Franchising 2020, le migliori opportunità

Franchising che sorpresa

Irrompe nella mia vita, il franchising – pazzesco 😀 Il 17 Ottobre, solo tre settimane fa, pubblicavo un articolo su questo modo di fare impresa, il franchising; non sai cosa mi è successo negli ultimi sette giorni! Te lo racconto.

Mentre scrivevo quell’articolo non avevo la più pallida idea della situazione in cui, a mia insaputa, ero “rotolata”. Il mio compagno, qualche giorno fa, mi dice

Sei libera domenica pomeriggio e sera, giusto? Vorrei parlarti di una cosa importante e, se poi anche tu trovi sia una bella sorpresa, ti porto fuori a cena per festeggiare.

Ok 😀
Ero molto curiosa.

Arriva la fatidica domenica e mi confida che, da qualche settimana, va in giro per il Veneto per conoscere alcuni imprenditori e parlarci, confrontarsi con loro, relativamente a un franchising. Che, beh, rullo di tamburi, lui ha deciso di aprire!!
Non ci potevo credere. Non mi ero accorta assolutamente di niente!

Ha scelto un’azienda meravigliosa, che anch’io conosco e stimo; la frequento, anche, sono una cliente affezionata. Ma non mi era passato minimamente per la testa che potesse esserci l’eventualità che proprio lui aprisse una filiale. E invece eccomi qua: con un fidanzato che, nei prossimi mesi, aprirà questo franchising 🙂

Una speranza per il futuro dell’imprenditoria in Italia

franchising imprenditoria femminile

Come avrai già letto nell’altro mio articolo sul franchising, tra le varie forme imprenditoriali presenti in Italia, questa non è una delle mie preferite. Quella più nelle mie corde è indubbiamente il network marketing. Ma è solo un mio “feeling” soggettivo, del tutto personale. Perché il franchising ha senz’altro una serie di caratteristiche che lo rendono estremamente interessante come opzione, nel particolare momento storico-sociale che stiamo attraversando.

Vediamo le più importanti.

  1. Richiede un investimento di sicuro più accessibile di un qualsiasi altro negozio. Il capitale sociale che bisogna mobilitare, per avviarne uno, sta sui 10.000/50.0000 euro, e non intorno ai 100/200 mila necessari per avviare altre attività. Nel network marketing ti bastano anche poche centinaia di euro ma, per chi vuole sentirsi nella struttura stabile e materiale delle quattro mura di un negozio, il franchising è certamente un’opzione ottima.
  2. Hai la spalle coperte. Puoi contare su un brand già affermato e conosciuto, su guida e formazione costanti, su un team di persone che hanno tutto l’interesse a farti decollare quanto prima e meglio possibile. Molte decisioni vengono prese a monte, dunque anche le responsabilità sono entro certi limiti. Il che, per chi è alle prime armi con un’attività imprenditoriale, è un gran sollievo.
  3. La tua strada è tracciata con chiarezza. Devi trovare una location con delle caratteristiche ben precise; seguire un certo metodo per formarti e avviare la tua filiale; la promozione si fa in un modo predeterminato e uguale per tutti. Insomma, hai un binario su cui procedere, non sei allo sbaraglio.

Ovviamente, tutto ciò è secondario rispetto ad altre due riflessioni importanti che stanno al principio di ogni cosa:

  • Quali sono i tuoi talenti, passioni e vocazioni, a livello profondo? Cosa sei venuta a fare, come anima, sulla Terra?
  • Di cosa ha bisogno la tua comunità? Come puoi renderti utile con le tue attitudini, competenze ed esperienze?

Le migliori opportunità per un franchising nel 2020

Con queste premesse, quali sono quindi le migliori opportunità per un franchising nel 2020?

Anzitutto, sono quelle di cui la tua comunità ha effettivamente bisogno, per migliorare la propria vita.
Meglio evitare di investire su prodotti e servizi di importanza dubbia. Come stiamo ricordando benissimo in questo periodo di lockdown ed emergenze, solo le attività più essenziali hanno la possibilità di durare. Il resto, che ci piaccia o no, muore – purtroppo. Meglio trarne la lezione e mettersi sulla rotta giusta.

Poi sono quelle che incontrano i tuoi talenti, passioni e vocazioni, a livello profondo. Che abbracciano il motivo per cui sei su questa Terra, come anima.

Sono, inoltre, quelle che materialmente puoi permetterti di avviare.
E’ inutile fissarti sull’apertura di una certa attività, se non hai il capitale che serve per farla partire, né hai modo di fartelo prestare o comunque reperirlo. Meglio concentrarti su opportunità in linea con le tue reali possibilità, anche materiali.

Sono anche quelle con un brand la cui politica di gestione ti piace. Che, attraverso la sua impresa, promuove dei valori umani in cui credi anche tu. Dove, quando incontri qualche collega, manager o superiore, scopri delle persone che suscitano la tua ammirazione e stima; persone che sei entusiasta a seguire, con cui avresti anche piacere a stringere delle relazioni personali, oltre che professionali. Questa “bussola” intima e profonda è estremamente preziosa; ascoltala, muoviti nella direzione che ti indica. E, se ti indica di cambiare strada, dalle retta; è saggia, non sottovalutarla.

franchising imprenditoria femminile

Infine, le migliori opportunità per un franchising, ma in questo caso non solo nel 2020, sono quelle che ti proiettano verso lo stile di vita che desideri. Quando ti visualizzi nel futuro in cui immagini che ti troverai, cosa provi? Sono più sensazioni ed emozioni piacevoli o spiacevoli? Datti credito; hai una sola vita, usala per fare le esperienze che più ti attirano, che ti piacciono e fanno stare bene. Anche i sacrifici acquisteranno un sapore più dolce 🙂

Ilaria Cusano

PS. Per qualsiasi curiosità ti tipo imprenditoriale, commenta questo post. Chiedimi, raccontami di te. Dialogando possiamo aprirci nuovi orizzonti a vicenda. Ti aspetto qui sotto.

 

Aprire un franchising: come fare, pro e contro

Franchising: analizziamolo spiritualmente

Tu sai che il mio lavoro si chiama Life Coach Spirituale perché ti aiuto a prendere tutto come un’occasione di evoluzione su questo piano. Per farlo, bisogna analizzare le varie situazioni, anche quelle che sembra c’entrino meno con la spiritualità, proprio in questa ottica, invece.
La spiritualità ha a che fare con tutto; solo quando lo capiamo fino in fondo, imbocchiamo la via per rendere la vita più spirituale.
Detto ciò, torniamo al franchising.

franchising

In questi ultimi mesi, per motivi personali, sto conoscendo molto da vicino un’attività che mi ha prima incuriosita, poi interessata, poi entusiasmata. Si tratta di un centro per la prevenzione e il benessere che, con Luca, stiamo prendendo in considerazione anche come business. Se mi segui da tempo, sai che sono un’innovatrice a 360°; che adoro scovare pietre preziose e farle conoscere al mondo nella forma imprenditoriale. Nell’ambito della mia passione per l’impresa, di questa vocazione a innovare e dell’amore viscerale verso il fare soldi e il vivere bene l’unica vita che abbiamo, ultimamente mi sono chiesta

E se anche noi aprissimo un franchising?

Pure i genitori di Luca, che ce lo hanno fatto conoscere, ci avevano chiesto se ci sembrasse un’attività valida. Abbiamo cominciato a rifletterci e a parlarne.

