Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano

Manager e Leader: sfatiamo un mito anni ’90

Negli anni ’90, quando ero piccola, tutti quelli che volevano fare carriera sognavano di diventare manager di grandi aziende 😀 Ricordo film e serie tv che proponevano questa immagine dei manager americani come persone dalla vita estremamente dinamica, stimolante, appassionante e divertente. E naturalmente tutti erano ricchissimi – com’è quasi sempre anche tuttora, nei film americani – e abitavano in case da urlo.

Ora, al di là del fatto che, lo sappiamo, gli Americani hanno questa fissa di trasmettere al mondo un’immagine di sé fondamentalmente falsa, da sogno; il punto è che confondevano il manager con il leader. Cioè, facevano credere che il manager fosse una persona potente, padrona della propria vita, capace di fare la differenza del mondo, quando non è così.

project leader

Puoi immaginare la mia delusione, strada facendo: ero innamorata persa di Ally McBeal, fantasticavo di andare a vivere in una città tipo New York e di fare una vita da sogno, ma poi! Ma poi “Ehi, ma con quale tipo di carriera, lavorativamente parlando, posso condurre uno stile di vita del genere?”. Di certo non con quella della manager. Gulp. Disorientamento totale.

Così ho iniziato a indagare meglio. Il cinema americano mi aveva fregata, ovviamente; mi conveniva mettermi a studiare per conto mio e cavare il minuscolo bastardo ragno dal buco.

La vita dei manager

Ecco cosa ho scoperto sulla vita dei manager – uomini e donne e di tutto il mondo.

Sono gli schiavi più schiavizzati di tutti. Perché, quando fai un lavoro dipendente qualsiasi e conti poco, almeno te la puoi svignare qua e là per prenderti le tue libertà e nessuno si cura di te. Se fai il manager di una mega azienda fighissima, invece, con la storia delle grandi responsabilità e del fatto che il tuo ruolo è fondamentale, ti hanno fottuto.

Lavori centomila ore alla settimana. Di fatto sei un dipendente come tutti gli altri. Prendi uno stipendio stratosferico con cui hai poco da farci, perché non fai altro che lavorare, nella tua vita – per cosa vuoi usarli, i soldi? Per il macchinone con cui andare a lavoro? (tristissimo) Ah no, per quella misera settimana di libertà che hai all’anno, e che probabilmente non riuscirai a goderti perché, nel frattempo, naturalmente sei diventata dipendente dal lavoro, dormi male, mangi male e non hai uno straccio di vita affettiva?

Insomma, la vera vita di Ally McBeal fa schifo. Non c’è stipendio che valga la candela, in questo “gioco” che gioco non è, perché è la tua cazzo di vita. E stai ben attenta perché, mentre tu magari ti sei fatta rincoglionire dai film americani e ti sei persa due decenni della tua esistenza, là fuori c’è tanta gente più sveglia che sta pure costruendo qualcosa di figo, con le sue manine dorate.

Chi sono?

I e le leader 🙂

La vita dei leader

Parliamo di Project Manager e di Project Leader perché entrambe le figure gestiscono dei progetti. Ma, mentre il manager non crea niente e si limita a eseguire una serie di attività che servono per far crescere il progetto di qualcun altro, che magari detesta pure; il leader fa un lavoro autonomo (lavoro in proprio) e, soprattutto, è un creatore.

La persona leader ha un suo progetto. Che è anzitutto un progetto di vita. E’ figlio di una visione e determina dei valori e una missione – roba molto più cool, rispetto al film di Fantozzi “impacchettato meglio”.
La leadership presuppone che tu sai chi sei, hai una storia e vuoi raccontarla al mondo. Vuoi che certe cose prendano forma perché per te è importante; perché hai un segno da lasciare, come Zorro ma molto più sexy!

Anche una leader collabora continuamente con vari professionisti, in diversi modi. Crea anche delle partnership con altre aziende. Ma tutto coerentemente con il proprio sogno, che ha ben chiaro e sta realizzando, ogni santo giorno.
Non lavora solo per i soldi, come le prostitute: fa l’amore per davvero, perché lo sente, gli vibra dentro, perché “deve”, non può fare altrimenti.

project leader

Ecco, l’unico manager intelligente e saggio che concepisco è quello che si mette devotamente al servizio di un leader così. Almeno, in anni di attività, potrà prendere l’ispirazione e l’esperienza necessarie per diventare anche lui, un giorno, una persona libera e determinata a creare.

Ilaria Cusano

PS. Io ovviamente formo leader!

Per diventare Life Coach Spirituali, Sex Coach e Networker Professioniste 🙂 Se ti può interessare, puoi partire da qui per informarti

PPS. Questo articolo è il quarto di una serie di sei. Ecco gli altri:

  1. Come creare un business online
  2. Business online più redditizi, quali sono
  3. Sviluppare la carriera lavorativa: strategie
  4. Ci sei
  5. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  6. La leadership emozionale strategica

Sviluppare la carriera lavorativa: strategie

Come sviluppare la carriera lavorativa senza pentirsi delle proprie scelte

Dopo tanti anni nel settore del Coaching e della Crescita Personale, ho ben chiari alcuni “fantasmi” che chi intraprende questo tipo di carriera, a un certo punto, incontra. Ecco i più comuni.

  • Finalmente ho lasciato il posto che non aveva niente a che fare con le mie passioni e i miei valori; ho avviato un’attività in proprio che adoro, ma lavoro troppo e/o sono sempre in ansia.
  • Amo tantissimo ciò che faccio, ma guadagno troppo poco e in maniera troppo discontinua.
  • Il settore del Coaching è meraviglioso, stimolante, pieno di professionisti grandiosi, ma la competizione è tanta, faccio fatica a emergere, a spiccare, a rimanere sul mercato nel lungo periodo.

A ben vedere, queste situazioni hanno un minimo comun denominatore: tutte coloro che si trovano a dover affrontare e superare queste prove, inizialmente, con tutta probabilità hanno sottovalutato l’aspetto economico, finanziario, strategico e produttivo del lavoro.

Sviluppare la carriera lavorativa
Ph. by Domitilla Ferrari

Hanno dato molta importanza alla dimensione del piacere, del talento, del desiderio, della vocazione e dell’etica, trovando poi soddisfazione su questo piano. Magari volevano anche un lavoro autonomo, poter lavorare da casa, essere libere e indipendenti. E hanno raggiunto ognuno di questi obiettivi. Ma, dall’altra parte, hanno dato troppa poca importanza al lato “maschile” della carriera; fatto di risultati anche numerici, di strategie finanziarie, pianificazioni, test, monitoraggi, evoluzioni, sviluppi, vendite e fatturati.

Come in qualsiasi storia d’amore, a un certo punto si scopre che l’amore non basta.

Carriera: dai problemi alle opportunità

Come possiamo affrontare queste precise difficoltà, trasformandole in occasioni di sviluppo?

In 15 anni mi ci sono trovata diverse volte, so cosa si prova: la paura di non farcela, la frustrazione nel vedere che tanti sforzi e buona volontà non hanno saputo proteggerci dai pericoli, l’insicurezza. Va bene tutto. Ma, oltre a questo, che possiamo trarne di buono?

