelle vendite, nella tenuta del business, nell’atmosfera che si respira nel team e anche nelle prospettive future, di sopravvivenza dell’attività.
Tutte cose che capisco e conosco bene anch’io.
A questo proposito, qualche tempo fa mi sono messa alla ricerca di una soluzione che mi permettesse di erogare una valida formazione continua alle mie collaboratrici, in modo agile e sostenibile. Così ho trovato questa piattaforma.
Ci sono corsi di aggiornamento e formazione professionale, più una serie di altri corsi di crescita personale (sempre utilissimi anche per il business), tenuti da validi professionisti di tutto il mondo e sottotitolati in 4 lingue, a soli 13€ al mese.

Ti fai un abbonamento che costa solo 13€ al mese (da cui tra l’altro, volendo, puoi anche vederti tornare indietro ben il 60% dell’investimento), e puoi farti tutti i corsi di cui hai bisogno, facendo gli esercizi e applicandoti bene. Per migliorare costantemente nel lavoro, accrescere sempre le tue conoscenze e competenze, ed essere certa così di rimanere sul mercato e coi migliori risultati.
Ti invito a provare e valutare tu per prima, abbonandoti per un mese senza impegno e facendoti qualche corso. Vedrai che il livello è ottimo e il prezzo è veramente un’occasione!
Attenzione, però: questo prezzo (15$ al mese, che corrispondono esattamente a 13,28€) è disponibile solo se ti abboni utilizzando il mio link – altrimenti ti sale a 49$ al mese.

Questo è il meglio che posso darti. Se hai altre domande o richieste, commenta pure questo articolo, ti risponderò io personalmente 🙂

Ilaria Cusano

 

Guadagnare come Life Coach: realtà o miraggio?

Vuoi guadagnare come Life Coach? Inizia a rimboccarti le maniche

A oggi sono quasi 20 le persone che ho formato per diventare Life Coach; per lavorarci davvero, guadagnando, non per “fare le carte alle amiche”. Lo metto come incipit, nonostante non mi piaccia affatto, perché ho visto che è proprio questa la prima cosa da chiarire.
Se vuoi fare le carte alle amiche va benissimo; noi donne lo abbiamo fatto per secoli e non c’è niente di male. Anzi, è bello! Metti generosamente a disposizione una predisposizione, un’abilità. E’ una forma di volontariato, ed è utile, benevola, può fare la differenza.
Guadagnare come Life Coach, però, è un’altra cosa.

diventare life coach

Non è un percorso di crescita personale. Presuppone che tu lo abbia già alle spalle, questo percorso, e che lo porti avanti, certo, ma in separata sede. Quando stai lavorando stai lavorando; stai rendendo un servizio agli altri, non a te stessa. Puoi imparare mille cose anche tu, e di fatto lo fai; ma il tuo focus primario deve essere l’altro. Come aiutare gli altri, come rendere un servizio accessibile, ben strutturato, efficace, capace di dare risultati concreti agli altri.
Questa attitudine è la base per guadagnare come Life Coach.

Dovrai mettere da parte valanghe di sogni romantici, orgoglio e vanità, per riuscirci. Ma la notizia strabiliante è che sarà proprio facendo così che, a un certo punto, vedrai realizzati i tuoi sogni romantici, il tuo amor proprio e tutto il tuo splendore.
Tu li metti da parte e loro si realizzano. Sì: funziona proprio così.
Ma sottolineo: “a un certo punto”. E quel certo punto non è di sicuro dopo un anno o due. A me ha iniziato a capitare dopo circa 4 anni. E ho avviato la mia carriera di Life Coach giovanissima (a 23 anni), con dei gran studi alle spalle e un talento come se ne vedono pochi in giro. Devo ancora incontrarla, una persona che è riuscita a farcela in meno di 4 anni; se sarai tu, scrivimi, sarò felicissima di ascoltare la tua storia 🙂

Guadagnare come Life Coach: molti “professionisti” vendono illusioni

Ormai sono diverse (troppe!) le persone che si sono rivolte a me, dopo grandi formazioni molto costose. Avevano speso migliaia e migliaia di euro senza riuscire a combinare niente. Eh già, perché molti che si fanno chiamare Coach (ma non lo sono), in verità fanno gli show-men. Bravissimi show-men, intendiamoci, ma non Coach. Dopo anni e migliaia e migliaia di euro a seguire questi personaggi, devono venire da me per quagliare.