Il franchising sì che è una piramide – altro che network marketing

Sento parlare spesso del network marketing come un sistema piramidale, ed è pazzesco che non lo si dica del franchising, invece.
Posto che un po’ di gerarchia c’è in quasi tutti i sistemi non solo economici e imprenditoriali, ma sociali in generale; di certo il network marketing è la forma meno piramidale di tutte.
Ma ovviamente può capirlo solo chi si prende la briga di approfondire e studiare veramente; chi si limita ai al gossip, alle voci di corridoio e ai pregiudizi, non può sapere come funzionano davvero certe dinamiche.

Comunque, io la briga di approfondire e studiare me la sono presa.
Tra l’altro, personalmente non ho neanche niente contro le piramidi. Non vedo dove sia il problema.
E’ pieno di gente che adora fare la base della piramide: stipendio fisso, magari pure qualche provvigione, lavorare fino alle cinque, staccare e non pensarci più, lasciare le responsabilità ai capi, “… tanto io non ho bisogno di molto per vivere…”, etc. etc.
Non è la mia mentalità ma è evidente che è quella della maggior parte degli Italiani. Non capisco perché dovremmo sputare nel piatto dove quasi tutti mangiano, o vorrebbero mangiare.

Accantonate attitudini e preferenze soggettive, resta il fatto che il franchising è una struttura molto più piramidale del network marketing.

Quale esperienza spirituale ti dà modo di fare, una piramide?

Chi fa network, infatti, spiritualmente ha bisogno di fare rete, come dice la parola stessa: di sentirsi parte di una trama che si sviluppa soprattutto orizzontalmente, e dove tutti possono spostarsi di livello in base al fatturato (in modo totalmente meritocratico, quindi), con estrema dinamicità. Desidera avere autonomia e responsabilità; poter esprimere il proprio genio e la creatività senza dover troppo rendere conto ad altri. Chi fa network ha voglia di flessibilità, avventura e ampi margini di guadagno. Tutte situazioni completamente diverse da quelle che si verificano in una struttura piramidale. E infatti torno a ripetere: il network marketing è la forma imprenditoriale meno piramidale non solo del franchising ma di tutte.

Nel franchising, invece, si fa piena esperienza del livello: per la serie, questo è l’unico posto che puoi prendere, ti metti qui e ci rimani, non ti muovi più. Ti apri il tuo bel negozio scegliendo solo ed esclusivamente tra le opzioni che ti diamo noi – che facciamo le indagini di mercato e possiamo vedere com’è la situazione generale, dall’alto. Tutti i mesi hai i tuoi acquisti dalla casa madre, corrispondi le tue royalties, raggiungi i tuoi obiettivi. Ma alla fine tu, a fronte di tanta “sicurezza”, ti puoi arricchire solo fino a un certo punto; mentre noi che siamo al vertice cresciamo in misura esponenziale, ogni volta che parte un nuovo punto vendita.

Di cosa devi aver bisogno, spiritualmente, perché una struttura come quella del franchising ti faccia bene? Ti porti fortuna, espansione, arricchimento e benessere profondo?

  1. Stabilità.
  2. Contenimento.
  3. Serenità.
  4. Umiltà.
  5. Deresponsabilizzazione.

Il profilo giusto per il franchising

franchising

E’ quello di una persona che sente l’esigenza di contenere la propria energia perché, quando esagera, deborda, facendo più danni che altro. Una persona che necessita di una guida stabile e sicura; che le dica precisamente cosa fare, quando e come. In modo tale da potersi costruire una quotidianità regolare e serena, tranquilla, senza troppe altalene – logistiche ed emotive.
E’ una persona umile, che non ha grandi mire e ambizioni né dal punto di vista della carriera né economicamente. Le sta bene investire una somma considerevole, chiedere un prestito ai parenti o a qualche banca o istituto di credito, e restituire i soldi un po’ alla volta, anche senza grossi guadagni. Ha bisogni e desideri più psicologici che materiali.
Infine, fa fatica a tenere sulle spalle grandi responsabilità. Preferisce la leggerezza di una condizione in cui deve fare delle scelte, sì, ma quasi mai decisive; più che altro marginali, secondarie.

Se ti riconosci in questo profilo, il franchising ti farà del bene. Se sei una persona all’opposto, invece, lascia stare perché, per quanto possa avere degli apparenti vantaggi dal punto di vista economico, finirebbe con l’uccidere il tuo spirito, il tuo entusiasmo e la tua vitalità.
Valuta sempre tutto a partire da chi sei davvero, come anima, e da chi vuoi diventare, come persona.

Ilaria Cusano

PS. Io, come sai, ho scelto la via del network marketing, che è quella che mi corrisponde di più in assoluto. Se vuoi collaborare con me puoi unirti anche in autonomia al programma MBA, e poi contattarmi per sviluppare una strategia di azione insieme! Più che volentieri 😀

Come rimanere sul mercato, guida al posizionamento strategico

Rimanere sul mercato e posizionamento strategico

rimanere sul mercato posizionamento strategico

Mai come oggi l’esigenza di rimanere sul mercato ci appare più pressante… Con tutte le aziende che stanno fallendo e chiudendo a causa del lock-down, non possiamo che desiderare ardentemente di farcela! Mettiamoci subito al lavoro in questo senso 🙂

Voglio donarti una sintesi del mio personalissimo vademecum, opinabile e criticabile, ma che comunque ha il merito di farmi essere sul mercato da 15 anni e sempre in crescita. Qualcosa di corretto, quindi, di sicuro c’è. Metti tu stessa alla prova ogni singolo consiglio, rendilo operativo, e poi valuta in maniera del tutto libera e autonoma la sua efficacia per il tuo business.

1) Riconosci la tua nicchia di mercato

Ho messo “riconosci” in corsivo per sottolineare una sottigliezza che fa molta differenza. La nicchia di mercato non va scelta, decisa, definita; non ha a che fare con una tua volontà. Ma con la volontà della tua community. E’ la tua community – anche quella di conoscenti, amici e parenti, prima di avviare un’attività – che ti “elegge” per una determinata funzione. Che ti “invita” ad assumere un particolare ruolo.
Il tuo compito è rispondere positivamente a questa chiamata – da qui il termine “responsabilità”, che significa “abilità a rispondere”; oppure non farlo. La tua volontà ha questo limite: non sei tu che scegli la tua nicchia, è lei che sceglie te. Tu devi limitarti a darle il degno riconoscimento che merita. In fondo, sono proprio tutte quelle persone che ti stanno mantenendo, che ti permettono di sopravvivere o di vivere nel benessere.

2) Impara a parlare la lingua della tua nicchia di mercato

Sin dall’adolescenza, ho frequentato cerchie di persone particolarmente acculturate. Da grande ho fatto l’università, la specializzazione in Coaching Professionale, un master in management di progetti internazionali; tutti ambiti in cui il linguaggio era piuttosto accademico. Da scienziati, da Sociologi per l’esattezza, da addetti ai lavori.
In pratica, roba pesante e incomprensibile.
Avrei dovuto rimanermene nell’Olimpo, con quei quattro gatti dei miei colleghi, a fare cosa? A mangiarsi le mani tutti insieme per essere senza lavoro e con una marea di gente che ti odia perché, fondamentalmente, ti comporti da snob? Che, tra parentesi, significa “sine-nobilitate”, “senza alcuna nobiltà”. No, grazie. Ho preferito imparare questa bella lingua pop che mi permette di comunicare con chiunque.
Perché? Per lavorare, per andare incontro alla mia community e per appartenere al mondo, invece di isolarmi.
Ha sempre funzionato egregiamente 🙂

