Lavorare come Life Coach Spirituale: ora è possibile farlo bene

Lavorare come Life Coach Spirituale: quando ho cominciato io…

… era il delirio! Avevo chiarissimo in mente come lavorare come Life Coach Spirituale sarebbe stato

  • fattibile con fatica ma anche con grandi soddisfazioni economiche e umane;
  • sociologicamente perfetto, per il momento storico che stavamo (e stiamo) attraversando;
  • e meraviglioso come percorso di crescita personale e professionale.
Lavorare come Life Coach Spirituale
Ph. by Jhong Dizon

Ma in Italia non c’erano dei professionisti seri e con un’esperienza decennale con cui formarsi.

Io a lungo termine avevo altri obiettivi, ma di qua dovevo passare. Me ne sono dovuta inventare una dopo l’altra….
Solo negli USA c’era una formazione che somigliava a quello che volevo creare e consolidare; mi avrebbe richiesto piú di diecimila euro di investimento, per partecipare a un corso che non era neppure esattamente ciò che cercavo.

Sei una Life Coach Spirituale dentro se…

(Vediamo se ti ci riconosci 😉 )

Io cercavo un percorso che portasse la spiritualità nella materia: nel rapporto coi soldi e nell’organizzazione; nella vendita e nel sesso; nel sistema sociale e nelle strategie di gestione del conflitto, del potere e delle decisioni nei gruppi – team, aziende, coppie, famiglie, associazioni.

Cercavo dei professionisti in grado di insegnarmi come insegnare, anche tecnicamente oltre che con l’esempio, ad agire in maniera produttiva e umanitaria insieme.
Sapevo benissimo che un grande risultato esteriore (concreto, economico e sociale) può andare di pari passo con una profonda saggezza interiore (intima, spirituale, umana); ma ero giovanissima e avevo bisogno di qualcuno che ne avesse fatto un’esperienza dimostrabile, e che fosse disposto a farmi da mentore.

Trovai qualcuno. Non era precisamente chi cercavo perchè cercavo me stessa, ma… 🙂 trovai i miei mentori.

come lavorare come life coach spirituale

Passai lunghi anni a imparare da due insegnanti di danza; poi accettai di fare da braccio destro per altri 7 anni a una terza insegnante di danza, che peró era anche un meraviglioso personaggio pubblico nonchè una grande donna, e a un maestro di yoga piuttosto famoso e riconosciuto a livello internazionale, nel suo ambito.
Ma non bastava.
Erano tutti degli imprenditori e questo era fondamentale, per me, ma tutti sapevano ancora troppo o di ape operaia chiusa nel suo (per me troppo piccolo, seppur perfetto) alveare, o di soldatino irrigidito nella sua (per me troppo stretta, sebbene assolutamente sbrilluccicante) divisa.

Perchè lavorare come Life Coach Spirituale

Perchè non ce la fai a vivere in un mondo di persone che si comportano in modo indifferente, insensibile e disumano, e sai bene che l’unica scusa che hanno per farlo è che nessuno ha saputo insegnare loro a fare diversamente. Finora.

Anche perchè tu stessa hai patito e conosciuto gli effetti nefasti che questo genere di società ha su di noi persone sensibili, empatiche e aperte: ci martirizza o trasforma in capri espiatori; ci rende tossici o suicidi; ci costringe a ruoli di disadattati o emarginati. E sai che in noi c’è un immenso valore a cui vanno restituiti spazio e libertá di espressione, riconoscimento e valorizzazione.

Lavori come Life Coach Spirituale se sei convinta del fatto che questo mondo sará assai migliore e piú felice quando ci saranno piú attenzione ed energia per le cose piú importanti, e meno per le secondarie… oltre a persone, comunitá e popoli che sappiano distinguere tra le due…
E perchè è questo l’unico genere di mondo in cui vuoi lavorare, arricchirti e mettere al mondo dei figli. Questo e nessun altro.

Io come Life Coach Spirituale…

Lavoro da piú di 12 anni.
Ci ho fatto migliaia di sessioni individuali e centinaia di incontri di coppia e di gruppo.
Con questo lavoro ho fatturato da un minimo di 400 a un massimo di 3000 euro al mese.
Ci ho realizzato percorsi personalizzati, corsi online, video-corsi e audio-corsi; 2 libri, 3 blog, un canale Youtube, decine di partnership e numerosi progetti formativi, imprenditoriali e sociali – tra cui anche spettacoli teatrali e un eco-villaggio!
Facendo la differenza nella vita di decine di migliaia di persone, in Italia e in Spagna.

Oltre a sentirmi fiera di me e realizzata come donna e imprenditrice, sono ogni giorno emozionata e commossa per la quantitá di fiducia, stima e gratitudine che ricevo attraverso messaggi, doni e riconoscimenti di ogni genere; che mi arrivano da persone vicine e lontane, del passato, del presente e probabilmente anche del futuro, conosciute da anni o da decenni, ma spessissimo anche del tutto sconosciute.

come lavorare come life coach spirituale

Quando ero giovane era un sogno e un’intuizione; oggi te lo posso testimoniare con numeri ed esperienza, e ti posso insegnare come farlo anche tu… finalmente!

Oggi è un grande giorno… per me. Anche per te?
Se è cosí scrivimi subito a ilaria.cusano@gmail.com Ti manderò tutti i dettagli sulla Scuola professionalizzante di Life Coaching Spirituale.

Ilaria Cusano

Mettersi in proprio: che mentalità ti serve

Per mettersi in proprio ti serve soprattutto una mentalità

Mettersi in proprio è roba per gente libera.

La buona notizia è che nessuno è stato sempre libero: tutti noi che lo siamo lo siamo diventati.
La cattiva notizia, invece, che è anche la sfida che mi sta facendo aumentare la salivazione per l’eccitazione al solo pensiero, è questa: solo quando siamo in grado di diventare indipendenti sempre di più e di più, il nostro lavoro in proprio non solo partirà, ma ingranerà e durerà nel tempo.

mettersi in proprio diventare indipendenti
“Se non te, allora chi? Se non ora, quando?”

Un aspetto interessantissimo del diventare indipendenti sta nel fatto che passa per il saper essere dipendenti.
In che senso?

Pensa al bambino: diventa un adolescente forte che si slancia e sperimenta nella misura in cui, durante l’infanzia, si affida alla guida degli adulti a tal punto da aver acquisito le risorse necessarie per sentirsi abbastanza sicuro di sé da buttarsi e rischiare.

Torna con la mente al momento in cui dovevi imparare una nuova attività lavorativa – o in cui qualcuno doveva impararla da te: il processo era tanto più rapido quanto chi era in fase di apprendimento si affidava a chi aveva già conseguito i risultati a cui portavano le competenze in questione. Giusto?

Pensa all’amore: più ti leghi a una persona, più ti impegni con lei e metti in comune la tua vita, i tuoi beni, sogni, sentimenti e valori, e più la relazione ti nutre, sostiene e fa sbocciare, risvegliando in te la passione, la motivazione e l’entusiasmo che ti rendono attraente e di successo anche nelle altre sfere dell’esistenza. Lo hai mai vissuto?