Un Coach sta con te, ti segue di persona, anche tallonandoti quando ti perdi. Non sta sui palchi lontano da tutti, senza conoscere neanche uno, di quegli esseri umani che hanno pagato migliaia di euro per stare lì.
Mai visto un allenatore allenare campioni e campionesse in questo modo? No. Il perché è semplice: perché non si fa così, ad allenare campioni e campionesse.
Si fa come faccio io.
Dialogando con la singola persona. Conoscendola. Capendo quali sono le sue difficoltà, come aiutarla a vincerle. Facendo un piano apposta per lei, seguendola da vicino. E dandole degli strumenti che le permettano di passare al prossimo livello, dopo essere stata da noi – e non costringendola a dipendere da noi, a dover restare per un corso e poi per un altro e un altro ancora, senza poter mai volare anche da sola.

diventare life coach

Mi dispiace immensamente doverlo dire, ma queste persone che vengono da me non sono mai state guidate bene. O non le hanno proprio guidate, lasciandole essere solo un insignificante puntino tra tanti altri; o le hanno guidate male, impedendo loro di sviluppare le proprie doti e capacità.
In questo modo, oltre a rubare soldi alla gente, questi “professionisti” stanno anche rischiando di privare l’intera società di contributi potenzialmente utili e preziosi: quelli delle persone che non stanno formando.

Se vuoi diventare Life Coach e guadagnare come Life Coach, stai alla larga dagli show-men. E, anche se qualcuno ti dovesse dire che sono i migliori, tu ricordati di non crederci: i migliori sono quelli che lavorano CON TE per far diventare TE la migliore.

Formazione continua: il “segreto” per guadagnare come Life Coach nel tempo

Ricapitolando, abbiamo visto

  1. Il mindset
  2. La scelta dei mentori giusti
  3. E ora vediamo la formazione continua

La formazione continua è un altro tassello fondamentale. E anche qui, eticamente, urge una critica.
In Italia ci sono scuole di Coaching e singoli professionisti che, invece di mettere i propri clienti nella condizione di diventare Life Coach, vanno a stringerli progressivamente in una rete dalle maglie sempre più fitte. Una vera e propria trappola!
Li fanno iniziare con dei percorsi lunghissimi e costosissimi. Poi richiedono infiniti tirocini non retribuiti. Dopo tentano di mettere in testa a queste persone evidentemente fragili e spaesate che c’è bisogno di un aggiornamento, un approfondimento, un upgrade, addirittura Master li chiamano. Il tutto, ovviamente, per la modica somma di… migliaia di euro! Master di cosa? Di truffa!

Stammi a sentire. La formazione continua con tutti gli aggiornamenti di cui hai bisogno (comunicazione, marketing, crescita personale, gestione delle finanze – tutto ciò di cui avrai bisogno nel tempo), la trovi in questa piattaforma a 15$ al mese. Che in euro sono 13,28.
Coach e formatori di tutto il mondo, sottotitolati in ben 4 lingue: Italiano, Inglese, Spagnolo e Francese.
E’ verissimo che, per guadagnare come Life Coach e rimanere sul mercato nel tempo, hai bisogno di formazione continua. Ma ti basta investire 15$ al mese.

Per qualsiasi approfondimento o informazione su tutto ciò che ho scritto in questo articolo, scrivimi a ilaria.cusano@gmail.com
Sento come molto importante l’esigenza di mantenere questo mercato, che è anche mio (il mercato della formazione, del Coaching, il settore in cui lavoro), pulito, onesto e guidato da una certa etica. Ragion per cui, tutto quello che posso fare in questo senso, incluso aiutare te a (ri)orientarti, è una preziosa opportunità 🙂

Ilaria Cusano

Lavorare da casa, tutti gli errori da evitare

Lavorare da casa: un sogno di molte, una realizzazione di poche. Scopriamo perché

Lavorare da casa è un Paradiso, per certi versi. Non è per tutte; molte preferiscono andare in ufficio, alzarsi la mattina a una certa ora, vestirsi, truccarsi, uscire, incontrare gente. Molte però ucciderebbero, per potersi svegliare senza l’insopportabile trillo della sveglia; per poter rispettare e seguire il proprio bioritmo, lavorando la sera invece che la mattina, per esempio, potendo fare sport o meditazione appena sveglie, o semplicemente mangiare quando hanno fame, invece che quando viene loro concesso.