Una cosa da imparare è sicuramente l’umiltà: imparare a tenere in debita considerazione il lato maschile del nostro business ci costringe a scendere dal piedistallo. A smetterla di credere e sostenere che noi non abbiamo bisogno di tutto ciò che serve agli altri; che noi siamo superiori a certi desideri e pulsioni, alle necessità che accomunano la maggior parte delle persone. Perché in fondo non è vero. Anche noi che dedichiamo la vita a una missione e vocazione, ogni tanto, vogliamo andare a fare un viaggio, o semplicemente a cena fuori. Vogliamo prenderci cura del nostro corpo, divertirci, fare regali e vedere un futuro radioso davanti a noi. Vivere spensierate, senza le continue angosce dei soldi e delle sicurezze materiali.

Se ci pensi, l’idea di essere al di sopra di certe dinamiche è proprio ciò che ne rende schiavi: esponendoci a rischi che, invece, possiamo evitare.

Sviluppare la carriera lavorativa: 5 consigli concreti

1) Scegli una professione che ti permetta di guadagnare bene anche in base all’andamento del mercato del lavoro.

Rimani sempre nell’ambito della tua visione e missione, di tutto ciò che il tuo lato femminile ti ha indicato come vero, bello e giusto. Ma, in questo ambito, opta per una carriera a cui anche l’attuale mercato del lavoro dà un valore alto. Un lavoro che sia possibile farsi pagare bene. Indaga sui prezzi dei servizi dei vari professionisti intorno a te; ti renderai conto rapidamente.

2) Formati con chi, nelle proprie formazioni professionalizzanti, include sempre la parte economica.

Bello l’idealismo, vende bene, ma illude tanta gente, anche. Chi non si premura di metterti nella condizione di avere una strategia commerciale che funzioni, di avere un piano finanziario, in una certa misura ti sta sempre illudendo e sfruttando. Riflettici: come si fa a insegnare una professione senza trattare l’aspetto economico? Non sembra anche a te una presa in giro, o quanto meno una pericolosa faciloneria?

3) Creati una strategia commerciale ben organizzata, ma anche in continua evoluzione.

Esempio: per un anno ne testi una; monitori bene i risultati che ti dà; a fine anno fai il tuo bilancio, trai le tua valutazioni e aggiusti il tiro, la cambi, la migliori, la stravolgi se necessario.

4) Sii umile.

Ricordati che non solo anche a te servono soldi, per vivere bene; ma, con molta probabilità, se vuoi vivere in un benessere reale e organizzarti per garantirtelo anche per la vecchiaia, te ne servono parecchi di più di quel che credi 😉

5) Collabora solo con persone schiette e oneste, dal punto di vista economico.

Ti aiuterà anche a non farti fregare – i furbi e i ladri, in giro, sono ancora tanti. Chi ha problemi a parlare di soldi, ad affrontare le situazioni finanziarie, a collaborare per tutto ciò che è fatturato, regole, produttività, da un punto di vista progettuale non è affidabile. Peggio ancora chi cerca di farti sentire “sbagliata”, volgare o a disagio, perché ti occupi e prendi la responsabilità anche di questo: sono persone che non hanno raggiunto la maturità nemmeno dal punto di vista meramente materiale, pensa.

Se nel corso della tua carriera, vorrai candidarti per collaborare con me

Sviluppare la carriera lavorativa

Formo leader per diventare Life Coach Spirituali, Sex Coach per Donne e Networker Professioniste nel settore del Coaching e della Crescita Personale:

  1. Formazione Professionale in Life Coaching Spirituale
  2. Formazione per lavorare come Sex Coach per Donne
  3. Entra nel mio team di Networker

Ilaria Cusano

Questo articolo è il terzo di una serie di sei. Ecco gli altri:

  1. Come creare un business online
  2. Business online più redditizi, quali sono
  3. Ci sei
  4. Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano
  5. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  6. La leadership emozionale strategica

Business online più redditizi, quali sono?

Tra i business online più redditizi, il Coaching spicca

Vediamo qualche statistica, sui business online; è importante. Attraverso le tendenze, ci si rivelano da un lato i bisogni più profondi che la comunità sente, e dall’altro le specifiche modalità tramite cui intende soddisfarli.

Negli Stati Uniti, nel 2016, il valore complessivo del mercato del Coaching ammontava a 1.02 miliardi di dollari. La previsione è che, entro il 2022, raggiungerà 1.34 miliardi di dollari. Considera che nel 2011 era di soli 707 milioni di dollari.
Ampliando la visuale sul mercato della crescita personale, di cui il Coaching fa parte, la stima è di 9.9 miliardi di dollari per il 2019.

business online più redditizi

In Europa questo settore sta conoscendo ancora i suoi timidi inizi, ma la tendenza è senz’altro di forte crescita ed espansione.
Nei prossimi anni ci sarà sempre più richiesta di Coach in grado di guidare le persone nel definire i propri scopi e nel realizzarli concretamente.
Per questo ho creato le mie Formazioni Professionalizzanti in Life Coaching Spirituale e in Sex Coaching per Donne: per offrire a chi vuole aiutare le persone a cambiare vita degli strumenti operativi efficaci, che io stessa utilizzo produttivamente da vent’anni.

Coaching, spiritualità e sessualità

La mia formazione da Sociologa e Project Developer e Manager da un lato, e da artista e yogini tantrica dall’altro, mi ha permesso di ideare un metodo unico. Sensibile, creativo e potente. Dal 2005 lo metto in atto come Coach: lavorando con decine di migliaia di persone in tutto il mondo, e migliorando costantemente approcci ed esercizi attraverso la creazione di percorsi, corsi online, info-prodotti ed eventi e comunicazioni social di ogni tipo. A oggi, un business online di grande successo, che posso condurre con grande passione e immenso amore.

Nella fase di grande crisi mondiale che stiamo vivendo, il ruolo di noi Coach diventa ancora più prezioso.
Quando questa pandemia ci lascerà di nuovo respirare, il mondo dovrà ripartire, ma anche cambiare. Tante persone sono perse, smarrite e, di fatto, prive di strumenti per cambiare vita.
I business online più redditizi, oggi, sono quelli che le aiuteranno a trovare la propria strada, a riprendere in mano le redini della propria vita.

Se senti di avere la mia stessa vocazione, oggi puoi diventare anche tu una Life Coach Spirituale e/o una Sex Coach per Donne certificata. Con un piano di studi ben organizzato, puoi portare a termine la formazione in soli tre mesi.

Perché oggi più che mai servono brave Life Coach Spirituali e Sex Coach

Ogni persona aspira al Paradiso: a una vita piena, bella e ricca di emozioni. Il che non vuol dire senza problemi o sfide, ma più che altro saper vedere anche questi come delle benedizioni, dei doni, delle opportunità. E riuscire a viverli come tali.

