Growth Haching: cos’è e come applicarlo

Growth Hacking: definizione

Il Growth Hacking è un processo di rapida sperimentazione attraverso una serie di canali di marketing per individuare i modi più efficaci per far crescere un business
(Wikipedia)

growth hacking

Il Growth Hacking si differenzia da un classico piano di marketing per 

  • la sua agilitá: è snello, prevede tante piccole attivitá test e tutto è applicabile subito e facilmente;
  • perchè è piú economico: mentre un piano marketing richiede molte migliaia di euro di investimento sin da subito ed è comunque sempre un test, il Growth Haching, come risorse, necessita fondamentalmente di tempo e competenze di vendita;
  • e per il focus sulla finalizzazione: lo scopo di ogni imprenditore, qualsiasi attivitá gestisca, che lo faccia da freelance o da titolare d’impresa, è generare fatturato e utili tramite la conversione – nessuno punta a una visibilitá fine a se stessa, tutti lavoriamo per passare da visibilitá a vendita.

Nelle mie due attivitá, quella di Coaching e quella di Network Marketing (gestisco un programma di fedeltá), me ne accorgo ogni giorno: il Growth Hacking responsabilizza i professionisti e dona maggiore trasparenza ai clienti.

Growth Hacking: i problemi a monte

Perchè l’imprenditore preferisce sempre di piú un approccio orientato al Growth Hacking invece che al marketing in senso tradizionale? Per affrontare, finalmente, due problemi che stanno a monte.

Il primo consiste nel fatto che la gente non vuole essere rimbambita di chiacchiere e bombardamenti pubblicitari: tutti abbiamo le palle piene di questi personaggi che fanno gli splendidi investendo una barca di soldi per far vedere quanto sono ridicoli. Tutti, invece, gradiamo sapere di nuove opportunitá che emergono nel mercato per noi, e di qual è il valore che ogni prodotto e servizio ci offre.
Per veicolare questo genere di informazioni, ogni singolo imprenditore deve essere in grado di vendere, in modo semplice, genuino e banale. Finchè si nasconde dietro a banner e social media managers, di certo non impara mai a farlo.

L’altro problema è che si deve generare conversione: nessuno ha voglia di stanziare un pacco di soldi per qualcosa che “speriamo funzioni”. Tutti vogliamo risultati giá testati, prima di investire, oppure pagare la pubblicitá solo dopo che ha funzionato, non prima – come funziona nel programma di fedeltá che gestisco, per l’appunto.
Anche qui i singoli professionisti si possono impegnare di piú, di meno, o a periodi, ma almeno l’imprenditore non ci rimette per le inefficienze altrui e, rispetto alle proprie scommesse, ha modo di osservare quale frutta e quale no, senza sfracellarsi ogni volta a terra e dover fare imprese epiche per risollevarsi.

Growth Hacking: come applicarlo

Il mio consiglio è di farsi un piano suddiviso in due fasi di tre mesi in cui, in un totale di sei mesi di tempo, si lavori a strategie di conversione semplicissime:

  1. una attraverso delle email classiche (non email marketing sofisticato),
  2. un’altra tramite telefonate e messaggi privati e personali (via WhatsApp, Messanger, etc.),
  3. e una terza usando il networking offline (partecipazione a eventi e appuntamenti in cui è presente la propria nicchia di mercato).
growth hacking

Quando si impara a finalizzare le vendite attraverso questi canali, ha senso spostarsi progressivamente verso strategie piú sofisticate: piani editoriali, social integrati, video-marketing, etc. I canali più semplici sono la base di qualsiasi promozione e conversione.
Voler fare i sofisticati prima di far funzionare le basi è puro tempo sprecato.

Personalmente, sono per il Growth Hacking: l’ho sempre utilizzato. Scanso accuratamente quella banda di social media marketers di ogni sorta, che cercano di farsi pagare un occhio della testa senza mostrare nessun risultato testato.
Come ci riescono? Facendoti sentire in difetto: ti fanno credere che tu non sai farlo nè imparerai, e che senza di loro sarai perso. Ma sei proprio tu il primo che deve imparare a vendere (e alla grande!) il proprio prodotto o servizio. Raramente loro prendono a cuore il tuo business. A volte lo fanno, ma è davvero rarissimo. Io posso contare su una Seo Strategist che merita fiducia, ma a fronte di una ne ho dovute cacciare altre 4/5 che erano delle vere e proprie parassite. Molto meglio il Growth Haching e, solo dopo che sei già cresciuto, inizi a collaborare con dei marketers; cosí distingui i cialtroni dai seri e hai le idee chiare su come fare i prossimi passi, almeno a livello di strategia.

Ilaria Cusano

Lavoro online senza investimento: 4 idee di business… con me!

Lavoro online, puoi cominciare da oggi stesso

Lavoro online senza investimento: posso proporti ben 4 alternative, 4 idee di business che puoi mettere in pratica da oggi stesso collaborando con me:

  1. la vendita dei miei corsi online,
  2. la promozione della mia scuola professionalizzante di Life Coaching Spirituale,
  3. l’organizzazione di una o più presentazioni dei miei libri,
  4. e la gestione di un programma di fedeltà.

Ti premetto che ci sono alcune condizioni di base – le opportunità sono tante e interessantissime, a breve e a lungo termine, ma Patti chiari, amicizia lunga.

lavoro online

Collaboro con te se

  • hai già le competenze che servono per svolgere il lavoro – online e non solo;
  • sei fortemente motivata/o dagli stessi valori che riconosci in me;
  • vuoi coinvolgerti in un’impresa seria, di impatto rivoluzionario e a lungo termine;
  • sai gestire il tuo tempo, lavoro, stato emotivo e denaro autonomamente, senza bisogno della mamma, della sorella maggiore o, peggio ancora, di una psichiatra.

Non collaboro con te se

  • ti devo formare io e magari pure gratis;
  • la motivazione devo infondertela a forza di ipnosi;
  • vuoi provare un’esperienza e poi chi vivrà vedrà;
  • non sai tenere un’agenda, organizzarti il lavoro, prenderti cura del tuo corpo e della tua mente, gestire varie attività insieme e dialogare come Cristo comanda.

Lavoro online n°1: la vendita dei miei corsi online

I miei corsi online ormai sono decine; la maggior parte sono condotti da altri coach che ho scelto, ma tutti hanno bisogno di essere venduti.
Leggiti le varie descrizioni e, se ti si accende il fuoco sacro dentro e ti riconosci nella stessa pulsione che anima noi, sappi che puoi guadagnarci bene; non solo in soddisfazione e fierezza per stare contribuendo al benessere della gente e al miglioramento della società, ma anche economicamente.