Mettersi in proprio e diventare indipendenti grazie al vero amore

Ultimamente, sia attraverso delle mie esperienze dirette, sia partecipando a quelle di amiche e colleghe, mi sono resa conto di quanto noi donne tendiamo a dare troppe opportunità agli altri e troppe poche a noi stesse.

mettersi in proprio diventare indipendenti
“Se ami qualcuno, devi prepararti a renderlo libero” Ph. by BK – Symphony of love

Quando una storia va chiusa va chiusa, in amore come sul lavoro; e noi invece sprechiamo un sacco di tempo e di energie preziosi e che non torneranno mai più a sperare, soffrire, aspettare, scongiurare, pregare, insistere.
Ci innamoriamo di una persona e, in un primo momento, questo sentimento diventa anche un maggiore livello di amore verso noi stesse e verso la vita in generale. Poi, a un tratto, per voler essere troppo indulgenti, comprensive e possibiliste, perdiamo di vista i nostri sogni e obiettivi, il diritto e il merito con cui li stavamo coltivando, e l’altro si trasforma nel nostro alibi: per rinunciare, rimandare o smettere di crederci.

Il problema non è il partner; il problema sei tu.

Il partner è la tua opportunità di cambiare mentalità:

  • di continuare a coltivare ciò in cui credi e che vuoi, in caso allontanandoti da lui, piuttosto, se pur non volendo lo ostacola o impedisce, facendoti diventare la tipica donna che non si realizza, invece di quella che si realizza;
  • di maturare la forza e la sicurezza necessarie per dire di no a certe relazioni, non perché non ci siano amore e passione, ma perché amore e passione non bastano perché abbia senso condividere la giornata con una persona;
  • e di scegliere: non aspettare le scelte altrui, non dare spazio, tempo e possibilità. Se tu sei pronta e l’altro non lo è, mollalo; ti aspetta di meglio. Se puoi condividere di più e hai l’entusiasmo di farlo, non far sì che uno più debole e demotivato ti faccia indietreggiare e spegnere; lascialo. Non è una sua colpa, è in un altro momento della vita, ma tu cerca chi è nello stesso tuo.

Ecco, queste capacità sono fondamentali anche per mettersi in proprio e rimanerci negli anni; e più le maturi nella vita affettiva, più te le ritroverai anche in quella lavorativa. Ma attenzione: vale pure il contrario.

Mettersi in proprio: esempi di vera libertà

Diventare indipendenti è un processo che parte dalla salute – sapersi prendere cura del corpo, dell’alimentazione, dell’igiene, della sessualità e di tutti i bisogni fondamentali; passa per l’affettività – sapersi affermare e condividere serenamente, integrando pulsioni, emozioni, sentimenti e valori, passione e ideali, attrazione e costruzione; e approda alla produttività – qui può arrivaresolo quando funziona a dovere negli altri due step.

mettersi in proprio diventare indipendenti

Ti faccio 5 esempi concreti di come si comporta una persona veramente libera:

  1. si organizza autonomamente le attività quotidiane, in ogni sfera;
  2. ci tiene alla gestione del proprio tempo e spazio, se l’è conquistata e le dà valore;
  3. quando parla, imputa a se stessa le decisioni e gli accadimenti della propria vita, anche quando apparentemente ha subìto, nella comunicazione lascia trasparire la consapevolezza del fatto che, in realtà, ha partecipato al prodursi della realtà;
  4. sessualmente, si comporta in modo aperto e disinibito, in tutti i contesti – nei limiti di ciò che è consentito nella società, chiaramente;
  5. sa rinunciare e sacrificarsi da un punto di vista economico, logistico, materiale, mentre non accetta compromessi, invece, rispetto ai propri sogni, obiettivi e valori.

Osserva in te e nelle persone che ti circondano già solo questi 5 atteggiamenti; sono le basi per diventare indipendenti e mettersi in proprio, realizzandosi anche come individui, oltre che come parti di ingranaggi, e durare a lungo nella creazione della propria opera d’arte, fatta di molteplici aspetti: corpo, relazioni, creatività, lavoro.

Ilaria Cusano

 

Perché aprire la partita iva non ti fará diventare un libero professionista

Non basta la partita iva per essere una libera professionista

Tante persone pensano che sia sufficiente aprire la partita iva per diventare un freelance, un libero professionista o un imprenditore. Tutti hanno voglia di fare gli imprenditori, per poter essere liberi di fare quello che vogliono, per non dover rendere conto a un capo, per avere il potere decisionale che in un’attivitá da dipendente manca.

aprire la partita iva libero professionista

Il problema è che la maggior parte delle persone non è disposta a pagare il prezzo necessario per riuscire in questa impresa.
Ecco perché aprire la partita iva non ti rende una libera professionista: ti permette solo di iniziare un’attivitá in proprio a livello burocratico.

Una libera professionista è un’imprenditrice di se stessa, ma se non hai alcune caratteristiche di base e una mentalitá orientata al business e al lavoro in team, il tuo terreno non è fertile per far nascere in te un’imprenditrice.
E il rischio è che ti troverai a fare la libera professionista con una mentalitá da dipendente, il che significherá diventare ancora più schiava di prima.

Aprire la partita iva per creare e fare un’impresa

Che il tuo progetto consista nell’iniziare un’attività online, aprire un negozio fisico, avviare una libera professione, gestire una grande azienda, creare un portale e-commerce, non importa. Ognuna di queste iniziative ti metterá davanti l’opportunitá di creare e fare impresa.
Un’impresa nel vero senso della parola. D’altra parte, se fosse stato semplice non l’avrebbero chiamata impresa, ti pare? 😉

Invece, farai impresa ogni volta che sarai disposta a rinunciare a molte delle comoditá che per anni ti hanno venduto in cambio di uno stipendio fisso.

Farai impresa ogni volta che smetterai di dare per scontato che le cose ti arrivino dall’esterno e che, invece di lamentarti per qualcosa che non c’è o che non esiste ancora, lavorerai sodo per crearla.

Starai facendo impresa quando inizierai a focalizzarti nel trovare soluzioni, anche quando sarai schiacciata dalla tensione, dalle fatture da pagare e dall’incertezza del futuro.

Farai impresa ogni volta che riuscirai a mediare coi collaboratori, a metterti nei loro panni, ad ascoltarli, ad accantonare le tue esigenze per entrare in empatia con le persone con cui lavori, per comprendere quali siano le loro esigenze.

aprire la partita iva libero professionista

I percorsi che ti portano ad aprire la partita iva e diventare una libera professionista realmente libera

Ogni giorno, grazie alle mie attivitá, collaboro con donne che vogliono intraprendere il percorso per diventare libere professioniste, perché desiderano crearsi un lavoro autonomo.

Nel percorso Business in Love, che sviluppo con Ilaria, Francesca e Sara, mi occupo di accompagnare le libere professioniste a utilizzare gli strumenti efficaci e produttivi che ci sono nel nostro periodo storico, per farsi conoscere online e sul proprio territorio.
Spesso ho a che fare con persone che, a meno che non abbiano giá fatto il salto dal lavoro dipendente all’imprenditoria, fanno veramente fatica a comprendere che cosa voglia dire essere un libero professionista.