Il Life Coaching Spirituale e il Sex Coaching sono utilissimi nell’aiutare la persona a crearsi una visione della vita nettamente migliore; e a trasformare così anche i fatti stessi che le accadono ogni giorno in magie, regali, talvolta veri e propri miracoli.
In tal modo si raggiunge senz’altro un livello più alto e profondo di benessere, di gioia di vivere, spesso anche di senso.

Il Coaching, in generale, origina da discipline psico-sociali e dalle neuroscienze. Ma nella pratica si serve di strumenti molto vari.
Nella psicologia, nella medicina e nel Counseling, il professionista fornisce soluzioni, prescrizioni e protocolli per affrontare problematiche spesso patologiche. Nel Coaching non si trattano casi patologici: si opera esclusivamente attraverso stimoli e ispirazione. Si guida la persona a elaborare delle proprie soluzioni, in modo autonomo e creativo, usando ad arte il dialogo e specifici esercizi.

Quando si va da uno psicologo o da un medico, si cerca aiuto: vogliamo trovare qualcuno che corra in nostro soccorso, che sappia fare qualcosa e portarci dove sa e deve. Contattare un Coach è diverso: siamo noi professionisti, sin dall’inizio, a chiedere alla persona dove vuole andare. Non prendiamo iniziative sulla sua vita, né decisioni al posto suo; la persona non si aspetta assolutamente che lo facciamo.
Più siamo abili e meno diamo consigli e soluzioni. E’ il cliente stesso che, attraverso il lavoro con noi, trova strade che prima parevano inesistenti.

Oggi più che mai servono brave Life Coach Spirituali e Sex Coach, secondo me, perché tantissime persone hanno bisogno di essere guidate a raggiungere maggiore felicità e soddisfazione su un piano molto intimo e personale. In una società in cui troppi si improvvisano esperti e dispensano suggerimenti spesso superficiali e totalmente “da bar”, è fondamentali sviluppare competenze e professionalità.

business online più redditizi

Candidati subito come Life Coach Spirituale e/o Sex Coach

Ti metto a disposizione quasi vent’anni di esperienza nell’ambito del Coaching più innovativo e lungimirante: quello che migliora la vita intima e personale, e così a cascata ogni visione e sfera della vita. Esigenze eterne, che l’essere umano ha da sempre e avrà per sempre.
Diventare una professionista in questo settore ti permetterà di intraprendere una lunga e florida carriera, distinguendoti da tutti gli altri palesemente improvvisati. Così avrai più risultati, potrai essere scelta più spesso e, soprattutto, avrai l’onore di entrare nella cerchia di coloro che, ogni giorno, fanno un’immensa differenza nel mondo.

Ti aspetto 🙂

Con gioia,
Ilaria Cusano

Questo articolo è il secondo di una serie di sei. Ecco gli altri:

  1. Come creare un business online
  2. Ci sei
  3. Sviluppare la carriera lavorativa: strategie
  4. Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano
  5. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  6. La leadership emozionale strategica

Come creare un business online

Prima di creare un business online, fatti una strategia finanziaria

Come creare un business online è il primo articolo di una serie che ho deciso di scrivere per aiutare le donne che

  • stanno attraversando una crisi economica e/o professionale;
  • hanno perso il lavoro o lo stanno per perdere;
  • devono crearsi un’alternativa, per mettersi al sicuro;
  • hanno bisogno di una seconda entrata perché guadagnano troppo poco;
  • conservano il proprio lavoro, magari hanno anche una carriera, ma hanno capito che sono schiave di se stesse – devono cambiare la propria organizzazione finanziaria.
creare un business online
Ph. by Nenad Stojkovic

Partiamo da quest’ultimo punto perché contiene il nocciolo.
Prese dalle necessità quotidiane o anche dal voler lavorare con le nostre passioni, rischiamo di non notare un fatto: che non ha senso liberarsi dalle catene esterne, se poi ci si ritrova oppresse da quelle interiori.

E’ capitato anche a me. Mio padre mi voleva farmacista, notaio o in politica; io decisi di diventare un’imprenditrice creativa. Superai i giudizi e la sfiducia di tante persone che abitavano il mio contesto sociale di origine: quasi nessuno credeva che sarei riuscita non solo ad avere una carriera, nel settore che avevo scelto, ma neanche a sopravvivere.
Io invece ce l’ho fatta. Ho messo su un business di successo; a tempo debito l’ho trasformato in un business online di successo; e questo mese ho fatturato più di 8000 euro, di cui gran parte con passivamente e pochissime spese. Il top, praticamente; quello che tanti desiderano.

Ma facciamo un piccolo passo indietro. La mia carriera è cominciata nel 2005. Noi facciamo solo un passetto indietro: al 2016.

Avevo appena creato un business online di successo

Avevo appena creato il mio business online, quando mi resi conto del fatto che ero diventata schiava di me stessa. Delle mie scelte, seppur sagge, e dei miei desideri.
Strano ma vero.

Lavoravo tutto il giorno; quasi non facevo altro che lavorare. Dieci ore al giorno, otto ore al giorno, dodici ore al giorno.
Nel tempo libero, quasi sempre non pensavo ad altro che al lavoro.
Venendo pagata a ore, potevo guadagnare fino a una certa somma e mai di più. Il mercato del lavoro in cui mi ero inserita non mi consentiva di chiedere un compenso molto più elevato, pena la perdita di una fetta troppo grossa di potenziali clienti. Così, pur lavorando al massimo, ero anche al massimo del mio fatturato. E, “ciliegina sulla torta”, non ero affatto soddisfatta del mio fatturato!
Non riuscivo a mettermi da parte quasi niente; per i miei gusti viaggiavo troppo poco; ero perennemente costretta a una vita frugale – mentre mi sarebbe piaciuto concedermi qualche lusso in più.

Eppure facevo il lavoro che amavo. Avevo trasformato la mia passione in professione. Ero una professionista di successo con un’attività in perenne crescita in un settore in forte espansione. Avevo anche avviato il business online che molti stanno iniziando a creare solo ora! Cosa c’era che non funzionava?
La mia strategia finanziaria: ecco cosa non funzionava.
Tutto era basato su entrate attive.

Il business online deve servirti ad aumentare al massimo le tue entrate passive

Grazie a Dio incontrai il Network Marketing. Sin dall’inizio mi portò a contatto con tutta una fetta di cultura finanziaria che mi mancava.