3) Sii presente per la tua community

rimanere sul mercato posizionamento strategico

Molte persone che si approcciano ad avviare un’attività, a mettersi in proprio e a lavorare da freelance sono affette da quella curiosissima sindrome che è la paura di disturbare. Ma ascoltami un attimo.
Se una persona ti segue su uno dei tuoi canali social o addirittura su tutti, sarà perché vuole sentire cosa hai da dire, no? Altrimenti, per quale motivo sarebbe lì, a regalarti il proprio tempo e la propria energia? Non ti pare?
E poi, scusami, tu stai lavorando per offrire un contributo utile alla tua community; no? Cosa c’è di disturbante nella presenza di qualcuno che sta facendo tutto il possibile per rendersi utile? Io direi proprio niente; non concordi? Anzi! Tendenzialmente, tutti adoriamo quando qualcuno cerca di aiutarci, di offrirci cose che ci servono, che possono migliorarci la giornata e la vita. No?
Ecco, allora fallo assiduamente e assennatamente. Il tuo business oggi richiede che tu sia presente su 4 social diversi, pubblicando più contenuti ogni giorno? Bene, fallo. Chi ti segue è chi ti ama; sono persone a cui i tuoi contenuti piacciono, li trovano utili e arricchenti, ne hanno addirittura bisogno, in molti casi. Non deludere queste persone, dai loro ciò che vogliono – nei limiti della tua etica, naturalmente 😉

4) Continua ad aggiornarti sempre

Oggigiorno è fondamentale fare la cosiddetta formazione continua; quella che l’Europa ci sponsorizza da ormai 20 anni e che in Italia, purtroppo, ancora tarda a ingranare. Il che porta non pochi problemi: nelle vendite, nella tenuta del business, nell’atmosfera che si respira nel team e anche nelle prospettive future, di sopravvivenza dell’attività.
Tutte cose che capisco e conosco bene anch’io.
A questo proposito, qualche tempo fa mi sono messa alla ricerca di una soluzione che mi permettesse di erogare una valida formazione continua alle mie collaboratrici, in modo agile e sostenibile. Così ho trovato questa piattaforma.
Ci sono corsi di aggiornamento e formazione professionale, più una serie di altri corsi di crescita personale (sempre utilissimi anche per il business), tenuti da validi professionisti di tutto il mondo e sottotitolati in 4 lingue, a soli 13€ al mese.

Ti fai un abbonamento che costa solo 13€ al mese (da cui tra l’altro, volendo, puoi anche vederti tornare indietro ben il 60% dell’investimento), e puoi farti tutti i corsi di cui hai bisogno, facendo gli esercizi e applicandoti bene. Per migliorare costantemente nel lavoro, accrescere sempre le tue conoscenze e competenze, ed essere certa così di rimanere sul mercato e coi migliori risultati.
Ti invito a provare e valutare tu per prima, abbonandoti per un mese senza impegno e facendoti qualche corso. Vedrai che il livello è ottimo e il prezzo è veramente un’occasione!
Attenzione, però: questo prezzo (15$ al mese, che corrispondono esattamente a 13,28€) è disponibile solo se ti abboni utilizzando il mio link – altrimenti ti sale a 49$ al mese.

Questo è il meglio che posso darti. Se hai altre domande o richieste, commenta pure questo articolo, ti risponderò io personalmente 🙂

Ilaria Cusano

 

Guadagnare come Life Coach: realtà o miraggio?

Vuoi guadagnare come Life Coach? Inizia a rimboccarti le maniche

A oggi sono quasi 20 le persone che ho formato per diventare Life Coach; per lavorarci davvero, guadagnando, non per “fare le carte alle amiche”. Lo metto come incipit, nonostante non mi piaccia affatto, perché ho visto che è proprio questa la prima cosa da chiarire.
Se vuoi fare le carte alle amiche va benissimo; noi donne lo abbiamo fatto per secoli e non c’è niente di male. Anzi, è bello! Metti generosamente a disposizione una predisposizione, un’abilità. E’ una forma di volontariato, ed è utile, benevola, può fare la differenza.
Guadagnare come Life Coach, però, è un’altra cosa.

diventare life coach

Non è un percorso di crescita personale. Presuppone che tu lo abbia già alle spalle, questo percorso, e che lo porti avanti, certo, ma in separata sede. Quando stai lavorando stai lavorando; stai rendendo un servizio agli altri, non a te stessa. Puoi imparare mille cose anche tu, e di fatto lo fai; ma il tuo focus primario deve essere l’altro. Come aiutare gli altri, come rendere un servizio accessibile, ben strutturato, efficace, capace di dare risultati concreti agli altri.
Questa attitudine è la base per guadagnare come Life Coach.

Dovrai mettere da parte valanghe di sogni romantici, orgoglio e vanità, per riuscirci. Ma la notizia strabiliante è che sarà proprio facendo così che, a un certo punto, vedrai realizzati i tuoi sogni romantici, il tuo amor proprio e tutto il tuo splendore.
Tu li metti da parte e loro si realizzano. Sì: funziona proprio così.
Ma sottolineo: “a un certo punto”. E quel certo punto non è di sicuro dopo un anno o due. A me ha iniziato a capitare dopo circa 4 anni. E ho avviato la mia carriera di Life Coach giovanissima (a 23 anni), con dei gran studi alle spalle e un talento come se ne vedono pochi in giro. Devo ancora incontrarla, una persona che è riuscita a farcela in meno di 4 anni; se sarai tu, scrivimi, sarò felicissima di ascoltare la tua storia 🙂

Guadagnare come Life Coach: molti “professionisti” vendono illusioni

Ormai sono diverse (troppe!) le persone che si sono rivolte a me, dopo grandi formazioni molto costose. Avevano speso migliaia e migliaia di euro senza riuscire a combinare niente. Eh già, perché molti che si fanno chiamare Coach (ma non lo sono), in verità fanno gli show-men. Bravissimi show-men, intendiamoci, ma non Coach. Dopo anni e migliaia e migliaia di euro a seguire questi personaggi, devono venire da me per quagliare.

Un Coach sta con te, ti segue di persona, anche tallonandoti quando ti perdi. Non sta sui palchi lontano da tutti, senza conoscere neanche uno, di quegli esseri umani che hanno pagato migliaia di euro per stare lì.
Mai visto un allenatore allenare campioni e campionesse in questo modo? No. Il perché è semplice: perché non si fa così, ad allenare campioni e campionesse.
Si fa come faccio io.
Dialogando con la singola persona. Conoscendola. Capendo quali sono le sue difficoltà, come aiutarla a vincerle. Facendo un piano apposta per lei, seguendola da vicino. E dandole degli strumenti che le permettano di passare al prossimo livello, dopo essere stata da noi – e non costringendola a dipendere da noi, a dover restare per un corso e poi per un altro e un altro ancora, senza poter mai volare anche da sola.

diventare life coach

Mi dispiace immensamente doverlo dire, ma queste persone che vengono da me non sono mai state guidate bene. O non le hanno proprio guidate, lasciandole essere solo un insignificante puntino tra tanti altri; o le hanno guidate male, impedendo loro di sviluppare le proprie doti e capacità.
In questo modo, oltre a rubare soldi alla gente, questi “professionisti” stanno anche rischiando di privare l’intera società di contributi potenzialmente utili e preziosi: quelli delle persone che non stanno formando.

Se vuoi diventare Life Coach e guadagnare come Life Coach, stai alla larga dagli show-men. E, anche se qualcuno ti dovesse dire che sono i migliori, tu ricordati di non crederci: i migliori sono quelli che lavorano CON TE per far diventare TE la migliore.