lavorare da casa errori

Le principali esigenze che riscontro, tra le donne che desiderano tanto lavorare da casa, sono

  1. poter evitare di frequentare ambienti e persone con cui stanno più male che bene.
  2. Poter seguire di più il proprio ritmo interno, il piacere e la creatività.
  3. Trovare una risposta alla vocina che continua a martellare “Quanto tempo della mia vita spreco, ogni giorno, per prepararmi, fare il viaggio, mettere benzina, discutere coi colleghi, rispondere alle mille distrazioni, etc.?”; “Non potrei usare meglio il mio tempo e le mie energie, invece che nel traffico o tra gente idiota con cui non ho niente da spartire?”; “Ma se tutti questi soldi che spendo per andare al lavoro, li usassi per lavorare da casa? Non avrei un sacco di benefici?”.
  4. Sentirsi più libere.

Il lavoro da casa, effettivamente, risponde in modo positivo a queste esigenze. Quando i bisogni sono questi, riuscire a lavorare da casa rappresenta una vittoria, un successo.
Vediamo quindi quali sono gli errori da evitare, nel momento in cui si decide di perseguire questo obiettivo, e qual è l’atteggiamento vincente di chi ce l’ha già fatta.

Lavorare da casa: gli errori da evitare

Prenderla come un tentativo, come una prova di un periodo

Lavorare da casa è un enorme cambiamento e va a determinare il nostro intero stile di vita. Se vuoi raggiungere questo obiettivo devi prenderla seriamente: decidere di farlo e persistere, migliorare nel tempo, imparare tutto quel che devi per far funzionare le cose, diventare quella persona lì. Non si fa in un periodo; è una scelta di vita.
Ti faccio degli esempi miei, così capisci se è la tua strada.

Io posso allenarmi tutti i giorni e all’orario che preferisco, in base al mio piacere e alla mia digestione, solo perché lavoro da casa.
Posso mangiare sano e seguire un regime alimentare accurato, solo grazie al fatto che lavoro da casa.
Posso fare una pausa per fare l’amore; lavorare un giorno di mattina e un giorno di pomeriggio; usare i miei soldi con saggezza, evitando mille spese futili… perché lavoro da casa.
Quando lavoravo fuori, non potevo permettermi questi lussi; non c’erano le condizioni materiali, per poter avere questo stile di vita – che adoro!

lavorare da casa errori

Se ho voglia di agghindarmi lo faccio ma, quando voglio prendermi la libertà di stare tutto il giorno a lavorare stravaccata, posso farlo.
Il tempo è mio e lo gestisco solo io. Le responsabilità ci sono ma non c’è nessuno che mi dice cosa devo fare e in che tempi.
Tutto ciò è possibile solo lavorando da casa.
Per me queste cose sono talmente preziose che non hanno prezzo. Il mio stile di vita può essere solo questo, perché io sono una persona libera, creativa e che gode nel sentire che il proprio potere è tutto nelle proprie mani.
E tu? Come sei?

Smettere di formarsi

Quando lavori fuori, sei continuamente a contatto con parecchie persone che, anche se non te ne accorgi, ti “tengono in riga”. Ti motivano, ti supportano, ti redarguiscono, ti riprendono, ti guidano, etc.
A casa, sei tu con te stessa, ma anche con varie attività da portare avanti, obiettivi da raggiungere, scadenze da rispettare.
Tutto ciò richiede formazione.

Viviamo in un mondo in cui, per rimanere al passo coi tempi e durare nel mercato, c’è bisogno che ci aggiorniamo e perfezioniamo di continuo. Dobbiamo fare corsi, per sopravvivere come professioniste, elevare i nostri standard ed espandere i nostri orizzonti, anche interiori.

La formazione continua è il segreto che separa chi rimane sul pezzo e ce la fa, si espande e si innova, da chi fa un’esperienza, fallisce una o due volte e poi molla. Non si tratta di genio, talento, amicizie o soldi. L’unico spartiacque è la formazione.
La formazione costa, ovviamente. Vale, e quindi costa. Ma ci sono anche soluzioni valide e accessibili.