Questo perché il mindset del libero professionista non si puó comprare in farmacia.
L’unica maniera per integrarlo nelle tue abitudini è metterti all’opera, iniziare fin da ora a costruire il tuo progetto da freelance o da libera professionista. Vivere sulla tua pelle cosa vuol dire trovarti da sola a fare un lavoro che, se fossi in un’azienda, ci sarebbero minimo 3 dipendenti a svolgere…

Questa è la differenza tra una dipendente e una libera professionista: non sentire la fatica del fare più cose di quante ne faresti da dipendente, perché sei consapevole che stai lavorando per te, che stai costruendo qualcosa di tuo, qualcosa che rimarrá per sempre collegato a te.

Aprire la partita vita è solo il primo step

Si dovrebbe festeggiare, appena si decide di aprire la partita iva!

Aprire la partita iva significa aver scelto di affrontare tutto questo. Significa aver deciso di

  • rischiare,
  • sacrificarsi,
  • orientarsi alle soluzioni,
  • vivere perseguendo una propria missione,
  • lavorare per realizzare i propri sogni e non quelli di qualcun altro.

Quanto ti stai facendo pagare oggi per continuare a rinunciare ai tuoi sogni?

Ci hai mai pensato?

Questo è il motivo per cui da 2 anni porto avanti, in parallelo con la mia libera professione, un’attivitá di network professionale di imprese, e ho il piacere e la gioia di condividere anche questo progetto con Ilaria!
La mera attivitá da libera professionista non mi bastava più: mi ero accorta che non mi avrebbe mai permesso di generare delle entrate economiche svincolate dal tempo che dedicavo al mio lavoro. E io non volevo essere una libera professionista schiava della propria attivitá… Questo andava contro i motivi per cui, fin dall’inizio, avevo deciso di lavorare in proprio.

Oggi aiuto decine di persone a costruirsi un futuro solido, prospero, basato sui numeri e sulla possibilitá di duplicare le proprie competenze. Una manna dal cielo e una benedizione che, secondo me, ogni libera professionista dovrebbe concedersi di creare.

Su questo tema, Ilaria ed io ci confrontiamo spesso, notando che tutte le persone che hanno giá fatto il salto da dipendente a libero professionista si sono giá accorte che questo passaggio non basta, per essere liberi.
Per questo è più facile che chi ha giá lavorato per un periodo per se stesso sia interessato a trovare qualche alternativa economica valida e sostenibile, per darsi una concreta opportunitá di costruirsi una libertá finanziaria importante e duratura.

aprire la partita iva libero professionista

Ti stai chiedendo se sei ancora in tempo per crearti una libertà?

Se vale ancora la pena lavorare sodo per un periodo limitato, per poter vivere la vita che molti continuano solo a sognare?

Ti rispondo così:

Il tempo passerá comunque!
Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia.
(Goethe)

Occorre mettersi nel percorso, decidere che tipo di strada percorrere, che futuro vivere; si deve essere consapevoli del fatto che, giorno dopo giorno, è necessario integrare nuovi attributi che aiutino a tenere duro quando ce n’è bisogno.
Si deve sviluppare una visione d’insieme, una grande e piena responsabilitá verso le decisioni da prendere e verso gli errori necessari per crescere, imparare e avanzare verso nuovi livelli di vita e di carriera.

Quello che posso testimoniare è che…

… non ne vale la pena, ne vale LA TUA VITA!

Io non riesco più a concepire il lavoro dipendente: con tutti i talenti che ci sono al mondo, è davvero uno spreco trascorrere i due terzi del tuo tempo a lavorare per qualcun altro, rischiando di non scovare quale sia il tuo talento, che solo tu puoi mettere a disposizione nel mondo.

Questo è quello che mi fa alzare la mattina: sapere che sto contribuendo a far conoscere, tramite le mie attivitá, delle alternative che ci sono, e spesso proprio davanti ai nostri occhi.

Carlotta Bruno

Lavorare da casa in proprio: libera professione a partita iva

3 consigli per lavorare in proprio e in modo redditizio (Only for women)

Sei una donna sognatrice, romantica alle prese con il tuo primo lavoro autonomo?

lavorare da casa lavoro autonomo libero professionista

È il momento di mettersi in discussione, e il modo migliore per fare il lavoro che ami è mettersi in proprio, lavorare da casa e forse aprire una partita iva?
O hai già fatto il salto e sei una libera professionista alle prese con un lavoro da casa, una partita iva con dei costi vivi e vuoi accelerare la tua attività?

Tutto molto eccitante, ma… come fare per mettersi in proprio?
Quali competenze, risorse e atteggiamento mentale devi avere per lavorare da libero professionista, mettersi in gioco e diventare un’imprenditrice?

Ecco una sintetica guida che risponde alle tue domande; ti sarà utile, è una traccia da seguire lungo il tuo percorso di successo.
Vediamo i 3 momenti fondamentali per avviare la tua attività imprenditoriale.

1) Mettersi in proprio: il mindset

Molti sono terrorizzati dal mettersi in proprio; ottimo! La paura è buona: usata con criterio, ti aiuta a definire bene la direzione.

Cosa fare per mettersi in proprio

Prima di muoverti, quando decidi di metterti in proprio chiediti anzitutto

Ho mai riflettuto su cosa significa mettersi in proprio?

 

Per esempio:

  • essere più liberi da orari fissi;
  • gestirsi autonomamente e non avere la vita organizzata da altri;
  • aumentare la propria forza e indipendenza.

lavoro da casa mettersi in proprio partita iva

Spesso non si è preparati all’atteggiamento mentale che il mettersi in proprio implica; ma lavorare sul mindset è basilare. Ci vuole un mindset ben preciso per creare e gestire una tua attività; per dare una direzione concreta al tuo progetto devi sviluppare una serie di abilità. E il primo passo: è la base.
Spesso chiedersi come mettersi in proprio a 50 anni sembra una sfida già persa in partenza, ma con l’esperienza maturata e la voglia di creare qualcosa di proprio si può andare più lontano di ciò che credi!

Cosa occorre per mettersi in proprio? L’investimento economico.

Spesso si pensa che per mettersi in proprio basti lasciare il proprio posto fisso e iniziare a commercializzare un qualsiasi prodotto o servizio dall’oggi al domani.
Pensare a come mettersi in proprio senza soldi può essere controproducente. Focalizzati piuttosto su come farlo con pochi soldi; per realizzare il tuo sogno un investimento serve sempre, ma può essere piccolo e fruttare tanto 😉

Cosa serve per mettersi in proprio? Lavorare come libero professionista significa essere una sognatrice audace e scegliere il tuo settore di appartenenza.

Sai già cosa ti piacerebbe fare? Hai un sogno del cassetto che chiede di essere realizzato?
Fatti delle domande.
Quali sono le mie reali passioni? In cosa sono brava? Chi sono veramente? Cosa voglio fare della mia vita?
Scegli il tuo settore!
Il percorso di Business in Love è l’ideale per capire chi sei e dove vuoi andare, e soprattutto come arrivarci!

Intanto ecco qualche consiglio sui settori in espansione.