Lavoro online n°2: la promozione della scuola professionalizzante di Life Coaching Spirituale

La scuola per lavorare come Life Coach Spirituali è pronta, è tutta online, là fuori è pieno di persone che vogliono intraprendere questa appassionante e arricchente professione, e io non ho abbastanza tempo e risorse per promuoverla.
Mi dai una mano?
Le provvigioni sono ancor più entusiasmanti, rispetto alla vendita dei corsi online – volendo, puoi fare anche tutte e due le cose contemporaneamente ti ci costruisci uno stipendio intero 😉

Lavoro online n°3: l’organizzazione di una o più presentazioni dei miei libri

Stessa storia coi miei libri: li ho pubblicati da anni, sono stupendi e utilissimi tutti e due, sono disponibile ed elettrizzata al solo pensiero di presentarli e venderli in tutt’Italia, e non ho mai il tempo e il modo per organizzare un bel tour.
Ci vuoi pensare tu?
Come potrai immaginare, con la vendita dei libri si guadagna molto meno, ma potremmo abbinarci dei workshop e/o delle presentazioni della Scuola Professionalizzante di Life Coaching Spirituale, et voilà: anche qui, ci stiamo dentro e viene fuori una bellissima iniziativa!

Lavoro online n°4: la gestione di un programma di fedeltà

Questa idea di business ha di interessante che, tra le 4 che ti sto proponendo, è l’unica che ti offre la possibilità di costruirti una rendita. Però il progetto è un po’ più articolato, rispetto agli altri 3; non riesco a spiegartelo in poche righe qui, dobbiamo sentirci per telefono.
Se vuoi, lascia un commento qui sotto e ci organizziamo, volentieri!

lavoro online

I lavori online sono tanti, ma l’idea di business devi averla tu, nel cuore

E’ questa la maggiore difficoltà, a ben vedere, nel mondo del lavoro di oggi, in Italia: le opportunità ci sono, sono interessanti e anche parecchio succulente – in un solo articolo, ti ho proposto ben 4 idee di business che puoi avviare oggi stesso!
Tutte e 4 non ti richiedono nessun investimento economico di partenza, ma “solo”

  • le competenze per lavorare online,
  • per comunicare, promuovere e fare marketing di splendidi servizi, etici e di qualità, che di per sé funzionano alla grande,
  • e, ovviamente, la passione, la grinta, l’entusiasmo e la motivazione per far parte di una grande rivoluzione culturale in atto.

Il punto focale è proprio qui: ce l’hai, tu, questa passione e questa grinta, questo entusiasmo e questa motivazione?
Perché, se la risposta è sì, fidati: insieme abbiamo di che gasarci e divertirci, per interi spassosissimi decenni 😉

Ilaria Cusano

Career Coaching di te stessa

Cosa sto imparando dalla Scuola Professionalizzante di Life Coaching Spirituale

career coaching
“La chiave per il successo è duro lavoro e determinazione”

Da ormai 13 anni le persone si rivolgono a me per potenziarsi, anche a livello lavorativo. Un corollario della mia professione consiste nel mettere dei potenziali formatori talentuosi nella condizione di diventare dei veri e propri imprenditori – perché bello fare il coach, ma se vuoi portare la mitica “pagnotta a casa” devi saper fare bene anzitutto il lavoro dell’imprenditore. E, siccome in questo le scuole servono a poco, ti ci vuole di rimboccarti le maniche e acquisire competenze “sul campo”, ok: a me e all’Italia servono nuovi coach competenti (di incompetenti o addirittura esaltati ce ne sono abbastanza!), a te serve un lavoro che funzioni e qualcuno che ti aiuti a strutturarlo – siamo d’accordo.

Se non fosse che più della metà delle donne alle prese col Career Coaching di se stesse cosa fa? Si sabota da solo e molla.

Career Coaching: se ti saboti, fai fallire anche me

Negli anni mi è capitato un miliardo di volte e chissà quante ancora mi succederà. Per me non è un problema il fatto che accade; a ben vedere, io ci guadagno sempre, in un modo o nell’altro. Solo, voglio condividere cosa succede per analizzare la cultura del lavoro della donna italiana.

Cosa fa?
Ti si propone tutta brillante e piena di entusiasmo. Poi ti fa vedere anche che è un essere umano e che, quindi, ha delle paure, delle insicurezze, che però è disposta ad affrontare e superare se tu le stai accanto e la aiuti. Tu lo fai, e lei come ti ricambia? Prendendosi da te tutto quello che può, nel minor tempo possibile, e poi andandosene per i fatti suoi a continuare la propria vita.

Ovviamente ha tutti i diritti di comportarsi così, ma dal mio punto di vista questo tipo di atteggiamento, nel migliore dei casi, si chiama da ragazzina, nel peggiore da ladra.
A me va sempre bene: ho tanto turn over, ma le mie competenze si potenziano, raffinano e ampliano in una misura impressionante, in questo modo.
Alla donna dall’altra parte, invece, sai cosa accade?

Nel backstage del Career Coaching

career coaching
“Definisci successo in base ai tuoi termini, ottienilo alle tue regole e costruisci una vita in cui tu sia fiera di vivere”

Ti porto qualche minuto nel dietro le quinte, a mostrarti una realtà che poche persone ti riveleranno. Ma ti assicuro che è questo che c’è nel backstage dell’attività di ogni imprenditore e imprenditrice senior come me.

Primo: vieni lasciata libera di muoverti come meglio credi, ci mancherebbe; in maniera totalmente diplomatica, vieni salutata e ricevi i migliori auguri, ma nel frattempo finisci nella stessa blacklist in cui finiscono i cattivi clienti, cioè quelli che non pagano. E sai perché? Perché ti comporti esattamente come loro: prometti lealtà e invece te ne approfitti e dimostri che di te non ci si può fidare.
Difficilmente qualcuno te lo dirà – perché avrebbero dovuto insegnartelo la mamma e il papà, nessun adulto ha voglia di fare da genitore ad altri adulti; ma di certo non ti si proporrà nessun’altra opportunità, perderai reputazione e prestigio e, quando qualcuno chiederà come lavori, si racconterà dell’esperienza (negativa) avuta con te.
Tu avevi tutte le ragioni per comportarti come hai fatto; è sempre così, tutti abbiamo degli ottimi motivi. Ma avevi la fiducia di qualcuno e l’hai persa. E questo sarà “scritto agli atti”.

Il Career Coaching funziona solo se cambi te stessa

Io faccio poche formazioni all’anno ma tutte mi fruttano tanto; sai perché? Perché mi comporto in modo opposto a quello che ti ho descritto. E, anche quando le cose mi vanno peggio del previsto, con un obiettivo, un risultato, delle promesse o il fatturato, chi lavora con me sa che mi sono sempre mossa in modo onesto.
Sono focalizzata su ciò che posso dare, non prendere. Il che, come ti sto dimostrando con questo stesso articolo, non vuol dire che non mi rendo conto di cosa mi spetta; ma, di base, ho un atteggiamento maturo, serio e responsabile che le persone, anche quando non hanno l’esperienza per riconoscerlo razionalmente, lo fiutano istintivamente.

career coaching
“La vita non ha a che fare col trovare te stessa. La vita ha a che fare con il CREARE te stessa”

Mai, nella mia vita, mi sono “fatta da sola”: anche professionalmente, cresco sempre e solo grazie all’aiuto e alla collaborazione degli altri. Ma di me ci si può fidare, a breve e a lungo termine, fino in fondo e anche quando i rapporti finiscono – tuttora continuo a sponsorizzare professionisti e persone con cui ho debiti di gratitudine a vita, e lo faccio perché se lo meritano.