Era il 2017. Quell’anno cominciai a capire.
Dovevo utilizzare la struttura del mio business online per creare info-prodotti e partnership che mi permettessero di guadagnare passivamente.
In questo modo, come primo step, avrei potuto raggiungere lo stesso fatturato a cui ero abituata (circa 2000 euro al mese), lavorando la metà delle ore. Meno lavoro mi avrebbe restituito più energia, vitalità e spazio per sviluppare delle innovazioni.
Come secondo step, avrei potuto cominciare a guadagnare di più: a ricaricarmi, farmi qualche regalo, concedermi qualche lusso e ritrovare così più allegria, gioia, spensieratezza. Il che mi avrebbe reso emotivamente più produttiva – visto che, lo sappiamo, la legge di attrazione funziona soprattutto grazie al nostro tono emotivo.
Dopo di che avrei potuto iniziare a risparmiare di più, e così a sentirmi più stabile, al sicuro e abbastanza potente da investire; per miglioramenti generali e per garantirmi anche un futuro, oltre che un presente, florido.

creare un business online
Ph. by Nenad Stojkovic

Sono passati 4 anni. Oggi sono esattamente qui. Lavoro circa cinque ore al giorno e fatturo tra i 4000 e gli 8000 euro al mese, gran parte dei quali passivamente. Ho una pensione integrativa; investo in business innovativi che mi ispirano e in cui credo; ho dei risparmi che mi fanno sentire serena e al sicuro. Il mio business online conta su un ecosistema ben strutturato che funziona; è serio, professionale e al passo coi tempi. E, soprattutto, davanti a me ho tante prospettive di crescita ed espansione: non sono più schiava di me stessa ma mi sono trasformata nel trampolino di lancio di me stessa. E’ completamente un’altra vita!

Vita che oggi posso guidare anche te a costruirti 🙂

Seguimi nei miei prossimi articoli di questa serie; capirai come fare:

  1. Business online più redditizi, quali sono?
  2. Sviluppare la carriera lavorativa: strategie
  3. Project Leader vs Project Manager, di cosa si occupano
  4. Cos’è la leadership assertiva e come si applica
  5. La leadership emozionale strategica

Ilaria Cusano

Network marketing online: cos’è, strategie, business

Network Marketing online: perché?

  1. Perché, tra le varie forme di imprenditoria, è senz’altro la più inclusiva, etica, sostenibile e basata sulle relazioni e su una reale meritocrazia.
  2. E’ democratico ed estremamente accessibile: tutti coloro che si impegnano, si formano e sono disposti a responsabilizzarsi e crescere, possono arricchirsi, realizzarsi e fare carriera.
  3. Permette di sviluppare esattamente quel pacchetto di competenze tecniche e relazionali che saranno le più essenziali e meglio retribuite nel futuro in arrivo.
  4. Consente un lavoro di squadra e la creazione di un ambiente relazionale meravigliosi. Molto appaganti anche dal punto di vista affettivo, oltre che professionale: nascono amicizie e amori stupendi; si condividono tante esperienze di valore; si costruisce davvero insieme – e non molti per pochi, come accade facendo impresa in altri modi.

network marketing online

Online perché oggi ogni business deve funzionare anzitutto online. Perché è conveniente, sostenibile, ecologico e al passo coi tempi. Ci permette di vivere un’esistenza sana, a contatto coi nostri affetti, molto auto-gestita, sulla quale possiamo avere noi per primi il controllo. La qualità della vita aumenta tanto, quando si ottimizzano le procedure aziendali. E lavorare online consente di farlo al massimo grado attualmente possibile.

Network Marketing: cos’è?

E’ un metodo promozionale e di vendita; è chiamato anche Marketing Relazionale. Determina anche un vero e proprio modo di fare impresa.
Chi crea un’azienda basata su questo sistema distributivo, in sostanza, invece di investire su mezzi freddi come le pubblicità, le sponsorizzate, gli annunci e simili, investe sulle persone.

E’ una scelta fondamentale che rivela un assetto valoriale ben preciso: un imprenditore che decide di operare nel Network Marketing è prima di tutto un essere umano che crede soprattutto nelle persone. E lo dimostra investendo su di loro: sulle loro qualità e sul loro potenziale. Le mette nella condizione di coltivarlo, svilupparlo e farlo sbocciare; e fonda il proprio successo su quello di ogni singolo networker professionista.

Le strategie per lavorare come networker professionista sono davvero tante; è impossibile sintetizzarle in questo articolo, facendo una comunicazione seria ed esaustiva. Però posso consigliarti dei libri in cui l’approccio che ti faranno capire egregiamente.
Ecco alcuni titoli e autori:

  • Come trattare gli altri e farseli amici, Dale Carnagie
  • Go Pro, Eric Worre
  • Il business del XXI secolo, Robert T. Kiyosaki
  • Padre ricco, padre povero, Robert T. Kiyosaki
  • Napoleon Hill, bibliografia intera

Non tutti trattano specificatamente di Network Marketing. Ma, concretamente, il tipo di mentalità e stile di vita che descrivono si realizzano al massimo proprio lavorando come networker professionisti.

Network Marketing: risvolti umani, spirituali e profondi

Io sono una Sociologa e un’artista, dunque ho sempre lavorato con persone creative e con una vocazione sociale. Un fatto che tuttora mi impressiona è questo: anche con la più sincera buona volontà, la stragrande maggioranza delle persone sottovaluta l’impatto delle proprie scelte sistemiche.

Ti faccio un esempio. Se io sono una persona credente e con una profonda spiritualità, ma in totale disaccordo con la Chiesa Cattolica e tutto ciò che essa alimenta e rappresenta nella società, è meglio non legarmi in alcun modo a questo sistema. Se, quando mi sposo, inizio a fare ragionamenti come “Vabbè, ma sposarsi in Chiesa è più romantico”, oppure “Lo facciamo per i nostri genitori; per loro è importante, ci tengono tanto, a noi cosa costa?”.

Sai cosa ti costa? La tua integrità, il mondo che desideri e la tua fortuna.

La tua struttura interna e il tuo mondo ideale sono più gerarchici o a rete?

Se i tuoi valori ti portano a credere in un determinato sistema, tu per coltivare la tua realizzazione e fortuna devi alimentare il più possibile quel sistema. Come facciamo quando votiamo alle elezioni politiche: scegliamo un gruppo portatore e custode delle nostre esigenze e vedute. Non diamo potere a un sistema che ci remerà contro: che minaccerà la nostra identità e i nostri valori, il benessere che ci siamo costruiti e le prospettive che desideriamo offrire a noi stessi e alle persone a cui teniamo.
Bene. Per ogni sistema vale questa stessa identica cosa.

Se tu credi di più nel singolo che nella comunità; pensando sia meglio avere un grande capo forte e possibilmente carismatico che conduca una pletora di “soldati” ai suoi ordini. Se a te le relazioni di dipendenza piacciono, se ti piacciono le gerarchie, chi sta sotto e chi sopra, chi comanda e chi esegue, chi si arricchisce e chi resta ai margini. Se sei una persona di questo tipo, stai meglio in un’azienda piramidale: SRL,SPA, istituzioni e chiese.

network marketing online
Ph. by Imagens Portal SESCSP

Se invece credi più nella collettività che nel singolo. Se ti piacciono i legami, ma non le dipendenze; e pensi che il nostro valore nasca dall’unione, dalla cooperazione, dal lavorare e generare insieme. Se credi nel dialogo, nello scambio, nella convivenza tra pari, nella possibilità di trovare, insieme, soluzioni migliori che da soli. Nel valore di imparare a decidere insieme. Quando ti guardi intorno e desideri vedere persone accanto a te, non sopra o sotto, allora hai una struttura interiore più “a rete”. E il Network Marketing ti corrisponderà e realizzerà di più.