Formazione continua: il “segreto” per guadagnare come Life Coach nel tempo

Ricapitolando, abbiamo visto

  1. Il mindset
  2. La scelta dei mentori giusti
  3. E ora vediamo la formazione continua

La formazione continua è un altro tassello fondamentale. E anche qui, eticamente, urge una critica.
In Italia ci sono scuole di Coaching e singoli professionisti che, invece di mettere i propri clienti nella condizione di diventare Life Coach, vanno a stringerli progressivamente in una rete dalle maglie sempre più fitte. Una vera e propria trappola!
Li fanno iniziare con dei percorsi lunghissimi e costosissimi. Poi richiedono infiniti tirocini non retribuiti. Dopo tentano di mettere in testa a queste persone evidentemente fragili e spaesate che c’è bisogno di un aggiornamento, un approfondimento, un upgrade, addirittura Master li chiamano. Il tutto, ovviamente, per la modica somma di… migliaia di euro! Master di cosa? Di truffa!

Stammi a sentire. La formazione continua con tutti gli aggiornamenti di cui hai bisogno (comunicazione, marketing, crescita personale, gestione delle finanze – tutto ciò di cui avrai bisogno nel tempo), la trovi in questa piattaforma a 15$ al mese. Che in euro sono 13,28.
Coach e formatori di tutto il mondo, sottotitolati in ben 4 lingue: Italiano, Inglese, Spagnolo e Francese.
E’ verissimo che, per guadagnare come Life Coach e rimanere sul mercato nel tempo, hai bisogno di formazione continua. Ma ti basta investire 15$ al mese.

Per qualsiasi approfondimento o informazione su tutto ciò che ho scritto in questo articolo, scrivimi a ilaria.cusano@gmail.com
Sento come molto importante l’esigenza di mantenere questo mercato, che è anche mio (il mercato della formazione, del Coaching, il settore in cui lavoro), pulito, onesto e guidato da una certa etica. Ragion per cui, tutto quello che posso fare in questo senso, incluso aiutare te a (ri)orientarti, è una preziosa opportunità 🙂

Ilaria Cusano

Lavorare da casa, tutti gli errori da evitare

Lavorare da casa: un sogno di molte, una realizzazione di poche. Scopriamo perché

Lavorare da casa è un Paradiso, per certi versi. Non è per tutte; molte preferiscono andare in ufficio, alzarsi la mattina a una certa ora, vestirsi, truccarsi, uscire, incontrare gente. Molte però ucciderebbero, per potersi svegliare senza l’insopportabile trillo della sveglia; per poter rispettare e seguire il proprio bioritmo, lavorando la sera invece che la mattina, per esempio, potendo fare sport o meditazione appena sveglie, o semplicemente mangiare quando hanno fame, invece che quando viene loro concesso.

lavorare da casa errori

Le principali esigenze che riscontro, tra le donne che desiderano tanto lavorare da casa, sono

  1. poter evitare di frequentare ambienti e persone con cui stanno più male che bene.
  2. Poter seguire di più il proprio ritmo interno, il piacere e la creatività.
  3. Trovare una risposta alla vocina che continua a martellare “Quanto tempo della mia vita spreco, ogni giorno, per prepararmi, fare il viaggio, mettere benzina, discutere coi colleghi, rispondere alle mille distrazioni, etc.?”; “Non potrei usare meglio il mio tempo e le mie energie, invece che nel traffico o tra gente idiota con cui non ho niente da spartire?”; “Ma se tutti questi soldi che spendo per andare al lavoro, li usassi per lavorare da casa? Non avrei un sacco di benefici?”.
  4. Sentirsi più libere.

Il lavoro da casa, effettivamente, risponde in modo positivo a queste esigenze. Quando i bisogni sono questi, riuscire a lavorare da casa rappresenta una vittoria, un successo.
Vediamo quindi quali sono gli errori da evitare, nel momento in cui si decide di perseguire questo obiettivo, e qual è l’atteggiamento vincente di chi ce l’ha già fatta.

Lavorare da casa: gli errori da evitare

Prenderla come un tentativo, come una prova di un periodo

Lavorare da casa è un enorme cambiamento e va a determinare il nostro intero stile di vita. Se vuoi raggiungere questo obiettivo devi prenderla seriamente: decidere di farlo e persistere, migliorare nel tempo, imparare tutto quel che devi per far funzionare le cose, diventare quella persona lì. Non si fa in un periodo; è una scelta di vita.
Ti faccio degli esempi miei, così capisci se è la tua strada.

Io posso allenarmi tutti i giorni e all’orario che preferisco, in base al mio piacere e alla mia digestione, solo perché lavoro da casa.
Posso mangiare sano e seguire un regime alimentare accurato, solo grazie al fatto che lavoro da casa.
Posso fare una pausa per fare l’amore; lavorare un giorno di mattina e un giorno di pomeriggio; usare i miei soldi con saggezza, evitando mille spese futili… perché lavoro da casa.
Quando lavoravo fuori, non potevo permettermi questi lussi; non c’erano le condizioni materiali, per poter avere questo stile di vita – che adoro!

lavorare da casa errori

Se ho voglia di agghindarmi lo faccio ma, quando voglio prendermi la libertà di stare tutto il giorno a lavorare stravaccata, posso farlo.
Il tempo è mio e lo gestisco solo io. Le responsabilità ci sono ma non c’è nessuno che mi dice cosa devo fare e in che tempi.
Tutto ciò è possibile solo lavorando da casa.
Per me queste cose sono talmente preziose che non hanno prezzo. Il mio stile di vita può essere solo questo, perché io sono una persona libera, creativa e che gode nel sentire che il proprio potere è tutto nelle proprie mani.
E tu? Come sei?

Smettere di formarsi

Quando lavori fuori, sei continuamente a contatto con parecchie persone che, anche se non te ne accorgi, ti “tengono in riga”. Ti motivano, ti supportano, ti redarguiscono, ti riprendono, ti guidano, etc.
A casa, sei tu con te stessa, ma anche con varie attività da portare avanti, obiettivi da raggiungere, scadenze da rispettare.
Tutto ciò richiede formazione.

Viviamo in un mondo in cui, per rimanere al passo coi tempi e durare nel mercato, c’è bisogno che ci aggiorniamo e perfezioniamo di continuo. Dobbiamo fare corsi, per sopravvivere come professioniste, elevare i nostri standard ed espandere i nostri orizzonti, anche interiori.

La formazione continua è il segreto che separa chi rimane sul pezzo e ce la fa, si espande e si innova, da chi fa un’esperienza, fallisce una o due volte e poi molla. Non si tratta di genio, talento, amicizie o soldi. L’unico spartiacque è la formazione.
La formazione costa, ovviamente. Vale, e quindi costa. Ma ci sono anche soluzioni valide e accessibili.

Per esempio, questa piattaforma che è una sorta di “Netflix della formazione”: centinaia di video-corsi di coach e formatori da tutto il mondo (quelli stranieri sono sottotitolati), a 49$ al mese – se ti iscrivi per conto tuo. Se ti iscrivi tramite me, invece, addirittura a 15$ e per sempre!
Lo trovo un servizio utilissimo, visto che tutti ne abbiamo bisogno ma solo pochissimi possono investirci centinaia di euro al mese, ogni mese… Qui invece sono 13,28€ al mese, precisamente.
E ti dai un’occasione concreta di riuscire non solo a iniziare la tua vita da lavoratrice da casa, ma anche di durare, in questa condizione di persona libera, indipendente e creativa.

lavorare da casa errori

Condannarsi alla solitudine

Lavorare da casa non vuol dire lavorare da sole. Il bisogno degli altri, dei collaboratori, di un team, di qualcuno che ci supporti e ispiri resta sempre ed è vitale; va preservato.
Lo vedo benissimo con le persone che si iscrivono alla mia formazione professionalizzante per lavorare come Life Coach Spirituali: con tutto l’entusiasmo e la motivazione del mondo, da sole ci si spegne, non ce la si fa. Gli altri vicino a noi sono sempre fondamentali, per riuscire, avere successo e anche con gioia, serenità e piacere – non solo stress, sacrificio e fatica.