Il successo e il riconoscimento si ottengono così: onorando il successo altrui e concentrandosi sul dare riconoscimento, e non sul chiederne o pretenderne ignobilmente, come fanno gli adolescenti.
Le competenze trasversali, sul lavoro, (cioè il modo in cui ti comporti, la tua mentalità e il tuo atteggiamento di base) contano e conteranno sempre tanto di più sia delle tue credenziali sia delle tue capacità tecniche; ricordatelo, mentre ti formi, perché tutti noialtri ce le ricordiamo tutte quelle che fai (o non fai), da qui alla fine della tua carriera – e, per buona creanza, non te lo diremo mai.

Ilaria Cusano

Vivere di rendita: perché?

Vivere di rendita: per quale motivazione?

motivazione vivere di rendita

Il primo periodo in cui mi sono cimentata in attivitá professionali che mi avrebbero permesso di iniziare a costruirmi una rendita l’ho fatto per passione: sin da bambina sentivo con profondo ardore il fuoco dell’insegnamento; fare da coach è una vera e propria vocazione per me – è come fare l’insegnante e la madre insieme, ma in piú mi ha anche fatto scoprire come farlo divertendomi ed essendo abbondantemente riconosciuta per la mia creativitá e il mio ingegno.
Tutto ciò, fino a intorno ai 30 anni, mi bastava: sono cresciuta con l’idea (solo mia, forse, o comunque non so di chi altro, esattamente) che prima avrei dovuto realizzarmi come donna e professionista, e solo dopo costruire una famiglia con dei figli – per me era la via migliore sotto tutti i punti di vista.
In questa ottica, realizzare e dare una distribuzione di massa ai miei primi due libri e tre corsi online è stato un puro atto spirituale: volevo rendere immortale l’ispirazione profonda di cui sentivo trasudare la “mia” sapienza.
E tanto mi bastava.
L’aspetto economico e gestionale era quasi del tutto ininfluente.

In quegli anni non avevo nessuna reale motivazione per vivere di rendita.
Questo rivedo nella maggior parte delle persone intorno a me che, a livello creativo e professionale, devono ancora realizzarsi per la prima volta.

Libertá finanziaria: secondaria rispetto alla realizzazione

Grazie a Dio è cosí, in fondo: quando non hai ancora dato voce al tuo genio creativo; quando non hai permesso alla tua passione di esplodere del tutto diventando opera e sapere; quando in cuor tuo ancora non sai chi sei e cosa sei capace di fare… è una grazia, un privilegio e un grande merito disinteressarti di soldi e organizzazione o comunque tenerli in secondo piano.

La libertá dell’anima viene prima della libertá finanziaria; e chi, per meriti altrui, si ritrova la seconda senza la prima, solitamente la sperpera, ci si rovina o non la apprezza nè ne gioisce.
Gli mancano le basi per farlo.

La realizzazione è figlia della libertá dell’anima. La libertá finanziaria è solo uno degli strumenti attraverso cui si concretizza.

Perchè non viviamo tutti di rendita

Quando mi sono decisa a concentrare progressivamente tutte le mie principali attivitá su progetti che mi pagassero tramite reddito passivo automatico, scartando sempre piú i lavori pagati a ore, giorno od obiettivi, ho scoperto un miliardo di mondi sulla psicologia del denaro!

Vivere di rendita è possibilissimo per tutti; allora perchè è pieno di persone che continuano a “rompersi la schiena”?

vivere di rendita motivazione

Perchè credono che il valore e la dignitá vengano dallo sforzo, dalla fatica e dal dolore, per esempio.
E che, se non si sforzeranno, affaticheranno e faranno del male, saranno giudicati male dal clan.
Di fatto molti clan fanno proprio cosí: appena ti arricchisci e vivi meglio ti attaccano un’etichetta negativa e iniziano a parlar male di te.
Non vivono di rendita perchè, se non spendono i tre quarti della loro giornata a lavorare, non sanno piú che senso abbia stare al mondo.
La loro vita personale e affettiva è talmente infelice che, senza tutto quel lavoro, cadrebbero in depressione subito; e, di fatto, per molti va proprio cosí…
Io mi dedicherei a risanare la vita personale e affettiva, ma non siamo tutti uguali: i più, ahimé, preferiscono distrarsi.

Oggi, io voglio vivere di rendita perché…

  1. Desidero fare dei figli e potermeli godere appieno.
  2. Ci tengo a passare la maggior parte del mio tempo a ispirarmi, coi miei amici e parenti.
  3. Voglio potermi prendere cura del mio benessere fisico, psichico e spirituale: mangiare il meglio, dedicarmi alla salute e alla bellezza del mio corpo e degli ambienti che abito; leggere, andare a corsi ed eventi, fare l’amore e pregare.
  4. Trovo importante divertirmi e coltivare le mie passioni, che sono numerose e mi rallegrano ed elevano come il lavoro, di fatto, non potrá fare mai – per lo meno non cosí tanto.

Mi rendo perfettamente conto del fatto che, per persone meno vitali, affettivamente felici e appassionate, la situazione può essere ben diversa. Ma, onestamente, osservando questi esseri umani spesso mi domando

Non sarebbe meglio vivere di rendita per potersi permettere di scendere dalla stramaledetta giostra su cui ci si è andati a ficcare, per trovare finalmente il senso della vita?

Questo modo di lavorare, da sconnessi, persi e infelici, non nobilita: aliena.

Ilaria Cusano

Lavorare come Life Coach Spirituale: ora è possibile farlo bene

Lavorare come Life Coach Spirituale: quando ho cominciato io…

… era il delirio! Avevo chiarissimo in mente come lavorare come Life Coach Spirituale sarebbe stato

  • fattibile con fatica ma anche con grandi soddisfazioni economiche e umane;
  • sociologicamente perfetto, per il momento storico che stavamo (e stiamo) attraversando;
  • e meraviglioso come percorso di crescita personale e professionale.

Lavorare come Life Coach Spirituale
Ph. by Jhong Dizon

Ma in Italia non c’erano dei professionisti seri e con un’esperienza decennale con cui formarsi.

Io a lungo termine avevo altri obiettivi, ma di qua dovevo passare. Me ne sono dovuta inventare una dopo l’altra….
Solo negli USA c’era una formazione che somigliava a quello che volevo creare e consolidare; mi avrebbe richiesto piú di diecimila euro di investimento, per partecipare a un corso che non era neppure esattamente ciò che cercavo.

Sei una Life Coach Spirituale dentro se…

(Vediamo se ti ci riconosci 😉 )

Io cercavo un percorso che portasse la spiritualità nella materia: nel rapporto coi soldi e nell’organizzazione; nella vendita e nel sesso; nel sistema sociale e nelle strategie di gestione del conflitto, del potere e delle decisioni nei gruppi – team, aziende, coppie, famiglie, associazioni.