Molte donne scelgono di mettersi in proprio con il franchising: un modo sicuro per essere sufficientemente libera e al contempo avere una linea guida e una casa madre da cui ricevere supporto (marketing, commerciale etc.)

I settori green e benessere sono in espansione: mettersi in proprio in agricoltura?
Hai il pollice verde? Ti piacerebbe metterti in proprio come giardiniere?
Oppure sei una personal trainer e ti piacerebbe insegnare alle persone, comodamente da casa, come mettere in risalto il proprio fisico?
Sei più dinamica? Mettersi in proprio come corriere? Una Delivery tutta al femminile 😉 .

2) Dove lavorare: la gestione del tuo spazio

Ora che sai quale lavoro da casa svolgere, ti serve capire come funziona. Devi sapere quali sono le azioni pratiche da fare e gli strumenti che devi saper padroneggiare per realizzare il tuo progetto.
Una delle questioni fondamentali da affrontare, quando non hai un posto fisso dove svolgere la tua attività, è la gestione del tempo e dello spazio.

lavorare da casa mettersi in proprio partita iva

Creare un lavoro da casa sembra l’opzione più adeguata, ma questo comporta che tu sappia distinguere in cosa consiste il lavoro da casa, e quali sono il tempo e lo spazio da dedicare, invece, alla famiglia e agli affetti. È opportuno sezionare, sia fisicamente sia temporalmente, l’ambiente in cui vivi, in modo da chiarire quale area della casa destinare al lavoro e in quali momenti della giornata/mese/settimana.

La maggior parte delle volte puoi scegliere comodamente che lavoro da casa fare e come poterlo svolgere.
Due domande utili, inizialmente, sono

Come funziona un lavoro da casa? Come gestirlo?

Dipende dal tempo e dall’impegno che vuoi dedicargli.
Potresti voler cercare cosa fare come secondo lavoro da casa; oppure potresti voler creare un lavoro da casa che ti occupi la maggior parte del tempo, diventando la tua principale fonte di reddito.

Come trovare un lavoro da casa serio?
So che a volte può sembrare difficile, ma ammettiamo che tu non solo ci sia riuscita ma lo abbia addirittura già creato, è ora di definire le specifiche per realizzare il tuo progetto:

  • Tempo da dedicargli
  • Ambiente
  • Tipologia di lavoro da casa

Sono 3 i passi da definire prima di iniziare la tua attività; solo così riuscirai a scegliere quale spazio vuoi dare al lavorare da casa.

Come iniziare un lavoro da casa?

Pensa a quale lavoro da casa fare e immagina gli strumenti di cui necessiti.
Ecco alcuni esempi.

Ho deciso per un lavoro come ricamatrice.

Bene; hai già tutti gli attrezzi del mestiere?
Un lavoro come cartomante è sicuramente diverso da un lavoro come centralinista: oltre al tempo, quali risorse fisiche ti servono, per poterlo svolgere?

Alcune professioni potrebbero risultare obsolete, ma per certe nicchie di mercato sono ancora in voga: per esempio i lavori come rappresentante da casa, o un lavoro come dattilografa.
Le professioni manuali e quelle digitali risultano tra le più richieste.
Sicuramente anche tu ha avuto bisogno di una sarta: un lavoro da casa come sarta può rivelarsi strategico!
Per le professioni digitali, ti basti pensare a un lavoro come grafico da casa; ti assicuri di avere tutti i software necessari e un pc capiente e veloce ed è fatta!

Lavorare da casa: cosa inventarsi?
A volte il lavoro da casa consiste nel cosa inventarsi, ecco perché le idee innovative per specifici target sono molto redditizie! Hai mai pensato a un lavoro come traduttrice da casa? 😉

Come guadagnare con un lavoro da casa

Tutti i lavori nati dalla passione sono sicuramente molto redditizi a livello umano, perché sono quelli che creano più valore. Il fine ultimo, quando si inizia un’attività, è considerarla come un vero e proprio lavoro, anche se svolta da casa: deve generare fatturato!

 

mamme che lavorano da casa aprire la partita iva libero professionista

Nella gestione del tuo lavoro, fisica (risorse e investimenti) e astratta (spazi, tempi e mindset), ti devi chiedere sempre

Come posso generare reddito?

Hai mai fatto una previsione di guadagno e/o un business plan?
Se hai già avviato un’attività potresti comparare l’anno precedente con quello attuale e prevedere costi e ricavi, inserendo degli investimenti a budget.
Se invece lavori in proprio da poco tempo, inizia ad annotare i costi che dovrai affrontare per avviare la tua attività e per mantenerla; costruisciti uno storico per capire quanto hai bisogno di guadagnare per poter far fronte ai costi nel tempo.

3) Libera professionista con o senza partita iva?

Una volta appreso il mindset giusto, conosci il tuo scopo, sai quale progetto vuoi avviare e finalmente sai pianificare la tua agenda: fai ufficialmente parte dei veri liberi professionisti!

Ma andiamo per ordine: chi può essere un libero professionista?
Definizione dai confini molto labili: non dobbiamo confonderci tra lavorare come libero professionista e ditta individuale, perché dal punto di vista fiscale sono due entità ben distinte.

Vediamo qualche domanda frequente per aiutare le professioniste a diventare delle libere professioniste.

Cosa significa libero professionista?

Si discute spesso se sia meglio lavorare come libero professionista o come lavoratore dipendente: quello che molti non dicono è la mentalità che devi avere per lavorare come libero professionista e fatturare da libero professionista.

Nel diritto romano si faceva riferimento alle operae liberales per indicare le “attività degne degli uomini liberi”.
Su chi sono i liberi professionisti esiste quindi una definizione univoca che li identifica come lavoratori che svolgono un’attività economica (che produce redditi) e che si sviluppa in una prestazione di servizi attraverso un lavoro intellettuale.

È possibile lavorare come libero professionista senza partita iva?

Sì, in Italia si può; solo, ci sono delle norme da osservare.
In generale, sono 2 le linee guida da tenere presenti:

  1. sei un libero professionista che può lavorare senza partita iva finché offri i tuoi servizi saltuariamente e non continuativamente;
  2. a livello di reddito, c’è un tetto annuale ben specifico che, legalmente, ti indica il momento in cui sei un libero professionista che deve avere una partita iva.

Per i dettagli economici ti invitiamo a far riferimento a dei professionisti che abbiano più il polso della situazione dal punto di vista fiscale – le norme cambiano ed è saggio essere opportunamente aggiornati.

Sara Barletta – Business in Love Manager

Libero professionista: il top della crescita personale

Diventare un libero professionista: sogno, opportunitá e crescita personale

Oggigiorno lavorare come libero professionista sembra un obbligo. Le aziende invitano le migliori risorse umane ad aprire la partiva iva. I disoccupati sono costretti alla vita da freelance. Chi ha un progetto imprenditoriale decide di portarlo avanti in rete con altri liberi professionisti – poichè metter su altri tipi di aziende è estremamente costoso dal punto di vista economico e fiscale.