Per esempio, questa piattaforma che è una sorta di “Netflix della formazione”: centinaia di video-corsi di coach e formatori da tutto il mondo (quelli stranieri sono sottotitolati), a 49$ al mese – se ti iscrivi per conto tuo. Se ti iscrivi tramite me, invece, addirittura a 15$ e per sempre!
Lo trovo un servizio utilissimo, visto che tutti ne abbiamo bisogno ma solo pochissimi possono investirci centinaia di euro al mese, ogni mese… Qui invece sono 13,28€ al mese, precisamente.
E ti dai un’occasione concreta di riuscire non solo a iniziare la tua vita da lavoratrice da casa, ma anche di durare, in questa condizione di persona libera, indipendente e creativa.

lavorare da casa errori

Condannarsi alla solitudine

Lavorare da casa non vuol dire lavorare da sole. Il bisogno degli altri, dei collaboratori, di un team, di qualcuno che ci supporti e ispiri resta sempre ed è vitale; va preservato.
Lo vedo benissimo con le persone che si iscrivono alla mia formazione professionalizzante per lavorare come Life Coach Spirituali: con tutto l’entusiasmo e la motivazione del mondo, da sole ci si spegne, non ce la si fa. Gli altri vicino a noi sono sempre fondamentali, per riuscire, avere successo e anche con gioia, serenità e piacere – non solo stress, sacrificio e fatica.

Lavorare da casa: il mindset di chi ce la fa

E’ un insieme di questi 3 atteggiamenti:

  1. Prenderla seriamente, con fermezza, stabilità, come un cambiare vita, un nuovo stile di vita, non solo lavoro.
  2. Continuare a formarsi e aggiornarsi sempre, con costanza – è anche molto piacevole e stimolante.
  3. Intessere relazioni sane e belle con colleghi, collaboratori e team, costruire insieme agli altri e non sentirsi sole.

Ilaria Cusano

PS. Se cerchi lavoro da casa di altro genere e vuoi valutare un ampio spettro di possibilità, ti consiglio questo sito: https://it.jooble.org/lavoro-da-casa

Come diventare Life Coach certificati

Scuola professionalizzante di Life Coaching Spirituale e Sex Coaching per donne

In Italia la certificazione, legalmente, non serve, per lavorare come Life Coach. Ma l’aspetto legale non è l’unico importante, per svolgere questa professione. Ce ne sono altri decisamente essenziali da curare, per riuscire in questo settore; e coi quali la certificazione di Coaching ha parecchio a che fare.
Scopriamo dunque perché dovresti fare la nostra scuola professionalizzante, per esempio, nel caso in cui ti fossi resa conto di avere la vocazione per lavorare come Life Coach Spirituale. Oppure quella per diventare Sex Coach per donne.

Come diventare life coach

Magari ti chiedi

Perché, cos’altro fa la gente, quando capisce di voler lavorare come Life Coach Spirituale o come Sex Coach, se non iscriversi alla tua scuola?

Beh, molte persone fanno altro: tipo seguirmi per qualche mese, scopiazzare alla bell’e meglio e credere che il plagio basti per avere successo. Niente di più ingenuo. A me lusinga l’ego, certo 😀 Chi lo fa, invece, spreca un sacco di tempo ed energia, va incontro alla delusione e, alla fine, l’invidia è più di prima.

Perché, quindi, è importante diventare Life Coach certificati, o comunque fare una formazione professionalizzante?

Il percorso formativo ti forma

Si chiama “formativo” proprio perché ti aiuta a costruirti una forma ben definita.
Senza la consulenza professionale di chi ha almeno una decina d’anni di esperienza più di te in questo mercato, ci metti tempi assurdi, a crearti una forma riconoscibile e vendibile. Che senso ha? Risparmiare soldi? Ti sembra di risparmiarne, in realtà ne perdi, perché attiri molti meno clienti e quindi anche molti meno guadagni.

Prendiamo come esempio la mia scuola professionale in Life Coaching Spirituale o quella in Sex Coaching per donne. Costano rispettivamente 1290€ e 1490€, iva inclusa.
Volendo, in 2/3 mesi le porti a termine. Puoi iniziare a lavorare come Life Coach Spirituale subito.
Il che vuol dire che, da subito, puoi guadagnare.
Certo, è improbabile (ma non impossibile) che il primo giorno qualcuno ti compri un percorso del valore di 1000€: hai appena cominciato, nessuno ti conosce, non hai esperienza, non puoi puntare tanto in alto. Ok. Mettiamo che vendi solo sessioni individuali a 100€ l’una – il minimo per lavorare in modo dignitoso.