Cercavo dei professionisti in grado di insegnarmi come insegnare, anche tecnicamente oltre che con l’esempio, ad agire in maniera produttiva e umanitaria insieme.
Sapevo benissimo che un grande risultato esteriore (concreto, economico e sociale) può andare di pari passo con una profonda saggezza interiore (intima, spirituale, umana); ma ero giovanissima e avevo bisogno di qualcuno che ne avesse fatto un’esperienza dimostrabile, e che fosse disposto a farmi da mentore.

Trovai qualcuno. Non era precisamente chi cercavo perchè cercavo me stessa, ma… 🙂 trovai i miei mentori.

come lavorare come life coach spirituale

Passai lunghi anni a imparare da due insegnanti di danza; poi accettai di fare da braccio destro per altri 7 anni a una terza insegnante di danza, che peró era anche un meraviglioso personaggio pubblico nonchè una grande donna, e a un maestro di yoga piuttosto famoso e riconosciuto a livello internazionale, nel suo ambito.
Ma non bastava.
Erano tutti degli imprenditori e questo era fondamentale, per me, ma tutti sapevano ancora troppo o di ape operaia chiusa nel suo (per me troppo piccolo, seppur perfetto) alveare, o di soldatino irrigidito nella sua (per me troppo stretta, sebbene assolutamente sbrilluccicante) divisa.

Perchè lavorare come Life Coach Spirituale

Perchè non ce la fai a vivere in un mondo di persone che si comportano in modo indifferente, insensibile e disumano, e sai bene che l’unica scusa che hanno per farlo è che nessuno ha saputo insegnare loro a fare diversamente. Finora.

Anche perchè tu stessa hai patito e conosciuto gli effetti nefasti che questo genere di società ha su di noi persone sensibili, empatiche e aperte: ci martirizza o trasforma in capri espiatori; ci rende tossici o suicidi; ci costringe a ruoli di disadattati o emarginati. E sai che in noi c’è un immenso valore a cui vanno restituiti spazio e libertá di espressione, riconoscimento e valorizzazione.

Lavori come Life Coach Spirituale se sei convinta del fatto che questo mondo sará assai migliore e piú felice quando ci saranno piú attenzione ed energia per le cose piú importanti, e meno per le secondarie… oltre a persone, comunitá e popoli che sappiano distinguere tra le due…
E perchè è questo l’unico genere di mondo in cui vuoi lavorare, arricchirti e mettere al mondo dei figli. Questo e nessun altro.

Io come Life Coach Spirituale…

Lavoro da piú di 12 anni.
Ci ho fatto migliaia di sessioni individuali e centinaia di incontri di coppia e di gruppo.
Con questo lavoro ho fatturato da un minimo di 400 a un massimo di 3000 euro al mese.
Ci ho realizzato percorsi personalizzati, corsi online, video-corsi e audio-corsi; 2 libri, 3 blog, un canale Youtube, decine di partnership e numerosi progetti formativi, imprenditoriali e sociali – tra cui anche spettacoli teatrali e un eco-villaggio!
Facendo la differenza nella vita di decine di migliaia di persone, in Italia e in Spagna.

Oltre a sentirmi fiera di me e realizzata come donna e imprenditrice, sono ogni giorno emozionata e commossa per la quantitá di fiducia, stima e gratitudine che ricevo attraverso messaggi, doni e riconoscimenti di ogni genere; che mi arrivano da persone vicine e lontane, del passato, del presente e probabilmente anche del futuro, conosciute da anni o da decenni, ma spessissimo anche del tutto sconosciute.

come lavorare come life coach spirituale

Quando ero giovane era un sogno e un’intuizione; oggi te lo posso testimoniare con numeri ed esperienza, e ti posso insegnare come farlo anche tu… finalmente!

Oggi è un grande giorno… per me. Anche per te?
Se è cosí scrivimi subito a ilaria.cusano@gmail.com Ti manderò tutti i dettagli sulla Scuola professionalizzante di Life Coaching Spirituale.

Ilaria Cusano

Mettersi in proprio: che mentalità ti serve

Per mettersi in proprio ti serve soprattutto una mentalità

Mettersi in proprio è roba per gente libera.

La buona notizia è che nessuno è stato sempre libero: tutti noi che lo siamo lo siamo diventati.
La cattiva notizia, invece, che è anche la sfida che mi sta facendo aumentare la salivazione per l’eccitazione al solo pensiero, è questa: solo quando siamo in grado di diventare indipendenti sempre di più e di più, il nostro lavoro in proprio non solo partirà, ma ingranerà e durerà nel tempo.

mettersi in proprio diventare indipendenti
“Se non te, allora chi? Se non ora, quando?”

Un aspetto interessantissimo del diventare indipendenti sta nel fatto che passa per il saper essere dipendenti.
In che senso?

Pensa al bambino: diventa un adolescente forte che si slancia e sperimenta nella misura in cui, durante l’infanzia, si affida alla guida degli adulti a tal punto da aver acquisito le risorse necessarie per sentirsi abbastanza sicuro di sé da buttarsi e rischiare.

Torna con la mente al momento in cui dovevi imparare una nuova attività lavorativa – o in cui qualcuno doveva impararla da te: il processo era tanto più rapido quanto chi era in fase di apprendimento si affidava a chi aveva già conseguito i risultati a cui portavano le competenze in questione. Giusto?

Pensa all’amore: più ti leghi a una persona, più ti impegni con lei e metti in comune la tua vita, i tuoi beni, sogni, sentimenti e valori, e più la relazione ti nutre, sostiene e fa sbocciare, risvegliando in te la passione, la motivazione e l’entusiasmo che ti rendono attraente e di successo anche nelle altre sfere dell’esistenza. Lo hai mai vissuto?

Mettersi in proprio e diventare indipendenti grazie al vero amore

Ultimamente, sia attraverso delle mie esperienze dirette, sia partecipando a quelle di amiche e colleghe, mi sono resa conto di quanto noi donne tendiamo a dare troppe opportunità agli altri e troppe poche a noi stesse.

mettersi in proprio diventare indipendenti
“Se ami qualcuno, devi prepararti a renderlo libero” Ph. by BK – Symphony of love

Quando una storia va chiusa va chiusa, in amore come sul lavoro; e noi invece sprechiamo un sacco di tempo e di energie preziosi e che non torneranno mai più a sperare, soffrire, aspettare, scongiurare, pregare, insistere.
Ci innamoriamo di una persona e, in un primo momento, questo sentimento diventa anche un maggiore livello di amore verso noi stesse e verso la vita in generale. Poi, a un tratto, per voler essere troppo indulgenti, comprensive e possibiliste, perdiamo di vista i nostri sogni e obiettivi, il diritto e il merito con cui li stavamo coltivando, e l’altro si trasforma nel nostro alibi: per rinunciare, rimandare o smettere di crederci.

Il problema non è il partner; il problema sei tu.

Il partner è la tua opportunità di cambiare mentalità:

  • di continuare a coltivare ciò in cui credi e che vuoi, in caso allontanandoti da lui, piuttosto, se pur non volendo lo ostacola o impedisce, facendoti diventare la tipica donna che non si realizza, invece di quella che si realizza;
  • di maturare la forza e la sicurezza necessarie per dire di no a certe relazioni, non perché non ci siano amore e passione, ma perché amore e passione non bastano perché abbia senso condividere la giornata con una persona;
  • e di scegliere: non aspettare le scelte altrui, non dare spazio, tempo e possibilità. Se tu sei pronta e l’altro non lo è, mollalo; ti aspetta di meglio. Se puoi condividere di più e hai l’entusiasmo di farlo, non far sì che uno più debole e demotivato ti faccia indietreggiare e spegnere; lascialo. Non è una sua colpa, è in un altro momento della vita, ma tu cerca chi è nello stesso tuo.