Ma… non è solo cosí. La vita del libero professionista è stupenda da mille punti di vista! Dipingerla come una tragedia non le rende onore; non è la verità.

libero professionista
Ph. by Phil Dolby

Io ho sempre sognato di lavorare come freelance; non perchè qualche altra persona o pressione sociale mi costringeva a farlo: perchè riconoscevo in questa condizione la migliore opportunitá di fare una bella vita e, contemporaneamente, di godere di un grande stimolo alla crescita personale – cosa per me preziosa.

Sono passati decenni, ormai, da quando lavoro come libera professionista. Non solo confermo la mia scelta iniziale, ma ne sono talmente entusiasta che prima ho creato un percorso formativo ad hoc per le donne che vogliono diventare freelance; e poi ho avviato una seconda attivitá nel campo del network marketing! La vita da coach e networker insieme, per me, è l’emblema perfetto di tutto ció che ho sempre sognato, sin da bambina!

Condivido un po’ del mio entusiasmo anche con te 😉

Libero professionista: di che benefici gode?

Ci sono alcuni paradisi di cui solo un libero professionista può godere:

  1. allineare gli orari di lavoro al proprio bioritmo – difficilmente si riesce a farlo al 100% ma il margine di libertá è immenso;
  2. gestire relazioni, collaborazioni, sviluppi ed economie in base ai propri valori e obiettivi, anche umani.
  3. Avere la responsabilitá legale e finanziaria solo per sè, da un lato (a differenza dei titolari d’azienda), ma dall’altro lato avere anche una consapevolezza della realtá e un polso della situazione che i lavoratori dipendenti non possono avere.
  4. Il libero professionista, inoltre, guadagna circa IL DOPPIO sia dei dipendenti sia dei titolari d’azienda, non si vede decurtato il proprio stipendio senza poter fare niente, nè deve pagare contributi, tredicesime, ferie e malattie ad altri.

libero professionista

La crescita personale del libero professionista

Questo è un altro aspetto super entusiasmante!

  • Il libero professionista sviluppa il massimo grado di potere e libertà insieme.
  • Per forza di cose, è nella condizione di dover maturare le migliori competenze relazionali, tra tutte le forme di lavoro – deve fare rete, negoziare, collaborare, risolvere problemi e conflitti, insomma impara a fare un milione di cose interessantissime, utili, eccitanti e stimolanti!
  • Un lavoratore in proprio si tiene al passo coi tempi, vigile, vitale e brillante, non si annoia mai e riceve sempre nuovi input creativi da elaborare.
  • Deve imparare a gestire un alto grado di responsabilitá, ma resta anche agile, ampio e flessibile nei movimenti.
  • Fa una vita dinamica e appassionante, dove la forza della sua struttura è data dalla profondità e qualità delle relazioni che sa instaurare, consolidare e mantenere nel tempo.
  • Il libero professionista è al sicuro piú di tutti: attraverso la propria reputazione e competenza, tiene in mano il timone della sua vita e accomuna la propria sorte a quella delle persone che trova piú affini a sè, scegliendole attivamente e non subendole.
  • In piú, tende ad avere spesso parecchio lavoro anche da offrire agli altri!

Da decenni cresco tantissimo, in questa condizione. Attraverso Business in Love e il network marketing, mi auguro di poter aiutare quante piú persone possibile ad apprezzare la situazione professionale del lavoratore in proprio e a godere di tutti i vantaggi, i benefici e le opportunitá che solo essa dona.

libero professionista
Ph. by Nico Kaiser

Ilaria Cusano

Come affrontare un colloquio di lavoro?

Come affrontare un colloquio di lavoro: il paradosso

Prima di parlare di come affrontare un colloquio di lavoro dobbiamo soffermarci su un paradosso che sta a monte:

Vuoi veramente assumerti la responsabilità di lavorare?

Nella maggior parte dei casi, ahimé, osservo che la risposta è no.

come affrontare un colloquio di lavoro

Una parte del mio lavoro è sempre consistita nel selezionare nuove possibili risorse umane; negli ultimi mesi questa attività si è fatta particolarmente intensa, poiché sto delegando la gestione di diversi miei progetti e, contemporaneamente, insegnando a parecchie persone ad avviare un’attività imprenditoriale.
Mi duole ammettere che mi scontro sempre di più, ogni giorno, con l’immaturità della maggior parte delle persone. Non solo: i più sono immaturi e fermamente determinati a rimanerlo!

Prima pensavo si trattasse solo di coloro che passavano dal lavoro dipendente al lavoro autonomo; per questo avevo creato il percorso “Da Ape Operaia ad Ape Regina”. Nel tempo, invece, ho scoperto che è un problema culturale ben più ampio…

  • Vuoi la pappa pronta tutti i giorni, così da non doverti preoccupare di niente e poterti limitare a fare ed eseguire?
  • Critichi i tuoi leader, i team e le realtà con cui collabori, e molti dei tuoi colleghi?
  • La sera, vuoi tornare a casa senza dover pensare più a niente e poterti rilassare?
  • E, in tutto ciò, insinui anche che qualcuno o qualcosa dovrebbe garantirti ciò che ti serve per sopravvivere?

Se sei vittima di anche solo una di queste deviazioni spirituali e sociali, questo articolo può aiutarti: sei abituata all’irresponsabilità e devi prima crescere come persona, per poter funzionare a livello professionale.

Ingrediente n° 1 per affrontare un colloquio di lavoro: il mindset

Cosa è importante che tu pensi, nell’approcciarti a un colloquio di lavoro:

  1. Voglio questo lavoro; lui può arricchire me, sotto tanti punti di vista, e io posso arricchire molte persone facendolo.
  2. La cosa importante è entrare in connessione con la persona che mi valuterà, comprendere cosa cerca non solo tecnicamente ma anche umanamente e, se sono io la sua persona giusta, fare del mio meglio per comunicarglielo.
  3. Mi assumo l’impegno di fare tutto ciò che è in mio potere, ogni santo giorno, per far sviluppare al massimo e al meglio questo progetto; e sono onorata e grata di poterlo fare.

Questo è certamente un atteggiamento di base che tutti i selezionatori apprezzano. Però – e qui viene la parte difficile – devi pensare queste cose sinceramente. Non devi “sforzarti” di crederci.

come affrontare un colloquio di lavoro

Se ti accorgi di non essere all’altezza di questo mindset, ecco alcune domande utili per andare alla radice della tua demotivazione e immaturità, e iniziare a superarle:

  1. Dal momento che non voglio questo lavoro ma ne ho solo bisogno, come posso spostare la mia attenzione e ricerca su un’occupazione che soddisfi entrambi i requisiti contemporaneamente? Quali opportunità ho che, oltre a corrispondermi a livello di necessità e competenze, mi corrispondano anche nella motivazione e nel desiderio?
  2. In che modi concreti per me è importante che un lavoro mi arricchisca?
  3. In che modi concreti io posso arricchire gli altri e migliorare la loro vita, attraverso le mie competenze professionali?
  4. Come posso comportarmi in modo maturo e responsabile con la persona che mi valuterà, che evidentemente lo è più di me e può essermi solo d’esempio e d’aiuto?
  5. Da quali convinzioni e orientamenti nascono la mia demotivazione e incuria verso il lavoro? Come posso modificarli, per diventare una professionista migliore?