Puoi anche aspettare a farti la Partita Iva e sfruttare l’opportunità che lo Stato ti dà, di guadagnare fino a 5000€ annui in prestazioni occasionali fra privati – “Altri redditi” nella dichiarazione dei redditi. Ti testi, fai un esperimento concreto e solo dopo punti più in alto. Mettiamo che vendi solo 5 sessioni al mese. In tre mesi sei rientrata di quello che hai speso per formarti e col tempo puoi solo guadagnare sempre di più.

Lavorare presto vuol dire anche guadagnare presto

Non ti fai la scuola. Risparmi 1290/1490€. Passi le giornate a guardare come lavorano le tue competitor. Non sei capace neanche di distinguere quelle da cui ha senso prendere esempio (perché hanno successo davvero e non solo di facciata, perché sono quel giusto livello avanti a te, etc.) da quelle che non dovresti neanche considerare. Fai esperimenti, investi soldi per la grafica di un sito, per delle sponsorizzate sui social. Hai già speso un sacco di tempo e denaro e ancora non hai nemmeno iniziato a strutturare la tua strategia commerciale, un tuo servizio, il tuo personal branding.

Al quarto/quinto mese, secondo te, stai guadagnando? Secondo me no. Secondo me stai iniziando a piangerti addosso e demotivarti, chiedendoti chi te l’ha fatto fare a scommettere su una roba che è evidente che non ti permetterà mai di stare sulle tue gambe.
E hai ragione! Perché non è questo il modo di procedere di chi vuole portare un progetto a un livello professionale.
Chi vuole lavorare da professionista non sta nascosto in un angolino a spiare e scopiazzare, leggendosi quattro e-book regalati e guardandosi i video del funnel. (L’ho fatto anch’io, eh, fallendo)

Come diventare life coach

Per lavorare da professionista devi andare da chi lo sta facendo già da anni, chiedere quale formazione offre, mettere da parte (o chiedere in prestito) i soldi che servono e fare la formazione. E inizi a lavorare quanto prima. Non tre anni di scuola, uno di praticantato e nel frattempo sei vecchia! Quando te la fai, l’esperienza, con questa mentalità? Mai. Devi farti una scuola e devi avere un’assistenza che ti permettano di lavorare rapidamente. Solo così puoi davvero crescere e maturare, professionalmente ed economicamente, visto che di lavoro si tratta.

Ottenere il riconoscimento di un’autorità è una tappa preziosa

Non passiamo la vita intera a cercare il riconoscimento di chi stimiamo. Ma, quando vogliamo salire di livello, ispirarci a un leader, ottenere la sua fiducia, ammirazione e stima, cavolo se è importante! Dove sarei io oggi senza i miei mentori?!

E fondamentale riconoscere i nostri leader, ed è fondamentale rivolgerci a loro in quanto tali:

  • imparare a imparare, metterci nell’atteggiamento giusto per scoprire, prendere, assorbire.
  • Dare loro valore anche come persone: come possiamo sperare di essere riconosciute, quando noi per prime non riconosciamo?
  • Collaborare con loro, metterci a servizio: servono lo stesso intento che vogliamo servire noi e lo fanno da molto più tempo di noi e con molti più risultati. E’ a loro che dobbiamo “inchinarci”, interiormente, se vogliamo che quell’autorità che incarnano, un po’ alla volta, prenda forma anche in noi.

Sembrano cose di altri tempi, e un po’ lo sono, effettivamente: sono cose eterne, non cambieranno mai.

A questo proposito, voglio chiudere l’articolo citando un post di una mia collaboratrice che da anni mi aiuta a gestire e rendere performante il mio sito, Alessandra. Calza a pennello anche per il momento di emergenza e quarantena che stiamo attraversando.