Ecco, queste capacità sono fondamentali anche per mettersi in proprio e rimanerci negli anni; e più le maturi nella vita affettiva, più te le ritroverai anche in quella lavorativa. Ma attenzione: vale pure il contrario.

Mettersi in proprio: esempi di vera libertà

Diventare indipendenti è un processo che parte dalla salute – sapersi prendere cura del corpo, dell’alimentazione, dell’igiene, della sessualità e di tutti i bisogni fondamentali; passa per l’affettività – sapersi affermare e condividere serenamente, integrando pulsioni, emozioni, sentimenti e valori, passione e ideali, attrazione e costruzione; e approda alla produttività – qui può arrivaresolo quando funziona a dovere negli altri due step.

mettersi in proprio diventare indipendenti

Ti faccio 5 esempi concreti di come si comporta una persona veramente libera:

  1. si organizza autonomamente le attività quotidiane, in ogni sfera;
  2. ci tiene alla gestione del proprio tempo e spazio, se l’è conquistata e le dà valore;
  3. quando parla, imputa a se stessa le decisioni e gli accadimenti della propria vita, anche quando apparentemente ha subìto, nella comunicazione lascia trasparire la consapevolezza del fatto che, in realtà, ha partecipato al prodursi della realtà;
  4. sessualmente, si comporta in modo aperto e disinibito, in tutti i contesti – nei limiti di ciò che è consentito nella società, chiaramente;
  5. sa rinunciare e sacrificarsi da un punto di vista economico, logistico, materiale, mentre non accetta compromessi, invece, rispetto ai propri sogni, obiettivi e valori.

Osserva in te e nelle persone che ti circondano già solo questi 5 atteggiamenti; sono le basi per diventare indipendenti e mettersi in proprio, realizzandosi anche come individui, oltre che come parti di ingranaggi, e durare a lungo nella creazione della propria opera d’arte, fatta di molteplici aspetti: corpo, relazioni, creatività, lavoro.

Ilaria Cusano

 

Perché aprire la partita iva non ti fará diventare un libero professionista

Non basta la partita iva per essere una libera professionista

Tante persone pensano che sia sufficiente aprire la partita iva per diventare un freelance, un libero professionista o un imprenditore. Tutti hanno voglia di fare gli imprenditori, per poter essere liberi di fare quello che vogliono, per non dover rendere conto a un capo, per avere il potere decisionale che in un’attivitá da dipendente manca.

aprire la partita iva libero professionista

Il problema è che la maggior parte delle persone non è disposta a pagare il prezzo necessario per riuscire in questa impresa.
Ecco perché aprire la partita iva non ti rende una libera professionista: ti permette solo di iniziare un’attivitá in proprio a livello burocratico.

Una libera professionista è un’imprenditrice di se stessa, ma se non hai alcune caratteristiche di base e una mentalitá orientata al business e al lavoro in team, il tuo terreno non è fertile per far nascere in te un’imprenditrice.
E il rischio è che ti troverai a fare la libera professionista con una mentalitá da dipendente, il che significherá diventare ancora più schiava di prima.

Aprire la partita iva per creare e fare un’impresa

Che il tuo progetto consista nell’iniziare un’attività online, aprire un negozio fisico, avviare una libera professione, gestire una grande azienda, creare un portale e-commerce, non importa. Ognuna di queste iniziative ti metterá davanti l’opportunitá di creare e fare impresa.
Un’impresa nel vero senso della parola. D’altra parte, se fosse stato semplice non l’avrebbero chiamata impresa, ti pare? 😉

Invece, farai impresa ogni volta che sarai disposta a rinunciare a molte delle comoditá che per anni ti hanno venduto in cambio di uno stipendio fisso.

Farai impresa ogni volta che smetterai di dare per scontato che le cose ti arrivino dall’esterno e che, invece di lamentarti per qualcosa che non c’è o che non esiste ancora, lavorerai sodo per crearla.

Starai facendo impresa quando inizierai a focalizzarti nel trovare soluzioni, anche quando sarai schiacciata dalla tensione, dalle fatture da pagare e dall’incertezza del futuro.

Farai impresa ogni volta che riuscirai a mediare coi collaboratori, a metterti nei loro panni, ad ascoltarli, ad accantonare le tue esigenze per entrare in empatia con le persone con cui lavori, per comprendere quali siano le loro esigenze.

aprire la partita iva libero professionista

I percorsi che ti portano ad aprire la partita iva e diventare una libera professionista realmente libera

Ogni giorno, grazie alle mie attivitá, collaboro con donne che vogliono intraprendere il percorso per diventare libere professioniste, perché desiderano crearsi un lavoro autonomo.

Nel percorso Business in Love, che sviluppo con Ilaria, Francesca e Sara, mi occupo di accompagnare le libere professioniste a utilizzare gli strumenti efficaci e produttivi che ci sono nel nostro periodo storico, per farsi conoscere online e sul proprio territorio.
Spesso ho a che fare con persone che, a meno che non abbiano giá fatto il salto dal lavoro dipendente all’imprenditoria, fanno veramente fatica a comprendere che cosa voglia dire essere un libero professionista.

Questo perché il mindset del libero professionista non si puó comprare in farmacia.
L’unica maniera per integrarlo nelle tue abitudini è metterti all’opera, iniziare fin da ora a costruire il tuo progetto da freelance o da libera professionista. Vivere sulla tua pelle cosa vuol dire trovarti da sola a fare un lavoro che, se fossi in un’azienda, ci sarebbero minimo 3 dipendenti a svolgere…

Questa è la differenza tra una dipendente e una libera professionista: non sentire la fatica del fare più cose di quante ne faresti da dipendente, perché sei consapevole che stai lavorando per te, che stai costruendo qualcosa di tuo, qualcosa che rimarrá per sempre collegato a te.

Aprire la partita vita è solo il primo step

Si dovrebbe festeggiare, appena si decide di aprire la partita iva!

Aprire la partita iva significa aver scelto di affrontare tutto questo. Significa aver deciso di

  • rischiare,
  • sacrificarsi,
  • orientarsi alle soluzioni,
  • vivere perseguendo una propria missione,
  • lavorare per realizzare i propri sogni e non quelli di qualcun altro.

Quanto ti stai facendo pagare oggi per continuare a rinunciare ai tuoi sogni?

Ci hai mai pensato?

Questo è il motivo per cui da 2 anni porto avanti, in parallelo con la mia libera professione, un’attivitá di network professionale di imprese, e ho il piacere e la gioia di condividere anche questo progetto con Ilaria!
La mera attivitá da libera professionista non mi bastava più: mi ero accorta che non mi avrebbe mai permesso di generare delle entrate economiche svincolate dal tempo che dedicavo al mio lavoro. E io non volevo essere una libera professionista schiava della propria attivitá… Questo andava contro i motivi per cui, fin dall’inizio, avevo deciso di lavorare in proprio.