Affrontare un colloquio di lavoro anche con l’anima

Come vedi, da queste domande si capisce perché sopra ti parlo di “deviazioni spirituali e sociali”: approcciarsi al lavoro in modo così immaturo e irresponsabile, come ahimé in vero fa la maggior parte delle persone, è un serissimo problema – personale e sociale.

Da parte mia, sono felicissima della crisi che stiamo attraversando: tanti nodi stanno venendo sempre più al pettine e molti di coloro che anni fa avevano spazio e modo di lavorare in maniera parassitaria ed egoista, adesso non hanno più lavoro. Rimane sul pezzo solo chi lavora col giusto approccio, nel senso che fa del proprio meglio per crescere e far crescere, per migliorare e far migliorare.

Non sono affatto d’accordo col fatto di garantire a tutti ciò che serve per sopravvivere; credo che fare parte implichi il sapere – e volere – contribuire. Per quanto mi riguarda, chi non è interessato a farlo, o a farlo come serve, è bene che incontri un muro davanti. In questo modo, o si decide a maturare, o le conseguenze del proprio egoismo sono solo sue e non di tutti noi.

Una cosa giusta ho imparato dalla mia annosa convivenza coi sensi di colpa: ogni cosa che ci accade è veramente colpa nostra. Facciamo bene ad assumercene la responsabilità, a farci almeno un esame di coscienza al giorno e a ricordarci che possiamo cambiare atteggiamento e comportamento ogni volta che vogliamo. Anche rispetto al lavoro.

come affrontare un colloquio di lavoro

Ilaria Cusano

 

3 segreti per essere felici – Maurizio Bertolotti li ha intuiti

1° Viaggio dell’Eroe per Networkers

segreti per essere felici coaching network marketingContinua il percorso con Maurizio Bertolotti, primo networker che ha deciso di fare il mio percorso di Life Coaching Spirituale esclusivo per questa figura professionale, che sarà una delle più richieste e di successo, nel futuro.

Come ho fatto nell’articolo di qualche giorno fa, “Come dare una svolta alla propria vita”, continuerò a partire dalle sue stesse parole, per sviluppare delle riflessioni più ampie, utili a tutti, professionisti del networking ma non solo.
Oggi voglio soffermarmi su alcune intuizioni fondamentali, che Maurizio ha avuto nel periodo immediatamente precedente l’inizio della formazione. Intuizioni preziosissime perché riguardano dei veri e propri segreti per essere felici.

Moltissime persone iniziano un’attività di networking per motivi economici: per guadagnare più soldi, iniziare ad avere dei redditi passivi e raggiungere, progressivamente, una condizione di libertà finanziaria. Obiettivi che, in questa società di fannulloni figli di papà, inutili e rumorosi idealisti e gente senza nessuno scopo né senso della vita, già di per sé sono encomiabili.

A breve, però, ci si rende conto che non è una questione di soldi ma, più ampiamente, di valori e ricchezza vera: come approfondisco bene in uno dei miei audio-corsi, questa è anche economica ma non solo.

1° segreto per essere felici: tutti assieme si vince

Oggi è stata una bella soddisfazione: abbiamo ottenuto un risultato importante, tutti insieme.
Mi ha commosso vedere il mio collega, un signore di più di 50 anni, piangere e ringraziarci tutti; mi ha toccato. E mi ha fatto capire che, se credi fortemente in quello che fai, anche andando incontro a difficoltà e possibili sanzioni, tutti assieme si vince.

Qualcuno ancora crede di poter vincere da solo.
In giro c’è ancora gente convinta di poter avviare una propria attività.
Come se si potesse costruire qualcosa decidendo tutto da soli, contando esclusivamente sulle proprie forze, idee, energie, senza un solido e quotidiano lavoro in team.
Fandonie, illusioni, pure evasioni dalla realtà.

segreti per essere felici coaching network marketing

Solo insieme si vince.
Solo insieme si costruisce.
E, anche a livello di leadership, solo una comunità può rendere una persona un leader: non sono io a rendere me stessa una leader, lo fanno tutti coloro che nel corso degli anni mi considerano e riconoscono come tale.
Questa è la verità; una verità che Maurizio ha intuito bene, subito dopo essersi impegnato nel percorso di coaching con me, quando gli è capitata una di quelle cose impressionanti che capitano sempre, convogliando le nostre energie verso il cambiamento 😉

2° segreto per essere felici: essere orgogliosi delle proprie origini

Ne avevo bisogno. Non so se questo è capitato casualmente. Delle volte mi sembra che le cose mi capitino perché devono farmi ragionare…
Questa cosa mi ha fatto ragionare. Mi ha fatto anche rendere orgoglioso del mio lavoro.
Anche se ora è questo mentre in futuro sicuramente sarà un altro, le mie origini operaie, il mio orgoglio operaio… l’avevo perso, negli anni.
Detestavo il mio lavoro, ci sputavo sopra. In fondo, c’è da essere orgogliosi; soprattutto quando stamattina ho visto un’unità pazzesca tra tutti noi. E’ stato gratificante, bello, e ho pensato che forse non siamo poi tutti caproni: ancora un po’ di solidarietà, di capacità di aiutarsi l’un altro, c’è.
Mi ha rincuorato parecchio.

Non si può andare avanti nella vita, nemmeno in termini economici, di prestigio e status sociale, se non si è grati e fieri delle proprie origini.
Non sono i soldi a fare la felicità, è la felicità a fare i soldi.

segreti per essere felici coaching network marketing

Volo tanto più in alto quanto più lascio scendere in profondità le mie radici. Qualsiasi esse siano, posso custodirle e condividerle con dignità, fierezza e gratitudine.
Durante le feste natalizie, ogni anno, abbiamo l’opportunità di riscoprire e apprezzare nuovamente le nostre origini.
Ogni passo compiuto da ognuno dei nostri avi, vivi o morti che siano, è stato fatto anche per noi: per permettere a noi di essere qui, ora, con queste opportunità e questo benessere che pochi al mondo hanno la gioia di poter godere.

Non si ottiene un piatto più grande sputando nel piatto che si ha davanti.
Lo si ottiene gustandosi quest’ultimo fino in fondo, apprezzandolo e condividendolo con quante più persone possibile; in questo modo il piatto più grande arriva, l’ho vissuto già diverse volte.

3° segreto per essere felici: avere fede

Ho l’impressione che mi capiteranno tante altre cose belle che non mi aspetto.
Mi sento più vivo che mai. Prevedo un 2018 fantastico!

Avere fede, sempre e comunque.
Maurizio mi diceva queste cose mentre regrediva, non mentre avanzava: aveva investito in un progetto e, invece di vederlo crescere, lo stava vedendo indietreggiare.
Ma non per questo perdeva la fiducia.