Lavorare da casa: il mindset di chi ce la fa

E’ un insieme di questi 3 atteggiamenti:

  1. Prenderla seriamente, con fermezza, stabilità, come un cambiare vita, un nuovo stile di vita, non solo lavoro.
  2. Continuare a formarsi e aggiornarsi sempre, con costanza – è anche molto piacevole e stimolante.
  3. Intessere relazioni sane e belle con colleghi, collaboratori e team, costruire insieme agli altri e non sentirsi sole.

Ilaria Cusano

PS. Se cerchi lavoro da casa di altro genere e vuoi valutare un ampio spettro di possibilità, ti consiglio questo sito: https://it.jooble.org/lavoro-da-casa

Come diventare Life Coach certificati

Scuola professionalizzante di Life Coaching Spirituale e Sex Coaching per donne

In Italia la certificazione, legalmente, non serve, per lavorare come Life Coach. Ma l’aspetto legale non è l’unico importante, per svolgere questa professione. Ce ne sono altri decisamente essenziali da curare, per riuscire in questo settore; e coi quali la certificazione di Coaching ha parecchio a che fare.
Scopriamo dunque perché dovresti fare la nostra scuola professionalizzante, per esempio, nel caso in cui ti fossi resa conto di avere la vocazione per lavorare come Life Coach Spirituale. Oppure quella per diventare Sex Coach per donne.

Come diventare life coach

Magari ti chiedi

Perché, cos’altro fa la gente, quando capisce di voler lavorare come Life Coach Spirituale o come Sex Coach, se non iscriversi alla tua scuola?

Beh, molte persone fanno altro: tipo seguirmi per qualche mese, scopiazzare alla bell’e meglio e credere che il plagio basti per avere successo. Niente di più ingenuo. A me lusinga l’ego, certo 😀 Chi lo fa, invece, spreca un sacco di tempo ed energia, va incontro alla delusione e, alla fine, l’invidia è più di prima.

Perché, quindi, è importante diventare Life Coach certificati, o comunque fare una formazione professionalizzante?

Il percorso formativo ti forma

Si chiama “formativo” proprio perché ti aiuta a costruirti una forma ben definita.
Senza la consulenza professionale di chi ha almeno una decina d’anni di esperienza più di te in questo mercato, ci metti tempi assurdi, a crearti una forma riconoscibile e vendibile. Che senso ha? Risparmiare soldi? Ti sembra di risparmiarne, in realtà ne perdi, perché attiri molti meno clienti e quindi anche molti meno guadagni.

Prendiamo come esempio la mia scuola professionale in Life Coaching Spirituale o quella in Sex Coaching per donne. Costano rispettivamente 1290€ e 1490€, iva inclusa.
Volendo, in 2/3 mesi le porti a termine. Puoi iniziare a lavorare come Life Coach Spirituale subito.
Il che vuol dire che, da subito, puoi guadagnare.
Certo, è improbabile (ma non impossibile) che il primo giorno qualcuno ti compri un percorso del valore di 1000€: hai appena cominciato, nessuno ti conosce, non hai esperienza, non puoi puntare tanto in alto. Ok. Mettiamo che vendi solo sessioni individuali a 100€ l’una – il minimo per lavorare in modo dignitoso.

Puoi anche aspettare a farti la Partita Iva e sfruttare l’opportunità che lo Stato ti dà, di guadagnare fino a 5000€ annui in prestazioni occasionali fra privati – “Altri redditi” nella dichiarazione dei redditi. Ti testi, fai un esperimento concreto e solo dopo punti più in alto. Mettiamo che vendi solo 5 sessioni al mese. In tre mesi sei rientrata di quello che hai speso per formarti e col tempo puoi solo guadagnare sempre di più.

Lavorare presto vuol dire anche guadagnare presto

Non ti fai la scuola. Risparmi 1290/1490€. Passi le giornate a guardare come lavorano le tue competitor. Non sei capace neanche di distinguere quelle da cui ha senso prendere esempio (perché hanno successo davvero e non solo di facciata, perché sono quel giusto livello avanti a te, etc.) da quelle che non dovresti neanche considerare. Fai esperimenti, investi soldi per la grafica di un sito, per delle sponsorizzate sui social. Hai già speso un sacco di tempo e denaro e ancora non hai nemmeno iniziato a strutturare la tua strategia commerciale, un tuo servizio, il tuo personal branding.

Al quarto/quinto mese, secondo te, stai guadagnando? Secondo me no. Secondo me stai iniziando a piangerti addosso e demotivarti, chiedendoti chi te l’ha fatto fare a scommettere su una roba che è evidente che non ti permetterà mai di stare sulle tue gambe.
E hai ragione! Perché non è questo il modo di procedere di chi vuole portare un progetto a un livello professionale.
Chi vuole lavorare da professionista non sta nascosto in un angolino a spiare e scopiazzare, leggendosi quattro e-book regalati e guardandosi i video del funnel. (L’ho fatto anch’io, eh, fallendo)

Come diventare life coach

Per lavorare da professionista devi andare da chi lo sta facendo già da anni, chiedere quale formazione offre, mettere da parte (o chiedere in prestito) i soldi che servono e fare la formazione. E inizi a lavorare quanto prima. Non tre anni di scuola, uno di praticantato e nel frattempo sei vecchia! Quando te la fai, l’esperienza, con questa mentalità? Mai. Devi farti una scuola e devi avere un’assistenza che ti permettano di lavorare rapidamente. Solo così puoi davvero crescere e maturare, professionalmente ed economicamente, visto che di lavoro si tratta.

Ottenere il riconoscimento di un’autorità è una tappa preziosa

Non passiamo la vita intera a cercare il riconoscimento di chi stimiamo. Ma, quando vogliamo salire di livello, ispirarci a un leader, ottenere la sua fiducia, ammirazione e stima, cavolo se è importante! Dove sarei io oggi senza i miei mentori?!

E fondamentale riconoscere i nostri leader, ed è fondamentale rivolgerci a loro in quanto tali:

  • imparare a imparare, metterci nell’atteggiamento giusto per scoprire, prendere, assorbire.
  • Dare loro valore anche come persone: come possiamo sperare di essere riconosciute, quando noi per prime non riconosciamo?
  • Collaborare con loro, metterci a servizio: servono lo stesso intento che vogliamo servire noi e lo fanno da molto più tempo di noi e con molti più risultati. E’ a loro che dobbiamo “inchinarci”, interiormente, se vogliamo che quell’autorità che incarnano, un po’ alla volta, prenda forma anche in noi.

Sembrano cose di altri tempi, e un po’ lo sono, effettivamente: sono cose eterne, non cambieranno mai.

A questo proposito, voglio chiudere l’articolo citando un post di una mia collaboratrice che da anni mi aiuta a gestire e rendere performante il mio sito, Alessandra. Calza a pennello anche per il momento di emergenza e quarantena che stiamo attraversando.