Oggi aiuto decine di persone a costruirsi un futuro solido, prospero, basato sui numeri e sulla possibilitá di duplicare le proprie competenze. Una manna dal cielo e una benedizione che, secondo me, ogni libera professionista dovrebbe concedersi di creare.

Su questo tema, Ilaria ed io ci confrontiamo spesso, notando che tutte le persone che hanno giá fatto il salto da dipendente a libero professionista si sono giá accorte che questo passaggio non basta, per essere liberi.
Per questo è più facile che chi ha giá lavorato per un periodo per se stesso sia interessato a trovare qualche alternativa economica valida e sostenibile, per darsi una concreta opportunitá di costruirsi una libertá finanziaria importante e duratura.

aprire la partita iva libero professionista

Ti stai chiedendo se sei ancora in tempo per crearti una libertà?

Se vale ancora la pena lavorare sodo per un periodo limitato, per poter vivere la vita che molti continuano solo a sognare?

Ti rispondo così:

Il tempo passerá comunque!
Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia.
(Goethe)

Occorre mettersi nel percorso, decidere che tipo di strada percorrere, che futuro vivere; si deve essere consapevoli del fatto che, giorno dopo giorno, è necessario integrare nuovi attributi che aiutino a tenere duro quando ce n’è bisogno.
Si deve sviluppare una visione d’insieme, una grande e piena responsabilitá verso le decisioni da prendere e verso gli errori necessari per crescere, imparare e avanzare verso nuovi livelli di vita e di carriera.

Quello che posso testimoniare è che…

… non ne vale la pena, ne vale LA TUA VITA!

Io non riesco più a concepire il lavoro dipendente: con tutti i talenti che ci sono al mondo, è davvero uno spreco trascorrere i due terzi del tuo tempo a lavorare per qualcun altro, rischiando di non scovare quale sia il tuo talento, che solo tu puoi mettere a disposizione nel mondo.

Questo è quello che mi fa alzare la mattina: sapere che sto contribuendo a far conoscere, tramite le mie attivitá, delle alternative che ci sono, e spesso proprio davanti ai nostri occhi.

Carlotta Bruno

Lavorare da casa in proprio: libera professione a partita iva

3 consigli per lavorare in proprio e in modo redditizio (Only for women)

Sei una donna sognatrice, romantica alle prese con il tuo primo lavoro autonomo?

lavorare da casa lavoro autonomo libero professionista

È il momento di mettersi in discussione, e il modo migliore per fare il lavoro che ami è mettersi in proprio, lavorare da casa e forse aprire una partita iva?
O hai già fatto il salto e sei una libera professionista alle prese con un lavoro da casa, una partita iva con dei costi vivi e vuoi accelerare la tua attività?

Tutto molto eccitante, ma… come fare per mettersi in proprio?
Quali competenze, risorse e atteggiamento mentale devi avere per lavorare da libero professionista, mettersi in gioco e diventare un’imprenditrice?

Ecco una sintetica guida che risponde alle tue domande; ti sarà utile, è una traccia da seguire lungo il tuo percorso di successo.
Vediamo i 3 momenti fondamentali per avviare la tua attività imprenditoriale.

1) Mettersi in proprio: il mindset

Molti sono terrorizzati dal mettersi in proprio; ottimo! La paura è buona: usata con criterio, ti aiuta a definire bene la direzione.

Cosa fare per mettersi in proprio

Prima di muoverti, quando decidi di metterti in proprio chiediti anzitutto

Ho mai riflettuto su cosa significa mettersi in proprio?

 

Per esempio:

  • essere più liberi da orari fissi;
  • gestirsi autonomamente e non avere la vita organizzata da altri;
  • aumentare la propria forza e indipendenza.

lavoro da casa mettersi in proprio partita iva

Spesso non si è preparati all’atteggiamento mentale che il mettersi in proprio implica; ma lavorare sul mindset è basilare. Ci vuole un mindset ben preciso per creare e gestire una tua attività; per dare una direzione concreta al tuo progetto devi sviluppare una serie di abilità. E il primo passo: è la base.
Spesso chiedersi come mettersi in proprio a 50 anni sembra una sfida già persa in partenza, ma con l’esperienza maturata e la voglia di creare qualcosa di proprio si può andare più lontano di ciò che credi!

Cosa occorre per mettersi in proprio? L’investimento economico.

Spesso si pensa che per mettersi in proprio basti lasciare il proprio posto fisso e iniziare a commercializzare un qualsiasi prodotto o servizio dall’oggi al domani.
Pensare a come mettersi in proprio senza soldi può essere controproducente. Focalizzati piuttosto su come farlo con pochi soldi; per realizzare il tuo sogno un investimento serve sempre, ma può essere piccolo e fruttare tanto 😉

Cosa serve per mettersi in proprio? Lavorare come libero professionista significa essere una sognatrice audace e scegliere il tuo settore di appartenenza.

Sai già cosa ti piacerebbe fare? Hai un sogno del cassetto che chiede di essere realizzato?
Fatti delle domande.
Quali sono le mie reali passioni? In cosa sono brava? Chi sono veramente? Cosa voglio fare della mia vita?
Scegli il tuo settore!
Il percorso di Business in Love è l’ideale per capire chi sei e dove vuoi andare, e soprattutto come arrivarci!

Intanto ecco qualche consiglio sui settori in espansione.

Molte donne scelgono di mettersi in proprio con il franchising: un modo sicuro per essere sufficientemente libera e al contempo avere una linea guida e una casa madre da cui ricevere supporto (marketing, commerciale etc.)

I settori green e benessere sono in espansione: mettersi in proprio in agricoltura?
Hai il pollice verde? Ti piacerebbe metterti in proprio come giardiniere?
Oppure sei una personal trainer e ti piacerebbe insegnare alle persone, comodamente da casa, come mettere in risalto il proprio fisico?
Sei più dinamica? Mettersi in proprio come corriere? Una Delivery tutta al femminile 😉 .

2) Dove lavorare: la gestione del tuo spazio

Ora che sai quale lavoro da casa svolgere, ti serve capire come funziona. Devi sapere quali sono le azioni pratiche da fare e gli strumenti che devi saper padroneggiare per realizzare il tuo progetto.
Una delle questioni fondamentali da affrontare, quando non hai un posto fisso dove svolgere la tua attività, è la gestione del tempo e dello spazio.

lavorare da casa mettersi in proprio partita iva

Creare un lavoro da casa sembra l’opzione più adeguata, ma questo comporta che tu sappia distinguere in cosa consiste il lavoro da casa, e quali sono il tempo e lo spazio da dedicare, invece, alla famiglia e agli affetti. È opportuno sezionare, sia fisicamente sia temporalmente, l’ambiente in cui vivi, in modo da chiarire quale area della casa destinare al lavoro e in quali momenti della giornata/mese/settimana.

La maggior parte delle volte puoi scegliere comodamente che lavoro da casa fare e come poterlo svolgere.
Due domande utili, inizialmente, sono

Come funziona un lavoro da casa? Come gestirlo?