Non sono le circostanze esterne a determinare la nostra vibrazione.
Non può essere quello che succede con obiettivi, finanze ed eventi a influenzare il nostro tono emotivo, il focus e chi siamo.
Se funzioniamo così siamo delle persone deboli e abbiamo bisogno di rafforzarci.
E cosa è meglio di un po’ di fallimenti per conquistare forza, autostima, grinta e decisione?
La vita è intelligente… 😉

segreti per essere felici coaching network marketingMaurizio è sulla strada giusta: ha scollegato la propria condizione interna dalla superficialità degli accadimenti esterni.
Così si inizia a diventare potenti.
Che significa potenti? In cosa consiste, essenzialmente, questo avere potere?
Nella capacità di far succedere le cose, da cui deriva anche etimologicamente la parola successo: capacità di far succedere le cose.
Si può fare solo col giusto distacco, e maturando tanta tanta forza, soprattutto emotiva.

Ci vediamo alla prossima puntata!

Ilaria Cusano

 

Come dare una svolta alla propria vita, ce lo dimostra Maurizio Bertolotti

1° Viaggio dell’Eroe per Networkers

Maurizio Bertolotti è il primo che ha deciso di fare il mio percorso di Life Coaching Spirituale esclusivo per networkers. Ci tengo a condividere le sue stesse parole, per evidenziare

  1. la stoffa del vero leader;
  2. gli indicatori da cui io, come formatrice e mentore, riconosco che posso investire – e non sprecare – il mio tempo e le mie energie. Io ho scelto lui tanto quanto lui ha scelto me.
  3. L’atteggiamento giusto per potenziarsi e iniziare a splendere.

life coaching spirituale network marketing

Ho voglia di sbocciare

Ha cominciato dicendomi questo, Maurizio, ed era la base perché potessi degnarlo della mia attenzione. Ma come ha continuato è molto molto meglio!!! 😀

Sono determinato a focalizzarmi su di me, perché è ora che cresca io. In passato mi sono occupato sempre più degli altri che di me stesso; ma il passato è passato. Voglio pensare a un presente e a un futuro grandiosi. Scusami il termine ma Vaffanculo alla mediocrità! Io mi sono rotto le palle della mediocrità! Sappi che avrai formato un altro Presidente.

L’unica mia difficoltà è quella economica. Ho fatto e farò ancora tanti sacrifici, perché quell’abisso in cui sono sprofondato un anno e mezzo fa mi ha fatto capire che io voglio vivere, e voglio vivere alla grande.
E non voglio più essere un mediocre. Perché nel momento in cui vedevo solo buio, in quel momento lì, ho trovato una luce. E quella luce ce l’ho dentro, quella che fatico a far esplodere.
Mi devi solo fare una promessa. Io, anche a costo di altri sacrifici economici, questo percorso lo voglio fare. Lo voglio fare perché – mi sto emozionando – voglio fare quel salto di qualità, che mi permette di stare meglio, di fare del bene. E se tu mi prometti che, tramite questo percorso fatto con te, io sarò la persona che voglio essere, allora ci metterò tutto l’impegno, tutto il sacrificio, tutto quello che è necessario metterci; io non mi tiro indietro. Ho iniziato un percorso di crescita e rinascita e lo voglio portare a compimento. Io ci sono, Ilaria.

Sacrificio, impegno e focus, ma anche emozioni, sentimenti e cuore

Io decido in fretta di cambiare, e anche di mettermi nelle mani di persone che, secondo me, hanno tanto da darmi; e tu sei una di quelle, come… (altri esempi) Io do il mio cuore in mano alle persone. Tempo fa pensavo fosse una cosa stupida, però è un rischio calcolato; perché tanto so che prima o poi vinco, qualcosa di grande mi rimane.
Io sono sempre stato diverso dagli altri. Sono arrivato a ragionare su un percorso di vita che mi ha portato a essere quello che sono, a percorrere la strada che ho percorso, in maniera diversa dalle persone che ho attorno: i miei familiari, mio fratello, mia sorella o gli amici.
Se sono quello che sono e ho percorso questa strada è perché, inconsapevolmente, c’è una forza che mi ha sempre spinto nella direzione che voglio, che mi porterà a essere un leader buono, un leader che aiuta, che è la cosa che mi riesce meglio nella vita.

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Un leader che dona

Che si dona grandissime soddisfazioni per sé – perché, accidenti, ci vuole anche quello, ci mancherebbe! – ma che pensa a migliorare la vita degli altri. Ed è bellissimo conoscere persone che vogliono la stessa cosa.

Mi è rimasta impressa una frase che hai detto: Vedrai che ti divertirai.
Sì: sono convinto che mi divertirò.
Mi divertirò a vedermi diverso.
Mi divertirò a vedere le facce degli altri quando diranno “Toh, guarda Mauri! Ammazza che cambiamento! Che persona sicura di sé, che leader!”
Sono sicuro che ci arriverò, col tuo aiuto ci arriverò.

Le cose succedono e i risultati li ottieni in base a quello che dai; sono molto pragmatico da questo punto di vista.
Penso che la fortuna vada attratta. Penso di dover lavorare ancora molto, ed è arrivato il momento di affidarmi a persone competenti e di cuore.
Il Presidente sarà il compimento di un percorso, ma quello sarà un attestato di quanto sei stato bravo. Essere un leader è una cosa diversa: quando sei leader lo sei nella vita, nel lavoro, cogli amici, con la tua donna, coi tuoi familiari. E’ una cosa molto più profonda, legata molto di più alla propria anima.
Prima che il Presidente vedo l’uomo.

Fa’ che questo umile uomo diventi un grandioso leader! Sempre umile, eh, ma grandioso.
Se riuscirai a fare questo non c’è soldo che tenga. Non è una questione di soldi; ci sarà una gratitudine immensa per tutta la vita, te lo dico col cuore.
Sono convinto che questo percorso sarà fantastico! Perché voglio esserlo: una persona fantastica!

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Non vedo l’ora di iniziare questo nuovo percorso! Sono elettrizzato! Cacchio, Ilaria, fammi sbocciare!

Devo aggiungere altro? 😀 Che siano le mie azioni a parlare, forte e chiaro; prima fra tutte l’averlo scelto, poi l’aver destinato un intero blog novel alle sue parole – invece che alle mie – e… per tutto ciò che verrà, ci vediamo alle prossime puntate!

Ilaria Cusano

 

Come si diventa Life Coach – La testimonianza di Veronica III

La vita oltre la comfort zone

come si diventa life coach spiritualePer una persona come me, riflessiva fino al razionalismo, formata in materie tecniche e secondo i canoni tradizionali, la scelta di dedicarsi al coaching comporta una certa dose di coraggio.
Per onorarla sono costretta a continui balzi oltre i confini della mia zona di comfort: non faccio in tempo ad abituarmi a una novità che ne arriva un’altra.

In circa due mesi mi sono già abituata

  • a una formazione destrutturata, diversa, non tradizionale;
  • a un uso più consapevole dei social media;
  • al lavoro in team e a distanza;
  • ad apparire nei video!

Tutte cose che non avevo mai fatto e che mi sono costate parecchi sforzi!
Eppure questa mia nuova avventura, nonostante comporti la necessità di un continuo aggiustamento e allargamento della mia comfort zone, rimane molto più stimolante che stressante!