Ilaria Cusano

 

7 soft skill fondamentali per il successo

Soft skill: hanno più penso delle hard skill

Questa cosa sulle soft skill e le hard skill, che le prime contano più delle seconde per il successo, ormai è testimoniata, studiata, confermata, risaputa. Eppure non è ancora messa in pratica. Continuano a essere insegnate molto di più le competenze tecniche, e le competenze relazionali, interiori, sottili rimangono accennate, approssimate, in sordina.

Secondo me più che altro perché stiamo tutti imparando come trasmetterle.
Al momento sembra che l’esempio sia il modo più efficace. Eppure talvolta anche questo, per alcuni, quando non viene spiegato esplicitamente, non funziona. Non ispira al punto tale da far sì che l’altro, dentro, si dica qualcosa come

Ok, basta. Mi attivo, sto sul pezzo, persisto e vado avanti finché non arrivo lì (alla meta prefissata).

soft skill

Nella mia lunga e tortuosa esperienza di leadership, comunque, ho rintracciato 7 soft skill fondamentali per il successo. A mio modesto avviso, naturalmente. E’ una lista del tutto originale, femminile e spirituale, come mi si confà sia per natura sia per professionalità.
Non ti dirò delle cose che trovi scritte nei  libri di altri, ecco 😉

1. L’ardore

Non la passione, che è un sentire tipicamente umano, che provano un po’ tutti. Ma l’ardore. Potremmo chiamarlo anche fervore. E’ una roba che brucia dentro: che, se non fai quella cosa lì, se non porti avanti quell’attività, se non persegui quel risultato, ti fa saltare perché “scotta”. Che non puoi sopportarlo, devi muoverti, devi farlo. E’ sovrannaturale, è più forte di te e ti costringe, quasi; non ti lascia molta libertà di scelta, pena sofferenze atroci – interiori, ma atroci.

2. La sottomissione

Non necessariamente a un capo, a un leader, a un mentore o a una qualsivoglia autorità – anche se può essere proprio questa la migliore manifestazione esterna di quella forza che abbiamo dentro e che dobbiamo seguire. Il punto è sottometterci alla nostra guida, a quel maestro interiore che ci indica una strada, spesso lunga e difficile, e che dobbiamo seguire senza fiatare, se vogliamo avere successo. Paradossalmente, bisogna mettere da parte tutto il nostro ego, per sottometterci al nostro guru interno e far sì che ci porti a partorire una nuova versione di noi stessi.

3. L’abnegazione

Il successo costa caro, chiede molti sacrifici; non è per tutti. Ci impone di smettere di essere quello che abbiamo sempre creduto, per arrivare a rappresentare qualcosa: un simbolo, dei valori, un significato per cui può valere la pena anche morire, annullarsi, disintegrarsi. Perché, senza quel qualcosa, non ha più senso vivere. Chi ha conosciuto questa profondità mi può capire.

4. La connessione

Tutto ciò che ho appena scritto, così come ogni singola decisione e azione che siamo chiamati a fare, ha origine da questo: la connessione. Si ha la sensazione di essere una pedina all’interno di un disegno molto più grande. Non dei potenti del mondo o cose simili. Un disegno che potremmo chiamare divino; un disegno in cui è una gioia e un onore essere una pedina. Mantenersi connessi a questo campo morfogenetico – non saprei come altro chiamarlo – fa sì che ci arrivino costantemente delle informazioni. Su cosa va fatto, quando e in che modo. Una sorta di download sempre possibile, per chi è connesso, per l’appunto.

5. La pazienza

Proprio nel senso etimologico del termine, purtroppo: la capacità di sopportare il dolore. Ne arriva tanto, strada facendo. E va recepito, vissuto, ascoltato, ma non bisogna indugiare eccessivamente, nel dolore. A un certo punto bisogna imparare a conviverci e basta. Altrimenti finisce col logorare, col farci perdere la bussola, col farci dimenticare cosa siamo venuti a fare.

6. L’eroismo

Il successo è una cosa da campioni e campionesse. Da persone che hanno la concezione di un grande potere non come qualità personale, egoica; ma come un dono che Dio e Madre Natura hanno fatto ad alcuni – forse a tutti – per offrire un servizio, un esempio, un’ispirazione all’umanità intera. Hai successo quando smetti di temere il potere; quando smetti di temere di incarnarlo. Perché sai che, comunque, non ti appartiene; non ti apparterrà mai. Non riguarda te; riguarda ciò a cui tu servi per l’evoluzione della specie umana.

soft skill

7. La follia

Quale persona di successo non è anche matta? Hai mai sentito di qualcuno che ha conseguito il successo senza credere in qualche strana pazzia che la propria anima gli suggeriva? Che non ha seguito un filo rosso bizzarro, assurdo, persino illegale a volte? Io no. Tutte le storie di successo che conosco hanno questo elemento: il coraggio di attraversare la follia. Di viverla, di conoscerla, di farsene possedere, in una certa misura, e di superarla. Trasformandola in un’alchimia superiore, in una specie di ispirazione divina che “voi umani non potete capire”.

Spero di averti fatto riflettere sulla tua attitudine al successo.
Quali sono, tra queste 7, le soft skill femminili e spirituali su cui ti trovi più avanti, nel tuo sviluppo? E quali quelle su cui, invece, hai tutto da imparare?

Ilaria Cusano

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Come capire che lavoro fare nella vita

Successo professionale e il mio rapporto con mio papà

Mio padre, da decenni, si definisce e si comporta come un fallito. Ma ha avuto un merito impressionante nel mio successo professionale. Questo è un fatto. Com’è possibile?

cosa fare nella vita

In tutta la mia cosiddetta età dello sviluppo, anche lui ha avuto non uno ma tanti successi lavorativi, in realtà; eppure mi ricordo che mi dava sempre quella sensazione. Di essere convinto, sotto sotto, di non stare facendo abbastanza. Il mitico senso di inadeguatezza che in molti conosciamo bene.
Sul finire della mia adolescenza, che era anche l’ultimo periodo in cui ho abitato con i miei genitori, iniziò la sua depressione; che fu anche il principio di un grande risveglio, però. Non solo suo, ma dell’intera famiglia; o di chi ha voluto cogliere l’opportunità. Anche la mia scelta di lavorare nel settore della crescita personale ha senz’altro origine in quel periodo; in quell’esperienza e in tutto ciò che ne è conseguito.

In quegli anni aveva preso a ripetere spesso, non senza ironia

Ma come? Io ancora devo capire cosa voglio fare da grande.

A significare: non cercate di distrarmi con delle questioni troppo grandi e lontane. Io ancora devo trovare me stesso, che volete che ne possa capire di queste cose mastodontiche con cui provate a evadere dall’unica vera priorità: conoscere il senso della vita?

Non ho mai avuto la certezza che si rendesse conto della profondità che trasmetteva – probabilmente no 😀 Io me ne rendevo conto, però.