Dipende dal tempo e dall’impegno che vuoi dedicargli.
Potresti voler cercare cosa fare come secondo lavoro da casa; oppure potresti voler creare un lavoro da casa che ti occupi la maggior parte del tempo, diventando la tua principale fonte di reddito.

Come trovare un lavoro da casa serio?
So che a volte può sembrare difficile, ma ammettiamo che tu non solo ci sia riuscita ma lo abbia addirittura già creato, è ora di definire le specifiche per realizzare il tuo progetto:

  • Tempo da dedicargli
  • Ambiente
  • Tipologia di lavoro da casa

Sono 3 i passi da definire prima di iniziare la tua attività; solo così riuscirai a scegliere quale spazio vuoi dare al lavorare da casa.

Come iniziare un lavoro da casa?

Pensa a quale lavoro da casa fare e immagina gli strumenti di cui necessiti.
Ecco alcuni esempi.

Ho deciso per un lavoro come ricamatrice.

Bene; hai già tutti gli attrezzi del mestiere?
Un lavoro come cartomante è sicuramente diverso da un lavoro come centralinista: oltre al tempo, quali risorse fisiche ti servono, per poterlo svolgere?

Alcune professioni potrebbero risultare obsolete, ma per certe nicchie di mercato sono ancora in voga: per esempio i lavori come rappresentante da casa, o un lavoro come dattilografa.
Le professioni manuali e quelle digitali risultano tra le più richieste.
Sicuramente anche tu ha avuto bisogno di una sarta: un lavoro da casa come sarta può rivelarsi strategico!
Per le professioni digitali, ti basti pensare a un lavoro come grafico da casa; ti assicuri di avere tutti i software necessari e un pc capiente e veloce ed è fatta!

Lavorare da casa: cosa inventarsi?
A volte il lavoro da casa consiste nel cosa inventarsi, ecco perché le idee innovative per specifici target sono molto redditizie! Hai mai pensato a un lavoro come traduttrice da casa? 😉

Come guadagnare con un lavoro da casa

Tutti i lavori nati dalla passione sono sicuramente molto redditizi a livello umano, perché sono quelli che creano più valore. Il fine ultimo, quando si inizia un’attività, è considerarla come un vero e proprio lavoro, anche se svolta da casa: deve generare fatturato!

 

mamme che lavorano da casa aprire la partita iva libero professionista

Nella gestione del tuo lavoro, fisica (risorse e investimenti) e astratta (spazi, tempi e mindset), ti devi chiedere sempre

Come posso generare reddito?

Hai mai fatto una previsione di guadagno e/o un business plan?
Se hai già avviato un’attività potresti comparare l’anno precedente con quello attuale e prevedere costi e ricavi, inserendo degli investimenti a budget.
Se invece lavori in proprio da poco tempo, inizia ad annotare i costi che dovrai affrontare per avviare la tua attività e per mantenerla; costruisciti uno storico per capire quanto hai bisogno di guadagnare per poter far fronte ai costi nel tempo.

3) Libera professionista con o senza partita iva?

Una volta appreso il mindset giusto, conosci il tuo scopo, sai quale progetto vuoi avviare e finalmente sai pianificare la tua agenda: fai ufficialmente parte dei veri liberi professionisti!

Ma andiamo per ordine: chi può essere un libero professionista?
Definizione dai confini molto labili: non dobbiamo confonderci tra lavorare come libero professionista e ditta individuale, perché dal punto di vista fiscale sono due entità ben distinte.

Vediamo qualche domanda frequente per aiutare le professioniste a diventare delle libere professioniste.

Cosa significa libero professionista?

Si discute spesso se sia meglio lavorare come libero professionista o come lavoratore dipendente: quello che molti non dicono è la mentalità che devi avere per lavorare come libero professionista e fatturare da libero professionista.

Nel diritto romano si faceva riferimento alle operae liberales per indicare le “attività degne degli uomini liberi”.
Su chi sono i liberi professionisti esiste quindi una definizione univoca che li identifica come lavoratori che svolgono un’attività economica (che produce redditi) e che si sviluppa in una prestazione di servizi attraverso un lavoro intellettuale.

È possibile lavorare come libero professionista senza partita iva?

Sì, in Italia si può; solo, ci sono delle norme da osservare.
In generale, sono 2 le linee guida da tenere presenti:

  1. sei un libero professionista che può lavorare senza partita iva finché offri i tuoi servizi saltuariamente e non continuativamente;
  2. a livello di reddito, c’è un tetto annuale ben specifico che, legalmente, ti indica il momento in cui sei un libero professionista che deve avere una partita iva.

Per i dettagli economici ti invitiamo a far riferimento a dei professionisti che abbiano più il polso della situazione dal punto di vista fiscale – le norme cambiano ed è saggio essere opportunamente aggiornati.

Sara Barletta – Business in Love Manager

Libero professionista: il top della crescita personale

Diventare un libero professionista: sogno, opportunitá e crescita personale

Oggigiorno lavorare come libero professionista sembra un obbligo. Le aziende invitano le migliori risorse umane ad aprire la partiva iva. I disoccupati sono costretti alla vita da freelance. Chi ha un progetto imprenditoriale decide di portarlo avanti in rete con altri liberi professionisti – poichè metter su altri tipi di aziende è estremamente costoso dal punto di vista economico e fiscale.

Ma… non è solo cosí. La vita del libero professionista è stupenda da mille punti di vista! Dipingerla come una tragedia non le rende onore; non è la verità.

libero professionista
Ph. by Phil Dolby

Io ho sempre sognato di lavorare come freelance; non perchè qualche altra persona o pressione sociale mi costringeva a farlo: perchè riconoscevo in questa condizione la migliore opportunitá di fare una bella vita e, contemporaneamente, di godere di un grande stimolo alla crescita personale – cosa per me preziosa.

Sono passati decenni, ormai, da quando lavoro come libera professionista. Non solo confermo la mia scelta iniziale, ma ne sono talmente entusiasta che prima ho creato un percorso formativo ad hoc per le donne che vogliono diventare freelance; e poi ho avviato una seconda attivitá nel campo del network marketing! La vita da coach e networker insieme, per me, è l’emblema perfetto di tutto ció che ho sempre sognato, sin da bambina!

Condivido un po’ del mio entusiasmo anche con te 😉

Libero professionista: di che benefici gode?

Ci sono alcuni paradisi di cui solo un libero professionista può godere:

  1. allineare gli orari di lavoro al proprio bioritmo – difficilmente si riesce a farlo al 100% ma il margine di libertá è immenso;
  2. gestire relazioni, collaborazioni, sviluppi ed economie in base ai propri valori e obiettivi, anche umani.
  3. Avere la responsabilitá legale e finanziaria solo per sè, da un lato (a differenza dei titolari d’azienda), ma dall’altro lato avere anche una consapevolezza della realtá e un polso della situazione che i lavoratori dipendenti non possono avere.
  4. Il libero professionista, inoltre, guadagna circa IL DOPPIO sia dei dipendenti sia dei titolari d’azienda, non si vede decurtato il proprio stipendio senza poter fare niente, nè deve pagare contributi, tredicesime, ferie e malattie ad altri.

libero professionista

La crescita personale del libero professionista

Questo è un altro aspetto super entusiasmante!