Riflettendoci, mi torna in mente il concetto di Kaizen (letteralmente, miglioramento continuo): fu coniato in Giappone negli anni ’80 e descrive una filosofia di business. Una filosofia basata su un rinnovamento a piccoli passi costanti; che si contrappone, quindi, all’idea occidentale e un po’ traumatica dell’innovazione.
Nonostante sia nato per le aziende, il concetto di Kaizen è applicabile anche alle persone: con iniziative piccole possiamo perseguire costantemente un miglioramento, imparando cose nuove, sfidando i nostri schemi, prendendo in mano la nostre vite in modo responsabile e consapevole.
Nel mio caso, questo piccolo sforzo costante sta iniziando a dare i suoi frutti: la mia vita ha già iniziato a cambiare!

Il coaching mi ha già cambiato la vita!

come si diventa life coach spiritualeNon so di preciso a che cosa sia dovuto: se al modello sociale in cui sono stata cresciuta, all’inquadramento scolastico o a che altro elemento della mia storia personale. Ma pressoché da quando ho memoria, sono sempre stata concentrata su un oggetto delimitato: una sorta di obiettivo da raggiungere, in un certo tempo e a tutti i costi.

Credo che questo sia uno dei motivi per cui, nel momento in cui mi concentravo sulla costruzione del mio futuro, perdevo di vista il mio presente. Il mio focus sulla carriera ha comportato spesso l’accantonamento della mia vita personale e sociale…

Di fatto, questo mio approccio alla vita ha creato una situazione in cui navigavo nello stress fine a se stesso e nella frustrazione, a prescindere dal raggiungimento degli obiettivi di volta in volta fissati.
Per anni mi sono sentita ingabbiata in uno schema un po’ malato, che era diventato la mia zona di comfort, tanto che è stato difficile e quasi doloroso decidere di uscirne.

Il processo è ancora in corso: sto continuando a imparare dai miei errori, ma piano piano, con un lento ma costante procedere, ho iniziato a considerare il quadro complessivo. Ora peso gli effetti che i miei impegni e le mie iniziative avranno sulla mia vita e sto facendo della qualità di quest’ultima una delle mie priorità!
Può sembrare poca cosa, forse, ma per me è rivoluzionario, ed è una delle ragioni per le quali mi sono avvicinata al coaching.

Questo percorso ha fatto nascere in me una consapevolezza nuova, che mi permette di affrontare la vita in modo diverso, attraverso una precisa rivelazione: è di felicità che mi devo occupare.

È questo che mi appassiona: aiutare le persone a essere felici

come si diventa life coach spiritualePer farlo in modo serio ed efficiente, ho scelto di frequentare TrasFormazione, la scuola di Life Coaching Spirituale di Ilaria Cusano, che inizierà a Settembre 2017.

Se sei una persona dalla chiara vocazione sociale, con una mentalità imprenditoriale e fortemente motivata a cambiare il mondo nel tuo piccolo, ti invito a unirti a me in quest’avventura straordinaria! Ci aiuterà ad acquisire gli strumenti giusti per offrire i nostri talenti nel modo migliore.

Per maggiori informazioni contatta Ilaria – non ha creato una landing page per questa scuola perché, come avrai capito, ha un’idea tutta sua della formazione; ma se le scrivi ti risponde di sicuro 😉

Sono rimasti due posti e c’è una persona in forse (che al 90% opterà per il sì), quindi se ti interessa affrettati a chiedere un appuntamento a Ilaria: ilaria.cusano@gmail.com

Veronica Pasetto

 

Come si diventa Life Coach – La testimonianza di Veronica II

Diario di una professionista sentimentale… aspirante coach! Parte II

… Si comincia!

All’inizio della collaborazione con Ilaria per iniziare a lavorare come coach, ho dovuto fare i conti con un modo di imparare molto diverso da quello cui ero abituata. Io che venivo dagli studi universitari, classici, basati su libri e lezioni, mi sono trovata a confrontarmi con una formazione innovativa: meno strutturata, con un’immersione in un contesto di informazioni da cui chi impara è libero di trarre gli insegnamenti più coerenti rispetto ai suoi interessi, pur con la guida di un esperto (Ilaria stessa).

come si diventa life coach
Ph. by Quinn Dombrowski

Come Life Coach il networking è fondamentale

In quest’ottica ho iniziato a partecipare a eventi nuovi, che avevo sempre pensato non mi riguardassero. Uno di questi eventi è stato il TED-X di Padova; oggi ve lo racconto perché è stato teatro di un episodio curioso che ho preso come un segnale, una sorta di “premio” per aver iniziato a seguire davvero la mia strada.
MI sono laureata in Giurisprudenza per lavorare come avvocato? Fa niente: voglio fare la Life Coach!

Mi ero mossa troppo tardi e non avevo trovato i biglietti. Sono andata a Padova ugualmente per un pranzo con Ilaria; dovevamo parlare di come avremmo potuto aiutarci a vicenda. Certo, mi spiaceva non assistere ai discorsi del TED: ero molto curiosa, avevo visto dei video on line ma non avevo mai presenziato di persona. Pazienza, avevo fatto tutto il possibile ed era stato inutile… Ci sarebbe sempre stato l’anno prossimo!

Arrivato il giorno della manifestazione, ho preso il treno al mattino, un po’ prima del dovuto; sono arrivata a Padova in largo anticipo. Ho passeggiato un po’ per la città nella mia nuova ottica di godermi il più possibile la vita, e sono arrivata davanti al Teatro del TED.

come si diventa life coach
Ph. by ReflectedSerendipity

Il segnale: il Life Coaching è la strada giusta!

Mentre aspettavo in quella bellissima giornata di sole (mi sentivo proprio in vacanza!), ho notato una ragazza carica di borse; tentava di fare una foto in condizioni quasi proibitive. Mi sono avvicinata e le ho offerto aiuto. Lei ha rifiutato gentilmente, quindi l’ho lasciata in pace.
Poco dopo aver completato il suo shooting fotografico improvvisato, la ragazza, Michela, mi è venuta incontro e mi ha offerto un pass per il TED (ne aveva uno in più), nel caso avessi voluto partecipare… Certo che volevo partecipare!

Ho finito per passare il pomeriggio ascoltando discorsi visionari nel bellissimo Teatro Verdi di Padova, circondata e immersa in un contesto di geniale creatività… E il pezzo finale era di Marco Paolini!
Se ci penso, ancora mi riempio di gratitudine! E tutto per essermi presentata a Padova e per aver offerto un piccolissimo gesto di gentilezza!

A voi è mai capitato qualcosa di simile? Di volere qualcosa e, in conseguenza di un vostro sforzo minimo, di osservare gli eventi che spontaneamente si allineano in modo da farvi il dono di averla? Raccontatemi nella sezione commenti!

Veronica Pasetto

PS. A Settembre inizieremo l’avventura di TrasFormazione, la prima Scuola di Life Coaching Spirituale in Italia, che Ilaria ha ideato e a cui mi ha invitata a prendere parte! Sono proprio curiosa di scoprire cosa succederà nella mia vita nel momento in cui passeremo da una dimensione individuale a una di gruppo! Se già da sola la fortuna arriva a me in questo modo, quando saremo tutte insieme cosa accadrà? 😀 Vi racconterò anche questo, a tempo debito 😉

come si diventa life coach
Ph. by Michael Davis-Burchat