Sacrifici, Coronavirus e lo spirito giusto

Ci stanno privando del libero arbitrio, ci vogliono tappati in casa. Ci costringono a stare ordinatamente allineati, come tante pecorelle in mascherina, davanti ai supermercati. Tenendoci lontani dalle nostre passioni, dalle nostre famiglie, dagli amici. Siamo frustrati, impigriti, arrabbiati, annoiati, nostalgici.
È tutto innegabilmente vero, siamo stretti nella morsa di poteri superiori. Ci stiamo scagliando, alla distanza di sicurezza dei social, gli uni contro gli altri. Siamo diventati una nazione di portinaie. I fanatici dell’ #iorestoacasa impiegano l’abbondante tempo a disposizione fra le accuse a chi si comporta in modo “meno perfetto”, postando foto fatte di straforo al vicino che annaffia le piante di gerani senza mascherina o all’inquilina del terzo piano che starnutisce sulle lenzuola stese.

I bastian contrari e i promotori della teoria del complotto, invece, redarguiscono il prossimo, ingenuo “boccalone” che ancora non si rende conto di essere intrappolato in un Matrix fatto di decreti leggi anticostituzionali e potenti lobby malvagie, invitando alla ribellione.
Io cerco di adoperare quanto più possibile una chiave di lettura super partes, perché al di là delle questioni di principio, lo scenario che si palesa su Facebook è interessante dal punto di vista antropologico.
I giri di vite della Storia, così come i suoi colli di bottiglia, hanno avuto come fulcro il sacrificio individuale. Lo sappiamo, perché almeno la quinta elementare ce l’abbiamo tutti.
Coercizioni, restrizioni, ingiustizie e, sì, talvolta anche violenze imposte per un bene superiore.

Come diventare Life Coach

Evoluzionisticamente la specie sopravvive per adattamento agli elementi stressogeni a cui è sottoposta. In maniera complementare, la Civiltà perpetra se stessa per l’obbedienza a delle regole e a un ordine comune, stabiliti non in base alle esigenze del singolo ma in funzione della collettività.
Se siamo arrivati fin qui è grazie al sacrificio cruento e silenzioso delle nostre generazioni di antenati, i quali spesso non sono mai arrivati a vedere i frutti delle loro privazioni.
Il benessere moderno ci ha resi molli, viziati ed egocentrici. Ma da soli non valiamo niente ai fini di uno scopo più alto, nel cammino evoluzionistico nulla è “andato tutto bene” per entropia.
Stavolta è il contrario di “De te fabula narratur”. Non parla di te questa storia, non sei necessariamente il diretto interessato.
Ma c’è un tempo per esaltare la libertà espressiva individuale e c’è un tempo per l’adattamento e per l’obbedienza. 

Ti abbraccio 🙂

Come diventare Life Coach certificati, Coronavirus e vocazione

Emergenza Coronavirus, vocazione e diventare Life Coach Spirituali

Come diventare Life Coach certificati

In questi giorni in cui imperversa l’emergenza Coronavirus, nella mia community sto osservando un fenomeno bello, che merita di essere condiviso. Vedo che quelle persone che mi gravitano intorno e che già sapevano di avere una vocazione affine alla mia, stanno sentendo l’urgenza di dedicarvisi. Se prima la vivevano più come un interesse, una passione, una bella cosa da coltivare, ora percepiscono la necessità di darle maggiore priorità. Una necessità propria, intima e soggettiva, e una necessità sociale, che riguarda l’utilità che il Life Coaching Spirituale ha e può avere sempre di più per il benessere della collettività.

Eh già, perché in molti tendono a credere che, per la sopravvivenza, il cibo e la casa contino di più della spiritualità e dell’amore. Mentre tutti, in profondità, sappiamo che è vero l’esatto contrario: con poco cibo e stando in giro possiamo sopravvivere un bel po’ di più di quanto riusciamo a sopravvivere non credendo in niente e non avendo nessuno da amare e da cui essere amati.

L’emergenza Coronavirus, quindi, sta aiutando molti a mettere a fuoco le priorità, l’essenziale per il benessere, il modo concreto per aiutare la comunità. Per qualcuno questo modo consiste nel curare i malati, per qualcun altro nel prendersi cura delle anime. I trasportatori fanno sì che, quando andiamo nei supermercati, ci troviamo i prodotti di cui necessitiamo; noi Life Coach Spirituali facciamo in modo che lo spirito rimanga alto, che si svegli anche quello altrui e che si resti tutti uniti.

L’unione spirituale, al momento, è tanto preziosa quanto il rispetto dei decreti. Anzi, siamo tanto più allineati nel rispettare le autorità e le regole nella misura in cui ci sentiamo uniti spiritualmente. Chi si sente separato se ne frega, fa come gli pare, non si percepisce come parte di un tutto più grande.