  • Il libero professionista sviluppa il massimo grado di potere e libertà insieme.
  • Per forza di cose, è nella condizione di dover maturare le migliori competenze relazionali, tra tutte le forme di lavoro – deve fare rete, negoziare, collaborare, risolvere problemi e conflitti, insomma impara a fare un milione di cose interessantissime, utili, eccitanti e stimolanti!
  • Un lavoratore in proprio si tiene al passo coi tempi, vigile, vitale e brillante, non si annoia mai e riceve sempre nuovi input creativi da elaborare.
  • Deve imparare a gestire un alto grado di responsabilitá, ma resta anche agile, ampio e flessibile nei movimenti.
  • Fa una vita dinamica e appassionante, dove la forza della sua struttura è data dalla profondità e qualità delle relazioni che sa instaurare, consolidare e mantenere nel tempo.
  • Il libero professionista è al sicuro piú di tutti: attraverso la propria reputazione e competenza, tiene in mano il timone della sua vita e accomuna la propria sorte a quella delle persone che trova piú affini a sè, scegliendole attivamente e non subendole.
  • In piú, tende ad avere spesso parecchio lavoro anche da offrire agli altri!

Da decenni cresco tantissimo, in questa condizione. Attraverso Business in Love e il network marketing, mi auguro di poter aiutare quante piú persone possibile ad apprezzare la situazione professionale del lavoratore in proprio e a godere di tutti i vantaggi, i benefici e le opportunitá che solo essa dona.

libero professionista
Ph. by Nico Kaiser

Ilaria Cusano

Come affrontare un colloquio di lavoro?

Come affrontare un colloquio di lavoro: il paradosso

Prima di parlare di come affrontare un colloquio di lavoro dobbiamo soffermarci su un paradosso che sta a monte:

Vuoi veramente assumerti la responsabilità di lavorare?

Nella maggior parte dei casi, ahimé, osservo che la risposta è no.

come affrontare un colloquio di lavoro

Una parte del mio lavoro è sempre consistita nel selezionare nuove possibili risorse umane; negli ultimi mesi questa attività si è fatta particolarmente intensa, poiché sto delegando la gestione di diversi miei progetti e, contemporaneamente, insegnando a parecchie persone ad avviare un’attività imprenditoriale.
Mi duole ammettere che mi scontro sempre di più, ogni giorno, con l’immaturità della maggior parte delle persone. Non solo: i più sono immaturi e fermamente determinati a rimanerlo!

Prima pensavo si trattasse solo di coloro che passavano dal lavoro dipendente al lavoro autonomo; per questo avevo creato il percorso “Da Ape Operaia ad Ape Regina”. Nel tempo, invece, ho scoperto che è un problema culturale ben più ampio…

  • Vuoi la pappa pronta tutti i giorni, così da non doverti preoccupare di niente e poterti limitare a fare ed eseguire?
  • Critichi i tuoi leader, i team e le realtà con cui collabori, e molti dei tuoi colleghi?
  • La sera, vuoi tornare a casa senza dover pensare più a niente e poterti rilassare?
  • E, in tutto ciò, insinui anche che qualcuno o qualcosa dovrebbe garantirti ciò che ti serve per sopravvivere?

Se sei vittima di anche solo una di queste deviazioni spirituali e sociali, questo articolo può aiutarti: sei abituata all’irresponsabilità e devi prima crescere come persona, per poter funzionare a livello professionale.

Ingrediente n° 1 per affrontare un colloquio di lavoro: il mindset

Cosa è importante che tu pensi, nell’approcciarti a un colloquio di lavoro:

  1. Voglio questo lavoro; lui può arricchire me, sotto tanti punti di vista, e io posso arricchire molte persone facendolo.
  2. La cosa importante è entrare in connessione con la persona che mi valuterà, comprendere cosa cerca non solo tecnicamente ma anche umanamente e, se sono io la sua persona giusta, fare del mio meglio per comunicarglielo.
  3. Mi assumo l’impegno di fare tutto ciò che è in mio potere, ogni santo giorno, per far sviluppare al massimo e al meglio questo progetto; e sono onorata e grata di poterlo fare.

Questo è certamente un atteggiamento di base che tutti i selezionatori apprezzano. Però – e qui viene la parte difficile – devi pensare queste cose sinceramente. Non devi “sforzarti” di crederci.

come affrontare un colloquio di lavoro

Se ti accorgi di non essere all’altezza di questo mindset, ecco alcune domande utili per andare alla radice della tua demotivazione e immaturità, e iniziare a superarle:

  1. Dal momento che non voglio questo lavoro ma ne ho solo bisogno, come posso spostare la mia attenzione e ricerca su un’occupazione che soddisfi entrambi i requisiti contemporaneamente? Quali opportunità ho che, oltre a corrispondermi a livello di necessità e competenze, mi corrispondano anche nella motivazione e nel desiderio?
  2. In che modi concreti per me è importante che un lavoro mi arricchisca?
  3. In che modi concreti io posso arricchire gli altri e migliorare la loro vita, attraverso le mie competenze professionali?
  4. Come posso comportarmi in modo maturo e responsabile con la persona che mi valuterà, che evidentemente lo è più di me e può essermi solo d’esempio e d’aiuto?
  5. Da quali convinzioni e orientamenti nascono la mia demotivazione e incuria verso il lavoro? Come posso modificarli, per diventare una professionista migliore?

Affrontare un colloquio di lavoro anche con l’anima

Come vedi, da queste domande si capisce perché sopra ti parlo di “deviazioni spirituali e sociali”: approcciarsi al lavoro in modo così immaturo e irresponsabile, come ahimé in vero fa la maggior parte delle persone, è un serissimo problema – personale e sociale.

Da parte mia, sono felicissima della crisi che stiamo attraversando: tanti nodi stanno venendo sempre più al pettine e molti di coloro che anni fa avevano spazio e modo di lavorare in maniera parassitaria ed egoista, adesso non hanno più lavoro. Rimane sul pezzo solo chi lavora col giusto approccio, nel senso che fa del proprio meglio per crescere e far crescere, per migliorare e far migliorare.

Non sono affatto d’accordo col fatto di garantire a tutti ciò che serve per sopravvivere; credo che fare parte implichi il sapere – e volere – contribuire. Per quanto mi riguarda, chi non è interessato a farlo, o a farlo come serve, è bene che incontri un muro davanti. In questo modo, o si decide a maturare, o le conseguenze del proprio egoismo sono solo sue e non di tutti noi.

Una cosa giusta ho imparato dalla mia annosa convivenza coi sensi di colpa: ogni cosa che ci accade è veramente colpa nostra. Facciamo bene ad assumercene la responsabilità, a farci almeno un esame di coscienza al giorno e a ricordarci che possiamo cambiare atteggiamento e comportamento ogni volta che vogliamo. Anche rispetto al lavoro.

come affrontare un colloquio di lavoro

Ilaria Cusano