Che lavoro fare nella vita è la ricerca del tuo scopo

Se ci pensi, il lavoro non è altro che l’attività a cui dedichiamo più spazio, tempo ed energia nella vita. Anche nel caso di quelle persone, come mio padre per l’appunto, che a un certo punto decidono di concentrarsi sul cucinare, leggere e prendersi cura della casa. Si tratta pur sempre delle attività in cui hanno scelto di spendersi di più. Perché? Perché in quelle attività sentiamo che dimora il nostro scopo più profondo e “nutriente”. Il valore più prezioso che conosciamo.

Io vendo corsi di crescita personale perché è qui che “ho trovato l’oro”. O meglio, tutto ciò che io chiamo oro.
Decido di promuovere quelli di una determinata azienda o persona perché, in base alle mie esperienze e valutazioni, è lì che vedo il massimo valore possibile. Ed è di quello che mi piace farmi portatrice.
Credo che sia questa la “pista” da seguire, per trovare la propria strada. E per capire che lavoro fare nella vita.

Il limite di mio padre, secondo me, in questo senso – che poi è anche il limite che io ho voluto superare – è stato di voler scegliere tra ciò che già conosceva. Invece di lanciarsi all’esplorazione di territori nuovi, diversi. E’ evidente che questo era il mio destino, non il suo 😉
Penso che, quando una persona adulta ha sensazione di non sapere ancora come conseguire la propria realizzazione personale e professionale, sia perché, in tutto ciò che ha vissuto, non l’ha trovata. Allora perché ostinarsi a rimanere in quel luogo? Se tanto lo sai già, che lì non c’è, meglio cercare altrove, no? Io la vedo così.

Attraverso la ricerca del lavoro, inizia un viaggio

cosa fare nella vita

Il mio lavoro prevede che io faccia anche delle formazioni professionali. Sia nel Coaching dove formo Life Coach Spirituali e Sex Coach, sia in Master Business dove devo avviare nuovi Ambassador, devo fornire alle persone tutta una serie di strumenti per

  1. avviare una professione;
  2. vendere, fatturare, fare numeri significativi;
  3. diventare leader capaci di fare la differenza.

In tutti i casi, vedo che riesco ad avere i risultati maggiori con coloro che accettano di dover intraprendere un viaggio. Che capiscono che, quando iniziano a chiedersi se devono cambiare lavoro, per realizzarsi, succede qualcosa anche dentro. Non si tratta mai solo di orari, soldi, colleghi. Si tratta sempre anche di scoprire chi sei, di trovare noi stessi. Come diceva mio papà.

Mi piace chiudere questo articolo con altre due sue massime con cui mi ha cresciuta; credo possano ispirare tante persone.

Non circondarti di persone inferiori a te, solo per ricevere approvazione e complimenti. Circondati sempre di persone migliori di te, perché sarà da loro che potrai imparare.

 

Ricordati: tu non devi diventare come me; devi diventare meglio di me. Devi superarmi. Solo così l’evoluzione può andare avanti.

Probabilissimo che lui nemmeno si ricordi di avermi detto e ridetto queste frasi. Ma io non permetterò che se ne perda memoria, perché queste sono le radici che mi hanno resa chi sono oggi. Grata e felice di esserlo 🙂

Ilaria Cusano

Secondo lavoro da casa: idee online

Secondo lavoro: perché è così importante oggi

secondo lavoro online

Da vario tempo, ormai, mi confronto con questo tema del secondo lavoro. Oggi collaboro come networker con un’azienda che mi chiama Master Business ma, al di là di questo, la mia professione di formatrice prevede anche alcune responsabilità nell’ambito delle risorse umane.
Formando delle professioniste e offrendo a molti l’opportunità di avviare un lavoro autonomo e un lavoro da casa, certe questioni emergono spesso.

  • La persona che fa costantemente fatica ad arrivare a fine mese, pagarsi una formazione, a investire su di sé e sul proprio futuro.
  • La donna che, economicamente, ancora dipende dai genitori o dal partner e che, nonostante questo, passa le giornate a lavare tende e cucinare.
  • Il giovane che non riesce nemmeno ad andarsene ad abitare per conto proprio, e che a quasi 30 anni sta ancora a casa con mamma e papà.

Queste situazioni, in Italia, sono ancora presenti in misura allarmante, direi. Perché dimostrano

  1. che c’è un serissimo problema di autonomia anche dal punto di vista materiale, il più basico – non solo psicologico o emotivo.
  2. Che la società, dal punto di vista educativo, ha fallito e continua a fallire, rispetto all’obiettivo di formare persone forti, indipendenti e mature. Sono questi i cittadini che devono tenere in piedi il sistema e prendersi cura della comunità?
  3. E che, siccome dalla società non riceviamo gli stimoli, le risorse e il supporto che ci servono per crescere, maturare ed essere degli adulti non sotto-sviluppati, in pratica, dobbiamo provvedere da soli.

Il secondo lavoro, oggi, è indispensabile proprio per tutte queste ragioni.
Perché ci garantisce una maggiore stabilità economica; ci dà modo di essere autonomi e di diventare anche noi dei punti di riferimento per qualcuno. Di affrontare con dignità i conflitti sociali nelle relazioni tra uomini e donne; nonché la difficoltà di fare dei figli. Permette ai giovani di poter crescere e costruirsi qualcosa di proprio. E ci spinge a continuare a esplorare e sviluppare i nostri talenti, che sono tanti e hanno mille doni, soddisfazioni e avventure da portarci 🙂

La mia storia con il secondo lavoro

Ne ho sempre avuto uno, e devo dire che mi ha letteralmente salvata, più volte.
Quando ero giovane, per sette anni, oltre alla Life Coach Spirituale ho fatto anche la ballerina, l’insegnante di yoga e l’attrice teatrale. Sembrano tre lavori diversi ma in realtà erano un tutt’uno. Non guadagnavo tanto, ma arrotondavo. E, soprattutto, avevo mille opportunità relazionali preziosissime: conoscevo un sacco di persone, tutte molto acculturate, interessate alla bellezza, all’arte, a ispirarsi costantemente nella vita. E tante diventavano miei clienti anche per il Coaching.
In più mi divertivo molto. Il che non è affatto da sottovalutare. Tenere alta l’energia, stare sempre su un tono emotivo elevato, è una cosa molto importante nella vita. Per il lavoro e non solo.

Dopo quei sette anni, per vari motivi, decisi di cambiare.
Era il 2012. Il mondo del lavoro stava mutando radicalmente. L’online si era già potentemente imposto, lasciando intravedere ai più svegli il crollo definitivo di tutta una serie di professioni. Anche a livello personale, mi era evidente che non volevo passare altri decenni a fare le immense fatiche fisiche che il mio secondo lavoro comportava.
E poi volevo sentirmi più libera geograficamente: il fatto che tutto era collegato allo specifico entourage romano mi infastidiva; volevo sentirmi libera di viaggiare, o di andare a vivere altrove, mantenendo la mia stabilità economica.
Per questo, a un certo punto, ho deciso di crearmi un secondo lavoro online.

Cosa mi permette il mio secondo lavoro online

Talmente tante cose che, alla fine, ho reso anche il mio primo lavoro, online 😀
Molti sono critici, al riguardo, ma è evidente che

  1. non ne sanno niente;
  2. non hanno assaggiato tutti i deliziosi frutti che un secondo lavoro online dona.