Sacrifici, Coronavirus e lo spirito giusto

Ci stanno privando del libero arbitrio, ci vogliono tappati in casa. Ci costringono a stare ordinatamente allineati, come tante pecorelle in mascherina, davanti ai supermercati. Tenendoci lontani dalle nostre passioni, dalle nostre famiglie, dagli amici. Siamo frustrati, impigriti, arrabbiati, annoiati, nostalgici.
È tutto innegabilmente vero, siamo stretti nella morsa di poteri superiori. Ci stiamo scagliando, alla distanza di sicurezza dei social, gli uni contro gli altri. Siamo diventati una nazione di portinaie. I fanatici dell’ #iorestoacasa impiegano l’abbondante tempo a disposizione fra le accuse a chi si comporta in modo “meno perfetto”, postando foto fatte di straforo al vicino che annaffia le piante di gerani senza mascherina o all’inquilina del terzo piano che starnutisce sulle lenzuola stese.

I bastian contrari e i promotori della teoria del complotto, invece, redarguiscono il prossimo, ingenuo “boccalone” che ancora non si rende conto di essere intrappolato in un Matrix fatto di decreti leggi anticostituzionali e potenti lobby malvagie, invitando alla ribellione.
Io cerco di adoperare quanto più possibile una chiave di lettura super partes, perché al di là delle questioni di principio, lo scenario che si palesa su Facebook è interessante dal punto di vista antropologico.
I giri di vite della Storia, così come i suoi colli di bottiglia, hanno avuto come fulcro il sacrificio individuale. Lo sappiamo, perché almeno la quinta elementare ce l’abbiamo tutti.
Coercizioni, restrizioni, ingiustizie e, sì, talvolta anche violenze imposte per un bene superiore.

Come diventare Life Coach

Evoluzionisticamente la specie sopravvive per adattamento agli elementi stressogeni a cui è sottoposta. In maniera complementare, la Civiltà perpetra se stessa per l’obbedienza a delle regole e a un ordine comune, stabiliti non in base alle esigenze del singolo ma in funzione della collettività.
Se siamo arrivati fin qui è grazie al sacrificio cruento e silenzioso delle nostre generazioni di antenati, i quali spesso non sono mai arrivati a vedere i frutti delle loro privazioni.
Il benessere moderno ci ha resi molli, viziati ed egocentrici. Ma da soli non valiamo niente ai fini di uno scopo più alto, nel cammino evoluzionistico nulla è “andato tutto bene” per entropia.
Stavolta è il contrario di “De te fabula narratur”. Non parla di te questa storia, non sei necessariamente il diretto interessato.
Ma c’è un tempo per esaltare la libertà espressiva individuale e c’è un tempo per l’adattamento e per l’obbedienza. 

Ti abbraccio 🙂

Come diventare Life Coach certificati, Coronavirus e vocazione

Emergenza Coronavirus, vocazione e diventare Life Coach Spirituali

Come diventare Life Coach certificati

In questi giorni in cui imperversa l’emergenza Coronavirus, nella mia community sto osservando un fenomeno bello, che merita di essere condiviso. Vedo che quelle persone che mi gravitano intorno e che già sapevano di avere una vocazione affine alla mia, stanno sentendo l’urgenza di dedicarvisi. Se prima la vivevano più come un interesse, una passione, una bella cosa da coltivare, ora percepiscono la necessità di darle maggiore priorità. Una necessità propria, intima e soggettiva, e una necessità sociale, che riguarda l’utilità che il Life Coaching Spirituale ha e può avere sempre di più per il benessere della collettività.

Eh già, perché in molti tendono a credere che, per la sopravvivenza, il cibo e la casa contino di più della spiritualità e dell’amore. Mentre tutti, in profondità, sappiamo che è vero l’esatto contrario: con poco cibo e stando in giro possiamo sopravvivere un bel po’ di più di quanto riusciamo a sopravvivere non credendo in niente e non avendo nessuno da amare e da cui essere amati.

L’emergenza Coronavirus, quindi, sta aiutando molti a mettere a fuoco le priorità, l’essenziale per il benessere, il modo concreto per aiutare la comunità. Per qualcuno questo modo consiste nel curare i malati, per qualcun altro nel prendersi cura delle anime. I trasportatori fanno sì che, quando andiamo nei supermercati, ci troviamo i prodotti di cui necessitiamo; noi Life Coach Spirituali facciamo in modo che lo spirito rimanga alto, che si svegli anche quello altrui e che si resti tutti uniti.

L’unione spirituale, al momento, è tanto preziosa quanto il rispetto dei decreti. Anzi, siamo tanto più allineati nel rispettare le autorità e le regole nella misura in cui ci sentiamo uniti spiritualmente. Chi si sente separato se ne frega, fa come gli pare, non si percepisce come parte di un tutto più grande.

Life Coach certificati? La vocazione viene prima

E’ da quasi 15 anni, ormai, che faccio questo lavoro. Nel tempo mi è capitato di incontrare la gente più varia che voleva intraprendere questa carriera. E per le ragioni più disparate. Molti sono spinti dalla vanità: vogliono diventare famosi, riscuotere consensi, essere riconosciuti. Tanti altri hanno una motivazione economica: fanno un lavoro in cui non riescono a guadagnare di più e credono che con il coaching possono farcela. Altri ancora, infine, hanno una vocazione pura, autentica, genuina. Ecco, questo fattore viene decisamente prima di tutto, a livello di importanza. E per un motivo concreto: perché, quando hai una vocazione vera, hai l’energia che serve per durare.

Per affrontare le difficoltà che si presenteranno strada facendo, superarle e vederle come delle opportunità di miglioramento, addirittura. Per resistere con tenacia, adottare comportamenti resilienti e persistere negli anni. In sostanza, per farcela i primi tempi e per avere successo poi. Perché siamo onesti: di tutti quelli che hanno fatto queste lunghissime scuole annuali o triennali che ti ciucciano un mare di soldi, e che così si sono “conquistati” una famigerata certificazione di coaching, quanti sono veramente riusciti a lavorare come Life Coach? Pochissimi.
Alcuni hanno iniziato e hanno mollato dopo poco, altri non hanno nemmeno cominciato. Perché? Perché non hanno la vocazione. E così la certificazione possono darsela sui denti.

Come diventare Life Coach certificati per davvero

Fatta questa premessa deontologica fondamentale, secondo me, anche per evitare di sprecare tempo, denaro e speranze, possiamo passare al pratico. Perché, come dicevo all’inizio, delle persone con una vocazione vera ci sono eccome! Una volta che hai individuato di averla, quindi, ecco i passi da fare, in quest’ordine, per diventare Life Coach certificati – nel nostro caso Life Coach Spirituali, per l’esattezza.

Come diventare Life Coach certificati

  1. Coltiva seriamente la tua vocazione con corsi, percorsi e una strategia per cominciare a mettere i tuoi talenti al servizio della collettività.
  2. Fatti dei piani mensili e portali avanti nel tempo. Possono essere dei piani editoriali di pubblicazioni nei social, per esempio: 3 mesi ti concentri su certi temi, altri 3 mesi su altri, e via così.
  3. Individua la formazione professionalizzante più adatta a te e organizzati per farla.
  4. Inizia a lavorare come Life Coach quanto prima.
  5. E continua sempre, sempre, sempre a elaborare modi per mettere tutto ciò che scopri, impari e sviluppi al servizio dell’umanità.

Lavorare come Life Coach (Spirituali) è un servizio per l’umanità

In questo modo anzitutto ti tempri come persona: ti assicuri di rafforzare lo spirito giusto, che è lo spirito di servizio, per l’appunto, e gli dai modo di consolidarsi, di mettere radici profonde nel tuo carattere.