Life Coach certificati? La vocazione viene prima

E’ da quasi 15 anni, ormai, che faccio questo lavoro. Nel tempo mi è capitato di incontrare la gente più varia che voleva intraprendere questa carriera. E per le ragioni più disparate. Molti sono spinti dalla vanità: vogliono diventare famosi, riscuotere consensi, essere riconosciuti. Tanti altri hanno una motivazione economica: fanno un lavoro in cui non riescono a guadagnare di più e credono che con il coaching possono farcela. Altri ancora, infine, hanno una vocazione pura, autentica, genuina. Ecco, questo fattore viene decisamente prima di tutto, a livello di importanza. E per un motivo concreto: perché, quando hai una vocazione vera, hai l’energia che serve per durare.

Per affrontare le difficoltà che si presenteranno strada facendo, superarle e vederle come delle opportunità di miglioramento, addirittura. Per resistere con tenacia, adottare comportamenti resilienti e persistere negli anni. In sostanza, per farcela i primi tempi e per avere successo poi. Perché siamo onesti: di tutti quelli che hanno fatto queste lunghissime scuole annuali o triennali che ti ciucciano un mare di soldi, e che così si sono “conquistati” una famigerata certificazione di coaching, quanti sono veramente riusciti a lavorare come Life Coach? Pochissimi.
Alcuni hanno iniziato e hanno mollato dopo poco, altri non hanno nemmeno cominciato. Perché? Perché non hanno la vocazione. E così la certificazione possono darsela sui denti.

Come diventare Life Coach certificati per davvero

Fatta questa premessa deontologica fondamentale, secondo me, anche per evitare di sprecare tempo, denaro e speranze, possiamo passare al pratico. Perché, come dicevo all’inizio, delle persone con una vocazione vera ci sono eccome! Una volta che hai individuato di averla, quindi, ecco i passi da fare, in quest’ordine, per diventare Life Coach certificati – nel nostro caso Life Coach Spirituali, per l’esattezza.

Come diventare Life Coach certificati

  1. Coltiva seriamente la tua vocazione con corsi, percorsi e una strategia per cominciare a mettere i tuoi talenti al servizio della collettività.
  2. Fatti dei piani mensili e portali avanti nel tempo. Possono essere dei piani editoriali di pubblicazioni nei social, per esempio: 3 mesi ti concentri su certi temi, altri 3 mesi su altri, e via così.
  3. Individua la formazione professionalizzante più adatta a te e organizzati per farla.
  4. Inizia a lavorare come Life Coach quanto prima.
  5. E continua sempre, sempre, sempre a elaborare modi per mettere tutto ciò che scopri, impari e sviluppi al servizio dell’umanità.

Lavorare come Life Coach (Spirituali) è un servizio per l’umanità

In questo modo anzitutto ti tempri come persona: ti assicuri di rafforzare lo spirito giusto, che è lo spirito di servizio, per l’appunto, e gli dai modo di consolidarsi, di mettere radici profonde nel tuo carattere.

Poi ti eserciti a lavorare nel coaching in maniera professionale, seria, organizzata: non sei più la pinco pallina qualsiasi che pubblica le minchiate di frasi motivazionali, sei la professionista che sta sviluppando un progetto valido. Inizi a collegarti davvero alla tua comunità, e la smetti di parlare a vanvera solo per sfogare le tue emozioni – cosa che non interessa, né tanto meno serve, nessuno. E poi, solo dopo aver fatto questa essenziale parte di lavoro sulla tua personalità e comunicazione, ti iscrivi a una scuola professionale – in questo articolo trovi il link alla nostra.

Cominci a sviluppare la tua vocazione a un altro livello e maturi, passando dal talento alla professionalità. In poco tempo, per come la vedo io. Perché ti ripeto: quando qualcuno tenta di incastrarti in una formazione professionalizzante che dura 3 anni, e successivamente magari anche in un tirocinio non retribuito di un altro anno, in linea di massima sta tentando di rubarti più soldi e lavoro possibili facendo leva sul tuo senso di inadeguatezza. A proposito di servizio alla collettività, quindi, occhi aperti, ché anche nel life coaching si può diventare delle persone che non valgono una cicca 😉

Ilaria Cusano