Da qualche anno, lavoro online come networker. Attualmente con questa azienda che si chiama Master Business, ma l’ho fatto anche con altre. Mi piacciono le relazioni umane, connettere le persone tra loro, offrire opportunità e lavorare in team, dunque per me è perfetto!

secondo lavoro online

Oltre a guadagnare bene e a sentirmi al sicuro anche in tutti quei periodi in cui il mio primo lavoro incontra delle oscillazioni negative, lavorare come networker mi permette di crescere tantissimo come persona. Gestisco il mio tempo e le mie attività in autonomia, ma sono comunque sempre supportata (e gratuitamente), ogni volta che ho bisogno. Posso sviluppare delle strategie insieme ad altri professionisti validi, ma anche fare delle cose di mia iniziativa. Sono costantemente a contatto con imprenditori di successo; persone creative e in gamba, con cui relazionarsi è molto motivante e ispirante.

Posso allenarmi tutti i giorni quando voglio, mangiare cose sane perché sono a casa, spostarmi dovunque mi va e continuare a lavorare (e guadagnare) serena. Conosco continuamente nuova gente, ci parlo, vedo con loro com’è possibile collaborare, come poter unire le forze per creare delle partnership di valore per tutti. Creo: la mia creatività può esprimersi come un fiume in piena! Articoli, video, post per i social, foto; mi piace tantissimo inventare di continuo piani editoriali e piccoli progetti di comunicazione che poi, andandosi a intessere l’uno con l’altro, diventano grandi narrazioni collettive. Sento, infine, di essere utile per la coesione sociale; il che rinsalda il mio senso di appartenenza e mi fa percepire la connessione spirituale che ci unisce tutti, vicini e lontani, conosciuti e non 🙂

Ilaria Cusano

 

Franchising 2020, le migliori opportunità

Franchising che sorpresa

Irrompe nella mia vita, il franchising – pazzesco 😀 Il 17 Ottobre, solo tre settimane fa, pubblicavo un articolo su questo modo di fare impresa, il franchising; non sai cosa mi è successo negli ultimi sette giorni! Te lo racconto.

Mentre scrivevo quell’articolo non avevo la più pallida idea della situazione in cui, a mia insaputa, ero “rotolata”. Il mio compagno, qualche giorno fa, mi dice

Sei libera domenica pomeriggio e sera, giusto? Vorrei parlarti di una cosa importante e, se poi anche tu trovi sia una bella sorpresa, ti porto fuori a cena per festeggiare.

Ok 😀
Ero molto curiosa.

Arriva la fatidica domenica e mi confida che, da qualche settimana, va in giro per il Veneto per conoscere alcuni imprenditori e parlarci, confrontarsi con loro, relativamente a un franchising. Che, beh, rullo di tamburi, lui ha deciso di aprire!!
Non ci potevo credere. Non mi ero accorta assolutamente di niente!

Ha scelto un’azienda meravigliosa, che anch’io conosco e stimo; la frequento, anche, sono una cliente affezionata. Ma non mi era passato minimamente per la testa che potesse esserci l’eventualità che proprio lui aprisse una filiale. E invece eccomi qua: con un fidanzato che, nei prossimi mesi, aprirà questo franchising 🙂

Una speranza per il futuro dell’imprenditoria in Italia

franchising imprenditoria femminile

Come avrai già letto nell’altro mio articolo sul franchising, tra le varie forme imprenditoriali presenti in Italia, questa non è una delle mie preferite. Quella più nelle mie corde è indubbiamente il network marketing. Ma è solo un mio “feeling” soggettivo, del tutto personale. Perché il franchising ha senz’altro una serie di caratteristiche che lo rendono estremamente interessante come opzione, nel particolare momento storico-sociale che stiamo attraversando.

Vediamo le più importanti.

  1. Richiede un investimento di sicuro più accessibile di un qualsiasi altro negozio. Il capitale sociale che bisogna mobilitare, per avviarne uno, sta sui 10.000/50.0000 euro, e non intorno ai 100/200 mila necessari per avviare altre attività. Nel network marketing ti bastano anche poche centinaia di euro ma, per chi vuole sentirsi nella struttura stabile e materiale delle quattro mura di un negozio, il franchising è certamente un’opzione ottima.
  2. Hai la spalle coperte. Puoi contare su un brand già affermato e conosciuto, su guida e formazione costanti, su un team di persone che hanno tutto l’interesse a farti decollare quanto prima e meglio possibile. Molte decisioni vengono prese a monte, dunque anche le responsabilità sono entro certi limiti. Il che, per chi è alle prime armi con un’attività imprenditoriale, è un gran sollievo.
  3. La tua strada è tracciata con chiarezza. Devi trovare una location con delle caratteristiche ben precise; seguire un certo metodo per formarti e avviare la tua filiale; la promozione si fa in un modo predeterminato e uguale per tutti. Insomma, hai un binario su cui procedere, non sei allo sbaraglio.

Ovviamente, tutto ciò è secondario rispetto ad altre due riflessioni importanti che stanno al principio di ogni cosa:

  • Quali sono i tuoi talenti, passioni e vocazioni, a livello profondo? Cosa sei venuta a fare, come anima, sulla Terra?
  • Di cosa ha bisogno la tua comunità? Come puoi renderti utile con le tue attitudini, competenze ed esperienze?

Le migliori opportunità per un franchising nel 2020

Con queste premesse, quali sono quindi le migliori opportunità per un franchising nel 2020?

Anzitutto, sono quelle di cui la tua comunità ha effettivamente bisogno, per migliorare la propria vita.
Meglio evitare di investire su prodotti e servizi di importanza dubbia. Come stiamo ricordando benissimo in questo periodo di lockdown ed emergenze, solo le attività più essenziali hanno la possibilità di durare. Il resto, che ci piaccia o no, muore – purtroppo. Meglio trarne la lezione e mettersi sulla rotta giusta.

Poi sono quelle che incontrano i tuoi talenti, passioni e vocazioni, a livello profondo. Che abbracciano il motivo per cui sei su questa Terra, come anima.

Sono, inoltre, quelle che materialmente puoi permetterti di avviare.
E’ inutile fissarti sull’apertura di una certa attività, se non hai il capitale che serve per farla partire, né hai modo di fartelo prestare o comunque reperirlo. Meglio concentrarti su opportunità in linea con le tue reali possibilità, anche materiali.