Poi ti eserciti a lavorare nel coaching in maniera professionale, seria, organizzata: non sei più la pinco pallina qualsiasi che pubblica le minchiate di frasi motivazionali, sei la professionista che sta sviluppando un progetto valido. Inizi a collegarti davvero alla tua comunità, e la smetti di parlare a vanvera solo per sfogare le tue emozioni – cosa che non interessa, né tanto meno serve, nessuno. E poi, solo dopo aver fatto questa essenziale parte di lavoro sulla tua personalità e comunicazione, ti iscrivi a una scuola professionale – in questo articolo trovi il link alla nostra.

Cominci a sviluppare la tua vocazione a un altro livello e maturi, passando dal talento alla professionalità. In poco tempo, per come la vedo io. Perché ti ripeto: quando qualcuno tenta di incastrarti in una formazione professionalizzante che dura 3 anni, e successivamente magari anche in un tirocinio non retribuito di un altro anno, in linea di massima sta tentando di rubarti più soldi e lavoro possibili facendo leva sul tuo senso di inadeguatezza. A proposito di servizio alla collettività, quindi, occhi aperti, ché anche nel life coaching si può diventare delle persone che non valgono una cicca 😉

Ilaria Cusano

 

Come fare più soldi nella crescita personale

Fare più soldi, diventare più liberi: mai più schiavi

Sai che io ci tengo davvero a farti felice. E, da che mondo è mondo, invece, ti hanno reso uno/a schiavo/a.
Come?
Manipolandoti.
In particolare in un modo: in modo da tenerti più lontano possibile dalle vere gioie, cioè le gioie terrene. Così, privo/a del nutrimento e dell’energia di base che servono per essere potenti, ti hanno potuto manovrare a loro piacimento. E farti lavorare, consumare, rinunciare, rimandando la tua felicità e quella delle persone a te care.

Bene.
Se hanno fatto così per toglierti la libertà, io farò il contrario per restituirtela.
Ti farò riscoprire la bellezza, la gioia e l’elevatezza di soldi, sesso e potere.
E finalmente anche tu onorerai, col tuo benessere e la tua gloria, la preziosa vita che Madre Natura e Dio ci hanno donato.

fare più soldi

“Ricchezza Infinita”: partiamo da qui

Ricchezza Infinita” è il mio corso online di gruppo che avviene in una chat su WhatsApp.
Lo conduce la mia cara amica e fidata collaboratrice, nonché Life Coach Spirituale formata da me in persona, naturalmente, Manola Tegon.

29 audio di 5/10 minuti l’uno, un audio al giorno.
Più, grazie al gruppo WhatsApp, la possibilità di dialogare e confrontarsi, con Manola e con gli altri partecipanti

  • sulla mentalità relativa al denaro e alla ricchezza,
  • sugli effetti degli esercizi presenti nel corso,
  • sulle proprie storie di soldi, le vecchie che si vuol lasciar andare e le nuove che si vuole iniziare a scrivere.

Costo: 28 euro, pagabili via bonifico Postepay o Paypal.

Ricchezza Infinita” inizierà il 16 Luglio 2019, le iscrizioni sono aperte!
Contatta subito Manola, l’inizio del corso è vicinissimo! Ecco i suoi recapiti: tegonmanola@gmail.com, +393384243293.

E, per fare soldi col lavoro, c’è “Da passione a professione”

E’ la seconda opportunità di questi giorni, di cui ti voglio parlare: il video-corso di un collega che stimo molto, e che è stato anche il mio coach finanziario, a suo tempo. Si intitola “Da passione a professione” e ti può aiutare a voltare pagina radicalmente, nel tuo approccio ai soldi che guadagni lavorando.

Sai, io lavoro nel mondo del coaching e della formazione da 14 anni, ormai; come tutti quelli che, a un certo punto, diventano degli esperti in un determinato settore, sono una ipercritica, super esigente e accontentabile con estreme difficoltà.
Trovare qualcuno che formi me e del cui lavoro io sia soddisfatta è sempre più un’impresa epica, e non perché io faccia la difficile. Per lo meno, dal mio punto di vista, perché sono veramente pochi coloro che sanno svolgere questa professione con 3 ingredienti a mio avviso fondamentali sin dall’inizio – alcune cose si acquisiscono con l’esperienza, altre no: o ci sono sin dal principio oppure non c’è speranza:

  1. la vocazione spirituale,
  2. quel particolare tipo di passione e di grinta che vengono dalle sofferenze dell’infanzia e dell’adolescenza,
  3. una profonda etica. Quell’etica che spinge a sentirsi addosso la propria responsabilità anche se non c’è nessuno a sottolinearla, e che fa nascere la resilienza nel tempo e la persistenza sulle lunghe distanze.
fare più soldi

Ecco, Francesco in questo suo corso sa stimolare e consolidare tutte e 3 queste qualità, se ce le hai. Perché lui ce le ha e sa ricordarle, trasmetterle e potenziarle come nessun altro business coach o coach finanziario che io abbia mai incrociato sul mio cammino.

Guadagnare più soldi, ma nel modo giusto

Questo è l’obiettivo.
E, con “Ricchezza Infinita“, lo raggiungi agendo sulla tua mentalità: su tutte le tue credenze, convinzioni e sui tuoi pregiudizi, sulle cose che non conosci, riguardo al denaro, a come guadagnare tanti soldi, ai ricchi e via dicendo.
Con “Da passione a professione”, invece, vai ad agire direttamente sul tuo lavoro, in modo tale da voltare pagina, aprire un nuovo capitolo della tua storia professionale e, finalmente, cambiare vita.

Un’estate di ricchezza, gioia e libertà anche a te 🙂
Ilaria Cusano

PS. Tra l’altro, usando il codice MERCANTEDESTASI, puoi beneficiare di uno sconto di ben 150 euro nell’acquisto del video-corso di Francesco! E, con “Ricchezza Infinita“, se ti piace e ti è utile, puoi rivenderlo a tua volta guadagnandoci nel tempo! Soldi fatti meglio di così… ti vengono in mente? A me no 😀 Ora sta a te cogliere l’opportunità che più ti chiama. Noi siamo qua.

Career Coaching: Da Passione a Professione

Come tirare fuori il tuo sogno nel cassetto

Prendo spunto dal titolo del video-corso di quello che è stato il mio coach, Francesco Marcuccio, per parlarti di un tema che mi è molto caro: il titolo è Da Passione a Professione.

Voglio parlarti del vivere secondo passione.
Qualcosa che, purtroppo, durante la nostra educazione, spesso ci hanno scoraggiati a fare: genitori, insegnanti, adulti in generale, con l’intenzione di proteggerci, senza rendersene conto ci hanno esposto a uno dei rischi più grandi. Sto parlando della perdita di vitalità.

career coaching

Solo le nostre passioni tengono viva la fiamma del desiderio che arde dentro di noi, le permettono di continuare a bruciare alta, illuminando la giornata a noi e a chi ci circonda.
Quando trascuriamo la passione, perdiamo un po’ alla volta parte della luce della nostra fiamma; così la nostra vita e quella delle persone che la condividono con noi diventano sempre più buie, facendoci perdere la fiducia, la forza e anche la motivazione.

Una delle prime cose da imparare a fare per essere felici, quindi, e poi a insegnare attraverso l’esempio, è coltivare le proprie passioni.
Tutte, ma cominciando da una in particolare, che poi è quella a cui la maggior parte di noi dedicano più tempo, nelle proprie giornate: la passione che può trasformarsi in un lavoro.

Career Coaching: come iniziare

Il Career Coaching è un’attività che, nel mondo del lavoro di oggi, è fondamentale portare avanti con costanza. Tenersi al passo coi tempi, essere originali e innovativi nelle proprie offerte, saper creare e comunicare valore come il business oggi richiede, è una bella sfida. Con un coach la si affronta sempre molto meglio: in maniera più efficace, rapida e anche divertendosi di più.

Ci sono, però, anche degli ottimi corsi online (Da Passione a Professione è proprio uno di questi) che, quando non ci possiamo permettere dei percorsi di coaching individuali, possono aiutarci tanto; nel mio caso, per lo meno, è stato così.

Chiaramente, quando un formatore vende corsi di formazione, dall’altra parte c’è sempre quella vocina malefica che suggerisce qualcosa come

Deve venderti il suo corso, certo che parla così.

Ma prova per un attimo a vederla al contrario – fidati se ti dico che è altrettanto vera: chi fa il formatore lo fa perchè crede in ciò che fa.
Crede che possa aiutare le persone, che possa migliorare loro la vita, che sia utile e faccia del bene. E’ una vocazione simile a quella dell’insegnante, per intenderci.
Poi è ovvio che cerca di venderti i suoi corsi: crede di poter fare qualcosa di bello per te, offrendoteli, perché non dovrebbe farlo?

E’ esattamente questo il bandolo della matassa.
Chi ha scelto di fare della propria passione e vocazione la propria attività professionale basilare ragiona così: la mia passione, unita alla formazione, alla disciplina e alla creatività, produce il meglio di cui io sono capace per rendermi utile agli altri. Dopo di che, non resta che comunicarlo, farlo capire; le persone lo riconosceranno e apprezzeranno, fruendone e traendone tutti i benefici che io stessa/o ho creato per loro.

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Career Coaching: non vorresti anche tu vivere il tuo lavoro così?

Ora, al di là di tutta la gente che ti ha scoraggiato, demotivato e indicato la strada sbagliata, non piacerebbe anche a te vivere la tua professione in questo modo?
Aprire gli occhi, la mattina, e alzarti fiera/o di te, consapevole del fatto che farai qualcosa di bello e utile e che gli altri lo apprezzeranno e te ne saranno grati?
Sentire che, lavorando, la tua passione e la fiamma del desiderio e della vitalità che ardono dentro di te, diventano più intense, più vive e più potenti – invece che il contrario?

Ecco: puoi farlo.
E non permettere a nessuno di dirti che non è così.

Non ci metterai due mesi e forse ti ci vorranno anni (a seconda di quanto ti ci dedicherai), ma non ne vale forse la pena? Se anche dovessi morire a metà strada, non avrai almeno dato un senso più profondo alle tue giornate e alla tua vita, al tuo passaggio sulla Terra e nell’esistenza delle altre persone che incontri?
Non sottovalutare il benessere spirituale ché, anche se nessuno te lo aveva ancora detto, sarà l’unica cosa che ti rimarrà, a lungo termine. Inizia a coltivarlo dal tuo lavoro, dall’attività che ti prende più spazio durante la quotidianità.
Ti sembrerà di vivere tutta un’altra vita 🙂

Ilaria Cusano

PS. Se acquisti Da Passione a Professione da qui, usando il codice MERCANTEDESTASI, ti verranno riservati ben 150 euro di sconto sul prezzo del corso!

Growth Haching: cos’è e come applicarlo

Growth Hacking: definizione

Il Growth Hacking è un processo di rapida sperimentazione attraverso una serie di canali di marketing per individuare i modi più efficaci per far crescere un business
(Wikipedia)

growth hacking

Il Growth Hacking si differenzia da un classico piano di marketing per 

  • la sua agilitá: è snello, prevede tante piccole attivitá test e tutto è applicabile subito e facilmente;
  • perchè è piú economico: mentre un piano marketing richiede molte migliaia di euro di investimento sin da subito ed è comunque sempre un test, il Growth Haching, come risorse, necessita fondamentalmente di tempo e competenze di vendita;
  • e per il focus sulla finalizzazione: lo scopo di ogni imprenditore, qualsiasi attivitá gestisca, che lo faccia da freelance o da titolare d’impresa, è generare fatturato e utili tramite la conversione – nessuno punta a una visibilitá fine a se stessa, tutti lavoriamo per passare da visibilitá a vendita.

Nelle mie due attivitá, quella di Coaching e quella di Network Marketing (gestisco un programma di fedeltá), me ne accorgo ogni giorno: il Growth Hacking responsabilizza i professionisti e dona maggiore trasparenza ai clienti.

Growth Hacking: i problemi a monte

Perchè l’imprenditore preferisce sempre di piú un approccio orientato al Growth Hacking invece che al marketing in senso tradizionale? Per affrontare, finalmente, due problemi che stanno a monte.

Il primo consiste nel fatto che la gente non vuole essere rimbambita di chiacchiere e bombardamenti pubblicitari: tutti abbiamo le palle piene di questi personaggi che fanno gli splendidi investendo una barca di soldi per far vedere quanto sono ridicoli. Tutti, invece, gradiamo sapere di nuove opportunitá che emergono nel mercato per noi, e di qual è il valore che ogni prodotto e servizio ci offre.
Per veicolare questo genere di informazioni, ogni singolo imprenditore deve essere in grado di vendere, in modo semplice, genuino e banale. Finchè si nasconde dietro a banner e social media managers, di certo non impara mai a farlo.

L’altro problema è che si deve generare conversione: nessuno ha voglia di stanziare un pacco di soldi per qualcosa che “speriamo funzioni”. Tutti vogliamo risultati giá testati, prima di investire, oppure pagare la pubblicitá solo dopo che ha funzionato, non prima – come funziona nel programma di fedeltá che gestisco, per l’appunto.
Anche qui i singoli professionisti si possono impegnare di piú, di meno, o a periodi, ma almeno l’imprenditore non ci rimette per le inefficienze altrui e, rispetto alle proprie scommesse, ha modo di osservare quale frutta e quale no, senza sfracellarsi ogni volta a terra e dover fare imprese epiche per risollevarsi.

Growth Hacking: come applicarlo

Il mio consiglio è di farsi un piano suddiviso in due fasi di tre mesi in cui, in un totale di sei mesi di tempo, si lavori a strategie di conversione semplicissime:

  1. una attraverso delle email classiche (non email marketing sofisticato),
  2. un’altra tramite telefonate e messaggi privati e personali (via WhatsApp, Messanger, etc.),
  3. e una terza usando il networking offline (partecipazione a eventi e appuntamenti in cui è presente la propria nicchia di mercato).
growth hacking

Quando si impara a finalizzare le vendite attraverso questi canali, ha senso spostarsi progressivamente verso strategie piú sofisticate: piani editoriali, social integrati, video-marketing, etc. I canali più semplici sono la base di qualsiasi promozione e conversione.
Voler fare i sofisticati prima di far funzionare le basi è puro tempo sprecato.

Personalmente, sono per il Growth Hacking: l’ho sempre utilizzato. Scanso accuratamente quella banda di social media marketers di ogni sorta, che cercano di farsi pagare un occhio della testa senza mostrare nessun risultato testato.
Come ci riescono? Facendoti sentire in difetto: ti fanno credere che tu non sai farlo nè imparerai, e che senza di loro sarai perso. Ma sei proprio tu il primo che deve imparare a vendere (e alla grande!) il proprio prodotto o servizio. Raramente loro prendono a cuore il tuo business. A volte lo fanno, ma è davvero rarissimo. Io posso contare su una Seo Strategist che merita fiducia, ma a fronte di una ne ho dovute cacciare altre 4/5 che erano delle vere e proprie parassite. Molto meglio il Growth Haching e, solo dopo che sei già cresciuto, inizi a collaborare con dei marketers; cosí distingui i cialtroni dai seri e hai le idee chiare su come fare i prossimi passi, almeno a livello di strategia.

Ilaria Cusano