Sono anche quelle con un brand la cui politica di gestione ti piace. Che, attraverso la sua impresa, promuove dei valori umani in cui credi anche tu. Dove, quando incontri qualche collega, manager o superiore, scopri delle persone che suscitano la tua ammirazione e stima; persone che sei entusiasta a seguire, con cui avresti anche piacere a stringere delle relazioni personali, oltre che professionali. Questa “bussola” intima e profonda è estremamente preziosa; ascoltala, muoviti nella direzione che ti indica. E, se ti indica di cambiare strada, dalle retta; è saggia, non sottovalutarla.

franchising imprenditoria femminile

Infine, le migliori opportunità per un franchising, ma in questo caso non solo nel 2020, sono quelle che ti proiettano verso lo stile di vita che desideri. Quando ti visualizzi nel futuro in cui immagini che ti troverai, cosa provi? Sono più sensazioni ed emozioni piacevoli o spiacevoli? Datti credito; hai una sola vita, usala per fare le esperienze che più ti attirano, che ti piacciono e fanno stare bene. Anche i sacrifici acquisteranno un sapore più dolce 🙂

Ilaria Cusano

PS. Per qualsiasi curiosità ti tipo imprenditoriale, commenta questo post. Chiedimi, raccontami di te. Dialogando possiamo aprirci nuovi orizzonti a vicenda. Ti aspetto qui sotto.

 

Aprire un franchising: come fare, pro e contro

Franchising: analizziamolo spiritualmente

Tu sai che il mio lavoro si chiama Life Coach Spirituale perché ti aiuto a prendere tutto come un’occasione di evoluzione su questo piano. Per farlo, bisogna analizzare le varie situazioni, anche quelle che sembra c’entrino meno con la spiritualità, proprio in questa ottica, invece.
La spiritualità ha a che fare con tutto; solo quando lo capiamo fino in fondo, imbocchiamo la via per rendere la vita più spirituale.
Detto ciò, torniamo al franchising.

franchising

In questi ultimi mesi, per motivi personali, sto conoscendo molto da vicino un’attività che mi ha prima incuriosita, poi interessata, poi entusiasmata. Si tratta di un centro per la prevenzione e il benessere che, con Luca, stiamo prendendo in considerazione anche come business. Se mi segui da tempo, sai che sono un’innovatrice a 360°; che adoro scovare pietre preziose e farle conoscere al mondo nella forma imprenditoriale. Nell’ambito della mia passione per l’impresa, di questa vocazione a innovare e dell’amore viscerale verso il fare soldi e il vivere bene l’unica vita che abbiamo, ultimamente mi sono chiesta

E se anche noi aprissimo un franchising?

Pure i genitori di Luca, che ce lo hanno fatto conoscere, ci avevano chiesto se ci sembrasse un’attività valida. Abbiamo cominciato a rifletterci e a parlarne.

Il franchising sì che è una piramide – altro che network marketing

Sento parlare spesso del network marketing come un sistema piramidale, ed è pazzesco che non lo si dica del franchising, invece.
Posto che un po’ di gerarchia c’è in quasi tutti i sistemi non solo economici e imprenditoriali, ma sociali in generale; di certo il network marketing è la forma meno piramidale di tutte.
Ma ovviamente può capirlo solo chi si prende la briga di approfondire e studiare veramente; chi si limita ai al gossip, alle voci di corridoio e ai pregiudizi, non può sapere come funzionano davvero certe dinamiche.

Comunque, io la briga di approfondire e studiare me la sono presa.
Tra l’altro, personalmente non ho neanche niente contro le piramidi. Non vedo dove sia il problema.
E’ pieno di gente che adora fare la base della piramide: stipendio fisso, magari pure qualche provvigione, lavorare fino alle cinque, staccare e non pensarci più, lasciare le responsabilità ai capi, “… tanto io non ho bisogno di molto per vivere…”, etc. etc.
Non è la mia mentalità ma è evidente che è quella della maggior parte degli Italiani. Non capisco perché dovremmo sputare nel piatto dove quasi tutti mangiano, o vorrebbero mangiare.

Accantonate attitudini e preferenze soggettive, resta il fatto che il franchising è una struttura molto più piramidale del network marketing.

Quale esperienza spirituale ti dà modo di fare, una piramide?

Chi fa network, infatti, spiritualmente ha bisogno di fare rete, come dice la parola stessa: di sentirsi parte di una trama che si sviluppa soprattutto orizzontalmente, e dove tutti possono spostarsi di livello in base al fatturato (in modo totalmente meritocratico, quindi), con estrema dinamicità. Desidera avere autonomia e responsabilità; poter esprimere il proprio genio e la creatività senza dover troppo rendere conto ad altri. Chi fa network ha voglia di flessibilità, avventura e ampi margini di guadagno. Tutte situazioni completamente diverse da quelle che si verificano in una struttura piramidale. E infatti torno a ripetere: il network marketing è la forma imprenditoriale meno piramidale non solo del franchising ma di tutte.

Nel franchising, invece, si fa piena esperienza del livello: per la serie, questo è l’unico posto che puoi prendere, ti metti qui e ci rimani, non ti muovi più. Ti apri il tuo bel negozio scegliendo solo ed esclusivamente tra le opzioni che ti diamo noi – che facciamo le indagini di mercato e possiamo vedere com’è la situazione generale, dall’alto. Tutti i mesi hai i tuoi acquisti dalla casa madre, corrispondi le tue royalties, raggiungi i tuoi obiettivi. Ma alla fine tu, a fronte di tanta “sicurezza”, ti puoi arricchire solo fino a un certo punto; mentre noi che siamo al vertice cresciamo in misura esponenziale, ogni volta che parte un nuovo punto vendita.

Di cosa devi aver bisogno, spiritualmente, perché una struttura come quella del franchising ti faccia bene? Ti porti fortuna, espansione, arricchimento e benessere profondo?

  1. Stabilità.
  2. Contenimento.
  3. Serenità.
  4. Umiltà.
  5. Deresponsabilizzazione.

Il profilo giusto per il franchising

franchising

E’ quello di una persona che sente l’esigenza di contenere la propria energia perché, quando esagera, deborda, facendo più danni che altro. Una persona che necessita di una guida stabile e sicura; che le dica precisamente cosa fare, quando e come. In modo tale da potersi costruire una quotidianità regolare e serena, tranquilla, senza troppe altalene – logistiche ed emotive.
E’ una persona umile, che non ha grandi mire e ambizioni né dal punto di vista della carriera né economicamente. Le sta bene investire una somma considerevole, chiedere un prestito ai parenti o a qualche banca o istituto di credito, e restituire i soldi un po’ alla volta, anche senza grossi guadagni. Ha bisogni e desideri più psicologici che materiali.
Infine, fa fatica a tenere sulle spalle grandi responsabilità. Preferisce la leggerezza di una condizione in cui deve fare delle scelte, sì, ma quasi mai decisive; più che altro marginali, secondarie.

Se ti riconosci in questo profilo, il franchising ti farà del bene. Se sei una persona all’opposto, invece, lascia stare perché, per quanto possa avere degli apparenti vantaggi dal punto di vista economico, finirebbe con l’uccidere il tuo spirito, il tuo entusiasmo e la tua vitalità.
Valuta sempre tutto a partire da chi sei davvero, come anima, e da chi vuoi diventare, come persona.

Ilaria Cusano

PS. Io, come sai, ho scelto la via del network marketing, che è quella che mi corrisponde di più in assoluto. Se vuoi collaborare con me puoi unirti anche in autonomia al programma MBA, e poi contattarmi per sviluppare una strategia di azione insieme! Più che volentieri 😀